Social che?!
Riflessioni sulla formazione
nella società interconnessa
Seminario AIF «Dialogare con il digitale: apprendimento e nuove tecnologie
Roma 6 maggio 2014
About me
 Un marketer che è passato in tanti mondi
 Corporate management
• Dalla old economy (sfida manageriale)
• Alla prima new economy (information society)
 Più giovane dirigente storia dell’IRI
 Startupper in Italia e all’estero
• Supporto agli imprenditori (internet come tessuto immanente)
• Supporto per le scuole (knowledege society)
 Coordinatore del miglior progetto di formazione del personale del MIUR (1999-2000valutazione esterna)
 Coach e mentor
• Diversi progetti di marketing per PMI
• Digital e content marketing per PMI
 Collaborazione con diverse PMI, istituzioni e associazioni
Come il cinema
 Lumiere
 La formazione audiovideo
 Nickelodeon
 La FAD
 Griffith
 MOOC e Widelifelearning
PERCHÉ?
A cosa si deve questo
IL MONDO È CAMBIATO
Qualcuno non se ne è ancora accorto
Sei ciò che trovi su Google
Clay Shirky “Here Comes Everybody” (2008)
“I’m old enough to know a lot of things, just
from life experience. I know that newspapers
are where you get your political news and how
you look for a job. I know that music comes
from stores. I know that if you want to have a
conversation with someone, you call them on
the phone. I know that complicated things like
software and encyclopedias have to be created
by professionals. In the last fifteen years, I’ve
had to unlearn every one of those things, and a
million others, because those things have
stopped being true” (p. 320–321)
Cambia la società
 Società complessa
 un impetuoso sviluppo di risorse e competenze degli
individui in un contesto caratterizzato
• dall'indebolirsi delle istituzioni come «dispensatori» di senso,
sicurezze, significati;
• segnato da maggiori rischi, da maggiori sfide e
responsabilizzazioni per la persona
 Mondo piccolo
 un mondo che "si restringe" perché aumenta la capacità
di "percorrerlo" e viverlo, perché tutto si interconnette
Dalla complessità al
cambiamento
 Dramatic Shift in Marketing Reality (Scholz & Friends)
Come ci siamo arrivati
 Aumento della complessità
 I mercati sono conversazioni
 Cambiamento del ruolo dell’individuo
 Prosumer o ConsumAttore (Web 2.0)
 Ampliamento della dimensione relazionale
 Le nuove tecnologie hanno reso possibile l’ampliamento
della dimensione comunicativa tra gli individui e con le
cose
 Un mondo interconnesso
Cambia il paradigma
 Il discorso pubblico non è più dettato dai mass media
 Dalla connessione delle persone con le informazioni alla connessione tra le
persone
 Tutto diviene personale
 Le persone fanno il brand perché il brand è fatto dalle persone
 Sei quello che ottieni cercandoti su Google
 Internet è un ambiente concreto e NON «virtuale» [Eurisko]
 Connette persone non PC
 Ha la massima relazione con la vita vera delle persone, la “Realtà”
 Laddove la Tv predisponeva verso un orizzonte di “Sogno”
Non è la tecnologia
 Perché condividere e avere relazioni è alla base della nostra esistenza anche
da prima che nascesse internet
 Ci piacciono le persone simili a noi per questo cerchiamo le persone che
abbiano in comune le caratteristiche che amiamo
 La ragione non risiede nella natura digitale dei contenuti ma
 Nel fatto che la cultura e l’apprendimento divengono partecipativi
 Nella necessità primaria di esser connessi come bisogno di
• Appartenenza
• Essere riconosciuti
 Siamo sociali per definizione!
