INDAGINE CONOSCITIVA SULLE PROSPETTIVE DEGLI ASSETTIPROPRIETARI DELLE IMPRESE ENERGETICHE E I PREZZI DELLENERGIA IN       ...
verificare se e come debbano essere aggiornati gli indirizzi e le priorità dellapolitica energetica.    Ciò anche in relaz...
17 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Confartigianato, dellaConfederazione nazionale dellartigianato e della pic...
In particolare, nellanno 2003 è stato emanato il decreto-legge 29 agosto2003, n. 239, in materia di sicurezza del sistema ...
il processo di liberalizzazione in atto nel rispetto di principi orientati a garantire latutela della concorrenza, i livel...
energetica» o «certificati bianchi») attestanti il conseguimento di risparmienergetici da parte di altri soggetti.    Oltr...
contenimento del consumo già in atto, anche al fine di non intaccare la soglia diriserva nazionale, e consentono, in via e...
In particolare, il dottor Paolo Scaroni, Amministratore delegato di ENI SpA, nelcorso dellaudizione del 6 dicembre 2005, h...
Ulteriore motivo di preoccupazione concerne lapprossimarsi della data discadenza di molte delle concessioni di distribuzio...
contrattuale alloperatore dominante e Confindustria reputa pertanto opportunogarantire laccesso diretto a questo tipo di f...
Il dottor Giuseppe Lignana, Vicepresidente di Assocarta e rappresentantedellindustria italiana gas intensive, muove dalla ...
deficit di concorrenza nel nostro mercato, poiché a suo giudizio sono ilcombustibile e lefficienza delle centrali di produ...
hanno nulla a che vedere con i costi industriali e che rappresentano allincirca il20 per cento dellintera bolletta elettri...
commissioning, il collaudo e la messa in esercizio possano essere bloccati intermini di utilizzo, come è già avvenuto nel ...
Dal punto di vista della regolazione, il dottor Olmos ha rilevato come lasituazione nel mercato italiano sia particolarmen...
carbone. Peraltro, dal 2000 lindustria energetica italiana ha potuto avviare undeciso rinnovamento tecnologico con la cost...
positivo, anche perché si è realizzato con rendimenti più elevati e conunefficienza maggiore.    Ha quindi rilevato, con r...
attestata, anche nel 2005, al 94 per cento. Data la situazione complessiva, lItaliarischia di vedere crescere le spese per...
Il dottor Isolani ha inoltre osservato con preoccupazione come il Governoconsideri ENI ed ENEL come funzionali al bilancio...
generazione, quanto la realizzazione di nuove linee di interconnessione conlestero, infatti, rappresentano complesse attiv...
caratteristiche di prelievo costanti, con alto fattore di utilizzazione dellenergiaelettrica ed elevata sensibilità al cos...
agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per lenergia elettricainterrompibile).    Lattuale legislazione...
connesse alla posizione assunta dalle amministrazioni locali, con le quali è sortoun contenzioso, benché al momento il Con...
Rete Gas garantiranno che nel futuro le infrastrutture non costituiranno mai unproblema in termini di funzionalità delle r...
in quanto mostrano un margine di riserva congruo e attorno al 17 per cento(rispetto al 4 per cento del periodo in cui ci f...
sarebbe fondamentale un supporto istituzionale alla promozione delle attività diapprovvigionamento di gas dallestero anche...
economico di iniziative di piccola taglia produttiva, ma comunque ritenute diinteresse per la collettività, il meccanismo ...
fonti di produzione a carbone, possedendo la quasi totalità dei siti che possonoessere ritenuti adatti alla riconversione....
di importazione in eccesso rispetto alle necessità nazionali, la cui redditivitàeconomica è condizionata al reperimento di...
nuove linee, lo sviluppo e il potenziamento delle linee di interconnessione conlestero nonché il rispetto dei vincoli ambi...
Germania, è stata creata unautorità di regolamentazione indipendente, elementoessenziale della liberalizzazione dei mercat...
verso un modello basato su un crescente ricorso alle fonti rinnovabili di energia,che richiede interventi per lo sviluppo ...
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia
Upcoming SlideShare
Loading in …5
×

Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia

769 views

Published on

L'Italia trasformata in hub del gas, in barba alle istanze dei territori.

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
769
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
5
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Resoconto del 2006 della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sull'Energia

  1. 1. INDAGINE CONOSCITIVA SULLE PROSPETTIVE DEGLI ASSETTIPROPRIETARI DELLE IMPRESE ENERGETICHE E I PREZZI DELLENERGIA IN ITALIA. DOCUMENTO CONCLUSIVO APPROVATO DALLA COMMISSIONE (9 febbraio 2006) 1. Contenuto e finalità dellindagine conoscitiva. Lindagine conoscitiva sulle prospettive degli assetti proprietari delle impreseenergetiche e sui prezzi dellenergia in Italia è stata deliberata dalla XCommissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera il 16novembre 2005 ed ha preso avvio il 6 dicembre dello stesso anno. I lavori della Commissione - tenuto conto dei dati acquisiti e delle conclusioniraggiunte nella indagine conoscitiva sulla situazione e sulle prospettive delsettore dellenergia, svolta dalla Commissione medesima nel corso del 2002, econclusasi con lapprovazione di un documento condiviso da tutte le forzepolitiche (1) - hanno preso le mosse dalla constatazione che, negli ultimi anni, lemodalità di svolgimento del processo di liberalizzazione del settore energeticohanno provocato mutamenti significativi nel mercato, sia dal lato dellofferta, chedal lato della domanda. Si è altresì valutato come il forte aumento, su scala mondiale, del prezzo delpetrolio colpisca duramente lItalia - che possiede un mix dei combustibilifortemente orientato agli idrocarburi - con conseguenti aumenti delle tariffe di gased elettricità, come già preannunciato dallAutorità di settore. Le difficoltà ditenuta del potere dacquisto delle famiglie e i problemi di competitività delleimprese, con particolare riferimento a quelle produzioni ad alta intensitàenergetica, meritano pertanto un approfondimento in sede parlamentare, ai finidelladozione di idonee iniziative miranti alla salvaguardia dei redditi delleimprese e dei cittadini. Nel contempo, il mutamento delle convenienze economiche tra le diverse fontienergetiche, derivante dallandamento al rialzo - di natura non congiunturale - deiprezzi degli idrocarburi, e dai vincoli di riduzione delle emissioni climalteranticonseguenti allentrata in vigore del Protocollo di Kyoto, pone lesigenza di
  2. 2. verificare se e come debbano essere aggiornati gli indirizzi e le priorità dellapolitica energetica. Ciò anche in relazione alle dinamiche, di estrema attualità, del mercato internoed europeo, nellambito delle quali si registrano iniziative finanziarie ed industrialidestinate a modificare assetti proprietari di significative imprese impegnate nelmercato energetico nazionale, tra cui si annoverano la conclusione dellOpa diEDF e AEM tramite Transalpina di Energia su Edison, lannunciata OPA di GasNatural su Endesa, il riassetto delle reti elettriche e del gas ed le conseguentiiniziative di Enel ed Eni. La Commissione ha altresì ritenuto necessario comprendere se lemergenzasotto il profilo della sicurezza del sistema elettrico possa considerarsi superata,tenuto conto che lItalia ha vissuto unemergenza strutturale dovuta alla carenzadi infrastrutturazione che ha provocato episodi di black out. Nel corso dellindagine, la Commissione ha proceduto alle seguenti audizioni: 6 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti dellENI SpA: Paolo Scaroni,Amministratore delegato; 6 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti di Federutility e AEM (Aziendaelettrica municipale di Milano): Giuliano Zuccoli, Presidente; 14 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti di Confindustria: EmmaMarcegaglia, Vicepresidente di Confindustria per limpresa e il territorio,Giuseppe Lignana, Vicepresidente di Assocarta; 14 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti di ENEL: Fulvio Conti,Amministratore delegato; 14 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti di Assoelettrica: Enzo Gatta,Presidente; 14 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti di Endesa: Clavijo JesusOlmos, Presidente; 14 dicembre 2005, Audizione di rappresentanti di ASM Brescia Spa: RenzoCapra, Presidente; 17 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti dellUnione petrolifera: PasqualeDe Vita, Presidente; 17 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti delle associazioni diconsumatori: Giuseppe Colella, esperto Federconsumatori, Pieraldo Isolani,esperto Adiconsum; 17 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti della Associazione italianaconsumatori energia di processo (AICEP): Nino Morgantini, Presidente, GabrieleCirieco, Consigliere;
  3. 3. 17 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Confartigianato, dellaConfederazione nazionale dellartigianato e della piccola e media impresa (CNA)e di Casartigiani: Bruno Panieri, Direttore Area economica di Confartigianato,Tommaso Campanile, Responsabile dipartimento mercato e competitività dellaCNA, Michele Sossi, Funzionario di Casartigiani; 18 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di British Gas Italia SpA: FrancoFassio, Presidente; 18 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Snam Rete Gas: AlbertoMeomartini, Presidente; 18 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Energia Spa: MassimoOrlandi, Amministratore delegato; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti del Gestore del sistemaelettrico: Carlo Andrea Bollino, Presidente; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Edison SpA: UmbertoQuadrino, Amministratore delegato; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Électricité de France (EDF)Energia Italia: Marc Boudier, Responsabile delle partecipazioni di EDF in Europa; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Terna Spa: Falvio Cattaneo,Amministratore delegato, Luigi Roth, Presidente; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti di Enea: Luigi Paganetto,Commissario straordinario; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti dellAutorità garante dellaconcorrenza e del mercato: Antonio Catricalà, Presidente; 19 gennaio 2006, Audizione di rappresentanti dellautorità per lenergiaelettrica e il gas: Alessandro Ortis, Presidente. È inoltre pervenuto un contributo scritto da parte della Federazione ItalianaLavoratori Chimica Energia Manifatture (FILCEM-CGIL) e della FederazioneAziende elettriche Italiane (FLAEI-CISL). 2. Levoluzione del quadro normativo. Successivamente allindagine conoscitiva svolta dalla X Commissione sullasituazione e sulle prospettive del settore dellenergia, conclusasi nellaprile 2002,il Governo ed il Parlamento hanno approvato numerosi atti normativi.
