ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente Sezione Provinciale di Pordenone [email_address] LA SALUTE IN FUMO Dr. Gustavo Mazzi ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente,  Vice Presidente ISDE Friuli Venezia Giulia Presidente Sezione di Pordenone
Il nostro pianeta è un mondo : finito  in cui le risorse disponibili sono limitate pulito   perché la natura non produce rifiuti non isolato   perché riceve l’energia solare chiuso   in cui vale il principio della conservazione della massa
Irwin Bross “ Se qualcuno (governo, istituzioni e quant'altro) ti dice che una cosa è buona e sicura per te, ciò che significa  veramente  è che è buona e utile per loro: se c'è qualcuno che può difendere te e la tua salute, quel qualcuno non puoi essere che tu”
INFORMAZIONE CORRETTA La Scienza  non fornisce verità dogmatiche o etiche, ma conoscenze da sottoporre a verifiche e che sono supporto di atti politici e di comportamenti sociali. In questi comportamenti,  la correttezza dell’informazione  rimane una condizione indispensabile per una seria valutazione e una chiara politica ambientale.
 
 
LIMITI DI EMISSIONE Parte II dell'allegato 1 alla parte V del D.Lgs 152/06
LIMITI INCENERITORI Alleg. n° 1 del D Lgs n°33/2005
Convenzione di Aarhus (ratificata dall’Italia con legge 16.3.2001,n.108)   Articolo 1 (Finalità) Al fine di contribuire alla protezione del diritto di ogni persona della presente e delle future generazioni di vivere in un ambiente adeguato alla propria salute ed al proprio benessere, ogni Parte garantirà   i diritti di accesso all’informazione,   alla partecipazione pubblica nel processo decisionale, e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente ,  secondo quanto stabilito dalla presente Convenzione. Articolo 4 (Accesso alle informazioni ambientali) Ogni Parte dovrà assicurare che, fermo restando i paragrafi successivi,  le autorità pubbliche – in risposta ad una richiesta di informazioni ambientali - rendano tali informazioni accessibili al pubblico,all’interno  della normativa nazionale, incluse, dove richieste e fatto salvo il paragrafo (b), copie della documentazione originale contenente o comprendente tali informazioni http:// www.regione.fvg.it /rafvg/export/sites/default/RAFVG/GEN/ARG11/Allegati/aarhus_it1998.pdf
 
Bisogna sapere che tra i  determinanti  della salute  assumono un ruolo molto  importante proprio  la tutela dell’ambiente,   l’istruzione ,  il reddito ,  l’etnia,   gli stili di vita  e che  la sanità  come viene comunemente intesa incide sulla salute con una percentuale tra il 15-20%.
“ Prevenire le malattie attraverso un ambiente più salubre”   OMS, 2006 l’ Ambiente è l’insieme di tutti i fattori fisici, chimici e biologici esterni all’individuo e di tutti i comportamenti correlati, escludendo gli ambienti naturali che non possono essere ragionevolmente modificati .
 
Fonti e tipi di contaminanti ambientali   esposizione a rischi ambientali provenienti da sorgenti naturali  esposizione a contaminanti provenienti da fonti agricole  esposizione a contaminanti da fonti di produzione industriale   esposizioni ambientali correlati a stili di vita moderni esposizione a pericoli derivanti da fonti mediche  esposizione agli inquinanti e ad altri pericoli da fonti militari
Agricoltura, Industrie e Inceneritori, Traffico veicolare,  Fumo da tabacco, Radon, Radiazioni UV e Campi Elettromagnetici, Contaminazione Fecale Farmaci e  Rifiuti Acqua e Alimenti, Aria Indoor e Outdoor
DESCRIZIONE  DELLO  SCENARIO
Obiettivi: quantificare gli effetti sulla salute di alcuni fattori ambientali (inquinamento aria acqua, piombo, incidenti) sui bambini/adolescenti (0 -19 anni) dei 52 paesi della  Regione Europea  (OMS) Lancet. 2004 Jun 19;363(9426):2032-9. Burden of disease attributable to selected environmental factors and injury among children and adolescents in Europe. Valent F ,  Little D ,  Bertollini R ,  Nemer LE ,  Barbone F ,  Tamburlini G . Institute of Hygiene and Epidemiology, DPMSC, University Hospital, University of Udine, Italy.  [email_address] . Stima degli effetti sulla salute:  the EBD study
 
 
L’ITALIA l’Italia è un paese “particolare” caratterizzato da : una normativa in materia di emissioni in ambiente approvata solo nell’agosto di quest’anno   dove circa un 30% della gestione di rifiuti (in gran parte speciali pericolosi)  è  in mano alla criminalità organizzata  è l’unico paese europeo che incentiva l’incenerimento dei rifiuti  è l’unico paese europeo che dal 2004 ha invertito il trend aumentando l’immissione di diossine in ambiente. è l’unico paese  europeo in cui non è stato attivato un sistema di allerta per l’impiego di acqua infetta
FRIULI VENEZIA GIULIA Buona parte del FVG e della nostra provincia sono parte integrante della Pianura Padana,  una delle zone più inquinate del pianeta e dove coesistono: un esteso traffico veicolare,  numerose industrie insalubri come Acciaierie, Fonderie, Cementifici, Inceneritori, ecc.,  un’agricoltura industrializzata che impiega tonnellate di pesticidi ed altri presidi sanitari,  il riscaldamento degli edifici per buona parte dell’anno, numerose basi militari italiane e straniere, la presenza, specie nella pedemontana pordenonese, di importanti quantità  di radon un grande numero di abitanti che beve l’acqua del proprio pozzo
INQUINAMENTO ATMOSFERICO Miscela complessa, estremamente variabile di sostanze diverse, solide liquide o gassose, molte delle quali potenzialmente dannose per la salute e l’ambiente.
Ciascuna di queste fonti influisce in modo diverso a seconda dell’inquinante considerato: i trasporti ,   che   da soli contribuiscono secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 50% di tutto l’inquinamento atmosferico in ambito urbano, partecipano principalmente all’incremento del monossido di carbonio, del particolato, del benzene e degli ossidi di azoto,  gli impianti di  riscaldamento  contribuiscono all’incremento del biossido di zolfo e degli ossidi di azoto  gli impianti industriali  influiscono soprattutto sulla concentrazione degli idrocarburi incombusti, del particolato e degli ossidi di zolfo e azoto.
Ma quali sono gli inquinanti dell’aria? Degli oltre 11.000.000 di prodotti chimici conosciuti circa 100.000 sono prodotti in scala industriale (di cui nuovi ogni anno sono circa 1000-2000) e riversati nell’ambiente. Ognuno di questi prodotti può essere sottoposto a incenerimento e un infinito numero di composti derivati da combustioni complete e incomplete vengono emesse nell’aria o come particolato o adese sulla superficie di queste polveri sottili.
Ma cosa sono le cosiddette polveri sottili?   Intanto è una definizione errata che lascia pensare a delle polveri inerti mentre il termine appropriato  è “ Materiale Particolato ”. Noi dobbiamo  tenere presente che questo particolato è in realtà in gran parte costituito da aerosol, quindi da sostanze liquide che si sono condensate, come in una nebbia. La presenza del particolato è percepibile nei centri urbani quando non riusciamo a vedere nitidi gli oggetti a distanza (edifici, alberi). Il pensarlo come condensato di sostanze dannose è un primo passo per comprendere perché sia così pericoloso e anche perché in inverno, quando le temperature sono più basse, la presenza di questa sostanza aumenti in modo notevole.
PARTICOLATO Può essere generato  da fenomeni naturali, come l’erosione del suolo, o più comunemente, dai gas di scarico delle automobili o dall’inquinamento degli impianti industriali e dalla combustione non industriale
PARTICOLATO particolato primario filtrabile , che viene emesso in fase solida direttamente dalla sorgente; particolato primario condensabile , che viene emesso in fase gassosa ad alta temperatura ma condensa a seguito di diluizione e raffreddamento entro pochi secondi dall’espulsione dalla sorgente (L.A. Corio, J. Sherwell, J. Air Waste Manage. 2000, 50, 207) particolato secondario , che si forma in atmosfera attraverso complessi processi, principalmente di natura fotochimica, a partire da emissioni gassose di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), ammoniaca, composti organici . (M.E. Jenkin, K.C. Klemitshaw. Atmos. Environ., 2000,34, 2499.
PARTICOLATO  Per essere dannoso alla salute il PM deve avere un diametro minore di 10 micron ( PM10)  e diventa inalabile ( PARTICOLATO GROSSOLANO ), mentre le particelle con un diametro inferiore a 2,5 micron ( PM2,5 ) sono respirabili (arrivano fino agli alveoli polmonari) e ad esse sono correlati i maggiori danni alla salute ( PARTICOLATO FINE ). L ’efficienza dei filtri  di abbattere particelle più piccole di 0,5 -0,8 micron è minima.  Dal dicembre 2006 negli USA i limiti di legge fanno riferimento al PM 2,5, mentre in Italia la Direttiva Europea 2008/50, in tal senso,  è stata finalmente recepita il 14.08.2010. In Svezia a 20μg/m3  interviene il blocco totale del traffico. Un buon target per il PM 2,5 dovrebbe essere 10 μg/m3 come indicato dalle linee guida dell’OMS.
 
* European Respiratory Society 10 μg/m3 25 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 10 μg/m3 (media annuale) 25 μg/m3  (V.L. entro il 2015) 20 μg/m3  (V.O. entro il 2015) 18 μg/m3 (V.O. entro il  2020) 25 μg/m3 (media annuale) entro il 01.01.2010 PM2,5 20 μg/m3 50 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 20 μg/m3 (media annuale) 50 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 40 μg/m3 (media annuale) PM10 ERS * (valori limite) Linee Guida OMS 2005 Normativa Attuale Dlgs 13.08.2010 (Direttive UE 2008/50/CE)
5 nd nd 22 13 Monfalcone - v. D'Aosta 9 36 29 27 22 Gorizia - v. D'Aosta 27 75 59 51 15 Porcia 23 53 59 55 21 Pordenone - v. Marconi 17 55 38 41 18 Udine - p. Osoppo 8 36 40 37 0 Trieste - p. Libertà 11 38 31 36 20 Trieste - v. Svevo 16 52 39 40 20 Trieste - v. Carpineto 12/2 13/2 14/2 15/2 16/2 Superamenti dal 1° gennaio (n.) PM10 (µg/m 3 ) rilevato nei giorni Stazione
PARTICOLATO ULTRAFINE Il particolato ultrafine ( PM 0,1 ) è costituito da nanoparticelle (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi) che, non essendo catturate  efficientemente dai dispositivi di controllo dell’inquinamento atmosferico sono trasportate a  lunghissima distanza  e sono in grado di attraversare tutte le principali barriere biologiche dell’organismo umano.  Tra l’altro è accertato che più è alta la temperatura di combustione più si ha la formazione di particolato ultrafine non biocompatibile, in grado di penetrare nelle cellule.  Per il PM  ultrafine  l’organismo non possiede alcuna possibilità di rimozione .
 
