Il territorio soncinese si trova lungo una zona di confine, in
se appartenesse alla regione augustea
L'invasione delle popolazioni germaniche
d'Occidente, coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino.
Secondo i principali storici soncinesi furono i
germanica, a stabilire un primo insediamento sul dosso attuale.
Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la
cinta muraria.
Nel periodo visconteo (1385
di difesa lungo la linea di confine del fiume Oglio tra
tre volte nel XV secolo la Repubblica di Venezia
dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività
imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali,
soprattutto Amadoni e Azzanelli continuando anche nel
una diffusione maggiore dei famosi
mercati europei.
1
l territorio soncinese si trova lungo una zona di confine, infatti è ancora incerto
regione augustea X (Venetia et Histria) o XI (
popolazioni germaniche che provocò la caduta dell'Impero romano
, coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino.
Secondo i principali storici soncinesi furono i Goti, una popolazione di origine
a stabilire un primo insediamento sul dosso attuale.
Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la
1385-1454) Soncino diventa la più importante roccaforte
di difesa lungo la linea di confine del fiume Oglio tra Milano e Venezia
Repubblica di Venezia riuscì ad impadronirsi di Soncino,
dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività
imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali,
madoni e Azzanelli continuando anche nel secolo XVI
una diffusione maggiore dei famosi pannilana soncinesi, ormai richiesti su tutti i
fatti è ancora incerto
XI (Transpadana).
caduta dell'Impero romano
, coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino.
, una popolazione di origine
Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la
) Soncino diventa la più importante roccaforte
Venezia. Per ben
riuscì ad impadronirsi di Soncino,
dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività
imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali,
secolo XVI. Ciò permette
soncinesi, ormai richiesti su tutti i
ROCCA SFORZESCA DI SONCINO
Il Castello di Soncino, situato a
castelli lombardi dell'area del
un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento.
Quando la pace di Lodi del
di Venezia e il Ducato di Milano
entità territoriale. Fu in quest'occasione che Francesco Sforza
mura attorno al castello e la rocca stessa, che fu
costruzione nel 1468 per desiderio dei Soncinesi con lettera richiesta al duca,
anche se quest'ultimo prefe
erigervi solo un nuovo torrione dalla
caratteristica forma circolare.
Opere significative di manutenzione
vennero poi intraprese dal 1471
opera di Benedetto Ferrini e Danese
Maineri, ingegneri responsabili delle
fortezze di Soncino e Romanengo
quali dal 1473 iniziarono anche i
lavori per la costruzione della rocca,
sotto la direzione di Bartolomeo
Gadio. Dal 1499 la rocca passò ai
veneziani ai quali rimase sino
al 1509 per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal
ducato di Milano diverrà proprietà degli spagnoli e con es
Soncino. Sotto il governo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza fu decisa la
costruzione di un nuovo fortilizio che doveva costituire un avamposto contro la
Repubblica di Venezia, situata al di là del fiume Oglio. La costruzione
rocca iniziò nel 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadìo, e
terminò tre anni dopo.
2
ROCCA SFORZESCA DI SONCINO
, situato a Soncino, in Lombardia, è uno dei più tipici
dell'area del cremonese, eretto a partire dal X secolo ed avente
un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento.
1454 stabilì definitivamente i confini tra la Repubblica
Ducato di Milano, Soncino e la rocca passarono a quest'ultima
Fu in quest'occasione che Francesco Sforza fece rafforzare le
mura attorno al castello e la rocca stessa, che fu oggetto di richiesta di
per desiderio dei Soncinesi con lettera richiesta al duca,
anche se quest'ultimo preferì
erigervi solo un nuovo torrione dalla
forma circolare.
