S.A.F.
                                                          SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE




 LO STUDIO PROFESSIONALE E LA SOCIETA’ DI
      CONSULENZA COME MICROIMPRESE
E LE SOCIETA’ DI SCOPO AD INTEGRAZIONE DEI
          SERVIZI PROFESSIONALI

                              Alessandra Damiani
          Managing Partner Barbieri & Associati Dottori Commercialisti – Bologna
                Consulente per l‘organizzazione degli studi professionali
       15 marzo 2011 - Milano, Fondazione Ambrosianeum - Sala Falck
Qual è il rischio peggiore per una microimpresa?
Pensare di non essere una (micro)impresa !!!




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Ma cosa si intende per microimpresa?



Una realtà economica che, nonostante le proprie
dimensioni ridotte, deve rapportarsi con il proprio
contesto interno-esterno sulla base di parametri
“aziendali”.




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L’esigenza, per poter fronteggiare la crisi economica e
le richieste (nuove e diverse) dei clienti, di:

–    fornire nuovi servizi
–    lavorare meglio degli altri
–    lavorare più in fretta degli altri
–    fare di più
–    imparare cose sempre nuove
–    formare nuovi collaboratori
–   (e tant’ altro)



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impatta inevitabilmente sulla nostra attuale
organizzazione a scapito, talvolta:


– della qualità del servizio (efficacia)
–   dell’efficienza con cui il servizio viene realizzato
–   dello sfruttamento delle potenzialità operative
–   dello sfruttamento delle opportunità di sviluppo
–   della qualità della vita




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Fino a poco tempo fa i professionisti non erano molto
sensibili agli aspetti gestionali, ma per effetto:

− della crisi economico finanziaria (dei clienti e propria)
− dell’ evoluzione del mercato
− dell’ evoluzione dei rapporti personali con i clienti e con i
        collaboratori
− della sempre maggiore difficoltà delle materie trattate e
        degli adempimenti normativi
− dell’ accrescersi delle responsabilità personali
− ecc.


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sta emergendo sempre più frequentemente l’esigenza
di “prendere in considerazione” la gestione della
propria organizzazione e sviluppare un piano strategico
per affrontare i problemi prioritari.

L’evoluzione in atto sta fortemente minacciando gli equilibri delle
strutture professionali. Il perseguimento di nuovi equilibri è
fattibile solo mediante una forte attenzione agli aspetti
gestionali.




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Riesaminare la propria organizzazione …

 …   è quindi una doverosa necessità.

(IFAC – International Federation of Accountants / 123 nazioni /
2.500.000 accountants - PM Guide)




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L’importanza di definire un piano strategico/operativo

                                                                      VISION
                                                Come lo studio si vuole vedere nel proprio contesto


P                                                                       SWOT ANALYSIS
I
A                                                       Punti di forza e di debolezza, opportunità e rischi
N
O

S
T
R
                                                                           MISSION
A                                                              Cosa fare per cogliere le opportunità
T
E
G
I
C
O                                                                  OBIETTIVI STRATEGICI
                                                             Strategie per perseguire la mission



                                                                                                                                                         STRATEGIE DI
         STRATEGIE DI                                        STRATEGIE FINANZIARIE            STRATEGIE SULLE
                                                                                                                              STRATEGIE                 CAMBIAMENTO
          MARKETING             STRATEGIE SUI SERVIZI          (es. come generare e                PERSONE
                                                                                                                             TECOLOGICHE            (es. quali sistemi usare
     (es. quali tipologie di   (es. quali servizi vogliamo   sviluppare i ricavi, come       (es. di quanti e quali
                                                                                                                         (es. quali hardware e         per monitorare e
     clienti e quali mercati             offrire)             ottimizzare l’equilibrio     tipologie di collaboratori
                                                                                                                          software ci servono)            rispondere al
        vogliamo servire)                                            finanziario)             abbiamo bisogno)
                                                                                                                                                         cambiamento)
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     PIANO OPERATIVO DI         PIANO OPERATIVO SUI                                                                                                PIANO OPERATIVO PER IL
R                                                              PIANO FINANZIARIO             (es. reclutamento,              TECNOLOGICO
A         MARKETING                     SERVIZI                                                                                                         CAMBIAMENTO
                                                             (es. patrimonio, liquidità,       fidelizzazione,          (es. hardware, software,
T        (es. Branding,           (es. determinazione                                                                                               (es. principi di gestione
I                                                             capitale, ricavi e costi)         successione,              applicazioni, sistema
       promozione, CRM)              offerta servizi)                                                                                                  del cambiamento)
V                                                                                              pianificazione)               gestione CRM)
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                                                                                   9                                                S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
L’importanza di una buona analisi


Effettuare un’analisi sistematica della propria organizzazione può
rivelarsi estremamente utile per conoscersi di più, e porre le basi
per la definizione di un “proprio” modello organizzativo.




