L ’ E -LEARNING PER L ’ I NNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE:  PROSPETTIVE PER GLI ATENEI, LE AZIENDE E IL TERRITORIO   Università degli Studi di Torino Aula Magna del Rettorato   22 Settembre 2010 e-learning: lo stato dell’arte condizioni di sviluppo  dell’e-learning Valerio Eletti   Sapienza Università di Roma
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning  traccia
Condizioni di sviluppo dell’e-learning.  Prima di vedere quali sono, per non creare ambiguità,  condividiamo il ventaglio di concetti, modelli e tecniche  sotteso dal “termine ombrello” e-learning : alcune parole chiave possono essere:  singolo vs collettivo e cooperativo  in ottica web 1,0 vs web 2.0  formale vs informale e non formale  di taglio pedagogico vs andragogico  prodotto vs servizio vs prodotto+servizio  Wbt  quick & dirty  vs simulazione, business game, serious game…  …  ma soprattutto:  erogato in un contesto di tipo educational ( istruzione scolastica o universitaria ) vs erogato in un contesto di  formazione professionale  (per le organizzazioni)  a cui si aggiunge un territorio di mezzo in cui possiamo collocare  la  formazione permanente  e continua ( lifelong learning )  Focalizziamo i concetti principali: istruzione vs formazione >>> A. Premessa
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
Per grandi linee possiamo dire che:  nell’ambiente scolastico e universitario ( istruzione -  education ) c’è abbondanza di risorse umane qualificate per l’insegnamento  scarsità di risorse economiche da investire in prodotti didattici  nelle organizzazioni pubbliche e private ( formazione -  training ) c’è scarsità di risorse umane qualificate per l’insegnamento abbondanza di risorse economiche da investire in prodotti didattici  Ciò comporta due approcci molto diversi al problema della trasmissione del sapere: approcci che vanno ad accentuare le differenze di obiettivi e target dei due macro-settori Vediamo le conseguenze generali più immediate che vanno a contestualizzare  il discorso sulle condizioni di sviluppo dell’e-learning nelle due aree  (oltre che nell’area intermedia della formazione continua e dell’alta formazione professionalizzante, che dovremo tralasciare oggi qui per questioni di tempo) >>>  B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
Strategia e Paradigma nelle Organizzazioni LMS e L.O.  Risorse economiche Valore aggiunto Metodo: sim e biz game  Contesto: Info-Learn  nelle Università Open source e L.A. Risorse umane Metodo: verso l’andragogia  Contesto: verso il territorio B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
Strategia e Paradigma nelle Organizzazioni LMS e L.O.  Risorse economiche nelle Università Open source e L.A. Risorse umane B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
L’e-Learning come   strategia   e   paradigma per la formazione :  A) nelle  Organizzazioni (pubbliche e private) :  disponibilità di risorse economiche e non umane  da cui: focus sull’efficienza =>  LMS commerciali e L.O.   B) nelle  Università (e nell’alta formazione) :  disponibilità di risorse umane e non economiche da cui: focus sull’efficacia =>  open source e L.A.   Passiamo a vedere l’altro aspetto:  il valore aggiunto dell’e-learning nelle due macroaree >>>  B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
nelle Organizzazioni Valore aggiunto Metodo: sim e biz game  Contesto: Info-Learn  nelle Università Metodo: verso l’andragogia  Contesto: verso il territorio B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
L’ eLearning come  valore aggiunto : le nuove frontiere ...  A)  nelle  Organizzazioni (pubbliche e private) :  sul fronte contesto => rapporto con e-P e KM verso l’info-learn  (vedremo più avanti di che cosa si tratta  >>> )   sul fronte metodologico => simulazioni e  business game B)  nelle  Università (e nell’alta formazione) :  sul fronte contesto => e-L come strumento facilitatore  per il contatto con il territorio  sul fronte metodologico => recupero e applicazione dell’andragogia e delle teorie socio-costruttiviste (con retroazione sulle lezioni frontali)  B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
Strategia e Paradigma nelle Organizzazioni LMS e L.O.  Risorse economiche Valore aggiunto Metodo: sim e biz game  Contesto: Info-Learn  nelle Università Open source e L.A. Risorse umane Metodo: verso l’andragogia  Contesto: verso il territorio B.  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
Le condizioni di sviluppo dell’e-learning nelle scuole e nelle università ,  restando in una panoramica generale e dunque in sostanza generica,  devono dunque tenere conto di:  scarsità di risorse economiche, abbondanza di docenti e tutor e affiancamento dell’online all’aula (blended learning)  Da cui discende una naturale tendenza all’uso di   sistemi cooperativi e collaborativi di tipo 2.0,  in ottica più di servizio che di prodotto didattico.   Le tipologie di prodotti e servizi  che troviamo più sviluppate in questa macroarea sono quindi:   strumenti di collaborazione/discussione on line (blog, wiki, forum, ecc)  ppt e dispense scaricabili da siti on line  e-book sia statici (Pdf o ePub) sia interattivi e multimediali (in sviluppo)  link a siti di approfondimento o a materiali precostituiti  B1. L’e-learning per scuole e università
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
Le condizioni di sviluppo dell’e-learning nelle organizzazioni ,  sia pubbliche che private, devono dunque tenere conto di:  scarsità di docenti e tutor, abbondanza di risorse economiche,  e forte attenzione all’ottimizzazione degli investimenti  in base a criteri di efficacia, efficienza, e follow-up in condizioni  di distribuzione del target sul territorio e di riutilizzo delle risorse sviluppate  Da cui discende una naturale tendenza all’uso di   sistemi più o meno sofisticati di tipo 1.0,  in ottica di prodotto didattico potenziato da servizi di assistenza.   Le tipologie di prodotti e servizi  che troviamo più sviluppate in questa macroarea sono quindi:   learning object su piattaforma LMS o LCMS  simulazioni (più  TaleSim  che  LabSim ), serious game e business game  tutoring e mentoring (con l’ausilio di strumenti 2.0 classici e aule virtuali)  con una forte attenzione (nelle multinazionali all’avanguardia) per lo sviluppo di   sistemi di formazione su dispositivi mobili geolocalizzati  sistemi di info-learn  (vediamo di che si tratta >>>)   B2. L’e-learning nelle organizzazioni
