Metodologie
(didattiche) innovative.
Stefano Macchia
<Cos’è l’innovazione?>
Stefano Macchia 2
Invenzione: è una nuova idea, un nuovo
sviluppo scientifico, una novità tecnologica
che non era stata ancora realizzata
materialmente
Innovazione: è la traslazione di un’invenzione
in un nuovo prodotto o in un nuovo processo
Stefano Macchia
digitalmarketing.temple.edu
Evoluzione della “specie”?
<Esempio di invenzione>
Stefano Macchia 4
<Esempio di innovazione>
www.fotozona.it
<Come cambia la Società con il Digitale?>
Stefano Macchia
5
Stefano Macchia 6<Come cambia la Società con il Digitale?>
“L’innovazione scolastica si propone di adeguare la scuola, nelle sue
strutture e nel suo sistema, al contesto sociale, il quale risulta
fortemente condizionato dalla rivoluzione telematica, e parallelamente di
accogliere e impiegare le nuove tecnologie quali strumenti integrativi
per la didattica”
N. Visalli
Stefano Macchia 7
Quale tecnologia?
Stefano Macchia 8
Rivoltella,2014
Le tecnologie più significative sono quelle che scompaiono ovvero quelle
che, pur essendo altamente presenti nei contesti, non risultano evidenti,
ma si integrano perfettamente nell’ambiente in cui viviamo, ovvero la
loro PENETRAZIONE nella realtà al punto da diventarne parte
integrante (Weiser, 1996).
Quanta tecnologia ci circonda?
Stefano Macchia 9
Quanta tecnologia ci circonda?
Nativo digitale (Prensky, 2001)
IMMIGRATI DIGITALI
Non è un divario insormontabile, uno strappo generazionale che giustifichi la
proclamazione dell’estinzione dell’ Homo Sapiens. In “Generazione Cloud” (Facci,
Valorzi e Berti, 2013)
Stefano Macchia 10
Identikit dei moderni nativi digitali proposto da Eurispes (2012)
Stefano Macchia 11
“Nuovi termini” ai tempi del Digitale
Stefano Macchia 12
Cyberbullismo
Il cyberbullismo o cybermobbing o internet mobbing. Viene messo in atto mediante
l’uso dei media digitali e consiste nell'invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms,
in chat o su facebook per molestare una persona per un lungo periodo.
Happy slapping
Mentre una persona viene percossa o ferita, i complici filmano la scena e poi la
diffondono tramite il cellulare o Internet. Per le vittime, alla sofferenza fisica si
aggiunge l’umiliazione di vedere la violenza subita diffusa in Internet e nella cerchia
degli amici.
Sexting
“Scambiare messaggi “spinti” o immagini dove ci si mostra nudi o in atteggiamenti
sessualmente espliciti”. La parola ha origine da “sex” + “texting”, cioè “sesso” +
“testo”.
Gambling
Dipendenza da gioco d’azzardo
Netiquette
Insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel
rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse come newsgroup, mailing
list, forum, blog, reti sociali
http://www.giovaniemedia.ch/
Competenze chiave UE
1. Comunicazione in lingua materna
2. Comunicazione in una lingua straniera
3. Competenze di base in matematica, scienza e tecnologia
4. Competenza digitale
5. Imparare ad imparare
6. Competenze sociali e civiche
7. Spirito d’iniziativa
8. Consapevolezza ed espressione culturali (letteratura, musica
arti visive, arti dello spettacolo)
Stefano Macchia 13
Stefano Macchia 14
Creatività Digitale
Stefano Macchia 15
Rappresenta la capacità di singoli, gruppi o istituzioni a dar vita a qualcosa
(opera, oggetto, situazione, sistema) che sia contemporaneamente:
- creativo: caratterizzato da un alto grado di originalità
- digitale: basato sull’impiego dei nuovi ICT (Lunghi & Suppini, 2015)
Cosa cambia il Digitale?
www.bimbisaniebelli.it
Stefano Macchia 16
Come cambia la Scuola con il Digitale
Stefano Macchia 17
Laurentius de Voltolina (1350). Una lezione
all’Università di Bologna
<E’ nata prima la scuola o la classe?>
[Cecchinato, G., and TD Tecnologie Didattiche. "FLIPPED CLASSROOM: INNOVARE LA SCUOLA CON.“]
Stefano Macchia 18
www.giannimarconato.it
Come cambia la Scuola con il Digitale
Spazi Ibridi di Apprendimento
Stefano Macchia 19
Spazi ibridi di apprendimento per una didattica “always-on” [G.Trentin, 2015]
Reale oVirtuale?
Stefano Macchia 20
Second LifeCameraman “Isola dei Famosi”
Ma…siamo pronti?
