BENE COMUNE apertura di carità verso il prossimo e diritto alla cittadinanza 2009
La parabola del buon samaritano un uomo I briganti un sacerdote un levita un samaritano l'albergatore
Chi è il buon samaritano oggi? Il vicino di casa? Il volontario? L'assistente sociale? Il sacerdote?
Chi è il mio prossimo? È colui che appartiene al proprio popolo? (il libro del Lievitico)   È colui che ci è simpatico? È colui che già conosciamo? Lo straniero?
Ne ebbe compassione Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno”
La solidarietà La compassione si traduce nella pratica, in un fare preciso e concreto, dettagliato ed economicamente significativo
Chi è il mio prossimo? È questione di scelte! Tutti sono il nostro prossimo, se scegliamo di avvicinarsi a loro, se ci lasciamo coinvolgere dalla loro sorte e accettiamo di cambiare la nostra vita in rapporto alla loro Cristiani per il bene comune – diocesi di Padova orintamenti pastorali 2008-2009
il buon samaritano oggi Il vicino di casa Il volontario Il passante ecc CHIUNQUE VUOLE METTERSI IN GIOCO
Apertura di carità verso il prossimo è IMPEGNARSI PER IL BENE COMUNE Impegnarsi per il bene di tutto l'uomo senza alcuna distinzione Impegnarsi per il bene di tutti gli uomini Va' e anche tu fa' così
Bene comune Il bene comune  “essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perchè  indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo , accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro” Compendio, n.164
12 + 3 + 134 -75+ 7495 2 x 5 x 12 x 135 x 15 x 234 x 90 Il bene comune è un  “insieme di condizioni”
Uguaglianza – responsabilità – partecipazione Gaudium et Spes, 29-30-75 Tutti gli uomini sono uguali Diritti, ma i DOVERI? Partecipare alla cura della vita sociale
… far posto a cose più grandi “ Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento  e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo. La pace civile corrisponde puntualmente a questa grande vicenda del libero progresso umano, nella quale rispetto e riconoscimento emergono spontanei, mentre si lavora ciascuno a proprio modo,  ad escludere cose mediocri , per far posto a cose più grandi”. Scritta un anno prima di essere assassinato dalle Brigate Rosse Moro Aldo,  Scritti e Discorsi 1974-1978 , ed Cinque Lune, Roma 1990, vol. VI, pag 3658
E’ il tempo del tecnicismo, le politiche sociali molto spesso sono affidate ad amministratori dell’economia I politici sono relegati a mantenere stabile la posizione del partito all’interno delle giunte I referenti istituzionali spesso sono impegnati in beghe interne atte a tenere in piedi coalizioni ed esprimono volontà politica solo in prossimità di elezioni per riappropriarsi del consenso popolare troppo tecnicismo?
I Vescovi Italiani, in un documento del 1981 dal titolo “La Chiesa Italiana e le prospettive del Paese”:  “ Problema decisivo per l’avvenire è… il  rapporto tra le istituzioni pubbliche e la gente : tra le strutture di governo - locale, regionale, nazionale - e la società viva. La sfasatura esistente ormai pesa in modo preoccupante.  La gente si sente sempre meno interpretata, sempre meno rappresentata e si disaffeziona al suo paese ” CEI,  La Chiesa Italiana e le prospettive del paese , n. 32
dopo “tangentopoli” sempre meno certezze circa la politica si fanno strada dubbi le problematicità territoriali si moltiplicano a livello esponenziale i dibattiti politici si screditano con toni non degni della rappresentanza
la città dell’uomo… “ Ho sostituito al termine  politica  l’espressione “ costruire la città dell’uomo a misura d’uomo ”. Ciò al fine di recuperare il significato di valore del termine. L’espressione “costruire la città dell’uomo a misura d’uomo” mi sembra godere di particolare validità nel mettere in luce l’espressione e il valore che il termine “politica” contiene ” Lazzati Giuseppe,  La città dell’uomo , ed AVE, Roma, 1984, pag 11
… a misura d’uomo “ Costruire oggi la città luogo d’esistenza degli uomini, intravedere un’applicazione originale della giustizia sociale, assumere con responsabilità l’avvenire collettivo  è un compito al quale i credenti devono partecipare” Octogesima Adveniens, n 12
e qui comando io… “ un costume politico che  non si confronta , che  non cerca il dialogo  finalizzato alla ricerca del vero e del bene, ma che intende il governare come pura decisione presa da chi ha la  maggioranza , o come decisione affidata alle sorti emotive di un plebiscito…”
...Il solo consenso popolare non è tuttavia sufficiente a far ritenere giuste le modalità di esercizio dell'autorità politica 395 Dottrina sociale della Chiesa È in ogni caso inumano che l'autorità politica assuma forme totalitarie, oppure forme dittatoriali che ledano i diritti della persona o dei gruppi sociali Gaudium et Spes 75.