E-LEARNING Area HR E-PUBLISHING EDITORIA OFF LINE Area centrale (rif. libri)  CdRom, DvdRom, DvdVideo oltre ai vecchi standard  CdTv, Cd32, Cd-I ecc. EDITORIA ON LINE Due aree laterali opposte: - enciclopedia e biblioteca - giornalismo e pubblicità Siti, Portali, Repository e DB. Quick Wbt  Tutorial  Teledidattica  INFO-LEARN Schemi autoesplicanti Manuali interattivi  Reference  DI PILLOLE info-formativE con motori DI RICERCA  in linguaggio naturale Extended-e-learning  (standard per il trasferimento di conoscenze in ambienti assistiti) Simulazioni Business game in rete Casi guidati MERCATI INTERESSATI:  consumer, B2B, B2C,  oltre a  no profit e istituzionali AREE DI SVILUPPO:  M-LEARNING  AMBIENTI WI-FI INTELLIGENTI CELLULARI DI 3A GENERAZIONE  DISPOSITIVI WIRELESS Area KM   Gestione della conoscenza Gestione delle risorse umane B2.  L’e-learning nelle organizzazioni
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning  traccia
Partendo da quanto abbiamo visto finora, possiamo adesso mettere a fuoco  i  nodi chiave  che permettono o impediscono lo sviluppo dell’e-learning  in modi diversi  nell’istruzione (scuole e università)  e nelle organizzazioni (pubbliche e private).   Vediamoli in sintesi   (prima di concludere con l’individuazione delle condizioni trasversali  che definiscono la possibilità di sviluppare e-learning nei diversi casi) >>>   C. Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning  traccia
I nodi chiave specifici  per lo sviluppo dell’e-learning nelle scuole e nelle università ,  da quanto è emerso nella ormai vasta raccolta di studi a questo proposito,  si possono sintetizzare in:  adeguata formazione dei formatori (docenti, tutor e mentor)  adeguata infrastruttura sia tecnica che metodologica di riferimento  riconoscimento dell’attività didattica on line  rispetto al monte ore di attività da svolgere annualmente  ai fini della carriera dei docenti   tutela del diritto d’autore dei docenti sui materiali on line   sistematizzazione del confronto tra le diverse esperienze individuazione delle  best practices   creazione di  repository  di unità didattiche interoperabili   estensione dei requisiti minimi alle università telematiche C1. Condizioni di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning  traccia
I nodi chiave specifici per lo sviluppo dell’e-learning nelle organizzazioni ,  da quanto è emerso nella altrettanto vasta raccolta di studi a questo proposito,  si possono sintetizzare in:  committment  forte e chiaro dai vertici dell’organizzazione  motivazione degli utenti e dei loro diretti responsabili  misura dei risultati e organizzazione di azioni di feedbeck  utilizzo sistematico di strumenti di facilitazione  tutoring e mentoring  passaggi in aula fisica o virtuale sincrona in ottica blended  forte interattività nei L.O e interazione tra gli utenti  C2. Condizioni di sviluppo dell’e-learning per la formazione
Premessa: e-learning: un termine ombrello  L’e-learning per l’istruzione e per la formazione  L’e-learning per scuole e università  L’e-learning per le organizzazioni   Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione  per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning  traccia
D.  Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning   Al di là delle specificità delle singole macroaree di applicazione,  ci sono comunque delle costanti nei nodi critici da considerare  per ottenere condizioni ottimali di sviluppo dell’e-learning:  qualità dei prodotti e dei servizi  connessione  in rete solida e robusta piattaforma  usabile e accessibile   prodotti  didattici ricchi di interattività e multimedialità “funzionale”   servizi  garantiti da SLA concordati e controllati   motivazione degli utenti  misura dei risultati e retroazione di aggiustamento del processo  gradimento  efficacia  efficienza  follow up  (nelle organizzazioni)
D.  Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning   In estrema sintesi possiamo indicare nel seguente anello virtuoso  (ben noto agli esperti ma spesso ignorato nella pratica)  la condizione necessaria e non sufficiente  per progettare ed erogare efficaci ed efficienti percorsi formativi in e-learning:  ANALISI : vanno definiti in maniera chiara obiettivi, target e strumenti a disposizione (infrastrutture, budget, time to market)  PROGETTAZIONE : bisogna progettare il percorso formativo (e scegliere gli strumenti più adatti fra i tanti disponibili) avendo presente che cosa si vuole ottenere e come si misurano i risultati ottenuti (vedi alla voce “valutazione”)  EROGAZIONE : va eseguito un monitoraggio continuo, facilitando il percorso formativo e soprattutto motivando gli utenti a raggiungere l’obiettivo prefissato  VALUTAZIONE : è questa la fase chiave per attivare il feedback di controllo e di retroazione per l’ottimizzazione del percorso (i criteri di valutazione sia dei risultati degli utenti sia dell’efficacia del percorso erogato devono essere definiti in fase di progettazione)  REVISIONE : prima di avviare un nuovo ciclo formativo vanno acquisite le necessità e le correzioni messe in evidenza dal ciclo precedente
GRAZIE PER L’ATTENZIONE per approfondimenti o informazioni [email_address] Per chi fosse interessato all’analisi della qualità  nei corsi in e-learning erogati nelle organizzazioni pubbliche,  riporto qui di seguito   la sintesi presentata al Forum PA 2010  della ricerca sulle  best and worst practices   da me coordinata per TRIeL,  il “Tavolo di Raccordo Interistituzione per l’e-Learning nella PA”  presieduto da Isfol con l’apporto dei Ministeri interessati  e di associazioni di settore come SIe-L e Asfor   http://iniziative.forumpa.it/expo10/convegni/e-learning-e-innovazione   …  e, se il tempo lo permette,  possiamo vedere insieme le conclusioni della ricerca TRIeL  e le raccomandazioni per creare le condizioni ottimali  di sviluppo dell’e-learning (nel caso della PA) alla  slide 39 >>>
“ E-learning e innovazione ” 18 Maggio 2010 nel Forum P.A. Nuova Fiera di Roma Qualità dell’e-learning Valerio Eletti   TRIeL - Asfor