Stefano Macchia 21
Laboratorio informatica
Classe con LIM
BYOD
Possiamo individuare tre fasi che hanno caratterizzato il lungo (e lento)
processo di penetrazione delle tecnologie nella scuola (Trentin, 2009)
Fase 1 (‘80 – ’90) Fase 2 (‘90 – 2000) Fase 3 (2000 – ad oggi) Fase 4 ?
Decreto n. 851 del 27-10-2015
Stefano Macchia 22
Ma…siamo pronti?
PNSD
lL Piano Nazionale Scuola
Digitale (PNSD) è il
documento di indirizzo del
Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della
Ricerca per il lancio di una
strategia complessiva di
innovazione della scuola
italiana e per un nuovo
posizionamento del suo
sistema educativo nell’era
digitale.
È un pilastro fondamentale de
La Buona Scuola (legge
107/2015), una visione
operativa che rispecchia la
posizione del Governo
rispetto alle più importanti
sfide di innovazione del
sistema pubblico: al centro
di questa visione, vi sono
l’innovazione del sistema
scolastico e le opportunità
dell’educazione digitale.
Stefano Macchia 23
PNSD in pillole
 Valenza pluriennale ed indirizza
concretamente l’attività del MIUR
 Non è solo un dispiegamento di
tecnologia
 Didattica, contenuti e competenze
 Un piano per l’educazione nell’era digitale
(non solo digitalizzazione)
 Azione culturale di sistema
Stefano Macchia 24
La storia del PNSD
 [Piano nazionale FOR TIC (2002-2008)]
 Azione LIM
 Azione Cl@sse 2.0
 Azione Scuol@ 2.0
 Azione Editoria Digitale Scolastica
 Accordi MIUR – Regioni
 Azione Centri Scolastici Digitali (CSD)
 Azione wi-fi
 Azione Poli Formativi
 PON Istruzione – 2007/2013 (progetti Didatec
Base)
Stefano Macchia 25
2008
2014
http://educalab.es/intef
Sperimentare e verificare quanto l’utilizzo quotidiano della tecnologia in
classe (e non occasionale) sia volano di innovazione didattica (classe 2.0)
e organizzativa (scuola 2.0)
Progetto Europei
Stefano Macchia 26
Palestre di Innovazione
 Progetti E-twinning
 Progetti Scientix
 Progetti Creative Classroom Lab
 Avanguardie Educative
Stefano Macchia 27
Gli Ambiti del PNSD
Stefano Macchia 28
Strumenti
Stefano Macchia 29
Strumenti
“Per realizzare nuovi
paradigmi educativi
servono ambienti di
apprendimento adeguati,
in grado di porre al centro
NON la tecnologia ma la
pratica didattica”
Stefano Macchia 30
Strumenti
Stefano Macchia 31
Avanguardie Educative
Il Movimento per la scuola che
innova
La didattica è il motore delle
scelte che vanno ad impattare
sul Tempo e sullo Spazio, il punto
di partenza per innescare un
cambiamento che ha bisogno di
superare le rigidità del calendario
scolastico, l’orario delle lezioni e la
parcellizzazione delle discipline da un
lato (coordinata Tempo) e i limiti
strutturali dell’aula con i banchi
allineati e gli arredi fissi che
confliggono con la dinamicità dei
processi comunicativi resi possibili
dalle ICT (coordinata Spazio).
Il punto di partenza è la trasformazione
del modello didattico
Stefano Macchia 33
La galleria delle idee
Stefano Macchia 34
Flipped Classroom
Propone di invertire i momenti classici delle attività didattica: la “lezione
frontale” si sposta a casa e lo “studio” a scuola
Stefano Macchia 35
Numerose ricerche (Gibbs, 1981; Bligh, 1998; Brandford, Brown e
Cocking, 1999; Butchart, Handfield e Restall, 2009) hanno messo in
evidenza che i limiti della lezione tradizionale. Il prolungato ascolto
passivo, la difficoltà di interazione, la mancanza di collaborazione,
l’assenza di feedback sulla reale comprensione e l’impossibilità di
rispettare i diversi stili cognitivi.
Stefano Macchia 36
1. Comprovata efficacia dei linguaggi audiovisivi e multimediale
nell’apprendimento (Paivio, 1986; Mayer, 2001)
2. Proliferazione di risorse video digitali (educativamente orientate e prodotte
con originali strategie comunicative, che vengono rese liberamente
disponibili online)
3. Possibilità dell’insegnante di produrre personali video lezioni
4. Ogni studente può guardare i video senza vincoli di spazio e tempo (
spesso il tempo in classe è poco e si spiega in fretta!!) e saltare argomenti
5. Ogni studente ha il proprio ritmo di apprendimento e può fruire dei
contenuti anche chi assente
6. Si possono individualizzare percorsi didattici
7. L’aula diviene il luogo di confronto con compagni e dove avviene
l’applicazione dei contenuti e la riflessione
8. Il docente svolge il ruolo di facilitatore, sostegno e guida nello sviluppo
delle competenze (piuttosto che autorità di cattedra!!)