 È parte della nostra psicologia
Ma la tecnologia e internet stanno
cambiando la Società (e la Politica)
 Le piattaforme online di
 Collaborazione
 Conversazione
 Condivisione
 Danno un supporto all’azione dei gruppi di individui che
prima erano possibili solo attraverso organizzazioni o
istituzioni
 Non siamo schiavi della tecnologia ma di ciò che la tecnologia fa per noi
Gli strumenti sociali
 Le 7 C [G. Brown]
 Caffe
 Cigarette
 Cellular
 Car
 Chocolate
 Clothes
 Cola
 Il cibo è il re degli strumenti sociali
 Pensate a quanto della nostra cultura è convogliato dal cibo
 Usiamo gli strumenti sociali per costruire la nostra identità e per
raccontare la nostra storia
Cosa ci muove
 Le persone sono guidate dalla motivazione sociale non dai
social media
 I comportamenti sono plasmati dal codice sociale
 Tutto è uno strumento sociale
 Ciò che ci fa muovere è la relazione
 Per costruire la relazione dobbiamo aver costruito la fiducia
 Viviamo in un’economia basata sulle relazioni (da sempre)
Il codice sociale
 I bisogni sociali fondamentali degli individui
 L’appartenenza
 L’essere riconosciuti
 Raccontare rappresenta il modo con cui forgiamo i significati e creiamo il
contesto sociale
 Codice sociale è:
 Come raccontiamo le storie
 Le radici della nostra identità
 Come ci relazioniamo con gli altri
 Le ragioni del nostro comportamento «irrazionale»
 Non siamo schiavi della tecnologia, ma uno dell’altro, dello stare insieme
 E quando non stiamo insieme la tecnologia ci aiuta a raccontare la nostra
storia
Raccontare
 Entrare in contatto con il prossimo al livello più profondo
richiede una storia
 Le storie sono come i virus
 Sono ovunque
• Ascoltiamo storie a prescindere dove siamo e da dove veniamo
 Sono contagiose
• Racconta una storia a qualcuno e se è ragionevole si diffonderà. Le migliori
storie hanno bisogno di essere ri-raccontate di più e molto di più
 Sono appiccicose
• Attraverso il racconto che si ripete si fissano nella nostra memoria e nei
nostri ricordi
Raccontare
 Le storie hanno da sempre svolto un ruolo
cruciale nella cultura e nello sviluppo
dell’esperienza umana, da molto prima ci fosse
internet
 Le storie sono l’essenza dell’esperienza umana
 Le storie ispirano e motivano le azioni degli individui
 Le storie hanno provato la loro utilità in ogni attività
dell’esperienza umana
Will it blend?
Engagement
 Raccontare storie è il modo con cui creare
relazioni e fiducia
 “The brand is a story. But it's a story about you,
not about the brand. The story makes us say we
"love Google" or "love Harley"... but what do we
really love? We love ourselves. We love the
memory we have of how that brand made us feel
once. We love that it reminds us of our mom, or
growing up, or our first kiss.” [S. Godin]
 Ma ricorda
 Che i consumatori vogliono dare la loro versione
della storia che può essere molto diversa dalla
versione ufficiale che hai costruito
Dal consumatore al prosumer
I consumatori non esistono più, perché in un mondo dove un
indirizzo di posta elettronica rappresenta un canale mediatico, ora
siamo tutti produttori
[C. Shirky]
 L’utente ha un ruolo sempre più attivo ed è chiamato
a ”partecipare alle storie”
 Dal consumatore al prosumer o consumatore sociale
 Il consumatore sociale preferisce le interazioni offline
 L’online non ha senso senza l’offline
Web 2.0: il web come piattaforma
 Partecipazione
 Democratizzazion
e degli strumenti
di produzione e
promozione
 (co)-Creazione
 Siamo tutti
makers
 Peer-to-peer
 Caduta delle
gerarchie
Contesti, paradigmi e individualità
 L’uso dei SOCIAL NETWORKS sancisce l’esistenza di un
nuovo paradigma:
 Audience invisibili: non li conosco ma ne avverto il potere
 L’85% dei brand oggi viene definito dall’interazione quotidiana tra i
consumatori, nelle loro conversazioni
 Chi controlla la narrazione?