Il problema della qualità della formazione on line  Le rilevazioni sul campo nei corsi on line della PA  L’analisi dei risultati e le proposte operative  agenda
La mancanza di qualità nella formazione provoca diversi danni : perdita di tempo e di denaro mancata preparazione dei discenti alle sfide a cui dovevano essere preparati  danni al committente (nel nostro caso la PA) danni ai clienti (nel nostro caso i cittadini)  Ciò vale in generale.  Che succede quando la formazione è erogata in e-learning?   Prima di rispondere condividiamo il senso che diamo a questo termine:  In questo contesto chiamiamo e-learning il pacchetto di tecnologie+metodologie  che si aggiungono (non si sostituiscono)  alla cassetta degli attrezzi del formatore per far aumentare efficacia ed efficienza alla formazione.   A. Il problema della qualità
Che danni provoca la cattiva qualità nella formazione in e-learning?  Oltre a quelli comuni a tutti i tipi di formazione (perdita di tempo e di denaro, mancata preparazione dei discenti alle sfide a cui dovevano essere preparati, danni al committente e ai clienti), abbiamo anche:  diffidenza dell’utente:  verso la formazione in generale verso le tecnologie digitali in generale diffidenza del committente:  verso la formazione in generale verso le tecnologie digitali in generale Con un  doppio danno per il cittadino   che vede minate l’efficienza e l’efficacia di una PA  percepita come incapace di rinnovarsi  e diffidente a tutti i livelli verso le nuove tecnologie  e quindi verso l’innovazione indotta dovunque - nel privato e all’estero -  dalle potenzialità dell’interconnessione in rete.   A. Il problema della qualità
La cattiva qualità nella formazione in e-learning  genera dunque un effetto valanga che cresce su se stesso  e che va per questo controllato e troncato sul nascere:  cosa attuata da anni nelle aziende di dimensioni nazionali e multinazionali,  grazie a meccanismi interni di autocontrollo e di ottimizzazione delle filiere cosa da attuare in tempi brevi e in maniera efficace anche nella PA,  se non si vogliono far dilagare gli attuali sensi di disillusione e sfiducia  sia nella formazione sia nelle nuove tecnologie digitali connesse in rete Ma  che  cos’è che non funziona  dal punto di vista qualitativo  nella attuale offerta formativa in e-learning della PA?  E quali sono invece i punti di forza presenti già oggi che andrebbero potenziati?   Vediamo in sintesi i risultati di un’indagine sul campo  realizzata da TRIeL nel 2009 e da poco conclusa …  A. Il problema della qualità
Il problema della qualità della formazione on line  Le rilevazioni sul campo nei corsi on line della PA  L’analisi dei risultati e le proposte operative  agenda
Per  verificare nel concreto che cosa funziona e che cosa non funziona   dal punto di vista qualitativo nella attuale offerta formativa in e-learning della PA,  il tavolo TRIeL ha condotto nell’ultimo anno una  indagine sul campo   (coordinata dalla Dott.ssa Vaiasicca dell’Isfol, con la collaborazione della Dott.ssa Pratesi),  prendendo a riferimento le analisi di scenario delineate in ricerche europee  come  Helios  ( Horizontal E-learning Integrated Observation System )  o  Learnovation  (promosso all’interno del  Lifelong Learning Programme  nel 2008)  e l’analisi  Delphi  realizzata nel corso del 2008 da Scienter per TRIeL (i documenti di riferimento si trovano nelle cartelline a disposizione del pubblico).   I rappresentanti dei Ministeri, delle Regioni, degli Enti e delle Associazioni di categoria  presenti al Tavolo TRIeL hanno indicato al gruppo di ricerca i casi di studio da esaminare,  per un totale di 14 esperienze, alcune delle quali coinvolgono decine di aziende o consorzi.  A ciascun caso di studio  i ricercatori Isfol-TRIeL hanno dedicato colloqui approfonditi  e  analisi dettagliate di 73 variabili sensibili .  B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
Senza entrare nei dettagli della ricerca,  possiamo dire che tali variabili riguardano aspetti specifici relativi a: Progettazione,  Competenze obiettivo,  Target,  Condizioni esterne di realizzazione,  Contesto di spendibilità delle competenze acquisite,  Metodi e strumenti,  Ruoli intervenienti,  Processi di valutazione,  Riferimenti alla comunità,  L’analisi di ciascuna variabile e la valutazione della sua incidenza sul processo  hanno condotto a una  valutazione sintetica dei  punti di forza , dei  punti di debolezza   e degli  interventi di miglioramento  individuabili per ciascun progetto .  B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
In conclusione i ricercatori hanno elaborato alla fine di ogni analisi di caso,  una tabella valutativa relativa alla descrizione sintetica di  Funzionalità,  Usabilità,  Contenuti,  Malfunzionamenti,  Compatibilità,  Prestazioni  Accessibilità.   Il totale dei punteggi attributi - con i rispettivi pesi - a ciascuna delle 73 variabili sensibili ha dato luogo a una sorta di classifica informale basata su una misura di tipo qualitativo  che permette di delineare le  best practices  e le  worst practices  tra i casi esaminati,  dal punto di vista della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza dell’intervento formativo.  Vediamo la “classifica” delle esperienze esaminate dal gruppo di ricerca TRIeL Isfol.   B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL  29 38 40 44 45 46 46 49 57 60 63 63 63 66 PUNTI Progetto nato da un partenariato coordinato a livello europeo da soggetti privati e pubblici per la creazione di un innovativo profilo nel settore audiovisivo  C2 Master per docenti iscritti spontaneamente al progetto C1 Progetto di lifelong learning per il settore dell’educazione C14 Progetto europeo, promosso dalle P.A. europee, per lo sviluppo di una rete condivisa di saperi ed esperienze  C10 Ha coinvolto docenti collegati alla rete promotrice in un percorso strutturato con simulazioni in real time  C5 Progetto regionale cofinanziato dal Cnipa che ha proposto l’aggiornamento delle competenze di dirigenti e funzionari delle P.A.  C7 Propone corsi di aggiornamento per un corpo militare  C6 Progetto regionale cofinanziato dal Cnipa che ha proposto l’aggiornamento delle competenze di dirigenti e funzionari delle P.A.  C9 Progetto regionale cofinanziato dal Cnipa che ha proposto l’aggiornamento delle competenze di dirigenti e funzionari delle P.A.  C8 Master per l’aggiornamento di competenze per la gestione consapevole delle procedure  organizzative tramite le nuove tecnologie, promosso da un ente pubblico  C11 Progetto di  lifelong learning,  promosso da un ente pubblico,   che  si rivolge al settore della formazione  C13 Progetto regionale che assicura il  lifelong learning,  destinandolo all’intera popolazione italiana  C12 Master accreditato per la formazione manageriale di neoassunti del gruppo di 19 aziende che l’ha promosso  C4 Ente pubblico che si occupa del miglioramento delle tecniche di acquisizione di competenze nel settore delle Piccole e Medie imprese che si occupano di import-export  C3 DESCRIZIONE   CASI
