I centri di riuso
nella strategia Rifiuti Zero
Patrizia Lo Sciuto
vicepresidente di Zero Waste Italy
membro del team operativo del
Centro di Ricerca Rifiuti Zero
Comune di Capannori
Massafra, 23 gennaio 2015
I parte
Zero Waste
un nuovo approccio di progettazione per il XXI Secolo
Lo scenario attuale
La gestione delle risorse
La risposta
L’impresa e l’economia Zero Waste
Le esperienze americane
Le esperienze europee
Nel mondo
4 miliardi di
tonnellate
di rifiuti
all’anno
“Ricerca Panorama
mondiale dei rifiuti”
2009-Università Bocconi
Patrizia Lo Sciuto ©
Lo scenario attuale
Stati Uniti, primo Paese al
mondo per quantità di rifiuti
prodotti, con 226 milioni di
tonnellate l’anno
Europa con 225 milioni di
tonnellate all’anno
Patrizia Lo Sciuto ©
Lo scenario attuale
ITALIA
Produce sotto i 30 milioni
di tonnellate di rifiuti
Nel 2012
504 chili di rifiuti prodotti
in media da ogni italiano in
un anno.
Fonte Rapporto Rifiuti Ispra 2013
Patrizia Lo Sciuto ©
Lo scenario attuale
40% finisce nelle discariche
11% bruciato in impianti di incenerimento
Lo scenario attuale
Sistema lineare di
gestione delle risorse
Produttori Rivenditori Consumatori
Riciclo Istituzioni locali che
investono denari
Riciclo e sistema delle
discariche e/o inceneritori
Patrizia Lo Sciuto ©
La gestione delle risorse
)
Il sistema di domani
“Dalla culla alla culla”
Produttori
Rivenditori
Consumatori
I materiali sono riciclati
e diventano nuovi prodotti
Centri di raccolta differenziata
Patrizia Lo Sciuto ©
La gestione delle risorse
Cradle to Cradle
William McDonough
Michael Braungart
«Ecoefficacia»
soluzione innovativa che parte dalla progettazione di filiere che
prevedano il reinserimento dei materiali in successivi cicli
produttivi.
La nuova certificazione “C2C” (Cradle to Cradle) elimina molti
dei rischi creati attualmente dalle industrie.
Gunter Paoli
Pauli sostiene che è arrivata l’era della Blue Economy:
l’economia del futuro, sostenibile e redditizia, che si basa su un
modello di business competitivo ispirato alla natura
Modello di business naturale
• Al motto ‘usiamo quello che abbiamo (we use what we have),
come fa qualsiasi ecosistema naturale
Parco Nazionale Kruger in Sudafrica
la piantagione di limoni al servizio degli ospiti del parco ha ben 7
ricadute positive: la polpa residua e la scorza dei frutti sono
riutilizzati in 7 attività produttive collegate, con risultato zero
rifiuti.
La legge circolare della natura
Patrizia Lo Sciuto ©
La gestione delle risorse
Laleggediconservazionedeglielementi
La prima legge che governa le reazioni chimiche
fu enunciata da Antoine Laurent Lavoisier
(1743-1794) nel 1789 la legge della
conservazione degli elementi (o della materia):
"..niente si crea, nelle operazioni dell'arte ne' in
quelle della natura e si può porre come principio
che in ogni operazione vi è una quantità uguale
di materia prima e dopo l'operazione, che la
qualità e la quantità dei principi [elementi] è la
stessa e che si verificano solo cambiamenti e
modificazioni. Su questo principio si fonda tutta
l’arte della sperimentazione in chimica."
(Trattato di chimica elementare, di A.L.Lavoisier
1789)
Patrizia Lo Sciuto ©
La gestione delle risorse
• Il degrado ambientale e gli inquinamenti
provocano rottura dei cicli naturali che da chiusi
diventano aperti.
Patrizia Lo Sciuto ©
La gestione delle risorse
Patrizia Lo Sciuto ©
Una Natura trasformata in palcoscenico
delle azioni umane e non un “Complesso
dei viventi”
La specie umana non è particolarmente
privilegiata.
Gli esseri viventi e gli ecosistemi, come tutti
gli elementi del Cosmo, hanno un valore in
sé.
Patrizia Lo Sciuto ©
da “Ecologia Profonda” di Guido Dalla Casa
La gestione delle risorse
Economia circolare
• 2 luglio 2014 la Commissione dell’Unione europea ha approvato una serie di
misure per aumentare il tasso di riciclo negli Stati membri e facilitare la
transizione verso “un’economia circolare”: un modello che pone al centro la
sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le
materie vengono costantemente riutilizzate.
La gestione delle risorse
Nella Comunicazione ufficiale della Commissione UE sulla Economia
Circolare emerge:
Mezzo milione complessivo di posti di lavoro per arrivare prima al 50%
e poi al 70% di RD
• "1 posto di lavoro ogni 1000 abitanti”
• Entro il 2030 si possono calcolare più di 180 000 posti di lavoro
nell'Unione europea, oltre ai circa 400 000 posti di lavoro che
verranno creati dalla attuazione della legislazione sui rifiuti in
force24.
• Essi porteranno a soddisfare tra il 10 e il 40% della domanda di
materie prime in Europa, contribuendo a raggiungere l'obiettivo UE
2030 per ridurre le emissioni di gas serra del 40%
 Responsabilità della comunità
 Buona leadership politica
 Responsabilità industriale
ZERO WASTE STRATEGY
Patrizia Lo Sciuto ©
La risposta
10 passi verso Rifiuti Zero
I 10 passi verso Rifiuti Zero sono
stati presentati da Paul
Connett, professore emerito di
chimica della St.Lawrence
University di New York,
promotore nel mondo della
strategia Zero Waste, a New
York alla Commissione per lo
Sviluppo Sostenibile delle
Nazioni Unite il 12 maggio 2010.
Patrizia Lo Sciuto ©
Riciclo
Separazione
alla
fonte
Raccolta
Porta a Porta
Compostaggio
Centro di
ricerca e
Separazione
del rifiuto residuo
migliore
design
industriale
Incentivi
Economici
Discarica temporanea
RIFIUTI ZERO2020
Centri di
Riutilizzo e
Riparazione per
la Comunita’
Iniziative per
la riduzione
dei rifiuti
Slide: Prof. Paul Connett
Rifiuti Zero 2020 ha bisogno
di rendere i residui MOLTO
VISIBILI…
Rifiuti = cattiva progettazione
industriale
?
Patrizia Lo Sciuto ©
Migliore Design!
RIPROGETTARE!
?
Per migliorare le nostre vite
Per l’ambiente e nel rispetto delle sue leggi
Per ridurre e fermare il degrado ambientale
e la produzione di rifiuti
Per andare verso “Zero Waste Strategy 2020”
• Ripensare come fornire il
beneficio
• È possibile pensare a nuovi
modi per offrire il beneficio
prodotto
• Esempio : invece di
riscaldare un intero edificio
, riscaldiamo solo l'aria
intorno alle persone .
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
1 Design for innovation
• Flessibilità di progettazione
• I componenti di un sistema che
sono tecnicamente obsoleti
possono essere riprogettati.
• Esempio : Permettere una facile
sostituzione di microchip in un
computer.
1 Design for innovation
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
Rispondere a più
esigenze
Prodotti con più usi
possono essere integrati
in un unico sistema.
Esempio : Il coltellino
svizzero che raccoglie
una moltitudine di
attrezzi all’interno.
