Jacopone da Todi, nato nel 1236, dopo la morte della moglie intraprese una vita da penitente e si unì all'ordine francescano, dove compose laudi influenzate dalla teologia e dall'esperienza spirituale. Il suo lavoro poetico si distingue per l'uso del dialetto umbro e per una tensione espressiva che affronta il concetto di umiltà e il rapporto con Dio, esplorando anche temi di penitenza e sofferenza. La sua opposizione all'autorità ecclesiastica, esemplificata nella sua prigionia da parte di Bonifacio VIII, evidenzia il conflitto tra il libero spirito e l'ortodossia religiosa del tempo.