Conferenza Programmatica provinciale - ambientecomunità 
• Lo “Sviluppo reversibile” 
“Non c'è più tempo, per correre”. 
L'azione politica per i territori non può immaginare di continuare, ancora, a seguire le emergenze, 
soprattutto giornalistiche, nel vano tentativo di poter dare risposte, spesso contraddittorie, nel metodo e 
nelle conseguenze. 
La necessità evidente, invece, è quella di avere un metodo unico, di sistema, che intrecci le azioni 
dell'uomo sui territori (tutte le azioni), attorno ad un filo rosso ed orienti gli amministratori, le istituzioni, i 
cittadini verso azioni omogenee, capaci di chiudere il cerchio dei bisogni in una catena di mutue 
sostenibilità, reali anche nel medio/lungo periodo. 
Occorre, quindi, “avere visione”, per non incartarsi nell'ansiosa ricerca di soluzioni a “presunte emergenze”, 
solitamente, conseguenza di risposte veloci a pregresse “presunte emergenze”. Se vogliamo continuare a 
ripeterci: “Non c'è più tempo”, almeno, aggiungiamo: “...per correre”. 
Concretamente, occorre orientare le azioni antropiche attraverso presupposti di “reversibilità”. Ovvero, 
desumendo dalla fisica, “verso qualsiasi processo o trasformazione del sistema che, possa svolgersi 
indifferentemente dallo stato iniziale allo stato finale o viceversa”. 
Di seguito, in grossa sintesi, offerti quale spunti di lavoro per la Conferenza Programmatica provinciale del 
Partito Democratico, del 28 e 29 novembre prossimi, ci sono le linee di azione e soluzione individuate, dal 
Forum “Ambiente e Comunità” della Segreteria provinciale PD di Avellino, durante questo lungo anno di 
attività sui territori, tra le comunità, le associazioni, i circoli. 
Grazie a tutti coloro che ci sono stati e vorranno esserci. 
Mario Pagliaro 
resp. “Ambiente e Comunità” 
Segreteria provinciale PD 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 2
Conferenza Programmatica provinciale - ambientecomunità 
1. Pianificazione territoriale 
E' uno dei punti fondamentali di proposta politica e di amministrazione. Serve ri-vederla 
attraverso: 
1.1.La cultura del “limite” 
il concetto di “limite” non più fattore di “diminutio”, ma elemento di opportunità 
“altra”. 
1.2.La cultura della “rete” 
il concetto di “Rete” contrapposto a quello di “strutturazione autarchica”. 
1.3.La reversibilità delle scelte 
1.4.L'attenzione al “Consumo del suolo” 
a) drastica riduzione del consumo del suolo non urbanizzato; 
b) riuso delle aree già urbanizzate, in modo da evitare ulteriore consumo di 
suolo, specie a vocazione agricola; 
c) efficaci politiche di tutela dell’agricoltura, specie quella di pregio dei prodotto 
DOC, DOCG, biologici, biodinamici ed a lotta integrata; 
d) incentivare il riutilizzo dell'edilizia abitativa inutilizzata, nei programmi di 
edilizia abitativa sociale o convenzionata. 
1.5.La dignità del “non edificabile” 
1.6.La “Rigenerazione urbana” 
a) riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente; 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 3
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b) “sostituzione edilizia”; 
c) realizzazione di elevati standard di qualitativi, energetici e economicità; 
d) programmazione di interventi di edilizia sociale, incentivando il mercato 
locativo e l’housing sociale; 
e) rivalutazione degli spazi pubblici, del verde urbano, dei servizi di comunità. 
1.7.Il recupero dell'edilizia storica 
a) “Restauro” non “ristrutturazione”; 
b) valorizzazione e conservazione = “manutenzione ordinaria”; 
c) la salvaguardia dei centri antichi e storici e “ri-funzionalizzazione compatibile” 
d) la valorizzazione di un Bene Culturale, la qualificazione del contorno; 
e) il restauro dell'edilizia storica, parte dalla scelta di una nuova “destinazione 
d'uso compatibile”. 
