Disturbi neuropsicologici in
età evolutiva e
problematiche di
riabilitazione
Pina Scarpa, Psicologa
Laboratorio di Neuropsicologia
A.O. Niguarda Ca’ Granda,
Milano
Teoria dello Sviluppo “a Tappe”
o per “Stadi”
- Piaget
Cfr. Scala di Uzgiris Hunt
Teoria Modulare delle Funzioni Adattive e
Cognitive
-Fodor, Marr, Shallice
Teorie Connessioniste sulle reti neurali
-Parisi, Edelman
TEORIE
TECN. DI INDAGINE TERAPIA
dalla diagnosi all’ipotesi di
RIORGANIZZAZIONE DI SISTEMI
FUNZIONALI
nei casi patologici (Lurija)
RIABILITAZIONE DELLE
FUNZIONI ADATTIVE
cioè di complessi sistemi dinamici,
per l’adempimento di uno scopo
realizzato da un cluster di zone o
aree cerebrali, che collaborano,
ciascuna portando il suo
contributo specifico, alle
operazioni del sistema
SCOPO
sviluppo o recupero di funzioni che
consentano all’individuo di
adattarsi alle molteplici esigenze
di un ambiente e di obiettivi in
continuo mutamento
SFIDA
sviluppare la capacità del soggetto
di prevedere, fare ipotesi,
immaginare e rappresentarsi
(cioè proiettare nel tempo)
l’effetto dei propri atti, delle
proprie azioni
Che cos’è uno strumento quando si
applica alla riabilitazione?
Che cos’è la riabilitazione quando si
applica a funzioni cognitive in via di
costruzione?
RIORGANIZZAZIONE
delle componenti strutturali del
sistema cognitivo
ESPERIENZA =
APPRENDIMENTO
SE
si mette in grado il soggetto di
selezionare e dare significato a qualsiasi
esperienza in atto, considerandola e
confrontandola con precedenti analoghe
esperienze
MODALITA’
PASSIVA ATTIVA
Modello Stimolo
stimolo/risposta Ambiente
Causa/effetto Risposta
Rinforzo consapevole
Differenze neuropsicologiche tra
soggetti in età evolutiva/adulti
STRUTTURE PROCESSANTI PROCESSI DI CONTROLLO
Organizzazione
delle funzioni
e sottofunzioni cognitive
Variabili del programma di riabilitazione
 Lesione cerebrale
Tale variabile è sostanzialmente irrilevante se si considera
solo la sede lesionale. (es.: attivazione aree occipitali
durante la lettura tattile in Braille; Ojemann)
 Tassonomia clinica
Quando si deve costruire un programma di riabilitazione
devo esaminare il profilo cognitivo che può essere
estremamente diverso all’interno di una stessa sindrome.
 Strutture del sistema cognitivo
 Strutture del compito cognitivo
Esempio: Uso dell’educazione conduttiva
nella riabilitazione dell’aprassia ideo-motoria
Via diretta Via mediata dal sistema
semantico
“Disegna un quadrato “Disegna una casetta”
o un triangolo”
Vigotsky (‘34, ‘66)
Concetto di POTENZIALE DI SVILUPPO
o
“modificabilità” del bambino con problemi
attraverso la “funzione direttiva” del
linguaggio sulla condotta e, più in generale,
l’interesse per l’elaborazione linguistica di
una determinata azione
cfr. Lurija (‘71) Codificazione verbale crociata
(Concetto o Percetto/Parola)
Problemi in età evolutiva
Acquisire PROCESSI e RAPPRESENTAZIONI
Assenza di differenze tra RESTORATION
(“restitutio ad integrim”)
e
RECONSTITUTION (ricostituzione della
funzione attraverso l’uso di abilità integre)
COSTRUZIONE DI FUNZIONI ADATTIVE
riguarda
SCOPI VALUTAZIONE
DEI RISULTATI
che il bambino che egli raggiunge
si propone
Spesso prescinde dalle componenti utilizzate.
?
E’ più utile lavorare sulla funzione deficitaria,
cioè sulle abilità mancanti o carenti
o sulle abilità integre?