Una serie di note doverose per la lettura della tabella:  i dati sono stati trattati in forma anonima  i primi sei casi (fondo verde) risultano qualitativamente all’altezza dei propri obiettivi  gli ultimi tre casi (fondo rosso) risultano completamente inadeguati  i casi centrali (fondo giallo e ocra) hanno gradi diversi di inadeguatezza  Pur mantenendo l’anonimato dei casi esaminati, ci sentiamo di segnalare  come  migliore esperienza  di utilizzo efficace ed efficiente dell’e-learning nella PA italiana  quella dell’ Istituto Commercio Estero  (ICE, indicato in tabella come C3),  che ha realizzato ed erogato un pacchetto di corsi  blended  dedicati al miglioramento delle tecniche di acquisizione di competenze  nel settore delle Piccole e Medie imprese che si occupano di import-export.  E  ora veniamo ai risultati che emergono da questa ricerca,  tenendo conto che sono le criticità gli elementi più preziosi da prendere in considerazione  se si vogliono individuare le linee guida per il raggiungimento della qualità richiesta.  B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
Il problema della qualità della formazione on line  Le rilevazioni sul campo nei corsi on line della PA  L’analisi dei risultati e le proposte operative  agenda
L’analisi dei dati della ricerca TRIeL Isfol,  tenendo conto anche di quanto viene osservato al proposito nella saggistica internazionale,  fa emergere delle  criticità ricorrenti  in tutti i casi esaminati,  a causa di azioni di progettazione, erogazione e/o valutazione inadeguate.  Vediamo le principali.   C.1. L’analisi dei risultati
Ogni intervento in e-learning viene ri-progettato ex-novo   senza utilizzare le esperienze  e i repository esistenti in altri settori (anche molto prossimi) della PA (quanti duplicati si sono fatti, per esempio, dei corsi on line per la privacy  o per la sicurezza? Quanto denaro è stato così sprecato?) C.1. L’analisi dei risultati
Vengono trascurati o sottovalutati fattori critici dei nodi strutturali della filiera:  Chiarezza di obiettivi, bisogni e fattibilità   Commitment  forte e chiaro della direzione e dei responsabili diretti  Effettiva rispondenza agli effettivi bisogni formativi degli utenti  Attenzione agli intralci burocratici  Adeguatezza delle infrastrutture Dotazione tecnologica  Tipologia di connessione  Software di supporto e gestione (piattaforma)  Preparazione in ambito e-learning di docenti e tutor   Attenzione agli utenti finali   Verifica dell’alfabetizzazione informatica degli utenti  Verifica dell’adeguatezza dei tempi di fruizione  Coinvolgimento e motivazione degli utenti C.1. L’analisi dei risultati
La committenza  (direzioni del personale o responsabili formazione e sviluppo)   non è preparata a sufficienza:  si trova così a “subire” la superiore preparazione tecnologica e metodologica  di fornitori (di piattaforma, di contenuti, di sviluppo e di erogazione)  di cui non è in grado di valutare capacità, qualità e attendibilità;  per cui  accetta spesso prodotti e servizi di scarsa qualità , e in particolare:   Piattaforme sw costose e inadeguate  Corsi in  e-reading  (dispense trasferite  sic et simpliciter  in digitale) …  …  oppure unità didattiche rigide di prima generazione (CBT e WBT) …  …  oppure di seconda generazione (brute riprese video di lezioni in aula)  Erogazioni senza coinvolgimento e motivazione degli utenti  Il tutto originato dalla sostanziale  incapacità di elaborare e gestire i bandi   per l’assegnazione delle diversi fasi del lavoro (dall’analisi dei bisogni formativi,  alla piattaforma, all’instructional design, alla preparazione dei contenuti,  alla produzione delle unità didattiche, all’assistenza on line, ecc) ,  C.1. L’analisi dei risultati
Non viene fatta una valutazione sistematica dei risultati ottenuti :   lato  utente  (ex ante, in corso ed ex post):  verifica del gradimento,  della preparazione ottenuta,  della capacità di applicarla sul lavoro lato  fornitore  (esperti di contenuto, sviluppatori, erogatori):  valutazione di efficacia ed efficienza del prodotto/servizio fornito,  verifica del raggiungimento degli obiettivi formativi eventuale ri-progettazione di parti del corso E per definizione  senza feedback non è possibile ottenere miglioramento del processo ,  ottimizzazione delle risorse impiegate,  adattamento della struttura committente alle esigenze  imposte dall’ambiente e dalla sua evoluzione continua.  C.1. L’analisi dei risultati
Come diretta conseguenza dell’analisi delle criticità emerse dallo studio TRIeL Isfol,  si delineano delle nette  linee guida tecniche e metodologiche  che in buona parte si sovrappongono o addirittura coincidono  con quelle che emergono dagli altri gruppi di lavoro di TRIeL (come il Delphi),  da ricerche parallele (come Fortic), e dalla letteratura internazionale.  Qui non entriamo però nelle soluzioni tecniche e metodologiche, utili agli specialisti,  ma  diamo i punti di riferimento “politici” per una serie di azioni concrete   che possano evitare al cittadino i danni (di cui si parlava all’inizio)  causati da una cattiva qualità dell’e-learning nella PA.  Sono cinque “raccomandazioni”. Vediamole una per una…   C.2. Le proposte operative  La cattiva qualità dell’e-learning nella PA  provoca un  doppio danno per il cittadino   che vede minate l’efficienza e l’efficacia di una PA  percepita come incapace di rinnovarsi  e diffidente a tutti i livelli verso le nuove tecnologie  e quindi verso l’innovazione indotta dovunque,  nel privato e all’estero,  dalle potenzialità dell’interconnessione in rete.
