Maggio 05 ASCENSIONE
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu sei il Servo fede-
le, colui che realizza fino in
fondo la volontà del Padre.
Signore, pietà!
L appuntamento è al crocevia della
storia, in quella GaWea che era stata,
da sempre luogo di passaggio, di inva-
sioni, di scontri. Regione multietnica,
diremmo noi oggi. È lì che il Risorto
dà appuntamento ai suoi.
Non al chiuso di una stanza densa di
ricordi, come il cenacolo.
Non al riparo da sguardi indiscreti.
Non nel calore di una riunione inti-
ma, tra i pochi che hanno condiviso
con lui entusiasmi e spe-
Cristo Gesù, tu sei venuto tra gli
uomini per rivelare loro il volto
di Dio.
Cristo, pietà!
vimento che richiama continuamente
tutti coloro che hanno la vocazione
dei sedentari, tutti quelli che vOITeb-
bero fermarsi per contarsi, per la-
sciarsi afferrare dalla memoria, per
scavare qualche fossa o qualche trin-
cea, per innalzare delle barriere di for-
tificazione.
No, non è questo che Gesù chiede ai
suoi. L'immagine del cristiano non è
quella di un uomo che apre il Vangelo
Signore Gesù, elevato alla destra
del Padre, tu intercedi per noi.
Signore, pietà!
Missione rischiosa' Certo. Ne sanno
qualcosa i missionari e le missionarie
di ogni tempo. Non è possibile imma-
ginare quello che accadrà e bisogna
veramente mettere in conto tutto: i
processi, le battiture, il carcere, le ma-
lattie, le infelTnità, l'isolamento, l'in-
comprensione, la calunnia. Tutto!
Missione impossibile, dunque! Fatta
apposta per pochi eroi, per gente di-
sposta a tutto, non per uomini e don-
ne comuni, che schiatta-
Una pista per l'omelia
no alla prima prova.ranze, fatiche e contrasti.
Tutt'alu"o. Vìsto che si do-
vrà affrontare il mare aper"
to, che si dovrà andare ai
quatn"o angoli della telTa a
ANDATE...IO SONO CON VOI
No. Gesù non è uno che
lancia in imprese sconsi-
derate.
portare la buona novella, tanto vale la
pena mettersi già in posizione di par-
tenza.
Di una partenza, infatti, si tratta. Di
uno stacco dalla telTa che hanno per-
corso insieme, Maestro e discepoli,
verso le teo"e più lontane, tra popoli
che parlano lingue diverse e hanno
culture molto differenti tra loro.
Questo '?i1date!" verso "tutte le nazio-
ni" è scritto, da quel giorno nei cro-
mosomi della Chiesa. Un verbo di mo-
e si immerge nella lettura, sprofon-
dando nella comoda poltrona, con i
piedi infilati nelle pantofole.
Il Vangelo è un libro di viaggio, da
aprire per strada, da far trasparire nel
cammino di ogni giorno, quello che si
intraprende assieme a uomini e don-
ne di ogni età, provenienza, tradizio-
ne. Il Vangelo è fatto per cambiare la
realtà, per destare e far affrontare la
strada, con tutti i suoi pericoli e le sue
sorprese.
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Dio, oggi tu ci inviti a diventare una sola famiglia, dove tutti si trat-
tano daJrateUi e ti riconoscono come Padre. A te ci rivolgiamo allora
con.fiducia, dicendo: Moltiplica, o Padre, i gesti di fraternità!
• Perché lafede di tutti i cristiani diventi un segno della bontà di Dio.
Preghiamo.
• Perché la gioia della Pasqua sia rivelata a tutti gli uomini di buona
volontà.
Preghiamo.
• Perché tutti i bambini della terra trovino l'affetto di unafamiglia e
il necessario per crescere sereni.
Preghiamo.
• Perché i nostri gesti di carità ridonino la speranza ai più poveri e
abbandonati.
Preghiamo.
• Perché la nostra comunità sia un luogo di accoglienza, di ascolto e
di aiuto reciproco.
Preghiamo.
Affida un compito, ma as-
sicura anche una presenza: "lo sono
con voi tutti i giorno, fino alla fine del
mondo".
È qui che riposa la fiducia, la serenità,
la bontà che accompagnano i messag-
geri del Vangelo anche nei frangenti
più drammatici.
È la certezza di non essere in balia del
caso, nelle mani della cattiveria e della
violenza umana, ma accompagnati, se-
guiti a vista d'occhio, sostenuti e pre-
ceduti dal Signore Gesù.
In famiglia
o Dio, quando
ti riconosciamo
come nostro Padre
dobbiamo riconoscere
ogni uomo
come nostro fratello.
Fa' che rendiamo più
bello questo mondo
che tu hai affidato
a tutti noi.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN.
Novembre 04 10 DOMENICA DI AWENTO ~
- - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - -
Signore Gesù, tu sei la luce che
splende nella nostra notte. Vieni
a cacciare le tenebre dell'orgo-
glio. Signore, pietà!
I
l rischio più grosso è quello di vive-
re, giorno dopo giorno, come se
nulla fosse . Immersi nel grigiore,
sperduti in una complessità che non
lascia intravedere alcuna direzione,
incapaci di cogliere gli indizi di ciò
che sta per accadere, annegati in un'
opacità senza via d'uscita, tutti presi
dalle incombenze correnti: "mangia-
vano e bevevano, prendevano moglie
e marito".
Cristo Gesù, tu sei la pace donata
al nostro mondo. Vieni ad elimi-
nare ogni incomprensione.
Cristo, pietà!
Un finale tragico che Gesù non esita
a prendere come plmto di riferimen-
to per lanciare un duplice avverti-
mento: "Vegliate" e "State pronti".
"Vegliate" cioè scuotetevi dal sonno,
uscite da una situazione di incoscien-
za, di appannamento, di intorpidi-
mento.
Il Signore Gesù ritornerà nella gloria,
ma non sappiamo quando. Ecco per-
Signore Gesù, tu sei la sorgente
della vera gioia. Vieni a strapparci
ad ogni illusione.
Signore, pietà!
tivo.Ne va della loro salvezza,del loro
futuro.
Essere pronto per il discepolo com-
porta alcuni atteggiamenti e alcune
scelte:
• prendere a cuore, innanzitutto, la
sua relazione con Dio. È questo il mo
tenace che ci impedisce di perderci,
di smarrirci, di venire meno, nei di-
versi frangenti della nostra storia
individuale e collettiva;
Una pista per l'omelia
Qualcuno obietterà: Ma
cosa c'era di male in
quello che facevano? In
effetti non c'era nulla di ''VEGLIATE! STATE PRONTI!"
• aprire il proprio cuore
a quella Parola che, sola,
può tracciare il cammino
della vita, svelandoci il
male. Ma noi non siamo
venuti al mondo solo per soddisfare
le necessità della vita fisica e per ave-
re una vita affettiva. C'è qualcos'al-
tro...
Ed è proprio questo che manca ed
impedisce a quegli uomini di coglie-
re ciò che stava per accadere. li rife-
rimento non è privo di una certa
drammaticità: "non si accorsero di
nulla finché venne il diluvio e li
inghiottì tutti".
ché bisogna tenere gli occhi bene
aperti, perché la sua venuta diventi
momento di grazia e non di perdizio-
ne, compimento di una speranza col-
tivata nel tempo e non tragico risve-
glio.
"State pronti" cioè non fatevi cogliere
di sorpresa. Ma cosa significa concre-
tamente questo "state pronti"? I cri-
stiani di oggi non possono evitare di
dare una risposta a questo interroga-
CAROVANA DIINVOCAZIONI
All'inizio di questo tempo di Avvento, invochiamo fiduciosi il nostro
Dio. Spesso i nostri animi possono essere assonnati e stanchi.
Diciamo insieme: Il tuo Spirito ridesti i nostri cuori!
• Ravviva la speranza dei cristiani nel ritorno glorioso di
Gesù. rendili attenti a ciò che accade nella storia. Preghia-
mo...
• Le ingiustizie e l'odio spingono UOmlnl e popoli alla violen-
za e alla guerra. Ti supplichiamo per la giustizia, il per-
dono e la pace. Preghiamo...
• La nostra parrocchia comincia un nuovo anno liturgico.
Sostieni con i tuoi doni i preti, i catechisti, gli animatori dei
gruppi e tutti coloro che ci aiutano a crescere nella fede e
nella bontà. Preghiamo...
• Fa' che nelle nostre famiglie non manchino dei momenti di
preghiera, perché possiamo rivolgerei insieme a te, che sei
nostro Padre, e ascoltare la tua Parola. Preghiamo...
• Ti invochiamo per tutti bambini del mondo. Non permette-
re che si sentano soli e abbandonati. Fa' che diventiamo
noi gli amici di quelli che sono appena arrivati nel nostro
paese e nel nostro gruppo. Preghiamo...
progetto di Dio, la sua
azione di salvezza;
• vivere in una solidarietà operosa
per costruire un mondo più giusto,
all'insegna dell'equità, della condivi-
sione e della fraternità.
Solo in questo modo il cristiano può
attendere con fiducia il ritorno del
suo Signore. Solo così la sua venuta
diventa un appuntamento di grazia e
di gioia.
In ufamiglia
Venga il tuo giorno,
Signore!
Venga il giorno in cui
parole come
"guerra", "fame"
e "ingiustizie"
risulteranno
incomprensibili.
E donaci fin d'ora
di preparare
quel momento
con un'attesa operosa.
Dicembre 04 2a DOMENICA DI AWENTO
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, in mezzo al fra-
stuono della vita di ogni giorno,
riusciremo ad intendere la voce
del Battista che ci invita ad acco-
glierti? Signore, pietà!
Giovanni è uno che ha semplifica-
to al massimo la sua esistenza: è
vestito in modo rudimentale e mangia
quello che trova. Un'esistenza selvati-
ca, si direbbe oggi, negata agli agi e al-
le comodità. Un'esistenza tutta al ser-
vizio di un ruolo, di una missione, di
un messaggio. Giovanni deve annun-
ciare la venuta del Messia: l'appunta-
mento atteso da secoli, quello da cui
dipende la salvezza o la perdizione.
Cristo Gesù, tra le mille preoccu-
pazioni che ingombrano il nostro
cuore, sapremo fare spazio alla
tua parola?
Cristo, pietà!
sue scelte,che non possono essere ul-
teriormente rimandate.Un modo per
richiamarci alla realtà delle nostre de-
cisioni e delle nostre azioni.
Convertirsi non è né un'operazione
facile, né indolore. Come non è facile
né indolore ogni cambiamento auten-
tico, in profondità, ogni cambiamento
che obblighi un po' a morire alle cose
vecchie per far spazio alla novità. E
qui si tratta di cambiare il cuore, di
Signore Gesù, distratti da tanti
affanni, sapremo cogliere ciò
che è veramente essenziale
per la nostra vita?
Signore, pietà!
solo se, dentro, c'è la fiamma viva del
desiderio. Desiderio di uscire dalla pa-
lude melmosa in cui da troppo tempo
stiamo muovendoci, desiderio di re-
spirare a pieni polmoni la dignità e la
bellezza della vita, desiderio di torna-
re ad essere limpidi e autentici, come
abbiamo sempre sognato. Desiderio
di incontrare Dio e di vivere in rela-
zione con lui, costi quello che costi.
Convertirsi significa scegliere non
E lo fa senza mezzi termini,
mettendo ognuno davanti al-
le sue responsabilità. Questo
è il momento di convertirsi,
Una pista per l'omelia
una vita qualsiasi, ma una vita
piena. Significa sfuggire alla
tiepidezza, al tentativo di se-
di cambiar vita, di fare degni
frutti di conversione.
Non c'è tempo, non è il caso di riman-
dare a domani, semplicemente per-
ché non è affatto sicuro che ci siano
tempi supplementari, ulteliori possi-
bilità.
Chi non afferra questa occasione -
che è l'ultima e la definitiva - rischia
di perdere tutto. Chi manca questo
appuntamento, resterà tagliato fuori.
Un modo spiccio, senza preamboli,di
mettere ognuno di noi davanti alle
"CONVERTITEVI!"
cambiare il modo di considerare la
realtà, di staccarsi da vizi inveterati
prendendo il coraggio di comporta-
menti inediti.
Logica, a questo punto, una domanda:
Cristiano, cosa ne hai fatto del tuo Bat-
tesimo? Cosa ne stai facendo della tua
vita? Che cosa conta veramente oggi
per te?
Convertirsi implica un movimento:
un lasciare, un abbandonare, per inol-
trarsi in percorsi nuovi. E ci si muove
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Abbiamo ascoltato l'invito di Giovanni il Battista. Egli ci chiede
di preparare le strade al Signore. E domanda una conversione
autentica. Diciamo insieme:
Signore, donaci il coraggio di cambiare!
• Padre buono, dona forza a tutti i cristiani perseguitati e ride-
sta la fede dei cristiani pigri. Preghiamo...
• Padre misericordioso, dona a queUi che hanno sbagliato la
possibilità di cambiare vita e di ritrovare la via dell'onestà e
della giustizia. Preghiamo...
• Padre che ami la vita, non permettere che dimentichiamo tutti
quelli che stanno male, quelli che soffrono per la fame, la mi-
seria, le malattie. Preghiamo...
• Padre Pieno di delicatezza, sostieni tutti i volontari che rega-
lano il loro tempo ai Più poveri e svantaggiati. Preghiamo...
• Padre Pieno di amore, accompagna ogni uomo e ogni donna
di buona volontà che cerca il tuo volto e desidera incontrarti.
Preghiamo...
dersi su più sedie, alla voglia
di tenersi aperte più porte.
C'è una decisione da prendere, ed è
definitiva. C'è un coraggio da mostra-
re e lo si manifesta con gesti concreti.
Tutto quello che ritarda, impaccia,ap-
pesantisce diventa un ostacolo da cui
liberarsi.
Perché Colui che sta per arrivare non
merita solo gli scampoli della nostra
esistenza, le frattaglie del nostro tem-
po, ma tutta la nostra intelligenza, il
nostro cuore, le nostre risorse, la no-
stra volontà.
In famiglia
Dio di tenerezza e
di misericordia,
tu ti sei ricordato delle
tue promesse
I~ :
e hai inviato a noi l'ulti1no
dei profeti dell'antica
alleanza.
E' lui che fa udire la tua
voce nei nostri deserti
ed apre il nostro ani1no
alla gioia dell'incontro.
Dicembre 04 30 DOMENICA DI AWENTO
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, tu non sei come
ti abbiamo immaginato.
Sapremo accogliere le
sorprese del tuo amore?
Signore, pietà!
Cristo Gesù, tu ci proponi di
cogliere i segni della tua presen-
za. Ma i nostri occhi sapranno
riconoscere le tue tracce?
Cristo, pietà!
Signore Gesù, tu ci chiedi di
vivere in modo nuovo, secondo
il tuo Vangelo. Ma noi siamo
pronti a cambiare, a convertirci?
Signore, pietà!
l'lì
G
iovanni è in prigione. Ha sen-
tito parlare di Gesù, di quello
che sta facendo.Quello che gli rife-
riscono, tuttavia, non sembra pro-
prio andar d'accordo con le sue
attese. Per lui il Messia è uno che
farà piazza pulita, senza mezzi ter-
mini. Spazzerà scandali ed ingiusti-
zia, ripristinerà un rapporto auten-
tico e sincero con Dio. Eserciterà
in modo lucido e implacabile il giu-
non con le idee o le dotte disquisi-
zioni.
Un invito a restare sul terreno con-
creto della vita quotidiana.
Un invito a cogliere il nuovo nelle
parole e nei gesti di ogni giorno.
Un giudizio costruito su quello che
si vede e si tocca.
E se oggi la stessa domanda fosse
rivolta anche a noi? Se oggi noi do-
vessimo fornire una risposta sullo
poveri e profeti come lui. Basta far-
si un giro per i supermercati - veri
templi domenicali in questo perio-
do - per rendersi conto della po-
tenza del consumismo. Imbottisce
di roba e fa perdere il desiderio di
ciò che è essenziale. Ma ci sono
persone che continuano a sperare,
persone che si portano dentro una
fame che nessun prodotto natalizio
può colmare, una sete a prova di
dizio. Gesù non è pro-
prio un Messia di questo Una pista per l'omelia
qualsiasi intruglio più o
meno frizzante e colora- 'i
genere.
E probabilmente Gio-
vanni ha sentito qualco-
CIÒ CHE UDITE E VEDETE
to.
Questi hanno diritto ad
sa che rimette in discussione la sua
immagine dell'Inviato di Dio. Offre
misericordia, mangia con i pecca-
tori, si rivolge ai poveri, guarisce e
l'isolleva quanti sono abbattuti.
Ecco perché la domanda: "Sei tu
colui che deve venire o dobbiamo
attenderne un altro?". La risposta di
Gesù è altrettanto franca e chiara:
"Andate e riferite a Giovanni quel-
lo che udite e vedete... ".
Un invito a misurarsi con la realtà,
stesso terreno? Ci sarebbe, da qual-
che parte ancora, qualcuno che
attende come Giovanni il Battista e
che si sentirebbe rincuorato dal
racconto di quello che sta accaden-
do'
La scommessa del Cristianesimo e
delle Chiese è tutta qui. È vero: c'è
gente in giro che non si fa più do-
mande e che non coltiva più atte-
se.Almeno di quelle attese che por-
tava in cuore Giovanni e tanti
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore, noi sappiamo che tu non ci abbandoni alle nostre diffi-
coltà. Per questo, animati dalla speranza, ti diciamo:
Signore, donaci la tua gioia!
o Signore, porta luce e gioia nelle giornate dei cristiani. La tua
Parola li accompagni Preghiamo...
o Signore, aiuta tutti gli uomini e le donne di buona volontà, che
lavorano per la giustizia e per la pace. Preghiamo...
o Signore, sostieni tutti quelli che attraversano momenti diffici-
li Metti accanto a loro degli amici, dei fratelli Preghiamo...
o Signore, non lasciarci mancare i profeti, che denunciano le
ingiustizie e difendono i diritti dei poveri. Preghiamo...
o Signore, benedici il lavoro di quelli che seminano un po' di
allegria e di umorismo nel cuore degli uomini· gli attori e i
pagliacci del circo, gli animatori di serate. Preghiamo...
una risposta, vera e con-
creta, come quella fornita da Gesù.
Hanno diritto a misurare il cambia-
mento. Solo il racconto di ciò che
accade li può convincere. Quel rac-
conto che mette noi , Chiese
dell'Occidente, brutalmente per
terra di fronte ai tanti "miracoli"
delle Chiese del Terzo Mondo.
E ci fa provare la struggente nostal-
gia di un 'esistenza cristiana pit1 le-
gata al Vangelo, pit1 audace nella
carità.
In famiglia
Sulla soglia della tristezza,
nella foresta degli affanni,
tu vieni a visitarci, o Dio,
tu che ci conosci meglio
di noi stessi
vieni a portarci la tua gioia
e a condurci su un
sentiero di luce.
'.1
Dicembre 04 40 DOMENICA DI AWENTO
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, Dio ci parla in
tanti modi, ma noi non sappiamo
ascoltarlo come ha fatto
Giuseppe.
Signore, pietà!
......
Epiuttosto singolare. E non man-
ca mai di sconcertare. Giu-
seppe nei vangeli non parla. Non ci
viene riferita neppure una parola
uscita dalla sua bocca. Giuseppe
ascolta e agisce.
Ascolta Dio che parla, Dio che an-
nuncia qualcosa di grande che lo
tocca da vicino, al ptmto da scon-
volgere la sua vita affettiva. Dio non
lo fa con mezzi potenti, con la forza
indiscutibile di una mani-
Cristo GeSti, Dio ci domanda di
fidarci di lui, ma noi non riuscia-
mo ad accogliere i suoi progetti
come ha fatto Giuseppe.
Cristo, pietà!
"padre putativo": se Giuseppe non
interviene nel concepimento di
GeSti, la sua tuttavia è una paternità
esercitata con tutte le sue risorse,
un accompagnamento concreto,
affettuoso, fedele di un bambino
verso la giovinezza e l'età adulta.
Giuseppe accetta. Giuseppe obbe-
disce alle parole dell'angelo.Si fida.
Senza chiedere garanzie, prove, ras-
sicurazioni. Senza far notare che è
Signore Gesù, Dio ci chiede di
collaborare ad un disegno di
amore, ma noi non abbiamo la
stessa disponibilità e generosità
di Giuseppe. Signore, pietà!
per ripettoso. Giuseppe avrebbe la
legge dalla sua parte. Gli consenti-
rebbe di fare gesti plateali: un libel-
lo scritto, un'azione pubblica di ri-
pudio. Prima ancora che l'angelo gli
parli Giuseppe aveva deciso altri-
menti. Per affetto verso Maria?
Perché non può credere che Maria
gli sia stata infedele? Per rispetto
davanti a una realtà misteriosa?
Non lo sapremmo mai. Ci basti sa-
festazione gloriosa.
Dio si rivela nel sogno e
parla al cuore di Giusep-
pe. Gli dice che quel bam-
Una pista per l'omelia
pere che questo l'aveva
fatto per un senso un po'
nuovo di "giustizia".
L'angelo lo chiama "figlio
di Davide", discendente
GIUSEPPE, UOMO GIUSTO
bino che sta crescendo nel grembo
di Maria viene da Dio ed ha una
missione unica. Gli chiede di pren-
dere con sé la donna e il bambino,
di fare da padre a quest'ultimo.
Col cuore, con l'intelligenza, con il
suo lavoro, non solo di fronte alla
società.
Molte volte penso che si fa un gran
torto a Giuseppe col chiamarlo
piuttosto arduo assumersi certe re-
sponsabilità solo sulla scorta di un
sogno. Giuseppe risponde con i fat-
ti. E sono i fatti di un uomo buono,
di parola. Anche se non di tante
parole. Il vangelo di Matteo lo pre-
senta come un "giusto" . Il che non
vuoi dire intransigente, duro, infles-
sibile esecutore della legge. "Giu-
sto" sta per delicato, per benevolo,
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Vicini al Natale, ne viviamo già intensamente la gioia. Con la col-
laborazione di creature semplici efiduciose, come Maria e Giu-
seppe, tu ci hai donato l'Emmanuele. Come possiamo dubitare
del tuo amore per gli uomini?
Diciamo insieme: Signore, trasforma la nostra vita!
• Signore, ti preghiamo per tutti i bambini e le bambine del mon-
do. Proteggili da ogni pericolo. Colmali di gioia e circondali di
persone che vogliono loro tanto bene. Preghiamo...
• Signore, mentre si avvicina lafesta del Natale, cresca la sere-
nità e l'affetto nelle nostre famiglie. Aiutaci a trasmettere un
po' di gioia a chi è nella tristezza. Preghiamo...
• Signore, sostieni coloro che assistono e curano gli ammalati.
Metti bontà, delicatezza e rispetto nelle loro parole e nei loro
gesti. Preghiamo...
• Signore, aiutaci ad esserefedeli ai buoni propositi chefaifio-
rire nel nostro animo. Preghiamo...
• Signore, non permettere che ci siano uomini e donne che do-
vranno temere per la loro vita anche il giorno di Natale. Fa'
crescere la pace nel mondo. Preghiamo...
della famiglia del re Da-vide.E ce lo
fa conoscere in un'altra veste.
Come colui che salda, con la sua
paternità, il Messia alle promesse
antiche. L'Atteso non doveva essere
un "discendente di Davide"?
Paradossalmente è proprio Giu-
seppe ad assicurare questo compi-
mento con la sua paternità di cuo-
re, non di sangue.
In famiglia
Benedetto sei tu, Signore,
perché in Gesù,
il tuo Figlio,
hai realizzato
ogni promessa.
Benedetto sei tu per
Maria e Giuseppe
e per tutti quelli che,
come loro, si rendono
disponibili a vivere
l'avventura della fede.
IM.'M§INI Gennaio 05 BATTESIMO DEL SIGNORE"
-----------PER UN'AZIONE DI GRAZIE - - - - - - - - - - -
Benedetto sei tu,
Messia atteso,
che vieni nella
nostra carne
e diventi il
servitore dei poveri.
Benedetto sei tu,
Signore dei signori,
che oggi discendi nel
Giordano
con il popolo
dei peccatori.
Benedetto sei tu,
Pastore dei popoli,
oggi tu intendi la voce
del Padre e ricevi la
consacrazione
dello Spirito.
Con Giovaruti Battista
noi proclamiamo la tua gloria,
con Giovanni Battista
confessiamo la tua presenza in
mezzo a noi e ci mettiamo sui
tuoi passi per ricevere da te
una vita nuova.
Sì,a dispetto del proverbio che tutti co- è il salvatore di tutti gli uomini. Così nella traccia alcuna di peccato. Uomo tra gli uo-
noscono C<L'Epifania tutte le feste porta festa dell'Epifania, il 6 gennaio, abbiamo mini, egli viene riconosciuto come il Figlio,
via») è questa festa del Battesimo del Si- ricordato quegli stlani e misteriosi perso- venuto a realizzare il progetto di amore che
gnore Gesù l'ultima festa del tempo di naggi che vengono da lontano, seguendo il Padre gli ha affidato. Con la forza, con la
Natale. Lo scenario, è vero, è cambiato. E di una stella, e giungono fino a Gesù. I doni saggezza che gli vengono dallo Spirito. In
molto. Non siamo più a Betlemme. Niente che gli offrono mostrano come in lui, anco- questo modo incarnazione e missione ven-
grotta, mangiatoia e pastori. E, soprattutto, ra bambino, riconoscono il Signore del gono saldamente congiunte. Quel bimbo
Gesù non è più un bambino. Ora è un adul- mondo. In quei magi siamo rappresentanti che abbiamo contemplato nella mangiatoia
to. E tuttavia, nonostante la grande diversità tutti noi che, senza appartenere ad Israele, è venuto proprio per questo. Come non ci
di scenario e di personaggi, proprio questo abbiamo creduto in Gesù e lo riconosciamo si attendeva la sua nascita in un alloggio di
episodio ci permette di intendere ~===================~ fortuna, in condizione di povertà, così
meglio il senso del Natale. E' come Una pista per l'omelia per molti risulterà strano il suo modo
se la liturgia ci prendesse per ma-no di agire. Eppure è proprio lui quel ser-
e ci volesse far contemplare il mis- UN FESTA "NATALIZIA" vo di cui aveva parlato il profeta Isaia
tero dell'Incarnazione attraverso (prima lettura di quest'oggi).Viene per
tre quadri. Quello del Natale, il 25 dicembre. come il nostro Signore. offrire misericordia, non per condannare;
Gesù nasce a Betlemme, la città di Davide. Anche quella di oggi è una scena di "mani- viene per rialzare chi vacilla, non per abbat-
Non solo a causa del censimento, ma per- festazione". Con una novità, però: essa pre- tere chi è ftagile e debole. Viene a portare
ché proprio lui è il "discendente di Davide", lude direttamente ad una "missione". Lo un annuncio di gioia, non la notizia del giu-
il Messia atteso. Nasce povero e a riconos- Spirito che discende in forma di colomba, la dizio imminente. Le sue parole e le sue azio-
cerio sono dei poveri, i pastori del luogo voce del Padre che riconosce il suo Figlio ni saranno una consolazione e una speranza
che però sono anche i "pa-stori del re". In "confermano" in Gesù l'intenzione di dare per tutti i poveri, i malati, i prigionieri del
loro riconosciamo tutti quelli che apparten- inizio alla sua predicazione pubblica. Me- male che lo incontreranno.
gono al popolo di Israele e che hanno atte- scolato alla folla dei peccatori che vanno da Se il Figlio si è fatto uomo è proprio per
so e accolto il Messia. Giovanni il Battista, egli può essere confuso questo: per condividere la nostra vita e per
Ma Gesù non è venuto solo per Israele. Egli come uno di loro, anche se in lui non c'è trasfigurare le nostre esistenze.
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Il Battesimo di Gesù al fiume Giordano ci ha fatto ricordare il
nostro Battesimo e il cammino di fede che stiamo percorrendo.
Il Signore ci faccia crescere ogni giorno nel suo amore.
A lui diciamo insieme: Ravviva in noi il tuo dono, Signore!
o Signore, ti preghiamo per la nostra parrocchia, comunità dei
battezzati' ogni cristiano apra il suo cuore alla tua Parola di
amore e di misericordia. Preghiamo...
o Signore, ti preghiamo per i nostri genitori che hanno chiesto
per noi il Battesimo: siano per noi testimoni autentici e disce-
polifedeli di Gesù. Preghiamo...
o Signore, ti preghiamo per tutti i ragazzi che riceveranno il
Battesimo:trovino degli amici che comPiono assieme a loro
l'itinerario che conduce a te. Preghiamo...
o Signore, ti preghiamo per i catechisti e gli educatori: la loro
parola desti in noi il desiderio di cercarti e di ascoltarti.
Preghiamo...
o Signore, ti preghiamo per noi' non permettere che le feste del
Natale passino invano. Ridesta in noi il desiderio di incon-
trarti e la gioia di fare qualcosa per gli altri
Preghiamo...
In famiglia
Padre, con lo Spirito
hai colmato della
tua saggezza
e della tua bontà Gesù,
perché portasse l'acqua
della tua grazia
a questa nostra terra inaridita.
Con la forza dello
stesso Spirito fa' che
siamo sempre più fedeli
all'alleanza battesimale
che ci lega a te per sempre.
,
Maggio 05 CORPO E SANGUE DI CRISTO
-----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, in ogni Eucatistia
ti doni a noi come Pane di vita.
Signore, pietà!
Forse non ci abbiamo mai pensato,
ma quando andiamo a ricevere la
santa Comunione noi compiamo due
gesti che ci mettono nello stato d'ani-
mo giusto. Due gesti che passano
attraverso il corpo, per raggiungere il
cuore. Due gesti che dovrebbero far
nascere due atteggiamenti precisi.
Ci mettiamo in cammino, muovendo-
ci dal nosu-o posto e formando una
processione più o meno lunga.
Questo staccarsi e andare, que-
Cristo Gesù, tu vuoi riunirei in una
sola famiglia, in un solo corpo.
Cristo, pietà!
Pane che riceviamo ci trasfonna, dal
di dentro. Ci sentiamo figli di uno stes-
so Padre e fratelli ua. noi. Awertiamo
che il Cristo ha donato la sua vita, ha
versato il suo sangue, perché tutti noi
fossimo libela.ti dal dominio del male
e diventassimo "un solo corpo".
E poi c'è il gesto di tendel-e la mano.
Gesto che per alcuni è stata una
ovità, quasi iniverente. Ma per chi ha
dimestichez7..a con la storia della co-
Signore Gesù, tu ci prometti la vita
eterna, tu ci chiami alla comunione
con te per sempre. Signore, pietà!
vero, uno che awerte come senza
quel Pane tutto sia più difficile, se non
addirittura impossibile. Quel Pane
spezzato per la vita del mondo è un
Pane che sostiene tutti coloro che
vogliono mettersi sui passi di Gesù,
tutti quelli che hanno deciso di pren-
dere sul serio il suo Vangelo. Non si
ua.tta di persone perfette, di gente
immune da peccati, da debolezze, da
fragilità. Ogni volta che cominciano la
celebrazione della Messa si bat-
sto aggregarsi e mettersi insie-
me mi sembra abbiano due si-
gnificati. Da una parte sono il
segno del desiderio, di chi va
incontro, di chi attende un dono
Una pista per l'omelia
tono il petto, invocando il per-
dono di Dio. Pochi momenti
prima della santa Comunione
e raccorcia le distanze per poter rice-
vedo Plima. Ma esprimono anche una
"condizione" che è tipica del C1-eden-
te. Sì, perché ogni credente, a partire
da Abramo, è proprio un pellegtino,
uno che è in ascolto della Parola di
Dio e che va là dove essa lo conduce,
uno che quaggiù non ha una stabile
dimora e che cammina verso la casa
eterna. Ma poi, nello stesso tempo, il
mettersi insieme ci fa sentire un po-
polo, una famiglia, una Chiesa. Quel
....
PANE CHE DA LA. VITA
munità cristiana si ua.tta del gesto più
antico con cui ricevere la santa Co-
munione. Tanto antico che un Padre
della Chiesa giunge addirittura. a spie-
gare dettagliatamente come dispolTe
la mano sinistra e quella destra quan-
do si va a licevere il Corpo di Cristo.
Tendere la mano: gesto cii invocazio-
ne, richiesta di aiuto, di soccorso.
Gesto dei poveri, gesto degli affiunati.
E ognuno di noi che si accosta alla
mensa eucaristica è veramente un po-
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore nostro Dio, il tuo Figlio Gesù ci ha donato tutto se stesso, la sua
stessa vita. Il suo corpo e il suo sangue ci aiutano ad affrontare
le difficoltà della nostra esistenza.
Per questo, uniti insieme, ti diciamo: Signore, donaci ilpane della vita!
o Dona ai cristiani di questa parrocchia la gioia di ritrovarsi insieme
per la Messa domenicale. La tua Parola ci porti luce e gioia.
Preghiamo...
o Ridesta la coscienza di coloro che si sono allontanati da Te, perchè
possano trovare la gioia di incontrarti ancora. Preghiamo...
o Sostieni i malati, e in particolare quelli che devono a.ffrontare cure
dolorose. Non lasciar mancare loro la forza che viene dalla Santa
Comunione. Preghiamo...
o Metti tanta pazienza e tanto amore nelle persone che si prendono
cura degli anziani. SaPPiano trasmettere serenità e coraggio.
Preghiamo...
o Ricordati di tutti coloro che portano ai malati e agli anziani il Pane
consacrato. Rendili premurosi nei confronti di tutti quelli che incon-
trano. Preghiamo...
o Dona agli agricoltori un raccolto abbondante. E fa' che tutti noipro-
viamo riconoscenza pel' i frutti della terra. Preghiamo...
ognuno liconosce "Signore, io
non sono degno...". Ma tutti
sanno che l'avventura della fede è
segnata dalla grazia, da llil aiuto che d
raggiunge, da un sostegno imprevisto.
E quel Pane che è il Corpo di Cristo
Ua.smette la sua stessa vita.
Mi piace concludere queste note
citando, a braccio, quello che mi pare
ebbe a dire un Padr-e della Chiesa: Di
ogni cibo, Signore, si deve dire che
esso diventa noi stessi. Ma il tuo cibo
d trasforma in te, d rende simili a te.
In famiglia
o Signore, ogni domenica
tu ci doni di spezzare
il tuo Pane.
Donaci di farlo con
semplicità e con rispetto.
E apri il nostro cuore
alle richieste dei poveri,
Per Cristo nostro Signore.
AMEN.
Dicembre 04
Ti rendiamo grazie, o Padre, per il tuo
Figlio, che ha obbedito a Maria e a
Giuseppe e che ha trovato in loro un
affetto smisurato, una difesa e una pro-
tezione in ogni momento di pericolo.
Ti rendiamo grazie per Maria, che
conservava nel suo cuore ogni parola e
No, la famiglia di Gesù non è pro-
prio una famiglia privilegiata, una
famiglia tranquilla senza problemi. Par-
tecipa alla storia, alle vicende liete e tri-
sti che accadono, e, proprio per questo
- per difendere l'incolumità di Gesù -
Maria e Giuseppe devono emigrare.
Andare all'estero, per proteggere Gesù,
e poi tornare, quando il pericolo è pas-
sato. Com'è purtroppo attuale questa
storia, anche ai nostri giorniI
Penso alle famiglie di tanti
paesi che affronteranno
lJN CANTICO DI GRAZIE
ogni gesto, e per Giuseppe che si è la-
sciato guidare nel cammino tortuoso
della sua famiglia.
Ti rendiamo grazie per tutti i genitori
che si amano e che amano i loro figli,
per tutte le fedeltà che alimentano la
fiducia ,per i figli e i genitori che non
oggi, con i loro problemi, le loro inquie-
tudini. Perché di problemi la f<lmiglia di
Nazaret ne ha <lVllti, ecl i più grossi, per
dire la verità, li ha creati proprio Gesù.
Il che ci fa capire che il modello di fa-
miglia cristiana non è Uf1(j famiglia che
gode di una vita tranquilla, senza sus-
sulti, ma piuttosto una famiglia che sa
compiere la volontà di Dio anche nei
tempi burrascosi.
Una famiglia guidata dalla fiducia nel
SANTA FAMIGLIA
esitano a sacrificarsi gli uni per gli altri.
Ti rendiamo grazie per tutto quello che
ci hai donato in questo anno, nel nome
di Cristo, per ogni gesto di solidarietà
e di fraternità che ci ha rincuorato
e per tutti quelli che hanno donato la
loro vita come Gesù.
diente, e coscienzioso, non era certo
un figlio "facile". La sua identità, la sua
missione, il compito che lo attendeva
potevano mettere addosso una certa
apprensione.
Eppure Maria e Giuseppe hanno sapu-
to svolgere il loro ruolo rispettando i
diversi tempi della sua vita: l'infanzia, la
fanciullezza, la giovinezza, l'età matura.
Accompagnandolo con tenerezza e
affetto e lasciandolo libero quando
venne il momento di anda-
Una pista per l'omelia re.
questo periodo dell'anno
da emigranti. Emigranti for-
zati, non per scelta. Emi-
UNA FAMIGLIA "NORMALE"
Del resto è proprio questo
che Dio si attende dai geni-
tori. Il loro è, e resterà, un
granti immersi nella penuria, nell'an-
goscia, nella paura, nei mille disagi che
si provano quando si è lontani dalla
propria casa, in mezzo a gente che ap-
partiene ad un'altra cultura, che parla
un'altra lingua, che professa una reli-
gione diversa.
Ebbene, è stata questa la sorte della fa-
miglia di Gesù.E qllesto la rende ancor
più vicina alle tante famiglie di ieri e di
Signore, quella fiducia che addolcisce
le pene, offre un sostegno nei giorni
della prova, riempie il cuore di gratitu-
dine quando tutto va bene.
Una famiglia in cui ci si Vllole bene,
tanto bene. Forse senza bisogno di
ricorrere a tante parole, ma con i gesti,
gli atteggiamenti, le azioni di ogni gior-
no.
Gesù, per quanto buono tosse, e obbe-
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Preghiamo per noi e per le nostre famiglie, per tutti quelli che
ci vogliono bene e per quelli che stanno attraversando dei mo-
menti difficili
Diciamo insieme: Padre, colma di bontà il nostro cuore!
o Ti preghiamo per lafamiglia di tutti i cristiani, che è la Chie-
sa: ogni discepolo di Gesùfaccia la sua parte per renderla Più
bella ed accogliente. Preghiamo...
o Ti preghiamo per i nostri papà e le nostre mamme: ricompen-
sali tu per tutto il bene che ci vogliono. Preghiamo...
o Ti preghiamo per tutti i bambini ed i ragazzi che SOttO senza
affetto. Fa' che non li dimentichiamo e che facciamo qualcosa
per nonfarli sentire soli Preghiamo...
o Ti preghiamo per tutti i giovani che cercano la loro strada:
metti nel loro cuore tanto coraggio e tanta generosità.
Preghiamo...
o Ti preghiamo per i nonni che abbiamo infamiglia. la loro sag-
gezza e la loro esperienza siano per noi un tesoro prezioso.
mestiere a rischio.Ma quando a guidar-
li sono la fede in Dio e l'amore non c'è
avversità che sia insormontabile.
Perché per chi fa la volontà di Dio e
affronta i diversi ostacoli senza perdere
saggezza e bontà, tutto si rivela "prov-
videnziale". Anche le pene, anche le
prove, anche le sofferenze.
E dopo ogni semina arriva sempre il
tempo del raccolto.
In famiglia
Grazie, Signore,
per questa famiglia
che ci hai donato.
Grazie perché ogni giorno
tu ci offri la possibilità
di crescere insieme,
genitori e figli,
nella fede e nell'amore.
AMEN.
Gennaio 05 2a DOMENICA ORDINARIO
-----------PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, abbiamo peccato
contro di te e contro il nostro
prossimo.
Signore, pietà!
GioVanni non ha affatto l'intenzione
di occupare a lungo la scena. Non oltre
il necessario. Ha ricevuto un compito:
preparare la strada al Messia. E lo ha
onorato. Ha gridato a squarciagola, ha
invitato alla conversione, alla penitenza.
Ha pronunziato in pubblico an-che ve-
rità scomode,attirandosi l'ira del poten-
te di turno. Prima o poi qualcuno gliela
farà pagare. Ha chiesto a tutti di cam-
biare vita:dai devoti ai ministri
Cristo Gesù, le nostre divisioni sono
contro la tua volontà e impediscono
una testimonianza comune.
Cristo, pietà'
progetti del Messia.Accettando di scom-
parire, semplicemente perché ora tocca
ad un altro. Da questo punto di vista
Giovanni il Battista è uno splendido
esempio per ogni cristiano, per ogni
genitore e per ogni educatore.
Ha ricevuto un compito e lo svolge
consacrandogli tutte le sue energie. Ma
non vi è attaccato al punto di non saper
farsi da parte. Non è stato facile per lui
Signore Gesù, non ti abbiamo amato
abbastanza nei nostri fratelli e sorelle,
creati a tua immagine, ma diversi da
noi.
Signore, pietà!
Anch'essi sono chiamati a scomparire,a
farsi da parte, quando una persona
diventa adulta, quando è in grado di
prendere nelle sue mani la propria esi-
stenza. Senza far pagare debiti di rico-
noscenza, senza esigere posti di riguar-
do, senza pretendere di continuare all'
infinito un compito che, invece, è pro-
prio "a termine", almeno in quel modo e
con quei connotati.
del culto, dai soldati ai pubbli-
cani. Ora è giunto Gesù, e quin-
di il suo compito è terminato.
Deve solo indicare il Messia a
Una pista per l'omelia
Benedetto Giovanni, irsuto co-
me il vestito di peli di cammello
che porti indosso, selvatico co-
me le cose che mangi, roco a
furia di gridare un annuncio sco-
UN PROFETA A TERMINE
coloro che gli stanno attorno. E lo fa,
con la solita schiettezza e sincerità:"Ec-
co l'Agnello di Dio, ecco colui che to-
glie il peccato del mondol '' .
Ha visto lo Spirito scendere su Gesù e
ora gli rende testimonianza: è lui il Figlio
di Dio, è lui che ora gli "passa avanti",
ma in eff~tti era "prima"di lui.
CosÌ si chiude la sua missione profetica,
con lill passaggio di testimone. Senza
ipoteche sul futuro, senza ingerenze sui
smuovere gli animi, ma ora non clùede
nessun riconoscimento a Colui che, in
fondo, ha trovato (almeno un poco) la
strada spianata. Quando lino si riferisce
al suo lavoro e lo designa come un "ser-
vizio" dovrebbe rifarsi subito a questo
profeta e al suo modo di "staccare".
Ma Giovanni è anche un modello per
tutti i genitori e per tutti gli educatori,
per quanti hanno il compito, delicato e
difficile, di iniziare alla vita e alla fede.
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore Dio nostro, se veramente riconosciamo che tu sei il
Padre di tutti, non possiamo Più ignorare tante situazioni di
patimento e di miseria.
Animati dalla speranza, ti diciamo:
Infondi in noi il tuo Spirito di carità!
• Ti preghiamo per i cristiani: prendano a cuore la sorte di tan-
ti poveri, che mancano del necessario per vivere. Preghiamo.
• Ti preghiamo per i nostri genitori: perché ci mostrino come si
fa ad aiutare il nostro prossimo. Preghiamo.
• Ti preghiamo per i catechisti e gli animatori dei gruPPi: la
loro pazienza, il loro impegno, la loro fantasia ci facciano
crescere insieme. Preghiamo.
• Ti preghiamo per chi è appena arrivato nel nostro paese,
nella nostra classe,nel nostro gruppo sportivo:fa' che sappia-
mo accoglierlo con gioia e metterlo a proprio agio.
Preghiamo.
• Ti preghiamo per noi, che abbiamo a disposizione molte cose,
perchéfacciamo qualcosa per chi è senza casa, senza scuola,
senza lavoro e senza medicine.
Preghiamo.
modo per tutti quelli che gradiscono
lasciare le cose come stanno, clù si
aspetterebbe questa delicatezza e ques-
ta umiltà nei confronti di Gesù? Eppure
proprio cosÌ accade: la "voce che grida
nel deserto" si spegne, perché si possa
udire un'altra voce, la stessa Parola di
Dio che si è fatta carne. I gesti di peni-
tenza non vengono più celebrati, per-
ché non è più il tempo dell'acqua, ma
dello Spirito.
In famiglia
Signore, nostro Dio,
tu ascolti il grido
dei poveri
e non ignori il pianto
di quelli che sono
disperati e soli.
A noi offri la possibilità
di essere compassionevoli
e di mostrare coi fatti
che siamo tutti tuoi figli
e fratelli tra noi,
in Cristo nostro Signore.
Gelll/aio 05 30 DOIVIENICA ORDINARIO
------ PER CHIEDERE PERDONO (nella Settimana per l'Unità dei cristiani) - - - - - - -
Signore Gesù, tu sei la nostra luce.
Insegnaci a vedere in ogni uomo un
fratello. Apri i nostri occhi.
Signore, pietà!
Un annuncio comincia a percorrere
la terra di Israele. È un annuncio di
gioia, tm "vangelo". Dio è in mezzo al
suo popolo, fra poco tutti vedranno i
segni della sua azione. Dio prende nelle
sue mani l'esistenza degli uomini e non
c'è nulla che possa ostacolare il suo pro-
getto di amore e di pace. Dio vuole offri-
re una vita nuova, la sua stessa vita, per-
ché gli uomini non vivano più in un
modo qualsiasi, ma nella pienez-
Cristo Gesù, tu sei la nostra pace.
Insegnaci a superare le divisioni.
Apri i nostri cuori.
Cristo, pietà!
adattarsi al loro guscio tm po' tiepido,
alle loro decisioni scontate, alle loro
mezze verità.
Ma questo annuncio non tollera di esse-
re catalogato tra le tante speranze
dell'umanità, tra le tante ragioni per
andare avanti, non vuole riempire tmo
dei tanti spazi che si aprono negli scaf-
fali del cuore umano.
No, per esso bisogna essere disposti a
Signore Gesù, tu sei il nostro pane
di vita. Insegnaci a condividere
i nostri beni.Apri le nostre mani.
Signore, pietà!
Gesù li chiamò a lasciare tutto per
seguirlo? Si intendevano di reti e di
barche, di pesci e di correnti, di bur-
rasche e di bonacce. Ma ora era su tm'al-
tra strada che il profeta venuto da
Nazaret voleva condurli. Pescare uomini
non è la stessa cosa che pescare pesci.
Molto più esaltante, ma anche molto più
difficile! Molto più complicato, ma
anche molto più urgente!
za, nella gioia.
Un annuncio che cambia la vita
esige, però, di essere ac-colto
totalmente, con fiducia smisura-
Una pista per l'omelia
PESCATORI DI UOMINI
Il vangelo di Matteo dice che
non ci pensarono su molto. Il
loro fu uno stacco deciso. Come
decisa deve essere la conversio-
ne di ogni discepolo. Senza rim-
ta. Ecco perché Gesù, che porta questo
"vangelo" chiede "conversione". C'è un
cambiamento che è richiesto: il cuore,
l'intelligenza, la volontà sono chiamati
ad abbandonare i loro comportamenti
ed atteggiamenti di prima , sclerotici, e
ad assumere la novità fino in fondo,sen-
za resistenze.
Questa"conversione" non è facile:acco-
gliere il nuovo non è mai stato facile,
perché tutti, in fondo, fmiscono coll'
mollare tutto, a bruciare tutto ciò che
sta alle spalle, ponendo tutta la fiducia
nel futuro che il Messia disegna con la
sua parola e i suoi gesti.
Del resto questo Inviato di Dio non
vuole fare tutto da sé:cerca collaborato-
ri, disposti ad affrontare i sentieri stretti
e ripidi che si devono percorrere per
donare a tutti la salvezza."Pescatori di
uomini"! Cosa avranno capito Pietro e
Andrea, Giacomo e Giovarmi, quando
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Padre, il tuo Vangelo è per ogni uomo. E tu chiami ognuno a col-
laborare al tuo progetto di salvezza. Ascolta la nostra preghie-
ra, perché viviamo con coraggio l'avventura del Regno.
Nella speranza ti diciamo: Padre, venga il tuo Regno!
o Gesù ci ha detto che il tuo Regno è in mezzo a noi: egli è qui
per strapparci al male e donarci una nuova vita. Liberaci allo-
ra dall'egoismo, dalla cattiveria, dall'ingiustizia. Preghiamo...
o Gesù si è manifestato come il Messia atteso. Donaci la forza
di seguirlo e di continuare la sua opera. Preghiamo...
o Gesù è la grande luce che hai inviato agli uomini Dona spe-
ranza a quelli che sono sfiduciati, disperati, abbattuti
Preghiamo...
o Gesù si è servito di collaboratori per realizzare il tuo proget-
to di amore. Fa' che ognuno di noi scopra in quale modo ci
chiami a lavorare per te. Preghiamo...
o Gesù chiede di lasciare tutto, pur di seguirlo. Donaci giovani
pieni di coraggio, che accettano anche grandi sacrifici, pur di
portare in ogni terra il Vangelo e la solidarietà. Preghiamo...
o Gesù è venuto perfare di tutta l'umanità una solafamiglia:fa'
che tutti i cristiani diventino un lievito di pace nel mondo.
Preghiamo...
pianti, senza inutili e lunghi addii.
Quando il nuovo arriva o si è disposti ad
ardere completamente, oppure è me-
glio lasciar perdere.
Non potevano immaginare, neanche
lontanamente, dove li avrebbe portati
quella loro decisione. Stavano affidando
la loro vita a Gesù. E lui li avrebbe con-
dotti sulle strade del mondo, a seminare
la sua "buona novella" nei solchi della
storia.
In famiglia
Signore, oggi tu ci affidi
il Vangelo di Gesù
e ci chiedi di diventare
"pescatori di uomini".
Liberaci dalle catene
del rispetto umano,
togli dal nostro cuore
ogni paura ed incertezza.
Allora diventeremo
collaboratori
del tuo Spirito.
In Cristo nostro Signore.
Gel/naio 05 4a DOMENICA ORDINARIO
-----------PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, a quanti cercano il
Volto di Dio, tu offri la parola del
Vangelo, una strada di luce.
Signore, pietà!
Beati! Fortunati! Felici! E non pro-
nunciato una volta sola, ma per ben
nove volte, una di seguito all'altra. Una
parola che diventa quasi martellante e si
imprime bene nella memoria.
Peccato che,ad andare a vedere le cose
da vicino, si resta poi sorpresi, e addirit-
tura delusi. Sì, perché le categorie che
rientrano in questa proclamazione non
sono decisamente classificate come in-
vidiabili nella scala costruita dalle
Cristo Gesù, la tua morte e
risurrezione ci mostrano
il prezzo della vera gioia.
Cristo, pietàl
Beati i miti? Coloro che non alzano la
voce, che rinunciano ad esercitare la
forza per risolvere i conflitti, che voglio-
no essere estranei ad ogni violenza?
Beati quelli che hanno fame e sete della
giustizia?
QuelJi che, spesso, vengono considerati
gli eterni arrabbiati, i guastafeste, gli
scontenti, quelli che lottano per la
dignità ed i diritti dell'uomo e si impe-
Signore Gesù, tu vuoi rendere
più viva la nostra speranza
nel Regno.
Signore, pietà!
le intenzioni cattive, i doppi sensi?
Beati i perseguitati' Coloro che sono da
sempre oppressi, calpestati, imprigiona-
ti, torturati, solo perché cercano giusti-
zia e non sono disposti a venire a patti
col potente di turno? Beati quelli che
patiscono insulti e calunnie, a causa di
Cristo, solo perché gli sono fedeli e
fanno risultare,in modo visibile,col loro
comportamento, la malvagità di chi li
convinzioni comuni. Beati i pove-
ri? Coloro che,lungi dal contare su
se stessi, sulle proprie doti, sulla
propria disinvoltura ed abilità,sen-
Una pista per l'omelia
BEATI!
condanna' Ma come si fa a consi-
derarli felici tutti questi che costi-
tuiscono da sempre l'immagine vi-
vente delJa sofferenza e delJa de-
tono di non poter farcela senza Dio e
senza gli altri' Colo-ro che, non avendo
a disposizione molti mezzi, non si illu-
dono neppure di poter comprare per-
sone o cose, per raggiungere i loro
scopi?
Beati gli afflitti' Quelli che soffrono, che
sprofondano nel dolore, nella tristezza,
coloro che hanno non una, ma tante
ragioni per dolersi del loro stato attua-
le'
gnano sempre in battaglie perse?
Beati i misericordiosi' Quelli che per-
donano e, proprio per questo, vengono
considerati dei deboli, degli incapaci,
degli individui senza personalità, senza
nerbo' Quelli che riservano a tutti una
benevolenza immeritata e spropositata?
Beati i puri di cuore? Quelli che vengo-
no sempre ritenuti degli ingenui perché
non sanno proprio riconoscere le ma-
novre segrete, gli accordi di sottobanco,
CAROVANA DI INVOCAZIONI
o Padre, nel nostro cuore risuona la parola del tuo Figlio, che
ha proclamato "beati" i poveri, gli afflitti, i perseguitati
Per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo:
Il tuo Spirito trasformi i nostri cuori!
o Signore Dio, il tuo Vangelo è una bella notizia per tutti. Fa' che
l'accogliamo con gioia e lo seguiamo con impegno.
Preghiamo...
o Signore Dio, metti nel cuore dei Piccoli e dei grandi il deside-
rio di incontrarti. La parola di Gesù ci conduca a te e ci rive-
li il tuo volto. Preghiamo...
o Signore Dio, non permettere che l'egoismo rovini le nostre
giornate. Rendici aperti e generosi.
Preghiamo...
o Signore Dio, sostieni i missionari e le missionarie che porta-
no dovunque il tuo Vangelo. Dona loro la soddisfazione di
vedere ilfrutto delle loro fatiche.
Preghiamo...
o Signore Dio, insegnaci ad essere accoglienti e buoni con i Più
deboli, con quelli che si trovano in difficoltà, con quelli che
non hanno amici.
Preghiamo...
bolezza, del fallùnento da evitare
con ogni cura? In effetti la loro condi-
zione sarebbe tutt'altro che beata... Ma
dal momento dle Dio si impegna per
loro, dal momento che ne fa i primi de-
stinatari del Regno... è per questo che
devono essere ritenuti felici. I loro tor-
menti, le loro pene sono solo passegge-
ri: il passaggio doloroso che sbocca in
una felicità senza fine.A loro Dio riserva
il suo amore, la sua predilezione. E se le
cose stanno così sono in buone mani.
In famiglia
Il tuo Regno si realizza
per vie tanto strane,
Signore!
Perché tu non scegli
la strada del potere,
della ricchezza o l'uso
della forza.
Attraverso la misericordia
e la mitezza
il tuo Spirito cambia
la faccia della terra,
in Cristo nostro Signore.
AMEN.
Febbraio 05 50 DOMENICA ORDINARIO
-----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu ti sei fatto uomo
per essere uno di noi. Insegnaci ad
amare i fratelli come li hai amati tu.
Signore, pietà!
Cristo Gesù, tu hai compiuto la vo-
lontà del Padre. Insegnaci a vivere
del Vangelo, come tu hai vissuto della
sua Parola. Cristo, pietà!
inutili.A nulla vale avere grandi quantità di
sale se non lo si distribuisce in piccole
quantità per dare sapore alle pietanze. A
nulla serve una gran quantità di luce che
resta al chiuso e non affronta l'oscurità.
Ma allora, per il discepolo di Gesù, vivere
"disperso", immerso nelle più diverse si-
tuazioni, non è una dolorosa necessità
legata a situazioni contingenti,a tempi par-
Signore Gesù, tu sei il Vivente,
il Risorto. Insegnaci a testimoniare la
gioia che hai trasmesso ai tuoi disce-
poli.Signore, pietà!
dare ordini.In questo "perdersi"c'è un mo-
rire quotidiano, ma anche un'esperienza
esaltante. Perché dare sapore a lUtto ciò
che segna la vita umana è un compito
grande e straordinario. Anche se si è chia-
mati a lavorare con maggior fiducia e pa-
zienza. Del resto quelli che vogliono mar-
ciare uniti e compatti spesso soffrono
proprio un'atroce crisi di fede: vorrebbero
L reazione, tutto sommato, è scontata,
prevedibile. Dal momento che siamo solo
una minoranza, dal momento che i nostri
valori, le nostre idee, le nostre scelte non
sono condivise dai più...evitiamo di per-
derei, di scomparire nella grande massa.
Teniamoci stretti, uniti, restiamo fra noi.
Per rinsaldare i nostri propositi, per scal-
darci al fuoco che ci portiamo dentro,per
sfuggire al pericolo di diventare insi-
gnificanti.
Una pista per l'omelia
SALE E LUCE
E' la tentazione che i discepoli di
Gesù vivono tutte le volte che sono
tentati di radunarsi per contarsi,per
mostrare quanti sono, per ottenere
essere garantiti, tutelati ad ogni
passo, riparati dai rischi e dai per-
icoli, sottratti agli insuccessi. Ma
questo non è possibile. Come Gesù,
anche quelli che credono in lui, de-
vono realizzare il progetto di Dio
un certo peso nella società.
Ma quando chiede ai suoi di essere sale e
luce Gesù sembra andare proprio nella
direzione opposta. Il sale, per dare sapore
ai cibi,deve abbandonare la saliera e seio-
gliersi, scomparirr:. E anche la luce deve
affrontare le tenebre se vuole offrire un
punto di riferimento a chi è smarrito.
Altrimenti sia il sale che la luce risultano
ticolarmente tristi e difficili. No, questa è
una condizione stabile, normale, necessa-
ria. Per seguire Gesù, dunque, per restare
fedeli al suo Vangelo, sarà necessario vin-
cere la paura di sentirsi soli,rinunciare alla
tentazione di essere sempre in gruppo,ac-
cettare di affrontare la complessità della
vita quotidiana dal di dentro, non rima-
nendo alla fmestra,a fare gli spettatori o a
nella povertà, nella semplicità, nella debo-
lezza. E in effetti che cos'è un pizzico di
sale davanti ad una grande massa di cibo?
Che cos'è una piccola, flebile luce, in
mezzo alle tenebre? Nulla, all'apparenza.
Ma per chi ha smarrito il sapore della vita,
basta poco sale per far ritrovare la speran-
za.E per chi si è perso di strada anche una
fiammella risulta preziosa.
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Diciamo insieme: Tu che ami la vita, ascoltaci!
o Padre, vogliamo parlarti di tanta gente che vive nella tristezza, perchè non ha il necessarioper sfamarsi, non
ha un'abitazione dignitosa, non può difendersi daUe malattie. Fa' che tutti queai che dicono di credere in Dio
siano pieni di bontà verso i Più poveri. Preghiamo...
o Padre, dona ai bambini tutto l'affetto e le cure necessari per affrontare la vita con serenità. Trovino genito-
ri disposti a collaborare con Dio e a trasmettere lafede in Gesù Cristo. Preghiamo...
o Padre, Gesù ci haportato la sua luce perché noi la trasmettiamo a tutti queUi che incontriamo. Aiutaci a vive-
re come Gesù, pieni di attenzione e di bontà verso gli altri Preghiamo...
o Padre, dona forza e coraggio a queUi che si impegnano per gli altri Sostieni coloro che visitano i malati, che
fanno compagnia agli anziani e queUefamiglie che ospitano adolescenti in difflColtà. Preghiamo...
o Padre, vogliamo pregarti anche per queUi a cui non facciamo attenzione o che trattiamo con freddezza e
antipatia. Aiutaci a non stare solo con i Più beai, i più simpatici, i Più inteUigenti. Fa' che sappiamo aiutare
queUi che nessuno considera. Preghiamo...
Primo lettore
Noi ti benediciamo e ti rendia-
mo grazie, Dio di bontà infInita,
per i grandi segni del tuo amo-
re profusi nel corso dei secoli
sulle generazioni umane.
GIORNATA DELIA VITA CAll'Offertorio)
Secondo lettore
(mentre si offre un mazzo difiori)
Ti ringraziamo perchè ogni an-
no ci rallegri con la nascita di
nuove creature, che portano
gioia nelle nostre famiglie. Ti
ringraziamo per i fiori, che dis-
semini sulla terra, perchè sono
un'immagine delle molte risor-
se che hai distnbuito tra i tuoi
figli.
Terzo lettore
(mentre si offre il pane e il vino)
Ti ringraziamo per i frutti della
terra, e particolarmente per
questo pane e per questo vino,
che sono tuo dono e frutto del
nostro lavoro. Aiutaci a spezza-
re il pane con i deboli e i pove-
ri, con gli affamati e quelli che
patiscono la solitudine.
Quarto lettore
(mentre si offre un cero acceso) Ti
ringraziamo per ogni esistenza,
per i bambini e per gli anziani,
per i ragazzi, per i giovani e per
gli adulti Ogni uomo e ogni
donna portano con sè un fram-
mento della tua grandezza e
della tua luce.
Giugno 05 10a DOMENICA ORDINARIO_
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu vieni proprio
per noi, che sappiamo di essere
peccatori e abbiamo bisogno
della misericordia di Dio.
Signore, pietà!
Chi di noi dovendo scegliere uno
dei suoi collaboratori più importanti
andrebbe a cercarselo tra le persone
di dubbia reputazione, tra i collabora-
zionisti con il potere straniero, tra
quelli che sono considerati degli im-
broglioni e dei ladri patentati? Ebbene
Gesù, scegliendo Levi-Matteo fa una
cosa del genere.