Collaborazione di tutti alla vita politica ...Bisogna curare assiduamente la educazione civica e politica, oggi particolarmente necessaria, sia per l'insieme del popolo, sia soprattutto per i giovani, affinché tutti i cittadini possano svolgere il loro ruolo nella vita della comunità politica. Coloro che sono o possono diventare idonei per l'esercizio dell'arte politica, così difficile, ma insieme così nobile. Vi si preparino e si preoccupino di esercitarla senza badare al proprio interesse e a vantaggi materiali. Agiscono con integrità e saggezza contro l'ingiustizia e l'oppressione, l'assolutismo e l'intolleranza d'un solo uomo e d'un solo partito politico; si prodighino con sincerità ed equità al servizio di tutti, anzi con l'amore e la fortezza richiesti dalla vita politica. Gaudium et Spes 75
Non basta aggredire i problemi con dichiarazioni di principio  se non si individuano strumenti di traduzione pratica che possono essere condivisi Non basta ad esempio, proclamare il valore della famiglia, se poi, in sede legislativa non si tutela e promuove l’istituto familiare. Ugualmente non basta proclamare il valore della vita nella sua integralità, se non si cercano anche strade politiche condivise che favoriscano l’amore alla vita con la creazione di condizioni sociali favorevoli alle giovani coppie, al sostegno delle condizioni della donna, alla politica della casa, alla diminuzione del peso fiscale per le famiglie con più figli ” p. Paolo Novero – convegno “I cattolici in politica” - Lucera, 30 ottobre 2004  perdita della centralità della persona la politica diventa spettacolo
cosa fa più male “ Non ho paura dei malvagi, ma del silenzio degli onesti!” Il pastore luterano Martin Luter King assassinato ad Atlanta nel 1968
l’indifferenza L'indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. Antonio Gramsci
Un mese prima di morire – il 28 febbraio 1978 – parlando ai gruppi parlamentari, Aldo Moro tenne quello che poi è stato definito a posteriori il suo “testamento politico” “ Se fosse possibile dire:  saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani , credo che tutti accetteremmo di farlo, ma non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità; si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso,  si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà ” Moro Aldo,  scritti e discorsi 1974-1978 , ed Cinque Lune, Roma 1990, vol. VI, pag 3796
CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO (D.G.R. V. n. 1082 del 05/07/2002) PRINCIPI FONDANTI 7 Il volontariato è  responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale  in quanto si impegna per  rimuovere  le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e  concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni . Non si ferma all’opera di denuncia ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile.
