La Guida al Project Management Body of
Knowledge (Guida al PMBOK®) è uno standard
riconosciuto per la professione del Project
Management.
Uno standard è un documento formale che
descrive norme, metodi,
processi e pratiche consolidate
Un progetto è un’iniziativa
temporanea necessaria a
realizzare un prodotto, un servizio
con caratteristiche di unicità.
Il progetto inoltre:
1. coinvolge persone,
2. ha degli sponsor e/o degli
utilizzatori,
3. Implica incertezza
La fine si raggiunge quando:
1. sono stati ottenuti tutti gli
obiettivi del progetto ,
2. il progetto è terminato poiché
non si riesce a raggiungere gli
obiettivi,
3. non sussiste più l’esigenza del
progetto

Cos’è un progetto?

I progetti sono temporanei e hanno una fine.
Al contrario, il lavoro operativo è continuativo
e sostiene l’organizzazione nel tempo.

I progetti non sono da confondere con i
prodotti (output del progetto).
Portfolio
management

• Strategie aziendali
• Decisioni dirigenza

Program
management

• Strategie di unità
operative

Project
management

• Strategie specifiche
di progetto
Il Project Management è l’insieme di

Conoscenze,
Capacità

esperienze

• Conoscenze, esperienze (knowledge),
Strumenti e
tecniche

• Capacità (personal attitudes, leadership, …)

Project Management

Cos’è un PM ?

• Utilizzo di strumenti e tecniche (Performance)
Il Project Management si esegue tramite la
corretta applicazione e integrazione dei 47
processi di Project Management delle 10
aree di competenza, raggruppati
logicamente, in 5 gruppi di processi.

Avvio

Pianificazione

Esecuzione

Initiating

Planning

Executing

Monitoraggio e
controllo
Monitoring &
controll

Chiusura
Closing
Gestire un progetto significa che il PM deve essere in grado di bilanciare i vincoli al
progetto:
Ambito

Rischi

Tempi

Soddisfazione
del cliente

Risorse

Costi

Qualità

La chiave del successo del PM è bilanciare e gestire i rischi ai
fini della soddisfazione finale del cliente
Un Project Management Office (PMO) è un’entità o funzione organizzativa
a cui sono assegnate varie responsabilità correlate alla gestione
centralizzata e coordinata dei progetti che ricadono sotto la sua
area di responsabilità.
Ci sono tre tipologie di PMO:
Di supporto, che fornisce formazione, lesson learned. Il suo grado di
controllo è minimo.
Di controllo, fornisce metodologie, strumenti e processi. Il suo grado di
controllo è moderato.
Direttivo, se gestisce direttamente i progetti. Il suo grado di controllo è
massimo.

Cos’è un PMO ?
Una funzione primaria del PMO è supportare i PM in molti modi, tra cui:
• gestire le risorse condivise su tutti i progetti amministrati dal PMO;
• identificare e sviluppare metodologie di Project Management, buone
prassi e standard;
• addestramento, mentoring, formazione e supervisione;
• monitorare la conformità agli standard in relazione alle direttive, alle
procedure e ai modelli di documenti di Project Management tramite
verifiche di progetto;
• sviluppare e gestire direttive, procedure, modelli di documenti di
progetto e altra documentazione condivisa (asset dei processi
organizzativi);
• coordinare la comunicazione tra i progetti.
ll Project Manager deve possedere:
.1 Conoscenza. In riferimento alla conoscenza specifica delle 10 aree di
interesse.
.2 Prestazioni. In riferimento a ciò che il Project Manager e in grado di
fare o di portare a termine nell’applicazione delle proprie competenze di
Project Management.
.3 Capacità Personali. In riferimento al comportamento del Project
Manager. L’efficacia personale include le attitudini, le principali
caratteristiche della personalità e la leadership.
Le attività di PM si esplicano in 47 processi, raggruppati nei 5 gruppi di processi di
Project Management e nelle 10 aree di conoscenza di Project Management.

