MALATTIE ESANTEMATICHE
ESANTEMA presenza di manifestazioni cutanee di tipo eruttivo Sintomo peculiare e patognomonico di alcune condizioni cliniche (malattie esantematiche Segno di accompagnamento o secondario di altre CARATTERI di transitorietà dei fenomeni eruttivi a livello cutaneo causa infettiva
ESANTEMI INFETTIVI VESCICOLOSI MACULO-PAPULOSI Per una diagnosi esatta è necessaria l’osservazione ripetuta dell’ammalato vaiolo e varicella (non pongono  problemi di diagnosi)
Microorganismi responsabili di esantemi infettivi a tipo maculopapuloso Febbre mediterranea Tifo murino Tutte esclusa C. burnetii RICKETTSIE Roseola infantum Megaloeritema Stevens-Johnson Febbri emorragiche Ebola, Marburg, etc. Mononucleosi Epstein-Barr Meningite linfocitaria Echovirus Faringocongiuntivite Adenovirus Herpangina, etc. Coxackie Rosolia Rosolia Morbillo Morbillo VIRUS Scarlattina Streptococco di gruppo A BATTERI MALATTIA GENERE
Importante la  DIAGNOSI  PRECOCE,  necessaria non tanto per una necessità terapeutica, ma per considerazioni di ordine   EPIDEMIOLOGICO: denuncia e isolamento dell’ammalato   PROFILATTICO: vaccinazione dei contatti e somministrazione di gamma-globuline umane.
Incubazione e prodromi Febbre bifasica. Dispepsia. 5 (2 – 8) COXSACKIOSI ECHOVIROSI ADENOVIROSI Febbre  per  3  gg.  Brusca  defervescenza 13 ( 9 - 16 ) ROSEOLA  INFANTUM (6°) Febbre.  Faringite 9 ( 4 - 14 ) MEGALOERITEMA (5°) Angina  eritematosa.  Febbre  elevata 3 – 7 SCARLATTINA Mancante  o  fugace.  Rinite 18 ROSOLIA Esordio  brusco,  febbre  bifasica,  fenomeni  catarrali  delle  mucose,  macchie di Koplik 11 – 14 MORBILLO
Periodo esantematico   Fugace Maculo-papule  roseoliformi,  morbilliformi,  miste Capo, collo, tronco, estremità COXSACKIOSI ECHOVIROSI ADENOVIROSI 3 Maculo - papule  roseoliformi Tronco ROSEOLA  INFANTUM (6°) 7 Maculo-papule a  chiazze  non  confluenti Volto  (a farfalla), estremità MEGALOERITEMA (5°) 4 - 5 Micro  maculo-papule  ravvicinate non  confluenti Tronco, radice degli arti SCARLATTINA 2 – 3 Maculo - papule  rosate  confluenti Faccia ROSOLIA 5 - 6 Maculo- papule  rosso- vivo  confluenti Faccia,collo,  regioni  mastoidee MORBILLO Durata (gg.) Carattere Sede  iniziale Malattia
Segni di carattere sistemico e risoluzione Variabile per ogni tipo di malattia: faringocongiuntivite, adenomegalia, impegno mucose respiratorie, etc. COXACKIOSI ECHOVIROSI ADENOVIROSI Desquamazione mancante ROSEOLA INFANTUM (6°) Desquamazione mancante MEGALOERITEMA (5)° Desquamazione lamellare Lingua a lampone; streptococco nelle fauci; estinzione dellesantema SCARLATTINA Desquamazione mancante Tumefazione linfonodale di nuca e collo; plasmacellule ROSOLIA Desquamazione furfuracea Impegno mucose della congiuntiva nasale e respiratoria MORBILLO
Varicella
Morbillo
Scarlattina Lingua a fragola bianca Lingua a fragola rossa
Herpes zoster
Herpes simplex
COMPLICANZE Notevolmente  ridotte  dopo  l' avvento  degli  antibiotici  perchè    1.  Hanno consentito  di  evitare  le  superinfezioni  batteriche   2.  Contrastano  la  malattia  come  nel  caso  della  scarlattina     Le più gravi vengono registrate in seguito a morbillo e rosolia.
Complicanze - MORBILLO Laringite  stenosante. Polmonite. Nevrassite postesantematica  (0.5 - 1 %) -  meningoencefalite (segni di irritazione meningea) - segni  di  compromissione  encefalica (disturbi del sensorio, sonnolenza o agitazione psicomotoria, vomito, febbre elevata, disturbi di focolaio). Panencefalite  sclerosante  subacuta - infezione lenta con meccanismo su base degenerativa (manifestazione con disturbi motori e di tipo extrapiramidale).
Complicanze – ROSOLIA CONGENITA Colpisce  il  prodotto  del  concepimento Si  manifesta  quando  una  gestante  si  infetta  entro i  primi  tre  mesi  gravidanza, per  tre  ordini  di  motivi: 1) 1. il  virus  riesce  a  superare  il  filtro  placentare; 2) 2. i tessuti embrionari sono un'ottima coltura cellulare per il  virus; 3) 3. il feto è in grado di produrre anticorpi (IgM) solo dopo il terzo  mese di vita intrauterina.   In tal caso, l’importanza della diagnosi è legata alle possibili conseguenze: -  morte del feto - embriopatia rubeolica, con lesioni irreversibili a carico dei vari organi ed apparati (cuore, rene, occhio, orecchio, etc.).   E’ necessario diagnosticare  con  sicurezza  la  malattia  rubeolica alla  madre, per prospettarle l’eventuale aborto terapeutico.
Rapporto tra anticorpi anti-rosolia ed infezione 1°  Controllo 2°  Controllo Infezione Assenti Assenti No Assenti Presenti Si Presenti Presenti x 4 Si Presenti  di  tipo  IgM Si

Esantemi ch

  • 1.
