Sicurezza operativa

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Sicurezza operativa

  1. 1. Bruno Marzemin - Psicologo
  2. 2. Il mancato rispetto e osservanza delle normali regole e procedure negli ambienti di lavoro (siano essi in contesti retribuiti, inerenti all’ambito del volontariato, ludici o semplicemente “casalinghi”) comporta un rischio non indifferente verso l’incolumità propria e di chi ci sta accanto. 2
  3. 3. AMBITI LAVORATIVI La non osservanza delle regole può compromettere seriamente la propria vita. Nei casi più fortunati avremo comunque a che fare conuna debilitazione fisica e/o psicologica, a volte anche per il resto della nostra vita. 3
  4. 4. AMBITI DI VOLONTARIATOAnche in questo tipo di lavori, la non osservanza di normali regole sulla sicurezza può compromettere seriamente la nostra esistenza. Con tutto quello che ne segue a cascata (perdita del lavoro retribuito, tensioni a livello familiare, rottura dell’equilibrio psicologico interno, ecc…) 4
  5. 5. AMBITI LUDICI Una delle situazioni peggiori che possanoverificarsi è rimanere invalidi (e nelle peggiori delle ipotesi, morire) mentre stiamo svolgendo un’attività cui serve a noi per rilassarci e non pensare, per staccare mentalmente dal lavoro o dai vari problemi della vita quotidiana. 5
  6. 6. AMBITI “CASALINGHI”L’ambiente casalingo è un serbatoio principale di incidenti invalidanti e mortali, spesso sottostimato dalle persone. Azioni apparentemente semplici (“cambiareuna lampadina”) possono divenire letali se noneffettuate con le cautele ed attenzioni basilari. 6
  7. 7. La conoscenza delle leggi inerenti alla sicurezza e salute sui posti di lavoro è obbligatoria. La giurisdizione attuale non ammette la NEGLIGENZA. Logicamente, la nostra memoria non può ricordare tutto quanto riportato nelle normative vigenti. Andranno però ricordati i concetti che ne fanno da sfondo ad esse. LA CONOSCENZA È LO STRUMENTO MIGLIORE PER DIMINUIRE E TOGLIERE L’IGNORANZA;ED È PROPRIO DALL’IGNORANZA CHE SI GENERANO LE SITUAZIONI NEGATIVE E SORTISCONO PROBLEMI DI QUALSIASI NATURA. 7
  8. 8. Maggior coscienza su quanto viene fatto; Non aver timore nel richiedere ed esigere i Dispositivi di Protezione Individuali; Tenere bene a mente che non esiste una gabbia dorata dove siamo esenti da qualsivoglia rischio.Non sottostimare nemmeno l’importanza dei fattori di stress che vanno ad influire sulla nostra salute psicologica 8
  9. 9. Riconoscere lo stress Lo stress, se non controllato e non circoscritto, può dar luogo a diversi fenomeni invalidanti: Disturbi psicologici di tipo cognitivo (vuoti di memoria); Disturbi fisiologici di natura psicologica (gastriti…);Indebolimento e peggioramento dello stato di salute (rischio di infarto…); Seria compromissione dei rapporti sociali a qualsiasi livello. Sindromi particolari (burn-out, stalking, mobbing…) 9
  10. 10. Lo stress è un fenomeno naturale che è presente in tutti gli organismi viventi. Di per sé non è dannoso (anzi, ci aiuta ad adattarci meglio):serve ad attivare l’organismo in particolari situazioni (cambiamenti, rischi...) Diventa dannoso quando l’organismo risponde in modo esagerato ad una situazione di apparente pericolo; oppure l’ambiente che lo circonda non gli consente più di funzionare in modo equilibrato. 10
  11. 11. Soluzioni concrete contro lo stress• Riconoscerlo dai sintomi;• Valutare attentamente la situazione sociale/ambientale che stiamo vivendo;• “Prendere tempo” e prenderne seriamente coscienza;• Cercare le soluzioni per poter limitare (e se possibile togliere) quei fattori che ci fanno mal-adattare;• Agire per mettere in pratica quanto meditato. 11
  12. 12. 12