  4. 4. In particolare, nellanno 2003 è stato emanato il decreto-legge 29 agosto2003, n. 239, in materia di sicurezza del sistema elettrico nazionale, convertitonella legge 27 ottobre 2003, n. 290 (2), che oltre alle disposizioni in tema disemplificazione dei procedimenti di autorizzazione per le reti nazionali ditrasporto dellenergia e per gli impianti di potenza superiore ai 300 MW, ed altremisure per il potenziamento del sistema elettrico, ha previsto la definizione,mediante decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, dei criteri e dellemodalità per lunificazione della proprietà e della gestione della rete elettricanazionale di trasmissione. Lo stesso decreto legge aveva inoltre stabilito chenessuna società operante nel settore della produzione, importazione,distribuzione e vendita di energia elettrica potesse detenere, a decorrere dal 1oluglio 2007, quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sonoproprietarie o che gestiscono reti nazionali di trasporto di energia elettrica e digas. In attuazione di tale decreto-legge è stato successivamente emanato, l11maggio 2004, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante Criteri,modalità e condizioni per lunificazione della proprietà e della gestione della reteelettrica nazionale di trasmissione. Con tale provvedimento si è inteso unificare incapo a un unico soggetto la proprietà e la gestione dellintera rete elettricanazionale di trasmissione, al fine sia di favorire lo sviluppo della capacità ditrasporto della stessa rete, sia di migliorare la sicurezza e leconomicità delsistema elettrico nazionale. Perseguendo tale finalità, il decreto ha disposto iltrasferimento in capo a Terna S.p.A. delle attività, delle funzioni, dei beni e deirapporti giuridici attivi e passivi facenti capo alla società Gestore della rete ditrasmissione nazionale S.p.A., a eccezione di alcune funzioni e partecipazioni,tra cui quelle detenute nelle società Gestore del mercato elettrico S.p.A. eAcquirente Unico, da attuarsi entro il 31 ottobre 2005. Lo stesso decreto hainoltre stabilito la p rivatizzazione del soggetto risultante dallunificazione dellaproprietà e della gestione della rete elettrica nazionale di trasmissione. Successivamente, il decreto legislativo 19 dicembre 2003, n. 379, ha dettatola disciplina relativa alla remunerazione della capacità di produzione di energiaelettrica, sulla base di una delega contenuta allarticolo 1 della citata legge diconversione del decreto-legge n. 239/03, mentre il decreto legislativo 29dicembre 2003, n. 387, ha dato attuazione alla direttiva 2001/77/CE relativa allapromozione dellenergia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nelmercato interno dellelettricità. Tra i più significativi sviluppi normativi, occorre richiamare, sinteticamente, lalegge n. 239 del 23 agosto 2004, (cosiddetta Legge Marzano), recante uncomplessivo Riordino del settore energetico. La legge, rivolta allintero settoredellenergia, ha il principale obiettivo di chiarire il quadro delle norme cheregolano i rapporti tra le varie istituzioni e fra queste e gli operatori del settoreenergetico, con il fine di semplificare e snellire i processi autorizzativi e stimolare
  5. 5. il processo di liberalizzazione in atto nel rispetto di principi orientati a garantire latutela della concorrenza, i livelli essenziali delle prestazioni e la sicurezzapubblica. Una delle finalità primarie della legge riguarda il coordinamento traamministrazione centrale e amministrazioni regionali e locali. In attesa di unadefinitiva sistemazione dei rapporti tra Stato e autonomie locali, la leggeattribuisce allo Stato il compito di definire gli obiettivi generali e le linee di politicaenergetica che devono ispirare lazione dello Stato e delle Regioni e stabilisce icriteri generali per la sua attivazione a livello territoriale, distinguendo i compitiaffidati allo Stato da quelli delegati alle autonomie regionali, nonché i meccanismidi raccordo con le autonomie regionali. Sul lato della domanda, la legge estendele norme sullapertura del mercato elettrico a tutti i clienti finali a partire dal luglio2007, come previsto dalla direttiva europea 2003/54/CE e dispone misure asostegno dellefficienza negli usi finali dellenergia. Sul lato dellofferta sonopreviste disposizioni dirette a favorire lingresso di nuovi entranti nel mercato delgas (promuovendo gli investimenti in nuove infrastrutture di approvvigionamentoe introducendo un regime speciale di accesso ai nuovi terminali dirigassificazione e ai gasdotti di interconnessione), facilitare la realizzazione dinuove reti elettriche e linee di interconnessione con un procedimentosemplificato, rafforzare le norme per affrontare le emergenze elettriche,accentuare le azioni di diversificazione delle fonti energetiche anche attraverso laricerca e lo sfruttamento di idrocarburi, favorire la diffusione delle fonti rinnovabili,la generazione elettrica distribuita e luso pulito del carbone. Per quanto riguarda la trasmissione, nel 2004 è stato completato il quadronormativo per lunificazione della proprietà e della gestione della rete ditrasmissione nazionale in capo a un unico soggetto. Il citato decreto delPresidente del Consiglio dei ministri dell11 maggio 2004 (3) ha inoltre introdottoun tetto proprietario del 5 per cento alle società elettriche e un limite, anchessodel 5 per cento, per gli operatori del settore nellesercizio del diritto di voto per lanomina del Consiglio di amministrazione. Il 20 luglio 2004 sono stati quindi adottati i due decreti ministeriali in materia dipromozione del risparmio e dellefficienza negli usi finali di energia elettrica e gasnaturale che, nellottica del perseguimento degli obiettivi di riduzione delleemissioni derivanti dal Protocollo di Kyoto, hanno come obiettivo quello diconseguire, entro il 2009, un risparmio di energia pari allincremento annuo deiconsumi complessivi nazionali di energia registrato nel periodo 1999-2001. Inbase a tali provvedimenti, è stato quindi delineato un meccanismo che si fondasullimposizione di obblighi quantitativi di risparmio di energia primaria, posti acarico dei distributori di energia elettrica e di gas naturale, da raggiungereattraverso lo sviluppo di progetti a favore dei consumatori finali di energia omediante lacquisto da terzi di certificati (denominati «Titoli di efficienza
  6. 6. energetica» o «certificati bianchi») attestanti il conseguimento di risparmienergetici da parte di altri soggetti. Oltre ai menzionati provvedimenti, va ricordato che, nel 2004, ha iniziato adoperare la Borsa elettrica italiana (IPEX - Italian Power Exchange) e si sonoaltresì concluse le procedure per la privatizzazione del soggetto risultante dallaunificazione della proprietà e della g estione della rete elettrica di trasmissionenazionale, in seguito alle quali le azioni sono state quotate in borsa medianteofferta pubblica di vendita della società Terna S.p.A., approdata in Borsa il 23giugno 2004. Nellanno 2005, il decreto-legge «competitività» (4) ha previsto una ulterioresemplificazione delle procedure autorizzative per la realizzazione e ilpotenziamento dei terminali di rigassificazione. Inoltre, a seguito dellaccordo dicollaborazione siglato tra Italia e Francia, il decreto-legge 81/2005 (5) (ilcosiddetto decreto Edf) ha provveduto a rimuovere, a determinate condizioni, ilimiti (6) al diritto di voto, nonché i vincoli relativi allesercizio del diritto di acquistoo sottoscrizione a termine o differita nei confronti dei soggetti controllatidirettamente o indirettamente da uno Stato membro dellUnione europea o dasue amministrazioni pubbliche, qualora tali soggetti acquisiscano direttamente oindirettamente partecipazioni superiori al 2 per cento nel capitale sociale disocietà operanti nei settori dellenergia elettrica del gas. La rimozione dei suddettivincoli ha consentito la conclusione di accordi di collaborazione tra i Governiitaliano e francese, nonché la definizione di accordi e iniziative di imprese eistituti finanziari italiani finalizzati a partecipazioni con società come Electricité deFrance e Gaz de France (7). Infine, tra le novità del 2005, si segnala la deliberazione in via preliminaredello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante ladefinizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione dellapartecipazione detenuta da ENI Spa nel capitale di Snam Rete Gas Spa, sulquale la Commissione attività produttive ha espresso, in data 5 maggio, unparere favorevole, con osservazione e condizione. Occorre peraltro rilevare come, in conclusione danno, la legge finanziaria peril 2006 (8) abbia disposto il rinvio al 31 dicembre 2008 del termine ultimo per lacessione al di sotto del 20 per cento delle quote azionarie detenute da Eni nelcapitale di SNAM rete gas (9), mentre, sotto altro profilo, il cosiddetto decreto«mille proroghe» (10) ha fatto slittare il periodo transitorio delle concessioni edegli affidamenti per la distribuzione di gas naturale. Lanno 2006 si è aperto con lemergenza gas. Per fronteggiare lattualecongiuntura critica dovuta ad eccezionali fattori climatici e di difficoltà diapprovvigionamento dalla Russia, il Consiglio dei Ministri del 24 gennaio 2006 hada ultimo approvato un decreto-legge [n. 19 del 2006 (11)] che dispone misuretemporanee per contenere i consumi di gas naturale nel settore termoelettrico.Le misure adottate dal Governo sono dirette ad integrare interventi di
  7. 7. contenimento del consumo già in atto, anche al fine di non intaccare la soglia diriserva nazionale, e consentono, in via eccezionale, fino al 31 marzo 2006,lutilizzo di impianti ad olio combustibile, oggi non operativi, con una derogatemporanea ai vincoli per le emissioni in atmosfera e con la previsione di misurecompensative sul piano ambientale. Per quanto riguarda il quadro comunitario, si ricorda che la Legge comunitariaper il 2004 ha delegato il Governo (12) ad adottare, entro il 12 maggio 2006, unoo più decreti legislativi per lattuazione della direttiva 2003/54/CE relativa a normecomuni per il mercato interno dellenergia elettrica (13), della direttiva2003/55/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale (14)e per lattuazione della direttiva 2004/67/CE, concernente misure volte agarantire la sicurezza dellapprovvigionamento di gas naturale (15) ed entro iltermine di 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (entro il 12novembre 2006) un decreto legislativo per il recepimento della direttiva2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione (16). In ordine allo stato della liberalizzazione dei settori dellenergia elettrica e delgas, si segnala, infine, come la questione sia stata oggetto di due distinte edampie indagini conoscitive svolte congiuntamente dallAutorità garante dellaconcorrenza e del mercato e dallAutorità per lenergia elettrica e il gas nel 2003(delibera 20 febbraio 2003, n. 13) e conclusesi nel giugno 2004 per la parterelativa al gas naturale e nel febbraio 2005 per quella concernente il settoreelettrico. LAutorità per lenergia elettrica e il gas è inoltre intervenuta mediantenumerose segnalazioni al Parlamento e al Governo su varie tematiche relative alsettore energetico. In particolare, nellanno 2004, lAutorità ha effettuato - tralaltro - segnalazioni riguardo a possibili interventi per il controllo della domandadi energia elettrica in occasione della punta estiva ed in materia di oneri generaliafferenti al sistema elettrico. Analogamente, nellanno 2005, le segnalazionidellAutorità hanno toccato diversi temi, tra cui la terzietà della rete nazionale, glistoccaggi e lo sviluppo concorrenziale del mercato del gas naturale (27 gennaio)e il corrispettivo dovuto dal gestore del servizio di distribuzione del gas allentelocale per laffidamento del servizio (18 ottobre). 3. I contributi dei soggetti auditi. Le audizioni svolte dalla Commissione tra il 6 dicembre 2005 ed il 19 gennaio2006 hanno consentito di raccogliere diversi contributi in merito alle prospettivedel settore energetico, alle variabili che determinano i prezzi dellenergia e allemodalità per influenzarli.
  8. 8. In particolare, il dottor Paolo Scaroni, Amministratore delegato di ENI SpA, nelcorso dellaudizione del 6 dicembre 2005, ha manifestato lopinione secondo laquale i prezzi dellenergia sarebbero scarsamente influenzati dagli assettiproprietari o dalle scelte regolatorie nazionali, essendo invece strettamentecorrelati con la qualità e quantità dei rapporti con i paesi produttori. Per quanto concerne in particolare il prezzo del gas, questo risulta fortementecorrelato con il prezzo del petrolio, in quanto i contratti di approvvigionamento digas a lungo termine sono ancorati a formule i cui principali elementi sono ilprezzo del greggio, dellolio combustibile e del gasolio. Pertanto, secondo ilrappresentante dellENI, tenuto conto dellaspettativa di un crescente costo delpetrolio, anche il prezzo del gas potrà aumentare, in un prossimo futuro. Inoltre, poiché la domanda di gas in Europa continua a crescere, mentre laproduzione interna dellUnione europea tende a diminuire, la dipendenzaeuropea dalle importazioni di gas aumenterà progressivamente. LItalia, inparticolare, presenta una dipendenza dal gas ancora più marcata, essendo ilpaese europeo che ne utilizza maggiormente in rapporto alle altre fontienergetiche. Per questo motivo, ad avviso dellAmministratore delegato dellENI occorreconcentrarsi sugli obiettivi della sicurezza di approvvigionamento di gas, inquantità adeguata ed a basso prezzo. Quanto alle tariffe, è stato evidenziato come lENI disponga ormai di unaconsolidata rete di rapporti commerciali, che gli consente di collocarsi sulmercato internazionale con un significativo potere contrattuale ed in posizione diparità con i grandi produttori di gas. Viceversa, un eventuale frazionamento delmercato nazionale, per effetto dei processi di liberalizzazione, indebolirebbeinevitabilmente la posizione contrattuale dellItalia rispetto agli altri paesiproduttori, determinando di fatto un incremento dei prezzi. Il fattore sul quale, ad avviso dellamministratore delegato di ENI SpA, appareopportuno agire per ridurre i prezzi del gas, è quindi piuttosto quello dellaconcorrenza tra i paesi produttori di gas. In particolare, tale obiettivo èconseguibile mediante investimenti in terminali di rigassificazione GNL, al fine dimoltiplicare il numero di fornitori di gas, attraverso il mantenimento dellattualeforza contrattuale dellENI, nonché tramite una semplificazione delle procedureriguardanti gli investimenti nelle infrastrutture interne e internazionali. Il dottor Giuliano Zuccoli, Presidente di Federutility e di AEM (Azienda elettricamunicipale Milano), nel corso dellaudizione del 6 dicembre 2005 ha innanzituttoevidenziato come gli sforzi compiuti negli ultimi anni dagli operatori italiani, chehanno portato ad un ammodernamento dellassetto produttivo delle centralielettriche, passando da un uso prevalente dellolio combustibile a quello del gas,rischino di essere vanificati da una non corretta interpretazione del prezzo delgas, che occorre sia svincolato da quello dei prodotti petroliferi.
