Solo giappone, per sempre

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Il Giappone nell’ultimo trimestre è cresciuto ad un ritmo del 3,5% su base annuale, un tasso così elevato non lo si vedeva da lungo tempo. Naturalmente, i funzionari del governo vedono tutto questo come una chiara conferma delle loro nuove politiche e senza dubbio decideranno che in futuro saranno necessarie ancora più azioni di questo tipo.

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Solo giappone, per sempre

  1. 1. SCENARI FINANZIARIJOHN MAULDINSTHOUGHTS FROM THE FRONTLINENewsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo CapitalSolo Giappone, per sempredi John Mauldin | 18 maggio 2013 - Anno 4 - Numero 16In questo numero:Solo Giappone, per sempreEsportiamo la nostra deflazioneLa parte più difficile: la riforma strutturaleTulsa, Atlanta, Nashiville, Brussels, Washington DC e NYCI mali che comportano questo diluvio di soldi non devono essere rimossi fino a quando inostri cittadini sono generalmente e radicalmente legati alla loro causa e alle conseguenzedel silenzio e dei loro clamori delle autorità e delle banche. Fino ad allora dobbiamoaccontentarci di tornare, quo ad hoc, allo stato selvaggio e ricorrere al baratto e alloscambio della proprietà consegnando i nostri cittadini, vittime passive, le loro proprietà e illoro lavoro ai trucchi dei banchieri.–Thomas Jefferson, tratto da una lettera del 21 marzo 1819 a John AdamsIo sono decisamente ottimista. Il deficit di bilancio si sta contraendo in maniera notevole.Ragazzi chi è pessimista, meglio avere una pala per uscire dalla tomba.–David Tepper, Appaloosa Management LP, CNBC, 14 Maggio 2013Mai gli investitori hanno visto raggiungere prezzi così alti e rendimenti così bassi. Non cisono mai stati per degli investitori dei rendimenti così bassi con così tanto rischio.–Bill Gross, PIMCO, 14 Maggio 2013Possiamo giustamente dichiarare vittoria sul fronte (della riduzione) degli acquisti. Credoche la continua efficacia dell’operazione sugli acquisti sia discutibile.–Richard Fisher, Presidente della Federal Reserve Bank di Dallas, National Associationfor Business Economics, 16 Maggio 2013Ci vorranno ulteriori guadagni per convincermi del "notevole miglioramento" e che siagiunto il termine dei nostri acquisti di asset .... Potremmo ridurre un po il ritmo dei nostriacquisti di titoli, forse già questa estate. Poi se tutto va come speriamo, potremmoterminare il programma di acquisto verso la fine di questanno.–John Williams, Presidente della Federal Reserve Bank di San Francisco, Reuters, 16Maggio 2013I possibili rischi dati dal prolungato periodo di bassi tassi di interesse e dalle politiche nonconvenzionali stanno crescendo. I costi in relazione ai vantaggi stanno crescendoenormemente.–BIS, Reuters, FT Alphaville, 16 Maggio 2013Jefferson 200 anni fa si lamentava dello stato doloroso del dollaro in quanto in quel
  2. 2. periodo il paese era afflitto da gravi problemi di bilancio, e questo non perché qualcunoche faceva parte del governo volesse diminuire il valore della moneta. Oggi invece citroviamo in una situazione in cui sono le politiche nazionali dei diversi paesi tra cui anchequella degli Stati Uniti, che si trovano nella condizione di dover ridurre il valore delleproprie valute. Il mio amico Mohamed El-Erian ultimamente mi ha duramente rimproveratodurante il nostro recente convegno, dicendomi di non dire "guerra valutaria" ma di usareun termine meno forte come "tensioni valutarie." Ma non importa come le si vuolechiamare, ci sono chiaramente dei governi che stanno perseguendo una politicacommerciale mercantilista a scapito dei loro partner commerciali, attraverso una fortemanipolazione del valore delle loro valute.Nel mio libro Endgame avevo previsto che nella seconda metà di questo decennioavremmo avuto delle forte tensioni valutarie, che non si erano più viste sin dalla fine dellaseconda guerra mondiale. Sono stati sparati i colpi di inizio che hanno dato il via alleostilità. Quello che avremo davanti non rappresenterà solo una continuazione delleschermaglie valutarie che abbiamo visto negli ultimi decenni. No, si tirerà fuori la veraartiglieria e verrà messa in prima linea. E come in ogni guerra è meglio che non teniate ivostri oggetti preziosi