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1
«Corso sulla Comunicazione
& Tecniche di Vendita
Persuasive»
per:
Docente: Francesco Trofa
Consulente Strategico Senior
& PNL coach certificato.
1
Modalità operative
• L’Academy è composta da 3 Moduli formativi
• La durata dei moduli è di circa quattro ore in modalità sincrona, in aula.
• I moduli verranno inseriti su una piattaforma e-learning per la verifica
dell’apprendimento e consultazione
• Sarà possibile, per ciascun partecipante, consultare il materiale formativo
direttamente sulla piattaforma
17
Perché partecipare al corso :
• Il corso ha lo scopo di dare supporto a chi necessita di rinforzare aspetti di comunicazione;
• In questo corso voi partecipanti acquisirete piena consapevolezza del proprio stile di comunicazione e di
come utilizzarlo al meglio in ogni aspetto della propria attività lavorativa e personale;
• Migliorerete l’intelligenza comunicativa per presentare al meglio il nostro servizio, prodotto o idea con
qualsiasi interlocutore;
• Imparerete a gestire al meglio il cliente, a modulare la vostra comunicazione ed a manipolare la
decisione all’acquisto;
• Farete le migliori vendite di sempre, con il minor sforzo di sempre!
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GAME CONOSCITIVO
20
Questionario 1 Piattaforma:
Questionario PNL
MODULO 1
La Comunicazione
Modulo 1
…CHI BEN COMINCIA…
23
24
Mostrare la
soluzione
Chiudere la
vendita
Comunicare
con il cliente
ACCOGLIENZA PRESENTAZIONE CHIUSURA
Il processo di vendita
25
La sequenza dei 3 Cervelli
RETTILIANO
• Sopravvivenza
• Istinto
LIMBICO
• Emozioni primarie
• Sentimento
CORTECCIA
• Intelligenza
• Creatività
• Solidarietà
27
28
Parola
Analisi
Logica
Matematica
Razionale
Dettagliato
Linguaggio
EMISFERO SINISTRO
Area strutturata
RAZIONALE
EMISFERO DESTRO
Area destrutturata
IRRAZIONALE
Immaginazione
Intuizione
Visione d’insieme
Capacità artistiche
Pensiero metaforico
Pensiero impulsivo
Pensiero intuitivo
30
31
Gli Assiomi della Comunicazione:
32
Gli Assiomi della Comunicazione:
“Comunicazione è qualsiasi evento, cosa,
comportamento che modifica il valore di
probabilità del comportamento di un
organismo”
(Paul Watzlawick).
La Comunicazione
La comunicazione è un fatto inevitabile
quando si è in presenza di altri.
NON SI PUÒ NON COMUNICARE
Il corpo, la gestualità, l’espressione del volto,
l’uso degli occhi, della postura:
tutto comunica
I N T R O
Il punto non è che cosa dici ma
come lo dici
In una comunicazione,
la componente NON VERBALE influisce
per il 92% sull’esito della stessa,
contro il 8% della componente VERBALE.
Il linguaggio del corpo contribuisce
per il 60-80%.
L A C O M U N I C A Z I O N E
GAME LAVAGNA
36
Assiomi della Comunicazione:
I livelli della comunicazione
38
39
E…mantenere un clima di fiducia
• Valorizzare l’interlocutore.
• Esprimere calore.
• Avere un tono di voce flessibile.
• Dimostrare di percepire i sentimenti dell’altro.
• Assumere una posizione del corpo che comunica partecipazione.
• Mantenere la relazione con l’interlocutore attraverso lo sguardo, il
contatto fisico e i gesti.
