PRATICHE                             Università degli
LAVORATIVE E                          Studi di Siena


FORMAZIONE                 Trasformare le
“LE EPISTEMOLOGIE DELLE    epistemologie
PRATICHE PROFESSIONALI.    professionali incarnate
PROSPETTIVE PEDAGOGICHE”   nelle pratiche.
                           Un’esperienza di ricerca-
                           formazione in
                           Confartigianato Imprese
                           Arezzo


NAPOLI 25-26
GENNAIO 2012
                           Prof. Aggr. Claudio Melacarne
                           Università degli Studi di Siena
›  Lo  sfondo
›  L’ipotesi di lavoro
›  La metodologia formativa
›  Gli oggetti di lavoro
›  Riflessioni conclusive sul percorso
Un’esperienza di ricerca-
    formazione. Interessi incrociati
  Università degli Studi di         Supportare il
  Siena - “Centro servizi           ricambio
   per la formazione e              generazionale
    l’innovazione nelle             all’interno degli
       organizzazioni”              organi di
                                    rappresentanza di
                                    categoria
     Intercettare un
contesto lavorativo
         dove poter                             Gruppo donne
    sperimentare un                             Gruppo giovani
         percorso di          Confartigianato   Associazioni di
     trasformazione           Imprese Arezzo    mestiere
    delle pratiche e                            Consiglio
delle epistemologie                             direttivo
        professionali
“Una sfida emergente         Il turnover
degli ambienti di lavoro è
di produrre azioni           organizzativo
innovative che riescano
ad allineare i processi di
apprendimento con gli
obiettivi di servizio e di
business che
perseguono” (O’Neil,
Marsick, 2007)
Il backstage del progetto

                                Come supportare il lavoro dei
L’ascolto del bisogno           nuovi membri e come
formativo. Dal “fruscio         introdurli alla cultura
                                organizzativa e alla tradizione
organizzativo” alla proposta    di Confartigianato?

                                Come aiutarli a svolgere i
La domanda iniziale:            nuovi compiti e funzioni di
“abbiamo bisogno di formare     rappresentanza?
il gruppo dirigente per
aumentare la qualità e          Come costruire occasioni
                                dove le persone possano
l’incisività del lavoro di      apprendere competenze
rappresentanza […]. I ‘vecchi   funzionali al successo
lupi’ non ci sono più, e i      dell’organizzazione?
giovani devono imparare”.
La condivisione degli obiettivi
›    Agevolare e supportare lo sviluppo di
      competenze funzionali alla gestione del lavoro di
      rappresentanza “politica” nell’organizzazione
      Confartigianato

›    Studiare le condizioni di possibilità per rendere
      stabile un percorso di formazione per “Quadri
      intermedi” (Scuola di formazione politica)

›    Progettare e realizzare una “Scuola di formazione
      politica” permanente sotto forma di “Laboratorio
      per lo sviluppo delle pratiche lavorative”
Soggetti organizzativi coinvolti
›    15 partecipanti
      ü  4 novizi (giovani proprietari di un piccola media
          impresa)
      ü  4 middle manager (dirigenti con almeno 5 anni di
          esperienza di “rappresentanza”)
      ü  6 rappresentanti di “mestiere” (taxi, orafo, tessile,
          alimentare, servizi di consulenza e formazione)
      ü  Vice-presidente


 Tempi e raccolta dati
      ü  10 incontri di 5 ore ciascuno
      ü  Raccolta dati: registrazioni delle sessioni formative,
          2 visite in azienda (note etnografiche), 3 focus
          group con dirigenti, documenti organizzativi interni,
          schede di analisi delle pratiche)
L’approccio al problema.
L’ipotesi di lavoro
›  Apprendimento       situato, incarnato nelle
    pratiche (sistema di significati, vincoli
    normativi, storia organizzativa, prassi
    sedimentate) (Wenger, 1991)
›  L’innovazione organizzativa passa dalla
    possibilità di far circolare la “conoscenza
    tacita” (Nonaka, Takeuchi, 1997)
›  “Participants have skin in the
    game” (O’Neil, Marscik, 2007, p. 18)
Metodologia. Action Learning
›    “una metodologia per lo sviluppo
      individuale e organizzativo.
      Lavorando in piccoli gruppi, le
      persone elaborano problemi e
      questioni di natura organizzativa e
      imparano dai loro tentativi per
      cambiare le cose” (Pedler, 1996, p.
      13)