  9. 9. Ulteriore motivo di preoccupazione concerne lapprossimarsi della data discadenza di molte delle concessioni di distribuzione di gas, delle quali il dottorZuccoli ritiene necessario prolungare la durata, al fine di definire con chiarezza levicende successive alla scadenza delle concessioni, sia con riferimento ai nuoviassetti proprietari che si determineranno - con un possibile massiccio acquistodelle concessioni da parte di operatori stranieri - che rispetto a profili di tutela delpersonale dipendente dagli attuali concessionari. Con riferimento alle concessioni idroelettriche, il dottor Zuccoli ha segnalatocome le concessioni dellENEL scadano nel 2030, mentre quelle degli altriconcessionari nel 2010. Tale situazione determina una evidente discriminazionesul mercato, a fronte della quale potrebbe anche prevedersi una disponibilitàdelle società pubbliche locali a corrispondere maggiori contributi agli enti locali. Infine, in merito ai processi di aggregazione tra le società pubbliche locali (o amaggioranza di capitale pubblico), il dottor Zuccoli ha rilevato come questa siaresa in alcuni casi necessaria al fine di produrre quel quantitativo minimo dichilowattora che rende lattività economicamente sostenibile e consente aglioperatore di rimanere sul mercato in condizioni di competitività. La dottoressa Emma Marcegaglia, Vicepresidente di Confindustria perlimpresa e il territorio, nel corso dellaudizione del 14 dicembre 2005, haosservato che il differenziale di costo dellenergia tra lItalia e la media dei paesieuropei è ancora molto alto, con gravi ripercussioni sulla competitività delsistema industriale italiano. In particolare, per quanto concerne il prezzodellenergia elettrica, il gap investe tutta lutenza industriale, mentre, per quantoattiene al prezzo del gas naturale, esso riguarda in particolare i settori energyintensive e si attesta tra il 20 e il 30 per cento. Con riguardo agli interventi da introdurre in Italia, la dottoressa Marcegagliaauspica che si operi simultaneamente su due piani. In primo luogo occorreprevedere interventi di natura strutturale che mirino ad un riallineamento dei costidel sistema energetico italiano rispetto a quelli degli altri paesi dellUnioneeuropea. Contemporaneamente, è opportuno adottare misure transitorie checonsentano alle imprese di riguadagnare da subito un grado ragionevole dicompetitività nei confronti della concorrenza internazionale. In linea generale, lapertura alla concorrenza rappresenta, secondo laVicepresidente di Confindustria per limpresa e il territorio, la strada principaleattraverso cui ottenere gradualmente una solida e permanente riduzione deiprezzi dellenergia, sostenendo nel contempo lazione dellAutorità per lenergiaelettrica e il gas e delle altre istituzioni, che devono essere dotate di adeguatistrumenti di monitoraggio e controllo. Anche nel settore del gas, il processo diliberalizzazione non appare, a suo avviso, suscettibile di sottrarre capacità
  10. 10. contrattuale alloperatore dominante e Confindustria reputa pertanto opportunogarantire laccesso diretto a questo tipo di fonte anche ad altri utenti industriali. In tema di investimenti nel settore dellelettricità, è necessario procedererapidamente al piano di investimenti nella rete di trasmissione nazionale,introducendo norme che riconoscano incentivi economici alle comunità locali cheaccettano di ospitare nuovi impianti di generazione e di trasmissione. È inoltreimportante che lo strumento appena varato con decreto del ministro delle attivitàproduttive, riguardante le cosiddette merchant line, fortemente voluto daConfindustria, corrisponda alla rapida realizzazione di linee da parte di privati,che potranno disporre di energia a un prezzo competitivo. Per quanto concerne il settore del gas, è necessario procedere a nuoviinvestimenti e in particolare allo «sbottigliamento» delle reti e alla costituzione dinuovi terminali per il GNL, tramite lintroduzione di norme ad hoc, per esempiocon riguardo al problema della sicurezza degli approvvigionamenti. PerConfindustria riveste unimportanza assoluta una celere realizzazione deicosiddetti «sbottigliamenti» e in particolare di quelli programmati per icollegamenti con Tunisia, Algeria e Austria, che vanno inoltre aumentatidintensità, indirizzando la nuova capacità disponibile in modo prioritario alleutenze industriali. Devono essere realizzati anche i nuovi terminali GNL, oltre aquello programmato a Rovigo, al fine di garantire un portafoglio diapprovvigionamento equilibrato dal punto di vista geopolitico. Un altro interventostrutturale su cui focalizzare lattenzione è la separazione proprietaria delle reti. Igestori di reti italiane vanno resi sempre più efficienti e trasparenti nella loroazione, agevolando la possibilità di acquisizione di operatori di sistemi esteri. Confindustria sostiene poi la necessità di un riordino complessivo dellafiscalità in campo energetico, mirato a una maggiore uniformità del prelievo. Inmerito allesigenza di riduzione del carico fiscale complessivo sullenergia, inparticolare per quanto riguarda le utenze industriali, Confindustria auspica che lamisura temporanea di riduzione del 40 per cento dellaccisa sul gas metano aduso industriale, dopo anni di proroghe, divenga strutturale e definitiva. Infine, laleva fiscale in campo energetico dovrebbe diventare uno strumento distabilizzazione del costo dellenergia, praticando una riduzione delle accise nellefasi di rincaro delle materie prime energetiche e un aumento nei periodi in cui iprezzi sono più bassi. Per quanto riguarda gli interventi di tipo transitorio, occorre fra laltro favorirelimportazione di energia elettrica, che è una delle poche fonti diapprovvigionamento disponibili a prezzi vantaggiosi, potenziando le linee ditrasmissione alle frontiere. È inoltre necessario che venga svolto un lavoro dinatura politica da parte del Governo italiano nei confronti degli Stati esteri chedispongono di energia da esportare verso lItalia, per evitare indebitepenalizzazioni.
  11. 11. Il dottor Giuseppe Lignana, Vicepresidente di Assocarta e rappresentantedellindustria italiana gas intensive, muove dalla constatazione che il mercato delgas non è aperto dal punto di vista dellofferta. Esiste infatti una notevoledisparità tra il settore elettrico e quello del gas: lEnel ha un plafond del 50 percento indefinito nel tempo, come quota di mercato, mentre nel settore del gas ilplafond va decrescendo (nel 2010 giunge sino al 62 per cento, per cessare il 31dicembre 2010); ove non dovesse intervenire uno strumento legislativo, ilmercato potrebbe tornare libero. Tenuto conto che il mercato ad oggi non si èformato, è di primaria importanza che questo plafond venga prorogato di almenodi cinque anni. Il plafond del settore del gas è nato per difendere i contratti takeor pay, ritenuti una ricchezza nazionale. Tale plafond è stato tuttavia fissato nellapercentuale del 62 per cento che, con un mercato cresciuto grandemente con lenuove centrali alimentate a gas, non si giustifica più. Il dottor Fulvio Conti, Amministratore delegato di ENEL, nel corsodellaudizione svoltasi il 14 dicembre 2005, ha ricordato che, mentre nel restodEuropa (con leccezione del Regno Unito) le istituzioni hanno teso a preservarela dimensione delle loro grandi imprese, sostenendone lo sviluppo internazionale,lItalia ha scelto la strada di una vera apertura del mercato alla concorrenza,dotandosi fin dal 2000 di una rete di trasmissione nazionale totalmente neutraleche è stata ceduta integralmente da ENEL. LItalia, inoltre, si è dotata diunautorità di regolamentazione indipendente e con ampi poteri di intervento sulsistema. Nella vendita ai clienti finali la concorrenza si è talmente sviluppata, e inmodo così dinamico, da assistere allingresso di oltre 100 operatori, alcuni deiquali collegati ai maggiori concorrenti europei. Come risultato, il 60 per cento deiclienti industriali italiani ha un fornitore diverso rispetto a quello che aveva(prevalentemente ENEL) allinizio della fase di liberalizzazione. Anche per quanto riguarda la generazione, le cose sono profondamentecambiate rispetto al passato. Nel 1999 ENEL contribuiva per quasi l80 per centoal fabbisogno del paese. Nel 2005, ha una quota che si attesta al 30 per centodella produzione. La riduzione della presenza di ENEL ha coinciso con lingressonel mercato nazionale di grandi produttori europei: Électricité de France harecentemente acquisito il controllo di Edison e della sua controllata Edipower, lapiù grande delle tre GenCo che ENEL ha venduto; Endesa ha acquisito laseconda GenCo; Electrabel ha acquisito insieme ad Acea la Tirreno Power, cheera la terza GenCo, ed è diventata il quinto operatore di energia in Italia. In questo contesto, si assiste anche a un fenomeno positivo, rappresentatodallaggregazione tra le municipalizzate che stanno diventando realtàimprenditoriali sempre più solide e positive. A proposito della differenza di prezzo dellelettricità fra lItalia e il restodEuropa, il dottor Conti ha osservato come tale scarto non sia imputabile ad un
  12. 12. deficit di concorrenza nel nostro mercato, poiché a suo giudizio sono ilcombustibile e lefficienza delle centrali di produzione, quindi le dimensioni discala, ad essere i driver di costo e, quindi, di prezzo. Le ragioni di questodifferenziale sono legate esclusivamente al mix di combustibili: mentre nel restodi Europa si produce energia utilizzando prevalentemente nucleare e carbone,lItalia produce elettricità bruciando olio e gas, fonti che sono più costose edesposte alla volatilità del prezzo del greggio. Non avendo il nucleare, per ridurrelincidenza del costo di combustibile nel medio periodo, lItalia può puntare solosul carbone pulito, rimpiazzando i vecchi impianti a olio inefficienti e inquinanti, esviluppando le fonti rinnovabili. Linvestimento nel carbone, peraltro, continua adessere conveniente nonostante il Protocollo di Kyoto. Passando al mercato del gas, il dottor Conti ha sottolineato come in Italia isoggetti che hanno sviluppato impianti a ciclo combinato per la produzione dienergia elettrica sono così tanti che il consumo di gas per termoelettricorappresenta il 43 per cento del totale. Il rappresentante dellENEL ha ribadito cheper produrre energia elettrica dovrebbero essere usate più energie rinnovabili ecarbone e meno gas, dal momento che bruciare gas per produrre energiaelettrica non è economicamente conveniente. Se si vuole diminuire sia il costosia il rischio di importazione di gas, occorre supportare un piano diapprovvigionamento attraverso il GNL (gas naturale liquefatto) con la costruzionedi più impianti di rigassificazione. ENEL è fortemente impegnata in questadirezione, nonostante le difficoltà ambientali che questo comporta. Dal lato della vendita di gas ai clienti finali, il mercato si presentaassolutamente frazionato. Vi è una scala limitata e inefficiente: nel mercatooperano ancora 500 imprese locali di piccolissime dimensioni, spesso controllatedai comuni. Occorre pertanto creare le condizioni per favorire i processi diaggregazione e razionalizzazione del sistema, migliorando un apparatoconcessorio ancora estremamente incerto e inaffidabile. Il dottor Conti ha poi fatto notare che gli incrementi drammatici di prezzo delpetrolio, che hanno avuto fortissime ripercussioni sullandamento dei prezzi deicombustibili utilizzati per la produzione di energia elettrica, sono stati largamenteassorbiti dalla riduzione della componente base della tariffa di pertinenza delleimprese, che dal 1996 ad oggi si è ridotta di un quarto in termini nominali, ovveropiù del 40 per cento tenendo conto dellinflazione. Se si volesse operare in uncontesto di immediata riduzione dei prezzi, occorrerebbe anche guardare alsistema dei sussidi che colpiscono la struttura tariffaria. Le piccole e medieimprese e le famiglie con alti consumi pagano infatti prezzi nettamente superiorialla media europea, andando a sussidiare, da un lato, i clienti energivori chegodono di sconti settoriali e di altri benefici specifici, dallaltro, i 18 milioni di clientia 3 kilovolt di potenza impegnata, che rappresentano oltre il 50 per cento deiconsumi domestici e pagano le tariffe più basse dEuropa. In generale, ogni annoi clienti elettrici pagano oltre 7 miliardi e 500 milioni di euro per oneri che non
