11
33
66
Il titolo di questo libro potrebbe sembrare provocatorio: “La vita nella morte” e
sembrerebbe più logico che fosse al contrario: “La morte nella vita”, giacché
la vita finisce con la morte. Nonostante ciò, il titolo del libro è più logico di
quanto si possa pensare, perché corrisponde all’unica realtà che dà senso a
tutto, e che pertanto fa sì che sia logico tutto. Se la vita umana finisse con la
morte, non avrebbe senso niente. Questo titolo tocca l’aspetto più profondo
del Cristianesimo: la risurrezione di Cristo. Egli è Colui che ci dona la vita
nella morte attraverso la risurrezione.
Nel libro ci domandiamo come accade questo, e la risposta è: per la
Pastorale della Salute. Sviluppiamo la risposta in due parti: nella prima parte
cerchiamo di spiegare cosa sia la Pastorale della Salute e nella seconda,
quali siano i temi essenziali che sono il fondamento di un’autentica Pastorale
della Salute.
Ringrazio di vero cuore il Cardinale Paul Poupard, Presidente emerito dei
Pontifici Consigli per la Cultura e per il Dialogo interreligioso per la bella
Prefazione che mi ha fatto l’onore di scrivere, facendo un’ampia e profonda
presentazione del libro: sono sicuro che la sua lettura sarà molto proficua.
88
INDICEINDICE (per l’informatica)(per l’informatica)
 PrefazionePrefazione
 PRIMA PARTE:PRIMA PARTE:
LA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESALA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESA
• I.I. Situazione attuale della Pastorale della SaluteSituazione attuale della Pastorale della Salute
• II.II. CosaCosa è la Pastorale della Salute e cosa fareè la Pastorale della Salute e cosa fare??
• III.III. Come farlo?Come farlo?
 SECONDA PARTE:SECONDA PARTE:
TEMI CENTRALI NELLA PASTORALE DELLA SALUTETEMI CENTRALI NELLA PASTORALE DELLA SALUTE
• I.I. Vita, donazione d’amoreVita, donazione d’amore
• II.II. Il dolore e la morte, Enigma o Mistero?Il dolore e la morte, Enigma o Mistero?
• III.III. Il ViaticoIl Viatico
• IV.IV. La SaluteLa Salute
• V.V. Profilo del Professore cattolico di MedicinaProfilo del Professore cattolico di Medicina 1010
INDICE:INDICE:
PrefazionePrefazione
IntroduzioneIntroduzione
Prima Parte:Prima Parte: LA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESA.LA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESA.
I. Situazione AttualeI. Situazione Attuale
1. Situazione attuale1. Situazione attuale
2. Punti positivi e negativi2. Punti positivi e negativi
II. Che cosa è Pastorale della Salute e cosa fare?II. Che cosa è Pastorale della Salute e cosa fare?
1. I Vangeli1. I Vangeli
2. Magistero Pontificio2. Magistero Pontificio
III. Come farlo?III. Come farlo?
1. Elaborazione in base ai Ministeri nella Chiesa1. Elaborazione in base ai Ministeri nella Chiesa
2. Elaborazione in base agli Obiettivi2. Elaborazione in base agli Obiettivi
3. Proposte Pratiche:3. Proposte Pratiche:
- Sfide- Sfide
- Proposte generali- Proposte generali
- Cammini- Cammini
- Risposte- Risposte
1111
Seconda Parte:Seconda Parte: TEMI CENTRALI NELLA PASTORALETEMI CENTRALI NELLA PASTORALE
DELLA SALUTEDELLA SALUTE
Capitolo 1:Capitolo 1: VITA, DONAZIONE D’AMOREVITA, DONAZIONE D’AMORE
I.I. Base scientificaBase scientifica
 Inizio della vita umanaInizio della vita umana
 Elementi iniziali della vita umanaElementi iniziali della vita umana
 ConclusioniConclusioni
II.II. Base filosoficaBase filosofica
 Opposizione di ContraddizioneOpposizione di Contraddizione
 Opposizione di ContrarietàOpposizione di Contrarietà
 ConclusioniConclusioni
III.III. Riflessione teologicaRiflessione teologica
 La vita nella Santissima TrinitàLa vita nella Santissima Trinità
 La vita nell’IncarnazioneLa vita nell’Incarnazione
 La contraddizione assunta nella contrarietàLa contraddizione assunta nella contrarietà
 ConclusioniConclusioni
CONCLUSIONICONCLUSIONI
1212
Capitolo 2:Capitolo 2: IL DOLORE E LA MORTE, ENIGMA OIL DOLORE E LA MORTE, ENIGMA O
MISTERO?MISTERO?