Dalla beneficenza alla rimozione delle cause Dall’opera del singolo cittadino alla Associazione C’è stato un periodo in cui l’azione volontaria del singolo si muoveva con una logica di tipo  assistenziale , facendo “ beneficenza ”, senza porsi il problema di intervenire per eliminare la povertà e le sue cause Nel tempo le realtà di volontariato si sono  evolute e dai gruppi informali , animati dal desiderio di fare del bene al prossimo, c’è stata una evoluzione verso un volontariato organizzato e formale Oggi le organizzazioni di volontariato interpretano e vivono la dimensione politica come superamento della beneficenza e delle pratiche assistenziali con l’esigenza di inquadrare e rimuovere le cause dei problemi sociali
L'attenzione ai poveri da  Cristiani per il bene comune –diocesi di Padova orientamenti pastorali 2008-2009 la dottrina sociale ribadisce a più riprese che   “i più favoriti devono rinunciare a certi loro diritti per mettere con più liberalità i propri beni a servizio degli altri” e che  un'affermazione   eccessiva  di  uguaglianza   “può  dar  luogo a  un  individualismo dove  ciascuno  rivendica i propri  diritti , sottraendosi  alla   responsabilità  del bene  comune ”
La politica del volontariato: essere propositori del cambiamento aumentare capitale sociale contrastare i disagi di un territorio partecipazione concreta e attiva, che non rimanga solo sulla carta non limitarsi alla semplice delega, ma fornire spazi e strumenti per agevolare i processi di partecipazione evitare la semplice informazione o consultazione ma intensificare metodologie di rete e di co-progettazione valide per incidere sulle deliberazioni a livelli istituzionali migliorare i rapporti con le istituzione pubbliche
LA REDISTRIBUZIONE DELLE RESPONSABILITA’  Costituzione - Art. 118 Stato, Regioni, città metropolitane, Province, Comuni, favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di  sussidiarietà In passato l’affidamento delle responsabilità del benessere e della tutela sociale erano in capo esclusivamente allo Stato , la richiesta di redistribuzione delle responsabilità di costruzione delle politiche tra i diversi attori sociali, ha, di fatto, sviluppato la convinzione che l’intera società, con diversificate assegnazioni di responsabilità, debba svolgere un ruolo attivo nella produzione delle politiche sociali
Sussidiarietà: Verticale :  regola i rapporti tra le istituzioni.  Lo spostamento dei poteri decisionali dallo Stato centrale verso gli enti locali territoriali più vicini ai cittadini . Gli enti superiori devono intervenire solo quando gli enti inferiori non sono in grado di provvedere ai bisogni sociali. In questa prospettiva il peso della gestione e dell'offerta dei servizi viene trasferito agli enti locali Orizzontale : regola i rapporti tra Stato e società civile .  Le istituzioni  devono creare le condizioni che permettano alle persone e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, gruppi, enti no profit) di agire liberamente e  non devono sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività . Secondo questo principio lo stato interviene solo quando l’autonomia della società risulti inefficace. Lo stato e le formazioni sociali intervengono secondo una logica di  complementarietà
LA CITTADINANZA “ La cittadinanza è l'invenzione più interessante dell'Occidente: essa ha degli uomini un'idea altissima, dal momento che chiede loro di saper governare se stessi, sottraendosi a due opposte derive: quella del totalitarismo, che ne fa dei sudditi, e quella del mercato, che ne fa dei clienti” Franco Cassano (docente di sociologia all'Università di Bari) Siamo diventati clienti? Quelli che sono meno appetibili perdono cittadinanza?
189  Caratteristica conseguenza della sussidiarietà è la partecipazione , che si esprime, essenzialmente, in una serie di attività mediante le quali il cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, contribuisce alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. 403  La partecipazione è un dovere da esercitare consapevolmente da parte di tutti, in modo responsabile e in vista del bene comune CAPITOLO QUARTO I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA V. LA PARTECIPAZIONE
CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO (D.G.R. V. n. 1082 del 05/07/2002) PRINCIPI FONDANTI 9) Il volontariato svolge un  ruolo politico:  partecipa attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto con le sue organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali  in pari dignità con le istituzioni pubbliche  cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone.
Delega… Nel documento del 1981, i vescovi italiani dicono che… “ L’assenteismo, il rifugio nel privato, la delega in bianco non sono leciti a nessuno, ma per i cristiani sono peccati di omissione” CEI, La Chiesa Italiana e le prospettive del paese, n. 33
ATTEGGIAMENTI E RUOLI b) Le organizzazioni di volontariato 21 Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso  ruolo politico  e di impegno civico anche  partecipando alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali  e del territorio. Nel rapporto con le istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato  rifiutano un ruolo di supplenza  e non rinunciano alla propria autonomia in cambio di sostegno economico e politico.  Non si prestano ad una delega passiva  che chieda di nascondere o di allontanare marginalità e devianze che esigono risposte anche politiche e non solo interventi assistenziali e di primo aiuto.
