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Associazione Italiana Dislessia
Sezione di Como
LA DISLESSIA A SCUOLA:LA DISLESSIA A SCUOLA:
QUANDO E’ COSI’ DIFFICILE IMPARARE…QUANDO E’ COSI’ DIFFICILE IMPARARE…
Emanuela Iacchia
Università degli Studi di Milano Bicocca
Psicologa e psicoterapeuta, Socio Didatta SITCC
Socio Tecnico AID (Associazione Italiana Dislessia)
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COSA E’ L’APPRENDIMENTO
SCOLASTICO ?
 E’ un aspetto specifico dell’apprendimento in
generale, che ha come fine l’istruzione e viene
sollecitato in un momento dello sviluppo in cui…
 -i processi d’immagazzinamento
 -i processi di recupero dell’informazione
 -i processi di controllo
…sono diventati maturi
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Vi sono due tipi d’apprendimento
 L’apprendimento concettuale che
dipende dalla comprensione e dal
pensare (processo cognitivo).
 L’apprendimento automatico di abilità
strumentali che è direttamente
proporzionale all’esercizio.
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IN CLASSE…
…chi non impara…
Se escludiamo:
 i bambini che hanno un disturbo affettivo primario
 Quelli che hanno un ritardo cognitivo
 I bambini che hanno un deficit sensoriale
 Quelli che vivono in uno svantaggio socio-culturale
I BAMBINI CHE RIMANGONO SONO QUELLI CHE
HANNO UN DISTURBO D’APPRENDIMENTO
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D.A.= Disturbo d’Apprendimento
D.A. non è Distratto e Asino !!!
CONOSCERE IL PROBLEMA
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DIVERSE POSSONO ESSERE
LE CAUSE DEL D.A.
 Deficit di elaborazione linguistica (Alunni più
lenti nel comprendere le informazioni)
 Deficit d’attenzione (Alunni distraibili, non si
concentrano su nulla)
 Deficit di coordinazione visuo-motoria (Il
cervello riceve messaggi misti dagli occhi e
dalla mano)
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DIVERSE POSSONO ESSERE
LE CAUSE DEL D.A.
 Deficit nell’espressione orale Disnomia
fenomeno della parola sulla punta della
lingua
 Deficit di immagazzinamento e recupero
dell’informazione
 Deficit nella lettura, nella scrittura o nel
calcolo Disturbo Specifico
d’Apprendimento
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Cos’è la Dislessia?
La Dislessia è un Disturbo Specifico
d’Apprendimento
che può verificarsi in soggetti senza
handicap neurologici o sensoriali o in
condizioni di svantaggio culturale.
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Cosa pregiudica?
E’ un Disturbo che determina difficoltà a volte
molto rilevanti nell’acquisizione delle cosiddette
abilità scolastiche (difficoltà negli automatismi):
– lettura
– scrittura
– calcolo
ovvero di quelle abilità che costituiscono il
nucleo principale dell’istruzione, almeno nei
primi anni di scolarizzazione
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CI SONO DIVERSI GRADI…
La difficoltà di lettura può essere
più o meno grave e spesso si
accompagna a problemi nella
scrittura e/o nel calcolo
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Nello specifico…
Dislessia Evolutiva: quando un
bambino, esposto a normale iter
scolastico, non sviluppa o sviluppa
in maniera molto incompleta o con
grandi difficoltà la capacità di
identificare in modo automatico la
parola scritta.
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Nello specifico…
Disortografia Evolutiva: quando
un bambino, dopo un congruo
tempo di istruzione continua, non
apprende o apprende in maniera
incompleta o con grandi difficoltà
la capacità di scrivere
correttamente in modo automatico.
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Nello specifico…
 Discalculia Evolutiva: quando
un bambino, dopo un tempo
elevato di istruzione continua, non
raggiunge o raggiunge in maniera
incompleta livelli di rapidità e di
correttezza in operazioni di calcolo
e di processamento numerico.