IntroduzioneIntroduzione
Tipi di conoscenzeTipi di conoscenze
1. Referenze Mediche sul dolore1. Referenze Mediche sul dolore
2. Soluzione delle grandi Religioni2. Soluzione delle grandi Religioni
3. Dialogo con il Cristianesimo3. Dialogo con il Cristianesimo
I. L’Enigma del doloreI. L’Enigma del dolore
1. Approccio esistenziale1. Approccio esistenziale
2. Riflessione sull’esperienza2. Riflessione sull’esperienza
II. Il MisteroII. Il Mistero
1.Il Male e la Sofferenza1.Il Male e la Sofferenza
2.Cristo assume la sofferenza e2.Cristo assume la sofferenza e
la trasformala trasforma
1313
III. ComIII. Commmentienti
1. Statuto epistemologico1. Statuto epistemologico
2. Gradualità del pensiero di2. Gradualità del pensiero di
Giovanni Paolo IIGiovanni Paolo II
3. Il nucleo del Mistero3. Il nucleo del Mistero
4. Illuminazione del Mistero4. Illuminazione del Mistero
5. Dalla Sofferenza alla Solidarietà5. Dalla Sofferenza alla Solidarietà
6. Solidarietà costitutiva in Cristo6. Solidarietà costitutiva in Cristo
7. La Sofferenza vista dalla7. La Sofferenza vista dalla
RisurrezioneRisurrezione
8. Il senso della Croce gloriosa8. Il senso della Croce gloriosa
ConclusioneConclusione
IntroduzioneIntroduzione
1. Cure palliative
2. Cure palliative spirituali
cattoliche
3. Il Concilio Vaticano II
4. Viatico: il Nucleo della
Riflessione
I. Morte e VitaI. Morte e Vita
1. Il Viatico, culmine della vita
2. Significato della morte
II. ComunioneII. Comunione
1. Oscurità e solitudine
2. Il Viatico, la luce
3. Accompagnamento
4. Proporzioni
III. EternitàIII. Eternità
1. Presenza Eucaristica
2. Eternità
3. Immutabilità
4. Divinizzazione attraverso il Viatico
5. Il ponte d’attraversare
6. Il dinamismo del Viatico
ConclusioneConclusione
Cure palliative?
Capitolo 3:Capitolo 3: IL VIATICOIL VIATICO
Capitolo 4:Capitolo 4: LA SALUTELA SALUTE
IntroduzioneIntroduzione
I. Cosa è la salute?I. Cosa è la salute?
1. Definizioni1. Definizioni
2. Annotazioni2. Annotazioni
II. Definizione di salute diII. Definizione di salute di
Giovanni Paolo IIGiovanni Paolo II
1. Sottofondo religioso della1. Sottofondo religioso della
definizione di Giovanni Paolo IIdefinizione di Giovanni Paolo II
2. Antico Testamento2. Antico Testamento
3. Nuovo Testamento3. Nuovo Testamento
III. Elementi della definizione diIII. Elementi della definizione di
salute di Giovanni Paolo II:salute di Giovanni Paolo II:
1. Tensione1. Tensione
2. Armonia2. Armonia
3. Fisica3. Fisica
4. Psichica4. Psichica
5. Sociale5. Sociale
6. Spirituale6. Spirituale
7. Unificazione7. Unificazione
8. Cammino8. Cammino
9. Diversità di Salute9. Diversità di Salute
CONCLUSIONECONCLUSIONE
Capitolo 5:Capitolo 5: PROFILO DEL PROFESSOREPROFILO DEL PROFESSORE
CATTOLICO DI MEDICINACATTOLICO DI MEDICINA
Introduzione:Introduzione:
I. IL PROFESSORE CATTOLICO DII. IL PROFESSORE CATTOLICO DI
MEDICINAMEDICINA
1. Il maestro cattolico di medicina1. Il maestro cattolico di medicina
2. Il maestro di medicina come professore2. Il maestro di medicina come professore
II. IDENTITÀ DEL MEDICOII. IDENTITÀ DEL MEDICO
CATTOLICOCATTOLICO
1. Carta degli Operatori Sanitari1. Carta degli Operatori Sanitari
2. La Vocazione e la Chiesa: tre2. La Vocazione e la Chiesa: tre
caratteristiche vocazionalicaratteristiche vocazionali
A.A. ESSEREESSERE
1. La professione1. La professione
2. L’Amore di Dio nel medico2. L’Amore di Dio nel medico
3. La vita3. La vita
4. La formazione medica4. La formazione medica
B.B. CONCON
1. Proiezione di Cristo medico1. Proiezione di Cristo medico
2. Il Dolore2. Il Dolore
3. La Salute3. La Salute
C.C. PERPER
1. Apertura al paziente1. Apertura al paziente
2. Qualità fondamentali del medico2. Qualità fondamentali del medico
3. Ritratto del medico3. Ritratto del medico
4. Morale e Diritto4. Morale e Diritto
5. Lavoro in équipe5. Lavoro in équipe
CONCLUSIONICONCLUSIONI
1616
1717
1818
PrefazionePrefazione
È per me un vero privilegio presentare questo bel lavoro del mio
Confratello, vicino e amico, Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente
del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute: LA VITA NELLA
MORTE.
