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Questo grafico mostra la cosiddetta intensità di Ricerca e Sviluppo ed è una fotografia del futuro del paese. Infatti, ci ...
Le imprese italiane sono ultime per spesa in ricerca e sviluppo (rapportata al PIL). Questa è la vera emergenza. Senza una...
Si parla molto degli insopportabili sprechi dell'università. In realtà, l'investimento in R&S (in percentuale sul PIL) è b...
La percentuale di imprese italiane che innovano è particolarmente debole. I tagli all'università e alla ricerca sono un bu...
Le esportazioni italiane in settori manifatturieri ad alta tecnologia tengono fino ai primi anni '90. In seguito, il decli...
La percentuale di ricercatori in rapporto agli occupati ci vede penultimi, ben distaccati da chi ci precede. Limitare il t...
In quanto a percentuale di personale addetto alla ricerca, le imprese italiane sono in fondo alla classifica OCSE.
E' stato detto che ci sono troppi professori e i concorsi vengono visti come una gentile concessione, quasi uno spreco di ...
Nel mondo della ricerca scientifica l'Italia è l'ottava potenza mondiale, sia in termini di pubblicazioni scientifiche che...
Viene fatta circolare l'immagine di un'università fatta solo di baroni e fannulloni, in cui il malaffare ed il nepotismo s...
Pubblicazioni scientifiche: confronto tra 2007 e 2000. In 9 settori su 13 la quota dell'Italia (sul totale mondiale) mostr...
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Scienza e tecnologia in cifre

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Dati e grafici sulla ricerca e sviluppo. La posizione dell'Italia nelle classifiche OCSE mostra che le imprese innovano poco e che spendono poco in R&D (Research & Development). Nonostante gli scarsi investimenti ed il basso numero di ricercatori universitari, la produzione scientifica (numero di pubblicazioni) va in controtendenza: cresce e guadagna terreno a livello internazionale.

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  1. 1. Scienza e Tecnologia in Cifre Giuseppe De Nicolao Università di Pavia Fonte dei grafici: "Scienza e Tecnologia in cifre - Statistiche sulla ricerca e sull’innovazione" del CERIS-CNR http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Datiestatistiche/ScienzaTecnologia_cifre.html Fonti dei dati: OCSE, Eurostat, National Science Foudation
  2. 2. Questo grafico mostra la cosiddetta intensità di Ricerca e Sviluppo ed è una fotografia del futuro del paese. Infatti, ci dice quanto una nazione sta scommettendo sull'innovazione. Un modello di sviluppo senza innovazione conduce a posti di lavoro dequalificati e alla ricerca della competitività attraverso la pura compressione del costo del lavoro. Dal grafico, il futuro dell'Italia è (purtroppo) evidente.
  3. 3. Le imprese italiane sono ultime per spesa in ricerca e sviluppo (rapportata al PIL). Questa è la vera emergenza. Senza una politica industriale mirata a favorire l'innovazione, la fuga dei cervelli è inevitabile.
  4. 4. Si parla molto degli insopportabili sprechi dell'università. In realtà, l'investimento in R&S (in percentuale sul PIL) è basso e non è compensato dalla spesa per R&S delle imprese. Ciò nonostante, l'Italia mantiene l'ottava posizione mondiale come numero di pubblicazioni scientifiche e citazioni. Più che gli sprechi, la vera emergenza è il sottofinanziamento.
  5. 5. La percentuale di imprese italiane che innovano è particolarmente debole. I tagli all'università e alla ricerca sono un buon rimedio?
  6. 6. Le esportazioni italiane in settori manifatturieri ad alta tecnologia tengono fino ai primi anni '90. In seguito, il declino è più che evidente. E' sicuramente urgente una politica industriale per potenziare gli investimenti nell'alta tecnologia usando come leva l'università e gli enti di ricerca pubblici.
  7. 7. La percentuale di ricercatori in rapporto agli occupati ci vede penultimi, ben distaccati da chi ci precede. Limitare il turn over nell'università è un buon rimedio?
  8. 8. In quanto a percentuale di personale addetto alla ricerca, le imprese italiane sono in fondo alla classifica OCSE.
  9. 9. E' stato detto che ci sono troppi professori e i concorsi vengono visti come una gentile concessione, quasi uno spreco di denaro pubblico. In realtà, abbiamo bisogno di nuovi professori e ricercatori: infatti, la percentuale di ricercatori delle università in rapporto agli occupati ci pone agli ultimi posti in classifica.
  10. 10. Nel mondo della ricerca scientifica l'Italia è l'ottava potenza mondiale, sia in termini di pubblicazioni scientifiche che di citazioni (vedi anche http://www.scimagojr.com/countryrank.php ). Le nazioni che ci precedono investono assai più di noi in ricerca e sviluppo sia in termini assoluti che come percentuale del PIL.
  11. 11. Viene fatta circolare l'immagine di un'università fatta solo di baroni e fannulloni, in cui il malaffare ed il nepotismo sono causa di un declino inarrestabile. Senza voler negare i mali che affliggono l’accademia italiana, i dati sulla produzione scientifica non mostrano segni di declino, ma anzi mostrano che c’è una parte sana che regge la competizione internazionale.
  12. 12. Pubblicazioni scientifiche: confronto tra 2007 e 2000. In 9 settori su 13 la quota dell'Italia (sul totale mondiale) mostra un progresso. Dato che nel periodo considerato, c'è una forte crescita della quota mondiale della Cina, il risultato globale dell'Italia è da considerarsi del tutto positivo. Nonostante gli scarsi investimenti e le campagne denigratorie la scienza italiana resiste e guadagna posizioni.
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