La newsletter mette in evidenza la preoccupazione per una pubblicità considerata offensiva e sessista, ritenuta un'istigazione alla violenza contro le donne. Il dibattito si estende alla responsabilità della pubblicità nella formazione di stereotipi di genere e alle conseguenze negative su adolescenti e giovani. In risposta, il Parlamento europeo ha emanato linee guida per una comunicazione commerciale più rispettosa e responsabile nei confronti della dignità umana.