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Sindrome dell’impostore
Fiducia in se stessi e motivazione
Senior developer & consultant
Fullstack developer since 2010
Regional president of YouAble onlus
Paralimpic Athlete since 2017
Event Manager 2013-2018
Born in 1991, Live in Pesaro
Manuel Trebbi
Sindrome dell’impostore
E’ quella condizione, in cui ci
sentiamo di essere fuori luogo e di
poter essere smascherati da un
momento all’altro.
Questa definizione viene coniata
nel 1978 da due psicologhe, Pauline
Clance e Suzanne Imes.
E’ più popolare di quel che si crede
E’ più popolare tra le persone di successo, ed è
piuttosto diffusa nella comunità degli sviluppatori,
anche se ci sono casi in diversi settori professionali.
Non tutti sanno di soffrirne o sono disposti ad
accettarlo.
Ma specie se si lavora sotto pressione o in situazioni
stressanti, è probabile incorrere in dei problemi e
arrivare a pensare di non esserne all’altezza, fino a
sentirsi fuori posto.
Non stiamo parlando di effetto Dunning-Kruger
Da non confondere con la dinamica, in cui
una persona inesperta si sente sicura di se
stessa, in quanto non ha ancora un quadro
complessivo, mentre una persona con una
competenza media o esperta è timorosa,
conoscendo le criticità di un argomento e
può risentirne sulla fiducia personale.
Approfondirò in futuro questo argomento.
Stiamo parlando di una condizione psicologica
Che porta a sotto-stimarsi, provocando
anche autocritica negativa.
Nuovi successi non vi garantiscono la
risoluzione del problema, anzi possono
anche accrescere la vostra ansia.
Però possiamo affrontare la cosa, non
datevi per vinti.
Chi è intorno a noi come ci può aiutare?
Valorizzando i successi.
Evitando di sminuire o mistificare le nostre emozioni.
Rassicurandoci.
Cercare di trovare un punto di incontro sul valore delle parole.
Allenando empatia ed umanità.
Supportandoci nel risolvere il problema e non insistendo sul
fatto che esiste e va risolto (creando ulteriore pressione).
Condividendo le proprie sensazioni e affinando la sintonia
reciproca.
Quindi cosa posso fare?
Anche se non c’è una cura
universale, ci sono diverse soluzioni
che possono aiutarvi a superare i
momenti di crisi, in modo da
poterci convivere e nel migliore dei
casi, trovare l’energia per cavalcare
l’onda e migliorare se stessi.
Se stai molto male, chiedi aiuto
Quindi cosa dobbiamo fare? Che
specialista dobbiamo chiamare? Quale
medicina dobbiamo prendere?
Se la situazione è diventata limitante e
vi blocca nel vostro lavoro, o nella vita,
rivolgetevi a un medico professionista,
non prendete sotto-gamba la
situazione.
Accettare e condividere
Accettate che soffrire fa parte della nostra
umanità, avere ansie, paure e sentirsi
male, non è strano, non vi rende deboli, fa
spesso parte del percorso di maturazione
personale. Chi dice di non avere mai paura:
o mente o è malato.
Riconoscere i sintomi, è un buon modo
per sapere quando è ora di prendersi una
pausa e magari di parlarne con un collega,
un amico o magari un mentore.
Mettersi alla prova
Senza l’intento di arrivare primi o di competere per un
premio, ma con l’intenzione di misurarsi, per capire o
ricordare dove sono i nostri punti di forza o debolezza.
Sembra spaventoso mettersi in discussione e lo può
essere, ma il gioco vale la candela, perchè vi darà dei
riferimenti sui quali reggervi.
Vi aiuterà a raggiungere una maggiore consapevolezza di
voi stessi, alla quale attingere in ogni momento di
difficoltà, per avere una “tangibile fede” di riferimento,
qualcosa che non potrete ignorare, nemmeno quando
sarete infelici e/o in difficoltà.
Fare un riassunto della tua carriera e/o dei tuoi successi personali
Cercare di fare un “riassunto” della propria
esperienza, degli step che ci hanno fatto
avanzare, dei sacrifici e delle nostre vittorie, ci può
ricordare quanto siamo stati forti per arrivare alla
mansione attuale e di quali e quante difficoltà,
abbiamo già affrontato.
Consiglio vivamente di tenere a mente, a chi ha
già superato molti problemi, che ha già molta
esperienza dalla quale attingere, per superare
anche le questione presenti o future.
Prendere spunto dagli altri
Cerchiamo di capire, con tutti gli svantaggi e
vantaggi del caso, come hanno fatto gli altri
prima di noi, ad affrontare questa difficoltà.