troppo vicino a dove si svolgerà il conflitto. Ma come sicomporteranno i ragazzi? Chi sono i buoni? Fra questi ci sono dei buoni? Forse la miglioredomanda da porsi è, chi vincerà? Ci saranno dei vincitori? Vuoi davvero guardare RockyBalboa, dopo la sua prima vittoria?Questa settimana ci concentreremo di nuovo sul Giappone. Il loro mercato azionario stalacrimando e la loro economia è cresciuta del 3,5% nellultimo trimestre. È l’Abenomicsdavvero la risposta a tutti i loro problemi? È solo una questione di girare la manopolamonetaria, et voilà, arriva la crescita? Perché non lo proviamo a fare tutti? Cosasuccederebbe se lo facessero davvero tutti?Ed ora concentriamoci sul Giappone.Absolute Return Partners di Niels C. Jensen - www.arpinvestments.com - è la societàpartner di John Mauldin per il mercato Europeo.Horo Capital - www.horocapital.it - è il partner di Absolute Return Partners per ilmercato Italiano.Solo Giappone, per sempreIl Giappone nell’ultimo trimestre è cresciuto ad un ritmo del 3,5% su base annuale, untasso così elevato non lo si vedeva da lungo tempo. Naturalmente, i funzionari del governovedono tutto questo come una chiara conferma delle loro nuove politiche e senza dubbiodecideranno che in futuro saranno necessarie ancora più azioni di questo tipo.In Giappone le vendite al dettaglio sono salite alle stelle, come se ci fosse stata una"scossa di ricchezza" che ha elettrizzato leconomia. Da novembre dello scorso annolindice Nikkei è salito del 70%, con gli hedge fund esteri che sono stati tra i primi a saltaresul carro. Il grafico che segue fornisce una certo tipo di prospettiva su quanto è avvenuto.Vedo diversi comportamenti che sono stati molto simili negli ultimi 20 anni. Se questofosse un grafico annuale piuttosto che trentennale, sarebbero tutti così ansiosi? Non sto
  3. 3. dicendo che l’attuale mossa non abbia portato dei benefici reali. Almeno sulla carta si sonofatti un sacco di soldi.La debolezza dello yen si è già fatta sentire, in quanto questa rappresenta quasi la metàdella crescita dell’ultimo trimestre. Da agosto la valuta è scesa di quasi un 30% rispetto aldollaro e del 37% nei confronti delleuro. Questo ha causato la preoccupazione diAmbrose Evans-Pritchard:Lo yen è sceso in modo significativo sollevando delle forte preoccupazioni in merito al fattoche il Giappone stia esportando deflazione verso i suoi “vicini”, ed in contemporanea stiaperò spingendo la quota delle proprie esportazioni. Questa affermazione è stata peròrespinta da parte di Tokyo.Stephanie Kretz di Lombard Odier ha detto che la caduta dello yen sembra un replay dellametà degli anni 1990 prima che avesse inizio la crisi nellAsia orientale, in cui ifinanziamenti esterni portarono ad un "arresto improvviso".Questo rappresenta una minaccia diretta per la Malesia, Vietnam, Thailandia, Corea e glialtri paesi con i quali c’è un elevato scambio, così come per la Cina, anche se questa voltai debiti esteri sono molto più bassi. E’ stato segnalato che i surplus commerciali di questipaesi potrebbero evaporare, e questo in modo "silenzioso e piantando lungo la strada isemi della prossima crisi asiatica".Albert Edwards di Societé Generale ha detto "Enyasu" può essere il catalizzatore cheporterà la Cina ad una bolla del credito. Egli ha detto che una perdita di competitività negliscambi, dopo anni di crescita dei salari fa si che la Cina possa essere vulnerabile ad unastretta monetaria deflazionistica. "Questo ci riporta alla mente la crisi valutaria asiatica del1997". (The Telegraph)La manipolazione della valute è contro le regole del club del G7 e del Mondo. Il Giapponesostiene che loro sono semplicemente impegnati in una politica interna che vuole cercaredi fermare la deflazione e rilanciare leconomia. Quindi, tutto ciò che accade sul fronte
