Intervista al
Prof. Ernesto Hofmann
BLOCKCHAIN
Marzia Murè:
Professor Hofmann Blockchain è un termine che trova ampia eco
nelle discussioni non soltanto tecnologiche del momento.
Come ritiene d’inquadrarlo?
Ernesto Hofmann:
L'emergente tecnologia informatica denominata Blockchain
intende andare al cuore delle attività socio-economiche, le quali,
com'è noto, sono essenzialmente costituite da transazioni, ossia da
scambi di informazioni ormai per lo più in formato digitale. Nelle
varie attività occorre quindi mantenere un registro che tenga
traccia del flusso delle operazioni.
L'idea di un simile registro apparve per la prima volta in un testo
di metà del Quattrocento dal titolo (abbreviato) "Della
Mercatura", a opera di Benedetto Cotrugli.
L'idea venne ripresa e ampliata qualche decennio dopo da Luca Pacioli, il
quale introdusse l'ormai celebre "partita doppia". Ecco allora che, in
estrema sintesi, il Blockchain è anche, e non solo, la forma più moderna e
più evoluta della partita doppia. Per gestire le transazioni che avvengono
tra due contraenti occorre innanzitutto rispettare criteri di privacy e di
sicurezza.
Ricorrendo a un banale esempio, nell'esecuzione di un bonifico occorre
che solo il destinatario lo riceva e inoltre che l'operazione sia a fronte di
capitali realmente posseduti e, infine, che non sia revocabile una volta
avviata. Occorre inoltre che venga mantenuta una storia delle
transazioni precedenti.
Gli istituti di credito attuano, così come altre organizzazioni, una simile
attività da tempo immemorabile. E negli ultimi decenni hanno tratto
enormi vantaggi dall'informatica. Ma sono strutture fortemente
accentrate, ossia tutte le transazioni (dei loro clienti) devono passare
attraverso il loro sistema informatico. Sarebbe idealmente più bello se tali
transazioni potessero avvenire come uno scambio di email nel quale appare
certamente qualche forma di attività centralizzata, mentre in realtà il
colloquio avviene direttamente tra le due parti.
Blockchain è in ultima essenza un colloquio a due senza, apparentemente,
intermediari. Ma chi garantisce privacy e sicurezza? La matematica per un
verso e la rete Blockchain per l'altro. Non dimentichiamo che la rete
trasmissiva di un Blockchain è in pratica la rete pubblica e distribuita di
Internet. Se io entro in un particolare Blockchain partirò presumibilmente da
un sito che mi fornirà l'applicazione chiave per utilizzare quello stesso
Blockchain.
Come si può spiegare con semplicità il funzionamento delle chiavi di sicurezza?
Verranno fornite due chiavi: una segreta e una pubblica. Si tenga conto che la
chiave pubblica viene ricavata in modo non banale dalla chiave segreta (e il
meccanismo non è reversibile). Lo stesso avverrà per il destinatario della mia
eventuale transazione. Quest'ultima entrerà in rete e tutti potranno vederla, ma il
destinatario resterà anonimo perchè il suo indirizzo viene ricavato dalla sua
chiave pubblica.
Il contenuto della transazione resterà illeggibile perchè protetto da una strana
combinazione di bit, che in pratica (detto in maniera quanto mai semplificata)
sono la sua chiave pubblica (destinatario) elevata alla mia chiave segreta
(mittente).
La cosa sorprendente è che la sua chiave pubblica elevata alla mia chiave
segreta coincide con la mia chiave pubblica elevata alla sua chiave
segreta. Questo si può dimostrare matematicamente senza eccessiva
difficoltà. E quindi solo lui con la combinazione della mia chiave pubblica
elevata alla sua chiave segreta potrà decodificare la transazione: le
transazioni sono quindi protette.
E qual è il livello di sicurezza che possiamo avere con tali chiavi?