Tenendo ben a mente, che esistono delle
incognite che non potete sapere e quindi,
evitando di giudicarli, o etichettarli come
avvantaggiati o meno.
Leggere dei libri, o degli articoli su storie di
successo, o di imprese personali.
Life is not predictable
Gli eventi della vita non sono prevedibili.
La maggioranza delle cose che accadono è fuori dal nostro
controllo.
E’ importante prenderne atto, le cose belle e brutte, non
accadono solo agli altri.
I famosi “altri” siete anche “voi”.
Chi lavora nella tecnologia, a volte prende l’abitudine di misurare
la vita con la stessa razionalità con cui lavora, non è una pratica
sempre opportuna, a volte sarebbe come misurare il peso di
qualcosa con un termometro.
Dare un valore a ciò che ci accade
E’ importante dare valore a ciò che sentiamo e ricordare di
premiare e festeggiare i nostri successi, magari
condividendoli con le persone a noi vicine.
Se ci capita qualcosa di negativo non cerchiamo di
cancellarlo, cerchiamo di capire le circostanze che questa
situazione ci causa.
Capire come è successo, ci aiuta a prevenire, capire cosa è
successo, ci aiuta a migliorare la situazione.
Gestire ansia e paura, con razionalità e motivazione
Questo è un argomento, secondo me delicato e da tenere in
considerazione.
Ci sono alcune sensazioni negative, che si alimentano tra loro,
l’ansia, la paura, sono la benzina di molte altre sensazioni
dolorose.
E’ opportuno chiedersi perchè si provano certe emozioni, senza
fermarsi al motivo che le ha fatte emergere nel presente, ma
cercando di capire, perché in noi si scatena una certa reazione di
fronte un evento e se in data odierna è ancora un motivo
ragionevole e valido commisurato a ciò che proviamo.
E’ un percorso, su cui si torna spesso, ma che può rischiarare le
idee.
Abitudini amiche/nemiche
Le abitudini sono una grande risorsa, se pilotata con criterio, ci aiutano a
restare sereni, a farci un pò anche cullare dalla nostra zona di comfort… ma
se diventano sistematiche, potremmo diventarne gli ostaggi.
Se creiamo delle abitudini per stare meglio, non dobbiamo smettere di
lavorare sul motivo che ci fa stare male, ne dimenticarlo.
E’ importante mantenere il focus, senza farne una tormento, a volte, basta
anche solo appuntare il problema e vicino iniziare a scrivere cosa stiamo
facendo per risolverlo e periodicamente, fare un “recap” della situazione.
Mai dare per scontato, che ci si ricorderà cosa ci ha spaventate, a volte ci si
ricorda solo dello spavento stesso, dimenticando dei dettagli importanti.
Novità senza esclusioni di colpi
Per contrastare i pensieri ricorrenti e contrastare la bonaccia mentale:
tentate, provate, sperimentate, vietato fermarsi per timori e pregiudizi.
Se ci sono problemi, pensate finchè questi non diventano solo motivi per darsi da
fare e non viceversa.
Lavatevi i denti usando solo “l’altra mano”.
Uscite con quell’amico sommelier e cercate di capirci qualcosa.
Iscrivetevi a quel corso del quale non siete convinti.
Prendete le misure in garage per un auto nuova.
Cercate di leccarvi il gomito… Fate qualcosa, qualsiasi cosa che non sia routine.
Non serve stravolgere la vostra vita, basta mescolare al contrario la pasta a volte.
Cosa ricordiamo vs Cosa è successo
Dimenticarsi della prima sensazione avuta di fronte un evento è molto
facile, già solo ripensarci, ne crea ogni volta una nuova immagine con una
prospettiva che man mano, diventa sempre più distante dall’originale, in
quanto sovrapponiamo “quello che pensiamo di ricordare” al ricordo
originale, filtrato in base alla nostra condizione corrente.
Cercare di “fissare” dei momenti specifici, magari anche appuntando le
sensazioni provate in quel momento, ci può aiutare a trovare un metro di
paragone nel tempo, per identificare i cambiamenti nel nostro modo di
percepire gli accadimenti.
In linea generale l’introspezione, può aiutarci a comprendere meglio la
strada che abbiamo percorso e come cambiata la nostra percezione delle
cose.
Un esempio: può essere capire come sono cambiati i nostri gusti in fatto
di cibo e bevande negli anni, riprovando anche a mangiare cose che non
assaggiamo da molto tempo.
Un estratto di esperienza personale
Vorrei darvi uno spunto per riflettere.
Questo sono io, 1 mese dopo aver perso il piede
sinistro in un incidente stradale con la moto a
25 anni, nel 2017.
La mia “prima” Motivazione
2 mesi dall’incidente, sono a Londra,
con un mio carissimo amico, a
camden town, per il suo addio al
celibato.
Accompagnarlo all’altare in veste di
testimone è stato uno dei motivi
principali che mi ha spinto a volermi
rialzare subito dal letto
dell’ospedale.
Volevo camminare, non potevo
mancare.
Scoprire i propri limiti
3 mesi dopo l’amputazione, ho deciso che
volevo sapere fin dove potevo arrivare.
Ho scattato questa foto alle cascate del Serio
dopo 3h di trekking.
Erano anni che volevo vedere quelle cascate.
Superare i propri limiti
2 anni dopo l’accaduto, in vetta al monte Sibilla nel mese di aprile,
con Jack, uno dei miei amici più importanti di sempre.
Al traguardo non si è mai soli
Non si dovrebbe pagare per essere liberi, ma gli ausili per farlo costano
molto.
Grazie a Youable Onlus sono riuscito ad avere gli ausili per farlo, arrivando
sui podi nazionali di atletica:
2* 60m indoor nazionali Ancona 2018
3* 60m indoor nazionali Ancona 2019
1* Salto in alto indoor nazionali Ancora 2019
Si parla di me anche nel libero “Non siamo normali”.
Ad oggi sono il responsabile Regionale delle marche di Youable, con sede
a pesaro, ed aiuto i ragazzi/e che come me, vogliono essere liberi di farlo,
ma non hanno le possibilità economiche, noi li aiutiamo a raggiungere i
loro traguardi.
La libertà non dovrebbe essere un lusso.
Ho trattato tutti questi argomenti in diverse occasioni, con gli studenti di
diverse scuole e testimoniando a diversi eventi in italia, ed ho ricevuto
diversi riconoscimenti, attestati e medaglie.
Non siete soli e non siate i soli
Non isolatevi, condividete il vostro stato e cercate di comunicare con chi si se
sente come voi, confrontatevi con rispetto con le persone nella quali riponete
fiducia, l’isolamento è una fortezza sicura ma anche una prigione in alcuni casi.
Un pezzo per volta si arriva dappertutto, basta imparare ad alzarsi e a rialzarsi con
il piede giusto ogni giorno.
Conclusione

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Sindrome dell'impostore, fiducia in se stessi e motivazione

  • 1. Sindrome dell’impostore Fiducia in se stessi e motivazione
  • 2. Senior developer & consultant Fullstack developer since 2010 Regional president of YouAble onlus Paralimpic Athlete since 2017 Event Manager 2013-2018 Born in 1991, Live in Pesaro Manuel Trebbi
  • 3. Sindrome dell’impostore E’ quella condizione, in cui ci sentiamo di essere fuori luogo e di poter essere smascherati da un momento all’altro. Questa definizione viene coniata nel 1978 da due psicologhe, Pauline Clance e Suzanne Imes.
  • 4. E’ più popolare di quel che si crede E’ più popolare tra le persone di successo, ed è piuttosto diffusa nella comunità degli sviluppatori, anche se ci sono casi in diversi settori professionali. Non tutti sanno di soffrirne o sono disposti ad accettarlo. Ma specie se si lavora sotto pressione o in situazioni stressanti, è probabile incorrere in dei problemi e arrivare a pensare di non esserne all’altezza, fino a sentirsi fuori posto.
  • 5. Non stiamo parlando di effetto Dunning-Kruger Da non confondere con la dinamica, in cui una persona inesperta si sente sicura di se stessa, in quanto non ha ancora un quadro complessivo, mentre una persona con una competenza media o esperta è timorosa, conoscendo le criticità di un argomento e può risentirne sulla fiducia personale. Approfondirò in futuro questo argomento.
  • 6. Stiamo parlando di una condizione psicologica Che porta a sotto-stimarsi, provocando anche autocritica negativa. Nuovi successi non vi garantiscono la risoluzione del problema, anzi possono anche accrescere la vostra ansia. Però possiamo affrontare la cosa, non datevi per vinti.
  • 7. Chi è intorno a noi come ci può aiutare? Valorizzando i successi. Evitando di sminuire o mistificare le nostre emozioni. Rassicurandoci. Cercare di trovare un punto di incontro sul valore delle parole. Allenando empatia ed umanità. Supportandoci nel risolvere il problema e non insistendo sul fatto che esiste e va risolto (creando ulteriore pressione). Condividendo le proprie sensazioni e affinando la sintonia reciproca.
  • 8. Quindi cosa posso fare? Anche se non c’è una cura universale, ci sono diverse soluzioni che possono aiutarvi a superare i momenti di crisi, in modo da poterci convivere e nel migliore dei casi, trovare l’energia per cavalcare l’onda e migliorare se stessi.
  • 9. Se stai molto male, chiedi aiuto Quindi cosa dobbiamo fare? Che specialista dobbiamo chiamare? Quale medicina dobbiamo prendere? Se la situazione è diventata limitante e vi blocca nel vostro lavoro, o nella vita, rivolgetevi a un medico professionista, non prendete sotto-gamba la situazione.
  • 10. Accettare e condividere Accettate che soffrire fa parte della nostra umanità, avere ansie, paure e sentirsi male, non è strano, non vi rende deboli, fa spesso parte del percorso di maturazione personale. Chi dice di non avere mai paura: o mente o è malato. Riconoscere i sintomi, è un buon modo per sapere quando è ora di prendersi una pausa e magari di parlarne con un collega, un amico o magari un mentore.
  • 11. Mettersi alla prova Senza l’intento di arrivare primi o di competere per un premio, ma con l’intenzione di misurarsi, per capire o ricordare dove sono i nostri punti di forza o debolezza. Sembra spaventoso mettersi in discussione e lo può essere, ma il gioco vale la candela, perchè vi darà dei riferimenti sui quali reggervi. Vi aiuterà a raggiungere una maggiore consapevolezza di voi stessi, alla quale attingere in ogni momento di difficoltà, per avere una “tangibile fede” di riferimento, qualcosa che non potrete ignorare, nemmeno quando sarete infelici e/o in difficoltà.
  • 12. Fare un riassunto della tua carriera e/o dei tuoi successi personali Cercare di fare un “riassunto” della propria esperienza, degli step che ci hanno fatto avanzare, dei sacrifici e delle nostre vittorie, ci può ricordare quanto siamo stati forti per arrivare alla mansione attuale e di quali e quante difficoltà, abbiamo già affrontato. Consiglio vivamente di tenere a mente, a chi ha già superato molti problemi, che ha già molta esperienza dalla quale attingere, per superare anche le questione presenti o future.
  • 13. Prendere spunto dagli altri Cerchiamo di capire, con tutti gli svantaggi e vantaggi del caso, come hanno fatto gli altri prima di noi, ad affrontare questa difficoltà. Tenendo ben a mente, che esistono delle incognite che non potete sapere e quindi, evitando di giudicarli, o etichettarli come avvantaggiati o meno. Leggere dei libri, o degli articoli su storie di successo, o di imprese personali.
  • 14. Life is not predictable Gli eventi della vita non sono prevedibili. La maggioranza delle cose che accadono è fuori dal nostro controllo. E’ importante prenderne atto, le cose belle e brutte, non accadono solo agli altri. I famosi “altri” siete anche “voi”. Chi lavora nella tecnologia, a volte prende l’abitudine di misurare la vita con la stessa razionalità con cui lavora, non è una pratica sempre opportuna, a volte sarebbe come misurare il peso di qualcosa con un termometro.
  • 15. Dare un valore a ciò che ci accade E’ importante dare valore a ciò che sentiamo e ricordare di premiare e festeggiare i nostri successi, magari condividendoli con le persone a noi vicine. Se ci capita qualcosa di negativo non cerchiamo di cancellarlo, cerchiamo di capire le circostanze che questa situazione ci causa. Capire come è successo, ci aiuta a prevenire, capire cosa è successo, ci aiuta a migliorare la situazione.
  • 16. Gestire ansia e paura, con razionalità e motivazione Questo è un argomento, secondo me delicato e da tenere in considerazione. Ci sono alcune sensazioni negative, che si alimentano tra loro, l’ansia, la paura, sono la benzina di molte altre sensazioni dolorose. E’ opportuno chiedersi perchè si provano certe emozioni, senza fermarsi al motivo che le ha fatte emergere nel presente, ma cercando di capire, perché in noi si scatena una certa reazione di fronte un evento e se in data odierna è ancora un motivo ragionevole e valido commisurato a ciò che proviamo. E’ un percorso, su cui si torna spesso, ma che può rischiarare le idee.