 
ALTRI INQUINANTI Gli altri inquinanti più conosciuti e più comuni sono i  metalli pesanti ,  CO2, CO, diossine, composti  organici volatili, ossidi  di  azoto e di zolfo ed  ozono.
OSSIDI DI ZOLFO (SOx) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
OSSIDI DI AZOTO (NOx) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
OZONO (O 3 ) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
IDROCARBURI POLICILICI AROMATICI (IPA) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
BENZENE (C 6 H 6 ) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
METALLI PESANTI http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
International Agency for Research on Cancer
DIOSSINE E FURANI Prodotti involontari delle combustioni (naturali o da attività antropiche ) Il 64.4% in Italia proviene dalla combustione di rifiuti  http:// ec.europa.eu / environment / dioxin / pdf /stage2/volume_3.pdf   Sono molecole estremamente stabili, entrano inevitabilmente nella catena alimentare ( specie carni, pesce, latte e latticini) Il 95% delle diossine è assunto con la dieta con fenomeni di bioaccumulo  e biomagnificazione TCDD   ( 2,3,7,8-tetra cloro-dibenzo-p-diossina ) “ diossina di Seveso” : The most toxic made main- chemical   lipofila, termostabile, insolubile in acqua,  tempo di dimezzamento negli  organismi viventi è di 7- 11 anni,   DIBENZO-P-DIOSSINE (PCDD):   75  congeneri  ( 7  particolarmente tossiche) DIBENZO-P-FURANI (PCDF)  :   135  congeneri (10 particolarmente tossiche) PCB  :  209  congeneri  12 particolarmente tossici  sono stati prodotti per uso industriale  (fluidi per trasformatori, addittivi per vernici, carta,  per giunti edilizi ecc.) la loro produzione è stata vietata  dagli anni '80. Unità di misura:  picogrammo (pg) miliardesimo di mg TEF =  Fattore di Equivalenza Tossica  dei diversi congeneri rispetto alla TCD TEQ =  Quantità Totale di Tossicità , si ottiene sommando la tossicità dei singoli congeneri DIOSSINE, FURANI E PCB
DIOSSINE La maggiore quantità di diossine a cui ciascuno di noi è esposto si trova nel cibo che mangiamo. La quantità di diossine assorbite per inalazione d'aria è molte volte minore della quantità assorbite con gli alimenti. Le diossine sono caratterizzate da una elevata stabilità chimica e da un'alta affinità con le sostanze grasse ( tempi di dimezzamento 7-10 anni nel tessuto adiposo, da 25 a 100 anni sotto il suolo ). Grazie a queste caratteristiche, le diossine, anche se inizialmente disperse nell'ambiente, dopo la loro emissione si concentrano lungo la catena alimentare, in particolare nel pesce, nella carne, nei latticini, nel latte, compreso quello materno. Pertanto, le diossine che escono dall'impianto si accumulano progressivamente nell'ambiente, e primo o dopo ce le ritroviamo nei nostri cibi.
Valerio F: Diossine, ambiente e salute. Dicembre 2008.  http://files.meetup.com/223002/F.Valerio_Diossine,Ambiente,Salute.pdf
15702  Pari a   12.75   μ g pro capite   TOTALE 2.59 Altre sorgenti e assorbimenti 11 0 Agricoltura 10 30.1 Trattamento e smaltimento rifiuti 9 0 Altre sorgenti mobili e macchinari 8 0 Trasporto su starda 7 0 Uso di solventi 6 0 Estrazione e distribuzione combustibili 5 8620 Processi produttivi 4 2980 Combustione industriale 3 1070 Combustione non industriale 2 3000 Produzione energia e trasformazione combustibili 1 Emissioni regionali di DIOX (mg/anno) MACROSETTORE COD INVENTARIO REGIONALE EMISSIONI IN ATMOSFERA 2005 –INEMAR REGIONE FVG Emissioni di diossine (DIOX) in Friuli Venezia Giulia - anno 2005
PIANO NAZIONALE RESIDUI   ( recepisce in Italia con vari regolamenti e  direttive - 74 del 2003 recepita col D. lvo 158/2006 le normative europee) per controlli in alimenti  di diossine e PCB dioxin-like Emilia Romagna nel 2009: 8 controlli su circa 600.000 capi bovini   8 controlli su circa 1.300.000 suini   2 controlli si circa 80.000 ovicaprini   16 controlli si circa 32 milioni di capi di volatili   11 campioni di uova   16 campioni di  molluschi   13 di latte vaccino   3 di latte ovicaprino e 2 campioni di latte per infanzia  Toscana  nel  2009   1 campione su bovini, suini, ovicaprini , tacchini, uova 25 campioni su latte ovicaprino (questi ultimi non più previsti nel 2010)  Montale (2008-9)  su 8 campioni di polli 5 erano  superiori alla norma
IMPATTO  SULLA  SALUTE
Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, Milano - S.C. Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori   Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Paolo Crosignani , Andrea Tittarelli, Alessandro Borgini, Martina Bertoldi  Gli effetti a breve termine non sono una semplice anticipazione di eventi che sarebbero comunque accaduti, ma rappresentano un danno netto sulla salute Gli effetti a lungo termine sono di gran lunga superiori a quelli a breve L’inquinamento agisce peggiorando la salute di tutta la popolazione. È la media annuale e non il numero di superamenti il parametro di interesse per la salute.
DANNI DA INQUINAMENTO ATMOSFERICO L’Inquinamento Atmosferico  determina effetti acuti e cronici sull’apparato respiratorio (effetti acuti sul dato di picco - effetti cronici sulla concentrazione media nel lungo periodo).  Effetti acuti   Danno minimo : Starnuti, tosse Danno cospicuo : Bronchiti acute, crisi asmatiche, riacutizzazioni della bronchite cronica, possibili sovrainfezioni batteriche con susseguenti polmoniti Effetti cronici  Minore capacità respiratoria negli adolescenti, maggior incidenza dell’asma bronchiale e della bronchite cronica, maggiore incidenza dei tumori polmonari e malattie da accumulo di sostanze inquinanti in vari organi. Naturalmente ci sono difficoltà notevoli a definire il danno cronico da inquinanti specie in rapporto alle sinergie tra di loro, la loro interdipendenza, attività e ambiente di lavoro, fumo di tabacco, ecc.ecc..
I risultati di studi tossicologici in vitro hanno mostrato che il PM è capace di effetti a livello cellulare che includono mutagenicità, danni al DNA  (genotossicità) e stimolazione della produzione di citochine che favoriscono i processi infiammatori associati con possibili problemi cardiovascolari (infarto del miocardio e aritmie). In genere, le frazioni più piccole di PM (PM0.1, PM2.5) hanno una più elevata capacità di danno nell’organismo, contengono la più alta concentrazione di composti organici (per esempio IPA) e hanno un’elevata capacità di produrre radicali liberi, dovuta alla presenza sulla superficie di metalli di transizione quali il cobalto, il rame, il ferro, il manganese, il nickel, il vanadio e il titanio. La produzione di radicali liberi causa danni alle membrane lipidiche, alle proteine e al DNA. I radicali liberi causano infiammazioni polmonari e possono contribuire o causare danni allo sviluppo polmonare e malattie polmonari, quali la BPCO, l’asma e la fibrosi cistica.  I risultati degli studi tossicologici hanno mostrato che il PM di origine veicolare ha una più alta capacità di produrre radicali liberi rispetto al PM proveniente da altre sorgenti.
 
2. Pope CA III, Burnett RT, Thun MJ, Calle EE, Krewski D, Ito K, Thurston GD. Lung cancer, cardiopulmonary mortality, and long-term exposure to fine particulate air pollution.  JAMA  2002; 287: 1132-1141. 74. Beelen R, Hoek G, van den Brandt PA, Goldbohm RA, Fischer P, Schouten LJ, Jerrett M, Hughes E, Armstrong B, Brunekreef B.  Long-term effects of traffic- related air pollution on mortality in a Dutch cohort (NLCS-AIR study).  Environ Health Perspect  2008;  116(2): 196-202.
 
