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  1. 1. IO NON CICASC Oterza edizione
  2. 2. “IO NON CI CASCO” Manuale operativo per chi lavora in altezza Terza edizioneRegione Veneto-Azienda U.L.S.S. 15 “Alta Padovana”Dipartimento di Prevenzione - Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL) Dipartimento di Prevenzione Direttore: Ferronato dr. Anselmo Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro Direttore: Bizzotto dr.ssa RosanaTerza edizione a cura diManuela Barizza e Francesco ZecchinSPISAL Azienda U.L.S.S. 15 “ Alta Padovana”Immagini a cura di: B&B TESI ASOLOLe immagini riportate in questo opuscolo hanno carattere esemplificativo e non esaustivo, pertanto per alcuni particolari possono risultare incompleteFinito di stampare nel mese di ………. 2011 presso …La pubblicazione è riproducibile in tutto o in parte solo previo consenso scritto degli autori.
  3. 3. 5Prefazione alla terza edizioneLe cadute dall’alto rappresentano la causa più comune di infortunio o di morte nel settore delle costruzioni.Tali eventi sono legati frequentemente alla mancanza di adeguate misure preventive e protettive, alla basedella quale vi è spesso una assente o inidonea progettazione della sicurezza.Per assicurare una reale riduzione degli infortuni sul lavoro, in questo come in altri comparti produttivi, ènecessario iniziare da una adeguata e completa valutazione del rischio, considerando globalmente tutte lesituazioni potenzialmente pericolose.A questa fase è indispensabile far seguire quella della pianificazione delle misure di sicurezza che deve pri-vilegiare gli interventi che eliminano o riducono il rischio alla fonte. Va data priorità alle misure di protezionecollettiva, riservando l’impiego dei dispositivi di protezione individuale a quelle situazioni in cui i rischi nonpossono essere altrimenti ridotti.Questo opuscolo è nato con l’obiettivo di fornire ai coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione, alleimprese e ai capo-cantiere i criteri per una efficace progettazione e pianificazione delle misure di sicurezzanei lavori in altezza, partendo dall’analisi di singoli contesti di rischio.Poiché l’istruzione e la formazione sono componenti essenziali del sistema di sicurezza aziendale, comeripetutamente richiamato nel testo, ai lavoratori va assicurata una formazione collegata a situazioni reali el’addestramento necessario ad un corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale anticaduta.La presente edizione è stata completamente rinnovata nella presentazione grafica. Il testo è stato aggiornatoai contenuti del Dlgs 81/2008 e del Dlgs 106/2009, nonché alle più recenti indicazioni riportate nelle lineeguida tecniche nazionali.Il Direttore Generale Il Direttore SPISALDott. Francesco Benazzi Dott.ssa Rosana Bizzotto
  4. 4. 7IndiceIL RISCHIO DI CADUTA DAI TETTI pag. 7 PRIORITÀ DELLE MISURE DI SICUREZZA SULLE COPERTURE pag. 10 MISURE DI SICUREZZA SU COPERTURE NON PRATICABILI pag. 11 COPERTURE PORTANTI pag. 12 Guida alla scelta tra le soluzioni 1 e 2 - ponteggi e parapetti Allestimento di ponteggi - soluzione 1 pag. 13 Allestimento di parapetti - soluzione 2 pag. 14 COPERTURE NON PORTANTI pag. 17 Guida alla scelta tra le soluzioni 4 e 5 – Sottopalchi e reti di sicurezza Allestimento di sottopalchi, reti di sicurezza e camminamenti pag. 19 USO DI D.P.I. SU COPERTURE NON PRATICABILI pag. 20 Guida all’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) contro le cadute - soluzione 3 Riepilogo dei dispositivi e componenti anticaduta in funzione del tipo di caduta pag. 24 Procedura di valutazione per l’uso di DPI anticaduta pag. 25 Scelta del sistema di trattenuta pag. 27 Tipologia di ancoraggio in funzione delle necessità operative pag. 27 Tipologia di collegamento tra punto o linea di ancoraggio e pag. 32 imbracatura di sicurezza Scelta del dispositivo di presa del corpo pag. 36 Effetto pendolo pag. 38 ESEMPI APPLICATIVI pag. 39 Coperture inclinate pag. 39 Coperture piane pag. 40 Coperture a shed pag. 41 Coperture a volta pag. 42 IL FASCICOLO ADATTATO ALLE CARATTERISTICHE DELL’OPERA EIL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA pag. 43 Il Fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera pag. 46 Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) pag. 52 GLOSSARIO pag. 54 INDICEAPPENDICE pag. 56 ELENCO DELLE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO pag. 59 BIBLIOGRAFIA E SITI WEB TEMATICI pag. 61
  5. 5. 9IL RISCHIO DI CADUTA DAI TETTILe cadute dall’alto determinano spesso infortuni gravi con lesioni permanenti e in alcuni casi la morte.Particolarmente pericolose sono tutte le attività svolte su coperture in funzione dell’altezza, della tipologiacostruttiva e dell’inclinazione.In questo opuscolo vengono riportate alcune indicazioni sulle misure di tutela per lavori da eseguire su tettinon praticabili e postazioni di lavoro sopraelevate di fabbricati.La norma UNI 8088 definisce “copertura non praticabile” la copertura sulla quale l’accesso e il transito dipersone è possibile unicamente con la predisposizione di particolari mezzi o misure di sicurezza contro lacaduta. IL RISCHIO DI CADUTA DAI TETTILa maggior parte delle coperture, sia esistenti che in costruzione, non è praticabile in quanto l’accessoe il transito su di esse presenta sempre in qualche modo il rischio di caduta
  6. 6. 11IL RISCHIO DI CADUTA DAI TETTIPer lavorare sulle coperture è necessario quindi predisporre misure di sicurezza specifiche quali:• adeguati sistemi di accesso (ad esempio ponteggi, ponti su ruote, ecc.)• opere provvisionali (ad esempio ponteggi, camminamenti, reti sicurezza, ecc.)• Dispositivi di Protezione Individuali (DPI)È opportuno verificare se sono già stati predisposti sul fabbricato sistemi di accesso e ancoraggio comeprevisto dalle norme vigenti (vedere fascicolo tecnico del fabbricato redatto ai sensi del Dlgs. 81/08 e s.m.i.).Prima dell’accesso ad una copertura non praticabile è indispensabile accertarsi che il solaio sia portante e chenon presenti rischio di sfondamento a causa del peso delle persone e di eventuali materiali depositati.• Le COPERTURE PORTANTI sono ad esempio quelle che poggiano su solaio in calcestruzzo, con valoredella portata riferita ai carichi verticali concentrati non inferiore a 2.00 kN/m2 (rif. DM 14/9/2005 IL RISCHIO DI CADUTA DAI TETTINorme tecniche per le costruzioni).• Le COPERTURE NON PORTANTI, in qualsiasi stato di mantenimento, sono, ad esempio, quelle costituitesolamente da lastre in fibro cemento (es. Eternit) o da solette in cotto (tavelloni).Il transito su di esse espone ad elevato rischio di caduta per sfondamento in quanto non possonosostenere né il peso delle persone né quello di eventuali materiali depositati. “PRESTARE ATTENZIONE” NEL CAMMINARE SULLE TRAVATURE O SULLE STRUTTURE RETICOLARI DI SOSTEGNO DI UNA COPERTURA IN ETERNIT, NON RAPPRESENTA UNA MISURA DI SICUREZZA !!! Per le coperture sostenute da strutture in legno deve essere accertato, di volta in volta, il buono stato di conservazione del materiale al fine di predisporre le misure antinfortunistiche più adatte.
