Temi d’approfondimento biblico-mariano  presso l’ Auditorium  in via Revedole,1  a Pordenone: giovedì ore 17,30-19,30 a cura di Paola Barigelli-Calcari La sposa  - 21 ottobre  La credente  - 28 ottobre La sorella  -  4 novembre La discepola  -  11 novembre
È  stata avvertita […] la necessità di “avvicinare” la figura della Vergine agli uomini del nostro tempo,  mettendo in luce la sua “immagine storica” di umile donna ebrea
che durante la predicazione del Cristo “raccolse le parole, con le quali [il Figlio], esaltando il regno al di sopra delle condizioni e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio  (Mc 3,35; Lc 11,27-28)  come ella fedelmente faceva”
Nell’AT è la parola discepolo  ( talmîd)  è usata una sola volta per indicare i discepoli dei maestri cantori del tempio ( 1 Cr 25,8 ). Tale termine si applica solo agli uomini, perché la donna occupa un posto inferiore. Nella prima  alleanza è il popolo intero il soggetto dell’apprendere a compiere la volontà di colui che lo ha scelto
Nel NT (Vangeli e Atti) il termine  mathetés  (discepolo)  si   trova 260 volte. Il movimento del discepolato si articola in tre cerchi concentrici: una grande folla di persone, una schiera numerosa di discepoli  e infine i dodici scelti  (Lc 6,13.17; cf. Mc 4,10).
La folla si tira indietro e non segue più Gesù quando delude le sue attese temporaliste  (Gv 6,66) . Mostra una  doppia faccia : da una parte lo esalta  (Mt 21,1-11)  e dall’altra chiede  la sua crocifissione  (Mt 27,15.20-24) . Solo dopo la sua morte si pente  (Lc 23,48).
Dopo la Pentecoste  (At 6,1 )  mathetés  ricompare come designazione dei cristiani in generali . Così ogni credente in Gesù è un discepolo, cioè una persona che ha ricevuto un insegnamento  (2Ts 2,15; Gal 1,12; Ef 4,21; Col 2,7).
I dodici, i settantadue  (Lc 1,1-12)  i due discepoli di Emmaus  (Lc 24,13-35) ; Giuseppe detto Barsabba e Mattia  (At 1,21)  Mnasone di Cipro  (At 21,6)  ( archaios mathetès ). Maria di Magdala, Giovanna moglie di Cusa amministratore di Erode  (Lc 8,2-3) . Dalla Galilea fino alla croce Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo (Salomè)  (Mt 27,55-56).  Maria di Cléofa  (Gv 19,25)  diversa da Maria moglie di Alfeo, padre di Giacomo  (Mc 10,3; At 1,3)
Lazzaro, Marta e Maria a Betania  (Gv 11,1-44) Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo  (Gv 19,38-39) Cieco nato  (Gv 9,38) A  Giaffa c’era una discepola  (mathétria)  chiamata Tabità, nome che significa gazzella  (At 9,36)  è l’unico passo del NT in cui appare al femminile e ha il significato di cristiana.
Mentre gli aspiranti rabbini si cercano il maestro, i discepoli di Gesù sono scelti da lui. Benché ci siano degli esempi di uomini che vanno da Gesù e gli chiedono di poterlo seguire e quindi di diventare  mathetaí  (Mt 8,19; Mc 4,18)  è lui in persona a prendere l’iniziativa di chiamare i pescatori di Galilea a seguirlo  (Mt 4,18-22; 9,9; Gv 6,70; 15,16).
Ai discepoli vengono manifestati i misteri del regno di Dio  (Mt 13,11-12). Essere  mathetés  implica comunanza di destino con Gesù che consiste in persecuzione, sofferenza e, infine, morte  (Mt 10,17-25; Gv 16,2 ), insomma  un’abnegazioíne radicale:  il discepolo deve prendere su di sé la sua croce  (Mt 16,24-25).  Non conta la Torà (rabbini), né l’idea (Socrate) ma la persona cui si è legati mediante la fede  (Gv 6,64).  Restare nella parola di Gesù  (Gv 8,31)  e attenersi alla sua volontà  (Gv 13,34-35)  costituisce davvero il discepolo  (Gv 8,31)  e in quanto tale viene innalzato da servo ad amico (da  doūlos  a  phílos ,  Gv 5,14ss).