EFFETTI SULLA SALUTE RICONDUCIBILI ALL’AZIONE DI  ENDOCRIN DISRUPTORS •  disfunzioni ormonali (specie alla tiroide) •  sviluppo puberale precoce  •  diminuzione fertilità maschile •  aumento abortività spontanea e di gravidanza extrauterina  •  disturbi autoimmuni •  aumentato rischio di criptorchidismo e ipospadia  •  diabete/ alcune forme di obesità •  elevato rischio di tumori  •  deficit cognitivi e disturbi comportamentali  •  patologie neurodegenerative
TREND DELL’INCIDENZA PER CANCRO  NELL’INFANZIA:  CONFRONTO U.S.A. – ITALIA - EUROPA INCREMENTO % ANNUO DI  CANCRO NELL’INFANZIA: U.S.A: + 0.6%  EUROPA: + 1.1% ITALIA:+2% U.S.A . ITALIA
INCIDENZA DEL CANCRO NELL’INFANZIA:  CONFRONTO INCREMENTO  ANNUO ITALIA vs EUROPA +1, 7% + 2% Sistema Nervoso Centrale +1,1% +2% + 3.2% TUTTI I TUMORI  0-12 mesi + 0.9% + 4.6% Linfomi +0.6% + 1. 6% Leucemie EUROPA ITALIA TIPO DI TUMORE
2008–2009 Annual Report i President’s Cancer Panel Reducing Environmental Cancer Risk   U.S. DEPARTMENT OF HEALTH AND HUMAN SERVICES  National Institutes of Health  National Cancer Institute The causes of this increase are not known, but as a meeting presenter emphasized, the changes have been too rapid to be of genetic origin. The extent to which environmental exposures are responsible for this trend remains to be determined.  Research on environmental causes of cancer has been limited by low priority and inadequate funding.  As a result, the cadre of environmental oncologists is relatively small, and the consequences of cumulative lifetime exposure to known carcinogens and the interaction of specific environmental contaminants remain largely unstudied.  http:// deainfo.nci.nih.gov / advisory / pcp /pcp08-09rpt/PCP_Report_08-09_508.pdf
BIOMARKER INSIGHT 2008:3 159-169
Livelli di diossine nel latte materno in alcuni paesi europei 1988-2007
Ve GIORNATE ITALIANE MEDICHE DELL’AMBIENTE “ORIGINE EPIGENETICA DELLE MALATTIE DELL’ADULTO” Patologie neurodegenerative, immunomediate, endocrino-metaboliche, neoplastiche IIIa GIORNATA IN RICORDO DI LORENZO TOMATIS Arezzo, 17-19 Settembre 2010 RELAZIONE  XENOBIOTICI NEL LATTE MATERNO: IL CASO DELLE DIOSSINE;  Patrizia Gentilini et al.  http://www.isde.it/iniziative/2010/09_17-19_Arezzo/18%20mattina/GENTILINI.pdf Sapendo che la componente grassa è circa il 4% del latte, si può facilmente calcolare la dose introdotta quotidianamente da un bimbo di pochi mesi che assuma 800-1000 ml di latte materno al giorno; essa varierà da 80-90 a 500-600 fino ad oltre 1000 pg di TEQ al giorno, a seconda che abbiamo 3, 15 o 30 TEQ  pg/g di grasso; nell’unico caso di Brescia, in cui la quota è 147 pg/TEQ, si arriva addirittura a circa 6000 pg TEQ/die.  È interessante notare che la quota di diossine presenti nel latte materno varia a seconda che i campioni provengano da mamme residenti in aree rurali o industrializzate. La quota di diossine presenti nel latte materno è comunque elevata e ciò comporta che un bambino allattato al seno assuma quotidianamente una dose nettamente superiore a quella raccomandata come livello massimo dall’OMS che, ricordiamo, è di 2 pg/kg di peso, per cui un bimbo di 5 kg dovrebbe assumerne al massimo 10 pg al giorno
30 maggio 2001  raccomandazioni di WHO ed UE circa assunzione di diossine /die limite massimo di assunzione:  2 pg/kg/di peso corporeo (ad.es. individuo adulto di 70 kg = 140 pg /die) con gli attuali livelli di contaminazione del latte un bambino assume/Kg di peso corporeo :  18-20 pg/Kg  in zona rurale ( Cina-Germania) 80 pg/kg  a  Montale  240  pg/Kg   aTaranto 1200  pg/Kg a  Brescia- sito inquinato della  Caffaro .........
 
Toxicological Sciences 2008 101(2):321-330   In Utero  and Lactational 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo- p -dioxin Exposure: Effects on Fetal and Adult Cardiac Gene Expression and Adult Cardiac and Renal Morphology .    AC. Aragon, PG. Kopf, MJ.  Campen, JK. Huwe and MK. Walker These results demonstrate that in utero and lactational TCDD exposures alter cardiac gene expression and cardiac and renal morphology in adulthood , which may increase the susceptibility to cardiovascular dysfunction.
2009, Immunology, 127, 299–311 299 The aryl hydrocarbon receptor: a perspective on potential roles in the immune system Emily A. Stevens, Joshua D. Mezrich and Christopher A. Bradfield University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, Madison, WI, USA For more than 30 years, the AHR has been studied as a receptor for environmental contaminants and as a mediator of  chemical toxicity.  Longstanding literature on 2,3,7,8 tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD) toxicology, as well as a flurry of recent high-profile papers, has suggested a role for this protein in immunology. Activation of the AHR has long been known to cause immunotoxicity, including thymic involution. Recent data suggesting a role for the AHR in regulatory T-cell (Treg) and T-helper 17 (Th17) cell development
TCDD DIOXIN AHR CARCINOGENESIS TUMOR GROWTH E.A. Stevens;  Immunol.  127, 2009 CD8+ MYELOID  SUPPRESSOR  CELL TH 2 TGF- β PROLIFERATION T-reg CYTOTOXIC T-CELL INHIBITION IARC  FIRST LEVEL IN HUMAN  t ½   7-11  YEARS TOLLEROGENIC
Quindi quando si parla di  EPIGENETICA  intendiamo L’ INDUZIONE DI NUOVE SEQUENZE  GENICHE  (“ imprinted-like genes/DNA ”) NELLA LINEA   GERMINALE ,  LA CUI MANIFESTAZIONE AVVERRA’ NELLA GENERAZIONE SUCCESSIVA MALATTIA TRANSGENERAZIONALE
 
 
 
N Engl.J Med 2008; 359:61-73 BASIC & CLINICAL PHARMACOLOGY & TOXICOLOGY 102(2008) 125-133                                             
L’esposizione ad un  endocrine disruptor  durante la determinazione sessuale delle gonadi nell’embrione, può determinare una  riprogrammazione epigenetica  e conseguentemente determinare il manifestasi in età adulta di una  malattia transgenerazionale : Anormalità testicoli, malattie della prostata Neoplasie renali Sviluppo di tumori Alterazioni del sistema immunitario Pediatric Research -  vol 61 No 5 (suppl) 2007
The Lancet  n.368 (9553) pp2168-78; 2006 “ Devolopmental Neurotoxicity   of Industrial Chemicals” I ricercatori della  Harvard School of Public Health  parlano di “ PANDEMIA SILENZIOSA ” riferendosi ad affezioni ( autismo  -  dislessia  -  Attention deficit hyperactivity disorder    -  difficoltà di apprendimento …) che affliggono ormai oltre il  10 % dei bambini del mondo industrializzato  e che sarebbero direttamente connesse alla diffusione ubiquitaria di agenti inquinanti:  metalli pesanti  (Hg-Pb-As),  Diossine ,  IPA ,  Toluene  e centinaia di molecole tossiche ancora ignote
 
HEALTH  EFFECTS  INSTITUTE   Research  Report Uptake and Inflammatory Effects of Nanoparticles in a Human Vascular Endothelial Cell Line Ian M. Kennedy, Dennis Wilson, and Abdul I. Barakat Number 136 January 2009 H E I
 
 
 