[Cecchinato, G., and TD Tecnologie Didattiche. "FLIPPED CLASSROOM: INNOVARE LA SCUOLA CON.“]
Stefano Macchia 37
Flipped Mastery
http://gannwl.weebly.com/
Stefano Macchia 38
Peer Instruction Flipped Classroom
https://sites.google.com/a/byron.k12.mn.us
Stefano Macchia 39
1
• Direct Instruction
2
• Concept Quizzes
3
• Convincing Peers
4
• Practice
5
• Apply
6
• Assess
Problem Based Learning Flipped
Classroom
https://sites.google.com/a/byron.k12.mn.us
Stefano Macchia 40
1
• Explore
2
• Research
3
• Experiment
4
• Evaluate
Nel primo input l’insegnante fornisce le informazioni che gli
studenti devono apprendere durante la lezione.
Questo primo momento è seguito da un intervallo di 10”,
durante i quali non deve esser fatto alcun tipo di riferimento al
contenuto della lezione.
Nel secondo input l’insegnante rivisita il contenuto della prima
sessione cambiando però il modo di presentarlo.
Nel secondo intervallo si applicano gli stessi principi del primo,
lasciando un tempo di riposo/relax di circa 10”.
Nel terzo input l’insegnante rimane sul contenuto della prima
sessione, ma propone attività centrate sullo studente.
Stefano Macchia 41
Spaced Learning
Il «debate» è una metodologia che
smonta alcuni paradigmi tradizionali e
favorisce il cooperative learning e la
peer education non solo tra studenti,
ma anche tra docenti e tra docenti e
studenti.
Disciplina curricolare nel mondo
anglosassone, il debate consiste in un
confronto nel quale due squadre
(composte ciascuna di due o tre studenti)
sostengono e controbattono
un’affermazione o un argomento dato
dall’insegnante, ponendosi in un campo
(pro) o nell’altro (contro).
Stefano Macchia 42
Debate
Le aule sono assegnate in
funzione delle discipline che vi
si insegneranno per cui
possono essere riprogettate e
allestite con un setting
funzionale alle specificità della
disciplina stessa.
La specializzazione del setting
d’aula comporta quindi
l’assegnazione dell’aula
laboratorio al docente e non
più alla classe: il docente resta
in aula mentre gli studenti
ruotano tra un’aula e l’altra, a
seconda della disciplina.
Stefano Macchia 43
Aule-laboratorio disciplinari
Stefano Macchia 44
Didattica per scenari
Lo Scenario trae origine da alcuni trends (ad esempio
trasformazioni economiche o tecnologiche, movimenti
di opinione, pratiche sociali e comportamenti
emergenti, nuove linee politiche d’importanza
strategica, ecc.) e dall'analisi degli effetti che questi
potranno avere sull’educazione nei prossimi 5/10 anni
Punto di partenza è il cosiddetto Design Brief che il
committente (in questo caso l’insegnante) assegna ai
progettisti (gli studenti), ovvero un documento che
indichi in linea di massima: scopi e obiettivi del
prodotto; target di utenza; scadenze per la consegna
Indagine (inquiry) -> progettazione del prototipo ->
test su campione utenza -> miglioramento del
prototipo
In che cosa consiste la «compattazione
del calendario scolastico»?
Alcune discipline vengono insegnate
solo nel 1° quadrimestre, al termine del
quale si effettua una valutazione finale,
che viene riportata nello scrutinio di fine
anno; altre discipline, per un
equivalente numero di ore settimanali,
vengono proposte solo nel 2°
quadrimestre.
Alcune discipline non vengono
compattate perché necessitano, per la
loro stessa natura, di un approccio
costante e continuativo nel tempo (ad.
es. le lingue, l’educazione motoria,
ecc.).
Stefano Macchia 45
Compattazione del calendario
Oggi le aule più avanzate includono
anche l’utilizzo di device mobili
che consentono il superamento
della stessa dimensione fisica
dell’aula e l’accesso ad ambienti di
lavoro collocati nello spazio virtuale.
È quella che si definisce «Aula
3.0», uno spazio che riconfigura la
sua organizzazione in termini di
apertura verso l’esterno, ma che
modifica anche il suo assetto in
senso propriamente fisico.
Il tutto per favorire una didattica
innovativa, che privilegia
approcci laboratoriali e
collaborativi.