 “Collapsed contexts”
 un numero infinito di contesti che crollano uno sull'altro nel singolo
momento della creazione e condivisione di contenuti
 immagini, azioni e parole catturati dalla rete possono in ogni momento
essere trasportati ovunque sul pianeta e conservati per sempre
 Sfuma il rapporto tra pubblico e privato
 Sovraesposizione dell’individualità e miscela di pubblico e privato
monitorabile dalle aziende
Socialnomics
I Social
Social Media Marketing
>29 milioni di utenti
>18 milioni di utenti
>14 milioni di utenti
>8 milioni di utenti
>6 milioni di utenti
L’Italia sui Social a gennaio 2014
>17 milioni di utenti attivi
>6 milioni di utenti attivi
>5 milioni di utenti attivi
>3 milioni di utenti attivi
ca. 3 milioni di utenti attivi
L’Italia sui Social: utenti attivi nell’ultimo mese
(gennaio 2014)
Il mobile cambia la società
La rivoluzione Mobilenomics
Principali piattaforme social
Cresce il messaging
L’Italia
Il mobile
I 10 tratti del consumatore sociale
 È sociale per definizione, intimamente interconnessa
 La sua intima natura sfugge ai Big Data
 Non è un segmento demografico, ma è definita dai propri interessi
 Non acquista «cose», ma ciò che le «cose» fanno per lei
 Non è fedele a nessun brand, ma a ciò che il brand fa per lei
 Il costo più grande è catturare la sua attenzione
 Compra su suggerimento dei suoi amici non della pubblicità
 Osservando le azioni di marketing si chiede «dove sono io in questa storia?»
 Non è una «nativa digitale» ma una «immigrata offline»
 Tutto il senso della sua esperienza è offline, ma usa l’online per trovarlo
Collaborative Economy: Value Chain
The key is to change the way we
think:
• Products become services
• Services become marketplaces
• Marketplaces build your products
Collaboration
It may be hard to tell the
difference between employees
and customers as new products
are built from the crowd.
But the costs of building are
leveraged by the crowd, reducing
the costs of the company.
Un esempio: AirBnb
(enables crowd to be a hotel)
RIFLESSIONI
Conclusioni?
Formazione
 Come tutto il resto non sarà più la stessa cosa
 Pubblica
• MOOC
• Webminar
 Corporate
• Social collaboration
 Ritorno al futuro
 peer to peer (Wide and social)
 by example (Mentor and influence)
Come nel marketing
 I mercati sono conversazioni
 Alla base di tutto ci sono i contenuti
 Le caratteristiche diventano
 Sociale e personale
 Farsi trovare e non “cacciare”
 Agire in tempo reale
Cambiano i contenuti
Formazione tradizionale
 Il focus è persuadere l’allievo
 Il docente inizia e controlla il grosso
del dialogo
 L’interazione è diretta e formale
 L’allievo svolge un ruolo passivo
Content learning
 Il focus è nella costruzione della
community e delle relazioni «tra» e
«con» i partecipanti
 Gli allievi possiedono e controllano
le conversazioni
 Il grosso delle conversazioni sono
tra allievo e allievo (e potenziale)
 Il ruolo dell’allievo è attivo
(propositivo di co-creazione)
Strumenti
 Piattaforme
 social connected
 comunità
 Social game
 Simulazione
Conclusione
 Andiamo verso la
di ogni cosa?
 Inclusi noi esseri umani?
Fabrizio Faraco
quest' opera (per le parti non coperte da copyright identificate dalla citazione della fonte) è distribuita con licenza creative commons attribuzione
3.0 unported.
Blog: http://fabriziofaraco.it
Email: fabriziofaraco@outlook.com
«People are a lot more interested in what they're interested in, as opposed to what
their physical neighbors are doing.
