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I banchieri delle banche centrali vanno a gonfie vele
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I banchieri delle banche centrali vanno a gonfie vele

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Quando circa due anni fa io e Jonathan Tepper abbiamo scritto Endgame, l'attenzione era molto concentrata sull'Europa, ma nel avevamo anche chiaramente parlato in modo dettagliato di come nel giro di ...

Quando circa due anni fa io e Jonathan Tepper abbiamo scritto Endgame, l'attenzione era molto concentrata sull'Europa, ma nel avevamo anche chiaramente parlato in modo dettagliato di come nel giro di pochi anni il Giappone sarebbe stato la fonte della vera volatilità a livello globale. "Un insetto alla ricerca di un parabrezza" era stato il titolo del capitolo dedicato al Giappone. Quest'anno, nella mia previsione sul 2013 ho scritto che sarà "l'anno del parabrezza." Nelle ultime due settimane ci siamo concentrati sui problemi che affliggono il Giappone e su quanto è importante il Giappone nell'economia mondiale; alla fine anche questa settimana dobbiamo ancora una volta concentrarci sulla Terra del Sol Levante.

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I banchieri delle banche centrali vanno a gonfie vele Document Transcript

  • 1. SCENARI FINANZIARIJOHN MAULDINSTHOUGHTS FROM THE FRONTLINENewsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo CapitalI banchieri delle Banche Centrali vanno a gonfie veledi John Mauldin | 1 giugno 2013 - Anno 4 - Numero 18In questo numero:Esportare la deflazioneWashington DC, NYC, Francia, Cipro e VegasQuando circa due anni fa io e Jonathan Tepper abbiamo scritto Endgame, lattenzione eramolto concentrata sullEuropa, ma nel avevamo anche chiaramente parlato in mododettagliato di come nel giro di pochi anni il Giappone sarebbe stato la fonte della veravolatilità a livello globale. "Un insetto alla ricerca di un parabrezza" era stato il titolo delcapitolo dedicato al Giappone. Questanno, nella mia previsione sul 2013 ho scritto chesarà "lanno del parabrezza." Nelle ultime due settimane ci siamo concentrati sui problemiche affliggono il Giappone e su quanto è importante il Giappone nelleconomia mondiale;alla fine anche questa settimana dobbiamo ancora una volta concentrarci sulla Terra delSol Levante. Cercherò di riassumere brevemente la situazione giapponese. Questo èfondamentale per capire perché vogliono condividere i loro problemi con il resto del mondoe sul fatto che noi non avremo altra scelta che il cercare di gestire la situazione. IlGiappone sta per influenzare la vostra economia e i vostri investimenti, non importa dovevivete; quello che conta è il Giappone.In pochi punti, cerchiamo di riassumere il dilemma che sta affrontando Abe-san, Kuroda-san e gli altri leader del Giappone.1. Giappone è bloccato dal suo deficit fiscale che se venisse ridotto molto velocementequesto farebbe precipitare il paese in una immediata e profonda recessione. A quel puntolo yen si rafforzerebbe e le esportazioni Giapponesi subirebbero un forte contraccolpo.Questo è il paradossale esito che si avrebbe se improvvisamente decideste di viveresecondo i vostri mezzi, dopo aver fatto baldoria per molto tempo grazie alla spesapubblica. Il deficit giapponese è arrivato vicino al 10% del PIL. Per i miei lettori americani,pensate a cosa potrebbe succedere se il prossimo anno il governo tagliasse di $1.600miliardi