Per dirla in termini ipersemplificati, esso è visibile a tutti i partecipanti di
quel Blockchain. Un Blockchain e' costituito da molteplici computer: alcuni
però sono privilegiati e denominati miner. Quando appare una nuova
transazione tutti nella Blockchain la vedono, ma i miner la studiano, in
qualche modo tengono conto delle chiavi della transazione e legano la
stessa ad altre transazioni apparse in quel breve lasso temporale,
costruendo un blocco per il quale viene creata un'ulteriore sequenza di bit,
quanto mai complicata e denominata hash, che identificherà quel blocco e
le sue transazioni.
Il blocco viene aggiunto in coda all'ultimo blocco creato in precedenza e la
correlazione tra i blocchi avviene attraverso i vari hash.
Quindi che ne è del registro?
Molti miner potrebbero partecipare alla costruzione di uno specifico blocco.
Chi arriva per primo può aggiungere il blocco in coda alla catena (ecco
perchè Blockchain).
La difficoltà risiede nella costruzione dell'hash che per via di alcuni dettagli
tecnici è molto laboriosa. In questo modo si crea quindi un registro in cui
appaiono nel tempo tutte le transazioni, che tuttavia restano
sostanzialmente anonime.
Come vengono costruiti questi blocchi professore?
E’ inoltre possibile verificare che non ci siano anomalie quali doppie
transazioni, transazioni senza copertura, e tentativi di frode di varia
natura. Gli algoritmi matematici e la struttura dell'intera catena sono
quindi un rivoluzionario sistema transazionale distribuito, protetto,
sicuro e anonimo. Blockchain è quindi la somma di diverse tecnologie
cooperanti.
Trarne vantaggio, nei modi più diversi, è allora compito della fantasia
degli imprenditori pubblici e privati che vorranno usufruirne.
Non si venga tratti in inganno e non si identifichi Blockchain con Bitcoin che
utilizza sì tale tecnologia, ma non in esclusiva. Probabilmente Blockchain è
una cosiddetta tecnologia fondante, come per esempio il doppio protocollo
trasmissivo TCP/IP apparso nel dicembre del 1974, ma divenuto pervasivo
con Internet vent'anni dopo.
Ci vorrà del tempo perchè anche la tecnologia Blockchain diventi pervasiva,
ma potrebbe consentire già da ora la creazione di innumerevoli applicazioni
in una vasta gamma di settori socioeconomici
Spesso si tende ad identificare Blockchain e BitCoin: è’ corretto, oppure…?
Ernesto Hofmann
Laureato in fisica presso l'Università di Roma, è entrato in IBM nel 1968 nel Servizio di
Calcolo Scientifico.
Nel 1973 è diventato manager del Servizio di Supporto Tecnico del Centro di Calcolo
dell'IBM di Roma. Dal 1978, come sistemista senior, è stato responsabile tecnico per
l'IBM di diversi centri elaborazione dati di alcune grandi istituti di credito e di
assicurazioni.
Nel 1981 è stato trasferito per tre anni presso lo stabilimento francese di Montpellier
dove l'IBM costruisce i suoi computer più grandi. Nel 1986 è stato trasferito presso lo
stabilimento di Corbeil Essonnes dove vengono realizzati i chip di logica utilizzati dai
computer IBM. In ambedue le assegnazioni ha svolto il ruolo di interfaccia tecnica tra
i clienti ed i progettisti dello stabilimento.
A partire dal 1986 è stato diverse volte negli USA, per periodi di molti mesi, presso gli
stabilimenti di Poughkeepsie e Fishkill, dove vengono progettati i grandi computer
IBM. La sua attività negli USA gli ha consentito di approfondire sempre più
l'evoluzione tecnologica oggi in atto nell'informatica.
Dal 1984 è Direttore Consulente per i Sistemi Complessi dell'IBM Italia.
È autore di molteplici pubblicazioni sull'informatica, sia di carattere tecnico sia
divulgative, nonché di svariati articoli e interviste anche per la stampa non
specializzata.