Luciano Tavazza, la forza di un pensiero vivo. Il Volontariato organizzato: “…  Il volontariato quale espressione viva della società civile ha una sua vocazione “ politica ” che deve perseguire con la realizzazione di una missione coerente e costante in difesa dello stato sociale perché non vengano lesi i diritti dei cittadini; ci sia una vera esigibilità dei diritti e l’uguaglianza dei livelli essenziali dei servizi….. la necessità della rimozione delle cause del disagio, dell’emarginazione, della violenza…..”   (15 novembre 1999 – Civitavecchia – conferenza)
Mettersi in gioco Penso che se a vari livelli si lavora per una Europa dei diritti, sia imprescindibile parlare anche dei  doveri di un cittadino  al di là dell’appartenenza locale o europea, si ha il dovere di essere presenti ed attenti quotidianamente alle varie forme di sviluppo della società senza  rivendicare diritti, se non prontamente accompagnati dal proprio dovere di cittadino solidale , sensibile ai bisogni delle persone che ci stanno accanto seguendo un principio che dovrebbe essere comune a tutti, cioè il “benessere” sociale
Tanto è già tutto deciso? Stiamo vivendo un periodo dello “stato sociale del diritto” dove gli ingranaggi della giustizia si muovono su pulegge lente; si ha l’impressione di vivere una democrazia che affonda in percorsi contorti, itinerari dettati da litigi di forze politiche o di “lobbies”.  C’è l’impressione che le priorità dei cittadini siano condizionate da una politica della visibilità , tutto il resto diventa secondario, innescando un depauperamento della partecipazione del cittadino,  del “tanto è già tutto deciso”.
Interagire con le regole che giustificano lo stato di diritto Mi piace pensare ad una società capace di investire il proprio tempo senza l’impertinenza degli abbagli di logiche partitiche o di mercato; c’è bisogno di strumenti formativi democratici che diano la possibilità di approfondire argomenti e tematiche a prescindere dalla superficialità dei mezzi di comunicazione o delle voci del “sentito dire”.  Mettersi in gioco è un modo pratico per interagire con le regole che giustificano lo stato di diritto, e scegliere di impegnarsi in politica per la collettività fa sperare di poterle migliorare
Non solo servizio “ Se le nostre Unioni Operaie non fossero che società di mutuo soccorso esse potrebbero certamente vivere lunga vita, purché assicurassero quei vantaggi economici che tali società si prefiggono. Ma le nostre Unioni aspirano e vogliono essere alcunché di meglio: il loro scopo precipuo è quello di dare appoggio morale agli operai che ne fanno parte, di mantenere vivo in essi il sentimento religioso, di eccitarli all'adempimento dei doveri del cristiano e promuovere le opere tutte che meglio occorrono allo scopo...” S. L. Murialdo -Torino 1881 -  primo congresso delle Unioni Operaie Cattoliche ( finalità dell'associazione)
Democrazia S. L. Murialdo Nel 1887 – per una conferenza al Circolo di Studi Sociali si appuntò : Si dice che l'avvenire è della democrazia: se la democrazia è ascensione delle masse popolari, degli umili, dei contadini, degli operai verso una maggiore istruzione e moralità, una migliore distribuzione dei beni ed una maggiore partecipazione del popolo alla vita civile e pubblica nella libertà e nella pace, la Chiesa è con la democrazia.
Dai manoscritti del San Leonardo Murialdo D ecidiamoci tutti a farci santi: non si tratta di fare miracoli; ma di fare tutto bene e di farlo per Dio. Facciamo il bene, ma facciamolo bene.
Il ruolo dei laici Se i laici possono agire, è loro dovere quello di agire! È dovere ed interesse dei cattolici partecipare attivamente alla vita pubblica. Il laico può e deve essere oggi un apostolo non meno del prete e del missionario: anzi, per alcuni ambienti, più del prete. Alle fabbriche e alle officine sono necessari apostoli operai, alle campagne apostoli contadini. Se si vuole arrivare al cuore delle masse è indispensabile il concorso dei laici. A bisogni nuovi occorrono opere nuove. Dai manoscritti del San Leonardo Murialdo
Grazie per l’attenzione 2009

3politica del volontariato

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    BENE COMUNE aperturadi carità verso il prossimo e diritto alla cittadinanza 2009
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    La parabola delbuon samaritano un uomo I briganti un sacerdote un levita un samaritano l'albergatore
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    Chi è ilbuon samaritano oggi? Il vicino di casa? Il volontario? L'assistente sociale? Il sacerdote?
