La crisi del 1929
Il dopoguerra vide negli Stati Uniti un’ondata di
reazioni contro l’internazionalismo democratico.
Nel 1919 fu introdotto il proibizionismo,
nella speranza di stroncare il consumo
dell’alcool.
Gli Stati Uniti e la crisi del ‘29
Nasce il Ku Klux Klan contro i neri, scatenando
spesso una caccia spietata
Il Partito Repubblicano, dopo il trionfo nelle
elezioni del 1920, vara una serie di leggi
restrittive e discriminanti in merito
all’immigrazione
Sono anni di sfrenata corsa alla ricchezza,
nell’illusione di una illimitata possibilità di espansione
economica.
L’industria e le banche trovano notevoli vantaggi nella
politica adottata dai Repubblicani, avversa a qualsiasi
forma di controllo nell’economia.
In particolare l’industria dell’automobile fa un balzo
gigantesco, grazie alle innovazioni portate da Henry
Ford, nell’organizzazione razionale del lavoro in
fabbrica.
Ma la folle corsa sfociò in una
crisi economica
di inaudite proporzioni.
il ciclone si
manifestò in pieno
nell’ottobre del ’29,
preceduto da anni di
sovraproduzione in
agricoltura
e con il crollo di Wall
Street, ovvero una
frana catastrofica
della borsa di New
York, che trascinò nel
baratro industrie e
banche.
A metà novembre, gli investitori
avevano perso circa 30 miliardi
dollari
La crisi trovò
assolutamente
impreparata l’America
•E il suo Presidente
Repubblicano Herbert
Hoover, che aveva vinto
le elezioni nel 1928
contro il Democratico
Alfred E. Smith.
La crisi
divenne sempre più
grave.
Le industrie sospesero
la produzione
gettando sul lastrico
milioni di disoccupati
• Anche le banche
subirono un tracollo
incalcolabile
Bank run 1929, Los Angeles
FRANKLIN D. ROOSEVELT- 1932
Nel 32
la schiacciante vittoria elettorale
di Roosevelt,
l'urgenza dei problemi aperti
dalla crisi economica,
portarono a una vera e propria
ondata di provvedimenti di
riforma
• Il "New Deal“
un programma di provvedimenti
interni realizzato dal
presidente degli Stati Uniti
Franklin Delano Roosevelt tra il
1933 e il 1938 per fronteggiare
gli effetti della Grande
Depressione.
Il programma prevedeva
il riordino dei settori
agricolo e industriale.  
Nel 1935 Roosevelt
promosse un
"secondo New Deal", 
Le nuove misure prevedevano:
 una maggiore tassazione dei profitti
più alti,
 regole più rigide nella produzione
industriale,
 ma soprattutto una legislazione
sindacale rivoluzionaria, a garanzia della
contrattazione collettiva
Gli effetti della crisi si manifestarono
anche nei paesi europei
    In Gran Bretagna
perdurava un cronico stato di
agitazioni sociali culminato nello
sciopero generale del 1926.
La brusca caduta delle quotazioni
azionarie di Wall Street del 1929
provocò una serie di reazioni.
tuttavia l’impatto della crisi fu
attenuato.
Ciò fu dovuto, sia alla relativa
indipendenza di questo Stato dalla
finanza americana, che alla
possibilità di contare su ampi
    In Francia la produzione si
contrasse rispettivamente del
25 e del 15 per cento.
Si ebbe un periodo caratterizzato
da una forte instabilità
politica.
Tuttavia la democrazia resse.
In Italia
il regime fascista dava una
risposta autarchica e
statalista, con un piano
di opere pubbliche e la
creazione dell'IRI,
l'Istituto per la
Ricostruzione
Industriale, che
interveniva a sostegno di
industrie e banche a
rischio di fallimento.
La Germania,
già scossa dall'inflazione dei primi
anni ‘20,
doveva affrontare il problema del
pagamento delle riparazioni di
guerra in gran parte finanziato
dai prestiti delle banche
americane.
il ritiro dei finanziamenti esteri
la disoccupazione di massa
aprirono la strada all'affermazione
del nazismo e all'ascesa al potere
di Adolf Hitler.
In Spagna,
da lì a poco s’instaurerà il
regime franchista.
  dal 1939
l'attenzione del governo americano e dell'opinione
pubblica si concentrò sui temi della politica estera.
L'eredità maggiore del New Deal, più che sul fronte
del rilancio dell'economia,
risultò essere
la creazione di una vasta coalizione di interessi
attorno al Partito democratico,
fattori che gli garantirono una lunga permanenza al
potere negli anni successivi.