                             10                   S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
La nostra esperienza diretta ed il confronto con altre
realtà ci hanno consentito di individuare:
−   i punti di forza (S)
−   le criticità (W)
−   le opportunità (O)
−   i rischi (T)

ricorrenti ogni qualvolta uno studio professionale o una società
di consulenza si pongano in un’ottica di gestione “aziendale”.




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Gestione della leadership


– Vision e mission dello studio
– Responsabilità e autorità
– Funzioni
– Comunicazione




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Gestione delle risorse umane e materiali


–   Posizione dei collaboratori v/lo studio
–   Criteri di valutazione
–   Formazione e addestramento
–   Coinvolgimento
–   Percorsi di carriera

– Tecnologie disponibili e grado di utilizzo



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Rapporti con fornitori e partner


–   Criteri di valutazione
–   Monitoraggio
–   Condivisione delle modalità operative
–   Partnership




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Rapporto con i clienti


– Atteggiamento verso i clienti (passivo, proattivo, CRM, ecc.)
– Approccio agli incarichi
– Comunicazioni con i clienti (circolari, sito web, ecc.)
– Gestione dei feedback (reclami, espressioni di
       soddisfazione ..)




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Gestione trasversale delle attività


– Sistematicità
–   Analisi dei rischi
–   Definizione di modalità e criteri di controllo
–   Condivisione
–   Monitoraggio costante
–   Gestione dei feedback




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Gestione puntuale delle attività


– Regole operative (chiare e condivise?)
– Controllo di qualità puntuale
– Gestione dei feedback (criticità, performance, ecc.)




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Criticità e i possibili miglioramenti


– Criticità
–   Analisi delle cause
–   Spunti e proposte
–   Obiettivi e azioni di miglioramento
–   Monitoraggio e verifica di efficacia




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Processo decisionale


– Intuitivo
– Basato su dati oggettivi
– Formalizzato

(controllo di gestione)




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Se da questa analisi sono emersi aspetti a voi
“familiari”, o anche solo spunti interessanti…


… apportare alla vostra organizzazione i miglioramenti
desiderati, tenendo conto delle vostre effettive esigenze e
disponibilità,


non è impossibile !!!



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Piuttosto, è indispensabile definire ed attuare
puntualmente…
… un piano di azione adeguato rispetto ai vostri ritmi ed
alle vostre esigenze

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 1

 2
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Senza dimenticare che


– i partner dello studio non possono sottrarsi al proprio
        ruolo di orientamento e guida
– alla base di ogni buona organizzazione sta l’ impegno
        personale e costante di chi la conduce

(managing partner, office manager, ecc.)




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La qualità, non come “bollino” ma come opportunità
                    Lo standard ISO 9001:2008
                                  miglioramento continuativo


                                                     responsabilità
                                                     della direzione                                                   s
c     r
                                                                                                                       o
                                                                                                                       d
                                                                                                                                c
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                      gestione
                                                                                                                       d        l
      q                                                                     misure, analisi                            i
i     u
                    delle risorse
                                                                           e miglioramento                             s        i
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                                                                                                                                e
      s
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                                                                                                                       z        n
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t     t                                            del
                                                   servizio
                                                                                                                       o        t
      i                                                                                                                n
i                                                                                                                      e        i


    Edizione 2010                Meeting Nazionale Evoluzione dei Servizi Professionali della Consulenza                   23
                                                                23                                         S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
Gli standard organizzativi attualmente riconosciuti a
livello internazionale possono fornirci linee guida (es.
UNI EN ISO 9004:2009) per perseguire non solo
strategie di successo, ma anche finalità importanti
quali:
– rispetto dell’ambiente
– sicurezza
– responsabilità sociale




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Ma solo il nostro impegno diretto nell’organizzazione
può consentirci di raggiungere risultati concreti, tra i
quali:
– economicità
– stabilità
– gratificazione professionale




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…e perché no, anche qualità della vita !!!