›    “Attraverso l’apprendimento
      mediante l’azione gli individui
      imparano con gli altri a lavorare su
      problemi reali e a riflettere sulla loro
      esperienza” (McGill, Beaty, 1995, p.
      21)                                        “non è altro che l’apprendimento
                                                 tramite l’azione che si realizza
                                                 all’interno di un processo
                                                 controllato” (Dotlich, Noel, 1998, p. 1)
I primi incontri con la committenza. La
scelta del livello di coinvolgimento
riflessivo (Marsick, 2009)
Approccio:
  Experential
                               1. La traduzione degli
1. La ricostruzione della      apprendimenti
propria storia di              pregressi in nuovi “task”
“associato”                    2. Il bisogno di nuove
2. Le pratiche di lavoro       fonti
3. L’identità                  3. La preparazione di
professionale                  un’azione di
                               rappresentanza




  1. L’indagine riflessiva
  sull’esperienza            1. La “messa alla prova”
  sperimentata               in simulazioni in aula e
                             negli spazi di
  2. Circoli riflessivi
                             rappresentanza
La logica protogettuale
ü Explore       (individuare un problema circoscritto
 esplorando l’esperienza)

ü Plan    (progettare un’azione)


ü Act   (“the skin in the game”)


ü Reflect      (ridefinire il problema)
Explore. Il repertorio e le storie di apprendimento

 Le pratiche di
 rappresentanza politica
                               Apprese al
                               lavoro


Associati

                                            Referenti
                                            istituzionali




            Apprese nei
            contesti formali
Strumento per
la raccolta
delle pratiche
                             Quali sono le
                            attività centrali
  Strumento: “La mappa     e periferiche che
                             definiscono il
    della mie pratiche”      tuo lavoro di
                            rappresentante
                             di categoria?




Outcomes: mappe e storie
Punti di forza recuperati dalla storia personale
          e dalle pratiche raccolte …
 •  Cultura del fare (guardare al presente, alle ricadute
    del proprio impegno)
 •  Capacità progettuali: avere competenze nel gestire il
    passaggio da un'idea alla sua realizzazione
 •  Capacità di comprendere i nuovi scenari politici e le
    linee di sviluppo del mercato (“io ho il polso di quello
    che significa lavorare sul settore”)
Punti su cui lavorare…
•  Avere accesso a saperi specifici riguardanti il contesto
   normativo, la struttura nella quale si esercita il proprio
   ruolo e quella “territoriale”
•  Sviluppare nuove competenze comunicative, di
   mediazione interpersonale
•  Valutare l’opportunità di fare alleanze (con chi, in quali
   tempi e luoghi) in una prospettiva a lungo termine
•  Diventare esperti nella gestione del consenso e della
   partecipazione (verso l’interno e l’esterno)
Dalle pratiche alla condivisione di
nuove traiettorie
›  1.La traduzione degli apprendimenti pregressi
   in nuovi “task” (parlare in pubblico, gestire
   gruppi di lavoro, progettare un incontro di
   rappresentanza)
›  2.   Il bisogno di nuove fonti




(seminari tematici e workshop)
Obiettivo trasversale: dalla gestione di problemi connessi all’“azienda
familiare”, alla gestione di problemi di natura politica, sociale e organizzativa
Dal fare, al pensare strategicamente