Con questo titolo suggestivo, le cui parole risuonano alte e chiare come
un proclama scagliato con forza, il principale responsabile della Pastorale
della Salute in seno agli organismi della Curia romana che assistono il Santo
Padre nella sua “sollecitudine per tutte le Chiese”, ci presenta convinzioni
forti, sorrette da solide fondamenta e accompagnate da una ricca
documentazione, per sostenere l’azione pastorale di tutta la Chiesa in
questo campo sconfinato, in cui è in atto una lotta determinante contro la
contro-cultura di morte che sta invadendo il mondo all’alba del nuovo
millennio.
1919
In una ragguardevole presentazione pedagogica, in cui le immagini dalle
diverse sfumature richiamano l’attenzione del lettore e l’aiutano a
memorizzare la sintesi dei punti fulgidamente esposti, il Cardinale sottolinea
le cifre impressionanti che riflettono l’impegno millenario della Chiesa al
servizio dei malati e dell’immensa coorte di tutti coloro che soffrono nel
mondo, nella vastità dei cinque continenti. Egli non nasconde, tuttavia, le
ombre crescenti, provocate da una secolarizzazione galoppante dagli effetti
devastanti, vero rullo compressore che, se non vi poniamo attenzione, tende
a ridurre la carità alla mera filantropia, privandola della sua radice cristologica
e mutilandola della sua dimensione escatologica.
“In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il
mistero dell'uomo … Per Cristo e in Cristo riceve luce quell’enigma del dolore
e della morte, che al di fuori del suo Vangelo ci opprime. Con la sua morte
egli ha distrutto la morte, con la sua risurrezione ci ha fatto dono della vita,
perché anche noi, diventando figli col Figlio, possiamo pregare esclamando
nello Spirito: Abba, Padre!” (Gaudium et Spes, n. 22).
2020
Priva di questa grande visione di fede che ci ha ricordato il Concilio
Ecumenico Vaticano II, la carità si tramuta in compassione, la speranza
teologale si riduce a speranza umana, e la lotta per la vita viene privata della
sua motivazione principale, la salvaguardia di quell’immagine di Dio che è
ogni persona umana, a cominciare dalla più debole e povera, creata a
immagine e somiglianza del suo Creatore e il cui corpo mortale, avvolto
dall’anima immortale, è chiamato, oltre la morte terrena, alla risurrezione
della carne e alla vita eterna, come professiamo nel Credo.
“Come posso sapere dove vado, se non so da dove vengo?” diceva
giustamente Sua Altezza Reale il nonagenario Otto di Asburgo. Se noi, in
questo mondo fugace, viviamo ineluttabilmente passando dalla culla alla
tomba, la nostra fede trascende la drammatica chiusura di questa finitudine
mortale e l’apre ad un avvenire eterno di bellezza, di amore e di pace.
“L’uomo supera infinitamente l’uomo”, scriveva Pascal in uno dei suoi
folgoranti Pensieri, che continuano a farci riflettere ancor’oggi. “Io non
muoio, entro nella vita”, confidava con fede la piccola Teresa nell’infermeria
del Carmelo di Lisieux, al momento del suo ritorno al Padre celeste.
