Il documento descrive l'evoluzione del modello atomico, partendo dal modello di Thomson del 1897, che introduce elettroni e protoni come particelle subatomiche, passando per il modello planetario di Rutherford e arrivando al modello di Bohr del 1913, basato su postulati riguardanti orbite stazionarie degli elettroni. Bohr sostiene che gli elettroni non emettono energia mentre rimangono in orbite fisse e che possono passare da un'orbita all'altra rilasciando o assorbendo energia. Il documento menziona anche esperimenti significativi come il tubo di Crookes e l'uso della lamina d'oro.