Opere significative di manutenzione
1471 ad
opera di Benedetto Ferrini e Danese
Maineri, ingegneri responsabili delle
Romanengo, i
no anche i
lavori per la costruzione della rocca,
Bartolomeo
la rocca passò ai
veneziani ai quali rimase sino
per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal
ducato di Milano diverrà proprietà degli spagnoli e con esso anche il castello di
Sotto il governo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza fu decisa la
costruzione di un nuovo fortilizio che doveva costituire un avamposto contro la
Repubblica di Venezia, situata al di là del fiume Oglio. La costruzione
rocca iniziò nel 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadìo, e
ROCCA SFORZESCA DI SONCINO
Lombardia, è uno dei più tipici
cremonese, eretto a partire dal X secolo ed avente
un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento.
1454 stabilì definitivamente i confini tra la Repubblica
, Soncino e la rocca passarono a quest'ultima
fece rafforzare le
oggetto di richiesta di
per desiderio dei Soncinesi con lettera richiesta al duca,
per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal 1535, il
so anche il castello di
Sotto il governo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza fu decisa la
costruzione di un nuovo fortilizio che doveva costituire un avamposto contro la
Repubblica di Venezia, situata al di là del fiume Oglio. La costruzione della nuova
rocca iniziò nel 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadìo, e
Visconti venne introdotta l’immagine di un drago con un bambino in
bocca, immagine che venne però tramutata da un pittore poco abile in
quella di una vipera, origina
il “Biscione Visconteo”.
La versione storica fa invece
riferimento ad un episodio
accaduto ai tempi delle
crociate, e in particolare alla
seconda, del 1100, alla quale
parteciparono 7000 milanesi
guidati dal capitano Ottone
Visconti. Questi, durante
l’assedio di Gerusalemme, si
scontrò con un gigantesco
saraceno di nome Voluce, la
cui insegna era appunto quella
di un serpente intento a divorare un uomo. Alla fine del duello Ottone
uscì vincitore e, oltre alle armi, fece proprio lo stemma del nemico
che diventò in seguito quello del
ripreso sullo stemma araldico assieme all’aquila sforzesca all’ unione
delle due famiglie.
"Biscione Visconteo" affrescato
nella Cappella della Fortezza
3
STEMMA DELLA FORTEZZA
Le origini del biscione sono
controverse e ve ne sono diverse versioni.
La più famosa è quella leggendaria: si
narra di un tempo in cui a città di Milano
era in preda al panico per la presenza di
un feroce drago che faceva strage tra la
popolazione. Finché un bel giorno un
valoroso condottiero, Umberto Visconti, si
avviò verso la caverna dove il drago stava
per divorare un bambino. Dopo una lotta
durata due giorni, Umberto ebbe la meglio
e finalmente Milano fu liberata. In
memoria di questa impresa nell’insegna dei
venne introdotta l’immagine di un drago con un bambino in
bocca, immagine che venne però tramutata da un pittore poco abile in
quella di una vipera, originando
La versione storica fa invece
riferimento ad un episodio
accaduto ai tempi delle
crociate, e in particolare alla
seconda, del 1100, alla quale
parteciparono 7000 milanesi
guidati dal capitano Ottone
Visconti. Questi, durante
l’assedio di Gerusalemme, si
ontrò con un gigantesco
saraceno di nome Voluce, la
cui insegna era appunto quella
di un serpente intento a divorare un uomo. Alla fine del duello Ottone
uscì vincitore e, oltre alle armi, fece proprio lo stemma del nemico
che diventò in seguito quello della famiglia. Il biscione visconteo venne
ripreso sullo stemma araldico assieme all’aquila sforzesca all’ unione
sconteo" affrescato
Cappella
STEMMA DELLA FORTEZZA
abbastanza
controverse e ve ne sono diverse versioni.