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    Chi è ilmio prossimo? È colui che appartiene al proprio popolo? (il libro del Lievitico) È colui che ci è simpatico? È colui che già conosciamo? Lo straniero?
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    Ne ebbe compassioneGli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno”
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    La solidarietà Lacompassione si traduce nella pratica, in un fare preciso e concreto, dettagliato ed economicamente significativo
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    Chi è ilmio prossimo? È questione di scelte! Tutti sono il nostro prossimo, se scegliamo di avvicinarsi a loro, se ci lasciamo coinvolgere dalla loro sorte e accettiamo di cambiare la nostra vita in rapporto alla loro Cristiani per il bene comune – diocesi di Padova orintamenti pastorali 2008-2009
  • 8.
    il buon samaritanooggi Il vicino di casa Il volontario Il passante ecc CHIUNQUE VUOLE METTERSI IN GIOCO
  • 9.
    Apertura di caritàverso il prossimo è IMPEGNARSI PER IL BENE COMUNE Impegnarsi per il bene di tutto l'uomo senza alcuna distinzione Impegnarsi per il bene di tutti gli uomini Va' e anche tu fa' così
  • 10.
    Bene comune Ilbene comune “essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perchè indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo , accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro” Compendio, n.164
  • 11.
    12 + 3+ 134 -75+ 7495 2 x 5 x 12 x 135 x 15 x 234 x 90 Il bene comune è un “insieme di condizioni”
  • 12.
    Uguaglianza – responsabilità– partecipazione Gaudium et Spes, 29-30-75 Tutti gli uomini sono uguali Diritti, ma i DOVERI? Partecipare alla cura della vita sociale
  • 13.
    … far postoa cose più grandi “ Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo. La pace civile corrisponde puntualmente a questa grande vicenda del libero progresso umano, nella quale rispetto e riconoscimento emergono spontanei, mentre si lavora ciascuno a proprio modo, ad escludere cose mediocri , per far posto a cose più grandi”. Scritta un anno prima di essere assassinato dalle Brigate Rosse Moro Aldo, Scritti e Discorsi 1974-1978 , ed Cinque Lune, Roma 1990, vol. VI, pag 3658
  • 14.
    E’ il tempodel tecnicismo, le politiche sociali molto spesso sono affidate ad amministratori dell’economia I politici sono relegati a mantenere stabile la posizione del partito all’interno delle giunte I referenti istituzionali spesso sono impegnati in beghe interne atte a tenere in piedi coalizioni ed esprimono volontà politica solo in prossimità di elezioni per riappropriarsi del consenso popolare troppo tecnicismo?
  • 15.
    I Vescovi Italiani,in un documento del 1981 dal titolo “La Chiesa Italiana e le prospettive del Paese”: “ Problema decisivo per l’avvenire è… il rapporto tra le istituzioni pubbliche e la gente : tra le strutture di governo - locale, regionale, nazionale - e la società viva. La sfasatura esistente ormai pesa in modo preoccupante. La gente si sente sempre meno interpretata, sempre meno rappresentata e si disaffeziona al suo paese ” CEI, La Chiesa Italiana e le prospettive del paese , n. 32
  • 16.
    dopo “tangentopoli” sempremeno certezze circa la politica si fanno strada dubbi le problematicità territoriali si moltiplicano a livello esponenziale i dibattiti politici si screditano con toni non degni della rappresentanza
  • 17.
    la città dell’uomo…“ Ho sostituito al termine politica l’espressione “ costruire la città dell’uomo a misura d’uomo ”. Ciò al fine di recuperare il significato di valore del termine. L’espressione “costruire la città dell’uomo a misura d’uomo” mi sembra godere di particolare validità nel mettere in luce l’espressione e il valore che il termine “politica” contiene ” Lazzati Giuseppe, La città dell’uomo , ed AVE, Roma, 1984, pag 11
  • 18.