 
CENTRALI A BIOMASSE ETICA E SALUTE
ETICA Jean Ziegler,  anziano socialista svizzero, Relatore Ufficiale delle Nazioni Unite per l’Alimentazione, nell’ottobre 2007 di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite definiva la politica di acquisizione di terreni nel sud del mondo, la loro deforestazione o il loro cambiamento d’uso (da uso agricolo locale ad uso industriale) un “ crimine contro l’umanità ” . Chiedeva pertanto una moratoria di almeno 5 anni per evitare il dilagare della fame. L’acquisizione di terreni da parte delle multinazionali è invece andata avanti, ed oggi almeno 20 milioni di ettari – in Africa, America latina e Asia – sono destinati dalle multinazionali a produzioni finalizzate ad alimentare le centrali elettriche e le auto dei paesi ricchi. Mentre le persone sofferenti la fame sono passate da 860 milioni nel 2005 a 1.070 milioni nel 2009 (FAO, Roma dicembre 2009)
“ Attuazione   della   direttiva 2001/77/CE   relativa alla   promozione dell'energia  elettrica prodotta  da  fonti energetiche rinnovabili   nel mercato interno dell'elettricità  “ Gazzetta Ufficiale  n. 25 del 31 gen 04 - Supp ordin n. 17 Decreto Legislativo  29 dicembre 2003, n. 387
Art. 2  :  Fonti energetiche rinnovabili   o  Fonti rinnovabili le fonti energetiche rinnovabili  non fossili   ( eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse , gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione  e  biogas ).
per  BIOMASSE   si intende:  la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze  vegetali  e  animali ), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse ,  nonché  la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani   …   Art. 2  :  Fonti energetiche rinnovabili   o  Fonti rinnovabili
biomassa legnosa combustibile: (L152/2006. Allegato X, Parte II, Sez4) materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate; materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico di coltivazioni agricole non dedicate; materiale vegetale prodotto da intereventi selviculturali, da manutenzioni forestali e da potatura; materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica del legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, refili, chips e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti; materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli;
Federico Valerio   http:// web.me.com / federico.valerio / Federico_Valerio /Centrali_a_biomasse.html “ Tutti gli studi, effettuati su impianti di riscaldamento a legna ad uso domestico, evidenziano un problema generale delle biomasse:  la loro combustione produce, inevitabilmente, numerosi composti tossici e grandi quantità di polveri fini ed ultrafini.   La combustione di legna e altre biomasse solide in impianti industriali ad alta efficienza termica e con adeguati trattamenti dei fumi riduce queste emissioni, ma non le annulla. Negli inventari europei delle immissioni di diossina e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto (stime 2005) spetta alla combustione di biomasse”.
Giuliano Serioli   L’uso di legno da ardere per produrre calore per usi domestici e industriali è da considerarsi sostenibile solo se i pellet o il cippato non derivano direttamente da legna vergine prodotta dal taglio dei boschi, ma da scarti di lavorazione di biomasse primarie: segherie, falegnamerie, lavorazioni di prodotti agricoli con scarti (olive, nocciole), e solo nel raggio di pochi chilometri dall’impianto.
Berbera van de Vate   “ In Italia si parla molto di filiera corta, ma pochi sanno cosa sia  concretamente. La biomassa è un prodotto che se viene industrializzato perde la sua rinnovabilità. Va distribuito sul territorio presso tante aziende agricole supportate da infrastrutture da filiera. Filiera corta riporta ad un aspetto commerciale che comunque è l’unico che permetta di poter realizzare impianti a biomassa con un project financing che non superi i 10 anni di ammortamento del capitale iniziale e senza sostegni pubblici”.
IMPATTO AMBIENTALE Nel bilancio ambientale è necessario comprendere sia l’immissione nell’ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti  sia le emissioni prodotte dal traffico pesante  indotto dall’entrata in funzione dell’impianto e parte integrante della attività dell’impianto stesso, ovvero tutti gli automezzi necessari per i conferimenti di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.  Bisogna anche considerare che queste emissioni prodotte dal traffico e di quelle della centrale, contribuiscono in misura notevole alla produzione di inquinanti secondari quali   ozono e particolato  fine ed ultrafine.
LIMITI DI EMISSIONE Parte III dell'allegato 1 alla parte V del D.Lgs 152/06
LIMITI INCENERITORI Alleg. n° 1 del D Lgs n°33/2005
BIOMASSE ED AGRICOLTURA Mentre un impianto integrato aerobico-anaerobico con filiera corta compatibile con le metodiche biologiche  non solo ridurrebbe i costi di gestione aziendale, ma potrebbe rappresentare un nuovo modello di sviluppo agricolo, la centrale industriale a biomasse con le sue emissioni accumulabili e persistenti potrebbe portare grave nocumento ad una agricoltura di qualità
PRINCIPIO DI PRECAUZIONE   E PREVENZIONE PRIMARIA
A. Einstein Un uomo intelligente  risolve i problemi,  un uomo saggio  li evita.
Convegno ISDE, Udine, 28 Novembre 2009 Come proteggere le nuove generazioni dai rischi ambientali: certezze, incertezze, interventi possibili Giorgio Tamburlini Le sfide del fare Affrontare le esposizioni che portano a danni certi e rilevanti Considerare il rapporto benefici/rischi Applicare il  Principio di Precauzione  nella misura del possibile Continuare a monitorare esposizioni ed effetti Introdurre nuovi stili di vita
In una situazione d’incertezza scientifica, pretendiamo un approccio di gestione dei rischi che esprima l’esigenza di un’azione, a fronte di un rischio proporzionalmente grave ,  senza attendere i risultati della ricerca scientifica .
Questa è la definizione del  Principio di Precauzione  data dalla  Dir. Gen. “Politica dei Consumatori e protezione della loro Salute”   riprendendo quanto affermato dalla “Dichiarazione di Rio” del 1992.
Thomas Edison "The doctor of the future will give no medicine, but will interest his patients in the care of the human frame, in diet, and in the cause and  prevention of disease ."  
PREVENZIONE PRIMARIA   Troppo spesso viene identificata la prevenzione del cancro con la sua diagnosi precoce, (possibile tramite screening solo per alcune forme di tumore): questa confusione dei termini distrae dal concetto che la vera prevenzione del cancro, e di molte altre malattie cronico-degenerative, consiste nella Prevenzione Primaria ,   ossia  nella riduzione della esposizione di tutta la popolazione agli  agenti cancerogeni, mutageni e teratogeni,  con particolare riferimento alla protezione dei soggetti più vulnerabili e suscettibili
Episodi rilevanti di inquinamento ambientale e di danni alla salute verificatisi negli anni ’70 e ’80, dalla diossina di Seveso, agli effetti non previsti dei fitofarmaci, all’uso delle farine animali nei mangimi che hanno portato alla BSE, alle problematiche dell’amianto, solo per citare qualche esempio, hanno messo in evidenza la  necessità di prevenire nuovi episodi simili   i cui effetti si sono dimostrati molto rilevanti e per giunta irreversibili  DIPENDEREMO MENO DAL FUTURO SE AVREMO IN MANO IL PRESENTE.   Seneca
CONSIDERAZIONI Se l’impianto sostituisce un altro esistente  olio combustibile o a carbone  e/o permette, con il recupero di calore, di spegnere caldaie e stufe ad uso domestico o industriale anch’esse a biomasse avremmo un miglioramento delle emissioni e quindi dell’aria ambiente.
D.Lgs. n. 155 del 13.8.2010 Attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa Art.1, comma d,: Mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi
Federico Valerio   http:// web.me.com / federico.valerio / Federico_Valerio /Centrali_a_biomasse.html L’inquinamento ambientale indotto dai tanti impianti a biomasse che si propongono in Italia, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti,  peggiora l’attuale qualità dell’aria dei territori che dovrebbero ospitarle ,  con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10)  ed ultra fini (PM2,5) e  peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli ,  con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti.
CONCLUSIONI La tutela della salute non ha colore politico   ma è legata anche ad una sana amministrazione che sappia prendere in considerazione come la  Prevenzione Primaria  sia lo strumento più adatto per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
A. Einstein Solo coloro che sono così folli da pensare di cambiare il mondo,  alla fine ci riescono.
Bibliografia   AC. Aragon, PG. Kopf, MJ.  Campen, JK. Huwe and MK. Walker .  In Utero  and Lactational 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo- p -dioxin Exposure: Effects on Fetal and Adult Cardiac Gene Expression and Adult Cardiac and Renal Morphology. Toxicological Sciences 2008 101(2):321-330  JA. Araujo ; B. Barajas ; M. Kleinman ; X. Wang ; BJ. Bennett ; KW Gong ; M Navab ; J Harkema ; C Sioutas ; AJ.  Lusis ; and A E. Nel .  Ambient Particulate Pollutants in the Ultrafine Range Promote Early Atherosclerosis and Systemic Oxidative Stress. Circ Res. 2008;102:589-596. A Silent Pandemic: Industrial Chemicals Are Impairing the Brain Development of Children Worldwide Harvard School of Public Healt. Boston. 2006.  http://www.hsph.harvard.edu/news/press-releases/2006-releases/press11072006.html Associazione Italiana di Epidemiologia.  Waste processing and health.  A position document of the Italian Association of Epidemiology- May 2008 Ann.  Ist.  Super. Sanità 2008, vol 44, n. 3, 301 Associazione Medici per l’Ambiente –ISDE Italia. Gestione dei rifiuti e rischi per la salute. C.G. Ed. Medico Scientifiche  2009 D. Belpomme et al.: The multitude and diversity of environmental carcinogens. Environmental Research 105 (2007)9, 414 D. Belpomme. L’incinération, un véritable scandale sanitarie. ARTAC - l'Association pour la Recherche  Thérapeutique Anti-Cancéreuse, Paris, 5 novembre 2009.  http://www.ecceterra.org/doc/belpomme.isseane_05nov09.pdf Bianchi F et al.  Mortalità for non-Hodgkin lymphoma in the period 1981-2000 in 25 Italian municipalities with urban solid waste incinerators  Epidemiol Prev (2006)Mar-Apr; 30 (2):80-1 . ERA- ATLANTE 2007. Mortalità evitabile per genere ed USL.  http://www.e-r-a.it/ index.php ?option=com_content&view=article&id=65&Itemid=79 ). P Fabre. Etude d’incidence des cancers a proximitè des usines d’incineration d’orduresnmenageres.  Institut de Veille Sanitaire, Saint Maurice, 2008. http//www.invs.sante.fr/publications/2008/rapport_uiom/rapport_uiom.pdf S. Goria et al.: Risk of cancer in the vicinity of municipal solid waste incinerator: importance of using a flexible modelling strategy. International Journal of Health Geographics 2009;8:31 Grosso M, Cernuschi S, Giugliano M, Lonati G, Rigamonti L: Environmental release and mass flux partitioning of PCDD/Fs during normal and transient operation of full scale waste to energy plants.  Chemosphere Halogenated Persistent Organic Pollutants Dioxin 2004 -Selected, extended and updated proceedings of the 24th International Symposium onHalogenated Environmental Organic Pollutants and POPs convened at the TechnicalUniversity of Berlin, Germany, September 2004  2007, 67(9):S118-S124. J.J.Heindel. Endocrine Disruptors and the obesity epidemic. Toxicological Scince, 2003: 76, 247-249 PD Gluckman, MA Hanson. Developmental origins of disease paradigm: a mechanistic and evolutionary perspective.  Pediatr Res. 2004;56(3):311– 317 ISDE. Atti del Convegno Internazionale “Ambiente e salute”, Tabiano 2008 M Kennedy,  D Wilson, and AI Barakat. Uptake and Inflammatory Effects of Nanoparticles in a Human Vascular Endothelial Cell Line. 2009  Statement: http://pubs.healtheffects.org/view.php?id=296 J Kettunen, T Lanki, P Tiittanen, PP. Aalto, T Koskentalo, M Kulmala,  V Salomaa,  J Pekkanen.  Associations of Fine and Ultrafine Particulate Air Pollution With Stroke Mortality in an Area of Low Air Pollution Levels.  Stroke. 2007;38:918-922 EG Knox. Childhood cancers and atmospheric carcinogens. J Epidemiol Community Health 2005; 59: 101-105 Liang Ma. Endocrine disruptors in female reproductive tract development and carcinogenesis.  Trends in Endocrinology & Metabolism, 2009 ; 20, (7 ): 357-363  A. Mafrici, R. Proietti e S. Klugmann. L’inquinamento atmosferico quale emergente fattore di rischio per le malattie cardiovascolari:  una ragionata revisione della letteratura.  G. Ital Cardiol 2008; 9 (2): 90-103 Mechanical-Biological Pre-Treatment of waste. State of the art and potentials of biotechnology.  http://www.gts-oekotech.de/docs/MBP_potentials_of_biotechnology.pdf   PMS. Prevenire le malattie attraverso un ambiente più salubre. ARPAT- ISDE Firenze 2008 http://www.arpat.toscana.it/arpatnews/pubblicazioni/prevenire-le-malattie-attraverso-un-ambiente-piu-salubre INCENERIMENTO DEI RIFIUTI ED EFFETTI SULLA SALUTE.  4° Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica.  Seconda Edizione. Giugno 2008 MK. Skinner & MD. Anway Epigenetic Transgenerational Actions of Vinclozolin on the Development of Disease and Cancer.  Critical ReviewsTM in Oncogenesis, 13(1):75–82 (2007) MK. Skinner.  Endocrine Disruptors and Epigenetic  Transgenerational  Disease  Etiology . Pediatric Research. , 2007; 61(5, Part 2):48R-50R. K  Straif ,  L  Benbrahim-Tallaa ,  R Baan ,  Y Grosse ,  B  Secretan ,  F El  Ghissassi ,  V  Bouvard ,  N  Guha ,  C Freeman ,  L  Galichet ,  V  Cogliano  on behalf of the WHO International Agency for Research on Cancer Monograph Working GroupA review of human carcinogens—Part C: metals, arsenic, dusts, and fibres. The Lancet Oncology,  10 (5 ): 453 - 454,  2009 Valerio F: Impatti ambientali delle ceneri e dei residui solidi prodotti dall'incenerimento rifiuti urbani: rassegna bibliografica.  Epidemiologia & Prevenzione  2008, 32:244-253. Valerio F: Diossine, ambiente e salute. Dicembre 2008. http://files.meetup.com/223002/F.Valerio_Diossine,Ambiente,Salute.pdf Valutazione dello stato di salute della popolazione residente nell'area di Coriano (Forti) nell'ambito del Progetto "Enhance Health", 2007, in www.arpa.emr.it/moniter. Zambon, P et al. - Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population based case-control study (Italy),  Environmental Health( 2007) Jul 16;6:19 www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1144_ulterioriallegati_ulterioreallegato_1_alleg.pdf - 2010-02-01
RINGRAZIAMENTI Con il prezioso contributo di :  Maurizio Benato, Ernesto Burgio, Matilde Chessa, Paolo Crosignani, Nicola Culeddu, Michelangiolo Bolognini, Michela Franchini, Patrizia Gentilini, Manrico Guerra, Ferdinando Laghi, Mauro Marchetti, Vincenzo Migaleddu, Celestino Panizza, Maria Grazia Petronio, Gianfranco Porcile, Roberto Romizi, Gianni Tamino, Giorgio Tamburlini, Federico Valerio e Giovanni Vantaggi
Non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri,   ma l'abbiamo in prestito dai nostri figli Mi batto per un futuro diverso  Mi batto per il futuro delle mie figlie e dei figli di tutti Mi batto nella speranza che  i nostri figli siano semplicemente migliori di  noi.   Gustavo Mazzi Grazie per l’attenzione