Stefano Macchia 46
Spazio flessibile 3.0
Con la sigla «ICT Lab» si intendono le
attività che ruotano attorno a tre temi
tecnologici così definibili: Artigianato
digitale, Coding, Physical computing
È chiamato «Artigianato digitale» ciò che
porta alla creazione di un oggetto
attraverso la tecnologia, quindi dal CAD e il
disegno 3D alla stampa 3D.
Sono definite «coding» tutte le attività volte
all’acquisizione del pensiero
computazionale, fino alla capacità di
“dominare” la macchina istruendola a “fare
cose” anziché ricorrere ad altre già create
e disponibili.
Per «Physical computing» si intende la
possibilità di creare oggetti programmabili
che interagiscono con la realtà; il campo di
applicazione più noto è quello della
robotica.
Stefano Macchia 47
ICT Lab
Allo scopo di affrontare il problema della
demotivazione degli studenti e del loro
insuccesso scolastico, la proposta
prevede che tutte le discipline per le quali
il giovane ha comunque conseguito un
giudizio di sufficienza vengano registrate
come «credito formativo» nel suo
curriculum.
L’anno successivo, in caso di ripetenza, il
Consiglio di Classe prenderà atto, nella
sua prima seduta, degli eventuali risultati
positivi raggiunti, nonostante l’esito
globale negativo, e li registrerà come
punto di partenza della costruzione del
curriculum e degli impegni da proporre
allo studente.
Stefano Macchia 48
Bocciato con credito
Stefano Macchia 49
Dentro/Fuori la scuola
La scuola, a partire da un progetto condiviso con le
Biblioteche Comunali ed il Centro Servizi Volontariato, ha
supportato gli studenti nella realizzazione di docu-video sui
luoghi e sui soggetti che, nella città, stanno sperimentando e
costruendo forme di cittadinanza innovative. Utilizzando la
metodologia iTEC gli studenti hanno lavorato per scoprire,
esplorare, comunicare e condividere.
Nel comma 1 dell’articolo 6 della legge n.
128/2013 è scritto che le scuole possono produrre
in proprio manuali di studio da destinare alle
classi. La norma prevede che «a decorrere
dall’anno scolastico 2014-2015, gli istituti
scolastici possano elaborare il materiale didattico
digitale per specifiche discipline da utilizzare
come libri di testo». «L’elaborazione di ogni
prodotto è affidata ad un docente supervisore che
garantisce, anche avvalendosi di altri docenti, la
qualità dell’opera sotto il profilo scientifico e
didattico, in collaborazione con gli studenti delle
proprie classi in orario curriculare». In attesa delle
linee guida che orientino il lavoro di produzione,
alcune scuole hanno avviato attività di
sperimentazione in questo senso.
Stefano Macchia 50
Contenuti Didattici Digitali
TEAL
Tecnologie per l’apprendimento attivo
Stefano Macchia 51
E’ una metodologia didattica che vede unite lezione frontale, simulazioni e
attività laboratoriali su computer per un’esperienza di apprendimento ricca
e basata sulla collaborazione. Questa metodologia è stata progettata nel
2003 dal MIT di Boston e fu inizialmente pensata per la didattica della Fisica
per studenti universitari.
 Le Intelligenze Multiple
 EAS (Episodi di Apprendimento Situato)
 Inquiry Based Learning
 Challenge Based Learning
 (Digital) Storytelling
 Apprendimento cooperativo e tutoring
 …
Stefano Macchia 52
Le Intelligenze Multiple
http://stayfocus.altervista.org/
Stefano Macchia 53
Le Intelligenze Multiple
Stefano Macchia 54
Stefano Macchia55
EAS (Episodi di Apprendimento Situato)
Inquiry Based Learning (IBL)
Fasi dell’Inquiy Cicle (da http://www.go-lab-project.eu).
Approccio
all’apprendimento che
comporta un processo
di esplorazione del
modello naturale e
che porta a fare
domande, compiere
scoperte e testare
rigorosamente tali
scoperte in cerca di
una nuova
comprensione
Borasi & Fonzi (2002)
Stefano Macchia 56
Challenge Based Learning (CBL)
E’ un approccio didattico
multidisciplinare
coinvolgente ideato da
Apple. Rappresenta
un’esperienza collaborativa
di apprendimento in cui gli
insegnanti e gli studenti
lavorano insieme per
imparare sui problemi
urgenti del Pianeta,
proponendo soluzioni a
problemi reali.
http://www.apple.com/br/education/docs/CBL_Classroom_Guide
_Jan_2011.pdf
Stefano Macchia 57
(Digital) Storytelling
E’ una metodologia “attiva” perché richiede allo studente di “inventare”, a
partire da dati e conoscenze, una storia da raccontare oralmente/scritta o
in forma multimediale
Stefano Macchia 58
Peer Collaboration e Tutoring
www.indire.it
La collaborazione tra alunni, sia attraverso forme di tutoring che
attraverso l’apprendimento cooperativo, crea opportunità straordinarie
per l’educazione di tutti gli alunni.