›    “I: quando abbiamo discusso della necessità di pensare con
      attenzione a quali proposte fare adesso in associazione, senza
      avere un ritorno immeditato, mi sembra di dover diventare un po’
      un attore, devo fingere. Devo nascondere i veri obiettivi che
      perseguo.
›    F: Perché, quali sono i veri obiettivi che persegue?
›    I: Fare gli interessi di chi rappresento.
›    F: E quali sono gli interessi degli associati?
›    I: Fare i soldi. Oggi non è facile, non è più come una volta. Devi
      guardare all’estero, curare l’immagine, non è facile farlo da soli.
›    F: Quale potrebbe essere il tuo ruolo dentro C. per aiutare i tuoi
      associati a fare i soldi?” (Rappresentante area tessile)
›    I: Dovrei parlare con loro, vedere prima cosa possono fare. Poi
      dovrei vedere a livello regionale le opportunità. In verità, dovrei
      pensarci. Meglio un uovo oggi o una gallina domani?”
Plan and Act

 Organizzare un incontro con i propri associati


 Progettazione della pratica:
 Tempi
 Luoghi
 Gli alleati
 Gli obiettivi
 L’impatto
Strumento (Istruzioni al sosia)
                                             1
 Si prospettano nuove leggi Regionali e Nazionali con cui la tua categoria o area
      territoriale dovrà “fare i conti”.
 Devi organizzare una riunione tra gli associati per comunicare che queste nuove
    norme comporteranno un pagamento di 100 € annue per nuove imposte.
 Come organizzi la partecipazione e la comunicazione...



                                                 2
Un nuovo associato prenderà il tuo posto. La tua esperienza ti dice che un punto critico
    che dovrà affrontare è quello di tenere alto il livello di partecipazione.
Che cosa gli suggerisci di fare... dagli 5 indicazioni per svolgere al meglio questo compito
   … “far partecipare più persone possibili”...
Reflect (ALC)
Domande di contesto
Che cosa è accaduto?
Quando? Perché? Chi vi ha preso parte? Quali erano i tuoi
obiettivi?

Domande riflessive
Come ti sei sentito? Che cosa hai pensato? Qual è stata la tua
strategia? In cosa hai sbagliato? In cosa sei stato competente?

Domande interpretative
Che cosa hai imparato da questa esperienza? Cosa non faresti
nuovamente? Cosa replicheresti?

Domande decisionali
Ora, che cosa intendi fare? In cosa ti piacerebbe impegnarti?
Come intendi muoverti? Che benefici credi tu possa trarre da
questa tua azione? Quali “costi” comporta?
Conclusioni. La trasformazione
delle prospettive
Trasformazioni individuali (apprendimenti strumentali)

“Ho bisogno di imparare a parlare in pubblico. Io lavoro da solo, quando parli a
40 persone, cambia tutto” (Taxi)

Scintille di apprendimento trasformativo

“Confartigianato è vero che difende gli interessi degli associati, ma questi non lo
capiscono, quando ho organizzato la riunione, erano solo in 10. Devo imparare
forse a coinvolgerli” (Alimentare)

“Esperto: E’ 20 anni che rappresento il comparto alimentare. Inizialmente ho
partecipato all’attività di rappresentanza per provare. Ora non ne posso fare a
meno. Si lavora ad un livello meno locale e si capisce come sta andando il
mondo. Questo mi aiuta anche nel mio lavoro in azienda. Inoltre, se C. vuole
crescere, deve avere più forza contrattuale, e questo passa dall’indotto che
generi. Il mio potere è connesso al potere degli associati. Non mi sento solo in
un’impresa individuale, e non sono solo un artigiano. (Tessile)
Novizio: parlando con gli altri partecipanti mi sono reso conto che alcuni
problemi sono trasversali alle categorie. Forse c’è bisogno di parlarsi di più, di
trovare delle occasioni dove ti dici: tu che problemi incontri? Cosa si può
fare?“ (Giovane imprenditore)
Note conclusive sul processo
formativo
›    Formazione situata (sui processi di apprendimento, sui
      limiti delle pratiche)

›    I problemi devono essere considerati sia come
      problemi di innovazione organizzativa, sia come
      problemi di sviluppo personale