Presentazione Gustavo Mazzi codroipo 22.2.11

  • 1.
    ISDE – AssociazioneItaliana Medici per l’Ambiente Sezione Provinciale di Pordenone [email_address] LA SALUTE IN FUMO Dr. Gustavo Mazzi ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, Vice Presidente ISDE Friuli Venezia Giulia Presidente Sezione di Pordenone
  • 2.
    Il nostro pianetaè un mondo : finito in cui le risorse disponibili sono limitate pulito perché la natura non produce rifiuti non isolato perché riceve l’energia solare chiuso in cui vale il principio della conservazione della massa
  • 3.
    Irwin Bross “Se qualcuno (governo, istituzioni e quant'altro) ti dice che una cosa è buona e sicura per te, ciò che significa veramente è che è buona e utile per loro: se c'è qualcuno che può difendere te e la tua salute, quel qualcuno non puoi essere che tu”
  • 4.
    INFORMAZIONE CORRETTA LaScienza non fornisce verità dogmatiche o etiche, ma conoscenze da sottoporre a verifiche e che sono supporto di atti politici e di comportamenti sociali. In questi comportamenti, la correttezza dell’informazione rimane una condizione indispensabile per una seria valutazione e una chiara politica ambientale.
  • 5.
  • 6.
  • 7.
    LIMITI DI EMISSIONEParte II dell'allegato 1 alla parte V del D.Lgs 152/06
  • 8.
    LIMITI INCENERITORI Alleg.n° 1 del D Lgs n°33/2005
  • 9.
    Convenzione di Aarhus(ratificata dall’Italia con legge 16.3.2001,n.108) Articolo 1 (Finalità) Al fine di contribuire alla protezione del diritto di ogni persona della presente e delle future generazioni di vivere in un ambiente adeguato alla propria salute ed al proprio benessere, ogni Parte garantirà i diritti di accesso all’informazione, alla partecipazione pubblica nel processo decisionale, e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente , secondo quanto stabilito dalla presente Convenzione. Articolo 4 (Accesso alle informazioni ambientali) Ogni Parte dovrà assicurare che, fermo restando i paragrafi successivi, le autorità pubbliche – in risposta ad una richiesta di informazioni ambientali - rendano tali informazioni accessibili al pubblico,all’interno della normativa nazionale, incluse, dove richieste e fatto salvo il paragrafo (b), copie della documentazione originale contenente o comprendente tali informazioni http:// www.regione.fvg.it /rafvg/export/sites/default/RAFVG/GEN/ARG11/Allegati/aarhus_it1998.pdf
  • 10.
  • 11.
    Bisogna sapere chetra i determinanti della salute assumono un ruolo molto importante proprio la tutela dell’ambiente, l’istruzione , il reddito , l’etnia, gli stili di vita e che la sanità come viene comunemente intesa incide sulla salute con una percentuale tra il 15-20%.
  • 12.
    “ Prevenire lemalattie attraverso un ambiente più salubre” OMS, 2006 l’ Ambiente è l’insieme di tutti i fattori fisici, chimici e biologici esterni all’individuo e di tutti i comportamenti correlati, escludendo gli ambienti naturali che non possono essere ragionevolmente modificati .
  • 13.
  • 14.
    Fonti e tipidi contaminanti ambientali esposizione a rischi ambientali provenienti da sorgenti naturali esposizione a contaminanti provenienti da fonti agricole esposizione a contaminanti da fonti di produzione industriale  esposizioni ambientali correlati a stili di vita moderni esposizione a pericoli derivanti da fonti mediche esposizione agli inquinanti e ad altri pericoli da fonti militari
  • 15.
    Agricoltura, Industrie eInceneritori, Traffico veicolare, Fumo da tabacco, Radon, Radiazioni UV e Campi Elettromagnetici, Contaminazione Fecale Farmaci e Rifiuti Acqua e Alimenti, Aria Indoor e Outdoor
  • 16.
  • 17.
    Obiettivi: quantificare glieffetti sulla salute di alcuni fattori ambientali (inquinamento aria acqua, piombo, incidenti) sui bambini/adolescenti (0 -19 anni) dei 52 paesi della Regione Europea (OMS) Lancet. 2004 Jun 19;363(9426):2032-9. Burden of disease attributable to selected environmental factors and injury among children and adolescents in Europe. Valent F ,  Little D ,  Bertollini R ,  Nemer LE ,  Barbone F ,  Tamburlini G . Institute of Hygiene and Epidemiology, DPMSC, University Hospital, University of Udine, Italy. [email_address] . Stima degli effetti sulla salute: the EBD study
  • 18.
  • 19.
  • 20.
    L’ITALIA l’Italia èun paese “particolare” caratterizzato da : una normativa in materia di emissioni in ambiente approvata solo nell’agosto di quest’anno dove circa un 30% della gestione di rifiuti (in gran parte speciali pericolosi) è in mano alla criminalità organizzata è l’unico paese europeo che incentiva l’incenerimento dei rifiuti è l’unico paese europeo che dal 2004 ha invertito il trend aumentando l’immissione di diossine in ambiente. è l’unico paese europeo in cui non è stato attivato un sistema di allerta per l’impiego di acqua infetta
  • 21.
    FRIULI VENEZIA GIULIABuona parte del FVG e della nostra provincia sono parte integrante della Pianura Padana, una delle zone più inquinate del pianeta e dove coesistono: un esteso traffico veicolare, numerose industrie insalubri come Acciaierie, Fonderie, Cementifici, Inceneritori, ecc., un’agricoltura industrializzata che impiega tonnellate di pesticidi ed altri presidi sanitari, il riscaldamento degli edifici per buona parte dell’anno, numerose basi militari italiane e straniere, la presenza, specie nella pedemontana pordenonese, di importanti quantità di radon un grande numero di abitanti che beve l’acqua del proprio pozzo
  • 22.
    INQUINAMENTO ATMOSFERICO Miscelacomplessa, estremamente variabile di sostanze diverse, solide liquide o gassose, molte delle quali potenzialmente dannose per la salute e l’ambiente.
  • 23.
    Ciascuna di questefonti influisce in modo diverso a seconda dell’inquinante considerato: i trasporti , che da soli contribuiscono secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 50% di tutto l’inquinamento atmosferico in ambito urbano, partecipano principalmente all’incremento del monossido di carbonio, del particolato, del benzene e degli ossidi di azoto, gli impianti di riscaldamento contribuiscono all’incremento del biossido di zolfo e degli ossidi di azoto gli impianti industriali influiscono soprattutto sulla concentrazione degli idrocarburi incombusti, del particolato e degli ossidi di zolfo e azoto.
  • 24.
    Ma quali sonogli inquinanti dell’aria? Degli oltre 11.000.000 di prodotti chimici conosciuti circa 100.000 sono prodotti in scala industriale (di cui nuovi ogni anno sono circa 1000-2000) e riversati nell’ambiente. Ognuno di questi prodotti può essere sottoposto a incenerimento e un infinito numero di composti derivati da combustioni complete e incomplete vengono emesse nell’aria o come particolato o adese sulla superficie di queste polveri sottili.
  • 25.
    Ma cosa sonole cosiddette polveri sottili? Intanto è una definizione errata che lascia pensare a delle polveri inerti mentre il termine appropriato è “ Materiale Particolato ”. Noi dobbiamo tenere presente che questo particolato è in realtà in gran parte costituito da aerosol, quindi da sostanze liquide che si sono condensate, come in una nebbia. La presenza del particolato è percepibile nei centri urbani quando non riusciamo a vedere nitidi gli oggetti a distanza (edifici, alberi). Il pensarlo come condensato di sostanze dannose è un primo passo per comprendere perché sia così pericoloso e anche perché in inverno, quando le temperature sono più basse, la presenza di questa sostanza aumenti in modo notevole.
  • 26.
    PARTICOLATO Può esseregenerato da fenomeni naturali, come l’erosione del suolo, o più comunemente, dai gas di scarico delle automobili o dall’inquinamento degli impianti industriali e dalla combustione non industriale
  • 27.
    PARTICOLATO particolato primariofiltrabile , che viene emesso in fase solida direttamente dalla sorgente; particolato primario condensabile , che viene emesso in fase gassosa ad alta temperatura ma condensa a seguito di diluizione e raffreddamento entro pochi secondi dall’espulsione dalla sorgente (L.A. Corio, J. Sherwell, J. Air Waste Manage. 2000, 50, 207) particolato secondario , che si forma in atmosfera attraverso complessi processi, principalmente di natura fotochimica, a partire da emissioni gassose di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), ammoniaca, composti organici . (M.E. Jenkin, K.C. Klemitshaw. Atmos. Environ., 2000,34, 2499.
  • 28.
    PARTICOLATO Peressere dannoso alla salute il PM deve avere un diametro minore di 10 micron ( PM10) e diventa inalabile ( PARTICOLATO GROSSOLANO ), mentre le particelle con un diametro inferiore a 2,5 micron ( PM2,5 ) sono respirabili (arrivano fino agli alveoli polmonari) e ad esse sono correlati i maggiori danni alla salute ( PARTICOLATO FINE ). L ’efficienza dei filtri di abbattere particelle più piccole di 0,5 -0,8 micron è minima. Dal dicembre 2006 negli USA i limiti di legge fanno riferimento al PM 2,5, mentre in Italia la Direttiva Europea 2008/50, in tal senso, è stata finalmente recepita il 14.08.2010. In Svezia a 20μg/m3 interviene il blocco totale del traffico. Un buon target per il PM 2,5 dovrebbe essere 10 μg/m3 come indicato dalle linee guida dell’OMS.
  • 29.
  • 30.