1.8.L'edilizia scolastica 
prioritario intervenire sulle caratteristiche, strutturali, funzionali e gestionali 
dell’edilizia scolastica con: 
a) la messa in sicurezza strutturale ed impiantistica; 
b) interventi per il superamento delle barriere architettoniche; 
c) la trasformazione da contenitori statici a “Civic center”. 
1.9.Aree industriali 
a) PTCP, l'organicità tra vocazione dei territori e scelte industriali 
b) Ecologia Industriale e del Paesaggio 
• “Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate” (APEA). 
• Il ciclo industriale “chiuso” 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 4
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2. Tutela Ambientale 
Le aree naturali, sono uno dei simboli dell’assenza di un metodo, di una pianificazione. Le 
diverse emergenze sono trattate come se fossero tutti singoli problemi, a cui dare risposte 
singole. L'attenzione, invece, deve essere la riunione in una visione unica. Di metodo. 
2.1.Estensione/attuazione delle normative di tutela vigenti 
a) messa in rete delle aree protette 
• individuazione di corridoi ecologici 
• parchi regionali e aree contigue 
• individuazione aree ad alta valenza ambientale 
• Alberi monumentali e biodiversità 
b) attuazione di tutele verso le aree di produzioni agricole di pregio 
2.2.Sicurezza del territorio 
a) fondamentali le azioni costanti di monitoraggio e mappatura del territorio; 
b) manutenzione e rigenerazione del territorio, ri-funzionalizzazione dei territori; 
c) revisione delle passate scelte di espansione urbanistica a potenziale carica 
invasiva ambientale; 
d) la salvaguardia delle “aree naturali” passa, prima, per la re-introduzione delle 
aree naturali nelle filiere produttive compatibili; 
• cinipide del castagno, abbandono della montagna. Effetti sull’ambiente. 
e) le tipologie d'intervento a salvaguardia dei territori, non possono limitarsi a 
mere ipotesi tecnico/tecnologiche. 
f) Sempre, ma sopratutto nella programmazione degli interventi di salvaguardia 
ambientale, serve la convinzione che le risorse finanziarie non siano 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 5
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l'obbiettivo di spesa “a breve termine” ma, più concretamente, strumenti di 
azione positiva “a lungo termine” 
g) la legislazione in materia di “attività estrattiva di miniera” 
2.3.Inquinamento delle acque 
a) gli accordi multisettoriali e multiscalari; 
b) consapevolezza, volontarietà e flessibilità dei processi decisionali; 
c) governance delle trasformazioni dei territori; 
d) approccio eco-sistemico; 
e) condivisione e responsabilità delle comunità; 
f) azioni condivise di riqualificazione e valorizzazione; 
2.4.Inquinamento urbano 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 6
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3. Energia 
Una programmazione energetica anche a livello locale, è utile a creare opportunità ambientali 
ed economiche, partecipando al fabbisogno nazionale, evitando sterili pratiche speculative. A 
questi risultati si concorre considerando: 
3.1.Pianificazione territoriale 
a) fondamentale un Piano Energetico Regionale per il superamento delle 
contraddizioni energetiche sui territori; 
b) funzionali, “Piani energetici” provinciali e comunali organici 
c) necessaria la “diversificazione” delle fonti energetiche rinnovabili sui territori; 
3.2.Distretti “Green” 
a) aumento di consapevolezza nelle comunità di essere parte di macrosistemi 
b) il monitoraggio degli sprechi energetici e idrici, sia nel privato che nel 
pubblico, necessario per l'efficienza energetica; 
c) diffusione sul territorio di programmazioni energetiche fortemente impostate 
sull’efficienza e le fonti rinnovabili, quale spunto di crescita economica 
3.3.“Green economy” 
a) creazione di una “filiera delle rinnovabili” 
b) opportunità di riqualificazione energetica degli edifici, i benefici economici ed 
ambientali derivanti dagli interventi, dalle buone pratiche di risparmio 
energetico e dall’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. 