›    La poliedricità dell’approccio del ricercatore-
      formatore-consulente

›    Le pratiche formative riflessive sono un approccio di
      intervento e di produzione di conoscenza, non sono un
      fine
Bibliografia
›    Educational Reflective Practices, FrancoAngeli, n°1, 2011.
›    Dotlich D.L. , Noel J.L., Action learning: How the word’s top companies are Re-creating their
      leaders and themselves, Jossey-Bass, San Francisco 1998.
›    Fabbri L., Comunità di pratiche e apprendimento riflessivo, Carocci, Roma 2007.
›    Fuller A., Unwin L., Felstead A., Jewson N., Kakavelakis K., Creating and using knowledge: an
      analysis of the differentiated nature of workplace learning environments, in «British Educational
      Research Journal», 33(5), 2007.
›    Kolb D. , Experiential learning, Prentice-Hall, Englewood Cliffs 1994.
›    Marsick V., O’Neil J., Understanding action learning, American Management Association, New
      York 2007.
›    Marsick, V. J., Maltbia & T. E. (2010). The transformative potential of action learning conversations:
      Developing critically reflective practice skills. In J. Mezirow, E. Taylor & Associates (pp. 160-171).
      Transformative learning in practice: Insights from community, workplace, and higher education.
      San Francisco: Jossey-Bass.
›    McGill I., Beaty L. , Action learning: a guide for professional, management and education
      development, Kogan Page, London 1995.
›    Mezirow J., Apprendimento e trasformazione, Raffaello Cortina, Milano 2003.
›    Nonaka I., Takeuchi H., The Knowledge-Creating company, Creare le dinamiche dell'innovazione,
      trad. it., Guerini e Associati, Milano 1997.
›    Pedler M. , Action learning for Managers, Lemons and Crane, London 1996.
›    Pedler M., Burgoyne J., Brook C., What has action learning learned to become?, in «Action
      learning: learning and practice», 2(1), 2005.
›    Rossi B., L’organizzazione educativa. Apprendimento e formazione nei luoghi di lavoro, Carocci,
      Roma 2011.
›    Schön D.A, Formare il Professionista Riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e
      dell’apprendimento nelle professioni, trad. it., Franco Angeli, Milano 2006.
›    Striano M., La razionalità riflessiva nell’agire educativo, Liguori, Napoli 2001.
›    Wenger E., Communities of Practice. Learning, Meaning and Identity, Cambridge Mass:
      Cambridge University Press 1998.

