IMPATTO AMBIENTALE  E SVILUPPO SOSTENIBILE <ul><li>Incontro tecnico: </li></ul><ul><li>La nutrizione e la potatura del kiw...
<ul><li>NON SERVE </li></ul><ul><li>SAPER CORRERE SE NON SI SA DOVE SI VUOLE ANDARE </li></ul>
LA SOSTENIBILITA’ <ul><li>« lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo </li></ul><ul><li>che soddisfa i bisogni del presente <...
State of the world 2010: “Dal consumismo alla sostenibilità” <ul><li>Il genere umano  quotidianamente  estrae dalle “visce...
State of the world 2010: “Dal consumismo alla sostenibilità” <ul><li>In aggiunta: la corsa a divorare il pianeta diventa s...
Foto satellite Envisat (2004), Inquinamento e livelli biossido di azoto (NO2)
 
 
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L’obiettivo fondamentale è quello di raggiungere  un’economia nel rispetto delle capacità rigenerative ed assimilative dei...
Impatto ambientale dell’attività agricola <ul><li>SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE </li></ul><ul><li>Paesaggio </li></ul><ul...
<ul><li>Un'agricoltura e un ambiente sostenibili sono attualmente uno degli obiettivi fondamentali della politica agricola...
SISTEMI FRUTTICOLI <ul><li>Convenzionali   Integrati Biologici </li></ul><ul><li>BASSO IMPATTO AMBIENTALE </li></ul><ul><l...
<ul><li>Secondo l’OCSE l’agricoltura sostenibile persegue i seguenti obiettivi: </li></ul><ul><li>Il reddito equo dell’agr...
PRODUZIONE INTEGRATA La produzione integrata viene definita  come un  sistema di produzione agro-alimentare che utilizza t...
DM n. 2722 del 17 aprile 2008 <ul><li>ISTITUISCE: </li></ul><ul><li>Comitato di Produzione Integrata (CPI) </li></ul><ul><...
Tecniche Agronomiche <ul><li>Le tecniche agronomiche nella fase di coltivazione agiscono: </li></ul><ul><li>direttamente s...
Tecniche Agronomiche <ul><li>Argomenti trattati : </li></ul><ul><li>Scelta dell’ambiente di coltivazione e vocazionalità <...
<ul><ul><li>I DPI  regionali devono: </li></ul></ul><ul><ul><li>- prevedere  analisi del suolo  per la stima della disponi...
Fertilizzazione <ul><li>I   DPI  regionali devono inoltre: </li></ul><ul><ul><li>definire le  epoche e le modalità di dist...
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA  ANNO 2011  (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
Irrigazione <ul><li>L’irrigazione deve soddisfare il fabbisogno idrico della coltura evitando di superare la capacità di c...
DIFESA La protezione integrata è una strategia con la quale si mantengono le popolazioni di organismi nocivi al di sotto d...
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA  ANNO 2011  (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA  ANNO 2011  (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA  ANNO 2011  (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
Agricoltura biologica
 
 
 
 
 
 
Alcune considerazioni <ul><li>Numero operatori e superfici ai primi posti in Italia </li></ul><ul><li>Frammentazione e sca...
Prospettive <ul><li>Nuovi campi di applicazione (Reg. 834/07) </li></ul><ul><li>Possibilità di rilanciare l’immagine posit...
<ul><li>Consociazioni </li></ul><ul><li>PRATO STABILE NEI FRUTTETI (naturale, misto, trifoglio sotterraneo) </li></ul>SVAN...
<ul><li>Lavorazioni </li></ul><ul><li>evitare attrezzi rotanti veloci (es. fresatrici)    distrugge la struttura nei suol...
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<ul><li>Irrigazione </li></ul><ul><li>L’IRRIGAZIONE E’ IL MEZZO TECNICO CHE INFLUENZA MAGGIORMENTE QUANTITA’ E QUALITA’ DE...
<ul><li>Diserbo </li></ul><ul><li>PIU’ DELLE TECNICHE VISTE ISOLATAMENTE SONO IMPORTANTI LE STRATEGIE (SISTEMI COLTURALI M...