Perché un pubblicano, cioè un esatto-
re delle tasse, era tutto questo: uno
che raccoglieva le imposte
Cristo Gesù, tu vieni proprio
per noi, che conosciamo
la nostra malattia e invochiamo
la guarigione.
Cristo, pietà
pie, devote, i benpensanti.
E, come se non bastasse, siede a tavo-
la con gli esattori delle tasse - gente
della stessa risma di Matteo - e con i
peccatori - persone il cui comporta-
mento pubblico lasciava a desiderare.
Voglia di creare trambusto'
Atteggiamenti dissacratori? Bisogno di
destare l'attenzione dell'opinione
pubblica?
No, semplicemente fedeltà alla mis-
Signore Gesù, tu vieni proprio
per noi e ci chiami a collaborare
al tuo progetto di salvezza,
anche se siamo deboli e fragili.
Signore, pietà!
Per dire loro la misericordia di Dio, il
suo amore, il suo desiderio di guarire
e salvare, di strappare alle forze del
male e al peccato.
Oggi, dopo duemila anni, ascoltando
il vangelo di questa domenica noi non
possiamo fare a meno di domandarci
se siamo rimasti fedeli a questa prio-
rità, a questa scelta di Gesù. Oppure
se, proprio come allora, sulla nostra
bocca e nel nostro cuore ci sono piut-
tosto le parole e i senti-
Una pista per l'omelia
per i romani, che erano gli
invasori, uno che approfit-
tava dell'ignoranza della
povera gente per estorce-
VENUTO PER I PECCATORI
menti dei farisei.
Dobbiamo riconoscere,
comunque, che a leggere
la storia della Chiesa si
re più del dovuto, uno che
sapeva come farsi da sé lo
dio...
stipen-
Una scelta che, a distanza di duemila
anni, non manca di stupire e di scon-
certare. In effetti Gesù sembra lascia-
re da parte tutti quei criteri che noi,
invece, teniamo in grande considera-
zione: la competenza, l'efficacia, le
capadtà .direttive, la buona cultura, la
fama specchiata, la dirittura morale.
Così facendo crea, inevitabilmente,
scandalo. Soprattutto tra le persone
sione che Dio, il Padre, gli ha affidato.
Un modo concreto per realizzare con
i fatti quello che viene annunciato a
parole, la Buona Novella che è desti-
nata ad ogni uomo e ad ogni donna.
I primi destinatari dell'azione di Gesù
sono proprio i peccatori, i "malati", gli
sbandati, quelli che non vivono in
conformità con la legge di Dio, quelli
che hanno un passato poco edifican-
te alle spalle. Per loro, innanzitutto,
egli è venuto.
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Il tuo Figlio Gesù ha amato veramente tutti, Signore Dio, anche i pub-
blicani e i peccatori. Guidati da questa certezza, ti diciamo:
Dio misericordioso e buono, ascoltad!
o Signore Dio, ti preghiamo per la Chiesa: accolga con bontà tutti quel-
li che hanno sbagliato e si sono pentiti. Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per tutti quelli che amano la pace e sono
disposti a sacrificarsi per essa. RFalizza i loro sogni.
Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per tutti i genitori che sono in pena per i
loro figli. Dona loro fzducia e speranza.
Preghiamo...
o SignoreDio, tipreghiamoper quelli che sono ricoverati in ospedale: tro-
vino persone competenti e piene di umanità.
Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per tutti i bambini che attendono una fa-
miglia e tanto affetto. Fa' che i loro desideri diventino realtà.
Preghiamo...
resta meravigliati talvolta
di fronte a certe scelte, che sembrano
essere in conformità a quella presa da
Gesù nei confronti di Matteo.
Agostino, pur con il suo passato piut-
tosto burrascoso ed addirittura un
figlio alle spalle, venne fatto vescovo
di Ippona, nell'Africa settentrionale.
Un personaggio come lui la Chiesa di
oggi avrebbe l'ardire di metterlo alla
guida di una diocesi?
In famiglia
o Padre,
cambia il nostro cuore
e aprilo alla compassione
e alla generosità.
Rendici attenti alle
necessità di chi
vive accanto a noi
e pronti a perdonare
e a chiedere perdono.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN
IM.M~GINI Giugno 05 . 11 a DOMENICA ORDINARIO_
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu sei venuto
a portare consolazione
e guarigione.
Signore, pietà!
Lvangelo di oggi si apre mostrando-
ci il sentimento che Gesù prova di
fronte alle folle che lo seguono: egli
prova compassione per loro perché
erano "stanche e sfinite, come pecore
senza pastore". Proprio perché cono-
sce le fatiche e le sofferenze della gen-
te, proprio perché vede il loro sman'i-
mento e il loro bisogno di speranza,
Gesù manda i dodici in missione. E
affida loro la Buona Novella. E tra-
smene loro il suo potere, potere
Cristo Gesù, tu sei venuto
ad offrire riconciliazione
e perdono.
Cristo, pietà!
del male, tune le forze oscure che si
impossessano di una vita e la lacera-
no, riducendola a brandelli. E, tra que-
sti mali nascosti, trovano posto, natu-
ralmente anche la caniveria umana, il
peccato.
Gesù non è affano geloso dell'annun-
cio che il Padre gli ha affidato. Non
tiene per sé neppure il potere di com-
piere quei gesti che suscitano l'ammi-
razione e lo stupore delle folle. Mene
Signore Gesù, tu sei venuto
a donarci una
vita nuova.
Signore, pietà!
della gente, avverte il bisogno di
accompagnare il Vangelo con i segni
della misericordia, della consolazione,
della guarigione, della vita. Lo sanno
bene i missionari e le missionarie che
si sono fani poveri con i più poveri
della terra, per condividere le loro pe-
ne, per stare accanto a quelli che non
ce la fanno più, per soccorrere gli affa-
mati, gli infermi, tutti coloro che sono
stati privati della loro dignità.
Lo sanno bene anche i molti
di guarire e di cacciare i demoni.
Non solo parole, dunque, anche
se piene di consolazione, anche
se vive ed efficaci, capaci di scen-
dere nel più profondo del cuore.
Una pista per l'omelia
PAROLE E AZIONI
"samaritani" che sanno trasmet-
tere, lì dove si trovano, nel luogo
di lavoro come in famiglia, bene-
volenza e comprensione, che
lonano, a proprie spese, pur di
Le parole non bastano. Ci vogliono
segni, segni concreti. Segni che mani-
festano la bontà di Dio all'opera, la
potenza del suo amore di fronte a
tuno ciò che rovina la vita dell'uomo.
Non solo la malania - e, tra tune, è la
lebbra che viene menzionata, perché
distrugge il corpo, ma anche separa
dalla famiglia, dal villaggio, condanna
all'isolamento, obbliga alla più feroce
solitudine. Accanto alle diverse infer-
mità viene evocata la morte, lo spirito
nelle mani dei suoi apostoli dei beni
preziosi, perché avverte l'urgenza di
trasmenere il messaggio che può
cambiare la vita degli uomini. Ai suoi
chiede di non essere meschini, né
arroganti, né autoritari, ma di donare
con larghezza, gratuitamente, quello
che hanno licevuto allo stesso modo,
per grazia, senza alcun loro merito.
Oggi, esanamente come duemila anni
fa, chi prova "compassione" di fronte
alla sofferenza e allo smarrimento
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Dio, nostro Padre, tu ei chiedi di metterei a servizio del tuo progetto
di amore perché cresca la gioia e la pace sulla terra. Per questo ti
diciamo: Rendici collaboratorifedeli del Regno, Signore!
o Fa' che i cristiani rimangano fedeli al Vangelo di Gesù.
Preghiamo."
o Rendici attenti alla tua parola: che ogni ragazzo e ognigiovane pos-
sa sentire con gioia la tua chiamata.
Preghiamo...
o Non lasciarci mancare missionari e missionarie che portano il Van-
gelo di Gesù ad ogni popolo della terra.
Preghiamo,..
o Ricordati di quelli che soffrono. Rendici generosi con tutti quelli che
hanno bisogno di aiuto.
Preghiamo...
o Per tutti gli studenti che stanno affrontando o si preparano ad af-
frontare degli esami: perché possano ottenere quei risultati che
hanno meritato col loro impegno. Preghiamo...
ristabilire la giustizia, eli difendere i
dirini dei più deboli, di aiutare quelli
che cadono vittime del male e della
malvagità.
È grazie a loro che il Vangelo appare
ancora una Parola autentica di speran-
za e di gioia. È grazie a loro che, anche
nel mezzo delle situazioni più dram-
matiche, uomini e donne possono
credere di essere amati e accolti da
Dio. Perché vedono accanto a sé dei
fratelli e delle sorelle, i suoi figli.
In famiglia
Donaci, o Padre,
il tuo Spirito,
e sostieni in noi
l'entusiasmo e la fiducia.
Accordaci pazienza
e benevolenza
gli uni verso gli altri.
AMEN
Il
Giugno 05 12a DOMENICA ORDINARIO"
-----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu ci vieni
incontro, lungo le nostre strade.
E ci inviti alla fiducia.
Signore, pietà!
Aeva 33 anni il giovane e brillante
pastore protestante, che proveniva da
un'agiata e prestigiosa famiglia tede-
sca, quando si recò per la seconda vol-
ta negli Stati Uniti. Poteva essere un
soggiorno breve, ma si profilava an-
che la possibilità di rimanere a lungo,
attendendo che passasse sull'Europa
la bufera hitleriana, che già si annun-
ciava. Quel pastore aveva denunciato,
fin dagli inizi, il pericolo rappresenta-
to da un "capo" che diven-
Cristo Gesù, tu hai affrontato
la passione e la morte,
per liberarci dal peccato.
Cristo, pietà!
visibilmente deluso e anche un po'
indispettito. Per me ciò significa più di
quanto non possa comprendere al
presente. Soltanto Dio lo sa...Ora è
tutto nelle sue mani".
Dietrich sceglie di tornare in Germa-
nia: mentre molti intellettuali, non
solo tedeschi, vanno ad ingrossare le
schiere degli esuli, lui, come un nau-
frago che invece di salire sulla scia-
luppa di salvataggio preferisce tuffar-
Signore Gesù, Signore risorto,
tu ritornerai un giorno
nella gloria di Dio.
Signore, pietà!
Parole dure che saremmo tentati subi-
to di interpretare per ammorbidirle,
per addolcirle, per smussarne gli
angoli. E invece restano lì, con tutta la
loro carica dirompente.
Gesù non chiede ai suoi discepoli un
po' di considerazione, un entusiasmo
di qualche momento, un impegno
marginale. Li mette davanti a scelte
difficili, che prima o poi si troveranno
a fare. Sono disposti ad amarlo più di
qualsiasi altra persona,
tava "seduttore" delle folle.
E la sua resistenza al regi-
me nazista gli aveva già
procurato dei fastidi. Il 19
Una pista per l'omelia
SCELTE DIFFICILI
anche dei propri familia-
ri? Sono disposti a rischia-
re per lui, al punto di per-
dere la propria vita? Sono
disposti a prendere la lorogiugno 1939 giunse per lui
il momento di massimo buio esisten-
ziale.Il giorno dopo un amico ameri-
cano lo avrebbe posto di fronte ad
una scelta improcrastinabile: sul ban-
co c'erano 1000 dollari coi quali si po-
teva finanziare il progetto ecumenico
legato al suo soggiorno in America.
Quel 20 giugno davanti a quell'offerta
Dietrich Bonhoeffer - così si chiamava
quel pastore - prese una decisione
difficile: ''Visita da Leiper. Ormai la
decisione è presa. Ho rifiutato. Era
si nuovamente in acqua, non se la sen-
te di abbandonare i familiari, gli amici,
i fratelli: decide di condividere la sorte
comune. E pagherà fino in fondo:
lunedì, 9 aprile 1945, verrà impiccato,
per ordine di Hitler, nel carcere di
Flossenburg. Una scelta difficile, lace-
rante, dolorosa, che ha segnato la sua
vita e ne ha fatto un punto di riferi-
mento per tanti cristiani.
Penso che a questo si riferisca Gesù
con le parole del vangelo di oggi.
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Tu, Signore Dio, ti impegni a nostrofavore: per questo ci hai inviato il
tuo Figlio. Rendici testimoni audaci del Regno. Per questo ti preghia-
mo insieme, dicendo: Signore, donaci luce e gioia!
o Donaforza e coraggio a tutti i cristiani, perché siano discepolifede-
li di Gesù.
Preghiamo...
o Accompagna e sostieni quelli che hanno ricevuto un compito diffi-
cile e importante. Non permettere che perdano l'entusiasmo e lo spi-
rito di servizio.
Preghiamo...
o Rendici generosi verso quelli che hanno bisogno di aiuto. Apri il no-
stro cuore alle necessità dei poveri.
Preghiamo...
o Ricordati di quelli che soffrono. Fa' che restiamo accanto a loro per-
ché non si sentano soli. Preghiamo...
o Fa' che possiamo imparare dai nostrifratelli più grandi a prendere
sul serio la fede e a donare il nostro tempo agli altri. Preghiamo...
croce e a seguirlo per la stessa strada?
È il momento della prova. Da questo
si riconosce l'autentico discepolo:dalla
decisione che prende, dalla fiducia
che mostra nei confronti di Gesù, dal-
la disponibilità a perdere tutto pur di
restargll fedele.
Non è possibile ridurre il cristianesi-
mo ad una polizza di assicurazione da
esibire in caso di sinistro. Chi vuoI
essere discepolo di Gesù rischia die-
tro a lui tutta la sua vita.
In famiglia
Signore Dio,
rendici fedeli
alla missione
che ci hai affidato,
donaci di affrontare
ogni giorno
con gioia e con
disponibilità
i nostri impegni.
AMEN
I Giugno 05 130 DOMENICA ORDINARIO.
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu sei stato manda-
to dal Padre ad accogliere
e salvare i peccatori.
Signore, pietà!
Veniva da una fattoria del Wìscon-
sin, negli Stati Uniti, e aveva nove fra-
telli e quattro sorelle. Lo chiamavano
il "prete simplex", perché, pur cele-
brando la Messa ogni giorno, non
aveva il diritto di confessare o di pre-
dicare poiché i suoi superiori non lo
ritenevano in grado. Bisogna dire che
non aveva fatto i suoi studi in condi-
zioni facili. Nel noviziato i corsi erano
in tedesco e i manuali in latino. Ora
frate Solanus - così si chia-
Cristo Gesù, tu sei disceso agli
inferi perché la morte non avesse
più alcun potere su di noi.
Cristo, pietà!
e propria folla. Ma frate Solanus non
sembrava rendersi conto dell'efficacia
del suo esempio e della sua presenza,
né della sua immensa popolatità. Un
giorno gli chiesero: "Come mai, padre,
tanti laici vengono a chiederle consi-
glio?". E lui aveva risposto: "Non c'è
bisogno di essere un sacerdote per
essere uno strumento nelle mani di
Dio. Chi desidera la salvezza della
propria anima s'interessa per forza di
Signore Gesù, tu sei risorto
da morte per fare di noi
dei viventi.
Signore, pietà!
ma col cuore colmo di una grande
fiducia in Dio. Gente senza studi alle
spalle, ma capace di cogliere i segni di
Dio e di rallegrarsene. Gente trasfor-
mata dalla Buona Novella che le era
stata annunciata, pronta a fare la vo-
lontà di Dio, con umiltà e con deter-
minazione. Gente del tutto immune
dal bisogno di essere riconosciuta, sti-
mata, onorata, premiata.
E noi? Apparteniamo anche noi a que-
sta categoria? Forse tutto
Una pista per l'omelia
mava - non era mai andato
molto d'accordo né con
l'uno né con l'altro. I cap-
puccini avevano esitato a
lungo prima di farlo ordi-
MITE ED UMII.E DI CUORE
dipende dal modo in cui
abbiamo impostato la no-
stra esistenza. Se credia-
mo che tutto dipenda da
nare prete e se avevano deciso in suo
favore era perché si trattava di un
novizio servizievole e amato da tutti.
Gli furono affidati incarichi di solito
riservati ai fratelli laici: venne inviato
come portinaio prima nel convento di
Yonkers e poi in quello di Harlem, a
New York. Infine fu spostato a San
Bonaventura. In ogni luogo in cui arri-
vava, accadeva qualcosa di straordina-
rio: la gente che lo cercava aumentava
sempre più, fino a diventare una vera
cose ai suoi fratelli". Non poteva pre-
dicare e confessare, ma in cambio
aveva ricevuto il dono di diffondere la
grazia attorno a sé e aveva accettato
di essere così, con semplicità, un
umile strumento nelle mani di Dio.
Quali persone Gesù avrà avuto davan-
ti agli occhi, quando benediceva il
Padre perché si era rivelato ai piccoli?
lo penso che si sia trattato di gente
come fratè Solanus. Gente semplice,
col suo carico di fatiche e di dolori,
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore, tu ci mostri come la tua salvezza abbia scelto i percorsi dell'
amore e del dono totale.
Per questo ti supplichiamo, dicendo:
Aiutaci a portare la nostra croce!
o Fa' che i cristiani ascoltino la parola di Gesù anche quando è esi-
gente.
Preghiamo...
o Donaci vescovi e preti pieni di entusiasmo e di generosità.
Preghiamo...
o Fa' che non ci dimentichiamo di quelli che sono tristi ed isolati.
Preghiamo...
o Insegnaci ad essere buoni ed accoglienti con tutti i nostri amici e
compagni.
Preghiamo...
o Fa' che non sciupiamo il tempo delle vacanze e ci rendiamo utili in
casa. Fa' cheproviamo la gioia di aiutare coloro che ce lo chiedono.
Preghiamo...
noi, dalle nostre forze,
dalle nostre risorse, dalla nostra intel-
ligenza, prima o poi diventeremo vit-
time del nostro bisogno di riuscire, di
sfondare, di primeggiare. E paghere-
mo tutto questo con una grande soli-
tudine. Se invece, "affaticati e oppres-
si" cercheremo ristoro in Colui che è
"mite ed umile di cuore", potremo
camminare leggeri anche nei tempi
più difficili, anche nei giorni dell'in-
successo, perché non saremo soli a
portare i nostri pesi...
In famiglia
Signore Dio,
non c'è nessun
gesto di bontà
che vada perduto:
ogni traccia d'amore
entra nel tuo disegno
di salvezza,
tu che vivi e regni
nei secoli dei secoli.
AMEN
IMM!~INI Luglio 05 14a DOMENICA ORDINARIO
----------PER CHIEDERE PERDONO----------
Signore Gesù, nostro Salvatore,
noi non siamo capaci di
somigliarti.
Signore, pietà!
Veniva da una fattoria del WlScon-
sin, negli Stati Uniti, e aveva nove fra-
telli e quattro sorelle. lo chiamavano
il "prete simplex", perché, pur cele-
brando la messa ogni giorno, non
aveva il diritto di confessare o di pre-
dicare poiché i suoi superiori non lo
ritenevano in grado. Bisogna dire che
non aveva fatto i suoi studi in condi-
zioni facili. Nel noviziato i corsi erano
in tedesco e i manuali in latino. Ora
frate Solanus - così si chiamava
Cristo Gesù, Cristo risorto, noi
non riusciamo a vivere una vita
nuova.
Cristo, pietà!
Solanus non sembrava rendersi conto
dell'efficacia del suo esempio e della
sua presenza, né della sua immensa
popolarità. Un giorno gli chiesero:
"Come mai, padre, tanti laici vengono
a chiederle consiglio?". E lui aveva ri-
sposto: "Non c'è bisogno di essere un
sacerdote per essere uno strumento
nelle mani di Dio. Chi desidera la sal-
vezza della propria anima s'interessa
per forza di cose ai suoi fratelli". Non
Signore Gesù,che ritornerai nella
gloria, noi oggi facciamo fatica a
riconoscerti in questo mondo.
Signore pietà!
ma col cuore colmo di una grande
fiducia in Dio. Gente senza studi alle
spalle, ma capace di cogliere i segni di
Dio e di rallegrarsene. Gente trasfor-
mata dalla Buona Novella che le era
stata annunciata, pronta a fare la
volontà di Dio, con umiltà e con de-
terminazione. Gente del tutto immu-
ne dal bisogno di essere riconosciuta,
stimata, onorata, premiata.
E noi? Apparteniamo anche noi a
questa categoria? Forse tutto
- non era mai andato molto
d'accordo né con l'uno né con
l'altro. I cappuccini avevano
esitato a lungo prima di farlo
ordinare prete e se avevano de-
Una pista per l'omelia
MITE ED UMU.E
dipende dal modo in cui ab-
biamo impostato la nostra esi-
stenza. Se crediamo che tutto
dipenda da noi, dalle nostre
ciso in suo favore era perché si tratta-
va di un novizio servizievole e amato
da tutti. Gli furono affidati incarichi di
solito riservati ai fratelli laici: venne
inviato come portiere prima nel
convento di Yonkers e poi in quello di
Harlem, a New York. Infine fu sposta-
to a San Bonaventura. In ogni luogo in
cui arrivava, accadeva qualcosa di
straordinario: la gente che lo cercava
aumentava sempre più, fino a diventa-
re una vera e propria folla. Ma frate
poteva predicare e confessare, ma in
cambio aveva ricevuto il dono di dif-
fondere la grazia attorno a sé e aveva
accettato di essere così, con sempli-
cità, un umile strumento nelle mani di
Dio.
Quali persone Gesù avrà avuto davan-
ti agli occhi, quando benediceva il
Padre perché si era rivelato ai piccoli?
lo penso che si sia trattato di gente
come frate Solanus. Gente semplice,
col suo carico di fatiche e di dolori,
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Benedetto sei tu, nostro Dio, che ti riveli ai piccoli e trovi nei poveri i
tuoi migliori collaboratori. A te, fiduciosi, rivolgiamo le nostre sup-
pliche e ti diciamo: Ascoltaci, Padre dei piccoli e dei poveri!
• Libera i cristiani dall'egoismo: fa' che ognuno prenda a cuore la
situazione del suo vicino. Preghiamo...
• Ricordaci le situazioni di ingiustizia che esistono nel mondo. Fa' che
aiutiamo concretamente quelli che hanno fame e mancano di medi-
cine.. Preghiamo...
• Rendici buoni e generosi con i nostri genitori e i nostri fratelli. Fa'
che proviamo la gioia di rendere un servizio.
Preghiamo...
• Donaci di utilizzare bene il nostro tempo. Fa' che non ci dimenti-
chiamo di quelli che attendono una nostra visita.
Preghiamo...
• Non permettere che tra noi sia la prepotenza dei piùforti a vincere.
lnsegnaci a difendere i diritti dei più deboli.
Preghiamo...
forze, dalle nostre risorse,
dalla nostra intelligenza, prima o poi
diventeremo vittime del nostro biso-
gno di riuscire, di sfondare, di primeg-
giare.
E pagheremo tutto questo con una
grande solitudine. Se invece, "affaticati
e oppressi" cercheremo ristoro in Co-
lui che è "mite ed umile di cuore",
potremo camminare leggeri anche
nei tempi più difficili, anche nei gior-
ni dell'insuccesso, perché non saremo
soli a portare i nostri pesi...
In famiglia
Signore, nostro Dio,
fa' che non cediamo
a compromessi
quando è in gioco la dignità
della persona umana.
Benedetto sia il tuo Spirito,
che rende limpida e felice
la nostra esistenza,
egli che vive con te
per i secoli dei secoli.
AMEN
,
Ll/glio 05 150 DOMENICA ORDINARIO
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, la tua parola è
come un seme. Ma noi talvolta
siamo un terreno arido.
Signore, pietà!
Takaslù Nagai era un medico eli
Nagasaki, in Giappone. Quando era
studente alloggiava presso una fami-
glia cattolica: aveva incontrato li sua
moglie, Midori, la figlia dei suoi ospiti.
L'aveva sposata e si era convertito alla
sua religione. Avevano due figli, Nagai
e Midori, in quel terribile 9 agosto del
1945 in cui venne sganciata da un ae-
reo americano, alle Il precise, la se-
conda bomba atomica. In meno di
un minuto 72.000 persone
Cristo Gesù, la tua parola è come
un seme. Ma noi talvolta siamo
un terreno pieno di spine.
Cristo, pietà!
divorato dall'angoscia. Davanti alle
dimensioni del cataclisma avverte
tutta la sua impotenza: "Mi sentivo
come una zanzara cui avessero strap-
pato le zampe...Tutto ciò che ci re-
stava era ciò che sapevamo, il nostro
amore e le nostre mani nude". E Dio.
Senza Dio toccherebbe il fondo. Con
Dio trova la forza di andare avanti e di
raccogliere le povere energie presen-
ti per portare soccorso a tutti gli sven-
Signore Gesù, la tua parola è
come un seme. Ma noi talvolta
siamo un terreno che produce
poco frutto. Signore pietà!
pane dell'antica cattedrale. Alle sei di
sera, grazie ad un treppiede formato
da pezzi di legno, l'Ave Maria risuona
sulle macerie della città. Per tutti i
cristiani ciò assume il segno di una
risurrezione. Neppure una bomba
atomica può far tacere le campane di
Dio.
Takaslù Nagai, un uomo, fragile e pro-
vato come tutti, in cui il seme della
Parola ha portato frutto. E un frutto in-
sperato: quanti hanno ritro-
andarono in fumo sotto lo
sguardo, allucinato dal terro-
re, dei sopravvissuti.
Miracolosamente l'ospedale
in cui lavora Nagai, a soli 700
Una pista per l'omelia
UN FRUTTO INSPERATO
vato la speranza, grazie a
lui!
Gesù non chiede ai suoi di-
scepoli di essere solamente
metri dall'epicentro, non è totalmente
distrutto, anche se 1'80% del persona-
le e dei malati era morto sul colpo.
Benché ferito, Nagai chiama a raccol-
ta coloro che stanno ancora in piedi
per tentare di prestare aiuto ai feriti,
agli agonizzanti, a tutta la folla stravol-
ta che si sta dirigendo verso di loro. E'
un compito difficile: anche i nervi più
saldi cedono. Nagai cerca di mantene-
re la calma: fa fronte alla situazione
anche se, privo eli notizie di Midori, è
turati. Quando riesce a raggiungere il
luogo della sua casa trova solo cenere.
Di Midori rimangono solo i resti car-
bonizzati, ma Ud le ceneri della mano
destra trova il suo Rosario. Si inginoc-
clùa e prega: "Maria, ti ringrazio di
averla accompagnata nell'ora della
morte".
Passano i giorni, e arriva il Natale del
1945. Nagai, assieme ad un amico che
ha perduto moglie, figli e genitori,
decide di dissotterrare una delle cam-
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Sicuri di essere da te esauditi, ti invochiamo dicendo:
La tua Parola portifrutto nella nostra vita!
• Fa' che tutti i cristiani trasmettano il Vangelo di Gesù, con le loro
parole e le loro azioni.
Preghiamo...
• Non permettere che le nostre giornate di vacanza passino senza un
momento di preghiera e di ascolto del vangelo.
Preghiamo...
• Sostieni tutti coloro che sono malati e stanchi, tutti quelli che si s~
tono soli e abbandonati. Fa' che d accorgiamo di loro.
Preghiamo...
• Donad di essere buoni e generosi con i nostri compagni. Fa' che il
tempo che passiamo assieme sia pieno di allegria .
Preghiamo...
• Aiuta tutti coloro che soccorrono i poveri e difendorw i loro diritti.
Rendili coraggiosi nel cercare la giustizia.
Preghiamo...
degli ascoltatori attenti: il
seme che non produce frutto è - tut-
to sommato - un seme perso. Anche
se ha provocato la nascita di una pic-
cola piantina...Anche se c'è stata, per
qualche tempo, la possibilità di una
spiga. La parabola è estremamente
chiara: tanti semi sono buttati via per-
ché non producono un bel niente. Ma
non è colpa della semente. Watti,
quando essa trova un terreno buono,
il frutto che offre è del tutto insperato
ed inimmaginabile!
In famiglia
Il seme che tu deponi
in noi,
Signore Dio,
può portare frutti
insperati.
Donaci di essere
testimoni del Regno.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN
I
Luglio 05 160 DOMENICA ORDINARIO.
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, inviato dal Padre
a salvarci, apri i nostri cuori
alla pazienza.
Signore, pietà!
Educata da un nonno, professore di
conservatorio, Malti era diventata ben
presto una valente pianista. Così aveva
dato il suo primo concerto a soli dodi-
ci anni. Il suo sogno era di diventare
un'artista molto celebre. Ma poi era
scoppiata la seconda guerra mondiale
e Malti era entrata tra le fila della
Resistenza francese. Aveva inventato
molti stratagemmi per salvare la vita a
qualche persona o per venire a cono-
scenza dei piani tedeschi. Un
Cristo Gesù, liberato dalla morte
per donare a tutti una nuova
vita, apri i nostri cuori all'azione
dello Spirito. Cristo, pietà!
di cure intensive per riuscire a stare in
piedi. Il suo corpo, spezzato, non si
riprenderà più dalla tortura e dalle per-
cosse. Le sue dita non scorreranno più
sulla tastiera di un pianoforte e il dolo-
re la accompagnerà fino alla morte.
Malti prega e awerte la presenza di
Dio, "una presenza quasi fisica", pro-
prio "nel cuore del suo dolore". Prega
anche per Leo, il suo carnefice...
Un giorno del 1984, 40 anni dopo la
Signore Gesù, Signore risorto
nella gloria, che ritornerai nell'
ultimo giorno, apri i nostri cuori
alla speranza. Signore pietà!
"Per il tempo che le resta da vivere, sia
solo amore. Cerchi nel profondo di se
stesso, dove ha lasciato il Dio che è in
lei, perché egli abita nelle sue creature
maggiormente perdute nel buio" - gli
risponde. E, prima di congedarlo, gli
afferra il capo e lo bacia.
Al ritorno in Germania, Leo confessa il
proprio passato ai suoi familiari e,
prima di morire, distribuisce i propri
beni.
La storia di Malti Girtanner e
brutto giorno, però, era stata
scoperta. A ventun anni era
stata inviata in un "campo di
rappresaglia", riservato ai par-
Una pista per l'omelia
LA PAZIENZA DI DIO
di Leo forse ci aiuta a capire
la parabola della zizzania e
del buon grano. Dio non si
lascia prendere dall'impa-
zienza. Egli sa che il Regnotigiani. Era un inferno da cui
nessuno usciva vivo. Il suo carnefice si
chiamava Leo. Era un giovane medico
nazista, cresciuto nella Gioventù hitle-
riana. Attraverso la tortura si prefiggeva
di far impa7..zire la prigioniera fino a pro-
curarle la morte. Così le aveva procura-
to delle lesioni al midollo spinale
che l'avevano fatta sprofondare in una
sofferenza permanente, disumana.
Malti si vedeva rinchiusa in una "rete di
dolore". E, "per non cadere nella dispe-
fa7jone", pregava. Riuscirà a sopravvi-
vere, ma le saranno necessari otto anni
sua liberazione, riceve una telefonata.
Riconosce subito la voce di Leo. Gra-
vemente ammalato le spiega di avere
solo tre mesi di vita, e le confida:
"Ricordo che lei parlava della morte e
della sofferenza con i suoi compagni di
prigionia.
lo ho una paura terribile della morte.
Posso venire a trovarla?". Qualche tem-
po dopo Leo le fa visita. Malti è inchio-
data a letto: "Ecco la sua opera" - gli
dice. Parlano insieme della morte e di
Dio. "Che posso fare?" - le chiede lui.
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Il tuo Regno sembra talora soffocato dalla zizzania che si diffonde a
vista d'occhio. Donaci di leggere la storia con i tuoi occhi pieni di fidu-
cia, a cui non ~gge nessun gesto d'amore. Rincuorati dalla tua bantà,
ti invochiamo diceJukJ: Ascoltaci, Padre, tu che doni salvezza.
o Dona ai cristiani la gioia di compiere il bene con entusiasmo, senza
lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Preghiamo...
o Non permettere che la cattiveria si impadronisca del nostro cuore.
Rendici leali e sinceri. Preghiamo...
o Fa' che le vacanze diventino un'occasione per renderci utili infami-
glia e per diak>gare di più con i nostri genitori
Preghiamo...
o Accompagna con la tua presenza tutti queUi che si curano dei mala-
ti, delle persone in difficoltà, degli immigrati.
Preghiamo...
o Non lasciarci mancare buonumore e pazienza. Fa' che non ci arre-
stiamo davanti agli ostacoli.
Preghiamo...
cresce, nonostante tutto. Proprio per
questo attende. Non vuole che gli acca-
da di strappare, assieme alla zizzania,
anche il grano buono.
Del resto, questa storia ce lo ha appena
insegnato: possono awenire cambiamen-
ti insospettati.
E anche la zizzania può diventare una
spiga di grano. Dio lo sa. E per questo
aspetta, fiducioso. Il male non lo spa-
venta, in ogni caso. E poi egli ha fiducia
negli uomini.
In famiglia
Signore, noi vorremmo
subito sradicare il male
da questa storia così
tonnentata.
Ma cosa sarebbe di noi,
se tu non ci avessi mostrato
pazienza e misericordia?
Insegnaci a rivedere
i nostri atteggiamenti
e i nostri giudizi troppo duri.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN
~17a DOMENICA ORDINARIO~.Luglio 05
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu sei la Parola
di Dio fatta carne.
Signore, pietà!
COSìparla di lui fratel Ettore, che da
una vita lavora a Milano tra i poveri ed
i barboni: "Era un ragazzo di 27 anni,
originario del Sud. Gli piaceva molto
vivere a Milano: nella nostra città si sen-
tiva come a casa sua. Aveva trovato
lavoro come fattorino e per questo si
considerava fortunato e voleva fare
qualcosa per chi campa con tanta fati-
ca (...) Sabatino abbandonò il suo lavo-
ro e rimase accanto a me, a totale di-
sposi7jone dei poveri, per cin-
Cristo Gesù, tu sei l'Immagine
e la Tenerezza del Padre.
Cristo, pietà!
riscoprivo, nel suo modo di porsi, il
vero spirito di san Carnillo, il quale rac-
comandava ai suoi discepoli di essere
come una madre che ha sempre le ma-
ni e il cuore protesi ad amare un figlio
che soffre".
Al funerale di Sabatino, fu letto questo
messaggio del cardinale Martini, arci-
vescovo di Milano: "Caro don Marco
Ferrari, nella tua parrocchia si sta svol-
gendo un funerale al quale mi sento
Signore Gesù, tu sei il Tesoro
dei piccoli e dei poveri.
Signore pietà!
re e a credere che Dio provvede ai suoi
figli. Questa energia spirituale che ani-
mava il suo impegno caritativo egli la
prendeva dal quotidiano rapporto con
l'Eucaristia, pane di vita, e dal prolun-
gato e affettuoso colloquio col Cristo.
(...) Questi esempi cristiani non devo-
no suscitare solo un momento di emo-
zione, ma devono favorire una vera e
propria conversione alla vita di Cristo,
una vita - come è stata per Sabatino -
che diventa sale della terra e
que anni, sino alla sua morte.
Era buono, umano. (...)
Disponibile con tutti. Amato
da tutti (.. .). Fu più di un aiu-
Una pista per l'omelia
IL TESORO NEL CAMPO
luce del mondo, per la carità
che si manifesta nelle ope-
re".
Il tesoro nel campo, la perla
tante prezioso. Divenne un
autentico testimone dell'amore di Dio
per i sofferenti. Si prese una brutta pol-
monite per il freddo e l'acqua di un
forte temporale dal quale non si era
riparato: stava trasportando la cena per
i suoi arrùci di via Ortles e non voleva
anivare in ritardo. Ebbe tre ricadute
nella malattia in brevissimo tempo.
Purtroppo tutte le cure furono inutili.
È morto la fine d'agosto del 1982. Ave-
va trentun anni (...) Un giomo mi rac-
contò che mentre lava i piedi gonfi e
piagati di un povero vecchio, aveva
avuto la sensazione unica, indimentica-
bile, di curare Gesù. Vivendo con lui,
presente spiritualmente: si tratta del
giovane Jefuniello Sabatino che ho
conosciuto solo poco, ma del quale ho
sentito più volte parlare. Le mie parole
vogliono essere testimonianza di affet-
to per un giovane che ha vissuto con
semplicità e fortezza interiore la pro-
pria adesione a Cristo impegnandosi a
tradurre quotidianamente la fede in
opere di carità. Sabatino è morto per
l'impegno presso il Rifugio di fratel
Ettore e il dormitorio di via Ortles: qui
molti lo hanno apprezzato e amato e
hanno attinto dalla sua fede semplice e
forte la speranza per continuare a vive-
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Noi d rivolgiamo a te, diceruWti:
Donaci saggezza e coraggio.
o Porta la tua luce nelle nostre parrocchie, perché sappiano sceglie-
re secondo il Vangelo.
Preghiamo...
o Donaci uomini e donne capad di mettersi al servizio degli altri per
rendere più bella e più giusta la vita del loro paese.
Preghiamo...
o Fa' che nelle nostre vacanze non manchi il ricordo di te e la lettura
del Vangelo.
Preghiamo...
o Accompagna le famiglie che sono in vacanza. Fa' che possano vive-
re giornifelid insieme.
Preghiamo...
o Non lasciar mancare ai turisti guide sagge e competenti, che li aiu-
tano a contemplare il bello e a gustare le opere d'arte.
Preghiamo...
preziosa: non è forse pro-
prio questo che Gesù vuole dirci attra-
verso queste due parabole? Il regno dei
cieli esige una decisione. Prima o poi ci
si trova a scegliere tra questo "tesoro" e
tutto il resto, tra questa "perla preziosa'.'
e tutte le altre. Non è possibile tenere
tutto insieme, nello stesso tempo. E lì,
in quel frangente, si vede chiaramente
quanto ci sta a cuore il progetto di Dio,
quanto bene vogliamo effettivamente a
Gesù.
Se siamo disposti a vendere tutto, a
perdere tutto, pur di fare della nostra
vita qualcosa di bello per lui e per i fra-
telli, allora siamo sulla strada giusta.
In famiglia
Signore Dio,
donaci la capacità
di scegliere
ciò che vale di più.
E di perdere tutto il resto
quando si tratta
di assicurarsi il tuo tesoro.
Te lo chiediamo
per Cristo nostro Signore.
AMEN
Luglio 05 l 80 DOMENICA ORDINARIO
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, talvolta noi
cerchiamo la gioia lontano
da te.
Signore, pietà!
Gesù prova compassione per la
folla che lo ha seguito a piedi dalla
città. È una compassione che si
esprime non solo a parole, ma con
gesti significativi: la guarigione
dalle infermità, dalle malattie, mo-
stra come Dio prenda a cuore la
sorte dei poveri, di chi soffre, di
chi si trova nella penuria, nell'indi-
genza.
Cristo Gesù, talvolta noi
dubitiamo della forza
del tuo amore.
Cristo, pietà!
l'intendimento di Gesù: "Date loro
voi stessi da mangiare", ingiunge ai
suoi. Un proposito nobile, ma in
che modo?
Quello che si ha tra le mani è del
tutto esiguo: "cinque pani e due
pesci".
È proprio da questo "capitale"
sproporzionatamente ridotto che
Signore Gesù, talvolta noi pren-
diamo il tuo annuncio come un
sogno, troppo bello per diventa-
re realtà. Signore pietà!
Miracolo della generosità: senza
quei cinque pani e quei due pesci
non sarebbe accaduto nulla. Alla
base di tutto c'è un dono, anche se
esiguo.
A distanza di duemila anni vengo-
no alla memoria i racconti di tanti
miracoli che accadono ancor oggi
tra i poveri, tra quelli che sanno
condividere, che hanno ve-
La folla l'ha seguito senza
neppure preoccuparsi di
portare con sé il necessario
per sfamarsi.
Una pista per l'omelia
DATE LORO VOI STESSI
DA MANGIAREMentre sta per venir sera gli
apostoli si accorgono della
mancanza di cibo e propongono la
loro soluzione: "Congeda la folla
perché vada nei villaggi a com-
prarsi da mangiare".
ramente pietà delle soffe-
renze altrui, che donano
quel poco che hanno.
Ce li raccontano spesso i
missionarie e le missiona-
In poche parole: ognuno pensi a
se stesso e con i soldi risolva il suo
problema.
Una tale soluzione del genere l'abbia-
mo sentita tante altre volte: non ci
vuole molta fantasia a proporre
cose del genere. Ma non è questo
Gesù parte per compiere il mira-
colo: proprio spezzando quei pani
egli sfuma una folla di "circa cin-
quemila uomini, senza contare le
donne e i bambini".
Miracolo della condivisione: il
pane, se viene "spezzato" riesce a
sfamare proprio tutti e in modo
abbondante. Miracolo della com-
passione: l'amore autentico per gli
altri produce effetti insperati.
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore, nostro Padre, il pane può bastare a sfamare le folle solo
quando viene spezzato fraternamente. Desiderosi di una nuova giu-
stizia, ti diciamo: Non lasciarci mancare il pane quotidiano.
o Non lasciar mancare ilpane del Vangelo a coloro che vogliono segui-
re Gesù. Trovino cristiani disposti a leggerlo e a viverlo insieme.
Preghiamo...
o Non lasciar mancare il pane della dignità a coloro che non hanno
casa e lavoro e mancano del necessario.
Preghiamo...
o Non lasciar mancare ilpane dell'affetto a tutti i bambini della terra.
Possano conoscere l'affetto sicuro di un padre e di una madre.
Preghiamo...
o Non lasciar mancare ilpane della giustizia a chi ha subito un sopru
so e domanda che vengano riconosciuti i suoi diritti.
Preghiamo...
o Non lasciar mancare il pane della fraternità nei monasteri e nei
conventi: siano luoghi di accoglienza per ogni povero. Preghiamo...
de, i volontari e le volonta-
rie che percorrono i paesi del Ter-
zo Mondo.
E le loro parole hanno il sapore
fresco del vangelo di oggi, trasuda-
no l'insperato, ma anche la gioia
che sgorga da una pienezza e da
una sazietà che ha veramente dell'
inaudito.
In efamiglia
Com'è possibile, Signore,
che una grande
folla sia sfamata
solo con cinque
pani e due pesci?
Donaci la tua gioia,
Signore,
gioia di condividere
e di donare.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN
Agosto 05 190 DOMENICA ORDINARIO_
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu conosci le
nostre paure, i nostri timori.
Signore, pietà!
Lromanzo è stato pubblicato alcuni
anni fa. L'Autore è un parroco tedesco
che ha voluto fare del suo Libro il
punto di partenza di uno scambio
epistolare con i cristiani di me72a
Europa. Il titolo è un po' birichino: Il
piccolo vescovo.
Narra la storia di un vescovo dell'area
tedesca. Lo mostra davanti alle
difficoltà della sua diocesi, preso dalla
serie di incontri, di riunioni, di assem-
blee e di discussioni. Travaglia-
Cristo Gesù, tu vedi la nostra
debolezza e la nostra fatica.
Cristo, pietà!
un pellegrinaggio nella terra di Gesù,
la Terra Santa. È li che la sua Clisi rag-
giunge il culmine, è li che guarda alla
sua vita con occhi disincantati: gli è
stato imposto di avere a fianco un
altro vescovo, che assicurerà di fatto
la guida della diocesi e che poi, com'è
previsto, gli succederà. A questo pun-
to si sente inutile e abbandonato,
constata il fallimento della sua vita,
delle sue speranze, dei suoi ideali.
Signore Gesù, tu ci tendi la tua
mano, tu ci soccorri.
Signore pietà!
vescovo che gli hanno messo accanto
è un uomo buono e saggio che ap-
prezza la sua esperienza, che non
vuole fare a meno del suo aiuto.
I lettori si scandalizzeranno forse solo
al pensiero che un vescovo abbia crisi
di fede. Ma il Vangelo di oggi è molto
più scandaloso di me perché presenta
la crisi di fede di Pietro, il capo degli
apostoli! Noi lo sentiamo così vicino a
noi quest'oggi! Sì, perché anche noi
abbiamo provato la sensazio-
to dal desiderio di vivere il
Vangelo e ingessato in una real-
tà che comporta anche consigli
di amministrazione, legami di
Una pista per l'omelia
LA CRISI DELLA FEDE
ne di camminare sull'acqua, di
affrontare impavidi qualsiasi
pericolo.
Anche noi abbiamo vissuto
tipo giuridico, incombenze a
cui desidererebbe volentieli sottrarSi.
Poi, nel bel mezzo del racconto, il col-
po d'ala: una serie di decisioni corag-
giose, ardite, che sfidano l'ipocrisia
dell'ambiente e, come conseguenza,
l'ostilità di alcuni gmppi di potere e il
richiamo da parte di Roma, l'invito a
presentarsi in Vaticano, l'umiliazione
di non essere ascoltato, ma solo accu-
sato e rimproverato.
L'amarezza, la solitudine, la disillusio-
ne investono l'uomo di Chiesa che
decide, a questo punto, di partire per
Ma è proprio quando tocca il fondo
che si accorge del male più grosso:
quello che è più terribile è che ha
perso la fede, che non crede più, che
non è più disposto a cogliere accanto
a sé la presenza di Dio, che si è illuso
di poter fare senza di lui e che ora
ritiene di essere stato tradito, abban-
donato anche da lui.
Tornerà in diocesi, dopo il suo pelle-
grinare sui passi di Gesù, con uno spi-
rito nuovo e scoprirà che la realtà non
è poi brutta come l'immaginava: il
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Signore, anche noi, come Pietro, ci lasciamo afferrare dalla paura.
Per questo, uniti insieme, ti diciamo:
Metti nel nostro cuore un entusiasmo nuovo.
o Dona a tutti i cristiani di seguire Gesù ogni giorno, anche quando
costafatica. Preghiamo...
o Sii accanto a tutte le persone oneste e generose che si impegnano per
il bene di tutti.
Preghiamo...
o Fa' che il tempo delle vacanze diventi un'occasione per vivere insie-
me, per ascoltarsi, per trovare allegria e buonumore.
Preghiamo...
o Sostieni tutti gli educatori e gli animatori che si prendono cura dei
ragazzi. Rendili saggi e Pieni di fantasia.
Preghiamo...
o Ridesta in noi la gioia di pregare, fa' che ascoltiamo la parola di
Gesù e cerchiamo di metterla in pratica.
Preghiamo...
l'entusiasmo di andare verso
Gesù senza che nulla ci trattenga. Ma
anche noi, al soffiare del vento, abbia-
mo avuto paura ed abbiamo comin-
ciato ad affondare. Se non ci fosse
stato lui che tendeva la mano, proba-
bilmente non ne saremmo venuti fuo-
ri, saremmo annegati. È quella mano
tesa, quel rimprovero benevolo ("Per-
ché hai dubitato?") che ci hanno fatto
scoplire un bene indispensabile per
andare avanti: la fiducia in lui, Gesù,
nella sua presenza, qualunque cosa
accada.
In famiglia
Signore Dio,
sostieni la nostra fede
perché non venga meno
nel momento della prova,
tu che sei il Dio
dell'alleanza
per i secoli dei secoli_
AMEN
Agosto 05 200 DOMENICA ORDINARIO
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu sei venuto a
salvarci, a strapparci al potere
del male. Signore, pietà!
,
Evero: la fede non dipende dal
paese in cui siamo nati, e neppure
dalla famiglia che ci ha cresciuti e
preparati alla vita. Non è questio-
ne di tradizioni, di appartenenze,
e tanto meno di etichette. Un
ambiente può favorirla o contra-
starla, ma non determinarla o im-
pedirla.
Così accade che questa pianta
non cresca nel
Cristo Gesù, tu ci sostieni perché
non veniamo meno per la nostra
debolezza. Cristo, pietà!
È una straniera, una che non
appartiene al popolo d'Israele. Gli
ebrei considerano quelli come lei
lontani da Dio. Eppure i suoi gesti
e le sue parole trasudano una fidu-
cia che non si arresta davanti alla
prova, non demorde alla prima
difficoltà.
È una donna che invoca, che chie-
de pietà. E non per sé, ma per sua
Signore Gesù, tu ci doni la tua
luce perché non abbiamo a
smarrirci. Signore pietà!
al popolo d'Israele. Né quando le
si fa notare che sono i figli ad
avere diritto al pane della mensa.
Anzi, sembra che la prova invece
di scoraggiarla irrobustisca ancora
di più la sua fede. Per questo
non rinuncia ad insistere: la posta
in gioco, cioè la salute della figlia,
è troppo grande, le sta troppo a
cuore.
giardino oggetto
di cure continue
Una pista per l'omelia
Per questo quan-
do le viene data
....
e spunti invece
in mezzo alle er-
NON E QUESTIONE DI ETICHETTE
una risposta du-
ra reagisce con
tutta la sagacia,
bacce, sul selciato. Così avviene
che non la si incontri in mezzo ai
riti ostentati e alle parole ripetute
e ci si imbatta in essa in situazioni
in cui la religione sembra assente.
Stranezze della vita, ma anche sor-
prese dello Spirito che agisce nei
cuori senza badare ai confini, ai
territori, alle prerogative, alle pri-
mogeniture.
La donna cananea stupisce Gesù
per la sua fede umile ed ostinata.
figlia "crudelmente tormentata da
un demonio".
È una donna che riconosce in
colui che passa il "Signore", il
"figlio di Davide". Ha coscienza dì
trovarsi di fronte a Qualcuno che
reca la bontà, la misericordia, la
forza di Dio.
È una donna che non si atTesta
davanti alle difficoltà. Né davanti al
silenzio di Gesù. Né davanti alla
constatazione che non appat1:Ìene
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore, nostro Dio, tu non ti accontenti di portare salvezza e gioia ad
un numero ristretto di persone. Quando hai scelto un popolo, lo hai
fatto solo per poter raggiungere, attraverso di lui, ogni creatura
umana, di ogni razza e cultura. Guidati da questa certezza, ti dicia-
mo confede: Tu sei il Padre di tutti, ascoltad!
• Fa ' che i cristiani si impegnino insieme a tutti gli uomini a trovare
una soluzione ai grandi problemi di questo tempo. Preghiamo...
• Illumina coloro che hanno il compito di preparare le leggi per il
nostro Paese. Cerchino il benessere di tutti. Preghiamo...
• Rendid pronti ad accogliere coloro che arrivano da altre dttà e da
altre nazioni. Preghiamo...
• Fa' che nessun turista abbia mai a ferire la dignità di coloro che
appartengono ad altre culture.
Preghiamo...
• Accompagna le nostrefamiglie nel tempo delle vacanze. Fa' che sap-
piamo ascoltard e divertird insieme.
Preghulmo...
l'affetto, la fede di una madre.
Così la donna suscita l'ammirazio-
ne di Gesù e anche la nostra, a di-
stanza di duemila anni. E diventa
un esempio. Di una fede che invo-
ca. Di una fede che insiste. Di una
fede che lotta. Di una fede che
ottiene.
Perché il miracolo, in fondo, è pro-
prio l'incontro tra la potenza
misericordiosa e salvifìca di Gesù e
una fede del genere.
In famiglia
Signore, nostro Padre,
da te proviene
ogni dono perfetto.
Apri il nostro cuore
e la nostra intelligenza
perché ci rallegriamo
dell'azione misteriosa
del tuo Spirito.
Che tu sia benedetto
nei secoli dei secoli.
AMEN
Il
Agosto 05 21 a DOMENICA ORDINARIO_
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, nostro Salvatore, tu
dai significato ad ogni vita umana.
Signore, pietà!
Cristo Gesù, che hai offerto la tua
vita per noi, in te sono i tesori della
misericordia di Dio. Cristo, pietà!
slanci e sulla sua fragilità. E proprio
perché a costruire è lui, Gesù, nulla
potranno contro questa comunità
le forze oscure degli inferi, il potere
con-osivo e distruttivo del male.
A distanza di duemila anni queste
parole ci portano a ciò che sta al
cuore della Chiesa. Non i mezzi
umani, la consistenza e la forza del-
Signore Gesù, Signore della gloria,
tu ci trasmetti la capacità di
amare. Signore pietà!
nante. Essa è un abbandono fidu-
cioso a Gesù, una sequela che di-
venta condivisione della sua morte
e risun-ezione.
Questa fede è un dono: non ci si
atTiva attraverso "la carne e il san-
gue". Si tratta piuttosto di accoglie-
re Dio nella propria esistenza, di far-
gli spazio nella propria vita, di
ricevere da lui la luce indispen-
Lluogo in cui awiene tutto que-sto
è assai suggestivo. Siamo a Cesa-rea
di Filippo, in una zona che all'
epoca di Gesù era abitata piuttosto
da pagani. Ci troviamo alle sorgenti
del Giordano: da una grotta sgorga
un corso d'acqua che poi divemì
un fiume. COlTe voce che quella grot-
ta siacosì profondada raggiungere le
porte degli inferi, il regno
oscuro delle forze che posso-
Una pista per l'omelia
E SU QUEST~ PIETRA
EDIFICHERO lA MIA
CHIESA
no combattere contro la sicu-
rezza e il bene dell'uomo. In
alto, sulla roccia, si è appena
costruita una città paga-
na: Banias, in onore del dio
sabile per essere in grado di
riconoscere la sua presenza
e la sua azione.
Questa fede è la fede di un
uomo, ma anche di un popo-
lo. Non una fede senza incri-
Pan, che richiama la sfrena-
tezza del piacere.
Se ci collochiamo in questo scena-
rio le parole piuttosto oscure che
Gesù rivolge a Pietro assumono tut-
to il loro significato.
Non è sulla roccia della montagna,
né con pietre squadrate (materiale
di lusso per le costruzioni) che Ge-
sù edificherà la sua Chiesa, ma su
Pietro, su quest'uomo e sui suoi
compagni, sulla sua fede, sui suoi
le istituziorù, delle possibilità eco-
nomiche, della cultura, ma la fede in
Gesù, riconosciuto come Cristo e
Figlio del Dio vivente.
È su questa roccia che la comurùtà
dei credenti si costruisce. E se essa
viene meno a nulla valgono il di-
spiegamento dei mezzi e la sapienza
umana.
Questa fede è l'elemento più pre-
zioso, più importante, più determi-
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Il tuo Figlio ha riconosciuto Pietro, ilpescatore di Galilea, come un punto di rife-
rimento per tutti i cristiani. Così lui che ha tradito Cristo, ha ricevuto l'incarico di
confermare nellafede i suoifrateai.
A te diciamo insieme: Ravviva la nostrafede, Signore.
o Fa' che le Chiese ritrovino l'unità attorno alla comune confessione difede in
Cristo. La memoria degli sbagli commessi giovi a costruire uno stile di comu-
nione e di dialogo. Preghiamo...
o Ii affidiamo il servizio di comunione che il vescovo di Roma svolge a favore di
tutte le Chiese. La sua parola ridesti i pastori tiepidi e richiami alla radicalità
del Vangelo. Preghiamo...
o Lo studio della storia ci aiuti a non ripetere gli sbagli del passato e ad essere
vigilanti difronte aifenomeni ambigui del nostro tenzpo. L'acquiescenza e la
connivenza non vengano scambiate per diplomazia. Preghiamo...
o Difendi il diritto dei poveri: nelle assunzioni si destini un posto anche a colo-
ro che sono portatori di handicap o che sono particolannentefragili.
Preghiamo...
o Coloro che hanno sbagliato e sono stati giudicati colpevoli di reati siano di-
sposti a riconoscere il male commesso. Ma venga anche offerta loro la possi-
bilità di cambiare e di vivere gionzi operosi e felici Preghiamo...
nature e senza dubbi. Pietro
stesso verrà redarguito quando pre-
tende di far prevalere la logica uma-
na sui piani di Dio. E poi proprio
lui, nel momento della prova rinne-
gherà Gesù. Ma, e proprio questo è
il paradosso, è su persone come
Pietro, come i suoi compagni e co-
me noi, che poggia questo edificio
che è la Chiesa e se sta in piedi non
è per la solidità degli uomini, ma per
la fedeltà di Dio.
In famiglia
Ancor oggi, Signore,
tu metti un grande tesoro
nelle mani delle comunità
e dei loro pastori.
Che tu sia benedetto
nei secoli dei secoli.
AMEN
IMMAG,INI Agosto 05 220 DOMENICA ORDINARIO
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, Figlio del Dio vivente,
tu sei venuto a condividere la nostra
condizione umana. Tu ci insegrù ad
amare. Signore, pietà!
Sì, non c'è nessuno sbaglio, è pro-
prio lo stesso Pietro, quello a cui
Gesù ha da poco detto "Beato te, per-
ché queste cose te le ha rivelate lo
Spirito" (era il vangelo di domenica
scorsa). Ora proprio a Pietro Gesù
dice, senza mezzi termini: "Tu sei per
me un satana, un ostacolo sulla strada
del Regno!".
Che cosa ha fatto di tanto grave il
povero Pietro per meritar-
Cristo Gesù, Figlio del Dio vivente,
tu sei stato inchiodato alla croce per
amore degli uomini. Tu ci inviti a
rinunciare a noi stessi. Cristo, pietà!
sione e di morte. Ma è proprio attra-
verso il fallimento estremo, abbando-
nato da tutti, nelle mani di chi lo
odia, che il Figlio dell'uomo mostrerà
fino a qual punto Dio ama gli uomini.
Fino ad essere debole, schiacciato,
denudato, crocifisso, per amore.
Pietro, che non ha capito proprio
niente del progetto di Dio, con la sua
generosità, con la sua presunzione,
Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, tu
sei stato elevato nella gloria del Padre.
Tu prometti la vita a tutti coloro che la
donano agli altri. Signore pietà!
e con le sue debolezze e presunzioni.
Non è forse vero che anche noi spe-
rimentiamo dei momenti in cui tutto
appare chiaro, limpido, sicuro. E,
presi dall'entusiasmo, appena alma
la più piccola prova, cadiamo nel pes-
simismo, nell'abbattimento, nella tri-
stezza.
Non è forse vero che ognuno di noi
la sua vita tenta di tenersela ben stret-
ta, difendendola da tutto
si un simile rimprovero?
Ha reagito come avrebbe
fatto ognuno di noi. Gesù
ha annunciato ai suoi la
passione e la morte, che
Una pista per l'omelia
quello che può minacciar-
la, salvaguardandola dagli
incerti della navigazione?
Gesù questa vita ci invitaPERDERSI PER SALVARSI
sono ormai prossime, e Pietro gli ha
detto: "Dio ti scampi da una simile
sorte. Non ti può accadere una cosa
simile". Ha appena riconosciuto che
Gesù è "il Cristo, il Figlio del Dio
vivente" e ora, forse preso dall'euforia
del momento, gli pare di poter capire
al volo quali sono le strade di Dio. Ma
Gesù sa bene che le vie di Dio non
prevedono affatto un percorso trion-
fale che ha come meta Gerusalem-
con la sua dabbenaggine, rischia di
essere un inciampo, un ostacolo.
E Gesù, come se questo non bastasse,
rincara la dose. La sua strada è la stra-
da di ogni discepolo. La sua croce,
ognuno deve prenderla. E plima o
poi ognuno passa attraverso la stessa
prova: la decisione - difficile - di per-
dere la propria vita per lui, che, para-
dossalmente, diventa l'unico modo
per salvarla.
ad offrirla, a donargliela
perché questo è l'unico modo per
salVal'la, per ritrovarla veramente, ma
dilatata in una vita eterna.
Certo Gesù non vuole spartire nuJla
col C1istianesimo che fa della sua
sicurezza, dei suoi mezzi di difesa,
della sua incolumità, della sua diplo-
mazia l'unico criterio sicuro. Dare la
vita a lui significa affrontare il mare
alto, infido ed incerto, affidandosi
non alle proprie sicure-ae o ai propri
me. C'è un calice da bere, ed è un Come ci è vicino Pietro con la sua mezzi, ma a Lui.
calice di dolore, di sofferenza, di pas- professione di fede, con i suoi slanci
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore, dona luce alla 1WStra inteUigenza e rendi ardente il nostro cuore,
perché impariamo ad amare come Gesù: Donaci, o Dio, il tuo spirito di
~#h,
v.,.,"",.
o Le Chiese ascoltino con attenzione le parole dei tuoi profeti, anche se
sono scamode. Non si cerchi a tutti i costi la tranquillità, ma la fedeltà
al Vangelo. Preghiamo...
o Ai cristiani che frequentano le scuole di teologia e le iniziative di for-
mazione venga spezzato con abbondanza il pane della tua Parola per-
ché trovi risposta la lorofame di te. Preghiamo...
o Non permettere che i bambini vengano privati di un'educazione cri-
stiana. Fa' che i genitori li accompagnino nellafede con impegno e sin-
cerità. Preghiamo...
o Metti tanta pace nel cuore di coloro che fanno crescere attorno a sé la
fraternità e la comprensione. Che la loro parola non resti inascoltata.
Preghiamo...
o Fa' che quanti hanno una grande responsabilità siano sostenuti nella
ricerca del bene comune, perché non cedano alle pressioni deipiùforti
e deipiù ricchi.. Preghiamo...
In famiglia
Signore Dio,
dona ad ognuno di noi
la grazia di corrispondere
alla tua chiamata_
Il tuo Spirito ci doni
coraggio e fedeltà,
per Cristo
nostro Signore_
AMEN
,
I
IM.MA§INI,
Settembre 05 230 DOMENICA ORDINARIO.
-----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu sei venuto ad
insegnarci ad amare.
Signore, pietà!
Si racconta di un vescovo, nativo delle
nostre parti, a cui un prete rivolse le sue
lagnanze a proposito di un confratello.