La più famosa è quella leggendaria: si
narra di un tempo in cui a città di Milano
era in preda al panico per la presenza di
un feroce drago che faceva strage tra la
popolazione. Finché un bel giorno un
valoroso condottiero, Umberto Visconti, si
avviò verso la caverna dove il drago stava
per divorare un bambino. Dopo una lotta
durata due giorni, Umberto ebbe la meglio
e finalmente Milano fu liberata. In
memoria di questa impresa nell’insegna dei
venne introdotta l’immagine di un drago con un bambino in
bocca, immagine che venne però tramutata da un pittore poco abile in
di un serpente intento a divorare un uomo. Alla fine del duello Ottone
uscì vincitore e, oltre alle armi, fece proprio lo stemma del nemico
la famiglia. Il biscione visconteo venne
ripreso sullo stemma araldico assieme all’aquila sforzesca all’ unione
Cappella
TORRE DEL CAPITANO
Tra le torri più rilevanti
del complesso (4 in tutto),
vi è indubbiamente la Torre
del Capitano, l’unica torre
abitabile ad ultimo baluardo
difensivo. È così chiamata
perché un tempo era la
residenza ufficiale del
governatore della fortezza,
nonché capitano della
guarnigione militare. La
torre è composta da sei
piani di cui tre sotterranei.
Il piano più profondo fu
interrato per questioni di
stabilità.
La torre, in caso di attacco, poteva essere isolata dal resto
del complesso attraverso il ponte levatoio
ponte ormai diroccato nel fossato, chiamato anche “Ponte di
Fuga”, permetteva di raggiungere gli spalti delle mura.
"Ponte di Fuga" della Rocca di Soncino
Vista dalle stalle sottostanti la Torre Circolare.
4
TORRE DEL CAPITANO
Tra le torri più rilevanti
del complesso (4 in tutto),
vi è indubbiamente la Torre
del Capitano, l’unica torre
abitabile ad ultimo baluardo
difensivo. È così chiamata
perché un tempo era la
residenza ufficiale del
governatore della fortezza,
o della
guarnigione militare. La
torre è composta da sei
piani di cui tre sotterranei.
Il piano più profondo fu
interrato per questioni di
La torre, in caso di attacco, poteva essere isolata dal resto
del complesso attraverso il ponte levatoio che, collegandosi al
ponte ormai diroccato nel fossato, chiamato anche “Ponte di
Fuga”, permetteva di raggiungere gli spalti delle mura.
Inoltre era collegata
direttamente ai
sotterranei che
permettevano, attraverso
il passaggio segreto, di
giungere al fo
quindi fuggire verso le
campagne circostanti
Torre del Capitano -
"Ponte di Fuga" della Rocca di Soncino
Vista dalle stalle sottostanti la Torre Circolare.
La torre, in caso di attacco, poteva essere isolata dal resto
che, collegandosi al
ponte ormai diroccato nel fossato, chiamato anche “Ponte di
Fuga”, permetteva di raggiungere gli spalti delle mura.
Inoltre era collegata
direttamente ai
sotterranei che
permettevano, attraverso
il passaggio segreto, di
giungere al fossato e
quindi fuggire verso le
campagne circostanti.
- Rocca di Soncino
STANZE MEDIOVALE
1) letto a cassone con
baldacchinio costituito da una
struttura in legno scomponibile,
sul fianco del letto uno
scendiletto composto da due
sgabelli
11) Pennare (ante interne)
ricostruite e montate su cardini
esistnti, rifacimento casso
natura in legno delle panche
3) Altarino composto da
tavolino, candele, crocefisso
e inginocchiatoio
5) Mensola a caduta
7) Porta dei servizi
5
STANZE MEDIOVALE DELLA TORRE PRINCIPALE
costituito da una
struttura in legno scomponibile,
sul fianco del letto uno
scendiletto composto da due
8) “male” cassa utilizzata
per riporre gli abiti
9) “armadio” cassa utilizzata
per lo stoccaggio
dell’armato
ricostruite e montate su cardini
esistnti, rifacimento casso
natura in legno delle panche
10) Lucernario sospeso in
terracotta
Altarino composto da
tavolino, candele, crocefisso
Mensola a caduta
Porta dei servizi
2) Cassapanca utilizzata per
riporre suppellettili e
oggettistica
4) Pergolo in legno di servizio
6) Seggi detti scaranni
DELLA TORRE PRINCIPALE
“male” cassa utilizzata
per riporre gli abiti
“armadio” cassa utilizzata
per lo stoccaggio
dell’armato
Lucernario sospeso in
terracotta
Cassapanca utilizzata per
riporre suppellettili e
oggettistica
Pergolo in legno di servizio
Seggi detti scaranni

5 A CAT Soncino

  • 1.
