2 giugno2 giugno
19461946
LL’’Italia al votoItalia al voto
L’Italia intera è convocata per ilL’Italia intera è convocata per il
referendum istituzionale e perreferendum istituzionale e per
l’elezione dei membri dell’Assembleal’elezione dei membri dell’Assemblea
costituentecostituente
ReferendumReferendum
IstituzionaleIstituzionale
• Monarchia
• Repubblica
I risultati furono inaspettati :
Monarchia 45,70 %
Repubblica 54,30%
Dopo l’unità d’Italia , il
popolo è chiamato a
scegliere una nuova forma
istituzionale da applicare
al regno:
Per la prima volta il
suffragio è universale:
il voto è libero e
rappresentativo
I risultatiI risultati
evidenziano unaevidenziano una
spaccatura :spaccatura :
-- NordNord ::
maggioranzamaggioranza repubblicanarepubblicana
-SudSud ::
maggioranzamaggioranza
monarchicamonarchica
MODALITA’ DI ELEZIONE
DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE
• Sistema Proporzionale
Il sistema proporzionale In Italia era
formato da 32 collegi :
consiste nell'assegnazione dei seggi in
circoscrizioni elettorali plurinominali
(con più candidati per ogni lista) in
proporzione ai voti ottenuti
In ogni collegio i partiti non presentano
un solo candidato, ma una lista di
candidati che può comprenderne tanti
quanti sono i seggi in palio in quel
collegio.
• Suffragio universale Totale
Nel 1946 si svolsero le prime
elezioni a suffragio universale
per uomini e donne (la prima
occasione di voto in assoluto
per le donne in Italia). I votanti
dovevano avere compiuto la
maggiore età (21 anni
inizialmente, e 18 anni a partire
dal 1975).
Risultati delle elezioni dei 556 membri
dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946
PARTITO VOTI % SEGGI
Democrazia Cristiana (DC)
Partito Socialista (PSIUP)
Partito comunista (PCI)
Unione Democratica Nazionale
Fronte dell’Uomo Qualunque
Partito repubblicano
Blocco Nazionale della Libertà
Partito d’Azione
Altre liste
37,2%
20%
18,7%
7,4%
5,4%
4,1%
2,9%
1,3%
2,3%
207
115
104
41
30
23
16
7
13
L’Assemblea costituente si insediò il 25 Giugno 1946 per poi rimanere in vigore
fino alla fine del 1947.
Il primo presidente dell’Assemblea
Costituente fu Giuseppe Saragat
ORGANIZZAZIONE
L’assemblea nominò al suo interno una
“Commissione per la Costituzione”
composta da 75 membri a loro volta divisi in 3
sottocommissioni
diritti e doveri dei cittadini
presieduta da
Umberto Tupini (DC)
organizzazione
costituzionale dello Stato
presieduta da
UmbertoTerracini (PCI)
rapporti economici e
sociali
presieduta da
Gustavo Ghidini (PSI)
un comitato più ristretto, “Il Comitato Dei Diciotto” si occupò di redigere la Costituzione
COMPITI
ratificare i trattati internazionali
di pace
redigere una nuova
carta costituzionale
eleggere il
Presidente della
Repubblica
(Enrico De Nicola)
approvare le leggi
di bilancio
votare la fiducia al
Governo
funzione
legislativa
Costituzione ItalianaCostituzione Italiana
“La costituzione di un’organizzazione definisce la sua forma,
struttura, attività, carattere e regole fondamentali”
La costituzione della Repubblica
Italiana è la legge fondamentale e
fondativa dello stato Italiano.
Fu approvata dall’Assemblea
Costituente il 22 dicembre del
1947 e promulgata dal capo
provvisorio dello Stato Enrico De
Nicola il 27 dicembre del 1947
ed entrò in vigore il 1° gennaio
del 1948.
La Costituzione italiana è una
costituzione
- scritta
- rigida ovvero è necessario un
procedimento parlamentare
aggravato per la riforma dei suoi
contenuti
- lunga perché non si limita a
indicare le norme sulle fonti del
diritto ma contiene disposizioni in
molti settori del vivere civile
- votata
- compromissoria perché frutto di
una particolare collaborazione tra
tutte le forze politiche uscenti dal
secondo conflitto mondiale
- democratica
- programmatica.