    * European RespiratorySociety 10 μg/m3 25 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 10 μg/m3 (media annuale) 25 μg/m3 (V.L. entro il 2015) 20 μg/m3 (V.O. entro il 2015) 18 μg/m3 (V.O. entro il 2020) 25 μg/m3 (media annuale) entro il 01.01.2010 PM2,5 20 μg/m3 50 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 20 μg/m3 (media annuale) 50 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 40 μg/m3 (media annuale) PM10 ERS * (valori limite) Linee Guida OMS 2005 Normativa Attuale Dlgs 13.08.2010 (Direttive UE 2008/50/CE)
  • 31.
    5 nd nd22 13 Monfalcone - v. D'Aosta 9 36 29 27 22 Gorizia - v. D'Aosta 27 75 59 51 15 Porcia 23 53 59 55 21 Pordenone - v. Marconi 17 55 38 41 18 Udine - p. Osoppo 8 36 40 37 0 Trieste - p. Libertà 11 38 31 36 20 Trieste - v. Svevo 16 52 39 40 20 Trieste - v. Carpineto 12/2 13/2 14/2 15/2 16/2 Superamenti dal 1° gennaio (n.) PM10 (µg/m 3 ) rilevato nei giorni Stazione
  • 32.
    PARTICOLATO ULTRAFINE Ilparticolato ultrafine ( PM 0,1 ) è costituito da nanoparticelle (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi) che, non essendo catturate efficientemente dai dispositivi di controllo dell’inquinamento atmosferico sono trasportate a lunghissima distanza e sono in grado di attraversare tutte le principali barriere biologiche dell’organismo umano. Tra l’altro è accertato che più è alta la temperatura di combustione più si ha la formazione di particolato ultrafine non biocompatibile, in grado di penetrare nelle cellule. Per il PM ultrafine l’organismo non possiede alcuna possibilità di rimozione .
  • 33.
  • 34.
  • 35.
    ALTRI INQUINANTI Glialtri inquinanti più conosciuti e più comuni sono i metalli pesanti , CO2, CO, diossine, composti organici volatili, ossidi di azoto e di zolfo ed ozono.
  • 36.
    OSSIDI DI ZOLFO(SOx) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 37.
    OSSIDI DI AZOTO(NOx) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 38.
    MONOSSIDO DI CARBONIO(CO) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 39.
    OZONO (O 3) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 40.
    IDROCARBURI POLICILICI AROMATICI(IPA) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 41.
    BENZENE (C 6H 6 ) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 42.
  • 43.
    International Agency forResearch on Cancer
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    DIOSSINE E FURANIProdotti involontari delle combustioni (naturali o da attività antropiche ) Il 64.4% in Italia proviene dalla combustione di rifiuti http:// ec.europa.eu / environment / dioxin / pdf /stage2/volume_3.pdf Sono molecole estremamente stabili, entrano inevitabilmente nella catena alimentare ( specie carni, pesce, latte e latticini) Il 95% delle diossine è assunto con la dieta con fenomeni di bioaccumulo e biomagnificazione TCDD ( 2,3,7,8-tetra cloro-dibenzo-p-diossina ) “ diossina di Seveso” : The most toxic made main- chemical lipofila, termostabile, insolubile in acqua, tempo di dimezzamento negli organismi viventi è di 7- 11 anni, DIBENZO-P-DIOSSINE (PCDD): 75 congeneri ( 7 particolarmente tossiche) DIBENZO-P-FURANI (PCDF) : 135 congeneri (10 particolarmente tossiche) PCB : 209 congeneri 12 particolarmente tossici sono stati prodotti per uso industriale (fluidi per trasformatori, addittivi per vernici, carta, per giunti edilizi ecc.) la loro produzione è stata vietata dagli anni '80. Unità di misura: picogrammo (pg) miliardesimo di mg TEF = Fattore di Equivalenza Tossica dei diversi congeneri rispetto alla TCD TEQ = Quantità Totale di Tossicità , si ottiene sommando la tossicità dei singoli congeneri DIOSSINE, FURANI E PCB
  • 45.
    DIOSSINE La maggiorequantità di diossine a cui ciascuno di noi è esposto si trova nel cibo che mangiamo. La quantità di diossine assorbite per inalazione d'aria è molte volte minore della quantità assorbite con gli alimenti. Le diossine sono caratterizzate da una elevata stabilità chimica e da un'alta affinità con le sostanze grasse ( tempi di dimezzamento 7-10 anni nel tessuto adiposo, da 25 a 100 anni sotto il suolo ). Grazie a queste caratteristiche, le diossine, anche se inizialmente disperse nell'ambiente, dopo la loro emissione si concentrano lungo la catena alimentare, in particolare nel pesce, nella carne, nei latticini, nel latte, compreso quello materno. Pertanto, le diossine che escono dall'impianto si accumulano progressivamente nell'ambiente, e primo o dopo ce le ritroviamo nei nostri cibi.
  • 46.
    Valerio F: Diossine,ambiente e salute. Dicembre 2008. http://files.meetup.com/223002/F.Valerio_Diossine,Ambiente,Salute.pdf
  • 47.
    15702 Paria 12.75 μ g pro capite TOTALE 2.59 Altre sorgenti e assorbimenti 11 0 Agricoltura 10 30.1 Trattamento e smaltimento rifiuti 9 0 Altre sorgenti mobili e macchinari 8 0 Trasporto su starda 7 0 Uso di solventi 6 0 Estrazione e distribuzione combustibili 5 8620 Processi produttivi 4 2980 Combustione industriale 3 1070 Combustione non industriale 2 3000 Produzione energia e trasformazione combustibili 1 Emissioni regionali di DIOX (mg/anno) MACROSETTORE COD INVENTARIO REGIONALE EMISSIONI IN ATMOSFERA 2005 –INEMAR REGIONE FVG Emissioni di diossine (DIOX) in Friuli Venezia Giulia - anno 2005
  • 48.
    PIANO NAZIONALE RESIDUI ( recepisce in Italia con vari regolamenti e direttive - 74 del 2003 recepita col D. lvo 158/2006 le normative europee) per controlli in alimenti di diossine e PCB dioxin-like Emilia Romagna nel 2009: 8 controlli su circa 600.000 capi bovini 8 controlli su circa 1.300.000 suini 2 controlli si circa 80.000 ovicaprini 16 controlli si circa 32 milioni di capi di volatili 11 campioni di uova 16 campioni di  molluschi 13 di latte vaccino 3 di latte ovicaprino e 2 campioni di latte per infanzia Toscana nel 2009 1 campione su bovini, suini, ovicaprini , tacchini, uova 25 campioni su latte ovicaprino (questi ultimi non più previsti nel 2010) Montale (2008-9) su 8 campioni di polli 5 erano superiori alla norma
  • 49.
  • 50.
    Istituto Nazionale perlo Studio e la Cura dei Tumori, Milano - S.C. Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Paolo Crosignani , Andrea Tittarelli, Alessandro Borgini, Martina Bertoldi Gli effetti a breve termine non sono una semplice anticipazione di eventi che sarebbero comunque accaduti, ma rappresentano un danno netto sulla salute Gli effetti a lungo termine sono di gran lunga superiori a quelli a breve L’inquinamento agisce peggiorando la salute di tutta la popolazione. È la media annuale e non il numero di superamenti il parametro di interesse per la salute.
  • 51.
    DANNI DA INQUINAMENTOATMOSFERICO L’Inquinamento Atmosferico determina effetti acuti e cronici sull’apparato respiratorio (effetti acuti sul dato di picco - effetti cronici sulla concentrazione media nel lungo periodo). Effetti acuti Danno minimo : Starnuti, tosse Danno cospicuo : Bronchiti acute, crisi asmatiche, riacutizzazioni della bronchite cronica, possibili sovrainfezioni batteriche con susseguenti polmoniti Effetti cronici Minore capacità respiratoria negli adolescenti, maggior incidenza dell’asma bronchiale e della bronchite cronica, maggiore incidenza dei tumori polmonari e malattie da accumulo di sostanze inquinanti in vari organi. Naturalmente ci sono difficoltà notevoli a definire il danno cronico da inquinanti specie in rapporto alle sinergie tra di loro, la loro interdipendenza, attività e ambiente di lavoro, fumo di tabacco, ecc.ecc..
  • 52.
    I risultati distudi tossicologici in vitro hanno mostrato che il PM è capace di effetti a livello cellulare che includono mutagenicità, danni al DNA (genotossicità) e stimolazione della produzione di citochine che favoriscono i processi infiammatori associati con possibili problemi cardiovascolari (infarto del miocardio e aritmie). In genere, le frazioni più piccole di PM (PM0.1, PM2.5) hanno una più elevata capacità di danno nell’organismo, contengono la più alta concentrazione di composti organici (per esempio IPA) e hanno un’elevata capacità di produrre radicali liberi, dovuta alla presenza sulla superficie di metalli di transizione quali il cobalto, il rame, il ferro, il manganese, il nickel, il vanadio e il titanio. La produzione di radicali liberi causa danni alle membrane lipidiche, alle proteine e al DNA. I radicali liberi causano infiammazioni polmonari e possono contribuire o causare danni allo sviluppo polmonare e malattie polmonari, quali la BPCO, l’asma e la fibrosi cistica. I risultati degli studi tossicologici hanno mostrato che il PM di origine veicolare ha una più alta capacità di produrre radicali liberi rispetto al PM proveniente da altre sorgenti.
  • 53.
  • 54.
    2. Pope CAIII, Burnett RT, Thun MJ, Calle EE, Krewski D, Ito K, Thurston GD. Lung cancer, cardiopulmonary mortality, and long-term exposure to fine particulate air pollution. JAMA 2002; 287: 1132-1141. 74. Beelen R, Hoek G, van den Brandt PA, Goldbohm RA, Fischer P, Schouten LJ, Jerrett M, Hughes E, Armstrong B, Brunekreef B. Long-term effects of traffic- related air pollution on mortality in a Dutch cohort (NLCS-AIR study). Environ Health Perspect 2008; 116(2): 196-202.
  • 55.
  • 56.