    Il territorio soncinesesi trova lungo una zona di confine, in se appartenesse alla regione augustea L'invasione delle popolazioni germaniche d'Occidente, coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino. Secondo i principali storici soncinesi furono i germanica, a stabilire un primo insediamento sul dosso attuale. Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la cinta muraria. Nel periodo visconteo (1385 di difesa lungo la linea di confine del fiume Oglio tra tre volte nel XV secolo la Repubblica di Venezia dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali, soprattutto Amadoni e Azzanelli continuando anche nel una diffusione maggiore dei famosi mercati europei. 1 l territorio soncinese si trova lungo una zona di confine, infatti è ancora incerto regione augustea X (Venetia et Histria) o XI ( popolazioni germaniche che provocò la caduta dell'Impero romano , coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino. Secondo i principali storici soncinesi furono i Goti, una popolazione di origine a stabilire un primo insediamento sul dosso attuale. Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la 1385-1454) Soncino diventa la più importante roccaforte di difesa lungo la linea di confine del fiume Oglio tra Milano e Venezia Repubblica di Venezia riuscì ad impadronirsi di Soncino, dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali, madoni e Azzanelli continuando anche nel secolo XVI una diffusione maggiore dei famosi pannilana soncinesi, ormai richiesti su tutti i fatti è ancora incerto XI (Transpadana). caduta dell'Impero romano , coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino. , una popolazione di origine Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la ) Soncino diventa la più importante roccaforte Venezia. Per ben riuscì ad impadronirsi di Soncino, dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali, secolo XVI. Ciò permette soncinesi, ormai richiesti su tutti i
  • 2.
    ROCCA SFORZESCA DISONCINO Il Castello di Soncino, situato a castelli lombardi dell'area del un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento. Quando la pace di Lodi del di Venezia e il Ducato di Milano entità territoriale. Fu in quest'occasione che Francesco Sforza mura attorno al castello e la rocca stessa, che fu costruzione nel 1468 per desiderio dei Soncinesi con lettera richiesta al duca, anche se quest'ultimo prefe erigervi solo un nuovo torrione dalla caratteristica forma circolare. Opere significative di manutenzione vennero poi intraprese dal 1471 opera di Benedetto Ferrini e Danese Maineri, ingegneri responsabili delle fortezze di Soncino e Romanengo quali dal 1473 iniziarono anche i lavori per la costruzione della rocca, sotto la direzione di Bartolomeo Gadio. Dal 1499 la rocca passò ai veneziani ai quali rimase sino al 1509 per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal ducato di Milano diverrà proprietà degli spagnoli e con es Soncino. Sotto il governo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza fu decisa la costruzione di un nuovo fortilizio che doveva costituire un avamposto contro la Repubblica di Venezia, situata al di là del fiume Oglio. La costruzione rocca iniziò nel 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadìo, e terminò tre anni dopo. 2 ROCCA SFORZESCA DI SONCINO , situato a Soncino, in Lombardia, è uno dei più tipici dell'area del cremonese, eretto a partire dal X secolo ed avente un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento. 1454 stabilì definitivamente i confini tra la Repubblica Ducato di Milano, Soncino e la rocca passarono a quest'ultima Fu in quest'occasione che Francesco Sforza fece rafforzare le mura attorno al castello e la rocca stessa, che fu oggetto di richiesta di per desiderio dei Soncinesi con lettera richiesta al duca, anche se quest'ultimo preferì erigervi solo un nuovo torrione dalla forma circolare. Opere significative di manutenzione 1471 ad opera di Benedetto Ferrini e Danese Maineri, ingegneri responsabili delle Romanengo, i no anche i lavori per la costruzione della rocca, Bartolomeo la rocca passò ai veneziani ai quali rimase sino per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal ducato di Milano diverrà proprietà degli spagnoli e con esso anche il castello di Sotto il governo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza fu decisa la costruzione di un nuovo fortilizio che doveva costituire un avamposto contro la Repubblica di Venezia, situata al di là del fiume Oglio. La costruzione rocca iniziò nel 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadìo, e ROCCA SFORZESCA DI SONCINO Lombardia, è uno dei più tipici cremonese, eretto a partire dal X secolo ed avente un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al Cinquecento. 1454 stabilì definitivamente i confini tra la Repubblica , Soncino e la rocca passarono a quest'ultima fece rafforzare le oggetto di richiesta di per desiderio dei Soncinesi con lettera richiesta al duca, per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal 1535, il so anche il castello di Sotto il governo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza fu decisa la costruzione di un nuovo fortilizio che doveva costituire un avamposto contro la Repubblica di Venezia, situata al di là del fiume Oglio. La costruzione della nuova rocca iniziò nel 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadìo, e
  • 3.