  • 2.
    ESANTEMA presenza dimanifestazioni cutanee di tipo eruttivo Sintomo peculiare e patognomonico di alcune condizioni cliniche (malattie esantematiche Segno di accompagnamento o secondario di altre CARATTERI di transitorietà dei fenomeni eruttivi a livello cutaneo causa infettiva
  • 3.
    ESANTEMI INFETTIVI VESCICOLOSIMACULO-PAPULOSI Per una diagnosi esatta è necessaria l’osservazione ripetuta dell’ammalato vaiolo e varicella (non pongono problemi di diagnosi)
  • 4.
    Microorganismi responsabili diesantemi infettivi a tipo maculopapuloso Febbre mediterranea Tifo murino Tutte esclusa C. burnetii RICKETTSIE Roseola infantum Megaloeritema Stevens-Johnson Febbri emorragiche Ebola, Marburg, etc. Mononucleosi Epstein-Barr Meningite linfocitaria Echovirus Faringocongiuntivite Adenovirus Herpangina, etc. Coxackie Rosolia Rosolia Morbillo Morbillo VIRUS Scarlattina Streptococco di gruppo A BATTERI MALATTIA GENERE
  • 5.
    Importante la DIAGNOSI PRECOCE, necessaria non tanto per una necessità terapeutica, ma per considerazioni di ordine   EPIDEMIOLOGICO: denuncia e isolamento dell’ammalato   PROFILATTICO: vaccinazione dei contatti e somministrazione di gamma-globuline umane.
  • 6.
    Incubazione e prodromiFebbre bifasica. Dispepsia. 5 (2 – 8) COXSACKIOSI ECHOVIROSI ADENOVIROSI Febbre per 3 gg. Brusca defervescenza 13 ( 9 - 16 ) ROSEOLA INFANTUM (6°) Febbre. Faringite 9 ( 4 - 14 ) MEGALOERITEMA (5°) Angina eritematosa. Febbre elevata 3 – 7 SCARLATTINA Mancante o fugace. Rinite 18 ROSOLIA Esordio brusco, febbre bifasica, fenomeni catarrali delle mucose, macchie di Koplik 11 – 14 MORBILLO
  • 7.
    Periodo esantematico  Fugace Maculo-papule roseoliformi, morbilliformi, miste Capo, collo, tronco, estremità COXSACKIOSI ECHOVIROSI ADENOVIROSI 3 Maculo - papule roseoliformi Tronco ROSEOLA INFANTUM (6°) 7 Maculo-papule a chiazze non confluenti Volto (a farfalla), estremità MEGALOERITEMA (5°) 4 - 5 Micro maculo-papule ravvicinate non confluenti Tronco, radice degli arti SCARLATTINA 2 – 3 Maculo - papule rosate confluenti Faccia ROSOLIA 5 - 6 Maculo- papule rosso- vivo confluenti Faccia,collo, regioni mastoidee MORBILLO Durata (gg.) Carattere Sede iniziale Malattia
  • 8.
    Segni di caratteresistemico e risoluzione Variabile per ogni tipo di malattia: faringocongiuntivite, adenomegalia, impegno mucose respiratorie, etc. COXACKIOSI ECHOVIROSI ADENOVIROSI Desquamazione mancante ROSEOLA INFANTUM (6°) Desquamazione mancante MEGALOERITEMA (5)° Desquamazione lamellare Lingua a lampone; streptococco nelle fauci; estinzione dellesantema SCARLATTINA Desquamazione mancante Tumefazione linfonodale di nuca e collo; plasmacellule ROSOLIA Desquamazione furfuracea Impegno mucose della congiuntiva nasale e respiratoria MORBILLO
  • 9.
  • 10.
  • 11.
    Scarlattina Lingua afragola bianca Lingua a fragola rossa
  • 12.
  • 13.
  • 14.
    COMPLICANZE Notevolmente ridotte dopo l' avvento degli antibiotici perchè   1. Hanno consentito di evitare le superinfezioni batteriche   2. Contrastano la malattia come nel caso della scarlattina     Le più gravi vengono registrate in seguito a morbillo e rosolia.
  • 15.
    Complicanze - MORBILLOLaringite stenosante. Polmonite. Nevrassite postesantematica (0.5 - 1 %) - meningoencefalite (segni di irritazione meningea) - segni di compromissione encefalica (disturbi del sensorio, sonnolenza o agitazione psicomotoria, vomito, febbre elevata, disturbi di focolaio). Panencefalite sclerosante subacuta - infezione lenta con meccanismo su base degenerativa (manifestazione con disturbi motori e di tipo extrapiramidale).
  • 16.
    Complicanze – ROSOLIACONGENITA Colpisce il prodotto del concepimento Si manifesta quando una gestante si infetta entro i primi tre mesi gravidanza, per tre ordini di motivi: 1) 1. il virus riesce a superare il filtro placentare; 2) 2. i tessuti embrionari sono un'ottima coltura cellulare per il virus; 3) 3. il feto è in grado di produrre anticorpi (IgM) solo dopo il terzo mese di vita intrauterina.   In tal caso, l’importanza della diagnosi è legata alle possibili conseguenze: - morte del feto - embriopatia rubeolica, con lesioni irreversibili a carico dei vari organi ed apparati (cuore, rene, occhio, orecchio, etc.).   E’ necessario diagnosticare con sicurezza la malattia rubeolica alla madre, per prospettarle l’eventuale aborto terapeutico.
  • 17.
    Rapporto tra anticorpianti-rosolia ed infezione 1° Controllo 2° Controllo Infezione Assenti Assenti No Assenti Presenti Si Presenti Presenti x 4 Si Presenti di tipo IgM Si