         Grazie dell’attenzione !!

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Damiani - Lo Studio professionale e la società di consulenza come microimprese e le società di scopo ad integrazione dei servizi professionali

  • 1.
    S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LO STUDIO PROFESSIONALE E LA SOCIETA’ DI CONSULENZA COME MICROIMPRESE E LE SOCIETA’ DI SCOPO AD INTEGRAZIONE DEI SERVIZI PROFESSIONALI Alessandra Damiani Managing Partner Barbieri & Associati Dottori Commercialisti – Bologna Consulente per l‘organizzazione degli studi professionali 15 marzo 2011 - Milano, Fondazione Ambrosianeum - Sala Falck
  • 2.
    Qual è ilrischio peggiore per una microimpresa? Pensare di non essere una (micro)impresa !!! 2 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 3.
    Ma cosa siintende per microimpresa? Una realtà economica che, nonostante le proprie dimensioni ridotte, deve rapportarsi con il proprio contesto interno-esterno sulla base di parametri “aziendali”. 3 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 4.
    L’esigenza, per poterfronteggiare la crisi economica e le richieste (nuove e diverse) dei clienti, di: – fornire nuovi servizi – lavorare meglio degli altri – lavorare più in fretta degli altri – fare di più – imparare cose sempre nuove – formare nuovi collaboratori – (e tant’ altro) 4 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 5.
    impatta inevitabilmente sullanostra attuale organizzazione a scapito, talvolta: – della qualità del servizio (efficacia) – dell’efficienza con cui il servizio viene realizzato – dello sfruttamento delle potenzialità operative – dello sfruttamento delle opportunità di sviluppo – della qualità della vita 5 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 6.
    Fino a pocotempo fa i professionisti non erano molto sensibili agli aspetti gestionali, ma per effetto: − della crisi economico finanziaria (dei clienti e propria) − dell’ evoluzione del mercato − dell’ evoluzione dei rapporti personali con i clienti e con i collaboratori − della sempre maggiore difficoltà delle materie trattate e degli adempimenti normativi − dell’ accrescersi delle responsabilità personali − ecc. 6 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 7.
    sta emergendo semprepiù frequentemente l’esigenza di “prendere in considerazione” la gestione della propria organizzazione e sviluppare un piano strategico per affrontare i problemi prioritari. L’evoluzione in atto sta fortemente minacciando gli equilibri delle strutture professionali. Il perseguimento di nuovi equilibri è fattibile solo mediante una forte attenzione agli aspetti gestionali. 7 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 8.
    Riesaminare la propriaorganizzazione … … è quindi una doverosa necessità. (IFAC – International Federation of Accountants / 123 nazioni / 2.500.000 accountants - PM Guide) 8 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 9.
    L’importanza di definireun piano strategico/operativo VISION Come lo studio si vuole vedere nel proprio contesto P SWOT ANALYSIS I A Punti di forza e di debolezza, opportunità e rischi N O S T R MISSION A Cosa fare per cogliere le opportunità T E G I C O OBIETTIVI STRATEGICI Strategie per perseguire la mission STRATEGIE DI STRATEGIE DI STRATEGIE FINANZIARIE STRATEGIE SULLE STRATEGIE CAMBIAMENTO MARKETING STRATEGIE SUI SERVIZI (es. come generare e PERSONE TECOLOGICHE (es. quali sistemi usare (es. quali tipologie di (es. quali servizi vogliamo sviluppare i ricavi, come (es. di quanti e quali (es. quali hardware e per monitorare e clienti e quali mercati offrire) ottimizzare l’equilibrio tipologie di collaboratori software ci servono) rispondere al vogliamo servire) finanziario) abbiamo bisogno) cambiamento) P I A N O O P E PIANO OPERATIVO R.U. PIANO OPERATIVO PIANO OPERATIVO DI PIANO OPERATIVO SUI PIANO OPERATIVO PER IL R PIANO FINANZIARIO (es. reclutamento, TECNOLOGICO A MARKETING SERVIZI CAMBIAMENTO (es. patrimonio, liquidità, fidelizzazione, (es. hardware, software, T (es. Branding, (es. determinazione (es. principi di gestione I capitale, ricavi e costi) successione, applicazioni, sistema promozione, CRM) offerta servizi) del cambiamento) V pianificazione) gestione CRM) O 9 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 10.