Struttura della costituzione
• Principi fondamentali (artt. 1-12)
• Parte prima: diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54)
• parte seconda: l'ordinamento della Repubblica (artt. 55-139)
• Disposizioni transitorie e finali (artt. I-XVIII)
Idea democraticaIdea democratica
Idea socialistaIdea socialista
Idea cristiano-socialeIdea cristiano-sociale
Idea liberaleIdea liberale
“ Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria
fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di
farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico
il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon
costume.” (Art.19)
“ L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi
in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno
alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge
determina i programmi e i controlli opportuni perché
l’attività economica pubblica e privata possa essere
indirizzata e coordinata a fini sociali.” (Art. 41)
“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno
raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e
segreto. Il suo esercizio è dovere civico. […] Il diritto di voto non
può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di
sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale
indicati dalla legge.” (Art. 48)
Libertà
religiosa
Libertà
economica
Libertà
politica
Lo Stato non ha il fine
positivo di rendere i
cittadini moralmente
migliori, ma ha un fine
negativo, cioè quello di
rimuovere gli ostacoli che
rendono possibile il
miglioramento morale.
Lo Stato liberale
impedisce gli abusi di
potere (stato guardiano).
Ogni uomo resta titolare
dei diritti naturali e
inalienabili che non
possono essere
trasgrediti dalle leggi
(giusnaturalisti e John
Locke)
“ L’associazione civile è l’atto più volontario
che ci sia al mondo. Siccome ogni uomo nasce
libero e padrone di sé, nessuno può, con nessun
pretesto, asservirlo senza il suo consenso.
Decidere che il figlio d’una schiava nasca
schiavo significa decidere che non nasca
uomo.”
.
Rousseau da “Il contratto sociale”
Tutti i cittadini possono
partecipare
all’elaborazione delle
leggi e lo Stato deve farne
da garante.
I cittadini detengono il
potere sovrano e i
politici sono
espressione del
consenso popolare.
Esempi di articoli che fanno riferimento all’idea
democratica (e quindi ai diritti politici)
“ Tutti i cittadini
dell’uno o dell’altro
sesso possono accedere
agli uffici pubblici e
alle cariche elettive in
condizioni di
eguaglianza, secondo i
requisiti stabiliti dalla
legge […] ” Art.51
“ Sono elettori tutti i
cittadini, uomini e
donne, che hanno
raggiunto la maggiore
età. Il voto è personale
ed uguale, libero e
segreto. Il suo
esercizio è dovere
civico […] ”
.
E’ un’uguaglianza concreta, non
solo basata su aspetti politici, ma
anche sociali cioè un’uguaglianza
di classe che mette tutti i cittadini
in condizione di avere
effettivamente e completamente
gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Per garantire un benessere
collettivo ed eliminare la
disuguaglianza economica
sarebbe necessario abolire
parzialmente o totalmente la
proprietà privata.
Questo ideale è espressione del
collettivismo e si riscontra nel
favorire la formazione della
società cooperativa.
“[…]E’ compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l’eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all’organizzazione politica,
economica e sociale del Paese.” ( Art.
3 )
“La Repubblica riconosce la
funzione sociale della
cooperazione a carattere di
mutualità e senza fini di
speculazione privata.[…]”
(Art.45)
Lo Stato deve mettere tutti i
cittadini in condizione di lavorare
“L’Italia è una Repubblica
democratica, fondata sul lavoro.
[...]” (Art.1)
“La Repubblica riconosce a tutti i
cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendono
effettivo questo diritto. [...]” (Art.4)
Altri esempi che trattano di questo
concetto si possono riscontrare nei
seguenti articoli:
-Art.35 -> tutela del lavoro
-Art.36 -> tutela delle condizioni di
lavoro degli operai
-Art.37 -> parità di diritti tra
lavoratori e lavoratrici e tutela del
lavoro minorile
-Art.39 -> libertà sindacale
-Art.40 -> diritto allo sciopero
Stato assistenziale (Welfare State):
garante dell’uguaglianza sostanziale e
promotore dello sviluppo economico.