di dollari il nostro budget.Il Giappone ha un PIL che oramai è vicino a 500 miliardi di yen. Il loro budget più recenteprevede 92.6 miliardi di spesa, quasi equamente divisa tra 43.1 miliardi finanziati tramite leentrate fiscali e 42.9 trilioni che arrivano dallemissione di nuove obbligazioni e che siandranno ad aggiungere all’enorme debito pubblico del Giappone, che già oggi ammontaa quasi 1 quadrilione. Vi ripeto 1 quadrilione. E questo enorme debito non è un fenomenorecente, è stato accumulato nel corso di molti anni.Le entrate fiscali sono in diminuzione da diversi decenni, questo a causa del fatto che ilpaese si è trovato impantanato in una situazione di non crescita che è stata caratterizzatada una deflazione che è durata più di 24 anni. Il totale dei redditi si trovano dove erano nel
  • 2. 1985. A titolo di confronto, le entrate fiscali degli Stati Uniti nel 1985 erano pari a $734miliardi dollari (nel 2005 sono state pari a $1174 miliardi in dollari). Lanno scorso, leentrate fiscali degli Stati Uniti sono state pari a $2,450 miliardi, cioè più del doppio diquante erano nel 1985. (Taxpolicycenter.org)La seguente tabella ci è stata gentilmente fornita dal mio amico ed esperto giapponeseKyle Bass di Hayman Capital Management. Se queste fossero delle azioni lecomprereste?2. Ad un certo punto lo scorso mese i tassi di interesse decennali giapponesi sono saliti di30 punti base, fino ad oltre 1%. La Banca del Giappone (BOJ) è intervenuta, ma i tassianche oggi hanno chiuso allo 0,85%. Si noti che comunque sono ancora al di sotto del1,3%, dove si trovavano circa due anni fa.3. I costi degli interessi sul debito giapponese sono pari al 24% delle entrate, questo aitassi correnti. Secondo il mio amico Grant Williams (autore di Things That Make You GoHmmm...) se solo i tassi dovessero salire a mala pena al 2,2%, saranno necessarie 80%delle entrate fiscali solo per pagare gli interessi. Si noti nel grafico che segue (semprefornito da Kyle) che il governo giapponese sta ora collocando molte più obbligazionirispetto a quello che ha bisogno per pagare gli interessi. Da qualche parte abbiamoCharles Ponzi che sta sorridendo.
  • 3. Solo per divertirsi un po’ ecco una foto del signor Ponzi mentre sta scrivendo un assegno(per gentile concessione di Geert Noels).4. Per oltre 20 anni il PIL nominale giapponese si è posizionato su valori molto bassi. Se ilvostro PIL nominale ristagna e ogni anno avete degli enormi deficit, a quel punto il vostrorapporto debito-PIL aumenta. Per il Giappone la reazione sarà sconcertante, in quantonon si è mai visto fino ad ora un rapporto pari a 245%.5. Lunico modo possibile per affrontare tutto ciò è solo quello di abbassare il tasso dicrescita del rapporto debito-PIL, convincendo gli investitori a continuare a comprare i vostrititoli ed aumentare il PIL nominale, mentre lentamente nel corso del tempo provate adabbassare il vostro deficit e questo fino a quando laumento del proprio debito non diventainferiore rispetto alla crescita nominale della vostra economia.6. Dopo molti anni di surplus commerciali, ora il Giappone si trova con un deficitcommerciale. La contabilità economica di base ci dice che il Giappone per poterraggiungere il suo obiettivo di sostenibilità, deve assolutamente avere un surpluscommerciale. E visto il profondo buco in cui si trova il Giappone, questo ha seriamentebisogno di grandi surplus commerciali. Come tornare ai vecchi tempi di solo pochi anni fa.