c) Inderogabile l'adozione di “best practices” da parte delle amministrazioni 
locali a partire dalla propria gestione quotidiana 
d) appalti verdi 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 7
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4.Materie Seconde (Rifiuti) 
Il termine rifiuto è improprio o meglio, sintomatico di un approccio non scientifico della 
questione. Serve sdoganare il tema dall’accezione culturale di “danno” a quella di “risorsa”. 
Attraverso: 
4.1.adozione della gerarchia della Direttiva Europea 2008/98CE, 
a) ridurre 
b) preparazione per il riutilizzo 
c) riciclaggio 
d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia, 
e) smaltimento. 
4.2.applicazione di sistemi di gestione per 
a) tendere alla chiusura del “ciclo dei rifiuti”, in ottica di “filiera corta” 
b) la diminuzione dei livelli complessivi di produzione; 
c) analisi della gestione a partire da scala territoriale macro; 
d) attuare “processi partecipati” nella scelta, attuazione e gestione dei “piani 
industriali di smaltimento” 
e) analizzare le opportunità della separazione tra la gestione della raccolta e 
dello smaltimento 
f) garantire elasticità nell'applicazione dei “piani industriali di smaltimento” 
attraverso feedback/monitoraggi continui e terzi; 
g) organizzare la raccolta sul territorio per aree omogenee, sulla base 
dell'economicità della raccolta a scala territoriale; 
h) perseguire, prima la condivisione in rete ed ottimizzazione degli impianti di 
smaltimento, poi, la creazione di nuovi; 
i) aumento della consapevolezza delle comunità locali verso visioni di sistema e 
non meramente localistiche; 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 8
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j) una raccolta differenziata spinta nell'ordine del 70-80%; 
k) la soluzione, nella raccolta differenziata, del contrasto tra rifiuti “raccolti” e 
quelli “effettivamente smaltiti”; 
l) incentivare la riduzione degli imballaggi, l'attivazione dello scambio e del 
riuso. 
m) premialità per le comunità virtuose e “succes fee” per progettisti e dirigenti dei 
piani; 
n) legare la scelta dei modelli e dei flussi di raccolta differenziata all’impiantistica 
di recupero effettivamente disponibile in condizioni logistiche accettabili; 
o) la considerazione delle economie su scala territoriale macro; 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 9
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5. Turismo 
Troppo diffusamente, è considerato come la soluzione di tutti i problemi di sviluppo locale. 
Ovviamente, non può essere vero. Sicuramente, può essere un importante strumento ma solo 
se inserito in una filiera di produzione e restituito al mercato. Sottratto, quindi, all'occasionalità 
delle programmazioni e delle gestioni che lo contraddistingue in provincia e che poco o nulla, 
hanno portato in termini di ricaduta strutturata sui territori. 
5.1.Impresa culturale 
a) il turismo è impresa, serve tendere ad offerte professionali; 
b) il volontariato può essere sussidiario, in una offerta di filiera; 
c) il pubblico deve favorire le iniziative, il mercato deve giustificarle 
d) puntare, non ai grossi flussi turistici, ma al turismo di qualità, 
5.2.Fare “rete” 
a) creare sinergie di filiera, anche con territori limitrofi. 