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Le cause:
Lo sviluppo delle conoscenze scientifiche
ha permesso di stabilire che si tratta di
una caratteristica costituzionale,
determinata biologicamente e non dovuta
a problemi psicologici o a disagio socio-
culturale
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Le ricerche recenti…
Una ricerca anglosassone ha individuato in
bambini americani un coinvolgimento del
cromosoma 15 della Dislessia.
Quest’area del genoma è in grado di
influenzare la difficoltà d’apprendimento
Indipendentemente dalle caratteristiche culturali
dei diversi paesi in cui un bambino può trovarsi
a vivere.
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Le ricerche recenti…
“...Studi su adulti con Dislessia,
appartenenti a culture diverse, mostrano
le stesse modalità di attivazione
cerebrale anomala durante la lettura di
parole relative alle loro specifiche culture
linguistiche..”
Da: Journal of Medical Genetics. Gennaio 2004
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I DSA spesso sono accompagnati
da manifestazioni psicologiche..
..in particolare da
ANSIA DA PRESTAZIONE
FOBIA SCOLASTICA
EVITAMENTO DELL’ATTIVITA’
DISTURBI DEL COMPORTAMENTO
DEPRESSIONE INFANTILE
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Le disabilità d’apprendimento
provocano, in bambini
intellettualmente vivaci,
DEI CONTRACCOLPI PSICOLOGICI:
Perdita dell’autostima
Tendenza ad assumere ruoli aggressivi
per compensare la difficoltà
Regressione
………………………
19
Se prendiamo un alunno dalla mente sveglia e
non gli permettiamo di imparare, lui è preso
dal desiderio di dimostrare che non è l’unico
a fare fatica…è subito pronto a sottolineare
gli errori degli altri…a ridere…a fare il
pagliaccio
20
La risposta al Disturbo
d’Apprendimento non è la
MOTIVAZIONE
21
LA MOTIVAZIONE
Può farci fare al meglio delle
nostre possibilità quello che già
sappiamo fare
22
Per l’insegnante
E’ IMPORTANTE
RICONOSCERE GLI ALUNNI
DISLESSICI
SAPERE DI AVERLI
NELLA PROPRIA CLASSE
23
LA DISLESSIA E’ UNA REALTA’
nelle scuole :
CIRCA IL 5% DEI BAMBINI E’ DISLESSICO
ALMENO 1 PER CLASSE…
E’ IMPORTANTE
SAPERE COSA FARE
24
OVVERO
SCREENING AL PIU’ PRESTO
25
CI SONO SOSPETTI DI DISLESSIA
…
Cosa fare
- PARLARE CON I GENITORI
- PARLARE CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO
- RIVOLGERSI ATTTRAVERSO LA FAMIGLIA AGLI
SPECIALISTI per:
– UNA DIAGNOSI
- UNA EVENTUALE TERAPIA LOGOPEDICA
- UNA TERAPIA DI SOSTEGNO PSICOLOGICO (utile per i
ragazzini più grandi)
26
INDISPENSABILE LA CONDIVISIONE E
LA COLLABORAZIONE CON LA
FAMIGLIA
 Parlare ai genitori delle difficoltà del figlio in modo
sereno
 Avere un atteggiamento non giudicante
 Essere propositivi sulla strada da intrapprendere per
aiutarli
 Conoscere l’aspetto psicologico del problema dalla parte
dei ragazzi
 Conoscere l’aspetto psicologico del problema dalla parte
dei genitori
 Chiedere insieme aiuto ai tecnici, incontrarsi, mettersi in
discussione
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Il corretto atteggiamento con la
famiglia e con gli specialisti è
di…
- FIDUCIA RECIPROCA
- COMUNICAZIONE E CONDIVISIONE
- AZIONI COORDINATE:
incontrarsi
spiegarsi
raccontarsi
verificare
28
IMPORTANTE in classe è porre
attenzione:
 A OGNI SINGOLO ALUNNO
accoglienza
 ALL’ATTEGGIAMENTO:non
giudicante
 ALLA DIDATTICA: competente
 ALL’ORGANIZZAZIONE DELLA
CLASSE: creare relazioni
29
Se infatti è vero che i DSA hanno una
base biologica che rende difficile
l’effettuazione automatica di alcune
operazioni..