  • 4. Senza contare che il surplus delle partite correnti del paese è sceso di oltre la metàrispetto al picco del 2007, ed ora si trova nuovamente agli stessi livelli di dove si trovavacirca 20 anni fa. Il trend è poco confortante.7. Ci sono solo due modi per raggiungere una crescita nominale. Lo si può fare tramiteuna crescita reale oppure creando inflazione. Non ci sono molte cose che si possono faree questo sia secondo Hayek e Keynes che secondo qualsiasi altro economista; ma solouna è la risposta universale ai vostri problemi fiscali: Crescita. Questo è il rimedio portatoavanti da tutti gli economisti e da ogni politico: "Abbiamo bisogno di far crescere la nostraeconomia per trovare una via duscita dalla crisi". Ma per il Giappone ci sono due problemiche deve affrontare.Problema n° 1: La nazione sta invecchiando e i consumi interni non possono essere unafonte di crescita reale. Avete cercato per 20 anni di far spendere maggiormente il vostropaese e le persone non sono state semplicemente allaltezza. Ciò di cui avete realmentebisogno sono le esportazioni, al fine di poter aumentare in modo smisurato le vostrevendite nella restante parte del mondo. In realtà, questa è lunica reale opzione. E uno deimodi più semplici per farlo è quello di ridurre il valore della valuta, in particolare contro levalute delle nazioni concorrenti. Quella spinta alle esportazioni può contribuire ad alleviarela vostra cronica capacità produttiva che avete in eccesso e forse, forse, si spera, daràluogo ad una carenza di manodopera il che farà aumentare il costo del lavoro e questocontribuirà a stimolare linflazione.Problema n° 2: vi siete impantanati in una deflazione che dura da più di 20 anni. Poichénon vi è alcuna fonte naturale di inflazione in Giappone, ed essendo una nazione dirisparmiatori che continua ad invecchiare si può solo creare inflazione aumentando i prezzidelle vostre importazioni. E il modo per aumentare tali prezzi è quello di ridurre il valoredella valuta, soprattutto nei confronti del dollaro e delleuro.Hmmm, vediamo una possibile strategia che sta emergendo qui.8. Ma se si inizia a diminuire il valore della propria valuta, a quel punto violate ogni sorta dicodice e regola dei banchieri centrali del G7. Data lentità delloperazione a quel puntopotrebbe iniziare una guerra valutaria, anche se a quel punto nessuna grande bancacentrale vorrebbe essere associata a qualcosa di così cattivo gusto. Questo è unproblema delicato ma fortunatamente per voi cè una soluzione: vi potete impegnare nel
  • 5. fare del quantitative easing al fine di stimolare la vostra economia. Questo lo potete fare ecertamente lo potete fare nel pieno rispetto delle regole, come per anni hanno fatto lebanche centrali di ogni altro grande socio del club (la Fed, BCE e la Banca dInghilterra).Come ci si può opporre ad una politica che mira semplicemente allinflazione? Il fatto cheuna tale politica generi una svalutazione della propria moneta è solo un sottoprodotto dellanecessaria ricerca di un 2% di inflazione, che è lunico modo per il paese nel riuscire avenir fuori dalla crisi. Gli altri grandi giocatori hanno tutti obiettivi di inflazione pari al 2%, sistanno solo allineando al Giappone e alle sue dichiarate politiche. Del resto anche conlenorme dimensione del quantitative easing annunciato, si può sottolineare che si è inritardo rispetto alla crescita della base monetaria già effettuata da parte della Fed, dellaBCE e della BoE.9. Questo ci porta ad un grande dilemma che Kyle Bass chiama il paradossodellinvestitore razionale. Se sei un investitore che opera in Giappone ed ora ritenete chela Banca del Giappone stia molto seriamente cercando di creare inflazione, continuerestea detenere titoli dello stato giapponese (JGB)? Qualsiasi analista un po’ serio potrebbealmeno supporre che a quel punto i tassi di interesse saliranno almeno al livello del tassodinflazione, a patto di credere che il Giappone possa essere in grado di crearedell’inflazione. Soprattutto se perseguono una politica che tende