40
Assiomi della Comunicazione:
Video Punteggiatura
Whirlpool Corporation - Confidential
43
Assiomi della Comunicazione:
44
Assiomi della Comunicazione:
45
Assiomi della Comunicazione:
46
Emisfero Sinistro/Razionale
Verbale
47
Emisfero Destro/Irrazionale
Paraverbale
48
Emisfero Destro/Irrazionale
Non Verbale
• Gestualità
• Micro espressioni facciali
• Prossemica
• Sorriso
• Postura
49
Assiomi della Comunicazione:
50
Comunicazione Simmetrica:
51
Comunicazione Simmetrica:
52
Comunicazione Complementare o
Asimmetrica:
53
Comunicazione Complementare o
Asimmetrica:
Coffee Break
5
4
55
La Comunicazione Empatica: significato
I tre elementi chiave della comunicazione empatica:
1. trasparenza;
2. autocontrollo;
3. accettazione incondizionata.
L’empatia è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”
percependo, in questo modo, emozioni e pensieri.
E’ un termine che deriva dal greco, en-pathos “sentire
dentro”.
56
L’emozione non ha voce?
• La nostra lingua non è all’altezza delle emozioni,
ma il nostro corpo è un esperto chiacchierone.
• Non esiste soltanto il linguaggio verbale, ne esiste uno
più sottile, al quale dovremmo più spesso prestare
attenzione, ed è quello dei gesti e delle espressioni: il
vocabolario del corpo.
57
La comunicazione non verbale
• Quando parliamo di comunicazione non
verbale ci riferiamo a tutte quelle
informazioni che vengono emesse dal
nostro corpo.
• Ed è proprio per l’alta incidenza
nell’impatto della comunicazione del Non
Verbale che ci occuperemo proprio di
questo aspetto.
Il linguaggio del corpo
• Il comportamento non verbale riguarda il comportamento
spaziale della postura, dell'espressione del volto, dello sguardo e
della gestualità.
• La postura è il modo di stare in piedi, seduti o distesi
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3 PRINCIPI di Comunicazione
NON VERBALE
1. FISIOGNOMICA
2. PROSSEMICA
3. CINESICA
60
1. FISIOGNOMICA: significato
Studio del Volto e delle gestualità delle
persone
61
1. FISIOGNOMICA
Il linguaggio del volto
• Il principale luogo di
manifestazione delle nostre
emozioni è il viso. Le forme di
espressione del volto vanno
sempre considerate come
segnali da interpretarsi in
correlazione fra loro.
• Le 3 parti del volto sono:
▪ FRONTALE
▪ MEDIANA
▪ BOCCA E MENTO
62
• FRONTALE: le pieghe orizzontali della fronte indicano
che l’attenzione è fortemente attratta da qualcosa Le
pieghe verticali della fronte indicano che tutta
l’attenzione è concentrata intensamente su qualcosa
• MEDIANA: il contatto oculare si chiama così perché
stabilisce un contatto; intenso come occhiate di
controllo costituisce un aspetto essenziale per la
buona conduzione di un colloquio
• BOCCA E MENTO: la bocca è legata al gusto. La zona
della bocca, delle labbra e della lingua, più delle altre
parti del corpo, indica gradimento. Ad esempio:
simulare un bacio, accarezzarsi le labbra con le dita o il
dorso delle mani, l’esposizione della lingua o la sua
rotazione sulle labbra.
1. FISIOGNOMICA
Il linguaggio del volto
64
• Lo studioso
americano Edward
Hall ha definito
prossemico lo studio
dell’uso che le
persone fanno dello
spazio sociale e
personale.
2. PROSSEMICA: significato
65
• Lo studioso
americano Edward
Hall ha definito
prossemico lo studio
dell’uso che le
persone fanno dello
spazio sociale e
personale.
2. PROSSEMICA: significato
66
Lo stesso antropologo T. Edward Hall nel 1963, ha
osservato che la distanza relazionale tra le
persone è correlata con la distanza fisica, ha
definito e misurato quindi quattro "zone"
interpersonali:
La distanza intima (0-45 cm).
La distanza personale (45–120 cm) per
l'interazione tra amici.