 
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Impatto ambientale e sviluppo sostenibile - Francesco Cufari

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Un incontro tecnico a Rizziconi (Rc) per scoprire la fertilizzazione completa per via fogliare e le nuove tecniche di potatura verde per il kiwi | Relazione di Francesco Cufari, divulgatore Arssa

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  1. 1. IMPATTO AMBIENTALE E SVILUPPO SOSTENIBILE <ul><li>Incontro tecnico: </li></ul><ul><li>La nutrizione e la potatura del kiwi </li></ul><ul><li>Rizziconi 27 aprile 2011 </li></ul><ul><li>Dott. Agr. Francesco Cufari </li></ul><ul><li>Divulgatore ARSSA </li></ul>
  2. 2. <ul><li>NON SERVE </li></ul><ul><li>SAPER CORRERE SE NON SI SA DOVE SI VUOLE ANDARE </li></ul>
  3. 3. LA SOSTENIBILITA’ <ul><li>« lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo </li></ul><ul><li>che soddisfa i bisogni del presente </li></ul><ul><li>senza compromettere </li></ul><ul><li>la possibilità delle generazioni future </li></ul><ul><li>di soddisfare i propri bisogni » </li></ul><ul><li>(report Brundtland - World Commission on Environment and Development 1987) </li></ul>
  4. 4. State of the world 2010: “Dal consumismo alla sostenibilità” <ul><li>Il genere umano quotidianamente estrae dalle “viscere della terra” l’equivalente di ben 112 Empire State Building. </li></ul><ul><li>Al top della classifica del CONSUMO si posizionano gli occidentali con gli americani che in media consumano 88 kg di risorse al giorno, seguiti dagli europei che ne consumano 43 kg. </li></ul><ul><li>Se tutto il mondo si adeguasse agli standard d’oltreoceano, la Terra potrebbe SOSTENERE solo 1,4 miliardi di persone, vale a dire un quinto dell’attuale popolazione mondiale. </li></ul>
  5. 5. State of the world 2010: “Dal consumismo alla sostenibilità” <ul><li>In aggiunta: la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 %. </li></ul><ul><li>Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. </li></ul><ul><li>La via d’uscita, l’unica possibile secondo il Worldwatch Institute , è una RIVOLUZIONE CULTURALE che porti a una vita più “sobria”. </li></ul><ul><li>Il che si traduce nella regola delle 3 R: </li></ul><ul><li>Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. </li></ul>
  6. 6. Foto satellite Envisat (2004), Inquinamento e livelli biossido di azoto (NO2)
  7. 9. La Piramide Ambientale è stata costruita associando ciascun alimento indicato nella Piramide Alimentare il suo impatto Ambientale (emissioni di gas serra, consumo di acqua, impronta ecologica) e sistemandolo in ordine decrescente in modo da generare una “piramide capovolta” rispetto a quella alimentare in cui la parte superiore riporta l’alimento che ha un maggior impatto ambientale, quella inferiore l’alimento che ha un minor impatto. Ecological Footprint: misura la quantità di terra (o mare) biologicamente produttiva necessaria per fornire le risorse e assorbire le emissioni associate a un sistema produttivo; si misura in m2 o ettari globali
  8. 11. L’obiettivo fondamentale è quello di raggiungere un’economia nel rispetto delle capacità rigenerative ed assimilative dei sistemi naturali che ci consentono di vivere e basata su di un principio di equità sociale. Tale concetto si basa sul riconoscimento che le politiche ambientali non possono essere separate dalle scelte dello sviluppo economico e sociale. Si deve mettere in discussione il criterio di “crescita” economica fondata solo sull’aumento di reddito e della produttività (concetto fondato sulla quantità). Per assumere quello di sviluppo, collegato alla qualità della vita e ad altri indicatori per misurare lo sviluppo, quali: l’equità e la giustizia intergenerazionali, nonché nuovi stili di vita.