I discepoli non erano in grado di comprendere la novità radicale del Vangelo che capovolge le idee correnti.
Il discorso missionario rivolto ai 72 discepoli  (Lc 10,1-12)  contiene consegne analoghe a quelle fatte ai dodici  (Mt 10,5-42) :  mitezza degli agnelli in mezzo ai lupi, povertà radicale senza pesi inutili, cura dei malati, augurio di pace e annuncio del regno di Dio…
Si può affermare che alla madre di Gesù competa legittimamente il titolo di discepola?  Fa parte del movimento del discepolato organizzato intorno a Cristo?  Si riscontrano in lei le note caratteristiche dei discepoli del Signore? Si può chiamare prima e perfetta discepola di Cristo?
Maria è un discepolo  atipico  e insieme  archetipo , che pur condividendo tanti atteggiamenti dei discepoli di Gesù, non è riconducibile alla loro misura: indubbiamente li supera.
Dai vangeli si percepisce senza difficoltà che la fede di Maria è soggetta al tempo, per cui il Concilio Vaticano II interpreta bene la scrittura quando afferma che “anche la beata Vergine avanzò nella peregrinazione della fede”  ( LG 58 in EV 1/132)
Come Giovanni Battista supera tutti i profeti nati da donna  (Mt 11,11)  perché annuncia il Cristo presente, così Maria supera i credenti del primo patto perché la sua fede si evolve in senso cristiano.  Ciò è chiaro nella pagina lucana sull’annunciazione  (Lc 1,30-33)
L’annuncio dell’angelo Gabriele riguarda la venuta del messia davidico con funzione di re escatologico  (Lc 1,30-33),  o meglio il concepimento verginale del Figlio di Dio in senso vero e proprio  (Lc 1,31-32.35). Non è solamente un discendente davidico ma è il figlio dell’Altissimo. La veracità di Dio e la maternità responsabile di Maria richiedono la chiarezza nel messaggio angelico.
L’  enfasi  della risposta di Maria all’annuncio angelico si differenzia da quelli con cui il popolo d’Isreale dava il suo assenso alla proposta divina di comunione (formula dell’alleanza) .  “ Serviremo il Signore”  (Gs 24,24)  “ Faremo quanto YHWH ha detto”  (Es 19,8; Esd 10,12; Ne 5,12) “ Sono la serva…Si faccia di me secondo la tua parola”   (Lc 1,38). In contrasto con l’incredulità di Zaccaria  (Lc 1,18)  viene compresa solo da Elisabetta “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”  (Lc 1,45)
Maria procede  per crisi , compiendo salti e passaggi dolorosi e traumatici, che si esprimono nei cosiddetti episodi d’incomprensione o “scene di rifiuto” nasce nella grotta  (Lc 2,1-7) segno di contraddizione  (Lc 2,22-35) perseguitato da Erode  (Mt 2,13-18) rifiutato da nazaretani  (Lc 4,28-29) arrestato dai sommi sacerdoti e abbandonato dai discepoli  (Mt 26,47-56) muore in croce  (Gv 19,25-27) perseguitato nei suoi discepoli  (At 12,1-5) in cui Gesù prende le distanze nei confronti della famiglia e della sua stessa madre. Maria avanza  per lisi  cioè mediante un’assimilazione graduale del mistero di Gesù e delle sue parole, fino a pervenire gradatamente alla fiducia totale nel Figlio manifestata alle nozze di Cana.