    L’importanza di unabuona analisi Effettuare un’analisi sistematica della propria organizzazione può rivelarsi estremamente utile per conoscersi di più, e porre le basi per la definizione di un “proprio” modello organizzativo. 10 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 11.
    La nostra esperienzadiretta ed il confronto con altre realtà ci hanno consentito di individuare: − i punti di forza (S) − le criticità (W) − le opportunità (O) − i rischi (T) ricorrenti ogni qualvolta uno studio professionale o una società di consulenza si pongano in un’ottica di gestione “aziendale”. 11 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 12.
    Gestione della leadership –Vision e mission dello studio – Responsabilità e autorità – Funzioni – Comunicazione 12 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 13.
    Gestione delle risorseumane e materiali – Posizione dei collaboratori v/lo studio – Criteri di valutazione – Formazione e addestramento – Coinvolgimento – Percorsi di carriera – Tecnologie disponibili e grado di utilizzo 13 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 14.
    Rapporti con fornitorie partner – Criteri di valutazione – Monitoraggio – Condivisione delle modalità operative – Partnership 14 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 15.
    Rapporto con iclienti – Atteggiamento verso i clienti (passivo, proattivo, CRM, ecc.) – Approccio agli incarichi – Comunicazioni con i clienti (circolari, sito web, ecc.) – Gestione dei feedback (reclami, espressioni di soddisfazione ..) 15 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 16.
    Gestione trasversale delleattività – Sistematicità – Analisi dei rischi – Definizione di modalità e criteri di controllo – Condivisione – Monitoraggio costante – Gestione dei feedback 16 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 17.
    Gestione puntuale delleattività – Regole operative (chiare e condivise?) – Controllo di qualità puntuale – Gestione dei feedback (criticità, performance, ecc.) 17 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 18.
    Criticità e ipossibili miglioramenti – Criticità – Analisi delle cause – Spunti e proposte – Obiettivi e azioni di miglioramento – Monitoraggio e verifica di efficacia 18 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 19.
    Processo decisionale – Intuitivo –Basato su dati oggettivi – Formalizzato (controllo di gestione) 19 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 20.
    Se da questaanalisi sono emersi aspetti a voi “familiari”, o anche solo spunti interessanti… … apportare alla vostra organizzazione i miglioramenti desiderati, tenendo conto delle vostre effettive esigenze e disponibilità, non è impossibile !!! 20 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 21.
    Piuttosto, è indispensabiledefinire ed attuare puntualmente… … un piano di azione adeguato rispetto ai vostri ritmi ed alle vostre esigenze 1 2 3 4 5 1 2 3 4 21 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 22.
    Senza dimenticare che –i partner dello studio non possono sottrarsi al proprio ruolo di orientamento e guida – alla base di ogni buona organizzazione sta l’ impegno personale e costante di chi la conduce (managing partner, office manager, ecc.) 22 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 23.
    La qualità, noncome “bollino” ma come opportunità Lo standard ISO 9001:2008 miglioramento continuativo responsabilità della direzione s c r o d c l e gestione d l q misure, analisi i i u delle risorse e miglioramento s i e i f a e s n i input realizz. output z n i t t del servizio o t i n i e i Edizione 2010 Meeting Nazionale Evoluzione dei Servizi Professionali della Consulenza 23 23 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 24.
    Gli standard organizzativiattualmente riconosciuti a livello internazionale possono fornirci linee guida (es. UNI EN ISO 9004:2009) per perseguire non solo strategie di successo, ma anche finalità importanti quali: – rispetto dell’ambiente – sicurezza – responsabilità sociale 24 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 25.
    Ma solo ilnostro impegno diretto nell’organizzazione può consentirci di raggiungere risultati concreti, tra i quali: – economicità – stabilità – gratificazione professionale 25 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
  • 26.
    …e perché no,anche qualità della vita !!! Grazie dell’attenzione !! 26 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE