PROGETTAZIONE DEGLI ITINERARI
TURISTICI INTEGRATI
Dino De Angelis
ELABORARE NUOVE STRATEGIE TURISTICHE
 La consapevolezza dell’importanza del turismo per
lo sviluppo economico e la creazione di nuova
occupazione richiede l’elaborazione di nuove
strategie turistiche:
 puntare molto sulla qualità dell’offerta, offrire un
nuovo modo di vivere il turismo, cui si accompagna
l’esigenza di valorizzare il patrimonio culturale ed
enogastronomico.
SISTEMA TURISTICO UNITARIO
 Ci si propone dunque la realizzazione di un sistema turistico
unitario in grado di presentarsi e competere a livello
internazionale con un'offerta di territori, culture e servizi.
 Un offerta in grado di esaltare, in una logica di sistema, le differenze,
le tradizioni ed i diversi contesti storico- ambientali, ma in grado
anche di promuovere una rete di servizi organizzati secondo
criteri e standard qualitativi condivisi.
 Una politica della qualità, circuiti turistici integrati, "infrastrutture
di collegamento materiali e immateriali", interventi e strumenti
finalizzati al rafforzamento delle relazioni ed alla integrazione
economica e sociale
AZIONI
 1) Sviluppo e potenziamento di attività turistiche
 2) Riqualificazione delle strutture riguardanti il
patrimonio turistico
 3) Sostegno all’imprenditoria ad essi legata.
OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI
 L’obiettivo generale mira a creare un’offerta turistica complessiva
attraverso la messa in rete delle risorse (naturali e culturali) e dei
servizi.
 La predisposizione degli Itinerari turistici integrati è inoltre finalizzata
al perseguimento dei seguenti obiettivi specifici:
 valorizzare, potenziare e riqualificare l’attività turistica, con
particolare riferimento alle imprese turistiche che operano nell’area
interessata.
 promuovere il turismo, la cultura attraverso la valorizzazione
delle risorse naturali e paesaggistiche.
 potenziare I flussi turistici verso le aree che si trovano ad un
grado meno elevato di sviluppo turistico, soprattutto nell’entroterra.
 allargare la stagione turistica tradizionale attraverso il
potenziamento di tipologie turistiche poco soggette ai ritmi della
stagionalità.
 valorizzare il patrimonio naturalistico e storico-culturale, al
rispetto dei quali s’intende informare le attività progettuali, in
un’ottica di turismo sostenibile ed ecocompatibile.
METODOLOGIA GENERALE
 1 – Analisi delle aree e delle coerenze
interne;
 2 – Definizione delle integrazioni;
 3 – Studi di prefattibilità;
 4 – Attività e strumenti della comunicazione.
1. ANALISI DELLE AREE E DELLE COERENZE INTERNE
 Innanzitutto si procederà ad una analisi dei territori, in
modo da pervenire ad un loro inquadramento
generale e verranno evidenziate le risorse
turistiche classificabili secondo varie tipologie.
 All’interno dei territori individuati verranno definite
le coerenze interne e le uniformità a livello turistico
che si manifestano e che configurano un sub-sistema
ben individuato all’interno del più ampio sistema
territoriale a cui fanno riferimento.
2. DEFINIZIONE DELLE INTEGRAZIONI
 A seguito dell’analisi territoriale, saranno
approfondite le tematiche legate ai settori ed alle
filiere turistiche in modo da individuare ambiti di
intervento in senso orizzontale e verticale e giungere
alla definizione di una serie di interventi, finalizzata ad
esplicitare le linee guida e le integrazioni necessarie
per l’attuazione di interventi.
 La definizione degli itinerari che preveda dei nodi
rappresentanti il fulcro attrattivo, seppur non
esaustivo, diventa il passo successivo per la
strutturazione di una rete turistica integrata.
3. STUDI DI PREFATTIBILITÀ
 Un ambito ulteriore nel quale si esplicheranno le
attività progettuali è quello degli studi di prefattibilità ,
cioè di studi di settore specifici per favorire
l’integrazione turistica dei territori.