Action Learning - Melacarne

  • 1.
    PRATICHE Università degli LAVORATIVE E Studi di Siena FORMAZIONE Trasformare le “LE EPISTEMOLOGIE DELLE epistemologie PRATICHE PROFESSIONALI. professionali incarnate PROSPETTIVE PEDAGOGICHE” nelle pratiche. Un’esperienza di ricerca- formazione in Confartigianato Imprese Arezzo NAPOLI 25-26 GENNAIO 2012 Prof. Aggr. Claudio Melacarne Università degli Studi di Siena
  • 2.
    ›  Lo sfondo ›  L’ipotesi di lavoro ›  La metodologia formativa ›  Gli oggetti di lavoro ›  Riflessioni conclusive sul percorso
  • 3.
    Un’esperienza di ricerca- formazione. Interessi incrociati Università degli Studi di Supportare il Siena - “Centro servizi ricambio per la formazione e generazionale l’innovazione nelle all’interno degli organizzazioni” organi di rappresentanza di categoria Intercettare un contesto lavorativo dove poter Gruppo donne sperimentare un Gruppo giovani percorso di Confartigianato Associazioni di trasformazione Imprese Arezzo mestiere delle pratiche e Consiglio delle epistemologie direttivo professionali
  • 4.
    “Una sfida emergente Il turnover degli ambienti di lavoro è di produrre azioni organizzativo innovative che riescano ad allineare i processi di apprendimento con gli obiettivi di servizio e di business che perseguono” (O’Neil, Marsick, 2007)
  • 5.
    Il backstage delprogetto Come supportare il lavoro dei L’ascolto del bisogno nuovi membri e come formativo. Dal “fruscio introdurli alla cultura organizzativa e alla tradizione organizzativo” alla proposta di Confartigianato? Come aiutarli a svolgere i La domanda iniziale: nuovi compiti e funzioni di “abbiamo bisogno di formare rappresentanza? il gruppo dirigente per aumentare la qualità e Come costruire occasioni dove le persone possano l’incisività del lavoro di apprendere competenze rappresentanza […]. I ‘vecchi funzionali al successo lupi’ non ci sono più, e i dell’organizzazione? giovani devono imparare”.
  • 6.
    La condivisione degliobiettivi ›  Agevolare e supportare lo sviluppo di competenze funzionali alla gestione del lavoro di rappresentanza “politica” nell’organizzazione Confartigianato ›  Studiare le condizioni di possibilità per rendere stabile un percorso di formazione per “Quadri intermedi” (Scuola di formazione politica) ›  Progettare e realizzare una “Scuola di formazione politica” permanente sotto forma di “Laboratorio per lo sviluppo delle pratiche lavorative”
  • 7.
    Soggetti organizzativi coinvolti ›  15 partecipanti ü  4 novizi (giovani proprietari di un piccola media impresa) ü  4 middle manager (dirigenti con almeno 5 anni di esperienza di “rappresentanza”) ü  6 rappresentanti di “mestiere” (taxi, orafo, tessile, alimentare, servizi di consulenza e formazione) ü  Vice-presidente Tempi e raccolta dati ü  10 incontri di 5 ore ciascuno ü  Raccolta dati: registrazioni delle sessioni formative, 2 visite in azienda (note etnografiche), 3 focus group con dirigenti, documenti organizzativi interni, schede di analisi delle pratiche)
  • 8.
    L’approccio al problema. L’ipotesidi lavoro ›  Apprendimento situato, incarnato nelle pratiche (sistema di significati, vincoli normativi, storia organizzativa, prassi sedimentate) (Wenger, 1991) ›  L’innovazione organizzativa passa dalla possibilità di far circolare la “conoscenza tacita” (Nonaka, Takeuchi, 1997) ›  “Participants have skin in the game” (O’Neil, Marscik, 2007, p. 18)
  • 9.
    Metodologia. Action Learning ›  “una metodologia per lo sviluppo individuale e organizzativo. Lavorando in piccoli gruppi, le persone elaborano problemi e questioni di natura organizzativa e imparano dai loro tentativi per cambiare le cose” (Pedler, 1996, p. 13) ›  “Attraverso l’apprendimento mediante l’azione gli individui imparano con gli altri a lavorare su problemi reali e a riflettere sulla loro esperienza” (McGill, Beaty, 1995, p. 21) “non è altro che l’apprendimento tramite l’azione che si realizza all’interno di un processo controllato” (Dotlich, Noel, 1998, p. 1)
  • 10.
    I primi incontricon la committenza. La scelta del livello di coinvolgimento riflessivo (Marsick, 2009)
  • 11.