“Ogni cittadino inabile al lavoro e
sprovvisto dei mezzi necessari per
vivere ha diritto al mantenimento e
all’assistenza sociale. I lavoratori
hanno diritto che siano preveduti e
assicurati mezzi adeguati alle loro
esigenze di vita in caso di
infortunio, malattia, invalidità e
vecchiaia, disoccupazione
involontaria. Gli inabili ed i
minorati hanno diritto
all’educazione e all’avviamento
professionale. Ai compiti previsti in
questo articolo provvedono organi
ed istituti predisposti o integrati
dallo Stato. L’assistenza privata è
libera.”(Art 38)
Programma di conciliazione
LIBERALISMO
Conserva il diritto di
proprietà
Rifiuta il presupposto
individualistico e la
libertà di concorrenza
SOCIALISMO
Riprende l’esigenza di
proteggere le classi più
umili
Rifiuta l’abolizione
della proprietà privata
La proprietà individuale viene riconosciuta,
estesa nella sua titolarità, temperata nel suo
esercizio
A differenza del
liberalismo promuove un
intervento dello stato
nella vita economica
Propone la creazione di
corporazioni di mestiere
Si propone infine di conciliare la
lotta di classe in una mutua
comprensione dei
rappresentanti del lavoro e del
capitale, sottoposti alla stessa
legge della morale cristiana.
Rifiuta lo statalismo
socialista considerato
eccessivo
superando
l’individualismo
liberalista
superando il
livellamento
collettivistico socialista
Rifiuta la
concezione
liberalista che
vedeva la lotta di
classe quale causa
di progresso
economico
Rifiuta la
concezione
socialista che
voleva eliminare
alle radici la lotta
di classe
LIBERALISMO SOCIALISMO
fine
Uguaglianza formale
&
Uguaglianza sostanziale
Differenze:
Uguaglianza formale
- garantisce le libertà
negative;
- l’uomo è considerato come
individuo;
- è caratteristica dello stato
liberale;
- ha carattere generale e
teorico.
Uguaglianza sostanziale
- garantisce le libertà
positive;
- l’uomo è considerato come
cittadino;
- è caratteristica dello stato
sociale (Welfare State);
- è relativa alla forma di
stato adottata e ai diversi
rapporti istituzionali.
Uguaglianza formale
- impedisce alle azioni
positive di diventare a loro
volta fonte di giustizia,
dando luogo a casi di
discriminazione;
- non assicura una reale
uguaglianza di tutti di fronte
alla legge.
Uguaglianza sostanziale
- impedisce l’eccesso di
rigore dell’ uguaglianza
formale;
- disuguaglianza che diventa
uguaglianza.
I due principi di uguaglianza si limitano e si
completano a vicenda:
Il punto di equilibrio è individuato dal
giudizio di ragionevolezza
Solidarietà sociale
a pari merito con la
dignità dell’uomo!
Giuseppe Dossetti
Contrasti sociali
ineliminabili.
La società pluriclassista
non permette la solidarietà
sociale.
Riccardo Lombardi
Rafforzamento
dell’autorità statale
nel rispetto
dell’individuo.
Non basta l’uguaglianza
formale, è necessaria
l’uguaglianza sociale.
Lo stato deve
garantire il
raggiungimento della
dignità umana.
Lelio Basso
Aldo Moro
La presentazione è stata realizzata dalla
V C
ASSISTITI MATTEO, BIGONGIARI FRANCESCO, CARDARELLI CHIARA, COLARUSSO ELOISE,
CUOMO GIULIANO, DEL GRANDE GIULIA, DIODATI ANDREA, GENTILE FRANCESCA, LENZI
GIACOMO, MANTELLASSI CHIARA, PACINI LEONARDO, PARDUCCI TOMMASO, PETRINI
LUCIA, RAMACCIOTTI GABRIELE, TURBA MATTEO, VOTINO DESIREE'
Liceo scientifico “E.Majorana” Capannori
Prof. ssa Elisa Greco
PARI
OPPORTUNITA’
DONNE
DIRITTI DEI
MINORI
IMMIGRATI
E LAVORO
HANDICAP
Donne
Lo Stato si impegna
realmente a rimuovere ogni
ostacolo di ordine sociale
per garantire pari opportunità
di entrambi i sessi?
L’occupazione femminile
presenta una percentuale
inferiore rispetto a quella
maschile
Il 70,3% degli Uomini
lavora vs il 47,2% delle
Donne.
Oggi le donne hanno un
grado di istruzione superiore
rispetto all’altro sesso
Il 60% dei laureati è
Donna, il 40% è Uomo
Il 22% delle
laureate non
lavora vs il 9% dei
laureati
Si ha disparità anche
all’interno dello stesso genere
femminile:
• LAVORATRICI spesso
rinunciano o posticipano la
gravidanza per non perdere il
proprio lavoro o per riuscire ad
accedere a ruoli decisionali
alti.