  13. 13. 1) Nei casi più gravi affidarsi a specialisti (medico curante e psicologi o psichiatri); 2) Nei casi più lievi modificare poco alla volta il proprio stile di vita: 3) Limitare o contenere gli aspetti ambientali che ci invalidano; 4) Trovare attività che ci diano piacere. Dallo stress si può (e si deve!) guarire. I postumi dello stress però ce li potremo portare avanti per il resto della vita (nei casi più gravi). Una volta che però avremo affrontato questo tipo di situazioni ci ritroveremo più forti e maturi:questo significa che alle successive occasioni di disadattamento da stress riusciremo a cavarcela meglio. 13
  14. 14. La sicurezza sui posti dove viviamo è data da tanti piccoli accorgimenti… Alcuni consigli sono:-Esser sempre svegli e attenti. Se così non è, riposiamoci o cerchiamo un modo per ripristinare la nostra lucidità mentale; -Osserviamoci attorno. Guardare e guardarci, anche le piccole cose. -Riconoscere i rischi, e fare in modo di prevenire un nostro eventuale “farsi male”; -Se non conosciamo una procedura, uno strumento, una situazione: CHIEDERE, ottenere informazioni; -Se commettiamo un errore, non aver paura di ammetterlo. È da questi che si cresce. Ricordiamoci inoltre che la sicurezza non passa solo dai guanti e dalle tute che indossiamo, ma dalla TESTA che ci sta dentro e come li fa muovere. E un infarto può essere spesso l’ultimo segno che il nostro corpo di da dopo una serie di “chiamate ed allerte”, ma che noi purtroppo abbiamo prima di allora ignorato… 14
  15. 15. Ora quindi facciamo un gioco per vedere quanto abbiamo capito… 15
  16. 16. PREMESSA:Tutte le storie riportate NON SONO ASSOLUTAMENTE VERE! NESSUN PERSONAGGIO DI QUELLI CHE LEGGERETE ESISTE NELLA REALTA’.I CASI SONO PERÒ STATI INVENTATI PRENDENDO SPUNTO DALLE VARIE CRONACHE DEGLI ULTIMI 10 ANNI… 16
  17. 17. Giacomino ha 19 anni ed è appena arrivato a Resana (Treviso) da Palermo. Trova lavoro presso un’acciaieria del luogo. Pagano bene, ma deve fare i turni notturni.Il primo giorno di lavoro, il caporeparto gli dice “Giacomino, fai questo e questo. Se hai caldo, ti bevi dell’acqua. La pausa si fa a fine turno”. Non gli dice altro. Ed è davanti ad un getto che sforna profilati incandescenti di acciaio a più di 1000 gradi.Il giorno dopo uno schizzo di acciaio lo colpisce in pieno volto, facendogli perdere un occhio. 17
  18. 18. Ivana di anni ne ha 38. E’ bella, giovane. Nel paese dove lavora ha tanti corteggiatori. E lei non si lascia di certo mancare la bella vita. Fa la barista. Dietro al bancone tante storie da raccontare. Compresa la sua. Orfana di genitori sin dall’adolescenza, Ivana ha fatto di tutto, ha lavorato ovunque. Un giorno un carabiniere l’avverte che la somministrazione degli alcolici deve cessare alle ore 21 nel locale, e gli fa mettere un cartello in bella mostra nel bar. Una sera un gruppo di persone entra e insistono nel voler ancora della birra, nonostante le 23 siano passate già da un pezzo. Ivana non esita, e fino alla chiusura del locale, versa birra a chi lo chieda.Finché, una notte, rincasa. E si accorge che uno degli avventori del locale l’aspetta sotto casa. Ivana ha paura, e il giorno dopo… 19
  19. 19. Bruno ha 50 anni. Tre anni fa la sua fabbrica (un mobilificio), chiude. Ed entra in cassa integrazione. Ha 2 figli di 20 anni, gemelli, che da poco frequentano l’Università a Ferrara e a Milano. L’anno scorso – inaspettatamente – trova impiego come autista in una cooperativa di trasporti: guida un pulmino e porta a scuola i ragazzi del paese.Tutto fila liscio, fino a quando, un giorno, Bruno, dopo che ha lasciato i ragazzini delle medie nell‘ultima scuola in programma, verso le 830 di mattina, esce da uno stop dove un TIR lo centra in pieno e muore sul colpo. 19