L’alunno Tutor
segue, aiuta,
incoraggia il
compagno
nell’apprendimento
Gli studenti sono
pari di fronte al
compito e
devono
collaborare
Stefano Macchia 59
A B
C
Stefano Macchia 60
Grazie
Stefano Macchia 61

Metodologie didatticheinnovative?

  • 1.
  • 2.
    <Cos’è l’innovazione?> Stefano Macchia2 Invenzione: è una nuova idea, un nuovo sviluppo scientifico, una novità tecnologica che non era stata ancora realizzata materialmente Innovazione: è la traslazione di un’invenzione in un nuovo prodotto o in un nuovo processo
  • 3.
  • 4.
  • 5.
    www.fotozona.it <Come cambia laSocietà con il Digitale?> Stefano Macchia 5
  • 6.
    Stefano Macchia 6<Comecambia la Società con il Digitale?>
  • 7.
    “L’innovazione scolastica sipropone di adeguare la scuola, nelle sue strutture e nel suo sistema, al contesto sociale, il quale risulta fortemente condizionato dalla rivoluzione telematica, e parallelamente di accogliere e impiegare le nuove tecnologie quali strumenti integrativi per la didattica” N. Visalli Stefano Macchia 7
  • 8.
  • 9.
    Le tecnologie piùsignificative sono quelle che scompaiono ovvero quelle che, pur essendo altamente presenti nei contesti, non risultano evidenti, ma si integrano perfettamente nell’ambiente in cui viviamo, ovvero la loro PENETRAZIONE nella realtà al punto da diventarne parte integrante (Weiser, 1996). Quanta tecnologia ci circonda? Stefano Macchia 9
  • 10.
    Quanta tecnologia cicirconda? Nativo digitale (Prensky, 2001) IMMIGRATI DIGITALI Non è un divario insormontabile, uno strappo generazionale che giustifichi la proclamazione dell’estinzione dell’ Homo Sapiens. In “Generazione Cloud” (Facci, Valorzi e Berti, 2013) Stefano Macchia 10
  • 11.
    Identikit dei moderninativi digitali proposto da Eurispes (2012) Stefano Macchia 11
  • 12.
    “Nuovi termini” aitempi del Digitale Stefano Macchia 12 Cyberbullismo Il cyberbullismo o cybermobbing o internet mobbing. Viene messo in atto mediante l’uso dei media digitali e consiste nell'invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms, in chat o su facebook per molestare una persona per un lungo periodo. Happy slapping Mentre una persona viene percossa o ferita, i complici filmano la scena e poi la diffondono tramite il cellulare o Internet. Per le vittime, alla sofferenza fisica si aggiunge l’umiliazione di vedere la violenza subita diffusa in Internet e nella cerchia degli amici. Sexting “Scambiare messaggi “spinti” o immagini dove ci si mostra nudi o in atteggiamenti sessualmente espliciti”. La parola ha origine da “sex” + “texting”, cioè “sesso” + “testo”. Gambling Dipendenza da gioco d’azzardo Netiquette Insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse come newsgroup, mailing list, forum, blog, reti sociali http://www.giovaniemedia.ch/
  • 13.
    Competenze chiave UE 1.Comunicazione in lingua materna 2. Comunicazione in una lingua straniera 3. Competenze di base in matematica, scienza e tecnologia 4. Competenza digitale 5. Imparare ad imparare 6. Competenze sociali e civiche 7. Spirito d’iniziativa 8. Consapevolezza ed espressione culturali (letteratura, musica arti visive, arti dello spettacolo) Stefano Macchia 13
  • 14.
  • 15.
    Creatività Digitale Stefano Macchia15 Rappresenta la capacità di singoli, gruppi o istituzioni a dar vita a qualcosa (opera, oggetto, situazione, sistema) che sia contemporaneamente: - creativo: caratterizzato da un alto grado di originalità - digitale: basato sull’impiego dei nuovi ICT (Lunghi & Suppini, 2015)
  • 16.
    Cosa cambia ilDigitale? www.bimbisaniebelli.it Stefano Macchia 16
  • 17.
    Come cambia laScuola con il Digitale Stefano Macchia 17 Laurentius de Voltolina (1350). Una lezione all’Università di Bologna <E’ nata prima la scuola o la classe?> [Cecchinato, G., and TD Tecnologie Didattiche. "FLIPPED CLASSROOM: INNOVARE LA SCUOLA CON.“]
  • 18.