1 Design for innovation
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
• Evitare materiali che
danneggiano la salute
umana o ambientale
• E’ meglio scegliere materiali
che non compromettono la
salute umana o ambientale
• Esempio : Le batterie al litio
sono molto meno tossiche
rispetto alle batterie al
piombo o cadmio
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
2 Design to Reduce Material Impacts
Per ridurre l’impatto ambientale nella scelta dei materiali
• Evitare materiali che
riducono le risorse naturali
• È possibile utilizzare i
materiali che non provocano
rapidamente una
diminuzione delle risorse.
• Esempio: Il lino consuma
meno combustibile fossile
• rispetto al nylon
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
2 Design to Reduce Material Impacts
Per ridurre l’impatto ambientale nella scelta dei materiali
• Utilizzare sottoprodotti di scarto
è economico e ampiamente di
facile accesso.
• Esempio: È possibile usare
materia “prima seconda” per
creare nuovi oggetti. L’azienda
Ritechno.R di Occhiobello (RO)
attraverso un processo di
trasformazione di scarti e rifiuti
plastici, crea il Phlasmix materia
prima utile per produrre
manufatti ordinari.
Patrizia Lo Sciuto ©
2 Design to Reduce Material Impacts
Per ridurre l’impatto ambientale nella scelta dei materiali
• Ridurre le emissioni
tossiche
• Quantificare le
emissioni tossiche nel
processo di produzione
e cercare alternative.
• Esempio: I prodotti
made in Europe nelle
fasi di produzione
generano emissioni di
mercurio inferiori
rispetto a quelli
provenienti dalla Cina .
3 Design for Manufacturing innovation
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
• Ridurre l'imballaggio dei prodotti favorisce una
minore produzione di rifiuti
• Esempio. Il negozio Effecorta a Milano vende
prodotti sfusi, a caduta e alla spina. Tutta la
merce è a filiera corta e proviene da produttori
locali.
4 Design to Reduce Distribution Impacts
Per ridurre l’impatto ambientale nella distribuzione
Patrizia Lo Sciuto ©
• Incoraggiare i
comportamenti degli utenti
per il basso consumo di
risorse
• Il design può influenzare in
molti modi i comportamenti
e le scelte.
• Esempio : un abbigliamento
pensato per la bicicletta può
rendere più invitante
spostarsi in bicicletta .
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
5 Design to Reduce Behavior and Use Impacts
Migliorare i comportamenti e I consumi
• Design per una seconda vita
degli oggetti con una
funzione diversa
• Un prodotto può essere
utilizzato con un nuovo uso,
prolungando la vita del
materiale.
• Esempio: Un vasetto di
marmellata può diventare
un bicchiere.
7 Design for Transitional Systems
Per i processi di transizione
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
• Design per un veloce
smontaggio manuale o
automatico
• Pensare a strategie di
smontaggio per rendere il
riciclo e il riuso
economicamente
sostenibile.
• Esempio : Creare oggetti
con parti assemblate facili
da smontare.
8 Design to optimize End of Life
Per i beni durevoli
Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
• Fare in modo che gli oggetti siano biodegradabili
• Alcuni prodotti o componenti sono biodegradabili
• Esempio: Progetto “Ragioniamo con i piedi” -
Mantova. Scarpe interamente biodegradabili
8 Design to optimize End of Life
Per i beni durevoli
• Utilizzare gli organismi viventi
• È possibile esplorare dei modi
per impiegare organismi
viventi come prodotto
• Esempio : Batteri presenti nel
legno del bio-filtro attraverso
cui passa l’aria che esce
dall’impianto di compostaggio
“Econord” di Cologno Monzese
(depurandola).
1 Design for innovation
Patrizia Lo Sciuto ©
ZERO WASTE 2020
Educazione
alla sostenibilità
Sviluppo
economico
sostenibile
Agricoltura
sostenibile
Sviluppo
della comunità Energia
sostenibile
Progettazione
industriale
Architettura
sostenibile
Compostaggio CENTRO DI RICERCA ZW
Decostruzione
CENTRO DI RICERCA ZW
Occupazione
sostenibile
Arte
Etica
• Lo sviluppo sostenibile, così come definito dalla Commissione
Brundtland delle Nazioni Unite (WCED, 1988)uno sviluppo in grado
di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza
compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i
propri bisogni;
• un processo nel quale lo sfruttamento delle risorse, la direzione
degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico ed il
cambiamento istituzionale sono tutti in armonia, ed accrescono le
potenzialità presenti e future per il soddisfacimento delle aspirazioni
e dei bisogni umani.
RESPONSABILITA’
Lo sviluppo sostenibile è una sorta di principio guida che fa
strettamente riferimento al concetto di responsabilità di un
soggetto, in questo caso un soggetto economico, verso altri
soggetti.
Responsabilità morale verso tutti coloro che hanno un
interesse diretto o indiretto agli effetti dell'attività d'impresa
verso i soggetti quali:
clienti/consumatori
generazioni future
dai fornitori ai dipendenti ecc. ecc.
I tre pilastri dello
sviluppo sostenibile
• EQUITA’ SOCIALE intesa come equità intra-generazionale
(possibilità di accedere alle risorse) e inter-generazionale
(operare senza precludere alle generazioni future la fruizione
delle risorse)
• PROTEZIONE DELL’AMBIENTE intesa come mantenimento
dello stock delle risorse naturali e della diversità biologica.
• COMPETIVITA’ ECONOMICA, intesa come capacità dei sistemi
economici di creare ricchezza garantendo la coesione sociale e
il rispetto dell'ambiente.
REP responsabilità estesa
del produttore*
• Pietra miliare di Rifiuti Zero
• Ostacolo chiave per raggiungere Rifiuti Zero (troppi prodotti
sono progettati per essere gettati via)
• Obiettivo: correggere la distorsione del mercato rendendo i
produttori responsabili affinché i loro sistemi siano adatti per
riciclare i loro prodotti, a costo zero per i contribuenti, prima
che questi possano essere venduti.
* direttiva europea 98/2008
Che tipologia di impresaZero Waste?
MISSION dell’impresa Zero Waste è un’azienda double bottom
line (DBL - duplice obiettivo del rendimento finanziario e sociale)
possa prosperare per portarci un beneficio sociale/ ambientale
generando un profitto finanziario di portata limitata.
Questo approccio si chiama impresa sociale “Social Enterprise
(SE)”, ed è importante per il cambiamento sociale.
Slide Camilla Piccinini
L’impresa sociale Rifiuti Zero ha capacità di:
• PROGETTARE nuove risposte a nuovi bisogni sociali
• ADOTTARE assetti e formule di governance che vedono una
pluralità di soggetti e portatori di interesse
• ATTITUDINE a costruire reti con soggetti diversi - pubblici e privati -
per realizzare progetti con finalità complesse a beneficio delle
comunità
• CAPACITA’ di connettere tensioni di cambiamento per trasformarle
in soluzioni strategiche, imprenditoriali e organizzative
• MISSION Sociale, ambientale utilizzando metodi di business.
L’impresaRifiutiZero.
Che tipologia?
Zero Waste company criteria
La Zero Waste International Alliance è stata creata per
promuovere alternative alla discarica e all’incenerimento e
sensibilizzare la comunità dei benefici sociali ed economici che ne
derivano quando i rifiuti sono considerati come una base di risorse
con un incremento occupazionale e opportunità di business.
La ZWIA sta sviluppando un programma di transizione per
riconoscere le imprese Rifiuti Zero. Un comitato per la
certificazione di ZWIA sta lavorando sulle linee guida per questo
programma che dovrebbe essere pronto ed adottato da ZWIA
• Gary Liss, leader di ZWIA e del
GrassRoots Recycling Network
(GRRN) sottolinea l’importanza
di identificare e riconoscere le
imprese Rifiuti Zero per il
successo della strategia Rifiuti
Zero.