 Sono sostanzialmente riconducibili ad alcuni
argomenti fondamentali quali la qualità, la
formazione, la riqualificazione del patrimonio turistico
ed il sostegno all’imprenditoria turistica
4. ATTIVITÀ E STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE.
 Parallelamente e a valle di tutte le attività
progettuali illustrate, si svolge l’attività di
comunicazione, tesa a rafforzare e
qualificare l’immagine dei territori e basata
su di un insieme di strumenti e azioni da
tarare in rapporto alle specificità locali.
INDUSTRIA ITALIANA DEL TURISMO
 Nonostante l’enorme patrimonio culturale e
ambientale disponibile a fini turistici, il contributo
del settore turismo al complesso dell’economia
italiana appare tuttavia minore rispetto ad altri
Paesi europei ed extraeuropei e ha fatto
registrare qualche flessione nell’ultimo decennio,
anche perché il turismo italiano si trova a
fronteggiare una agguerrita concorrenza
internazionale
MIGLIORARE LA COMPETITIVITA’
 L’Italia deve dunque migliorare la sua competitività sia
valorizzando al meglio le proprie risorse ambientali e
culturali che migliorando i servizi a disposizione del
turista. In generale, deve rafforzare la propria capacità di
accoglienza puntando ad un maggiore coordinamento
alle varie scale.
 da una parte manca una vera e propria strategia
nazionale; dall’altra parte, deve essere rafforzata la
governance alla scala territoriale, con una maggiore
organizzazione delle risorse e valorizzazione del
patrimonio locale
PUNTI FORTI – PUNTI DEBOLI
 Quello che risente maggiormente di una concorrenza
internazionale in Italia è il turismo balneare, che
presenta un’offerta poco competitiva con le nuove mète
mediterranee e mondiali nel rapporto qualità-costo.
 Al contrario il made in Italy – inteso anche come stile
di vita, cultura, paesaggio ed enogastronomia –
esercita grande fascino nei turisti stranieri e interessa
sempre più l’entroterra e le regioni finora meno
esplorate e sviluppate turisticamente
ALTERNATIVE AL TURISMO DI MASSA
 Dagli anni ’80 sono emerse in Italia tipologie di offerta
alternative al turismo di massa e più favorevoli dal punto di vista
sociale ed ecologico.
 Queste forme di turismo – che si richiamano a un approccio
opposto a quello del turismo di massa convenzionale ma si
pongono in posizione di complementarità e non di competitività
con quest’ultimo – nascono dalla domanda di ambienti
incontaminati e prendono in considerazione i bisogni della
popolazione locale.
 Quest’approccio più ‘morbido’ pone le risorse naturali e culturali
nella prima fila della programmazione e dello sviluppo invece
che in coda, dando modo ai territori di eliminare le influenze
esterne, di mettere in piedi progetti endogeni partecipando
direttamente al proprio sviluppo e dunque di affermare la propria
autonomia decisionale
AGRITURISMO E RICETTIVITA’ COMPLEMENTARE
 Negli anni più recenti si è diffuso il modello del “turismo sostenibile”,
che implica una maggiore assunzione di responsabilità da parte
del turista nel rapporto con i territori visitati e una maggiore
integrazione, nelle destinazioni, fra gli interessi del turismo e le
competenze tradizionali delle comunità.
 I tipi di turismo che si prestano bene a questo approccio vanno sotto
una serie di nomi diversi, come: turismo rurale, turismo verde,
ecoturismo, geoturismo, turismo agro-culturale ,ecc.
 La forma di ricettività più diffusa in Italia per questo tipo di offerta
turistica è quella dell’agriturismo, che si completa con altre forme di
ricettività complementare, quali bed & breakfast, country house,
albergo diffuso
IL “PRODOTTO-TERRITORIO”
 Gli itinerari turistici sul patrimonio culturale nascono
dal desiderio di recuperare e rendere accessibili a
un’utenza ampia e diversificata il patrimonio culturale
che, sotto forma di beni materiali e immateriali, il
mondo rurale ha espresso attraverso molte
generazioni;
 Nella logica del destination marketing si parla di
“prodotto-territorio” come della vera risorsa turistica di
una destinazione
ANALISI DELLA DOMANDA
 Dal lato della domanda, il viaggiatore si pone
alla ricerca di nuove sensazioni ed emozioni a
cui la complessità culturale del territorio può
rispondere.