Le critiche erano circostanziate, i fatti
riportati degni di fede, la condotta chia-
ramente scandalosa. Il vescovo ascoltò
tutto pazientemente, senza alcun segno
di reazione. Poi prese carta e penna, le
mise davanti al suo interlocutore e gli
disse: "Una cosa del genere va affrontata:
hai ragione tu. SClivi tutto quello che mi
hai detto e finna. Anche lui, del resto, ha
diritto a difendersi". Non siamo in grado
di riferire a quale tonalità di
Cristo Gesù, tu hai donato tutto
te stesso, la tua stessa vita.
Clisto, pietà!
sempre il medesimo. L'eventuale "colpe-
vole" sente salire attorno a sé la riprova-
zione, ma non ha la possibilità di misu-
rarsi con le accuse. Molte volte la maldi-
cel17..a sconfina nella calunnia. In ogni
caso questa strada, facile da perCOlTere,
non conduce mai ad un chiarimento o
ad una soluzione. Il dispiacere di chi rife-
lisce è da ritenersi teatrale, dal momen-
to che l'interessato non accetta di fare
l'unica cosa seria: confrontarsi con chi
potrebbe aver sbagliato.
La procedw-a di Gesù è molto più diffici-
Signore Gesù, tu litornerai un
giorno nella gloria, per portare a
compimento il tuo progetto di
amore. Signore, pietà!
due passaggi: una verifica seria delle
"accuse". Non posso perdere l'amicizia e
la stima di una persona per delle chiac-
chiere da osteria. E poi, in ogni caso,
richiede il coraggio di affrontare diretta-
mente la persona. Nel modo migliore,
s'intende.
Senza provare il gusto sadico di rigirare
il coltello nella piaga. Senza sentirsi un
perfetto che ha colto in fallo qualcuno.
È vero: solo chi vuole veramente bene
ad una persona, sa con'eggerla nel modo
migliore.
"Prendi con te due o tre per-
rosso si avvicinasse di più il
volto di quel prete, quando
uscì dalla stanza. li foglio, co-
munque, restò bi,mco...
Una pista per l'omelia
UNA STRADA DIFFICILE
sone". È il secondo atto, che
presume la disponibilità di
altri ad uscire allo scoperto.
Trovarli non sarà fucile, per le
La strada che siamo soliti per-
correre quando avviene qualcosa di
negativo, quando qualcuno si macchia,
inavvertitamente o volutamente di qual-
che colpa, è quella della mOlmorazione
e della maldicenza. Strada facile: chi
parla non si espone, non viene alla luce
del sole, non assume le sue responsabi-
lità. E, proprio per questo, può trattare la
materia in questione a modo suo: ingi-
gantendo particolari di nessun lilievo,
colorando la narrazione, destando a
beUa posta alcune reazioni nel suo udi-
torio. Il risultato, ahimé, è anch'esso
le, ma forse ha maggiori probabilità di
successo. È molto diretta e chiede una
buona dose di coraggio. Parte discreta-
mente, ma poi coinvolge, a cerchi
concentrici, anche la comunità. Nel peg-
giore dei casi chi ha sbagliato viene
considerato sempre un fratello per il
quale bisogna pregare.
"Va' e ammoniscilo fra te e lui". Certo,
un passo del genere non si fu avventata-
mente, a cuor leggero, sulla base di sem-
plici indisCl'ezioni o del "mi hanno
detto". Per questo la cosa esige almeno
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Uniti insieme, ti diciamo: Donaci un cuore nuovo!
o Dona ai cristiani di vivere da fratelli, riconciliati. La tua Parola
porti lm-o luce e gioUt.
Preghiamo...
o Ridesta la coscienza di colm-o devono prendere decisioni importan-
tiper la vita di tante persone. Fa' che cerchino il bene di tutti.
Preghiamo...
o Sostieni i malati, e in particolare quelli che devono affrontare cure
dolm-ose. Metti accanto a loro persone piene di cuore e di genero-
sità.
Preghiamo...
o Fa' che nelle nostre famiglie si sappia dialogare e affrontare insie-
me i momenti dUficili.
Preghiamo...
o Accompagna colm-o che si accostano alla Confessione. Trovino il tuo
amore di Padre e la tua misericordia.
Preghialno...
ragioni sopra accennate. Ma
se la ricerca si rivelerà fruttuosa, chi ha
commesso la colpa dovrebbe, a questo
punto, aprire bene gli occhi. È un po'
difficile che si tratti solo di un abbaglio.
"Dillo all'assemblea".
È il terzo atto, e qui si ha a che fare con
la comunità. Una comunità che sembra
tuteli la privacy, ma che s'immischi
anche con la vita dei suoi membri.
Non abbandonati al proprio destino,
dunque, ma presi a cuore, come dei figli
che, quando sbagliano, si finisce coll'
amare di più.
In ufamiglia
Signore, nostro Dio,
tu guarisci anche le piaghe
più nascoste
del nostro essere.
E ci chiedi di togliere il male
che è in noi, solo dopo
aver manifestato tutta la tua
tenerezza di Padre.
Donaci di saper amare
come il tuo Figlio, Gesù,
che vive e regna nei secoli
dei secoli.
AMEN
lM.fM§INI Settembre 05 240 DOMENICA ORDINARIO
----------PER CHIEDERE PERDONO----------
Signore Gesù, tu ci perdoni:
tu non ti stanchi mai dei nostri
peccati.
Signore, pietà!
Fino a che punto si può perdonare?
Bisogna perdonare proptio tutto? Anche
i crimini più grossi, più efferati, più ter-
,ibili? E' una domanda che percorre un
libro, di recente ristampato, di un
celebre cacciatore di criminali nazisti,
Simon Wìesenthal. Tutto parte da una
storia vera, accaduta allo stesso Wiesen-
thal. Mentre è detenuto in un lager nazi-
sta si trova a svolgere dei lavori, con il
suo gruppo, in un ospedale di Leopoli.
Un'infermiera, notata la stella gialla che
reca sul petto, gli fa cenno di seguir'lo e
lo fa entrare in una stanza. Lì
Cristo Gesù, tu ci perdoni:
tu annunci la misericordia
di Dio ad ognuno di noi.
Cristo, pietà!
Hitleriana e poi aveva finito col partire,
volontalio, per il fronte. Ora non può
morire in pace se Simon, che è un ebreo
proptio come quelli che ha ucciso, non
gli dà il suo perdono. Wiesenthal rac-
conta - e le sue parole diventano gelide
- che uscì da quella stanza senza dire
una parola. Al lager non poté fare a
meno di narrare la stOlia del giovane
tedesco. E i suoi compagni si affrettaro-
no a dir-gli: "Non lo avrai mica perdona-
to? Ricordati: tu non puoi farlo! Solo
quelli che sono stati uccisi potrebbero
Signore Gesù, tu ci perdoni:
tu spalanchi davanti a noi una
strada nuova, quella dell'amore
e della pace. Signore pietà!
A Simon, paradossalmente, affidano la
cassetta degli effetti personali della gio-
vane SS. E lui decide di non spedirla, ma
di andare a recapitarla, direttamente, alla
madre. Davanti a quella donna, però, lui
che non se l'è sentita di perdonare suo
figlio, ora non può raccontarle la cruda
vetità.
Quella donna stenta a credere che gio-
vani come suo figlio possano aver com-
messo le atrocità di cui si parla.
Quella donna, credente, non può far a
meno di ricordare chi era suo figlio
prima che il veleno hitletiano
c'è un giovane uomo, una SS,
ormai prossimo alla morte. Gli
narra un incubo che lo perse-
guita ormai da anni. Un gior-
no, durante la campagna di
Una pista per l'omelia
SE NON PERDONERETE
gli cambiasse l'esistenza. E Si-
mon non può, a questo pun-
to, dire alla madre una verità
terribile, che la distruggereb-
Russia, hanno costretto duecento ebrei
ad entrare in uno stabile. Poi hanno
appiccato il fuoco, hanno lanciato delle
granate e se qualcuno cercava di fuggire
dalle finestre gli hanno sparato. Gli ordi-
ni erano questi, ma lui non può più libe-
rarsi dell'inunagine di quella gente che
tenta di scampare alla morte e viene
abbattuta...anche dalla sua mitragliatri-
ce. Quell'uomo è ormai prossimo alla
morte e ora si awede del baratro in cui
è piombato. Lui, che un giorno era chie-
richetto, era entrato nella Gioventù
perdonarlo, ma non ci sono più'''. Ma
poi, un giorno, Simon sente nella barac-
ca qualcuno che prega: è un giovane
polacco. Sarebbe già prete se non ci
fosse stata di mezzo la guel1"a. A lui
Simon tivolge la domanda che si porta
dentro: "Tu che sei credente, che cosa
avrei dovuto fare?". "Certo - gli lisponde
il polacco - solo quelli che sono morti
potevano perdonarlo. Ma dimmi: era ve-
ramente pentito?". "Sì", ammette Simon.
"E allora dovevi perdonarlo", conclude
l'altro.
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Signore Di.o, tu non ci chiedi di perdonare al nostro frateUo solo
quakhe volta, ma sempre. Tu stesso hai mostrato verso di noi una
misericordia senza limiti. È per questo che ci rivolgiamo a te e ti dicia-
mo: Ascoltaci, Padre buorw!
• Fa' che i cristiani siano disposti a perdonare, così come tu conti-
nuamente li perd.oni. Preghiamo...
• Metti nel cuore dei sacerdoti la tua bontà e la tua saggezza quando
accolgono chi viene a confessare i propripeccati. Preghiamo...
• Accompagna con la tua luce le nostrefamiglie perché sappiamo per-
donarci e comprenderci.
Preghiamo...
• Fa' che non ci dimentichiamo di coloro che sono in lXlrcere e delle
loro famiglie. Fa' che aiutiamo di cuore cb-i vuole cambiar vita.
Preghiamo...
• La guerra e l'odio provocanoferite profonde, ma tu dona laforza di
vivere nella pace e nel rispetto reciproco.
Preghiamo...
be.
Aveva deciso di non perdonare, ma non
se l'era sentita di dir'e una verità crude-
le. In fondo anche Wiesenthal si era
accorto che solo un qualche perdono
può costruire un futuro diverso.
E' questa la lezione più grande che ci
viene dal Vangelo.
La parabola ci mette con le spalle al
muro e, dopo averci ricordato i nostIi
debiti (grandi) verso Dio, ci spinge a per-
donare i debiti (Piccoli) che gli altri han-
no verso di noi.
In famiglia
Ma perché, Signore Dio,
non ti accontenti
che perdoniamo
"solo" molte volte?
Perché dovremmo
perdonare sempre?
È così difficile!
Eppure, Padre, è proprio
in questo modo
che tu ti comporti con noi,
per mezzo di Gesù Cristo,
nostro Signore.
AMEN
Settembre 05 250 DOMENICA ORDINARIO"
-----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu ci inviti a cerca-
re Dio, ma spesso noi dobbiamo
attraversare i deserti della vita.
Aiutaci! Signore, pietà!
L fondo, se si vuoi capire veramente
questa parabola, basta Iiperconere gli
ultimi istanti della vita di Gesù. E' pro-
pIio fi, sulla collina del Calvario, cile noi
ci imbattiamo in quello che viene
comunemente chiamato "il buon ladro-
ne". Un modo piuttosto strano per
designare quell'uomo che, condannato
per reati veramente commessi, si è affi-
dato a Gesù e ha ricevuto quella pro-
messa che ognuno di noi vonebbe sen-
tire dalle sue labbra: "Oggi stesso tu
sarai con me in Paradi-
Cristo Gesù, tu ci inviti a cercare
Dio: non permettere che ci
dimentichiamo di lui. Aiutaci!
Cristo, pietà!
Una, innariZitutto: la giustizia contrat-
tuale è lispettata! E' stato pattuito un
denaro? Un denaro viene dato! Quelli
della plima ora non possono accusare
il padrone di essersi tenuto in tasca
qualcosa che spettava loro...
E una seconda osservazione viene subi-
to da fare: il modo di fare del padrone
gli fa sborsare più di quanto avrebbe
dovuto. Sì, perché se la matematica
non è un'opinione, a pmtire da quella
paga stabilita, il padrone avrebbe ris-
Signore Gesù, tu ci inviti a
cercare Dio: mille rumori, però,
coprono la sua voce. Aiutaci!
Signore, pietà!
dalosa? E, se si vuole andaI'e fino in
fondo al ragionamento, la grazia di Dio
non è ancb'essa scandalosa?
Scandalosa nel dono, nella tenere-o.a,
nella bontà. Scandalosa per il divaIio
che c'è tra quello che ci viene offerto ed
i nostIi meriti.
E la giustizia, nel modo in cui la conce-
piamo, non rischia di diventare una
macchina veramente terribile?
Provate a pensare a cosa ci accadrebbe
se Dio l'applicasse in modo estrema-
mente preciso alla nostra
so!". In effetti "il buon la-
drone" che entra in Para- Una pista per l'omelia
esistenza'
diso sembra essere una
palese ingiustizia. Direm-
mo che è proprio sul filo
GIUSTIZIA E MISERICORDIA
Non saremmo tutti senza
via di scampo'
Ancora una volta, dun-
di lana che liesce a strappare questa
assicurazione. Ci sembra quasi quasi
che per lui la salvezza per l'eternità sia
stata una sorta di scippo, effettuato
all'ultimo minuto.
E' con lui, però, grazie a lui che com-
prendiamo questa quadratura del cer-
chio che Gesù ci presenta con la para-
bola di oggi, la parabola degli operai
nella vigna.
Se ci tuffiamo nella parabola, tuttavia, e
la leggiamo con occhi disincantati, ci
accade di trovare non poche sorprese.
parmiato non poco pagando in pro-
porzione. Tutti quelli cbe erano stati
assunti a partire delle nove di mattina
non avrebbero dovuto ricevere un
denaro, ma solo una frazione di dena-
ro, in proporzione alle ore di lavoro.
Nonostante tutto, comunque, resta
qualcosa che urta la nostra sensibilità
sindacale. Chi ha lavorato tutta la gior-
nata come chi ha lavorato un'ora sola?
Diciamolo francamente: la cosa è scan-
dalosa.
Ma la misericordia non è sempre scan
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Uniti insieme, ti diciamo:
Donaci di lavorare per te!
o Libera i cristiani dalla pigrizia e dall'egoismo: fa' che ognuno metta
le sue doti a servizio degli altri .
Preghiamo...
o Accompagna tutti i catechisti, gli educatori e gli animatori. Rendili
buoni testimoni del Vangelo di Gesù.
Preghiamo...
o Sii vicino a tutti i giovani che cominciano a svolgere un lavoro
nuovo. Fa' che siano rispettosi delle regole di sicurezza.
Preghiamo...
o Dona entusiasmo a tutti gli studenti e in particolare a quelli che non
ottengonofacilmente buoni risultati.
Preghiamo...
o Rendici attenti alle persone malate o anziane. Fa' che ci ricordiamo
di loro.
Preghiamo...
que, a farci capire (alme-
no un poco) è propIio lui "il buon
ladrone".
Lui che riconosce gli sbagli passati.
Lui che sente il coraggio di Iiprendere
l'alu'o ladro, collega di sventura.
Lui che si affida a quel condannato che
non ha fatto nulla di male. Altro che
operaio dell'ultima ora, qui siamo agli
ultimi istanti della vita.
Ma non è mai tardi per il Regno. Mai
troppo tardi per la misericordia di Dio.
In ufamiglia
Signore, nostro Dio,
a quelli che lavorano per te
tu regali una grande gioia_
Donaci il tuo Spirito
perché affrontiamo la
nostra fatica quotidiana
con fiducia e con amore_
Che tu sia benedetto
nei secoli dei secoli_
AMEN
Settembre 05 260 DOMENICA ORDINARIO
-----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu hai tisposto con
generosità alla missione che il
Padre ti ha affidato.
Signore, pietà!
Una storia molto semplice che
obbliga ad emettere una sentenza.
Chiara la storia, inevitabile la senten-
za. "Chi dei due ha compiuto la vo-
lontà del padre?" - "L'ultimo". Altret-
tanto chiara la conclusione, anche se
scandalosa, impertinente, irritante
per i sacerdoti e i capi degli anziani
di ieri come di oggi.
Tra le parole e i fatti tutti sanno che
sono questi ultimi a contare vera-
mente. Le parole non costano
Cristo Gesù, tu sei stato
in mezzo a noi come colui
che serve.
Ctisto, pietà!
popolo non hanno creduto al suo
messaggio. E invece i lontani, la gente
dalla vita sregolata e i furfanti, i colla-
borazionisti e le donne di su'ada gli
hanno creduto e si sono pentiti.
La storia, in effetti, non è finita ll. Si è
ripetuta e continua a ripetersi. Sì, per-
ché c'è un cristianesimo costruito so-
lo sulle parole: parole proferite con
santa unzione, parole lanciate verso
Dio con devozione, parole dissemi-
Signore Gesù, tu ci inviti a
collaborare con te per far
crescere la pace e la fraternità.
Signore, pietà!
entrare un messaggio che rinnova e
sconvolge.
E invece, paradossalmente, proprio
coloro che sembrano lontani, perduti
per sempre, proprio quelli i cui dis-
corsi non sono né teneri né edifican-
ti, prima o poi finiscono col lasciarsi
toccare dalla punta incandescente
del Vangelo e avvertono il desiderio
forte di cambiare vita.
Non fanno proclami, non propongo-
no la loro testimonianza, non
nessuna fatica, non impegna-
no granché e talvolta volano
nell'aria, leggere, senza peso.
I fatti sono la vera misura di
Una pista per l'omelia
FATTI NON PAROLE
si arrogano il diritto di met-
tersi a giudicare: lasciano
semplicemente che la loro
vita diventi uno specchio del
Vangelo, un tramite di bontà,quello che ci sta a cuore, di
quello per cui siamo disposti a saCli-
ficare le nostre energie, il nostro
tempo, i nosui beni.
Il fervore dei discorsi scompare del
tutto davanti alla concretezza dei
gesti, la confusione delle parole viene
tramortita dalla rude consistenza dei
fatti.
E i fatti Gesù li designa in modo diret-
to. E' venuto Giovanni, il battezzatore
e ha chiesto segni autentici di
conversione. Sacerdoti e anziani del
nate attorno a sé condite di morali-
smo e di severità. Ma in definitiva
solo parole.
Poiché il cuore resta quello di sem-
pre non c'è posto per il pentimento,
per il cambiamento, per gesti e scelte
che facciano sentire il profumo del
Vangelo.
E' come se il cuore fosse ricoperto di
una dura crosta che nulla riesce a
perforare. E' come se le orecchie fos-
sero tappate, sigillate, incapaci di far
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore Dio, tu badi più ai fatti che alle parole, Tu perdoni i nostri
"no", se poi ci pentiamo e seguiamo le tue indicazioni. E' con fiducia
ed amore, dunque, che ti invochiamo, dicendo:
Ascoltaci, Padre buono!Uniti insieme, ti diciamo :
Donaci di lavorare per te!
• Ti preghiamo per tutti i cristiani: la Messa della domenica risvegli in
loro l'amore per te e per i loro fratelli. Preghiamo...
• Ti preghiamo per coloro che hanno grosse responsabilità: prendano
le decisioni importanti, tenendo conto della vita di tante famiglie.
Preghiamo...
• Ti preghiamo per i bambini che vengono abbandonati: trovino una
famiglia che li accoglie e dona loro affetto e cure. Preghiamo" ,
• Ti preghiamo per tutti i bambini che patiscono la fame. Fa' che non
ci dimentichiamo di loro, noi che abbiamo molto più del necessario,
Preghiamo...
• Ti preghiamo per tutte le mamme e i papà che sono malati: possano
tornare presto, guariti, alle loro famiglie. Preghiamo...
di comprensione, di solidarietà, di
misericordia.
Sono i fatti, a questo punto, a parlare
da sé, a mostrare ciò che è avvenuto
nel profondo del loro cuore.
Chi riduce il clistianesimo a dichiara-
zioni di principio è avvertito: Gesù
non si lascia ingannare dalle apparen-
ze.
Né da quelle devote, né da quelle ini-
tanti. Il cuore lo rivelano i fatti: sono
quelli che contano.
In famiglia
o Padre, tu ci inviti
a non considerarci
ormai arrivati,
a vigilare sul nostro
comportamento
e a rimanerti fedeli
nel tempo.
Il tuo Spirito sia
nostra guida
e nostra forza.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN
Ottobre 05 270 DOMENICA ORDINARIO.
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu conosci la no-
stra ingratitudine: ci dimenti-
chiamo spesso dei tuoi doni.
Signore, pietà!
Questa parabola è, in fin dei con-
ti, una stOlia d 'amore. Di un amore
operoso, fiducioso, che non si rasse-
gna. Neanche di fronte all'ingratitu-
dine, al rifiuto, alla brutalità, al tradi-
mento.
Una storia d'amore al suo inizio, per-
ché amore ci vuole per piantare una
vigna, per circondarla di una siepe,
per dotarla del necessario. Ci par di
vederlo quest'uomo che dissoda,
che pulisce, che cura que-
Cristo Gesù, tu vedi la durezza
dei nostri cumi: non siamo capa-
ci di accogliere e di perdonare.
Cristo, pietà!
potuto anche rovinarla, deturparla,
farne scempio.
L'amore viene fuori anche davanti al
rifiuto, quando il padrone non si ras-
segna a ciò che è accaduto - i servi
bastonati e uccisi - e manda il suo
stesso figlio.
Espone ciò che gli è più caro, lo po-
ne in una situazione di rischio per-
ché non può immaginare che la cat-
tiveria di quei vignaioli sia così gran-
Signore Gesù, tu ci tendi la tua
mano anche quando ci siamo
allontanati da te e abbiamo rifiu-
tato la tua parola. Signore pietà!
un nuovo edificio, dunque, una nuo-
va costruzione. C'è qualcosa di ine-
dito e di meraviglioso che sorge: il
regno di Dio sarà dato ad un popolo
che lo farà fruttificare.
È la storia, certo, del rifiuto di Is-
raele: la salvezza non coincide con
un'appartenenza etnica. Non è que-
stione di sangue, di discendenza, ma
di un'accettazione sincera, con tutta
la propria vita.
Ma è la storia, anche, ai no-
sta ten·a. A noi viene da
pensare subito a questo
mondo che non ci siamo
cosuuiti, ma che ci è stato
donato. Frutto della saggez-
Una pista per l'omelia
UNA STORIA D'AMORE
sUi giorni, di tante comu-
nità cristiane di antica ori-
gine, attestate sugli allori
del passato ed incapaci di
za, della bontà, della bellezza di Dio.
Chi ha profuso energia e fatica in
un'impresa rischia di restare attac-
cato a ciò che ha realizzato. Non
così per questo padrone che affida
la sua vigna ad alcuni vignaioli. E
questo, potrernmo osservare, è il
segno dell'amore vero, che non è
mai possessivo, ma aperto, disponi-
bile, fiducioso. A noi Dio ha affidato
questa terra: l'ha messa nelle nostre
mani, pur sapendo che avremmo
de. Il suo ragionamento, in fondo, fa
tenerezza: "Avranno rispetto di mio
figlio". E invece accade l'irreparabi-
le: lo stesso figlio del padrone viene
cacciato e ucciso.
Questa storia d'amore dovrebbe
avere solo un finale triste, amaro. La
punizione, il castigo dei malvagi e la
consegna della vigna ad altri vi-
gnaioli. E invece non c'è solo que-
sto. "La pietra scartata dai costrutto-
ri è diventata testata d 'angolo". C'è
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore nostro Dio, tu sei diverso da noi. TI, non ti lasci vincere dai
nostri rifiuti e dalle nostre infedeltà. Insieme ti diciamo:
Donaci un cuore nuovo!
o Nelle nostre mani hai messo dei doni preziosi: la nostra vita espri-
ma la nostra riconoscenza e la nostra gioia. Preghiamo...
o Nelle nostre parrocchie riprendono le attività annuali: rendici acco-
glienti verso i nuovi arrivati e Pieni di bontà verso tutti.
Preghiamo...
o Dona luce e forza a quanti si impegnano a rendere Più bella la vita
dei nostri paesi e delle nostre città. Non permettere che si lascino
scoraggiare dalle difficoltà. Preghiamo...
o Sostieni i catechisti e gli animatori: la loro testimonianza sia un lie-
vito buono per i ragazzi ed i giovani.
Preghiamo...
o Accompagna il cammino del nostro consiglio pastorale: rendilo at-
tento alle necessità e alle attese di quanti vivono in questa comunità.
Preghiamo...
prendere sul serio l'annun-
cio del Vangelo, incapaci di vibrare di
entusiasmo.
Perché la salvezza non dipende dal
u'ovarsi - senza merito o colpa - den-
tro una tradizione, ma è legata
ad una decisione, ad una scelta coin-
volgente.
Un ricruamo ancora una volta ad
ognuno di noi perché porti nutto,
perché si impegni a "lavorare per la
vigna" e non si illuda di poter esibire
medaglie rilasciate ad altri.
In famiglia
Signore Dio,
tu continui ad amarci,
nonostante i nostri rifiuti
e le nostre cattiverie_
Insegnaci a percorrere
insieme
la strada dell'amore
e della generosità.
AMEN.
Ottobre 05 28a DOMENICA ORDINARIO ~
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu ci inviti a parte-
cipare alla tua gioia, ma noi res-
tiamo sordi alla tua parola.
Signore, pietà!
Un invito a pranzo che l'ha rag-
giunto così, inaspettatamente. Esse-
re invitati alle nozze del figlio del re
non è una cosa di poco conto. Ed
ora questa fortuna è toccata proprio
a lui, che non se l'è affatto meritata.
Non ha titoli, nobiltà, meriti da far
valere.
Quell'invito non è una ricompensa,
né un riconoscimento, né un'atte-
stazione a seguito di qualche opera
di particolare valore.
Ctisto Gesù, tu ci offri i tuoi doni,
ma noi siamo presi da mille
cose.
Cristo, pietà!
viene offerta a tutti quelli che entra-
no.
Ma no, lui non se la vuole proprio
mettere.
Vuole entrare così com'è, con i suoi
stracci e con lo sporco addosso. E' il
suo modo di irridere tutto e tutti. A
lui non interessa se il re si sente,
insultato dal suo modo di fare. Tanto
riuscirà a passarla liscia, nascosto in
mezzo alla folla. E se la riderà per
Signore Gesù, tu ci chiami ad
essere la tua famiglia, ma ognuno
di noi bada ai suoi interessi.
Signore, pietà!
dossare l'abito nuziale? In fin dei
conti gli era stato offerto gratis.
C'era solo la fatica di indossarlo, di
presentarsi in modo decoroso alla
festa.
Lo sgarbo non è solo notato, ma
anche ritenuto offensivo. La bontà si
sente derisa da un atteggiamento
come quello.
Ed ecco quel che accade. Il "furbo"
viene preso e buttato fuori. Non ci
sarà per lui nessun ban-
All'origine c'è solo la bontà
di un re che vuole far con-
dividere a tutti la sua gioia,
che non può tollerare di
vedere che la sala del ban-
Una pista per l'omelia
UN OSPITE SGARBATO
chetto. Non ci sarà nessu-
na gioia.
E non potrà dare la colpa a
nessuno, se non a se stes-
chetto rimanga vuota per il rifiuto
dei primi invitati.
E dunque dentro tutti, buoni e catti-
vi, peccatori e santi, presi diretta-
mente dalla strada. Dentro a far festa
insieme, a godere della tavola del re.
Ma c'è modo e modo di presentarsi.
In ogni caso ci vuole almeno gratitu-
dine. E la gratitudine la si mostra
accettando di rendersi presentabili,
mettendosi in ordine, indossando
quella veste fresca di bucato che
aver mangiato a sbafo, senza nem-
meno accettare la fatica di cambiarsi
d'abito.
Era così che pensava. Ma le cose non
sono andate come lui si immagina-
va.
Il re è generoso, è buono, accoglie
tutti. Ma attende una risposta, un se-
gno di riconoscenza da parte dei
suoi invitati.
E nota subito quell'uomo che si fa
beffe di lui. Perché non ha voluto in-
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Tu chiami tuUi, Signore. E spesso ad accogliere il tuo invito sono colo-
ro che non l'avevano ricevuto per primi. Ma ad ognuno chiedi di pre-
parare la veste adeguata al tuo bancheuo. Consolati dalla tua bontà,
ti invochiamo dicendo: Rendid operosi e saggi, Signore.
• Signore Dio, tu chiami ognuno di noi a partedpare alla tua gioia: fa'
che prendiamo sul serio il tuo invito. Preghiamo...
• Signore Dio, ti preghiamo per i nostri gruppi di catechismo. Fa' che
possiamo crescere insieme nellafede, per diventare tuoi amido
Preghiamo...
• Signore Dio, sostieni i nostri catechisti e i nostri animatori nel loro
servizio. Fa' che d possano seguire con pazienza, anche quando
siamo nervosi o disturbiamo. Preghiamo...
• Signore Dio, ti affidiamo tuUe le persone malate e quelli che sono
costreui a muoversi su una sedia a rotelle. Fa' che d ricordiamo di
loro. Preghiamo...
• Signore Dio, ti preghiamo per tutti quelli che scrivono sui giornali o
parlano alla radio e alla televisione. Fa' che ricerchino e rispettino
la verità. Preghiamo.
so. A quella voglia di insana
di prendersi gioco della bontà di chi
l'aveva invitato a prender parte alla
festa.
Quel "furbo", purtroppo, assomiglia
a ognuno di noi.
Con la nostra voglia di imporre a
Dio le nostre condizioni.
Con il rifiuto di mettersi un po' in
ordine per partecipare alla sua gioia.
Con la determinazione di continua-
re fino alla fine a tenerci addosso la
nostra sporcizia e i nostri su·acci.
In famiglia
Siamo la tua
famiglia, Signore.
E tu vuoi che
partecipiamo tutti
alla gioia che hai
preparato per noi.
Perché tu sei nostro
Padre e noi i tuoi figli,
per i secoli dei secoli.
AMEN.
Ottobre 05 29a DOMENICA ORDINARIO_
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, talvolta non vogliamo
vedere la realtà delle cose.
E ci nascondiamo dietro falsi
problemi.
Signore, pietà!
L tentazione è sempre presente. Lo
è stata lungo i venti secoli di storia
della Chiesa e continua ad esserlo
tutt'oggi. Quale tentazione? Quella di
non prendere sul serio questa Jì'ase di
Gesù che è lapidaria, secca e oltremo-
do chiara: "Date a Cesare quello che è
di Cesare e a Dio quello che è Dio".
Sono tante le possibilità di tradirla
questa parola di Gesù. Innanzitutto col
generare una commistione, una
confusione tra Cesare e Dio.
Cesare (il politico potente di
Cristo Gesù, talvolta non ci assu-
miamo le nostre responsabilità
di cittadini. E dimentichiamo i
doveri della giustizia e dell'equità.
Cristo, pietà!
calpestano impunemente i diritti sa-
crosanti che si rifanno a quella libertà
che - guarda caso - Dio stesso ha
sempre riconosciuto all'uomo.
Ci sono poi, però, altre fmme di u'adi-
mento, più o meno sottili, più o meno
scoperte. C'è chi innalza Dio a tutto
deuimento di Cesare, cercando, natu-
ralmente di cavarne qualche vantag-
gio personale. Sono quei cristiani che
non hanno un rapporto onesto e COf-
retto col fisco, che barano nella di-
Signore Gesù, siamo talmente presi
dai nostri interessi personali che
non ci accorgiamo neppure di tante
storture e del disagio dei poveri.
Signore pietà!
detrimento di Dio. Chi chiede allo
Stato di determinare un'etica, chi
prende le leggi del Parlamento come
enunciati inappellabili, chi affida allo
Stato non solo il compito di assicurare
il buon funzionamento della convi-
venza, ma anche quello di discernere
il bene e il male, di assicurare la feli-
cità. In poche parole affida allo Stato
la sua anima. In genere, per dire la
verità, tra i cristiani questo "statalis-
mo" non gode di molti favori. ..
Ci sono poi tutti i mixage del
turno e i suoi colonnelli) si
arroga il diritto di prendere il
posto di Dio: ritiene di esse-
re l'unico, considera il suo
Una pista per l'omelia
CESARE E DIO
momento, dettati più da
interessi personali che da
folgorazioni e conversioni
importanti. E allora u'ovia-
mo quelli che appoggianopotere illimitato, si illude di
poter decidere il bene e il male,
la verità e la menzogna, esige un'ob-
bedienza assoluta. Un Cesare che, di
solito, per fare questo, deve sedurre le
masse, ostentare sicurezza, vantare ca-
pacità straordinarie, adoperare un lin-
guaggio messianico.
Ma può avvenire anche il contrario: i
ministri di Dio invadono il campo di
Cesare, fanno funzionare le Scritture
Sacre come legge civile e penale, ob-
bligano tutti i cittadini ad aderire ad
una fede, impongono la loro religione,
chiarazione dei redditi, che emanano
parcelle uuccate e che pretendono di
barattare tutto questo con qualche
offerta ai poveri o alla Chiesa. Si tratta
di solito di briciole, in confronto ai
quintali di pane che dovrebbero
dare... ma le scuse non mancano:
l'esosità dello Stato, la cattiveria di un
sistema fiscale che spoglia i cittadini,
la denuncia di questo o quel cattivo
funzionamento all'interno della mac-
china amministrativa.
E c'è anche chi innalza Cesare, a tutto
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Tu ci hai creati liberi e rispetti la nostra libertà, ma ci inviti anche a
collaborare tra noi e ad assumere responsabilmente i diritti e i doveri
a cui è tenuto ogni cittadino. Con la franchezza e la confidenza dei
figli, ti diciamo: Donaci il tuo Spirito di libertà.
• Signore Dio, fa' che i cristiani si impegnino seriamente a favore
della giustizia e della pace. Preghiamo...
• Signore Dio, donaci genitori ed insegnanti che ci insegnano a cono-
scere i nostri diritti e a rispettare i lWStri doveri. Rendici accoglien-
ti e buoni con tutti. Preghiamo...
• Signore Dio, fa' che rispettiamo sempre le regole del gioco e che non
imbrogliamo i nostri compagni pur di riuscire a vincere.
Preghiamo...
• Signore Dio, insegnaci a donare generosamente ai poveri e a rinun-
cim'e a qualcosa di nostro per aiutare quelli che hanno fame.
Preghiamo...
• Signore Dio, ti raccomandiamo tutte le persone che soffrono, che
sono malate o che sono tristi. Preghiamo...
una religione a detlimento dell'altra
(esempio: Cristianesimo contro Is-
lam), ma alla fine mostrano di non ave-
re a cuore né l'una né l'altra. O quelli
che mettono Cesare elenu'o il dibattito
interno alle comunità religiose per ap-
poggiare questa o quella fazione. Tutte
combinazioni che appaiono torbide
davanti alla cristallina chiarezza della
parola di Gesù: Rispetta lo Stato in cui
vivi, elal momento che adoperi le sue
strutture, ma sii altrettanto scrupoloso
in quel che riguarda Dio.
In famiglia
Signore, tu chiedi
ai discepoli di Gesù
di essere cittadini onesti
e im.pegnati, che contribui-
scono adeguatamente
alla vita del loro paese.
Tu ci chiedi di non dare
per carità quello che è
richiesto dalla giustizia
come un diritto.
Il tuo Spirito ci renda
coraggiosi e forti.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN.
Ottobre 05 30a DOMENICA ORDINARIO_
-----PPER CHIEDERE PERDONO (per la GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE)----
Signore Gesù, Parola del Padre, tu
ci inviti a renderti testimonianza
in mezzo agli uomini.
Signore, pietà!
L scena è abbastanza comune: una
sala parrocchiale gremita di gertitori,
all'inizio del nuovo anno pastorale.
Di solito il parroco parte in quarta e
comincia a spiegare che cos'è la cate-
chesi, l'impegno che comporta da
parte dei genitori e dei ragazzi, la
necessità di una buona testimortianza
dei grandi nei confronti dei piccoli.
Ma questa volta il parroco decide di
cambiare registro...e dà la parola,
subito, ai gertitori. "Perché mandate i
vostri figli a catechismo?
Clisto Gesù, Fratello di ogni
uomo, tu ci inviti ad accogliere
ogni uomo come un fratello.
Cristo, pietà!
vogliamo bene a Dio, se non voglia-
mo bene a Gesù, se non vogliamo be-
ne al nostro prossimo (anche agli an-
tipatici) e se questo amore non cre-
sce, col passare degli anni?
Sono ancora in troppi, forse, a ritene-
re che la vita cristiana passi per la
testa, che sia questione di conoscere,
di sapere. Certo, tutti lo ammettono:
bisogna anche mettere in pratica. Ma
questa pratica ha il sapore piuttosto
difficile dei comandamenti, delle
Signore Gesù, Figlio prediletto
del Padre, tu ci inviti ad amare
i nostli fratelli come Dio ci ama.
Signore, pietà!
ne viva dell'Antico Testamento. L'ine-
dito sta piuttosto nel legare insieme,
a doppio filo, l'amore per Dio e quel-
lo per il prossimo.
Ma attenzione. Qui non si tratta di un
amore qualsiasi, ma di amare Dio
"con tutto il cuore, con tutta l'artima
e con tutta la mente" e di amare il
prossimo "come se stessi". Qualcuno
dirà: si può veramente amare fino a
questo punto? E a noi verrebbe da ris-
pondere: sì, se ci si sente amati da lui,
da Dio, di un amore forte,
Che cosa vi aspettate da
noi' Che cosa dovremmo
fare?". Le risposte non si fan-
no aspettare: imparare le
preghiere, sapere che cos'è
Una pista per l'omelia
QUESTIONE DI AMORE
sicuro, tenero e misericor-
dioso. Perché bisogno ri-
cardarlo: solo chi si sente
amato, diventa capace di
la religione cristiana, prepararsi alla
Prima Comunione, imparare i riti
della comunità, conoscere i coman-
damenti, conoscere quello che dice il
Vangelo...Sì, tutto vero e anche tutto
giusto. Con un'accentuazione un po'
eccessiva dalla parte dell'imparare,
del sapere, del conoscere. Il che
riduo'ebbe il catechismo, tutto som-
mato, ad una scuola. Ma non è stato
dimenticato proprio l'essenziale?
Che cos'è la nostra vita di fede se non
prescrizioni, delle leggi.
Vale la pena, a questo proposito, ri-
cordare una frase di Sant'Agostino:
"Signore, di ogni cosa si deve dire
che non la si ama se non la si cono-
sce. Ma di te si deve dire anche il con-
trario: non ti si conosce se non ti si
ama".
E' questo amore che Gesù mette al
centro del nostro rapporto con Dio.
n suo richiamo non ha nulla di
nuovo, ma va a pescare nella tradizio-
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Tu vuoifare alleanza con noi, Signore Dio, e offri gratuitamente il tuo
amore e il tuo aiuto a tutti gli uomini. TIt ci chiedi di diffondere il
Vangelo di Gesù con tutta la nostra vita.
A te diciamo insieme: Venga il tuo Regno, Signore!
o Signore Dio, fa' che il Vangelo raggiunga tutti gli abitanti della terra.
Preghiamo...
o Signore Dio, rendici generosi con quelli che sono poveri, che non
hanno casa, lavoro, ospedali, scuole.
Preghiamo...
o Signore Dio, non permette1·e che ci dimentichiamo dei malati e di
quelli che sono soli.
Preghiamo...
o Signore Dio, proteggi tutti i missionari, in particolare quelli che
lavorano neUe regioni Più disagiate e povere.
Preghiamo...
o Signore Dio, dona ad ognifamiglia la gioia di prendersi cura di un
ragazzo o di una ragazza del Terzo Mondo. Preghiamo...
amare.
A guardare da vicino certe scuse
accampate da piccoli e grandi (la
Messa della domenica ci impedisce di
dormire, gli impegni della Parroc-
chia ci obbligano ad uscire di casa, il
catechismo riduce il tempo degli alie-
namenti) verrebbe da dire che non si
tratta della nostra vita odierna, così
convulsa, ma di un deficit, di una
mancanza d'amore. In questo caso
anche il più piccolo sassolino sulla
strada diventa un macigno.
In famiglia
Signore Dio,
dal comandamento
dell'amore
tu fai dipendere
ogni prescrizione morale.
Cambia il nostro cuore:
toglici il cuore di pietra
e donaci un cuore di carne.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN.
Ottobre 05 31 a DOMENICA ORDINARIO
- - - PER CHIEDERE PERDONO (per la GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE)
Signore Gesù, mite ed umile
di cuore, abbi pietà di noi.
Signore, pietà!
Tentazione antica, costantemente
in agguato, quella che Gesù segnala
nel brano evangelico odierno. Il po-
stino che si spaccia per mittente
della lettera che consegna, il proteta
che si mette al posto di Dio, il mini-
stro che si arroga le prerogative del
suo signore, il bidello che si mette ad
insegnare..
Tentazione antica presente dovun-
que, ma forse in modo particolare
nell'ambito religioso. Perché è così
bello non solo pre-
Cristo Gesù, servo di ogni uomo,
tu hai donato la tua vita per noi,
abbi pietà di noi.
Cristo, pietà!
liberi da qualche norma, ad essere
svincolati da qualche restrizione.
Così l'uomo dello Stato, che ha fatto
addu'ittura il ministro, confessa can-
didamente di non aver pagato miliar-
di di tasse. Così il funzionario si sente
autorizzato a venir meno al regola-
mento o a chiudere un occhio davan-
ti alle inadempienze di qualcuno.
Così anche l'uomo di Chiesa è tenta-
to di credersi esonerato da questa o
quella parte del vangelo che pur ha
Signore Gesù, tu ci riveli la
bontà di Dio e ci inviti a vivere
da fratelli, abbi pietà di noi.
Signore, pietà!
le parole - e di parole ne ascoltiamo
sempre tante - se Gesù non avesse
mostrato con i fatti cosa vuoI dire
essere a servizio: lui che si è esposto,
lui che si è offerto, lui che ha affron-
tato per amore anche l'odio, anche la
cattiveria, anche !'insulto e lo scher-
no, anche la sofferenza più atroce.
Per questo quando parla possiamo
stare ad ascoltarlo: le sue parole
sono avvalorate dai fatti.
I suoi gesti (il pane spezzato, la lavan-
da dei piedi) non
sentare una sen-
tenza del Signore,
ma anche mettersi
a sentenziare. Per-
ché così facile
Una pista per l'omelia
sono riti ad effet-
to, ma realtà incar-
nata nella vita di"-
UNO SOLO E IL VOSTRO MAESTRO mtti i giorni.
confondere l'ammirazione per la
parola di Dio con lo stupore per il
nostro commento. Perché è così
umano, alla fin fine, vedere il proprio
ruolo riconosciuto, apprezzato, sti-
mato... E c'è purtroppo, anche qual-
cosa di peggio: sopravvalutare il pro-
prio ruolo al punto di credersi esen-
ti da quegli obblighi che vengono
enunciati per tutti.
Ritenere che il proprio servizio dia
duitto a qualche privilegio, ad essere
annunciato e spiegato.
Gesù mette le cose alloro posto. Uno
solo è il Maestro, uno solo è il Padre.
Ogni titolo di questo genere è usur-
pato. E genera confusione, distrae da
ciò che è essenziale.
E l'essenziale è il fatto che tutti
siamo fratelli, che tutti siamo disce-
poli.
E che chi vuoI essere il primo, il più
grande, si mette a servizio.
Ma anche queste sarebbero solo bel-
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Uno solo è il nostro Dio, e questo sei tu, Signore. E UmJ solo è il nostro
Maestro, il Cristo. Uno solo è lo Spirito che agisce nei nostri cuori e
opera al di lit. di qualsiasi confine. Uniti came una sola famiglia, noi ti
invochiamo dicendoti: Didamo insieme: Ascoltad, Padre buomJ!
o Ti preghiamo per tutti i cristiani: fa' che si trattino con amore e com-
prensione. Preghiamo...
o Ti preghiamo per i vescovi e i preti: aiutino le loro comunità a segui-
re il SigJwre Gesù. Preghiamo...
o Ti preghiamo per quelli che hanno sbagliato e sono in carcere: fa'
che li aiutiamo a vivere una nuova vita, nell'onestà.
Preghiamo...
o Ti preghiamo per tutti i bambini che patiscomJ la fame. Fa' che nan
ci dimentichiamo di loro, mJi che abbiamo molto Più del necessario.
Preghiamo...
o Ti preghiamo per tutte le mamme e i papà: fa ' che abbiano la gioia
di veder crescere bene i proprifigli.
Preghiamo...
Per questo anche
se quello che ci dice oggi non è faci-
le da mandar giù (ognuno di noi si
porta dentro un po' di orgoglio e la
voglia di emergere), davanti al suo
esempio siamo disposti a farci con-
vincere.
E a prendere la divisa che ha messo
nelle nostre mani.
Divisa che non prevede galloni,
medaglie, lustrini: un grembiule che
fa da asciugatoio, una brocca e un
catino.
In famiglia
Signore Dio,
tu ascolti il grido
dei miseri della terra
e susciti ogni giorno
persone generose
che prestano loro soccorso.
Che tu sia benedetto, o Dio,
per l'azione del tuo Spirito,
tu che vivi e regni
nei secoli dei secoli.
AMEN.
Novembre 05 320 DOMENICA ORDINARIO_
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, non siamo stati
capaci di accoglierti nei poveri
che ci visitavano.
Signore, pietà!
Una festa di nozze: un avvenimen-
to per il paese, un'occasione per fare
festa, per stare insieme in allegria tra
aoùci. Un uomo e una donna - soli-
tamente molto giovani - che form-
ano una nuova famiglia: che cosa c'è
di più bello?
Una festa di nozze, però, non si im-
provvisa. Soprattuno quando si è sta-
te prescelte per essere le damigelle di
onore della sposa. Ognuna prepa-
ra dunque il meglio di
Cristo Gesù, non abbiamo aperto
il cuore alla tua Parola e non
l'abbiamo messa in pratica.
Cristo, pietà!
tura dei cibi. ..Basta qualche imprevis-
to e tuno viene ritardato.
Ecco perché, a casa della sposa, le
damigelle di onore cominciano a
sonnecchiare. ma vengono svegliate
da un grido: "È arrivato lo sposo:
andategli incontro!". Hanno mandato
apposta qualcuno avanti, perché sia-
no pronte al momento giusto...
Col passare del tempo, però, l'olio si è
consumato. Alcune lampade hanno
Signore Gesù, non abbiamo
donato comprensione e perdo-
no, come tu ci hai insegnato.
Signore, pietà!
parte in direzione di casa sua. Quan-
do le poverene arrivano, trafelate, si
trovano davanti una porta sbarrata.
Sono già tuni dentro, il bancheno è
comindato e non vogliono importu-
ni e seccatori. Non c'è verso di farsi
aprire: "In verità, vi dico: non vi co-
nosco!".
È bastato un animo, e tuno è andato
a monte... A cosa sono valsi tanti
preparativi, tanto tempo dedicato ai
vestiti, alle collane, se
quello che ha: i vestiti,
il copricapo, i monili Una pista per l'omelia
poi si è perso l'appun-
tamento fondamenta-
le?di cui si adornerà.
L'occasione è impor-
tante. Nulla deve esse-
UN APPUNTAMENTO MANCATO È il messaggio che
re lasciato al caso.
E arriva finalmente il giorno aneso.
La festa si fa di sera, quando ormai il
caldo della giornata è passato. Il rito
è molto semplice. Lo sposo, assieme
ad alcuni amici, va a prendere la
sposa che l'aspetta a casa sua, accom-
pagnata dalle sue amiche. Ma quando
arriverà lo sposo e si fOlmerà il corteo
nuziale? Non è possibile saperlo:
quando tuno sarà pronto per la festa,
quando si sarà a buon punto nella pre-
parazione delle vivande, nella cot-
un aspeno decisamente penoso: una
fiamma smorta, che sta quasi per
venire meno... "Dateci un po' del
vostro olio", è la proposta che fanno
alcune damigelle alle loro colleghe
più previdenti, che hanno portato
con sé, assieme alle lampade, anche
una riserva di combustibile. Ma que-
ste ultime non ne vogliono sapere:
con'erebbero il rischio, anche loro, di
trovarsi al buio. Sai che bella figura!
Così menu'e le prime vanno in cerca
dell'olio, arriva lo sposo e il corteo
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Tu prepari per tutti la tua gioia e tutti inviti ad entrare nella vita eter-
na. Ma noi non conosciamo il giorno e l'ora in cui il tuo Figlio ritor-
nerà. E allora donaci di essere vigilanti ed operosi nell'attesa.
Diciamo insieme: Rendici generosi e pronti, Signore!
o La tua Parola svegli tutti i cristiani che hanno perduto l'entusiasmo
e la voglia di vivere come discepoli di Gesù.
Preghiamo...
o Fa' che l'attività degli agricoltori contribuisca al benessere di tutti.
Dona loro frutti abbondanti.
Preghiamo...
o Sostieni tutti i monaci e le monache di clausura. La loro preghiera
aiuti tutti quelli che sono in difficoltà. Preghiamo..,
o Fa' che nel tempo libero dagli impegni sappiamo giocare e divertir
ci insieme. Preghiamo...
o Non permettere che sprechiamo i doni che ci hai dato. Fa' che non
ci dimentichiamo di chi ha fame o si trova nella miseria.
Preghiamo...
Gesù ci consegna in
questa parabola. C'è un'incognita
che pesa sulla nostra vita. C'è un ap-
puntamento che è determinante.
Perderlo, significa perdere tutto.
Farsi trovare impreparati, significa
esporsi al rischio di restarne fuori per
sempre.
Ma la salvezza di Dio è troppo impor-
tante per correre il pericolo di per-
derla.
Allora, hai portato con te questo
vaseno di olio così importante?
A che livello è?
In famiglia
Siamo qui davanti a te,
Signore, con le nostre
debolezze e i nostri difetti.
Donaci un cuore colmo
di amore perché lottiamo
per un mondo più giusto
e siamo pronti
nel momento in cui
il tuo Figlio ritornerà,
lui che vive e regna
nei secoli dei secoli.
AMEN.
Il
Novembre 05 330 DOMENICA ORDINARIO.
-----------PER CHIEDERE PERDONO----------- I
Signore Gesù, ru conti su di noi.
E ci affidi la luce della fede.
Signore, pietà!
Il racconto, purtroppo, è stato spes-
so strumentalizzato. Quando insegna-
vo alle medie la mia collega di inglese
voleva che lo facessi leggere ai nostri
alunni perché studiassero la sua disci-
plina con maggiore serietà. Ma io pen-
so che Gesù non abbia raccontato
questa parabola per far studiare l'in-
glese!
Gesù con questo suo intervento non
ha ritenuto di spezzare una lancia a
favore dell'imprenditorialità, né del
libero mercato e, neppu-
Cristo Gesù, ru conti su di noi.
E ci affidi il soffio della speranza.
Cristo, pietà!
questo. Il padrone "esigente" non è un
padrone "tirchio", uno che sfrutta i
suoi dipendenti perché vuole che ren-
dano al massimo. Tutt'altro! Da uno
scorcio del testo veniamo a sapere
che il plimO servo, uno dei due intra-
prendenti, ora ha nelle mani ben dieci
talenti! Il che vuoi dire che il padrone
ha raddoppiato la fiducia e gli ha
messo nelle mani una SOffiDU vera-
mente imponente. Questa fiducia, e il
suo contrario, la paura, potrebbero
Signore Gesù, ru conti su di noi.
E ci affidi il fuoco della carità.
Signore, pietà!
mani, come un dono fatto a lui perché
raggiunga gli altri.
C'è inoltre da ricordare che nella "bot-
tega di Dio" non si regalano mai "frut-
ti", ma solo "semi". Dio non vuole fare
tutto lui. Chiede collaborazione, parte-
cipazione, corresponsabilità. Stimola
la nostra inventiva, la nostra fantasia, il
nostro spirito di iniziativa. A questo
riguardo c'è da notare che troppo
spesso "fare la volontà di Dio" viene
presentato come un binario già prepa-
rato sul quale bisogna
re, dello sviluppo delle
proprie risorse e capaci-
tà secondo un piano più
rigoroso. Quello che gli
Una pista per l'omelia
scorrere con velocità.
Questa volontà di Dio
qui, invece, assume i
connotati di un'opero-
....
FIDUCIA E RESPONSABILITA
sta a cuore è la nostra re-
lazione con Dio. È per questo che il
suo racconto trasuda fiducia.
Quest'uomo che parte mette i suoi
beni nelle mani dei suoi selvi. Non è
una cosa di poco conto! Anche per-
ché, affrontando un lungo viaggio,
sapeva bene che gli poteva accadere
di non tornare più.
Stranamente la scusa che adduce il
servo "fannullone" è che lui "ha avuto
paura". E la paura, guarda caso, è pro-
prio il contrario della fiducia.
Ma nella parabola non troviamo solo
ben essere una chiave di lettura di
questo testo. In effetti esso ci ricorda
che il nostro rapporto con Dio è nel
segno della fiducia. Una fiducia che
egli continua a mostrarci e che l;chie-
de da parte nostra, uguale fiducia.
Non la paura di chi si sente osservato
e si mette a produrre forsennatamente,
dunque. Dio non sembra cercare
"cottimisti" per il suo Regno. Ma la
fiducia operosa di chi considera ogni
capacità, ogni l;sorsa, e in particolare
il vangelo che è stato messo nelle sue
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Facciamofesta insieme, perché Dio ha benedetto il lavoro dei campi. Noi ab-
biamo seminato e irrigato, la Provvidenza ha dato fecondità. Sia ringrazia-
to il Signore. Preghiamo insieme e diciamo: Benedici il tuo popolo, Signore!
• Perché tutta la comunità si unisca nel rendimento di grazie a Dio Creatore
e Padre, e collabori generosamente ad un vero progresso nella giustizia e
nella pace, preghiamo...
• Perché il lavoro, in tutte le sue espressioni, tragga luce e forza dalla paro-
la e dall'esempio di Cristo, nella consapevolezza che in lui è il futuro
dell'uomo, preghiamo...
o Perché in ogni parte del mondo si operi elficacentente per eliminare lo
scandalo della denutrizione e della fame, e le risorse create per tutti siano
condivise fra tutti, preghiamo...
o Perché il seme che il lavoratore dei campi affida alla terra, fruttifichi e
produca un raccolto abbondante, e non manchi a nessuno il pane quoti-
diano, preghiamo...
o Perché i nostri pm-entl ed amici, che hanno concluso la loro laboriosa
giornata terrena, possano raccogliere dal Signore misericordioso la ri-
compensa eterna, preghiamo...
sità l;Cca di intelligenza
e di rischio.
Cosa farà questa comunità che oggi
intende la parabola dei talenti?
Sotterrerà il Vangelo per custodirlo
megli01 Lo chiuderà in qualche scato-
la impermeabile, a tenuta stagna? Lo
collocherà al sicuro, in qualche mu-
seo, facendolo figurare in un nutrito
catalogo? Oppure lo esporrà ai quat-
tro venti della storia, perché porti tut-
to il frutto di cui è capace1 La parabo-
la non sembra avere dubbi al proposi-
to.
In famiglia
Nessuno di noi, Signore,
può dire di essere sprovvisto
di risorse e di capacità.
Tu le affidi a noi
come un seme da coltivare.
E vuoi che ognuno faccia
la sua parte per svilupparle,
a beneficio di tutti.
Che tu sia benedetto
nei secoli dei secoli.
AMEN.
IM.MAGINI Novembre 05 FESTA DI CRISTO RE.
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, Re del cielo e
della terra, ti sei fatto uomo per
essere vicino ai piccoli e ai pove-
ri. Signore, pietà!
Il Figlio dell'uomo è lui questo re,
davanti al quale compaiono tutte le
genti. Il vangelo di oggi non lascia
dubbi al proposito. Ma che strano re
è questo!
Un re che, ben diversamente da quel-
lo che accade ai re di questa terra, ha
provato fame e sete, è stato forestie-
ro, nudo, malato, carcerato...Ma da
quando in qua ad un re accadono
cose simili? Da quando in qua egli si
trova ad affrontare tutte queste situa-
zioni penose, di estrema fragi-
Cristo Gesù, Re del cielo e della
terra, ti sei fatto uomo per mo-
strare il tuo amore anche nella
debolezza. Cristo, pietà!
a schiacciare con l'esibizione della
sua potenza.
È povero, privo di mezzi. È debole,
esposto alla violenza, alla cattiveria. È
fragile, perché viene con il cuore
colmo di amore. E tutti quelli che
amano sono sempre fragili perché
sottoposti anche al ri.fiuto, all'abban-
dono, al tradimento.
E non ha solamente scelto questa
strada, del tutto inusuale, per rivelar-
si a noi e per salvarci. Ha deciso di
Signore Gesù, Re del cielo e
della terra, tu hai vinto il male e
la morte, donando la tua vita
sulla croce. Signore, pietà!
fatica di vivere, alla difficoltà. Strana
gente che non si è preoccupata di
dare per ricevere qualcosa in con-
traccambio, ma lo ha fatto così, spon-
taneamente, generosamente, gratuita-
mente. E proprio in questo harmo
rivelato di essere figli di quel Padre
che ama tutti, buoni e cattivi, che
continua ad offrire a tutti la sua tene-
rezza, anche se imrneritata.
Strana gente anche quelli che non
hanno mai "visto", mai "riconosciu-
lità e debolezza, situazioni di
disagio, in cui ha bisogno di
aiuto, di soccorso.
All'immagine del re noi siamo
Una pista per l'omelia
STRANO RE
to"...simile a tante persone di
ogni tempo che anche se
c'erano, non vedevano. E che
in ogni caso voltavano il capo
dall'altra parte, per non sentir-
si chiamare in causa, per nonsoliti associare quella di una
persona trattata con ogni riguardo,
accontentata in ogni desiderio, sup-
portata da uno stuolo di servitori, di-
fesa nei frangenti pericolosi, rischio-
si.
Questo re è del tutto diverso, per cui
il termine "re" applicato a lui deve
essere considerato in ben altro mo-
do. Sì, lui, il Cristo, non è venuto per
esercitare una regalità di privilegio,
di potere. Non è venuto ad esigere, a
pretendere, a mettere in atto la forza,
identificarsi perennemente con quel-
li che si trovano nella penuria, nella
miseria, nell'abbandono, nel disagio.
"Fratelli più piccoli", li chiama, in cui
lui è direttamente presente, tanto
che quello che viene fatto a loro è
fatto a lui.
Strano re, ma anche strana gente,
questa che sfama, disseta, veste, ospi-
ta, visita senza averlo riconosciuto,
ma solamente perché mossa a com-
passione di fronte alla sofferenza, alla
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Signore, il tuo Regno non è per queUi che fuggono dalle loro respon-
sabilità. Per raggiungerlo dobbiamo lottare contro il male e operare
laboriosamente. A te diciamo conforza: Venga il tuo Regno, Signore!
o Signore Dio, ti preghiamo per tutte le comunità cristiane: fa ' che si
impegnino a far crescere la giustizia e la fraternità. Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per tutti quelli che avvertono la chiamata
a diventare preti: fa ' che rispondano con generosità al tuo invito.
Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per tutti i seminaristi: affrontino ogni
giorno il loro impegno di studio e di preghiera con entusiasmo.
Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per le nostrefamiglie: fa' che ci insegnino
a rispondere con prontezza alla tua chiamata e a donarti con gioia
la nostra vita. Preghiamo...
o Signore Dio, ti preghiamo per i nostri catechisti e per gli animatori:
fa ' che ci aiutino a crescere nella solidarietà, generosi e sensibili nei
confronti dei poveri e di chi ha bisogno del nostro aiuto. Preghiamo...
dover dare del loro, per non andare
incontro a grane. Gente che ha pas-
sato l'esistenza a preservarsi da ogni
più piccola "seccatura" e che non ha
riconosciuto il re che chiedeva, che
tendeva la mano, che pativa. Gente
che ha scorso i giornali cercando di
capire la storia e non ha osservato
chi gli stava vicino. Gente che è anda-
ta al tempio per pregare il Dio che sta
nei cieli e non lo ha soccorso qui,
su questa terra.
In famiglia
Un giorno, Signore,
i nostri occhi potranno
ammirare il tuo Volto.
Un giorno la tua luce
sarà in noi e nulla
potrà più oscurarla.
Donaci di attendere
con fiducia la manifestazio-
ne del tuo Figlio.
Benedetto sei tu,
nostro Padre,
per i secoli dei secoli.
AMEN.
I~GINI Marzo 05 DOMENICA DELLE PALME
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù,Agnello eli Dio, che
prendi sulle tue spalle il peccato
del mondo, liberaci dal male,
purifica la nostra vita.
Signore, pietà!
Presentare la passione e morte di Gesù
non è facile. Si rischia di mostrare il corso
degli avvenimenti come una sequenza già
preparata,una sorta di copione che Gesù
deve limitarsi a realizzare.1Itto previsto,
dunque, sin dall'inizio: l'abbandono, la
condanna, la morte, la risurrezione.Visti
in questo modo gli eventi, pur nel loro
carico di dolore, finiscono col perdere
parte della loro drammaticità. Anche le
responsabilità si stemperano: Giuda di-
venta un personaggio
Cristo Gesù,Agnello di Dio, che
vieni condannato ingiustamente,
non permettere che nel nostro
cuore metta radice 1'odio e la
vendetta. Cristo, pietà!
re di vista che Gesù, uomo autentico,
affronta tutto non con lo spirito di chi sa
già tutto, ma nella fiducia, una fiducia
incrollabile nel Padre, e nell'amore verso
tutti gli uomini.
