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Impatto ambientale e sviluppo sostenibile - Francesco Cufari
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Impatto ambientale e sviluppo sostenibile - Francesco Cufari

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Un incontro tecnico a Rizziconi (Rc) per scoprire la fertilizzazione completa per via fogliare e le nuove tecniche di potatura verde per il kiwi | Relazione di Francesco Cufari, divulgatore Arssa

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  • 1. IMPATTO AMBIENTALE E SVILUPPO SOSTENIBILE
    • Incontro tecnico:
    • La nutrizione e la potatura del kiwi
    • Rizziconi 27 aprile 2011
    • Dott. Agr. Francesco Cufari
    • Divulgatore ARSSA
  • 2.
    • NON SERVE
    • SAPER CORRERE SE NON SI SA DOVE SI VUOLE ANDARE
  • 3. LA SOSTENIBILITA’
    • « lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo
    • che soddisfa i bisogni del presente
    • senza compromettere
    • la possibilità delle generazioni future
    • di soddisfare i propri bisogni »
    • (report Brundtland - World Commission on Environment and Development 1987)
  • 4. State of the world 2010: “Dal consumismo alla sostenibilità”
    • Il genere umano quotidianamente estrae dalle “viscere della terra” l’equivalente di ben 112 Empire State Building.
    • Al top della classifica del CONSUMO si posizionano gli occidentali con gli americani che in media consumano 88 kg di risorse al giorno, seguiti dagli europei che ne consumano 43 kg.
    • Se tutto il mondo si adeguasse agli standard d’oltreoceano, la Terra potrebbe SOSTENERE solo 1,4 miliardi di persone, vale a dire un quinto dell’attuale popolazione mondiale.
  • 5. State of the world 2010: “Dal consumismo alla sostenibilità”
    • In aggiunta: la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 %.
    • Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari.
    • La via d’uscita, l’unica possibile secondo il Worldwatch Institute , è una RIVOLUZIONE CULTURALE che porti a una vita più “sobria”.
    • Il che si traduce nella regola delle 3 R:
    • Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.
  • 6. Foto satellite Envisat (2004), Inquinamento e livelli biossido di azoto (NO2)
  • 7.  
  • 8.  
  • 9. La Piramide Ambientale è stata costruita associando ciascun alimento indicato nella Piramide Alimentare il suo impatto Ambientale (emissioni di gas serra, consumo di acqua, impronta ecologica) e sistemandolo in ordine decrescente in modo da generare una “piramide capovolta” rispetto a quella alimentare in cui la parte superiore riporta l’alimento che ha un maggior impatto ambientale, quella inferiore l’alimento che ha un minor impatto. Ecological Footprint: misura la quantità di terra (o mare) biologicamente produttiva necessaria per fornire le risorse e assorbire le emissioni associate a un sistema produttivo; si misura in m2 o ettari globali
  • 10.  
  • 11. L’obiettivo fondamentale è quello di raggiungere un’economia nel rispetto delle capacità rigenerative ed assimilative dei sistemi naturali che ci consentono di vivere e basata su di un principio di equità sociale. Tale concetto si basa sul riconoscimento che le politiche ambientali non possono essere separate dalle scelte dello sviluppo economico e sociale. Si deve mettere in discussione il criterio di “crescita” economica fondata solo sull’aumento di reddito e della produttività (concetto fondato sulla quantità). Per assumere quello di sviluppo, collegato alla qualità della vita e ad altri indicatori per misurare lo sviluppo, quali: l’equità e la giustizia intergenerazionali, nonché nuovi stili di vita.