• Garry Liss parla di un nuovo approccio di progettazione per il
XXI Secolo
• Il sistema economico americano è per la libertà individuale,
l’imprenditorialità e il capitalismo con libero mercato.
• Rifiuti Zero aggiunge a questo sistema:
• 1) i principi per la conservazione delle risorse
• 2) la minimizzazione dell’inquinamento
• 3) la massimizzazione delle opportunità lavorative
• 4) la massimizzazione dell’efficienza
• 5) sviluppo economia locale.
• California
• Colorado
• Georgia
• Massachusetts
• Oregon
• Texas
Zero Waste
Programs
USA
Le esperienze americane
Imprese Rifiuti Zero negli Stati Uniti
Anheuser-Busch, Fairfield, California-Apple Computer,
Elk Grove, California-Epson, Oregon- Fetzer Vineyards-Frankie’s
Bohemian Café, San Francisco-Greens Restaurant, San Francisco-
Hewlett-Packard, Ro- seville, California-Honda-Mad River
Brewery-New Belgium Brewery- Pillsbury-Playa Vista, Los
Angeles, California-Ricoh Electronics San Diego Wild Animal
Park- Scoma’s Restaurant, San Francisco-Subaru- Toyota-Vons-
Safeway-Xerox Corp.
Le esperienze americane
USA
ZERO WASTE STRATEGY dal 2000
molte città della California tra cui
le popolose San Francisco, San
Diego, Los Angeles, San Josè,
Oakland, Fresno, Obisbo ecc., del
Colorado con la Contea di
Boulder, Seattle (nello Stato di
Washington) ed Austin (nel Texas),
del Canada (Halifax e tutta la Nova
Scotia e la Columbia britannica),
Toronto, Vancouver
Le esperienze americane
• Dal 1998 adotta i programmi RZ
• Focus: Commercio del compost
• Riciclo e compost obbligatorio
• Zero Waste entro 2020
• RD 77% nel 2011
• RD 80% nel 2013
San Francisco, CA
Le esperienze americane
SanFrancisco“LanaveammiragliadiRifiutiZero”
850.000 abitanti……………. 80% RD
Un pò di storia
Nel 1985 la California stava cercando di costruire 35
inceneritori
Questo provocò opposizione nella cittadinanza
Nel 1996, quasi 300 comunità in California, sia piccole
che grandi, raggiunsero il 50% di raccolta differenziata.
Arrivò in California la notizia della legge “No Waste by
2010” di Canberra furono adottati programmi Rifiuti
Zero.
• Nel 1998 San Francisco adotta il programma “Verso
Rifiuti Zero entro il 2020”. Progetto era ambizioso ed
imponente. San Francisco è una città con pochissimo
spazio e i cui programmi educativi devono essere
condotti in tre lingue diverse (inglese, spagnolo e
cinese).
Le esperienze americane
Zero Waste Social Enterprise (ZWSE) in
America
Recology
La prima azienda per il riciclo e il
compostaggio a San Francisco, impiega circa
1.000 lavoratori.
Recology è un’azienda privata, di proprietà
degli stessi lavoratori - senza capi aziendali e
azionisti…
118 nuovi impiegati sono stati assunti durante
gli ultimi anni per separare i materiali riciclabili
e monitorare le strade interessate dalla
raccolta per soddisfare gli obiettivi ambiziosi
di riciclo di San Francisco.
www.recologysf.com
• Riciclo: raccolta porta a porta di tutte le bottiglie, lattine, carta
e plastica rigida (tazze, vasche, coperchi, secchi, e giocattoli
senza cavi o parti metalliche) in un unico contenitore per il
riciclo.
Le esperienze americane
Cosa fa Recology?
• Perfectly Good (Reuse Program): I dipendenti di Recology recuperano oggetti in
buone condizioni da carichi portati alla stazione di trasferimento da piccoli
imprenditori e li inviano ad un centro di riparazione dove vengono riparati e poi
consegnati ai depositi di risparmio.
• Raccolta organico: raccolta porta a porta dei materiali organici, come avanzi di
cibo, carta sporca, piante e rami.
• Ingombranti: Collezioni speciali per oggetti ingombranti come mobili,
elettrodomestici, rottami metallici, legno, cartone e l'elettronica. I residenti
possono richiedere un pick up del materiale.
• Riciclo materiale da costruzione e demolizione: Metallo, legno, cartongesso,
plastica rigida, e altri materiali da costruzione vengono inseriti in scatole di
detriti sul posto e poi inviate in impianti di riciclo di detriti.
• Riciclo dei materassi: Materassi delle abitazioni e alberghi. I camion di raccolta
vengono caricati in rimorchi alla stazione di trasferimento e trasportati ad una
società locale specializzata nel riciclo dei materassi.
• Clean Team saturday: Eventi speciali in ciascuno dei 11 distretti della città che
consentono ai residenti di consegnare oggetti troppo voluminosi che non
entrano nei bidoni normali.
• E-Waste Recycling: I rifiuti elettronici sono vietati nelle
discariche in California. Neon, monitor, televisori, computer e
altri dispositivi elettronici sono raccolti in punti della città
portati alla la stazione di trasferimento e poi spediti in
strutture specializzate nel riciclo di e-waste (RAEE).
• Riciclo Self-Haul: Recology gestisce un servizio per il riciclo del
legno, metallo, plastica rigida e altri materiali da costruzione e
demolizione che viene poi portato alla stazione di
trasferimento da piccoli imprenditori e privati.
• Household Battery Recycling: Gli utenti inseriscono le batterie
in sacchetti emertici e li mettono in cima bidone grigio.
• Vernice, Oli di motori: Gli utenti possono consegnare o
portare il materiale che viene raccolto, identificato, ordinato
per tipologia e inviato al riciclo.
• Legno, rottami metallici e Grande Plastics Recycling per le imprese:
pallets inusati, scarti di legno provenienti da fallegnami, paraurti di auto
sono raccolti, ordinati, e riciclati.
• Frantumazione sostenibile: Recology ricicla cemento, mattoni, asfalto e
macerie da grandi costruzioni, sostituzione stradali.
• Riciclo di pneumatici: pneumatici usati sono gestiti separatamente
presso la stazione di trasferimento e consegnati a in una società che
ricicla la gomma.
• Centri Buy-back: Vuoto a rendere. Gli utenti possono portare le bottiglie
e lattine con il vuoto a rendere.
• Riciclo di finestre in vetro: Viene raccolto il vetro da vetrine di negozi e
centri commerciali.
• Styrofoam Drop-Off: Recology San Francisco funziona una densificatore
speciale che condensa pezzetti di polistirolo in lingotti, che vengono
riciclati in battiscopa e modanature.
• Special Event riciclo e
compostaggio:
Recology fornisce
servizi di riciclo e
raccolta compost ai
festival di quartiere e
eventi quali la Parata
del Capodanno cinese.
• Riciclo dell’ Albero di Natale: gli alberi sono raccolti
separatamente durante le prime due settimane di gennaio e
usati come combustibile nelle caldaie.
Recology San Francisco Artist in Residence Program
Video
Berkeley
San Francisco Bay Area
consegna oggetti
smontaggio-riparazione
vendita
Progetto Urban Ore nato 30 anni fa creato da
Dan Knapp, un professore in sociologia in
pensione e sua moglie Mary Lou Derventer,
considerata un’eroina dell’ambiente.
“Salvataggio”
delle risorse
UN PO’ DI NUMERI..