5.3.Turismo e territori 
a) incentivare una “economia del paesaggio”; 
b) promuovere la formazione e l'aggiornamento degli operatori 
c) coerenza nella partecipazione a disciplinari comunali e sovracomunali di 
certificazione, di promo-commercializzazione alle imprese 
5.4.Emigrazione come risorsa 
Al fine di separare la potenzialità dalla retorica, è giunto il momento di intervenire 
e di ribaltare il paradigma di una piaga, quale quella migratoria, in risorsa 
propulsiva per questo territorio. 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 10
Conferenza Programmatica provinciale - ambientecomunità 
a) Promuovere le strategie dell'export dei prodotti tipici verso la rete dei consumi 
degli italiani all’estero 
b) incentivare il “turismo familiare”, 
c) Offerta di strumenti di conoscenza della storia e tradizioni delle comunità, 
rivolta agli oriundi di seconda terza e quarta generazione. 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 11
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6. Le Emergenze 
Le emergenze ambientali, ereditate in decenni di assenza di visioni di sistema, vanno affrontate 
con decisione, ma sempre inserendole in ottica di insieme promuovendo, non sterili proposte 
tecnicistiche ma alternative di metodo. 
6.1.Modelli di “sviluppo irreversibile” 
a) le trivellazioni petrolifere 
6.2.Le conseguenza della mala-produzione 
a) Isochimica 
b) Valle del Sabato 
6.3.I rischi della mala gestione 
a) “Grande Progetto Sarno” 
6.4.Area vasta e Città Metropolitana 
a) il rischio della “Doppia periferia” 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 12
Conferenza Programmatica provinciale - ambientecomunità 
• credit 
Si ringrazia per gli importanti contributi al Forum, in questo anno di attività: 
• Sabino Aquino - geologo 
• Rosario Caravano - Circolo PD “Laboratorio Democratico” – Avellino 
• Antonio De Feo - Circolo PD “E. Berlinguer” – Serino 
• Virgilio D'Adamo – Circolo PD – Gesualdo 
• Michele Genua - Circolo PD – Frigento 
• Annalisa Gimigliano - Circolo PD – Santa Lucia di Serino 
• Raffele Giusto - Circolo PD – Fontanarosa 
• Rocco Lafratta - geologo 
• Adamo Patrone - Circolo PD – Bagnoli Irpino 
• Maurizio Petrillo - Circolo PD “Laboratorio Democratico” – Avellino 
• Toni Ricciardi - Direzione provinciale PD 
• Armando Sturchio – Circolo PD Caposele 
• Claudio Mazzone – Circolo PD Senerchia 
• Ferdinando Zaccaria – dott. agronomo 
...ma, su tutti, per aver orientato le nostre azioni: 
• Ugo Morelli 
I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 13

"Tavolo Ambiente e Comunità" istruzioni per l'uso

  • 2.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità • Lo “Sviluppo reversibile” “Non c'è più tempo, per correre”. L'azione politica per i territori non può immaginare di continuare, ancora, a seguire le emergenze, soprattutto giornalistiche, nel vano tentativo di poter dare risposte, spesso contraddittorie, nel metodo e nelle conseguenze. La necessità evidente, invece, è quella di avere un metodo unico, di sistema, che intrecci le azioni dell'uomo sui territori (tutte le azioni), attorno ad un filo rosso ed orienti gli amministratori, le istituzioni, i cittadini verso azioni omogenee, capaci di chiudere il cerchio dei bisogni in una catena di mutue sostenibilità, reali anche nel medio/lungo periodo. Occorre, quindi, “avere visione”, per non incartarsi nell'ansiosa ricerca di soluzioni a “presunte emergenze”, solitamente, conseguenza di risposte veloci a pregresse “presunte emergenze”. Se vogliamo continuare a ripeterci: “Non c'è più tempo”, almeno, aggiungiamo: “...per correre”. Concretamente, occorre orientare le azioni antropiche attraverso presupposti di “reversibilità”. Ovvero, desumendo dalla fisica, “verso qualsiasi processo o trasformazione del sistema che, possa svolgersi indifferentemente dallo stato iniziale allo stato finale o viceversa”. Di seguito, in grossa sintesi, offerti quale spunti di lavoro per la Conferenza Programmatica provinciale del Partito Democratico, del 28 e 29 novembre prossimi, ci sono le linee di azione e soluzione individuate, dal Forum “Ambiente e Comunità” della Segreteria provinciale PD di Avellino, durante questo lungo anno di attività sui territori, tra le comunità, le associazioni, i circoli. Grazie a tutti coloro che ci sono stati e vorranno esserci. Mario Pagliaro resp. “Ambiente e Comunità” Segreteria provinciale PD I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 2