  • 12. Impatto ambientale dell’attività agricola
    • SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE
    • Paesaggio
    • Erosione idrica
    • LAVORAZIONI TERRENO
    • Erosione idrica
    • Erosione meccanica da lavorazioni (terreni declivi)
    • Consumi energetici
    • Alternative: minimum tillage, zero tillage (sod seeding)
    • CONCIMAZIONI
    • Azoto per dilavamento e ruscellamento
    • Fosforo ruscellamento
    • Liquami zootecnici
    • ANTIPARASSITARI
    • Salute operatori
    • Salute consumatori
    • Salute abitanti in aree sottoposte ai trattamenti (deriva)
    • Effetti sull’equilibrio dell’agroecosistema
    • tossicità intrinseca, formulazione (rilascio), persistenza (degradabilità), modalità di distribuzione, bioaccumulo, accumulo nel terreno (rame)
  • 13.
    • Un'agricoltura e un ambiente sostenibili sono attualmente uno degli obiettivi fondamentali della politica agricola comune (la 'PAC'): L’agricoltura sostenibile:
    • ottenuta tramite l’integrazione dei sistemi di produzione propri dell’ agricoltura biologica e quelli dell’ agricoltura integrata ;
    • l’integrazione:
      • rappresenta una opportunità di crescita;
      • contribuisce alla vitalità dell'economia rurale;
      • permette di ottenere non solo benefici per l'ambiente, ma anche vantaggi in termini economici e di coesione sociale delle zone rurali.
    L’agricoltura sostenibile
  • 14. SISTEMI FRUTTICOLI
    • Convenzionali Integrati Biologici
    • BASSO IMPATTO AMBIENTALE
    • SICUREZZA ALIMENTARE
  • 15.
    • Secondo l’OCSE l’agricoltura sostenibile persegue i seguenti obiettivi:
    • Il reddito equo dell’agricoltore
    • La tutela della salute dell’operatore agricolo e del consumatore
    • La conservazione nel tempo della fertilità del suolo
    • La conservazione nel tempo delle risorse ambientali
    L’agricoltura sostenibile
  • 16. PRODUZIONE INTEGRATA La produzione integrata viene definita come un sistema di produzione agro-alimentare che utilizza tutti i metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici .
  • 17. DM n. 2722 del 17 aprile 2008
    • ISTITUISCE:
    • Comitato di Produzione Integrata (CPI)
    • Gruppi Tecnici Specialistici
    • Gruppo Difesa Integrata (GDI)
    • Gruppo Tecniche Agronomiche (GTA)
    • Gruppo Tecnico Qualità (GTQ)
  • 18. Tecniche Agronomiche
    • Le tecniche agronomiche nella fase di coltivazione agiscono:
    • direttamente sulla qualità dei prodotti e nella riduzione dell’impatto sull’ambiente per:
      • minore impiego input (soprattutto fertilizzanti e acqua) ‏
      • minore rilasci nell’ambiente
    • e
    • indirettamente come fattori sinergici di sistema per prevenire o contenere le avversità
  • 19. Tecniche Agronomiche
    • Argomenti trattati :
    • Scelta dell’ambiente di coltivazione e vocazionalità
    • Scelta varietale e materiale di moltiplicazione
    • Sistemazione e preparazione del suolo all’impianto e alla semina
    • Avvicendamento colturale
    • Semina, trapianto, impianto
    • Gestione del suolo e pratiche agronomiche per il controllo delle infestanti
    • Gestione dell’albero e della fruttificazione
    • Fertilizzazione
    • Irrigazione
    • Raccolta
    • Mantenimento dell’agroecosistema naturale
  • 20.
      • I DPI regionali devono:
      • - prevedere analisi del suolo per la stima della disponibilità macroelementi e altri principali parametri della fertilità (intervallo 5 anni per colture erbacee, all’impianto per arboree); in alternativa uso carte pedologiche, se adeguate come definizione
    Fertilizzazione
    • È obbligatoria la redazione di un piano di fertilizzazione annuale, elaborato da un tecnico con titolo di studio in campo agronomico , il quale non può prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche del terreno evidenziate attraverso una sua analisi fisico-chimica ed è pertanto obbligatorio disporre di questo documento e comunque la dose calcolata di azoto, fosforo e potassio da apportare non può superare quanto indicato nelle singole schede colturali di fertilizzazione.