Formare i committenti  (oltre ai gestori e ai formatori e-learning)  nella PA (azione avviata dal Cnipa con Stanca e poi non più praticata) Supportare lo scambio e il confronto di esperienze tra le PA  (ripristino di un osservatorio nazionale sull’e-learning con uno sguardo all’Europa; evidenziazione e diffusione delle buone pratiche e delle eccellenze) Formare repository specialistici ragionati  (creare repository di unità didattiche di settore i cui elementi siano certificati;  per esempio scegliere tra quelli prodotti i migliori corsi su privacy e sicurezza) Creare un albo di fornitori di qualità certificata  (fornitori da individuare analizzando le  best practices  private e pubbliche) Creare un ente di ricerca e certificazione che coordini le funzioni sopra descritte (e/o creare centri regionali coordinati con accesso a repository e studi comuni) C.2. Le proposte operative

Eletti convegno torino_22set2010

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    L ’ E-LEARNING PER L ’ I NNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE: PROSPETTIVE PER GLI ATENEI, LE AZIENDE E IL TERRITORIO Università degli Studi di Torino Aula Magna del Rettorato 22 Settembre 2010 e-learning: lo stato dell’arte condizioni di sviluppo dell’e-learning Valerio Eletti Sapienza Università di Roma
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    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
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    Condizioni di sviluppodell’e-learning. Prima di vedere quali sono, per non creare ambiguità, condividiamo il ventaglio di concetti, modelli e tecniche sotteso dal “termine ombrello” e-learning : alcune parole chiave possono essere: singolo vs collettivo e cooperativo in ottica web 1,0 vs web 2.0 formale vs informale e non formale di taglio pedagogico vs andragogico prodotto vs servizio vs prodotto+servizio Wbt quick & dirty vs simulazione, business game, serious game… … ma soprattutto: erogato in un contesto di tipo educational ( istruzione scolastica o universitaria ) vs erogato in un contesto di formazione professionale (per le organizzazioni) a cui si aggiunge un territorio di mezzo in cui possiamo collocare la formazione permanente e continua ( lifelong learning ) Focalizziamo i concetti principali: istruzione vs formazione >>> A. Premessa
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    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
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    Per grandi lineepossiamo dire che: nell’ambiente scolastico e universitario ( istruzione - education ) c’è abbondanza di risorse umane qualificate per l’insegnamento scarsità di risorse economiche da investire in prodotti didattici nelle organizzazioni pubbliche e private ( formazione - training ) c’è scarsità di risorse umane qualificate per l’insegnamento abbondanza di risorse economiche da investire in prodotti didattici Ciò comporta due approcci molto diversi al problema della trasmissione del sapere: approcci che vanno ad accentuare le differenze di obiettivi e target dei due macro-settori Vediamo le conseguenze generali più immediate che vanno a contestualizzare il discorso sulle condizioni di sviluppo dell’e-learning nelle due aree (oltre che nell’area intermedia della formazione continua e dell’alta formazione professionalizzante, che dovremo tralasciare oggi qui per questioni di tempo) >>> B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
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    Strategia e Paradigmanelle Organizzazioni LMS e L.O. Risorse economiche Valore aggiunto Metodo: sim e biz game Contesto: Info-Learn nelle Università Open source e L.A. Risorse umane Metodo: verso l’andragogia Contesto: verso il territorio B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
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    Strategia e Paradigmanelle Organizzazioni LMS e L.O. Risorse economiche nelle Università Open source e L.A. Risorse umane B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
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    L’e-Learning come strategia e paradigma per la formazione : A) nelle Organizzazioni (pubbliche e private) : disponibilità di risorse economiche e non umane da cui: focus sull’efficienza => LMS commerciali e L.O. B) nelle Università (e nell’alta formazione) : disponibilità di risorse umane e non economiche da cui: focus sull’efficacia => open source e L.A. Passiamo a vedere l’altro aspetto: il valore aggiunto dell’e-learning nelle due macroaree >>> B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
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    nelle Organizzazioni Valoreaggiunto Metodo: sim e biz game Contesto: Info-Learn nelle Università Metodo: verso l’andragogia Contesto: verso il territorio B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
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    L’ eLearning come valore aggiunto : le nuove frontiere ... A) nelle Organizzazioni (pubbliche e private) : sul fronte contesto => rapporto con e-P e KM verso l’info-learn (vedremo più avanti di che cosa si tratta >>> ) sul fronte metodologico => simulazioni e business game B) nelle Università (e nell’alta formazione) : sul fronte contesto => e-L come strumento facilitatore per il contatto con il territorio sul fronte metodologico => recupero e applicazione dell’andragogia e delle teorie socio-costruttiviste (con retroazione sulle lezioni frontali) B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
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    Strategia e Paradigmanelle Organizzazioni LMS e L.O. Risorse economiche Valore aggiunto Metodo: sim e biz game Contesto: Info-Learn nelle Università Open source e L.A. Risorse umane Metodo: verso l’andragogia Contesto: verso il territorio B. L’e-learning per l’istruzione e per la formazione
  • 12.
    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
  • 13.
    Le condizioni disviluppo dell’e-learning nelle scuole e nelle università , restando in una panoramica generale e dunque in sostanza generica, devono dunque tenere conto di: scarsità di risorse economiche, abbondanza di docenti e tutor e affiancamento dell’online all’aula (blended learning) Da cui discende una naturale tendenza all’uso di sistemi cooperativi e collaborativi di tipo 2.0, in ottica più di servizio che di prodotto didattico. Le tipologie di prodotti e servizi che troviamo più sviluppate in questa macroarea sono quindi: strumenti di collaborazione/discussione on line (blog, wiki, forum, ecc) ppt e dispense scaricabili da siti on line e-book sia statici (Pdf o ePub) sia interattivi e multimediali (in sviluppo) link a siti di approfondimento o a materiali precostituiti B1. L’e-learning per scuole e università
  • 14.
    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
  • 15.
    Le condizioni disviluppo dell’e-learning nelle organizzazioni , sia pubbliche che private, devono dunque tenere conto di: scarsità di docenti e tutor, abbondanza di risorse economiche, e forte attenzione all’ottimizzazione degli investimenti in base a criteri di efficacia, efficienza, e follow-up in condizioni di distribuzione del target sul territorio e di riutilizzo delle risorse sviluppate Da cui discende una naturale tendenza all’uso di sistemi più o meno sofisticati di tipo 1.0, in ottica di prodotto didattico potenziato da servizi di assistenza. Le tipologie di prodotti e servizi che troviamo più sviluppate in questa macroarea sono quindi: learning object su piattaforma LMS o LCMS simulazioni (più TaleSim che LabSim ), serious game e business game tutoring e mentoring (con l’ausilio di strumenti 2.0 classici e aule virtuali) con una forte attenzione (nelle multinazionali all’avanguardia) per lo sviluppo di sistemi di formazione su dispositivi mobili geolocalizzati sistemi di info-learn (vediamo di che si tratta >>>) B2. L’e-learning nelle organizzazioni
  • 16.