Si deve lavorare per costruire o ricostruire
una funzione convenzionalmente normale
o per un risultato funzionale utile
seppure realizzato attraverso
funzioni anormali o inusuali?
PROPOSTA o QUESITO COGNITIVO
cioè lo scopo o l’intenzione che sono il
presupposto per aggregare quelle
sottofunzioni che è possibile
e utile aggregare
vs.
FUNZIONE IDEALE
che in uno specifico momento e contesto
deve essere costituita da specifiche sub-unità,
ritenute componenti indispensabili e
insostituibili
EDUCAZIONE MULTISENSORIALE
VERBALIZZAZIONE ATTIVAZIONE
DEL PROCESSO
DI
IMMAGINAZIONE
VISIVA
Es.:
apprendimento della scrittura sotto dettatura
rieducazione “fonologica” o “visiva” della dislessia
immaginazione e verbalizzazione di un movimento
ANALISI COGNITIVA E METACOGNITIVA NEI
METODI DI VALUTAZIONE E DI TERAPIA
ORDINALI METACOGNITIVI
cfr. Teoria Piagetiana Metacognizione
Concetto di ordinalità Consapevolezza della
di sviluppo graduale natura delle proprie
“a tappe”, conoscenze
dal sensori-motorio esp. metacognitiva
al concettuale simbolico come capacità di
regolazione dei
processi cognitivi
ANALISI COGNITIVA E METACOGNITIVA NEI
METODI DI VALUTAZIONE E DI TERAPIA
ORDINALI METACOGNITIVI
Valutano a quale gradino cfr. neodarwinismo
della scala, a quale tappa neurale di Edelman
evolutiva è arrivato lo generalizzazione,
sviluppo di un bambino associazionismo,
e quale tappa o abilità consapevolezza,
successiva può essergli conc. di percezione
proposta per proseguire e categorizzazione
lungo questa scala di Neisser
(stadi qualitativamente distinti / continuità tra sottofunzioni)
Importanza di una educazione “ordinale”
che rispetti il livello reale di sviluppo del bambino
e le sue potenzialità
ma al tempo stesso di tipo “metacognitivo”
MODELLO DI VALUTAZIONE “DINAMICA”
considera qual è il potenziale di apprendimento del bambino
partendo da quesiti metacognitivi per verificare :
quali procedimenti il bambino adotta
qual è il suo livello attuale e come si modifica
ovvero quali procedimenti può adottare se gli viene suggerita
e spiegata qualche strategia
DETERMINA
le capacità del bambino di apprendere e imparare ad
un livello più alto di quello che dimostra (concetto
di MODIFICABILITA’)
le modalità richieste dall’esaminatore per mettere il
bambino in condizione di migliorare la sua
prestazione (concetto di MEDIAZIONE)
il programma di intervento più idoneo per fare in
modo che il bambino trasferisca un’abilità acquisita
a diversi settori ovvero impari a generalizzarla
(concetto di GENERALIZZAZIONE)
PRINCIPI GENERALI DELLA RIABILITAZIONE
NEUROPSICOLOGICA IN ETA’ EVOLUTIVA
SCOMPOSIZIONE FUNZIONALE
(riduzione di una serie di compiti alla manipolazione di una componente;
es.: lavorare sulla scrittura per arrivare alla lettura)
SUPPLENZA FUNZIONALE
(per fornire elementi di supporto che aiutino il b. a focalizzare
l’attenzione sulle componenti difficoltose; acceleratore selettivo)
INTEGRAZIONE FUNZIONALE
INTRA-SISTEMICA
INTEGRAZIONE FUNZIONALE
INTER-SISTEMICA
Esempio: Segmentazione implicita
(in caso di inaccessibilità da parte del bambino
alle funzioni di scomposizione)
disegno (accesso immediato)
disposizione casuale lettere
copia (MANI)
N I A M
ASPETTI CLINICI E NOSOGRAFICI
NELL’AMBITO DELL’ETA’
EVOLUTIVA
 
Quali sono le aree funzionali che caratterizzano la
realtà e l’evoluzione del bambino?
