Assisi basilica di s francesco
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    Assisi basilica di s francesco Assisi basilica di s francesco Presentation Transcript

    • Avanzamento automatico eccetto la slide 2 fotografie ed elaborazioni originali di Antonio Florino
    • La Basilica di S. Francesco, fu inziata due anni dopo la morte di S. Francesco, per volere del vicario dell'Ordine francescano Elia e del cardinale Ugolino di Segni, futuro Gregorio IX. Con la basilica inizia anche la Costruzione del Palazzo Pontificio. La Basilica, strutturata su due piani sovrapposti, venne terminata nel 1253, ma circa un secolo dopo venne aggiunta la Cappella di S.Caterina. Certamente la Basilica di S. Francesco rappresenta uno dei monumenti più preziosi d'Italia: è da ammirare e scoprire in ogni suo più piccolo particolare, dagli stipiti alle mostre, dai pavimenti alle grandiose e irripetibili opere affrescate da Giotto e Cimabue. La chiesa inferiore è a navata unica divisa in cinque campate sostenute da pilastri. Oltre alle numerose opere, conserva alcuni monumenti sepolcrali tra cui quelli della Regina di Cipro, di Filippo re di Gerusalemme, di Blasco Fernandez duca di Spoleto. La Cappella di S.Caterina, eretta dal Gattapone nel1367, conserva affreschi, superfici in marmi e vetri policromi con immagini dei santi. Un temo custodiva la tomba del Cardinale Albornoz ma fu trasferita a Toledo. Sotto la navata centrale, in una cripta, è sepolto S. Francesco. La navata, come le cappelle laterali, è affrescata con raffigurazioni della vita dei santi. La volta dell'altare magggiore è divisa in quattro vele, tutte affrescate da un seguace di Giotto, chiamato il Maestro delle Vele. La parte destra della crociera ha la volta affrescata da Cimabue, Giotto e Simone Martini. La parte sinistra conserva affreschi di Piero e Ambrogio Lorenzetti. La Cappella di S. Martino ha invece affreschi di Simone Martini. Da ammirare le sagrestie e il coro ligneo dell'abside. La Chiesa Superiore, anch'essa ad una navata divisa in quattro campate ad ampia crociera. Vi si trovano grandiosi affreschi di Cimabue, Giotto, Jacopo Torriti, il Maestro di S. Cecilia ed altri artisti dell'epoca. L'importanza del ciclo giottesco è data sia dalla bellezza delle opere sia dai paesaggi che ricostruiscono l'ambiente dell'epoca, dando per la prima volta una prospettiva e profondità. Un anticipazione delle epoche successive. Si tratta di 28 scene che illustrano la vita di S. Francesco. Importante anche il Tesoro della Basilica, nonostante le spoliazioni subite, ma sempre arricchito da nuove donazioni tra cui quella di Perkins, una sessantina di opere del '300 e del '400 . Giotto Tra le superfici effrescate all'interno della Basilica quelle del ciclo di Giotto rappresentano sicuramente l'aspetto più importante, sia sotto l'aspetto religioso, sia per la capacità che Giotto ebbe di traferire per la prima volta l'aspetto prospettico delle scene, dando il senso della profondità agli spazi e verità alle espressioni dei soggetti. Egli trasferì la leggenda di S. Francesco cercando di collocare le vicende i quell'epoca attuale, mantenendo inalterata la realtà delle immagini, degli abiti, degli oggetti, dell'architettura dei palazzi. Quella di Giotto fu un'anticipazione dell'espressione artistica di tutti i tempi. Cimabue Cimabue iniziò ad operare nella Basilica dal 1278. A lui si deve la decorazione del coro e del transetto della chiesa superiore. Anche Cimabue, come Giotto, nelle sue opere abbandona i vecchi schemi pittorici trasferendo nelle sue opere uno sguardo innovativo: rafforza le espressioni e la plasticità del'insieme rappresentando le Storie dei Santi Pietro e Paolo, le Storie della Vergine, i quattro Evangelisti e la Crocifissione nella chiesa superiore e, più tardi, nella chiesa inferiore con la Madonna in trono con Bambino, angeli e San Francesco. Il terremoto del 26 settembre 1997 causò profonde lesioni alla basilica superiore, con il crollo della volta in due punti e ingenti danni al timpano del transetto: 130 metri quadrati di affreschi medievali furono ridotti in migliaia di frammenti. La basilica rimase chiusa per due anni per i lavori di restauro. Il sisma causò il crollo di parte degli affreschi, attribuiti al giovane Giotto e a Cimabue, sulla volta della prima campata.
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    • E’ stato difficile per la mancanza di luce naturale e la sorveglianza asfissiante dei guardiani, ma sfido chiunque a fare di meglio; ci vediamo sul cammino per S. Chiara. A presto by Aflo [email_address]