ANALISI DELL’OFFERTA
 Dal lato dell’offerta, le comunità, gli enti locali, le imprese e
le associazioni tendono a costituire o rafforzare delle
relazioni di cooperazione che permettono la messa sul
mercato di un sistema competitivo dell’offerta turistica;
 l’instaurarsi di rapporti basati sulla COOPETITION
permette anche un accesso facilitato agli strumenti di
finanziamento che sostengono le nuove forme di
partenariato locale.
 Il territorio non può essere considerato come una
piattaforma fisica su cui tracciare itinerari turistici disegnati
a tavolino, tanto meno può essere visto come un qualcosa
lontano dall’agire dell’uomo, in quanto esso è frutto della
cultura e delle dinamiche economiche di una società,
della proiezione di immagini create da chi ci vive.
PIANIFICAZIONE STRATEGICA DEI TERRITORI
 Una attenta pianificazione strategica di una destinazione turistica
deve basarsi su politiche che operano direttamente sul
territorio-destinazione, sul contesto socio-culturale e su quello
economico.
 nella costruzione di itinerari turistici, pare opportuno quindi mirare
all’integrazione di tutte quelle risorse che stanno in relazione
con la destinazione per favorire nei visitatori un apprezzamento a
tutto tondo dei valori agro-culturali che il territorio è capace di
esprimere:
 dai saperi sviluppati sui rimedi naturali fino alle produzioni artigianali
di prodotti tipici e molto altro ancora, facendo comprendere come
questi vari elementi possono essere valorizzati pienamente solo
all’interno di sistematici percorsi di conoscenza
COSTRUIRE UN’IMMAGINE EFFICACE
 Una volta individuato il ventaglio delle risorse da
offrire al turista, è possibile costruire un’immagine
efficace del territorio di riferimento e attuare una
concreta politica di promozione della destinazione
anche attraverso la proposta di specifici itinerari.
 Tale politica non può comunque limitarsi ad una
campagna pubblicitaria o ad un’azione mirata sugli
intermediari turistici, ma deve attivare una gestione
coordinata e continuativa di tutte le iniziative
promovendo una collaborazione di tutti i soggetti locali
CHI SONO GLI STAKEHOLDERS
 Un’integrazione delle risorse implica quindi anche una
cooperazione dei diversi soggetti:
 imprenditori che operano nel settore turistico (albergatori,
 ristoratori, erogatori di servizi di vario genere) e in quello agricolo
(aziende vitivinicole e agroalimentari, fattorie didattiche),
 enti che gestiscono le risorse ambientali (parchi e riserve
naturali) e il patrimonio storico-artistico (musei, siti archeologici),
 associazioni che si occupano della promozione del territorio e di
eventi (pro-loco, agenzie di promozione turistica, associazioni
culturali),
 la comunità con le sue istituzioni laiche e religiose
IL VISITATORE AL CENTRO
 Il coinvolgimento dell’intera comunità rappresenta
un fattore basilare dello sviluppo turistico.
 Se l’obiettivo è quello di fare apprezzare i
paesaggi, bisogna favorire una immersione
nell’ambiente che deve essere colto nella sua
multidimensionalità, organizzando la visita a varie
attività culturali, artigianali e commerciali,
lasciando al visitatore il tempo necessario per
entrare nello spirito del luogo
SCALA DI VALORIZZAZIONE DEI LUOGHI
 In conseguenza di quanto ora esposto, la scala più
pertinente su cui costruire itinerari di questo tipo è quella
territoriale, tipica del geoitinerario ;
 una scala che permetta ai turisti del nuovo millennio di
ottenere – in una vacanza di alcuni giorni – un’immagine
organica penetrando nello spirito dei luoghi e apprezzando
i valori estetici e culturali dei paesaggi agrari;
 una scala che consenta di sviluppare in maniera
coordinata politiche di valorizzazione turistica e di
valorizzazione culturale e una integrazione territoriale
basata sul partenariato tra pubblico e privato
LE VIE DEL GUSTO
 Il caso delle “vie del gusto” o “strade dei sapori”,
e in particolare delle “strade del vino” (che negli
ultimi anni hanno conosciuto una notevole
diffusione in Italia), è un esempio emblematico di
come la valorizzazione dei valori agro-culturali di
un territorio si fondi sulla conoscenza e
l’apprezzamento degli aspetti vari e
complementari che caratterizzano il cosiddetto
terroir
Progettazione itinerari turistici integrati

Progettazione itinerari turistici integrati

  • 1.