  9. 12. Impatto ambientale dell’attività agricola <ul><li>SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE </li></ul><ul><li>Paesaggio </li></ul><ul><li>Erosione idrica </li></ul><ul><li>LAVORAZIONI TERRENO </li></ul><ul><li>Erosione idrica </li></ul><ul><li>Erosione meccanica da lavorazioni (terreni declivi) </li></ul><ul><li>Consumi energetici </li></ul><ul><li>Alternative: minimum tillage, zero tillage (sod seeding) </li></ul><ul><li>CONCIMAZIONI </li></ul><ul><li>Azoto per dilavamento e ruscellamento </li></ul><ul><li>Fosforo ruscellamento </li></ul><ul><li>Liquami zootecnici </li></ul><ul><li>ANTIPARASSITARI </li></ul><ul><li>Salute operatori </li></ul><ul><li>Salute consumatori </li></ul><ul><li>Salute abitanti in aree sottoposte ai trattamenti (deriva) </li></ul><ul><li>Effetti sull’equilibrio dell’agroecosistema </li></ul><ul><li>tossicità intrinseca, formulazione (rilascio), persistenza (degradabilità), modalità di distribuzione, bioaccumulo, accumulo nel terreno (rame) </li></ul>
  10. 13. <ul><li>Un'agricoltura e un ambiente sostenibili sono attualmente uno degli obiettivi fondamentali della politica agricola comune (la 'PAC'): L’agricoltura sostenibile: </li></ul><ul><li>ottenuta tramite l’integrazione dei sistemi di produzione propri dell’ agricoltura biologica e quelli dell’ agricoltura integrata ; </li></ul><ul><li>l’integrazione: </li></ul><ul><ul><li>rappresenta una opportunità di crescita; </li></ul></ul><ul><ul><li>contribuisce alla vitalità dell'economia rurale; </li></ul></ul><ul><ul><li>permette di ottenere non solo benefici per l'ambiente, ma anche vantaggi in termini economici e di coesione sociale delle zone rurali. </li></ul></ul>L’agricoltura sostenibile
  11. 14. SISTEMI FRUTTICOLI <ul><li>Convenzionali Integrati Biologici </li></ul><ul><li>BASSO IMPATTO AMBIENTALE </li></ul><ul><li>SICUREZZA ALIMENTARE </li></ul>
  12. 15. <ul><li>Secondo l’OCSE l’agricoltura sostenibile persegue i seguenti obiettivi: </li></ul><ul><li>Il reddito equo dell’agricoltore </li></ul><ul><li>La tutela della salute dell’operatore agricolo e del consumatore </li></ul><ul><li>La conservazione nel tempo della fertilità del suolo </li></ul><ul><li>La conservazione nel tempo delle risorse ambientali </li></ul>L’agricoltura sostenibile
  13. 16. PRODUZIONE INTEGRATA La produzione integrata viene definita come un sistema di produzione agro-alimentare che utilizza tutti i metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici .
  14. 17. DM n. 2722 del 17 aprile 2008 <ul><li>ISTITUISCE: </li></ul><ul><li>Comitato di Produzione Integrata (CPI) </li></ul><ul><li>Gruppi Tecnici Specialistici </li></ul><ul><li>Gruppo Difesa Integrata (GDI) </li></ul><ul><li>Gruppo Tecniche Agronomiche (GTA) </li></ul><ul><li>Gruppo Tecnico Qualità (GTQ) </li></ul>
  15. 18. Tecniche Agronomiche <ul><li>Le tecniche agronomiche nella fase di coltivazione agiscono: </li></ul><ul><li>direttamente sulla qualità dei prodotti e nella riduzione dell’impatto sull’ambiente per: </li></ul><ul><ul><li>minore impiego input (soprattutto fertilizzanti e acqua) ‏ </li></ul></ul><ul><ul><li>minore rilasci nell’ambiente </li></ul></ul><ul><li>e </li></ul><ul><li>indirettamente come fattori sinergici di sistema per prevenire o contenere le avversità </li></ul>
  16. 19. Tecniche Agronomiche <ul><li>Argomenti trattati : </li></ul><ul><li>Scelta dell’ambiente di coltivazione e vocazionalità </li></ul><ul><li>Scelta varietale e materiale di moltiplicazione </li></ul><ul><li>Sistemazione e preparazione del suolo all’impianto e alla semina </li></ul><ul><li>Avvicendamento colturale </li></ul><ul><li>Semina, trapianto, impianto </li></ul><ul><li>Gestione del suolo e pratiche agronomiche per il controllo delle infestanti </li></ul><ul><li>Gestione dell’albero e della fruttificazione </li></ul><ul><li>Fertilizzazione </li></ul><ul><li>Irrigazione </li></ul><ul><li>Raccolta </li></ul><ul><li>Mantenimento dell’agroecosistema naturale </li></ul>
