Il documento analizza il buddhismo e la figura del Buddha, sostenendo che la sua dottrina è stata distorta nel tempo e che i buddhisti, non credendo in un Dio assoluto, commettono un errore cosmico negando l'esistenza del sé e della vita eterna. Sottolinea l'importanza della coscienza e della scintilla divina nell'evoluzione spirituale dell'individuo, rimarcando come tutte le religioni dovrebbero indirizzare i loro fedeli a trovare Dio nel cuore. Infine, si propone che le religioni e i buddhisti riconoscano la necessità di una relazione filiale con Dio per raggiungere la liberazione e la vita eterna.