  7. 7. 13PRIORITÀ DELLE MISURE DI SICUREZZA MISURE DI SICUREZZA SU COPERTURE NON PRATICABILISULLE COPERTURE PRIORITÀ DELLE MISURE DI SICUREZZA SULLE COPERTURE COPERTURA NON PRATICABILEQuando si devono eseguire lavori sulle coperture è necessario privilegiare l’adozione di misure di protezionecollettiva, come l’installazione di ponteggi lungo tutto il perimetro dell’edificio oggetto dei lavori. COPERTURA PORTANTE COPERTURA NON PORTANTEIl personale addetto all’installazione di ponteggi deve ricevere un’adeguata formazione mediante la parteci- la copertura può sostenere il peso dei la copertura non è in grado di sostenere népazione ad un corso teorico-pratico di cui deve essere acquisita attestazione. materiali e delle persone il peso delle persone né dei materialiQuando, per motivi tecnici-organizzativi, non sia possibile allestire ponteggi dovranno essere installati lungo QUANDO REALIZZABILE QUANDO REALIZZABILEtutto il perimetro parapetti ancorati alla struttura del fabbricato. SOLUZIONE 1 (PAG.12 e 13) SOLUZIONE 4 (PAG.17 e 19)In ordine di priorità le misure di sicurezza che si devono mettere in atto a protezione dei lavori svolti sulle • ponteggi con parapetto lungo tutti i lati • camminamenticoperture sono le seguenti: verso il vuoto • parapetti o ponteggi lungo tutto il perimetro dell’area di lavoro• PONTEGGI METALLICI FISSI • sottopalco di sicurezza sotto la copertura• PARAPETTI DI PROTEZIONE LUNGO TUTTI I LATI VERSO IL VUOTO• ASSITI DI CHIUSURA DEI LUCERNARI E DELLE APERTURE PRESENTI SULLA COPERTURA SOLUZIONE 5 (PAG.17 e 19)• SOTTOPALCHI DI SICUREZZA E DI SERVIZIO SOLUZIONE 2 (PAG.12 e 16) • camminamenti• RETI DI SICUREZZA • parapetti lungo tutti i lati verso il vuoto • parapetti o ponteggi lungo tutto il• CAMMINAMENTI SU COPERTURE NON PORTANTI perimetro dell’area di lavoro• UTILIZZO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) CONTRO LE CADUTE • reti di sicurezza tesate sotto la coperturaA seconda dei casi devono essere allestite contemporaneamente più soluzioni tra quelle sopra indicate.Di seguito si propone uno schema che riassume le possibili soluzioni da adottare su coperture non praticabili,siano esse portanti o non portanti. QUANDO NON SONO COMPLETAMENTE REALIZZABILITutte le soluzioni richiedono una corretta pianificazione dei lavori accompagnata da una adeguata LE SOLUZIONI 1- 2 e 4 - 5formazione e addestramento dei lavoratori. SOLUZIONE 3 (PAG. 20) • predisposizione di camminamenti su copertura non portante • parapetti o ponteggi sui lati dell’area di lavoro in cui i DPI non proteggono contro le cadute • uso di dispositivi di protezione individuali (DPI) contro le cadute
  8. 8. 15COPERTURE PORTANTI Soluzione 1GUIDA ALLA SCELTA TRA LE SOLUZIONI 1 e 2 ALLESTIMENTO DI PONTEGGI 1ponteggi-parapetti Il montaggio e lo smontaggio di ponteggi deve avvenire secondo le indicazioni riportate nel Pi.M.U.S., documentoLa scelta tra: che il datore di lavoro fa redigere da persona competente, nel quale è descritta la concreta procedura di mon-SOLUZIONE 1 Ponteggi con parapetti lungo tutto il perimetro taggio e smontaggio ed eventuale trasformazione del ponteggio, inoltre sono riportate le informazioni sulle condizioni di impiego e sulle manutenzioni/verifiche da eseguire in fase di utilizzo. Tale documento deve essereSOLUZIONE 2 Parapetti lungo tutto il perimetro ancorati alla struttura del fabbricato messo a disposizione del preposto che sovrintende alle corrette procedure di esecuzione delle lavorazioni.va effettuata considerando i seguenti punti: Gli addetti al montaggio-smontaggio dei ponteggi devono obbligatoriamente effettuare dei corsi di formazioneVALUTAZIONE DELLA STRUTTURA ARCHITETTONICA COMPLESSIVA DEL FABBRICATO finalizzati all’apprendimento di tecniche operative per l’esecuzione dei lavori in condizioni di sicurezza. Tali corsi• in presenza di una struttura semplice e di una copertura facilmente raggiungibile è preferibile applicare teorico-pratici prevedono il superamento della verifica finale di apprendimento con rilascio di un attestato. la soluzione 1 La formazione deve essere ripetuta con un modulo di aggiornamento ogni quattro anni.• in presenza di una struttura complessa con punti difficilmente raggiungibili è possibile applicare la soluzione 2VALUTAZIONE DEI RISCHI DURANTE LA REALIZZAZIONE DELL’OPERA PROVVISIONALE In linea generale valgono comunque le indicazioni di seguito riportate.• nella scelta tra le soluzioni 1 e 2 è necessario valutare quale delle due opzioni determini complessivamente un minor rischio per i lavoratori Nel montaggio di un ponteggio metallico fisso devono essere rispettate le indicazioni del fabbricante contenute nel libretto di autorizzazione ministerialeVERIFICA DELL’EVENTUALE INTERFERENZA DEI PARAPETTI O DEI PONTEGGI CON ALTRI ELEMENTI all’impiego, seguendo le istruzioni riportate COPERTURE PORTANTI• la scelta tra le soluzioni 1 e 2 va fatta anche in funzione della presenza di ostacoli o impedimenti quali negli schemi tipo. In casi particolari non elementi edili, linee elettriche, sviluppo futuro del fabbricato, ecc. previsti nel libretto, è necessario far redi-• la soluzione 2 può risultare meno ingombrante ma poco flessibile, la soluzione 1 può risultare molto gere un progetto specifico da un tecnico ingombrante ma flessibile abilitato. Ogni impalcato di lavoro deve essereDEFINIZIONE DI PROCEDURE CHE INDICHINO LE MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DELL’OPERA provvisto di intavolato completo e di pa-PROVVISIONALE E LO STANDARD DI QUALITÀ DA GARANTIRE rapetto normale.• descrivere in un documento, che per i ponteggi è identificabile con il Pi.M.U.S. (pag.13), la sequenza delle fasi di Il montaggio e lo smontaggio in sicurezza montaggio dell’opera provvisionale riportando, per ogni fase e ogni lavoratore, le misure di sicurezza da attuare dei ponteggi si effettua utilizzando un• definire le caratteristiche tecniche di solidità dell’opera provvisionale idoneo mezzo di protezione individualeDEFINIZIONE DELLE CONOSCENZE TECNICHE, DELLA FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO contro le cadute (DPI), composto da unNECESSARI AL PERSONALE ADDETTO ALL’INSTALLAZIONE DELLE OPERE PROVVISIONALI dispositivo di ancoraggio, dall’imbracatura• è necessario che gli addetti abbiano conoscenze sul contenuto delle procedure di montaggio e sugli standard completa e dal relativo dispositivo di col- di qualità da garantire, e che possiedano abilità nel montaggio e smontaggio di parapetti e di ponteggi legamento. 1 Le caratteristiche principali delle attrezzature e delle opere provvisionali sono riportate in Appendice
  9. 9. Soluzione 2 17 UNA COPERTURA CON PENDENZA FINO A 30° (CIRCA 58%) RICHIEDE:ALLESTIMENTO DI PARAPETTI 2 • Parapetto normale (minimo classe B), saldamente ancorato al fab- bricato, con altezza di almeno 1 m misurata sulla perpendicolareQuando devono essere allestiti parapetti provvisori di protezione bordi oc- alla superficie di lavoro e comunque rapportata a una valutazione delcorre fare riferimento alla norma UNI EN 13374 del 2004. La norma definisce rischio relativa all’inclinazione della copertura stessa.le caratteristiche che devono avere i parapetti con funzione di arresto per Come indicazione generale: altezza di 1,20 m misurata sul piano disuperfici piane ed inclinate suddividendoli in tre classi: A,B,C. Per un mag- grondagior dettaglio su scelta e modalità di installazione si consiglia di consultarela norma. • Eventuali tavole di camminamento listellate in senso orizzontale per consentire spostamenti senza rischio di scivolare 1 METROIn via generale ai fini dell’allestimento dei parapetti occorre pianificarele seguenti fasi: < 30 ° _• accesso alla quota di lavoro per il montaggio• installazione dei montanti di altezza adeguata e verifica della loro stabilità• installazione dei correnti e della tavola fermapiedeL’installazione dei parapetti può essere fatta dall’esterno preferibilmentetramite l’uso di piattaforme autosollevanti, ponti fissi o su ruote. 1.20 METRI COPERTURE PORTANTIDi seguito sono riportati alcuni esempi di parapetti in funzione dellapendenza della copertura.UNA COPERTURA ORIZZONTALE O CON PENDENZA INFERIORE A 10 °10° (CIRCA 18%) RICHIEDE:• Parapetto normale (minimo classe A), saldamente ancorato alla struttura del fabbricato, con altezza di almeno 1 m misurata sulla perpendicolare alla superficie di lavoro2 Le caratteristiche principali delle attrezzature e delle opere provvisionali sono riportate in Appendice
  10. 10. 19 COPERTURE NON PORTANTIUNA COPERTURA CON PENDENZA OLTRE I 30° (CIRCA 58%) RICHIEDE: GUIDA ALLA SCELTA TRA LE SOLUZIONI 4 e 5 sottopalchi e reti di sicurezza• Parapetto normale (classe C), saldamente ancorato al fabbricato, con altezza di almeno 1 m misurata sulla perpendicolare alla superficie di lavoro e I sottopalchi e le reti di sicurezza allestiti sotto la copertura, proteggono unicamente contro il rischio di caduta comunque rapportata a una valutazione del rischio relativa all’inclinazione attraverso aperture o per sfondamento della copertura stessa. Non proteggono contro il rischio di caduta della copertura stessa. Come indicazione generale: altezza di 1,20 m mi- verso l’esterno del perimetro del fabbricato, devono perciò essere previsti parapetti o ponteggi di protezione surata sul piano di gronda. Considerata la forte inclinazione della copertura lungo il perimetro. si ritiene buona prassi operativa allestire parapetti pieni• Tavole di camminamento listellate in senso orizzontale e opportunamente SOLUZIONE 4 SOTTOPALCHI DI SICUREZZA ancorate per consentire spostamenti senza rischio di scivolare Considerato l’impegno richiesto per la loro costruzione, i sottopalchi di sicurezza sono preferibili laddove le caratteristiche del sito consentono la loro agevole installazione. L’allestimento dell’ultimo impalcato > 30 ° _ deve essere effettuato il più vicino possibile alla copertura. COPERTURE NON PORTANTI 1.20 METRI 2 METRI MAX sezione di fabbricato
  11. 11. Soluzioni 4 e 5 21SOLUZIONE 5 RETI DI SICUREZZA ALLESTIMENTO DI SOTTOPALCHI, RETI DI SICUREZZA EL’uso delle reti di protezione è vantaggioso per lavori con evoluzione relativamente veloce che possono essere CAMMINAMENTI 3eseguiti a “lotti” successivi. Per il loro montaggio è necessario seguire le indicazioni d’uso del fabbricante ed inoltre SOTTOPALCHIoccorre assicurare che: I sottopalchi di sicurezza, allestiti il più vicino possibile alla copertura, sono di norma costituiti da ponteggi metallici che devono essere montati rispettando le indicazioni del costruttore come già descritto nel paragrafo dedicato al• la rete sia installata quanto più vicino possibile al piano di lavoro, al fine di ridurre l’altezza di caduta montaggio dei ponteggi.• lo spazio sotto la rete sia libero da ostacoli, considerando anche la sua deformazione in caso di caduta di una I sottopalchi di sicurezza inoltre: persona • non devono presentare sporgenze sul piano dell’intavolato. Nell’utilizzo di ponteggi prefabbricati le sporgenze• siano presenti idonei punti di ancoraggio perimetrali in funzione di quanto previsto dal fabbricante. costituite dagli spinotti dei telai devono essere opportunamente protette • si devono estendere oltre l’area di lavoro, intendendo con essa lo spazio in cui è possibile la presenza di addetti • se presentano lati verso il vuoto con dislivello superiore a 2 m, questi devono essere provvisti di parapetto normale RETI DI SICUREZZA Ogni tipo di rete di sicurezza ha le proprie caratteristiche e modalità di utilizzo, specificate nelle istruzioni fornite dal costruttore in un manuale a corredo del dispositivo. È necessario in particolare: COPERTURE NON PORTANTI • adottare modalità di messa in opera che riducano il rischio di caduta degli addetti utilizzando correttamente scale a mano, ponti mobili su ruote, piattaforme autosollevanti, ecc. • posare la rete il più vicino possibile al piano di lavoro con una inclinazione massima rispetto all’orizzontale di 15° ÷ 20 ° • verificare la corretta tesatura della rete • evitare spazi vuoti tra il perimetro della rete e il perimetro della struttura da proteggere • evitare il danneggiamento della rete a causa della caduta di materiali incandescenti (operazioni di saldatura, ossitaglio, ecc.) o di materiali taglienti CAMMINAMENTI Per la predisposizione di camminamenti sulla copertura è necessario considerare almeno i seguenti punti: • le tavole sopra l’orditura possono essere posate sia nel senso della pendenza sia trasversale ad essa • in caso di forte pendenza devono essere listellate ogni 40 cm, in modo da impedire scivolamenti • la larghezza del tavolato deve permettere un agevole transito del lavoratore, pertanto deve essere almeno di 60 cm • il tavolato deve essere appositamente vincolato alla struttura, per impedire spostamenti laterali durante il transito • i lati del camminamento devono essere muniti di parapetto normale qualora il percorso presenti rischi di caduta dall’alto. Si ricorda che non possono essere utilizzati pannelli da armatura, per la loro dubbia resistenza e scivolosità 3 Le caratteristiche principali delle attrezzature e delle opere provvisionali sono riportate in Appendice
  12. 12. 23USO DI DPI SU COPERTURENON PRATICABILIGUIDA ALL’USO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Il sistema di protezione deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 metri o a 4 metri(DPI) CONTRO LE CADUTE USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI in presenza di dissipatore di energia.Soluzione 3 Altro rischio per l’operatore in caso di caduta è rappresentato da possibili oscillazioni del corpo e urto contro strutture attigue (effetto pendolo).Qualora, per evitare le cadute dall’alto, non siano utilizzabili misure di protezione collettiva, qualiponteggi, parapetti, reti o sottopalchi, è necessario impiegare DPI contro le cadute costituiti da: PER UN CORRETTO UTILIZZO DI TALI DISPOSITIVI È NECESSARIO• IMBRACATURA DESTINATA AD ESSERE INDOSSATA DAL LAVORATORE PERTANTO VERIFICARE LE ISTRUZIONI DEL FABBRICANTE.• SISTEMA DI TRATTENUTA E DI ARRESTO DELLA CADUTA• DISPOSITIVO DI ANCORAGGIO A PARTI STABILITutti i dispositivi devono essere marcati “CE” per attestare la loro conformità alle norme riportate a pag. 59.Va verificata la loro compatibilità reciproca facendo riferimento alle istruzioni del fabbricante che devonosempre essere a disposizione dell’utilizzatore.Chi utilizza i dispositivi deve essere specificatamente addestrato e informato sulle modalità di impiegoe sui limiti entro i quali l’uso risulta sicuro: l’uso scorretto può determinare, in caso di caduta, gravilesioni dell’operatore.CON L’IMPIEGO DELL’IMBRACATURA DI SICUREZZA È IMPORTANTE LIMITARE LA FORZA D’URTO AL TERMINEDI UN’EVENTUALE CADUTA A 6 KN (CIRCA 600 KG). Vi è il rischio infatti che l’operatore subisca gravi le-sioni al momento dell’arresto, anche senza urtare contro strutture. Per questo motivo è necessario limitareo annullare lo spazio di caduta, facendo in modo che la fune di collegamento dell’imbracatura al punto diancoraggio sia più corta possibile.PER LIMITARE, IN CASO DI CADUTA, LA FORZA D’URTO SULL’OPERATORE entro i valori di sicurezza sopraindicati, DEVONO ESSERE UTILIZZATI DISPOSITIVI DI COLLEGAMENTO TRA IMBRACATURA DEL CORPOE ANCORAGGIO PROVVISTI DI DISSIPATORI DI ENERGIA. L’uso dei dissipatori di energia comporta l’al-lungamento degli spazi di arresto. Bisogna pertanto accertarsi che sotto il punto di lavoro esista uno spaziosufficiente e libero da ostacoli (tirante d’aria).
  13. 13. Tipologie di DPI anticaduta È CHIARO CHE OGNI CADUTA, ANCHE SE SI UTILIZZANO ADE- 25 GUATI DPI, RISULTA PERICOLOSA !I dispositivi di protezione individuali contro le cadute, impiegabili nei luoghi di lavoro, possono essere suddivisi in tre Nella scelta del sistema anticaduta, costituito dal dispositivo di ancoraggio, dal connettore, dal dispositivotipologie in considerazione del loro diverso utilizzo. anticaduta e dall’imbracatura, deve essere data priorità a quella soluzione che garantisce il massimo grado di sicurezza secondo lo schema seguente. USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI MAX CADUTA TOTALMENTE PREVENUTA Situazione in cui la caduta è impossibileDPI PER IL POSIZIONAMENTO SUL LAVORO Ad. es si impedisce di raggiungere i lati verso il vuotoSono destinati a sostenere e trattenere gli addetti nel-la posizione di lavoro, consentendo di operare con lemani libere. Non sono destinati all’arresto delle cadute. CADUTA CONTENUTA Situazione in cui si impedisce di cadere verso il vuoto Ad es. cadute lungo piani inclinati senza raggiungere lati verso il vuotoDPI CONTRO LE CADUTE DALL’ALTOSono destinati ad arrestare le cadute. Sono costituiti CADUTA LIBERA LIMITATAda una imbracatura del corpo, un assorbitore di ener- Situazioni in cui la caduta nel vuoto ègia e un collegamento ad un ancoraggio. limitata entro 0,6 m Ad es. cadute verso il vuoto con intervento immediato del dispositivo di trattenuta CADUTA LIBERA Situazioni in cui la caduta nel vuoto èDPI PER LE DISCESE DI EMERGENZA superiore a 0,6 m Ad es. cadute verso il vuoto con interventoSono utilizzabili per il salvataggio e l’evacuazione di del dispositivo di trattenuta e assorbitore diemergenza con possibilità di discesa a velocità con- energiatrollata. MIN
  14. 14. RIEPILOGO DEI DISPOSITIVI E COMPONENTI ANTICADUTA E DI PROCEDURA DI VALUTAZIONE PER L’USO DEI DPI ANTICADUTA 27POSIZIONAMENTO IN FUNZIONE DEL TIPO DI CADUTA Premesso che ogni fase di lavoro deve essere soggetta a valutazione del rischio da parte del datore di lavoro,La tabella sottostante, tratta dalle linee guida ISPESL , elenca i dispositivi e componenti anticaduta e di posiziona- 4 quando si impiegano DPI, associati o meno ad altri sistemi di sicurezza contro le cadute, è opportuno seguiremento sul lavoro e per ognuno di essi indica l’uso principale e la tipologia di caduta per cui ne è permesso l’impiego. uno schema di valutazione che preveda le seguenti fasi: USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI FASE DI PIANIFICAZIONE PREVENTIVA DEI LAVORI DISPOSITIVI E COMPONENTI ANTICADUTA E DI POSIZIONAMENTO 1 Definire il lavoro da svolgere e individuare le aree di intervento DISPOSITIVO / USO PRINCIPALE DISPOSITIVO AMMESSO COMPONENTE COME AMMESSO DI CADUTA 2 Definire il numero di addetti strettamente necessari all’esecuzione del lavoro in quota CADUTA LIBERA CADUTA LIBERA CADUTA LIMITATA CONTENUTA 3 Definire l’elenco dei materiali e attrezzature necessari per attuare l’intervento Cintura di trattenuta e di Elemento del sistema di posizionamento trattenuta orizzontale e Cordino di trattenuta e di di posizionamento NO NO NO 4 Definire il livello di mobilità necessaria all’operatore posizionamento • Lavoro in posizione fissa • Necessità di movimento in un’area di raggio … Imbracatura per il corpo Componente di un siste- SÌ SÌ SÌ • Necessità di movimento ampia, su tutta la copertura ma di arresto di caduta Cordino + dissipatore di Componente di un siste- SÌ SÌ SÌ energia ma di arresto di caduta FASE DI PROGETTAZIONE ESECUTIVA DEI LAVORI Dispositivo anticaduta: Dispositivo atto ad assi- a) tipo retrattile curare una persona ad SÌ SÌ SÌ 5 Individuare uno o più sistemi di ancoraggio, esistenti o da realizzare, che risultino accessibili in un punto di ancoraggio condizioni sicure per agganciare il sistema di trattenuta e l’imbracatura b) tipo guidato su guida in modo da prevenire flessibile completamente o di c) tipo guidato su guida rigida arrestare, in condizioni di sicurezza, la caduta 6 Scegliere il dispositivo di collegamento tra punto di ancoraggio e imbracatura dell’operatore 7 Definire le modalità di accesso in quota e di aggancio dell’imbracatura al punto di ancoraggio evitando situazioni in cui l’operatore non risulti agganciato 8 Prevedere eventuali camminamenti e le modalità di sollevamento – posizionamento in quota dei materiali e attrezzature necessari4 Linea guida ISPESL per la scelta l’uso e la manutenzione di DPI contro le cadute dall’alto. Sistemi di arresto caduta
  15. 15. FASE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI RESIDUI SCELTA DEL SISTEMA DI TRATTENUTA 299 Valutare le conseguenze che si potrebbero verificare in seguito a caduta per: 1. TIPOLOGIA DI ANCORAGGIO IN FUNZIONE DELLE NECESSITÀ • CEDIMENTO STRUTTURALE DELLA COPERTURA (in ogni punto dell’area di lavoro predefinita) OPERATIVE • CADUTA DELL’OPERATORE VERSO L’ESTERNO DELLA COPERTURA (lungo il perimetro) Prima di parlare delle singole tipologie di ancoraggio si ritiene opportuno elencare i criteri generali da • CADUTA DELL’OPERATORE DENTRO APERTURE SULLA COPERTURA (lucernari) adottare nella disposizione dei punti di ancoraggio: USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI • la fase di installazione degli ancoraggi deve avvenire ovviamente in condizioni di sicurezza Tale valutazione deve almeno considerare: • i punti di ancoraggio, quando possibile, vanno posizionati sempre più in alto del punto di aggancio • se lo spazio sottostante la copertura, necessario per l’arresto dell’operatore in caso di caduta, sia sull’imbracatura per limitare lo spazio di una eventuale caduta. Ancoraggi posti al di sotto del livello effettivamente disponibile, cioè libero da strutture, impianti, ecc. che possono costituire un pericolo dell’imbracatura determinano spazi di caduta libera maggiori (tirante d’aria) • il passaggio da un ancoraggio all’altro nella fase di lavoro o il primo aggancio nella fase di accesso • se i dispositivi utilizzati garantiscono uno spazio di caduta “sicuro” in quota, deve avvenire evitando che l’operatore non risulti agganciato o protetto • se l’insieme delle misure previste consente di evitare, in caso di caduta, “l’effetto pendolo” con • possono essere previsti più punti di ancoraggio, anche di tipologia diversa, da utilizzare contem- possibile urto contro altre strutture poraneamente e sequenzialmente per garantire le migliori condizioni di trattenuta dell’operatore • gli ancoraggi devono essere sottoposti a prove di resistenza con la metodologia indicata nelle norme Qualora emergano delle incongruenze e quindi dei rischi, devono essere attuate misure integrative e tecniche di riferimento correttive rispetto a quelle previste. SPAZI DI CADUTA RISPETTO ALLA POSIZIONE DEGLI ANCORAGGI (a parità di lunghezza del cordino di collegamento)FASE DI VALUTAZIONE DELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE10 Nell’ambito della valutazione dei rischi, dovrà essere predisposta una procedura che preveda l’inter- vento di emergenza in aiuto del lavoratore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza da parte di altri lavoratori. E’ necessario quindi che nella squadra di lavoro vi sia la presenza di personale che possegga la ca- pacità operativa di garantire l’intervento di emergenza. Nel caso che, a seguito della valutazione dei rischi, si ritenga che non sia possibile intervenire con risorse interne, deve essere prevista un’apposita procedura per l’attivazione del soccorso pubblico. PUNTO DI ANCORAGGIO IN BASSO AMPIA CADUTA PRIMA DELL’ARRESTOI DPI devono essere oggetto di manutenzione, riparazione e sostituzione ove necessario, secondo le modalitàe periodicità fornite dal fabbricante.In ogni caso prima di ogni utilizzo tutti i dispositivi facenti parte del sistema anticaduta devono essere ispe-zionati attentamente al fine di verificarne l’efficienza. Particolare attenzione deve essere posta nel caso in cuiil sistema sia stato oggetto di sollecitazioni a seguito di una caduta, in questo caso dovrà essere valutata lanecessità o meno di sostituzione. PUNTO DI ANCORAGGIO IN ALTO CADUTA MOLTO RIDOTTA
  16. 16. PUNTO DI ANCORAGGIO FISSO ANCORAGGI PROVVISORI 31Possono essere utilizzati come punti di ancoraggio: PORTATILI• parti della struttura edilizia di idonea resistenza Gli ancoraggi provvisori e portatili sono dispositivi di• opere provvisionali a loro volta ancorate a parti fisse (es. ponteggi) varia forma che sfruttano l’appoggio a contrasto• dispositivi di classe A1 e A2 progettati secondo la norma UNI EN 795 e destinati ad essere fissati a con strutture portanti come indicato in figura. I superfici verticali, orizzontali o inclinate. tipi più diffusi sono: trave trasversale, perni con USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI ritenuta, treppiede.In via generale l’uso di punti di ancoraggio fisso risulta idoneo per lavori in postazione fissa o con ridotta Sono utilizzati in casi particolari dove non esistononecessità di movimento. soluzioni alternative o per operazioni occasionaliOgni ancoraggio deve avere una resistenza minima di 10 kN (circa 1000 Kg). quali il salvataggio, lavori entro aperture nei solai,Ad esso può essere agganciato un solo operatore. tetti, ecc.CLASSE A1 - ESEMPI DI ANCORAGGI STRUTTURALI PROGETTATI PER IL FISSAGGIO A SUPERFICIVERTICALI, ORIZZONTALI ED INCLINATE LINEA DI ANCORAGGIO ORIZZONTALE Le linee di ancoraggio orizzontali possono essere del tipo flessibile o rigido.1 ANCORAGGIO STRUTTURALE La linea di ancoraggio orizzontale flessibile è costituita da una fune metallica o sintetica tesa tra2 PUNTO DI ANCORAGGIO due punti di ancoraggio alle estremità e sostegni rompitratta ogni 6 ÷ 10 m. La resistenza minima 1 dell’ancoraggio e delle strutture deve essere una volta e mezzo la forza consentita dal progetto del 1 2 1 2 1 fabbricante. E’ idonea per installazioni provvisorie e per usi non frequenti. Essa risulta più facilmente configurabile. Alcuni modelli comprendono anche il dispositivo assorbitore di energia. 2 2 La linea di ancoraggio orizzontale rigida è costituita da una guida metallica ancorata a parti fisse,CLASSE A2 - ESEMPI DI ANCORAGGI STRUTTURALI PROGETTATI PER I FISSAGGIO A TETTI IN- su cui scorre un dispositivo di aggancio. La resistenza minima dell’ancoraggio e delle strutture deveCLINATI essere di 10 kN (circa 1000 kg) più 1 kN (100 kg) per ogni operatore successivo. E’ idonea per installazioni definitive e un uso frequente. I fissaggi intermedi non ostacolano il pas-1 ANCORAGGIO STRUTTURALE saggio. Entrambe le soluzioni consentono l’ese-2 PUNTO DI ANCORAGGIO cuzione di lavori con ampia necessità di movi- mento, su piani orizzontali o inclinati. La loro 2 2 1 estensione deve essere studiata in modo da ri- durre al minimo la caduta verso le estremità delle 1 stesse.
  17. 17. LINEA DI ANCORAGGIO VERTICALE OD RIEPILOGO 33OBLIQUA Nelle tabelle sottostanti tratte dalle linee guida ISPESL sono riportati in sintesi le tipologie di ancoraggioLe linee di ancoraggio verticali od oblique possono es- precedentemente descritte con i relativi requisiti.sere del tipo flessibile o rigido. Per maggiori approfondimenti si consiglia di consultare la norma UNI EN 795.La linea verticale od obliqua flessibile è costituita da unafune tesa, quella verticale od obliqua rigida è costituita Classe-scopo Resistenza minima dell’anco- USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI raggio e delle strutture in con-da una guida metallica. dizioni di laboratorioAd ogni linea di ancoraggio può essere agganciato un A 10 kNsolo operatore. A1 - ancoraggi strutturali progettati per essere fis-I punti di fissaggio della fune o guida verticale devono sati su superfici verticali, orizzontali ed inclinate, per Sistema esempio colonne,pareti architravi 10 kNavere le caratteristiche di resistenza di un punto di an- fisso A2 - ancoraggi strutturali progettati per essere fis-coraggio fisso. sati a tetti inclinatiIl dispositivo assorbitore di energia può essere integrato direttamente nella linea. Entrambe le soluzioni sono B - dispositivi di ancoraggio provvisori portatili 10 kNidonee per spostamenti o lavori su piani verticali o molto inclinati. C - dispositivi di ancoraggio che utilizzano linee di Una volta e mezzo la forza con-La linea di ancoraggio verticale rigida è idonea per installazioni definitive e un uso frequente. ancoraggio flessibili orizzontale. Per linea di anco- sentita dal progetto del fabbri-La linea di ancoraggio verticale flessibile è idonea per installazioni provvisorie e un uso non frequente. raggio flessibile orizzontale si intende una linea che cante devia dall’orizzontale per non più di 15°Essa risulta più facilmente configurabile. Sistema Massima presenza consentita: vedere le istruzioni scorrevole del fabbricanteANCORAGGIO A CORPO MORTO D - dispositivi di ancoraggio che utilizzano rotaie di ancoraggio rigide orizzontali 10 kN + 1 kN per ogni personaSono dispositivi costituiti generalmente da masse me- Massima presenza consentita: vedere le istruzioni aggiunta oltre la primatalliche modulari o di calcestruzzo (dischi, plinti), o da del fabbricantecontenitori colmi d’acqua, con la funzione di contrappe-so in caso di caduta dell’operatore. Classe-tipo RequisitiSono dotati di uno o più punti di ancoraggio in base al E - ancoraggio a corpo morto da utilizzare su Non utilizzare in presenza di rischionumero di operatori che può essere collegato contem- Corpo superfici orizzontali di gelo o in condizioni di geloporaneamente, in rapporto al peso del cosiddetto “corpo morto Si intende per superficie orizzontale una superficie Distanza dal bordo del tetto non che devia dall’orizzonte per non più di 5° minore di 2500 mmmorto”.Il corpo di ancoraggio deve essere sistemato in posizio-ne opportuna a una distanza non inferiore a 2,5 m dailati verso il vuoto.Tale dispositivo di ancoraggio è utilizzabile su superfici orizzontali o con inclinazione inferiore al 10 % (circa5°). Risulta idoneo per lavori con ridotta necessità di movimento su piani orizzontali. Non è applicabile sucoperture non portanti.
  18. 18. 2. TIPOLOGIA DI COLLEGAMENTO TRA PUNTO O LINEA DI 35 ANCORAGGIO E IMBRACATURA DI SICUREZZACOLLEGAMENTO CON FUNE DI TRATTENUTA A LUNGHEZZA REGISTRABILESENZA ASSORBITORE DI ENERGIAQuesta tipologia di collegamento è idonea se l’insieme ancoraggio e lunghezza della fune è tale da impedire USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILItotalmente la caduta.È utilizzabile con ancoraggi del tipo:• a punto fisso• a corpo morto• a linea rigida o flessibile orizzontale su piani orizzontali Con il punto di ancoraggio posto sul piano di calpestio, lo spazio libero sottostante la postazione di lavoro deve essere di almeno 6 m, tenuto conto dell’uso di un cordino di collegamento di 2 m (lunghezza massima prevista dalla norma UNI EN 354), di uno sviluppo dell’assorbitore di energia di circa 2 m e della statura di un operatore. In ogni caso per la valutazione del tirante d’aria necessario, consultare le istruzioni fornite dal fab- bricante.COLLEGAMENTO CON FUNE DI TRATTENUTA E ASSORBITORE DI ENERGIAÈ un sistema da considerare idoneo se:• la lunghezza della fune è tale da far intervenire immediatamente, in caso di caduta, il dispositivo assorbitore di energia e arrestare la caduta con un sforzo non superiore ai 6 kN• lo spazio sottostante la quota di lavoro è sufficiente e privo di ostacoli (tirante d’aria)È utilizzabile con ancoraggi del tipo:• a punto fisso• a corpo morto• a linea rigida o flessibile orizzontale, verticale od obliqua
  19. 19. COLLEGAMENTO CON SISTEMA A FUNE RETRATTILE COLLEGAMENTO CON FUNE FISSA, DISPOSITIVO SCORREVOLE E 37Si può utilizzare questo tipo di collegamento quando lo spazio sottostante la quota di lavoro è sufficiente e ASSORBITORE DI ENERGIAprivo di ostacoli e quando non possono verificarsi cadute rallentate (es. su piani inclinati) che ne impediscano È un sistema idoneo per lavori in posizione fissa, con ridotto spazio di movimento lungo la linea dil’attivazione. ancoraggio o per spostamenti di tipo verticale.In relazione alle diverse tipologie in commercio, l’angolo di lavoro ammesso entro il quale il dispositivo puòessere utilizzato, è riportato nel manuale d’uso e manutenzione fornito dal fabbricante. È utilizzabile con ancoraggi del tipo a linea rigida o flessibile verticale od obliqua con inclinazione non USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI inferiore a quella indicata dal fabbricante (di solito 45°). Il dispositivo scorrevole deve bloccarsi auto-È utilizzabile con ancoraggi del tipo: maticamente in caso di caduta.• a punto fisso• a corpo morto In ogni caso deve essere presente un assorbitore di energia installato sulla linea di ancoraggio o diret-• a linea rigida o flessibile orizzontale tamente sulla fune di collegamento e un sistema che impedisca lo sfilamento del dispositivo scorrevole a fine linea.
  20. 20. SCELTA DEL DISPOSITIVO DI PRESA DEL CORPO IMBRACATURE ANTICADUTA (UNI EN 361) PUNTI DI ATTACCO 39Le norme prevedono tre tipologie di dispositivi di presa del corpo da utilizzare in funzione delle specifiche Per tutte le attività in cui sono possibili cadute superiori aesigenze lavorative: 0,5 m, devono essere utilizzate imbracature composte da bretelle e cosciali. Alcuni tipi di imbracature sono integra- UNI EN 358 Cinture di posizionamento sul lavoro te con la cintura di posizionamento in vita (imbracature combinate). USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI Devono essere collegate a solidi ancoraggi posti se possi- UNI EN 813 Cinture con cosciali per posizionamento e sospensione in quota bile più in alto dell’operatore. Possono essere dotate di attacco posteriore (dorsale) o frontale (sternale). L’attacco posteriore può essere utilizzato: • con fune provvista di assorbitore di energia quando la caduta libera può comportare forze di arresto superiori a 6 UNI EN 361 Imbracature anticaduta kN (circa 600 Kg) • con dispositivi a fune retrattile PUNTI DI ATTACCO L’attacco anteriore può essere utilizzato: • come l’attacco dorsale descritto sopra • con fune e dispositivo scorrevole manuale o automatico Gli attacchi laterali, presenti nelle imbracature combinate,In commercio esistono dispositivi che combinano queste tre tipologie di DPI. Di seguito vengono analizzate in devono essere utilizzati con gli stessi criteri descritti per leparticolare le cinture di posizionamento e le imbracature anticaduta. cinture di posizionamento.CINTURE DI POSIZIONAMENTO(UNI EN 358) Le imbracature di sicurezza (UNI EN 361) non sono idoneePer le attività svolte in posizione fissa possono essere come dispositivo di sospensione in quota del lavoratore.usate cinture di posizionamento. Nei lavori con sospensione in quota dell’addetto sono ne-Sono utilizzabili solo se si ha la possibilità di collegarsi cessari dispositivi di posizionamento conformi alla normaalla struttura tramite cordino fatto passare intorno UNI EN 813.alla struttura stessa e collegato ad entrambi gli anellilaterali. Il cordino deve essere di lunghezza regola-bile (normalmente 1 ÷ 2 m) in modo da contenerel’eventuale caduta a non più di 0,5 metri senza l’uso PUNTI DI ATTACCO PUNTI DI ATTACCOdi dissipatori di energia. Le cinture di posizionamentopermettono all’operatore di lavorare con entrambe lemani libere.