  13. 13. hanno nulla a che vedere con i costi industriali e che rappresentano allincirca il20 per cento dellintera bolletta elettrica del paese. Circa la metà di questi oneriservono a sussidiare le fonti rinnovabili o pseudorinnovabili, ad esempio le fontiassimilate e il Cip 6 e a remunerare il servizio di interrompibilità. Unarazionalizzazione di questi extraoneri attraverso il riallineamento del fisco allamedia europea e la riforma del meccanismo dei sussidi consentirebbe, a giudiziodel dottor Conti, una riduzione della bolletta. Il sistema industriale, energetico ed elettrico del paese ha compiuto uno sforzonotevolissimo, purtroppo esclusivamente dipendente dal gas. Per questo motivoè necessario completare lo sforzo fatto nel recente passato con nuovi terminali dirigassificazione che limitano la dipendenza da pochi fornitori e possanocontribuire alla riduzione del costo di importazione. Per realizzare tutto ciò ènecessario che le imprese del settore possano beneficiare di un sostegno daparte delle istituzioni, con una gestione lineare dei processi di riforma, un quadronormativo di riferimento chiaro e stabile, nonché una continuità amministrativadelle amministrazioni locali che consenta di completare i processi di investimentogià avviati, laddove siano totalmente autorizzati. Con riferimento al supposto ruolo «pilotante» di ENEL del prezzo dellenergia,il dottor Conti ha rilevato che ENEL non determina il prezzo in modo unilaterale,né sfrutta la sua posizione monopolistica. Con riferimento ai supposti extraprofittidi ENEL, rileva che, se ciò fosse vero, lazienda avrebbe una quotazione in borsadecisamente superiore, pari a quella di altri produttori di energia elettrica dianaloga taglia. Il dottor Enzo Gatta, Presidente di Assoelettrica, nel corso dellaudizione del14 dicembre 2005, si è innanzitutto soffermato sullo stato di avanzamento delprocesso di liberalizzazione, sia sotto il profilo dellofferta che della domanda. Perquanto riguarda lofferta, ha espresso una valutazione positiva per lavvio di unprocesso competitivo che, attraverso la dismissione delle GenCo e gliinvestimenti nel settore termoelettrico, ha portato alla creazione di un rilevantenumero di nuovi soggetti. Per quanto riguarda invece la domanda, Assoelettricaesprime maggiori perplessità, poiché sulla base dei dati relativi allanno 2004risulterebbe un mercato potenziale di 220 miliardi di kilowattora, di cui solo circa130 sono stati effettivamente ceduti sul mercato libero, in termini di fornitura. Il presidente di Assoelettrica ha quindi richiamato gli investimenti ed i progettiin corso relativi alla produzione di energia elettrica, che hanno apportato unincremento di potenza complessivo di 16.500 megawatt. Tali interventi hannodeterminato risultati ampiamente positivi sullefficienza della trasformazionedellenergia primaria (principalmente gas), sui costi di produzione nonché sulleemissioni inquinanti. Peraltro, Assoelettrica rileva con preoccupazione il rischioche alcuni impianti - finiti o che stanno per essere terminati - pronti per il
  14. 14. commissioning, il collaudo e la messa in esercizio possano essere bloccati intermini di utilizzo, come è già avvenuto nel caso di un impianto nel nord Italia, pereffetto di incertezze interpretative riguardanti gli adempimenti necessari ai finidelle procedure di autorizzazione. Per quanto concerne il problema dei prezzi dellenergia, il dottor Gatta haosservato come, a fronte di un aumento consistente, a moneta corrente, dellacomponente combustibile del 151 per cento nel 2005 rispetto al 1996, si siaassistito ad una diminuzione del 24 per cento della componente di tariffa relativaal trasporto, ovviamente al netto della componente combustile, e ad unadiminuzione del 7 per cento degli oneri di imposta e di sistema. Ciò vuol dire che,in termini reali, il prezzo totale medio nel 2005 è diminuito del 6,4 per centorispetto al valore del 1996. Per gli utenti industriali con consumo annuo di 24gigawattora, nel periodo di riferimento 1995-2004 cè stato un aumento in terminireali del 3 per cento e in termini nominali del 29 per cento. Questo datosmentisce dunque laffermazione che nellindustria ci sia stata una lievitazionecosì forte, come spesso invece viene descritta. Per quanto riguarda gli utentidomestici, esclusa la fascia sociale con consumi di 3500 chilowattora allanno,sempre nel periodo 1995-2004 in Italia si registra una diminuzione del 25 percento in termini reali e del 6,6 per cento in termini nominali. Dalle medie aritmetiche dei prezzi di cinque mercati allingrosso (Spagna,Francia, Germania, Olanda e Italia), si evince inoltre che, sin dal settembre del2005, con la sola eccezione della Spagna, il prezzo medio è sensibilmenteminore rispetto a quello delle altre Borse; e ciò a dimostrazione delleffettivapossibilità di iniziare a esportare sul mercato allingrosso e sulla piattaformaeuropea. Il dottor Clavijo Jesus Olmos, Presidente di Endesa, nel corso dellaudizionesvolta il 14 dicembre, ha innanzitutto svolto alcune considerazioni di caratteregenerale sul mercato europeo, osservando come le privatizzazioni di grandisocietà pubbliche siano state significative (in particolare, Endesa, ENEL e EDF)e, contestualmente a ciò, tanto per ENEL quanto per Endesa, sia seguitaunimportante riduzione della dimensione nazionale, che ha permesso ad altrioperatori di fare il loro ingresso nei singoli mercati. In questo nuovo scenario lastrategia degli operatori ha dovuto cambiare: oggi le aziende devono rapportarsicon una serie di vincoli, primo fra tutti limpossibilità di superare una dimensionemassima nel proprio paese. ENEL è stata costretta a scendere sotto il 50 percento e anche per Endesa è stato lo stesso. La risposta di Endesa a talesituazione in questi anni è stata quella di investire in altri mercati, e in questotticanel 2001 Endesa e il suo partner industriale, ASM Brescia, hanno deciso dicercare di entrare nel mercato energetico italiano, soprattutto sotto la spinta deldecreto legislativo n. 79 del 1999, acquistando Endesa Italia.
  15. 15. Dal punto di vista della regolazione, il dottor Olmos ha rilevato come lasituazione nel mercato italiano sia particolarmente chiara e la tariffa rifletta i costireali della produzione, essendo ogni tre mesi aggiornata sulla base di questiultimi. Nonostante ciò, vi sono a suo avviso alcuni motivi di preoccupazione. Ilprimo è limplicazione dellemission trading: occorrerebbe porre attenzione allanecessità che venga assicurata la giusta e corretta equità nella distribuzionedegli oneri fra tutti gli operatori del mercato nazionale, senza sottovalutarelincremento dei prezzi derivante dallemission trading medesimo. Discorsoanalogo si può fare per le fonti rinnovabili, con riferimento alle quali è altrettantofondamentale che nel futuro sia mantenuta la regolazione attuale. Per la gestionedelle interconnessioni con lestero, particolarmente in evidenza in queste ultimesettimane, è auspicabile una armonizzazione delle regole a livello comunitario, inmodo che le stesse opportunità siano garantite a tutti gli operatori presenti neivari mercati europei. Il dotto Olmos si è quindi soffermato sulla situazione del mercato nazionale,ricordando che Endesa opera solidamente in Italia, fatti salvi gli eventuali effettiche lOpa di Gas Natural su Endesa avrebbe sul mercato in quanto, se dovesseandare avanti congiuntamente al piano industriale della prima, finirebbe percompromettere il consolidamento della concorrenza nel settore elettrico italiano. Il presidente di Endesa ha quindi sottolineato come la concentrazione traEdison, EDF, AEM Milano, Atel ed Edipower - creatasi allindomani della venditadi Edison a EDF e AEM Milano - rappresenti unanomalia nel mercato italiano,che svilisce lo spirito del decreto-legislativo n. 79 del 1999. A quella garapartecipò anche Endesa, spinta da una volontà di sviluppo trasparente in Europae convinta che lacquisizione di Edison avrebbe portato indubbi vantaggi anche almercato italiano e in particolare al suo livello di concorrenza. In caso diaggiudicazione, infatti, Edison sarebbe rimasta privata e avrebbe potuto contaresu una partnership ben rodata, che ha già dato i suoi frutti in questi anni, comequella tra Endesa e ASM Brescia. Oggi, invece, si assiste ad uno scenariocompletamente diverso, in cui la maggioranza della compagine societaria èpubblica, in aperta violazione del decreto «Bersani». Secondo Endesa, lunicomodo per rientrare nuovamente nel quadro normativo del decreto sarebbe lavendita di Edipower. Diversamente, permarrà una situazione paradossale, percui si è imposto un «dimagrimento» forzato a ENEL, società pubblica italiana, peraumentare il peso di un soggetto pubblico francese, EDF. In quelloccasione inoltre fu siglato un accordo tra il Governo italiano e quellofrancese a tutela dei legittimi interessi nazionali, non ultimo lingresso di Enel inFrancia, che ha favorito il consolidamento di EDF in Italia. Il problema dei prezzi elevati del mercato italiano è, secondo il dottor Olmos,riconducibile soprattutto alla struttura produttiva del paese: in Francia, adesempio, il nucleare riveste molta importanza; in Spagna vi sono il nucleare e il
  16. 16. carbone. Peraltro, dal 2000 lindustria energetica italiana ha potuto avviare undeciso rinnovamento tecnologico con la costruzione di diversi impianti a ciclocombinato, e questopera di rinnovamento ha già iniziato a dare i suoi fruttideterminando uninversione di tendenza nei prezzi dellenergia elettrica, guidataprevalentemente dalla diminuzione del costo medio di produzione, anche selandamento decrescente dei prezzi è stato in gran parte camuffato dallaumentodel prezzo del petrolio. Ciò ha determinato la progressiva convergenza dei prezzidellenergia elettrica a livello europeo, dimostrata chiaramente allinversione ditendenza che spesso negli ultimi mesi ha caratterizzato i flussi di energiatransfrontalieri, con abituali esportazioni dallItalia verso la Francia. Per quanto concerne il nucleare, questione molto dibattuta in Italia, Endesa hasviluppato da molti anni un know how che ha portato la società a considerevoliinvestimenti e a ricavare circa il 30 per cento della propria capacità produttiva daquesta fonte, ed offre anche in questa sede la sua completa disponibilità acollaborare con le istituzioni italiane e con gli altri operatori nazionali, primo fratutti lEnel, per un eventuale sviluppo del nucleare, nel caso in cui il paesedecidesse di rivalutare lo sfruttamento di questa fonte a fini industriali. Nel corso dellaudizione svoltasi il 14 dicembre 2005, il dottor Renzo Capra,Presidente di ASM Brescia SpA., ha osservato come nel mercato energetico sidebba evitare il formarsi di un oligopolio di grandi operatori internazionali. Losviluppo delle aziende locali, oltre che allo sviluppo interno e alla riduzione deicosti, è legato prevalentemente alle crescite per linee esterne, cioè le alleanze, leacquisizioni e le integrazioni societarie. ASM è partner industriale di EndesaItalia, che è di proprietà di Endesa Europa, a sua volta proprietà di Endesacapogruppo, la quale dispone di circa 6 mila 400 megawatt elettrici installati inItalia (ASM Brescia ha il 20 per cento). La situazione è rischiosa a causadellOPA in corso di Gas natural su Endesa, della quale non si conosce ancoralesito. Limportante è che, con lOPA, non si arrivi ad un frazionamento perché daterzo player (dopo Enel ed Edison) qualè ora, Endesa diventerebbe uno dei tantioperatori minori, privando il mercato italiano di un attore importante. LASM èfortemente determinata a mantenere Endesa nella sua attuale consistenza, ed èdisponibile ad acquisirla, ma per farlo necessita di un sostegno in Italia.Naturalmente, occorre a tal fine superare il limite del 30 per cento previsto dalDecreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell8 novembre 2000. Quanto al mercato elettrico, il dottor Capra ha osservato come si sia di frontea due andamenti contrastanti che si sono esplicitati nellultimo mese e mezzo. Iconsumi elettrici sono calati nel settore industriale e sono cresciuti solamente nelterziario e nel settore domestico, ancorché la crescita sia limitata. Invece ècresciuta molto la nuova potenza installata: 7000 megawatt, più del 10 per centodella preesistente, che sembra si raddoppierà entro il 2007; è questo un fatto