    E-LEARNING Area HRE-PUBLISHING EDITORIA OFF LINE Area centrale (rif. libri) CdRom, DvdRom, DvdVideo oltre ai vecchi standard CdTv, Cd32, Cd-I ecc. EDITORIA ON LINE Due aree laterali opposte: - enciclopedia e biblioteca - giornalismo e pubblicità Siti, Portali, Repository e DB. Quick Wbt Tutorial Teledidattica INFO-LEARN Schemi autoesplicanti Manuali interattivi Reference DI PILLOLE info-formativE con motori DI RICERCA in linguaggio naturale Extended-e-learning (standard per il trasferimento di conoscenze in ambienti assistiti) Simulazioni Business game in rete Casi guidati MERCATI INTERESSATI: consumer, B2B, B2C, oltre a no profit e istituzionali AREE DI SVILUPPO: M-LEARNING AMBIENTI WI-FI INTELLIGENTI CELLULARI DI 3A GENERAZIONE DISPOSITIVI WIRELESS Area KM Gestione della conoscenza Gestione delle risorse umane B2. L’e-learning nelle organizzazioni
  • 17.
    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
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    Partendo da quantoabbiamo visto finora, possiamo adesso mettere a fuoco i nodi chiave che permettono o impediscono lo sviluppo dell’e-learning in modi diversi nell’istruzione (scuole e università) e nelle organizzazioni (pubbliche e private). Vediamoli in sintesi (prima di concludere con l’individuazione delle condizioni trasversali che definiscono la possibilità di sviluppare e-learning nei diversi casi) >>> C. Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning
  • 19.
    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
  • 20.
    I nodi chiavespecifici per lo sviluppo dell’e-learning nelle scuole e nelle università , da quanto è emerso nella ormai vasta raccolta di studi a questo proposito, si possono sintetizzare in: adeguata formazione dei formatori (docenti, tutor e mentor) adeguata infrastruttura sia tecnica che metodologica di riferimento riconoscimento dell’attività didattica on line rispetto al monte ore di attività da svolgere annualmente ai fini della carriera dei docenti tutela del diritto d’autore dei docenti sui materiali on line sistematizzazione del confronto tra le diverse esperienze individuazione delle best practices creazione di repository di unità didattiche interoperabili estensione dei requisiti minimi alle università telematiche C1. Condizioni di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione
  • 21.
    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
  • 22.
    I nodi chiavespecifici per lo sviluppo dell’e-learning nelle organizzazioni , da quanto è emerso nella altrettanto vasta raccolta di studi a questo proposito, si possono sintetizzare in: committment forte e chiaro dai vertici dell’organizzazione motivazione degli utenti e dei loro diretti responsabili misura dei risultati e organizzazione di azioni di feedbeck utilizzo sistematico di strumenti di facilitazione tutoring e mentoring passaggi in aula fisica o virtuale sincrona in ottica blended forte interattività nei L.O e interazione tra gli utenti C2. Condizioni di sviluppo dell’e-learning per la formazione
  • 23.
    Premessa: e-learning: untermine ombrello L’e-learning per l’istruzione e per la formazione L’e-learning per scuole e università L’e-learning per le organizzazioni Condizioni specifiche di sviluppo dell’e-learning per l’istruzione per la formazione Condizioni trasversali per lo sviluppo dell’e-learning traccia
  • 24.
    D. Condizionitrasversali per lo sviluppo dell’e-learning Al di là delle specificità delle singole macroaree di applicazione, ci sono comunque delle costanti nei nodi critici da considerare per ottenere condizioni ottimali di sviluppo dell’e-learning: qualità dei prodotti e dei servizi connessione in rete solida e robusta piattaforma usabile e accessibile prodotti didattici ricchi di interattività e multimedialità “funzionale” servizi garantiti da SLA concordati e controllati motivazione degli utenti misura dei risultati e retroazione di aggiustamento del processo gradimento efficacia efficienza follow up (nelle organizzazioni)
  • 25.
    D. Condizionitrasversali per lo sviluppo dell’e-learning In estrema sintesi possiamo indicare nel seguente anello virtuoso (ben noto agli esperti ma spesso ignorato nella pratica) la condizione necessaria e non sufficiente per progettare ed erogare efficaci ed efficienti percorsi formativi in e-learning: ANALISI : vanno definiti in maniera chiara obiettivi, target e strumenti a disposizione (infrastrutture, budget, time to market) PROGETTAZIONE : bisogna progettare il percorso formativo (e scegliere gli strumenti più adatti fra i tanti disponibili) avendo presente che cosa si vuole ottenere e come si misurano i risultati ottenuti (vedi alla voce “valutazione”) EROGAZIONE : va eseguito un monitoraggio continuo, facilitando il percorso formativo e soprattutto motivando gli utenti a raggiungere l’obiettivo prefissato VALUTAZIONE : è questa la fase chiave per attivare il feedback di controllo e di retroazione per l’ottimizzazione del percorso (i criteri di valutazione sia dei risultati degli utenti sia dell’efficacia del percorso erogato devono essere definiti in fase di progettazione) REVISIONE : prima di avviare un nuovo ciclo formativo vanno acquisite le necessità e le correzioni messe in evidenza dal ciclo precedente
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    GRAZIE PER L’ATTENZIONEper approfondimenti o informazioni [email_address] Per chi fosse interessato all’analisi della qualità nei corsi in e-learning erogati nelle organizzazioni pubbliche, riporto qui di seguito la sintesi presentata al Forum PA 2010 della ricerca sulle best and worst practices da me coordinata per TRIeL, il “Tavolo di Raccordo Interistituzione per l’e-Learning nella PA” presieduto da Isfol con l’apporto dei Ministeri interessati e di associazioni di settore come SIe-L e Asfor http://iniziative.forumpa.it/expo10/convegni/e-learning-e-innovazione … e, se il tempo lo permette, possiamo vedere insieme le conclusioni della ricerca TRIeL e le raccomandazioni per creare le condizioni ottimali di sviluppo dell’e-learning (nel caso della PA) alla slide 39 >>>
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    “ E-learning einnovazione ” 18 Maggio 2010 nel Forum P.A. Nuova Fiera di Roma Qualità dell’e-learning Valerio Eletti TRIeL - Asfor
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    Il problema dellaqualità della formazione on line Le rilevazioni sul campo nei corsi on line della PA L’analisi dei risultati e le proposte operative agenda
  • 29.