• Profitto: quasi 3 milioni di dollari all’anno
• 30 impiegati a tempo pieno (ben pagati con un buon sistema
previdenziale)
• L’azienda è aperta 7 giorni alla settimana
• 10 ore e mezza al giorno
• Urban Ore è una delle 56.000 imprese di riciclo e riuso che
fanno concorrenza alle imprese di smaltimento dei rifiuti
(discariche e inceneritori).
• Negli Stati Uniti l’’industria del riciclo e del riuso impiega oltre
1.100.000 persone, creando una retribuzione annua di quasi
37 miliardi di dollari e più di 236 miliardi di dollari di fatturato
annuale. (dato del 2001)
Più le risorse di una categoria principale possono essere divise in sotto
categorie, Generano più vendite, e questo denaro liquido fluisce nel sistema
economico.
Le dodici categorie principali di materiali dismessi sono:
1. I beni riusabili
2. I metalli
3. Il vetro
4. La carta
5. I polimeri
6. I tessuti
7. I prodotti chimici
8. Il legno
9. Gli scarti vegetali
10. I putrescibili
11. La terra
12. La ceramica
1. I beni riusabili, inclusi gli oggetti prodotti intatti o riparabili come gli elettrodomestici casalinghi o
industriali, i beni domestici e i vestiti; i materiali intatti da demolizione come il legname o i matto- ni; i
materiali edili come porte, finestre, armadi e lavabi; gli articoli e la fornitura aziendale; gli apparecchi di
illuminazione; e qualsiasi altro articolo che può essere riparato e rivenduto così com’è.
2. I metalli, inclusi oggetti sia ferrosi che non ferrosi come lattine, parti di veicoli abbandonati, gli articoli
idraulici, le recinzioni, le porte metalliche e gli schermi, il filo di ferro e ogni altro oggetto di metallo
scartato.
3. Il vetro, inclusi contenitori di bevande, bicchieri, porte per la doccia, altri oggetti fatti di vetro e il vetro
delle finestre.
4. La carta, inclusi i giornali, la carta da ufficio, i registri di carta, la carta da computer, il cartone ondulato e
la carta mista.
5. I polimeri, inclusi i contenitori di bevande, i sacchetti di plastica, gli imballaggi di plastica, gli
pneumatici, le scatole di plastica, beni di consumo come i telefoni o le apparecchiature elettroniche.
6. I tessuti, inclusi i vestiti non riusabili, tappezzeria, e pezzi di stoffa.
7. I prodotti chimici, inclusi solventi riciclabili o riusabili, vernici, olio da motore e lubrificanti.
8. Il legno, incluso il legname non riusabile, mobili e armadi.
9. Gli scarti vegetali, inclusi foglie, sfalci, potature di alberi e cespugli ed erba.
10. I putrescibili, inclusa spazzatura, frattaglie e scarti di animali, frutta e vegetali.
11. La terra, inclusa la terra da escavazione da terreno sterile o lavorata e avanzi di terra da giardino.
12. La ceramica, inclusa pietra, porcellana, cemento e mattoni non riusabili.
Perché creare un centro di riuso?
• Prevenzione
• Sottrazione allo smaltimento
• Nuova vita agli oggetti
• Riduzione di emissioni di Co2
• In Italia la realizzazione obbligatoria dal DLGS 205/2010, ART. 6
comma 1: “le pubbliche amministrazioni promuovono la
costruzione ed il sostegno di centri di riparazione e riutilizzo”.
• Nuove forme di lavoro
• Soluzione alla crisi economica
• Ruolo di SPAZIO PUBBLICO a disposizione degli abitanti del
territorio di riferimento
• Luogo di incontro e fruizione culturale
www.ecocycle.org
Eco-cycle è la più grande ONG negli Stati Uniti
• 60 dipendenti
• 4 milioni $ all'anno di ricavi
Boulder, Colorado
• Eco-Cycle è nata 37 anni fa grazie al lavoro di volontari
facendo di Boulder una delle prime 20 comunità negli Stati
Uniti a offrire la raccolta porta a porta
• E’ una delle più grandi organizzazioni no-profit degli Stati Uniti
che si occupano di Riciclo
• NO-Profit in partership con l’amministrazione locale
• Reputazione internazionale
• Azienda pioniera e innovatrice nella conservazione delle
risorse
MISSION
Identificare, esplorare e dimostrare le frontiere emergenti di
gestione sostenibile delle risorse attraverso i concetti e le
pratiche di Zero Waste.
Importanza dell’azione individuale e comune per trasformare
l’etica della società usa e getta in gestione eco-responsabile.
• Gestisce il Boulder County Recycling Center (di proprietà della contea)
• Si occupa della raccolta differenziata per più di 800 imprese nel Boulder
County
• Lavora per creare sempre nuove opportunità di riciclaggio, come il
“Center for Hard-to-Recycle Materials”, primo centro di riciclaggio della
comunità di Colorado per i rifiuti elettronici e molti altri materiali insoliti
.
• Fornisce programmi educativi a oltre 25.000 studenti
• Fornisce servizi educativi per la comunità , tra cui servizio di
informazioni “riciclo hotline” per rispondere alle domande dei cittadini
Eric Lombardi, direttore esecutivo Eco-Cycle
Eric Lombardi parla di business
che dovrà essere condotto
diversamente dal modo di fare
impresa in modo “disonesto” con la
devastazione della natura…
L’ industria dello smaltimento dei
rifiuti esistente - single-bottom line
(SBL) dipende da vecchie tecnologie
che distruggono, piuttosto che
conservare le risorse naturali nelle
nostre comunità ha difficoltà con la
visione della ZWSE che aspira a
condurre le imprese secondo il DBL.
Ogni azienda di gestione dei rifiuti SBL
potrebbe trasformarsi in DBL
Recology, ha scelto questa
transizione…
EL SAFAREIG, azienda
familiare
MISSION: Ridurre al
minimo il consumo di
materie plastiche e
promuovere i prodotti
locali
Le esperienze europee
Barcellona, Spagna:
• È una società danese di moda
• Tutti i capi sono cencepiti secondi i principi Spreco Zero
Le esperienze europee
Abbigliamento
Danimarca
Le esperienze europee
Imballaggi
Francia
Jean Bouteille fornisce un servizio di vuoto a rendere per i
negozi di distribuzione alla spina.
Recupera le bottiglie usate consegnate dai clienti e le sostituisce
con quelle pulite.
MISSION: riduzione dei rifiuti e libera scelta della quantità del
prodotto acquistato
Le esperienze europee
Barcellona, Spagna:
• Compostadores
E’ una società che produce compostiere di materiali riciclati e
fornisce tutto il necessario per il compostaggio domestico.
Promuove anche l’autocompostaggio nei comuni
• seminari di formazione avanzata.
• Campagna di comunicazione
• Monitoraggio
• servizio di consulenza permanente e
gratuito per tutti i partecipanti.
• Rapporto con i dati ambientali, economici
e sociali.
Le esperienze europee
Barcellona, Spagna:
Inaugurato nel 2007
30.000 mq
Costo 4 milioni di euro
5 Centri di Riciclo
compreso il Parco del
Riciclo
Visitatori nel 2010:
225.655
Le esperienze europee
Gothenburg, Svezia
Il cuore del centro
Entrance
Donated materials
Met by personnel
Hazardous waste
Electronic waste
Stadsmissionen* shop – qui i visitatori
possono scegliere una vasta gamma di
prodotti di seconda mano
* Stadsmissionen la chiesa
che in Svezia aiuta I
bisognosi
Mobili, abiti e stoviglie
möbler
Returhuset – Laboratorio creativo e ristorante
Laboratorio di
riparazione
biciclette
Ristorante con cibo biologico
Ldb Zero Waste Strategies for Apulia region_Lo Sciuto 01
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Ldb Zero Waste Strategies for Apulia region_Lo Sciuto 01

Ldb Zero Waste Strategies for Apulia region_Lo Sciuto 01

  • 1.