  • 3.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità 1. Pianificazione territoriale E' uno dei punti fondamentali di proposta politica e di amministrazione. Serve ri-vederla attraverso: 1.1.La cultura del “limite” il concetto di “limite” non più fattore di “diminutio”, ma elemento di opportunità “altra”. 1.2.La cultura della “rete” il concetto di “Rete” contrapposto a quello di “strutturazione autarchica”. 1.3.La reversibilità delle scelte 1.4.L'attenzione al “Consumo del suolo” a) drastica riduzione del consumo del suolo non urbanizzato; b) riuso delle aree già urbanizzate, in modo da evitare ulteriore consumo di suolo, specie a vocazione agricola; c) efficaci politiche di tutela dell’agricoltura, specie quella di pregio dei prodotto DOC, DOCG, biologici, biodinamici ed a lotta integrata; d) incentivare il riutilizzo dell'edilizia abitativa inutilizzata, nei programmi di edilizia abitativa sociale o convenzionata. 1.5.La dignità del “non edificabile” 1.6.La “Rigenerazione urbana” a) riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente; I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 3
  • 4.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità b) “sostituzione edilizia”; c) realizzazione di elevati standard di qualitativi, energetici e economicità; d) programmazione di interventi di edilizia sociale, incentivando il mercato locativo e l’housing sociale; e) rivalutazione degli spazi pubblici, del verde urbano, dei servizi di comunità. 1.7.Il recupero dell'edilizia storica a) “Restauro” non “ristrutturazione”; b) valorizzazione e conservazione = “manutenzione ordinaria”; c) la salvaguardia dei centri antichi e storici e “ri-funzionalizzazione compatibile” d) la valorizzazione di un Bene Culturale, la qualificazione del contorno; e) il restauro dell'edilizia storica, parte dalla scelta di una nuova “destinazione d'uso compatibile”. 1.8.L'edilizia scolastica prioritario intervenire sulle caratteristiche, strutturali, funzionali e gestionali dell’edilizia scolastica con: a) la messa in sicurezza strutturale ed impiantistica; b) interventi per il superamento delle barriere architettoniche; c) la trasformazione da contenitori statici a “Civic center”. 1.9.Aree industriali a) PTCP, l'organicità tra vocazione dei territori e scelte industriali b) Ecologia Industriale e del Paesaggio • “Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate” (APEA). • Il ciclo industriale “chiuso” I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 4
  • 5.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità 2. Tutela Ambientale Le aree naturali, sono uno dei simboli dell’assenza di un metodo, di una pianificazione. Le diverse emergenze sono trattate come se fossero tutti singoli problemi, a cui dare risposte singole. L'attenzione, invece, deve essere la riunione in una visione unica. Di metodo. 2.1.Estensione/attuazione delle normative di tutela vigenti a) messa in rete delle aree protette • individuazione di corridoi ecologici • parchi regionali e aree contigue • individuazione aree ad alta valenza ambientale • Alberi monumentali e biodiversità b) attuazione di tutele verso le aree di produzioni agricole di pregio 2.2.Sicurezza del territorio a) fondamentali le azioni costanti di monitoraggio e mappatura del territorio; b) manutenzione e rigenerazione del territorio, ri-funzionalizzazione dei territori; c) revisione delle passate scelte di espansione urbanistica a potenziale carica invasiva ambientale; d) la salvaguardia delle “aree naturali” passa, prima, per la re-introduzione delle aree naturali nelle filiere produttive compatibili; • cinipide del castagno, abbandono della montagna. Effetti sull’ambiente. e) le tipologie d'intervento a salvaguardia dei territori, non possono limitarsi a mere ipotesi tecnico/tecnologiche. f) Sempre, ma sopratutto nella programmazione degli interventi di salvaguardia ambientale, serve la convinzione che le risorse finanziarie non siano I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 5