    • Tale piano dovrà essere definito in base a:
        • asportazioni,
        • disponibilità di macroelementi nel terreno,
        • perdite tecnicamente inevitabili per percolazione / evaporazione,
        • avvicendamento colturale.
        • rispetto Direttiva 91/676/CEE in aree vulnerabili da nitrati per P, K e Mg eventuali esigenze di anticipazione o di arricchimento in fase di impianto
  • 21. Fertilizzazione
    • I DPI regionali devono inoltre:
      • definire le epoche e le modalità di distribuzione di fertilizzanti e ammendanti organici in funzione delle loro caratteristiche e dell'andamento climatico
      • prevedere il frazionamento delle dosi di azoto se >100 Kg/ha per erbacee e >60 Kg/ha per arboree (con eccezione per concime a lenta cessione N) e, in presenza di rischi erosivi, la localizzazione del P
      • prevedere l’impiego preferenziale dei fertilizzanti organici
  • 22. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  • 23. Irrigazione
    • L’irrigazione deve soddisfare il fabbisogno idrico della coltura evitando di superare la capacità di campo, per contenere lo spreco di acqua, la lisciviazione dei nutrienti e lo sviluppo di avversità
    • Le aziende possono elaborare un piano d’irrigazione colturale altrimenti devono effettuare la registrazione della data e del volume di irrigazione, dei dati di pioggia e del volume di adacquamento. É quindi indispensabile che dispongano di dati termopluviometrici aziendali o di dati messi a disposizione dalle reti agrometeorologiche regionali.
    • Per quanto riguarda i metodi di distribuzione è consigliato l’utilizzo di efficienti tecniche di distribuzione irrigua (ad es. irrigazione a goccia, microirrigazione, subirrigazione)
    • E’ opportuno verificare la qualità delle acque per l’irrigazione, evitando l’impiego di acque saline, batteriologicamente contaminate o contenenti elementi inquinanti. Le analisi microbiologiche delle acque di irrigazione sono obbligatorie quando si utilizzano sistemi irrigui per aspersione sopra chioma.
    • L’irrigazione per scorrimento è ammessa negli impianti di colture perenni già in essere e nelle colture annuali purché vengano adottate le precauzioni necessarie alla massima riduzione degli sprechi. Per i nuovi impianti di colture perenni è vietato il ricorso all’irrigazione per scorrimento.
  • 24. DIFESA La protezione integrata è una strategia con la quale si mantengono le popolazioni di organismi nocivi al di sotto della soglia di tolleranza, sfruttando i meccanismi naturali di regolazione e utilizzando metodi di difesa accettabili dal punto di vista ecologico, economico e tossicologico.
  • 25. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  • 26. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  • 27. DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA ANNO 2011 (Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 – Reg. CE 1698/2005)
  • 28. Agricoltura biologica
  • 29.  
  • 30.  
  • 31.  
  • 32.  
  • 33.  
  • 34.  
  • 35. Alcune considerazioni
    • Numero operatori e superfici ai primi posti in Italia
    • Frammentazione e scarsa concentrazione della produzione
    • Grandi potenzialità di valorizzazione del territorio e delle filiere di produzione
    • Elevata spesa di risorse pubbliche per il sostegno delle attività agricole (misure agroambientali)
    • Scarsa organizzazione del settore
    • Ingresso nei supermercati, trasporto del prodotto e degli input su lunghe distanze
    • Scarsa presenza di attività valorizzanti (trasformazione e commercializzazione)
    • Quasi inesistenti i consumi interni
  • 36. Prospettive
    • Nuovi campi di applicazione (Reg. 834/07)
    • Possibilità di rilanciare l’immagine positiva del biologico (Reg. 834/07)
    • Integrazione sistema di controllo Europeo con altri schemi regolamentati e volontari internazionali
    • Integrazione sistema di controllo dell’agricoltura biologica con schemi di certificazione GDO (sicurezza alimentare)
    • Certificazione bio e requisiti etici , diritti umani, …).