    PROGETTAZIONE DEGLI ITINERARI TURISTICIINTEGRATI Dino De Angelis
  • 2.
    ELABORARE NUOVE STRATEGIETURISTICHE  La consapevolezza dell’importanza del turismo per lo sviluppo economico e la creazione di nuova occupazione richiede l’elaborazione di nuove strategie turistiche:  puntare molto sulla qualità dell’offerta, offrire un nuovo modo di vivere il turismo, cui si accompagna l’esigenza di valorizzare il patrimonio culturale ed enogastronomico.
  • 3.
    SISTEMA TURISTICO UNITARIO Ci si propone dunque la realizzazione di un sistema turistico unitario in grado di presentarsi e competere a livello internazionale con un'offerta di territori, culture e servizi.  Un offerta in grado di esaltare, in una logica di sistema, le differenze, le tradizioni ed i diversi contesti storico- ambientali, ma in grado anche di promuovere una rete di servizi organizzati secondo criteri e standard qualitativi condivisi.  Una politica della qualità, circuiti turistici integrati, "infrastrutture di collegamento materiali e immateriali", interventi e strumenti finalizzati al rafforzamento delle relazioni ed alla integrazione economica e sociale
  • 4.
    AZIONI  1) Sviluppoe potenziamento di attività turistiche  2) Riqualificazione delle strutture riguardanti il patrimonio turistico  3) Sostegno all’imprenditoria ad essi legata.
  • 5.
    OBIETTIVI GENERALI ESPECIFICI  L’obiettivo generale mira a creare un’offerta turistica complessiva attraverso la messa in rete delle risorse (naturali e culturali) e dei servizi.  La predisposizione degli Itinerari turistici integrati è inoltre finalizzata al perseguimento dei seguenti obiettivi specifici:  valorizzare, potenziare e riqualificare l’attività turistica, con particolare riferimento alle imprese turistiche che operano nell’area interessata.  promuovere il turismo, la cultura attraverso la valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche.  potenziare I flussi turistici verso le aree che si trovano ad un grado meno elevato di sviluppo turistico, soprattutto nell’entroterra.  allargare la stagione turistica tradizionale attraverso il potenziamento di tipologie turistiche poco soggette ai ritmi della stagionalità.  valorizzare il patrimonio naturalistico e storico-culturale, al rispetto dei quali s’intende informare le attività progettuali, in un’ottica di turismo sostenibile ed ecocompatibile.
  • 6.
    METODOLOGIA GENERALE  1– Analisi delle aree e delle coerenze interne;  2 – Definizione delle integrazioni;  3 – Studi di prefattibilità;  4 – Attività e strumenti della comunicazione.
  • 7.
    1. ANALISI DELLEAREE E DELLE COERENZE INTERNE  Innanzitutto si procederà ad una analisi dei territori, in modo da pervenire ad un loro inquadramento generale e verranno evidenziate le risorse turistiche classificabili secondo varie tipologie.  All’interno dei territori individuati verranno definite le coerenze interne e le uniformità a livello turistico che si manifestano e che configurano un sub-sistema ben individuato all’interno del più ampio sistema territoriale a cui fanno riferimento.
  • 8.
    2. DEFINIZIONE DELLEINTEGRAZIONI  A seguito dell’analisi territoriale, saranno approfondite le tematiche legate ai settori ed alle filiere turistiche in modo da individuare ambiti di intervento in senso orizzontale e verticale e giungere alla definizione di una serie di interventi, finalizzata ad esplicitare le linee guida e le integrazioni necessarie per l’attuazione di interventi.  La definizione degli itinerari che preveda dei nodi rappresentanti il fulcro attrattivo, seppur non esaustivo, diventa il passo successivo per la strutturazione di una rete turistica integrata.
  • 9.
    3. STUDI DIPREFATTIBILITÀ  Un ambito ulteriore nel quale si esplicheranno le attività progettuali è quello degli studi di prefattibilità , cioè di studi di settore specifici per favorire l’integrazione turistica dei territori.  Sono sostanzialmente riconducibili ad alcuni argomenti fondamentali quali la qualità, la formazione, la riqualificazione del patrimonio turistico ed il sostegno all’imprenditoria turistica
  • 10.