    Stefano Macchia 18 www.giannimarconato.it Comecambia la Scuola con il Digitale
  • 19.
    Spazi Ibridi diApprendimento Stefano Macchia 19 Spazi ibridi di apprendimento per una didattica “always-on” [G.Trentin, 2015]
  • 20.
    Reale oVirtuale? Stefano Macchia20 Second LifeCameraman “Isola dei Famosi”
  • 21.
    Ma…siamo pronti? Stefano Macchia21 Laboratorio informatica Classe con LIM BYOD Possiamo individuare tre fasi che hanno caratterizzato il lungo (e lento) processo di penetrazione delle tecnologie nella scuola (Trentin, 2009) Fase 1 (‘80 – ’90) Fase 2 (‘90 – 2000) Fase 3 (2000 – ad oggi) Fase 4 ?
  • 22.
    Decreto n. 851del 27-10-2015 Stefano Macchia 22 Ma…siamo pronti?
  • 23.
    PNSD lL Piano NazionaleScuola Digitale (PNSD) è il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale. È un pilastro fondamentale de La Buona Scuola (legge 107/2015), una visione operativa che rispecchia la posizione del Governo rispetto alle più importanti sfide di innovazione del sistema pubblico: al centro di questa visione, vi sono l’innovazione del sistema scolastico e le opportunità dell’educazione digitale. Stefano Macchia 23
  • 24.
    PNSD in pillole Valenza pluriennale ed indirizza concretamente l’attività del MIUR  Non è solo un dispiegamento di tecnologia  Didattica, contenuti e competenze  Un piano per l’educazione nell’era digitale (non solo digitalizzazione)  Azione culturale di sistema Stefano Macchia 24
  • 25.
    La storia delPNSD  [Piano nazionale FOR TIC (2002-2008)]  Azione LIM  Azione Cl@sse 2.0  Azione Scuol@ 2.0  Azione Editoria Digitale Scolastica  Accordi MIUR – Regioni  Azione Centri Scolastici Digitali (CSD)  Azione wi-fi  Azione Poli Formativi  PON Istruzione – 2007/2013 (progetti Didatec Base) Stefano Macchia 25 2008 2014
  • 26.
    http://educalab.es/intef Sperimentare e verificarequanto l’utilizzo quotidiano della tecnologia in classe (e non occasionale) sia volano di innovazione didattica (classe 2.0) e organizzativa (scuola 2.0) Progetto Europei Stefano Macchia 26
  • 27.
    Palestre di Innovazione Progetti E-twinning  Progetti Scientix  Progetti Creative Classroom Lab  Avanguardie Educative Stefano Macchia 27
  • 28.
    Gli Ambiti delPNSD Stefano Macchia 28
  • 29.
  • 30.
    Strumenti “Per realizzare nuovi paradigmieducativi servono ambienti di apprendimento adeguati, in grado di porre al centro NON la tecnologia ma la pratica didattica” Stefano Macchia 30
  • 31.
  • 32.
    Avanguardie Educative Il Movimentoper la scuola che innova
  • 33.
    La didattica èil motore delle scelte che vanno ad impattare sul Tempo e sullo Spazio, il punto di partenza per innescare un cambiamento che ha bisogno di superare le rigidità del calendario scolastico, l’orario delle lezioni e la parcellizzazione delle discipline da un lato (coordinata Tempo) e i limiti strutturali dell’aula con i banchi allineati e gli arredi fissi che confliggono con la dinamicità dei processi comunicativi resi possibili dalle ICT (coordinata Spazio). Il punto di partenza è la trasformazione del modello didattico Stefano Macchia 33
  • 34.
    La galleria delleidee Stefano Macchia 34
  • 35.
    Flipped Classroom Propone diinvertire i momenti classici delle attività didattica: la “lezione frontale” si sposta a casa e lo “studio” a scuola Stefano Macchia 35
  • 36.
    Numerose ricerche (Gibbs,1981; Bligh, 1998; Brandford, Brown e Cocking, 1999; Butchart, Handfield e Restall, 2009) hanno messo in evidenza che i limiti della lezione tradizionale. Il prolungato ascolto passivo, la difficoltà di interazione, la mancanza di collaborazione, l’assenza di feedback sulla reale comprensione e l’impossibilità di rispettare i diversi stili cognitivi. Stefano Macchia 36
  • 37.