 
 
LINGUAGGIO
CHI E’ UN BAMBINO? COGNITIVITA’
AFFETTIVITA’
 
  AMBIENTE
COSA SIGNIFICA “BAMBINO
PATOLOGICO”?
E’ un bambino che in diverse aree funzionali
presenta delle difficoltà o dei ritardi di
sviluppo nelle aree linguistiche, nelle altre
funzioni cognitive, nell’ambito dell’affettività, o
si trova in condizioni ambientali particolarmente
sfavorevoli. In alcuni casi il deficit è settoriale,
a volte è globale. I casi specifici forniscono
indicazioni importanti anche per la costruzione
di modelli delle funzioni cognitive normali.
Una DIAGNOSI deve essere FUNZIONALE alla
rieducazione, non un “etichettamento”.
ASPETTI DA CONSIDERARE
NELL’AMBITO DELLE FUNZIONI
COGNITIVE
MEMORIA
ATTENZIONE
MOTIVAZIONE
GNOSIE (visive, uditive, verbali e non, tattili,
cinestesiche e propriocettive, olfattive
e gustative)
PRASSIE
LINGUAGGIO
 
N.B. Scomposizione funzionale delle prove.
ASSESSMENT FUNZIONI
ATTENTIVE
I problemi derivano dalla modularità di tale
funzione. A causa della sua
multicomponenzialità, l’attenzione può essere
esplorata con test di varia natura, che si
focalizzano su aspetti specifici
Test di attenzione visiva focale e sostenuta
Test di attenzione uditiva focale e sostenuta
Test di cancellazione (carta e matita)
Test computerizzati,…
Limiti e vantaggi dei test per valutare
l’attenzione:
1. Cifrario, Completamento di figure
(WISC-R, O.S., info@osnet.it, www.osnet.it )
  
2. Cancellazione di campanelle (A4)
  (A. Biancardi e E. Stoppa “Il test delle campanelle
modificato: una proposta per lo studio dell’attenzione per
l’età evolutiva. Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.
Vol. 64, 73-84, 1997)
 
3. Prove attentive secondo il paradigma di Posner
(tempi di reazione semplice). CPT
(Continuous Performing Test) (www.erickson.it)
Limiti e vantaggi dei test per valutare
l’attenzione:
4. Test di cancellazione di Toulouse (A4);
taratura 4 - 12 aa.
5. Test delle matrici attentive (A4);
taratura 4 - 12 aa.
  (P. Bisiacchi, I. Lonciari, S. Liguoro “Approccio
neuropsicologico ai disturbi cognitivi in età evolutiva”.
Proposta di uno strumento di valutazione. CEDAM,1997)
Nella nuova versione ampliata della batteria è disponibile
una prova di attenzione selettiva uditiva.
 
   6. Dal Leiter-R: test di cancellazione (da 2 a 20 aa.)
 
7.    FEPSY batteria computerizzata (Aldenkamp)
ASSESSMENT FUNZIONI VISUO-
PERCETTIVE E GNOSIE
Importante una distinzione tra gli aspetti di
input, di integrazione e di output. 
Limiti e vantaggi dei test per valutare
le funzioni visuo-percettive:
1. Test di Benton (giudizio di linee
diversamente orientate); tarato da 7 a 12 aa.,
adulti
(Riva D. et al., “Lo sviluppo del giudizio visuo-
spaziale nei bambini” Giorn. Neuropsich. Età Evol.
1986, 6, 1: 39-44.)
Limiti e vantaggi dei test per valutare
le funzioni visuo-percettive:
2. Test TPV (percezione visiva e integrazione
visuo-motoria), www.erickson.it, taratura 4-11 aa.