Un innegabile cambiamento di situazione si attua con il passaggio di Gesù dalla vita nascosta, caratterizzata dall’obbedienza ai genitori (Lc 2,51) alla vita pubblica nella quale egli rivendica la propria indipendenza preannunciata nel ritrovamento al tempio (Lc 2,49). Cristo si libera dalla stretta materna per dedicarsi alla sua vocazione messianica e impartisce la lezione sulla superiorità dei legami spirituali derivanti dalla fede obbediente alla parola di Dio. Maria, allora da madre che esercita i diritti materni è chiamata a divenire  discepola  del Figlio, aderendo con fede a lui e al suo progetto d’istaurazione del regno di Dio nel mondo.
A Cana si manifesta un  incontro  e un  incrocio  tra discepolato e parentela, in quanto il gruppo dei discepoli non fa difficoltà a inserirsi nel contesto parentale di una festa di nozze, e Maria si muove a suo agio tra i discepoli. “ Dopo questo fatto, scese a Cafarnao egli e la madre di lui, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono là solo pochi giorni”  (Gv 2,12),
Secondo Marco nessuna persona o gruppo (farisei, erodiani, scribi, folla,  familiari e discepoli) ha compreso Gesù prima della Pasqua. At 1,14: “Tutti questi [gli undici apostoli] erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui”.
Il gruppo è costituito da  quattro categorie di persone : Gli  apostoli , citati per primi, costituiscono il nucleo fondamentale del nuovo popolo escatologico; Le  donne  vengono in secondo luogo e sebbene innominate sono quelle presenti alla crocefissione, sepoltura e resurrezione di Gesù (Lc 8,1-3; 23,49.55; 24,10); Maria  è la sola donna presentata con il suo nome e la sua funzione cristologica: madre di Gesù. Pienamente integrata nella comunità pasquale, è l’elemento di continuità tra Cristo e la Chiesa, tra il gruppo di donne e il clan familiare di Gesù. È presente come madre di tutti i discepoli amati perché così dichiarata e costituita da Cristo crocifisso (Gv 19,25-27): I  fratelli di Gesù , cioè i suoi parenti, sono passati da un’iniziale incredulità alla fede nel Risorto
Maria è destinataria di una chiamata divina Pur non comprendendo, conserva, riflette attivamente ( syntēréō)  e pondera , compie un lavoro interpretativo di sintesi mediante un accurato confronto ( symbállō ). In Maria dunque si attua una vera mistagogia (o introduzione nel mistero) permanente e progressiva che le permette di penetrare nella vera identità di Cristo e di seguirlo nella comunione di vita fino a condividerne il mistero pasquale Maria è testimone autorevole di Gesù Cristo e comunica la sua fede (a Elisabetta, a Pentecoste)
Il concetto di tipo (dal greco  typtein =  dare un colpo di pollice su una materia plastica così da lasciare un’impronta) include tre elementi: Rappresentazione di un contenuto spirituale da parte di una figura concreta; Vincolo reale interno, fondamento della rappresentazione;ù Esemplarità o carattere di modello morale conseguente alla rappresentazione.
Nella sua persona completamente dedita al servizio di Dio e perfettamente unita al figlio Salvatore, la Vergine è la rappresentazione  singolare e trasparente dell’intima essenza del discepolo del Signore. A Maria compete una preminenza di perfezione in quanto ella è dopo Cristo, “la parte preponderante, migliore, più influente e più eletta di tutta la Chiesa”.
Maria con la sua fede diventa il  primo membro  della comunità dei credenti in Cristo, ma diviene anche collaboratrice nella rinascita spirituale dei discepoli. Cristo è il modello supremo al quale il discepolo deve conformare la propria condotta  (Gv 13,15) fino ad avere i suoi stessi sentimenti (Fil 2,5) vivere della sua vita e possedere il suo Spirito (cf. Gal 2,20; Rm 8,10-11). Maria nella sua missione è orientata a “riprodurre nei figli i lineamenti spirituali del Figlio primogenito”.  Rivolgendo gli occhi a lei, “che rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti (LG 65), i cristiani imparano lo “statuto del discepolo” ossia gli atteggiamenti fondamentali richiesti a chi si mette alla sequela di Gesù.