  4. 4. valutario è una pura coincidenza.Peccato che però non sia così.Il Giappone sta vivendo un crollo deflazionistico da oltre due decenni. In questo periodo ditempo il PIL nominale non è cresciuto. Il rapporto debito pubblico/PIL è arrivato ad oltre il240%. I tassi di interesse sono stati bloccati a zero. Non cè stato alcun controllo del deficitfiscale. Il deficit commerciale continua a crescere. Infatti tutto queste cose mi ha portato adefinire il Giappone come "un insetto alla ricerca di un parabrezza".Il primo ministro Abe per cercare di risolvere il problema del Giappone si è impegnato inun approccio che è stato definito le "tre freccie". Le tre frecce nella sua faretra sono: pianifiscali più credibili, un aggressivo allentamento monetario ed una strategia di crescitabasata su delle riforme strutturali. Lallentamento monetario è la parte più facile. Insostanza, la Banca del Giappone si è impegnata in una politica di quantitative easing dellamedesima portata di quella che sta attuando la Federal Reserve negli Stati Uniti; ma ilpaese però è solo un terzo in termini di dimensione rispetto agli Stati Uniti.E mentre il numero dei titoli degli articoli di giornale continua a crescere in modosorprendente, la Banca del Giappone ha però davanti a se una lunga strada da percorrereper recuperare il ritardo cumulato rispetto alle politiche di QE degli altri paesi. Comepossiamo vedere da questo grafico di Capital Economics, il Regno Unito e gli Stati Unitisono molto più avanti del Giappone.Rivediamo velocemente alcuni grafici sulla storia dello yen. Il primo presenta lo yen neiconfronti del dollaro statunitense dal 1990. Sì, lo yen è recentemente sceso del 35%contro il dollaro, ma dovrebbe perdere altri 20 yen per tornare a dove si trovava appenasei anni fa. Era scambiato a più di 350 yen per un dollaro, quando io andavo a scuola cioènel Medioevo. In quattro decenni lo yen si è apprezzato di circa il 470% nei confronti deldollaro e così possiamo esaminare il recente movimento che è stato di meno di 25 yen inuna prospettiva storica.
  5. 5. Proviamo ora a mettere il recente calo dello yen in questa analisi. The Nihon KeizaiShimbun, il principale quotidiano economico giapponese, ha dichiarato ogni diminuzione di1 yen nel rapporto yen/dollaro si tradurrà in un aumento di $2,7 miliardi di dollari in profittiper le 30 maggiori aziende esportatrici giapponesi.Per ogni svalutazione di 1 ¥ nei confronti del dollaro, la Toyota ha stimato che i suoi profittiaumenteranno di $340 milioni. PER LA DIMINUZIONE DI UNO-YEN! Nellultimo trimestreToyota ha riportato $3,33 miliardi dollari di profitti, a questo punto degli ulteriori $340milioni dollari di profitto per ogni diminuzione di 1 yen contro dollaro potranno portare iprofitti del secondo semestre e le sue azioni sulla luna.Ma questi profitti non appaiono magicamente; ma provengono dalle vendite. Le venditeche sono in gran parte dovute alle migliori condizioni commerciali ed ai costi inferiori. Èinfatti questa politica del Giappone che non rende così felici i ministri delle finanze e dellesviluppo di tutto il mondo.Unanalisi piuttosto interessante sui rapporti di concorrenza tra il Giappone e i suoi viciniasiatici è stata recentemente pubblicata da Charlie Lay di Commerzbank. Ha pubblicatoun grafico con dei dati del FMI, che prende in esame dei paesi che hanno un livello diesportazione simile al Giappone. La Germania è il paese le cui esportazioni sono simili aquelle del Giappone, seguono poi la Corea e Taiwan, poi gli Stati Uniti, Regno Unito e
  6. 6. Francia.La Cina sta ricoprendo un ruolo sempre più importante nel commercio mondiale, in quantoil paese continua a svilupparsi. Quali sono i paesi che esportano maggiormente i loroprodotti verso la Cina? Naturalmente il Giappone, e questo è in diretta concorrenza perquel tipo di esportazioni con la Corea, Hong Kong e Taiwan.In questo momento i profitti delle aziende in Corea, Hong Kong e Taiwan sono andatimaggiormente sotto pressione, in quanto questi produttori devono continuamenteabbassare i prezzi per competere con le imprese giapponesi. E mentre il governo delGiappone non potrà mai ammetterlo pubblicamente, ma non passerà molto tempo primache lo yen passi da un livello pari a 120 a dei livelli ancora più alti, anche se questa stradaporterà poi ad una risposta da parte degli altri paesi. La politica monetaria giapponese èquasi irrevocabilmente impegnata a continuare a svalutare lo yen per un periodo di tempomolto lungo e ad un ritmo sempre più crescente.Il grafico che segue mostra il cambio euro-yen nel corso degli ultimi 23 anni. Se lo yentorna a dove era appena sei anni fa, la Germania ed altri paesi entreranno profondamentein crisi per quanto riguarda le loro esportazioni.