L'ingresso di Gesù a Gemsalemme che
oggi ricordiamo è, per questo aspetto, un
passaggio esemplare, importante.
Gesù che va a Gerusalemme non è un
Gesù che va in cerca della morte perché
"deve" morire. Sa bene che corre dei ri-
Signore Gesù,Agnello di Dio, che
porti la croce fmo al Calvario, tu
sei abbandonato dai discepoli e
rinnegato dalle folle.
Signore, pietà!
ta di prendere su di sé una sofferenza che
gioverà a tutti.
Gesù che entra a Gemsalemme non cede
al trionfalismo, non lancia messaggi equi-
voci a chi attendeva un Messia politico,
un liberatore dal giogo dei romani.
Cavalcare un asino significa far intendere
subito quello che si vuole: non è la lotta
che si cerca, la battaglia, l'uso della forza,
il confronto violento. Chi si aspetta que-
sto si è sbagliato.
Dio ha scelto ben altre
Una pista per l'omelia
necessario per condurre
alla cattura di Gesù, uno
che, tutto sommato, è un
semplice figurante in un
gioco ben più grande di
OSANNA AL FIGLIO DI DAVIDE
strade per agire,per cam-
biare la storia: la via della
mitezza, della misericor-
dia. Dio non vuole la vita
lui.
In questo modo,però, noi rischiamo vera-
mente di smarrire l'umanità di Gesù, a
tutto beneficio della sua divinità, del fatto
che "doveva sapere tutto", che nulla pote-
va essergli nascosto.
lo credo che forse dobbiamo rileggere gli
avvenimenti che portano alla passione e
la passione stessa, senza dimenticare
l'umanità autentica di Gesù, senza nulla
togliere a ciò che vi è di ignoto, di terribi-
le, di tragico nel suo essere tradito,abban-
donato,giudicato, crocifisso. Senza perde-
schi perché conosce l'ostilità dei capi dei
sacerdoti e dei membri del Sinedrio, ma
non si sottrae alla sua missione. E' dispo-
sto ad andare fmo in fondo,costi quel che
costi. Anche se ne andrà della sua vita.
Anche se potrà fmire male.In questo egli
è simile a tanti profeti dell'Antico Testa-
mento che hanno affrontato con corag-
gio un compito difficile, non garantito,
sacrificando tutta la loro vita alla missione
che Dio aveva loro affidato.
Quel "servo sofferente" di cui parla il
Secondo Isaia è proprio lui,lui che accet-
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Diciamo insieme: Gesù, nostro Salvatore, ascoltaci!
• Gesù, sei passato tra di noi Pieno di bontà. Hai voluto aiutar-
ci in ogni modo, anche a costo della vita. Donaci di non dimen-
ticare mai il tuo amore. E di essere buoni gli uni verso gli altri
come tu ci hai insegnato. Ti preghiamo.
• Gesù, ti rivolgiamo preghiere per i bambini che muoiono di
fame, per le popolazioni martoriate dalle guerre e per tutti i
poveri del mondo. Ti preghiamo.
• Gesù, fa' che riconosciamo la tua presenza in tutti i sofferen-
ti che incontriamo e che facciamo qualcosa per loro.
Ti preghiamo.
• Gesù, non permettere che l'odio rovini la vita di tanti uomini e
di tante donne. Dona la tua forza a chi cerca sinceramente la
pace. Ti preghiamo.
• Gesù, noi desideriamo volerti sempre Più bene ed essere
sempre Più fedeli al tuo Vangelo. Sostienici con il tuo Spirito.
Ti preghiamo...
degli uomini, ma è di-
sposto ad offrire la sua.
Gesù che accetta il riconoscimento delle
folle sa bene che in queste condizioni
non è più possibile l'inganno e l'illusione.
Questo "figlio di Davide", acclamato con
entusiasmo, non ha nulla da spartire con
sogni di forza,di giudizio, di castigo.
Avanza disarmato e disarmante, senza
protezione, senza servizio di sicurezza. Si
espone, come ogni testimone,senza cede-
re a ricatti, senza subire compromessi,
senza cadere nella paura.
Guidato solo dalla fiducia e dall'amore.
In famiglia
Signore Dio, la passione
del tuo Figlio, Gesù,
continua in tanti
fratelli e sorelle.
Fa' che non li
dimentichiamo
e che non ci teniamo
lontani da chi domanda
consolazione e soccorso.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
•IMMA§,INI Marzo 05 DOMENICA DI PASQUA.
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
COrru! la terra arida attende il refrigerio della
pioggia, così anche noi abbiamo bisogno della
presenza benefica e misericordiosa di Dio.
Scenda, dunque, su questa assemblea che cele-
bra la Pasqua, l'acqua benedetta che ricorda il
nostro Battesimo. Ognuno di noi, pentito dei
suoi peccati, possa sentirsi rigenerato ad una
vita nuova e ricevere ilperdono di Dio.
Un annuncio, un annuncio inatte-
so che sconvolge gli apostoli, in quel
mattino della domenica. Un annuncio
portato da Maria Maddalena che reca
una cattiva nuova:"Hanno portato via
il Signore dal sepolcro e non sappia-
mo dove l'hanno posto!".
Un sepolcro aperto, il corpo del Si-
gnore trafugato: ecco quello che tra-
smette Maria. Ciò che è vera-
Signore Gesù, tu hai sconfitto la morte e ci
hai aperto il passaggio verso una vita nuova.
Apri il nostro cuore all'annuncio della
risurrezione!
Signore, pietàl
Cristo Gesù, tu hai affrontato la sofferenza
e hai offerto la tua vita. Liberaci da ogni
dario piegato, in un luogo a parte. Il
mistero resta aperto. Ma il vangelo ci
presenta l'apostolo Giovanni nel suo
aprirsi alla fede: "vide e credette".
Sì, la celebrazione della Pasqua nasce
dalla fede: è per fede che si crede nel
Signore Risorto. È per fede che si
passa dal vedere al credere, attraverso
un itinerario che, duemila anni dopo,
paura. Apri il nostro cuore alla speranza
di un mondo nuovo! Cristo, pietà!
Signore Gesù, tu hai preso su di te il male
del mondo e hai risposto all'odio con l'amo-
re, fino in fondo. Apri il nostro cuore alla
condivisione e alla compassione!
Signore, pietà!
andate al sepolcro per completare le
pratiche della sepoltura: quello che
abbiamo letto nella veglia di questa
notte.
"Non è qui. È risorto!".
Anche questo non può bastare: è
necessario allora passare attraverso le
Scritture, intendere quella Parola anti-
ca che ci offre il senso della passione,
della morte e della risurrezio-
mente accaduto è talmente
lontano dai suoi pensieri che
non le passa nemmeno per la
testa che il Signore Gesù sia
Una pista per l'omelia
"E VIDE E CREDE'rI'E"
ne. Solo quando questo è av-
venuto, si può "comprende-
re".Allora i segni, le tracce ac-
quistano un significato nuo-
risorto e vivo. L'orizzonte è ancora
quello della morte. Lo sfregio - se è
proprio quello che è accaduto - è sta-
to fatto al corpo senza vita di un de-
funto.
È sulla base di questa notizia che
Pietro e Giovanni si recano alla tom-
ba. E cosa trovano? Trovano la tomba
spalancata, le bende per terra e il su-
è sempre lo stesso. C'è un segno, un
segno imprevisto, che getta dapprima
nella costernazione: la pietra rotolata
via, il sepolcro spalancato, le bende e
il sudario all'interno.
Basta questo per affermare che Gesù
è risorto? Penso proprio di no!
Ma c'è una parola, un annuncio che
viene affidato alle donne che erano
CAROVANA DI INVOCAZIONI
In questo giorno, il primo della settimana, Dio ha risuscitato Gesù.
Colmi della gioia pasquale, preghiamo assieme:
Dio della vita, ascoltaci!
o Dio, nostro Padre, tu non hai lasciato Gesù nel sepolcro, ma lo
hai risuscitato a vita nuova. Su questa nostra terra l'odio e la
violenza continuano ad uccidere e a devastare. Venga su questa
nostra terra la tua pace e il tuo amore. Ti preghiamo...
o Signore Dio, con il Battesimo tu hai messo in noi il tuo Spirito.
Aiutaci ad assomigliare a Gesù e a seminare la gioia della bontà
attorno a noi. Ti preghiamo...
o Dio, nostro Padre, tutti noi siamo nella gioia perché sappiamo
che Gesù è qui con noi. Rendici attenti alle sue parole. Mostraci
come possiamo fare per seguire il suo esempio. Ti preghiamo...
o Signore, nostro Dio, a te affidiamo tutti i ragazzi e le ragazze del
mondo. E in particolare quelli che sono senza cibo, senza casa,
senza scuole e senza medicine. Non permettere che dimentichia-
mo la loro sofferenza. Ti preghiamo...
o Dio, nostro Padre, rendi gioiosa e fraterna la nostra tavola pa-
squale. Fa' che sappiamo ascoltarci e comprenderci. Metti sulla
bocca dei piccoli e dei grandi parole sincere di bontà e ispira
gesti di amicizia. Ti preghiamo...
vo. Celebrare la Pasqua, oggi, non
significa limitarsi a narrare le espe-
rienze delle donne, di Maria Madda-
lena e degli apostoli, ma compiere il
loro stesso itinerario per poter crede-
re nel Signore risorto e confessare
che egli è vivo ed è presente in mezzo
a noi, in questa nostra storia tormen-
tata, inondata da una speranza nuova.
In famiglia
Signore Gesù,
Signore Risorto,
tu porti la primavera
nella nostra vita.
Noi facciamo festa insieme
seduti a questa tavola.
Donaci di vivere
da fratelli e di regalarci
l'un l'altro ogni giorno
una parola e un gesto
di bontà.
Alle1uja!
Aprile 05 20 DOMENICA DI PASQUA
----------PER CHIEDERE PERDONO----------
Dopo la tua risurrezione, Signore Gesù, nulla è più come prima. Ognuno di noi è posto lilla volta per tutte di fronte ad una scelta: abbando-
narsi a te, affidarti la sua vita o ripiegarsi su se stesso, sulle proprie attese e sulle proprie ansie.
Signore Gesù, tu diffondi su di noi il
soffio di vita, lo Spirito Santo.
Signore, pietà!
Toccare e vedere, per credere. Ma
credere è tm atto ben diverso dal toc-
Cristo Gesù, tu ci ricolmi della tua
pace, tu ci offri il perdono.
Cristo, pietà!
nulla di più difficile di una presenza che
non può essere afferrata, bloccata, una
presenza di cui in qualche modo impos-
sessarsi, per trascinarsela dietro.
Toccare e vedere...Non era lo stesso
bisogno che avvertiva Israele, ai piedi
del Sinai, quando Mosé sembrava ormai
inghiottito dalla montagna e Dio così
terribilmente lontano!
Toccare e vedere... Ora, senza dover
fare sempre appello alla fiducia, alla
Signore Gesù, tu rafforzi la nostra
fede e ci liberi da ogni paura.
Signore, pietà!
possono - accettare. Senza margini di
dissenso, senza ombre che giungono da
interpretazioni discordanti. In modo
chiaro, nitido, preciso.
Solo Tommaso, però, ha potuto toccare
e vedere.A noi, discepoll di Gesù, a di-
stanza di 2000 anni, non è data questa
possibilità. E tuttavia proprio a noi è
offerta una beatitudine: la gioia di cre-
dere in Itù, senza aver visto.
care e dal vedere! Che bisogno c'è di
credere una volta che si è avuta la prova
inconfutabile di qualcosa- Che neces-
sità c'è di chiamare in campo la fede
quando tutto è stato dimostrato per via
sperimentale, in modo inequivocabile.
Toccare e vedere...Chi di noi non ha
chiesto a! Signore Gesù di farlo passare
per questa esperienza, che giudicava
risolutiva? Ma quello che chie-
devamo era motivato proprio
dal fatto che la nostra fede vacil-
lava, che non riuscivamo più a
metterci nelle sue mani, a crede-
re nel suo progetto, a contare
stilla sua presenza.
Una pista per l'omelia
TOCCARE E VEDERE
Come un innamorato, che esce da se
stesso per gettarsi nelle braccia
della persona amata. Come un
anùco che si fida ciecamente
dell'anùco, senza cercare prove
e senza nùsurare quello che dà.
Come un volontario che si met-
Toccare e vedere...Per avere una garan-
zia, sicura. Per avere la certezza di non
sbagliarsi, di essere dalla parte del giu-
sto, dalla parte di quelli che alla fine
"vincono", non dalla parte dei perdenti,
dei visionari, degli illusi. Ce ne sono già
tanti in giro per il mondo! E fanno
sempre tm po' di tenerezza, muovono
alla compassione. Ma nulla di più.
Toccare e vedere...Perché non c'è
speranza, a ciò che solo un giorno potrà
essere contemplato.
Le nostre prove le viviamo nell'oggi,
nell'esistenza quotidiana troppo spesso
costellata di fallimenti, di dubbi, di osta-
coli dall'aspetto insormontabile. Come
fare ad andare avanti sempre così, a
forza di fede?
Toccare e vedere...E non solo dei
segni, delle tracce, ma delle prove indu-
bitabili, che tutti devono - non solo
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Assieme a coloro che credono nel tuo Figlio, ma sono spesso assaliti dal dubbio,
sconcertati davanti al dilagare dell'odio e della violenza. Assieme a coloro che
donano amore e comprensione, misericordia e soccorso, noi ti diciamo: Dio della
vita, ascoltaci!
o Dona a tutti i cristiani la gioia di incontrarsi, di domenica in domenica, per cele-
brare la risurrezione di Gesù. Ti preghiamo...
o Sostieni tutti coloro che vogliono fare quakosa per il loro prossimo. Fa' che pos-
sano mettere il loro tempo a servizio dei Più abbandonati. Ti preghiamo...
o Non permettere che duri ancora a lungo la sofferenza di chi ha perduto i pro-
pri beni e la propria casa. Fa' che siano riconosciuti i diritti dei deboli. Ti pre-
ghiamo...
o Risveglia in noi il senso della giustizia; rendici generosi con quelli che mancano
del necessario. Ti preghiamo...
o Fa' che ci impegniamo a crescere nellafede. E che partecipiamo attivamente agli
incontri di catechismo.Ti preghiamo...
o Ti invochiamo per i popoli della Terra Santa. Sostieni tutti quelli che, lì dove si
trovano, cercano di far nascere la pace e di far maturare il dialogo e la com-
passione. Preghiamo...
o Ti preghiamo per tutti i poveri, per tutti quelli che soffrono a causa della guer-
ra, per hati quelli che mancano di cibo, di lavoro, di sicurezza, difulucia nell'av-
venire. Preghiamo.
te al servizio di un fratello, senza farsi
troppe domande, senza esigere garan-
zie.
Gesù, in fondo, non qualifica come
beato Tommaso, che è arrivato fina!-
mente alla fede.
È a noi, suoi discepoli cii oggi, che riser-
va questa parola, a noi che della fede
vediamo troppe volte solo il lato oscu-
ro, e non la luminosa, rasserenante for-
za.
In famiglia
Signore, nostro Dio,
anche a noi tu doni
di incontrare il tuo
Figlio Risorto,
nel giorno del Signore.
Benedetto sia il tuo Spirito,
che ci illumina
e rende ardenti
i nostri cuori.
Egli è il nostro sostegno,
ora e per i secoli dei secoli.
Am.en.
Aprile 05 30 DOMENICA DI PASQUA
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, tu cammini accan-
to a noi, lungo i sentieri della
vita e tu parli al nostro cuore.
Signore, pietà!
Una strada che è la strada del ritorno,
ma anche della delusione,della tristezza,
dell'amarezza.
All'andata l'avevano percorsa con entu-
siasmo, per seguire Gesù di Nazaret,
quell'uomo straordinario che si diceva
fosse il Messia,l'Atteso.All'andata si por-
tavano in cuore lma speranza:era arriva-
to fmalmente il momento desiderato,
Dio realizzava le sue promesse.
Ma ora il ritorno era ben diverso! Dopo
tutto quello che era acca-
Cristo Gesù, tu hai sofferto e hai
donato la tua vita per noi, per
salvarci.
Cristo, pietà!
dubbi ed i barlumi di speranza.
Un compagno che prende la parola,che
dice la sua, che legge gli avvenimenti in
modo nuovo,con occhi diversi. E colle-
ga tutto, ricorrendo alle Sacra Scritture.
Un compagno che non si fa scrupolo
anche di redarguire quelli che ha incon-
trato perché non credono alle parole dei
profeti.
Un compagno ascoltato, con il quale si
vuole restare ancora per un po',al punto
Signore Gesù, tu ci doni il tuo
pane per infonderei coraggio,
tu vuoi condividere con noi la
tua gioia. Signore, pietà!
nel loro cuore, mentre lo ascoltavano,
attenti e snlpiti per quello che diceva.
Una mensa che viene abbandonata,
quando lui scompare, per anelare ad
arullillciare ciò che è accaduto: l'incon-
tro,la luce nuova che ha portato,il dono
del pane spezzato.
Storia di una strada, che porta da
Gerusalemme ad Emmaus, ma anche di
nltte le strade della nostra vita: strade
percorse con entusiasmo e con tristez-
za,con gioia e con dolore.
Una pista per l'omelia
Storia di lill incontro conduto! I sogni erano andati
in franturrù, le attese di-
strutte. E del resto, cosa
c'era più da sperare dopo
che proprio quel Gesù era
I LORO OCCHI SI APRIRONO
Qualcuno che resta accan-
to a noi, per ascoltarci e
per parlarci,per farci deci-
stato condannato dal tribunale religioso
e fatto crocifiggere dal procuratore ro-
mano?
Un compagno di strada che si avvicina,
che fa strada insieme,che entra nei loro
discorsi, che vuoi sapere di che cosa
stanno parlando e discutendo tra loro.
Un compagno che, con le sue domande,
obbliga in qualche modo a rispondergli,
a dirgli i fatti,ma anche tutto quello che
passa per il cuore.
Ad esporre la disillusione, ma anche i
che lo si invita a casa propria, perché
ormai si fa sera e viaggiare col buio è
pericoloso.
Una mensa, a cui ci si siede, insieme, per
mangiare.
E,proprio qui, il compagno sconosciuto
compie un gesto del tutto comune e tra-
dizionale: prende il pane, dice la benedi-
zione, lo spezza,lo dà ai due amici.
È quel gesto che apre i loro occhi, è in
quel momento che lo riconoscono.
E si avvedono di ciò che era accaduto
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Come i due discepoli di EmmallS anche noi perc01Tiamo le strade deUa
vita. E il tuo Figlio cammina assieme a noi perfarci ritrovare la speran-
za. Rincuorati daUa sua presenza ci rivolgiamo a te e ti diciamo: Rinnova
la nostra vita, Signore Dio.
• Dona a tutti i cristiani il desiderio di ascoltare, di leggere e di meditare
il Vangelo. Apri il loro cuore aUa misericordia e alla bontà.
Ti preghiamo...
• Sostieni tutti coloro che ci aiutano a conoscere meglio Gesù e che ci
mostrano la via che porta all'incontro con lui. Ti preghiamo...
• Non lasciar mancare ai nostri genitori il tuo sostegno: aiutali nei
momenti difficili, spiana la strada al dialogo e aUa comprensione.
Ti preghiamo...
• Ti preghiamo per i giovani che verranno ordinati preti. Dona a loro di
mettersi a servizio dei cristiani con gioia e semplicità. Ti preghiamo...
• Ti preghiamo per tutti noi, donaci di saper trovare il tempo necessario
per la preghiera e di partecipare con gioia aUa Messa domenicale.
Ti preghiamo...
• Ti supplichiamo per i popoli che abitano la Terra Santa. Sostieni tutti
quelli che cercano la pace, nel rispetto reciproco. Ti preghiamo...
frare in modo nuovo tutto
ciò che è accaduto.
Storia di una mensa a portata di mano, in
ogmilla delle nostre chiese, una mensa a
cui sedersi per ricevere quel pane che
egli continua a spezzare per noi.
E storia anche di una gioia nuova, gioia
di chi ora riesce a comprendere, ad indi-
viduare il filo tenace della speranza, di
chi si rallegra per l'azione di Dio.
In famiglia
Signore Dio,
ci hai invitato alla mensa
della Parola e del Pane
e ci dai la possibilità
di ritrovare
entusiasmo e impegno.
Fa' che possiamo esprimere
con i gesti di ogni giorno
la gioia che hai seminato
nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN.
Aprile 05 40 DOMENICA DI PASQUA
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, solo tu puoi
condurci alla vera felicità.
Signore, pietà!
L'esperienza religiosa può assumere,
è vero, molti volti. Anche quello del
commercio, quando ci si illude di esse-
re a posto perché si è pagato il "pedag-
gio" dovuto, e quindi ci si attende di
ricevere qualcosa in cambio. Anche
quello dell'idolatria quando si ritiene di
poter mettere le mani su Dio per il sem-
plice fatto che ci si trascina dietro un
suo simulacro, una sua immagine. O
ancora quello della costmzione psico-
logica, quando proiettia-
Cristo Gesù, solo tu puoi portar-
ci alla sorgente di acqua viva e
dissetare le nostre attese.
Cristo, pietà!
comprare un idolo, pagare Wl pedag-
gio, costmirsi un'immagine a proprio
uso e conswno è molto più immediato.
Ma non è così che possiamo avere in
dono una comunione benefica e vitale
con il Dio vero.
Certo, vivere una relazione è impegna-
tivo: ci si misura col tempo,con la dura-
ta,si deve fare i conti con l'altro Ce que-
sta volta c'è tm Altro con la a maiusco-
la), ci deve essere una minima disponi-
Signore Gesù, solo tu puoi
parlare al cuore di ognuno
di noi.
Signore, pietà!
fuori, cammina davanti a loro.
Ecosa fanno le pecore?Ascoltano la sua
voce e lo seguono. Perché? Perché co-
noscono la sua voce.
Verbi semplici: chiamare/ascoltare,
condurre/camminare/seguire, conosce-
re.Verbi quotidiani nella vita di un greg-
ge, verbi quotidiani per ogni credente.
Gesù ci invita a coniugare questi verbi
con la nostra esistenza di ogni giorno.
Nel segno dell'ascolto, del dialogo con
lui.
mo su Dio l'inunagine
che ci siamo costmita
Una pista per l'omelia Così viene da domandar-
noi, secondo i nostri bi-
sogni e le nostre attese.
Non è vero che qualsiasi
LA RELAZIONE COL PASTORE
si: quando "passiamo"
per la Scrittura, quando
ascoltiamo la Parola di
esperienza religiosa va bene, basta che
ce ne sia una.
Noi abbiamo purtroppo sotto gli occhi
gli effetti devastanti del fondamentalis-
mo,del rigorismo,di tm devozionalismo
selvaggio.
Gesù ci chiede oggi di vivere la nostra
esperienza religiosa nel segno della
relazione, di una relazione che si rivolge
a lui, dle "passa"attraverso di lui.
Certo, vivere una relazione non è facile:
bilità di dialogo, una continuità.Liquida-
re tutto con una pratica peliodica o sal-
tuaria, a seconda delle necessità è molto
più spontaneo. Ma non è detto che in
questo modo si viva in alleanza con
Dio.
L'immagine del pastore si presta molto
bene ad esprimere alcuni aspetti impor-
tanti della nostra relazione con Gesù.
Che cosa fa infatti il pastore? Chiama le
sue pecore "una per una", le conduce
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Signore DiQ, tu ci hai affidalO alle cure del buon Pastore, Gesù, il tuo Figlio,
che ha doro la sua vita per noi. Egli ci conosce uno per unQ e ci guida sui sen-
tieri deUa vita. Certi di essere acaJ/ti e compresi noi ci rivolgiamo a te:
SignQre, guidaci verso la vera gioia!
• Vogliamo pregarti per il papa e per i vescovi, e anche per tutti i preti e i dia-
coni. Metti sulle tm-o labbra pamle di sagge=a e nel loro cuore attenzione
verso tutti. Ti preghiamo.
• E ti preghiamo anche per cotm-o che hanno responsabilità nel governo dei
paesi. Guida il cammino dei popoli su strade di giustizia, di pace e di.fra-
tellanza. Ti preghiamo.
• Ti preghiamo per i nostri genitori, per i catechisti e gli animaJori dei grup-
pi parrocchiali. Dona a tutti gli educaWri lo SpiritQ che animava Gesù, no-
stro maestro e pastore. Ti preghiamo.
• Ti affidiamQ tutti i missionari e le missionarie, tutti i religiosi e le religiose,
e in particolare queUi che provengono dal nostro paese. Metti tanta gioia e
tanto entusiasmo nella furo vita e fa' che possano vetkre i frutti del loro
lavoro. Ti preghiamo.
• Ti ricordiamo tutti i raga=i e tutti i giovani che avvertono la tua chimnaJa
ad una vita di totale oonazione. Rendili generosi e pieni di coraggio. Fa' che
non si spaventino difronte alle difficoltà e ai sacrifici. Ti preghiamo.
Dio, arriviamo poi a luil
Oppure siamo tutti presi dal testo o
dalla parola al punto da dimenticarci di
Colui che parla?
Nel segno della sequela, del lasciarsi
guidare e condurre. Così viene da chie-
dersi: il nostro rapporto con lui produ-
ce un cambiamento oppure restiamo lì
dove siamo?
Ci lasciamo smuovere dalle nostre posi-
zioni, ci lasciamo mettere in movimen-
to?
In famiglia
Se pensiamo solo
al nostro interesse,
Signore, che ne sarà
della nostra vita?
Apri il nostro cuore
alle parole che ci
giungono da Gesù,
il buon pastore
e donaci di vivere
nella fraternità e
nella giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
Atnen.
I
Aprile 05 50 DOMENICA DI PASQUA
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, nostro Salvatore,
tu ci domandi di affidarti la
nostra esistenza.
Signore, pietà!
"Io sono la via, la verità e la vita". L'af-
Cristo Gesù, morto per amore,
tu apri i nostri cuori alla parola
di vita.
Cristo, pietà!
volta e che, di necessità, tutte le altre de-
vono essere lasciate da parte. Ma Gesù
non vuole neppure essere considerato
una strada da imboccare di tanto in tanto,
una corsia d'emergenza, per i momenti
difficili, per quando si è in panne. Esige
una scelta senza rimpianti, senza tenten-
namenti. Del resto solo se si percorre
questa strada che è Lui stesso, si può tro-
vare quello che promette.
La verità. Essere cristiani vuoi dire lasciar-
si illuminare da Gesù, lasciare che la pro-
Signore Gesù, pastore delle
nostre anime, tu ci fai passare
dalle tenebre alla luce.
Signore, pietà!
Cosa farebbe Gesù, al nostro posto?
Certo,la risposta non la si trova sempre in
una frase delVangelo. Dobbiamo necessa-
riamente passare attraverso un'interpre-
tazione, fare appello alla saggezza che si
nutre della Parola di Dio. Ma non possia-
mo neppure limitarci a quello che ci pia-
ce, a quello che è più opportuno, a quel-
lo che crea meno trambusto o attira l'ap-
provazione della maggioranza: tutti criteri
che col Vangelo, ahimé,non hanno molto
da spartire.
La vita. E' solo una promessa che
fermazione di Gesù non lascia dubbi.
Essere cristiani non significa solo apprez-
zare i suoi gesti, anunirare le sue idee,
manifestare entusiasmo per la sua testi-
monianza. No, tutto questo non basta. Chi
non si accontenta di essere un suo anuui-
ratore, chi non vuole solo battergli le
mani,accetta di avere un rapporto molto
più profondo con lui, un rapporto che
cambia la sua esistenza, si innerva diretta-
mente sulle sue scelte, sui suoi atteggia-
menti, sul suo modo di vivere
quotidiano.Al punto che lui,Gesù,
diventa il criterio di ogni decisio- Una pista per l'omelia
riguarda la vita eterna, quando
questa vita terrena si sarà conclu-
sa? O è una realtà fin d'ora,fin dane, il riferimento nei momenti
cruciali.
La via. Di strade ce ne sono tante.
Tanti i sentieri che si imboccano per rag-
giungere la felicità, per conseguire uno
sviluppo pieno delle proprie potenzialità,
per trovare un benessere interiore o solo
mateliale. Strade diverse per obiettivi di-
versi. Strade in salita, anguste e strade co-
mode, larghe, quasi in discesa. Gesù non
si propone come una delle strade, ma co-
me "la strada". Pretesa esorbitanteì
Richiesta eccessivaì Per quanto possa ap-
parne banale, si deve osservare che non è
possibile imboccare che una strada alla
"VIA, VERITA, VITA
pria vita, in tutti i suoi aspetti sia inter-
pretata, letta dalla sua parola. Operare un
confronto continuo con quello che lui ha
fatto, con i suoi atteggiamenti, con il suo
insegnamento. Tante volte,nella vita delle
famiglie come nella vita delle parrocchie,
su problemi piccoli o grandi, contingenti
o di grande rilievo, ci si imbatte in pro-
poste, soluzioni, modi di vedere diversi. E
talvolta ci si accanisce ad esplorare quale
sia l'opinione che raggiunge il consenso
più alto, senza prima porsi una domanda:
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Di domenica in domenica, o Dio, tu fai risplendere in mezzo a noi la
speranza della Pasqua e ci chiami a diventare creature nuove.
Diciamo insieme: O Padre, donaciforza e coraggio!
• Signore Dio,fa' che restiamo sempre uniti a Gesù, anche quandofac-
ciamo fatica a mettere in pratica il Vangelo. Preghiamo...
• Signore Dio, fa' che nel mondo cresca la pace e la giustizia. E siano
soccorsi quelli che mancano del necessario. Preghiamo...
• Signore Dio, fa' che affrontiamo con impegno le nostre attività: la
scuola, il catechismo, gli incontri nelle associazioni, i momenti spor-
tivi. Preghiamo...
• Signore Dio, fa' che sappiamo essere gli uni con gli altri accoglienti
e rispettosi. Non permettere che venga lasciato in disparte chifa Più
fatica ad inserirsi. Preghiamo...
• Signore Dio, accompagna tutti i fanciulli che fra qualche tempo f~
ranno la Prima Comunione. L'incontro con Gesù porti ad ognuno
una gioia grande e il desiderio di ascoltarlo e di amarlo.
Preghiamo...
quaggiù? lo credo che Gesù di-
venti per il discepolo, in modo
crescente, la sorgente della vita: Colui che
trasmette la sua stessa vita, che fa fltùre
nei meandri contorti e complicati delle
nostre giornate, la sua limpidezza, la sua
pace,il suo coraggio, la sua compassione,
la sua tenerezza,il suo amore,la sua mise-
ricordia. Naturalmente questo accade so-
lo se ci si affida a lui, se si ripone in lui una
fiducia a tutta prova. Non se lo si consi-
dera alla stregua di una polizza d'assicu-
razione,da tirar fuori solo in caso di biso-
gno.
In famiglia
Sostieni i nostri passi,
o Dio,
e donaci la speranza
che viene dalla Pasqua
del tuo Figlio:
allora vivremo
una nuova primavera
di luce e di gioia.
Egli vive e regna
nei secoli dei secoli.
AMEN.
Maggio 05 60 DOMENICA DI PASQUA
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, Parola di Dio fatta
carne, guarisci i nostri cuori con
il tuo Vangelo.
Signore, pietà!
Anore e comandamenti: ecco due
realtà che sembrano distanti, se non
addirittura in opposizione tra di loro.
Secondo una certa visione romantica
della vita l'amore è tutto spontaneità,
effusione, tenerezza, passione e anche
sregolatezza. "Non si può comandare
al cuore", ripetono come un ritornel-
lo incessante le telenovelas. E quindi
non si può mettere un freno, un limi-
te alla passione. Comandamento evo-
ca tutt'altro: sa di imposi-
zione, di ordine.
Evoca l'obbedienza, la sot-
Cristo Gesù, Sorgente di pace,
disseta la nostra esistenza con la
tua acqua viva.
Cristo, pietà!
chiede di amarlo con tutti noi stessi, e
quindi anche con la testa e con la
volontà. Ci chiede di dargli fiducia, di
abbandonarci a lui, rinunciando a far
valere sempre il nostro modo di giu-
dicare, di valutare, di agire. Ci chiede
di affidargli la nostra vita, mettendoci
per quella strada che egli ha tracciato,
per quella strada che è lui stesso.
Inutile cercare di nasconderselo: non
si tratta di un'autostrada comoda, a tre
Signore Gesù, Luce del mondo,
fa' brillare su di noi lo splendore
del tuo volto.
Signore, pietà!
teremmo per altri sentieri, meno disa-
giati. Inutile immaginare un cristiane-
simo senza comandamenti: semplice-
mente perché non esiste. Il conflitto
che sorge tra la nostra mentalità e il
disegno di Dio è del tutto naturale. E
perciò non mancano momenti stra-
zianti. C'è per ogni discepolo, come
per Gesù, un orto degli olivi.
Non siamo soli, però. Non siamo ab-
bandonati a noi stessi, alle nostre pau-
re e ai nostri momenti di
Una pista per l'omelia
scoraggiamento.
tomissione, il rispetto delle
regole.
AMORE E COMANDAMENTI
Gesù ci assicura un com-
pagno di strada, discreto,
ma sempre presente, un
Come mettere assieme,
dunque, cuore e regole, passione e li-
miti, tenerezza e ordini?
Se vediamo le cose in questo modo le
parole di Gesù ci suonano come stra-
ne, irrealizzabili. E invece Gesù sem-
bra non avere dubbi, al punto da lipe-
tere la stessa frase per due volte, in
pochi versetti: "Se mi amate, osserve-
rete i miei comandamenti".
Probabilmente l'amore che Gesù ci
domanda, l'amore che si attende, non
è quello della letteratura romantica. Ci
o quattro corsie. Anzi, è un percorso
stretto e lipido. Le indicazioni che ci
vengono offerte non sono quelle che
ci attenderemmo. Così, lungi dallo sci-
volare velocemente sull'asfalto, dob-
biamo fare i conti con i sassi e con pas-
saggi ripidi, talora dobbiamo ag-
grapparci alla roccia.
La fede, del resto, la si vede proprio in
questi frangenti: quando ci si affida a
lui, anche se si devono affrontare
lischi e pericoli. Anche se noi ci met-
CAROVANA DIINVOCAZIONI
Tu ci sorprendi ogni giorno, Signore Dio. Il tuo Spirito opera nel pro-
fondo della storia e realizza il tuo progetto di salvezza per tutti gli
uomini. Rendici attenti e disponibili.
Diciamo insieme: Padre, venga il tuo regno!
• Per tutti i cristiani: restinofedeli alla parola di Gesù, anche quando
domanda dei sacrifici. Noi ti preghiamo.
• Per tutti i ragazzi che faranno la Prima Comunione. Parla al loro
cuore perché vivano nella gioia ogni incontro con Gesù nella Messa.
Noi ti preghiamo.
• Per tutti quelli che soffrono: ragazzi, giovani e adulti. Metti accanto
a lorofamiliari e amici che li aiutano ad affrontare i momenti diffi-
cili. Noi ti preghiamo.
• Per i missionari e le missionarie che portano il Vangelo in paesi lon-
tani: dona loro tanto coraggio e sostieni la loro speranza.
Noi ti preghiamo.
• E per tutti i popoli che patiscono a causa della guerra. Venga pre-
sto l'ora della riconciliazione e della pace. Noi ti preghiamo.
consolatore, un suggerito-
re che ci porta verso la verità del
Vangelo. È lo Spirito Santo.
Senza di lui mettere insieme amore e
obbedienza., fiducia e comandamenti,
pace del cuore e fatica quotidiana
sarebbe cosa impossibile.
Ma lo Spirito è con noi proprio per
rea.l.i7.7..are l'impossibile, proprio per
costmire il Regno servendosi della
nostra fragilità e della nostra debolez-
za.
In famiglia
Signore, noi non
potremo mai dirti
la gioia che metti
nei nostri cuori
quando ci imbattiamo
in esperienze concrete
di fraternità e di solidarietà!
Allora riconosciamo
l'opera del tuo Spirito
e ti benediciamo nei
secoli dei secoli_
AMEN_
Febbraio 05 l a DOMENICA DI QUARESIMA
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, tu vieni a rivelarci
l'amore di Dio.
Signore, pietà!
E,un uomo,come noi. E quindi anche lui
è sottomesso alla tentazione. Del resto non
si tratta di tentazioni qualsiasi, ma di quelle
che raggiungono ogni creatura nel corso
della sua vita, nel momento delle grandi
scelte, nell'esistenza quotidiana.
All'inizio della sua missione pubblica,
dunque, anche lui avverte la seduzione del
potere miracoloso, dell'abbondanza di beni,
di una vita immune da ostacoli e da insuc-
cessi. Ci sono tante attese attorno a lui:biso-
gna decifrarle, ma anche evitare il ri-
Cristo Gesù, tu vuoi condurci verso
la libertà.
Cristo, pietà!
esprime nello scorrere dei giorni,quelli lieti
e quelli tristi, quelli luminosi e quelli oscuri.
Ogni uomo avverte la seduzione della
popolarità. Smuovere le masse, avere un
seguito enorme, convincere magicamente
la gente a venir dietro,ad accettare le paro-
le d'ordine, a fare propri gli slogans che le
vengono suggeriti. No, neanche questo. Il
Messia non farà nulla per colpire, soggioga-
re, o - peggio - plagiare le folle. Sarà il Mes-
sia che rispetta la libertà ed i tempi dell'uo-
Signore Gesù, tu puoi ridestare in noi
la vita nuova ricevuta nel Battesimo.
Signore, pietà!
Perché non ricorrere ad esso per raggiun-
gere degli scopi che sono buoni,addirittura
santi? Perché non usare dell'economia,della
politica, della cultura, del denaro, per la
causa di Dio? No. Il Messia sarà povero,
disarmato e disarmante. Non si appoggerà a
nessun potere perché ogni potere fmisce
coll'esigere un'adorazione che è dovuta so-
lo a Dio. E Dio non tollera concorrenti. Il
Messia procederà contando su Dio e non
slÙ diversi poteri di questo mondo. Si affi-
schio di farle proprie senza alcun di-
scemimento,solamente per il bisogno
di essere popolari, di attirare le folle.
Quale Messia sarà? In che modo svol-
Una pista per l'omelia
IL MESSIATENTATO
derà a Dio e non alle diverse risorse
che parrebbero permettere una più
grande efficacia e sicurezza,una mag-
giore rapidità di esecuzione.
Non sono tentazioni qualsiasi, come
si vede. E Gesù le supera ricorrendogerà la sua missione? In che modo
vivrà' A che cosa darà importanza'
Ogni uomo deve fare i conti col pane quo-
tidiano, con la sua dose di fatica, di ansia, di
penuria. Sarebbe bello esserne esonerati:
trovare il pane sellza sudore, con una bac-
chetta magica.Vivere senza dover misurarsi
con gli ostacoli,gli imprevisti,le sofferenze.
Passare immuni attraverso le zone difficili
della vita. No. il Messia sfamerà le folle,spez-
zando il pane. Ma non ricorrerà mai ad un
miracolo per rendersi facile la vita. Vivrà di
fiducia,anche lui. Una fiducia in Dio che si
mo, il Messia che vuole fare appello alla de-
cisione di ognuno, il Messia che cerca amo-
re, non obbedienza cieca. Per tutto questo
correrà il rischio di essere rifiutato, abban-
donato,addirittura condannato.Ma chi ama
veramente sa che deve esporsi e fare appel-
lo alla libertà.
Ogni uomo conosce, prima o poi, la tenta-
zione del potere: economico, politico, cul-
turale, fmanziario .. .Di primo acchito sem-
bra che il potere spiani la strada, faciliti le
cose. Perché non usarlo, allora, a fm di bene?
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Anche noi veniamo condoui nel deserto, luogo di tentazione, di
fame e di sete. Anche noi veniamo posti di fronte a scelte diffi-
cili Sapremo restare fedeli a te, o Dio, come hafauo Gesù?
Siamo deboli, per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo:
Signore Dio, vieni in nostro aiuto!
• Signore, tu vedi come spesso ci dimentichiamo di te, di ascol-
tarti e di risponderti Come se tu non ci volessi bene. Aiutaci a
scoprire la gioia di accogliere la tua Parola. Preghiamo...
• Signore, tu vedi come spesso cerchiamo di evitare tuUo ciò
che domanda fatica. Come se chi si impegna meno fosse Più
contento. Aiutaci a scoprire la gioia di crescere e di comPiere
bene il nostro dovere. Preghiamo...
• Signore, tu vedi come spesso cerchiamo di essere al di sopra
degli altri e Più in vista di tuUi. Come se traUare gli altri
dall'altofosse la cosa migliore. Aiutaci a scoprire la gioia che
si prova nell'aiutare i Più Piccoli e i Più indifesi Preghiamo...
• Signore, tanti bambini nel mondo soffrono la fame, tantefami-
glie non hanno neppure una casa. Fa' che li aiutiamo, a prez-
zo di qualche sacrificio. Preghiamo...
• Signore, sostieni coloro che assistono i malati MeUi nei loro
gesti e nelle loro parole tanta delicatezza e comprensione.
Preghiamo...
alla Parola. Anche il tentatore mostra di
conoscere la Scrittura. Ma non la conosce
col cuore di Dio. Essa diventa, nelle sue
mani, paradossalmente, uno strumento per-
verso.
Voglia il Signore che possiamo vivere que-
sta Quaresima che ci sta dinanzi con la stes-
sa fiducia, la stessa libertà, lo stesso amore
del suo Figlio, GeSll.Allora il giorno di Pa-
squa potremo cantare a pieni polmoni il no-
stro Alleluja.
In famiglia
Signore Gesù,
la tua vittoria sulle
tentazioni ci fa intravedere
la vittoria def"mitiva
sul male.
Donaci una speranza
vigorosa, che non viene
meno nella prova
e si affida con fiducia a
Dio Padre, lui nostra vita
per tutti i secoli dei secoli.
Febbmio 05 20 DOMENICA DI QUARESIMA
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, tu sei il volto dell'amo-
re del Padre. Conservaci nella fede.
Signore, pietà!
Non si capisce questo Vangelo della
Trasfigurazione se non si leggono i ver-
setti che lo precedono. Gesù ha appe-
na annunciato agli apostoli la sua pas-
sione e morte ormai prossime.Ma loro
non hanno compreso, o non hanno
voluto comprendere.
I! momento, comunque, è delicato.
L'entusiasmo delle folle è andato sce-
mando. L'opposizione dei farisei e dei
maestri della legge si fa sempre
Cristo Gesù, tu sei il Figlio prediletto,
fatto uomo per noi.Guidaci verso la
vita. Cristo, pietà!
vesti "candide come la neve", di lì a
non molto si troveranno davanti il suo
volto sfigurato dal dolore,dalla sudora-
zione di sangue. Ecco,dunque, la ragio-
ne di questa manifestazione e di que-
sta parola che viene dall'alto.
Nel momento della passione e della
morte, quando leggeranno sul volto di
Gesù il dolore e la sofferenza, quando
si troveranno davanti al suo corpo bat-
Signore Gesù, tu sei presente in
mezzo a noi. Mostraci la tua miseri-
cordia. Signore, pietà!
che sfugge ai capitoli tristi dell'esisten-
za, che è esonerato dall'insuccesso,
che è destinato sempre a trionfare, fin
dal primo momento, senza passare per
il tunnel oscuro della prova.
Oh, è chiaro: questa manifestazione
non è solo per loro, per Pietro,
Giacomo e Giovanni. È anche per noi,
oggi.
Per noi che troppo spesso facciamo
combaciare la fedeltà a Dio con il
più consistente e virulenta.
L'insuccesso è ormai evidente.
Una pista per l'omelia successo. Per noi che arriviamo
addirittura a considerare il suc-
cesso un segno lampante della
benedizione e dell'approvazione
Che cosa accadrà? Che ne sarà
della beUa notizia che Gesù ha
pOltatO per i villaggi della Palestina?
Come andrà a fmire? E la speranza che
aveva suscitato? E i segni che aveva
offerto?
Ecco in quale frangente avviene la tra-
sfigurazione: i testimoni saranno gli
stessi che Gesù chiamerà accanto a sé
nell'orto degli olivi per condividere la
sua angoscia a poche ore dal tradi-
mento di Giuda. La scelta non è casua-
le. Proprio loro, che ora vedono il suo
volto "brillare come il sole" e le sue
...
LA PROVA E VICINA
tuto, lacerato, denudato, inchiodato
alla croce, percorso dagli spasimi
dell'agonia devono essere in grado di
riconoscere ancora in quell'uomo il
Figlio di Dio.Anche se sembra impos-
sibile mettere insieme la gloria di Dio
con l'abisso del fallimento e della
morte.Anche se ripugna quasi pensare
che l'innocente possa anivare ad esse-
re schiacciato, vilipeso,torturato fmo a
quel punto.Anche se comunemente ci
si immagina sempre Dio come uno
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Sul monte tu hai offerto ai tre discepoli una traccia visibile
della gloria del tuo Figlio, perché non venisse meno la loro fede
quando l'avrebbero visto sfigurato dalla Passione.
Insieme noi ti invochiamo, dicendo:
Donaci la tua luce, Signore!
• Signore, dona la tua luce a tutti noi cristiani perché possiamo
riconoscere la tua presenza nella nostra vita. Preghiamo...
• Signore, dona la tua luce a chi deve prendere scelte importan-
ti, da cui diPende ilfuturo di tanta gente. Fa' che sia saggio e
attento alle necessità dei poveri. Preghiamo...
• Signore, dona la tua luce alle nostre comunità: aiutino grandi
e Piccoli a crescere nella fede. Preghiamo...
• Signore, dona la tua luce alle nostre famiglie: fa' che imparia-
mo ad aiutarci e ad ascoltarci. Preghiamo...
• Signore, dona la tua luce a quanti sono tentati dalla gelosia e
dalla vendetta, dall'odio e dalla violenza: metti nel loro cuore
la stessafiducia e lo stesso amore di Gesù, il tuo Figlio.
Preghiamo...
di Dio. Al punto che, nell'ora della
prova, ci sentiamo abbandonati. E non
solo dagli uomini, ma anche da Dio.
Quel "servo sofferente"era veramente
il Figlio di Dio,e propriù il suo volto e
il suo corpo sfigurati testimoniavano
fmo a qual punto ci amava. Siamo di-
sposti a percorrere la sua stessa strada
per amore e a riconoscere i tanti "servi
che soffrono" anche se il loro volto
non trasuda beUezza e gloria?
In famiglia
Signore Dio,
la Parola di Gesù è per noi
come una lampada sicura.
Rincuorad con la tua
presenza e dona saggezza
al nostro spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Febbraio 05 3a DOMENICA DI QUARESIMA
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, sorgente di vita, tu
conosci ognuno di noi per nome
e tu ci chiami a seguirti.
Signore, pietà!
'-
Estraordinario questo incontro tra
Gesù e la Samaritana perché ci permette
di scandagliare l'itinerario che ognuno di
noi deve percorrere per arrivare alla
fede. Percorso fatto di scoperte,di illumi-
nazioni, che ci conducono un po' alla
volta a riconoscere Gesù come il Signore
a cui affidare la nostra vita, come il Figlio
di Dio che fa zampillare in noi una sor-
gente d'acqua viva.
Cristo Gesù, sorgente d'amore, tu ci
doni una moltitudine di fratelli da
amare.
Cristo, pietà!
altra acqua: non è l'acqua ferma raccolta
in un pozzo, acqua che sa, inevitabilmen-
te, di fango. È un'acqua viva, un'acqua
che disseta la profondità del nostro esse-
re, un'acqua che sgorga fresca per sem-
pre e che porta una vita nuova nella no-
stra esistenza.
Come ogmmo di noi,anche la samaritana
passa dal bisogno di acqua quotidiano (e
dai bisogni di cui sono segnate le nostre
giornate) al desiderio di qualcos'altro,
Signore Gesù, sorgente di gioia, tu ci
insegni l'impegno per la giustizia e i
gesti della fraternità e della condivi-
sione. Signore, pietà!
modo di vivere il rapporto con Dio, con
tutta la propria vita. La conoscenza ri-
guardante la venuta del Messia diventa
un interrogativo consistente, dopo che
Gesù si è rivelato a lei: "Venite a vedere
un uomo che mi ha detto tutto quello
che ho fatto. Che sia forse il Messia?".
Passaggi non di poco conto, tappe della
nostra esistenza di fede, dentro un per-
corso in cui siamo stati condotti dalla gra-
zia di Dio, che si è servito di tanta genteTutto parte da una domanda di Gesù. Al
pozzo di Sicar egli è un povero che
chiede la carità di un po' d'acqua.
Una pista per l'omelia
UN'ACQUA VIVA
Non un ricco che offre i suoi teso-
ri, ma un povero che domanda.
Strano modo di avvicinarsi agli uo-
come la Samaritana: gente che ci ha
portato a Gesù, perché anche noi
lo potessimo conoscere personal-
mente, per poi concludere: "Ora
non è più per la tua parola che cre-
diamo, ma perché noi stessi abbia-mini, scelto dal Figlio di Dio. Non
come un potente che esige o che riem-
pie dei suoi favori, ma come un povero
che stende la mano.
Proprio a partire dalJa richiesta di Gesù e
dalla risposta della donna noi veniamo a
sondare realtà che non hanno più a che
fare solo con il pozzo e con la sete quoti-
diana. C'è un bisogno di acqua, c'è una
fatica quotidiana per assicurarsi questo
bene così indispensabile. E la donna vor-
rebbe tanto non dover più venire sempre
al pozzo ad attingere...Ma c'è anche un'
un'acqua diversa, più buona, cile non si
esaurisce mai.
Ma non è l'unico tornante significativo
che si trova ad oltrepassare. La sua mezza
verità ("Non ho marito") deve confron-
tarsi con una verità intera che Gesù le
dice. Così si trova a dover riconoscere
che veramente quell'uomo le legge den-
tro, la aiuta a decifrare la sua vita. Le que-
stioni di tradizione religiosa (il Garizim o
il monte Sion?) lasciano il posto a qual-
cosa di più sostanziale: ora c'è un nuovo
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Anche noi, Signore, desideriamo l'acqua viva che ci può dare
solo Gesù. Per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo:
Donaci, o Padre, l'acqua viva!
• Signore, di domenica in domenica tu ci chiami all'Eucaristia:
donaci la gioia di rispondere al tuo invito e di accogliere la
tua Parola che ci chiama a conversione. Preghiamo...
• Signore, non lasciar mancare alle nostre parrocchie preti ,
catechisti ed animatori: sostieni tutti coloro che si impegnano
afarci crescere nellafede. Preghiamo...
• Signore, dona saggezza e coraggio ai nostri genitori: fa' che
ci insegnino ad essere generosi con chi è povero e con chi
soffre, ad aiutare chi è debole. Preghiamo...
• Signore, tante persone lavorano per rendere accogliente que-
sta chiesa: ricompensa la loro fatica e il loro amore.
Preghiamo...
• Signore, dona la tua luce a coloro che devono prendere deci-
sioni importanti:fa' che possano comPiere la scelta migliore.
Preghiamo...
mo udito e sappiamo... ".
Storia di una donna di Samaria, storia di
tutti i discepoli di Gesù, storia di un
approdo alla fede sostenuto da un fuoco
che brucia nel profondo, da una sete che
domanda di essere presa in considerazio-
ne. Non c'è iniziazione senza desiderio.
Ed è proprio il desiderio la molla segreta
di questo itinerario talora arduo e talora
confortevole, talora oscuro e talora lumi-
noso che ci porta all'incontro con lui. Un
incontro che cambia la vita.
In famiglia
Seduto al pozzo di Sicar,
il tuo Figlio ha offerto
alla samaritana l'acqua viva
che spegne ogni sete.
Che anche noi,
possiamo sperimentare
la tua salvezza e la tua gioia.
IMMAgiNI Marzo 05 40 DOMENICA DI QUARESIMA
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, tu sei venuto
a rivelarci la vera gioia.
Sii la nostra luce.
Signore, pietà!
Disarmante questo cieco con il rac-
conto della sua esperienza. Disarmante
ed indisponente per tutti quelli che vo-
gliono trovare incrinature, aspetti nega-
tivi, elementi poco chiari in ciò che è
accaduto.
"Prima ero cieco ed ora ci vedo". Un da-
to incontrovertibile, a cui non si può op-
porre niente di serio. Ed ecco allora un
vano affannarsi, con un'investigazione
che rovescia sul miracolato una serie di
domande: Chi ti ha fatto questo?
Cristo Gesù, tu sei venuto
a salvarci e a guarirci.
Sii la nostra luce!
Cristo, pietà!
ricerche dei farisei non hanno affatto
questo obiettivo. Sono volte solo a scre-
ditare Gesù, anche in questa occasione.
Non c'è peggior sordo di chi non vuoi
udire...e non c'è peggior cieco di chi
non vuoi vedere! "Tu sei suo discepolo!
Noi siamo discepoli di Mosè!" reagisco-
no, scandalizzati i farisei.
E prendono una decisione drastica: cac-
ciano quell'uomo dalla sinagoga perché
la sua presenza è imbarazzante. È a que-
Signore Gesù, tu sei venuto
a guidarci verso il Padre.
Sii la nostra luce!
Signore, pietà!
dell'oscurità, storia di un approdo alla
fede. Il buio fitto cede il posto alla luce:
gli occhi possono distinguere la realtà
che sta attorno, possono decifrare ciò
che prima era ignoto. La guarigione del
corpo porta ad una relazione, ad un rico-
noscimento, ad una professione di fede.
Il fmale, però, è piuttosto amaro: un mo-
nito a tutti noi. Gesù constata una realtà
drammatica: quelli che non ci vedono
grazie a lui arrivano alla luce e altri, che
Dov'è ora? Cosa ha fatto di preci-
so? Siamo proprio sicuri che pri-
ma eri cieco? Tu che cosa pensi
di lui? Ecco lm incrociarsi di con-
Una pista per l'omelia
E ORA CI VEDO
ci vedono o credono di vederci,
cadono nella cecità più comple-
ta. Sì, è vero, solo se riconoscia-
mo l'oscurità che è in noi possia-
mo venire alla luce ed esserne
liberati. Se ci illudiamo di esseresiderazioni, che fmiscono col ge-
nerare confusione e dissenso anche tra i
farisei. Non può venire da Dio se non ri-
spetta il sabato. Ma uno che non viene
da Dio come può compiere un miracolo
del genere?
Il cieco a questo punto si mostra addi-
rittura ingenuo. Tanto parlare attorno a
ciò che gli è accaduto in effetti non ha
senso, se non è sorretto da un desiderio
autentico di vederci chiaro, di chiarire
l'identità del guaritore ed, eventualmen-
te, di riconoscere la sua grandezza. Ma le
sto punto che il miracolato incontra
Gesù. Fin qui era solo il suo guaritore, lm
"profeta". Ma ora che gli occhi della car-
ne riescono a distinguere cose e perso-
ne, sono gli occhi della fede che posso-
no essere attivati. Gesù si rivela a lui co-
me il Messia, il Figlio dell'uomo. Chiede
la sua fiducia. E quell'uomo reagisce con
semplicità e inunediatezza, col gesto e la
parola:"Io lo credo,Signore!". Egli si pro-
stra innanzi.
Storia di una liberazione dal carcere
CAROVANA DI INVOCAZIONI
o Dio, quante volte i nostri occhi non riescono a scorgere le tracce
della tua presenza! Quante volte restiamo ciechi davanti alle attese dei
nostri frateUi che sono nel bisogno! Per questo ci rivolgiamo a te e ti
diciamo: Padre, donaci la tua luce!
o Signore, la tua parola porta luce sul nostro cammino:fa' che l'ascol-
tiamo con gioia. Preghiamo...
o Signore, ti ricordiamo tutte quelle persone che hanno sofferto a cau-
sa del male e deUa cattiveria degli uomini. Guarisci le loro ferite.
Preghiamo...
o Signore, non permettere che lasciamo soli e senza amici i nostri com-
pagni che hanno qualche difficoltà. Rendici attenti e generosi verso
tutti. Preghiamo...
o Signore, porta la pace nelle nostre famiglie: fa' che sappiamo ascol-
tarci, comprenderci e perdonarci. Preghiamo...
o Signore, fra poco noi riceveremo il tuo perdono nel Sacramento della
Riconciliazione. Metti nel nostro cuore tanta pace e il desiderio di
seguire la tua parola. Preghiamo...
inununi dal buio, se ci rifiutiamo di
guardare dentro di noi, se pensiamo di
farcela da soli, fmiamo col cadere in una
cecità da cui nessuno può tirarci fuori.
Storie di gente che, da molto lontano,
arriva a Cristo e storie di gente che, par-
tita da un ambiente cristiano si allontana
inesorabilmente da lui. Storie di gente
che riconosce la sua cecità e fmisce col
vederci e di gente, invece, che rimane
chiusa in un'orgogliosa pretesa di essere
nel giusto.
In famiglia
Il tuo Figlio ha guarito
il cuore degli uomini
offrendo la tua luce
a tutti quelli che vivevano
nelle tenebre.
Risplenda anche su di noi
il chiarore del Vangelo,
parola di gioia e di speranza
per i secoli dei secoli.
AMEN.
1M.M8§.INI Ma/'zo 05 50 DOMENICA DI QUARESIIVIA
- - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - -
Signore Gesù, tu sei venuto per
vincere il peccato e la morte.
Guarisci la nostra esistenza dalla
debolezza e dallo scoraggiamento.
Signore, pietà!
Siamo all'ultimo dei tre grandi racconti
che ci accompagnano verso la Pasqua,
racconti che narrano qualcosa di vera-
mente accaduto e nello stesso tempo ci
parlano di noi, del nostro venire alla fede,
dell'itinerario che abbiamo compiuto
verso Cristo. Questo cammino è costella-
to da una serie di scoperte, da un incon-
tro progressivo con Gesù riconosciuto
come l'acqua viva, come la luce del mon-
do e, oggi, come la risurrezione e la vita.
Dal pozzo di Si-
Cristo Gesù, tu sei venuto
a seminare la vita e la gioia.
Uberaci dalla morte
e dalla sofferenza.
Cristo, pietà!
volmente riconoscere con le nostre ansie
e le nostre attese, i nostri dubbi e i nostri
slanci. E anche con i nostri percorsi: in
effetti ogni racconto evangelico ci invita a
camminare, ad andare avanti. Colui che
"mi ha detto tutto quello che ho fatto", è
identificato come un profeta, poi come il
Messia e infine come il "salvatore del
mondo". È uno che guarisce, che dona la
vista degli occhi, ma la sua azione non si
limita a questo. Egli apre anche gli occhi
Signore Gesù, tu sei entrato
nella gloria eterna di Dio.
Salvaci dai nostri limiti
e dal nostro egoismo.
Signore, pietà!
qui, mio fratello non sarebbe morto".
Ma c'è anche l'ineluttabilità della morte,
nei suoi aspetti realisticamente più terri-
bili. Lazzaro è morto già da quattro giorni
e "manda cattivo odore".
E' proprio a lei, Marta, però, che Gesù
chiede di credere in lui. Non di credere
semplicemente in un articolo della fede:
"So che mio fratello risusciterà", ma di
riconoscere che lui, Gesù,"è la risurrezio-
ne e la vita".
Una pista per l'omelia
Come sembra vi-
cino questo dia-
logo alle parole
car alla piscina
di Siloe alla tom-
ba di Betania
noi abbiamo la IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA
che ci accade tal-
volta di udire in
possibilità di en-
trare nel mistero di Cristo. Intravvediamo
la sua compassione, il suo amore per gli
uomini e le donne di ogni tempo: per la
loro sete, per la loro cecità, per la loro tri-
stezza davanti all'ineluttabilità della mor-
te. Ma cogliamo anche il dono che viene
fatto a chi l'accoglie, a chi crede in lui, a
chi si affida a lui per trovare una vita
nuova ed eterna.
I diversi personaggi che si alternano (la
samaritana, il cieco nato, Marta e Maria)
diventano per ognuno di noi una specie
di "specchio": in essi ci possiamo tutti age-
del cuore, gli occhi della fede. Eallora vie-
ne riconosciuto come il "Figlio dell'uo-
mo", e ci si abbandona a lui: "lo credo, Si-
gnore".
Da una domanda generica ad una più pre-
cisa e chiara, da una fede approssimativa
ad una più esplicita, dall'accoglienza di
una verità alla fiducia in una persona...
Non è proprio questo anche l'itinerario
di Marta?
C'è una speranza nella sua voce, ma è una
speranza lontana, una possibilità che è
sfumata, inesorabilmente:"Se tu fossi stato
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Il tuo Figlio, Gesù, viene a donare a tutti risurrezione e vita. Per questo,
fiduciosi neUa tua potenza, ti preghiamo: O Padre, mostraci il tuo amore!
• Signore, si stanno avvicinando le grandi celebrazioni della Pasqua.
Aumenta, la nostra attenzione e il nostro amore verso Gesù, che per tutti
noi ha dato la vita sulla croce. Ti preghiamo...
• Signore, vogliamo pregarti per i nostrifamiliari, gli amici, per tutti quel-
li che aspettano da noi affetto. Noi sappiamo che tu vuoi che siamo per
loro una luce del tuo sorriso. Fa' che non deludiamo né te né loro.
Ti preghiamo.
• Signore, sostieni tutte le persone che riconoscono gli sbagli commessi.
Dona loro qualcuno che li aiuti ad uscire dal male e a tornare a te.
Ti preghiamo...
• Signore, è diffteile vincere la tentazione dell'egoismo. E' difficile accet-
tare di sacrificarsi per gli altri. Fa' che scopriamo la gioia di offrire pa-
role e gesti di bontà. Ti preghiamo...