la crisi del1929

  • 1.
  • 3.
    Il dopoguerra videnegli Stati Uniti un’ondata di reazioni contro l’internazionalismo democratico. Nel 1919 fu introdotto il proibizionismo, nella speranza di stroncare il consumo dell’alcool. Gli Stati Uniti e la crisi del ‘29
  • 4.
    Nasce il KuKlux Klan contro i neri, scatenando spesso una caccia spietata
  • 5.
    Il Partito Repubblicano,dopo il trionfo nelle elezioni del 1920, vara una serie di leggi restrittive e discriminanti in merito all’immigrazione
  • 6.
    Sono anni disfrenata corsa alla ricchezza, nell’illusione di una illimitata possibilità di espansione economica. L’industria e le banche trovano notevoli vantaggi nella politica adottata dai Repubblicani, avversa a qualsiasi forma di controllo nell’economia.
  • 7.
    In particolare l’industriadell’automobile fa un balzo gigantesco, grazie alle innovazioni portate da Henry Ford, nell’organizzazione razionale del lavoro in fabbrica.
  • 8.
    Ma la follecorsa sfociò in una crisi economica di inaudite proporzioni.
  • 9.
    il ciclone si manifestòin pieno nell’ottobre del ’29, preceduto da anni di sovraproduzione in agricoltura
  • 10.
    e con ilcrollo di Wall Street, ovvero una frana catastrofica della borsa di New York, che trascinò nel baratro industrie e banche.
  • 11.
    A metà novembre,gli investitori avevano perso circa 30 miliardi dollari
  • 12.
  • 13.
    •E il suoPresidente Repubblicano Herbert Hoover, che aveva vinto le elezioni nel 1928 contro il Democratico Alfred E. Smith.
  • 14.
    La crisi divenne semprepiù grave. Le industrie sospesero la produzione gettando sul lastrico milioni di disoccupati
  • 15.
    • Anche lebanche subirono un tracollo incalcolabile Bank run 1929, Los Angeles
  • 16.
    FRANKLIN D. ROOSEVELT-1932 Nel 32 la schiacciante vittoria elettorale di Roosevelt, l'urgenza dei problemi aperti dalla crisi economica, portarono a una vera e propria ondata di provvedimenti di riforma
  • 17.
    • Il "NewDeal“ un programma di provvedimenti interni realizzato dal presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt tra il 1933 e il 1938 per fronteggiare gli effetti della Grande Depressione. Il programma prevedeva il riordino dei settori agricolo e industriale.  
  • 18.
    Nel 1935 Roosevelt promosseun "secondo New Deal",  Le nuove misure prevedevano:  una maggiore tassazione dei profitti più alti,  regole più rigide nella produzione industriale,  ma soprattutto una legislazione sindacale rivoluzionaria, a garanzia della contrattazione collettiva
  • 19.
    Gli effetti dellacrisi si manifestarono anche nei paesi europei
  • 20.
        In Gran Bretagna perduravaun cronico stato di agitazioni sociali culminato nello sciopero generale del 1926. La brusca caduta delle quotazioni azionarie di Wall Street del 1929 provocò una serie di reazioni. tuttavia l’impatto della crisi fu attenuato. Ciò fu dovuto, sia alla relativa indipendenza di questo Stato dalla finanza americana, che alla possibilità di contare su ampi
  • 21.
        In Francia laproduzione si contrasse rispettivamente del 25 e del 15 per cento. Si ebbe un periodo caratterizzato da una forte instabilità politica. Tuttavia la democrazia resse.
  • 22.
    In Italia il regimefascista dava una risposta autarchica e statalista, con un piano di opere pubbliche e la creazione dell'IRI, l'Istituto per la Ricostruzione Industriale, che interveniva a sostegno di industrie e banche a rischio di fallimento.
  • 23.
    La Germania, già scossadall'inflazione dei primi anni ‘20, doveva affrontare il problema del pagamento delle riparazioni di guerra in gran parte finanziato dai prestiti delle banche americane.
  • 24.
    il ritiro deifinanziamenti esteri la disoccupazione di massa aprirono la strada all'affermazione del nazismo e all'ascesa al potere di Adolf Hitler.
  • 25.
    In Spagna, da lìa poco s’instaurerà il regime franchista.
  • 26.
      dal 1939 l'attenzione delgoverno americano e dell'opinione pubblica si concentrò sui temi della politica estera. L'eredità maggiore del New Deal, più che sul fronte del rilancio dell'economia, risultò essere la creazione di una vasta coalizione di interessi attorno al Partito democratico, fattori che gli garantirono una lunga permanenza al potere negli anni successivi.