La distanza sociale (1,2-3,5 metri) per la
comunicazione tra conoscenti o il rapporto
insegnante-allievo.
La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri) per le
pubbliche relazioni.
2. PROSSEMICA: significato
67
• Come reagiamo
all’invasione del nostro
territorio:
• Contrazione muscolare
• Dondolarsi (gamba, sedia)
• Chiusura (braccia, mento
basso, spalle chiuse)
• Cambiamento di posto
2. PROSSEMICA: «The Bubble»
68
2. Prossemica: La zona intima e personale
• La zona intima: entro 45 cm usato solitamente nelle
relazioni intime, in quanto consente di percepire
l’odore dell’altro e l’intensità delle sue emozioni,
nonché di parlare a bassa voce. La condizione per cui
lasciamo che qualcuno acceda alla nostra zona intima
è la FIDUCIA. La grandezza della zona intima deriva
da: Sicurezza e Status.
• La zona personale: Inizia dove finisce la zona intima:
da 45 cm a 1,20 metri permette di toccare l’altro.
• I porcospini di Nietzsche - "per non sentire freddo,
essi si raggruppano fra loro, ma se si avvicinano
troppo l'uno all'altro, si pungono reciprocamente con
i loro aculei. Quindi occorre trovare la giusta
"vicinanza" alla quale non "si ha freddo" ed evitare
quell'intimità che in determinati casi può "ferire"!
«I Porcospini di Nietzsche»
69
• Sociale: la zona sociale confina con la zona
personale, da metri 2,65 a metri 3,65 tipica
delle relazioni più impersonali, distanza
simile a quella tenuta quando si parla da
dietro una scrivania.
• Pubblica: la zona pubblica si estende al di
là della zona personale, va da metri 3,65 a
distanze superiori è la distanza di un
oratore in un palco dal pubblico.
2. Prossemica: la zona Sociale e Pubblica
70
La cinesica è la scienza che studia il linguaggio del corpo.
Il termine cinesica venne ideato dall'antropologo
americano Ray Birdwhistell negli anni cinquanta del XX
secolo.
•il 55% della NS comunicazione è non verbale; tutto ciò lo deduciamo
dal linguaggio visivo del corpo (gesti, posture e mimica facciale).
Quindi, quando un linguaggio non è allineato per qualche motivo,
menzogna, disagio o altro, la maggior parte di un nostro messaggio
viene segnalato dal nostro corpo e non dal significato puro delle
nostre parole.
3. CINESICA: significato
71
È stato riscontrato che parte del linguaggio corporeo è universale, ad
esempio ogni cultura adotta la stessa mimica facciale per esprimere
in modo spontaneo le emozioni principali (rabbia, tristezza, paura,
ecc.), per cui si pensa che siano gesti geneticamente prestabiliti da
spinte evolutive derivate dal nostro passato animale.
Per esempio scoprire i denti e dilatare le narici sono gesti universali
per avvertire che siamo pronti ad attaccare o a difenderci; la
dilatazione delle narici ci porta ad iperossigenare prima dello scatto.
Un altro esempio è il gesto delle “spallucce” normalmente tradotto
con non si sa quello che l'interlocutore sta domandando. Questo
gesto può essere diviso in tre componenti:
•l'alzata di spalle, per proteggere la gola da eventuali attacchi;
•i palmi aperti, per mostrare che non si hanno armi in mano;
•la fronte corrugata, gesto universale di sottomissione.
3. CINESICA
COMUNICAZIONE EFFICACE… e Meno…
72
73
Più del 50% della credibilità della
comunicazione dipende dal modo in cui il
pubblico percepisce colui o colei che
comunica.
Se le persone percepiscono empatia, ascolto
e attenzione, saranno più disponibili ad
ascoltare e ad avere fiducia.
Se invece chi comunica non è credibile
perché “distante”, il livello di fiducia sarà
destinato ad abbassarsi.