    … a misurad’uomo “ Costruire oggi la città luogo d’esistenza degli uomini, intravedere un’applicazione originale della giustizia sociale, assumere con responsabilità l’avvenire collettivo è un compito al quale i credenti devono partecipare” Octogesima Adveniens, n 12
  • 19.
    e qui comandoio… “ un costume politico che non si confronta , che non cerca il dialogo finalizzato alla ricerca del vero e del bene, ma che intende il governare come pura decisione presa da chi ha la maggioranza , o come decisione affidata alle sorti emotive di un plebiscito…”
  • 20.
    ...Il solo consensopopolare non è tuttavia sufficiente a far ritenere giuste le modalità di esercizio dell'autorità politica 395 Dottrina sociale della Chiesa È in ogni caso inumano che l'autorità politica assuma forme totalitarie, oppure forme dittatoriali che ledano i diritti della persona o dei gruppi sociali Gaudium et Spes 75.
  • 21.
    Collaborazione di tuttialla vita politica ...Bisogna curare assiduamente la educazione civica e politica, oggi particolarmente necessaria, sia per l'insieme del popolo, sia soprattutto per i giovani, affinché tutti i cittadini possano svolgere il loro ruolo nella vita della comunità politica. Coloro che sono o possono diventare idonei per l'esercizio dell'arte politica, così difficile, ma insieme così nobile. Vi si preparino e si preoccupino di esercitarla senza badare al proprio interesse e a vantaggi materiali. Agiscono con integrità e saggezza contro l'ingiustizia e l'oppressione, l'assolutismo e l'intolleranza d'un solo uomo e d'un solo partito politico; si prodighino con sincerità ed equità al servizio di tutti, anzi con l'amore e la fortezza richiesti dalla vita politica. Gaudium et Spes 75
  • 22.
    Non basta aggredirei problemi con dichiarazioni di principio se non si individuano strumenti di traduzione pratica che possono essere condivisi Non basta ad esempio, proclamare il valore della famiglia, se poi, in sede legislativa non si tutela e promuove l’istituto familiare. Ugualmente non basta proclamare il valore della vita nella sua integralità, se non si cercano anche strade politiche condivise che favoriscano l’amore alla vita con la creazione di condizioni sociali favorevoli alle giovani coppie, al sostegno delle condizioni della donna, alla politica della casa, alla diminuzione del peso fiscale per le famiglie con più figli ” p. Paolo Novero – convegno “I cattolici in politica” - Lucera, 30 ottobre 2004 perdita della centralità della persona la politica diventa spettacolo
  • 23.
    cosa fa piùmale “ Non ho paura dei malvagi, ma del silenzio degli onesti!” Il pastore luterano Martin Luter King assassinato ad Atlanta nel 1968
  • 24.
    l’indifferenza L'indifferenza èil peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. Antonio Gramsci
  • 25.
    Un mese primadi morire – il 28 febbraio 1978 – parlando ai gruppi parlamentari, Aldo Moro tenne quello che poi è stato definito a posteriori il suo “testamento politico” “ Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani , credo che tutti accetteremmo di farlo, ma non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità; si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà ” Moro Aldo, scritti e discorsi 1974-1978 , ed Cinque Lune, Roma 1990, vol. VI, pag 3796
  • 26.
    CARTA DEI VALORIDEL VOLONTARIATO (D.G.R. V. n. 1082 del 05/07/2002) PRINCIPI FONDANTI 7 Il volontariato è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni . Non si ferma all’opera di denuncia ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile.
  • 27.
    Dalla beneficenza allarimozione delle cause Dall’opera del singolo cittadino alla Associazione C’è stato un periodo in cui l’azione volontaria del singolo si muoveva con una logica di tipo assistenziale , facendo “ beneficenza ”, senza porsi il problema di intervenire per eliminare la povertà e le sue cause Nel tempo le realtà di volontariato si sono evolute e dai gruppi informali , animati dal desiderio di fare del bene al prossimo, c’è stata una evoluzione verso un volontariato organizzato e formale Oggi le organizzazioni di volontariato interpretano e vivono la dimensione politica come superamento della beneficenza e delle pratiche assistenziali con l’esigenza di inquadrare e rimuovere le cause dei problemi sociali
  • 28.