ad abbassare il poteredacquisto dello yen; perché un investitore razionale non vorrebbe detenere obbligazionigiapponesi a lungo termine? Perché non dovrebbero venderle di tutta fretta dopo cheKuroda ha annunciato una politica "terroristica"? (Certamente mi ha lasciato in stato dishock! Anche se sapevo che prima o poi questa scelta sarebbe arrivata!) E questo èesattamente quello che è successo il giorno dopo che Kuroda ha annunciato la suapolitica. A quel punto un paio di giorni dopo la BoJ ha dovuto intervenire ed iniziare acomprare obbligazioni in quantità significative al fine di mantenere il basso il tasso.10. Il vostro problema si è ulteriormente aggravato a causa del fatto che negli ultimi 20anni i naturali acquirenti delle vostre obbligazioni sono stati i piani di pensionamento deivostri lavoratori. Ma il paese sta rapidamente invecchiando ed ora quei piani pensionisticied i singoli risparmiatori stanno iniziando a far conto di quelle obbligazioni, e questo al finedi poter soddisfare i loro diritti pensionistici e di vivere con una pensione. I vostri principalipiani pensionistici ora sono dei venditori di JGB. La signora Watanabe quando sarà inpensione non avrà intenzione di essere un acquirente di obbligazioni. Ella vorrà venderleper poter comprare il riso ed aiutare i suoi nipoti. Lei avrà bisogno di quei soldi per pagarelaumento dei costi energetici e quelli dell’assistenza sanitaria e di altre necessità di base.11. Ora arriviamo al nocciolo del problema. Non è possibile consentire che i tassi diinteresse possano salire molto di più di quello che sono già saliti fino ad ora. Altrimenti siarriverebbe ad un disastro di tipo fiscale. Certamente gli acquirenti di obbligazionigiapponesi stanno incominciando ad innervosirsi e ad abbandonare il mercato, e questo èla razionale conseguenza della vostra scelta di volere generare dellinflazione. E questoalla fine significa che vi è una sola vera fonte di potere dacquisto delle obbligazioni: LaBanca del Giappone.La Banca del Giappone è sulla buona strada per diventare il vero mercato delleobbligazioni giapponesi. Si troverà infatti costretta a "fornire un prezzo" su ogniobbligazione che verrà emessa dal governo, perché se verrà mantenuta l’attuale politicaquesta eliminerà tutti gli acquirenti dal mercato lasciando soli i venditori. I sistemipensionistici non saranno necessariamente costretti ad uscire dalle loro obbligazioni JGB,
  • 6. ma saranno comunque costretti a vendere quando avranno bisogno di fare cassa persoddisfare i loro obblighi pensionistici. Anche gli acquisti dei vostri titoli da parte delmercato internazionale tenderanno a rallentare.La Banca del Giappone sta iniziando a stampare - scusate Kuroda-san, intendevo dire cheha avviato il quantitative easing – e questo in misura molto maggiore rispetto a quantoaveva annunciato e in modo tale da tenere il passo con le richieste che gli arriveranno.Stiamo parlando di numeri che superano limmaginazione. Questo sarà maggiore rispettoai "miliardi e miliardi" di Carl Sagan. Non ci vorrà sicuramente molto prima che la parolaquadrilioni inizi ad essere utilizzata con maggiore frequenza. Un quadrilione sono millemiliardi di dollari, ovvero un milione di miliardi di euro o un milione di miliardi. Noi sempliciesseri umani non abbiamo modo di comprendere lenormità di un tale numero. Népossiamo comprendere le implicazioni, quando dei numeri di tale dimensione vengonoutilizzati come offerta di moneta nel mondo.Esportare la deflazione12. In sintesi mentre si aumentano le esportazioni di automobili, di schermi piatti, robot emacchine utensili si sta cercare di esportare lunica cosa che disponete in abbondanza eche il mondo non vuole: la deflazione.Questo è uno scenario da incubo per i banchieri centrali di tutto il mondo. Se vi è unmandato, un tema centrale nel Manuale delle banche centrali è che la deflazione devesempre e comunque essere combattuta, sia con le unghie che coi denti. La deflazione nondeve assolutamente esistere. Chi vuole diventare il prossimo in