    Approccio: Experential 1. La traduzione degli 1. La ricostruzione della apprendimenti propria storia di pregressi in nuovi “task” “associato” 2. Il bisogno di nuove 2. Le pratiche di lavoro fonti 3. L’identità 3. La preparazione di professionale un’azione di rappresentanza 1. L’indagine riflessiva sull’esperienza 1. La “messa alla prova” sperimentata in simulazioni in aula e negli spazi di 2. Circoli riflessivi rappresentanza
  • 12.
    La logica protogettuale ü Explore (individuare un problema circoscritto esplorando l’esperienza) ü Plan (progettare un’azione) ü Act (“the skin in the game”) ü Reflect (ridefinire il problema)
  • 13.
    Explore. Il repertorioe le storie di apprendimento Le pratiche di rappresentanza politica Apprese al lavoro Associati Referenti istituzionali Apprese nei contesti formali
  • 14.
    Strumento per la raccolta dellepratiche Quali sono le attività centrali Strumento: “La mappa e periferiche che definiscono il della mie pratiche” tuo lavoro di rappresentante di categoria? Outcomes: mappe e storie
  • 15.
    Punti di forzarecuperati dalla storia personale e dalle pratiche raccolte … •  Cultura del fare (guardare al presente, alle ricadute del proprio impegno) •  Capacità progettuali: avere competenze nel gestire il passaggio da un'idea alla sua realizzazione •  Capacità di comprendere i nuovi scenari politici e le linee di sviluppo del mercato (“io ho il polso di quello che significa lavorare sul settore”)
  • 16.
    Punti su cuilavorare… •  Avere accesso a saperi specifici riguardanti il contesto normativo, la struttura nella quale si esercita il proprio ruolo e quella “territoriale” •  Sviluppare nuove competenze comunicative, di mediazione interpersonale •  Valutare l’opportunità di fare alleanze (con chi, in quali tempi e luoghi) in una prospettiva a lungo termine •  Diventare esperti nella gestione del consenso e della partecipazione (verso l’interno e l’esterno)
  • 17.
    Dalle pratiche allacondivisione di nuove traiettorie ›  1.La traduzione degli apprendimenti pregressi in nuovi “task” (parlare in pubblico, gestire gruppi di lavoro, progettare un incontro di rappresentanza) ›  2. Il bisogno di nuove fonti (seminari tematici e workshop)
  • 18.
    Obiettivo trasversale: dallagestione di problemi connessi all’“azienda familiare”, alla gestione di problemi di natura politica, sociale e organizzativa Dal fare, al pensare strategicamente ›  “I: quando abbiamo discusso della necessità di pensare con attenzione a quali proposte fare adesso in associazione, senza avere un ritorno immeditato, mi sembra di dover diventare un po’ un attore, devo fingere. Devo nascondere i veri obiettivi che perseguo. ›  F: Perché, quali sono i veri obiettivi che persegue? ›  I: Fare gli interessi di chi rappresento. ›  F: E quali sono gli interessi degli associati? ›  I: Fare i soldi. Oggi non è facile, non è più come una volta. Devi guardare all’estero, curare l’immagine, non è facile farlo da soli. ›  F: Quale potrebbe essere il tuo ruolo dentro C. per aiutare i tuoi associati a fare i soldi?” (Rappresentante area tessile) ›  I: Dovrei parlare con loro, vedere prima cosa possono fare. Poi dovrei vedere a livello regionale le opportunità. In verità, dovrei pensarci. Meglio un uovo oggi o una gallina domani?”
  • 19.
    Plan and Act Organizzare un incontro con i propri associati Progettazione della pratica: Tempi Luoghi Gli alleati Gli obiettivi L’impatto
  • 20.
    Strumento (Istruzioni alsosia) 1 Si prospettano nuove leggi Regionali e Nazionali con cui la tua categoria o area territoriale dovrà “fare i conti”. Devi organizzare una riunione tra gli associati per comunicare che queste nuove norme comporteranno un pagamento di 100 € annue per nuove imposte. Come organizzi la partecipazione e la comunicazione... 2 Un nuovo associato prenderà il tuo posto. La tua esperienza ti dice che un punto critico che dovrà affrontare è quello di tenere alto il livello di partecipazione. Che cosa gli suggerisci di fare... dagli 5 indicazioni per svolgere al meglio questo compito … “far partecipare più persone possibili”...
  • 21.