ID Gruppo di
processi

Quali attività

#
processi

1

Avvio

Raggruppa tutti i processi necessari a selezionare un progetto in relazione
a specifici obiettivi di business, a produrre un business case, ad incaricare il
Project Manager trasferendogli informazioni strutturate sugli obiettivi e
sulle modalità di gestione del progetto

2

2

Pianificazione

Finalizzati a circoscrivere l’ambito ed i deliverables del progetto, a definire i
requisiti di ciascun deliverable, a definire il Piano di Project Management
contenenti i piani di dettaglio per quanto riguarda tempi, risorse, costi,
qualità, rischi, comunicazione e approvvigionamenti

24

3

Esecuzione

Finalizzati a gestire e sviluppare il team di progetto, a produrre i
deliverables concordati, a verificare l’applicazione degli standard di
produzione, a gestire il processo di consegna al cliente

8

4

Monitoraggio e
controllo

Finalizzati a valutare l’avanzamento dei lavori, a gestire le eventuali
modifiche, a verificare la qualità di quanto realizzato

11

5

Chiusura

Finalizzati a gestire il rilascio delle risorse e la chiusura della commessa e
dei contratti di fornitura

TOTALE PROCESSI

2
47
Le Aree di Conoscenza riguardano l’insieme di conoscenze e competenze necessarie per
assolvere ad un insieme di specifiche finalità
ID

Area di conoscenza

1

I

Gestione dell’integrazione di prj

2

A Gestione dell’ambito (scope)

3

T

Gestione dei Tempi

4

C

Gestione dei Costi

5

Q Gestione della Qualità

6

R

Gestione delle Risorse umane

7

C

Gestione dei Comunicazione

8

R

Gestione dei Rischi

9

A Gestione degli Approvvigionamenti

10

S

Gestione degli Stakeholders
Processi delle aree
di conoscenza

Gruppi di processi
Avvio

Gestione
dell’Integrazione

Sviluppare il PC

Pianificazione
Sviluppare il Piano di PM

Esecuzione
Dirigere e gestire il prj

Monitoraggio e controllo

Chiusura

•
•

Monitorare il prj
controllo integrato
delle modifiche

Chiudere il
prj o una sua
fase

Valutare l’ambito
Controllare l’ambito

Gestione
dell’Ambito

•
•
•
•

Pianificare lo scope
Raccogliere i requisiti
Definire lo scope
Creare la WBS

•
•

Gestione dei Tempi

•
•
•
•
•
•

Pianificare la gestione dei T
Definire le attività
Sequenzializzare le attività
Stimare le risorse x le attività
Stimare la durata attività
Sviluppare la schedulazione

Controllare la schedulazione

Gestione dei Costi

•
•
•

Pianificare la gestione dei C
Stimare i C
Determinare il budget

Controllare i costi

Gestione della
Qualità

Pianificare la gestione della Q

Eseguire la QA

Gestione delle
Risorse

Pianificare la gestione delle RU

•
•
•

Gestione della
Comunicazione

Pianificare le Comunicazioni

Gestire le C

Gestione dei Rischi

•
•
•
•
•

Gestione degli
Approvvigionamenti

Pianificare la gestione degli A

Gestire gli A

Controllare gli A

Pianificare la gestione degli S

Gestire il
coinvolgimento degli S

Controllare il
coinvolgimento degli S

Gestione degli
Stakeholders

Identificare gli S

Controllare la Q

Costruire il team
Sviluppare il team
Gestire il team
Controllare le C
Controllare i R

Pianificare la gestione dei R
Identificare i R
Analisi qualitativa dei R
Analisi quantitativa dei R
Risposta ai R

Chiudere gli A

End 1
I fattori ambientali aziendali si riferiscono sia ai fattori interni , sia esterni che
influenzano l’andamento del progetto = CONTESTO di progetto.
Tali fattori possono provenire da una qualsiasi delle aziende o stakeholders
coinvolti nel progetto. I fattori ambientali aziendali possono rafforzare o vincolare
le opzioni di Project Management e avere un risultato positivo o negativo sul
risultato. Sono considerati input nella maggior parte dei processi di pianificazione.
I fattori ambientali aziendali includono:
• Cultura, struttura e processi organizzativi;
• Standard governativi o di settore , norme e leggi
• Infrastruttura (ad es. strutture esistenti e beni strumentali);
• Risorse umane esistenti (ad es. capacità, discipline e conoscenze, ;
• Condizioni del mercato;
• Tolleranza al rischio degli stakeholder;
• Clima politico;
• Canali comunicativi utilizzati dall’organizzazione;
• Database commerciali;
• Sistemi office di Project Management.
La struttura organizzativa è un fattore ambientale aziendale che può avere effetto
sulla disponibilità delle risorse e influire sulla modalità di gestione del progetto.
Le strutture organizzative spaziano da modelli di tipo funzionale a modelli “per
progetti”, con varie strutture a matrice intermedie