  17. 20. <ul><ul><li>I DPI regionali devono: </li></ul></ul><ul><ul><li>- prevedere analisi del suolo per la stima della disponibilità macroelementi e altri principali parametri della fertilità (intervallo 5 anni per colture erbacee, all’impianto per arboree); in alternativa uso carte pedologiche, se adeguate come definizione </li></ul></ul>Fertilizzazione <ul><li>È obbligatoria la redazione di un piano di fertilizzazione annuale, elaborato da un tecnico con titolo di studio in campo agronomico , il quale non può prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche del terreno evidenziate attraverso una sua analisi fisico-chimica ed è pertanto obbligatorio disporre di questo documento e comunque la dose calcolata di azoto, fosforo e potassio da apportare non può superare quanto indicato nelle singole schede colturali di fertilizzazione. </li></ul><ul><li>Tale piano dovrà essere definito in base a: </li></ul><ul><ul><ul><li>asportazioni, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>disponibilità di macroelementi nel terreno, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>perdite tecnicamente inevitabili per percolazione / evaporazione, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>avvicendamento colturale. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>rispetto Direttiva 91/676/CEE in aree vulnerabili da nitrati per P, K e Mg eventuali esigenze di anticipazione o di arricchimento in fase di impianto </li></ul></ul></ul>
  18. 21. Fertilizzazione <ul><li>I DPI regionali devono inoltre: </li></ul><ul><ul><li>definire le epoche e le modalità di distribuzione di fertilizzanti e ammendanti organici in funzione delle loro caratteristiche e dell'andamento climatico </li></ul></ul><ul><ul><li>prevedere il frazionamento delle dosi di azoto se >100 Kg/ha per erbacee e >60 Kg/ha per arboree (con eccezione per concime a lenta cessione N) e, in presenza di rischi erosivi, la localizzazione del P </li></ul></ul><ul><ul><li>prevedere l’impiego preferenziale dei fertilizzanti organici </li></ul></ul>
  19. 22. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  20. 23. Irrigazione <ul><li>L’irrigazione deve soddisfare il fabbisogno idrico della coltura evitando di superare la capacità di campo, per contenere lo spreco di acqua, la lisciviazione dei nutrienti e lo sviluppo di avversità </li></ul><ul><li>Le aziende possono elaborare un piano d’irrigazione colturale altrimenti devono effettuare la registrazione della data e del volume di irrigazione, dei dati di pioggia e del volume di adacquamento. É quindi indispensabile che dispongano di dati termopluviometrici aziendali o di dati messi a disposizione dalle reti agrometeorologiche regionali. </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda i metodi di distribuzione è consigliato l’utilizzo di efficienti tecniche di distribuzione irrigua (ad es. irrigazione a goccia, microirrigazione, subirrigazione) </li></ul><ul><li>E’ opportuno verificare la qualità delle acque per l’irrigazione, evitando l’impiego di acque saline, batteriologicamente contaminate o contenenti elementi inquinanti. Le analisi microbiologiche delle acque di irrigazione sono obbligatorie quando si utilizzano sistemi irrigui per aspersione sopra chioma. </li></ul><ul><li>L’irrigazione per scorrimento è ammessa negli impianti di colture perenni già in essere e nelle colture annuali purché vengano adottate le precauzioni necessarie alla massima riduzione degli sprechi. Per i nuovi impianti di colture perenni è vietato il ricorso all’irrigazione per scorrimento. </li></ul>
  21. 24. DIFESA La protezione integrata è una strategia con la quale si mantengono le popolazioni di organismi nocivi al di sotto della soglia di tolleranza, sfruttando i meccanismi naturali di regolazione e utilizzando metodi di difesa accettabili dal punto di vista ecologico, economico e tossicologico.
  22. 25. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  23. 26. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  24. 27. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  25. 28. Agricoltura biologica
  26. 35. Alcune considerazioni <ul><li>Numero operatori e superfici ai primi posti in Italia </li></ul><ul><li>Frammentazione e scarsa concentrazione della produzione </li></ul><ul><li>Grandi potenzialità di valorizzazione del territorio e delle filiere di produzione </li></ul><ul><li>Elevata spesa di risorse pubbliche per il sostegno delle attività agricole (misure agroambientali) </li></ul><ul><li>Scarsa organizzazione del settore </li></ul><ul><li>Ingresso nei supermercati, trasporto del prodotto e degli input su lunghe distanze </li></ul><ul><li>Scarsa presenza di attività valorizzanti (trasformazione e commercializzazione) </li></ul><ul><li>Quasi inesistenti i consumi interni </li></ul>