    4. ATTIVITÀ ESTRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE.  Parallelamente e a valle di tutte le attività progettuali illustrate, si svolge l’attività di comunicazione, tesa a rafforzare e qualificare l’immagine dei territori e basata su di un insieme di strumenti e azioni da tarare in rapporto alle specificità locali.
  • 11.
    INDUSTRIA ITALIANA DELTURISMO  Nonostante l’enorme patrimonio culturale e ambientale disponibile a fini turistici, il contributo del settore turismo al complesso dell’economia italiana appare tuttavia minore rispetto ad altri Paesi europei ed extraeuropei e ha fatto registrare qualche flessione nell’ultimo decennio, anche perché il turismo italiano si trova a fronteggiare una agguerrita concorrenza internazionale
  • 12.
    MIGLIORARE LA COMPETITIVITA’ L’Italia deve dunque migliorare la sua competitività sia valorizzando al meglio le proprie risorse ambientali e culturali che migliorando i servizi a disposizione del turista. In generale, deve rafforzare la propria capacità di accoglienza puntando ad un maggiore coordinamento alle varie scale.  da una parte manca una vera e propria strategia nazionale; dall’altra parte, deve essere rafforzata la governance alla scala territoriale, con una maggiore organizzazione delle risorse e valorizzazione del patrimonio locale
  • 13.
    PUNTI FORTI –PUNTI DEBOLI  Quello che risente maggiormente di una concorrenza internazionale in Italia è il turismo balneare, che presenta un’offerta poco competitiva con le nuove mète mediterranee e mondiali nel rapporto qualità-costo.  Al contrario il made in Italy – inteso anche come stile di vita, cultura, paesaggio ed enogastronomia – esercita grande fascino nei turisti stranieri e interessa sempre più l’entroterra e le regioni finora meno esplorate e sviluppate turisticamente
  • 14.
    ALTERNATIVE AL TURISMODI MASSA  Dagli anni ’80 sono emerse in Italia tipologie di offerta alternative al turismo di massa e più favorevoli dal punto di vista sociale ed ecologico.  Queste forme di turismo – che si richiamano a un approccio opposto a quello del turismo di massa convenzionale ma si pongono in posizione di complementarità e non di competitività con quest’ultimo – nascono dalla domanda di ambienti incontaminati e prendono in considerazione i bisogni della popolazione locale.  Quest’approccio più ‘morbido’ pone le risorse naturali e culturali nella prima fila della programmazione e dello sviluppo invece che in coda, dando modo ai territori di eliminare le influenze esterne, di mettere in piedi progetti endogeni partecipando direttamente al proprio sviluppo e dunque di affermare la propria autonomia decisionale
  • 15.
    AGRITURISMO E RICETTIVITA’COMPLEMENTARE  Negli anni più recenti si è diffuso il modello del “turismo sostenibile”, che implica una maggiore assunzione di responsabilità da parte del turista nel rapporto con i territori visitati e una maggiore integrazione, nelle destinazioni, fra gli interessi del turismo e le competenze tradizionali delle comunità.  I tipi di turismo che si prestano bene a questo approccio vanno sotto una serie di nomi diversi, come: turismo rurale, turismo verde, ecoturismo, geoturismo, turismo agro-culturale ,ecc.  La forma di ricettività più diffusa in Italia per questo tipo di offerta turistica è quella dell’agriturismo, che si completa con altre forme di ricettività complementare, quali bed & breakfast, country house, albergo diffuso
  • 16.
    IL “PRODOTTO-TERRITORIO”  Gliitinerari turistici sul patrimonio culturale nascono dal desiderio di recuperare e rendere accessibili a un’utenza ampia e diversificata il patrimonio culturale che, sotto forma di beni materiali e immateriali, il mondo rurale ha espresso attraverso molte generazioni;  Nella logica del destination marketing si parla di “prodotto-territorio” come della vera risorsa turistica di una destinazione
  • 17.
    ANALISI DELLA DOMANDA Dal lato della domanda, il viaggiatore si pone alla ricerca di nuove sensazioni ed emozioni a cui la complessità culturale del territorio può rispondere.
  • 18.