    Visconti venne introdottal’immagine di un drago con un bambino in bocca, immagine che venne però tramutata da un pittore poco abile in quella di una vipera, origina il “Biscione Visconteo”. La versione storica fa invece riferimento ad un episodio accaduto ai tempi delle crociate, e in particolare alla seconda, del 1100, alla quale parteciparono 7000 milanesi guidati dal capitano Ottone Visconti. Questi, durante l’assedio di Gerusalemme, si scontrò con un gigantesco saraceno di nome Voluce, la cui insegna era appunto quella di un serpente intento a divorare un uomo. Alla fine del duello Ottone uscì vincitore e, oltre alle armi, fece proprio lo stemma del nemico che diventò in seguito quello del ripreso sullo stemma araldico assieme all’aquila sforzesca all’ unione delle due famiglie. "Biscione Visconteo" affrescato nella Cappella della Fortezza 3 STEMMA DELLA FORTEZZA Le origini del biscione sono controverse e ve ne sono diverse versioni. La più famosa è quella leggendaria: si narra di un tempo in cui a città di Milano era in preda al panico per la presenza di un feroce drago che faceva strage tra la popolazione. Finché un bel giorno un valoroso condottiero, Umberto Visconti, si avviò verso la caverna dove il drago stava per divorare un bambino. Dopo una lotta durata due giorni, Umberto ebbe la meglio e finalmente Milano fu liberata. In memoria di questa impresa nell’insegna dei venne introdotta l’immagine di un drago con un bambino in bocca, immagine che venne però tramutata da un pittore poco abile in quella di una vipera, originando La versione storica fa invece riferimento ad un episodio accaduto ai tempi delle crociate, e in particolare alla seconda, del 1100, alla quale parteciparono 7000 milanesi guidati dal capitano Ottone Visconti. Questi, durante l’assedio di Gerusalemme, si ontrò con un gigantesco saraceno di nome Voluce, la cui insegna era appunto quella di un serpente intento a divorare un uomo. Alla fine del duello Ottone uscì vincitore e, oltre alle armi, fece proprio lo stemma del nemico che diventò in seguito quello della famiglia. Il biscione visconteo venne ripreso sullo stemma araldico assieme all’aquila sforzesca all’ unione sconteo" affrescato Cappella STEMMA DELLA FORTEZZA abbastanza controverse e ve ne sono diverse versioni. La più famosa è quella leggendaria: si narra di un tempo in cui a città di Milano era in preda al panico per la presenza di un feroce drago che faceva strage tra la popolazione. Finché un bel giorno un valoroso condottiero, Umberto Visconti, si avviò verso la caverna dove il drago stava per divorare un bambino. Dopo una lotta durata due giorni, Umberto ebbe la meglio e finalmente Milano fu liberata. In memoria di questa impresa nell’insegna dei venne introdotta l’immagine di un drago con un bambino in bocca, immagine che venne però tramutata da un pittore poco abile in di un serpente intento a divorare un uomo. Alla fine del duello Ottone uscì vincitore e, oltre alle armi, fece proprio lo stemma del nemico la famiglia. Il biscione visconteo venne ripreso sullo stemma araldico assieme all’aquila sforzesca all’ unione Cappella
  • 4.
