Il documento tratta della vita e delle malefatte di Gaio Verre, un governatore romano accusato di aver saccheggiato la Sicilia e maltrattato i suoi abitanti. Cicerone, nel suo ruolo di accusatore, presenta prove schiaccianti contro Verre, che dopo esser stato condannato in contumacia, fugge in esilio e viene successivamente ucciso. La narrazione evidenzia anche le leggi romane riguardanti la corruzione e l'abuso di potere durante il periodo della Repubblica.