Figura disegnata sulla base dei contenuti del PMBOK © Guide vers. 5, pag. 22
Organizzazione a progetto
Organizzazione matrice
forte
Influen
za
funzion
ale

Organizzazione matrice
bilanciata
Organizzazione matrice
debole
Organizzazione funzionale

Influen
za PM
Organizzazione funzionale
Il PM ha poca autorità , è un coordinatore e lavora
part-time.
L’autorità è demandata ai responsabili funzionali
a cui riportano le risorse del progetto

PRO
Struttura famigliare
Risorse specializzate
Diretta supervisione dei
responsabili funzionali

CONTRO
Risorse poco adatte a cambiamenti
Possibili contenziosi tra interessi
personali e di progetto
PM con scarsa autorità
Valutazioni risorse di natura
soggettiva
Organizzazione a matrice
Può essere:
• Debole,
• Bilanciata
• Forte
L’autorità del PM aumenta così come il suo impegno in
termini di tempo che diventa full-time a partire dalla
matrice bilanciata. Il PM relaziona con i responsabili
funzionali
PRO
Obiettivi visibili
Aumento del supporto ai responsabili
funzionali
Aumento del controllo da parte del PM
Aumento flessibilità lavoro

CONTRO
Troppi galli a cantare
Aumento della complessità di gestione
Contrasti tra obiettivi funzionali priorità di
progetto
Organizzazione a progetto
L’autorità del PM è totale sulla determinazione di
tempo, costi, risorse, qualità, approvvigionamenti,
customer satisfaction

PRO
Progetti su focus specifico
Organizzazione estremamente efficiente
Comunicazioni di progetto dedicate

CONTRO
Il lavoro finisce quando finisce il progetto
Risorse di settore estremamente dedicate
Duplicazioni possibili
Con il termine stakeholder (o portatore di interesse) si individua un
soggetto (o un gruppo di soggetti) influente nei confronti di un'iniziativa
economica, sia essa un'azienda o un progetto.
Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i
finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di
interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all'azienda o gruppi di
interesse locali.
Compito
del
PM
è
individuare gli stakeholders
e capire il loro grado di
influenza durante tutto
l’arco del Ciclo di vita del
progetto

End 2
Un ciclo di vita del progetto è l’insieme di fasi di progetto il cui nome e numero sono
determinati:
• dalle esigenze di controllo e gestione dell’organizzazione coinvolta nel progetto,
• dalla natura del progetto,
• dalla relativa area applicativa.
1.
2.
3.
4.
5.

• Avvio,
• Pianificazione,
• Esecuzione,
• Monitoraggio e controllo
• Chiusura.
Un ciclo di vita del progetto l’allocazione delle risorse (persone e budget) segue un
andamento a «campana» tra le fasi del ciclo di vita. Generalmente:
Organizzazione
e preparazione

Esecuzione e controllo
attività

Chiusura

Costi e staff

Avvio

PM
OUTPUT

Prj
charter

Tempo

Prj Management
Plan

Deliverable
accettati

Doc. prj
archiviati
Esistono due tipi di CVS: predittivo e iterativo e incrementale. Due sono i tipi di CVS
predittivo: il sequenziale e il waterfall (sovrapposta)

Fase 1

1- Sequenziale

2- Sovrapposta
Fase 1

Plan

Act

Modello
agile

Fase 2

Do

Fase 2
Fase 3

Check

3- Iterativa (ciclo agile)

Fase 3
La differenza tra il ciclo di vita del PM e quello di un prodotto è:
CVS PM

CVS prodotto

Si articola sempre in 5 gruppi
di processi:

Varia da industria a industria
anche su prodotti simili

Ha caratteristiche di unicità e
temporaneità e produce il
prodotto /servizio

È ripetitivo e temporalmente
finisce quando il management
decide di non produrre + il
prodotto / servizio

1.
2.
3.
4.
5.