    TORRE DEL CAPITANO Trale torri più rilevanti del complesso (4 in tutto), vi è indubbiamente la Torre del Capitano, l’unica torre abitabile ad ultimo baluardo difensivo. È così chiamata perché un tempo era la residenza ufficiale del governatore della fortezza, nonché capitano della guarnigione militare. La torre è composta da sei piani di cui tre sotterranei. Il piano più profondo fu interrato per questioni di stabilità. La torre, in caso di attacco, poteva essere isolata dal resto del complesso attraverso il ponte levatoio ponte ormai diroccato nel fossato, chiamato anche “Ponte di Fuga”, permetteva di raggiungere gli spalti delle mura. "Ponte di Fuga" della Rocca di Soncino Vista dalle stalle sottostanti la Torre Circolare. 4 TORRE DEL CAPITANO Tra le torri più rilevanti del complesso (4 in tutto), vi è indubbiamente la Torre del Capitano, l’unica torre abitabile ad ultimo baluardo difensivo. È così chiamata perché un tempo era la residenza ufficiale del governatore della fortezza, o della guarnigione militare. La torre è composta da sei piani di cui tre sotterranei. Il piano più profondo fu interrato per questioni di La torre, in caso di attacco, poteva essere isolata dal resto del complesso attraverso il ponte levatoio che, collegandosi al ponte ormai diroccato nel fossato, chiamato anche “Ponte di Fuga”, permetteva di raggiungere gli spalti delle mura. Inoltre era collegata direttamente ai sotterranei che permettevano, attraverso il passaggio segreto, di giungere al fo quindi fuggire verso le campagne circostanti Torre del Capitano - "Ponte di Fuga" della Rocca di Soncino Vista dalle stalle sottostanti la Torre Circolare. La torre, in caso di attacco, poteva essere isolata dal resto che, collegandosi al ponte ormai diroccato nel fossato, chiamato anche “Ponte di Fuga”, permetteva di raggiungere gli spalti delle mura. Inoltre era collegata direttamente ai sotterranei che permettevano, attraverso il passaggio segreto, di giungere al fossato e quindi fuggire verso le campagne circostanti. - Rocca di Soncino
  • 5.
    STANZE MEDIOVALE 1) lettoa cassone con baldacchinio costituito da una struttura in legno scomponibile, sul fianco del letto uno scendiletto composto da due sgabelli 11) Pennare (ante interne) ricostruite e montate su cardini esistnti, rifacimento casso natura in legno delle panche 3) Altarino composto da tavolino, candele, crocefisso e inginocchiatoio 5) Mensola a caduta 7) Porta dei servizi 5 STANZE MEDIOVALE DELLA TORRE PRINCIPALE costituito da una struttura in legno scomponibile, sul fianco del letto uno scendiletto composto da due 8) “male” cassa utilizzata per riporre gli abiti 9) “armadio” cassa utilizzata per lo stoccaggio dell’armato ricostruite e montate su cardini esistnti, rifacimento casso natura in legno delle panche 10) Lucernario sospeso in terracotta Altarino composto da tavolino, candele, crocefisso Mensola a caduta Porta dei servizi 2) Cassapanca utilizzata per riporre suppellettili e oggettistica 4) Pergolo in legno di servizio 6) Seggi detti scaranni DELLA TORRE PRINCIPALE “male” cassa utilizzata per riporre gli abiti “armadio” cassa utilizzata per lo stoccaggio dell’armato Lucernario sospeso in terracotta Cassapanca utilizzata per riporre suppellettili e oggettistica Pergolo in legno di servizio Seggi detti scaranni