Mostrare“empatia” : 2^ parte
74
AUTO-CONTATTO:
Sono gesti che ci danno un certo conforto in
momenti di tensione. Introdurre la mano o le mani in
tasca durante una conversazione, specialmente se
l'emittente è in piedi, dà un certo conforto.
75
Empatia e comunicazione positiva
MOVIMENTI TERRITORIALI:
La vicinanza degli altri, premendo contro gli invisibili
confini del nostro territorio personale, ci spinge ad
erigere delle piccole barriere, usando un oggetto o
cancellando ogni espressione dal volto.
76
Empatia e comunicazione positiva
MOVIMENTI DI BARRIERA:
Sono difese temporanee, alzate nei momenti di
tensione. Quando gli individui si sentono troppo
esposti a volte incrociano semplicemente le braccia,
altre si nascondono sotto azioni di cura della propria
persona, come aggiustarsi un polsino, per sviare
l'attenzione da se stessi.
77
Empatia e comunicazione positiva
SEGNALI AUTOMATICI:
Quando ci troviamo in stato di tensione, alterazioni
del nostro metabolismo provocano delle reazioni
che rivelano la nostra condizione. Ad esempio uno
di tali mutamenti è la sudorazione o la riduzione
della saliva; questo ci fa sentire la bocca secca e ci
induce ad inumidire le labbra
78
Empatia e comunicazione positiva
MOVIMENTI D'INTENZIONE:
Segnalano un'azione imminente. Alcune volte essi
sono fatti in maniera inconscia, altri in maniera
deliberata, come tendere il braccio per stringere la
mano qualcuno
79
Empatia e comunicazione positiva
CONTATTO FISICO:
Può essere rappresentato dai vari movimenti che
nella maggior parte dei casi interessano una
gamma di parti del corpo. Il contatto fisico e l’atto di
toccare, costituiscono una delle modalità più efficaci
per esprimere le emozioni, per manifestare affetto o
avversione, odio o amore.
80
Empatia e comunicazione positiva
E M I S F E R O D E S T R O / E M O Z I O N A L E
Non verbale
• Gestualità
• Micro espressioni facciali
• Prossemica
• Sorriso
• Postura
Video LIE TO ME
Lo psicologo Paul Ekman ha scoperto nel
1972 che il modo di esprimere emozioni
attraverso il volto è una costante
universale.
Tutte le culture manifestano nello stesso
modo: rabbia, disgusto, paura, tristezza,
sorpresa e gioia
Comunicazione NON
Verbale
Le espressioni facciali
84
A partire dall’elenco dei muscoli facciali e
stimolandoli mediante elettrodi hanno
individuato
40 unità d’azione facciale (AU).
Istruendo degli attori a contrarli hanno ottenuto
fotografie degli stessi modelli relative a
espressioni prototipiche per le sei famiglie di
emozioni fondamentali.
F.A.C.S. (Facial Action Coding System)
85
F.A.C.S. (Facial Action Coding System)
86
Neutrale – (baseline)
87
Felicità
88
89
Espressioni della felicità
Espressioni di rabbia
90
Espressioni di tristezza
91
Espressioni di sorpresa
92
Espressioni di paura
93
Espressioni di disgusto
94
Espressioni di disprezzo
95
Game: «Una faccia, tante facce»
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie: gioia, sorpresa, disgusto, rabbia, paura,
tristezza & disprezzo
96
Game: «Una faccia, tante facce»
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie: gioia, sorpresa, disgusto, rabbia, paura,
tristezza & disprezzo
97
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
99
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
10
0
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
101
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
10
2
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
103
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
104
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
105
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
106
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
107
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
108
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
109
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
110
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
111
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
112
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
113
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
114
Decodifica delle 7 emozioni universali primarie
GAME TERMINATO!