•Tra le NON LAVORATRICI
molte presentano uno o più
figli.
Ciò dimostra che lo Stato
Italiano non offre
sufficienti servizi pubblici
che permettano di
coniugare lavoro e
famiglia.
Le lavoratrici sono pagate
meno rispetto ai loro colleghi.
Questa differenza si acuisce
tra i 35 e 45 anni, momento
critico della carriera lavorativa
che coincide spesso con
quello della vita personale.
Solo l’Ungheria e
Malta nella lista dei
27 paesi dell’Unione
Europea, presentano
una situazione del
lavoro femminile
peggiore di quella
italiana.
PROPOSTE POSITIVE
-incrementare i servizi riguardo l’infanzia:
Nel 2006 in TOSCANA, regione virtuosa in questo ambito, 12 milioni di euro sono stati
impiegati in investimenti per la gestione ordinaria di servizi per l’infanzia. Nel 2008 per i
servizi per la prima infanzia sono stati messi a disposizioni oltre 27 milioni di euro.
Grazie a questo sforzo la Toscana è al primo posto al livello nazionale per qualità e
risposta ai bisogni delle famiglie.
-incentivare proposte imprenditoriali per conciliare tempi di vita e di
lavoro e comunque promuovere la creatività femminile:
Nasce a Carrara la prima cooperativa italiana di donne pescatrici , che si occuperanno
di tutta la filiera dalla pesca in mare alla lavorazione e alla vendita dei prodotti ittici,
tutto sarà fatto con metodi biologici.
DIRITTI DEI MINORI: Sottovalutati e non riconosciuti
Percentuali elevate si registrano:
• nel settore terziario e nel settore agricolo
• attività criminale (fino al 7 %)
• prostituzione
Da notare il fatto che non sono presenti stime
precise per quanto riguarda i bambini
immigrati
• POVERTA’ ECONOMICA
L’Italia è al 2° posto in Europa per
la più alta percentuale di minori
che vive al di sotto della soglia di
povertà
•POVERTA’ CULTURALE:
Dal rapporto Ires-Cgil risulta che in Italia sono 400 mila i bambini
sfruttati fra i 7 e 14 anni, UN DATO INACCETTABILE PER UN
PAESE “CIVILE”
33.5 % al Nord (Milano)
9.6 % al Centro (Roma)
36.2 % al Sud e Isole
(Napoli)
CAUSE:
Dispersione
scolastica
Sistema
scolastico
inefficiente
•POVERTA’
DELL’INFORMAZIONE
• POVERTA’ DELL’AZIONE
DEI GOVERNI
•ORGANIZZAZIONI
MAFIOSE
AZIONI POSITIVE e SOLUZIONI
• sensibilizzazione dell’opinione pubblica
• prolungamento dell’obbligo scolastico
• maggiori controlli sulle imprese e
promozione di incentivi per evitare
l’impiego di minori
• integrazione degli stranieri
• maggiori investimenti da parte del
governo per tutelare i diritti dei minori
• “Giornata mondiale dell’infanzia”
• Telefono Azzurro
• Promozione dello slogan della Cgil “I
bambini a studiare, i grandi a lavorare”
HANDICAP
SCUOLA
CARENZA DELLE ORE
DI SOSTEGNO
TROPPI ALUNNI PER
CLASSE
IL 30% DELLE SCUOLE
HA BARRIERE
ARCHITETTONICHE
PROLUNGAMENTO
DELL’ ETA’ SCOLARE
FINO A 21 ANNI
AGEVOLAZIONI
FISCALI
INTEGRAZIONE
SCOLASTICA (LEGGE
517)
LAVORO
RAPPORTO
DOMANDA/OFFERTA
CRITICO AL CENTRO E
AL SUD
SISTEMA DI
REGOLAZIONE
DELL’ACCESSO AL
LAVORO (LEGGE 68)
SOCIALE
COSTI INGENTI
DISAGIO PER LE
FAMIGLIE
ASSOCIAZIONI
SANITARIE
 Centro Territoriale Misto
per l’Handicap (CTM)
In Italia il lavoro è al
tempo stesso un dovere e
un diritto,è fondamento
dell’intero sistema politico
e sociale.