  20. 20. Bruno da tempo viveva separato in casa.La moglie, Viviana, aveva da qualche anno un’altra persona, cui Bruno si rese conto dopo un’insolitomessaggio alle 2 di mattina, due anni addietro.Un sms inviato al telefono di casa. Lui lo lesse, trovandovi scritto “Sei eccezionale in certi momenti, F.”Chiese spiegazioni alla consorte, ma non ottenne niente.Viviana negò sempre. Fino a quando, sei mesi fa, un suo caro amico (di lui), gli disse che la moglienon frequentava affatto la palestra nei giorni di martedì e giovedì. E che la vide in un paese a circa 20 kmdal loro in compagnia di un altro uomo. Circostanza non unica, anzi.Più volte i due vennero visti dall‘amico.Bruno chiese ancora spiegazioni, non andando a insinuarsi troppo nella vita della moglie,ma un mese fa lei stessa ammise che il matrimonio era finito. E voleva trovare una nuova sistemazione.Bruno non ci capacitò mai di questo, domandò – senza ottenere una risposta di conferma – se maici fosse un altro al posto suo.La mattina stessa dell’incidente vide, mentre portava a scuola i ragazzi, la moglie a bordo di una macchina,in compagnia di un uomo. Cominciò a chiamarla una prima volta subito, ma il telefono non dava risposte.Fu allora che si decise di chiamarla quando aveva più tempo, a giro scolastico ultimato… 20
  21. 21. 21
  22. 22. Il mobbing è, nellaccezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusipsicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze,ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altroindividuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché dellaindividuosalute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono stessonecessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nellinsiemeproducono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio dellavittima, la sua salute, la sua esistenza.Più in generale, il termine indica i comportamenti violenti che un gruppo (sociale, familiare,animale) rivolge ad un suo membro.(Fonte: Wikipedia) 22
  23. 23. Stalking è un termine inglese (letteralmente: persecuzione) che indica una serie di atteggiamentitenuti da un individuo che affligge unaltra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati diansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della pauraquotidianità. Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti; in quelloitaliano la fattispecie è rubricata come atti persecutori, riprendendo una delle diverse locuzionicon le quali è tradotto il termine stalking. Il fenomeno è anche chiamato sindrome delmolestatore assillante. assillanteLa persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale escritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, è un interpersonalemodello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una opiù persone. I contesti in cui si manifesta: nel 55% circa è la relazione di coppia; nel 25% circa è il condominio; nello 0,5% circa è la famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15% circa è il posto di lavoro/scuola/università(Fonte: Wikipedia) 23
  24. 24. La sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è lesito patologico di un processostressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni daiuto, qualora queste non daiutorispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta adassumere. Maslach e Leiter (2000) hanno perfezionato le componenti della sindrome attraversotre dimensioni: deterioramento dellimpegno nei confronti del lavoro, deterioramento delle lavoroemozioni originariamente associati al lavoro ed un problema di adattamento tra persona ed illavoro, a causa delle eccessive richieste di questultimo. In tal senso il burnout diventa unalavorosindrome da stress non più esclusiva delle professioni daiuto ma probabile in qualsiasiorganizzazione di lavoro.(Fonte: Wikipedia) 24
  25. 25. Grazie per l’attenzione! brunomarzemin@gmail.com 25

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