  17. 17. positivo, anche perché si è realizzato con rendimenti più elevati e conunefficienza maggiore. Ha quindi rilevato, con riferimento al tema della distribuzione, come la recenteintegrazione del gestore della rete con Terna dovrebbe risolvere le congestioni ele difficoltà della rete di trasporto, sempre più fondamentale per il buonandamento del mercato. Per quanto riguarda la distribuzione, ha ravvisa la necessità di proseguiresulla strada del risparmio energetico - mediante lutilizzo del meccanismo deicosiddetti «certificati bianchi» - così come con la minigenerazione distribuita. Per quanto attiene al mercato del gas, ha segnalato come la distribuzionerappresenti un problema rilevante, in quanto è remunerata con una tariffastabilita dal regolatore, con modalità simili a quelle dellelettricità, ma in condizionigestionali più precarie di questultima, in relazione alla durata della concessioneche è molto più breve e si espleta tramite gare formali, nelle quali il fattoreeconomico prevalente è la quota dei comuni. Pertanto, la precarietà, la brevedurata della concessione e la scarsa futura redditività (dovuta alla quotatrattenuta dai comuni) non favoriscono gli investimenti di ampliamento e neppurelinnovazione, come ad esempio la telegestione. Il Presidente di ASM ha quindirilevato che, se non interverrà un provvedimento o una interpretazionemigliorativa, anche la stessa manutenzione potrebbe essere compromessa. Il dottor Pasquale De Vita, Presidente dellUnione Petrolifera, nel corsodellaudizione del 17 gennaio 2006, ha analizzato il ciclo ascendente dei mercatipetroliferi degli ultimi anni e tuttora in corso, che ha comportato per lItalia unrialzo del costo del greggio del 116 per cento rispetto al 2001. Per il 2006, le prime stime indicano che lequilibrio tra domanda mondiale eofferta dovrebbe essere assicurato, ma con un surplus di offerta ancora troppoesiguo per fornire quelle certezze di cui necessitano gli operatori economici.Riguardo ai prezzi, il dottor De Vita ha osservato come sia probabile che il 2006confermerà quotazioni internazionali ancora abbastanza sostenute. Occorrecomunque ricordare che, in questo ambito, qualsiasi previsione rischia di risultareun puro azzardo, anche in considerazione dellimprevedibilità dellevoluzionepolitica di situazioni complesse, quale potrebbe essere ad esempio quellariguadante lIran. Nel 2005, in Italia il petrolio ha rappresentato la fonte energetica principale,coprendo il 43,6 per cento del fabbisogno energetico complessivo, ma il gas hasenzaltro mostrato i maggiori progressi crescendo del 6,5 per cento edavvicinandosi quindi alla soglia del 37 per cento nella copertura del fabbisogno dienergia. Il dottor De Vita ha quindi ricordato in proposito quanto è avvenuto nelleultime settimane, quando la disputa tra Russia ed Ucraina ha posto lItalia in unasituazione di seria difficoltà. Daltra parte, la dipendenza italiana dallestero si è
  18. 18. attestata, anche nel 2005, al 94 per cento. Data la situazione complessiva, lItaliarischia di vedere crescere le spese per lapprovvigionamento di energiadallestero. Limpegno per il futuro dovrebbe essere quindi indirizzato ad eliminare quellestrozzature che ancora impediscono un reale ammodernamento del sistemaenergetico nazionale, sia dal punto di vista infrastrutturale (utilizzando tecnologieche rendano sempre più efficiente il consumo di energia, in modo da attuare unforte risparmio energetico) che legislativo (definendo poche e chiare regole,snellendo le procedure amministrative e rendendo più coerente la normativaregionale con quella statale). Il dottor Giuseppe Colella, esperto dellassociazione Federconsumatori, haesposto, durante laudizione del 17 gennaio 2006, alcune considerazioni in ordineagli interessi dei piccoli consumatori di elettricità e gas. Il dottor Colella ha innanzitutto osservato che, nonostante che il settore delgas sia liberalizzato dal 2003, in esso la concorrenza vera e propria è ancora aglialbori. Per arrivare allobiettivo di un prezzo ridotto e stabile del gas è necessarioquindi adottare diverse iniziative, quali ad esempio, luso come «cuscinetto» dellafiscalità, riducendo fortemente il peso delle accise in periodi di elevato prezzo delmetano, lintroduzione dellobbligo per le imprese di pubblicizzare i contratti takeor pay, rendendoli in tal modo controllabili, lo sganciamento del prezzo delmetano da quello del petrolio, la garanzia di una disponibilità di metano superiorealla domanda, tramite il potenziamento della rete di metanodotti e lintroduzionein più punti di terminali GNL, ponendo un sistema di penalizzazioni a carico di chinon rispetta tali imposizioni. Per quanto riguarda il settore elettrico, il dottor Colella ha evidenziato come laliberalizzazione debba completarsi entro il 2007. È peraltro necessario, a suoavviso, mantenere per i piccoli consumatori lacquirente unico anche dopo taledata, ferma restando la possibilità di rivolgersi al mercato libero. Il dottor Colella ha infine ricordato che anche i consumatori dovrebberobeneficiare delle riduzioni di costi derivate dai nuovi impianti a ciclo combinato,delle quali sinora hanno beneficiato solo le imprese a titolo di rientro degliinvestimenti. Lesigenza di una riduzione del prezzo dellelettricità è immediata, enon può attendere che si decida un maggiore utilizzo del carbone o un eventualeripristino del nucleare. Pertanto occorrerebbe realizzare tale riduzionetrasferendo al bilancio dello Stato gli oneri impropri (tra cui quelli del CIP 6) chegravano sulla bolletta elettrica. Il dottor Pieraldo Isolani, esperto dellassociazione Adiconsum, ha evidenziato- nel corso dellaudizione svoltasi il 17 gennaio 2006 -, come lItalia si trovi in unafase di liberalizzazione parziale, ciò che rappresenta un elemento di rischio chepotrebbe risolversi nella trasformazione dei monopoli pubblici in monopoli privati.
  19. 19. Il dottor Isolani ha inoltre osservato con preoccupazione come il Governoconsideri ENI ed ENEL come funzionali al bilancio dello Stato per la formazionedi cospicui dividendi e nellottica di ulteriori tranches di liberalizzazione. Questa situazione comporta da un lato linsicurezza del servizio, con i rischi diblack out elettrico e di insufficienza del gas per esaurimento degli stockdisponibili, e dallaltro il problema dellelevato costo del servizio, che sconta letariffe più alte dEuropa. Per quanto riguarda in particolare il settore del gas, il dottor Isolani haevidenziato alcune misure meritevoli di essere adottate. Si tratta, in particolare, diseparare SNAM rete gas dallENI e porla sotto controllo pubblico, di aumentare ladisponibilità di gas sia tramite tubo che tramite rigassificatori, pubblicizzare icontratti take or pay del gas e diminuire le tasse sul gas. Con riferimento invece al settore elettrico il dottor Isolani ha evidenziatolopportunità di e liminare gli oneri impropri dalle tariffe elettriche (CIP 6), diaumentare lutilizzo del carbone nelle centrali elettriche, di rafforzare il ruolodellautorità per lenergia e di mantenere lacquirente unico anche dopo il 2007,reputandosi necessario un soggetto che rappresenti i piccoli consumatori nellafasi di acquisto. Il dottor Nino Morgantini, presidente dellAssociazione italiana consumatorienergia di processo (AICEP), nel corso dellaudizione del 17 gennaio 2006, hainnanzitutto evidenziato come il processo di liberalizzazione del mercato si siarivelato piuttosto deludente. Il dottor Morgantini ha infatti ricordato che, per quanto riguarda il mercatoelettrico, il fabbisogno italiano è coperto per circa l85 per cento dalla produzionenazionale, che utilizza in modo estensivo il gas naturale. I quattro quinti dellaproduzione provengono da sei gruppi industriali nellambito dei quali Enel detieneancora una quota di poco inferiore al 50 per cento. Ciò consente ad Enel dimantenere una posizione dominante dalla quale - detenendo circa la metà degliimpianti di base nonché la quasi totalità degli impianti di punta e di quelli dipompaggio - riesce ad imporre se stessa sulla quasi totalità del territorio comeproduttore indispensabile e, conseguentemente, ad imporre il proprio prezzo atutto il mercato italiano. In aggiunta, la quantità di energia elettrica importabile,limitata dalla scarsa capacità di interconnessione tra Italia ed estero, è unarisorsa costantemente congestionata. Da questa situazione gli operatori titolari dicapacità di trasporto sulle interconnessioni traggono una cospicua fonte diprofitto, e quindi i prezzi esteri, più bassi allorigine, non possono svolgere unbenefico ruolo «calmieratore» dei prezzi nazionali. Tale situazione appareperaltro destinata a rimanere inalterata ancora per lungo tempo a causadellesistenza di barriere allingresso sul mercato allingrossodellapprovvigionamento elettrico. Tanto la costruzione di nuove centrali di
  20. 20. generazione, quanto la realizzazione di nuove linee di interconnessione conlestero, infatti, rappresentano complesse attività ad alta intensità di capitale,connotate da investimenti fortemente specifici, sottoposte ad una serie diautorizzazioni amministrative avversate dalle popolazioni insediate nei territoripotenzialmente interessati da questi impianti. Ciò implica la necessità diinterventi di politica industriale nel settore elettrico che non siano solo limitati allamera fissazione di tetti alloperatore dominante ma, innanzitutto, alla realevolontà di condizionare il ruolo di ENEL attraverso misure di reale apertura deimercati in termini di superamento delle congestioni di rete, sviluppo e rinnovo deiparchi di generazione, avvio dei mercati a copertura del rischio, nuova razionaleed efficiente ubicazione degli impianti futuri, realizzazione di investimenti innuove capacità di interconnessione con lestero. Il presidente dellAICEP ha quindi posto laccento sulleccessivo impatto deglioneri di sistema e di dispacciamento, che nel corso degli ultimi anni sonoprogressivamente aumentati incidendo in maniera sempre più importante sulprezzo complessivo dellenergia, tanto da rappresentare circa il 25 per cento delcosto totale dellenergia elettrica resa al punto di prelievo, c fornitura sul onmercato vincolato. Inoltre, i meccanismi dasta previsti dal Regolamento europeo 1228/03 sugliscambi di elettricità cross border rappresentano un consistente onere improprio,tanto per i consumatori italiani quanto per il sistema economico nazionale nel suoinsieme: la messa allasta della capacità di import in Italia non può far altro cheportare il prezzo dellenergia estera al livello di quella italiana, così annullandoogni possibile vantaggio economico atteso dalla importazione e, per di più,trasferendo dai 300 ai 400 milioni di euro/anno dai consumatori italiani aglioperatori esteri. Tale regolamento europeo vuole normare lo «scambio» di energia elettricasulle interconnessioni frontaliere, coordinate e gestite da due diversi gestorinazionali della rete, e questo presuppone lesistenza di significativi flussi fisicibidirezionali di energia. La frontiera italiana, invece, è caratterizzata da un flussounilaterale di energia, e in questa situazione viene a generarsi unanomalia difunzionamento. In tale ambito è necessario dunque che le istituzioni nazionali edella UE, preso atto della struttura del mercato elettrico italiano, conimmediatezza deliberino la sospensione di ogni meccanismo di mercato onerosogravante sul regime di «transito» (e non scambio) dellenergia estera diretta allafrontiera italiana. Tale regime transitorio deve sussistere almeno fino a quandonon sarà concretamente riscontrata lesistenza di ricorrenti e significativi flussibidirezionali di energia, in quantità tale da determinare un vero regime di«scambio». Inoltre, lAICEP ha manifestato la necessità di attuare la legge Marzano(Legge n. 239/04) di «Riordino del settore energetico», nel punto in cui prevedela salvaguardia (articolo 1, comma 3, punto m) delle attività produttive con