    L'attenzione ai poverida Cristiani per il bene comune –diocesi di Padova orientamenti pastorali 2008-2009 la dottrina sociale ribadisce a più riprese che “i più favoriti devono rinunciare a certi loro diritti per mettere con più liberalità i propri beni a servizio degli altri” e che un'affermazione eccessiva di uguaglianza “può dar luogo a un individualismo dove ciascuno rivendica i propri diritti , sottraendosi alla responsabilità del bene comune ”
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    La politica delvolontariato: essere propositori del cambiamento aumentare capitale sociale contrastare i disagi di un territorio partecipazione concreta e attiva, che non rimanga solo sulla carta non limitarsi alla semplice delega, ma fornire spazi e strumenti per agevolare i processi di partecipazione evitare la semplice informazione o consultazione ma intensificare metodologie di rete e di co-progettazione valide per incidere sulle deliberazioni a livelli istituzionali migliorare i rapporti con le istituzione pubbliche
  • 30.
    LA REDISTRIBUZIONE DELLERESPONSABILITA’ Costituzione - Art. 118 Stato, Regioni, città metropolitane, Province, Comuni, favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà In passato l’affidamento delle responsabilità del benessere e della tutela sociale erano in capo esclusivamente allo Stato , la richiesta di redistribuzione delle responsabilità di costruzione delle politiche tra i diversi attori sociali, ha, di fatto, sviluppato la convinzione che l’intera società, con diversificate assegnazioni di responsabilità, debba svolgere un ruolo attivo nella produzione delle politiche sociali
  • 31.
    Sussidiarietà: Verticale : regola i rapporti tra le istituzioni. Lo spostamento dei poteri decisionali dallo Stato centrale verso gli enti locali territoriali più vicini ai cittadini . Gli enti superiori devono intervenire solo quando gli enti inferiori non sono in grado di provvedere ai bisogni sociali. In questa prospettiva il peso della gestione e dell'offerta dei servizi viene trasferito agli enti locali Orizzontale : regola i rapporti tra Stato e società civile . Le istituzioni devono creare le condizioni che permettano alle persone e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, gruppi, enti no profit) di agire liberamente e non devono sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività . Secondo questo principio lo stato interviene solo quando l’autonomia della società risulti inefficace. Lo stato e le formazioni sociali intervengono secondo una logica di complementarietà
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    LA CITTADINANZA “La cittadinanza è l'invenzione più interessante dell'Occidente: essa ha degli uomini un'idea altissima, dal momento che chiede loro di saper governare se stessi, sottraendosi a due opposte derive: quella del totalitarismo, che ne fa dei sudditi, e quella del mercato, che ne fa dei clienti” Franco Cassano (docente di sociologia all'Università di Bari) Siamo diventati clienti? Quelli che sono meno appetibili perdono cittadinanza?
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    189 Caratteristicaconseguenza della sussidiarietà è la partecipazione , che si esprime, essenzialmente, in una serie di attività mediante le quali il cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, contribuisce alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. 403 La partecipazione è un dovere da esercitare consapevolmente da parte di tutti, in modo responsabile e in vista del bene comune CAPITOLO QUARTO I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA V. LA PARTECIPAZIONE
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    CARTA DEI VALORIDEL VOLONTARIATO (D.G.R. V. n. 1082 del 05/07/2002) PRINCIPI FONDANTI 9) Il volontariato svolge un ruolo politico: partecipa attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto con le sue organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone.
  • 35.
    Delega… Nel documentodel 1981, i vescovi italiani dicono che… “ L’assenteismo, il rifugio nel privato, la delega in bianco non sono leciti a nessuno, ma per i cristiani sono peccati di omissione” CEI, La Chiesa Italiana e le prospettive del paese, n. 33
  • 36.
    ATTEGGIAMENTI E RUOLIb) Le organizzazioni di volontariato 21 Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso ruolo politico e di impegno civico anche partecipando alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali e del territorio. Nel rapporto con le istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato rifiutano un ruolo di supplenza e non rinunciano alla propria autonomia in cambio di sostegno economico e politico. Non si prestano ad una delega passiva che chieda di nascondere o di allontanare marginalità e devianze che esigono risposte anche politiche e non solo interventi assistenziali e di primo aiuto.