Maria è il fiore più bello sbocciato dalla creazione, la “rosa” apparsa nella pienezza del tempo, quando Dio, mandando il suo Figlio, ha donato al mondo una nuova primavera. Ed è al tempo stesso protagonista, umile e discreta, dei primi passi della Comunità cristiana: Maria ne è il cuore spirituale, perché la sua stessa presenza in mezzo ai discepoli è memoria vivente del Signore Gesù e pegno del dono del suo Spirito.
“ Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”  (Gv 14,23).  Queste espressioni sono rivolte ai discepoli, ma si possono applicare al massimo grado proprio a Colei che  è la prima e perfetta discepola di Gesù . Maria infatti ha osservato per prima e pienamente la parola del suo Figlio, dimostrando così di amarlo non solo come madre, ma prima ancora come ancella umile e obbediente; per questo Dio Padre l’ha amata e in Lei ha preso dimora la Santissima Trinità.
Caratteristiche del discepolato di Maria  Redemptoris Mater 17 la fede l’abnegazione l’accoglimento della parola Il servizio reciproco Il servizio alla causa del regno La condivisione del destino L’esperienza della croce La vigilanza
 
COMPETENZE   IN USCITA  (cfr. DPR n. 2 febbraio 2010; C.M. n. 71 del 3 agosto 2010) Gli  studenti  dovrebbero essere in grado di:  descrivere Maria come la prima e perfetta discepola di Gesù Cristo raccontare eventi o fatti che presentano questo aspetto secondo i vangeli e gli Atti descrivere alcune caratteristiche di Maria come protodiscepolo confrontare alcune differenze nella sequela di Gesù tra Maria e gli apostoli e i discepoli valutare gli effetti esistenziali dello scegliere Maria come modello cristiano
Quale situazione didattica predisporre? Quali contenuti proporre? Quali mezzi e strumenti utilizzare? Come procedere? Come monitorare l’interesse e la partecipazione?
 

Maria, La Discepola

  • 1.
    Temi d’approfondimento biblico-mariano presso l’ Auditorium in via Revedole,1 a Pordenone: giovedì ore 17,30-19,30 a cura di Paola Barigelli-Calcari La sposa - 21 ottobre La credente - 28 ottobre La sorella - 4 novembre La discepola - 11 novembre
  • 2.
    È stataavvertita […] la necessità di “avvicinare” la figura della Vergine agli uomini del nostro tempo, mettendo in luce la sua “immagine storica” di umile donna ebrea
  • 3.
    che durante lapredicazione del Cristo “raccolse le parole, con le quali [il Figlio], esaltando il regno al di sopra delle condizioni e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio (Mc 3,35; Lc 11,27-28) come ella fedelmente faceva”
  • 4.
    Nell’AT è laparola discepolo ( talmîd) è usata una sola volta per indicare i discepoli dei maestri cantori del tempio ( 1 Cr 25,8 ). Tale termine si applica solo agli uomini, perché la donna occupa un posto inferiore. Nella prima alleanza è il popolo intero il soggetto dell’apprendere a compiere la volontà di colui che lo ha scelto
  • 5.
    Nel NT (Vangelie Atti) il termine mathetés (discepolo) si trova 260 volte. Il movimento del discepolato si articola in tre cerchi concentrici: una grande folla di persone, una schiera numerosa di discepoli e infine i dodici scelti (Lc 6,13.17; cf. Mc 4,10).
  • 6.
    La folla sitira indietro e non segue più Gesù quando delude le sue attese temporaliste (Gv 6,66) . Mostra una doppia faccia : da una parte lo esalta (Mt 21,1-11) e dall’altra chiede la sua crocifissione (Mt 27,15.20-24) . Solo dopo la sua morte si pente (Lc 23,48).
  • 7.
    Dopo la Pentecoste (At 6,1 ) mathetés ricompare come designazione dei cristiani in generali . Così ogni credente in Gesù è un discepolo, cioè una persona che ha ricevuto un insegnamento (2Ts 2,15; Gal 1,12; Ef 4,21; Col 2,7).
  • 8.
    I dodici, isettantadue (Lc 1,1-12) i due discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35) ; Giuseppe detto Barsabba e Mattia (At 1,21) Mnasone di Cipro (At 21,6) ( archaios mathetès ). Maria di Magdala, Giovanna moglie di Cusa amministratore di Erode (Lc 8,2-3) . Dalla Galilea fino alla croce Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo (Salomè) (Mt 27,55-56). Maria di Cléofa (Gv 19,25) diversa da Maria moglie di Alfeo, padre di Giacomo (Mc 10,3; At 1,3)
  • 9.
    Lazzaro, Marta eMaria a Betania (Gv 11,1-44) Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo (Gv 19,38-39) Cieco nato (Gv 9,38) A Giaffa c’era una discepola (mathétria) chiamata Tabità, nome che significa gazzella (At 9,36) è l’unico passo del NT in cui appare al femminile e ha il significato di cristiana.
  • 10.
    Mentre gli aspirantirabbini si cercano il maestro, i discepoli di Gesù sono scelti da lui. Benché ci siano degli esempi di uomini che vanno da Gesù e gli chiedono di poterlo seguire e quindi di diventare mathetaí (Mt 8,19; Mc 4,18) è lui in persona a prendere l’iniziativa di chiamare i pescatori di Galilea a seguirlo (Mt 4,18-22; 9,9; Gv 6,70; 15,16).
  • 11.
    Ai discepoli vengonomanifestati i misteri del regno di Dio (Mt 13,11-12). Essere mathetés implica comunanza di destino con Gesù che consiste in persecuzione, sofferenza e, infine, morte (Mt 10,17-25; Gv 16,2 ), insomma un’abnegazioíne radicale: il discepolo deve prendere su di sé la sua croce (Mt 16,24-25). Non conta la Torà (rabbini), né l’idea (Socrate) ma la persona cui si è legati mediante la fede (Gv 6,64). Restare nella parola di Gesù (Gv 8,31) e attenersi alla sua volontà (Gv 13,34-35) costituisce davvero il discepolo (Gv 8,31) e in quanto tale viene innalzato da servo ad amico (da doūlos a phílos , Gv 5,14ss).
  • 12.
    I discepoli nonerano in grado di comprendere la novità radicale del Vangelo che capovolge le idee correnti.
  • 13.
    Il discorso missionariorivolto ai 72 discepoli (Lc 10,1-12) contiene consegne analoghe a quelle fatte ai dodici (Mt 10,5-42) : mitezza degli agnelli in mezzo ai lupi, povertà radicale senza pesi inutili, cura dei malati, augurio di pace e annuncio del regno di Dio…
  • 14.
    Si può affermareche alla madre di Gesù competa legittimamente il titolo di discepola? Fa parte del movimento del discepolato organizzato intorno a Cristo? Si riscontrano in lei le note caratteristiche dei discepoli del Signore? Si può chiamare prima e perfetta discepola di Cristo?
  • 15.
    Maria è undiscepolo atipico e insieme archetipo , che pur condividendo tanti atteggiamenti dei discepoli di Gesù, non è riconducibile alla loro misura: indubbiamente li supera.
  • 16.
    Dai vangeli sipercepisce senza difficoltà che la fede di Maria è soggetta al tempo, per cui il Concilio Vaticano II interpreta bene la scrittura quando afferma che “anche la beata Vergine avanzò nella peregrinazione della fede” ( LG 58 in EV 1/132)
  • 17.
    Come Giovanni Battistasupera tutti i profeti nati da donna (Mt 11,11) perché annuncia il Cristo presente, così Maria supera i credenti del primo patto perché la sua fede si evolve in senso cristiano. Ciò è chiaro nella pagina lucana sull’annunciazione (Lc 1,30-33)
  • 18.
    L’annuncio dell’angelo Gabrieleriguarda la venuta del messia davidico con funzione di re escatologico (Lc 1,30-33), o meglio il concepimento verginale del Figlio di Dio in senso vero e proprio (Lc 1,31-32.35). Non è solamente un discendente davidico ma è il figlio dell’Altissimo. La veracità di Dio e la maternità responsabile di Maria richiedono la chiarezza nel messaggio angelico.
  • 19.
    L’ enfasi della risposta di Maria all’annuncio angelico si differenzia da quelli con cui il popolo d’Isreale dava il suo assenso alla proposta divina di comunione (formula dell’alleanza) . “ Serviremo il Signore” (Gs 24,24) “ Faremo quanto YHWH ha detto” (Es 19,8; Esd 10,12; Ne 5,12) “ Sono la serva…Si faccia di me secondo la tua parola” (Lc 1,38). In contrasto con l’incredulità di Zaccaria (Lc 1,18) viene compresa solo da Elisabetta “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45)
  • 20.
    Maria procede per crisi , compiendo salti e passaggi dolorosi e traumatici, che si esprimono nei cosiddetti episodi d’incomprensione o “scene di rifiuto” nasce nella grotta (Lc 2,1-7) segno di contraddizione (Lc 2,22-35) perseguitato da Erode (Mt 2,13-18) rifiutato da nazaretani (Lc 4,28-29) arrestato dai sommi sacerdoti e abbandonato dai discepoli (Mt 26,47-56) muore in croce (Gv 19,25-27) perseguitato nei suoi discepoli (At 12,1-5) in cui Gesù prende le distanze nei confronti della famiglia e della sua stessa madre. Maria avanza per lisi cioè mediante un’assimilazione graduale del mistero di Gesù e delle sue parole, fino a pervenire gradatamente alla fiducia totale nel Figlio manifestata alle nozze di Cana.
  • 21.
    Un innegabile cambiamentodi situazione si attua con il passaggio di Gesù dalla vita nascosta, caratterizzata dall’obbedienza ai genitori (Lc 2,51) alla vita pubblica nella quale egli rivendica la propria indipendenza preannunciata nel ritrovamento al tempio (Lc 2,49). Cristo si libera dalla stretta materna per dedicarsi alla sua vocazione messianica e impartisce la lezione sulla superiorità dei legami spirituali derivanti dalla fede obbediente alla parola di Dio. Maria, allora da madre che esercita i diritti materni è chiamata a divenire discepola del Figlio, aderendo con fede a lui e al suo progetto d’istaurazione del regno di Dio nel mondo.
  • 22.
    A Cana simanifesta un incontro e un incrocio tra discepolato e parentela, in quanto il gruppo dei discepoli non fa difficoltà a inserirsi nel contesto parentale di una festa di nozze, e Maria si muove a suo agio tra i discepoli. “ Dopo questo fatto, scese a Cafarnao egli e la madre di lui, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono là solo pochi giorni” (Gv 2,12),
  • 23.
    Secondo Marco nessunapersona o gruppo (farisei, erodiani, scribi, folla, familiari e discepoli) ha compreso Gesù prima della Pasqua. At 1,14: “Tutti questi [gli undici apostoli] erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui”.
  • 24.
    Il gruppo ècostituito da quattro categorie di persone : Gli apostoli , citati per primi, costituiscono il nucleo fondamentale del nuovo popolo escatologico; Le donne vengono in secondo luogo e sebbene innominate sono quelle presenti alla crocefissione, sepoltura e resurrezione di Gesù (Lc 8,1-3; 23,49.55; 24,10); Maria è la sola donna presentata con il suo nome e la sua funzione cristologica: madre di Gesù. Pienamente integrata nella comunità pasquale, è l’elemento di continuità tra Cristo e la Chiesa, tra il gruppo di donne e il clan familiare di Gesù. È presente come madre di tutti i discepoli amati perché così dichiarata e costituita da Cristo crocifisso (Gv 19,25-27): I fratelli di Gesù , cioè i suoi parenti, sono passati da un’iniziale incredulità alla fede nel Risorto
  • 25.
    Maria è destinatariadi una chiamata divina Pur non comprendendo, conserva, riflette attivamente ( syntēréō) e pondera , compie un lavoro interpretativo di sintesi mediante un accurato confronto ( symbállō ). In Maria dunque si attua una vera mistagogia (o introduzione nel mistero) permanente e progressiva che le permette di penetrare nella vera identità di Cristo e di seguirlo nella comunione di vita fino a condividerne il mistero pasquale Maria è testimone autorevole di Gesù Cristo e comunica la sua fede (a Elisabetta, a Pentecoste)
  • 26.
    Il concetto ditipo (dal greco typtein = dare un colpo di pollice su una materia plastica così da lasciare un’impronta) include tre elementi: Rappresentazione di un contenuto spirituale da parte di una figura concreta; Vincolo reale interno, fondamento della rappresentazione;ù Esemplarità o carattere di modello morale conseguente alla rappresentazione.
  • 27.
    Nella sua personacompletamente dedita al servizio di Dio e perfettamente unita al figlio Salvatore, la Vergine è la rappresentazione singolare e trasparente dell’intima essenza del discepolo del Signore. A Maria compete una preminenza di perfezione in quanto ella è dopo Cristo, “la parte preponderante, migliore, più influente e più eletta di tutta la Chiesa”.
  • 28.
    Maria con lasua fede diventa il primo membro della comunità dei credenti in Cristo, ma diviene anche collaboratrice nella rinascita spirituale dei discepoli. Cristo è il modello supremo al quale il discepolo deve conformare la propria condotta (Gv 13,15) fino ad avere i suoi stessi sentimenti (Fil 2,5) vivere della sua vita e possedere il suo Spirito (cf. Gal 2,20; Rm 8,10-11). Maria nella sua missione è orientata a “riprodurre nei figli i lineamenti spirituali del Figlio primogenito”. Rivolgendo gli occhi a lei, “che rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti (LG 65), i cristiani imparano lo “statuto del discepolo” ossia gli atteggiamenti fondamentali richiesti a chi si mette alla sequela di Gesù.
  • 29.
    Maria è ilfiore più bello sbocciato dalla creazione, la “rosa” apparsa nella pienezza del tempo, quando Dio, mandando il suo Figlio, ha donato al mondo una nuova primavera. Ed è al tempo stesso protagonista, umile e discreta, dei primi passi della Comunità cristiana: Maria ne è il cuore spirituale, perché la sua stessa presenza in mezzo ai discepoli è memoria vivente del Signore Gesù e pegno del dono del suo Spirito.
  • 30.
    “ Se unomi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23). Queste espressioni sono rivolte ai discepoli, ma si possono applicare al massimo grado proprio a Colei che è la prima e perfetta discepola di Gesù . Maria infatti ha osservato per prima e pienamente la parola del suo Figlio, dimostrando così di amarlo non solo come madre, ma prima ancora come ancella umile e obbediente; per questo Dio Padre l’ha amata e in Lei ha preso dimora la Santissima Trinità.
  • 31.
    Caratteristiche del discepolatodi Maria Redemptoris Mater 17 la fede l’abnegazione l’accoglimento della parola Il servizio reciproco Il servizio alla causa del regno La condivisione del destino L’esperienza della croce La vigilanza
  • 32.
  • 33.
    COMPETENZE IN USCITA (cfr. DPR n. 2 febbraio 2010; C.M. n. 71 del 3 agosto 2010) Gli studenti dovrebbero essere in grado di: descrivere Maria come la prima e perfetta discepola di Gesù Cristo raccontare eventi o fatti che presentano questo aspetto secondo i vangeli e gli Atti descrivere alcune caratteristiche di Maria come protodiscepolo confrontare alcune differenze nella sequela di Gesù tra Maria e gli apostoli e i discepoli valutare gli effetti esistenziali dello scegliere Maria come modello cristiano
  • 34.
    Quale situazione didatticapredisporre? Quali contenuti proporre? Quali mezzi e strumenti utilizzare? Come procedere? Come monitorare l’interesse e la partecipazione?
  • 35.