  21. 21. caratteristiche di prelievo costanti, con alto fattore di utilizzazione dellenergiaelettrica ed elevata sensibilità al costo dellenergia. Per dare concreta attuazionealla legge del 2004, è indispensabile, ad avviso del dottor Morgantini, che ilMinistero delle Attività produttive definisca con urgenza i requisiti produttivi,economici ed occupazionali delle attività produttive da ammettere al regime disalvaguardia. Il dottor Morgantini ha quindi richiamato alcune misure di salvaguardia, oltrealla già citata sospensione del regolamento cross border, che sarebbe opportunoadottare. Sarebbe innanzitutto auspicabile assegnare al solo Gestore italiano ildiritto esclusivo di allocazione del 100 per cento della capacità delle lnee di iinterconnessione con lestero, e riservare il 10 per cento della totale capacità diimportazione alle imprese ammesse al regime di salvaguardia, con allocazionegratuita delle loro quote di capacità. In secondo luogo occorrerebbe nonassoggettare al pagamento di alcun onere, o diritto di utilizzo della capacità, tuttalenergia introdotta in Italia attraverso le bande di capacità comunque assegnatealle imprese ammesse al regime di «salvaguardia». Ha quindi suggerito di nonassoggettare lenergia prelevata in fascia F4, dalle imprese ammesse al regimedi «salvaguardia», al pagamento di oneri di trasmissione e dispacciamento, dioneri di sistema e di oneri ricollegabili al regime di allocazione delle emissioni econseguente alla normativa ambientale che la UE ha reso esecutiva con lentratain vigore del Protocollo di Kyoto. Infine, il dottor Morgantini ha ricordato che la delibera dellAutorità perlenergia elettrica e il gas n. 151/02 prevedeva la possibilità di costruire linee diinterconnessione da parte di privati, i quali, a compensazione degli investimenti,avrebbero ricevuto il diritto all80 per cento dellincremento di capacità per unperiodo di 10 anni dallentrata in servizio delle linee stesse. Seppure a medio-lungo termine, ciò lasciava intravedere alle imprese «sensibili» una concretapossibilità di ridurre il loro infrastrutturale gap competitivo, approvvigionandosialle stesse fonti degli omologhi concorrenti europei ed alle stesse condizionieconomiche. Purtroppo, dopo 3 anni non è stato assegnato nessuno dei progettidi linee dirette presentati, che invece AICEP giudica particolarmente urgenti. Il dottor Bruno Panieri, Direttore dellArea economica di Confartigianato, nelcorso dellaudizione del 17 gennaio 2006, ha posto in rilievo la questione fiscaledellenergia, in quanto il sistema impositivo genera sovracosti per imprese efamiglie. Occorrerebbe a suo avviso soprattutto rivedere il meccanismo di applicazionedelladdizionale erariale, che configura un trattamento fiscale palesemente iniquo,che penalizza ulteriormente le piccole e medie imprese italiane rispetto ai grandiconsumatori industriali (che tra laltro godono già di molti altri trattamenti
  22. 22. agevolati, come gli incentivi e le riserve di bande estere per lenergia elettricainterrompibile). Lattuale legislazione sulle addizionali enti locali sui consumi di energiaelettrica per gli usi diversi dallabitazione e dallilluminazione pubblica, di cui aldecreto-legge n. 511/88, convertito nella legge n. 20 del 1989 e successivemodifiche e integrazioni, prevede unaliquota solo per i consumi inferiori a 200mila kWh/mese, mentre è prevista lesenzione totale da tale addizionale per iconsumi superiori. Il rappresentante di Confartigianato ha quindi evidenziato come occorraeliminare la soglia dei 200 mila kWh/mese, abbassando contestualmentelaliquota per tutte le utenze non domestiche. Tale operazione risulterebbe«neutra» per lerario a livello di gettito tributario complessivo, mentrepermetterebbe un risparmio per il sistema delle piccole e medie imprese da cuideriverebbero immediati benefici a sostegno della competitività. In tema di fiscalità, il dottor Panieri ha quindi evidenziato come, da uno studiodi Confartigianato, emerga che le imposte hanno agito nella direzione di ampliareil gap tra i prezzi dellenergia elettrica in Italia e quelli dei competitors europei,invece di esercitare una funzione riequilibratrice del divario di competitività traItalia e resto dEuropa. Confartigianato sostiene pertanto che occorre rivedere il mix diapprovvigionamento energetico, ed inoltre che è opportuno prevedere incentivi inambito di generazione distribuita, favorendo la realizzazione sullintero territorioitaliano di impianti di microgenerazione anche in assetto di cogenerativo dipiccola taglia (sotto i 3 MW), ed in particolare quella da fonti rinnovabili. Inoltre,occorre promuovere i comportamenti tesi al contenimento dei consumi energetici,attraverso limplementazione dellefficienza energetica negli usi finali, siadomestici che non domestici. Per quanto riguarda la liberalizzazione, il dottor Panieri ha richiamatolattenzione sulla opportunità di una apertura dei mercati energetici alla veraconcorrenza, nel rispetto della trasparenza e delle regole. Viceversa, fino ad oggii monopoli di Stato sono stati sostituiti con degli oligopoli imperfetti, mistipubblico-privati, con ripercussioni negative sui costi e sulla qualità dei servizi. Lingegnere Franco Fassio, Presidente di British Gas Italia, nellaudizione del18 gennaio 2006 ha innanzitutto richiamato lattenzione sul ritardo dellItalia nellacostruzione dei terminali GNL, registrandosi unicamente lesistenza di unterminale a La Spezia, mentre i terminali di Brindisi e Rovigo sono ancora incorso di costruzione. Il terminale di Brindisi rappresenta la chiave di volta per BG in Italia, in quantopermetterebbe di acquistare il gas dallEgitto, aprendo quindi la strada alladiversificazione delle fonti di importazione di gas. Tale impianto è completamenteautorizzato alla costruzione e allesercizio, ma sussistono purtroppo difficoltà
  23. 23. connesse alla posizione assunta dalle amministrazioni locali, con le quali è sortoun contenzioso, benché al momento il Consiglio di Stato abbia confermatolautorizzazione. Daltra parte, sono piuttosto frequenti problemi di questo tipo conle amministrazioni locali, come è successo anche a Rovigo, ed è perciò difficilegarantire il rispetto dei tempi previsti per il funzionamento effettivo degli impianti. Al riguardo, il Presidente di British Gas Italia ha evidenziato la necessità digarantire agli investitori certezza del diritto e delle regole, affinché - anche nellungo periodo - i parametri di redditività degli investimenti possano rimanerecostanti. Con riferimento alleventualità che, grazie al terminale di Brindisi, lItalia possaconfigurarsi come un hub del gas, e quindi un punto di scambio importante pertutta lEuropa, occorre innanzitutto stabilire se è necessario un interventopubblico oppure se vi è la disponibilità dei privati ad investire. In proposito, il dottor Fassio ha ricordato che Snam Rete Gas ha al riguardodefinito un progetto strategico sviluppatosi proprio in considerazione delterminale di Brindisi: la dorsale adriatica. Costruire una rete dorsale italianacostituisce la premessa per una flessibilità di trasporto e per lavvento di un hubin Italia. La criticità, dunque, al momento, è laccesso allItalia, e quindi ilterminale. In conseguenza di ciò, British Gas potrà vendere sul mercato italianoal pari degli altri operatori e essere competitiva, incrementando la concorrenza ecalmierando i prezzi. Il dottor Alberto Meomartini, nel corso dellaudizione svoltasi il 18 gennaio2006, ha ricordato che Snam Rete Gas, di cui è Presidente, nacque dopo ildecreto Letta del maggio 2000, e che in Italia si optò per una separazionesocietaria andando oltre quanto previsto dalla direttiva europea. Al momento, gli azionisti della società sono lENI, per il 50,1 per cento,investitori istituzionali di vari paesi per il 35,6 per cento e azionariato diffuso per ilrestante 14,3 per cento. Snam Rete Gas vanta oltre 30.000 km di reti di trasporto(di cui oltre 8.000 di rete nazionale) gestita da un centro di dispacciamento,lunico terminale di rigassificazione attualmente funzionante in Italia, 5 punti diimportazione e 7.000 punti di riconsegna. Il dottor Meomartini ha quindi ricordato che i progetti di Snam Rete Gasriguardano quattro grandi macroaree: lo sviluppo del trasporto di gas da Est, losviluppo della rete Padana, lo sviluppo del trasporto Sud-Nord con la Retedorsale adriatica e lo sviluppo del trasporto di gas da Sud con un piano diinvestimenti 2005-2008 di 3,5 miliardi di euro. Il dottor Meomartini ha inoltre evidenziato che Snam è riuscita a coniugare lacapacità della società di produrre valore con una riduzione delle tariffe. Inconclusione, ha ribadito che lattuale capacità, struttura e leva finanziaria di Snam
  24. 24. Rete Gas garantiranno che nel futuro le infrastrutture non costituiranno mai unproblema in termini di funzionalità delle rete, di cui la società ha la responsabilità. Quanto ai collegamenti dei nuovi terminali di rigassificazione alla retenazionale, il Presidente di Snam Rete Gas ha precisato che, ad oggi, esisteunicamente quella di British Gas per Brindisi. Ha inoltre ribadito che fino ad oralaccesso alla rete nazionale non è mai stato negato, dal momento che talunilamentano la difficoltà a transitare direttamente dallestero. Per quanto riguarda la possibilità che lItalia, essendo strutturata fisicamentecome appendice dellEuropa verso i paesi produttori, possa divenire un hub per ilgas, il dottor Meomartini ha sottolineato che se gli eventi dovessero svilupparsi intal senso, Snam avrebbe ogni interesse a creare infrastrutture, assicurandosipreliminarmente che ci siano adeguati mercati di sbocco. Lingegnere Massimo Orlandi, Amministratore delegato di Energia Spa,nellaudizione del 18 gennaio 2006, ha manifestato una forte preoccupazione perlandamento dei processi di privatizzazione e di liberalizzazione in Italia. Se,infatti, tali processi finora avevano registrato continui, seppure lenti, avanzamenti,oggi (per la prima volta dal 1999) si assiste a dei passi indietro, che sollevanoforti perplessità circa la reale volontà di arrivare ad una struttura di mercatodavvero competitiva. In particolare, lamministratore delegato di Energia Spa si riferisce allarecentissima approvazione del Piano Nazionale di Assegnazione delle quote diCO2 per il periodo 2005-2007, che rappresenta una vera e propria vittoria messaa segno dagli operatori dominanti, in quanto valorizza oltre misura gli impiantiesistenti mentre crea enormi problemi agli investimenti degli impianti dei nuovientranti, causandone il forte rallentamento se non addirittura il blocco (EnergiaSpa, ad esempio, ha optato per il rinvio della realizzazione di un impianto,sperando di poterlo fare con il Piano 2008-2012), con impatti negativi sullaconcorrenza nel settore elettrico e sui prezzi dellelettricità, sia nel breve che nellungo termine. Le nuove centrali, infatti, sono quelle che potrebbero produrreenergia elettrica a prezzi più bassi e con minor impatto ambientale, quindi ilPiano non comporterà comunque alcuna riduzione di emissione di CO2,allontanandoci dagli o biettivi imposti dal Protocollo di Kyoto e facendo salire ilcosto per il paese. Daltra parte la stessa Autorità per lenergia elettrica e il gas ha ribaditolimportanza del corretto dimensionamento della riserva per nuovi impianti per ilsettore elettrico italiano. Passando al tema della sicurezza del sistema elettrico, lamministratoredelegato di Energia Spa ha ricordato che il black out del 2003 fu generato dalgap tra richiesta alla punta e capacità disponibile del parco centrali italiano, e adoggi la sicurezza del sistema elettrico nazionale è fortemente minata dalladipendenza dallestero. Anche le previsioni al 2010, apparentemente confortanti