    EFFETTI SULLA SALUTERICONDUCIBILI ALL’AZIONE DI ENDOCRIN DISRUPTORS • disfunzioni ormonali (specie alla tiroide) • sviluppo puberale precoce • diminuzione fertilità maschile • aumento abortività spontanea e di gravidanza extrauterina • disturbi autoimmuni • aumentato rischio di criptorchidismo e ipospadia • diabete/ alcune forme di obesità • elevato rischio di tumori • deficit cognitivi e disturbi comportamentali • patologie neurodegenerative
  • 57.
    TREND DELL’INCIDENZA PERCANCRO NELL’INFANZIA: CONFRONTO U.S.A. – ITALIA - EUROPA INCREMENTO % ANNUO DI CANCRO NELL’INFANZIA: U.S.A: + 0.6% EUROPA: + 1.1% ITALIA:+2% U.S.A . ITALIA
  • 58.
    INCIDENZA DEL CANCRONELL’INFANZIA: CONFRONTO INCREMENTO ANNUO ITALIA vs EUROPA +1, 7% + 2% Sistema Nervoso Centrale +1,1% +2% + 3.2% TUTTI I TUMORI 0-12 mesi + 0.9% + 4.6% Linfomi +0.6% + 1. 6% Leucemie EUROPA ITALIA TIPO DI TUMORE
  • 59.
    2008–2009 Annual Reporti President’s Cancer Panel Reducing Environmental Cancer Risk U.S. DEPARTMENT OF HEALTH AND HUMAN SERVICES National Institutes of Health National Cancer Institute The causes of this increase are not known, but as a meeting presenter emphasized, the changes have been too rapid to be of genetic origin. The extent to which environmental exposures are responsible for this trend remains to be determined. Research on environmental causes of cancer has been limited by low priority and inadequate funding. As a result, the cadre of environmental oncologists is relatively small, and the consequences of cumulative lifetime exposure to known carcinogens and the interaction of specific environmental contaminants remain largely unstudied. http:// deainfo.nci.nih.gov / advisory / pcp /pcp08-09rpt/PCP_Report_08-09_508.pdf
  • 60.
  • 61.
    Livelli di diossinenel latte materno in alcuni paesi europei 1988-2007
  • 62.
    Ve GIORNATE ITALIANEMEDICHE DELL’AMBIENTE “ORIGINE EPIGENETICA DELLE MALATTIE DELL’ADULTO” Patologie neurodegenerative, immunomediate, endocrino-metaboliche, neoplastiche IIIa GIORNATA IN RICORDO DI LORENZO TOMATIS Arezzo, 17-19 Settembre 2010 RELAZIONE XENOBIOTICI NEL LATTE MATERNO: IL CASO DELLE DIOSSINE; Patrizia Gentilini et al. http://www.isde.it/iniziative/2010/09_17-19_Arezzo/18%20mattina/GENTILINI.pdf Sapendo che la componente grassa è circa il 4% del latte, si può facilmente calcolare la dose introdotta quotidianamente da un bimbo di pochi mesi che assuma 800-1000 ml di latte materno al giorno; essa varierà da 80-90 a 500-600 fino ad oltre 1000 pg di TEQ al giorno, a seconda che abbiamo 3, 15 o 30 TEQ pg/g di grasso; nell’unico caso di Brescia, in cui la quota è 147 pg/TEQ, si arriva addirittura a circa 6000 pg TEQ/die. È interessante notare che la quota di diossine presenti nel latte materno varia a seconda che i campioni provengano da mamme residenti in aree rurali o industrializzate. La quota di diossine presenti nel latte materno è comunque elevata e ciò comporta che un bambino allattato al seno assuma quotidianamente una dose nettamente superiore a quella raccomandata come livello massimo dall’OMS che, ricordiamo, è di 2 pg/kg di peso, per cui un bimbo di 5 kg dovrebbe assumerne al massimo 10 pg al giorno
  • 63.
    30 maggio 2001 raccomandazioni di WHO ed UE circa assunzione di diossine /die limite massimo di assunzione: 2 pg/kg/di peso corporeo (ad.es. individuo adulto di 70 kg = 140 pg /die) con gli attuali livelli di contaminazione del latte un bambino assume/Kg di peso corporeo : 18-20 pg/Kg in zona rurale ( Cina-Germania) 80 pg/kg a Montale 240 pg/Kg aTaranto 1200 pg/Kg a Brescia- sito inquinato della Caffaro .........
  • 64.
  • 65.
    Toxicological Sciences 2008101(2):321-330 In Utero and Lactational 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo- p -dioxin Exposure: Effects on Fetal and Adult Cardiac Gene Expression and Adult Cardiac and Renal Morphology . AC. Aragon, PG. Kopf, MJ. Campen, JK. Huwe and MK. Walker These results demonstrate that in utero and lactational TCDD exposures alter cardiac gene expression and cardiac and renal morphology in adulthood , which may increase the susceptibility to cardiovascular dysfunction.
  • 66.
    2009, Immunology, 127,299–311 299 The aryl hydrocarbon receptor: a perspective on potential roles in the immune system Emily A. Stevens, Joshua D. Mezrich and Christopher A. Bradfield University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, Madison, WI, USA For more than 30 years, the AHR has been studied as a receptor for environmental contaminants and as a mediator of chemical toxicity. Longstanding literature on 2,3,7,8 tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD) toxicology, as well as a flurry of recent high-profile papers, has suggested a role for this protein in immunology. Activation of the AHR has long been known to cause immunotoxicity, including thymic involution. Recent data suggesting a role for the AHR in regulatory T-cell (Treg) and T-helper 17 (Th17) cell development
  • 67.
    TCDD DIOXIN AHRCARCINOGENESIS TUMOR GROWTH E.A. Stevens; Immunol. 127, 2009 CD8+ MYELOID SUPPRESSOR CELL TH 2 TGF- β PROLIFERATION T-reg CYTOTOXIC T-CELL INHIBITION IARC FIRST LEVEL IN HUMAN t ½ 7-11 YEARS TOLLEROGENIC
  • 68.
    Quindi quando siparla di EPIGENETICA intendiamo L’ INDUZIONE DI NUOVE SEQUENZE GENICHE (“ imprinted-like genes/DNA ”) NELLA LINEA GERMINALE , LA CUI MANIFESTAZIONE AVVERRA’ NELLA GENERAZIONE SUCCESSIVA MALATTIA TRANSGENERAZIONALE
  • 69.
  • 70.
  • 71.
  • 72.
    N Engl.J Med2008; 359:61-73 BASIC & CLINICAL PHARMACOLOGY & TOXICOLOGY 102(2008) 125-133                                             
  • 73.
    L’esposizione ad un endocrine disruptor durante la determinazione sessuale delle gonadi nell’embrione, può determinare una riprogrammazione epigenetica e conseguentemente determinare il manifestasi in età adulta di una malattia transgenerazionale : Anormalità testicoli, malattie della prostata Neoplasie renali Sviluppo di tumori Alterazioni del sistema immunitario Pediatric Research - vol 61 No 5 (suppl) 2007
  • 74.
    The Lancet n.368 (9553) pp2168-78; 2006 “ Devolopmental Neurotoxicity of Industrial Chemicals” I ricercatori della Harvard School of Public Health parlano di “ PANDEMIA SILENZIOSA ” riferendosi ad affezioni ( autismo - dislessia - Attention deficit hyperactivity disorder   - difficoltà di apprendimento …) che affliggono ormai oltre il 10 % dei bambini del mondo industrializzato e che sarebbero direttamente connesse alla diffusione ubiquitaria di agenti inquinanti: metalli pesanti (Hg-Pb-As), Diossine , IPA , Toluene e centinaia di molecole tossiche ancora ignote
  • 75.
  • 76.
    HEALTH EFFECTS INSTITUTE Research Report Uptake and Inflammatory Effects of Nanoparticles in a Human Vascular Endothelial Cell Line Ian M. Kennedy, Dennis Wilson, and Abdul I. Barakat Number 136 January 2009 H E I
  • 77.
  • 78.
  • 79.
  • 80.
  • 81.
    CENTRALI A BIOMASSEETICA E SALUTE
  • 82.
    ETICA Jean Ziegler, anziano socialista svizzero, Relatore Ufficiale delle Nazioni Unite per l’Alimentazione, nell’ottobre 2007 di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite definiva la politica di acquisizione di terreni nel sud del mondo, la loro deforestazione o il loro cambiamento d’uso (da uso agricolo locale ad uso industriale) un “ crimine contro l’umanità ” . Chiedeva pertanto una moratoria di almeno 5 anni per evitare il dilagare della fame. L’acquisizione di terreni da parte delle multinazionali è invece andata avanti, ed oggi almeno 20 milioni di ettari – in Africa, America latina e Asia – sono destinati dalle multinazionali a produzioni finalizzate ad alimentare le centrali elettriche e le auto dei paesi ricchi. Mentre le persone sofferenti la fame sono passate da 860 milioni nel 2005 a 1.070 milioni nel 2009 (FAO, Roma dicembre 2009)
  • 83.
    “ Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità “ Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gen 04 - Supp ordin n. 17 Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387
  • 84.
    Art. 2 : Fonti energetiche rinnovabili o Fonti rinnovabili le fonti energetiche rinnovabili non fossili ( eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse , gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas ).
  • 85.
    per BIOMASSE si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali ), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse , nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani … Art. 2 : Fonti energetiche rinnovabili o Fonti rinnovabili
  • 86.
    biomassa legnosa combustibile:(L152/2006. Allegato X, Parte II, Sez4) materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate; materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico di coltivazioni agricole non dedicate; materiale vegetale prodotto da intereventi selviculturali, da manutenzioni forestali e da potatura; materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica del legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, refili, chips e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti; materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli;
  • 87.