  7. 7. Torniamo ora indietro al grafico che confronta le basi monetarie. Vi aiuterà meglio a capirela non reazione che cè stata per ora da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito allemosse del Giappone. Abbiamo sentito qualche commento da parte di alcuni ministridellUnione europea, ed in particolare dalla Germania delle lamentele sulla politica delGiappone. La BCE ha un mandato per quanto riguarda il target di inflazione cheteoricamente limita le politiche di quantitative easing rispetto a quanto fatto dagli StatiUniti, dal Regno Unito o dal Giappone. Dico in teoria perché, quando la Germania si uniràalla Francia in una grave recessione che sarà in parte dovuta alle "tensioni valutarie" (oalmeno è su questo che si vuole puntare il dito, perché gli dei non vogliono che si dia lacolpa alle loro politiche), mi aspetto che quelle persone molto creative che lavorano pressola Banca centrale europea trovino un modo "legale" per partecipare anche alla festa delQE. E tutti sanno che quando Draghi decide di smuovere le acque, lo fa con stile e conuna grande orchestra che lo accompagna.Esportiamo la nostra deflazioneLa prima cosa che il Giappone sta esportando è la sua deflazione. Sta cercando ditrasferirla in tutti i paesi che competono con il Giappone nel commercio internazionale.Questo è il punto chiave, legato anche all’obiettivo di avere un inflazione pari al 2%. Ecome se i leader Giapponesi si fossero incontrati e assieme avessero preso questadecisione: "Da soli non riusciamo a sbarazzarsi della nostra deflazione. Vediamo se siamoin grado di esportarla". Capital Economics scrive questa nota molto interessante rispetto aquesto obiettivo:Un 2% di inflazione è raggiungibile? Questo non significa che linflazione non raggiungeràquanto prima il 2%. Negli ultimi decenni ci sono stati solo due periodi nei quali linflazioneha superato il 2% - ossia quando è stata aumenta limposta sui consumi nel 1997 equando nel 2008 sono aumentati i costi di importazione del petrolio.In effetti, ci aspettiamo che a seguito dell’aumento delle tasse sui consumi che sonopreviste per lanno prossimo, linflazione superi il 3% nel 2014 . Tuttavia la Banca del
  8. 8. Giappone guarda al di la degli effetti fiscali, quando vuole misurare i progressi che stafacendo verso il suo obiettivo di inflazione. Mentre ci aspettiamo che linflazione possacrescere al netto degli effetti fiscali, questo verrebbe in gran parte causato dalla debolezzadello yen che farebbe aumentare i costi di importazione rispetto a qualsiasi altro aumentointerno che possa sostenere la crescita dellinflazione.E questo è il problema. Il Giappone può generare inflazione solo se svaluta la propriamoneta, anche se però questa inflazione avrà degli effetti particolarmente duri suipensionati. Mentre lo yen continuerà a perdere di valore, i costi dell’energia e deglialimenti (che sono in gran parte importati) e qualsiasi altro elemento che ha bisogno dirisorse che non si trovano in Giappone aumenterà in termini di costi. Tutti coloro chevivono con un reddito fisso si faranno particolarmente male, considerando inoltre chequeste persone rappresentano la parte più ampia e crescente della popolazionedell’attuale Giappone.Le riforme proposte da Abe richiedono una notevole crescita economica. Il Giappone nonè cresciuto per oltre due decenni, ed ora le condizioni per stimolare una crescitaeconomica sono ancora più difficili. La crescita del PIL arriva solo da due fonti: da unacrescita della produttività e dalla crescita (in termini di persone in età lavorativa) dellapopolazione. In realtà la popolazione del Giappone sta diminuendo, e anche quella relativaalla popolazione in età lavorativa sta diminuendo ancora più velocemente rispetto aquanto cresce l’età media del paese.A causa dei problemi demografici che stanno provocando un forte invecchiamento delGiappone per sostenere la crescita economica sarà necessaria una maggiore crescitadella