The real kings of media will be local in a totally different sense. They will be the
narrators and arbiters of interest for groups that actually have aligned interests»
(Seth Godin)

Social che? Seminario Aif

  • 1.
    Social che?! Riflessioni sullaformazione nella società interconnessa Seminario AIF «Dialogare con il digitale: apprendimento e nuove tecnologie Roma 6 maggio 2014
  • 2.
    About me  Unmarketer che è passato in tanti mondi  Corporate management • Dalla old economy (sfida manageriale) • Alla prima new economy (information society)  Più giovane dirigente storia dell’IRI  Startupper in Italia e all’estero • Supporto agli imprenditori (internet come tessuto immanente) • Supporto per le scuole (knowledege society)  Coordinatore del miglior progetto di formazione del personale del MIUR (1999-2000valutazione esterna)  Coach e mentor • Diversi progetti di marketing per PMI • Digital e content marketing per PMI  Collaborazione con diverse PMI, istituzioni e associazioni
  • 3.
    Come il cinema Lumiere  La formazione audiovideo  Nickelodeon  La FAD  Griffith  MOOC e Widelifelearning
  • 4.
    PERCHÉ? A cosa sideve questo
  • 5.
    IL MONDO ÈCAMBIATO Qualcuno non se ne è ancora accorto
  • 6.
    Sei ciò chetrovi su Google
  • 7.
    Clay Shirky “HereComes Everybody” (2008) “I’m old enough to know a lot of things, just from life experience. I know that newspapers are where you get your political news and how you look for a job. I know that music comes from stores. I know that if you want to have a conversation with someone, you call them on the phone. I know that complicated things like software and encyclopedias have to be created by professionals. In the last fifteen years, I’ve had to unlearn every one of those things, and a million others, because those things have stopped being true” (p. 320–321)
  • 8.
    Cambia la società Società complessa  un impetuoso sviluppo di risorse e competenze degli individui in un contesto caratterizzato • dall'indebolirsi delle istituzioni come «dispensatori» di senso, sicurezze, significati; • segnato da maggiori rischi, da maggiori sfide e responsabilizzazioni per la persona  Mondo piccolo  un mondo che "si restringe" perché aumenta la capacità di "percorrerlo" e viverlo, perché tutto si interconnette
  • 9.
    Dalla complessità al cambiamento Dramatic Shift in Marketing Reality (Scholz & Friends)
  • 10.
    Come ci siamoarrivati  Aumento della complessità  I mercati sono conversazioni  Cambiamento del ruolo dell’individuo  Prosumer o ConsumAttore (Web 2.0)  Ampliamento della dimensione relazionale  Le nuove tecnologie hanno reso possibile l’ampliamento della dimensione comunicativa tra gli individui e con le cose  Un mondo interconnesso
  • 11.
    Cambia il paradigma Il discorso pubblico non è più dettato dai mass media  Dalla connessione delle persone con le informazioni alla connessione tra le persone  Tutto diviene personale  Le persone fanno il brand perché il brand è fatto dalle persone  Sei quello che ottieni cercandoti su Google  Internet è un ambiente concreto e NON «virtuale» [Eurisko]  Connette persone non PC  Ha la massima relazione con la vita vera delle persone, la “Realtà”  Laddove la Tv predisponeva verso un orizzonte di “Sogno”
  • 12.
    Non è latecnologia  Perché condividere e avere relazioni è alla base della nostra esistenza anche da prima che nascesse internet  Ci piacciono le persone simili a noi per questo cerchiamo le persone che abbiano in comune le caratteristiche che amiamo  La ragione non risiede nella natura digitale dei contenuti ma  Nel fatto che la cultura e l’apprendimento divengono partecipativi  Nella necessità primaria di esser connessi come bisogno di • Appartenenza • Essere riconosciuti  Siamo sociali per definizione!  È parte della nostra psicologia
  • 13.