  • 37.
    Luciano Tavazza, laforza di un pensiero vivo. Il Volontariato organizzato: “… Il volontariato quale espressione viva della società civile ha una sua vocazione “ politica ” che deve perseguire con la realizzazione di una missione coerente e costante in difesa dello stato sociale perché non vengano lesi i diritti dei cittadini; ci sia una vera esigibilità dei diritti e l’uguaglianza dei livelli essenziali dei servizi….. la necessità della rimozione delle cause del disagio, dell’emarginazione, della violenza…..” (15 novembre 1999 – Civitavecchia – conferenza)
  • 38.
    Mettersi in giocoPenso che se a vari livelli si lavora per una Europa dei diritti, sia imprescindibile parlare anche dei doveri di un cittadino al di là dell’appartenenza locale o europea, si ha il dovere di essere presenti ed attenti quotidianamente alle varie forme di sviluppo della società senza rivendicare diritti, se non prontamente accompagnati dal proprio dovere di cittadino solidale , sensibile ai bisogni delle persone che ci stanno accanto seguendo un principio che dovrebbe essere comune a tutti, cioè il “benessere” sociale
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    Tanto è giàtutto deciso? Stiamo vivendo un periodo dello “stato sociale del diritto” dove gli ingranaggi della giustizia si muovono su pulegge lente; si ha l’impressione di vivere una democrazia che affonda in percorsi contorti, itinerari dettati da litigi di forze politiche o di “lobbies”. C’è l’impressione che le priorità dei cittadini siano condizionate da una politica della visibilità , tutto il resto diventa secondario, innescando un depauperamento della partecipazione del cittadino, del “tanto è già tutto deciso”.
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    Interagire con leregole che giustificano lo stato di diritto Mi piace pensare ad una società capace di investire il proprio tempo senza l’impertinenza degli abbagli di logiche partitiche o di mercato; c’è bisogno di strumenti formativi democratici che diano la possibilità di approfondire argomenti e tematiche a prescindere dalla superficialità dei mezzi di comunicazione o delle voci del “sentito dire”. Mettersi in gioco è un modo pratico per interagire con le regole che giustificano lo stato di diritto, e scegliere di impegnarsi in politica per la collettività fa sperare di poterle migliorare
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    Non solo servizio“ Se le nostre Unioni Operaie non fossero che società di mutuo soccorso esse potrebbero certamente vivere lunga vita, purché assicurassero quei vantaggi economici che tali società si prefiggono. Ma le nostre Unioni aspirano e vogliono essere alcunché di meglio: il loro scopo precipuo è quello di dare appoggio morale agli operai che ne fanno parte, di mantenere vivo in essi il sentimento religioso, di eccitarli all'adempimento dei doveri del cristiano e promuovere le opere tutte che meglio occorrono allo scopo...” S. L. Murialdo -Torino 1881 - primo congresso delle Unioni Operaie Cattoliche ( finalità dell'associazione)
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    Democrazia S. L.Murialdo Nel 1887 – per una conferenza al Circolo di Studi Sociali si appuntò : Si dice che l'avvenire è della democrazia: se la democrazia è ascensione delle masse popolari, degli umili, dei contadini, degli operai verso una maggiore istruzione e moralità, una migliore distribuzione dei beni ed una maggiore partecipazione del popolo alla vita civile e pubblica nella libertà e nella pace, la Chiesa è con la democrazia.
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    Dai manoscritti delSan Leonardo Murialdo D ecidiamoci tutti a farci santi: non si tratta di fare miracoli; ma di fare tutto bene e di farlo per Dio. Facciamo il bene, ma facciamolo bene.
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    Il ruolo deilaici Se i laici possono agire, è loro dovere quello di agire! È dovere ed interesse dei cattolici partecipare attivamente alla vita pubblica. Il laico può e deve essere oggi un apostolo non meno del prete e del missionario: anzi, per alcuni ambienti, più del prete. Alle fabbriche e alle officine sono necessari apostoli operai, alle campagne apostoli contadini. Se si vuole arrivare al cuore delle masse è indispensabile il concorso dei laici. A bisogni nuovi occorrono opere nuove. Dai manoscritti del San Leonardo Murialdo
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