  • 17. Abitudini amiche/nemiche Le abitudini sono una grande risorsa, se pilotata con criterio, ci aiutano a restare sereni, a farci un pò anche cullare dalla nostra zona di comfort… ma se diventano sistematiche, potremmo diventarne gli ostaggi. Se creiamo delle abitudini per stare meglio, non dobbiamo smettere di lavorare sul motivo che ci fa stare male, ne dimenticarlo. E’ importante mantenere il focus, senza farne una tormento, a volte, basta anche solo appuntare il problema e vicino iniziare a scrivere cosa stiamo facendo per risolverlo e periodicamente, fare un “recap” della situazione. Mai dare per scontato, che ci si ricorderà cosa ci ha spaventate, a volte ci si ricorda solo dello spavento stesso, dimenticando dei dettagli importanti.
  • 18. Novità senza esclusioni di colpi Per contrastare i pensieri ricorrenti e contrastare la bonaccia mentale: tentate, provate, sperimentate, vietato fermarsi per timori e pregiudizi. Se ci sono problemi, pensate finchè questi non diventano solo motivi per darsi da fare e non viceversa. Lavatevi i denti usando solo “l’altra mano”. Uscite con quell’amico sommelier e cercate di capirci qualcosa. Iscrivetevi a quel corso del quale non siete convinti. Prendete le misure in garage per un auto nuova. Cercate di leccarvi il gomito… Fate qualcosa, qualsiasi cosa che non sia routine. Non serve stravolgere la vostra vita, basta mescolare al contrario la pasta a volte.
  • 19. Cosa ricordiamo vs Cosa è successo Dimenticarsi della prima sensazione avuta di fronte un evento è molto facile, già solo ripensarci, ne crea ogni volta una nuova immagine con una prospettiva che man mano, diventa sempre più distante dall’originale, in quanto sovrapponiamo “quello che pensiamo di ricordare” al ricordo originale, filtrato in base alla nostra condizione corrente. Cercare di “fissare” dei momenti specifici, magari anche appuntando le sensazioni provate in quel momento, ci può aiutare a trovare un metro di paragone nel tempo, per identificare i cambiamenti nel nostro modo di percepire gli accadimenti. In linea generale l’introspezione, può aiutarci a comprendere meglio la strada che abbiamo percorso e come cambiata la nostra percezione delle cose. Un esempio: può essere capire come sono cambiati i nostri gusti in fatto di cibo e bevande negli anni, riprovando anche a mangiare cose che non assaggiamo da molto tempo.
  • 20. Un estratto di esperienza personale Vorrei darvi uno spunto per riflettere. Questo sono io, 1 mese dopo aver perso il piede sinistro in un incidente stradale con la moto a 25 anni, nel 2017.
  • 21. La mia “prima” Motivazione 2 mesi dall’incidente, sono a Londra, con un mio carissimo amico, a camden town, per il suo addio al celibato. Accompagnarlo all’altare in veste di testimone è stato uno dei motivi principali che mi ha spinto a volermi rialzare subito dal letto dell’ospedale. Volevo camminare, non potevo mancare.
  • 22. Scoprire i propri limiti 3 mesi dopo l’amputazione, ho deciso che volevo sapere fin dove potevo arrivare. Ho scattato questa foto alle cascate del Serio dopo 3h di trekking. Erano anni che volevo vedere quelle cascate.
  • 23. Superare i propri limiti 2 anni dopo l’accaduto, in vetta al monte Sibilla nel mese di aprile, con Jack, uno dei miei amici più importanti di sempre.
  • 24. Al traguardo non si è mai soli Non si dovrebbe pagare per essere liberi, ma gli ausili per farlo costano molto. Grazie a Youable Onlus sono riuscito ad avere gli ausili per farlo, arrivando sui podi nazionali di atletica: 2* 60m indoor nazionali Ancona 2018 3* 60m indoor nazionali Ancona 2019 1* Salto in alto indoor nazionali Ancora 2019 Si parla di me anche nel libero “Non siamo normali”. Ad oggi sono il responsabile Regionale delle marche di Youable, con sede a pesaro, ed aiuto i ragazzi/e che come me, vogliono essere liberi di farlo, ma non hanno le possibilità economiche, noi li aiutiamo a raggiungere i loro traguardi. La libertà non dovrebbe essere un lusso. Ho trattato tutti questi argomenti in diverse occasioni, con gli studenti di diverse scuole e testimoniando a diversi eventi in italia, ed ho ricevuto diversi riconoscimenti, attestati e medaglie.
  • 25. Non siete soli e non siate i soli Non isolatevi, condividete il vostro stato e cercate di comunicare con chi si se sente come voi, confrontatevi con rispetto con le persone nella quali riponete fiducia, l’isolamento è una fortezza sicura ma anche una prigione in alcuni casi. Un pezzo per volta si arriva dappertutto, basta imparare ad alzarsi e a rialzarsi con il piede giusto ogni giorno.
  • 26.