115
116
BIBLIOGRAFIA
BIBLIOGRAFIA:
• Il linguaggio del
cambiamento: Paul
WATZLAWICH
• IL POTERE DELLE PAROLE E
DELLA PNL: Robert Dilts
• Te lo Leggo in Faccia: Paul
Ekman
117
Questionario
FINALE
119
Summary Modulo1
3 step per migliorare la ns comunicazione:
1. Teoria dei 3 Cervelli;
2. Assiomi della Comunicazione;
3. Fisiognomica, Prossemica & Cinesica
120
Buona Giornata!
1
«ARRIVEDERCI AL PROSSIMO 26 Novembre !!!»

Modulo1_CEDI_ Academy_Comunicazione_22_10_2022.pdf

  • 14.
  • 15.
    1 «Corso sulla Comunicazione &Tecniche di Vendita Persuasive» per: Docente: Francesco Trofa Consulente Strategico Senior & PNL coach certificato.
  • 16.
    1 Modalità operative • L’Academyè composta da 3 Moduli formativi • La durata dei moduli è di circa quattro ore in modalità sincrona, in aula. • I moduli verranno inseriti su una piattaforma e-learning per la verifica dell’apprendimento e consultazione • Sarà possibile, per ciascun partecipante, consultare il materiale formativo direttamente sulla piattaforma
  • 17.
    17 Perché partecipare alcorso : • Il corso ha lo scopo di dare supporto a chi necessita di rinforzare aspetti di comunicazione; • In questo corso voi partecipanti acquisirete piena consapevolezza del proprio stile di comunicazione e di come utilizzarlo al meglio in ogni aspetto della propria attività lavorativa e personale; • Migliorerete l’intelligenza comunicativa per presentare al meglio il nostro servizio, prodotto o idea con qualsiasi interlocutore; • Imparerete a gestire al meglio il cliente, a modulare la vostra comunicazione ed a manipolare la decisione all’acquisto; • Farete le migliori vendite di sempre, con il minor sforzo di sempre!
  • 18.
  • 19.
  • 20.
  • 21.
  • 22.
    MODULO 1 La Comunicazione Modulo1 …CHI BEN COMINCIA…
  • 23.
  • 24.
    24 Mostrare la soluzione Chiudere la vendita Comunicare conil cliente ACCOGLIENZA PRESENTAZIONE CHIUSURA Il processo di vendita
  • 25.
  • 26.
    RETTILIANO • Sopravvivenza • Istinto LIMBICO •Emozioni primarie • Sentimento CORTECCIA • Intelligenza • Creatività • Solidarietà
  • 27.
  • 28.
  • 29.
    Parola Analisi Logica Matematica Razionale Dettagliato Linguaggio EMISFERO SINISTRO Area strutturata RAZIONALE EMISFERODESTRO Area destrutturata IRRAZIONALE Immaginazione Intuizione Visione d’insieme Capacità artistiche Pensiero metaforico Pensiero impulsivo Pensiero intuitivo
  • 30.
  • 31.
    31 Gli Assiomi dellaComunicazione:
  • 32.
    32 Gli Assiomi dellaComunicazione: “Comunicazione è qualsiasi evento, cosa, comportamento che modifica il valore di probabilità del comportamento di un organismo” (Paul Watzlawick).
  • 33.
    La Comunicazione La comunicazioneè un fatto inevitabile quando si è in presenza di altri. NON SI PUÒ NON COMUNICARE Il corpo, la gestualità, l’espressione del volto, l’uso degli occhi, della postura: tutto comunica I N T R O
  • 34.
    Il punto nonè che cosa dici ma come lo dici In una comunicazione, la componente NON VERBALE influisce per il 92% sull’esito della stessa, contro il 8% della componente VERBALE. Il linguaggio del corpo contribuisce per il 60-80%. L A C O M U N I C A Z I O N E
  • 35.
  • 36.
  • 37.
    I livelli dellacomunicazione
  • 38.
  • 39.