In Italia lavorano circa un milione
e mezzo di immigrati (10% degli
occupati).Gli stranieri registrano
un tasso di occupazione più
elevato degli italiani.
Svolgere un’attività lavorativa è,nella
stragrande maggioranza dei casi,condizione
necessaria per uno straniero,in particolare
extracomunitario, per vivere regolarmente
nel nostro Paese.Il lavoro rappresenta il
principale motivo che spinge un individuo a
trasferirsi in un paese diverso da quello di
origine.
La necessità di sostentamento per un’esistenza libera e dignitosa spinge gli immigrati, più degli
italiani, ad accettare pessime condizioni di lavoro. A parità di età, livello d’istruzione, anni di
esperienza lavorativa e territorio di residenza, uno straniero manifesta una probabilità tre volte
superiore a un italiano di svolgere un lavoro a bassa qualifica. Almeno cinquecentomila lavorano a
nero.
LAVORO
NERO
Unica soluzione praticabile per
immigrazione non regolare.
Smantellamento
contratti
nazionali.
Meno introiti
nelle casse dello
stato.
Sfruttamento
dell’individuo. Assenza
garanzie sanitarie.
“Pensare l’immigrazione significa pensare lo Stato ed è lo Stato che pensa se stesso pensando l’immigrazione.”
Abdelmalek Sayad.

La Costituzione

  • 1.
    2 giugno2 giugno 19461946 LL’’Italiaal votoItalia al voto L’Italia intera è convocata per ilL’Italia intera è convocata per il referendum istituzionale e perreferendum istituzionale e per l’elezione dei membri dell’Assembleal’elezione dei membri dell’Assemblea costituentecostituente
  • 2.
    ReferendumReferendum IstituzionaleIstituzionale • Monarchia • Repubblica Irisultati furono inaspettati : Monarchia 45,70 % Repubblica 54,30% Dopo l’unità d’Italia , il popolo è chiamato a scegliere una nuova forma istituzionale da applicare al regno: Per la prima volta il suffragio è universale: il voto è libero e rappresentativo
  • 3.
    I risultatiI risultati evidenzianounaevidenziano una spaccatura :spaccatura : -- NordNord :: maggioranzamaggioranza repubblicanarepubblicana -SudSud :: maggioranzamaggioranza monarchicamonarchica
  • 4.
    MODALITA’ DI ELEZIONE DELL’ASSEMBLEACOSTITUENTE • Sistema Proporzionale Il sistema proporzionale In Italia era formato da 32 collegi : consiste nell'assegnazione dei seggi in circoscrizioni elettorali plurinominali (con più candidati per ogni lista) in proporzione ai voti ottenuti In ogni collegio i partiti non presentano un solo candidato, ma una lista di candidati che può comprenderne tanti quanti sono i seggi in palio in quel collegio. • Suffragio universale Totale Nel 1946 si svolsero le prime elezioni a suffragio universale per uomini e donne (la prima occasione di voto in assoluto per le donne in Italia). I votanti dovevano avere compiuto la maggiore età (21 anni inizialmente, e 18 anni a partire dal 1975).
  • 5.
    Risultati delle elezionidei 556 membri dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946 PARTITO VOTI % SEGGI Democrazia Cristiana (DC) Partito Socialista (PSIUP) Partito comunista (PCI) Unione Democratica Nazionale Fronte dell’Uomo Qualunque Partito repubblicano Blocco Nazionale della Libertà Partito d’Azione Altre liste 37,2% 20% 18,7% 7,4% 5,4% 4,1% 2,9% 1,3% 2,3% 207 115 104 41 30 23 16 7 13 L’Assemblea costituente si insediò il 25 Giugno 1946 per poi rimanere in vigore fino alla fine del 1947. Il primo presidente dell’Assemblea Costituente fu Giuseppe Saragat
  • 6.
    ORGANIZZAZIONE L’assemblea nominò alsuo interno una “Commissione per la Costituzione” composta da 75 membri a loro volta divisi in 3 sottocommissioni diritti e doveri dei cittadini presieduta da Umberto Tupini (DC) organizzazione costituzionale dello Stato presieduta da UmbertoTerracini (PCI) rapporti economici e sociali presieduta da Gustavo Ghidini (PSI) un comitato più ristretto, “Il Comitato Dei Diciotto” si occupò di redigere la Costituzione
  • 7.