produttività. Ma da dove potrà arrivare? La crescita della produttività reale è incontrasto con la crescita nominale causata dallinflazione, non è un qualcosa che si puòsolo attuare con delle politiche governative e con del quantitative easing. Se si desiderache la crescita del PIL sia del 3% in un paese in cui la popolazione sta diminuendo dell1%è necessario un 4% di crescita della produttività, prendere o lasciare. Il che non puòavvenire in modo così semplice in un paese altamente sviluppato.E anche con una crescita di quel tipo non sarebbe così facile raggiungere in Giappone un2% di inflazione. Roubini Global Economics ieri ha scritto:Tuttavia l’indice sulla deflazione dei prezzi nel settore dei servizi per il consumatore, che èsenza dubbio il più importante indicatore sulle tendenze generali del livello dei prezzi, hacontinuato ad accelerare per il terzo trimestre consecutivo mettendo fortemente in dubbio ideboli dati del CPI che abbiamo visto fino ad ora. Cè ancora una lunga strada dapercorrere prima di poter vedere in modo sostenuto un linflazione positiva.La prima cosa che a noi è emersa è stato il segno meno davanti al tasso di crescita degliinvestimenti privati nel settore non residenziale. Un valore pari a -0,7% q/q, ossia gliinvestimenti privati in impianti e attrezzature hanno registrato la quinta sequenzialecontrazione, un risultato particolarmente triste .... Date le evidenti fatiche che ancora staattraversando leconomia durante il Q1 (sottolineiamo che la deflazione è ulteriormentepeggiorata nel corso del trimestre), questo risultato non è così sorprendente. Il ritmo dicontrazione è stato molto più lento rispetto al secondo semestre del 2012, anche se ciaspettiamo di vedere nuovamente una crescita nel 2° trimestre. Eppure questa persistentedebolezza sottolinea le sfide che il Giappone dovrà affrontare per raggiungere delleprospettive più interessanti nel lungo termine. Il ritmo degli investimenti privati nel settore
  9. 9. non residenziale si trova sotto del 17% rispetto al picco del 1° trimestre 2008.(www.roubini.com/)Questo elemento rappresenta uno degli elementi chiave che guidano la crescita dellaproduttività? Stiamo parlando di investimenti fatti con capitale privato (e sì il governo puòanche essere una fonte di capitale e di infrastrutture). E come ha osservato Roubininell’ultimo trimestre gli investimenti privati sono scesi. La crescita che abbiamo visto inquesto momento è arrivata dalla disponibilità di capacità industriale. Chiaramente Abe e lesocietà hanno deciso di utilizzare la riserva di capacità produttiva del Giappone (e questaconsentirà di aumentare la produttività, ovviamente questo grazie ai passati investimenti)in modo tale che possano esserci dei nuovi investimenti e che possa iniziare un nuovociclo di crescita.La parte più difficile: la riforma strutturaleMa il nuovo processo di crescita richiederà anche la combinazione di una qualche scelta ditipo politico e delle riforme strutturali che in passato il Giappone si è sempre dimostratoriluttante nel fare. Non avrebbero voluto ristrutturare le loro banche o il loro debito dopo loscoppio della bolla nel 1989, e la loro incapacità nel farlo in modo appropriato è stata unadelle cause principali del malessere economico degli ultimi 24 anni. La storia del Giapponea partire dal 1989 è stata quella di un paese che ha evitato di fare delle vere riforme,preferendo lopzione più semplice ossia quella di una maggiore spesa pubblica.Terminiamo questa analisi con una nota di Capital Economics:La terza freccia di cui dispone Abenomics è una strategia di crescita basata sulle riformestrutturali. La sfida sarà quella di aumentare la crescita, anche se il dato sulla popolazionein età lavorativa continuerà a scendere di circa 1% allanno per i prossimi dieci o ventianni. Il governo ha individuato una serie di priorità, tra cui la deregolamentazione (con unfocus particolare sul mercato del lavoro, il settore dellenergia