    I centri diriuso nella strategia Rifiuti Zero Patrizia Lo Sciuto vicepresidente di Zero Waste Italy membro del team operativo del Centro di Ricerca Rifiuti Zero Comune di Capannori Massafra, 23 gennaio 2015 I parte
  • 2.
    Zero Waste un nuovoapproccio di progettazione per il XXI Secolo
  • 3.
    Lo scenario attuale Lagestione delle risorse La risposta L’impresa e l’economia Zero Waste Le esperienze americane Le esperienze europee
  • 4.
    Nel mondo 4 miliardidi tonnellate di rifiuti all’anno “Ricerca Panorama mondiale dei rifiuti” 2009-Università Bocconi Patrizia Lo Sciuto © Lo scenario attuale
  • 5.
    Stati Uniti, primoPaese al mondo per quantità di rifiuti prodotti, con 226 milioni di tonnellate l’anno Europa con 225 milioni di tonnellate all’anno Patrizia Lo Sciuto © Lo scenario attuale
  • 6.
    ITALIA Produce sotto i30 milioni di tonnellate di rifiuti Nel 2012 504 chili di rifiuti prodotti in media da ogni italiano in un anno. Fonte Rapporto Rifiuti Ispra 2013 Patrizia Lo Sciuto © Lo scenario attuale
  • 7.
    40% finisce nellediscariche 11% bruciato in impianti di incenerimento Lo scenario attuale
  • 8.
    Sistema lineare di gestionedelle risorse Produttori Rivenditori Consumatori Riciclo Istituzioni locali che investono denari Riciclo e sistema delle discariche e/o inceneritori Patrizia Lo Sciuto © La gestione delle risorse
  • 9.
    ) Il sistema didomani “Dalla culla alla culla” Produttori Rivenditori Consumatori I materiali sono riciclati e diventano nuovi prodotti Centri di raccolta differenziata Patrizia Lo Sciuto © La gestione delle risorse
  • 10.
    Cradle to Cradle WilliamMcDonough Michael Braungart «Ecoefficacia» soluzione innovativa che parte dalla progettazione di filiere che prevedano il reinserimento dei materiali in successivi cicli produttivi. La nuova certificazione “C2C” (Cradle to Cradle) elimina molti dei rischi creati attualmente dalle industrie.
  • 11.
    Gunter Paoli Pauli sostieneche è arrivata l’era della Blue Economy: l’economia del futuro, sostenibile e redditizia, che si basa su un modello di business competitivo ispirato alla natura Modello di business naturale • Al motto ‘usiamo quello che abbiamo (we use what we have), come fa qualsiasi ecosistema naturale
  • 12.
    Parco Nazionale Krugerin Sudafrica la piantagione di limoni al servizio degli ospiti del parco ha ben 7 ricadute positive: la polpa residua e la scorza dei frutti sono riutilizzati in 7 attività produttive collegate, con risultato zero rifiuti.
  • 14.
    La legge circolaredella natura Patrizia Lo Sciuto © La gestione delle risorse
  • 15.
    Laleggediconservazionedeglielementi La prima leggeche governa le reazioni chimiche fu enunciata da Antoine Laurent Lavoisier (1743-1794) nel 1789 la legge della conservazione degli elementi (o della materia): "..niente si crea, nelle operazioni dell'arte ne' in quelle della natura e si può porre come principio che in ogni operazione vi è una quantità uguale di materia prima e dopo l'operazione, che la qualità e la quantità dei principi [elementi] è la stessa e che si verificano solo cambiamenti e modificazioni. Su questo principio si fonda tutta l’arte della sperimentazione in chimica." (Trattato di chimica elementare, di A.L.Lavoisier 1789) Patrizia Lo Sciuto © La gestione delle risorse
  • 16.
    • Il degradoambientale e gli inquinamenti provocano rottura dei cicli naturali che da chiusi diventano aperti. Patrizia Lo Sciuto © La gestione delle risorse
  • 17.
  • 18.
    Una Natura trasformatain palcoscenico delle azioni umane e non un “Complesso dei viventi” La specie umana non è particolarmente privilegiata. Gli esseri viventi e gli ecosistemi, come tutti gli elementi del Cosmo, hanno un valore in sé. Patrizia Lo Sciuto © da “Ecologia Profonda” di Guido Dalla Casa La gestione delle risorse
  • 19.
    Economia circolare • 2luglio 2014 la Commissione dell’Unione europea ha approvato una serie di misure per aumentare il tasso di riciclo negli Stati membri e facilitare la transizione verso “un’economia circolare”: un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. La gestione delle risorse
  • 20.
    Nella Comunicazione ufficialedella Commissione UE sulla Economia Circolare emerge: Mezzo milione complessivo di posti di lavoro per arrivare prima al 50% e poi al 70% di RD • "1 posto di lavoro ogni 1000 abitanti” • Entro il 2030 si possono calcolare più di 180 000 posti di lavoro nell'Unione europea, oltre ai circa 400 000 posti di lavoro che verranno creati dalla attuazione della legislazione sui rifiuti in force24. • Essi porteranno a soddisfare tra il 10 e il 40% della domanda di materie prime in Europa, contribuendo a raggiungere l'obiettivo UE 2030 per ridurre le emissioni di gas serra del 40%
  • 21.
     Responsabilità dellacomunità  Buona leadership politica  Responsabilità industriale ZERO WASTE STRATEGY Patrizia Lo Sciuto © La risposta
  • 22.
    10 passi versoRifiuti Zero I 10 passi verso Rifiuti Zero sono stati presentati da Paul Connett, professore emerito di chimica della St.Lawrence University di New York, promotore nel mondo della strategia Zero Waste, a New York alla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite il 12 maggio 2010. Patrizia Lo Sciuto ©
  • 23.
    Riciclo Separazione alla fonte Raccolta Porta a Porta Compostaggio Centrodi ricerca e Separazione del rifiuto residuo migliore design industriale Incentivi Economici Discarica temporanea RIFIUTI ZERO2020 Centri di Riutilizzo e Riparazione per la Comunita’ Iniziative per la riduzione dei rifiuti Slide: Prof. Paul Connett
  • 24.
    Rifiuti Zero 2020ha bisogno di rendere i residui MOLTO VISIBILI… Rifiuti = cattiva progettazione industriale ? Patrizia Lo Sciuto ©
  • 25.
  • 26.
    RIPROGETTARE! ? Per migliorare lenostre vite Per l’ambiente e nel rispetto delle sue leggi Per ridurre e fermare il degrado ambientale e la produzione di rifiuti Per andare verso “Zero Waste Strategy 2020”
  • 27.
    • Ripensare comefornire il beneficio • È possibile pensare a nuovi modi per offrire il beneficio prodotto • Esempio : invece di riscaldare un intero edificio , riscaldiamo solo l'aria intorno alle persone . Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012 1 Design for innovation
  • 28.
    • Flessibilità diprogettazione • I componenti di un sistema che sono tecnicamente obsoleti possono essere riprogettati. • Esempio : Permettere una facile sostituzione di microchip in un computer. 1 Design for innovation Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
  • 29.
