Con il termine “igiene” si intende
quell’insieme di regole attuate per
conservare e/o migliorare
lo stato di salute dell’uomo.
Di conseguenza con “igiene degli
alimenti” si intendono quell’insieme di
precauzioni che dovrebbero essere
adottate durante la produzione,
manipolazione e distribuzione degli
alimenti affinché il prodotto destinato
all’uomo sia soddisfacente, innocuo e
salutare.
Il D.Lgs. 155/97 definisce come igiene
dei prodotti alimentari:
“tutte le misure necessarie per
garantire la sicurezza e la salubrità dei
prodotti alimentari”.
Gli alimenti con il passare del tempo
presenta no una serie di alterazioni, sia
nell’aspetto che nella sostanza.
Tali alterazioni sono dovute in parte a
fenomeni chimici che avvengono
spontaneamente nell’alimento, ma in
massima parte sono dovute alla pre-
senza e allo sviluppo di microrganismi.
I microrganismi pervengono sul cibo a
seguito di una contaminazione e trovano
in esso, ricco per sua stessa natura di
sostanze nutritive, un ambiente adatto
per svilupparsi e moltiplicarsi e di
conseguenza, con il tempo e in
condizioni ambientali adatte,
determinano una serie di alterazioni.
I fenomeni alterativi che avvengono
negli alimenti si possono per
comodità suddividere in varie
tipologie anche se nella realtà le une
possono sommarsi alle altre:
• il cambiamento di alcuni caratteri
sensoriali dell’alimento (colore, odore,
sapore) dovuto sia allo sviluppo dei
microrganismi che a fenomeni chimici
quali degradazioni delle sostanze
nutritive, reazioni enzimatiche,
fenomeni putrefattivi;
• la produzione di sostanze tossiche che
si sviluppano dalla degradazione chimica
o biologica dell’alimento stesso;
• la produzione di sostanze tossiche da
parte dei microrganismi.
Il primo tipo di alterazioni rende
semplicemente l’alimento non più
gradevole per l’uomo ma le
altre lo possono rendere addirittura
nocivo e dannoso per la sua salute.
Oltre alle alterazioni sopra indicate, gli
alimenti potrebbero essere stati
contaminati da sostanze chimiche o da
particelle fisiche che potrebbero
risultare dannose una volta ingerite
dall’uomo.
I microrganismi e il loro
rapporto con l’uomo:
Con l’uomo i microrganismi possono
instaurare rapporti di diverso tipo:
• Germi utili o indifferenti.
Sono quelli che vivono in simbiosi con
l’uomo e si ritrovano sulla nostra pelle,
nell’intestino e possono produrre
effetti benefici sulla nostra salute o
esserne completamente indifferenti;
• Germi patogeni.
Sono virus, batteri, muffe e lieviti che
possono provocare malattie ossia uno
stato di alterazione della salute del
consumatore più o meno evidente e
grave. I germi patogeni possono
penetrare nell’uomo attraverso varie
vie, ad esempio attraverso l’aria che
respiriamo oppure tramite le ferite.
Una delle vie d’accesso più comuni
è quella attraverso l’ingestione di cibi o
acqua contaminati dai germi patogeni.
Lo sviluppo di tali germi può provocare
o meno anche l’alterazione organolet-
tica dell’alimento.
I microrganismi e il loro
rapporto con gli alimenti:
I microrganismi capaci di contaminare e
svilupparsi negli alimenti possono
essere di svariate tipologie.
Vi sono virus, batteri, muffe, lieviti,
tutti organismi microscopici e quindi
invisibili ad occhio nudo. Questi esseri
hanno sviluppato la capacità di vivere
nelle condizioni e negli ambienti più
diversi. Ovviamente ognuno presenta le
sue particolarità e di conseguenza
anche i suoi punti deboli.
I microrganismi presenti sugli alimenti
possono essere classificati in 3
categorie, secondo il tipo di
azione ed attività che svolgono su di
essi:
• Germi alteranti.
La loro presenza sugli alimenti e il loro
conseguente sviluppo su di essi
determinano l’insorgenza di fenomeni
alterativi delle caratteristiche
organolettiche del cibo. Ad essi
appartengono numerosi tipi di
microrganismi che variano secondo
l’alimento e condizioni di conservazione
dello stesso.
Sono così tante le tipologie interes-
sate e le condizioni di sviluppo che
prima o poi l’alimento viene degradato,
anche se le condizioni nelle quali è stato
preparato e conservato sono state le
migliori. Le alterazioni provocate
sono dovute in parte alla presenza del
microrganismo stesso (ad esempio
viscidità delle carni) ed in parte alla
loro attività metabolica (ad esempio
produzione di ammoniaca, comparsa di
colori anomali). Le alterazioni così
provocate rendono l’alimento
sgradevole al consumo e quindi inadatto
all’alimentazione.