(coordinazione oculo-manuale, copiatura,
riproduzione, percezione figura/sfondo, rapporti
spaziali, velocità visuo-motoria, …)
3. Developmental Test of Visual-Motor
Integration (info@osnet.it, www.osnet.it ) ,
taratura da 3 a 18 aa., (percezione visiva,
coordinazione motoria, integrazione tra gli input
sensoriali e le azioni motorie)
Limiti e vantaggi dei test per valutare
le funzioni visuo-percettive:
4. Test di sviluppo della percezione visiva
M. Frostig, (info@osnet.it, www.osnet.it )
5. TVPS-R , taratura da 4 a 12 aa.,
(Psychological Assessment Resources)
6. Street’s Completion Test, taratura 4 - 12 aa.
  (P. Bisiacchi, I. Lonciari, S. Liguoro “Approccio
neuropsicologico ai disturbi cognitivi in età
evolutiva”. Proposta di uno strumento di
valutazione. CEDAM,1997)
CONCLUSIONI I
 Diagnosi, prognosi e modelli teorici devono essere
interattivi
 Lesioni precoci o l’esordio precoce di alcune
patologie come l’epilessia determinano
conseguenze funzionali maggiori
 Lesioni precoci o un esordio precoce dell’epilessia
consentono di avvantaggiarsi maggiormente della
plasticità e della compensazione funzionale a
livello cerebrale.
CONCLUSIONI ?
 Quanto sono effettivamente indipendenti le
diverse componenti delle abilità cognitive
durante lo sviluppo?
 Quali limitazioni sussistono alla plasticità
evolutiva?
 Esistono uno o più percorsi evolutivi possibili?
 Che cosa ci insegnano i disturbi dello sviluppo
cognitivo sui processi evolutivi normali?
(es.: impatto dell’epilessia sullo sviluppo cognitivo)
BIBLIOGRAFIA
1. Sabbadini G. et al. “Manuale di neuropsicologia
dell’età evolutiva”. Zanichelli, Bologna, 1995.
  2. Sabbadini L. e G. “Guida alla riabilitazione
neuropsicologica in età evolutiva” Franco Angeli,
Milano, 1996.
3. G. Petter “Dall’infanzia alla preadolescenza”.
Giunti, Firenze, 1992.
4. Ajuriaguerra J., Marcelli D. “Psicopatologia del
bambino”. Masson, Milano, 1984.

Cognitiv generale

  • 1.
    Disturbi neuropsicologici in etàevolutiva e problematiche di riabilitazione Pina Scarpa, Psicologa Laboratorio di Neuropsicologia A.O. Niguarda Ca’ Granda, Milano
  • 2.
    Teoria dello Sviluppo“a Tappe” o per “Stadi” - Piaget Cfr. Scala di Uzgiris Hunt Teoria Modulare delle Funzioni Adattive e Cognitive -Fodor, Marr, Shallice Teorie Connessioniste sulle reti neurali -Parisi, Edelman
  • 3.
    TEORIE TECN. DI INDAGINETERAPIA dalla diagnosi all’ipotesi di RIORGANIZZAZIONE DI SISTEMI FUNZIONALI nei casi patologici (Lurija)
  • 4.
    RIABILITAZIONE DELLE FUNZIONI ADATTIVE cioèdi complessi sistemi dinamici, per l’adempimento di uno scopo realizzato da un cluster di zone o aree cerebrali, che collaborano, ciascuna portando il suo contributo specifico, alle operazioni del sistema
  • 5.
    SCOPO sviluppo o recuperodi funzioni che consentano all’individuo di adattarsi alle molteplici esigenze di un ambiente e di obiettivi in continuo mutamento
  • 6.
    SFIDA sviluppare la capacitàdel soggetto di prevedere, fare ipotesi, immaginare e rappresentarsi (cioè proiettare nel tempo) l’effetto dei propri atti, delle proprie azioni
  • 7.
    Che cos’è unostrumento quando si applica alla riabilitazione? Che cos’è la riabilitazione quando si applica a funzioni cognitive in via di costruzione? RIORGANIZZAZIONE delle componenti strutturali del sistema cognitivo
  • 8.
    ESPERIENZA = APPRENDIMENTO SE si mettein grado il soggetto di selezionare e dare significato a qualsiasi esperienza in atto, considerandola e confrontandola con precedenti analoghe esperienze
  • 9.