Professor Ernesto Hofmann - Blockchain

  • 1.
    Intervista al Prof. ErnestoHofmann BLOCKCHAIN
  • 2.
    Marzia Murè: Professor HofmannBlockchain è un termine che trova ampia eco nelle discussioni non soltanto tecnologiche del momento. Come ritiene d’inquadrarlo? Ernesto Hofmann: L'emergente tecnologia informatica denominata Blockchain intende andare al cuore delle attività socio-economiche, le quali, com'è noto, sono essenzialmente costituite da transazioni, ossia da scambi di informazioni ormai per lo più in formato digitale. Nelle varie attività occorre quindi mantenere un registro che tenga traccia del flusso delle operazioni. L'idea di un simile registro apparve per la prima volta in un testo di metà del Quattrocento dal titolo (abbreviato) "Della Mercatura", a opera di Benedetto Cotrugli.
  • 3.
    L'idea venne ripresae ampliata qualche decennio dopo da Luca Pacioli, il quale introdusse l'ormai celebre "partita doppia". Ecco allora che, in estrema sintesi, il Blockchain è anche, e non solo, la forma più moderna e più evoluta della partita doppia. Per gestire le transazioni che avvengono tra due contraenti occorre innanzitutto rispettare criteri di privacy e di sicurezza. Ricorrendo a un banale esempio, nell'esecuzione di un bonifico occorre che solo il destinatario lo riceva e inoltre che l'operazione sia a fronte di capitali realmente posseduti e, infine, che non sia revocabile una volta avviata. Occorre inoltre che venga mantenuta una storia delle transazioni precedenti.
  • 4.
    Gli istituti dicredito attuano, così come altre organizzazioni, una simile attività da tempo immemorabile. E negli ultimi decenni hanno tratto enormi vantaggi dall'informatica. Ma sono strutture fortemente accentrate, ossia tutte le transazioni (dei loro clienti) devono passare attraverso il loro sistema informatico. Sarebbe idealmente più bello se tali transazioni potessero avvenire come uno scambio di email nel quale appare certamente qualche forma di attività centralizzata, mentre in realtà il colloquio avviene direttamente tra le due parti. Blockchain è in ultima essenza un colloquio a due senza, apparentemente, intermediari. Ma chi garantisce privacy e sicurezza? La matematica per un verso e la rete Blockchain per l'altro. Non dimentichiamo che la rete trasmissiva di un Blockchain è in pratica la rete pubblica e distribuita di Internet. Se io entro in un particolare Blockchain partirò presumibilmente da un sito che mi fornirà l'applicazione chiave per utilizzare quello stesso Blockchain.
  • 5.
    Come si puòspiegare con semplicità il funzionamento delle chiavi di sicurezza? Verranno fornite due chiavi: una segreta e una pubblica. Si tenga conto che la chiave pubblica viene ricavata in modo non banale dalla chiave segreta (e il meccanismo non è reversibile). Lo stesso avverrà per il destinatario della mia eventuale transazione. Quest'ultima entrerà in rete e tutti potranno vederla, ma il destinatario resterà anonimo perchè il suo indirizzo viene ricavato dalla sua chiave pubblica. Il contenuto della transazione resterà illeggibile perchè protetto da una strana combinazione di bit, che in pratica (detto in maniera quanto mai semplificata) sono la sua chiave pubblica (destinatario) elevata alla mia chiave segreta (mittente).
  • 6.
    La cosa sorprendenteè che la sua chiave pubblica elevata alla mia chiave segreta coincide con la mia chiave pubblica elevata alla sua chiave segreta. Questo si può dimostrare matematicamente senza eccessiva difficoltà. E quindi solo lui con la combinazione della mia chiave pubblica elevata alla sua chiave segreta potrà decodificare la transazione: le transazioni sono quindi protette. E qual è il livello di sicurezza che possiamo avere con tali chiavi?
  • 7.