Giappone?Se la deflazione appare nel vostro orologio dovete combatterla. E se i tassi di interessesono già bassi, allora lunico strumento che avete nella vostra cassetta degli attrezzi èquello di utilizzare il quantitative easing per combattere la deflazione.Voglio essere molto chiaro. Il Giappone è in procinto nello scatenare la più importanteguerra valutaria che si sia mai vista dal 1930 ad oggi, periodo in cui il mondo era ancorasotto il gold standard. Il problema di oggi è che i politici, i sindacati e le imprese voglionoovunque poter utilizzare i tassi di cambio come strumento per gestire la loro bilanciacommerciale, piuttosto che concentrarsi sul miglioramento della loro competitività e nellaloro capacità di produzione, per non parlare poi di avere un maggior controllo della propriaspesa e dei bilanci fiscali. Infine i paesi pensano che il problema sia sempre laconcorrenza estera, che viene sempre vista come quella che sta facendo qualcosa diingiusto.La pressione che verrà fatta sulle banche centrali per rispondere al QE giapponese saràmolto forte. Durante questo periodo lo yen è salito da 78 a circa 100 (rispetto al dollaro) ele banche centrali fino ad ora hanno detto e fatto ben poco, dal momento che si rendonoconto che solo fino a pochi anni fa lo yen era a 120 e poi è crollato. Ma dobbiamo anchericordarci che negli ultimi 40 anni lo yen è arrivato anche a 350.Tuttavia il Giappone avrà bisogno di svalutare lo yen di circa il 15% e più all’anno per poterraggiungere un’inflazione del 2%, e nel giro di due anni questo significa che vedremo unoyen attorno a 130. E poi a 150 lanno successivo, con la possibilità che possa raggiungere200 entro cinque anni. Può anche completamente crollare?
  • 7. Non è irrealistico pensare che ciò possa accadere. Penso che stiamo entrando in unperiodo molto pericoloso in cui i politici e i responsabili delle banche centrali sentono ilbisogno di "fare qualcosa" e questo qualcosa include il quantitative easing, delle azioni suitassi di cambio e attività di protezionismo.Restate sintonizzati. Continueremo a concentrarci su questi temi man mano cheprogrediscono e mentre l’estate avanza.In chiusura, alcune note su dei recenti eventi sempre rispetto al Giappone che potrebberonon essere ancora di vostra conoscenza. Il Giappone sta discutendo la possibilità diimporre delle regole di trading in valuta estera, questo al fine di "tutelare gli investitori elimitare la speculazione". Ritengono che la forte volatilità che si è sviluppata non sia legataalle loro politiche, ma sia generata dai trader e dagli hedge fund. Ecco alcune discussioniin merito a questa cosa.Una ulteriore nota: Le principali banche giapponesi prevedono, per il secondo meseconsecutivo, di alzare nuovamente i tassi dei mutui a giugno con la conseguenza che itassi a lungo termine continuano ad aumentare e questo nonostante gli sforzi della Bancadel Giappone che cerca di spingerli verso il basso.E questo è solo linizio. Non si devono assolutamente escludere dei controlli valutari e suicapitali, quando si dovesse arrivare nel giro di pochi anni a vedere che le cose dovesseroulteriormente peggiorare.Washington DC, NYC, Francia, Cipro e VegasLunedì sarò a Washington DC dove alla sera avrò un incontro con il mio team di MauldinEconomics, durante il quale prepareremo alcuni video che quanto prima sarannodisponibili. Uno di questi sarà fatto con Newt Gingrich e con lui parleremo dei cambiamentidel mondo che sono in atto grazie ai forti progressi della tecnologia. Sicuramente è moltopiù divertente che parlare di Giappone.Dopo la festa del papà andrò a Monaco per tenere un intervento durante la conferenzaGAIM e poi farò in modo di poter andare a Cipro per vedere di persona quali sono le realiconseguenze date dalla crisi. Poi, il 6 e il 7 luglio sarò a Las Vegas ad un eventoorganizzato da Reid Walker. Qui potete trovare un articolo scritto su Hedge FundIntelligence che parla di Reid e dellevento.Abbiate una grande settimana. Questa ho degli amici che mi stanno aspettando e poitrascorrerò il fine settimana con la mia famiglia. Non vedo lora di rilassarsi e godermi unlungo weekend.Il vostro analista che sente il bisogno di entrare in palestra,John Mauldin