    MODALITA’ PASSIVA ATTIVA Modello Stimolo stimolo/rispostaAmbiente Causa/effetto Risposta Rinforzo consapevole
  • 10.
    Differenze neuropsicologiche tra soggettiin età evolutiva/adulti STRUTTURE PROCESSANTI PROCESSI DI CONTROLLO Organizzazione delle funzioni e sottofunzioni cognitive
  • 11.
    Variabili del programmadi riabilitazione  Lesione cerebrale Tale variabile è sostanzialmente irrilevante se si considera solo la sede lesionale. (es.: attivazione aree occipitali durante la lettura tattile in Braille; Ojemann)  Tassonomia clinica Quando si deve costruire un programma di riabilitazione devo esaminare il profilo cognitivo che può essere estremamente diverso all’interno di una stessa sindrome.  Strutture del sistema cognitivo  Strutture del compito cognitivo
  • 12.
    Esempio: Uso dell’educazioneconduttiva nella riabilitazione dell’aprassia ideo-motoria Via diretta Via mediata dal sistema semantico “Disegna un quadrato “Disegna una casetta” o un triangolo”
  • 13.
    Vigotsky (‘34, ‘66) Concettodi POTENZIALE DI SVILUPPO o “modificabilità” del bambino con problemi attraverso la “funzione direttiva” del linguaggio sulla condotta e, più in generale, l’interesse per l’elaborazione linguistica di una determinata azione cfr. Lurija (‘71) Codificazione verbale crociata (Concetto o Percetto/Parola)
  • 14.
    Problemi in etàevolutiva Acquisire PROCESSI e RAPPRESENTAZIONI Assenza di differenze tra RESTORATION (“restitutio ad integrim”) e RECONSTITUTION (ricostituzione della funzione attraverso l’uso di abilità integre)
  • 15.
    COSTRUZIONE DI FUNZIONIADATTIVE riguarda SCOPI VALUTAZIONE DEI RISULTATI che il bambino che egli raggiunge si propone Spesso prescinde dalle componenti utilizzate.
  • 16.
    ? E’ più utilelavorare sulla funzione deficitaria, cioè sulle abilità mancanti o carenti o sulle abilità integre? Si deve lavorare per costruire o ricostruire una funzione convenzionalmente normale o per un risultato funzionale utile seppure realizzato attraverso funzioni anormali o inusuali?
  • 17.
    PROPOSTA o QUESITOCOGNITIVO cioè lo scopo o l’intenzione che sono il presupposto per aggregare quelle sottofunzioni che è possibile e utile aggregare vs. FUNZIONE IDEALE che in uno specifico momento e contesto deve essere costituita da specifiche sub-unità, ritenute componenti indispensabili e insostituibili
  • 18.
    EDUCAZIONE MULTISENSORIALE VERBALIZZAZIONE ATTIVAZIONE DELPROCESSO DI IMMAGINAZIONE VISIVA Es.: apprendimento della scrittura sotto dettatura rieducazione “fonologica” o “visiva” della dislessia immaginazione e verbalizzazione di un movimento
  • 19.
    ANALISI COGNITIVA EMETACOGNITIVA NEI METODI DI VALUTAZIONE E DI TERAPIA ORDINALI METACOGNITIVI cfr. Teoria Piagetiana Metacognizione Concetto di ordinalità Consapevolezza della di sviluppo graduale natura delle proprie “a tappe”, conoscenze dal sensori-motorio esp. metacognitiva al concettuale simbolico come capacità di regolazione dei processi cognitivi
  • 20.
    ANALISI COGNITIVA EMETACOGNITIVA NEI METODI DI VALUTAZIONE E DI TERAPIA ORDINALI METACOGNITIVI Valutano a quale gradino cfr. neodarwinismo della scala, a quale tappa neurale di Edelman evolutiva è arrivato lo generalizzazione, sviluppo di un bambino associazionismo, e quale tappa o abilità consapevolezza, successiva può essergli conc. di percezione proposta per proseguire e categorizzazione lungo questa scala di Neisser (stadi qualitativamente distinti / continuità tra sottofunzioni)
  • 21.