• Signore, a tutti quelli che si accostano al Sacramento della Riconcilia-
zione, dona la pace del cuore. Metti in ognuno il desiderio di liberarsi
dal peccato e di scegliere la via del Vangelo. Ti preghiamo...
occasione di un
funerale. "Qualcosa ci deve pur essere,
dopo, al di là di questa vita...". Ma è ques-
ta la fede cristiana? A noi, come a Marta,
Gesù rivolge una domanda diretta: "Credi
tu che io sono la risurrezione e la vita?".
Ed è proprio dalla nostra risposta che
parte quell'azione della grazia che trasfor-
ma la nostra esistenza.
Sì, perché questa è l'avventura della fede:
esperienza di morte e di risurrezione in
Cristo, vita nuova, piena, che trasfigura la
nostra vita di ogni giorno.
In famiglia
Tu sei un Dio
più forte della morte.
Il tuo Figlio l'ha sconfitta,
proprio quando
essa sembrava
prendere il sopravvento.
Deponi nel nostro animo
fiducia e speranza, .
perché non ci abbattiamo
nel tempo della prova.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Maggio 05 SS.MA TRINITÀ"
----------PER CHIEDERE PERDONO-----------
Signore Gesù, il Padre ti ha manda-
to a riunire insieme, nello stesso
Spirito, tutti i suoi figli dispersi.
Signore, pietà!
Un solo Dio, non più dei. E tuttavia tre
persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito San-
to. Un tenibUe rompicapo? Una verità di
fede da accettare ad occhi chius~ se07..a
nessuna indagine al riguardo? Una realtà
che riguarda più la mente che il cuore,
più la dottrina che l'esistenza, più l'ortO-
dossia che la pratica quotidiana?
Cristo Gesù, Parola eterna del
Padre, mediante lo Spirito tu ci
guidi lungo i sentieri della vita.
Cristo, pietà!
perché la Trinità non è solo una Verità da
contemplare, ma un Mistero da vivere.
o Un Mistero di amore: "Dio ha tanto
amato il mondo...". E' proprio questo che
costituisce l'oliginalità deU'esperienza
ebraico-cristiana. Non sono gli uomini che
si mettono alla ricerca di Dio, ma è
Dio che viene loro incontro. Elo fa per un
morivo molto semplice: perché li ama,
perché vuole loro bene. la Tlinità è un
Mistero d'amore, dell'amore che esiste da
Signore Gesù, tenerezza del Padre,
mediante lo Spirito tu ci chiami ad
amarci l'un l'altro con un amore
senza limiti. Signore, pietà!
per darla a Dio. Ma qui è proprio il contra-
rio: è Dio che dona.. E non dona qualcosa,
ma si dona, dona se stesso. Corre il risd'ùo
che a.tfrontano tutti quelli che amano
veramente: accetta di essere debole, fragi-
le, addirimu-a di essere rifiutato.
o Un Mistero di grazia: "...perché chiun-
que crede in lui non muoia, ma abbia la
vita etema". Non ci sono secondi fini
nell'azione di Dio, non ci sono interessi
taciuti o nascosti. Dio offre la sua alleanza
Nel proporci questa festa della Tlinità la
liturgia, in fondo, non fa nulla di straordi-
nario o di inedito perché, a ben guardare
il messale, ogni volta che ci radu-
niamo per una celebrazione euca-
ristica ci imbattiamo in questo Mi- Una pista per l'omelia
MISTERO D'AMOREstero. Non è forse vero che la no-
stra preghiera è sempre rivolta al
Padre? E non è altrettanto vero che
perché gli uomini, accogliendola,
possano entrare nella vita eterna.
Non una vita qualsiasi, per una
durata più o meno lunga, più o
meno al riparo da difficoltà e pro-
blemi, ma una vita che dura per
è proprio attraverso il Figlio, il Signore
Crocifisso e Risorto, che noi ci rivolgiamo
a Lui? E non è sempre lo Spirito che agi-
sce mediante la Parola, nei santi Sacra-
menti, nella stessa assemblea che si è riu-
nita, per renderla "un cuore solo e un'ani-
ma sola"?
Questa festa, dunque, si propone di met-
tere in risalto ciò che già appare costan-
temente nella preghiera cristiana. Ècome
una sottolineatura di ciò che si vive ogni
volta che si entra in rapporto con Dio. Sì,
sempre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito
Santo, dell'amore che viene offelto agli
uo~ a tutti gli uomini, anche quando
essi si mostrano cattivi e ingrati.
o Un Mistero di dono: "...da dare il suo
Figlio Unigenito". Da sempre gli uomini
erano abituati ad immaginare Dio come
un essere potente, e per questo temibile.
Un essere esigente che si doveva in
qualche mooo anunansire con i propri
doni, per guadagnarsi i suoi favori. Erano
gli uomini che si plivavano di qualcosa
CAROVANA DI INVOCAZIONI
Ci rivolgiamo a Te, che sei Padre, Figlio e Spirito Santo, e insieme ti
diciamo: Tu che sei comunione di amore, ascoltaci!
o Libera le nostre comunità cristiane da tutto ciò che impedisce la
comunione: dall'egoismo, dall'invidia, dalla gelosia, dai pregiudizi.
Preghiamo...
o Rafforza l'impegno di tutti coloro che hanno qualche responsabilità
neUa vita del nostro paese, perchè cerchino le soluzioni migliori ai
problemi più gravi. Preghiamo...
o Sostieni i genitori, gli insegnanti, i catechisti e gli animatori nel loro
lavoro educativo. Fa' che possano destare in tutti atteggiamenti di
benevolenza, di comprensione, di dialogo. Preghiamo...
o Diffondi nelle nostre famiglie l'abitudine a pregare insieme, a rin-
graziarti e ad invocarti. Fa' che la parola di Gesù, il tuo Figlio, venga
accolta con gioia. Preghiamo...
o Dona agli anziani uno spirito di pazienza e di serenità, perchè ci
possano aiutare ad alfrontare le diJfi.coltà con le risorse deUa loro
esperienza. Preghiamo...
sempre e una vita in pienezza.
o Un Mistero di salve-LZa: "Dio non ha
mandato il Figlio per giudicare il mondo,
ma perché il mondo si salvi per me-ao di
lui". Un Dio, dunque, che da sempre ha
mostrato di avere a cuore la sorte dell'uo-
mo. Un Dio che si impegna a liberarlo da
tutto ciò che lo tiene pligioniero, gli im-
pedisce di essere felice. Un Dio la cui gioia
più gt-ande è l'uomo vivente.
In famiglia
o Padre,
non lasciarci mancare
il coraggio e la gioia
che vengono dal tuo Spirito.
Apri la nostra bocca
alla lode,
rendici operosi
nel compiere il bene.
Donaci di seguire Gesù,
il tuo Figlio
Crocifisso e Risorto.
AMEN.

Al 2005 a

  • 1.
    Maggio 05 ASCENSIONE ----------PERCHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu sei il Servo fede- le, colui che realizza fino in fondo la volontà del Padre. Signore, pietà! L appuntamento è al crocevia della storia, in quella GaWea che era stata, da sempre luogo di passaggio, di inva- sioni, di scontri. Regione multietnica, diremmo noi oggi. È lì che il Risorto dà appuntamento ai suoi. Non al chiuso di una stanza densa di ricordi, come il cenacolo. Non al riparo da sguardi indiscreti. Non nel calore di una riunione inti- ma, tra i pochi che hanno condiviso con lui entusiasmi e spe- Cristo Gesù, tu sei venuto tra gli uomini per rivelare loro il volto di Dio. Cristo, pietà! vimento che richiama continuamente tutti coloro che hanno la vocazione dei sedentari, tutti quelli che vOITeb- bero fermarsi per contarsi, per la- sciarsi afferrare dalla memoria, per scavare qualche fossa o qualche trin- cea, per innalzare delle barriere di for- tificazione. No, non è questo che Gesù chiede ai suoi. L'immagine del cristiano non è quella di un uomo che apre il Vangelo Signore Gesù, elevato alla destra del Padre, tu intercedi per noi. Signore, pietà! Missione rischiosa' Certo. Ne sanno qualcosa i missionari e le missionarie di ogni tempo. Non è possibile imma- ginare quello che accadrà e bisogna veramente mettere in conto tutto: i processi, le battiture, il carcere, le ma- lattie, le infelTnità, l'isolamento, l'in- comprensione, la calunnia. Tutto! Missione impossibile, dunque! Fatta apposta per pochi eroi, per gente di- sposta a tutto, non per uomini e don- ne comuni, che schiatta- Una pista per l'omelia no alla prima prova.ranze, fatiche e contrasti. Tutt'alu"o. Vìsto che si do- vrà affrontare il mare aper" to, che si dovrà andare ai quatn"o angoli della telTa a ANDATE...IO SONO CON VOI No. Gesù non è uno che lancia in imprese sconsi- derate. portare la buona novella, tanto vale la pena mettersi già in posizione di par- tenza. Di una partenza, infatti, si tratta. Di uno stacco dalla telTa che hanno per- corso insieme, Maestro e discepoli, verso le teo"e più lontane, tra popoli che parlano lingue diverse e hanno culture molto differenti tra loro. Questo '?i1date!" verso "tutte le nazio- ni" è scritto, da quel giorno nei cro- mosomi della Chiesa. Un verbo di mo- e si immerge nella lettura, sprofon- dando nella comoda poltrona, con i piedi infilati nelle pantofole. Il Vangelo è un libro di viaggio, da aprire per strada, da far trasparire nel cammino di ogni giorno, quello che si intraprende assieme a uomini e don- ne di ogni età, provenienza, tradizio- ne. Il Vangelo è fatto per cambiare la realtà, per destare e far affrontare la strada, con tutti i suoi pericoli e le sue sorprese. CAROVANA DIINVOCAZIONI Dio, oggi tu ci inviti a diventare una sola famiglia, dove tutti si trat- tano daJrateUi e ti riconoscono come Padre. A te ci rivolgiamo allora con.fiducia, dicendo: Moltiplica, o Padre, i gesti di fraternità! • Perché lafede di tutti i cristiani diventi un segno della bontà di Dio. Preghiamo. • Perché la gioia della Pasqua sia rivelata a tutti gli uomini di buona volontà. Preghiamo. • Perché tutti i bambini della terra trovino l'affetto di unafamiglia e il necessario per crescere sereni. Preghiamo. • Perché i nostri gesti di carità ridonino la speranza ai più poveri e abbandonati. Preghiamo. • Perché la nostra comunità sia un luogo di accoglienza, di ascolto e di aiuto reciproco. Preghiamo. Affida un compito, ma as- sicura anche una presenza: "lo sono con voi tutti i giorno, fino alla fine del mondo". È qui che riposa la fiducia, la serenità, la bontà che accompagnano i messag- geri del Vangelo anche nei frangenti più drammatici. È la certezza di non essere in balia del caso, nelle mani della cattiveria e della violenza umana, ma accompagnati, se- guiti a vista d'occhio, sostenuti e pre- ceduti dal Signore Gesù. In famiglia o Dio, quando ti riconosciamo come nostro Padre dobbiamo riconoscere ogni uomo come nostro fratello. Fa' che rendiamo più bello questo mondo che tu hai affidato a tutti noi. Per Cristo nostro Signore. AMEN.
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    Novembre 04 10DOMENICA DI AWENTO ~ - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - Signore Gesù, tu sei la luce che splende nella nostra notte. Vieni a cacciare le tenebre dell'orgo- glio. Signore, pietà! I l rischio più grosso è quello di vive- re, giorno dopo giorno, come se nulla fosse . Immersi nel grigiore, sperduti in una complessità che non lascia intravedere alcuna direzione, incapaci di cogliere gli indizi di ciò che sta per accadere, annegati in un' opacità senza via d'uscita, tutti presi dalle incombenze correnti: "mangia- vano e bevevano, prendevano moglie e marito". Cristo Gesù, tu sei la pace donata al nostro mondo. Vieni ad elimi- nare ogni incomprensione. Cristo, pietà! Un finale tragico che Gesù non esita a prendere come plmto di riferimen- to per lanciare un duplice avverti- mento: "Vegliate" e "State pronti". "Vegliate" cioè scuotetevi dal sonno, uscite da una situazione di incoscien- za, di appannamento, di intorpidi- mento. Il Signore Gesù ritornerà nella gloria, ma non sappiamo quando. Ecco per- Signore Gesù, tu sei la sorgente della vera gioia. Vieni a strapparci ad ogni illusione. Signore, pietà! tivo.Ne va della loro salvezza,del loro futuro. Essere pronto per il discepolo com- porta alcuni atteggiamenti e alcune scelte: • prendere a cuore, innanzitutto, la sua relazione con Dio. È questo il mo tenace che ci impedisce di perderci, di smarrirci, di venire meno, nei di- versi frangenti della nostra storia individuale e collettiva; Una pista per l'omelia Qualcuno obietterà: Ma cosa c'era di male in quello che facevano? In effetti non c'era nulla di ''VEGLIATE! STATE PRONTI!" • aprire il proprio cuore a quella Parola che, sola, può tracciare il cammino della vita, svelandoci il male. Ma noi non siamo venuti al mondo solo per soddisfare le necessità della vita fisica e per ave- re una vita affettiva. C'è qualcos'al- tro... Ed è proprio questo che manca ed impedisce a quegli uomini di coglie- re ciò che stava per accadere. li rife- rimento non è privo di una certa drammaticità: "non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e li inghiottì tutti". ché bisogna tenere gli occhi bene aperti, perché la sua venuta diventi momento di grazia e non di perdizio- ne, compimento di una speranza col- tivata nel tempo e non tragico risve- glio. "State pronti" cioè non fatevi cogliere di sorpresa. Ma cosa significa concre- tamente questo "state pronti"? I cri- stiani di oggi non possono evitare di dare una risposta a questo interroga- CAROVANA DIINVOCAZIONI All'inizio di questo tempo di Avvento, invochiamo fiduciosi il nostro Dio. Spesso i nostri animi possono essere assonnati e stanchi. Diciamo insieme: Il tuo Spirito ridesti i nostri cuori! • Ravviva la speranza dei cristiani nel ritorno glorioso di Gesù. rendili attenti a ciò che accade nella storia. Preghia- mo... • Le ingiustizie e l'odio spingono UOmlnl e popoli alla violen- za e alla guerra. Ti supplichiamo per la giustizia, il per- dono e la pace. Preghiamo... • La nostra parrocchia comincia un nuovo anno liturgico. Sostieni con i tuoi doni i preti, i catechisti, gli animatori dei gruppi e tutti coloro che ci aiutano a crescere nella fede e nella bontà. Preghiamo... • Fa' che nelle nostre famiglie non manchino dei momenti di preghiera, perché possiamo rivolgerei insieme a te, che sei nostro Padre, e ascoltare la tua Parola. Preghiamo... • Ti invochiamo per tutti bambini del mondo. Non permette- re che si sentano soli e abbandonati. Fa' che diventiamo noi gli amici di quelli che sono appena arrivati nel nostro paese e nel nostro gruppo. Preghiamo... progetto di Dio, la sua azione di salvezza; • vivere in una solidarietà operosa per costruire un mondo più giusto, all'insegna dell'equità, della condivi- sione e della fraternità. Solo in questo modo il cristiano può attendere con fiducia il ritorno del suo Signore. Solo così la sua venuta diventa un appuntamento di grazia e di gioia. In ufamiglia Venga il tuo giorno, Signore! Venga il giorno in cui parole come "guerra", "fame" e "ingiustizie" risulteranno incomprensibili. E donaci fin d'ora di preparare quel momento con un'attesa operosa.
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    Dicembre 04 2aDOMENICA DI AWENTO - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, in mezzo al fra- stuono della vita di ogni giorno, riusciremo ad intendere la voce del Battista che ci invita ad acco- glierti? Signore, pietà! Giovanni è uno che ha semplifica- to al massimo la sua esistenza: è vestito in modo rudimentale e mangia quello che trova. Un'esistenza selvati- ca, si direbbe oggi, negata agli agi e al- le comodità. Un'esistenza tutta al ser- vizio di un ruolo, di una missione, di un messaggio. Giovanni deve annun- ciare la venuta del Messia: l'appunta- mento atteso da secoli, quello da cui dipende la salvezza o la perdizione. Cristo Gesù, tra le mille preoccu- pazioni che ingombrano il nostro cuore, sapremo fare spazio alla tua parola? Cristo, pietà! sue scelte,che non possono essere ul- teriormente rimandate.Un modo per richiamarci alla realtà delle nostre de- cisioni e delle nostre azioni. Convertirsi non è né un'operazione facile, né indolore. Come non è facile né indolore ogni cambiamento auten- tico, in profondità, ogni cambiamento che obblighi un po' a morire alle cose vecchie per far spazio alla novità. E qui si tratta di cambiare il cuore, di Signore Gesù, distratti da tanti affanni, sapremo cogliere ciò che è veramente essenziale per la nostra vita? Signore, pietà! solo se, dentro, c'è la fiamma viva del desiderio. Desiderio di uscire dalla pa- lude melmosa in cui da troppo tempo stiamo muovendoci, desiderio di re- spirare a pieni polmoni la dignità e la bellezza della vita, desiderio di torna- re ad essere limpidi e autentici, come abbiamo sempre sognato. Desiderio di incontrare Dio e di vivere in rela- zione con lui, costi quello che costi. Convertirsi significa scegliere non E lo fa senza mezzi termini, mettendo ognuno davanti al- le sue responsabilità. Questo è il momento di convertirsi, Una pista per l'omelia una vita qualsiasi, ma una vita piena. Significa sfuggire alla tiepidezza, al tentativo di se- di cambiar vita, di fare degni frutti di conversione. Non c'è tempo, non è il caso di riman- dare a domani, semplicemente per- ché non è affatto sicuro che ci siano tempi supplementari, ulteliori possi- bilità. Chi non afferra questa occasione - che è l'ultima e la definitiva - rischia di perdere tutto. Chi manca questo appuntamento, resterà tagliato fuori. Un modo spiccio, senza preamboli,di mettere ognuno di noi davanti alle "CONVERTITEVI!" cambiare il modo di considerare la realtà, di staccarsi da vizi inveterati prendendo il coraggio di comporta- menti inediti. Logica, a questo punto, una domanda: Cristiano, cosa ne hai fatto del tuo Bat- tesimo? Cosa ne stai facendo della tua vita? Che cosa conta veramente oggi per te? Convertirsi implica un movimento: un lasciare, un abbandonare, per inol- trarsi in percorsi nuovi. E ci si muove CAROVANA DI INVOCAZIONI Abbiamo ascoltato l'invito di Giovanni il Battista. Egli ci chiede di preparare le strade al Signore. E domanda una conversione autentica. Diciamo insieme: Signore, donaci il coraggio di cambiare! • Padre buono, dona forza a tutti i cristiani perseguitati e ride- sta la fede dei cristiani pigri. Preghiamo... • Padre misericordioso, dona a queUi che hanno sbagliato la possibilità di cambiare vita e di ritrovare la via dell'onestà e della giustizia. Preghiamo... • Padre che ami la vita, non permettere che dimentichiamo tutti quelli che stanno male, quelli che soffrono per la fame, la mi- seria, le malattie. Preghiamo... • Padre Pieno di delicatezza, sostieni tutti i volontari che rega- lano il loro tempo ai Più poveri e svantaggiati. Preghiamo... • Padre Pieno di amore, accompagna ogni uomo e ogni donna di buona volontà che cerca il tuo volto e desidera incontrarti. Preghiamo... dersi su più sedie, alla voglia di tenersi aperte più porte. C'è una decisione da prendere, ed è definitiva. C'è un coraggio da mostra- re e lo si manifesta con gesti concreti. Tutto quello che ritarda, impaccia,ap- pesantisce diventa un ostacolo da cui liberarsi. Perché Colui che sta per arrivare non merita solo gli scampoli della nostra esistenza, le frattaglie del nostro tem- po, ma tutta la nostra intelligenza, il nostro cuore, le nostre risorse, la no- stra volontà. In famiglia Dio di tenerezza e di misericordia, tu ti sei ricordato delle tue promesse I~ : e hai inviato a noi l'ulti1no dei profeti dell'antica alleanza. E' lui che fa udire la tua voce nei nostri deserti ed apre il nostro ani1no alla gioia dell'incontro.
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    Dicembre 04 30DOMENICA DI AWENTO - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, tu non sei come ti abbiamo immaginato. Sapremo accogliere le sorprese del tuo amore? Signore, pietà! Cristo Gesù, tu ci proponi di cogliere i segni della tua presen- za. Ma i nostri occhi sapranno riconoscere le tue tracce? Cristo, pietà! Signore Gesù, tu ci chiedi di vivere in modo nuovo, secondo il tuo Vangelo. Ma noi siamo pronti a cambiare, a convertirci? Signore, pietà! l'lì G iovanni è in prigione. Ha sen- tito parlare di Gesù, di quello che sta facendo.Quello che gli rife- riscono, tuttavia, non sembra pro- prio andar d'accordo con le sue attese. Per lui il Messia è uno che farà piazza pulita, senza mezzi ter- mini. Spazzerà scandali ed ingiusti- zia, ripristinerà un rapporto auten- tico e sincero con Dio. Eserciterà in modo lucido e implacabile il giu- non con le idee o le dotte disquisi- zioni. Un invito a restare sul terreno con- creto della vita quotidiana. Un invito a cogliere il nuovo nelle parole e nei gesti di ogni giorno. Un giudizio costruito su quello che si vede e si tocca. E se oggi la stessa domanda fosse rivolta anche a noi? Se oggi noi do- vessimo fornire una risposta sullo poveri e profeti come lui. Basta far- si un giro per i supermercati - veri templi domenicali in questo perio- do - per rendersi conto della po- tenza del consumismo. Imbottisce di roba e fa perdere il desiderio di ciò che è essenziale. Ma ci sono persone che continuano a sperare, persone che si portano dentro una fame che nessun prodotto natalizio può colmare, una sete a prova di dizio. Gesù non è pro- prio un Messia di questo Una pista per l'omelia qualsiasi intruglio più o meno frizzante e colora- 'i genere. E probabilmente Gio- vanni ha sentito qualco- CIÒ CHE UDITE E VEDETE to. Questi hanno diritto ad sa che rimette in discussione la sua immagine dell'Inviato di Dio. Offre misericordia, mangia con i pecca- tori, si rivolge ai poveri, guarisce e l'isolleva quanti sono abbattuti. Ecco perché la domanda: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?". La risposta di Gesù è altrettanto franca e chiara: "Andate e riferite a Giovanni quel- lo che udite e vedete... ". Un invito a misurarsi con la realtà, stesso terreno? Ci sarebbe, da qual- che parte ancora, qualcuno che attende come Giovanni il Battista e che si sentirebbe rincuorato dal racconto di quello che sta accaden- do' La scommessa del Cristianesimo e delle Chiese è tutta qui. È vero: c'è gente in giro che non si fa più do- mande e che non coltiva più atte- se.Almeno di quelle attese che por- tava in cuore Giovanni e tanti CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore, noi sappiamo che tu non ci abbandoni alle nostre diffi- coltà. Per questo, animati dalla speranza, ti diciamo: Signore, donaci la tua gioia! o Signore, porta luce e gioia nelle giornate dei cristiani. La tua Parola li accompagni Preghiamo... o Signore, aiuta tutti gli uomini e le donne di buona volontà, che lavorano per la giustizia e per la pace. Preghiamo... o Signore, sostieni tutti quelli che attraversano momenti diffici- li Metti accanto a loro degli amici, dei fratelli Preghiamo... o Signore, non lasciarci mancare i profeti, che denunciano le ingiustizie e difendono i diritti dei poveri. Preghiamo... o Signore, benedici il lavoro di quelli che seminano un po' di allegria e di umorismo nel cuore degli uomini· gli attori e i pagliacci del circo, gli animatori di serate. Preghiamo... una risposta, vera e con- creta, come quella fornita da Gesù. Hanno diritto a misurare il cambia- mento. Solo il racconto di ciò che accade li può convincere. Quel rac- conto che mette noi , Chiese dell'Occidente, brutalmente per terra di fronte ai tanti "miracoli" delle Chiese del Terzo Mondo. E ci fa provare la struggente nostal- gia di un 'esistenza cristiana pit1 le- gata al Vangelo, pit1 audace nella carità. In famiglia Sulla soglia della tristezza, nella foresta degli affanni, tu vieni a visitarci, o Dio, tu che ci conosci meglio di noi stessi vieni a portarci la tua gioia e a condurci su un sentiero di luce. '.1
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    Dicembre 04 40DOMENICA DI AWENTO - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, Dio ci parla in tanti modi, ma noi non sappiamo ascoltarlo come ha fatto Giuseppe. Signore, pietà! ...... Epiuttosto singolare. E non man- ca mai di sconcertare. Giu- seppe nei vangeli non parla. Non ci viene riferita neppure una parola uscita dalla sua bocca. Giuseppe ascolta e agisce. Ascolta Dio che parla, Dio che an- nuncia qualcosa di grande che lo tocca da vicino, al ptmto da scon- volgere la sua vita affettiva. Dio non lo fa con mezzi potenti, con la forza indiscutibile di una mani- Cristo GeSti, Dio ci domanda di fidarci di lui, ma noi non riuscia- mo ad accogliere i suoi progetti come ha fatto Giuseppe. Cristo, pietà! "padre putativo": se Giuseppe non interviene nel concepimento di GeSti, la sua tuttavia è una paternità esercitata con tutte le sue risorse, un accompagnamento concreto, affettuoso, fedele di un bambino verso la giovinezza e l'età adulta. Giuseppe accetta. Giuseppe obbe- disce alle parole dell'angelo.Si fida. Senza chiedere garanzie, prove, ras- sicurazioni. Senza far notare che è Signore Gesù, Dio ci chiede di collaborare ad un disegno di amore, ma noi non abbiamo la stessa disponibilità e generosità di Giuseppe. Signore, pietà! per ripettoso. Giuseppe avrebbe la legge dalla sua parte. Gli consenti- rebbe di fare gesti plateali: un libel- lo scritto, un'azione pubblica di ri- pudio. Prima ancora che l'angelo gli parli Giuseppe aveva deciso altri- menti. Per affetto verso Maria? Perché non può credere che Maria gli sia stata infedele? Per rispetto davanti a una realtà misteriosa? Non lo sapremmo mai. Ci basti sa- festazione gloriosa. Dio si rivela nel sogno e parla al cuore di Giusep- pe. Gli dice che quel bam- Una pista per l'omelia pere che questo l'aveva fatto per un senso un po' nuovo di "giustizia". L'angelo lo chiama "figlio di Davide", discendente GIUSEPPE, UOMO GIUSTO bino che sta crescendo nel grembo di Maria viene da Dio ed ha una missione unica. Gli chiede di pren- dere con sé la donna e il bambino, di fare da padre a quest'ultimo. Col cuore, con l'intelligenza, con il suo lavoro, non solo di fronte alla società. Molte volte penso che si fa un gran torto a Giuseppe col chiamarlo piuttosto arduo assumersi certe re- sponsabilità solo sulla scorta di un sogno. Giuseppe risponde con i fat- ti. E sono i fatti di un uomo buono, di parola. Anche se non di tante parole. Il vangelo di Matteo lo pre- senta come un "giusto" . Il che non vuoi dire intransigente, duro, infles- sibile esecutore della legge. "Giu- sto" sta per delicato, per benevolo, CAROVANA DIINVOCAZIONI Vicini al Natale, ne viviamo già intensamente la gioia. Con la col- laborazione di creature semplici efiduciose, come Maria e Giu- seppe, tu ci hai donato l'Emmanuele. Come possiamo dubitare del tuo amore per gli uomini? Diciamo insieme: Signore, trasforma la nostra vita! • Signore, ti preghiamo per tutti i bambini e le bambine del mon- do. Proteggili da ogni pericolo. Colmali di gioia e circondali di persone che vogliono loro tanto bene. Preghiamo... • Signore, mentre si avvicina lafesta del Natale, cresca la sere- nità e l'affetto nelle nostre famiglie. Aiutaci a trasmettere un po' di gioia a chi è nella tristezza. Preghiamo... • Signore, sostieni coloro che assistono e curano gli ammalati. Metti bontà, delicatezza e rispetto nelle loro parole e nei loro gesti. Preghiamo... • Signore, aiutaci ad esserefedeli ai buoni propositi chefaifio- rire nel nostro animo. Preghiamo... • Signore, non permettere che ci siano uomini e donne che do- vranno temere per la loro vita anche il giorno di Natale. Fa' crescere la pace nel mondo. Preghiamo... della famiglia del re Da-vide.E ce lo fa conoscere in un'altra veste. Come colui che salda, con la sua paternità, il Messia alle promesse antiche. L'Atteso non doveva essere un "discendente di Davide"? Paradossalmente è proprio Giu- seppe ad assicurare questo compi- mento con la sua paternità di cuo- re, non di sangue. In famiglia Benedetto sei tu, Signore, perché in Gesù, il tuo Figlio, hai realizzato ogni promessa. Benedetto sei tu per Maria e Giuseppe e per tutti quelli che, come loro, si rendono disponibili a vivere l'avventura della fede.
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    IM.'M§INI Gennaio 05BATTESIMO DEL SIGNORE" -----------PER UN'AZIONE DI GRAZIE - - - - - - - - - - - Benedetto sei tu, Messia atteso, che vieni nella nostra carne e diventi il servitore dei poveri. Benedetto sei tu, Signore dei signori, che oggi discendi nel Giordano con il popolo dei peccatori. Benedetto sei tu, Pastore dei popoli, oggi tu intendi la voce del Padre e ricevi la consacrazione dello Spirito. Con Giovaruti Battista noi proclamiamo la tua gloria, con Giovanni Battista confessiamo la tua presenza in mezzo a noi e ci mettiamo sui tuoi passi per ricevere da te una vita nuova. Sì,a dispetto del proverbio che tutti co- è il salvatore di tutti gli uomini. Così nella traccia alcuna di peccato. Uomo tra gli uo- noscono C<L'Epifania tutte le feste porta festa dell'Epifania, il 6 gennaio, abbiamo mini, egli viene riconosciuto come il Figlio, via») è questa festa del Battesimo del Si- ricordato quegli stlani e misteriosi perso- venuto a realizzare il progetto di amore che gnore Gesù l'ultima festa del tempo di naggi che vengono da lontano, seguendo il Padre gli ha affidato. Con la forza, con la Natale. Lo scenario, è vero, è cambiato. E di una stella, e giungono fino a Gesù. I doni saggezza che gli vengono dallo Spirito. In molto. Non siamo più a Betlemme. Niente che gli offrono mostrano come in lui, anco- questo modo incarnazione e missione ven- grotta, mangiatoia e pastori. E, soprattutto, ra bambino, riconoscono il Signore del gono saldamente congiunte. Quel bimbo Gesù non è più un bambino. Ora è un adul- mondo. In quei magi siamo rappresentanti che abbiamo contemplato nella mangiatoia to. E tuttavia, nonostante la grande diversità tutti noi che, senza appartenere ad Israele, è venuto proprio per questo. Come non ci di scenario e di personaggi, proprio questo abbiamo creduto in Gesù e lo riconosciamo si attendeva la sua nascita in un alloggio di episodio ci permette di intendere ~===================~ fortuna, in condizione di povertà, così meglio il senso del Natale. E' come Una pista per l'omelia per molti risulterà strano il suo modo se la liturgia ci prendesse per ma-no di agire. Eppure è proprio lui quel ser- e ci volesse far contemplare il mis- UN FESTA "NATALIZIA" vo di cui aveva parlato il profeta Isaia tero dell'Incarnazione attraverso (prima lettura di quest'oggi).Viene per tre quadri. Quello del Natale, il 25 dicembre. come il nostro Signore. offrire misericordia, non per condannare; Gesù nasce a Betlemme, la città di Davide. Anche quella di oggi è una scena di "mani- viene per rialzare chi vacilla, non per abbat- Non solo a causa del censimento, ma per- festazione". Con una novità, però: essa pre- tere chi è ftagile e debole. Viene a portare ché proprio lui è il "discendente di Davide", lude direttamente ad una "missione". Lo un annuncio di gioia, non la notizia del giu- il Messia atteso. Nasce povero e a riconos- Spirito che discende in forma di colomba, la dizio imminente. Le sue parole e le sue azio- cerio sono dei poveri, i pastori del luogo voce del Padre che riconosce il suo Figlio ni saranno una consolazione e una speranza che però sono anche i "pa-stori del re". In "confermano" in Gesù l'intenzione di dare per tutti i poveri, i malati, i prigionieri del loro riconosciamo tutti quelli che apparten- inizio alla sua predicazione pubblica. Me- male che lo incontreranno. gono al popolo di Israele e che hanno atte- scolato alla folla dei peccatori che vanno da Se il Figlio si è fatto uomo è proprio per so e accolto il Messia. Giovanni il Battista, egli può essere confuso questo: per condividere la nostra vita e per Ma Gesù non è venuto solo per Israele. Egli come uno di loro, anche se in lui non c'è trasfigurare le nostre esistenze. CAROVANA DI INVOCAZIONI Il Battesimo di Gesù al fiume Giordano ci ha fatto ricordare il nostro Battesimo e il cammino di fede che stiamo percorrendo. Il Signore ci faccia crescere ogni giorno nel suo amore. A lui diciamo insieme: Ravviva in noi il tuo dono, Signore! o Signore, ti preghiamo per la nostra parrocchia, comunità dei battezzati' ogni cristiano apra il suo cuore alla tua Parola di amore e di misericordia. Preghiamo... o Signore, ti preghiamo per i nostri genitori che hanno chiesto per noi il Battesimo: siano per noi testimoni autentici e disce- polifedeli di Gesù. Preghiamo... o Signore, ti preghiamo per tutti i ragazzi che riceveranno il Battesimo:trovino degli amici che comPiono assieme a loro l'itinerario che conduce a te. Preghiamo... o Signore, ti preghiamo per i catechisti e gli educatori: la loro parola desti in noi il desiderio di cercarti e di ascoltarti. Preghiamo... o Signore, ti preghiamo per noi' non permettere che le feste del Natale passino invano. Ridesta in noi il desiderio di incon- trarti e la gioia di fare qualcosa per gli altri Preghiamo... In famiglia Padre, con lo Spirito hai colmato della tua saggezza e della tua bontà Gesù, perché portasse l'acqua della tua grazia a questa nostra terra inaridita. Con la forza dello stesso Spirito fa' che siamo sempre più fedeli all'alleanza battesimale che ci lega a te per sempre.
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    , Maggio 05 CORPOE SANGUE DI CRISTO -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, in ogni Eucatistia ti doni a noi come Pane di vita. Signore, pietà! Forse non ci abbiamo mai pensato, ma quando andiamo a ricevere la santa Comunione noi compiamo due gesti che ci mettono nello stato d'ani- mo giusto. Due gesti che passano attraverso il corpo, per raggiungere il cuore. Due gesti che dovrebbero far nascere due atteggiamenti precisi. Ci mettiamo in cammino, muovendo- ci dal nosu-o posto e formando una processione più o meno lunga. Questo staccarsi e andare, que- Cristo Gesù, tu vuoi riunirei in una sola famiglia, in un solo corpo. Cristo, pietà! Pane che riceviamo ci trasfonna, dal di dentro. Ci sentiamo figli di uno stes- so Padre e fratelli ua. noi. Awertiamo che il Cristo ha donato la sua vita, ha versato il suo sangue, perché tutti noi fossimo libela.ti dal dominio del male e diventassimo "un solo corpo". E poi c'è il gesto di tendel-e la mano. Gesto che per alcuni è stata una ovità, quasi iniverente. Ma per chi ha dimestichez7..a con la storia della co- Signore Gesù, tu ci prometti la vita eterna, tu ci chiami alla comunione con te per sempre. Signore, pietà! vero, uno che awerte come senza quel Pane tutto sia più difficile, se non addirittura impossibile. Quel Pane spezzato per la vita del mondo è un Pane che sostiene tutti coloro che vogliono mettersi sui passi di Gesù, tutti quelli che hanno deciso di pren- dere sul serio il suo Vangelo. Non si ua.tta di persone perfette, di gente immune da peccati, da debolezze, da fragilità. Ogni volta che cominciano la celebrazione della Messa si bat- sto aggregarsi e mettersi insie- me mi sembra abbiano due si- gnificati. Da una parte sono il segno del desiderio, di chi va incontro, di chi attende un dono Una pista per l'omelia tono il petto, invocando il per- dono di Dio. Pochi momenti prima della santa Comunione e raccorcia le distanze per poter rice- vedo Plima. Ma esprimono anche una "condizione" che è tipica del C1-eden- te. Sì, perché ogni credente, a partire da Abramo, è proprio un pellegtino, uno che è in ascolto della Parola di Dio e che va là dove essa lo conduce, uno che quaggiù non ha una stabile dimora e che cammina verso la casa eterna. Ma poi, nello stesso tempo, il mettersi insieme ci fa sentire un po- polo, una famiglia, una Chiesa. Quel .... PANE CHE DA LA. VITA munità cristiana si ua.tta del gesto più antico con cui ricevere la santa Co- munione. Tanto antico che un Padre della Chiesa giunge addirittura. a spie- gare dettagliatamente come dispolTe la mano sinistra e quella destra quan- do si va a licevere il Corpo di Cristo. Tendere la mano: gesto cii invocazio- ne, richiesta di aiuto, di soccorso. Gesto dei poveri, gesto degli affiunati. E ognuno di noi che si accosta alla mensa eucaristica è veramente un po- CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore nostro Dio, il tuo Figlio Gesù ci ha donato tutto se stesso, la sua stessa vita. Il suo corpo e il suo sangue ci aiutano ad affrontare le difficoltà della nostra esistenza. Per questo, uniti insieme, ti diciamo: Signore, donaci ilpane della vita! o Dona ai cristiani di questa parrocchia la gioia di ritrovarsi insieme per la Messa domenicale. La tua Parola ci porti luce e gioia. Preghiamo... o Ridesta la coscienza di coloro che si sono allontanati da Te, perchè possano trovare la gioia di incontrarti ancora. Preghiamo... o Sostieni i malati, e in particolare quelli che devono a.ffrontare cure dolorose. Non lasciar mancare loro la forza che viene dalla Santa Comunione. Preghiamo... o Metti tanta pazienza e tanto amore nelle persone che si prendono cura degli anziani. SaPPiano trasmettere serenità e coraggio. Preghiamo... o Ricordati di tutti coloro che portano ai malati e agli anziani il Pane consacrato. Rendili premurosi nei confronti di tutti quelli che incon- trano. Preghiamo... o Dona agli agricoltori un raccolto abbondante. E fa' che tutti noipro- viamo riconoscenza pel' i frutti della terra. Preghiamo... ognuno liconosce "Signore, io non sono degno...". Ma tutti sanno che l'avventura della fede è segnata dalla grazia, da llil aiuto che d raggiunge, da un sostegno imprevisto. E quel Pane che è il Corpo di Cristo Ua.smette la sua stessa vita. Mi piace concludere queste note citando, a braccio, quello che mi pare ebbe a dire un Padr-e della Chiesa: Di ogni cibo, Signore, si deve dire che esso diventa noi stessi. Ma il tuo cibo d trasforma in te, d rende simili a te. In famiglia o Signore, ogni domenica tu ci doni di spezzare il tuo Pane. Donaci di farlo con semplicità e con rispetto. E apri il nostro cuore alle richieste dei poveri, Per Cristo nostro Signore. AMEN.
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    Dicembre 04 Ti rendiamograzie, o Padre, per il tuo Figlio, che ha obbedito a Maria e a Giuseppe e che ha trovato in loro un affetto smisurato, una difesa e una pro- tezione in ogni momento di pericolo. Ti rendiamo grazie per Maria, che conservava nel suo cuore ogni parola e No, la famiglia di Gesù non è pro- prio una famiglia privilegiata, una famiglia tranquilla senza problemi. Par- tecipa alla storia, alle vicende liete e tri- sti che accadono, e, proprio per questo - per difendere l'incolumità di Gesù - Maria e Giuseppe devono emigrare. Andare all'estero, per proteggere Gesù, e poi tornare, quando il pericolo è pas- sato. Com'è purtroppo attuale questa storia, anche ai nostri giorniI Penso alle famiglie di tanti paesi che affronteranno lJN CANTICO DI GRAZIE ogni gesto, e per Giuseppe che si è la- sciato guidare nel cammino tortuoso della sua famiglia. Ti rendiamo grazie per tutti i genitori che si amano e che amano i loro figli, per tutte le fedeltà che alimentano la fiducia ,per i figli e i genitori che non oggi, con i loro problemi, le loro inquie- tudini. Perché di problemi la f<lmiglia di Nazaret ne ha <lVllti, ecl i più grossi, per dire la verità, li ha creati proprio Gesù. Il che ci fa capire che il modello di fa- miglia cristiana non è Uf1(j famiglia che gode di una vita tranquilla, senza sus- sulti, ma piuttosto una famiglia che sa compiere la volontà di Dio anche nei tempi burrascosi. Una famiglia guidata dalla fiducia nel SANTA FAMIGLIA esitano a sacrificarsi gli uni per gli altri. Ti rendiamo grazie per tutto quello che ci hai donato in questo anno, nel nome di Cristo, per ogni gesto di solidarietà e di fraternità che ci ha rincuorato e per tutti quelli che hanno donato la loro vita come Gesù. diente, e coscienzioso, non era certo un figlio "facile". La sua identità, la sua missione, il compito che lo attendeva potevano mettere addosso una certa apprensione. Eppure Maria e Giuseppe hanno sapu- to svolgere il loro ruolo rispettando i diversi tempi della sua vita: l'infanzia, la fanciullezza, la giovinezza, l'età matura. Accompagnandolo con tenerezza e affetto e lasciandolo libero quando venne il momento di anda- Una pista per l'omelia re. questo periodo dell'anno da emigranti. Emigranti for- zati, non per scelta. Emi- UNA FAMIGLIA "NORMALE" Del resto è proprio questo che Dio si attende dai geni- tori. Il loro è, e resterà, un granti immersi nella penuria, nell'an- goscia, nella paura, nei mille disagi che si provano quando si è lontani dalla propria casa, in mezzo a gente che ap- partiene ad un'altra cultura, che parla un'altra lingua, che professa una reli- gione diversa. Ebbene, è stata questa la sorte della fa- miglia di Gesù.E qllesto la rende ancor più vicina alle tante famiglie di ieri e di Signore, quella fiducia che addolcisce le pene, offre un sostegno nei giorni della prova, riempie il cuore di gratitu- dine quando tutto va bene. Una famiglia in cui ci si Vllole bene, tanto bene. Forse senza bisogno di ricorrere a tante parole, ma con i gesti, gli atteggiamenti, le azioni di ogni gior- no. Gesù, per quanto buono tosse, e obbe- CAROVANA DI INVOCAZIONI Preghiamo per noi e per le nostre famiglie, per tutti quelli che ci vogliono bene e per quelli che stanno attraversando dei mo- menti difficili Diciamo insieme: Padre, colma di bontà il nostro cuore! o Ti preghiamo per lafamiglia di tutti i cristiani, che è la Chie- sa: ogni discepolo di Gesùfaccia la sua parte per renderla Più bella ed accogliente. Preghiamo... o Ti preghiamo per i nostri papà e le nostre mamme: ricompen- sali tu per tutto il bene che ci vogliono. Preghiamo... o Ti preghiamo per tutti i bambini ed i ragazzi che SOttO senza affetto. Fa' che non li dimentichiamo e che facciamo qualcosa per nonfarli sentire soli Preghiamo... o Ti preghiamo per tutti i giovani che cercano la loro strada: metti nel loro cuore tanto coraggio e tanta generosità. Preghiamo... o Ti preghiamo per i nonni che abbiamo infamiglia. la loro sag- gezza e la loro esperienza siano per noi un tesoro prezioso. mestiere a rischio.Ma quando a guidar- li sono la fede in Dio e l'amore non c'è avversità che sia insormontabile. Perché per chi fa la volontà di Dio e affronta i diversi ostacoli senza perdere saggezza e bontà, tutto si rivela "prov- videnziale". Anche le pene, anche le prove, anche le sofferenze. E dopo ogni semina arriva sempre il tempo del raccolto. In famiglia Grazie, Signore, per questa famiglia che ci hai donato. Grazie perché ogni giorno tu ci offri la possibilità di crescere insieme, genitori e figli, nella fede e nell'amore. AMEN.
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    Gennaio 05 2aDOMENICA ORDINARIO -----------PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, abbiamo peccato contro di te e contro il nostro prossimo. Signore, pietà! GioVanni non ha affatto l'intenzione di occupare a lungo la scena. Non oltre il necessario. Ha ricevuto un compito: preparare la strada al Messia. E lo ha onorato. Ha gridato a squarciagola, ha invitato alla conversione, alla penitenza. Ha pronunziato in pubblico an-che ve- rità scomode,attirandosi l'ira del poten- te di turno. Prima o poi qualcuno gliela farà pagare. Ha chiesto a tutti di cam- biare vita:dai devoti ai ministri Cristo Gesù, le nostre divisioni sono contro la tua volontà e impediscono una testimonianza comune. Cristo, pietà' progetti del Messia.Accettando di scom- parire, semplicemente perché ora tocca ad un altro. Da questo punto di vista Giovanni il Battista è uno splendido esempio per ogni cristiano, per ogni genitore e per ogni educatore. Ha ricevuto un compito e lo svolge consacrandogli tutte le sue energie. Ma non vi è attaccato al punto di non saper farsi da parte. Non è stato facile per lui Signore Gesù, non ti abbiamo amato abbastanza nei nostri fratelli e sorelle, creati a tua immagine, ma diversi da noi. Signore, pietà! Anch'essi sono chiamati a scomparire,a farsi da parte, quando una persona diventa adulta, quando è in grado di prendere nelle sue mani la propria esi- stenza. Senza far pagare debiti di rico- noscenza, senza esigere posti di riguar- do, senza pretendere di continuare all' infinito un compito che, invece, è pro- prio "a termine", almeno in quel modo e con quei connotati. del culto, dai soldati ai pubbli- cani. Ora è giunto Gesù, e quin- di il suo compito è terminato. Deve solo indicare il Messia a Una pista per l'omelia Benedetto Giovanni, irsuto co- me il vestito di peli di cammello che porti indosso, selvatico co- me le cose che mangi, roco a furia di gridare un annuncio sco- UN PROFETA A TERMINE coloro che gli stanno attorno. E lo fa, con la solita schiettezza e sincerità:"Ec- co l'Agnello di Dio, ecco colui che to- glie il peccato del mondol '' . Ha visto lo Spirito scendere su Gesù e ora gli rende testimonianza: è lui il Figlio di Dio, è lui che ora gli "passa avanti", ma in eff~tti era "prima"di lui. CosÌ si chiude la sua missione profetica, con lill passaggio di testimone. Senza ipoteche sul futuro, senza ingerenze sui smuovere gli animi, ma ora non clùede nessun riconoscimento a Colui che, in fondo, ha trovato (almeno un poco) la strada spianata. Quando lino si riferisce al suo lavoro e lo designa come un "ser- vizio" dovrebbe rifarsi subito a questo profeta e al suo modo di "staccare". Ma Giovanni è anche un modello per tutti i genitori e per tutti gli educatori, per quanti hanno il compito, delicato e difficile, di iniziare alla vita e alla fede. CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore Dio nostro, se veramente riconosciamo che tu sei il Padre di tutti, non possiamo Più ignorare tante situazioni di patimento e di miseria. Animati dalla speranza, ti diciamo: Infondi in noi il tuo Spirito di carità! • Ti preghiamo per i cristiani: prendano a cuore la sorte di tan- ti poveri, che mancano del necessario per vivere. Preghiamo. • Ti preghiamo per i nostri genitori: perché ci mostrino come si fa ad aiutare il nostro prossimo. Preghiamo. • Ti preghiamo per i catechisti e gli animatori dei gruPPi: la loro pazienza, il loro impegno, la loro fantasia ci facciano crescere insieme. Preghiamo. • Ti preghiamo per chi è appena arrivato nel nostro paese, nella nostra classe,nel nostro gruppo sportivo:fa' che sappia- mo accoglierlo con gioia e metterlo a proprio agio. Preghiamo. • Ti preghiamo per noi, che abbiamo a disposizione molte cose, perchéfacciamo qualcosa per chi è senza casa, senza scuola, senza lavoro e senza medicine. Preghiamo. modo per tutti quelli che gradiscono lasciare le cose come stanno, clù si aspetterebbe questa delicatezza e ques- ta umiltà nei confronti di Gesù? Eppure proprio cosÌ accade: la "voce che grida nel deserto" si spegne, perché si possa udire un'altra voce, la stessa Parola di Dio che si è fatta carne. I gesti di peni- tenza non vengono più celebrati, per- ché non è più il tempo dell'acqua, ma dello Spirito. In famiglia Signore, nostro Dio, tu ascolti il grido dei poveri e non ignori il pianto di quelli che sono disperati e soli. A noi offri la possibilità di essere compassionevoli e di mostrare coi fatti che siamo tutti tuoi figli e fratelli tra noi, in Cristo nostro Signore.
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    Gelll/aio 05 30DOIVIENICA ORDINARIO ------ PER CHIEDERE PERDONO (nella Settimana per l'Unità dei cristiani) - - - - - - - Signore Gesù, tu sei la nostra luce. Insegnaci a vedere in ogni uomo un fratello. Apri i nostri occhi. Signore, pietà! Un annuncio comincia a percorrere la terra di Israele. È un annuncio di gioia, tm "vangelo". Dio è in mezzo al suo popolo, fra poco tutti vedranno i segni della sua azione. Dio prende nelle sue mani l'esistenza degli uomini e non c'è nulla che possa ostacolare il suo pro- getto di amore e di pace. Dio vuole offri- re una vita nuova, la sua stessa vita, per- ché gli uomini non vivano più in un modo qualsiasi, ma nella pienez- Cristo Gesù, tu sei la nostra pace. Insegnaci a superare le divisioni. Apri i nostri cuori. Cristo, pietà! adattarsi al loro guscio tm po' tiepido, alle loro decisioni scontate, alle loro mezze verità. Ma questo annuncio non tollera di esse- re catalogato tra le tante speranze dell'umanità, tra le tante ragioni per andare avanti, non vuole riempire tmo dei tanti spazi che si aprono negli scaf- fali del cuore umano. No, per esso bisogna essere disposti a Signore Gesù, tu sei il nostro pane di vita. Insegnaci a condividere i nostri beni.Apri le nostre mani. Signore, pietà! Gesù li chiamò a lasciare tutto per seguirlo? Si intendevano di reti e di barche, di pesci e di correnti, di bur- rasche e di bonacce. Ma ora era su tm'al- tra strada che il profeta venuto da Nazaret voleva condurli. Pescare uomini non è la stessa cosa che pescare pesci. Molto più esaltante, ma anche molto più difficile! Molto più complicato, ma anche molto più urgente! za, nella gioia. Un annuncio che cambia la vita esige, però, di essere ac-colto totalmente, con fiducia smisura- Una pista per l'omelia PESCATORI DI UOMINI Il vangelo di Matteo dice che non ci pensarono su molto. Il loro fu uno stacco deciso. Come decisa deve essere la conversio- ne di ogni discepolo. Senza rim- ta. Ecco perché Gesù, che porta questo "vangelo" chiede "conversione". C'è un cambiamento che è richiesto: il cuore, l'intelligenza, la volontà sono chiamati ad abbandonare i loro comportamenti ed atteggiamenti di prima , sclerotici, e ad assumere la novità fino in fondo,sen- za resistenze. Questa"conversione" non è facile:acco- gliere il nuovo non è mai stato facile, perché tutti, in fondo, fmiscono coll' mollare tutto, a bruciare tutto ciò che sta alle spalle, ponendo tutta la fiducia nel futuro che il Messia disegna con la sua parola e i suoi gesti. Del resto questo Inviato di Dio non vuole fare tutto da sé:cerca collaborato- ri, disposti ad affrontare i sentieri stretti e ripidi che si devono percorrere per donare a tutti la salvezza."Pescatori di uomini"! Cosa avranno capito Pietro e Andrea, Giacomo e Giovarmi, quando CAROVANA DI INVOCAZIONI Padre, il tuo Vangelo è per ogni uomo. E tu chiami ognuno a col- laborare al tuo progetto di salvezza. Ascolta la nostra preghie- ra, perché viviamo con coraggio l'avventura del Regno. Nella speranza ti diciamo: Padre, venga il tuo Regno! o Gesù ci ha detto che il tuo Regno è in mezzo a noi: egli è qui per strapparci al male e donarci una nuova vita. Liberaci allo- ra dall'egoismo, dalla cattiveria, dall'ingiustizia. Preghiamo... o Gesù si è manifestato come il Messia atteso. Donaci la forza di seguirlo e di continuare la sua opera. Preghiamo... o Gesù è la grande luce che hai inviato agli uomini Dona spe- ranza a quelli che sono sfiduciati, disperati, abbattuti Preghiamo... o Gesù si è servito di collaboratori per realizzare il tuo proget- to di amore. Fa' che ognuno di noi scopra in quale modo ci chiami a lavorare per te. Preghiamo... o Gesù chiede di lasciare tutto, pur di seguirlo. Donaci giovani pieni di coraggio, che accettano anche grandi sacrifici, pur di portare in ogni terra il Vangelo e la solidarietà. Preghiamo... o Gesù è venuto perfare di tutta l'umanità una solafamiglia:fa' che tutti i cristiani diventino un lievito di pace nel mondo. Preghiamo... pianti, senza inutili e lunghi addii. Quando il nuovo arriva o si è disposti ad ardere completamente, oppure è me- glio lasciar perdere. Non potevano immaginare, neanche lontanamente, dove li avrebbe portati quella loro decisione. Stavano affidando la loro vita a Gesù. E lui li avrebbe con- dotti sulle strade del mondo, a seminare la sua "buona novella" nei solchi della storia. In famiglia Signore, oggi tu ci affidi il Vangelo di Gesù e ci chiedi di diventare "pescatori di uomini". Liberaci dalle catene del rispetto umano, togli dal nostro cuore ogni paura ed incertezza. Allora diventeremo collaboratori del tuo Spirito. In Cristo nostro Signore.
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    Gel/naio 05 4aDOMENICA ORDINARIO -----------PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, a quanti cercano il Volto di Dio, tu offri la parola del Vangelo, una strada di luce. Signore, pietà! Beati! Fortunati! Felici! E non pro- nunciato una volta sola, ma per ben nove volte, una di seguito all'altra. Una parola che diventa quasi martellante e si imprime bene nella memoria. Peccato che,ad andare a vedere le cose da vicino, si resta poi sorpresi, e addirit- tura delusi. Sì, perché le categorie che rientrano in questa proclamazione non sono decisamente classificate come in- vidiabili nella scala costruita dalle Cristo Gesù, la tua morte e risurrezione ci mostrano il prezzo della vera gioia. Cristo, pietàl Beati i miti? Coloro che non alzano la voce, che rinunciano ad esercitare la forza per risolvere i conflitti, che voglio- no essere estranei ad ogni violenza? Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia? QuelJi che, spesso, vengono considerati gli eterni arrabbiati, i guastafeste, gli scontenti, quelli che lottano per la dignità ed i diritti dell'uomo e si impe- Signore Gesù, tu vuoi rendere più viva la nostra speranza nel Regno. Signore, pietà! le intenzioni cattive, i doppi sensi? Beati i perseguitati' Coloro che sono da sempre oppressi, calpestati, imprigiona- ti, torturati, solo perché cercano giusti- zia e non sono disposti a venire a patti col potente di turno? Beati quelli che patiscono insulti e calunnie, a causa di Cristo, solo perché gli sono fedeli e fanno risultare,in modo visibile,col loro comportamento, la malvagità di chi li convinzioni comuni. Beati i pove- ri? Coloro che,lungi dal contare su se stessi, sulle proprie doti, sulla propria disinvoltura ed abilità,sen- Una pista per l'omelia BEATI! condanna' Ma come si fa a consi- derarli felici tutti questi che costi- tuiscono da sempre l'immagine vi- vente delJa sofferenza e delJa de- tono di non poter farcela senza Dio e senza gli altri' Colo-ro che, non avendo a disposizione molti mezzi, non si illu- dono neppure di poter comprare per- sone o cose, per raggiungere i loro scopi? Beati gli afflitti' Quelli che soffrono, che sprofondano nel dolore, nella tristezza, coloro che hanno non una, ma tante ragioni per dolersi del loro stato attua- le' gnano sempre in battaglie perse? Beati i misericordiosi' Quelli che per- donano e, proprio per questo, vengono considerati dei deboli, degli incapaci, degli individui senza personalità, senza nerbo' Quelli che riservano a tutti una benevolenza immeritata e spropositata? Beati i puri di cuore? Quelli che vengo- no sempre ritenuti degli ingenui perché non sanno proprio riconoscere le ma- novre segrete, gli accordi di sottobanco, CAROVANA DI INVOCAZIONI o Padre, nel nostro cuore risuona la parola del tuo Figlio, che ha proclamato "beati" i poveri, gli afflitti, i perseguitati Per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo: Il tuo Spirito trasformi i nostri cuori! o Signore Dio, il tuo Vangelo è una bella notizia per tutti. Fa' che l'accogliamo con gioia e lo seguiamo con impegno. Preghiamo... o Signore Dio, metti nel cuore dei Piccoli e dei grandi il deside- rio di incontrarti. La parola di Gesù ci conduca a te e ci rive- li il tuo volto. Preghiamo... o Signore Dio, non permettere che l'egoismo rovini le nostre giornate. Rendici aperti e generosi. Preghiamo... o Signore Dio, sostieni i missionari e le missionarie che porta- no dovunque il tuo Vangelo. Dona loro la soddisfazione di vedere ilfrutto delle loro fatiche. Preghiamo... o Signore Dio, insegnaci ad essere accoglienti e buoni con i Più deboli, con quelli che si trovano in difficoltà, con quelli che non hanno amici. Preghiamo... bolezza, del fallùnento da evitare con ogni cura? In effetti la loro condi- zione sarebbe tutt'altro che beata... Ma dal momento dle Dio si impegna per loro, dal momento che ne fa i primi de- stinatari del Regno... è per questo che devono essere ritenuti felici. I loro tor- menti, le loro pene sono solo passegge- ri: il passaggio doloroso che sbocca in una felicità senza fine.A loro Dio riserva il suo amore, la sua predilezione. E se le cose stanno così sono in buone mani. In famiglia Il tuo Regno si realizza per vie tanto strane, Signore! Perché tu non scegli la strada del potere, della ricchezza o l'uso della forza. Attraverso la misericordia e la mitezza il tuo Spirito cambia la faccia della terra, in Cristo nostro Signore. AMEN.