    La mancanza diqualità nella formazione provoca diversi danni : perdita di tempo e di denaro mancata preparazione dei discenti alle sfide a cui dovevano essere preparati danni al committente (nel nostro caso la PA) danni ai clienti (nel nostro caso i cittadini) Ciò vale in generale. Che succede quando la formazione è erogata in e-learning? Prima di rispondere condividiamo il senso che diamo a questo termine: In questo contesto chiamiamo e-learning il pacchetto di tecnologie+metodologie che si aggiungono (non si sostituiscono) alla cassetta degli attrezzi del formatore per far aumentare efficacia ed efficienza alla formazione. A. Il problema della qualità
  • 30.
    Che danni provocala cattiva qualità nella formazione in e-learning? Oltre a quelli comuni a tutti i tipi di formazione (perdita di tempo e di denaro, mancata preparazione dei discenti alle sfide a cui dovevano essere preparati, danni al committente e ai clienti), abbiamo anche: diffidenza dell’utente: verso la formazione in generale verso le tecnologie digitali in generale diffidenza del committente: verso la formazione in generale verso le tecnologie digitali in generale Con un doppio danno per il cittadino che vede minate l’efficienza e l’efficacia di una PA percepita come incapace di rinnovarsi e diffidente a tutti i livelli verso le nuove tecnologie e quindi verso l’innovazione indotta dovunque - nel privato e all’estero - dalle potenzialità dell’interconnessione in rete. A. Il problema della qualità
  • 31.
    La cattiva qualitànella formazione in e-learning genera dunque un effetto valanga che cresce su se stesso e che va per questo controllato e troncato sul nascere: cosa attuata da anni nelle aziende di dimensioni nazionali e multinazionali, grazie a meccanismi interni di autocontrollo e di ottimizzazione delle filiere cosa da attuare in tempi brevi e in maniera efficace anche nella PA, se non si vogliono far dilagare gli attuali sensi di disillusione e sfiducia sia nella formazione sia nelle nuove tecnologie digitali connesse in rete Ma che cos’è che non funziona dal punto di vista qualitativo nella attuale offerta formativa in e-learning della PA? E quali sono invece i punti di forza presenti già oggi che andrebbero potenziati? Vediamo in sintesi i risultati di un’indagine sul campo realizzata da TRIeL nel 2009 e da poco conclusa … A. Il problema della qualità
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    Il problema dellaqualità della formazione on line Le rilevazioni sul campo nei corsi on line della PA L’analisi dei risultati e le proposte operative agenda
  • 33.
    Per verificarenel concreto che cosa funziona e che cosa non funziona dal punto di vista qualitativo nella attuale offerta formativa in e-learning della PA, il tavolo TRIeL ha condotto nell’ultimo anno una indagine sul campo (coordinata dalla Dott.ssa Vaiasicca dell’Isfol, con la collaborazione della Dott.ssa Pratesi), prendendo a riferimento le analisi di scenario delineate in ricerche europee come Helios ( Horizontal E-learning Integrated Observation System ) o Learnovation (promosso all’interno del Lifelong Learning Programme nel 2008) e l’analisi Delphi realizzata nel corso del 2008 da Scienter per TRIeL (i documenti di riferimento si trovano nelle cartelline a disposizione del pubblico). I rappresentanti dei Ministeri, delle Regioni, degli Enti e delle Associazioni di categoria presenti al Tavolo TRIeL hanno indicato al gruppo di ricerca i casi di studio da esaminare, per un totale di 14 esperienze, alcune delle quali coinvolgono decine di aziende o consorzi. A ciascun caso di studio i ricercatori Isfol-TRIeL hanno dedicato colloqui approfonditi e analisi dettagliate di 73 variabili sensibili . B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
  • 34.
    Senza entrare neidettagli della ricerca, possiamo dire che tali variabili riguardano aspetti specifici relativi a: Progettazione, Competenze obiettivo, Target, Condizioni esterne di realizzazione, Contesto di spendibilità delle competenze acquisite, Metodi e strumenti, Ruoli intervenienti, Processi di valutazione, Riferimenti alla comunità, L’analisi di ciascuna variabile e la valutazione della sua incidenza sul processo hanno condotto a una valutazione sintetica dei punti di forza , dei punti di debolezza e degli interventi di miglioramento individuabili per ciascun progetto . B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
  • 35.
    In conclusione iricercatori hanno elaborato alla fine di ogni analisi di caso, una tabella valutativa relativa alla descrizione sintetica di Funzionalità, Usabilità, Contenuti, Malfunzionamenti, Compatibilità, Prestazioni Accessibilità. Il totale dei punteggi attributi - con i rispettivi pesi - a ciascuna delle 73 variabili sensibili ha dato luogo a una sorta di classifica informale basata su una misura di tipo qualitativo che permette di delineare le best practices e le worst practices tra i casi esaminati, dal punto di vista della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza dell’intervento formativo. Vediamo la “classifica” delle esperienze esaminate dal gruppo di ricerca TRIeL Isfol. B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
  • 36.
    B. Le rilevazionisul campo di TRIeL 29 38 40 44 45 46 46 49 57 60 63 63 63 66 PUNTI Progetto nato da un partenariato coordinato a livello europeo da soggetti privati e pubblici per la creazione di un innovativo profilo nel settore audiovisivo C2 Master per docenti iscritti spontaneamente al progetto C1 Progetto di lifelong learning per il settore dell’educazione C14 Progetto europeo, promosso dalle P.A. europee, per lo sviluppo di una rete condivisa di saperi ed esperienze C10 Ha coinvolto docenti collegati alla rete promotrice in un percorso strutturato con simulazioni in real time C5 Progetto regionale cofinanziato dal Cnipa che ha proposto l’aggiornamento delle competenze di dirigenti e funzionari delle P.A. C7 Propone corsi di aggiornamento per un corpo militare C6 Progetto regionale cofinanziato dal Cnipa che ha proposto l’aggiornamento delle competenze di dirigenti e funzionari delle P.A. C9 Progetto regionale cofinanziato dal Cnipa che ha proposto l’aggiornamento delle competenze di dirigenti e funzionari delle P.A. C8 Master per l’aggiornamento di competenze per la gestione consapevole delle procedure organizzative tramite le nuove tecnologie, promosso da un ente pubblico C11 Progetto di lifelong learning, promosso da un ente pubblico, che si rivolge al settore della formazione C13 Progetto regionale che assicura il lifelong learning, destinandolo all’intera popolazione italiana C12 Master accreditato per la formazione manageriale di neoassunti del gruppo di 19 aziende che l’ha promosso C4 Ente pubblico che si occupa del miglioramento delle tecniche di acquisizione di competenze nel settore delle Piccole e Medie imprese che si occupano di import-export C3 DESCRIZIONE CASI
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    Una serie dinote doverose per la lettura della tabella: i dati sono stati trattati in forma anonima i primi sei casi (fondo verde) risultano qualitativamente all’altezza dei propri obiettivi gli ultimi tre casi (fondo rosso) risultano completamente inadeguati i casi centrali (fondo giallo e ocra) hanno gradi diversi di inadeguatezza Pur mantenendo l’anonimato dei casi esaminati, ci sentiamo di segnalare come migliore esperienza di utilizzo efficace ed efficiente dell’e-learning nella PA italiana quella dell’ Istituto Commercio Estero (ICE, indicato in tabella come C3), che ha realizzato ed erogato un pacchetto di corsi blended dedicati al miglioramento delle tecniche di acquisizione di competenze nel settore delle Piccole e Medie imprese che si occupano di import-export. E ora veniamo ai risultati che emergono da questa ricerca, tenendo conto che sono le criticità gli elementi più preziosi da prendere in considerazione se si vogliono individuare le linee guida per il raggiungimento della qualità richiesta. B. Le rilevazioni sul campo di TRIeL
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    Il problema dellaqualità della formazione on line Le rilevazioni sul campo nei corsi on line della PA L’analisi dei risultati e le proposte operative agenda
  • 39.