e della sanità), la riforma delregime fiscale delle imprese e la liberalizzazione del commercio (in particolare cercando diaderire alla Trans-Pacific-Partnership). Tuttavia, il giudizio nel capire se questaamministrazione rispetto alle precedenti sarà in grado di avere successo nell’aumentodella produttività del Giappone deve essere ancora scritto. L’annuncio di un nuovo stimolofiscale per il 2013 e il convincere la Banca del Giappone ad allentare la politica monetariasono state delle semplici vittorie.Che cosa potrebbe andare storto?In sintesi, "Abenomics" rappresenta sicuramente il giusto mix di politiche necessarie adaffrontare i problemi del Giappone. Ma a rischio di sembrare perennemente cupo, ci sonoancora una serie di cose che potrebbero andare male. In particolare:i. gli aumenti delle tasse sui consumi potrebbero far deragliare la ripresa, ma se questevenissero ritardate a quel punto il governo perderebbe la credibilità anche nei confrontidella Banca del Giappone;ii. i rendimenti sui bond JGB potrebbero iniziare a salire, anche se rispetto agli aumentiche ci sono stati fino ad ora possiamo rimanere abbastanza ottimisti;iii. i prezzi potrebbero salire ben prima dei salari e degli altri redditi, con una caduta della
  10. 10. fiducia dei consumatori e del potere di spesa. In effetti poche famiglie consideranoabbastanza positivamente il fatto che la deflazione possa terminare rispetto invece alleimprese e agli investitori che considerano la cosa molto positiva, anche se gli effetti datidalla crescita del mercato azionario Giapponese sul patrimonio delle famiglie èabbastanza limitato;iv. gli ampi aggregati monetari e creditizi potrebbero rimanere molto sotto pressione equesto nonostante la rapida espansione della base monetaria, minando a quel punto lafiducia sull’efficacia dell’accomodante politica monetaria della Banca centrale delGiappone;v le aziende potrebbero comunque rimanere ancora riluttanti nell’investire e ad assumerepersonale all’interno del Giappone, soprattutto se il contesto globale dovesse deteriorarsie se ci fossero delle tensioni sui costi locali – ovviamente questo sarebbe dovuto in parte acausa del crollo del valore dello yen;vi. il governo guidato da LDP potrebbe nuovamente deludere nella capacità diintraprendere delle riforme strutturali.Per concludere, il governo giapponese ha avviato un esperimento economico in base allateoria keynesiana che ha delle promesse di una tale portata che ha lasciato tutti senzaparole. Essi hanno scommesso che sono in grado di fare quanto necessario per superarela deflazione e il problema demografico, volendo riuscire in contemporanea a far si che ilpaese possa mettere in equilibrio il suo bilancio e trovare un livello di inflazione chepermetta al debito giapponese di ridursi rispetto al PIL, facendo si che il Giappone diventiancora di più una potenza dal punto di vista delle esportazioni ed aumenti la propriaproduttività ad un livello tale che non si è mai visto prima in un paese sviluppato.Faranno tutto il possibile sperando che il resto del mondo rimanga fermo ad aspettare cheil tempo passi e lasciando che il Giappone si prenda le quote di mercato tramite leesportazioni attraverso il quantitative easing. Nel frattempo stanno continuando a fare unalotta contro la Cina su delle isole che fondamentalmente hanno solo delle rocce, che glicosteranno la perdita di un infinità quantità di vendite e che alla fine questerappresenteranno molto più del valore delle isole, anche se c’è molto petrolio nelle acquecircostanti. Il Giappone sta anche scommettendo che nei suoi settori chiave non ci sarà uncambiamento di tecnologia in tempi molto brevi. Come potrebbe succedere che tutte lecose vadano per il verso sbagliato?La prossima settimana ripartiremo dal punto dove siamo arrivati oggi, cercando di capiredove potrà arrivare il cambio dello Yen e i rendimenti delle obbligazioni giapponesi Stiamovivendo un periodo particolarmente