    39 E…mantenere un climadi fiducia • Valorizzare l’interlocutore. • Esprimere calore. • Avere un tono di voce flessibile. • Dimostrare di percepire i sentimenti dell’altro. • Assumere una posizione del corpo che comunica partecipazione. • Mantenere la relazione con l’interlocutore attraverso lo sguardo, il contatto fisico e i gesti.
  • 40.
  • 41.
  • 42.
  • 43.
  • 44.
  • 45.
  • 46.
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  • 48.
    48 Emisfero Destro/Irrazionale Non Verbale •Gestualità • Micro espressioni facciali • Prossemica • Sorriso • Postura
  • 49.
  • 50.
  • 51.
  • 52.
  • 53.
  • 54.
  • 55.
    55 La Comunicazione Empatica:significato I tre elementi chiave della comunicazione empatica: 1. trasparenza; 2. autocontrollo; 3. accettazione incondizionata. L’empatia è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro” percependo, in questo modo, emozioni e pensieri. E’ un termine che deriva dal greco, en-pathos “sentire dentro”.
  • 56.
    56 L’emozione non havoce? • La nostra lingua non è all’altezza delle emozioni, ma il nostro corpo è un esperto chiacchierone. • Non esiste soltanto il linguaggio verbale, ne esiste uno più sottile, al quale dovremmo più spesso prestare attenzione, ed è quello dei gesti e delle espressioni: il vocabolario del corpo.
  • 57.
    57 La comunicazione nonverbale • Quando parliamo di comunicazione non verbale ci riferiamo a tutte quelle informazioni che vengono emesse dal nostro corpo. • Ed è proprio per l’alta incidenza nell’impatto della comunicazione del Non Verbale che ci occuperemo proprio di questo aspetto.
  • 58.
    Il linguaggio delcorpo • Il comportamento non verbale riguarda il comportamento spaziale della postura, dell'espressione del volto, dello sguardo e della gestualità. • La postura è il modo di stare in piedi, seduti o distesi
  • 59.
    59 3 PRINCIPI diComunicazione NON VERBALE 1. FISIOGNOMICA 2. PROSSEMICA 3. CINESICA
  • 60.
    60 1. FISIOGNOMICA: significato Studiodel Volto e delle gestualità delle persone
  • 61.
    61 1. FISIOGNOMICA Il linguaggiodel volto • Il principale luogo di manifestazione delle nostre emozioni è il viso. Le forme di espressione del volto vanno sempre considerate come segnali da interpretarsi in correlazione fra loro. • Le 3 parti del volto sono: ▪ FRONTALE ▪ MEDIANA ▪ BOCCA E MENTO
  • 62.
    62 • FRONTALE: lepieghe orizzontali della fronte indicano che l’attenzione è fortemente attratta da qualcosa Le pieghe verticali della fronte indicano che tutta l’attenzione è concentrata intensamente su qualcosa • MEDIANA: il contatto oculare si chiama così perché stabilisce un contatto; intenso come occhiate di controllo costituisce un aspetto essenziale per la buona conduzione di un colloquio • BOCCA E MENTO: la bocca è legata al gusto. La zona della bocca, delle labbra e della lingua, più delle altre parti del corpo, indica gradimento. Ad esempio: simulare un bacio, accarezzarsi le labbra con le dita o il dorso delle mani, l’esposizione della lingua o la sua rotazione sulle labbra. 1. FISIOGNOMICA Il linguaggio del volto
  • 63.
    64 • Lo studioso americanoEdward Hall ha definito prossemico lo studio dell’uso che le persone fanno dello spazio sociale e personale. 2. PROSSEMICA: significato
  • 64.
    65 • Lo studioso americanoEdward Hall ha definito prossemico lo studio dell’uso che le persone fanno dello spazio sociale e personale. 2. PROSSEMICA: significato
  • 65.