L’insegnante deve ricordare che questoL’insegnante deve ricordare che questo
substrato biologico non è di per sésubstrato biologico non è di per sé
modificabile.modificabile.
Ciò che può essere modificato,Ciò che può essere modificato,
attraverso un lungo esercizio, è l’erroreattraverso un lungo esercizio, è l’errore
funzionale che tale struttura provoca.funzionale che tale struttura provoca.
30
Quale strategia suggerire
all’alunno dislessico ?
31
Metodo dell’Auto-osservazione
Auto-monitoraggio
Metodo dell’Auto-osservazione
Auto-monitoraggio
 IL BAMBINO IMPARA AD OSSERVARE E A
VALUTARE IL PROPRIO
COMPORTAMENTO
 IMPARA A DARSI LE ISTRUZIONI
VERBALI NECESSARIE ALL’ESECUZIONE
DI UN COMPITO
QUESTI METODI AVVICINANO
L’ALUNNO ALL’AUTONOMIA
32
TENERE CONTO DELLE DIVERSE
POTENZIALITA’ DI OGNI
ALUNNO
• Valorizzare ogni sforzo
• accettare i piccoli progressi
• rinforzare e incoraggiare
E’ importante l’aspetto psicologico e
mettersi nei panni degli alunni
33
OGNI GIORNO…
adeguare la didattica agli alunni
con disturbi di apprendimento
averli in mente quando si scrive
alla lavagna, quando si detta,
quando si danno i compiti...
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GIUSTIZIA
Non significa dare a tutti le stesse
cose, ma dare a ciascuno ciò che a
ciascuno è necessario.
Per essere giusti bisogna trattare gli
alunni in difficoltà diversamente.
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UTILIZZARE LE RISORSE
DEI COMPAGNI DI CLASSE
• spiegare presto la dislessia in classe
• Sfruttare l’insegnamento cooperativo :
utilizzare le strategie per la
formazione e la conduzione dei gruppi
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SCUOLA PRIMARIA:
IN CLASSE PRIMA
• Individuare gli alunni che fanno fatica
nell’apprendimento e si trovano in
difficoltà
• Ripetere le prove di scrittura ogni
settimana
• Ripetere le prove di riconoscimento/lettura
delle singole lettere/sillabe/parole
• Proporre lavori per tutta la classe, e/o per
un piccolo gruppo e/o individualmente
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SCUOLA PRIMARIA:
IN CLASSE PRIMA COSA FARE
PER TUTTI
STAMPATO MAIUSCOLO
SCRITTURA SPONTANEA
LETTURA PER ANTICIPAZIONE
- PROPOSTE DI LAVORO FONOLOGICO
- LETTURA SILENZIOSA GIORNALIERA
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NELLE CLASSI SUCCESSIVE COSA
FARE PER L’ALUNNO DISLESSICO
Uso di strategie compensative e
dispensative insieme a:
. UN LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO
. CONCETTI SPIEGATI
. CONTENUTI SELEZIONATI :
lavorare per ridurre i testi
far lavorare a piccoli gruppi
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STRUMENTI
COMPENSATIVI
E MISURE DISPENSATIVE
Nei confronti degli alunni con
Disturbi Specifici
dell’Apprendimento (segnalati
dagli specialisti)
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STRUMENTI COMPENSATIVI
– Tabella dei mesi, tavola dell’alfabeto e dei vari
caratteri
– Tavola pitagorica, calcolatrice
– Tabella delle misure e delle formule
– Schemi
– Cartine geografiche e storiche
– Registratore
– Computer con programmi di videoscrittura
– Dizionari di straniera computerizzati, tabelle,
traduttori
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DISPENSA DA ALCUNE
PRESTAZIONI
 Lettura a voce alta, scrittura veloce sotto
dettatura, lettura di consegne,uso del
vocabolario, studio delle tabelline
 Dispensa dallo studio delle lingue straniere