    ANALISI DELL’OFFERTA  Dallato dell’offerta, le comunità, gli enti locali, le imprese e le associazioni tendono a costituire o rafforzare delle relazioni di cooperazione che permettono la messa sul mercato di un sistema competitivo dell’offerta turistica;  l’instaurarsi di rapporti basati sulla COOPETITION permette anche un accesso facilitato agli strumenti di finanziamento che sostengono le nuove forme di partenariato locale.  Il territorio non può essere considerato come una piattaforma fisica su cui tracciare itinerari turistici disegnati a tavolino, tanto meno può essere visto come un qualcosa lontano dall’agire dell’uomo, in quanto esso è frutto della cultura e delle dinamiche economiche di una società, della proiezione di immagini create da chi ci vive.
  • 19.
    PIANIFICAZIONE STRATEGICA DEITERRITORI  Una attenta pianificazione strategica di una destinazione turistica deve basarsi su politiche che operano direttamente sul territorio-destinazione, sul contesto socio-culturale e su quello economico.  nella costruzione di itinerari turistici, pare opportuno quindi mirare all’integrazione di tutte quelle risorse che stanno in relazione con la destinazione per favorire nei visitatori un apprezzamento a tutto tondo dei valori agro-culturali che il territorio è capace di esprimere:  dai saperi sviluppati sui rimedi naturali fino alle produzioni artigianali di prodotti tipici e molto altro ancora, facendo comprendere come questi vari elementi possono essere valorizzati pienamente solo all’interno di sistematici percorsi di conoscenza
  • 20.
    COSTRUIRE UN’IMMAGINE EFFICACE Una volta individuato il ventaglio delle risorse da offrire al turista, è possibile costruire un’immagine efficace del territorio di riferimento e attuare una concreta politica di promozione della destinazione anche attraverso la proposta di specifici itinerari.  Tale politica non può comunque limitarsi ad una campagna pubblicitaria o ad un’azione mirata sugli intermediari turistici, ma deve attivare una gestione coordinata e continuativa di tutte le iniziative promovendo una collaborazione di tutti i soggetti locali
  • 21.
    CHI SONO GLISTAKEHOLDERS  Un’integrazione delle risorse implica quindi anche una cooperazione dei diversi soggetti:  imprenditori che operano nel settore turistico (albergatori,  ristoratori, erogatori di servizi di vario genere) e in quello agricolo (aziende vitivinicole e agroalimentari, fattorie didattiche),  enti che gestiscono le risorse ambientali (parchi e riserve naturali) e il patrimonio storico-artistico (musei, siti archeologici),  associazioni che si occupano della promozione del territorio e di eventi (pro-loco, agenzie di promozione turistica, associazioni culturali),  la comunità con le sue istituzioni laiche e religiose
  • 22.
    IL VISITATORE ALCENTRO  Il coinvolgimento dell’intera comunità rappresenta un fattore basilare dello sviluppo turistico.  Se l’obiettivo è quello di fare apprezzare i paesaggi, bisogna favorire una immersione nell’ambiente che deve essere colto nella sua multidimensionalità, organizzando la visita a varie attività culturali, artigianali e commerciali, lasciando al visitatore il tempo necessario per entrare nello spirito del luogo
  • 23.
    SCALA DI VALORIZZAZIONEDEI LUOGHI  In conseguenza di quanto ora esposto, la scala più pertinente su cui costruire itinerari di questo tipo è quella territoriale, tipica del geoitinerario ;  una scala che permetta ai turisti del nuovo millennio di ottenere – in una vacanza di alcuni giorni – un’immagine organica penetrando nello spirito dei luoghi e apprezzando i valori estetici e culturali dei paesaggi agrari;  una scala che consenta di sviluppare in maniera coordinata politiche di valorizzazione turistica e di valorizzazione culturale e una integrazione territoriale basata sul partenariato tra pubblico e privato
  • 24.
    LE VIE DELGUSTO  Il caso delle “vie del gusto” o “strade dei sapori”, e in particolare delle “strade del vino” (che negli ultimi anni hanno conosciuto una notevole diffusione in Italia), è un esempio emblematico di come la valorizzazione dei valori agro-culturali di un territorio si fondi sulla conoscenza e l’apprezzamento degli aspetti vari e complementari che caratterizzano il cosiddetto terroir