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    Febbraio 05 50DOMENICA ORDINARIO -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu ti sei fatto uomo per essere uno di noi. Insegnaci ad amare i fratelli come li hai amati tu. Signore, pietà! Cristo Gesù, tu hai compiuto la vo- lontà del Padre. Insegnaci a vivere del Vangelo, come tu hai vissuto della sua Parola. Cristo, pietà! inutili.A nulla vale avere grandi quantità di sale se non lo si distribuisce in piccole quantità per dare sapore alle pietanze. A nulla serve una gran quantità di luce che resta al chiuso e non affronta l'oscurità. Ma allora, per il discepolo di Gesù, vivere "disperso", immerso nelle più diverse si- tuazioni, non è una dolorosa necessità legata a situazioni contingenti,a tempi par- Signore Gesù, tu sei il Vivente, il Risorto. Insegnaci a testimoniare la gioia che hai trasmesso ai tuoi disce- poli.Signore, pietà! dare ordini.In questo "perdersi"c'è un mo- rire quotidiano, ma anche un'esperienza esaltante. Perché dare sapore a lUtto ciò che segna la vita umana è un compito grande e straordinario. Anche se si è chia- mati a lavorare con maggior fiducia e pa- zienza. Del resto quelli che vogliono mar- ciare uniti e compatti spesso soffrono proprio un'atroce crisi di fede: vorrebbero L reazione, tutto sommato, è scontata, prevedibile. Dal momento che siamo solo una minoranza, dal momento che i nostri valori, le nostre idee, le nostre scelte non sono condivise dai più...evitiamo di per- derei, di scomparire nella grande massa. Teniamoci stretti, uniti, restiamo fra noi. Per rinsaldare i nostri propositi, per scal- darci al fuoco che ci portiamo dentro,per sfuggire al pericolo di diventare insi- gnificanti. Una pista per l'omelia SALE E LUCE E' la tentazione che i discepoli di Gesù vivono tutte le volte che sono tentati di radunarsi per contarsi,per mostrare quanti sono, per ottenere essere garantiti, tutelati ad ogni passo, riparati dai rischi e dai per- icoli, sottratti agli insuccessi. Ma questo non è possibile. Come Gesù, anche quelli che credono in lui, de- vono realizzare il progetto di Dio un certo peso nella società. Ma quando chiede ai suoi di essere sale e luce Gesù sembra andare proprio nella direzione opposta. Il sale, per dare sapore ai cibi,deve abbandonare la saliera e seio- gliersi, scomparirr:. E anche la luce deve affrontare le tenebre se vuole offrire un punto di riferimento a chi è smarrito. Altrimenti sia il sale che la luce risultano ticolarmente tristi e difficili. No, questa è una condizione stabile, normale, necessa- ria. Per seguire Gesù, dunque, per restare fedeli al suo Vangelo, sarà necessario vin- cere la paura di sentirsi soli,rinunciare alla tentazione di essere sempre in gruppo,ac- cettare di affrontare la complessità della vita quotidiana dal di dentro, non rima- nendo alla fmestra,a fare gli spettatori o a nella povertà, nella semplicità, nella debo- lezza. E in effetti che cos'è un pizzico di sale davanti ad una grande massa di cibo? Che cos'è una piccola, flebile luce, in mezzo alle tenebre? Nulla, all'apparenza. Ma per chi ha smarrito il sapore della vita, basta poco sale per far ritrovare la speran- za.E per chi si è perso di strada anche una fiammella risulta preziosa. CAROVANA DI INVOCAZIONI Diciamo insieme: Tu che ami la vita, ascoltaci! o Padre, vogliamo parlarti di tanta gente che vive nella tristezza, perchè non ha il necessarioper sfamarsi, non ha un'abitazione dignitosa, non può difendersi daUe malattie. Fa' che tutti queai che dicono di credere in Dio siano pieni di bontà verso i Più poveri. Preghiamo... o Padre, dona ai bambini tutto l'affetto e le cure necessari per affrontare la vita con serenità. Trovino genito- ri disposti a collaborare con Dio e a trasmettere lafede in Gesù Cristo. Preghiamo... o Padre, Gesù ci haportato la sua luce perché noi la trasmettiamo a tutti queUi che incontriamo. Aiutaci a vive- re come Gesù, pieni di attenzione e di bontà verso gli altri Preghiamo... o Padre, dona forza e coraggio a queUi che si impegnano per gli altri Sostieni coloro che visitano i malati, che fanno compagnia agli anziani e queUefamiglie che ospitano adolescenti in difflColtà. Preghiamo... o Padre, vogliamo pregarti anche per queUi a cui non facciamo attenzione o che trattiamo con freddezza e antipatia. Aiutaci a non stare solo con i Più beai, i più simpatici, i Più inteUigenti. Fa' che sappiamo aiutare queUi che nessuno considera. Preghiamo... Primo lettore Noi ti benediciamo e ti rendia- mo grazie, Dio di bontà infInita, per i grandi segni del tuo amo- re profusi nel corso dei secoli sulle generazioni umane. GIORNATA DELIA VITA CAll'Offertorio) Secondo lettore (mentre si offre un mazzo difiori) Ti ringraziamo perchè ogni an- no ci rallegri con la nascita di nuove creature, che portano gioia nelle nostre famiglie. Ti ringraziamo per i fiori, che dis- semini sulla terra, perchè sono un'immagine delle molte risor- se che hai distnbuito tra i tuoi figli. Terzo lettore (mentre si offre il pane e il vino) Ti ringraziamo per i frutti della terra, e particolarmente per questo pane e per questo vino, che sono tuo dono e frutto del nostro lavoro. Aiutaci a spezza- re il pane con i deboli e i pove- ri, con gli affamati e quelli che patiscono la solitudine. Quarto lettore (mentre si offre un cero acceso) Ti ringraziamo per ogni esistenza, per i bambini e per gli anziani, per i ragazzi, per i giovani e per gli adulti Ogni uomo e ogni donna portano con sè un fram- mento della tua grandezza e della tua luce.
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    Giugno 05 10aDOMENICA ORDINARIO_ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu vieni proprio per noi, che sappiamo di essere peccatori e abbiamo bisogno della misericordia di Dio. Signore, pietà! Chi di noi dovendo scegliere uno dei suoi collaboratori più importanti andrebbe a cercarselo tra le persone di dubbia reputazione, tra i collabora- zionisti con il potere straniero, tra quelli che sono considerati degli im- broglioni e dei ladri patentati? Ebbene Gesù, scegliendo Levi-Matteo fa una cosa del genere. Perché un pubblicano, cioè un esatto- re delle tasse, era tutto questo: uno che raccoglieva le imposte Cristo Gesù, tu vieni proprio per noi, che conosciamo la nostra malattia e invochiamo la guarigione. Cristo, pietà pie, devote, i benpensanti. E, come se non bastasse, siede a tavo- la con gli esattori delle tasse - gente della stessa risma di Matteo - e con i peccatori - persone il cui comporta- mento pubblico lasciava a desiderare. Voglia di creare trambusto' Atteggiamenti dissacratori? Bisogno di destare l'attenzione dell'opinione pubblica? No, semplicemente fedeltà alla mis- Signore Gesù, tu vieni proprio per noi e ci chiami a collaborare al tuo progetto di salvezza, anche se siamo deboli e fragili. Signore, pietà! Per dire loro la misericordia di Dio, il suo amore, il suo desiderio di guarire e salvare, di strappare alle forze del male e al peccato. Oggi, dopo duemila anni, ascoltando il vangelo di questa domenica noi non possiamo fare a meno di domandarci se siamo rimasti fedeli a questa prio- rità, a questa scelta di Gesù. Oppure se, proprio come allora, sulla nostra bocca e nel nostro cuore ci sono piut- tosto le parole e i senti- Una pista per l'omelia per i romani, che erano gli invasori, uno che approfit- tava dell'ignoranza della povera gente per estorce- VENUTO PER I PECCATORI menti dei farisei. Dobbiamo riconoscere, comunque, che a leggere la storia della Chiesa si re più del dovuto, uno che sapeva come farsi da sé lo dio... stipen- Una scelta che, a distanza di duemila anni, non manca di stupire e di scon- certare. In effetti Gesù sembra lascia- re da parte tutti quei criteri che noi, invece, teniamo in grande considera- zione: la competenza, l'efficacia, le capadtà .direttive, la buona cultura, la fama specchiata, la dirittura morale. Così facendo crea, inevitabilmente, scandalo. Soprattutto tra le persone sione che Dio, il Padre, gli ha affidato. Un modo concreto per realizzare con i fatti quello che viene annunciato a parole, la Buona Novella che è desti- nata ad ogni uomo e ad ogni donna. I primi destinatari dell'azione di Gesù sono proprio i peccatori, i "malati", gli sbandati, quelli che non vivono in conformità con la legge di Dio, quelli che hanno un passato poco edifican- te alle spalle. Per loro, innanzitutto, egli è venuto. CAROVANA DI INVOCAZIONI Il tuo Figlio Gesù ha amato veramente tutti, Signore Dio, anche i pub- blicani e i peccatori. Guidati da questa certezza, ti diciamo: Dio misericordioso e buono, ascoltad! o Signore Dio, ti preghiamo per la Chiesa: accolga con bontà tutti quel- li che hanno sbagliato e si sono pentiti. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per tutti quelli che amano la pace e sono disposti a sacrificarsi per essa. RFalizza i loro sogni. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per tutti i genitori che sono in pena per i loro figli. Dona loro fzducia e speranza. Preghiamo... o SignoreDio, tipreghiamoper quelli che sono ricoverati in ospedale: tro- vino persone competenti e piene di umanità. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per tutti i bambini che attendono una fa- miglia e tanto affetto. Fa' che i loro desideri diventino realtà. Preghiamo... resta meravigliati talvolta di fronte a certe scelte, che sembrano essere in conformità a quella presa da Gesù nei confronti di Matteo. Agostino, pur con il suo passato piut- tosto burrascoso ed addirittura un figlio alle spalle, venne fatto vescovo di Ippona, nell'Africa settentrionale. Un personaggio come lui la Chiesa di oggi avrebbe l'ardire di metterlo alla guida di una diocesi? In famiglia o Padre, cambia il nostro cuore e aprilo alla compassione e alla generosità. Rendici attenti alle necessità di chi vive accanto a noi e pronti a perdonare e a chiedere perdono. Per Cristo nostro Signore. AMEN
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    IM.M~GINI Giugno 05. 11 a DOMENICA ORDINARIO_ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu sei venuto a portare consolazione e guarigione. Signore, pietà! Lvangelo di oggi si apre mostrando- ci il sentimento che Gesù prova di fronte alle folle che lo seguono: egli prova compassione per loro perché erano "stanche e sfinite, come pecore senza pastore". Proprio perché cono- sce le fatiche e le sofferenze della gen- te, proprio perché vede il loro sman'i- mento e il loro bisogno di speranza, Gesù manda i dodici in missione. E affida loro la Buona Novella. E tra- smene loro il suo potere, potere Cristo Gesù, tu sei venuto ad offrire riconciliazione e perdono. Cristo, pietà! del male, tune le forze oscure che si impossessano di una vita e la lacera- no, riducendola a brandelli. E, tra que- sti mali nascosti, trovano posto, natu- ralmente anche la caniveria umana, il peccato. Gesù non è affano geloso dell'annun- cio che il Padre gli ha affidato. Non tiene per sé neppure il potere di com- piere quei gesti che suscitano l'ammi- razione e lo stupore delle folle. Mene Signore Gesù, tu sei venuto a donarci una vita nuova. Signore, pietà! della gente, avverte il bisogno di accompagnare il Vangelo con i segni della misericordia, della consolazione, della guarigione, della vita. Lo sanno bene i missionari e le missionarie che si sono fani poveri con i più poveri della terra, per condividere le loro pe- ne, per stare accanto a quelli che non ce la fanno più, per soccorrere gli affa- mati, gli infermi, tutti coloro che sono stati privati della loro dignità. Lo sanno bene anche i molti di guarire e di cacciare i demoni. Non solo parole, dunque, anche se piene di consolazione, anche se vive ed efficaci, capaci di scen- dere nel più profondo del cuore. Una pista per l'omelia PAROLE E AZIONI "samaritani" che sanno trasmet- tere, lì dove si trovano, nel luogo di lavoro come in famiglia, bene- volenza e comprensione, che lonano, a proprie spese, pur di Le parole non bastano. Ci vogliono segni, segni concreti. Segni che mani- festano la bontà di Dio all'opera, la potenza del suo amore di fronte a tuno ciò che rovina la vita dell'uomo. Non solo la malania - e, tra tune, è la lebbra che viene menzionata, perché distrugge il corpo, ma anche separa dalla famiglia, dal villaggio, condanna all'isolamento, obbliga alla più feroce solitudine. Accanto alle diverse infer- mità viene evocata la morte, lo spirito nelle mani dei suoi apostoli dei beni preziosi, perché avverte l'urgenza di trasmenere il messaggio che può cambiare la vita degli uomini. Ai suoi chiede di non essere meschini, né arroganti, né autoritari, ma di donare con larghezza, gratuitamente, quello che hanno licevuto allo stesso modo, per grazia, senza alcun loro merito. Oggi, esanamente come duemila anni fa, chi prova "compassione" di fronte alla sofferenza e allo smarrimento CAROVANA DI INVOCAZIONI Dio, nostro Padre, tu ei chiedi di metterei a servizio del tuo progetto di amore perché cresca la gioia e la pace sulla terra. Per questo ti diciamo: Rendici collaboratorifedeli del Regno, Signore! o Fa' che i cristiani rimangano fedeli al Vangelo di Gesù. Preghiamo." o Rendici attenti alla tua parola: che ogni ragazzo e ognigiovane pos- sa sentire con gioia la tua chiamata. Preghiamo... o Non lasciarci mancare missionari e missionarie che portano il Van- gelo di Gesù ad ogni popolo della terra. Preghiamo,.. o Ricordati di quelli che soffrono. Rendici generosi con tutti quelli che hanno bisogno di aiuto. Preghiamo... o Per tutti gli studenti che stanno affrontando o si preparano ad af- frontare degli esami: perché possano ottenere quei risultati che hanno meritato col loro impegno. Preghiamo... ristabilire la giustizia, eli difendere i dirini dei più deboli, di aiutare quelli che cadono vittime del male e della malvagità. È grazie a loro che il Vangelo appare ancora una Parola autentica di speran- za e di gioia. È grazie a loro che, anche nel mezzo delle situazioni più dram- matiche, uomini e donne possono credere di essere amati e accolti da Dio. Perché vedono accanto a sé dei fratelli e delle sorelle, i suoi figli. In famiglia Donaci, o Padre, il tuo Spirito, e sostieni in noi l'entusiasmo e la fiducia. Accordaci pazienza e benevolenza gli uni verso gli altri. AMEN
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    Il Giugno 05 12aDOMENICA ORDINARIO" -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu ci vieni incontro, lungo le nostre strade. E ci inviti alla fiducia. Signore, pietà! Aeva 33 anni il giovane e brillante pastore protestante, che proveniva da un'agiata e prestigiosa famiglia tede- sca, quando si recò per la seconda vol- ta negli Stati Uniti. Poteva essere un soggiorno breve, ma si profilava an- che la possibilità di rimanere a lungo, attendendo che passasse sull'Europa la bufera hitleriana, che già si annun- ciava. Quel pastore aveva denunciato, fin dagli inizi, il pericolo rappresenta- to da un "capo" che diven- Cristo Gesù, tu hai affrontato la passione e la morte, per liberarci dal peccato. Cristo, pietà! visibilmente deluso e anche un po' indispettito. Per me ciò significa più di quanto non possa comprendere al presente. Soltanto Dio lo sa...Ora è tutto nelle sue mani". Dietrich sceglie di tornare in Germa- nia: mentre molti intellettuali, non solo tedeschi, vanno ad ingrossare le schiere degli esuli, lui, come un nau- frago che invece di salire sulla scia- luppa di salvataggio preferisce tuffar- Signore Gesù, Signore risorto, tu ritornerai un giorno nella gloria di Dio. Signore, pietà! Parole dure che saremmo tentati subi- to di interpretare per ammorbidirle, per addolcirle, per smussarne gli angoli. E invece restano lì, con tutta la loro carica dirompente. Gesù non chiede ai suoi discepoli un po' di considerazione, un entusiasmo di qualche momento, un impegno marginale. Li mette davanti a scelte difficili, che prima o poi si troveranno a fare. Sono disposti ad amarlo più di qualsiasi altra persona, tava "seduttore" delle folle. E la sua resistenza al regi- me nazista gli aveva già procurato dei fastidi. Il 19 Una pista per l'omelia SCELTE DIFFICILI anche dei propri familia- ri? Sono disposti a rischia- re per lui, al punto di per- dere la propria vita? Sono disposti a prendere la lorogiugno 1939 giunse per lui il momento di massimo buio esisten- ziale.Il giorno dopo un amico ameri- cano lo avrebbe posto di fronte ad una scelta improcrastinabile: sul ban- co c'erano 1000 dollari coi quali si po- teva finanziare il progetto ecumenico legato al suo soggiorno in America. Quel 20 giugno davanti a quell'offerta Dietrich Bonhoeffer - così si chiamava quel pastore - prese una decisione difficile: ''Visita da Leiper. Ormai la decisione è presa. Ho rifiutato. Era si nuovamente in acqua, non se la sen- te di abbandonare i familiari, gli amici, i fratelli: decide di condividere la sorte comune. E pagherà fino in fondo: lunedì, 9 aprile 1945, verrà impiccato, per ordine di Hitler, nel carcere di Flossenburg. Una scelta difficile, lace- rante, dolorosa, che ha segnato la sua vita e ne ha fatto un punto di riferi- mento per tanti cristiani. Penso che a questo si riferisca Gesù con le parole del vangelo di oggi. CAROVANA DI INVOCAZIONI Tu, Signore Dio, ti impegni a nostrofavore: per questo ci hai inviato il tuo Figlio. Rendici testimoni audaci del Regno. Per questo ti preghia- mo insieme, dicendo: Signore, donaci luce e gioia! o Donaforza e coraggio a tutti i cristiani, perché siano discepolifede- li di Gesù. Preghiamo... o Accompagna e sostieni quelli che hanno ricevuto un compito diffi- cile e importante. Non permettere che perdano l'entusiasmo e lo spi- rito di servizio. Preghiamo... o Rendici generosi verso quelli che hanno bisogno di aiuto. Apri il no- stro cuore alle necessità dei poveri. Preghiamo... o Ricordati di quelli che soffrono. Fa' che restiamo accanto a loro per- ché non si sentano soli. Preghiamo... o Fa' che possiamo imparare dai nostrifratelli più grandi a prendere sul serio la fede e a donare il nostro tempo agli altri. Preghiamo... croce e a seguirlo per la stessa strada? È il momento della prova. Da questo si riconosce l'autentico discepolo:dalla decisione che prende, dalla fiducia che mostra nei confronti di Gesù, dal- la disponibilità a perdere tutto pur di restargll fedele. Non è possibile ridurre il cristianesi- mo ad una polizza di assicurazione da esibire in caso di sinistro. Chi vuoI essere discepolo di Gesù rischia die- tro a lui tutta la sua vita. In famiglia Signore Dio, rendici fedeli alla missione che ci hai affidato, donaci di affrontare ogni giorno con gioia e con disponibilità i nostri impegni. AMEN
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    I Giugno 05130 DOMENICA ORDINARIO. ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu sei stato manda- to dal Padre ad accogliere e salvare i peccatori. Signore, pietà! Veniva da una fattoria del Wìscon- sin, negli Stati Uniti, e aveva nove fra- telli e quattro sorelle. Lo chiamavano il "prete simplex", perché, pur cele- brando la Messa ogni giorno, non aveva il diritto di confessare o di pre- dicare poiché i suoi superiori non lo ritenevano in grado. Bisogna dire che non aveva fatto i suoi studi in condi- zioni facili. Nel noviziato i corsi erano in tedesco e i manuali in latino. Ora frate Solanus - così si chia- Cristo Gesù, tu sei disceso agli inferi perché la morte non avesse più alcun potere su di noi. Cristo, pietà! e propria folla. Ma frate Solanus non sembrava rendersi conto dell'efficacia del suo esempio e della sua presenza, né della sua immensa popolatità. Un giorno gli chiesero: "Come mai, padre, tanti laici vengono a chiederle consi- glio?". E lui aveva risposto: "Non c'è bisogno di essere un sacerdote per essere uno strumento nelle mani di Dio. Chi desidera la salvezza della propria anima s'interessa per forza di Signore Gesù, tu sei risorto da morte per fare di noi dei viventi. Signore, pietà! ma col cuore colmo di una grande fiducia in Dio. Gente senza studi alle spalle, ma capace di cogliere i segni di Dio e di rallegrarsene. Gente trasfor- mata dalla Buona Novella che le era stata annunciata, pronta a fare la vo- lontà di Dio, con umiltà e con deter- minazione. Gente del tutto immune dal bisogno di essere riconosciuta, sti- mata, onorata, premiata. E noi? Apparteniamo anche noi a que- sta categoria? Forse tutto Una pista per l'omelia mava - non era mai andato molto d'accordo né con l'uno né con l'altro. I cap- puccini avevano esitato a lungo prima di farlo ordi- MITE ED UMII.E DI CUORE dipende dal modo in cui abbiamo impostato la no- stra esistenza. Se credia- mo che tutto dipenda da nare prete e se avevano deciso in suo favore era perché si trattava di un novizio servizievole e amato da tutti. Gli furono affidati incarichi di solito riservati ai fratelli laici: venne inviato come portinaio prima nel convento di Yonkers e poi in quello di Harlem, a New York. Infine fu spostato a San Bonaventura. In ogni luogo in cui arri- vava, accadeva qualcosa di straordina- rio: la gente che lo cercava aumentava sempre più, fino a diventare una vera cose ai suoi fratelli". Non poteva pre- dicare e confessare, ma in cambio aveva ricevuto il dono di diffondere la grazia attorno a sé e aveva accettato di essere così, con semplicità, un umile strumento nelle mani di Dio. Quali persone Gesù avrà avuto davan- ti agli occhi, quando benediceva il Padre perché si era rivelato ai piccoli? lo penso che si sia trattato di gente come fratè Solanus. Gente semplice, col suo carico di fatiche e di dolori, CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore, tu ci mostri come la tua salvezza abbia scelto i percorsi dell' amore e del dono totale. Per questo ti supplichiamo, dicendo: Aiutaci a portare la nostra croce! o Fa' che i cristiani ascoltino la parola di Gesù anche quando è esi- gente. Preghiamo... o Donaci vescovi e preti pieni di entusiasmo e di generosità. Preghiamo... o Fa' che non ci dimentichiamo di quelli che sono tristi ed isolati. Preghiamo... o Insegnaci ad essere buoni ed accoglienti con tutti i nostri amici e compagni. Preghiamo... o Fa' che non sciupiamo il tempo delle vacanze e ci rendiamo utili in casa. Fa' cheproviamo la gioia di aiutare coloro che ce lo chiedono. Preghiamo... noi, dalle nostre forze, dalle nostre risorse, dalla nostra intel- ligenza, prima o poi diventeremo vit- time del nostro bisogno di riuscire, di sfondare, di primeggiare. E paghere- mo tutto questo con una grande soli- tudine. Se invece, "affaticati e oppres- si" cercheremo ristoro in Colui che è "mite ed umile di cuore", potremo camminare leggeri anche nei tempi più difficili, anche nei giorni dell'in- successo, perché non saremo soli a portare i nostri pesi... In famiglia Signore Dio, non c'è nessun gesto di bontà che vada perduto: ogni traccia d'amore entra nel tuo disegno di salvezza, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. AMEN
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    IMM!~INI Luglio 0514a DOMENICA ORDINARIO ----------PER CHIEDERE PERDONO---------- Signore Gesù, nostro Salvatore, noi non siamo capaci di somigliarti. Signore, pietà! Veniva da una fattoria del WlScon- sin, negli Stati Uniti, e aveva nove fra- telli e quattro sorelle. lo chiamavano il "prete simplex", perché, pur cele- brando la messa ogni giorno, non aveva il diritto di confessare o di pre- dicare poiché i suoi superiori non lo ritenevano in grado. Bisogna dire che non aveva fatto i suoi studi in condi- zioni facili. Nel noviziato i corsi erano in tedesco e i manuali in latino. Ora frate Solanus - così si chiamava Cristo Gesù, Cristo risorto, noi non riusciamo a vivere una vita nuova. Cristo, pietà! Solanus non sembrava rendersi conto dell'efficacia del suo esempio e della sua presenza, né della sua immensa popolarità. Un giorno gli chiesero: "Come mai, padre, tanti laici vengono a chiederle consiglio?". E lui aveva ri- sposto: "Non c'è bisogno di essere un sacerdote per essere uno strumento nelle mani di Dio. Chi desidera la sal- vezza della propria anima s'interessa per forza di cose ai suoi fratelli". Non Signore Gesù,che ritornerai nella gloria, noi oggi facciamo fatica a riconoscerti in questo mondo. Signore pietà! ma col cuore colmo di una grande fiducia in Dio. Gente senza studi alle spalle, ma capace di cogliere i segni di Dio e di rallegrarsene. Gente trasfor- mata dalla Buona Novella che le era stata annunciata, pronta a fare la volontà di Dio, con umiltà e con de- terminazione. Gente del tutto immu- ne dal bisogno di essere riconosciuta, stimata, onorata, premiata. E noi? Apparteniamo anche noi a questa categoria? Forse tutto - non era mai andato molto d'accordo né con l'uno né con l'altro. I cappuccini avevano esitato a lungo prima di farlo ordinare prete e se avevano de- Una pista per l'omelia MITE ED UMU.E dipende dal modo in cui ab- biamo impostato la nostra esi- stenza. Se crediamo che tutto dipenda da noi, dalle nostre ciso in suo favore era perché si tratta- va di un novizio servizievole e amato da tutti. Gli furono affidati incarichi di solito riservati ai fratelli laici: venne inviato come portiere prima nel convento di Yonkers e poi in quello di Harlem, a New York. Infine fu sposta- to a San Bonaventura. In ogni luogo in cui arrivava, accadeva qualcosa di straordinario: la gente che lo cercava aumentava sempre più, fino a diventa- re una vera e propria folla. Ma frate poteva predicare e confessare, ma in cambio aveva ricevuto il dono di dif- fondere la grazia attorno a sé e aveva accettato di essere così, con sempli- cità, un umile strumento nelle mani di Dio. Quali persone Gesù avrà avuto davan- ti agli occhi, quando benediceva il Padre perché si era rivelato ai piccoli? lo penso che si sia trattato di gente come frate Solanus. Gente semplice, col suo carico di fatiche e di dolori, CAROVANA DIINVOCAZIONI Benedetto sei tu, nostro Dio, che ti riveli ai piccoli e trovi nei poveri i tuoi migliori collaboratori. A te, fiduciosi, rivolgiamo le nostre sup- pliche e ti diciamo: Ascoltaci, Padre dei piccoli e dei poveri! • Libera i cristiani dall'egoismo: fa' che ognuno prenda a cuore la situazione del suo vicino. Preghiamo... • Ricordaci le situazioni di ingiustizia che esistono nel mondo. Fa' che aiutiamo concretamente quelli che hanno fame e mancano di medi- cine.. Preghiamo... • Rendici buoni e generosi con i nostri genitori e i nostri fratelli. Fa' che proviamo la gioia di rendere un servizio. Preghiamo... • Donaci di utilizzare bene il nostro tempo. Fa' che non ci dimenti- chiamo di quelli che attendono una nostra visita. Preghiamo... • Non permettere che tra noi sia la prepotenza dei piùforti a vincere. lnsegnaci a difendere i diritti dei più deboli. Preghiamo... forze, dalle nostre risorse, dalla nostra intelligenza, prima o poi diventeremo vittime del nostro biso- gno di riuscire, di sfondare, di primeg- giare. E pagheremo tutto questo con una grande solitudine. Se invece, "affaticati e oppressi" cercheremo ristoro in Co- lui che è "mite ed umile di cuore", potremo camminare leggeri anche nei tempi più difficili, anche nei gior- ni dell'insuccesso, perché non saremo soli a portare i nostri pesi... In famiglia Signore, nostro Dio, fa' che non cediamo a compromessi quando è in gioco la dignità della persona umana. Benedetto sia il tuo Spirito, che rende limpida e felice la nostra esistenza, egli che vive con te per i secoli dei secoli. AMEN
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    , Ll/glio 05 150DOMENICA ORDINARIO ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, la tua parola è come un seme. Ma noi talvolta siamo un terreno arido. Signore, pietà! Takaslù Nagai era un medico eli Nagasaki, in Giappone. Quando era studente alloggiava presso una fami- glia cattolica: aveva incontrato li sua moglie, Midori, la figlia dei suoi ospiti. L'aveva sposata e si era convertito alla sua religione. Avevano due figli, Nagai e Midori, in quel terribile 9 agosto del 1945 in cui venne sganciata da un ae- reo americano, alle Il precise, la se- conda bomba atomica. In meno di un minuto 72.000 persone Cristo Gesù, la tua parola è come un seme. Ma noi talvolta siamo un terreno pieno di spine. Cristo, pietà! divorato dall'angoscia. Davanti alle dimensioni del cataclisma avverte tutta la sua impotenza: "Mi sentivo come una zanzara cui avessero strap- pato le zampe...Tutto ciò che ci re- stava era ciò che sapevamo, il nostro amore e le nostre mani nude". E Dio. Senza Dio toccherebbe il fondo. Con Dio trova la forza di andare avanti e di raccogliere le povere energie presen- ti per portare soccorso a tutti gli sven- Signore Gesù, la tua parola è come un seme. Ma noi talvolta siamo un terreno che produce poco frutto. Signore pietà! pane dell'antica cattedrale. Alle sei di sera, grazie ad un treppiede formato da pezzi di legno, l'Ave Maria risuona sulle macerie della città. Per tutti i cristiani ciò assume il segno di una risurrezione. Neppure una bomba atomica può far tacere le campane di Dio. Takaslù Nagai, un uomo, fragile e pro- vato come tutti, in cui il seme della Parola ha portato frutto. E un frutto in- sperato: quanti hanno ritro- andarono in fumo sotto lo sguardo, allucinato dal terro- re, dei sopravvissuti. Miracolosamente l'ospedale in cui lavora Nagai, a soli 700 Una pista per l'omelia UN FRUTTO INSPERATO vato la speranza, grazie a lui! Gesù non chiede ai suoi di- scepoli di essere solamente metri dall'epicentro, non è totalmente distrutto, anche se 1'80% del persona- le e dei malati era morto sul colpo. Benché ferito, Nagai chiama a raccol- ta coloro che stanno ancora in piedi per tentare di prestare aiuto ai feriti, agli agonizzanti, a tutta la folla stravol- ta che si sta dirigendo verso di loro. E' un compito difficile: anche i nervi più saldi cedono. Nagai cerca di mantene- re la calma: fa fronte alla situazione anche se, privo eli notizie di Midori, è turati. Quando riesce a raggiungere il luogo della sua casa trova solo cenere. Di Midori rimangono solo i resti car- bonizzati, ma Ud le ceneri della mano destra trova il suo Rosario. Si inginoc- clùa e prega: "Maria, ti ringrazio di averla accompagnata nell'ora della morte". Passano i giorni, e arriva il Natale del 1945. Nagai, assieme ad un amico che ha perduto moglie, figli e genitori, decide di dissotterrare una delle cam- CAROVANA DIINVOCAZIONI Sicuri di essere da te esauditi, ti invochiamo dicendo: La tua Parola portifrutto nella nostra vita! • Fa' che tutti i cristiani trasmettano il Vangelo di Gesù, con le loro parole e le loro azioni. Preghiamo... • Non permettere che le nostre giornate di vacanza passino senza un momento di preghiera e di ascolto del vangelo. Preghiamo... • Sostieni tutti coloro che sono malati e stanchi, tutti quelli che si s~ tono soli e abbandonati. Fa' che d accorgiamo di loro. Preghiamo... • Donad di essere buoni e generosi con i nostri compagni. Fa' che il tempo che passiamo assieme sia pieno di allegria . Preghiamo... • Aiuta tutti coloro che soccorrono i poveri e difendorw i loro diritti. Rendili coraggiosi nel cercare la giustizia. Preghiamo... degli ascoltatori attenti: il seme che non produce frutto è - tut- to sommato - un seme perso. Anche se ha provocato la nascita di una pic- cola piantina...Anche se c'è stata, per qualche tempo, la possibilità di una spiga. La parabola è estremamente chiara: tanti semi sono buttati via per- ché non producono un bel niente. Ma non è colpa della semente. Watti, quando essa trova un terreno buono, il frutto che offre è del tutto insperato ed inimmaginabile! In famiglia Il seme che tu deponi in noi, Signore Dio, può portare frutti insperati. Donaci di essere testimoni del Regno. Per Cristo nostro Signore. AMEN
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    I Luglio 05 160DOMENICA ORDINARIO. ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, inviato dal Padre a salvarci, apri i nostri cuori alla pazienza. Signore, pietà! Educata da un nonno, professore di conservatorio, Malti era diventata ben presto una valente pianista. Così aveva dato il suo primo concerto a soli dodi- ci anni. Il suo sogno era di diventare un'artista molto celebre. Ma poi era scoppiata la seconda guerra mondiale e Malti era entrata tra le fila della Resistenza francese. Aveva inventato molti stratagemmi per salvare la vita a qualche persona o per venire a cono- scenza dei piani tedeschi. Un Cristo Gesù, liberato dalla morte per donare a tutti una nuova vita, apri i nostri cuori all'azione dello Spirito. Cristo, pietà! di cure intensive per riuscire a stare in piedi. Il suo corpo, spezzato, non si riprenderà più dalla tortura e dalle per- cosse. Le sue dita non scorreranno più sulla tastiera di un pianoforte e il dolo- re la accompagnerà fino alla morte. Malti prega e awerte la presenza di Dio, "una presenza quasi fisica", pro- prio "nel cuore del suo dolore". Prega anche per Leo, il suo carnefice... Un giorno del 1984, 40 anni dopo la Signore Gesù, Signore risorto nella gloria, che ritornerai nell' ultimo giorno, apri i nostri cuori alla speranza. Signore pietà! "Per il tempo che le resta da vivere, sia solo amore. Cerchi nel profondo di se stesso, dove ha lasciato il Dio che è in lei, perché egli abita nelle sue creature maggiormente perdute nel buio" - gli risponde. E, prima di congedarlo, gli afferra il capo e lo bacia. Al ritorno in Germania, Leo confessa il proprio passato ai suoi familiari e, prima di morire, distribuisce i propri beni. La storia di Malti Girtanner e brutto giorno, però, era stata scoperta. A ventun anni era stata inviata in un "campo di rappresaglia", riservato ai par- Una pista per l'omelia LA PAZIENZA DI DIO di Leo forse ci aiuta a capire la parabola della zizzania e del buon grano. Dio non si lascia prendere dall'impa- zienza. Egli sa che il Regnotigiani. Era un inferno da cui nessuno usciva vivo. Il suo carnefice si chiamava Leo. Era un giovane medico nazista, cresciuto nella Gioventù hitle- riana. Attraverso la tortura si prefiggeva di far impa7..zire la prigioniera fino a pro- curarle la morte. Così le aveva procura- to delle lesioni al midollo spinale che l'avevano fatta sprofondare in una sofferenza permanente, disumana. Malti si vedeva rinchiusa in una "rete di dolore". E, "per non cadere nella dispe- fa7jone", pregava. Riuscirà a sopravvi- vere, ma le saranno necessari otto anni sua liberazione, riceve una telefonata. Riconosce subito la voce di Leo. Gra- vemente ammalato le spiega di avere solo tre mesi di vita, e le confida: "Ricordo che lei parlava della morte e della sofferenza con i suoi compagni di prigionia. lo ho una paura terribile della morte. Posso venire a trovarla?". Qualche tem- po dopo Leo le fa visita. Malti è inchio- data a letto: "Ecco la sua opera" - gli dice. Parlano insieme della morte e di Dio. "Che posso fare?" - le chiede lui. CAROVANA DIINVOCAZIONI Il tuo Regno sembra talora soffocato dalla zizzania che si diffonde a vista d'occhio. Donaci di leggere la storia con i tuoi occhi pieni di fidu- cia, a cui non ~gge nessun gesto d'amore. Rincuorati dalla tua bantà, ti invochiamo diceJukJ: Ascoltaci, Padre, tu che doni salvezza. o Dona ai cristiani la gioia di compiere il bene con entusiasmo, senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Preghiamo... o Non permettere che la cattiveria si impadronisca del nostro cuore. Rendici leali e sinceri. Preghiamo... o Fa' che le vacanze diventino un'occasione per renderci utili infami- glia e per diak>gare di più con i nostri genitori Preghiamo... o Accompagna con la tua presenza tutti queUi che si curano dei mala- ti, delle persone in difficoltà, degli immigrati. Preghiamo... o Non lasciarci mancare buonumore e pazienza. Fa' che non ci arre- stiamo davanti agli ostacoli. Preghiamo... cresce, nonostante tutto. Proprio per questo attende. Non vuole che gli acca- da di strappare, assieme alla zizzania, anche il grano buono. Del resto, questa storia ce lo ha appena insegnato: possono awenire cambiamen- ti insospettati. E anche la zizzania può diventare una spiga di grano. Dio lo sa. E per questo aspetta, fiducioso. Il male non lo spa- venta, in ogni caso. E poi egli ha fiducia negli uomini. In famiglia Signore, noi vorremmo subito sradicare il male da questa storia così tonnentata. Ma cosa sarebbe di noi, se tu non ci avessi mostrato pazienza e misericordia? Insegnaci a rivedere i nostri atteggiamenti e i nostri giudizi troppo duri. Per Cristo nostro Signore. AMEN
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    ~17a DOMENICA ORDINARIO~.Luglio05 ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu sei la Parola di Dio fatta carne. Signore, pietà! COSìparla di lui fratel Ettore, che da una vita lavora a Milano tra i poveri ed i barboni: "Era un ragazzo di 27 anni, originario del Sud. Gli piaceva molto vivere a Milano: nella nostra città si sen- tiva come a casa sua. Aveva trovato lavoro come fattorino e per questo si considerava fortunato e voleva fare qualcosa per chi campa con tanta fati- ca (...) Sabatino abbandonò il suo lavo- ro e rimase accanto a me, a totale di- sposi7jone dei poveri, per cin- Cristo Gesù, tu sei l'Immagine e la Tenerezza del Padre. Cristo, pietà! riscoprivo, nel suo modo di porsi, il vero spirito di san Carnillo, il quale rac- comandava ai suoi discepoli di essere come una madre che ha sempre le ma- ni e il cuore protesi ad amare un figlio che soffre". Al funerale di Sabatino, fu letto questo messaggio del cardinale Martini, arci- vescovo di Milano: "Caro don Marco Ferrari, nella tua parrocchia si sta svol- gendo un funerale al quale mi sento Signore Gesù, tu sei il Tesoro dei piccoli e dei poveri. Signore pietà! re e a credere che Dio provvede ai suoi figli. Questa energia spirituale che ani- mava il suo impegno caritativo egli la prendeva dal quotidiano rapporto con l'Eucaristia, pane di vita, e dal prolun- gato e affettuoso colloquio col Cristo. (...) Questi esempi cristiani non devo- no suscitare solo un momento di emo- zione, ma devono favorire una vera e propria conversione alla vita di Cristo, una vita - come è stata per Sabatino - che diventa sale della terra e que anni, sino alla sua morte. Era buono, umano. (...) Disponibile con tutti. Amato da tutti (.. .). Fu più di un aiu- Una pista per l'omelia IL TESORO NEL CAMPO luce del mondo, per la carità che si manifesta nelle ope- re". Il tesoro nel campo, la perla tante prezioso. Divenne un autentico testimone dell'amore di Dio per i sofferenti. Si prese una brutta pol- monite per il freddo e l'acqua di un forte temporale dal quale non si era riparato: stava trasportando la cena per i suoi arrùci di via Ortles e non voleva anivare in ritardo. Ebbe tre ricadute nella malattia in brevissimo tempo. Purtroppo tutte le cure furono inutili. È morto la fine d'agosto del 1982. Ave- va trentun anni (...) Un giomo mi rac- contò che mentre lava i piedi gonfi e piagati di un povero vecchio, aveva avuto la sensazione unica, indimentica- bile, di curare Gesù. Vivendo con lui, presente spiritualmente: si tratta del giovane Jefuniello Sabatino che ho conosciuto solo poco, ma del quale ho sentito più volte parlare. Le mie parole vogliono essere testimonianza di affet- to per un giovane che ha vissuto con semplicità e fortezza interiore la pro- pria adesione a Cristo impegnandosi a tradurre quotidianamente la fede in opere di carità. Sabatino è morto per l'impegno presso il Rifugio di fratel Ettore e il dormitorio di via Ortles: qui molti lo hanno apprezzato e amato e hanno attinto dalla sua fede semplice e forte la speranza per continuare a vive- CAROVANA DIINVOCAZIONI Noi d rivolgiamo a te, diceruWti: Donaci saggezza e coraggio. o Porta la tua luce nelle nostre parrocchie, perché sappiano sceglie- re secondo il Vangelo. Preghiamo... o Donaci uomini e donne capad di mettersi al servizio degli altri per rendere più bella e più giusta la vita del loro paese. Preghiamo... o Fa' che nelle nostre vacanze non manchi il ricordo di te e la lettura del Vangelo. Preghiamo... o Accompagna le famiglie che sono in vacanza. Fa' che possano vive- re giornifelid insieme. Preghiamo... o Non lasciar mancare ai turisti guide sagge e competenti, che li aiu- tano a contemplare il bello e a gustare le opere d'arte. Preghiamo... preziosa: non è forse pro- prio questo che Gesù vuole dirci attra- verso queste due parabole? Il regno dei cieli esige una decisione. Prima o poi ci si trova a scegliere tra questo "tesoro" e tutto il resto, tra questa "perla preziosa'.' e tutte le altre. Non è possibile tenere tutto insieme, nello stesso tempo. E lì, in quel frangente, si vede chiaramente quanto ci sta a cuore il progetto di Dio, quanto bene vogliamo effettivamente a Gesù. Se siamo disposti a vendere tutto, a perdere tutto, pur di fare della nostra vita qualcosa di bello per lui e per i fra- telli, allora siamo sulla strada giusta. In famiglia Signore Dio, donaci la capacità di scegliere ciò che vale di più. E di perdere tutto il resto quando si tratta di assicurarsi il tuo tesoro. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. AMEN
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    Luglio 05 l80 DOMENICA ORDINARIO ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, talvolta noi cerchiamo la gioia lontano da te. Signore, pietà! Gesù prova compassione per la folla che lo ha seguito a piedi dalla città. È una compassione che si esprime non solo a parole, ma con gesti significativi: la guarigione dalle infermità, dalle malattie, mo- stra come Dio prenda a cuore la sorte dei poveri, di chi soffre, di chi si trova nella penuria, nell'indi- genza. Cristo Gesù, talvolta noi dubitiamo della forza del tuo amore. Cristo, pietà! l'intendimento di Gesù: "Date loro voi stessi da mangiare", ingiunge ai suoi. Un proposito nobile, ma in che modo? Quello che si ha tra le mani è del tutto esiguo: "cinque pani e due pesci". È proprio da questo "capitale" sproporzionatamente ridotto che Signore Gesù, talvolta noi pren- diamo il tuo annuncio come un sogno, troppo bello per diventa- re realtà. Signore pietà! Miracolo della generosità: senza quei cinque pani e quei due pesci non sarebbe accaduto nulla. Alla base di tutto c'è un dono, anche se esiguo. A distanza di duemila anni vengo- no alla memoria i racconti di tanti miracoli che accadono ancor oggi tra i poveri, tra quelli che sanno condividere, che hanno ve- La folla l'ha seguito senza neppure preoccuparsi di portare con sé il necessario per sfamarsi. Una pista per l'omelia DATE LORO VOI STESSI DA MANGIAREMentre sta per venir sera gli apostoli si accorgono della mancanza di cibo e propongono la loro soluzione: "Congeda la folla perché vada nei villaggi a com- prarsi da mangiare". ramente pietà delle soffe- renze altrui, che donano quel poco che hanno. Ce li raccontano spesso i missionarie e le missiona- In poche parole: ognuno pensi a se stesso e con i soldi risolva il suo problema. Una tale soluzione del genere l'abbia- mo sentita tante altre volte: non ci vuole molta fantasia a proporre cose del genere. Ma non è questo Gesù parte per compiere il mira- colo: proprio spezzando quei pani egli sfuma una folla di "circa cin- quemila uomini, senza contare le donne e i bambini". Miracolo della condivisione: il pane, se viene "spezzato" riesce a sfamare proprio tutti e in modo abbondante. Miracolo della com- passione: l'amore autentico per gli altri produce effetti insperati. CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore, nostro Padre, il pane può bastare a sfamare le folle solo quando viene spezzato fraternamente. Desiderosi di una nuova giu- stizia, ti diciamo: Non lasciarci mancare il pane quotidiano. o Non lasciar mancare ilpane del Vangelo a coloro che vogliono segui- re Gesù. Trovino cristiani disposti a leggerlo e a viverlo insieme. Preghiamo... o Non lasciar mancare il pane della dignità a coloro che non hanno casa e lavoro e mancano del necessario. Preghiamo... o Non lasciar mancare ilpane dell'affetto a tutti i bambini della terra. Possano conoscere l'affetto sicuro di un padre e di una madre. Preghiamo... o Non lasciar mancare ilpane della giustizia a chi ha subito un sopru so e domanda che vengano riconosciuti i suoi diritti. Preghiamo... o Non lasciar mancare il pane della fraternità nei monasteri e nei conventi: siano luoghi di accoglienza per ogni povero. Preghiamo... de, i volontari e le volonta- rie che percorrono i paesi del Ter- zo Mondo. E le loro parole hanno il sapore fresco del vangelo di oggi, trasuda- no l'insperato, ma anche la gioia che sgorga da una pienezza e da una sazietà che ha veramente dell' inaudito. In efamiglia Com'è possibile, Signore, che una grande folla sia sfamata solo con cinque pani e due pesci? Donaci la tua gioia, Signore, gioia di condividere e di donare. Per Cristo nostro Signore. AMEN
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    Agosto 05 190DOMENICA ORDINARIO_ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu conosci le nostre paure, i nostri timori. Signore, pietà! Lromanzo è stato pubblicato alcuni anni fa. L'Autore è un parroco tedesco che ha voluto fare del suo Libro il punto di partenza di uno scambio epistolare con i cristiani di me72a Europa. Il titolo è un po' birichino: Il piccolo vescovo. Narra la storia di un vescovo dell'area tedesca. Lo mostra davanti alle difficoltà della sua diocesi, preso dalla serie di incontri, di riunioni, di assem- blee e di discussioni. Travaglia- Cristo Gesù, tu vedi la nostra debolezza e la nostra fatica. Cristo, pietà! un pellegrinaggio nella terra di Gesù, la Terra Santa. È li che la sua Clisi rag- giunge il culmine, è li che guarda alla sua vita con occhi disincantati: gli è stato imposto di avere a fianco un altro vescovo, che assicurerà di fatto la guida della diocesi e che poi, com'è previsto, gli succederà. A questo pun- to si sente inutile e abbandonato, constata il fallimento della sua vita, delle sue speranze, dei suoi ideali. Signore Gesù, tu ci tendi la tua mano, tu ci soccorri. Signore pietà! vescovo che gli hanno messo accanto è un uomo buono e saggio che ap- prezza la sua esperienza, che non vuole fare a meno del suo aiuto. I lettori si scandalizzeranno forse solo al pensiero che un vescovo abbia crisi di fede. Ma il Vangelo di oggi è molto più scandaloso di me perché presenta la crisi di fede di Pietro, il capo degli apostoli! Noi lo sentiamo così vicino a noi quest'oggi! Sì, perché anche noi abbiamo provato la sensazio- to dal desiderio di vivere il Vangelo e ingessato in una real- tà che comporta anche consigli di amministrazione, legami di Una pista per l'omelia LA CRISI DELLA FEDE ne di camminare sull'acqua, di affrontare impavidi qualsiasi pericolo. Anche noi abbiamo vissuto tipo giuridico, incombenze a cui desidererebbe volentieli sottrarSi. Poi, nel bel mezzo del racconto, il col- po d'ala: una serie di decisioni corag- giose, ardite, che sfidano l'ipocrisia dell'ambiente e, come conseguenza, l'ostilità di alcuni gmppi di potere e il richiamo da parte di Roma, l'invito a presentarsi in Vaticano, l'umiliazione di non essere ascoltato, ma solo accu- sato e rimproverato. L'amarezza, la solitudine, la disillusio- ne investono l'uomo di Chiesa che decide, a questo punto, di partire per Ma è proprio quando tocca il fondo che si accorge del male più grosso: quello che è più terribile è che ha perso la fede, che non crede più, che non è più disposto a cogliere accanto a sé la presenza di Dio, che si è illuso di poter fare senza di lui e che ora ritiene di essere stato tradito, abban- donato anche da lui. Tornerà in diocesi, dopo il suo pelle- grinare sui passi di Gesù, con uno spi- rito nuovo e scoprirà che la realtà non è poi brutta come l'immaginava: il CAROVANA DIINVOCAZIONI Signore, anche noi, come Pietro, ci lasciamo afferrare dalla paura. Per questo, uniti insieme, ti diciamo: Metti nel nostro cuore un entusiasmo nuovo. o Dona a tutti i cristiani di seguire Gesù ogni giorno, anche quando costafatica. Preghiamo... o Sii accanto a tutte le persone oneste e generose che si impegnano per il bene di tutti. Preghiamo... o Fa' che il tempo delle vacanze diventi un'occasione per vivere insie- me, per ascoltarsi, per trovare allegria e buonumore. Preghiamo... o Sostieni tutti gli educatori e gli animatori che si prendono cura dei ragazzi. Rendili saggi e Pieni di fantasia. Preghiamo... o Ridesta in noi la gioia di pregare, fa' che ascoltiamo la parola di Gesù e cerchiamo di metterla in pratica. Preghiamo... l'entusiasmo di andare verso Gesù senza che nulla ci trattenga. Ma anche noi, al soffiare del vento, abbia- mo avuto paura ed abbiamo comin- ciato ad affondare. Se non ci fosse stato lui che tendeva la mano, proba- bilmente non ne saremmo venuti fuo- ri, saremmo annegati. È quella mano tesa, quel rimprovero benevolo ("Per- ché hai dubitato?") che ci hanno fatto scoplire un bene indispensabile per andare avanti: la fiducia in lui, Gesù, nella sua presenza, qualunque cosa accada. In famiglia Signore Dio, sostieni la nostra fede perché non venga meno nel momento della prova, tu che sei il Dio dell'alleanza per i secoli dei secoli_ AMEN
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    Agosto 05 200DOMENICA ORDINARIO ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu sei venuto a salvarci, a strapparci al potere del male. Signore, pietà! , Evero: la fede non dipende dal paese in cui siamo nati, e neppure dalla famiglia che ci ha cresciuti e preparati alla vita. Non è questio- ne di tradizioni, di appartenenze, e tanto meno di etichette. Un ambiente può favorirla o contra- starla, ma non determinarla o im- pedirla. Così accade che questa pianta non cresca nel Cristo Gesù, tu ci sostieni perché non veniamo meno per la nostra debolezza. Cristo, pietà! È una straniera, una che non appartiene al popolo d'Israele. Gli ebrei considerano quelli come lei lontani da Dio. Eppure i suoi gesti e le sue parole trasudano una fidu- cia che non si arresta davanti alla prova, non demorde alla prima difficoltà. È una donna che invoca, che chie- de pietà. E non per sé, ma per sua Signore Gesù, tu ci doni la tua luce perché non abbiamo a smarrirci. Signore pietà! al popolo d'Israele. Né quando le si fa notare che sono i figli ad avere diritto al pane della mensa. Anzi, sembra che la prova invece di scoraggiarla irrobustisca ancora di più la sua fede. Per questo non rinuncia ad insistere: la posta in gioco, cioè la salute della figlia, è troppo grande, le sta troppo a cuore. giardino oggetto di cure continue Una pista per l'omelia Per questo quan- do le viene data .... e spunti invece in mezzo alle er- NON E QUESTIONE DI ETICHETTE una risposta du- ra reagisce con tutta la sagacia, bacce, sul selciato. Così avviene che non la si incontri in mezzo ai riti ostentati e alle parole ripetute e ci si imbatta in essa in situazioni in cui la religione sembra assente. Stranezze della vita, ma anche sor- prese dello Spirito che agisce nei cuori senza badare ai confini, ai territori, alle prerogative, alle pri- mogeniture. La donna cananea stupisce Gesù per la sua fede umile ed ostinata. figlia "crudelmente tormentata da un demonio". È una donna che riconosce in colui che passa il "Signore", il "figlio di Davide". Ha coscienza dì trovarsi di fronte a Qualcuno che reca la bontà, la misericordia, la forza di Dio. È una donna che non si atTesta davanti alle difficoltà. Né davanti al silenzio di Gesù. Né davanti alla constatazione che non appat1:Ìene CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore, nostro Dio, tu non ti accontenti di portare salvezza e gioia ad un numero ristretto di persone. Quando hai scelto un popolo, lo hai fatto solo per poter raggiungere, attraverso di lui, ogni creatura umana, di ogni razza e cultura. Guidati da questa certezza, ti dicia- mo confede: Tu sei il Padre di tutti, ascoltad! • Fa ' che i cristiani si impegnino insieme a tutti gli uomini a trovare una soluzione ai grandi problemi di questo tempo. Preghiamo... • Illumina coloro che hanno il compito di preparare le leggi per il nostro Paese. Cerchino il benessere di tutti. Preghiamo... • Rendid pronti ad accogliere coloro che arrivano da altre dttà e da altre nazioni. Preghiamo... • Fa' che nessun turista abbia mai a ferire la dignità di coloro che appartengono ad altre culture. Preghiamo... • Accompagna le nostrefamiglie nel tempo delle vacanze. Fa' che sap- piamo ascoltard e divertird insieme. Preghulmo... l'affetto, la fede di una madre. Così la donna suscita l'ammirazio- ne di Gesù e anche la nostra, a di- stanza di duemila anni. E diventa un esempio. Di una fede che invo- ca. Di una fede che insiste. Di una fede che lotta. Di una fede che ottiene. Perché il miracolo, in fondo, è pro- prio l'incontro tra la potenza misericordiosa e salvifìca di Gesù e una fede del genere. In famiglia Signore, nostro Padre, da te proviene ogni dono perfetto. Apri il nostro cuore e la nostra intelligenza perché ci rallegriamo dell'azione misteriosa del tuo Spirito. Che tu sia benedetto nei secoli dei secoli. AMEN
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    Il Agosto 05 21a DOMENICA ORDINARIO_ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, nostro Salvatore, tu dai significato ad ogni vita umana. Signore, pietà! Cristo Gesù, che hai offerto la tua vita per noi, in te sono i tesori della misericordia di Dio. Cristo, pietà! slanci e sulla sua fragilità. E proprio perché a costruire è lui, Gesù, nulla potranno contro questa comunità le forze oscure degli inferi, il potere con-osivo e distruttivo del male. A distanza di duemila anni queste parole ci portano a ciò che sta al cuore della Chiesa. Non i mezzi umani, la consistenza e la forza del- Signore Gesù, Signore della gloria, tu ci trasmetti la capacità di amare. Signore pietà! nante. Essa è un abbandono fidu- cioso a Gesù, una sequela che di- venta condivisione della sua morte e risun-ezione. Questa fede è un dono: non ci si atTiva attraverso "la carne e il san- gue". Si tratta piuttosto di accoglie- re Dio nella propria esistenza, di far- gli spazio nella propria vita, di ricevere da lui la luce indispen- Lluogo in cui awiene tutto que-sto è assai suggestivo. Siamo a Cesa-rea di Filippo, in una zona che all' epoca di Gesù era abitata piuttosto da pagani. Ci troviamo alle sorgenti del Giordano: da una grotta sgorga un corso d'acqua che poi divemì un fiume. COlTe voce che quella grot- ta siacosì profondada raggiungere le porte degli inferi, il regno oscuro delle forze che posso- Una pista per l'omelia E SU QUEST~ PIETRA EDIFICHERO lA MIA CHIESA no combattere contro la sicu- rezza e il bene dell'uomo. In alto, sulla roccia, si è appena costruita una città paga- na: Banias, in onore del dio sabile per essere in grado di riconoscere la sua presenza e la sua azione. Questa fede è la fede di un uomo, ma anche di un popo- lo. Non una fede senza incri- Pan, che richiama la sfrena- tezza del piacere. Se ci collochiamo in questo scena- rio le parole piuttosto oscure che Gesù rivolge a Pietro assumono tut- to il loro significato. Non è sulla roccia della montagna, né con pietre squadrate (materiale di lusso per le costruzioni) che Ge- sù edificherà la sua Chiesa, ma su Pietro, su quest'uomo e sui suoi compagni, sulla sua fede, sui suoi le istituziorù, delle possibilità eco- nomiche, della cultura, ma la fede in Gesù, riconosciuto come Cristo e Figlio del Dio vivente. È su questa roccia che la comurùtà dei credenti si costruisce. E se essa viene meno a nulla valgono il di- spiegamento dei mezzi e la sapienza umana. Questa fede è l'elemento più pre- zioso, più importante, più determi- CAROVANA DIINVOCAZIONI Il tuo Figlio ha riconosciuto Pietro, ilpescatore di Galilea, come un punto di rife- rimento per tutti i cristiani. Così lui che ha tradito Cristo, ha ricevuto l'incarico di confermare nellafede i suoifrateai. A te diciamo insieme: Ravviva la nostrafede, Signore. o Fa' che le Chiese ritrovino l'unità attorno alla comune confessione difede in Cristo. La memoria degli sbagli commessi giovi a costruire uno stile di comu- nione e di dialogo. Preghiamo... o Ii affidiamo il servizio di comunione che il vescovo di Roma svolge a favore di tutte le Chiese. La sua parola ridesti i pastori tiepidi e richiami alla radicalità del Vangelo. Preghiamo... o Lo studio della storia ci aiuti a non ripetere gli sbagli del passato e ad essere vigilanti difronte aifenomeni ambigui del nostro tenzpo. L'acquiescenza e la connivenza non vengano scambiate per diplomazia. Preghiamo... o Difendi il diritto dei poveri: nelle assunzioni si destini un posto anche a colo- ro che sono portatori di handicap o che sono particolannentefragili. Preghiamo... o Coloro che hanno sbagliato e sono stati giudicati colpevoli di reati siano di- sposti a riconoscere il male commesso. Ma venga anche offerta loro la possi- bilità di cambiare e di vivere gionzi operosi e felici Preghiamo... nature e senza dubbi. Pietro stesso verrà redarguito quando pre- tende di far prevalere la logica uma- na sui piani di Dio. E poi proprio lui, nel momento della prova rinne- gherà Gesù. Ma, e proprio questo è il paradosso, è su persone come Pietro, come i suoi compagni e co- me noi, che poggia questo edificio che è la Chiesa e se sta in piedi non è per la solidità degli uomini, ma per la fedeltà di Dio. In famiglia Ancor oggi, Signore, tu metti un grande tesoro nelle mani delle comunità e dei loro pastori. Che tu sia benedetto nei secoli dei secoli. AMEN