  25. 25. in quanto mostrano un margine di riserva congruo e attorno al 17 per cento(rispetto al 4 per cento del periodo in cui ci fu il black out), confermano che non visarà una riserva adeguata se non ci sarà allinterno promozione di nuovacapacità ad alta efficienza, perpetuando la dipendenza dal contributo dellacapacità di import. Lo sforzo compiuto negli anni recenti per lincremento della concorrenza elaumento dellefficienza del parco produttivo rischia poi di essere vanificato, oltreche dal Piano Nazionale di Assegnazione, anche dallesistenza di alcunelimitazioni ai flussi di energia elettrica sulla rete: è necessario che la retenazionale sia adeguatamente potenziata al fine di consentire ai nuovi impianti dierogare la propria piena producibilità. Inoltre, affinché lItalia possa rispettare gli impegni prescritti dalla direttivacomunitaria sulla promozione delle fonti rinnovabili (Direttiva 2001/77/CE) e gliimpegni connessi con il Protocollo di Kyoto, occorre incentivare le soluzionitecnologiche avanzate, allorché commercialmente non competitive, riducendo gliincentivi non efficaci (come il CIP6), perché concessi a fonti «assimilate» allerinnovabili, ma in realtà di tipo fossile, ovvero non necessari, perché assicurati atipologie produttive già competitive, come la cogenerazione industriale di grossataglia. Analoghe considerazioni negative vanno rivolte al decreto interministerialedel 24 ottobre 2005 sui certificati verdi, che introduce interventi che avrannoripercussioni negative sugli oneri generali di sistema ed unalterazione sulmercato dei certificati verdi. In particolare, Energia Spa disapprovalassegnazione di certificati verdi allenergia termica prodotta da impianti diteleriscaldamento, in quanto non si tratta di una fonte rinnovabile. Viceversa, Energia Spa si prepara ad investire nel settore del fotovoltaico enello sviluppo industriale di tecnologie innovative, in particolare nel campodellefficienza degli apparati per lilluminazione esterna. Riguardo al settore del gas naturale, il rappresentante di Energia Spa haevidenziato talune criticità relative al segmento della vendita, collegatealleffettiva capacità di raggiungere il cliente finale. Sebbene tutti i clienti finali delgas siano liberi di scegliere il fornitore, di fatto le reti di distribuzione non sonopenetrabili. Energia Spa, ad esempio, deve vendere la metà ai distributori inveceche agli utenti finali, proprio perché nei fatti il sistema di attraversamento nonfunziona. Se non si rende effettivamente accessibile anche il cliente finale, tuttigli sforzi fatti per ridurre i costi di produzione (e presto le stesse considerazionivarranno anche per lelettricità) saranno vanificati ai fini della riduzione delprezzo, in quanto il distributore tratterrà tutto il margine che si è creato. La possibilità di aprire il mercato della vendita del gas naturale dipendefortemente dallistituzione di condizioni di promozione della pluralità di soggettioperanti nel segmento degli approvvigionamenti. Energia Spa è fortementeinteressata allo sviluppo di impianti di rigassificazione sul territorio nazionale, ma
  26. 26. sarebbe fondamentale un supporto istituzionale alla promozione delle attività diapprovvigionamento di gas dallestero anche con riferimento ai progetti dipotenziamento delle infrastrutture di trasporto alternativi a quelli delloperatoredominante, che ha un evidente interesse a limitare la crescita degli altri. Dalmomento che il Paese ha interesse a diversificare gli approvvigionamenti,occorre che le istituzioni diano supporto anche a questi altri operatori i quali - pergli investimenti che stanno facendo - sono clienti graditissimi per qualunqueproduttore al mondo di gas. In proposito, lamministratore delegato di Energia Spa ha evidenziato che ilvero freno alla liberalizzazione è la confusione tra gli interessi dello Stato chedeve tutelare i cittadini e quelli dello Stato-azionista di Eni ed Enel. Daltra parte,dopo la conclusione della vicenda sullassetto azionario di Edison, anche questooperatore non è più in mano ai privati, tanto che Energia Spa (che ha acquistatola terza GenCo) è il primo operatore privato italiano, che deve competere con unmonopolio che confonde interessi pubblici e privati. Occorre quindi riprendere lastrada di una effettiva privatizzazione mantenendo il tetto del 30 per cento nelle«ex-Genco», anche in considerazione del fatto che la rimozione del limiteimposto alla partecipazione di enti pubblici o di imprese pubbliche nel capitalesociale delle ex-Genco determinerebbe un iniquo vantaggio per tutti gli operatoriche abbiano violato il limite tramite operazioni di acquisizione svolte in palesecontrasto alla normativa vigente, penalizzando al contempo coloro che hannoindirizzato le loro scelte strategiche di acquisizione nel rispetto della normativavigente. Da ultimo, in riferimento allOPA di Gas Natural, lingegnere Orlandi hadichiarato che anche Energia Spa è interessata agli assets italiani di Endesa. Il professor Carlo Andrea Bollino, Presidente di GRTN, ha ricordato - nel corsodellaudizione svoltasi il 19 gennaio 2006 - che, dopo la cessione a Terna delleattività di dispacciamento, gestione e sviluppo della rete di trasmissione, si èampliato il ruolo del Gestore come soggetto attuatore della incentivazione dellaproduzione elettrica ottenuta con conversione diretta della radiazione solare(produzione fotovoltaica). Il professor Bollino ha quindi evidenziato come nel panorama europeo dellaproduzione di fonti rinnovabili lItalia si collochi tra le prime posizioni, sia in terminidi apporto sul totale del fabbisogno che in termini di crescita relativa dei volumi. Dopo la prima fase di sostegno assicurata mediante la contribuzione in contocapitale, il Paese ha adottato prevalentemente lo strumento della contribuzione inconto energia (alla produzione effettiva e non alle spese di investimento). Nelcorso degli anni, alliniziale maggiorazione del valore dellenergia immessa in rete(incentivo CIP6), è subentrato il meccanismo di incentivazione maggiormenteorientato al mercato, basato sulla certificazione della produzione (certificati verdi)e sullobbligo dei produttori ed importatori. Per mantenere però lequilibrio
  27. 27. economico di iniziative di piccola taglia produttiva, ma comunque ritenute diinteresse per la collettività, il meccanismo della maggiorazione dei prezzi ditrasferimento (prezzi di cessione incentivanti) è stato garantito dalle legge per ilritiro di energia da impianti di microgenerazione. In ultimo, allo scopo dipermettere lo sviluppo della filiera fotovoltaica è stata predisposta lacontribuzione (tariffe incentivanti) riservata alla produzione da impianti fino a1.000 kW. Il Presidente di GRTN ha quindi evidenziato la possibilità di effettuareunoperazione finanziaria finalizzata alla stabilizzazione della componente A3,che ha un impatto notevole sui prezzi finali dellenergia, riducendo le tariffe in unafase di prezzi alti per il caro-greggio. In pratica si tratta di unoperazione dicartolarizzazione con cui il mercato finanziario, tramite emissione di bond tripla A(con un interesse quindi molto basso), fornirà i fondi necessari al GRTN peronorare le proprie necessità; il profilo temporale della maggiorazione A3verrebbe stabilizzato su un valore più basso di quello attuale, e il credito perparte della maggiorazione A3 (nuova) da percepire sarebbe ceduto da GRTN perremunerare i sottoscrittori dei bond e le spese delloperazione. Se loperazioneavesse successo, già a partire dallaprile 2006 sarebbe possibile ridurre le tariffeelettriche di uno o due punti percentuali. Il dottor Umberto Quadrino, Amministratore Delegato di Edison Spa, haosservato - nel corso dellaudizione del 19 gennaio 2006 - che lItalia è di granlunga il Paese europeo con il programma di maggior incremento di capacitàproduttiva nel decennio in corso (2002-2010), tanto che dal rischio di black out sista passando al mercato liquido. Considerata anche lacquisizione di Edipower,limpegno economico sostenuto da Edison in tale periodo è il maggiore tra tutti glioperatori presenti sul mercato. Grazie agli investimenti sostenuti, il sistema è giàoggi in grado di assicurare un margine di riserva congruo, ed evolve verso unasituazione di capacità produttiva più che adeguata. Il dottor Quadrino ha osservato come si sia quindi risolto il punto di criticitàrelativo alla capacità produttiva, ma rimanga in sospeso quello del mix digenerazione: si è sostituito lolio combustibile - il cui utilizzo rimane solomarginale - con il gas e si è aumentato lutilizzo del carbone, ma anche nel lungoperiodo permarrà una forte asimmetria tra lItalia e lEuropa, a causa di un mixproduttivo meno competitivo. Nellanalisi del mix di generazione, oltre alconfronto Italia-Europa, occorre rivolgere lattenzione anche allinterno del Paese,esaminando il mix di capacità produttiva delloperatore dominante rispetto aquello degli altri. Prima di tutto si può osservare che il processo di dismissionedegli impianti Enel è stato caratterizzato da una limitata cessione di impiantiidroelettrici e a carbone, tanto che lEnel controlla circa il 70 per cento dellacapacità idroelettrica e controllerà alla fine del decennio circa il 77 per cento delle
  28. 28. fonti di produzione a carbone, possedendo la quasi totalità dei siti che possonoessere ritenuti adatti alla riconversione. Si evidenzia quindi una disparità di mixtra gli operatori, in quanto gli altri players hanno potuto investire solo in ciclicombinati a gas naturale, poiché, essendo la tecnologia a minor impattoambientale, è stata lunica per la quale sono state ottenute autorizzazioni (non neavrebbero ottenute per il carbone, non possedendo i siti giusti). Anche lAutoritàper lenergia elettrica e il gas ha osservato che lEnel è lunico operatorenazionale che presenta una struttura del proprio parco impianti equilibrata, equesto genera ovviamente un vantaggio competitivo rispetto agli altri players,dato che la tecnologia a carbone presenta un costo di produzione inferiorerispetto a quella a gas. Cè però da tenere in considerazione il differenziale dicosto derivante dalle emissioni di CO2, dato che i cicli combinati a gas hanno lametà di emissioni rispetto al carbone. Se, dunque, nel prossimo Piano Nazionaledi allocazione tale costo verrà correttamente attribuito in proporzione alleffettivofattore emissivo di ciascuna tecnologia, si registrerà allora un significativoriavvicinamento dei costi di produzione. Per quanto riguarda i prezzi, lAmministratore delegato di Edison Spa ha fattopresente che quelli dei combustibili sono aumentati tra il 2004 e il 2005 di circa il36 per cento, mentre la variazione dei prezzi dellenergia nella borsa elettricanazionale nello stesso periodo è stata pari al 13,5 per cento. Questo dimostrache la riduzione dei costi dovuta al rinnovamento del parco impianti è già statatrasferita al consumatore. E interessante osservare che negli ultimi mesi del 2005, confrontando leprincipali borse dEuropa, il prezzo in Italia è stato più basso rispetto alla mediaeuropea. Per una peculiarità del mix di generazione italiano, infatti, nei momentidi picco della domanda il prezzo nazionale rimane più basso di quello europeo,che invece aumenta considerevolmente; è in questi momenti che si inizia adesportare energia. Passando al settore del gas naturale, il rappresentante di Edison haesaminato levoluzione della domanda e dellofferta di gas nei prossimi anni,concludendo che i soli progetti già avviati (terminale di Rovigo, potenziamenti perle importazioni da Algeria e Russia) assicureranno il mantenimento didisponibilità superiori alla domanda, considerando uno scenario di crescita mediadella stessa. Tali progetti, però, dovrebbero realizzarsi nel 2008, quindi per glianni 2006 e 2007 tale equilibrio non sarà assicurato. Finora, poi, il gas è sceso dal nord al sud, ma si potrebbe pensare di invertireil flusso, con la costruzione di infrastrutture, la ricerca di convenienti mercatidacquisto e di nuove opportunità di vendita. LItalia infatti è ben posizionatanellarea del Mediterraneo come paese di transito per nuove forniture di gasprovenienti dal Nord Africa e dallarea del Caspio, che potrebbero esseredestinate a soddisfare il crescente fabbisogno dellEuropa centrale esettentrionale. Nei prossimi anni nel nostro paese si realizzeranno infrastrutture