interessante.Tulsa, Atlante, Nashville, Brussels, Washington DC e NYCMentre leggete questa lettera io mi trovo a Tulsa, da dove tra poco riparto per tornare acasa per un paio di giorni di incontri, un po’ di lettura e un po’ di scrittura (che altro?). E poime ne vado ad Atlanta per una riunione del consiglio di una società biotech nella qualesono coinvolto, Therapeutics Galectin. Non vedo lora di ricevere dei nuovi aggiornamentidai ricercatori e poter scambiare delle nuove idee con loro. Ci sono così tante cosepositive nel mondo, che per me è veramente frustrante dover prestare così tantaattenzione ad aspetti come il QE. Successivamente andrò a Nashville per un intervento ed
  11. 11. una cena con il team di Altegris e con dei loro clienti, poi di ritorno nuovamente a casa peruna notte prima di ripartire per Bruxelles dove terrò un intervento nell’ambito di una seriedi incontri che mi sembrano molto interessanti e che sono stati organizzati da GeertWellens. Mi aspetto di imparare molto e vi riporterò le mie impressioni.Poi tornerò a casa per un paio di giorni prima di ripartire nuovamente per DC doveincontrerò Newt Gingrich, che questa settimana ha detto delle parole molto gentili su dime. Condividiamo lamore reciproco verso la tecnologia, i cambiamenti e il futuro. Pat Coxe alcuni della mia squadra stanno per unirsi a noi per un giorno o due per cercare di farealcune riflessioni su come cambierà il mondo nei prossimi anni. Poi prenderò un treno conJohn Hussman e andremo assieme a New York.Cosa vi posso ancora dire della la mia vita: è completamente piena, ma vi confermo chemi sto divertendo un sacco nell’esplorare tutte le nuove idee e nel cercare di capire cometutti i pezzi del puzzle si incastrano. Come è possibile annoiarsi con tutte queste cose?Godetevi la vostra settimana.John Mauldinsubscribers@mauldineconomics.comCopyright 2010-2013 John Mauldin. All Rights ReservedCopyright 2010-2013 Horo Capital. Tutti i Diritti RiservatiDisclaimer: La presente pubblicazione è distribuita da Horo Capital srl. Pur ponendo lamassima cura nella traduzione della presente pubblicazione e considerando affidabili isuoi contenuti, Horo Capital srl non si assume tuttavia alcuna responsabilità in meritoall’esattezza, completezza e attualità dei dati e delle informazioni nella stessa contenutiovvero presenti sulle pubblicazioni utilizzate ai fini della sua predisposizione. Diconseguenza Horo Capital srl declina ogni responsabilità per errori od omissioni. HoroCapital srl si riserva il diritto, senza assumersene lobbligo, di migliorare, modificare ocorreggere eventuali errori ed omissioni in qualsiasi momento e senza obbligo di avviso.La presente pubblicazione viene fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, noncostituendo in nessun caso offerta al pubblico di prodotti finanziari ovvero promozione diservizi e/o attività di investimento né nei confronti di persone residenti in Italia né dipersone residenti in altre giurisdizioni, a maggior ragione quando tale offerta e/opromozione non sia autorizzata in tali giurisdizioni. Le informazioni fornite noncostituiscono unofferta o una raccomandazione per effettuare o liquidare un investimentoo porre in essere qualsiasi altra transazione. Esse non possono essere considerate comefondamento di una decisione dinvestimento o di altro tipo. Qualsiasi decisionedinvestimento deve essere basata su una consulenza pertinente, specifica eprofessionale. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate unasollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma dinvestimento néraccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza trattandosiunicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto. Né Horo Capitalsrl né John Mauldin potranno essere ritenuti responsabili, in tutto o in parte, per i danni(inclusi, a titolo meramente esemplificativo, il danno per perdita o mancato guadagno,
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