  • 8. subscribers@mauldineconomics.comCopyright 2010-2013 John Mauldin. All Rights ReservedCopyright 2010-2013 Horo Capital. Tutti i Diritti RiservatiDisclaimer: La presente pubblicazione è distribuita da Horo Capital srl. Pur ponendo lamassima cura nella traduzione della presente pubblicazione e considerando affidabili isuoi contenuti, Horo Capital srl non si assume tuttavia alcuna responsabilità in meritoall’esattezza, completezza e attualità dei dati e delle informazioni nella stessa contenutiovvero presenti sulle pubblicazioni utilizzate ai fini della sua predisposizione. Diconseguenza Horo Capital srl declina ogni responsabilità per errori od omissioni. HoroCapital srl si riserva il diritto, senza assumersene lobbligo, di migliorare, modificare ocorreggere eventuali errori ed omissioni in qualsiasi momento e senza obbligo di avviso.La presente pubblicazione viene fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, noncostituendo in nessun caso offerta al pubblico di prodotti finanziari ovvero promozione diservizi e/o attività di investimento né nei confronti di persone residenti in Italia né dipersone residenti in altre giurisdizioni, a maggior ragione quando tale offerta e/opromozione non sia autorizzata in tali giurisdizioni. Le informazioni fornite noncostituiscono unofferta o una raccomandazione per effettuare o liquidare un investimentoo porre in essere qualsiasi altra transazione. Esse non possono essere considerate comefondamento di una decisione dinvestimento o di altro tipo. Qualsiasi decisionedinvestimento deve essere basata su una consulenza pertinente, specifica eprofessionale. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate unasollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma dinvestimento néraccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza trattandosiunicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto. Né Horo Capitalsrl né John Mauldin potranno essere ritenuti responsabili, in tutto o in parte, per i danni(inclusi, a titolo meramente esemplificativo, il danno per perdita o mancato guadagno,interruzione dell’attività, perdita di informazioni o altre perdite economiche di qualunquenatura) derivanti dall’uso, in qualsiasi forma e per qualsiasi finalità, dei dati e delleinformazioni presenti nella presente pubblicazione. Ogni decisione di investimento edisinvestimento è pertanto di esclusiva competenza del Cliente che può decidere di darvi omeno esecuzione con qualsivoglia intermediario autorizzato; qualsiasi eventuale decisioneoperativa presa dal Cliente in base alle informazioni pubblicate è, infatti, da considerarsiassunta in piena autonomia decisionale e a proprio esclusivo rischio. Il Contenutopresente nella pubblicazione può essere riprodotto unicamente nella sua interezza edesclusivamente citando il nome di Horo Capital srl e di John Mauldin, restandone in ognicaso vietato ogni utilizzo commerciale. Si intende per Contenuto tutte le analisi, grafici,immagini, articoli i quali sono tutti protetti da copyright. Horo Capital srl ha la facoltà diagire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi elemento sopra esposto e/o di qualsiasiinformazione a cui tale materiale si ispira ovvero è tratto anche prima che lo stesso vengapubblicato e messo a disposizione della sua clientela. Horo Capital srl puòoccasionalmente, a proprio insindacabile giudizio, assumere posizioni lunghe o corte conriferimento ai prodotti finanziari eventualmente menzionati nella presente pubblicazione. Innessun caso e per nessuna ragione Horo Capital srl, sarà tenuta, ad agireconformemente, in tutto o in parte, alle opinioni riportate nella presente pubblicazione.Ogni violazione del copyright in qualsiasi modo si esprima ai danni di Horo Capital srl eJohn Mauldin, sarà perseguita legalmente.
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