    Reflect (ALC) Domande dicontesto Che cosa è accaduto? Quando? Perché? Chi vi ha preso parte? Quali erano i tuoi obiettivi? Domande riflessive Come ti sei sentito? Che cosa hai pensato? Qual è stata la tua strategia? In cosa hai sbagliato? In cosa sei stato competente? Domande interpretative Che cosa hai imparato da questa esperienza? Cosa non faresti nuovamente? Cosa replicheresti? Domande decisionali Ora, che cosa intendi fare? In cosa ti piacerebbe impegnarti? Come intendi muoverti? Che benefici credi tu possa trarre da questa tua azione? Quali “costi” comporta?
  • 22.
    Conclusioni. La trasformazione delleprospettive Trasformazioni individuali (apprendimenti strumentali) “Ho bisogno di imparare a parlare in pubblico. Io lavoro da solo, quando parli a 40 persone, cambia tutto” (Taxi) Scintille di apprendimento trasformativo “Confartigianato è vero che difende gli interessi degli associati, ma questi non lo capiscono, quando ho organizzato la riunione, erano solo in 10. Devo imparare forse a coinvolgerli” (Alimentare) “Esperto: E’ 20 anni che rappresento il comparto alimentare. Inizialmente ho partecipato all’attività di rappresentanza per provare. Ora non ne posso fare a meno. Si lavora ad un livello meno locale e si capisce come sta andando il mondo. Questo mi aiuta anche nel mio lavoro in azienda. Inoltre, se C. vuole crescere, deve avere più forza contrattuale, e questo passa dall’indotto che generi. Il mio potere è connesso al potere degli associati. Non mi sento solo in un’impresa individuale, e non sono solo un artigiano. (Tessile) Novizio: parlando con gli altri partecipanti mi sono reso conto che alcuni problemi sono trasversali alle categorie. Forse c’è bisogno di parlarsi di più, di trovare delle occasioni dove ti dici: tu che problemi incontri? Cosa si può fare?“ (Giovane imprenditore)
  • 23.
    Note conclusive sulprocesso formativo ›  Formazione situata (sui processi di apprendimento, sui limiti delle pratiche) ›  I problemi devono essere considerati sia come problemi di innovazione organizzativa, sia come problemi di sviluppo personale ›  La poliedricità dell’approccio del ricercatore- formatore-consulente ›  Le pratiche formative riflessive sono un approccio di intervento e di produzione di conoscenza, non sono un fine
  • 24.
    Bibliografia ›  Educational Reflective Practices, FrancoAngeli, n°1, 2011. ›  Dotlich D.L. , Noel J.L., Action learning: How the word’s top companies are Re-creating their leaders and themselves, Jossey-Bass, San Francisco 1998. ›  Fabbri L., Comunità di pratiche e apprendimento riflessivo, Carocci, Roma 2007. ›  Fuller A., Unwin L., Felstead A., Jewson N., Kakavelakis K., Creating and using knowledge: an analysis of the differentiated nature of workplace learning environments, in «British Educational Research Journal», 33(5), 2007. ›  Kolb D. , Experiential learning, Prentice-Hall, Englewood Cliffs 1994. ›  Marsick V., O’Neil J., Understanding action learning, American Management Association, New York 2007. ›  Marsick, V. J., Maltbia & T. E. (2010). The transformative potential of action learning conversations: Developing critically reflective practice skills. In J. Mezirow, E. Taylor & Associates (pp. 160-171). Transformative learning in practice: Insights from community, workplace, and higher education. San Francisco: Jossey-Bass. ›  McGill I., Beaty L. , Action learning: a guide for professional, management and education development, Kogan Page, London 1995. ›  Mezirow J., Apprendimento e trasformazione, Raffaello Cortina, Milano 2003. ›  Nonaka I., Takeuchi H., The Knowledge-Creating company, Creare le dinamiche dell'innovazione, trad. it., Guerini e Associati, Milano 1997. ›  Pedler M. , Action learning for Managers, Lemons and Crane, London 1996. ›  Pedler M., Burgoyne J., Brook C., What has action learning learned to become?, in «Action learning: learning and practice», 2(1), 2005. ›  Rossi B., L’organizzazione educativa. Apprendimento e formazione nei luoghi di lavoro, Carocci, Roma 2011. ›  Schön D.A, Formare il Professionista Riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell’apprendimento nelle professioni, trad. it., Franco Angeli, Milano 2006. ›  Striano M., La razionalità riflessiva nell’agire educativo, Liguori, Napoli 2001. ›  Wenger E., Communities of Practice. Learning, Meaning and Identity, Cambridge Mass: Cambridge University Press 1998.