    1. Comprovata efficaciadei linguaggi audiovisivi e multimediale nell’apprendimento (Paivio, 1986; Mayer, 2001) 2. Proliferazione di risorse video digitali (educativamente orientate e prodotte con originali strategie comunicative, che vengono rese liberamente disponibili online) 3. Possibilità dell’insegnante di produrre personali video lezioni 4. Ogni studente può guardare i video senza vincoli di spazio e tempo ( spesso il tempo in classe è poco e si spiega in fretta!!) e saltare argomenti 5. Ogni studente ha il proprio ritmo di apprendimento e può fruire dei contenuti anche chi assente 6. Si possono individualizzare percorsi didattici 7. L’aula diviene il luogo di confronto con compagni e dove avviene l’applicazione dei contenuti e la riflessione 8. Il docente svolge il ruolo di facilitatore, sostegno e guida nello sviluppo delle competenze (piuttosto che autorità di cattedra!!) [Cecchinato, G., and TD Tecnologie Didattiche. "FLIPPED CLASSROOM: INNOVARE LA SCUOLA CON.“] Stefano Macchia 37
  • 38.
  • 39.
    Peer Instruction FlippedClassroom https://sites.google.com/a/byron.k12.mn.us Stefano Macchia 39 1 • Direct Instruction 2 • Concept Quizzes 3 • Convincing Peers 4 • Practice 5 • Apply 6 • Assess
  • 40.
    Problem Based LearningFlipped Classroom https://sites.google.com/a/byron.k12.mn.us Stefano Macchia 40 1 • Explore 2 • Research 3 • Experiment 4 • Evaluate
  • 41.
    Nel primo inputl’insegnante fornisce le informazioni che gli studenti devono apprendere durante la lezione. Questo primo momento è seguito da un intervallo di 10”, durante i quali non deve esser fatto alcun tipo di riferimento al contenuto della lezione. Nel secondo input l’insegnante rivisita il contenuto della prima sessione cambiando però il modo di presentarlo. Nel secondo intervallo si applicano gli stessi principi del primo, lasciando un tempo di riposo/relax di circa 10”. Nel terzo input l’insegnante rimane sul contenuto della prima sessione, ma propone attività centrate sullo studente. Stefano Macchia 41 Spaced Learning
  • 42.
    Il «debate» èuna metodologia che smonta alcuni paradigmi tradizionali e favorisce il cooperative learning e la peer education non solo tra studenti, ma anche tra docenti e tra docenti e studenti. Disciplina curricolare nel mondo anglosassone, il debate consiste in un confronto nel quale due squadre (composte ciascuna di due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro). Stefano Macchia 42 Debate
  • 43.
    Le aule sonoassegnate in funzione delle discipline che vi si insegneranno per cui possono essere riprogettate e allestite con un setting funzionale alle specificità della disciplina stessa. La specializzazione del setting d’aula comporta quindi l’assegnazione dell’aula laboratorio al docente e non più alla classe: il docente resta in aula mentre gli studenti ruotano tra un’aula e l’altra, a seconda della disciplina. Stefano Macchia 43 Aule-laboratorio disciplinari
  • 44.
    Stefano Macchia 44 Didatticaper scenari Lo Scenario trae origine da alcuni trends (ad esempio trasformazioni economiche o tecnologiche, movimenti di opinione, pratiche sociali e comportamenti emergenti, nuove linee politiche d’importanza strategica, ecc.) e dall'analisi degli effetti che questi potranno avere sull’educazione nei prossimi 5/10 anni Punto di partenza è il cosiddetto Design Brief che il committente (in questo caso l’insegnante) assegna ai progettisti (gli studenti), ovvero un documento che indichi in linea di massima: scopi e obiettivi del prodotto; target di utenza; scadenze per la consegna Indagine (inquiry) -> progettazione del prototipo -> test su campione utenza -> miglioramento del prototipo
  • 45.
    In che cosaconsiste la «compattazione del calendario scolastico»? Alcune discipline vengono insegnate solo nel 1° quadrimestre, al termine del quale si effettua una valutazione finale, che viene riportata nello scrutinio di fine anno; altre discipline, per un equivalente numero di ore settimanali, vengono proposte solo nel 2° quadrimestre. Alcune discipline non vengono compattate perché necessitano, per la loro stessa natura, di un approccio costante e continuativo nel tempo (ad. es. le lingue, l’educazione motoria, ecc.). Stefano Macchia 45 Compattazione del calendario
  • 46.
    Oggi le aulepiù avanzate includono anche l’utilizzo di device mobili che consentono il superamento della stessa dimensione fisica dell’aula e l’accesso ad ambienti di lavoro collocati nello spazio virtuale. È quella che si definisce «Aula 3.0», uno spazio che riconfigura la sua organizzazione in termini di apertura verso l’esterno, ma che modifica anche il suo assetto in senso propriamente fisico. Il tutto per favorire una didattica innovativa, che privilegia approcci laboratoriali e collaborativi. Stefano Macchia 46 Spazio flessibile 3.0
  • 47.