    Per dirla intermini ipersemplificati, esso è visibile a tutti i partecipanti di quel Blockchain. Un Blockchain e' costituito da molteplici computer: alcuni però sono privilegiati e denominati miner. Quando appare una nuova transazione tutti nella Blockchain la vedono, ma i miner la studiano, in qualche modo tengono conto delle chiavi della transazione e legano la stessa ad altre transazioni apparse in quel breve lasso temporale, costruendo un blocco per il quale viene creata un'ulteriore sequenza di bit, quanto mai complicata e denominata hash, che identificherà quel blocco e le sue transazioni. Il blocco viene aggiunto in coda all'ultimo blocco creato in precedenza e la correlazione tra i blocchi avviene attraverso i vari hash. Quindi che ne è del registro?
  • 8.
    Molti miner potrebberopartecipare alla costruzione di uno specifico blocco. Chi arriva per primo può aggiungere il blocco in coda alla catena (ecco perchè Blockchain). La difficoltà risiede nella costruzione dell'hash che per via di alcuni dettagli tecnici è molto laboriosa. In questo modo si crea quindi un registro in cui appaiono nel tempo tutte le transazioni, che tuttavia restano sostanzialmente anonime. Come vengono costruiti questi blocchi professore?
  • 9.
    E’ inoltre possibileverificare che non ci siano anomalie quali doppie transazioni, transazioni senza copertura, e tentativi di frode di varia natura. Gli algoritmi matematici e la struttura dell'intera catena sono quindi un rivoluzionario sistema transazionale distribuito, protetto, sicuro e anonimo. Blockchain è quindi la somma di diverse tecnologie cooperanti. Trarne vantaggio, nei modi più diversi, è allora compito della fantasia degli imprenditori pubblici e privati che vorranno usufruirne.
  • 10.
    Non si vengatratti in inganno e non si identifichi Blockchain con Bitcoin che utilizza sì tale tecnologia, ma non in esclusiva. Probabilmente Blockchain è una cosiddetta tecnologia fondante, come per esempio il doppio protocollo trasmissivo TCP/IP apparso nel dicembre del 1974, ma divenuto pervasivo con Internet vent'anni dopo. Ci vorrà del tempo perchè anche la tecnologia Blockchain diventi pervasiva, ma potrebbe consentire già da ora la creazione di innumerevoli applicazioni in una vasta gamma di settori socioeconomici Spesso si tende ad identificare Blockchain e BitCoin: è’ corretto, oppure…?
  • 11.
    Ernesto Hofmann Laureato infisica presso l'Università di Roma, è entrato in IBM nel 1968 nel Servizio di Calcolo Scientifico. Nel 1973 è diventato manager del Servizio di Supporto Tecnico del Centro di Calcolo dell'IBM di Roma. Dal 1978, come sistemista senior, è stato responsabile tecnico per l'IBM di diversi centri elaborazione dati di alcune grandi istituti di credito e di assicurazioni. Nel 1981 è stato trasferito per tre anni presso lo stabilimento francese di Montpellier dove l'IBM costruisce i suoi computer più grandi. Nel 1986 è stato trasferito presso lo stabilimento di Corbeil Essonnes dove vengono realizzati i chip di logica utilizzati dai computer IBM. In ambedue le assegnazioni ha svolto il ruolo di interfaccia tecnica tra i clienti ed i progettisti dello stabilimento. A partire dal 1986 è stato diverse volte negli USA, per periodi di molti mesi, presso gli stabilimenti di Poughkeepsie e Fishkill, dove vengono progettati i grandi computer IBM. La sua attività negli USA gli ha consentito di approfondire sempre più l'evoluzione tecnologica oggi in atto nell'informatica. Dal 1984 è Direttore Consulente per i Sistemi Complessi dell'IBM Italia. È autore di molteplici pubblicazioni sull'informatica, sia di carattere tecnico sia divulgative, nonché di svariati articoli e interviste anche per la stampa non specializzata.