Questi germi sono quindi i responsa-bili
delle alterazioni organolettiche degli
alimenti.
La necessità di controllarli ha stimolato
quindi, da sempre, la ricerca di tecniche
e tecnologie sempre più efficienti;
• Germi utili.
Sono microrganismi che sviluppandosi
su di un alimento inducono modificazioni
chimiche che condizionano
favorevolmente certi parametri
organolettici oltre che permetterne
una migliore conservazione. È questo il
caso dei germi che permettono la
produzione dei formaggi, dei
salumi stagionati e fermentati, delle
paste lievitate e che da lungo tempo
l’uomo ha imparato ad utilizzare
a proprio favore.
Tra questi microrganismi
vi sono anche quelli che una volta
ingeriti svolgono effetti benefici sulla
salute dell’uomo perché riequilibrano la
flora intestinale o perché apportano
sostanze nutritive (soprattutto
vitamine) che l’uomo da solo non è
capace di sintetizzare (es.
fermenti lattici);
• Germi inerti.
Sono germi che normalmente
non possono svilupparsi sugli alimenti e
quindi non ne influenzano la
conservabilità. Variando però le
condizioni ambientali a cui sono di
norma sottoposti potrebbero però
trasformarsi in germi alteranti.
I batteri
I batteri sono organismi di piccolissime
dimen-sioni,
costituiti da un’unica cellula e sono
pertanto
visibili solo al microscopio.
Hanno varie forme, tanto che nel
passato la
forma è stata usata per classificarli
nelle varie tipo-logie,
come ad esempio i cocchi di forma
sferica, i
bacilli a bastoncino o gli spirilli a forma
di spirali
allungate.
La cellula del batterio ha la
particolarità di esse-re
circondata da uno strato più o meno
sottile
detto “parete batterica” che
conferisce al germe
particolare resistenza alle avversità
esterne. La
parete rende i batteri ovviamente
anche più resi-stenti
ai prodotti che vengono utilizzati per la
loro
eliminazione.
I batteri si moltiplicano semplicemente
divi-dendosi
in due, tanto che da una sola cellula
“madre” nel giro di circa 20 minuti si
producono
due cellule “figlie”. Quando i batteri si
trovano in
un ambiente adatto alla loro vita hanno
pertanto la
capacità di dividersi molto
velocemente, infatti da
un solo germe in 12 ore se ne possono
formare
fino a 5 miliardi.
Questi organismi si sono adattati alle
condizioni
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12 igiene-agro-alimentare

  • 1.
    Con il termine“igiene” si intende quell’insieme di regole attuate per conservare e/o migliorare lo stato di salute dell’uomo. Di conseguenza con “igiene degli alimenti” si intendono quell’insieme di precauzioni che dovrebbero essere adottate durante la produzione, manipolazione e distribuzione degli alimenti affinché il prodotto destinato all’uomo sia soddisfacente, innocuo e salutare. Il D.Lgs. 155/97 definisce come igiene dei prodotti alimentari: “tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti alimentari”.
  • 2.
    Gli alimenti conil passare del tempo presenta no una serie di alterazioni, sia nell’aspetto che nella sostanza. Tali alterazioni sono dovute in parte a fenomeni chimici che avvengono spontaneamente nell’alimento, ma in massima parte sono dovute alla pre- senza e allo sviluppo di microrganismi. I microrganismi pervengono sul cibo a seguito di una contaminazione e trovano in esso, ricco per sua stessa natura di sostanze nutritive, un ambiente adatto per svilupparsi e moltiplicarsi e di conseguenza, con il tempo e in condizioni ambientali adatte, determinano una serie di alterazioni.
  • 3.
    I fenomeni alterativiche avvengono negli alimenti si possono per comodità suddividere in varie tipologie anche se nella realtà le une possono sommarsi alle altre: • il cambiamento di alcuni caratteri sensoriali dell’alimento (colore, odore, sapore) dovuto sia allo sviluppo dei microrganismi che a fenomeni chimici quali degradazioni delle sostanze nutritive, reazioni enzimatiche, fenomeni putrefattivi; • la produzione di sostanze tossiche che si sviluppano dalla degradazione chimica o biologica dell’alimento stesso;
  • 4.
    • la produzionedi sostanze tossiche da parte dei microrganismi. Il primo tipo di alterazioni rende semplicemente l’alimento non più gradevole per l’uomo ma le altre lo possono rendere addirittura nocivo e dannoso per la sua salute. Oltre alle alterazioni sopra indicate, gli alimenti potrebbero essere stati contaminati da sostanze chimiche o da particelle fisiche che potrebbero risultare dannose una volta ingerite dall’uomo.
  • 5.
