Tra le due guerre, in Europa e negli USA, si manifestarono forti tensioni sociali e politiche, con il risentimento nazionalista in Italia e in Germania dovuto alla 'vittoria mutilata' e alle umiliazioni del trattato di Versailles. Mentre la piccola borghesia e gli operai soffrivano per la crisi economica, Mussolini e Hitler emersero come leader del malcontento, mentre gli USA e il piano Dawes offrirono un temporaneo sollievo economico. La Grande Bretagna e la Francia affrontarono la crisi con riforme liberaldemocratiche, sebbene la crisi del '29 avesse impatti devastanti anche su queste nazioni.