  29. 29. di importazione in eccesso rispetto alle necessità nazionali, la cui redditivitàeconomica è condizionata al reperimento di gas competitivo e allindividuazionedi mercati di sbocco. In conclusione, il rappresentante di Edison Spa ha indicato alcune priorità per iprossimi anni, evidenziando come permanga lesigenza di eliminare i colli dibottiglia nella rete attraverso adeguati investimenti, come occorra definirelassetto definitivo del mercato, ridefinendo il ruolo dellAcquirente Unico edecidendo per il mantenimento o labolizione di alcune tipologie di clienti«protetti» (fasce sociali, energivori, interrompibili), come debba essereconfermata la terzietà delle reti di trasporto elettrico e del gas, come vadanoridefinite le regole dei trasporti transfrontalieri a livello europeo e come debbaessere assicurata la trasparenza e la certezza della regolamentazione e debbaessere comunicato tempestivamente lassetto definitivo delle regole di mercato alfine di consentire una programmazione stabile delle politiche aziendali. Quanto al superamento della soglia del 30 per cento della presenza pubblicanelle ex-Genco, il dottor Quadrino ha evidenziato come questo problema nonriguardi Edison, in quanto concerne necessariamente il momento in cui si attua laprivatizzazione, e non possono essere considerati eventuali cambiamentisuccessivi negli azionisti della società. LAmministratore delegato di Edison ha in conclusione ribadito limportanzache per lazienda da lui rappresentata riveste la disponibilità di gas a prezzicompetitivi. Avendo lEdison oltre il 70 per cento della capacità produttivarelativamente al gas, ed essendo le centrali turbogas molto simili tra loro, lunicomodo per differenziarsi è ottenere il gas ad un prezzo competitivo. Lesigenza dicostruire tutte le infrastrutture in cui Edison si è impegnata deriva in primis dallavolontà di ottenere il gas allo stesso prezzo di quanto può pagarlo loperatoredominante, o, quantomeno, ad un prezzo competitivo. Nel corso dellaudizione svoltasi il 19 gennaio 2006, il dottor Luigi Roth,Presidente di Terna Spa, ha in primo luogo messo in luce i benefici derivantidallunificazione tra proprietà e gestione della rete di trasmissione elettricanazionale, che vanno da una maggiore garanzia per gli investitori, ad unamaggiore sicurezza della rete, alla razionalizzazione dei processi aziendali, aduna maggiore trasparenza derivante dalla completa indipendenza della rete. Il dottor Roth ha quindi enucleato i principali obiettivi di Terna nello sviluppodella rete di trasmissione elettrica nazionale, richiamando la sicurezza e lacontinuità della fornitura e delleconomicità del servizio di trasmissionedellenergia e del sistema elettrico nazionale, la qualità del servizio, laconnessione alla rete elettrica di trasmissione delle nuove centrali di produzione,la riduzione delle congestioni sulla rete elettrica attraverso al realizzazione di
  30. 30. nuove linee, lo sviluppo e il potenziamento delle linee di interconnessione conlestero nonché il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. Terna può perseguire progetti di miglioramento delle interconnessioni con glialtri Paesi al fine di ridurre i costi di approvvigionamento dellenergia elettrica perlItalia e creare un hub energetico nel Paese. Allo studio ci sono interconnessionicon il nord Africa (Tunisia, Algeria, Libia) per il gas, e con i Balcani, per ladisponibilità di energia da lignite e nucleare a basso costo. Il dottor Roth, infine, ha evidenziato come vi siano purtroppo, a minare lepotenzialità di sviluppo della rete di trasmissione elettrica nazionale, alcunielementi di criticità, tra cui lostilità delle comunità locali alla costruzione dielettrodotti, le difficoltà ambientali, la mancata integrazione tra la pianificazioneelettrica e quella territoriale. Terna è impegnata nel dare risposte concrete perlimitare queste concause di difficoltà autorizzative, come la concertazione conRegioni ed Enti locali, lintroduzione della Valutazione ambientale strategica,nonché la definizione di accordi di programma pre-autorizzazione per operestrategiche. Nel corso della medesima audizione, il dottor Flavio Cattaneo, Amministratoredelegato di Terna Spa, ha rilevato come il flusso di esportazioni di energiaelettrica verso la Francia costituisca un fatto nuovo, che continua da novembre2005, e come sia pertanto prematuro valutare se si tratti di un fenomenooccasionale o meno. Questa possibilità di export di energia è dovuta a diversifattori: innanzitutto il livello dei prezzi, connesso ad una domanda di energia, alivello europeo, che si è fatta più consistente in questo periodo, per motiviclimatici e per situazioni congiunturali. Ciò ha determinato unesigenza di energiache ha allineato i prezzi, insieme ad una riduzione del costo di produzione,dovuta allentrata in funzione di alcuni impianti a generazione turbogas. Questoaspetto si lega, tra laltro, al problema del gas, ossia alla punta di utilizzo di gasprevedibile per il febbraio 2006. Pertanto, si tratta di una situazione siacongiunturale, dal punto di vista di mercato, sia produttiva, dal punto di vistadellentrata in funzione di impianti turbogas, che rappresentano una possibilitàconcorrenziale nel mercato. Nel corso dellaudizione svoltasi il 19 gennaio 2006, il dottor Marc Boudier,Responsabile delle partecipazioni di EDF in Europa, ha puntualizzato che, inmateria di liberalizzazione del mercato europeo dellelettricità, EDF è favorevolead una maggiore fluidità del mercato attraverso lo sviluppo delle interconnessionie delle borse dellelettricità, e non ha alcun motivo di opporsi ad una maggioreconcorrenza nello spazio europeo, grazie alla competitività del suo parco diproduzione. Il dottor Boudier ha quindi ricordato la posizione particolarmente avanzataassunta da EDF in materia di liberalizzazione del mercato energetico. In Franciavi è stata invero una profonda evoluzione negli ultimi anni: al contrario della
  31. 31. Germania, è stata creata unautorità di regolamentazione indipendente, elementoessenziale della liberalizzazione dei mercati. Inoltre, è stata organizzata, in formaindipendente, una gestione della rete in modo tale da consentire ad ognisoggetto che opera sul mercato francese di avere un accesso alla pari con EDFper transitare sulla rete ad alta tensione. Molto prima che in altri paesi, è statacreata una Borsa elettrica (Powernext), che ha permesso di incrementare gliscambi e che si sta sviluppando rapidamente. Nellagosto del 2004, poi, EDF eGaz de France sono diventate due società distinte. Si è, quindi, realizzatalindipendenza di gestione per la distribuzione ed è venuto meno il principio dispecializzazione, perché, fino al 2004, EDF poteva esclusivamente produrre evendere elettricità. La fine del principio di specializzazione ha condotto allaconcorrenza tra le due grandi società nazionali. Sul piano giuridico,contrariamente a quanto si afferma spesso, la Francia ha applicato in modocompleto e soddisfacente le due direttive europee. La Francia non figurava tra i18 paesi richiamati allordine nel 2004, così come non figura tra i 5 paesi che, aquesto titolo, sono stati deferiti alla Corte di giustizia da parte della Commissione. Peraltro, malgrado i recenti progressi, il dottor Boudier ha rilevato come non sipossa parlare oggi di un vero mercato unico dellenergia in Europa, e ciò dàluogo a forti disparità dei prezzi allingrosso, in particolare tra il continente e le«penisole elettriche». I prezzi allingrosso dellelettricità, poi, hanno subito un forteaumento negli ultimi tre anni, e le cause sono innanzitutto strutturali, ericonducibili ad una insufficienza di capacità produttiva per far fronte alla crescitadella domanda, ad un aumento del costo delle materie prime energetiche,nonché allo sviluppo insufficiente delle interconnessioni. Il dottor Boudier ha inoltre ricordato che, per quanto concerne Edison, la quotadi controllo di EDF è del 50 per cento, sulla base degli accordi con gli altriazionisti. Tutta la gestione è organizzata attraverso la holding TDF (Transalpinadi Energia), e occorre lunanimità degli azionisti per lassunzione delle grandidecisioni strategiche di Edison, ed in particolare per lapprovazione del piano disviluppo pluriennale. Il rappresentante di EDF ha infine rimarcato che lazienda sostiene lo sviluppodi Edison, apportando il suo appoggio ai programmi di investimenti in nuovecapacità di produzione elettrica e di sviluppo nel gas. Nel settore del gas, inparticolare, lo sviluppo di Edison potrebbe avere delle ricadute positive per lItaliain termini di sicurezza e costo di approvvigionamento, nonché per le possibilità didiventare un paese di transito del gas in provenienza dal Medio Oriente edallAfrica verso il Nord Europa. Il Professor Luigi Paganetto, Commissario Straordinario dellENEA, durantelaudizione svoltasi il 19 gennaio 2006, ha richiamato il Rapporto ENEA sulle fontirinnovabili, sottolineando lesigenza di orientare le politiche energetiche nazionali
  32. 32. verso un modello basato su un crescente ricorso alle fonti rinnovabili di energia,che richiede interventi per lo sviluppo e lintroduzione nel mercato di nuovetecnologie. Per fare questo occorrono politiche di ncentivazione collegate al igrado di innovazione insito nelle fonte stessa. Il dottor Paganetto ha sottolineato che lincremento del ricorso alle fontirinnovabili di energia è da considerare una scelta strategica nellambito dellepolitiche per il miglioramento della sicurezza del sistema energetico nazionale,come la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, e nello stesso tempodi riduzione dellimpatto dellutilizzo dellenergia sullambiente. In considerazionedel potenziale utilizzabile e dello stato dellarte a livello internazionale, il ricorsoattuale alle fonti rinnovabili nel nostro Paese appare, a suo avviso, ancoratrascurabile. Il Commissario Straordinario dellENEA ha quindi ricordato che, in Italia, nel2004, le rinnovabili hanno contribuito al bilancio energetico nazionale per pocopiù del 7 per cento, un valore questo che, pur allineato alla media europea, èdovuto essenzialmente alle fonti idroelettrica e geotermica (oltre il 65 per centodel totale) e per il 30 per cento alle biomasse che hanno fatto segnare un buonincremento negli ultimi anni. Il contributo delle «nuove rinnovabili», costituite dasolare ed eolico, è ancora attestato su valori percentuali bassi, non raggiungendoneanche il 3 per cento e il trend in atto non mostra crescite apprezzabili. Il dottor Paganetto ha quindi richiamato lattenzione, in conclusione, sullaparticolare situazione del fotovoltaico che, sulla scorta di quanto avvenuto neiprincipali paesi industrializzati, presenta con leolico le maggiori p otenzialità dicrescita. Il Consigliere Antonio Catricalà, Presidente dellAutorità garante dellaconcorrenza e del mercato, ha rilevato in via preliminare, nel corso dellaudizionesvolta il 19 gennaio 2006, che linsostenibilità dei costi connessi agli inputenergetici rappresenta unemergenza da affrontare in tempi brevi, tenuto contodelle ripercussioni che essa determina sul sistema economico nazionale nel suocomplesso e sulla competitività del Paese. Procedendo ad unanalisi delle cause,il dottor Catricalà ha richiamato lattenzione, in primo luogo, sulle modalità diapprovvigionamento di gas naturale, tenuto conto delle profonde ripercussioniche esse producono, in un Paese nel quale la produzione termoelettrica continuaa rappresentare oltre l80 per cento della produzione lorda complessiva, anchesul settore elettrico. La forte dipendenza dal gas naturale quale input energeticoimplica la necessità di muovere da questo settore al fine di elaborare soluzioniadeguate ai problemi. A tal fine, appare tuttavia opportuno fare chiarezza, a suoavviso, su un «falso problema», ossia il rischio che lItalia debba affrontare unfenomeno di eccesso di offerta (così detta bolla del gas o oversupply). La tesi che la realizzazione, entro il 2008, dei potenziamenti e di almeno dueterminali di rigassificazione potesse condurre alla così detta bolla del gas

×