    Con la sigla«ICT Lab» si intendono le attività che ruotano attorno a tre temi tecnologici così definibili: Artigianato digitale, Coding, Physical computing È chiamato «Artigianato digitale» ciò che porta alla creazione di un oggetto attraverso la tecnologia, quindi dal CAD e il disegno 3D alla stampa 3D. Sono definite «coding» tutte le attività volte all’acquisizione del pensiero computazionale, fino alla capacità di “dominare” la macchina istruendola a “fare cose” anziché ricorrere ad altre già create e disponibili. Per «Physical computing» si intende la possibilità di creare oggetti programmabili che interagiscono con la realtà; il campo di applicazione più noto è quello della robotica. Stefano Macchia 47 ICT Lab
  • 48.
    Allo scopo diaffrontare il problema della demotivazione degli studenti e del loro insuccesso scolastico, la proposta prevede che tutte le discipline per le quali il giovane ha comunque conseguito un giudizio di sufficienza vengano registrate come «credito formativo» nel suo curriculum. L’anno successivo, in caso di ripetenza, il Consiglio di Classe prenderà atto, nella sua prima seduta, degli eventuali risultati positivi raggiunti, nonostante l’esito globale negativo, e li registrerà come punto di partenza della costruzione del curriculum e degli impegni da proporre allo studente. Stefano Macchia 48 Bocciato con credito
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    Stefano Macchia 49 Dentro/Fuorila scuola La scuola, a partire da un progetto condiviso con le Biblioteche Comunali ed il Centro Servizi Volontariato, ha supportato gli studenti nella realizzazione di docu-video sui luoghi e sui soggetti che, nella città, stanno sperimentando e costruendo forme di cittadinanza innovative. Utilizzando la metodologia iTEC gli studenti hanno lavorato per scoprire, esplorare, comunicare e condividere.
  • 50.
    Nel comma 1dell’articolo 6 della legge n. 128/2013 è scritto che le scuole possono produrre in proprio manuali di studio da destinare alle classi. La norma prevede che «a decorrere dall’anno scolastico 2014-2015, gli istituti scolastici possano elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo». «L’elaborazione di ogni prodotto è affidata ad un docente supervisore che garantisce, anche avvalendosi di altri docenti, la qualità dell’opera sotto il profilo scientifico e didattico, in collaborazione con gli studenti delle proprie classi in orario curriculare». In attesa delle linee guida che orientino il lavoro di produzione, alcune scuole hanno avviato attività di sperimentazione in questo senso. Stefano Macchia 50 Contenuti Didattici Digitali
  • 51.
    TEAL Tecnologie per l’apprendimentoattivo Stefano Macchia 51 E’ una metodologia didattica che vede unite lezione frontale, simulazioni e attività laboratoriali su computer per un’esperienza di apprendimento ricca e basata sulla collaborazione. Questa metodologia è stata progettata nel 2003 dal MIT di Boston e fu inizialmente pensata per la didattica della Fisica per studenti universitari.
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     Le IntelligenzeMultiple  EAS (Episodi di Apprendimento Situato)  Inquiry Based Learning  Challenge Based Learning  (Digital) Storytelling  Apprendimento cooperativo e tutoring  … Stefano Macchia 52
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    Stefano Macchia55 EAS (Episodidi Apprendimento Situato)
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    Inquiry Based Learning(IBL) Fasi dell’Inquiy Cicle (da http://www.go-lab-project.eu). Approccio all’apprendimento che comporta un processo di esplorazione del modello naturale e che porta a fare domande, compiere scoperte e testare rigorosamente tali scoperte in cerca di una nuova comprensione Borasi & Fonzi (2002) Stefano Macchia 56
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    Challenge Based Learning(CBL) E’ un approccio didattico multidisciplinare coinvolgente ideato da Apple. Rappresenta un’esperienza collaborativa di apprendimento in cui gli insegnanti e gli studenti lavorano insieme per imparare sui problemi urgenti del Pianeta, proponendo soluzioni a problemi reali. http://www.apple.com/br/education/docs/CBL_Classroom_Guide _Jan_2011.pdf Stefano Macchia 57
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    (Digital) Storytelling E’ unametodologia “attiva” perché richiede allo studente di “inventare”, a partire da dati e conoscenze, una storia da raccontare oralmente/scritta o in forma multimediale Stefano Macchia 58
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    Peer Collaboration eTutoring www.indire.it La collaborazione tra alunni, sia attraverso forme di tutoring che attraverso l’apprendimento cooperativo, crea opportunità straordinarie per l’educazione di tutti gli alunni. L’alunno Tutor segue, aiuta, incoraggia il compagno nell’apprendimento Gli studenti sono pari di fronte al compito e devono collaborare Stefano Macchia 59
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