    COMPITI ratificare i trattatiinternazionali di pace redigere una nuova carta costituzionale eleggere il Presidente della Repubblica (Enrico De Nicola) approvare le leggi di bilancio votare la fiducia al Governo funzione legislativa
  • 8.
    Costituzione ItalianaCostituzione Italiana “Lacostituzione di un’organizzazione definisce la sua forma, struttura, attività, carattere e regole fondamentali” La costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale e fondativa dello stato Italiano. Fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre del 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio del 1948.
  • 9.
    La Costituzione italianaè una costituzione - scritta - rigida ovvero è necessario un procedimento parlamentare aggravato per la riforma dei suoi contenuti - lunga perché non si limita a indicare le norme sulle fonti del diritto ma contiene disposizioni in molti settori del vivere civile - votata - compromissoria perché frutto di una particolare collaborazione tra tutte le forze politiche uscenti dal secondo conflitto mondiale - democratica - programmatica.
  • 10.
    Struttura della costituzione •Principi fondamentali (artt. 1-12) • Parte prima: diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54) • parte seconda: l'ordinamento della Repubblica (artt. 55-139) • Disposizioni transitorie e finali (artt. I-XVIII)
  • 11.
    Idea democraticaIdea democratica IdeasocialistaIdea socialista Idea cristiano-socialeIdea cristiano-sociale Idea liberaleIdea liberale
  • 12.
    “ Tutti hannodiritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” (Art.19) “ L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.” (Art. 41) “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. […] Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.” (Art. 48) Libertà religiosa Libertà economica Libertà politica
  • 13.
    Lo Stato nonha il fine positivo di rendere i cittadini moralmente migliori, ma ha un fine negativo, cioè quello di rimuovere gli ostacoli che rendono possibile il miglioramento morale. Lo Stato liberale impedisce gli abusi di potere (stato guardiano). Ogni uomo resta titolare dei diritti naturali e inalienabili che non possono essere trasgrediti dalle leggi (giusnaturalisti e John Locke)
  • 14.
    “ L’associazione civileè l’atto più volontario che ci sia al mondo. Siccome ogni uomo nasce libero e padrone di sé, nessuno può, con nessun pretesto, asservirlo senza il suo consenso. Decidere che il figlio d’una schiava nasca schiavo significa decidere che non nasca uomo.” . Rousseau da “Il contratto sociale” Tutti i cittadini possono partecipare all’elaborazione delle leggi e lo Stato deve farne da garante. I cittadini detengono il potere sovrano e i politici sono espressione del consenso popolare.
  • 15.
    Esempi di articoliche fanno riferimento all’idea democratica (e quindi ai diritti politici) “ Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge […] ” Art.51 “ Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico […] ” .
  • 16.
    E’ un’uguaglianza concreta,non solo basata su aspetti politici, ma anche sociali cioè un’uguaglianza di classe che mette tutti i cittadini in condizione di avere effettivamente e completamente gli stessi diritti e gli stessi doveri. Per garantire un benessere collettivo ed eliminare la disuguaglianza economica sarebbe necessario abolire parzialmente o totalmente la proprietà privata. Questo ideale è espressione del collettivismo e si riscontra nel favorire la formazione della società cooperativa. “[…]E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” ( Art. 3 ) “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.[…]” (Art.45)
  • 17.
    Lo Stato devemettere tutti i cittadini in condizione di lavorare “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. [...]” (Art.1) “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. [...]” (Art.4) Altri esempi che trattano di questo concetto si possono riscontrare nei seguenti articoli: -Art.35 -> tutela del lavoro -Art.36 -> tutela delle condizioni di lavoro degli operai -Art.37 -> parità di diritti tra lavoratori e lavoratrici e tutela del lavoro minorile -Art.39 -> libertà sindacale -Art.40 -> diritto allo sciopero Stato assistenziale (Welfare State): garante dell’uguaglianza sostanziale e promotore dello sviluppo economico. “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.”(Art 38)
  • 18.
    Programma di conciliazione LIBERALISMO Conservail diritto di proprietà Rifiuta il presupposto individualistico e la libertà di concorrenza SOCIALISMO Riprende l’esigenza di proteggere le classi più umili Rifiuta l’abolizione della proprietà privata La proprietà individuale viene riconosciuta, estesa nella sua titolarità, temperata nel suo esercizio
  • 19.