    I microrganismi eil loro rapporto con l’uomo: Con l’uomo i microrganismi possono instaurare rapporti di diverso tipo: • Germi utili o indifferenti. Sono quelli che vivono in simbiosi con l’uomo e si ritrovano sulla nostra pelle, nell’intestino e possono produrre effetti benefici sulla nostra salute o esserne completamente indifferenti;
  • 6.
    • Germi patogeni. Sonovirus, batteri, muffe e lieviti che possono provocare malattie ossia uno stato di alterazione della salute del consumatore più o meno evidente e grave. I germi patogeni possono penetrare nell’uomo attraverso varie vie, ad esempio attraverso l’aria che respiriamo oppure tramite le ferite. Una delle vie d’accesso più comuni è quella attraverso l’ingestione di cibi o acqua contaminati dai germi patogeni. Lo sviluppo di tali germi può provocare o meno anche l’alterazione organolet- tica dell’alimento.
  • 7.
    I microrganismi eil loro rapporto con gli alimenti: I microrganismi capaci di contaminare e svilupparsi negli alimenti possono essere di svariate tipologie. Vi sono virus, batteri, muffe, lieviti, tutti organismi microscopici e quindi invisibili ad occhio nudo. Questi esseri hanno sviluppato la capacità di vivere nelle condizioni e negli ambienti più diversi. Ovviamente ognuno presenta le sue particolarità e di conseguenza anche i suoi punti deboli.
  • 8.
    I microrganismi presentisugli alimenti possono essere classificati in 3 categorie, secondo il tipo di azione ed attività che svolgono su di essi: • Germi alteranti. La loro presenza sugli alimenti e il loro conseguente sviluppo su di essi determinano l’insorgenza di fenomeni alterativi delle caratteristiche organolettiche del cibo. Ad essi appartengono numerosi tipi di microrganismi che variano secondo l’alimento e condizioni di conservazione dello stesso.
  • 9.
    Sono così tantele tipologie interes- sate e le condizioni di sviluppo che prima o poi l’alimento viene degradato, anche se le condizioni nelle quali è stato preparato e conservato sono state le migliori. Le alterazioni provocate sono dovute in parte alla presenza del microrganismo stesso (ad esempio viscidità delle carni) ed in parte alla loro attività metabolica (ad esempio produzione di ammoniaca, comparsa di colori anomali). Le alterazioni così provocate rendono l’alimento sgradevole al consumo e quindi inadatto all’alimentazione. Questi germi sono quindi i responsa-bili delle alterazioni organolettiche degli alimenti.
  • 10.
    La necessità dicontrollarli ha stimolato quindi, da sempre, la ricerca di tecniche e tecnologie sempre più efficienti; • Germi utili. Sono microrganismi che sviluppandosi su di un alimento inducono modificazioni chimiche che condizionano favorevolmente certi parametri organolettici oltre che permetterne una migliore conservazione. È questo il caso dei germi che permettono la produzione dei formaggi, dei salumi stagionati e fermentati, delle paste lievitate e che da lungo tempo l’uomo ha imparato ad utilizzare a proprio favore.
  • 11.
    Tra questi microrganismi visono anche quelli che una volta ingeriti svolgono effetti benefici sulla salute dell’uomo perché riequilibrano la flora intestinale o perché apportano sostanze nutritive (soprattutto vitamine) che l’uomo da solo non è capace di sintetizzare (es. fermenti lattici); • Germi inerti. Sono germi che normalmente non possono svilupparsi sugli alimenti e quindi non ne influenzano la conservabilità. Variando però le condizioni ambientali a cui sono di
  • 12.
    norma sottoposti potrebberoperò trasformarsi in germi alteranti. I batteri I batteri sono organismi di piccolissime dimen-sioni, costituiti da un’unica cellula e sono pertanto visibili solo al microscopio. Hanno varie forme, tanto che nel passato la forma è stata usata per classificarli nelle varie tipo-logie, come ad esempio i cocchi di forma sferica, i bacilli a bastoncino o gli spirilli a forma di spirali allungate. La cellula del batterio ha la particolarità di esse-re
  • 13.
    circondata da unostrato più o meno sottile detto “parete batterica” che conferisce al germe particolare resistenza alle avversità esterne. La parete rende i batteri ovviamente anche più resi-stenti ai prodotti che vengono utilizzati per la loro eliminazione. I batteri si moltiplicano semplicemente divi-dendosi in due, tanto che da una sola cellula “madre” nel giro di circa 20 minuti si producono due cellule “figlie”. Quando i batteri si trovano in
  • 14.
    un ambiente adattoalla loro vita hanno pertanto la capacità di dividersi molto velocemente, infatti da un solo germe in 12 ore se ne possono formare fino a 5 miliardi. Questi organismi si sono adattati alle condizioni 16 Q U A D E R N O A R S I A 3 /2 0 0 1