    Ma la tecnologiae internet stanno cambiando la Società (e la Politica)  Le piattaforme online di  Collaborazione  Conversazione  Condivisione  Danno un supporto all’azione dei gruppi di individui che prima erano possibili solo attraverso organizzazioni o istituzioni  Non siamo schiavi della tecnologia ma di ciò che la tecnologia fa per noi
  • 14.
    Gli strumenti sociali Le 7 C [G. Brown]  Caffe  Cigarette  Cellular  Car  Chocolate  Clothes  Cola  Il cibo è il re degli strumenti sociali  Pensate a quanto della nostra cultura è convogliato dal cibo  Usiamo gli strumenti sociali per costruire la nostra identità e per raccontare la nostra storia
  • 15.
    Cosa ci muove Le persone sono guidate dalla motivazione sociale non dai social media  I comportamenti sono plasmati dal codice sociale  Tutto è uno strumento sociale  Ciò che ci fa muovere è la relazione  Per costruire la relazione dobbiamo aver costruito la fiducia  Viviamo in un’economia basata sulle relazioni (da sempre)
  • 16.
    Il codice sociale I bisogni sociali fondamentali degli individui  L’appartenenza  L’essere riconosciuti  Raccontare rappresenta il modo con cui forgiamo i significati e creiamo il contesto sociale  Codice sociale è:  Come raccontiamo le storie  Le radici della nostra identità  Come ci relazioniamo con gli altri  Le ragioni del nostro comportamento «irrazionale»  Non siamo schiavi della tecnologia, ma uno dell’altro, dello stare insieme  E quando non stiamo insieme la tecnologia ci aiuta a raccontare la nostra storia
  • 17.
    Raccontare  Entrare incontatto con il prossimo al livello più profondo richiede una storia  Le storie sono come i virus  Sono ovunque • Ascoltiamo storie a prescindere dove siamo e da dove veniamo  Sono contagiose • Racconta una storia a qualcuno e se è ragionevole si diffonderà. Le migliori storie hanno bisogno di essere ri-raccontate di più e molto di più  Sono appiccicose • Attraverso il racconto che si ripete si fissano nella nostra memoria e nei nostri ricordi
  • 18.
    Raccontare  Le storiehanno da sempre svolto un ruolo cruciale nella cultura e nello sviluppo dell’esperienza umana, da molto prima ci fosse internet  Le storie sono l’essenza dell’esperienza umana  Le storie ispirano e motivano le azioni degli individui  Le storie hanno provato la loro utilità in ogni attività dell’esperienza umana
  • 19.
  • 20.
    Engagement  Raccontare storieè il modo con cui creare relazioni e fiducia  “The brand is a story. But it's a story about you, not about the brand. The story makes us say we "love Google" or "love Harley"... but what do we really love? We love ourselves. We love the memory we have of how that brand made us feel once. We love that it reminds us of our mom, or growing up, or our first kiss.” [S. Godin]  Ma ricorda  Che i consumatori vogliono dare la loro versione della storia che può essere molto diversa dalla versione ufficiale che hai costruito
  • 21.
    Dal consumatore alprosumer I consumatori non esistono più, perché in un mondo dove un indirizzo di posta elettronica rappresenta un canale mediatico, ora siamo tutti produttori [C. Shirky]  L’utente ha un ruolo sempre più attivo ed è chiamato a ”partecipare alle storie”  Dal consumatore al prosumer o consumatore sociale  Il consumatore sociale preferisce le interazioni offline  L’online non ha senso senza l’offline
  • 22.
    Web 2.0: ilweb come piattaforma  Partecipazione  Democratizzazion e degli strumenti di produzione e promozione  (co)-Creazione  Siamo tutti makers  Peer-to-peer  Caduta delle gerarchie
  • 23.