    A differenza del liberalismopromuove un intervento dello stato nella vita economica Propone la creazione di corporazioni di mestiere Si propone infine di conciliare la lotta di classe in una mutua comprensione dei rappresentanti del lavoro e del capitale, sottoposti alla stessa legge della morale cristiana. Rifiuta lo statalismo socialista considerato eccessivo superando l’individualismo liberalista superando il livellamento collettivistico socialista Rifiuta la concezione liberalista che vedeva la lotta di classe quale causa di progresso economico Rifiuta la concezione socialista che voleva eliminare alle radici la lotta di classe LIBERALISMO SOCIALISMO
  • 20.
  • 25.
    Uguaglianza formale & Uguaglianza sostanziale Differenze: Uguaglianzaformale - garantisce le libertà negative; - l’uomo è considerato come individuo; - è caratteristica dello stato liberale; - ha carattere generale e teorico. Uguaglianza sostanziale - garantisce le libertà positive; - l’uomo è considerato come cittadino; - è caratteristica dello stato sociale (Welfare State); - è relativa alla forma di stato adottata e ai diversi rapporti istituzionali.
  • 26.
    Uguaglianza formale - impediscealle azioni positive di diventare a loro volta fonte di giustizia, dando luogo a casi di discriminazione; - non assicura una reale uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Uguaglianza sostanziale - impedisce l’eccesso di rigore dell’ uguaglianza formale; - disuguaglianza che diventa uguaglianza. I due principi di uguaglianza si limitano e si completano a vicenda: Il punto di equilibrio è individuato dal giudizio di ragionevolezza
  • 27.
    Solidarietà sociale a parimerito con la dignità dell’uomo! Giuseppe Dossetti Contrasti sociali ineliminabili. La società pluriclassista non permette la solidarietà sociale. Riccardo Lombardi
  • 28.
    Rafforzamento dell’autorità statale nel rispetto dell’individuo. Nonbasta l’uguaglianza formale, è necessaria l’uguaglianza sociale. Lo stato deve garantire il raggiungimento della dignità umana. Lelio Basso Aldo Moro
  • 29.
    La presentazione èstata realizzata dalla V C ASSISTITI MATTEO, BIGONGIARI FRANCESCO, CARDARELLI CHIARA, COLARUSSO ELOISE, CUOMO GIULIANO, DEL GRANDE GIULIA, DIODATI ANDREA, GENTILE FRANCESCA, LENZI GIACOMO, MANTELLASSI CHIARA, PACINI LEONARDO, PARDUCCI TOMMASO, PETRINI LUCIA, RAMACCIOTTI GABRIELE, TURBA MATTEO, VOTINO DESIREE' Liceo scientifico “E.Majorana” Capannori Prof. ssa Elisa Greco
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    Donne Lo Stato siimpegna realmente a rimuovere ogni ostacolo di ordine sociale per garantire pari opportunità di entrambi i sessi? L’occupazione femminile presenta una percentuale inferiore rispetto a quella maschile Il 70,3% degli Uomini lavora vs il 47,2% delle Donne. Oggi le donne hanno un grado di istruzione superiore rispetto all’altro sesso Il 60% dei laureati è Donna, il 40% è Uomo Il 22% delle laureate non lavora vs il 9% dei laureati Si ha disparità anche all’interno dello stesso genere femminile: • LAVORATRICI spesso rinunciano o posticipano la gravidanza per non perdere il proprio lavoro o per riuscire ad accedere a ruoli decisionali alti. •Tra le NON LAVORATRICI molte presentano uno o più figli. Ciò dimostra che lo Stato Italiano non offre sufficienti servizi pubblici che permettano di coniugare lavoro e famiglia. Le lavoratrici sono pagate meno rispetto ai loro colleghi. Questa differenza si acuisce tra i 35 e 45 anni, momento critico della carriera lavorativa che coincide spesso con quello della vita personale.
  • 32.