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    IMMAG,INI Agosto 05220 DOMENICA ORDINARIO ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, tu sei venuto a condividere la nostra condizione umana. Tu ci insegrù ad amare. Signore, pietà! Sì, non c'è nessuno sbaglio, è pro- prio lo stesso Pietro, quello a cui Gesù ha da poco detto "Beato te, per- ché queste cose te le ha rivelate lo Spirito" (era il vangelo di domenica scorsa). Ora proprio a Pietro Gesù dice, senza mezzi termini: "Tu sei per me un satana, un ostacolo sulla strada del Regno!". Che cosa ha fatto di tanto grave il povero Pietro per meritar- Cristo Gesù, Figlio del Dio vivente, tu sei stato inchiodato alla croce per amore degli uomini. Tu ci inviti a rinunciare a noi stessi. Cristo, pietà! sione e di morte. Ma è proprio attra- verso il fallimento estremo, abbando- nato da tutti, nelle mani di chi lo odia, che il Figlio dell'uomo mostrerà fino a qual punto Dio ama gli uomini. Fino ad essere debole, schiacciato, denudato, crocifisso, per amore. Pietro, che non ha capito proprio niente del progetto di Dio, con la sua generosità, con la sua presunzione, Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, tu sei stato elevato nella gloria del Padre. Tu prometti la vita a tutti coloro che la donano agli altri. Signore pietà! e con le sue debolezze e presunzioni. Non è forse vero che anche noi spe- rimentiamo dei momenti in cui tutto appare chiaro, limpido, sicuro. E, presi dall'entusiasmo, appena alma la più piccola prova, cadiamo nel pes- simismo, nell'abbattimento, nella tri- stezza. Non è forse vero che ognuno di noi la sua vita tenta di tenersela ben stret- ta, difendendola da tutto si un simile rimprovero? Ha reagito come avrebbe fatto ognuno di noi. Gesù ha annunciato ai suoi la passione e la morte, che Una pista per l'omelia quello che può minacciar- la, salvaguardandola dagli incerti della navigazione? Gesù questa vita ci invitaPERDERSI PER SALVARSI sono ormai prossime, e Pietro gli ha detto: "Dio ti scampi da una simile sorte. Non ti può accadere una cosa simile". Ha appena riconosciuto che Gesù è "il Cristo, il Figlio del Dio vivente" e ora, forse preso dall'euforia del momento, gli pare di poter capire al volo quali sono le strade di Dio. Ma Gesù sa bene che le vie di Dio non prevedono affatto un percorso trion- fale che ha come meta Gerusalem- con la sua dabbenaggine, rischia di essere un inciampo, un ostacolo. E Gesù, come se questo non bastasse, rincara la dose. La sua strada è la stra- da di ogni discepolo. La sua croce, ognuno deve prenderla. E plima o poi ognuno passa attraverso la stessa prova: la decisione - difficile - di per- dere la propria vita per lui, che, para- dossalmente, diventa l'unico modo per salvarla. ad offrirla, a donargliela perché questo è l'unico modo per salVal'la, per ritrovarla veramente, ma dilatata in una vita eterna. Certo Gesù non vuole spartire nuJla col C1istianesimo che fa della sua sicurezza, dei suoi mezzi di difesa, della sua incolumità, della sua diplo- mazia l'unico criterio sicuro. Dare la vita a lui significa affrontare il mare alto, infido ed incerto, affidandosi non alle proprie sicure-ae o ai propri me. C'è un calice da bere, ed è un Come ci è vicino Pietro con la sua mezzi, ma a Lui. calice di dolore, di sofferenza, di pas- professione di fede, con i suoi slanci CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore, dona luce alla 1WStra inteUigenza e rendi ardente il nostro cuore, perché impariamo ad amare come Gesù: Donaci, o Dio, il tuo spirito di ~#h, v.,.,"",. o Le Chiese ascoltino con attenzione le parole dei tuoi profeti, anche se sono scamode. Non si cerchi a tutti i costi la tranquillità, ma la fedeltà al Vangelo. Preghiamo... o Ai cristiani che frequentano le scuole di teologia e le iniziative di for- mazione venga spezzato con abbondanza il pane della tua Parola per- ché trovi risposta la lorofame di te. Preghiamo... o Non permettere che i bambini vengano privati di un'educazione cri- stiana. Fa' che i genitori li accompagnino nellafede con impegno e sin- cerità. Preghiamo... o Metti tanta pace nel cuore di coloro che fanno crescere attorno a sé la fraternità e la comprensione. Che la loro parola non resti inascoltata. Preghiamo... o Fa' che quanti hanno una grande responsabilità siano sostenuti nella ricerca del bene comune, perché non cedano alle pressioni deipiùforti e deipiù ricchi.. Preghiamo... In famiglia Signore Dio, dona ad ognuno di noi la grazia di corrispondere alla tua chiamata_ Il tuo Spirito ci doni coraggio e fedeltà, per Cristo nostro Signore_ AMEN
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    , I IM.MA§INI, Settembre 05 230DOMENICA ORDINARIO. -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu sei venuto ad insegnarci ad amare. Signore, pietà! Si racconta di un vescovo, nativo delle nostre parti, a cui un prete rivolse le sue lagnanze a proposito di un confratello. Le critiche erano circostanziate, i fatti riportati degni di fede, la condotta chia- ramente scandalosa. Il vescovo ascoltò tutto pazientemente, senza alcun segno di reazione. Poi prese carta e penna, le mise davanti al suo interlocutore e gli disse: "Una cosa del genere va affrontata: hai ragione tu. SClivi tutto quello che mi hai detto e finna. Anche lui, del resto, ha diritto a difendersi". Non siamo in grado di riferire a quale tonalità di Cristo Gesù, tu hai donato tutto te stesso, la tua stessa vita. Clisto, pietà! sempre il medesimo. L'eventuale "colpe- vole" sente salire attorno a sé la riprova- zione, ma non ha la possibilità di misu- rarsi con le accuse. Molte volte la maldi- cel17..a sconfina nella calunnia. In ogni caso questa strada, facile da perCOlTere, non conduce mai ad un chiarimento o ad una soluzione. Il dispiacere di chi rife- lisce è da ritenersi teatrale, dal momen- to che l'interessato non accetta di fare l'unica cosa seria: confrontarsi con chi potrebbe aver sbagliato. La procedw-a di Gesù è molto più diffici- Signore Gesù, tu litornerai un giorno nella gloria, per portare a compimento il tuo progetto di amore. Signore, pietà! due passaggi: una verifica seria delle "accuse". Non posso perdere l'amicizia e la stima di una persona per delle chiac- chiere da osteria. E poi, in ogni caso, richiede il coraggio di affrontare diretta- mente la persona. Nel modo migliore, s'intende. Senza provare il gusto sadico di rigirare il coltello nella piaga. Senza sentirsi un perfetto che ha colto in fallo qualcuno. È vero: solo chi vuole veramente bene ad una persona, sa con'eggerla nel modo migliore. "Prendi con te due o tre per- rosso si avvicinasse di più il volto di quel prete, quando uscì dalla stanza. li foglio, co- munque, restò bi,mco... Una pista per l'omelia UNA STRADA DIFFICILE sone". È il secondo atto, che presume la disponibilità di altri ad uscire allo scoperto. Trovarli non sarà fucile, per le La strada che siamo soliti per- correre quando avviene qualcosa di negativo, quando qualcuno si macchia, inavvertitamente o volutamente di qual- che colpa, è quella della mOlmorazione e della maldicenza. Strada facile: chi parla non si espone, non viene alla luce del sole, non assume le sue responsabi- lità. E, proprio per questo, può trattare la materia in questione a modo suo: ingi- gantendo particolari di nessun lilievo, colorando la narrazione, destando a beUa posta alcune reazioni nel suo udi- torio. Il risultato, ahimé, è anch'esso le, ma forse ha maggiori probabilità di successo. È molto diretta e chiede una buona dose di coraggio. Parte discreta- mente, ma poi coinvolge, a cerchi concentrici, anche la comunità. Nel peg- giore dei casi chi ha sbagliato viene considerato sempre un fratello per il quale bisogna pregare. "Va' e ammoniscilo fra te e lui". Certo, un passo del genere non si fu avventata- mente, a cuor leggero, sulla base di sem- plici indisCl'ezioni o del "mi hanno detto". Per questo la cosa esige almeno CAROVANA DI INVOCAZIONI Uniti insieme, ti diciamo: Donaci un cuore nuovo! o Dona ai cristiani di vivere da fratelli, riconciliati. La tua Parola porti lm-o luce e gioUt. Preghiamo... o Ridesta la coscienza di colm-o devono prendere decisioni importan- tiper la vita di tante persone. Fa' che cerchino il bene di tutti. Preghiamo... o Sostieni i malati, e in particolare quelli che devono affrontare cure dolm-ose. Metti accanto a loro persone piene di cuore e di genero- sità. Preghiamo... o Fa' che nelle nostre famiglie si sappia dialogare e affrontare insie- me i momenti dUficili. Preghiamo... o Accompagna colm-o che si accostano alla Confessione. Trovino il tuo amore di Padre e la tua misericordia. Preghialno... ragioni sopra accennate. Ma se la ricerca si rivelerà fruttuosa, chi ha commesso la colpa dovrebbe, a questo punto, aprire bene gli occhi. È un po' difficile che si tratti solo di un abbaglio. "Dillo all'assemblea". È il terzo atto, e qui si ha a che fare con la comunità. Una comunità che sembra tuteli la privacy, ma che s'immischi anche con la vita dei suoi membri. Non abbandonati al proprio destino, dunque, ma presi a cuore, come dei figli che, quando sbagliano, si finisce coll' amare di più. In ufamiglia Signore, nostro Dio, tu guarisci anche le piaghe più nascoste del nostro essere. E ci chiedi di togliere il male che è in noi, solo dopo aver manifestato tutta la tua tenerezza di Padre. Donaci di saper amare come il tuo Figlio, Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN
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    lM.fM§INI Settembre 05240 DOMENICA ORDINARIO ----------PER CHIEDERE PERDONO---------- Signore Gesù, tu ci perdoni: tu non ti stanchi mai dei nostri peccati. Signore, pietà! Fino a che punto si può perdonare? Bisogna perdonare proptio tutto? Anche i crimini più grossi, più efferati, più ter- ,ibili? E' una domanda che percorre un libro, di recente ristampato, di un celebre cacciatore di criminali nazisti, Simon Wìesenthal. Tutto parte da una storia vera, accaduta allo stesso Wiesen- thal. Mentre è detenuto in un lager nazi- sta si trova a svolgere dei lavori, con il suo gruppo, in un ospedale di Leopoli. Un'infermiera, notata la stella gialla che reca sul petto, gli fa cenno di seguir'lo e lo fa entrare in una stanza. Lì Cristo Gesù, tu ci perdoni: tu annunci la misericordia di Dio ad ognuno di noi. Cristo, pietà! Hitleriana e poi aveva finito col partire, volontalio, per il fronte. Ora non può morire in pace se Simon, che è un ebreo proptio come quelli che ha ucciso, non gli dà il suo perdono. Wiesenthal rac- conta - e le sue parole diventano gelide - che uscì da quella stanza senza dire una parola. Al lager non poté fare a meno di narrare la stOlia del giovane tedesco. E i suoi compagni si affrettaro- no a dir-gli: "Non lo avrai mica perdona- to? Ricordati: tu non puoi farlo! Solo quelli che sono stati uccisi potrebbero Signore Gesù, tu ci perdoni: tu spalanchi davanti a noi una strada nuova, quella dell'amore e della pace. Signore pietà! A Simon, paradossalmente, affidano la cassetta degli effetti personali della gio- vane SS. E lui decide di non spedirla, ma di andare a recapitarla, direttamente, alla madre. Davanti a quella donna, però, lui che non se l'è sentita di perdonare suo figlio, ora non può raccontarle la cruda vetità. Quella donna stenta a credere che gio- vani come suo figlio possano aver com- messo le atrocità di cui si parla. Quella donna, credente, non può far a meno di ricordare chi era suo figlio prima che il veleno hitletiano c'è un giovane uomo, una SS, ormai prossimo alla morte. Gli narra un incubo che lo perse- guita ormai da anni. Un gior- no, durante la campagna di Una pista per l'omelia SE NON PERDONERETE gli cambiasse l'esistenza. E Si- mon non può, a questo pun- to, dire alla madre una verità terribile, che la distruggereb- Russia, hanno costretto duecento ebrei ad entrare in uno stabile. Poi hanno appiccato il fuoco, hanno lanciato delle granate e se qualcuno cercava di fuggire dalle finestre gli hanno sparato. Gli ordi- ni erano questi, ma lui non può più libe- rarsi dell'inunagine di quella gente che tenta di scampare alla morte e viene abbattuta...anche dalla sua mitragliatri- ce. Quell'uomo è ormai prossimo alla morte e ora si awede del baratro in cui è piombato. Lui, che un giorno era chie- richetto, era entrato nella Gioventù perdonarlo, ma non ci sono più'''. Ma poi, un giorno, Simon sente nella barac- ca qualcuno che prega: è un giovane polacco. Sarebbe già prete se non ci fosse stata di mezzo la guel1"a. A lui Simon tivolge la domanda che si porta dentro: "Tu che sei credente, che cosa avrei dovuto fare?". "Certo - gli lisponde il polacco - solo quelli che sono morti potevano perdonarlo. Ma dimmi: era ve- ramente pentito?". "Sì", ammette Simon. "E allora dovevi perdonarlo", conclude l'altro. CAROVANA DIINVOCAZIONI Signore Di.o, tu non ci chiedi di perdonare al nostro frateUo solo quakhe volta, ma sempre. Tu stesso hai mostrato verso di noi una misericordia senza limiti. È per questo che ci rivolgiamo a te e ti dicia- mo: Ascoltaci, Padre buorw! • Fa' che i cristiani siano disposti a perdonare, così come tu conti- nuamente li perd.oni. Preghiamo... • Metti nel cuore dei sacerdoti la tua bontà e la tua saggezza quando accolgono chi viene a confessare i propripeccati. Preghiamo... • Accompagna con la tua luce le nostrefamiglie perché sappiamo per- donarci e comprenderci. Preghiamo... • Fa' che non ci dimentichiamo di coloro che sono in lXlrcere e delle loro famiglie. Fa' che aiutiamo di cuore cb-i vuole cambiar vita. Preghiamo... • La guerra e l'odio provocanoferite profonde, ma tu dona laforza di vivere nella pace e nel rispetto reciproco. Preghiamo... be. Aveva deciso di non perdonare, ma non se l'era sentita di dir'e una verità crude- le. In fondo anche Wiesenthal si era accorto che solo un qualche perdono può costruire un futuro diverso. E' questa la lezione più grande che ci viene dal Vangelo. La parabola ci mette con le spalle al muro e, dopo averci ricordato i nostIi debiti (grandi) verso Dio, ci spinge a per- donare i debiti (Piccoli) che gli altri han- no verso di noi. In famiglia Ma perché, Signore Dio, non ti accontenti che perdoniamo "solo" molte volte? Perché dovremmo perdonare sempre? È così difficile! Eppure, Padre, è proprio in questo modo che tu ti comporti con noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. AMEN
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    Settembre 05 250DOMENICA ORDINARIO" -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu ci inviti a cerca- re Dio, ma spesso noi dobbiamo attraversare i deserti della vita. Aiutaci! Signore, pietà! L fondo, se si vuoi capire veramente questa parabola, basta Iiperconere gli ultimi istanti della vita di Gesù. E' pro- pIio fi, sulla collina del Calvario, cile noi ci imbattiamo in quello che viene comunemente chiamato "il buon ladro- ne". Un modo piuttosto strano per designare quell'uomo che, condannato per reati veramente commessi, si è affi- dato a Gesù e ha ricevuto quella pro- messa che ognuno di noi vonebbe sen- tire dalle sue labbra: "Oggi stesso tu sarai con me in Paradi- Cristo Gesù, tu ci inviti a cercare Dio: non permettere che ci dimentichiamo di lui. Aiutaci! Cristo, pietà! Una, innariZitutto: la giustizia contrat- tuale è lispettata! E' stato pattuito un denaro? Un denaro viene dato! Quelli della plima ora non possono accusare il padrone di essersi tenuto in tasca qualcosa che spettava loro... E una seconda osservazione viene subi- to da fare: il modo di fare del padrone gli fa sborsare più di quanto avrebbe dovuto. Sì, perché se la matematica non è un'opinione, a pmtire da quella paga stabilita, il padrone avrebbe ris- Signore Gesù, tu ci inviti a cercare Dio: mille rumori, però, coprono la sua voce. Aiutaci! Signore, pietà! dalosa? E, se si vuole andaI'e fino in fondo al ragionamento, la grazia di Dio non è ancb'essa scandalosa? Scandalosa nel dono, nella tenere-o.a, nella bontà. Scandalosa per il divaIio che c'è tra quello che ci viene offerto ed i nostIi meriti. E la giustizia, nel modo in cui la conce- piamo, non rischia di diventare una macchina veramente terribile? Provate a pensare a cosa ci accadrebbe se Dio l'applicasse in modo estrema- mente preciso alla nostra so!". In effetti "il buon la- drone" che entra in Para- Una pista per l'omelia esistenza' diso sembra essere una palese ingiustizia. Direm- mo che è proprio sul filo GIUSTIZIA E MISERICORDIA Non saremmo tutti senza via di scampo' Ancora una volta, dun- di lana che liesce a strappare questa assicurazione. Ci sembra quasi quasi che per lui la salvezza per l'eternità sia stata una sorta di scippo, effettuato all'ultimo minuto. E' con lui, però, grazie a lui che com- prendiamo questa quadratura del cer- chio che Gesù ci presenta con la para- bola di oggi, la parabola degli operai nella vigna. Se ci tuffiamo nella parabola, tuttavia, e la leggiamo con occhi disincantati, ci accade di trovare non poche sorprese. parmiato non poco pagando in pro- porzione. Tutti quelli cbe erano stati assunti a partire delle nove di mattina non avrebbero dovuto ricevere un denaro, ma solo una frazione di dena- ro, in proporzione alle ore di lavoro. Nonostante tutto, comunque, resta qualcosa che urta la nostra sensibilità sindacale. Chi ha lavorato tutta la gior- nata come chi ha lavorato un'ora sola? Diciamolo francamente: la cosa è scan- dalosa. Ma la misericordia non è sempre scan CAROVANA DI INVOCAZIONI Uniti insieme, ti diciamo: Donaci di lavorare per te! o Libera i cristiani dalla pigrizia e dall'egoismo: fa' che ognuno metta le sue doti a servizio degli altri . Preghiamo... o Accompagna tutti i catechisti, gli educatori e gli animatori. Rendili buoni testimoni del Vangelo di Gesù. Preghiamo... o Sii vicino a tutti i giovani che cominciano a svolgere un lavoro nuovo. Fa' che siano rispettosi delle regole di sicurezza. Preghiamo... o Dona entusiasmo a tutti gli studenti e in particolare a quelli che non ottengonofacilmente buoni risultati. Preghiamo... o Rendici attenti alle persone malate o anziane. Fa' che ci ricordiamo di loro. Preghiamo... que, a farci capire (alme- no un poco) è propIio lui "il buon ladrone". Lui che riconosce gli sbagli passati. Lui che sente il coraggio di Iiprendere l'alu'o ladro, collega di sventura. Lui che si affida a quel condannato che non ha fatto nulla di male. Altro che operaio dell'ultima ora, qui siamo agli ultimi istanti della vita. Ma non è mai tardi per il Regno. Mai troppo tardi per la misericordia di Dio. In ufamiglia Signore, nostro Dio, a quelli che lavorano per te tu regali una grande gioia_ Donaci il tuo Spirito perché affrontiamo la nostra fatica quotidiana con fiducia e con amore_ Che tu sia benedetto nei secoli dei secoli_ AMEN
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    Settembre 05 260DOMENICA ORDINARIO -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu hai tisposto con generosità alla missione che il Padre ti ha affidato. Signore, pietà! Una storia molto semplice che obbliga ad emettere una sentenza. Chiara la storia, inevitabile la senten- za. "Chi dei due ha compiuto la vo- lontà del padre?" - "L'ultimo". Altret- tanto chiara la conclusione, anche se scandalosa, impertinente, irritante per i sacerdoti e i capi degli anziani di ieri come di oggi. Tra le parole e i fatti tutti sanno che sono questi ultimi a contare vera- mente. Le parole non costano Cristo Gesù, tu sei stato in mezzo a noi come colui che serve. Ctisto, pietà! popolo non hanno creduto al suo messaggio. E invece i lontani, la gente dalla vita sregolata e i furfanti, i colla- borazionisti e le donne di su'ada gli hanno creduto e si sono pentiti. La storia, in effetti, non è finita ll. Si è ripetuta e continua a ripetersi. Sì, per- ché c'è un cristianesimo costruito so- lo sulle parole: parole proferite con santa unzione, parole lanciate verso Dio con devozione, parole dissemi- Signore Gesù, tu ci inviti a collaborare con te per far crescere la pace e la fraternità. Signore, pietà! entrare un messaggio che rinnova e sconvolge. E invece, paradossalmente, proprio coloro che sembrano lontani, perduti per sempre, proprio quelli i cui dis- corsi non sono né teneri né edifican- ti, prima o poi finiscono col lasciarsi toccare dalla punta incandescente del Vangelo e avvertono il desiderio forte di cambiare vita. Non fanno proclami, non propongo- no la loro testimonianza, non nessuna fatica, non impegna- no granché e talvolta volano nell'aria, leggere, senza peso. I fatti sono la vera misura di Una pista per l'omelia FATTI NON PAROLE si arrogano il diritto di met- tersi a giudicare: lasciano semplicemente che la loro vita diventi uno specchio del Vangelo, un tramite di bontà,quello che ci sta a cuore, di quello per cui siamo disposti a saCli- ficare le nostre energie, il nostro tempo, i nosui beni. Il fervore dei discorsi scompare del tutto davanti alla concretezza dei gesti, la confusione delle parole viene tramortita dalla rude consistenza dei fatti. E i fatti Gesù li designa in modo diret- to. E' venuto Giovanni, il battezzatore e ha chiesto segni autentici di conversione. Sacerdoti e anziani del nate attorno a sé condite di morali- smo e di severità. Ma in definitiva solo parole. Poiché il cuore resta quello di sem- pre non c'è posto per il pentimento, per il cambiamento, per gesti e scelte che facciano sentire il profumo del Vangelo. E' come se il cuore fosse ricoperto di una dura crosta che nulla riesce a perforare. E' come se le orecchie fos- sero tappate, sigillate, incapaci di far CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore Dio, tu badi più ai fatti che alle parole, Tu perdoni i nostri "no", se poi ci pentiamo e seguiamo le tue indicazioni. E' con fiducia ed amore, dunque, che ti invochiamo, dicendo: Ascoltaci, Padre buono!Uniti insieme, ti diciamo : Donaci di lavorare per te! • Ti preghiamo per tutti i cristiani: la Messa della domenica risvegli in loro l'amore per te e per i loro fratelli. Preghiamo... • Ti preghiamo per coloro che hanno grosse responsabilità: prendano le decisioni importanti, tenendo conto della vita di tante famiglie. Preghiamo... • Ti preghiamo per i bambini che vengono abbandonati: trovino una famiglia che li accoglie e dona loro affetto e cure. Preghiamo" , • Ti preghiamo per tutti i bambini che patiscono la fame. Fa' che non ci dimentichiamo di loro, noi che abbiamo molto più del necessario, Preghiamo... • Ti preghiamo per tutte le mamme e i papà che sono malati: possano tornare presto, guariti, alle loro famiglie. Preghiamo... di comprensione, di solidarietà, di misericordia. Sono i fatti, a questo punto, a parlare da sé, a mostrare ciò che è avvenuto nel profondo del loro cuore. Chi riduce il clistianesimo a dichiara- zioni di principio è avvertito: Gesù non si lascia ingannare dalle apparen- ze. Né da quelle devote, né da quelle ini- tanti. Il cuore lo rivelano i fatti: sono quelli che contano. In famiglia o Padre, tu ci inviti a non considerarci ormai arrivati, a vigilare sul nostro comportamento e a rimanerti fedeli nel tempo. Il tuo Spirito sia nostra guida e nostra forza. Per Cristo nostro Signore. AMEN
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    Ottobre 05 270DOMENICA ORDINARIO. ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu conosci la no- stra ingratitudine: ci dimenti- chiamo spesso dei tuoi doni. Signore, pietà! Questa parabola è, in fin dei con- ti, una stOlia d 'amore. Di un amore operoso, fiducioso, che non si rasse- gna. Neanche di fronte all'ingratitu- dine, al rifiuto, alla brutalità, al tradi- mento. Una storia d'amore al suo inizio, per- ché amore ci vuole per piantare una vigna, per circondarla di una siepe, per dotarla del necessario. Ci par di vederlo quest'uomo che dissoda, che pulisce, che cura que- Cristo Gesù, tu vedi la durezza dei nostri cumi: non siamo capa- ci di accogliere e di perdonare. Cristo, pietà! potuto anche rovinarla, deturparla, farne scempio. L'amore viene fuori anche davanti al rifiuto, quando il padrone non si ras- segna a ciò che è accaduto - i servi bastonati e uccisi - e manda il suo stesso figlio. Espone ciò che gli è più caro, lo po- ne in una situazione di rischio per- ché non può immaginare che la cat- tiveria di quei vignaioli sia così gran- Signore Gesù, tu ci tendi la tua mano anche quando ci siamo allontanati da te e abbiamo rifiu- tato la tua parola. Signore pietà! un nuovo edificio, dunque, una nuo- va costruzione. C'è qualcosa di ine- dito e di meraviglioso che sorge: il regno di Dio sarà dato ad un popolo che lo farà fruttificare. È la storia, certo, del rifiuto di Is- raele: la salvezza non coincide con un'appartenenza etnica. Non è que- stione di sangue, di discendenza, ma di un'accettazione sincera, con tutta la propria vita. Ma è la storia, anche, ai no- sta ten·a. A noi viene da pensare subito a questo mondo che non ci siamo cosuuiti, ma che ci è stato donato. Frutto della saggez- Una pista per l'omelia UNA STORIA D'AMORE sUi giorni, di tante comu- nità cristiane di antica ori- gine, attestate sugli allori del passato ed incapaci di za, della bontà, della bellezza di Dio. Chi ha profuso energia e fatica in un'impresa rischia di restare attac- cato a ciò che ha realizzato. Non così per questo padrone che affida la sua vigna ad alcuni vignaioli. E questo, potrernmo osservare, è il segno dell'amore vero, che non è mai possessivo, ma aperto, disponi- bile, fiducioso. A noi Dio ha affidato questa terra: l'ha messa nelle nostre mani, pur sapendo che avremmo de. Il suo ragionamento, in fondo, fa tenerezza: "Avranno rispetto di mio figlio". E invece accade l'irreparabi- le: lo stesso figlio del padrone viene cacciato e ucciso. Questa storia d'amore dovrebbe avere solo un finale triste, amaro. La punizione, il castigo dei malvagi e la consegna della vigna ad altri vi- gnaioli. E invece non c'è solo que- sto. "La pietra scartata dai costrutto- ri è diventata testata d 'angolo". C'è CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore nostro Dio, tu sei diverso da noi. TI, non ti lasci vincere dai nostri rifiuti e dalle nostre infedeltà. Insieme ti diciamo: Donaci un cuore nuovo! o Nelle nostre mani hai messo dei doni preziosi: la nostra vita espri- ma la nostra riconoscenza e la nostra gioia. Preghiamo... o Nelle nostre parrocchie riprendono le attività annuali: rendici acco- glienti verso i nuovi arrivati e Pieni di bontà verso tutti. Preghiamo... o Dona luce e forza a quanti si impegnano a rendere Più bella la vita dei nostri paesi e delle nostre città. Non permettere che si lascino scoraggiare dalle difficoltà. Preghiamo... o Sostieni i catechisti e gli animatori: la loro testimonianza sia un lie- vito buono per i ragazzi ed i giovani. Preghiamo... o Accompagna il cammino del nostro consiglio pastorale: rendilo at- tento alle necessità e alle attese di quanti vivono in questa comunità. Preghiamo... prendere sul serio l'annun- cio del Vangelo, incapaci di vibrare di entusiasmo. Perché la salvezza non dipende dal u'ovarsi - senza merito o colpa - den- tro una tradizione, ma è legata ad una decisione, ad una scelta coin- volgente. Un ricruamo ancora una volta ad ognuno di noi perché porti nutto, perché si impegni a "lavorare per la vigna" e non si illuda di poter esibire medaglie rilasciate ad altri. In famiglia Signore Dio, tu continui ad amarci, nonostante i nostri rifiuti e le nostre cattiverie_ Insegnaci a percorrere insieme la strada dell'amore e della generosità. AMEN.
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    Ottobre 05 28aDOMENICA ORDINARIO ~ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu ci inviti a parte- cipare alla tua gioia, ma noi res- tiamo sordi alla tua parola. Signore, pietà! Un invito a pranzo che l'ha rag- giunto così, inaspettatamente. Esse- re invitati alle nozze del figlio del re non è una cosa di poco conto. Ed ora questa fortuna è toccata proprio a lui, che non se l'è affatto meritata. Non ha titoli, nobiltà, meriti da far valere. Quell'invito non è una ricompensa, né un riconoscimento, né un'atte- stazione a seguito di qualche opera di particolare valore. Ctisto Gesù, tu ci offri i tuoi doni, ma noi siamo presi da mille cose. Cristo, pietà! viene offerta a tutti quelli che entra- no. Ma no, lui non se la vuole proprio mettere. Vuole entrare così com'è, con i suoi stracci e con lo sporco addosso. E' il suo modo di irridere tutto e tutti. A lui non interessa se il re si sente, insultato dal suo modo di fare. Tanto riuscirà a passarla liscia, nascosto in mezzo alla folla. E se la riderà per Signore Gesù, tu ci chiami ad essere la tua famiglia, ma ognuno di noi bada ai suoi interessi. Signore, pietà! dossare l'abito nuziale? In fin dei conti gli era stato offerto gratis. C'era solo la fatica di indossarlo, di presentarsi in modo decoroso alla festa. Lo sgarbo non è solo notato, ma anche ritenuto offensivo. La bontà si sente derisa da un atteggiamento come quello. Ed ecco quel che accade. Il "furbo" viene preso e buttato fuori. Non ci sarà per lui nessun ban- All'origine c'è solo la bontà di un re che vuole far con- dividere a tutti la sua gioia, che non può tollerare di vedere che la sala del ban- Una pista per l'omelia UN OSPITE SGARBATO chetto. Non ci sarà nessu- na gioia. E non potrà dare la colpa a nessuno, se non a se stes- chetto rimanga vuota per il rifiuto dei primi invitati. E dunque dentro tutti, buoni e catti- vi, peccatori e santi, presi diretta- mente dalla strada. Dentro a far festa insieme, a godere della tavola del re. Ma c'è modo e modo di presentarsi. In ogni caso ci vuole almeno gratitu- dine. E la gratitudine la si mostra accettando di rendersi presentabili, mettendosi in ordine, indossando quella veste fresca di bucato che aver mangiato a sbafo, senza nem- meno accettare la fatica di cambiarsi d'abito. Era così che pensava. Ma le cose non sono andate come lui si immagina- va. Il re è generoso, è buono, accoglie tutti. Ma attende una risposta, un se- gno di riconoscenza da parte dei suoi invitati. E nota subito quell'uomo che si fa beffe di lui. Perché non ha voluto in- CAROVANA DI INVOCAZIONI Tu chiami tuUi, Signore. E spesso ad accogliere il tuo invito sono colo- ro che non l'avevano ricevuto per primi. Ma ad ognuno chiedi di pre- parare la veste adeguata al tuo bancheuo. Consolati dalla tua bontà, ti invochiamo dicendo: Rendid operosi e saggi, Signore. • Signore Dio, tu chiami ognuno di noi a partedpare alla tua gioia: fa' che prendiamo sul serio il tuo invito. Preghiamo... • Signore Dio, ti preghiamo per i nostri gruppi di catechismo. Fa' che possiamo crescere insieme nellafede, per diventare tuoi amido Preghiamo... • Signore Dio, sostieni i nostri catechisti e i nostri animatori nel loro servizio. Fa' che d possano seguire con pazienza, anche quando siamo nervosi o disturbiamo. Preghiamo... • Signore Dio, ti affidiamo tuUe le persone malate e quelli che sono costreui a muoversi su una sedia a rotelle. Fa' che d ricordiamo di loro. Preghiamo... • Signore Dio, ti preghiamo per tutti quelli che scrivono sui giornali o parlano alla radio e alla televisione. Fa' che ricerchino e rispettino la verità. Preghiamo. so. A quella voglia di insana di prendersi gioco della bontà di chi l'aveva invitato a prender parte alla festa. Quel "furbo", purtroppo, assomiglia a ognuno di noi. Con la nostra voglia di imporre a Dio le nostre condizioni. Con il rifiuto di mettersi un po' in ordine per partecipare alla sua gioia. Con la determinazione di continua- re fino alla fine a tenerci addosso la nostra sporcizia e i nostri su·acci. In famiglia Siamo la tua famiglia, Signore. E tu vuoi che partecipiamo tutti alla gioia che hai preparato per noi. Perché tu sei nostro Padre e noi i tuoi figli, per i secoli dei secoli. AMEN.
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    Ottobre 05 29aDOMENICA ORDINARIO_ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, talvolta non vogliamo vedere la realtà delle cose. E ci nascondiamo dietro falsi problemi. Signore, pietà! L tentazione è sempre presente. Lo è stata lungo i venti secoli di storia della Chiesa e continua ad esserlo tutt'oggi. Quale tentazione? Quella di non prendere sul serio questa Jì'ase di Gesù che è lapidaria, secca e oltremo- do chiara: "Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è Dio". Sono tante le possibilità di tradirla questa parola di Gesù. Innanzitutto col generare una commistione, una confusione tra Cesare e Dio. Cesare (il politico potente di Cristo Gesù, talvolta non ci assu- miamo le nostre responsabilità di cittadini. E dimentichiamo i doveri della giustizia e dell'equità. Cristo, pietà! calpestano impunemente i diritti sa- crosanti che si rifanno a quella libertà che - guarda caso - Dio stesso ha sempre riconosciuto all'uomo. Ci sono poi, però, altre fmme di u'adi- mento, più o meno sottili, più o meno scoperte. C'è chi innalza Dio a tutto deuimento di Cesare, cercando, natu- ralmente di cavarne qualche vantag- gio personale. Sono quei cristiani che non hanno un rapporto onesto e COf- retto col fisco, che barano nella di- Signore Gesù, siamo talmente presi dai nostri interessi personali che non ci accorgiamo neppure di tante storture e del disagio dei poveri. Signore pietà! detrimento di Dio. Chi chiede allo Stato di determinare un'etica, chi prende le leggi del Parlamento come enunciati inappellabili, chi affida allo Stato non solo il compito di assicurare il buon funzionamento della convi- venza, ma anche quello di discernere il bene e il male, di assicurare la feli- cità. In poche parole affida allo Stato la sua anima. In genere, per dire la verità, tra i cristiani questo "statalis- mo" non gode di molti favori. .. Ci sono poi tutti i mixage del turno e i suoi colonnelli) si arroga il diritto di prendere il posto di Dio: ritiene di esse- re l'unico, considera il suo Una pista per l'omelia CESARE E DIO momento, dettati più da interessi personali che da folgorazioni e conversioni importanti. E allora u'ovia- mo quelli che appoggianopotere illimitato, si illude di poter decidere il bene e il male, la verità e la menzogna, esige un'ob- bedienza assoluta. Un Cesare che, di solito, per fare questo, deve sedurre le masse, ostentare sicurezza, vantare ca- pacità straordinarie, adoperare un lin- guaggio messianico. Ma può avvenire anche il contrario: i ministri di Dio invadono il campo di Cesare, fanno funzionare le Scritture Sacre come legge civile e penale, ob- bligano tutti i cittadini ad aderire ad una fede, impongono la loro religione, chiarazione dei redditi, che emanano parcelle uuccate e che pretendono di barattare tutto questo con qualche offerta ai poveri o alla Chiesa. Si tratta di solito di briciole, in confronto ai quintali di pane che dovrebbero dare... ma le scuse non mancano: l'esosità dello Stato, la cattiveria di un sistema fiscale che spoglia i cittadini, la denuncia di questo o quel cattivo funzionamento all'interno della mac- china amministrativa. E c'è anche chi innalza Cesare, a tutto CAROVANA DI INVOCAZIONI Tu ci hai creati liberi e rispetti la nostra libertà, ma ci inviti anche a collaborare tra noi e ad assumere responsabilmente i diritti e i doveri a cui è tenuto ogni cittadino. Con la franchezza e la confidenza dei figli, ti diciamo: Donaci il tuo Spirito di libertà. • Signore Dio, fa' che i cristiani si impegnino seriamente a favore della giustizia e della pace. Preghiamo... • Signore Dio, donaci genitori ed insegnanti che ci insegnano a cono- scere i nostri diritti e a rispettare i lWStri doveri. Rendici accoglien- ti e buoni con tutti. Preghiamo... • Signore Dio, fa' che rispettiamo sempre le regole del gioco e che non imbrogliamo i nostri compagni pur di riuscire a vincere. Preghiamo... • Signore Dio, insegnaci a donare generosamente ai poveri e a rinun- cim'e a qualcosa di nostro per aiutare quelli che hanno fame. Preghiamo... • Signore Dio, ti raccomandiamo tutte le persone che soffrono, che sono malate o che sono tristi. Preghiamo... una religione a detlimento dell'altra (esempio: Cristianesimo contro Is- lam), ma alla fine mostrano di non ave- re a cuore né l'una né l'altra. O quelli che mettono Cesare elenu'o il dibattito interno alle comunità religiose per ap- poggiare questa o quella fazione. Tutte combinazioni che appaiono torbide davanti alla cristallina chiarezza della parola di Gesù: Rispetta lo Stato in cui vivi, elal momento che adoperi le sue strutture, ma sii altrettanto scrupoloso in quel che riguarda Dio. In famiglia Signore, tu chiedi ai discepoli di Gesù di essere cittadini onesti e im.pegnati, che contribui- scono adeguatamente alla vita del loro paese. Tu ci chiedi di non dare per carità quello che è richiesto dalla giustizia come un diritto. Il tuo Spirito ci renda coraggiosi e forti. Per Cristo nostro Signore. AMEN.
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    Ottobre 05 30aDOMENICA ORDINARIO_ -----PPER CHIEDERE PERDONO (per la GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE)---- Signore Gesù, Parola del Padre, tu ci inviti a renderti testimonianza in mezzo agli uomini. Signore, pietà! L scena è abbastanza comune: una sala parrocchiale gremita di gertitori, all'inizio del nuovo anno pastorale. Di solito il parroco parte in quarta e comincia a spiegare che cos'è la cate- chesi, l'impegno che comporta da parte dei genitori e dei ragazzi, la necessità di una buona testimortianza dei grandi nei confronti dei piccoli. Ma questa volta il parroco decide di cambiare registro...e dà la parola, subito, ai gertitori. "Perché mandate i vostri figli a catechismo? Clisto Gesù, Fratello di ogni uomo, tu ci inviti ad accogliere ogni uomo come un fratello. Cristo, pietà! vogliamo bene a Dio, se non voglia- mo bene a Gesù, se non vogliamo be- ne al nostro prossimo (anche agli an- tipatici) e se questo amore non cre- sce, col passare degli anni? Sono ancora in troppi, forse, a ritene- re che la vita cristiana passi per la testa, che sia questione di conoscere, di sapere. Certo, tutti lo ammettono: bisogna anche mettere in pratica. Ma questa pratica ha il sapore piuttosto difficile dei comandamenti, delle Signore Gesù, Figlio prediletto del Padre, tu ci inviti ad amare i nostli fratelli come Dio ci ama. Signore, pietà! ne viva dell'Antico Testamento. L'ine- dito sta piuttosto nel legare insieme, a doppio filo, l'amore per Dio e quel- lo per il prossimo. Ma attenzione. Qui non si tratta di un amore qualsiasi, ma di amare Dio "con tutto il cuore, con tutta l'artima e con tutta la mente" e di amare il prossimo "come se stessi". Qualcuno dirà: si può veramente amare fino a questo punto? E a noi verrebbe da ris- pondere: sì, se ci si sente amati da lui, da Dio, di un amore forte, Che cosa vi aspettate da noi' Che cosa dovremmo fare?". Le risposte non si fan- no aspettare: imparare le preghiere, sapere che cos'è Una pista per l'omelia QUESTIONE DI AMORE sicuro, tenero e misericor- dioso. Perché bisogno ri- cardarlo: solo chi si sente amato, diventa capace di la religione cristiana, prepararsi alla Prima Comunione, imparare i riti della comunità, conoscere i coman- damenti, conoscere quello che dice il Vangelo...Sì, tutto vero e anche tutto giusto. Con un'accentuazione un po' eccessiva dalla parte dell'imparare, del sapere, del conoscere. Il che riduo'ebbe il catechismo, tutto som- mato, ad una scuola. Ma non è stato dimenticato proprio l'essenziale? Che cos'è la nostra vita di fede se non prescrizioni, delle leggi. Vale la pena, a questo proposito, ri- cordare una frase di Sant'Agostino: "Signore, di ogni cosa si deve dire che non la si ama se non la si cono- sce. Ma di te si deve dire anche il con- trario: non ti si conosce se non ti si ama". E' questo amore che Gesù mette al centro del nostro rapporto con Dio. n suo richiamo non ha nulla di nuovo, ma va a pescare nella tradizio- CAROVANA DI INVOCAZIONI Tu vuoifare alleanza con noi, Signore Dio, e offri gratuitamente il tuo amore e il tuo aiuto a tutti gli uomini. TIt ci chiedi di diffondere il Vangelo di Gesù con tutta la nostra vita. A te diciamo insieme: Venga il tuo Regno, Signore! o Signore Dio, fa' che il Vangelo raggiunga tutti gli abitanti della terra. Preghiamo... o Signore Dio, rendici generosi con quelli che sono poveri, che non hanno casa, lavoro, ospedali, scuole. Preghiamo... o Signore Dio, non permette1·e che ci dimentichiamo dei malati e di quelli che sono soli. Preghiamo... o Signore Dio, proteggi tutti i missionari, in particolare quelli che lavorano neUe regioni Più disagiate e povere. Preghiamo... o Signore Dio, dona ad ognifamiglia la gioia di prendersi cura di un ragazzo o di una ragazza del Terzo Mondo. Preghiamo... amare. A guardare da vicino certe scuse accampate da piccoli e grandi (la Messa della domenica ci impedisce di dormire, gli impegni della Parroc- chia ci obbligano ad uscire di casa, il catechismo riduce il tempo degli alie- namenti) verrebbe da dire che non si tratta della nostra vita odierna, così convulsa, ma di un deficit, di una mancanza d'amore. In questo caso anche il più piccolo sassolino sulla strada diventa un macigno. In famiglia Signore Dio, dal comandamento dell'amore tu fai dipendere ogni prescrizione morale. Cambia il nostro cuore: toglici il cuore di pietra e donaci un cuore di carne. Per Cristo nostro Signore. AMEN.
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    Ottobre 05 31a DOMENICA ORDINARIO - - - PER CHIEDERE PERDONO (per la GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE) Signore Gesù, mite ed umile di cuore, abbi pietà di noi. Signore, pietà! Tentazione antica, costantemente in agguato, quella che Gesù segnala nel brano evangelico odierno. Il po- stino che si spaccia per mittente della lettera che consegna, il proteta che si mette al posto di Dio, il mini- stro che si arroga le prerogative del suo signore, il bidello che si mette ad insegnare.. Tentazione antica presente dovun- que, ma forse in modo particolare nell'ambito religioso. Perché è così bello non solo pre- Cristo Gesù, servo di ogni uomo, tu hai donato la tua vita per noi, abbi pietà di noi. Cristo, pietà! liberi da qualche norma, ad essere svincolati da qualche restrizione. Così l'uomo dello Stato, che ha fatto addu'ittura il ministro, confessa can- didamente di non aver pagato miliar- di di tasse. Così il funzionario si sente autorizzato a venir meno al regola- mento o a chiudere un occhio davan- ti alle inadempienze di qualcuno. Così anche l'uomo di Chiesa è tenta- to di credersi esonerato da questa o quella parte del vangelo che pur ha Signore Gesù, tu ci riveli la bontà di Dio e ci inviti a vivere da fratelli, abbi pietà di noi. Signore, pietà! le parole - e di parole ne ascoltiamo sempre tante - se Gesù non avesse mostrato con i fatti cosa vuoI dire essere a servizio: lui che si è esposto, lui che si è offerto, lui che ha affron- tato per amore anche l'odio, anche la cattiveria, anche !'insulto e lo scher- no, anche la sofferenza più atroce. Per questo quando parla possiamo stare ad ascoltarlo: le sue parole sono avvalorate dai fatti. I suoi gesti (il pane spezzato, la lavan- da dei piedi) non sentare una sen- tenza del Signore, ma anche mettersi a sentenziare. Per- ché così facile Una pista per l'omelia sono riti ad effet- to, ma realtà incar- nata nella vita di"- UNO SOLO E IL VOSTRO MAESTRO mtti i giorni. confondere l'ammirazione per la parola di Dio con lo stupore per il nostro commento. Perché è così umano, alla fin fine, vedere il proprio ruolo riconosciuto, apprezzato, sti- mato... E c'è purtroppo, anche qual- cosa di peggio: sopravvalutare il pro- prio ruolo al punto di credersi esen- ti da quegli obblighi che vengono enunciati per tutti. Ritenere che il proprio servizio dia duitto a qualche privilegio, ad essere annunciato e spiegato. Gesù mette le cose alloro posto. Uno solo è il Maestro, uno solo è il Padre. Ogni titolo di questo genere è usur- pato. E genera confusione, distrae da ciò che è essenziale. E l'essenziale è il fatto che tutti siamo fratelli, che tutti siamo disce- poli. E che chi vuoI essere il primo, il più grande, si mette a servizio. Ma anche queste sarebbero solo bel- CAROVANA DI INVOCAZIONI Uno solo è il nostro Dio, e questo sei tu, Signore. E UmJ solo è il nostro Maestro, il Cristo. Uno solo è lo Spirito che agisce nei nostri cuori e opera al di lit. di qualsiasi confine. Uniti came una sola famiglia, noi ti invochiamo dicendoti: Didamo insieme: Ascoltad, Padre buomJ! o Ti preghiamo per tutti i cristiani: fa' che si trattino con amore e com- prensione. Preghiamo... o Ti preghiamo per i vescovi e i preti: aiutino le loro comunità a segui- re il SigJwre Gesù. Preghiamo... o Ti preghiamo per quelli che hanno sbagliato e sono in carcere: fa' che li aiutiamo a vivere una nuova vita, nell'onestà. Preghiamo... o Ti preghiamo per tutti i bambini che patiscomJ la fame. Fa' che nan ci dimentichiamo di loro, mJi che abbiamo molto Più del necessario. Preghiamo... o Ti preghiamo per tutte le mamme e i papà: fa ' che abbiano la gioia di veder crescere bene i proprifigli. Preghiamo... Per questo anche se quello che ci dice oggi non è faci- le da mandar giù (ognuno di noi si porta dentro un po' di orgoglio e la voglia di emergere), davanti al suo esempio siamo disposti a farci con- vincere. E a prendere la divisa che ha messo nelle nostre mani. Divisa che non prevede galloni, medaglie, lustrini: un grembiule che fa da asciugatoio, una brocca e un catino. In famiglia Signore Dio, tu ascolti il grido dei miseri della terra e susciti ogni giorno persone generose che prestano loro soccorso. Che tu sia benedetto, o Dio, per l'azione del tuo Spirito, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. AMEN.
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    Novembre 05 320DOMENICA ORDINARIO_ ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, non siamo stati capaci di accoglierti nei poveri che ci visitavano. Signore, pietà! Una festa di nozze: un avvenimen- to per il paese, un'occasione per fare festa, per stare insieme in allegria tra aoùci. Un uomo e una donna - soli- tamente molto giovani - che form- ano una nuova famiglia: che cosa c'è di più bello? Una festa di nozze, però, non si im- provvisa. Soprattuno quando si è sta- te prescelte per essere le damigelle di onore della sposa. Ognuna prepa- ra dunque il meglio di Cristo Gesù, non abbiamo aperto il cuore alla tua Parola e non l'abbiamo messa in pratica. Cristo, pietà! tura dei cibi. ..Basta qualche imprevis- to e tuno viene ritardato. Ecco perché, a casa della sposa, le damigelle di onore cominciano a sonnecchiare. ma vengono svegliate da un grido: "È arrivato lo sposo: andategli incontro!". Hanno mandato apposta qualcuno avanti, perché sia- no pronte al momento giusto... Col passare del tempo, però, l'olio si è consumato. Alcune lampade hanno Signore Gesù, non abbiamo donato comprensione e perdo- no, come tu ci hai insegnato. Signore, pietà! parte in direzione di casa sua. Quan- do le poverene arrivano, trafelate, si trovano davanti una porta sbarrata. Sono già tuni dentro, il bancheno è comindato e non vogliono importu- ni e seccatori. Non c'è verso di farsi aprire: "In verità, vi dico: non vi co- nosco!". È bastato un animo, e tuno è andato a monte... A cosa sono valsi tanti preparativi, tanto tempo dedicato ai vestiti, alle collane, se quello che ha: i vestiti, il copricapo, i monili Una pista per l'omelia poi si è perso l'appun- tamento fondamenta- le?di cui si adornerà. L'occasione è impor- tante. Nulla deve esse- UN APPUNTAMENTO MANCATO È il messaggio che re lasciato al caso. E arriva finalmente il giorno aneso. La festa si fa di sera, quando ormai il caldo della giornata è passato. Il rito è molto semplice. Lo sposo, assieme ad alcuni amici, va a prendere la sposa che l'aspetta a casa sua, accom- pagnata dalle sue amiche. Ma quando arriverà lo sposo e si fOlmerà il corteo nuziale? Non è possibile saperlo: quando tuno sarà pronto per la festa, quando si sarà a buon punto nella pre- parazione delle vivande, nella cot- un aspeno decisamente penoso: una fiamma smorta, che sta quasi per venire meno... "Dateci un po' del vostro olio", è la proposta che fanno alcune damigelle alle loro colleghe più previdenti, che hanno portato con sé, assieme alle lampade, anche una riserva di combustibile. Ma que- ste ultime non ne vogliono sapere: con'erebbero il rischio, anche loro, di trovarsi al buio. Sai che bella figura! Così menu'e le prime vanno in cerca dell'olio, arriva lo sposo e il corteo CAROVANA DI INVOCAZIONI Tu prepari per tutti la tua gioia e tutti inviti ad entrare nella vita eter- na. Ma noi non conosciamo il giorno e l'ora in cui il tuo Figlio ritor- nerà. E allora donaci di essere vigilanti ed operosi nell'attesa. Diciamo insieme: Rendici generosi e pronti, Signore! o La tua Parola svegli tutti i cristiani che hanno perduto l'entusiasmo e la voglia di vivere come discepoli di Gesù. Preghiamo... o Fa' che l'attività degli agricoltori contribuisca al benessere di tutti. Dona loro frutti abbondanti. Preghiamo... o Sostieni tutti i monaci e le monache di clausura. La loro preghiera aiuti tutti quelli che sono in difficoltà. Preghiamo.., o Fa' che nel tempo libero dagli impegni sappiamo giocare e divertir ci insieme. Preghiamo... o Non permettere che sprechiamo i doni che ci hai dato. Fa' che non ci dimentichiamo di chi ha fame o si trova nella miseria. Preghiamo... Gesù ci consegna in questa parabola. C'è un'incognita che pesa sulla nostra vita. C'è un ap- puntamento che è determinante. Perderlo, significa perdere tutto. Farsi trovare impreparati, significa esporsi al rischio di restarne fuori per sempre. Ma la salvezza di Dio è troppo impor- tante per correre il pericolo di per- derla. Allora, hai portato con te questo vaseno di olio così importante? A che livello è? In famiglia Siamo qui davanti a te, Signore, con le nostre debolezze e i nostri difetti. Donaci un cuore colmo di amore perché lottiamo per un mondo più giusto e siamo pronti nel momento in cui il tuo Figlio ritornerà, lui che vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN.
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    Il Novembre 05 330DOMENICA ORDINARIO. -----------PER CHIEDERE PERDONO----------- I Signore Gesù, ru conti su di noi. E ci affidi la luce della fede. Signore, pietà! Il racconto, purtroppo, è stato spes- so strumentalizzato. Quando insegna- vo alle medie la mia collega di inglese voleva che lo facessi leggere ai nostri alunni perché studiassero la sua disci- plina con maggiore serietà. Ma io pen- so che Gesù non abbia raccontato questa parabola per far studiare l'in- glese! Gesù con questo suo intervento non ha ritenuto di spezzare una lancia a favore dell'imprenditorialità, né del libero mercato e, neppu- Cristo Gesù, ru conti su di noi. E ci affidi il soffio della speranza. Cristo, pietà! questo. Il padrone "esigente" non è un padrone "tirchio", uno che sfrutta i suoi dipendenti perché vuole che ren- dano al massimo. Tutt'altro! Da uno scorcio del testo veniamo a sapere che il plimO servo, uno dei due intra- prendenti, ora ha nelle mani ben dieci talenti! Il che vuoi dire che il padrone ha raddoppiato la fiducia e gli ha messo nelle mani una SOffiDU vera- mente imponente. Questa fiducia, e il suo contrario, la paura, potrebbero Signore Gesù, ru conti su di noi. E ci affidi il fuoco della carità. Signore, pietà! mani, come un dono fatto a lui perché raggiunga gli altri. C'è inoltre da ricordare che nella "bot- tega di Dio" non si regalano mai "frut- ti", ma solo "semi". Dio non vuole fare tutto lui. Chiede collaborazione, parte- cipazione, corresponsabilità. Stimola la nostra inventiva, la nostra fantasia, il nostro spirito di iniziativa. A questo riguardo c'è da notare che troppo spesso "fare la volontà di Dio" viene presentato come un binario già prepa- rato sul quale bisogna re, dello sviluppo delle proprie risorse e capaci- tà secondo un piano più rigoroso. Quello che gli Una pista per l'omelia scorrere con velocità. Questa volontà di Dio qui, invece, assume i connotati di un'opero- .... FIDUCIA E RESPONSABILITA sta a cuore è la nostra re- lazione con Dio. È per questo che il suo racconto trasuda fiducia. Quest'uomo che parte mette i suoi beni nelle mani dei suoi selvi. Non è una cosa di poco conto! Anche per- ché, affrontando un lungo viaggio, sapeva bene che gli poteva accadere di non tornare più. Stranamente la scusa che adduce il servo "fannullone" è che lui "ha avuto paura". E la paura, guarda caso, è pro- prio il contrario della fiducia. Ma nella parabola non troviamo solo ben essere una chiave di lettura di questo testo. In effetti esso ci ricorda che il nostro rapporto con Dio è nel segno della fiducia. Una fiducia che egli continua a mostrarci e che l;chie- de da parte nostra, uguale fiducia. Non la paura di chi si sente osservato e si mette a produrre forsennatamente, dunque. Dio non sembra cercare "cottimisti" per il suo Regno. Ma la fiducia operosa di chi considera ogni capacità, ogni l;sorsa, e in particolare il vangelo che è stato messo nelle sue CAROVANA DI INVOCAZIONI Facciamofesta insieme, perché Dio ha benedetto il lavoro dei campi. Noi ab- biamo seminato e irrigato, la Provvidenza ha dato fecondità. Sia ringrazia- to il Signore. Preghiamo insieme e diciamo: Benedici il tuo popolo, Signore! • Perché tutta la comunità si unisca nel rendimento di grazie a Dio Creatore e Padre, e collabori generosamente ad un vero progresso nella giustizia e nella pace, preghiamo... • Perché il lavoro, in tutte le sue espressioni, tragga luce e forza dalla paro- la e dall'esempio di Cristo, nella consapevolezza che in lui è il futuro dell'uomo, preghiamo... o Perché in ogni parte del mondo si operi elficacentente per eliminare lo scandalo della denutrizione e della fame, e le risorse create per tutti siano condivise fra tutti, preghiamo... o Perché il seme che il lavoratore dei campi affida alla terra, fruttifichi e produca un raccolto abbondante, e non manchi a nessuno il pane quoti- diano, preghiamo... o Perché i nostri pm-entl ed amici, che hanno concluso la loro laboriosa giornata terrena, possano raccogliere dal Signore misericordioso la ri- compensa eterna, preghiamo... sità l;Cca di intelligenza e di rischio. Cosa farà questa comunità che oggi intende la parabola dei talenti? Sotterrerà il Vangelo per custodirlo megli01 Lo chiuderà in qualche scato- la impermeabile, a tenuta stagna? Lo collocherà al sicuro, in qualche mu- seo, facendolo figurare in un nutrito catalogo? Oppure lo esporrà ai quat- tro venti della storia, perché porti tut- to il frutto di cui è capace1 La parabo- la non sembra avere dubbi al proposi- to. In famiglia Nessuno di noi, Signore, può dire di essere sprovvisto di risorse e di capacità. Tu le affidi a noi come un seme da coltivare. E vuoi che ognuno faccia la sua parte per svilupparle, a beneficio di tutti. Che tu sia benedetto nei secoli dei secoli. AMEN.
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    IM.MAGINI Novembre 05FESTA DI CRISTO RE. ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, Re del cielo e della terra, ti sei fatto uomo per essere vicino ai piccoli e ai pove- ri. Signore, pietà! Il Figlio dell'uomo è lui questo re, davanti al quale compaiono tutte le genti. Il vangelo di oggi non lascia dubbi al proposito. Ma che strano re è questo! Un re che, ben diversamente da quel- lo che accade ai re di questa terra, ha provato fame e sete, è stato forestie- ro, nudo, malato, carcerato...Ma da quando in qua ad un re accadono cose simili? Da quando in qua egli si trova ad affrontare tutte queste situa- zioni penose, di estrema fragi- Cristo Gesù, Re del cielo e della terra, ti sei fatto uomo per mo- strare il tuo amore anche nella debolezza. Cristo, pietà! a schiacciare con l'esibizione della sua potenza. È povero, privo di mezzi. È debole, esposto alla violenza, alla cattiveria. È fragile, perché viene con il cuore colmo di amore. E tutti quelli che amano sono sempre fragili perché sottoposti anche al ri.fiuto, all'abban- dono, al tradimento. E non ha solamente scelto questa strada, del tutto inusuale, per rivelar- si a noi e per salvarci. Ha deciso di Signore Gesù, Re del cielo e della terra, tu hai vinto il male e la morte, donando la tua vita sulla croce. Signore, pietà! fatica di vivere, alla difficoltà. Strana gente che non si è preoccupata di dare per ricevere qualcosa in con- traccambio, ma lo ha fatto così, spon- taneamente, generosamente, gratuita- mente. E proprio in questo harmo rivelato di essere figli di quel Padre che ama tutti, buoni e cattivi, che continua ad offrire a tutti la sua tene- rezza, anche se imrneritata. Strana gente anche quelli che non hanno mai "visto", mai "riconosciu- lità e debolezza, situazioni di disagio, in cui ha bisogno di aiuto, di soccorso. All'immagine del re noi siamo Una pista per l'omelia STRANO RE to"...simile a tante persone di ogni tempo che anche se c'erano, non vedevano. E che in ogni caso voltavano il capo dall'altra parte, per non sentir- si chiamare in causa, per nonsoliti associare quella di una persona trattata con ogni riguardo, accontentata in ogni desiderio, sup- portata da uno stuolo di servitori, di- fesa nei frangenti pericolosi, rischio- si. Questo re è del tutto diverso, per cui il termine "re" applicato a lui deve essere considerato in ben altro mo- do. Sì, lui, il Cristo, non è venuto per esercitare una regalità di privilegio, di potere. Non è venuto ad esigere, a pretendere, a mettere in atto la forza, identificarsi perennemente con quel- li che si trovano nella penuria, nella miseria, nell'abbandono, nel disagio. "Fratelli più piccoli", li chiama, in cui lui è direttamente presente, tanto che quello che viene fatto a loro è fatto a lui. Strano re, ma anche strana gente, questa che sfama, disseta, veste, ospi- ta, visita senza averlo riconosciuto, ma solamente perché mossa a com- passione di fronte alla sofferenza, alla CAROVANA DI INVOCAZIONI Signore, il tuo Regno non è per queUi che fuggono dalle loro respon- sabilità. Per raggiungerlo dobbiamo lottare contro il male e operare laboriosamente. A te diciamo conforza: Venga il tuo Regno, Signore! o Signore Dio, ti preghiamo per tutte le comunità cristiane: fa ' che si impegnino a far crescere la giustizia e la fraternità. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per tutti quelli che avvertono la chiamata a diventare preti: fa ' che rispondano con generosità al tuo invito. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per tutti i seminaristi: affrontino ogni giorno il loro impegno di studio e di preghiera con entusiasmo. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per le nostrefamiglie: fa' che ci insegnino a rispondere con prontezza alla tua chiamata e a donarti con gioia la nostra vita. Preghiamo... o Signore Dio, ti preghiamo per i nostri catechisti e per gli animatori: fa ' che ci aiutino a crescere nella solidarietà, generosi e sensibili nei confronti dei poveri e di chi ha bisogno del nostro aiuto. Preghiamo... dover dare del loro, per non andare incontro a grane. Gente che ha pas- sato l'esistenza a preservarsi da ogni più piccola "seccatura" e che non ha riconosciuto il re che chiedeva, che tendeva la mano, che pativa. Gente che ha scorso i giornali cercando di capire la storia e non ha osservato chi gli stava vicino. Gente che è anda- ta al tempio per pregare il Dio che sta nei cieli e non lo ha soccorso qui, su questa terra. In famiglia Un giorno, Signore, i nostri occhi potranno ammirare il tuo Volto. Un giorno la tua luce sarà in noi e nulla potrà più oscurarla. Donaci di attendere con fiducia la manifestazio- ne del tuo Figlio. Benedetto sei tu, nostro Padre, per i secoli dei secoli. AMEN.