in forma scritta
 Dare tempi più lunghi
 Programmare le interrogazioni
 Assegnare compiti ridotti non per contenuto,
ma per quantità
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INOLTRE COSA FARE
 Lavoro mirato alle difficoltà
 Studio in classe da soli/insieme
 Interrogazioni programmate
 Verifiche( brevi/chiare/su 1 argomento)
 Molto lavoro pratico ed esercizi insieme
 Materiale audiovisivo, cd, computer,
registratore
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NELLA PROPRIA CLASSE
L’insegnante impara a :
- CONDURRE IL LAVORO FONOLOGICO
-RICONOSCERE LE TIPOLOGIE DEGLI ERRORI
-FARE UN BILANCIO ORTOGRAFICO
-FARE UN BILANCIO DELLA LETTURA:
velocità
correttezza
comprensione
-FARE UN BILANCIO DELLA PARTE ESECUTIVA
DELLA MATEMATICA
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IN CLASSE CI SONO PIU’ DOCENTI:
IMPORTANTE
L’ACCORDO TRA DOCENTI
confrontarsi e concordare:
. LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO
. CONCETTI SPIEGATI E NON DATI PER
SCONTATO
Selezione dei contenuti
• lavorare per ridurre i testi
• far lavorare a piccoli gruppi e
individualmente
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LAVORARE SUL METODO DI STUDIO
sottolineatura
fare degli schemi
fare degli appunti
esposizione
LAVORARE SULLA ELABORAZIONE DI UN
TESTO
pianificazione attraverso dei punti
stesura
revisione
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Infine la VALUTAZIONE
TENGA CONTO :
•DEI PUNTI DI FORZA E DELLE DIFFICOLTA’ DI
OGNI SINGOLO ALUNNO
•DEI PUNTI DI PARTENZA
•E SIA EDUCATIVA E DINAMICA
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DISTURBI D’APPRENDIMENTODISTURBI D’APPRENDIMENTO
La vera sfida è educare chiLa vera sfida è educare chi
non lo hanon lo ha

Dislessia 2

  • 1.
    1 Associazione Italiana Dislessia Sezionedi Como LA DISLESSIA A SCUOLA:LA DISLESSIA A SCUOLA: QUANDO E’ COSI’ DIFFICILE IMPARARE…QUANDO E’ COSI’ DIFFICILE IMPARARE… Emanuela Iacchia Università degli Studi di Milano Bicocca Psicologa e psicoterapeuta, Socio Didatta SITCC Socio Tecnico AID (Associazione Italiana Dislessia)
  • 2.
    2 COSA E’ L’APPRENDIMENTO SCOLASTICO?  E’ un aspetto specifico dell’apprendimento in generale, che ha come fine l’istruzione e viene sollecitato in un momento dello sviluppo in cui…  -i processi d’immagazzinamento  -i processi di recupero dell’informazione  -i processi di controllo …sono diventati maturi
  • 3.
    3 Vi sono duetipi d’apprendimento  L’apprendimento concettuale che dipende dalla comprensione e dal pensare (processo cognitivo).  L’apprendimento automatico di abilità strumentali che è direttamente proporzionale all’esercizio.
  • 4.
    4 IN CLASSE… …chi nonimpara… Se escludiamo:  i bambini che hanno un disturbo affettivo primario  Quelli che hanno un ritardo cognitivo  I bambini che hanno un deficit sensoriale  Quelli che vivono in uno svantaggio socio-culturale I BAMBINI CHE RIMANGONO SONO QUELLI CHE HANNO UN DISTURBO D’APPRENDIMENTO
  • 5.
    5 D.A.= Disturbo d’Apprendimento D.A.non è Distratto e Asino !!! CONOSCERE IL PROBLEMA
  • 6.
    6 DIVERSE POSSONO ESSERE LECAUSE DEL D.A.  Deficit di elaborazione linguistica (Alunni più lenti nel comprendere le informazioni)  Deficit d’attenzione (Alunni distraibili, non si concentrano su nulla)  Deficit di coordinazione visuo-motoria (Il cervello riceve messaggi misti dagli occhi e dalla mano)
  • 7.