    Solo l’Ungheria e Maltanella lista dei 27 paesi dell’Unione Europea, presentano una situazione del lavoro femminile peggiore di quella italiana. PROPOSTE POSITIVE -incrementare i servizi riguardo l’infanzia: Nel 2006 in TOSCANA, regione virtuosa in questo ambito, 12 milioni di euro sono stati impiegati in investimenti per la gestione ordinaria di servizi per l’infanzia. Nel 2008 per i servizi per la prima infanzia sono stati messi a disposizioni oltre 27 milioni di euro. Grazie a questo sforzo la Toscana è al primo posto al livello nazionale per qualità e risposta ai bisogni delle famiglie. -incentivare proposte imprenditoriali per conciliare tempi di vita e di lavoro e comunque promuovere la creatività femminile: Nasce a Carrara la prima cooperativa italiana di donne pescatrici , che si occuperanno di tutta la filiera dalla pesca in mare alla lavorazione e alla vendita dei prodotti ittici, tutto sarà fatto con metodi biologici.
  • 33.
    DIRITTI DEI MINORI:Sottovalutati e non riconosciuti Percentuali elevate si registrano: • nel settore terziario e nel settore agricolo • attività criminale (fino al 7 %) • prostituzione Da notare il fatto che non sono presenti stime precise per quanto riguarda i bambini immigrati • POVERTA’ ECONOMICA L’Italia è al 2° posto in Europa per la più alta percentuale di minori che vive al di sotto della soglia di povertà •POVERTA’ CULTURALE: Dal rapporto Ires-Cgil risulta che in Italia sono 400 mila i bambini sfruttati fra i 7 e 14 anni, UN DATO INACCETTABILE PER UN PAESE “CIVILE” 33.5 % al Nord (Milano) 9.6 % al Centro (Roma) 36.2 % al Sud e Isole (Napoli) CAUSE: Dispersione scolastica Sistema scolastico inefficiente •POVERTA’ DELL’INFORMAZIONE • POVERTA’ DELL’AZIONE DEI GOVERNI •ORGANIZZAZIONI MAFIOSE
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    AZIONI POSITIVE eSOLUZIONI • sensibilizzazione dell’opinione pubblica • prolungamento dell’obbligo scolastico • maggiori controlli sulle imprese e promozione di incentivi per evitare l’impiego di minori • integrazione degli stranieri • maggiori investimenti da parte del governo per tutelare i diritti dei minori • “Giornata mondiale dell’infanzia” • Telefono Azzurro • Promozione dello slogan della Cgil “I bambini a studiare, i grandi a lavorare”
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    HANDICAP SCUOLA CARENZA DELLE ORE DISOSTEGNO TROPPI ALUNNI PER CLASSE IL 30% DELLE SCUOLE HA BARRIERE ARCHITETTONICHE PROLUNGAMENTO DELL’ ETA’ SCOLARE FINO A 21 ANNI AGEVOLAZIONI FISCALI INTEGRAZIONE SCOLASTICA (LEGGE 517)
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    LAVORO RAPPORTO DOMANDA/OFFERTA CRITICO AL CENTROE AL SUD SISTEMA DI REGOLAZIONE DELL’ACCESSO AL LAVORO (LEGGE 68) SOCIALE COSTI INGENTI DISAGIO PER LE FAMIGLIE ASSOCIAZIONI SANITARIE  Centro Territoriale Misto per l’Handicap (CTM)
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    In Italia illavoro è al tempo stesso un dovere e un diritto,è fondamento dell’intero sistema politico e sociale. In Italia lavorano circa un milione e mezzo di immigrati (10% degli occupati).Gli stranieri registrano un tasso di occupazione più elevato degli italiani. Svolgere un’attività lavorativa è,nella stragrande maggioranza dei casi,condizione necessaria per uno straniero,in particolare extracomunitario, per vivere regolarmente nel nostro Paese.Il lavoro rappresenta il principale motivo che spinge un individuo a trasferirsi in un paese diverso da quello di origine.
  • 38.
    La necessità disostentamento per un’esistenza libera e dignitosa spinge gli immigrati, più degli italiani, ad accettare pessime condizioni di lavoro. A parità di età, livello d’istruzione, anni di esperienza lavorativa e territorio di residenza, uno straniero manifesta una probabilità tre volte superiore a un italiano di svolgere un lavoro a bassa qualifica. Almeno cinquecentomila lavorano a nero. LAVORO NERO Unica soluzione praticabile per immigrazione non regolare. Smantellamento contratti nazionali. Meno introiti nelle casse dello stato. Sfruttamento dell’individuo. Assenza garanzie sanitarie. “Pensare l’immigrazione significa pensare lo Stato ed è lo Stato che pensa se stesso pensando l’immigrazione.” Abdelmalek Sayad.