  21. 21. EFFETTO PENDOLO ESEMPI APPLICATIVI - Coperture inclinate 41Si definisce effetto pendolo il movimento oscillatorio incontrollato e incontrollabile che un corpo colle-gato ad un ancoraggio da un dispositivo flessibile (corda o cavo) può subire per effetto di una caduta.Nel nostro caso è l’effetto che subisce un operatore in caso di caduta quando indossa un imbracaturae un sistema di collegamento ad un punto di ancoraggio. Si produce un movimento laterale e incontrol-lato del corpo che sarà tanto maggiore quanto maggiore è la possibilità di oscillazione del corpo stesso 2 USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILIprima che raggiunga l’equilibrio e si fermi. 5 1 3 7Le conseguenze dell’effetto pendolo, oltre alla possibilità di urti contro ostacoli o al suolo (soprattutto 6se l’altezza del piano di calpestio in quota rispetto al suolo è modesta), sono quelle della riduzione delle 4caratteristiche di resistenza del sistema di collegamento (corda) per l’eventuale attrito dello stessolungo i bordi della copertura per effetto dell’oscillazione.Particolarmente pericoloso è l’effetto pendolo quando si verifica in prossimità degli angoli di copertura,dove lo spazio verticale di caduta può essere anche molto elevato (vedere fig. A).Un’altra condizione critica è quella che si verifica quando l’operatore si trova agganciato vicino all’estre-mità di una linea di ancoraggio flessibile: in caso di caduta, a causa della naturale elasticità del sistema,egli si sposterà al centro della linea verso un punto di equilibrio più basso (vedere fig. B).Per evitare tali situazioni è fondamentale una corretta progettazione e realizzazione del posizionamentodegli ancoraggi, come l’aggiunta di un secondo punto di ancoraggio quale integrazione del primo nelcaso A o, ad esempio, l’utilizzo di una guida rigida o un ancoraggio intermedio nel caso B. 1 2 3 4FIG. A FIG. B SOSTEGNO DELLA SOLIDO ANCORAGGIO DISPOSITIVO DI IMBRACATURA LINEA DI ANCORAGGIO DEI MONTANTI DEL COLLEGAMENTO A FUNE ORIZZONTALE PARAPETTO RETRATTILE 5 6 7 COLLEGAMENTO CON CORDINO DI COLLEGA- PUNTO CON RISCHIO DI CORDINO E DISPOSITI- MENTO E DISSIPATORE DI TAGLIO/ROTTURA FUNE VO SCORREVOLE ENERGIA DA UTILIZZARE DI COLLEGAMENTO PER ALTEZZE SUPERIORI A6M
  22. 22. ESEMPI APPLICATIVI - Coperture piane ESEMPI APPLICATIVI - Coperture a shed 43 USO DI DPI SU COPERTURE NON PRATICABILI 3 3 2 2 1 1 1 2 3 1 2 3 CORDINO DI COLLEGA- IMPALCATURA SOLIDO ANCORAGGIO SOSTEGNO DELLA DISPOSITIVO DI MENTO E DISSIPATORE DI DEI MONTANTI DEL LINEA DI ANCORAGGIO COLLEGAMENTO A FUNE ENERGIA DA UTILIZZARE PARAPETTO ORIZZONTALE RETRATTILE PER ALTEZZE SUPERIORI A6M SOSTEGNO DELLA LINEA DI ANCORAGGIO ORIZZONTALE
  23. 23. ESEMPI APPLICATIVI - Coperture a volta 45 1 2 3 4 IL FASCICOLO ADATTATO ALLE CARATTERISTICHE DELL’OPERA Eporzione di copertura IL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA 1 2 3 4 SOSTEGNO DELLA DISPOSITIVO DI IMBRACATURA PUNTO DI RISCHIO DI LINEA DI ANCORAGGIO COLLEGAMENTO A FUNE TAGLIO/ROTTURA FUNE ORIZZONTALE RETRATTILE DI COLLEGAMENTO
  24. 24. STRUMENTI UTILI PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI DI 47MANUTENZIONE DI COPERTURE E FACCIATE DI UN EDIFICIO • manutenzione lucernari Il FASCICOLO ADATTATO ALLE CARATTERISTICHE DELL’OPERAIl Dlgs 81/08 e s.m.i., che riprende al titolo IV i contenuti del precedente Dlgs 494/96 (cosiddetta “DirettivaCantieri”), stabilisce che i lavori di manutenzione di un fabbricato su coperture e facciate possano prevedere • manutenzione accessori e installazioni particolari (elementi di ancoraggio, scale, passerelle)per il Committente l’obbligo di nomina di figure di coordinamento per la sicurezza del futuro cantiere.Tali figure sono il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione e il Coordinatore per la Sicurezza in ESEMPI DI LAVORI DI MANUTENZIONE DELLE FACCIATEfase di Esecuzione (vedi glossario pag 54). • controllo a vista delle pareti esterneIl Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ha il compito di redigere il Piano di Sicurezza e Coor-dinamento (PSC) e generalmente anche il Fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera per la successiva • ritocchi e piccole riprese dell’intonaco, riparazione della muratura delle pareti esternemanutenzione dell’edificio. Per chi esegue i lavori, questi strumenti consentono di avere un utile riferimentoper pianificare la sicurezza e per redigere il documento definito Piano Operativo di Sicurezza (POS). • rifacimento intonaco delle pareti esterneIl Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione ha fra l’altro il compito di verificare l’applicazione da • ritinteggiatura delle pareti esterneparte delle imprese e dei lavoratori autonomi delle misure di sicurezza previste nel Piano di Sicurezza eCoordinamento.Per l’esecuzione di singoli lavori di manutenzione è tuttavia possibile che non sia necessaria la pre-senza dei Coordinatori per la Sicurezza. In questo caso chi esegue i lavori ha comunque l’obbligo diacquisire informazioni al fine di pianificare le varie fasi di intervento.ESEMPI DI LAVORI DI MANUTENZIONE DELLA COPERTURA• ispezione e pulizia del manto di copertura (controllo delle condizioni di impermeabilizzazione, piccole manutenzioni con sostituzione coppi)• ripassatura completa del manto di copertura• sostituzione isolamento termico• manutenzione elementi di lattoneria (pulizia grondaie, sostituzione grondaie e pluviali)• manutenzione antenne (verifica supporti e fissaggi o nuova installazione)

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