    66 Lo stesso antropologoT. Edward Hall nel 1963, ha osservato che la distanza relazionale tra le persone è correlata con la distanza fisica, ha definito e misurato quindi quattro "zone" interpersonali: La distanza intima (0-45 cm). La distanza personale (45–120 cm) per l'interazione tra amici. La distanza sociale (1,2-3,5 metri) per la comunicazione tra conoscenti o il rapporto insegnante-allievo. La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri) per le pubbliche relazioni. 2. PROSSEMICA: significato
  • 66.
    67 • Come reagiamo all’invasionedel nostro territorio: • Contrazione muscolare • Dondolarsi (gamba, sedia) • Chiusura (braccia, mento basso, spalle chiuse) • Cambiamento di posto 2. PROSSEMICA: «The Bubble»
  • 67.
    68 2. Prossemica: Lazona intima e personale • La zona intima: entro 45 cm usato solitamente nelle relazioni intime, in quanto consente di percepire l’odore dell’altro e l’intensità delle sue emozioni, nonché di parlare a bassa voce. La condizione per cui lasciamo che qualcuno acceda alla nostra zona intima è la FIDUCIA. La grandezza della zona intima deriva da: Sicurezza e Status. • La zona personale: Inizia dove finisce la zona intima: da 45 cm a 1,20 metri permette di toccare l’altro. • I porcospini di Nietzsche - "per non sentire freddo, essi si raggruppano fra loro, ma se si avvicinano troppo l'uno all'altro, si pungono reciprocamente con i loro aculei. Quindi occorre trovare la giusta "vicinanza" alla quale non "si ha freddo" ed evitare quell'intimità che in determinati casi può "ferire"! «I Porcospini di Nietzsche»
  • 68.
    69 • Sociale: lazona sociale confina con la zona personale, da metri 2,65 a metri 3,65 tipica delle relazioni più impersonali, distanza simile a quella tenuta quando si parla da dietro una scrivania. • Pubblica: la zona pubblica si estende al di là della zona personale, va da metri 3,65 a distanze superiori è la distanza di un oratore in un palco dal pubblico. 2. Prossemica: la zona Sociale e Pubblica
  • 69.
    70 La cinesica èla scienza che studia il linguaggio del corpo. Il termine cinesica venne ideato dall'antropologo americano Ray Birdwhistell negli anni cinquanta del XX secolo. •il 55% della NS comunicazione è non verbale; tutto ciò lo deduciamo dal linguaggio visivo del corpo (gesti, posture e mimica facciale). Quindi, quando un linguaggio non è allineato per qualche motivo, menzogna, disagio o altro, la maggior parte di un nostro messaggio viene segnalato dal nostro corpo e non dal significato puro delle nostre parole. 3. CINESICA: significato
  • 70.
    71 È stato riscontratoche parte del linguaggio corporeo è universale, ad esempio ogni cultura adotta la stessa mimica facciale per esprimere in modo spontaneo le emozioni principali (rabbia, tristezza, paura, ecc.), per cui si pensa che siano gesti geneticamente prestabiliti da spinte evolutive derivate dal nostro passato animale. Per esempio scoprire i denti e dilatare le narici sono gesti universali per avvertire che siamo pronti ad attaccare o a difenderci; la dilatazione delle narici ci porta ad iperossigenare prima dello scatto. Un altro esempio è il gesto delle “spallucce” normalmente tradotto con non si sa quello che l'interlocutore sta domandando. Questo gesto può essere diviso in tre componenti: •l'alzata di spalle, per proteggere la gola da eventuali attacchi; •i palmi aperti, per mostrare che non si hanno armi in mano; •la fronte corrugata, gesto universale di sottomissione. 3. CINESICA
  • 71.
  • 72.
  • 73.