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    I~GINI Marzo 05DOMENICA DELLE PALME - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù,Agnello eli Dio, che prendi sulle tue spalle il peccato del mondo, liberaci dal male, purifica la nostra vita. Signore, pietà! Presentare la passione e morte di Gesù non è facile. Si rischia di mostrare il corso degli avvenimenti come una sequenza già preparata,una sorta di copione che Gesù deve limitarsi a realizzare.1Itto previsto, dunque, sin dall'inizio: l'abbandono, la condanna, la morte, la risurrezione.Visti in questo modo gli eventi, pur nel loro carico di dolore, finiscono col perdere parte della loro drammaticità. Anche le responsabilità si stemperano: Giuda di- venta un personaggio Cristo Gesù,Agnello di Dio, che vieni condannato ingiustamente, non permettere che nel nostro cuore metta radice 1'odio e la vendetta. Cristo, pietà! re di vista che Gesù, uomo autentico, affronta tutto non con lo spirito di chi sa già tutto, ma nella fiducia, una fiducia incrollabile nel Padre, e nell'amore verso tutti gli uomini. L'ingresso di Gesù a Gemsalemme che oggi ricordiamo è, per questo aspetto, un passaggio esemplare, importante. Gesù che va a Gerusalemme non è un Gesù che va in cerca della morte perché "deve" morire. Sa bene che corre dei ri- Signore Gesù,Agnello di Dio, che porti la croce fmo al Calvario, tu sei abbandonato dai discepoli e rinnegato dalle folle. Signore, pietà! ta di prendere su di sé una sofferenza che gioverà a tutti. Gesù che entra a Gemsalemme non cede al trionfalismo, non lancia messaggi equi- voci a chi attendeva un Messia politico, un liberatore dal giogo dei romani. Cavalcare un asino significa far intendere subito quello che si vuole: non è la lotta che si cerca, la battaglia, l'uso della forza, il confronto violento. Chi si aspetta que- sto si è sbagliato. Dio ha scelto ben altre Una pista per l'omelia necessario per condurre alla cattura di Gesù, uno che, tutto sommato, è un semplice figurante in un gioco ben più grande di OSANNA AL FIGLIO DI DAVIDE strade per agire,per cam- biare la storia: la via della mitezza, della misericor- dia. Dio non vuole la vita lui. In questo modo,però, noi rischiamo vera- mente di smarrire l'umanità di Gesù, a tutto beneficio della sua divinità, del fatto che "doveva sapere tutto", che nulla pote- va essergli nascosto. lo credo che forse dobbiamo rileggere gli avvenimenti che portano alla passione e la passione stessa, senza dimenticare l'umanità autentica di Gesù, senza nulla togliere a ciò che vi è di ignoto, di terribi- le, di tragico nel suo essere tradito,abban- donato,giudicato, crocifisso. Senza perde- schi perché conosce l'ostilità dei capi dei sacerdoti e dei membri del Sinedrio, ma non si sottrae alla sua missione. E' dispo- sto ad andare fmo in fondo,costi quel che costi. Anche se ne andrà della sua vita. Anche se potrà fmire male.In questo egli è simile a tanti profeti dell'Antico Testa- mento che hanno affrontato con corag- gio un compito difficile, non garantito, sacrificando tutta la loro vita alla missione che Dio aveva loro affidato. Quel "servo sofferente" di cui parla il Secondo Isaia è proprio lui,lui che accet- CAROVANA DI INVOCAZIONI Diciamo insieme: Gesù, nostro Salvatore, ascoltaci! • Gesù, sei passato tra di noi Pieno di bontà. Hai voluto aiutar- ci in ogni modo, anche a costo della vita. Donaci di non dimen- ticare mai il tuo amore. E di essere buoni gli uni verso gli altri come tu ci hai insegnato. Ti preghiamo. • Gesù, ti rivolgiamo preghiere per i bambini che muoiono di fame, per le popolazioni martoriate dalle guerre e per tutti i poveri del mondo. Ti preghiamo. • Gesù, fa' che riconosciamo la tua presenza in tutti i sofferen- ti che incontriamo e che facciamo qualcosa per loro. Ti preghiamo. • Gesù, non permettere che l'odio rovini la vita di tanti uomini e di tante donne. Dona la tua forza a chi cerca sinceramente la pace. Ti preghiamo. • Gesù, noi desideriamo volerti sempre Più bene ed essere sempre Più fedeli al tuo Vangelo. Sostienici con il tuo Spirito. Ti preghiamo... degli uomini, ma è di- sposto ad offrire la sua. Gesù che accetta il riconoscimento delle folle sa bene che in queste condizioni non è più possibile l'inganno e l'illusione. Questo "figlio di Davide", acclamato con entusiasmo, non ha nulla da spartire con sogni di forza,di giudizio, di castigo. Avanza disarmato e disarmante, senza protezione, senza servizio di sicurezza. Si espone, come ogni testimone,senza cede- re a ricatti, senza subire compromessi, senza cadere nella paura. Guidato solo dalla fiducia e dall'amore. In famiglia Signore Dio, la passione del tuo Figlio, Gesù, continua in tanti fratelli e sorelle. Fa' che non li dimentichiamo e che non ci teniamo lontani da chi domanda consolazione e soccorso. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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    •IMMA§,INI Marzo 05DOMENICA DI PASQUA. - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - COrru! la terra arida attende il refrigerio della pioggia, così anche noi abbiamo bisogno della presenza benefica e misericordiosa di Dio. Scenda, dunque, su questa assemblea che cele- bra la Pasqua, l'acqua benedetta che ricorda il nostro Battesimo. Ognuno di noi, pentito dei suoi peccati, possa sentirsi rigenerato ad una vita nuova e ricevere ilperdono di Dio. Un annuncio, un annuncio inatte- so che sconvolge gli apostoli, in quel mattino della domenica. Un annuncio portato da Maria Maddalena che reca una cattiva nuova:"Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappia- mo dove l'hanno posto!". Un sepolcro aperto, il corpo del Si- gnore trafugato: ecco quello che tra- smette Maria. Ciò che è vera- Signore Gesù, tu hai sconfitto la morte e ci hai aperto il passaggio verso una vita nuova. Apri il nostro cuore all'annuncio della risurrezione! Signore, pietàl Cristo Gesù, tu hai affrontato la sofferenza e hai offerto la tua vita. Liberaci da ogni dario piegato, in un luogo a parte. Il mistero resta aperto. Ma il vangelo ci presenta l'apostolo Giovanni nel suo aprirsi alla fede: "vide e credette". Sì, la celebrazione della Pasqua nasce dalla fede: è per fede che si crede nel Signore Risorto. È per fede che si passa dal vedere al credere, attraverso un itinerario che, duemila anni dopo, paura. Apri il nostro cuore alla speranza di un mondo nuovo! Cristo, pietà! Signore Gesù, tu hai preso su di te il male del mondo e hai risposto all'odio con l'amo- re, fino in fondo. Apri il nostro cuore alla condivisione e alla compassione! Signore, pietà! andate al sepolcro per completare le pratiche della sepoltura: quello che abbiamo letto nella veglia di questa notte. "Non è qui. È risorto!". Anche questo non può bastare: è necessario allora passare attraverso le Scritture, intendere quella Parola anti- ca che ci offre il senso della passione, della morte e della risurrezio- mente accaduto è talmente lontano dai suoi pensieri che non le passa nemmeno per la testa che il Signore Gesù sia Una pista per l'omelia "E VIDE E CREDE'rI'E" ne. Solo quando questo è av- venuto, si può "comprende- re".Allora i segni, le tracce ac- quistano un significato nuo- risorto e vivo. L'orizzonte è ancora quello della morte. Lo sfregio - se è proprio quello che è accaduto - è sta- to fatto al corpo senza vita di un de- funto. È sulla base di questa notizia che Pietro e Giovanni si recano alla tom- ba. E cosa trovano? Trovano la tomba spalancata, le bende per terra e il su- è sempre lo stesso. C'è un segno, un segno imprevisto, che getta dapprima nella costernazione: la pietra rotolata via, il sepolcro spalancato, le bende e il sudario all'interno. Basta questo per affermare che Gesù è risorto? Penso proprio di no! Ma c'è una parola, un annuncio che viene affidato alle donne che erano CAROVANA DI INVOCAZIONI In questo giorno, il primo della settimana, Dio ha risuscitato Gesù. Colmi della gioia pasquale, preghiamo assieme: Dio della vita, ascoltaci! o Dio, nostro Padre, tu non hai lasciato Gesù nel sepolcro, ma lo hai risuscitato a vita nuova. Su questa nostra terra l'odio e la violenza continuano ad uccidere e a devastare. Venga su questa nostra terra la tua pace e il tuo amore. Ti preghiamo... o Signore Dio, con il Battesimo tu hai messo in noi il tuo Spirito. Aiutaci ad assomigliare a Gesù e a seminare la gioia della bontà attorno a noi. Ti preghiamo... o Dio, nostro Padre, tutti noi siamo nella gioia perché sappiamo che Gesù è qui con noi. Rendici attenti alle sue parole. Mostraci come possiamo fare per seguire il suo esempio. Ti preghiamo... o Signore, nostro Dio, a te affidiamo tutti i ragazzi e le ragazze del mondo. E in particolare quelli che sono senza cibo, senza casa, senza scuole e senza medicine. Non permettere che dimentichia- mo la loro sofferenza. Ti preghiamo... o Dio, nostro Padre, rendi gioiosa e fraterna la nostra tavola pa- squale. Fa' che sappiamo ascoltarci e comprenderci. Metti sulla bocca dei piccoli e dei grandi parole sincere di bontà e ispira gesti di amicizia. Ti preghiamo... vo. Celebrare la Pasqua, oggi, non significa limitarsi a narrare le espe- rienze delle donne, di Maria Madda- lena e degli apostoli, ma compiere il loro stesso itinerario per poter crede- re nel Signore risorto e confessare che egli è vivo ed è presente in mezzo a noi, in questa nostra storia tormen- tata, inondata da una speranza nuova. In famiglia Signore Gesù, Signore Risorto, tu porti la primavera nella nostra vita. Noi facciamo festa insieme seduti a questa tavola. Donaci di vivere da fratelli e di regalarci l'un l'altro ogni giorno una parola e un gesto di bontà. Alle1uja!
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    Aprile 05 20DOMENICA DI PASQUA ----------PER CHIEDERE PERDONO---------- Dopo la tua risurrezione, Signore Gesù, nulla è più come prima. Ognuno di noi è posto lilla volta per tutte di fronte ad una scelta: abbando- narsi a te, affidarti la sua vita o ripiegarsi su se stesso, sulle proprie attese e sulle proprie ansie. Signore Gesù, tu diffondi su di noi il soffio di vita, lo Spirito Santo. Signore, pietà! Toccare e vedere, per credere. Ma credere è tm atto ben diverso dal toc- Cristo Gesù, tu ci ricolmi della tua pace, tu ci offri il perdono. Cristo, pietà! nulla di più difficile di una presenza che non può essere afferrata, bloccata, una presenza di cui in qualche modo impos- sessarsi, per trascinarsela dietro. Toccare e vedere...Non era lo stesso bisogno che avvertiva Israele, ai piedi del Sinai, quando Mosé sembrava ormai inghiottito dalla montagna e Dio così terribilmente lontano! Toccare e vedere... Ora, senza dover fare sempre appello alla fiducia, alla Signore Gesù, tu rafforzi la nostra fede e ci liberi da ogni paura. Signore, pietà! possono - accettare. Senza margini di dissenso, senza ombre che giungono da interpretazioni discordanti. In modo chiaro, nitido, preciso. Solo Tommaso, però, ha potuto toccare e vedere.A noi, discepoll di Gesù, a di- stanza di 2000 anni, non è data questa possibilità. E tuttavia proprio a noi è offerta una beatitudine: la gioia di cre- dere in Itù, senza aver visto. care e dal vedere! Che bisogno c'è di credere una volta che si è avuta la prova inconfutabile di qualcosa- Che neces- sità c'è di chiamare in campo la fede quando tutto è stato dimostrato per via sperimentale, in modo inequivocabile. Toccare e vedere...Chi di noi non ha chiesto a! Signore Gesù di farlo passare per questa esperienza, che giudicava risolutiva? Ma quello che chie- devamo era motivato proprio dal fatto che la nostra fede vacil- lava, che non riuscivamo più a metterci nelle sue mani, a crede- re nel suo progetto, a contare stilla sua presenza. Una pista per l'omelia TOCCARE E VEDERE Come un innamorato, che esce da se stesso per gettarsi nelle braccia della persona amata. Come un anùco che si fida ciecamente dell'anùco, senza cercare prove e senza nùsurare quello che dà. Come un volontario che si met- Toccare e vedere...Per avere una garan- zia, sicura. Per avere la certezza di non sbagliarsi, di essere dalla parte del giu- sto, dalla parte di quelli che alla fine "vincono", non dalla parte dei perdenti, dei visionari, degli illusi. Ce ne sono già tanti in giro per il mondo! E fanno sempre tm po' di tenerezza, muovono alla compassione. Ma nulla di più. Toccare e vedere...Perché non c'è speranza, a ciò che solo un giorno potrà essere contemplato. Le nostre prove le viviamo nell'oggi, nell'esistenza quotidiana troppo spesso costellata di fallimenti, di dubbi, di osta- coli dall'aspetto insormontabile. Come fare ad andare avanti sempre così, a forza di fede? Toccare e vedere...E non solo dei segni, delle tracce, ma delle prove indu- bitabili, che tutti devono - non solo CAROVANA DI INVOCAZIONI Assieme a coloro che credono nel tuo Figlio, ma sono spesso assaliti dal dubbio, sconcertati davanti al dilagare dell'odio e della violenza. Assieme a coloro che donano amore e comprensione, misericordia e soccorso, noi ti diciamo: Dio della vita, ascoltaci! o Dona a tutti i cristiani la gioia di incontrarsi, di domenica in domenica, per cele- brare la risurrezione di Gesù. Ti preghiamo... o Sostieni tutti coloro che vogliono fare quakosa per il loro prossimo. Fa' che pos- sano mettere il loro tempo a servizio dei Più abbandonati. Ti preghiamo... o Non permettere che duri ancora a lungo la sofferenza di chi ha perduto i pro- pri beni e la propria casa. Fa' che siano riconosciuti i diritti dei deboli. Ti pre- ghiamo... o Risveglia in noi il senso della giustizia; rendici generosi con quelli che mancano del necessario. Ti preghiamo... o Fa' che ci impegniamo a crescere nellafede. E che partecipiamo attivamente agli incontri di catechismo.Ti preghiamo... o Ti invochiamo per i popoli della Terra Santa. Sostieni tutti quelli che, lì dove si trovano, cercano di far nascere la pace e di far maturare il dialogo e la com- passione. Preghiamo... o Ti preghiamo per tutti i poveri, per tutti quelli che soffrono a causa della guer- ra, per hati quelli che mancano di cibo, di lavoro, di sicurezza, difulucia nell'av- venire. Preghiamo. te al servizio di un fratello, senza farsi troppe domande, senza esigere garan- zie. Gesù, in fondo, non qualifica come beato Tommaso, che è arrivato fina!- mente alla fede. È a noi, suoi discepoli cii oggi, che riser- va questa parola, a noi che della fede vediamo troppe volte solo il lato oscu- ro, e non la luminosa, rasserenante for- za. In famiglia Signore, nostro Dio, anche a noi tu doni di incontrare il tuo Figlio Risorto, nel giorno del Signore. Benedetto sia il tuo Spirito, che ci illumina e rende ardenti i nostri cuori. Egli è il nostro sostegno, ora e per i secoli dei secoli. Am.en.
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    Aprile 05 30DOMENICA DI PASQUA ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, tu cammini accan- to a noi, lungo i sentieri della vita e tu parli al nostro cuore. Signore, pietà! Una strada che è la strada del ritorno, ma anche della delusione,della tristezza, dell'amarezza. All'andata l'avevano percorsa con entu- siasmo, per seguire Gesù di Nazaret, quell'uomo straordinario che si diceva fosse il Messia,l'Atteso.All'andata si por- tavano in cuore lma speranza:era arriva- to fmalmente il momento desiderato, Dio realizzava le sue promesse. Ma ora il ritorno era ben diverso! Dopo tutto quello che era acca- Cristo Gesù, tu hai sofferto e hai donato la tua vita per noi, per salvarci. Cristo, pietà! dubbi ed i barlumi di speranza. Un compagno che prende la parola,che dice la sua, che legge gli avvenimenti in modo nuovo,con occhi diversi. E colle- ga tutto, ricorrendo alle Sacra Scritture. Un compagno che non si fa scrupolo anche di redarguire quelli che ha incon- trato perché non credono alle parole dei profeti. Un compagno ascoltato, con il quale si vuole restare ancora per un po',al punto Signore Gesù, tu ci doni il tuo pane per infonderei coraggio, tu vuoi condividere con noi la tua gioia. Signore, pietà! nel loro cuore, mentre lo ascoltavano, attenti e snlpiti per quello che diceva. Una mensa che viene abbandonata, quando lui scompare, per anelare ad arullillciare ciò che è accaduto: l'incon- tro,la luce nuova che ha portato,il dono del pane spezzato. Storia di una strada, che porta da Gerusalemme ad Emmaus, ma anche di nltte le strade della nostra vita: strade percorse con entusiasmo e con tristez- za,con gioia e con dolore. Una pista per l'omelia Storia di lill incontro conduto! I sogni erano andati in franturrù, le attese di- strutte. E del resto, cosa c'era più da sperare dopo che proprio quel Gesù era I LORO OCCHI SI APRIRONO Qualcuno che resta accan- to a noi, per ascoltarci e per parlarci,per farci deci- stato condannato dal tribunale religioso e fatto crocifiggere dal procuratore ro- mano? Un compagno di strada che si avvicina, che fa strada insieme,che entra nei loro discorsi, che vuoi sapere di che cosa stanno parlando e discutendo tra loro. Un compagno che, con le sue domande, obbliga in qualche modo a rispondergli, a dirgli i fatti,ma anche tutto quello che passa per il cuore. Ad esporre la disillusione, ma anche i che lo si invita a casa propria, perché ormai si fa sera e viaggiare col buio è pericoloso. Una mensa, a cui ci si siede, insieme, per mangiare. E,proprio qui, il compagno sconosciuto compie un gesto del tutto comune e tra- dizionale: prende il pane, dice la benedi- zione, lo spezza,lo dà ai due amici. È quel gesto che apre i loro occhi, è in quel momento che lo riconoscono. E si avvedono di ciò che era accaduto CAROVANA DIINVOCAZIONI Come i due discepoli di EmmallS anche noi perc01Tiamo le strade deUa vita. E il tuo Figlio cammina assieme a noi perfarci ritrovare la speran- za. Rincuorati daUa sua presenza ci rivolgiamo a te e ti diciamo: Rinnova la nostra vita, Signore Dio. • Dona a tutti i cristiani il desiderio di ascoltare, di leggere e di meditare il Vangelo. Apri il loro cuore aUa misericordia e alla bontà. Ti preghiamo... • Sostieni tutti coloro che ci aiutano a conoscere meglio Gesù e che ci mostrano la via che porta all'incontro con lui. Ti preghiamo... • Non lasciar mancare ai nostri genitori il tuo sostegno: aiutali nei momenti difficili, spiana la strada al dialogo e aUa comprensione. Ti preghiamo... • Ti preghiamo per i giovani che verranno ordinati preti. Dona a loro di mettersi a servizio dei cristiani con gioia e semplicità. Ti preghiamo... • Ti preghiamo per tutti noi, donaci di saper trovare il tempo necessario per la preghiera e di partecipare con gioia aUa Messa domenicale. Ti preghiamo... • Ti supplichiamo per i popoli che abitano la Terra Santa. Sostieni tutti quelli che cercano la pace, nel rispetto reciproco. Ti preghiamo... frare in modo nuovo tutto ciò che è accaduto. Storia di una mensa a portata di mano, in ogmilla delle nostre chiese, una mensa a cui sedersi per ricevere quel pane che egli continua a spezzare per noi. E storia anche di una gioia nuova, gioia di chi ora riesce a comprendere, ad indi- viduare il filo tenace della speranza, di chi si rallegra per l'azione di Dio. In famiglia Signore Dio, ci hai invitato alla mensa della Parola e del Pane e ci dai la possibilità di ritrovare entusiasmo e impegno. Fa' che possiamo esprimere con i gesti di ogni giorno la gioia che hai seminato nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore. AMEN.
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    Aprile 05 40DOMENICA DI PASQUA ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, solo tu puoi condurci alla vera felicità. Signore, pietà! L'esperienza religiosa può assumere, è vero, molti volti. Anche quello del commercio, quando ci si illude di esse- re a posto perché si è pagato il "pedag- gio" dovuto, e quindi ci si attende di ricevere qualcosa in cambio. Anche quello dell'idolatria quando si ritiene di poter mettere le mani su Dio per il sem- plice fatto che ci si trascina dietro un suo simulacro, una sua immagine. O ancora quello della costmzione psico- logica, quando proiettia- Cristo Gesù, solo tu puoi portar- ci alla sorgente di acqua viva e dissetare le nostre attese. Cristo, pietà! comprare un idolo, pagare Wl pedag- gio, costmirsi un'immagine a proprio uso e conswno è molto più immediato. Ma non è così che possiamo avere in dono una comunione benefica e vitale con il Dio vero. Certo, vivere una relazione è impegna- tivo: ci si misura col tempo,con la dura- ta,si deve fare i conti con l'altro Ce que- sta volta c'è tm Altro con la a maiusco- la), ci deve essere una minima disponi- Signore Gesù, solo tu puoi parlare al cuore di ognuno di noi. Signore, pietà! fuori, cammina davanti a loro. Ecosa fanno le pecore?Ascoltano la sua voce e lo seguono. Perché? Perché co- noscono la sua voce. Verbi semplici: chiamare/ascoltare, condurre/camminare/seguire, conosce- re.Verbi quotidiani nella vita di un greg- ge, verbi quotidiani per ogni credente. Gesù ci invita a coniugare questi verbi con la nostra esistenza di ogni giorno. Nel segno dell'ascolto, del dialogo con lui. mo su Dio l'inunagine che ci siamo costmita Una pista per l'omelia Così viene da domandar- noi, secondo i nostri bi- sogni e le nostre attese. Non è vero che qualsiasi LA RELAZIONE COL PASTORE si: quando "passiamo" per la Scrittura, quando ascoltiamo la Parola di esperienza religiosa va bene, basta che ce ne sia una. Noi abbiamo purtroppo sotto gli occhi gli effetti devastanti del fondamentalis- mo,del rigorismo,di tm devozionalismo selvaggio. Gesù ci chiede oggi di vivere la nostra esperienza religiosa nel segno della relazione, di una relazione che si rivolge a lui, dle "passa"attraverso di lui. Certo, vivere una relazione non è facile: bilità di dialogo, una continuità.Liquida- re tutto con una pratica peliodica o sal- tuaria, a seconda delle necessità è molto più spontaneo. Ma non è detto che in questo modo si viva in alleanza con Dio. L'immagine del pastore si presta molto bene ad esprimere alcuni aspetti impor- tanti della nostra relazione con Gesù. Che cosa fa infatti il pastore? Chiama le sue pecore "una per una", le conduce CAROVANA DIINVOCAZIONI Signore DiQ, tu ci hai affidalO alle cure del buon Pastore, Gesù, il tuo Figlio, che ha doro la sua vita per noi. Egli ci conosce uno per unQ e ci guida sui sen- tieri deUa vita. Certi di essere acaJ/ti e compresi noi ci rivolgiamo a te: SignQre, guidaci verso la vera gioia! • Vogliamo pregarti per il papa e per i vescovi, e anche per tutti i preti e i dia- coni. Metti sulle tm-o labbra pamle di sagge=a e nel loro cuore attenzione verso tutti. Ti preghiamo. • E ti preghiamo anche per cotm-o che hanno responsabilità nel governo dei paesi. Guida il cammino dei popoli su strade di giustizia, di pace e di.fra- tellanza. Ti preghiamo. • Ti preghiamo per i nostri genitori, per i catechisti e gli animaJori dei grup- pi parrocchiali. Dona a tutti gli educaWri lo SpiritQ che animava Gesù, no- stro maestro e pastore. Ti preghiamo. • Ti affidiamQ tutti i missionari e le missionarie, tutti i religiosi e le religiose, e in particolare queUi che provengono dal nostro paese. Metti tanta gioia e tanto entusiasmo nella furo vita e fa' che possano vetkre i frutti del loro lavoro. Ti preghiamo. • Ti ricordiamo tutti i raga=i e tutti i giovani che avvertono la tua chimnaJa ad una vita di totale oonazione. Rendili generosi e pieni di coraggio. Fa' che non si spaventino difronte alle difficoltà e ai sacrifici. Ti preghiamo. Dio, arriviamo poi a luil Oppure siamo tutti presi dal testo o dalla parola al punto da dimenticarci di Colui che parla? Nel segno della sequela, del lasciarsi guidare e condurre. Così viene da chie- dersi: il nostro rapporto con lui produ- ce un cambiamento oppure restiamo lì dove siamo? Ci lasciamo smuovere dalle nostre posi- zioni, ci lasciamo mettere in movimen- to? In famiglia Se pensiamo solo al nostro interesse, Signore, che ne sarà della nostra vita? Apri il nostro cuore alle parole che ci giungono da Gesù, il buon pastore e donaci di vivere nella fraternità e nella giustizia. Per Cristo nostro Signore. Atnen.
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    I Aprile 05 50DOMENICA DI PASQUA ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, nostro Salvatore, tu ci domandi di affidarti la nostra esistenza. Signore, pietà! "Io sono la via, la verità e la vita". L'af- Cristo Gesù, morto per amore, tu apri i nostri cuori alla parola di vita. Cristo, pietà! volta e che, di necessità, tutte le altre de- vono essere lasciate da parte. Ma Gesù non vuole neppure essere considerato una strada da imboccare di tanto in tanto, una corsia d'emergenza, per i momenti difficili, per quando si è in panne. Esige una scelta senza rimpianti, senza tenten- namenti. Del resto solo se si percorre questa strada che è Lui stesso, si può tro- vare quello che promette. La verità. Essere cristiani vuoi dire lasciar- si illuminare da Gesù, lasciare che la pro- Signore Gesù, pastore delle nostre anime, tu ci fai passare dalle tenebre alla luce. Signore, pietà! Cosa farebbe Gesù, al nostro posto? Certo,la risposta non la si trova sempre in una frase delVangelo. Dobbiamo necessa- riamente passare attraverso un'interpre- tazione, fare appello alla saggezza che si nutre della Parola di Dio. Ma non possia- mo neppure limitarci a quello che ci pia- ce, a quello che è più opportuno, a quel- lo che crea meno trambusto o attira l'ap- provazione della maggioranza: tutti criteri che col Vangelo, ahimé,non hanno molto da spartire. La vita. E' solo una promessa che fermazione di Gesù non lascia dubbi. Essere cristiani non significa solo apprez- zare i suoi gesti, anunirare le sue idee, manifestare entusiasmo per la sua testi- monianza. No, tutto questo non basta. Chi non si accontenta di essere un suo anuui- ratore, chi non vuole solo battergli le mani,accetta di avere un rapporto molto più profondo con lui, un rapporto che cambia la sua esistenza, si innerva diretta- mente sulle sue scelte, sui suoi atteggia- menti, sul suo modo di vivere quotidiano.Al punto che lui,Gesù, diventa il criterio di ogni decisio- Una pista per l'omelia riguarda la vita eterna, quando questa vita terrena si sarà conclu- sa? O è una realtà fin d'ora,fin dane, il riferimento nei momenti cruciali. La via. Di strade ce ne sono tante. Tanti i sentieri che si imboccano per rag- giungere la felicità, per conseguire uno sviluppo pieno delle proprie potenzialità, per trovare un benessere interiore o solo mateliale. Strade diverse per obiettivi di- versi. Strade in salita, anguste e strade co- mode, larghe, quasi in discesa. Gesù non si propone come una delle strade, ma co- me "la strada". Pretesa esorbitanteì Richiesta eccessivaì Per quanto possa ap- parne banale, si deve osservare che non è possibile imboccare che una strada alla "VIA, VERITA, VITA pria vita, in tutti i suoi aspetti sia inter- pretata, letta dalla sua parola. Operare un confronto continuo con quello che lui ha fatto, con i suoi atteggiamenti, con il suo insegnamento. Tante volte,nella vita delle famiglie come nella vita delle parrocchie, su problemi piccoli o grandi, contingenti o di grande rilievo, ci si imbatte in pro- poste, soluzioni, modi di vedere diversi. E talvolta ci si accanisce ad esplorare quale sia l'opinione che raggiunge il consenso più alto, senza prima porsi una domanda: CAROVANA DIINVOCAZIONI Di domenica in domenica, o Dio, tu fai risplendere in mezzo a noi la speranza della Pasqua e ci chiami a diventare creature nuove. Diciamo insieme: O Padre, donaciforza e coraggio! • Signore Dio,fa' che restiamo sempre uniti a Gesù, anche quandofac- ciamo fatica a mettere in pratica il Vangelo. Preghiamo... • Signore Dio, fa' che nel mondo cresca la pace e la giustizia. E siano soccorsi quelli che mancano del necessario. Preghiamo... • Signore Dio, fa' che affrontiamo con impegno le nostre attività: la scuola, il catechismo, gli incontri nelle associazioni, i momenti spor- tivi. Preghiamo... • Signore Dio, fa' che sappiamo essere gli uni con gli altri accoglienti e rispettosi. Non permettere che venga lasciato in disparte chifa Più fatica ad inserirsi. Preghiamo... • Signore Dio, accompagna tutti i fanciulli che fra qualche tempo f~ ranno la Prima Comunione. L'incontro con Gesù porti ad ognuno una gioia grande e il desiderio di ascoltarlo e di amarlo. Preghiamo... quaggiù? lo credo che Gesù di- venti per il discepolo, in modo crescente, la sorgente della vita: Colui che trasmette la sua stessa vita, che fa fltùre nei meandri contorti e complicati delle nostre giornate, la sua limpidezza, la sua pace,il suo coraggio, la sua compassione, la sua tenerezza,il suo amore,la sua mise- ricordia. Naturalmente questo accade so- lo se ci si affida a lui, se si ripone in lui una fiducia a tutta prova. Non se lo si consi- dera alla stregua di una polizza d'assicu- razione,da tirar fuori solo in caso di biso- gno. In famiglia Sostieni i nostri passi, o Dio, e donaci la speranza che viene dalla Pasqua del tuo Figlio: allora vivremo una nuova primavera di luce e di gioia. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN.
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    Maggio 05 60DOMENICA DI PASQUA ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, Parola di Dio fatta carne, guarisci i nostri cuori con il tuo Vangelo. Signore, pietà! Anore e comandamenti: ecco due realtà che sembrano distanti, se non addirittura in opposizione tra di loro. Secondo una certa visione romantica della vita l'amore è tutto spontaneità, effusione, tenerezza, passione e anche sregolatezza. "Non si può comandare al cuore", ripetono come un ritornel- lo incessante le telenovelas. E quindi non si può mettere un freno, un limi- te alla passione. Comandamento evo- ca tutt'altro: sa di imposi- zione, di ordine. Evoca l'obbedienza, la sot- Cristo Gesù, Sorgente di pace, disseta la nostra esistenza con la tua acqua viva. Cristo, pietà! chiede di amarlo con tutti noi stessi, e quindi anche con la testa e con la volontà. Ci chiede di dargli fiducia, di abbandonarci a lui, rinunciando a far valere sempre il nostro modo di giu- dicare, di valutare, di agire. Ci chiede di affidargli la nostra vita, mettendoci per quella strada che egli ha tracciato, per quella strada che è lui stesso. Inutile cercare di nasconderselo: non si tratta di un'autostrada comoda, a tre Signore Gesù, Luce del mondo, fa' brillare su di noi lo splendore del tuo volto. Signore, pietà! teremmo per altri sentieri, meno disa- giati. Inutile immaginare un cristiane- simo senza comandamenti: semplice- mente perché non esiste. Il conflitto che sorge tra la nostra mentalità e il disegno di Dio è del tutto naturale. E perciò non mancano momenti stra- zianti. C'è per ogni discepolo, come per Gesù, un orto degli olivi. Non siamo soli, però. Non siamo ab- bandonati a noi stessi, alle nostre pau- re e ai nostri momenti di Una pista per l'omelia scoraggiamento. tomissione, il rispetto delle regole. AMORE E COMANDAMENTI Gesù ci assicura un com- pagno di strada, discreto, ma sempre presente, un Come mettere assieme, dunque, cuore e regole, passione e li- miti, tenerezza e ordini? Se vediamo le cose in questo modo le parole di Gesù ci suonano come stra- ne, irrealizzabili. E invece Gesù sem- bra non avere dubbi, al punto da lipe- tere la stessa frase per due volte, in pochi versetti: "Se mi amate, osserve- rete i miei comandamenti". Probabilmente l'amore che Gesù ci domanda, l'amore che si attende, non è quello della letteratura romantica. Ci o quattro corsie. Anzi, è un percorso stretto e lipido. Le indicazioni che ci vengono offerte non sono quelle che ci attenderemmo. Così, lungi dallo sci- volare velocemente sull'asfalto, dob- biamo fare i conti con i sassi e con pas- saggi ripidi, talora dobbiamo ag- grapparci alla roccia. La fede, del resto, la si vede proprio in questi frangenti: quando ci si affida a lui, anche se si devono affrontare lischi e pericoli. Anche se noi ci met- CAROVANA DIINVOCAZIONI Tu ci sorprendi ogni giorno, Signore Dio. Il tuo Spirito opera nel pro- fondo della storia e realizza il tuo progetto di salvezza per tutti gli uomini. Rendici attenti e disponibili. Diciamo insieme: Padre, venga il tuo regno! • Per tutti i cristiani: restinofedeli alla parola di Gesù, anche quando domanda dei sacrifici. Noi ti preghiamo. • Per tutti i ragazzi che faranno la Prima Comunione. Parla al loro cuore perché vivano nella gioia ogni incontro con Gesù nella Messa. Noi ti preghiamo. • Per tutti quelli che soffrono: ragazzi, giovani e adulti. Metti accanto a lorofamiliari e amici che li aiutano ad affrontare i momenti diffi- cili. Noi ti preghiamo. • Per i missionari e le missionarie che portano il Vangelo in paesi lon- tani: dona loro tanto coraggio e sostieni la loro speranza. Noi ti preghiamo. • E per tutti i popoli che patiscono a causa della guerra. Venga pre- sto l'ora della riconciliazione e della pace. Noi ti preghiamo. consolatore, un suggerito- re che ci porta verso la verità del Vangelo. È lo Spirito Santo. Senza di lui mettere insieme amore e obbedienza., fiducia e comandamenti, pace del cuore e fatica quotidiana sarebbe cosa impossibile. Ma lo Spirito è con noi proprio per rea.l.i7.7..are l'impossibile, proprio per costmire il Regno servendosi della nostra fragilità e della nostra debolez- za. In famiglia Signore, noi non potremo mai dirti la gioia che metti nei nostri cuori quando ci imbattiamo in esperienze concrete di fraternità e di solidarietà! Allora riconosciamo l'opera del tuo Spirito e ti benediciamo nei secoli dei secoli_ AMEN_
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    Febbraio 05 la DOMENICA DI QUARESIMA - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, tu vieni a rivelarci l'amore di Dio. Signore, pietà! E,un uomo,come noi. E quindi anche lui è sottomesso alla tentazione. Del resto non si tratta di tentazioni qualsiasi, ma di quelle che raggiungono ogni creatura nel corso della sua vita, nel momento delle grandi scelte, nell'esistenza quotidiana. All'inizio della sua missione pubblica, dunque, anche lui avverte la seduzione del potere miracoloso, dell'abbondanza di beni, di una vita immune da ostacoli e da insuc- cessi. Ci sono tante attese attorno a lui:biso- gna decifrarle, ma anche evitare il ri- Cristo Gesù, tu vuoi condurci verso la libertà. Cristo, pietà! esprime nello scorrere dei giorni,quelli lieti e quelli tristi, quelli luminosi e quelli oscuri. Ogni uomo avverte la seduzione della popolarità. Smuovere le masse, avere un seguito enorme, convincere magicamente la gente a venir dietro,ad accettare le paro- le d'ordine, a fare propri gli slogans che le vengono suggeriti. No, neanche questo. Il Messia non farà nulla per colpire, soggioga- re, o - peggio - plagiare le folle. Sarà il Mes- sia che rispetta la libertà ed i tempi dell'uo- Signore Gesù, tu puoi ridestare in noi la vita nuova ricevuta nel Battesimo. Signore, pietà! Perché non ricorrere ad esso per raggiun- gere degli scopi che sono buoni,addirittura santi? Perché non usare dell'economia,della politica, della cultura, del denaro, per la causa di Dio? No. Il Messia sarà povero, disarmato e disarmante. Non si appoggerà a nessun potere perché ogni potere fmisce coll'esigere un'adorazione che è dovuta so- lo a Dio. E Dio non tollera concorrenti. Il Messia procederà contando su Dio e non slÙ diversi poteri di questo mondo. Si affi- schio di farle proprie senza alcun di- scemimento,solamente per il bisogno di essere popolari, di attirare le folle. Quale Messia sarà? In che modo svol- Una pista per l'omelia IL MESSIATENTATO derà a Dio e non alle diverse risorse che parrebbero permettere una più grande efficacia e sicurezza,una mag- giore rapidità di esecuzione. Non sono tentazioni qualsiasi, come si vede. E Gesù le supera ricorrendogerà la sua missione? In che modo vivrà' A che cosa darà importanza' Ogni uomo deve fare i conti col pane quo- tidiano, con la sua dose di fatica, di ansia, di penuria. Sarebbe bello esserne esonerati: trovare il pane sellza sudore, con una bac- chetta magica.Vivere senza dover misurarsi con gli ostacoli,gli imprevisti,le sofferenze. Passare immuni attraverso le zone difficili della vita. No. il Messia sfamerà le folle,spez- zando il pane. Ma non ricorrerà mai ad un miracolo per rendersi facile la vita. Vivrà di fiducia,anche lui. Una fiducia in Dio che si mo, il Messia che vuole fare appello alla de- cisione di ognuno, il Messia che cerca amo- re, non obbedienza cieca. Per tutto questo correrà il rischio di essere rifiutato, abban- donato,addirittura condannato.Ma chi ama veramente sa che deve esporsi e fare appel- lo alla libertà. Ogni uomo conosce, prima o poi, la tenta- zione del potere: economico, politico, cul- turale, fmanziario .. .Di primo acchito sem- bra che il potere spiani la strada, faciliti le cose. Perché non usarlo, allora, a fm di bene? CAROVANA DI INVOCAZIONI Anche noi veniamo condoui nel deserto, luogo di tentazione, di fame e di sete. Anche noi veniamo posti di fronte a scelte diffi- cili Sapremo restare fedeli a te, o Dio, come hafauo Gesù? Siamo deboli, per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo: Signore Dio, vieni in nostro aiuto! • Signore, tu vedi come spesso ci dimentichiamo di te, di ascol- tarti e di risponderti Come se tu non ci volessi bene. Aiutaci a scoprire la gioia di accogliere la tua Parola. Preghiamo... • Signore, tu vedi come spesso cerchiamo di evitare tuUo ciò che domanda fatica. Come se chi si impegna meno fosse Più contento. Aiutaci a scoprire la gioia di crescere e di comPiere bene il nostro dovere. Preghiamo... • Signore, tu vedi come spesso cerchiamo di essere al di sopra degli altri e Più in vista di tuUi. Come se traUare gli altri dall'altofosse la cosa migliore. Aiutaci a scoprire la gioia che si prova nell'aiutare i Più Piccoli e i Più indifesi Preghiamo... • Signore, tanti bambini nel mondo soffrono la fame, tantefami- glie non hanno neppure una casa. Fa' che li aiutiamo, a prez- zo di qualche sacrificio. Preghiamo... • Signore, sostieni coloro che assistono i malati MeUi nei loro gesti e nelle loro parole tanta delicatezza e comprensione. Preghiamo... alla Parola. Anche il tentatore mostra di conoscere la Scrittura. Ma non la conosce col cuore di Dio. Essa diventa, nelle sue mani, paradossalmente, uno strumento per- verso. Voglia il Signore che possiamo vivere que- sta Quaresima che ci sta dinanzi con la stes- sa fiducia, la stessa libertà, lo stesso amore del suo Figlio, GeSll.Allora il giorno di Pa- squa potremo cantare a pieni polmoni il no- stro Alleluja. In famiglia Signore Gesù, la tua vittoria sulle tentazioni ci fa intravedere la vittoria def"mitiva sul male. Donaci una speranza vigorosa, che non viene meno nella prova e si affida con fiducia a Dio Padre, lui nostra vita per tutti i secoli dei secoli.
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    Febbmio 05 20DOMENICA DI QUARESIMA - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, tu sei il volto dell'amo- re del Padre. Conservaci nella fede. Signore, pietà! Non si capisce questo Vangelo della Trasfigurazione se non si leggono i ver- setti che lo precedono. Gesù ha appe- na annunciato agli apostoli la sua pas- sione e morte ormai prossime.Ma loro non hanno compreso, o non hanno voluto comprendere. I! momento, comunque, è delicato. L'entusiasmo delle folle è andato sce- mando. L'opposizione dei farisei e dei maestri della legge si fa sempre Cristo Gesù, tu sei il Figlio prediletto, fatto uomo per noi.Guidaci verso la vita. Cristo, pietà! vesti "candide come la neve", di lì a non molto si troveranno davanti il suo volto sfigurato dal dolore,dalla sudora- zione di sangue. Ecco,dunque, la ragio- ne di questa manifestazione e di que- sta parola che viene dall'alto. Nel momento della passione e della morte, quando leggeranno sul volto di Gesù il dolore e la sofferenza, quando si troveranno davanti al suo corpo bat- Signore Gesù, tu sei presente in mezzo a noi. Mostraci la tua miseri- cordia. Signore, pietà! che sfugge ai capitoli tristi dell'esisten- za, che è esonerato dall'insuccesso, che è destinato sempre a trionfare, fin dal primo momento, senza passare per il tunnel oscuro della prova. Oh, è chiaro: questa manifestazione non è solo per loro, per Pietro, Giacomo e Giovanni. È anche per noi, oggi. Per noi che troppo spesso facciamo combaciare la fedeltà a Dio con il più consistente e virulenta. L'insuccesso è ormai evidente. Una pista per l'omelia successo. Per noi che arriviamo addirittura a considerare il suc- cesso un segno lampante della benedizione e dell'approvazione Che cosa accadrà? Che ne sarà della beUa notizia che Gesù ha pOltatO per i villaggi della Palestina? Come andrà a fmire? E la speranza che aveva suscitato? E i segni che aveva offerto? Ecco in quale frangente avviene la tra- sfigurazione: i testimoni saranno gli stessi che Gesù chiamerà accanto a sé nell'orto degli olivi per condividere la sua angoscia a poche ore dal tradi- mento di Giuda. La scelta non è casua- le. Proprio loro, che ora vedono il suo volto "brillare come il sole" e le sue ... LA PROVA E VICINA tuto, lacerato, denudato, inchiodato alla croce, percorso dagli spasimi dell'agonia devono essere in grado di riconoscere ancora in quell'uomo il Figlio di Dio.Anche se sembra impos- sibile mettere insieme la gloria di Dio con l'abisso del fallimento e della morte.Anche se ripugna quasi pensare che l'innocente possa anivare ad esse- re schiacciato, vilipeso,torturato fmo a quel punto.Anche se comunemente ci si immagina sempre Dio come uno CAROVANA DI INVOCAZIONI Sul monte tu hai offerto ai tre discepoli una traccia visibile della gloria del tuo Figlio, perché non venisse meno la loro fede quando l'avrebbero visto sfigurato dalla Passione. Insieme noi ti invochiamo, dicendo: Donaci la tua luce, Signore! • Signore, dona la tua luce a tutti noi cristiani perché possiamo riconoscere la tua presenza nella nostra vita. Preghiamo... • Signore, dona la tua luce a chi deve prendere scelte importan- ti, da cui diPende ilfuturo di tanta gente. Fa' che sia saggio e attento alle necessità dei poveri. Preghiamo... • Signore, dona la tua luce alle nostre comunità: aiutino grandi e Piccoli a crescere nella fede. Preghiamo... • Signore, dona la tua luce alle nostre famiglie: fa' che imparia- mo ad aiutarci e ad ascoltarci. Preghiamo... • Signore, dona la tua luce a quanti sono tentati dalla gelosia e dalla vendetta, dall'odio e dalla violenza: metti nel loro cuore la stessafiducia e lo stesso amore di Gesù, il tuo Figlio. Preghiamo... di Dio. Al punto che, nell'ora della prova, ci sentiamo abbandonati. E non solo dagli uomini, ma anche da Dio. Quel "servo sofferente"era veramente il Figlio di Dio,e propriù il suo volto e il suo corpo sfigurati testimoniavano fmo a qual punto ci amava. Siamo di- sposti a percorrere la sua stessa strada per amore e a riconoscere i tanti "servi che soffrono" anche se il loro volto non trasuda beUezza e gloria? In famiglia Signore Dio, la Parola di Gesù è per noi come una lampada sicura. Rincuorad con la tua presenza e dona saggezza al nostro spirito. Per Cristo nostro Signore.
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    Febbraio 05 3aDOMENICA DI QUARESIMA - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, sorgente di vita, tu conosci ognuno di noi per nome e tu ci chiami a seguirti. Signore, pietà! '- Estraordinario questo incontro tra Gesù e la Samaritana perché ci permette di scandagliare l'itinerario che ognuno di noi deve percorrere per arrivare alla fede. Percorso fatto di scoperte,di illumi- nazioni, che ci conducono un po' alla volta a riconoscere Gesù come il Signore a cui affidare la nostra vita, come il Figlio di Dio che fa zampillare in noi una sor- gente d'acqua viva. Cristo Gesù, sorgente d'amore, tu ci doni una moltitudine di fratelli da amare. Cristo, pietà! altra acqua: non è l'acqua ferma raccolta in un pozzo, acqua che sa, inevitabilmen- te, di fango. È un'acqua viva, un'acqua che disseta la profondità del nostro esse- re, un'acqua che sgorga fresca per sem- pre e che porta una vita nuova nella no- stra esistenza. Come ogmmo di noi,anche la samaritana passa dal bisogno di acqua quotidiano (e dai bisogni di cui sono segnate le nostre giornate) al desiderio di qualcos'altro, Signore Gesù, sorgente di gioia, tu ci insegni l'impegno per la giustizia e i gesti della fraternità e della condivi- sione. Signore, pietà! modo di vivere il rapporto con Dio, con tutta la propria vita. La conoscenza ri- guardante la venuta del Messia diventa un interrogativo consistente, dopo che Gesù si è rivelato a lei: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?". Passaggi non di poco conto, tappe della nostra esistenza di fede, dentro un per- corso in cui siamo stati condotti dalla gra- zia di Dio, che si è servito di tanta genteTutto parte da una domanda di Gesù. Al pozzo di Sicar egli è un povero che chiede la carità di un po' d'acqua. Una pista per l'omelia UN'ACQUA VIVA Non un ricco che offre i suoi teso- ri, ma un povero che domanda. Strano modo di avvicinarsi agli uo- come la Samaritana: gente che ci ha portato a Gesù, perché anche noi lo potessimo conoscere personal- mente, per poi concludere: "Ora non è più per la tua parola che cre- diamo, ma perché noi stessi abbia-mini, scelto dal Figlio di Dio. Non come un potente che esige o che riem- pie dei suoi favori, ma come un povero che stende la mano. Proprio a partire dalJa richiesta di Gesù e dalla risposta della donna noi veniamo a sondare realtà che non hanno più a che fare solo con il pozzo e con la sete quoti- diana. C'è un bisogno di acqua, c'è una fatica quotidiana per assicurarsi questo bene così indispensabile. E la donna vor- rebbe tanto non dover più venire sempre al pozzo ad attingere...Ma c'è anche un' un'acqua diversa, più buona, cile non si esaurisce mai. Ma non è l'unico tornante significativo che si trova ad oltrepassare. La sua mezza verità ("Non ho marito") deve confron- tarsi con una verità intera che Gesù le dice. Così si trova a dover riconoscere che veramente quell'uomo le legge den- tro, la aiuta a decifrare la sua vita. Le que- stioni di tradizione religiosa (il Garizim o il monte Sion?) lasciano il posto a qual- cosa di più sostanziale: ora c'è un nuovo CAROVANA DI INVOCAZIONI Anche noi, Signore, desideriamo l'acqua viva che ci può dare solo Gesù. Per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo: Donaci, o Padre, l'acqua viva! • Signore, di domenica in domenica tu ci chiami all'Eucaristia: donaci la gioia di rispondere al tuo invito e di accogliere la tua Parola che ci chiama a conversione. Preghiamo... • Signore, non lasciar mancare alle nostre parrocchie preti , catechisti ed animatori: sostieni tutti coloro che si impegnano afarci crescere nellafede. Preghiamo... • Signore, dona saggezza e coraggio ai nostri genitori: fa' che ci insegnino ad essere generosi con chi è povero e con chi soffre, ad aiutare chi è debole. Preghiamo... • Signore, tante persone lavorano per rendere accogliente que- sta chiesa: ricompensa la loro fatica e il loro amore. Preghiamo... • Signore, dona la tua luce a coloro che devono prendere deci- sioni importanti:fa' che possano comPiere la scelta migliore. Preghiamo... mo udito e sappiamo... ". Storia di una donna di Samaria, storia di tutti i discepoli di Gesù, storia di un approdo alla fede sostenuto da un fuoco che brucia nel profondo, da una sete che domanda di essere presa in considerazio- ne. Non c'è iniziazione senza desiderio. Ed è proprio il desiderio la molla segreta di questo itinerario talora arduo e talora confortevole, talora oscuro e talora lumi- noso che ci porta all'incontro con lui. Un incontro che cambia la vita. In famiglia Seduto al pozzo di Sicar, il tuo Figlio ha offerto alla samaritana l'acqua viva che spegne ogni sete. Che anche noi, possiamo sperimentare la tua salvezza e la tua gioia.
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    IMMAgiNI Marzo 0540 DOMENICA DI QUARESIMA - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, tu sei venuto a rivelarci la vera gioia. Sii la nostra luce. Signore, pietà! Disarmante questo cieco con il rac- conto della sua esperienza. Disarmante ed indisponente per tutti quelli che vo- gliono trovare incrinature, aspetti nega- tivi, elementi poco chiari in ciò che è accaduto. "Prima ero cieco ed ora ci vedo". Un da- to incontrovertibile, a cui non si può op- porre niente di serio. Ed ecco allora un vano affannarsi, con un'investigazione che rovescia sul miracolato una serie di domande: Chi ti ha fatto questo? Cristo Gesù, tu sei venuto a salvarci e a guarirci. Sii la nostra luce! Cristo, pietà! ricerche dei farisei non hanno affatto questo obiettivo. Sono volte solo a scre- ditare Gesù, anche in questa occasione. Non c'è peggior sordo di chi non vuoi udire...e non c'è peggior cieco di chi non vuoi vedere! "Tu sei suo discepolo! Noi siamo discepoli di Mosè!" reagisco- no, scandalizzati i farisei. E prendono una decisione drastica: cac- ciano quell'uomo dalla sinagoga perché la sua presenza è imbarazzante. È a que- Signore Gesù, tu sei venuto a guidarci verso il Padre. Sii la nostra luce! Signore, pietà! dell'oscurità, storia di un approdo alla fede. Il buio fitto cede il posto alla luce: gli occhi possono distinguere la realtà che sta attorno, possono decifrare ciò che prima era ignoto. La guarigione del corpo porta ad una relazione, ad un rico- noscimento, ad una professione di fede. Il fmale, però, è piuttosto amaro: un mo- nito a tutti noi. Gesù constata una realtà drammatica: quelli che non ci vedono grazie a lui arrivano alla luce e altri, che Dov'è ora? Cosa ha fatto di preci- so? Siamo proprio sicuri che pri- ma eri cieco? Tu che cosa pensi di lui? Ecco lm incrociarsi di con- Una pista per l'omelia E ORA CI VEDO ci vedono o credono di vederci, cadono nella cecità più comple- ta. Sì, è vero, solo se riconoscia- mo l'oscurità che è in noi possia- mo venire alla luce ed esserne liberati. Se ci illudiamo di esseresiderazioni, che fmiscono col ge- nerare confusione e dissenso anche tra i farisei. Non può venire da Dio se non ri- spetta il sabato. Ma uno che non viene da Dio come può compiere un miracolo del genere? Il cieco a questo punto si mostra addi- rittura ingenuo. Tanto parlare attorno a ciò che gli è accaduto in effetti non ha senso, se non è sorretto da un desiderio autentico di vederci chiaro, di chiarire l'identità del guaritore ed, eventualmen- te, di riconoscere la sua grandezza. Ma le sto punto che il miracolato incontra Gesù. Fin qui era solo il suo guaritore, lm "profeta". Ma ora che gli occhi della car- ne riescono a distinguere cose e perso- ne, sono gli occhi della fede che posso- no essere attivati. Gesù si rivela a lui co- me il Messia, il Figlio dell'uomo. Chiede la sua fiducia. E quell'uomo reagisce con semplicità e inunediatezza, col gesto e la parola:"Io lo credo,Signore!". Egli si pro- stra innanzi. Storia di una liberazione dal carcere CAROVANA DI INVOCAZIONI o Dio, quante volte i nostri occhi non riescono a scorgere le tracce della tua presenza! Quante volte restiamo ciechi davanti alle attese dei nostri frateUi che sono nel bisogno! Per questo ci rivolgiamo a te e ti diciamo: Padre, donaci la tua luce! o Signore, la tua parola porta luce sul nostro cammino:fa' che l'ascol- tiamo con gioia. Preghiamo... o Signore, ti ricordiamo tutte quelle persone che hanno sofferto a cau- sa del male e deUa cattiveria degli uomini. Guarisci le loro ferite. Preghiamo... o Signore, non permettere che lasciamo soli e senza amici i nostri com- pagni che hanno qualche difficoltà. Rendici attenti e generosi verso tutti. Preghiamo... o Signore, porta la pace nelle nostre famiglie: fa' che sappiamo ascol- tarci, comprenderci e perdonarci. Preghiamo... o Signore, fra poco noi riceveremo il tuo perdono nel Sacramento della Riconciliazione. Metti nel nostro cuore tanta pace e il desiderio di seguire la tua parola. Preghiamo... inununi dal buio, se ci rifiutiamo di guardare dentro di noi, se pensiamo di farcela da soli, fmiamo col cadere in una cecità da cui nessuno può tirarci fuori. Storie di gente che, da molto lontano, arriva a Cristo e storie di gente che, par- tita da un ambiente cristiano si allontana inesorabilmente da lui. Storie di gente che riconosce la sua cecità e fmisce col vederci e di gente, invece, che rimane chiusa in un'orgogliosa pretesa di essere nel giusto. In famiglia Il tuo Figlio ha guarito il cuore degli uomini offrendo la tua luce a tutti quelli che vivevano nelle tenebre. Risplenda anche su di noi il chiarore del Vangelo, parola di gioia e di speranza per i secoli dei secoli. AMEN.
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    1M.M8§.INI Ma/'zo 0550 DOMENICA DI QUARESIIVIA - - - - - - - - - - - PER CHIEDERE PERDONO - - - - - - - - - - - Signore Gesù, tu sei venuto per vincere il peccato e la morte. Guarisci la nostra esistenza dalla debolezza e dallo scoraggiamento. Signore, pietà! Siamo all'ultimo dei tre grandi racconti che ci accompagnano verso la Pasqua, racconti che narrano qualcosa di vera- mente accaduto e nello stesso tempo ci parlano di noi, del nostro venire alla fede, dell'itinerario che abbiamo compiuto verso Cristo. Questo cammino è costella- to da una serie di scoperte, da un incon- tro progressivo con Gesù riconosciuto come l'acqua viva, come la luce del mon- do e, oggi, come la risurrezione e la vita. Dal pozzo di Si- Cristo Gesù, tu sei venuto a seminare la vita e la gioia. Uberaci dalla morte e dalla sofferenza. Cristo, pietà! volmente riconoscere con le nostre ansie e le nostre attese, i nostri dubbi e i nostri slanci. E anche con i nostri percorsi: in effetti ogni racconto evangelico ci invita a camminare, ad andare avanti. Colui che "mi ha detto tutto quello che ho fatto", è identificato come un profeta, poi come il Messia e infine come il "salvatore del mondo". È uno che guarisce, che dona la vista degli occhi, ma la sua azione non si limita a questo. Egli apre anche gli occhi Signore Gesù, tu sei entrato nella gloria eterna di Dio. Salvaci dai nostri limiti e dal nostro egoismo. Signore, pietà! qui, mio fratello non sarebbe morto". Ma c'è anche l'ineluttabilità della morte, nei suoi aspetti realisticamente più terri- bili. Lazzaro è morto già da quattro giorni e "manda cattivo odore". E' proprio a lei, Marta, però, che Gesù chiede di credere in lui. Non di credere semplicemente in un articolo della fede: "So che mio fratello risusciterà", ma di riconoscere che lui, Gesù,"è la risurrezio- ne e la vita". Una pista per l'omelia Come sembra vi- cino questo dia- logo alle parole car alla piscina di Siloe alla tom- ba di Betania noi abbiamo la IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA che ci accade tal- volta di udire in possibilità di en- trare nel mistero di Cristo. Intravvediamo la sua compassione, il suo amore per gli uomini e le donne di ogni tempo: per la loro sete, per la loro cecità, per la loro tri- stezza davanti all'ineluttabilità della mor- te. Ma cogliamo anche il dono che viene fatto a chi l'accoglie, a chi crede in lui, a chi si affida a lui per trovare una vita nuova ed eterna. I diversi personaggi che si alternano (la samaritana, il cieco nato, Marta e Maria) diventano per ognuno di noi una specie di "specchio": in essi ci possiamo tutti age- del cuore, gli occhi della fede. Eallora vie- ne riconosciuto come il "Figlio dell'uo- mo", e ci si abbandona a lui: "lo credo, Si- gnore". Da una domanda generica ad una più pre- cisa e chiara, da una fede approssimativa ad una più esplicita, dall'accoglienza di una verità alla fiducia in una persona... Non è proprio questo anche l'itinerario di Marta? C'è una speranza nella sua voce, ma è una speranza lontana, una possibilità che è sfumata, inesorabilmente:"Se tu fossi stato CAROVANA DI INVOCAZIONI Il tuo Figlio, Gesù, viene a donare a tutti risurrezione e vita. Per questo, fiduciosi neUa tua potenza, ti preghiamo: O Padre, mostraci il tuo amore! • Signore, si stanno avvicinando le grandi celebrazioni della Pasqua. Aumenta, la nostra attenzione e il nostro amore verso Gesù, che per tutti noi ha dato la vita sulla croce. Ti preghiamo... • Signore, vogliamo pregarti per i nostrifamiliari, gli amici, per tutti quel- li che aspettano da noi affetto. Noi sappiamo che tu vuoi che siamo per loro una luce del tuo sorriso. Fa' che non deludiamo né te né loro. Ti preghiamo. • Signore, sostieni tutte le persone che riconoscono gli sbagli commessi. Dona loro qualcuno che li aiuti ad uscire dal male e a tornare a te. Ti preghiamo... • Signore, è diffteile vincere la tentazione dell'egoismo. E' difficile accet- tare di sacrificarsi per gli altri. Fa' che scopriamo la gioia di offrire pa- role e gesti di bontà. Ti preghiamo... • Signore, a tutti quelli che si accostano al Sacramento della Riconcilia- zione, dona la pace del cuore. Metti in ognuno il desiderio di liberarsi dal peccato e di scegliere la via del Vangelo. Ti preghiamo... occasione di un funerale. "Qualcosa ci deve pur essere, dopo, al di là di questa vita...". Ma è ques- ta la fede cristiana? A noi, come a Marta, Gesù rivolge una domanda diretta: "Credi tu che io sono la risurrezione e la vita?". Ed è proprio dalla nostra risposta che parte quell'azione della grazia che trasfor- ma la nostra esistenza. Sì, perché questa è l'avventura della fede: esperienza di morte e di risurrezione in Cristo, vita nuova, piena, che trasfigura la nostra vita di ogni giorno. In famiglia Tu sei un Dio più forte della morte. Il tuo Figlio l'ha sconfitta, proprio quando essa sembrava prendere il sopravvento. Deponi nel nostro animo fiducia e speranza, . perché non ci abbattiamo nel tempo della prova. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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    Maggio 05 SS.MATRINITÀ" ----------PER CHIEDERE PERDONO----------- Signore Gesù, il Padre ti ha manda- to a riunire insieme, nello stesso Spirito, tutti i suoi figli dispersi. Signore, pietà! Un solo Dio, non più dei. E tuttavia tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito San- to. Un tenibUe rompicapo? Una verità di fede da accettare ad occhi chius~ se07..a nessuna indagine al riguardo? Una realtà che riguarda più la mente che il cuore, più la dottrina che l'esistenza, più l'ortO- dossia che la pratica quotidiana? Cristo Gesù, Parola eterna del Padre, mediante lo Spirito tu ci guidi lungo i sentieri della vita. Cristo, pietà! perché la Trinità non è solo una Verità da contemplare, ma un Mistero da vivere. o Un Mistero di amore: "Dio ha tanto amato il mondo...". E' proprio questo che costituisce l'oliginalità deU'esperienza ebraico-cristiana. Non sono gli uomini che si mettono alla ricerca di Dio, ma è Dio che viene loro incontro. Elo fa per un morivo molto semplice: perché li ama, perché vuole loro bene. la Tlinità è un Mistero d'amore, dell'amore che esiste da Signore Gesù, tenerezza del Padre, mediante lo Spirito tu ci chiami ad amarci l'un l'altro con un amore senza limiti. Signore, pietà! per darla a Dio. Ma qui è proprio il contra- rio: è Dio che dona.. E non dona qualcosa, ma si dona, dona se stesso. Corre il risd'ùo che a.tfrontano tutti quelli che amano veramente: accetta di essere debole, fragi- le, addirimu-a di essere rifiutato. o Un Mistero di grazia: "...perché chiun- que crede in lui non muoia, ma abbia la vita etema". Non ci sono secondi fini nell'azione di Dio, non ci sono interessi taciuti o nascosti. Dio offre la sua alleanza Nel proporci questa festa della Tlinità la liturgia, in fondo, non fa nulla di straordi- nario o di inedito perché, a ben guardare il messale, ogni volta che ci radu- niamo per una celebrazione euca- ristica ci imbattiamo in questo Mi- Una pista per l'omelia MISTERO D'AMOREstero. Non è forse vero che la no- stra preghiera è sempre rivolta al Padre? E non è altrettanto vero che perché gli uomini, accogliendola, possano entrare nella vita eterna. Non una vita qualsiasi, per una durata più o meno lunga, più o meno al riparo da difficoltà e pro- blemi, ma una vita che dura per è proprio attraverso il Figlio, il Signore Crocifisso e Risorto, che noi ci rivolgiamo a Lui? E non è sempre lo Spirito che agi- sce mediante la Parola, nei santi Sacra- menti, nella stessa assemblea che si è riu- nita, per renderla "un cuore solo e un'ani- ma sola"? Questa festa, dunque, si propone di met- tere in risalto ciò che già appare costan- temente nella preghiera cristiana. Ècome una sottolineatura di ciò che si vive ogni volta che si entra in rapporto con Dio. Sì, sempre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, dell'amore che viene offelto agli uo~ a tutti gli uomini, anche quando essi si mostrano cattivi e ingrati. o Un Mistero di dono: "...da dare il suo Figlio Unigenito". Da sempre gli uomini erano abituati ad immaginare Dio come un essere potente, e per questo temibile. Un essere esigente che si doveva in qualche mooo anunansire con i propri doni, per guadagnarsi i suoi favori. Erano gli uomini che si plivavano di qualcosa CAROVANA DI INVOCAZIONI Ci rivolgiamo a Te, che sei Padre, Figlio e Spirito Santo, e insieme ti diciamo: Tu che sei comunione di amore, ascoltaci! o Libera le nostre comunità cristiane da tutto ciò che impedisce la comunione: dall'egoismo, dall'invidia, dalla gelosia, dai pregiudizi. Preghiamo... o Rafforza l'impegno di tutti coloro che hanno qualche responsabilità neUa vita del nostro paese, perchè cerchino le soluzioni migliori ai problemi più gravi. Preghiamo... o Sostieni i genitori, gli insegnanti, i catechisti e gli animatori nel loro lavoro educativo. Fa' che possano destare in tutti atteggiamenti di benevolenza, di comprensione, di dialogo. Preghiamo... o Diffondi nelle nostre famiglie l'abitudine a pregare insieme, a rin- graziarti e ad invocarti. Fa' che la parola di Gesù, il tuo Figlio, venga accolta con gioia. Preghiamo... o Dona agli anziani uno spirito di pazienza e di serenità, perchè ci possano aiutare ad alfrontare le diJfi.coltà con le risorse deUa loro esperienza. Preghiamo... sempre e una vita in pienezza. o Un Mistero di salve-LZa: "Dio non ha mandato il Figlio per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per me-ao di lui". Un Dio, dunque, che da sempre ha mostrato di avere a cuore la sorte dell'uo- mo. Un Dio che si impegna a liberarlo da tutto ciò che lo tiene pligioniero, gli im- pedisce di essere felice. Un Dio la cui gioia più gt-ande è l'uomo vivente. In famiglia o Padre, non lasciarci mancare il coraggio e la gioia che vengono dal tuo Spirito. Apri la nostra bocca alla lode, rendici operosi nel compiere il bene. Donaci di seguire Gesù, il tuo Figlio Crocifisso e Risorto. AMEN.