    7 DIVERSE POSSONO ESSERE LECAUSE DEL D.A.  Deficit nell’espressione orale Disnomia fenomeno della parola sulla punta della lingua  Deficit di immagazzinamento e recupero dell’informazione  Deficit nella lettura, nella scrittura o nel calcolo Disturbo Specifico d’Apprendimento
  • 8.
    8 Cos’è la Dislessia? LaDislessia è un Disturbo Specifico d’Apprendimento che può verificarsi in soggetti senza handicap neurologici o sensoriali o in condizioni di svantaggio culturale.
  • 9.
    9 Cosa pregiudica? E’ unDisturbo che determina difficoltà a volte molto rilevanti nell’acquisizione delle cosiddette abilità scolastiche (difficoltà negli automatismi): – lettura – scrittura – calcolo ovvero di quelle abilità che costituiscono il nucleo principale dell’istruzione, almeno nei primi anni di scolarizzazione
  • 10.
    10 CI SONO DIVERSIGRADI… La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura e/o nel calcolo
  • 11.
    11 Nello specifico… Dislessia Evolutiva:quando un bambino, esposto a normale iter scolastico, non sviluppa o sviluppa in maniera molto incompleta o con grandi difficoltà la capacità di identificare in modo automatico la parola scritta.
  • 12.
    12 Nello specifico… Disortografia Evolutiva:quando un bambino, dopo un congruo tempo di istruzione continua, non apprende o apprende in maniera incompleta o con grandi difficoltà la capacità di scrivere correttamente in modo automatico.
  • 13.
    13 Nello specifico…  DiscalculiaEvolutiva: quando un bambino, dopo un tempo elevato di istruzione continua, non raggiunge o raggiunge in maniera incompleta livelli di rapidità e di correttezza in operazioni di calcolo e di processamento numerico.
  • 14.
    14 Le cause: Lo sviluppodelle conoscenze scientifiche ha permesso di stabilire che si tratta di una caratteristica costituzionale, determinata biologicamente e non dovuta a problemi psicologici o a disagio socio- culturale
  • 15.
    15 Le ricerche recenti… Unaricerca anglosassone ha individuato in bambini americani un coinvolgimento del cromosoma 15 della Dislessia. Quest’area del genoma è in grado di influenzare la difficoltà d’apprendimento Indipendentemente dalle caratteristiche culturali dei diversi paesi in cui un bambino può trovarsi a vivere.
  • 16.
    16 Le ricerche recenti… “...Studisu adulti con Dislessia, appartenenti a culture diverse, mostrano le stesse modalità di attivazione cerebrale anomala durante la lettura di parole relative alle loro specifiche culture linguistiche..” Da: Journal of Medical Genetics. Gennaio 2004
  • 17.
    17 I DSA spessosono accompagnati da manifestazioni psicologiche.. ..in particolare da ANSIA DA PRESTAZIONE FOBIA SCOLASTICA EVITAMENTO DELL’ATTIVITA’ DISTURBI DEL COMPORTAMENTO DEPRESSIONE INFANTILE
  • 18.
    18 Le disabilità d’apprendimento provocano,in bambini intellettualmente vivaci, DEI CONTRACCOLPI PSICOLOGICI: Perdita dell’autostima Tendenza ad assumere ruoli aggressivi per compensare la difficoltà Regressione ………………………
  • 19.
    19 Se prendiamo unalunno dalla mente sveglia e non gli permettiamo di imparare, lui è preso dal desiderio di dimostrare che non è l’unico a fare fatica…è subito pronto a sottolineare gli errori degli altri…a ridere…a fare il pagliaccio
  • 20.
    20 La risposta alDisturbo d’Apprendimento non è la MOTIVAZIONE
  • 21.
    21 LA MOTIVAZIONE Può farcifare al meglio delle nostre possibilità quello che già sappiamo fare
  • 22.