    L’analisi dei datidella ricerca TRIeL Isfol, tenendo conto anche di quanto viene osservato al proposito nella saggistica internazionale, fa emergere delle criticità ricorrenti in tutti i casi esaminati, a causa di azioni di progettazione, erogazione e/o valutazione inadeguate. Vediamo le principali. C.1. L’analisi dei risultati
  • 40.
    Ogni intervento ine-learning viene ri-progettato ex-novo senza utilizzare le esperienze e i repository esistenti in altri settori (anche molto prossimi) della PA (quanti duplicati si sono fatti, per esempio, dei corsi on line per la privacy o per la sicurezza? Quanto denaro è stato così sprecato?) C.1. L’analisi dei risultati
  • 41.
    Vengono trascurati osottovalutati fattori critici dei nodi strutturali della filiera: Chiarezza di obiettivi, bisogni e fattibilità Commitment forte e chiaro della direzione e dei responsabili diretti Effettiva rispondenza agli effettivi bisogni formativi degli utenti Attenzione agli intralci burocratici Adeguatezza delle infrastrutture Dotazione tecnologica Tipologia di connessione Software di supporto e gestione (piattaforma) Preparazione in ambito e-learning di docenti e tutor Attenzione agli utenti finali Verifica dell’alfabetizzazione informatica degli utenti Verifica dell’adeguatezza dei tempi di fruizione Coinvolgimento e motivazione degli utenti C.1. L’analisi dei risultati
  • 42.
    La committenza (direzioni del personale o responsabili formazione e sviluppo) non è preparata a sufficienza: si trova così a “subire” la superiore preparazione tecnologica e metodologica di fornitori (di piattaforma, di contenuti, di sviluppo e di erogazione) di cui non è in grado di valutare capacità, qualità e attendibilità; per cui accetta spesso prodotti e servizi di scarsa qualità , e in particolare: Piattaforme sw costose e inadeguate Corsi in e-reading (dispense trasferite sic et simpliciter in digitale) … … oppure unità didattiche rigide di prima generazione (CBT e WBT) … … oppure di seconda generazione (brute riprese video di lezioni in aula) Erogazioni senza coinvolgimento e motivazione degli utenti Il tutto originato dalla sostanziale incapacità di elaborare e gestire i bandi per l’assegnazione delle diversi fasi del lavoro (dall’analisi dei bisogni formativi, alla piattaforma, all’instructional design, alla preparazione dei contenuti, alla produzione delle unità didattiche, all’assistenza on line, ecc) , C.1. L’analisi dei risultati
  • 43.
    Non viene fattauna valutazione sistematica dei risultati ottenuti : lato utente (ex ante, in corso ed ex post): verifica del gradimento, della preparazione ottenuta, della capacità di applicarla sul lavoro lato fornitore (esperti di contenuto, sviluppatori, erogatori): valutazione di efficacia ed efficienza del prodotto/servizio fornito, verifica del raggiungimento degli obiettivi formativi eventuale ri-progettazione di parti del corso E per definizione senza feedback non è possibile ottenere miglioramento del processo , ottimizzazione delle risorse impiegate, adattamento della struttura committente alle esigenze imposte dall’ambiente e dalla sua evoluzione continua. C.1. L’analisi dei risultati
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    Come diretta conseguenzadell’analisi delle criticità emerse dallo studio TRIeL Isfol, si delineano delle nette linee guida tecniche e metodologiche che in buona parte si sovrappongono o addirittura coincidono con quelle che emergono dagli altri gruppi di lavoro di TRIeL (come il Delphi), da ricerche parallele (come Fortic), e dalla letteratura internazionale. Qui non entriamo però nelle soluzioni tecniche e metodologiche, utili agli specialisti, ma diamo i punti di riferimento “politici” per una serie di azioni concrete che possano evitare al cittadino i danni (di cui si parlava all’inizio) causati da una cattiva qualità dell’e-learning nella PA. Sono cinque “raccomandazioni”. Vediamole una per una… C.2. Le proposte operative La cattiva qualità dell’e-learning nella PA provoca un doppio danno per il cittadino che vede minate l’efficienza e l’efficacia di una PA percepita come incapace di rinnovarsi e diffidente a tutti i livelli verso le nuove tecnologie e quindi verso l’innovazione indotta dovunque, nel privato e all’estero, dalle potenzialità dell’interconnessione in rete.
  • 45.
    Formare i committenti (oltre ai gestori e ai formatori e-learning) nella PA (azione avviata dal Cnipa con Stanca e poi non più praticata) Supportare lo scambio e il confronto di esperienze tra le PA (ripristino di un osservatorio nazionale sull’e-learning con uno sguardo all’Europa; evidenziazione e diffusione delle buone pratiche e delle eccellenze) Formare repository specialistici ragionati (creare repository di unità didattiche di settore i cui elementi siano certificati; per esempio scegliere tra quelli prodotti i migliori corsi su privacy e sicurezza) Creare un albo di fornitori di qualità certificata (fornitori da individuare analizzando le best practices private e pubbliche) Creare un ente di ricerca e certificazione che coordini le funzioni sopra descritte (e/o creare centri regionali coordinati con accesso a repository e studi comuni) C.2. Le proposte operative