• Avvio,
• Pianificazione,
• Esecuzione,
• Monitoraggio e controllo,
• Chiusura.

Pianicaz
ione

Inizio

Monitoraggio
e controllo

Esecuzi
one

Fine

Project management professional - concetti fondamentali secondo il PMB

  • 1.
    La Guida alProject Management Body of Knowledge (Guida al PMBOK®) è uno standard riconosciuto per la professione del Project Management. Uno standard è un documento formale che descrive norme, metodi, processi e pratiche consolidate
  • 2.
    Un progetto èun’iniziativa temporanea necessaria a realizzare un prodotto, un servizio con caratteristiche di unicità. Il progetto inoltre: 1. coinvolge persone, 2. ha degli sponsor e/o degli utilizzatori, 3. Implica incertezza La fine si raggiunge quando: 1. sono stati ottenuti tutti gli obiettivi del progetto , 2. il progetto è terminato poiché non si riesce a raggiungere gli obiettivi, 3. non sussiste più l’esigenza del progetto Cos’è un progetto? I progetti sono temporanei e hanno una fine. Al contrario, il lavoro operativo è continuativo e sostiene l’organizzazione nel tempo. I progetti non sono da confondere con i prodotti (output del progetto).
  • 3.
    Portfolio management • Strategie aziendali •Decisioni dirigenza Program management • Strategie di unità operative Project management • Strategie specifiche di progetto
  • 4.
    Il Project Managementè l’insieme di Conoscenze, Capacità esperienze • Conoscenze, esperienze (knowledge), Strumenti e tecniche • Capacità (personal attitudes, leadership, …) Project Management Cos’è un PM ? • Utilizzo di strumenti e tecniche (Performance) Il Project Management si esegue tramite la corretta applicazione e integrazione dei 47 processi di Project Management delle 10 aree di competenza, raggruppati logicamente, in 5 gruppi di processi. Avvio Pianificazione Esecuzione Initiating Planning Executing Monitoraggio e controllo Monitoring & controll Chiusura Closing
  • 5.
    Gestire un progettosignifica che il PM deve essere in grado di bilanciare i vincoli al progetto: Ambito Rischi Tempi Soddisfazione del cliente Risorse Costi Qualità La chiave del successo del PM è bilanciare e gestire i rischi ai fini della soddisfazione finale del cliente
  • 7.
    Un Project ManagementOffice (PMO) è un’entità o funzione organizzativa a cui sono assegnate varie responsabilità correlate alla gestione centralizzata e coordinata dei progetti che ricadono sotto la sua area di responsabilità. Ci sono tre tipologie di PMO: Di supporto, che fornisce formazione, lesson learned. Il suo grado di controllo è minimo. Di controllo, fornisce metodologie, strumenti e processi. Il suo grado di controllo è moderato. Direttivo, se gestisce direttamente i progetti. Il suo grado di controllo è massimo. Cos’è un PMO ?
  • 8.
    Una funzione primariadel PMO è supportare i PM in molti modi, tra cui: • gestire le risorse condivise su tutti i progetti amministrati dal PMO; • identificare e sviluppare metodologie di Project Management, buone prassi e standard; • addestramento, mentoring, formazione e supervisione; • monitorare la conformità agli standard in relazione alle direttive, alle procedure e ai modelli di documenti di Project Management tramite verifiche di progetto; • sviluppare e gestire direttive, procedure, modelli di documenti di progetto e altra documentazione condivisa (asset dei processi organizzativi); • coordinare la comunicazione tra i progetti.
  • 9.
    ll Project Managerdeve possedere: .1 Conoscenza. In riferimento alla conoscenza specifica delle 10 aree di interesse. .2 Prestazioni. In riferimento a ciò che il Project Manager e in grado di fare o di portare a termine nell’applicazione delle proprie competenze di Project Management. .3 Capacità Personali. In riferimento al comportamento del Project Manager. L’efficacia personale include le attitudini, le principali caratteristiche della personalità e la leadership.
  • 10.