    Rispondere a più esigenze Prodotticon più usi possono essere integrati in un unico sistema. Esempio : Il coltellino svizzero che raccoglie una moltitudine di attrezzi all’interno. 1 Design for innovation Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
  • 30.
    • Evitare materialiche danneggiano la salute umana o ambientale • E’ meglio scegliere materiali che non compromettono la salute umana o ambientale • Esempio : Le batterie al litio sono molto meno tossiche rispetto alle batterie al piombo o cadmio Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012 2 Design to Reduce Material Impacts Per ridurre l’impatto ambientale nella scelta dei materiali
  • 31.
    • Evitare materialiche riducono le risorse naturali • È possibile utilizzare i materiali che non provocano rapidamente una diminuzione delle risorse. • Esempio: Il lino consuma meno combustibile fossile • rispetto al nylon Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012 2 Design to Reduce Material Impacts Per ridurre l’impatto ambientale nella scelta dei materiali
  • 32.
    • Utilizzare sottoprodottidi scarto è economico e ampiamente di facile accesso. • Esempio: È possibile usare materia “prima seconda” per creare nuovi oggetti. L’azienda Ritechno.R di Occhiobello (RO) attraverso un processo di trasformazione di scarti e rifiuti plastici, crea il Phlasmix materia prima utile per produrre manufatti ordinari. Patrizia Lo Sciuto © 2 Design to Reduce Material Impacts Per ridurre l’impatto ambientale nella scelta dei materiali
  • 33.
    • Ridurre leemissioni tossiche • Quantificare le emissioni tossiche nel processo di produzione e cercare alternative. • Esempio: I prodotti made in Europe nelle fasi di produzione generano emissioni di mercurio inferiori rispetto a quelli provenienti dalla Cina . 3 Design for Manufacturing innovation Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
  • 34.
    • Ridurre l'imballaggiodei prodotti favorisce una minore produzione di rifiuti • Esempio. Il negozio Effecorta a Milano vende prodotti sfusi, a caduta e alla spina. Tutta la merce è a filiera corta e proviene da produttori locali. 4 Design to Reduce Distribution Impacts Per ridurre l’impatto ambientale nella distribuzione Patrizia Lo Sciuto ©
  • 35.
    • Incoraggiare i comportamentidegli utenti per il basso consumo di risorse • Il design può influenzare in molti modi i comportamenti e le scelte. • Esempio : un abbigliamento pensato per la bicicletta può rendere più invitante spostarsi in bicicletta . Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012 5 Design to Reduce Behavior and Use Impacts Migliorare i comportamenti e I consumi
  • 36.
    • Design peruna seconda vita degli oggetti con una funzione diversa • Un prodotto può essere utilizzato con un nuovo uso, prolungando la vita del materiale. • Esempio: Un vasetto di marmellata può diventare un bicchiere. 7 Design for Transitional Systems Per i processi di transizione Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
  • 37.
    • Design perun veloce smontaggio manuale o automatico • Pensare a strategie di smontaggio per rendere il riciclo e il riuso economicamente sostenibile. • Esempio : Creare oggetti con parti assemblate facili da smontare. 8 Design to optimize End of Life Per i beni durevoli Fonte: Okala Ecodesign Strategy Guide 2012
  • 38.
    • Fare inmodo che gli oggetti siano biodegradabili • Alcuni prodotti o componenti sono biodegradabili • Esempio: Progetto “Ragioniamo con i piedi” - Mantova. Scarpe interamente biodegradabili 8 Design to optimize End of Life Per i beni durevoli
  • 39.
    • Utilizzare gliorganismi viventi • È possibile esplorare dei modi per impiegare organismi viventi come prodotto • Esempio : Batteri presenti nel legno del bio-filtro attraverso cui passa l’aria che esce dall’impianto di compostaggio “Econord” di Cologno Monzese (depurandola). 1 Design for innovation Patrizia Lo Sciuto ©
  • 40.
    ZERO WASTE 2020 Educazione allasostenibilità Sviluppo economico sostenibile Agricoltura sostenibile Sviluppo della comunità Energia sostenibile Progettazione industriale Architettura sostenibile Compostaggio CENTRO DI RICERCA ZW Decostruzione CENTRO DI RICERCA ZW Occupazione sostenibile Arte Etica
  • 41.
    • Lo svilupposostenibile, così come definito dalla Commissione Brundtland delle Nazioni Unite (WCED, 1988)uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni; • un processo nel quale lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico ed il cambiamento istituzionale sono tutti in armonia, ed accrescono le potenzialità presenti e future per il soddisfacimento delle aspirazioni e dei bisogni umani.
  • 42.
    RESPONSABILITA’ Lo sviluppo sostenibileè una sorta di principio guida che fa strettamente riferimento al concetto di responsabilità di un soggetto, in questo caso un soggetto economico, verso altri soggetti. Responsabilità morale verso tutti coloro che hanno un interesse diretto o indiretto agli effetti dell'attività d'impresa verso i soggetti quali: clienti/consumatori generazioni future dai fornitori ai dipendenti ecc. ecc.
  • 43.
    I tre pilastridello sviluppo sostenibile • EQUITA’ SOCIALE intesa come equità intra-generazionale (possibilità di accedere alle risorse) e inter-generazionale (operare senza precludere alle generazioni future la fruizione delle risorse) • PROTEZIONE DELL’AMBIENTE intesa come mantenimento dello stock delle risorse naturali e della diversità biologica. • COMPETIVITA’ ECONOMICA, intesa come capacità dei sistemi economici di creare ricchezza garantendo la coesione sociale e il rispetto dell'ambiente.
  • 44.
    REP responsabilità estesa delproduttore* • Pietra miliare di Rifiuti Zero • Ostacolo chiave per raggiungere Rifiuti Zero (troppi prodotti sono progettati per essere gettati via) • Obiettivo: correggere la distorsione del mercato rendendo i produttori responsabili affinché i loro sistemi siano adatti per riciclare i loro prodotti, a costo zero per i contribuenti, prima che questi possano essere venduti. * direttiva europea 98/2008
  • 45.
    Che tipologia diimpresaZero Waste? MISSION dell’impresa Zero Waste è un’azienda double bottom line (DBL - duplice obiettivo del rendimento finanziario e sociale) possa prosperare per portarci un beneficio sociale/ ambientale generando un profitto finanziario di portata limitata. Questo approccio si chiama impresa sociale “Social Enterprise (SE)”, ed è importante per il cambiamento sociale.
  • 46.
  • 47.
    L’impresa sociale RifiutiZero ha capacità di: • PROGETTARE nuove risposte a nuovi bisogni sociali • ADOTTARE assetti e formule di governance che vedono una pluralità di soggetti e portatori di interesse • ATTITUDINE a costruire reti con soggetti diversi - pubblici e privati - per realizzare progetti con finalità complesse a beneficio delle comunità • CAPACITA’ di connettere tensioni di cambiamento per trasformarle in soluzioni strategiche, imprenditoriali e organizzative • MISSION Sociale, ambientale utilizzando metodi di business. L’impresaRifiutiZero. Che tipologia?
  • 48.
    Zero Waste companycriteria La Zero Waste International Alliance è stata creata per promuovere alternative alla discarica e all’incenerimento e sensibilizzare la comunità dei benefici sociali ed economici che ne derivano quando i rifiuti sono considerati come una base di risorse con un incremento occupazionale e opportunità di business. La ZWIA sta sviluppando un programma di transizione per riconoscere le imprese Rifiuti Zero. Un comitato per la certificazione di ZWIA sta lavorando sulle linee guida per questo programma che dovrebbe essere pronto ed adottato da ZWIA
  • 49.