  27. 36. Prospettive <ul><li>Nuovi campi di applicazione (Reg. 834/07) </li></ul><ul><li>Possibilità di rilanciare l’immagine positiva del biologico (Reg. 834/07) </li></ul><ul><li>Integrazione sistema di controllo Europeo con altri schemi regolamentati e volontari internazionali </li></ul><ul><li>Integrazione sistema di controllo dell’agricoltura biologica con schemi di certificazione GDO (sicurezza alimentare) </li></ul><ul><li>Certificazione bio e requisiti etici , diritti umani, …). </li></ul>
  28. 37. <ul><li>Consociazioni </li></ul><ul><li>PRATO STABILE NEI FRUTTETI (naturale, misto, trifoglio sotterraneo) </li></ul>SVANTAGGI -competizione per acqua e nutrienti - sviluppo roditori <ul><li>VANTAGGI </li></ul><ul><li>Maggiore humificazione </li></ul><ul><li>Ritenzione idrica e dei nutrienti </li></ul><ul><li>Protezione da stress (eff. pacciamante) </li></ul><ul><li>Velocità (e costo) dei lavori </li></ul><ul><li>invernali </li></ul>
  29. 38. <ul><li>Lavorazioni </li></ul><ul><li>evitare attrezzi rotanti veloci (es. fresatrici)  distrugge la struttura nei suoli argillosi </li></ul><ul><li>evitare arature profonde (s.o. in ambiente anaerobico non viene humificata) </li></ul><ul><li>evitare lavorazioni con terreni troppo umidi  distrugge la struttura </li></ul><ul><li>evitare periodi caldo-asciutti  mineralizzazione troppo veloce </li></ul>Nei suoli argillosi  lavorazione a doppio strato Discissura profonda (50-60 cm) + aratura superficiale (20-30 cm) Favorisce infiltrazione e Favorisce interramento s.o. e approfondimento radicale semi infestanti
  30. 39. <ul><li>Concimazioni </li></ul><ul><li>Azioni della sostanza organica </li></ul><ul><li>fisiche: struttura e porosità </li></ul><ul><li>capacità idrica e permeabilità </li></ul><ul><li>stabilità degli aggregati </li></ul><ul><li>- chimiche: azoto (leguminose) e altri elementi (es. P con lupino) </li></ul><ul><li>chelazione microelementi, mobilizz. Fosfati insolubili </li></ul><ul><li>biologiche: stimolo microflora (riduzione patogeni, miglioramento catene trofiche) </li></ul><ul><li>attività enzimatica </li></ul><ul><li>accrescimento radicale (microelementi metallici, ormoni) </li></ul>Azione lenta: cornunghia, cuoiattoli, laniccio, sovescio graminacee o polifita Azione media: panelli di semi oleosi, vinacce, semi lupino, sovescio leguminose Azione rapida: letami, pollina, carniccio
  31. 40. <ul><li>Irrigazione </li></ul><ul><li>L’IRRIGAZIONE E’ IL MEZZO TECNICO CHE INFLUENZA MAGGIORMENTE QUANTITA’ E QUALITA’ DELLE PRODUZIONI AGRICOLE (in ambiente Mediterraneo) </li></ul><ul><li>definizione dei consumi idrici ottimali (da un punto di vista agronomico) nelle diverse fasi del ciclo. </li></ul><ul><li>es. colture orto-frutticole con leggeri stress idrici durante la maturazione  aumento della serbevolezza e delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali (zuccheri, vitamine,…) </li></ul><ul><li>Eccessi idrici sono negativi per: </li></ul><ul><li>fertilità chimica del suolo: dilavamento cationi ed azoto e trasporto al di sotto della zona esplorata dalle radici  inquinamento da nitrati nelle falde, </li></ul><ul><li>fertilità fisica: deflocculazione argille  distruzione struttura  riduzione porosità e capacità di ritenzione idrica (acqua disponibile) </li></ul><ul><li>fertilità biologica: predominano i microbi anaorobici  denitrificazione, sviluppo composti tossici (H 2 S, NH 4 ,….); condizioni favorevoli per patogeni terricoli </li></ul>
  32. 41. <ul><li>Diserbo </li></ul><ul><li>PIU’ DELLE TECNICHE VISTE ISOLATAMENTE SONO IMPORTANTI LE STRATEGIE (SISTEMI COLTURALI MIRATI) </li></ul><ul><li>ROTAZIONI, LAVORAZIONI, DENSITA’ ED EPOCA DI SEMINA, CONCIMAZIONE E IRRIGAZIONE LOCALIZZATA </li></ul><ul><li>mezzi fisici (costosi): pirodiserbo, scerbature manuali, pacciamatura con film plastici neri </li></ul><ul><li>PVC (economici, problemi di smaltimento) </li></ul><ul><li>biodegradabili (più costosi, nessun problema di smaltimento) </li></ul><ul><li>fotodegradabili (c.s. ma meno efficaci e durevoli nei nostri ambienti) </li></ul>

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