    Importanza di unaeducazione “ordinale” che rispetti il livello reale di sviluppo del bambino e le sue potenzialità ma al tempo stesso di tipo “metacognitivo” MODELLO DI VALUTAZIONE “DINAMICA” considera qual è il potenziale di apprendimento del bambino partendo da quesiti metacognitivi per verificare : quali procedimenti il bambino adotta qual è il suo livello attuale e come si modifica ovvero quali procedimenti può adottare se gli viene suggerita e spiegata qualche strategia
  • 22.
    DETERMINA le capacità delbambino di apprendere e imparare ad un livello più alto di quello che dimostra (concetto di MODIFICABILITA’) le modalità richieste dall’esaminatore per mettere il bambino in condizione di migliorare la sua prestazione (concetto di MEDIAZIONE) il programma di intervento più idoneo per fare in modo che il bambino trasferisca un’abilità acquisita a diversi settori ovvero impari a generalizzarla (concetto di GENERALIZZAZIONE)
  • 23.
    PRINCIPI GENERALI DELLARIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA IN ETA’ EVOLUTIVA SCOMPOSIZIONE FUNZIONALE (riduzione di una serie di compiti alla manipolazione di una componente; es.: lavorare sulla scrittura per arrivare alla lettura) SUPPLENZA FUNZIONALE (per fornire elementi di supporto che aiutino il b. a focalizzare l’attenzione sulle componenti difficoltose; acceleratore selettivo) INTEGRAZIONE FUNZIONALE INTRA-SISTEMICA INTEGRAZIONE FUNZIONALE INTER-SISTEMICA
  • 24.
    Esempio: Segmentazione implicita (incaso di inaccessibilità da parte del bambino alle funzioni di scomposizione) disegno (accesso immediato) disposizione casuale lettere copia (MANI) N I A M
  • 25.
    ASPETTI CLINICI ENOSOGRAFICI NELL’AMBITO DELL’ETA’ EVOLUTIVA   Quali sono le aree funzionali che caratterizzano la realtà e l’evoluzione del bambino?     LINGUAGGIO CHI E’ UN BAMBINO? COGNITIVITA’ AFFETTIVITA’     AMBIENTE
  • 26.
    COSA SIGNIFICA “BAMBINO PATOLOGICO”? E’un bambino che in diverse aree funzionali presenta delle difficoltà o dei ritardi di sviluppo nelle aree linguistiche, nelle altre funzioni cognitive, nell’ambito dell’affettività, o si trova in condizioni ambientali particolarmente sfavorevoli. In alcuni casi il deficit è settoriale, a volte è globale. I casi specifici forniscono indicazioni importanti anche per la costruzione di modelli delle funzioni cognitive normali. Una DIAGNOSI deve essere FUNZIONALE alla rieducazione, non un “etichettamento”.
  • 27.
    ASPETTI DA CONSIDERARE NELL’AMBITODELLE FUNZIONI COGNITIVE MEMORIA ATTENZIONE MOTIVAZIONE GNOSIE (visive, uditive, verbali e non, tattili, cinestesiche e propriocettive, olfattive e gustative) PRASSIE LINGUAGGIO   N.B. Scomposizione funzionale delle prove.
  • 28.
    ASSESSMENT FUNZIONI ATTENTIVE I problemiderivano dalla modularità di tale funzione. A causa della sua multicomponenzialità, l’attenzione può essere esplorata con test di varia natura, che si focalizzano su aspetti specifici Test di attenzione visiva focale e sostenuta Test di attenzione uditiva focale e sostenuta Test di cancellazione (carta e matita) Test computerizzati,…
  • 29.
    Limiti e vantaggidei test per valutare l’attenzione: 1. Cifrario, Completamento di figure (WISC-R, O.S., info@osnet.it, www.osnet.it )    2. Cancellazione di campanelle (A4)   (A. Biancardi e E. Stoppa “Il test delle campanelle modificato: una proposta per lo studio dell’attenzione per l’età evolutiva. Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Vol. 64, 73-84, 1997)   3. Prove attentive secondo il paradigma di Posner (tempi di reazione semplice). CPT (Continuous Performing Test) (www.erickson.it)
  • 30.