    Federico Valerio http:// web.me.com / federico.valerio / Federico_Valerio /Centrali_a_biomasse.html “ Tutti gli studi, effettuati su impianti di riscaldamento a legna ad uso domestico, evidenziano un problema generale delle biomasse: la loro combustione produce, inevitabilmente, numerosi composti tossici e grandi quantità di polveri fini ed ultrafini.   La combustione di legna e altre biomasse solide in impianti industriali ad alta efficienza termica e con adeguati trattamenti dei fumi riduce queste emissioni, ma non le annulla. Negli inventari europei delle immissioni di diossina e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto (stime 2005) spetta alla combustione di biomasse”.
  • 88.
    Giuliano Serioli L’uso di legno da ardere per produrre calore per usi domestici e industriali è da considerarsi sostenibile solo se i pellet o il cippato non derivano direttamente da legna vergine prodotta dal taglio dei boschi, ma da scarti di lavorazione di biomasse primarie: segherie, falegnamerie, lavorazioni di prodotti agricoli con scarti (olive, nocciole), e solo nel raggio di pochi chilometri dall’impianto.
  • 89.
    Berbera van deVate “ In Italia si parla molto di filiera corta, ma pochi sanno cosa sia concretamente. La biomassa è un prodotto che se viene industrializzato perde la sua rinnovabilità. Va distribuito sul territorio presso tante aziende agricole supportate da infrastrutture da filiera. Filiera corta riporta ad un aspetto commerciale che comunque è l’unico che permetta di poter realizzare impianti a biomassa con un project financing che non superi i 10 anni di ammortamento del capitale iniziale e senza sostegni pubblici”.
  • 90.
    IMPATTO AMBIENTALE Nelbilancio ambientale è necessario comprendere sia l’immissione nell’ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti sia le emissioni prodotte dal traffico pesante indotto dall’entrata in funzione dell’impianto e parte integrante della attività dell’impianto stesso, ovvero tutti gli automezzi necessari per i conferimenti di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.  Bisogna anche considerare che queste emissioni prodotte dal traffico e di quelle della centrale, contribuiscono in misura notevole alla produzione di inquinanti secondari quali  ozono e particolato fine ed ultrafine.
  • 91.
    LIMITI DI EMISSIONEParte III dell'allegato 1 alla parte V del D.Lgs 152/06
  • 92.
    LIMITI INCENERITORI Alleg.n° 1 del D Lgs n°33/2005
  • 93.
    BIOMASSE ED AGRICOLTURAMentre un impianto integrato aerobico-anaerobico con filiera corta compatibile con le metodiche biologiche non solo ridurrebbe i costi di gestione aziendale, ma potrebbe rappresentare un nuovo modello di sviluppo agricolo, la centrale industriale a biomasse con le sue emissioni accumulabili e persistenti potrebbe portare grave nocumento ad una agricoltura di qualità
  • 94.
    PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E PREVENZIONE PRIMARIA
  • 95.
    A. Einstein Unuomo intelligente risolve i problemi, un uomo saggio li evita.
  • 96.
    Convegno ISDE, Udine,28 Novembre 2009 Come proteggere le nuove generazioni dai rischi ambientali: certezze, incertezze, interventi possibili Giorgio Tamburlini Le sfide del fare Affrontare le esposizioni che portano a danni certi e rilevanti Considerare il rapporto benefici/rischi Applicare il Principio di Precauzione nella misura del possibile Continuare a monitorare esposizioni ed effetti Introdurre nuovi stili di vita
  • 97.
    In una situazioned’incertezza scientifica, pretendiamo un approccio di gestione dei rischi che esprima l’esigenza di un’azione, a fronte di un rischio proporzionalmente grave , senza attendere i risultati della ricerca scientifica .
  • 98.
    Questa è ladefinizione del Principio di Precauzione data dalla Dir. Gen. “Politica dei Consumatori e protezione della loro Salute” riprendendo quanto affermato dalla “Dichiarazione di Rio” del 1992.
  • 99.
    Thomas Edison "Thedoctor of the future will give no medicine, but will interest his patients in the care of the human frame, in diet, and in the cause and prevention of disease ."  
  • 100.
    PREVENZIONE PRIMARIA  Troppo spesso viene identificata la prevenzione del cancro con la sua diagnosi precoce, (possibile tramite screening solo per alcune forme di tumore): questa confusione dei termini distrae dal concetto che la vera prevenzione del cancro, e di molte altre malattie cronico-degenerative, consiste nella Prevenzione Primaria , ossia nella riduzione della esposizione di tutta la popolazione agli agenti cancerogeni, mutageni e teratogeni, con particolare riferimento alla protezione dei soggetti più vulnerabili e suscettibili
  • 101.
    Episodi rilevanti diinquinamento ambientale e di danni alla salute verificatisi negli anni ’70 e ’80, dalla diossina di Seveso, agli effetti non previsti dei fitofarmaci, all’uso delle farine animali nei mangimi che hanno portato alla BSE, alle problematiche dell’amianto, solo per citare qualche esempio, hanno messo in evidenza la necessità di prevenire nuovi episodi simili i cui effetti si sono dimostrati molto rilevanti e per giunta irreversibili DIPENDEREMO MENO DAL FUTURO SE AVREMO IN MANO IL PRESENTE. Seneca
  • 102.
    CONSIDERAZIONI Se l’impiantosostituisce un altro esistente olio combustibile o a carbone e/o permette, con il recupero di calore, di spegnere caldaie e stufe ad uso domestico o industriale anch’esse a biomasse avremmo un miglioramento delle emissioni e quindi dell’aria ambiente.
  • 103.
    D.Lgs. n. 155del 13.8.2010 Attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa Art.1, comma d,: Mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi
  • 104.
    Federico Valerio http:// web.me.com / federico.valerio / Federico_Valerio /Centrali_a_biomasse.html L’inquinamento ambientale indotto dai tanti impianti a biomasse che si propongono in Italia, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiora l’attuale qualità dell’aria dei territori che dovrebbero ospitarle , con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10)  ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli , con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti.
  • 105.
    CONCLUSIONI La tuteladella salute non ha colore politico ma è legata anche ad una sana amministrazione che sappia prendere in considerazione come la Prevenzione Primaria sia lo strumento più adatto per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
  • 106.
    A. Einstein Solocoloro che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, alla fine ci riescono.
  • 107.
    Bibliografia AC. Aragon, PG. Kopf, MJ. Campen, JK. Huwe and MK. Walker . In Utero and Lactational 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo- p -dioxin Exposure: Effects on Fetal and Adult Cardiac Gene Expression and Adult Cardiac and Renal Morphology. Toxicological Sciences 2008 101(2):321-330 JA. Araujo ; B. Barajas ; M. Kleinman ; X. Wang ; BJ. Bennett ; KW Gong ; M Navab ; J Harkema ; C Sioutas ; AJ. Lusis ; and A E. Nel . Ambient Particulate Pollutants in the Ultrafine Range Promote Early Atherosclerosis and Systemic Oxidative Stress. Circ Res. 2008;102:589-596. A Silent Pandemic: Industrial Chemicals Are Impairing the Brain Development of Children Worldwide Harvard School of Public Healt. Boston. 2006. http://www.hsph.harvard.edu/news/press-releases/2006-releases/press11072006.html Associazione Italiana di Epidemiologia. Waste processing and health. A position document of the Italian Association of Epidemiology- May 2008 Ann. Ist. Super. Sanità 2008, vol 44, n. 3, 301 Associazione Medici per l’Ambiente –ISDE Italia. Gestione dei rifiuti e rischi per la salute. C.G. Ed. Medico Scientifiche 2009 D. Belpomme et al.: The multitude and diversity of environmental carcinogens. Environmental Research 105 (2007)9, 414 D. Belpomme. L’incinération, un véritable scandale sanitarie. ARTAC - l'Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse, Paris, 5 novembre 2009. http://www.ecceterra.org/doc/belpomme.isseane_05nov09.pdf Bianchi F et al. Mortalità for non-Hodgkin lymphoma in the period 1981-2000 in 25 Italian municipalities with urban solid waste incinerators Epidemiol Prev (2006)Mar-Apr; 30 (2):80-1 . ERA- ATLANTE 2007. Mortalità evitabile per genere ed USL. http://www.e-r-a.it/ index.php ?option=com_content&view=article&id=65&Itemid=79 ). P Fabre. Etude d’incidence des cancers a proximitè des usines d’incineration d’orduresnmenageres. 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    RINGRAZIAMENTI Con ilprezioso contributo di : Maurizio Benato, Ernesto Burgio, Matilde Chessa, Paolo Crosignani, Nicola Culeddu, Michelangiolo Bolognini, Michela Franchini, Patrizia Gentilini, Manrico Guerra, Ferdinando Laghi, Mauro Marchetti, Vincenzo Migaleddu, Celestino Panizza, Maria Grazia Petronio, Gianfranco Porcile, Roberto Romizi, Gianni Tamino, Giorgio Tamburlini, Federico Valerio e Giovanni Vantaggi
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    Non abbiamo ereditato laterra dai nostri padri, ma l'abbiamo in prestito dai nostri figli Mi batto per un futuro diverso Mi batto per il futuro delle mie figlie e dei figli di tutti Mi batto nella speranza che i nostri figli siano semplicemente migliori di noi. Gustavo Mazzi Grazie per l’attenzione