    Le attività diPM si esplicano in 47 processi, raggruppati nei 5 gruppi di processi di Project Management e nelle 10 aree di conoscenza di Project Management. ID Gruppo di processi Quali attività # processi 1 Avvio Raggruppa tutti i processi necessari a selezionare un progetto in relazione a specifici obiettivi di business, a produrre un business case, ad incaricare il Project Manager trasferendogli informazioni strutturate sugli obiettivi e sulle modalità di gestione del progetto 2 2 Pianificazione Finalizzati a circoscrivere l’ambito ed i deliverables del progetto, a definire i requisiti di ciascun deliverable, a definire il Piano di Project Management contenenti i piani di dettaglio per quanto riguarda tempi, risorse, costi, qualità, rischi, comunicazione e approvvigionamenti 24 3 Esecuzione Finalizzati a gestire e sviluppare il team di progetto, a produrre i deliverables concordati, a verificare l’applicazione degli standard di produzione, a gestire il processo di consegna al cliente 8 4 Monitoraggio e controllo Finalizzati a valutare l’avanzamento dei lavori, a gestire le eventuali modifiche, a verificare la qualità di quanto realizzato 11 5 Chiusura Finalizzati a gestire il rilascio delle risorse e la chiusura della commessa e dei contratti di fornitura TOTALE PROCESSI 2 47
  • 11.
    Le Aree diConoscenza riguardano l’insieme di conoscenze e competenze necessarie per assolvere ad un insieme di specifiche finalità ID Area di conoscenza 1 I Gestione dell’integrazione di prj 2 A Gestione dell’ambito (scope) 3 T Gestione dei Tempi 4 C Gestione dei Costi 5 Q Gestione della Qualità 6 R Gestione delle Risorse umane 7 C Gestione dei Comunicazione 8 R Gestione dei Rischi 9 A Gestione degli Approvvigionamenti 10 S Gestione degli Stakeholders
  • 12.
    Processi delle aree diconoscenza Gruppi di processi Avvio Gestione dell’Integrazione Sviluppare il PC Pianificazione Sviluppare il Piano di PM Esecuzione Dirigere e gestire il prj Monitoraggio e controllo Chiusura • • Monitorare il prj controllo integrato delle modifiche Chiudere il prj o una sua fase Valutare l’ambito Controllare l’ambito Gestione dell’Ambito • • • • Pianificare lo scope Raccogliere i requisiti Definire lo scope Creare la WBS • • Gestione dei Tempi • • • • • • Pianificare la gestione dei T Definire le attività Sequenzializzare le attività Stimare le risorse x le attività Stimare la durata attività Sviluppare la schedulazione Controllare la schedulazione Gestione dei Costi • • • Pianificare la gestione dei C Stimare i C Determinare il budget Controllare i costi Gestione della Qualità Pianificare la gestione della Q Eseguire la QA Gestione delle Risorse Pianificare la gestione delle RU • • • Gestione della Comunicazione Pianificare le Comunicazioni Gestire le C Gestione dei Rischi • • • • • Gestione degli Approvvigionamenti Pianificare la gestione degli A Gestire gli A Controllare gli A Pianificare la gestione degli S Gestire il coinvolgimento degli S Controllare il coinvolgimento degli S Gestione degli Stakeholders Identificare gli S Controllare la Q Costruire il team Sviluppare il team Gestire il team Controllare le C Controllare i R Pianificare la gestione dei R Identificare i R Analisi qualitativa dei R Analisi quantitativa dei R Risposta ai R Chiudere gli A End 1
  • 13.
    I fattori ambientaliaziendali si riferiscono sia ai fattori interni , sia esterni che influenzano l’andamento del progetto = CONTESTO di progetto. Tali fattori possono provenire da una qualsiasi delle aziende o stakeholders coinvolti nel progetto. I fattori ambientali aziendali possono rafforzare o vincolare le opzioni di Project Management e avere un risultato positivo o negativo sul risultato. Sono considerati input nella maggior parte dei processi di pianificazione.
  • 14.
    I fattori ambientaliaziendali includono: • Cultura, struttura e processi organizzativi; • Standard governativi o di settore , norme e leggi • Infrastruttura (ad es. strutture esistenti e beni strumentali); • Risorse umane esistenti (ad es. capacità, discipline e conoscenze, ; • Condizioni del mercato; • Tolleranza al rischio degli stakeholder; • Clima politico; • Canali comunicativi utilizzati dall’organizzazione; • Database commerciali; • Sistemi office di Project Management.
  • 15.
    La struttura organizzativaè un fattore ambientale aziendale che può avere effetto sulla disponibilità delle risorse e influire sulla modalità di gestione del progetto. Le strutture organizzative spaziano da modelli di tipo funzionale a modelli “per progetti”, con varie strutture a matrice intermedie Figura disegnata sulla base dei contenuti del PMBOK © Guide vers. 5, pag. 22
  • 16.
    Organizzazione a progetto Organizzazionematrice forte Influen za funzion ale Organizzazione matrice bilanciata Organizzazione matrice debole Organizzazione funzionale Influen za PM
  • 17.
    Organizzazione funzionale Il PMha poca autorità , è un coordinatore e lavora part-time. L’autorità è demandata ai responsabili funzionali a cui riportano le risorse del progetto PRO Struttura famigliare Risorse specializzate Diretta supervisione dei responsabili funzionali CONTRO Risorse poco adatte a cambiamenti Possibili contenziosi tra interessi personali e di progetto PM con scarsa autorità Valutazioni risorse di natura soggettiva
  • 18.
    Organizzazione a matrice Puòessere: • Debole, • Bilanciata • Forte L’autorità del PM aumenta così come il suo impegno in termini di tempo che diventa full-time a partire dalla matrice bilanciata. Il PM relaziona con i responsabili funzionali PRO Obiettivi visibili Aumento del supporto ai responsabili funzionali Aumento del controllo da parte del PM Aumento flessibilità lavoro CONTRO Troppi galli a cantare Aumento della complessità di gestione Contrasti tra obiettivi funzionali priorità di progetto
  • 19.
    Organizzazione a progetto L’autoritàdel PM è totale sulla determinazione di tempo, costi, risorse, qualità, approvvigionamenti, customer satisfaction PRO Progetti su focus specifico Organizzazione estremamente efficiente Comunicazioni di progetto dedicate CONTRO Il lavoro finisce quando finisce il progetto Risorse di settore estremamente dedicate Duplicazioni possibili
  • 20.
    Con il terminestakeholder (o portatore di interesse) si individua un soggetto (o un gruppo di soggetti) influente nei confronti di un'iniziativa economica, sia essa un'azienda o un progetto. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all'azienda o gruppi di interesse locali. Compito del PM è individuare gli stakeholders e capire il loro grado di influenza durante tutto l’arco del Ciclo di vita del progetto End 2
  • 21.
    Un ciclo divita del progetto è l’insieme di fasi di progetto il cui nome e numero sono determinati: • dalle esigenze di controllo e gestione dell’organizzazione coinvolta nel progetto, • dalla natura del progetto, • dalla relativa area applicativa. 1. 2. 3. 4. 5. • Avvio, • Pianificazione, • Esecuzione, • Monitoraggio e controllo • Chiusura.
  • 22.
    Un ciclo divita del progetto l’allocazione delle risorse (persone e budget) segue un andamento a «campana» tra le fasi del ciclo di vita. Generalmente: Organizzazione e preparazione Esecuzione e controllo attività Chiusura Costi e staff Avvio PM OUTPUT Prj charter Tempo Prj Management Plan Deliverable accettati Doc. prj archiviati
  • 23.
    Esistono due tipidi CVS: predittivo e iterativo e incrementale. Due sono i tipi di CVS predittivo: il sequenziale e il waterfall (sovrapposta) Fase 1 1- Sequenziale 2- Sovrapposta Fase 1 Plan Act Modello agile Fase 2 Do Fase 2 Fase 3 Check 3- Iterativa (ciclo agile) Fase 3
  • 24.
    La differenza trail ciclo di vita del PM e quello di un prodotto è: CVS PM CVS prodotto Si articola sempre in 5 gruppi di processi: Varia da industria a industria anche su prodotti simili Ha caratteristiche di unicità e temporaneità e produce il prodotto /servizio È ripetitivo e temporalmente finisce quando il management decide di non produrre + il prodotto / servizio 1. 2. 3. 4. 5. • Avvio, • Pianificazione, • Esecuzione, • Monitoraggio e controllo, • Chiusura. Pianicaz ione Inizio Monitoraggio e controllo Esecuzi one Fine