    Limiti e vantaggidei test per valutare l’attenzione: 4. Test di cancellazione di Toulouse (A4); taratura 4 - 12 aa. 5. Test delle matrici attentive (A4); taratura 4 - 12 aa.   (P. Bisiacchi, I. Lonciari, S. Liguoro “Approccio neuropsicologico ai disturbi cognitivi in età evolutiva”. Proposta di uno strumento di valutazione. CEDAM,1997) Nella nuova versione ampliata della batteria è disponibile una prova di attenzione selettiva uditiva.      6. Dal Leiter-R: test di cancellazione (da 2 a 20 aa.)   7.    FEPSY batteria computerizzata (Aldenkamp)
  • 31.
    ASSESSMENT FUNZIONI VISUO- PERCETTIVEE GNOSIE Importante una distinzione tra gli aspetti di input, di integrazione e di output.  Limiti e vantaggi dei test per valutare le funzioni visuo-percettive: 1. Test di Benton (giudizio di linee diversamente orientate); tarato da 7 a 12 aa., adulti (Riva D. et al., “Lo sviluppo del giudizio visuo- spaziale nei bambini” Giorn. Neuropsich. Età Evol. 1986, 6, 1: 39-44.)
  • 32.
    Limiti e vantaggidei test per valutare le funzioni visuo-percettive: 2. Test TPV (percezione visiva e integrazione visuo-motoria), www.erickson.it, taratura 4-11 aa. (coordinazione oculo-manuale, copiatura, riproduzione, percezione figura/sfondo, rapporti spaziali, velocità visuo-motoria, …) 3. Developmental Test of Visual-Motor Integration (info@osnet.it, www.osnet.it ) , taratura da 3 a 18 aa., (percezione visiva, coordinazione motoria, integrazione tra gli input sensoriali e le azioni motorie)
  • 33.
    Limiti e vantaggidei test per valutare le funzioni visuo-percettive: 4. Test di sviluppo della percezione visiva M. Frostig, (info@osnet.it, www.osnet.it ) 5. TVPS-R , taratura da 4 a 12 aa., (Psychological Assessment Resources) 6. Street’s Completion Test, taratura 4 - 12 aa.   (P. Bisiacchi, I. Lonciari, S. Liguoro “Approccio neuropsicologico ai disturbi cognitivi in età evolutiva”. Proposta di uno strumento di valutazione. CEDAM,1997)
  • 34.
    CONCLUSIONI I  Diagnosi,prognosi e modelli teorici devono essere interattivi  Lesioni precoci o l’esordio precoce di alcune patologie come l’epilessia determinano conseguenze funzionali maggiori  Lesioni precoci o un esordio precoce dell’epilessia consentono di avvantaggiarsi maggiormente della plasticità e della compensazione funzionale a livello cerebrale.
  • 35.
    CONCLUSIONI ?  Quantosono effettivamente indipendenti le diverse componenti delle abilità cognitive durante lo sviluppo?  Quali limitazioni sussistono alla plasticità evolutiva?  Esistono uno o più percorsi evolutivi possibili?  Che cosa ci insegnano i disturbi dello sviluppo cognitivo sui processi evolutivi normali? (es.: impatto dell’epilessia sullo sviluppo cognitivo)
  • 36.
    BIBLIOGRAFIA 1. Sabbadini G.et al. “Manuale di neuropsicologia dell’età evolutiva”. Zanichelli, Bologna, 1995.   2. Sabbadini L. e G. “Guida alla riabilitazione neuropsicologica in età evolutiva” Franco Angeli, Milano, 1996. 3. G. Petter “Dall’infanzia alla preadolescenza”. Giunti, Firenze, 1992. 4. Ajuriaguerra J., Marcelli D. “Psicopatologia del bambino”. Masson, Milano, 1984.