  • 6.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità l'obbiettivo di spesa “a breve termine” ma, più concretamente, strumenti di azione positiva “a lungo termine” g) la legislazione in materia di “attività estrattiva di miniera” 2.3.Inquinamento delle acque a) gli accordi multisettoriali e multiscalari; b) consapevolezza, volontarietà e flessibilità dei processi decisionali; c) governance delle trasformazioni dei territori; d) approccio eco-sistemico; e) condivisione e responsabilità delle comunità; f) azioni condivise di riqualificazione e valorizzazione; 2.4.Inquinamento urbano I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 6
  • 7.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità 3. Energia Una programmazione energetica anche a livello locale, è utile a creare opportunità ambientali ed economiche, partecipando al fabbisogno nazionale, evitando sterili pratiche speculative. A questi risultati si concorre considerando: 3.1.Pianificazione territoriale a) fondamentale un Piano Energetico Regionale per il superamento delle contraddizioni energetiche sui territori; b) funzionali, “Piani energetici” provinciali e comunali organici c) necessaria la “diversificazione” delle fonti energetiche rinnovabili sui territori; 3.2.Distretti “Green” a) aumento di consapevolezza nelle comunità di essere parte di macrosistemi b) il monitoraggio degli sprechi energetici e idrici, sia nel privato che nel pubblico, necessario per l'efficienza energetica; c) diffusione sul territorio di programmazioni energetiche fortemente impostate sull’efficienza e le fonti rinnovabili, quale spunto di crescita economica 3.3.“Green economy” a) creazione di una “filiera delle rinnovabili” b) opportunità di riqualificazione energetica degli edifici, i benefici economici ed ambientali derivanti dagli interventi, dalle buone pratiche di risparmio energetico e dall’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. c) Inderogabile l'adozione di “best practices” da parte delle amministrazioni locali a partire dalla propria gestione quotidiana d) appalti verdi I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 7
  • 8.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità 4.Materie Seconde (Rifiuti) Il termine rifiuto è improprio o meglio, sintomatico di un approccio non scientifico della questione. Serve sdoganare il tema dall’accezione culturale di “danno” a quella di “risorsa”. Attraverso: 4.1.adozione della gerarchia della Direttiva Europea 2008/98CE, a) ridurre b) preparazione per il riutilizzo c) riciclaggio d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia, e) smaltimento. 4.2.applicazione di sistemi di gestione per a) tendere alla chiusura del “ciclo dei rifiuti”, in ottica di “filiera corta” b) la diminuzione dei livelli complessivi di produzione; c) analisi della gestione a partire da scala territoriale macro; d) attuare “processi partecipati” nella scelta, attuazione e gestione dei “piani industriali di smaltimento” e) analizzare le opportunità della separazione tra la gestione della raccolta e dello smaltimento f) garantire elasticità nell'applicazione dei “piani industriali di smaltimento” attraverso feedback/monitoraggi continui e terzi; g) organizzare la raccolta sul territorio per aree omogenee, sulla base dell'economicità della raccolta a scala territoriale; h) perseguire, prima la condivisione in rete ed ottimizzazione degli impianti di smaltimento, poi, la creazione di nuovi; i) aumento della consapevolezza delle comunità locali verso visioni di sistema e non meramente localistiche; I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 8