    • Gary Liss,leader di ZWIA e del GrassRoots Recycling Network (GRRN) sottolinea l’importanza di identificare e riconoscere le imprese Rifiuti Zero per il successo della strategia Rifiuti Zero.
  • 50.
    • Garry Lissparla di un nuovo approccio di progettazione per il XXI Secolo • Il sistema economico americano è per la libertà individuale, l’imprenditorialità e il capitalismo con libero mercato. • Rifiuti Zero aggiunge a questo sistema: • 1) i principi per la conservazione delle risorse • 2) la minimizzazione dell’inquinamento • 3) la massimizzazione delle opportunità lavorative • 4) la massimizzazione dell’efficienza • 5) sviluppo economia locale.
  • 51.
    • California • Colorado •Georgia • Massachusetts • Oregon • Texas Zero Waste Programs USA Le esperienze americane
  • 52.
    Imprese Rifiuti Zeronegli Stati Uniti Anheuser-Busch, Fairfield, California-Apple Computer, Elk Grove, California-Epson, Oregon- Fetzer Vineyards-Frankie’s Bohemian Café, San Francisco-Greens Restaurant, San Francisco- Hewlett-Packard, Ro- seville, California-Honda-Mad River Brewery-New Belgium Brewery- Pillsbury-Playa Vista, Los Angeles, California-Ricoh Electronics San Diego Wild Animal Park- Scoma’s Restaurant, San Francisco-Subaru- Toyota-Vons- Safeway-Xerox Corp. Le esperienze americane
  • 53.
    USA ZERO WASTE STRATEGYdal 2000 molte città della California tra cui le popolose San Francisco, San Diego, Los Angeles, San Josè, Oakland, Fresno, Obisbo ecc., del Colorado con la Contea di Boulder, Seattle (nello Stato di Washington) ed Austin (nel Texas), del Canada (Halifax e tutta la Nova Scotia e la Columbia britannica), Toronto, Vancouver Le esperienze americane
  • 54.
    • Dal 1998adotta i programmi RZ • Focus: Commercio del compost • Riciclo e compost obbligatorio • Zero Waste entro 2020 • RD 77% nel 2011 • RD 80% nel 2013 San Francisco, CA Le esperienze americane
  • 55.
    SanFrancisco“LanaveammiragliadiRifiutiZero” 850.000 abitanti……………. 80%RD Un pò di storia Nel 1985 la California stava cercando di costruire 35 inceneritori Questo provocò opposizione nella cittadinanza Nel 1996, quasi 300 comunità in California, sia piccole che grandi, raggiunsero il 50% di raccolta differenziata. Arrivò in California la notizia della legge “No Waste by 2010” di Canberra furono adottati programmi Rifiuti Zero. • Nel 1998 San Francisco adotta il programma “Verso Rifiuti Zero entro il 2020”. Progetto era ambizioso ed imponente. San Francisco è una città con pochissimo spazio e i cui programmi educativi devono essere condotti in tre lingue diverse (inglese, spagnolo e cinese). Le esperienze americane
  • 56.
    Zero Waste SocialEnterprise (ZWSE) in America Recology La prima azienda per il riciclo e il compostaggio a San Francisco, impiega circa 1.000 lavoratori. Recology è un’azienda privata, di proprietà degli stessi lavoratori - senza capi aziendali e azionisti… 118 nuovi impiegati sono stati assunti durante gli ultimi anni per separare i materiali riciclabili e monitorare le strade interessate dalla raccolta per soddisfare gli obiettivi ambiziosi di riciclo di San Francisco. www.recologysf.com
  • 57.
    • Riciclo: raccoltaporta a porta di tutte le bottiglie, lattine, carta e plastica rigida (tazze, vasche, coperchi, secchi, e giocattoli senza cavi o parti metalliche) in un unico contenitore per il riciclo. Le esperienze americane
  • 58.
    Cosa fa Recology? •Perfectly Good (Reuse Program): I dipendenti di Recology recuperano oggetti in buone condizioni da carichi portati alla stazione di trasferimento da piccoli imprenditori e li inviano ad un centro di riparazione dove vengono riparati e poi consegnati ai depositi di risparmio. • Raccolta organico: raccolta porta a porta dei materiali organici, come avanzi di cibo, carta sporca, piante e rami. • Ingombranti: Collezioni speciali per oggetti ingombranti come mobili, elettrodomestici, rottami metallici, legno, cartone e l'elettronica. I residenti possono richiedere un pick up del materiale. • Riciclo materiale da costruzione e demolizione: Metallo, legno, cartongesso, plastica rigida, e altri materiali da costruzione vengono inseriti in scatole di detriti sul posto e poi inviate in impianti di riciclo di detriti. • Riciclo dei materassi: Materassi delle abitazioni e alberghi. I camion di raccolta vengono caricati in rimorchi alla stazione di trasferimento e trasportati ad una società locale specializzata nel riciclo dei materassi. • Clean Team saturday: Eventi speciali in ciascuno dei 11 distretti della città che consentono ai residenti di consegnare oggetti troppo voluminosi che non entrano nei bidoni normali.
  • 59.
    • E-Waste Recycling:I rifiuti elettronici sono vietati nelle discariche in California. Neon, monitor, televisori, computer e altri dispositivi elettronici sono raccolti in punti della città portati alla la stazione di trasferimento e poi spediti in strutture specializzate nel riciclo di e-waste (RAEE). • Riciclo Self-Haul: Recology gestisce un servizio per il riciclo del legno, metallo, plastica rigida e altri materiali da costruzione e demolizione che viene poi portato alla stazione di trasferimento da piccoli imprenditori e privati. • Household Battery Recycling: Gli utenti inseriscono le batterie in sacchetti emertici e li mettono in cima bidone grigio. • Vernice, Oli di motori: Gli utenti possono consegnare o portare il materiale che viene raccolto, identificato, ordinato per tipologia e inviato al riciclo.
  • 60.
    • Legno, rottamimetallici e Grande Plastics Recycling per le imprese: pallets inusati, scarti di legno provenienti da fallegnami, paraurti di auto sono raccolti, ordinati, e riciclati. • Frantumazione sostenibile: Recology ricicla cemento, mattoni, asfalto e macerie da grandi costruzioni, sostituzione stradali. • Riciclo di pneumatici: pneumatici usati sono gestiti separatamente presso la stazione di trasferimento e consegnati a in una società che ricicla la gomma. • Centri Buy-back: Vuoto a rendere. Gli utenti possono portare le bottiglie e lattine con il vuoto a rendere. • Riciclo di finestre in vetro: Viene raccolto il vetro da vetrine di negozi e centri commerciali. • Styrofoam Drop-Off: Recology San Francisco funziona una densificatore speciale che condensa pezzetti di polistirolo in lingotti, che vengono riciclati in battiscopa e modanature.
  • 61.
    • Special Eventriciclo e compostaggio: Recology fornisce servizi di riciclo e raccolta compost ai festival di quartiere e eventi quali la Parata del Capodanno cinese.
  • 62.
    • Riciclo dell’Albero di Natale: gli alberi sono raccolti separatamente durante le prime due settimane di gennaio e usati come combustibile nelle caldaie.
  • 63.
    Recology San FranciscoArtist in Residence Program
  • 64.
  • 65.
  • 66.
    consegna oggetti smontaggio-riparazione vendita Progetto UrbanOre nato 30 anni fa creato da Dan Knapp, un professore in sociologia in pensione e sua moglie Mary Lou Derventer, considerata un’eroina dell’ambiente.
  • 67.
  • 73.