  • 37.
    • Consociazioni
    • PRATO STABILE NEI FRUTTETI (naturale, misto, trifoglio sotterraneo)
    SVANTAGGI -competizione per acqua e nutrienti - sviluppo roditori
    • VANTAGGI
    • Maggiore humificazione
    • Ritenzione idrica e dei nutrienti
    • Protezione da stress (eff. pacciamante)
    • Velocità (e costo) dei lavori
    • invernali
  • 38.
    • Lavorazioni
    • evitare attrezzi rotanti veloci (es. fresatrici)  distrugge la struttura nei suoli argillosi
    • evitare arature profonde (s.o. in ambiente anaerobico non viene humificata)
    • evitare lavorazioni con terreni troppo umidi  distrugge la struttura
    • evitare periodi caldo-asciutti  mineralizzazione troppo veloce
    Nei suoli argillosi  lavorazione a doppio strato Discissura profonda (50-60 cm) + aratura superficiale (20-30 cm) Favorisce infiltrazione e Favorisce interramento s.o. e approfondimento radicale semi infestanti
  • 39.
    • Concimazioni
    • Azioni della sostanza organica
    • fisiche: struttura e porosità
    • capacità idrica e permeabilità
    • stabilità degli aggregati
    • - chimiche: azoto (leguminose) e altri elementi (es. P con lupino)
    • chelazione microelementi, mobilizz. Fosfati insolubili
    • biologiche: stimolo microflora (riduzione patogeni, miglioramento catene trofiche)
    • attività enzimatica
    • accrescimento radicale (microelementi metallici, ormoni)
    Azione lenta: cornunghia, cuoiattoli, laniccio, sovescio graminacee o polifita Azione media: panelli di semi oleosi, vinacce, semi lupino, sovescio leguminose Azione rapida: letami, pollina, carniccio
  • 40.
    • Irrigazione
    • L’IRRIGAZIONE E’ IL MEZZO TECNICO CHE INFLUENZA MAGGIORMENTE QUANTITA’ E QUALITA’ DELLE PRODUZIONI AGRICOLE (in ambiente Mediterraneo)
    • definizione dei consumi idrici ottimali (da un punto di vista agronomico) nelle diverse fasi del ciclo.
    • es. colture orto-frutticole con leggeri stress idrici durante la maturazione  aumento della serbevolezza e delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali (zuccheri, vitamine,…)
    • Eccessi idrici sono negativi per:
    • fertilità chimica del suolo: dilavamento cationi ed azoto e trasporto al di sotto della zona esplorata dalle radici  inquinamento da nitrati nelle falde,
    • fertilità fisica: deflocculazione argille  distruzione struttura  riduzione porosità e capacità di ritenzione idrica (acqua disponibile)
    • fertilità biologica: predominano i microbi anaorobici  denitrificazione, sviluppo composti tossici (H 2 S, NH 4 ,….); condizioni favorevoli per patogeni terricoli
  • 41.
    • Diserbo
    • PIU’ DELLE TECNICHE VISTE ISOLATAMENTE SONO IMPORTANTI LE STRATEGIE (SISTEMI COLTURALI MIRATI)
    • ROTAZIONI, LAVORAZIONI, DENSITA’ ED EPOCA DI SEMINA, CONCIMAZIONE E IRRIGAZIONE LOCALIZZATA
    • mezzi fisici (costosi): pirodiserbo, scerbature manuali, pacciamatura con film plastici neri
    • PVC (economici, problemi di smaltimento)
    • biodegradabili (più costosi, nessun problema di smaltimento)
    • fotodegradabili (c.s. ma meno efficaci e durevoli nei nostri ambienti)
  • 42.