    Più del 50%della credibilità della comunicazione dipende dal modo in cui il pubblico percepisce colui o colei che comunica. Se le persone percepiscono empatia, ascolto e attenzione, saranno più disponibili ad ascoltare e ad avere fiducia. Se invece chi comunica non è credibile perché “distante”, il livello di fiducia sarà destinato ad abbassarsi. Mostrare“empatia” : 2^ parte 74
  • 74.
    AUTO-CONTATTO: Sono gesti checi danno un certo conforto in momenti di tensione. Introdurre la mano o le mani in tasca durante una conversazione, specialmente se l'emittente è in piedi, dà un certo conforto. 75 Empatia e comunicazione positiva
  • 75.
    MOVIMENTI TERRITORIALI: La vicinanzadegli altri, premendo contro gli invisibili confini del nostro territorio personale, ci spinge ad erigere delle piccole barriere, usando un oggetto o cancellando ogni espressione dal volto. 76 Empatia e comunicazione positiva
  • 76.
    MOVIMENTI DI BARRIERA: Sonodifese temporanee, alzate nei momenti di tensione. Quando gli individui si sentono troppo esposti a volte incrociano semplicemente le braccia, altre si nascondono sotto azioni di cura della propria persona, come aggiustarsi un polsino, per sviare l'attenzione da se stessi. 77 Empatia e comunicazione positiva
  • 77.
    SEGNALI AUTOMATICI: Quando citroviamo in stato di tensione, alterazioni del nostro metabolismo provocano delle reazioni che rivelano la nostra condizione. Ad esempio uno di tali mutamenti è la sudorazione o la riduzione della saliva; questo ci fa sentire la bocca secca e ci induce ad inumidire le labbra 78 Empatia e comunicazione positiva
  • 78.
    MOVIMENTI D'INTENZIONE: Segnalano un'azioneimminente. Alcune volte essi sono fatti in maniera inconscia, altri in maniera deliberata, come tendere il braccio per stringere la mano qualcuno 79 Empatia e comunicazione positiva
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    CONTATTO FISICO: Può essererappresentato dai vari movimenti che nella maggior parte dei casi interessano una gamma di parti del corpo. Il contatto fisico e l’atto di toccare, costituiscono una delle modalità più efficaci per esprimere le emozioni, per manifestare affetto o avversione, odio o amore. 80 Empatia e comunicazione positiva
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    E M IS F E R O D E S T R O / E M O Z I O N A L E Non verbale • Gestualità • Micro espressioni facciali • Prossemica • Sorriso • Postura
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    Lo psicologo PaulEkman ha scoperto nel 1972 che il modo di esprimere emozioni attraverso il volto è una costante universale. Tutte le culture manifestano nello stesso modo: rabbia, disgusto, paura, tristezza, sorpresa e gioia Comunicazione NON Verbale Le espressioni facciali 84
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    A partire dall’elencodei muscoli facciali e stimolandoli mediante elettrodi hanno individuato 40 unità d’azione facciale (AU). Istruendo degli attori a contrarli hanno ottenuto fotografie degli stessi modelli relative a espressioni prototipiche per le sei famiglie di emozioni fondamentali. F.A.C.S. (Facial Action Coding System) 85
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    Game: «Una faccia,tante facce» Decodifica delle 7 emozioni universali primarie: gioia, sorpresa, disgusto, rabbia, paura, tristezza & disprezzo 96
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    Game: «Una faccia,tante facce» Decodifica delle 7 emozioni universali primarie: gioia, sorpresa, disgusto, rabbia, paura, tristezza & disprezzo 97
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    BIBLIOGRAFIA: • Il linguaggiodel cambiamento: Paul WATZLAWICH • IL POTERE DELLE PAROLE E DELLA PNL: Robert Dilts • Te lo Leggo in Faccia: Paul Ekman 117
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    119 Summary Modulo1 3 stepper migliorare la ns comunicazione: 1. Teoria dei 3 Cervelli; 2. Assiomi della Comunicazione; 3. Fisiognomica, Prossemica & Cinesica
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