    22 Per l’insegnante E’ IMPORTANTE RICONOSCEREGLI ALUNNI DISLESSICI SAPERE DI AVERLI NELLA PROPRIA CLASSE
  • 23.
    23 LA DISLESSIA E’UNA REALTA’ nelle scuole : CIRCA IL 5% DEI BAMBINI E’ DISLESSICO ALMENO 1 PER CLASSE… E’ IMPORTANTE SAPERE COSA FARE
  • 24.
  • 25.
    25 CI SONO SOSPETTIDI DISLESSIA … Cosa fare - PARLARE CON I GENITORI - PARLARE CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO - RIVOLGERSI ATTTRAVERSO LA FAMIGLIA AGLI SPECIALISTI per: – UNA DIAGNOSI - UNA EVENTUALE TERAPIA LOGOPEDICA - UNA TERAPIA DI SOSTEGNO PSICOLOGICO (utile per i ragazzini più grandi)
  • 26.
    26 INDISPENSABILE LA CONDIVISIONEE LA COLLABORAZIONE CON LA FAMIGLIA  Parlare ai genitori delle difficoltà del figlio in modo sereno  Avere un atteggiamento non giudicante  Essere propositivi sulla strada da intrapprendere per aiutarli  Conoscere l’aspetto psicologico del problema dalla parte dei ragazzi  Conoscere l’aspetto psicologico del problema dalla parte dei genitori  Chiedere insieme aiuto ai tecnici, incontrarsi, mettersi in discussione
  • 27.
    27 Il corretto atteggiamentocon la famiglia e con gli specialisti è di… - FIDUCIA RECIPROCA - COMUNICAZIONE E CONDIVISIONE - AZIONI COORDINATE: incontrarsi spiegarsi raccontarsi verificare
  • 28.
    28 IMPORTANTE in classeè porre attenzione:  A OGNI SINGOLO ALUNNO accoglienza  ALL’ATTEGGIAMENTO:non giudicante  ALLA DIDATTICA: competente  ALL’ORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE: creare relazioni
  • 29.
    29 Se infatti èvero che i DSA hanno una base biologica che rende difficile l’effettuazione automatica di alcune operazioni.. L’insegnante deve ricordare che questoL’insegnante deve ricordare che questo substrato biologico non è di per sésubstrato biologico non è di per sé modificabile.modificabile. Ciò che può essere modificato,Ciò che può essere modificato, attraverso un lungo esercizio, è l’erroreattraverso un lungo esercizio, è l’errore funzionale che tale struttura provoca.funzionale che tale struttura provoca.
  • 30.
  • 31.
    31 Metodo dell’Auto-osservazione Auto-monitoraggio Metodo dell’Auto-osservazione Auto-monitoraggio IL BAMBINO IMPARA AD OSSERVARE E A VALUTARE IL PROPRIO COMPORTAMENTO  IMPARA A DARSI LE ISTRUZIONI VERBALI NECESSARIE ALL’ESECUZIONE DI UN COMPITO QUESTI METODI AVVICINANO L’ALUNNO ALL’AUTONOMIA
  • 32.
    32 TENERE CONTO DELLEDIVERSE POTENZIALITA’ DI OGNI ALUNNO • Valorizzare ogni sforzo • accettare i piccoli progressi • rinforzare e incoraggiare E’ importante l’aspetto psicologico e mettersi nei panni degli alunni
  • 33.
    33 OGNI GIORNO… adeguare ladidattica agli alunni con disturbi di apprendimento averli in mente quando si scrive alla lavagna, quando si detta, quando si danno i compiti...
  • 34.
    34 GIUSTIZIA Non significa darea tutti le stesse cose, ma dare a ciascuno ciò che a ciascuno è necessario. Per essere giusti bisogna trattare gli alunni in difficoltà diversamente.
  • 35.
    35 UTILIZZARE LE RISORSE DEICOMPAGNI DI CLASSE • spiegare presto la dislessia in classe • Sfruttare l’insegnamento cooperativo : utilizzare le strategie per la formazione e la conduzione dei gruppi
  • 36.