  • 9.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità j) una raccolta differenziata spinta nell'ordine del 70-80%; k) la soluzione, nella raccolta differenziata, del contrasto tra rifiuti “raccolti” e quelli “effettivamente smaltiti”; l) incentivare la riduzione degli imballaggi, l'attivazione dello scambio e del riuso. m) premialità per le comunità virtuose e “succes fee” per progettisti e dirigenti dei piani; n) legare la scelta dei modelli e dei flussi di raccolta differenziata all’impiantistica di recupero effettivamente disponibile in condizioni logistiche accettabili; o) la considerazione delle economie su scala territoriale macro; I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 9
  • 10.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità 5. Turismo Troppo diffusamente, è considerato come la soluzione di tutti i problemi di sviluppo locale. Ovviamente, non può essere vero. Sicuramente, può essere un importante strumento ma solo se inserito in una filiera di produzione e restituito al mercato. Sottratto, quindi, all'occasionalità delle programmazioni e delle gestioni che lo contraddistingue in provincia e che poco o nulla, hanno portato in termini di ricaduta strutturata sui territori. 5.1.Impresa culturale a) il turismo è impresa, serve tendere ad offerte professionali; b) il volontariato può essere sussidiario, in una offerta di filiera; c) il pubblico deve favorire le iniziative, il mercato deve giustificarle d) puntare, non ai grossi flussi turistici, ma al turismo di qualità, 5.2.Fare “rete” a) creare sinergie di filiera, anche con territori limitrofi. 5.3.Turismo e territori a) incentivare una “economia del paesaggio”; b) promuovere la formazione e l'aggiornamento degli operatori c) coerenza nella partecipazione a disciplinari comunali e sovracomunali di certificazione, di promo-commercializzazione alle imprese 5.4.Emigrazione come risorsa Al fine di separare la potenzialità dalla retorica, è giunto il momento di intervenire e di ribaltare il paradigma di una piaga, quale quella migratoria, in risorsa propulsiva per questo territorio. I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 10
  • 11.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità a) Promuovere le strategie dell'export dei prodotti tipici verso la rete dei consumi degli italiani all’estero b) incentivare il “turismo familiare”, c) Offerta di strumenti di conoscenza della storia e tradizioni delle comunità, rivolta agli oriundi di seconda terza e quarta generazione. I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 11
  • 12.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità 6. Le Emergenze Le emergenze ambientali, ereditate in decenni di assenza di visioni di sistema, vanno affrontate con decisione, ma sempre inserendole in ottica di insieme promuovendo, non sterili proposte tecnicistiche ma alternative di metodo. 6.1.Modelli di “sviluppo irreversibile” a) le trivellazioni petrolifere 6.2.Le conseguenza della mala-produzione a) Isochimica b) Valle del Sabato 6.3.I rischi della mala gestione a) “Grande Progetto Sarno” 6.4.Area vasta e Città Metropolitana a) il rischio della “Doppia periferia” I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 12
  • 13.
    Conferenza Programmatica provinciale- ambientecomunità • credit Si ringrazia per gli importanti contributi al Forum, in questo anno di attività: • Sabino Aquino - geologo • Rosario Caravano - Circolo PD “Laboratorio Democratico” – Avellino • Antonio De Feo - Circolo PD “E. Berlinguer” – Serino • Virgilio D'Adamo – Circolo PD – Gesualdo • Michele Genua - Circolo PD – Frigento • Annalisa Gimigliano - Circolo PD – Santa Lucia di Serino • Raffele Giusto - Circolo PD – Fontanarosa • Rocco Lafratta - geologo • Adamo Patrone - Circolo PD – Bagnoli Irpino • Maurizio Petrillo - Circolo PD “Laboratorio Democratico” – Avellino • Toni Ricciardi - Direzione provinciale PD • Armando Sturchio – Circolo PD Caposele • Claudio Mazzone – Circolo PD Senerchia • Ferdinando Zaccaria – dott. agronomo ...ma, su tutti, per aver orientato le nostre azioni: • Ugo Morelli I punti di un anno di “ambiente” in Irpinia 13