    UN PO’ DINUMERI.. • Profitto: quasi 3 milioni di dollari all’anno • 30 impiegati a tempo pieno (ben pagati con un buon sistema previdenziale) • L’azienda è aperta 7 giorni alla settimana • 10 ore e mezza al giorno • Urban Ore è una delle 56.000 imprese di riciclo e riuso che fanno concorrenza alle imprese di smaltimento dei rifiuti (discariche e inceneritori). • Negli Stati Uniti l’’industria del riciclo e del riuso impiega oltre 1.100.000 persone, creando una retribuzione annua di quasi 37 miliardi di dollari e più di 236 miliardi di dollari di fatturato annuale. (dato del 2001)
  • 74.
    Più le risorsedi una categoria principale possono essere divise in sotto categorie, Generano più vendite, e questo denaro liquido fluisce nel sistema economico. Le dodici categorie principali di materiali dismessi sono: 1. I beni riusabili 2. I metalli 3. Il vetro 4. La carta 5. I polimeri 6. I tessuti 7. I prodotti chimici 8. Il legno 9. Gli scarti vegetali 10. I putrescibili 11. La terra 12. La ceramica
  • 75.
    1. I beniriusabili, inclusi gli oggetti prodotti intatti o riparabili come gli elettrodomestici casalinghi o industriali, i beni domestici e i vestiti; i materiali intatti da demolizione come il legname o i matto- ni; i materiali edili come porte, finestre, armadi e lavabi; gli articoli e la fornitura aziendale; gli apparecchi di illuminazione; e qualsiasi altro articolo che può essere riparato e rivenduto così com’è. 2. I metalli, inclusi oggetti sia ferrosi che non ferrosi come lattine, parti di veicoli abbandonati, gli articoli idraulici, le recinzioni, le porte metalliche e gli schermi, il filo di ferro e ogni altro oggetto di metallo scartato. 3. Il vetro, inclusi contenitori di bevande, bicchieri, porte per la doccia, altri oggetti fatti di vetro e il vetro delle finestre. 4. La carta, inclusi i giornali, la carta da ufficio, i registri di carta, la carta da computer, il cartone ondulato e la carta mista. 5. I polimeri, inclusi i contenitori di bevande, i sacchetti di plastica, gli imballaggi di plastica, gli pneumatici, le scatole di plastica, beni di consumo come i telefoni o le apparecchiature elettroniche. 6. I tessuti, inclusi i vestiti non riusabili, tappezzeria, e pezzi di stoffa. 7. I prodotti chimici, inclusi solventi riciclabili o riusabili, vernici, olio da motore e lubrificanti. 8. Il legno, incluso il legname non riusabile, mobili e armadi. 9. Gli scarti vegetali, inclusi foglie, sfalci, potature di alberi e cespugli ed erba. 10. I putrescibili, inclusa spazzatura, frattaglie e scarti di animali, frutta e vegetali. 11. La terra, inclusa la terra da escavazione da terreno sterile o lavorata e avanzi di terra da giardino. 12. La ceramica, inclusa pietra, porcellana, cemento e mattoni non riusabili.
  • 76.
    Perché creare uncentro di riuso? • Prevenzione • Sottrazione allo smaltimento • Nuova vita agli oggetti • Riduzione di emissioni di Co2 • In Italia la realizzazione obbligatoria dal DLGS 205/2010, ART. 6 comma 1: “le pubbliche amministrazioni promuovono la costruzione ed il sostegno di centri di riparazione e riutilizzo”. • Nuove forme di lavoro • Soluzione alla crisi economica • Ruolo di SPAZIO PUBBLICO a disposizione degli abitanti del territorio di riferimento • Luogo di incontro e fruizione culturale
  • 78.
    www.ecocycle.org Eco-cycle è lapiù grande ONG negli Stati Uniti • 60 dipendenti • 4 milioni $ all'anno di ricavi Boulder, Colorado
  • 79.
    • Eco-Cycle ènata 37 anni fa grazie al lavoro di volontari facendo di Boulder una delle prime 20 comunità negli Stati Uniti a offrire la raccolta porta a porta • E’ una delle più grandi organizzazioni no-profit degli Stati Uniti che si occupano di Riciclo • NO-Profit in partership con l’amministrazione locale • Reputazione internazionale • Azienda pioniera e innovatrice nella conservazione delle risorse
  • 80.
    MISSION Identificare, esplorare edimostrare le frontiere emergenti di gestione sostenibile delle risorse attraverso i concetti e le pratiche di Zero Waste. Importanza dell’azione individuale e comune per trasformare l’etica della società usa e getta in gestione eco-responsabile.
  • 81.
    • Gestisce ilBoulder County Recycling Center (di proprietà della contea) • Si occupa della raccolta differenziata per più di 800 imprese nel Boulder County • Lavora per creare sempre nuove opportunità di riciclaggio, come il “Center for Hard-to-Recycle Materials”, primo centro di riciclaggio della comunità di Colorado per i rifiuti elettronici e molti altri materiali insoliti . • Fornisce programmi educativi a oltre 25.000 studenti • Fornisce servizi educativi per la comunità , tra cui servizio di informazioni “riciclo hotline” per rispondere alle domande dei cittadini
  • 82.
    Eric Lombardi, direttoreesecutivo Eco-Cycle Eric Lombardi parla di business che dovrà essere condotto diversamente dal modo di fare impresa in modo “disonesto” con la devastazione della natura… L’ industria dello smaltimento dei rifiuti esistente - single-bottom line (SBL) dipende da vecchie tecnologie che distruggono, piuttosto che conservare le risorse naturali nelle nostre comunità ha difficoltà con la visione della ZWSE che aspira a condurre le imprese secondo il DBL. Ogni azienda di gestione dei rifiuti SBL potrebbe trasformarsi in DBL Recology, ha scelto questa transizione…
  • 83.
    EL SAFAREIG, azienda familiare MISSION:Ridurre al minimo il consumo di materie plastiche e promuovere i prodotti locali Le esperienze europee Barcellona, Spagna:
  • 84.
    • È unasocietà danese di moda • Tutti i capi sono cencepiti secondi i principi Spreco Zero Le esperienze europee Abbigliamento Danimarca
  • 85.
    Le esperienze europee Imballaggi Francia JeanBouteille fornisce un servizio di vuoto a rendere per i negozi di distribuzione alla spina. Recupera le bottiglie usate consegnate dai clienti e le sostituisce con quelle pulite. MISSION: riduzione dei rifiuti e libera scelta della quantità del prodotto acquistato
  • 88.
    Le esperienze europee Barcellona,Spagna: • Compostadores E’ una società che produce compostiere di materiali riciclati e fornisce tutto il necessario per il compostaggio domestico. Promuove anche l’autocompostaggio nei comuni • seminari di formazione avanzata. • Campagna di comunicazione • Monitoraggio • servizio di consulenza permanente e gratuito per tutti i partecipanti. • Rapporto con i dati ambientali, economici e sociali.
  • 89.
  • 90.
    Inaugurato nel 2007 30.000mq Costo 4 milioni di euro 5 Centri di Riciclo compreso il Parco del Riciclo Visitatori nel 2010: 225.655 Le esperienze europee Gothenburg, Svezia
  • 91.
    Il cuore delcentro Entrance Donated materials Met by personnel Hazardous waste Electronic waste
  • 92.
    Stadsmissionen* shop –qui i visitatori possono scegliere una vasta gamma di prodotti di seconda mano * Stadsmissionen la chiesa che in Svezia aiuta I bisognosi
  • 93.
    Mobili, abiti estoviglie möbler
  • 94.
    Returhuset – Laboratoriocreativo e ristorante
  • 95.
  • 96.