    36 SCUOLA PRIMARIA: IN CLASSEPRIMA • Individuare gli alunni che fanno fatica nell’apprendimento e si trovano in difficoltà • Ripetere le prove di scrittura ogni settimana • Ripetere le prove di riconoscimento/lettura delle singole lettere/sillabe/parole • Proporre lavori per tutta la classe, e/o per un piccolo gruppo e/o individualmente
  • 37.
    37 SCUOLA PRIMARIA: IN CLASSEPRIMA COSA FARE PER TUTTI STAMPATO MAIUSCOLO SCRITTURA SPONTANEA LETTURA PER ANTICIPAZIONE - PROPOSTE DI LAVORO FONOLOGICO - LETTURA SILENZIOSA GIORNALIERA
  • 38.
    38 NELLE CLASSI SUCCESSIVECOSA FARE PER L’ALUNNO DISLESSICO Uso di strategie compensative e dispensative insieme a: . UN LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO . CONCETTI SPIEGATI . CONTENUTI SELEZIONATI : lavorare per ridurre i testi far lavorare a piccoli gruppi
  • 39.
    39 STRUMENTI COMPENSATIVI E MISURE DISPENSATIVE Neiconfronti degli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (segnalati dagli specialisti)
  • 40.
    40 STRUMENTI COMPENSATIVI – Tabelladei mesi, tavola dell’alfabeto e dei vari caratteri – Tavola pitagorica, calcolatrice – Tabella delle misure e delle formule – Schemi – Cartine geografiche e storiche – Registratore – Computer con programmi di videoscrittura – Dizionari di straniera computerizzati, tabelle, traduttori
  • 41.
    41 DISPENSA DA ALCUNE PRESTAZIONI Lettura a voce alta, scrittura veloce sotto dettatura, lettura di consegne,uso del vocabolario, studio delle tabelline  Dispensa dallo studio delle lingue straniere in forma scritta  Dare tempi più lunghi  Programmare le interrogazioni  Assegnare compiti ridotti non per contenuto, ma per quantità
  • 42.
    42 INOLTRE COSA FARE Lavoro mirato alle difficoltà  Studio in classe da soli/insieme  Interrogazioni programmate  Verifiche( brevi/chiare/su 1 argomento)  Molto lavoro pratico ed esercizi insieme  Materiale audiovisivo, cd, computer, registratore
  • 43.
    43 NELLA PROPRIA CLASSE L’insegnanteimpara a : - CONDURRE IL LAVORO FONOLOGICO -RICONOSCERE LE TIPOLOGIE DEGLI ERRORI -FARE UN BILANCIO ORTOGRAFICO -FARE UN BILANCIO DELLA LETTURA: velocità correttezza comprensione -FARE UN BILANCIO DELLA PARTE ESECUTIVA DELLA MATEMATICA
  • 44.
    44 IN CLASSE CISONO PIU’ DOCENTI: IMPORTANTE L’ACCORDO TRA DOCENTI confrontarsi e concordare: . LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO . CONCETTI SPIEGATI E NON DATI PER SCONTATO Selezione dei contenuti • lavorare per ridurre i testi • far lavorare a piccoli gruppi e individualmente
  • 45.
    45 LAVORARE SUL METODODI STUDIO sottolineatura fare degli schemi fare degli appunti esposizione LAVORARE SULLA ELABORAZIONE DI UN TESTO pianificazione attraverso dei punti stesura revisione
  • 46.
    46 Infine la VALUTAZIONE TENGACONTO : •DEI PUNTI DI FORZA E DELLE DIFFICOLTA’ DI OGNI SINGOLO ALUNNO •DEI PUNTI DI PARTENZA •E SIA EDUCATIVA E DINAMICA
  • 47.
    47 DISTURBI D’APPRENDIMENTODISTURBI D’APPRENDIMENTO Lavera sfida è educare chiLa vera sfida è educare chi non lo hanon lo ha