    Contesti, paradigmi eindividualità  L’uso dei SOCIAL NETWORKS sancisce l’esistenza di un nuovo paradigma:  Audience invisibili: non li conosco ma ne avverto il potere  L’85% dei brand oggi viene definito dall’interazione quotidiana tra i consumatori, nelle loro conversazioni  Chi controlla la narrazione?  “Collapsed contexts”  un numero infinito di contesti che crollano uno sull'altro nel singolo momento della creazione e condivisione di contenuti  immagini, azioni e parole catturati dalla rete possono in ogni momento essere trasportati ovunque sul pianeta e conservati per sempre  Sfuma il rapporto tra pubblico e privato  Sovraesposizione dell’individualità e miscela di pubblico e privato monitorabile dalle aziende
  • 24.
  • 25.
  • 27.
  • 28.
    >29 milioni diutenti >18 milioni di utenti >14 milioni di utenti >8 milioni di utenti >6 milioni di utenti L’Italia sui Social a gennaio 2014
  • 29.
    >17 milioni diutenti attivi >6 milioni di utenti attivi >5 milioni di utenti attivi >3 milioni di utenti attivi ca. 3 milioni di utenti attivi L’Italia sui Social: utenti attivi nell’ultimo mese (gennaio 2014)
  • 30.
    Il mobile cambiala società
  • 31.
  • 32.
  • 33.
  • 34.
    I 10 trattidel consumatore sociale  È sociale per definizione, intimamente interconnessa  La sua intima natura sfugge ai Big Data  Non è un segmento demografico, ma è definita dai propri interessi  Non acquista «cose», ma ciò che le «cose» fanno per lei  Non è fedele a nessun brand, ma a ciò che il brand fa per lei  Il costo più grande è catturare la sua attenzione  Compra su suggerimento dei suoi amici non della pubblicità  Osservando le azioni di marketing si chiede «dove sono io in questa storia?»  Non è una «nativa digitale» ma una «immigrata offline»  Tutto il senso della sua esperienza è offline, ma usa l’online per trovarlo
  • 35.
    Collaborative Economy: ValueChain The key is to change the way we think: • Products become services • Services become marketplaces • Marketplaces build your products
  • 36.
    Collaboration It may behard to tell the difference between employees and customers as new products are built from the crowd. But the costs of building are leveraged by the crowd, reducing the costs of the company.
  • 37.
    Un esempio: AirBnb (enablescrowd to be a hotel)
  • 38.
  • 39.
    Formazione  Come tuttoil resto non sarà più la stessa cosa  Pubblica • MOOC • Webminar  Corporate • Social collaboration  Ritorno al futuro  peer to peer (Wide and social)  by example (Mentor and influence)
  • 40.
    Come nel marketing I mercati sono conversazioni  Alla base di tutto ci sono i contenuti  Le caratteristiche diventano  Sociale e personale  Farsi trovare e non “cacciare”  Agire in tempo reale
  • 41.
    Cambiano i contenuti Formazionetradizionale  Il focus è persuadere l’allievo  Il docente inizia e controlla il grosso del dialogo  L’interazione è diretta e formale  L’allievo svolge un ruolo passivo Content learning  Il focus è nella costruzione della community e delle relazioni «tra» e «con» i partecipanti  Gli allievi possiedono e controllano le conversazioni  Il grosso delle conversazioni sono tra allievo e allievo (e potenziale)  Il ruolo dell’allievo è attivo (propositivo di co-creazione)
  • 42.
    Strumenti  Piattaforme  socialconnected  comunità  Social game  Simulazione
  • 43.
    Conclusione  Andiamo versola di ogni cosa?  Inclusi noi esseri umani?
  • 44.
    Fabrizio Faraco quest' opera(per le parti non coperte da copyright identificate dalla citazione della fonte) è distribuita con licenza creative commons attribuzione 3.0 unported. Blog: http://fabriziofaraco.it Email: fabriziofaraco@outlook.com «People are a lot more interested in what they're interested in, as opposed to what their physical neighbors are doing. The real kings of media will be local in a totally different sense. They will be the narrators and arbiters of interest for groups that actually have aligned interests» (Seth Godin)