2121
Mentre i notevoli progressi dello sviluppo tecnologico e la crescente influenza
dei media stanno modellando uno spirito nuovo a base di positivismo e un
comportamento pratico impregnato di un profondo materialismo, la cultura
dominante concepisce la morte soltanto come un fallimento definitivo, la cui
ineluttabile scadenza è continuamente respinta senza però poter essere
definitivamente scongiurata. Le scienze stesse della vita sembrano ridurre
l’uomo ad essere soltanto un vivente tra altri esseri viventi, cioè a dissolverlo, se
si provasse che la vita, per quanto complessa, si riduce a nient’altro che a
materia vulnerabile, irrimediabilmente peritura. Come la luce che il prisma
decompone, l’uomo rischia di essere decomposto da uno sguardo clinico che
non riesce più ad arrivare allo stesso essere vivente nella sua unità e integrità
personale.
Tutto ciò sta a significare l’importanza di una Pastorale della Salute che si basi
sulla convinzione della trascendenza dell’uomo, essere singolare che non può
essere ridotto al livello degli altri esseri viventi e ai meccanismi che strutturano
gli scambi di energia. L’uomo dell’era informatica e della modernità disincantata,
tra la volontà di vivere e la certezza del morire ha bisogno di ritrovare, nella fede
nell’aldilà, la forza per condurre con serenità il suo misterioso e tenebroso
passaggio verso la luce. È questo l’orizzonte che il Cardinale Barragán dà alla
Pastorale della Salute, illustrando con chiarezza come Dio, Padre di tutti gli
uomini, ha riconciliato la morte con la vita attraverso la morte e la risurrezione
del Figlio prediletto Gesù, figlio della Vergine Maria.
2222
Particolarmente eloquente, a questo riguardo, è la presentazione
preliminare dei fondamenti biblici della Pastorale della Salute, a cominciare dal
riferimento imprescindibile al Buon Pastore (Gv 10) e al Buon Samaritano (Lc
10), figure che continuano a ispirare la Chiesa nella sua inesauribile carità per
i malati e per tutti coloro che soffrono nel corpo e nell’anima, per aiutarli a
vivere secondo l’antico adagio mens sana in corpore sano.
Con il Cardinale, seguiamo Gesù sulle strade della Palestina, guarendo
incessantemente i malati e risuscitando i morti. Meditiamo con profitto
l’insegnamento dei Papi del nostro tempo, in particolare la luminosa Lettera
Apostolica del Servo di Dio Giovanni Paolo II Salvifici doloris, e i reiterati
appelli del suo successore, Papa Benedetto XVI, alla formazione delle
coscienze e al dialogo rispettoso con i non credenti.
Nutrita da questi insegnamenti luminosi, la Pastorale della Salute si offre a
tutta la Chiesa, sotto l’impulso vigoroso del Pontificio Consiglio guidato dal
Cardinale Barragán, che da poco ha superato con successo un grave
intervento chirurgico, in una sequenza limpida, in tutte le sue componenti:
“Sfide, Proposte, Cammini, Risposte”.
2323
La materna sollecitudine della Chiesa per tutti i malati e gli infermi è
espressa nell’insegnamento della speranza della risurrezione, della
santificazione dei sacramenti, mediante l’Unzione dei malati, l’Eucaristia e, in
particolare, il Santo Viatico e i contatti fraterni impregnati di delicatezza.
Non potevano mancare, in questo prezioso vademecum, La vita nella morte.
con i dati filosofici, teologici e scientifici sulla vita e sulla morte, il concetto di
salute, il profilo ideale del medico cristiano e la concezione cattolica della
scienza e dell’arte medica. Ben lungi dal sostituirsi alle Chiese locali, il
Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute, come tutti i Dicasteri della
Curia romana, non ha altro obiettivo che quello di aiutarle a promuovere,
orientare, sviluppare e coordinare la sollecitudine di tutta la Chiesa in questo
ambito privilegiato che richiede una profonda visione di fede, una speranza
ferma e una carità senza ristrettezze, su esempio di Cristo Buon Pastore,
Buon Samaritano e Medico divino dei corpi e delle anime. Dobbiamo
ringraziare il Cardinale Barragán per averci offerto questo prezioso “servizio
dell’amore”. (BENEDETTO XVI, Deus Caritas est, n. 28).
Dal Vaticano, 11 giugno 2008
Cardinale Paul Poupard
Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e
del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso
INTRODUZIONEINTRODUZIONE
Grazie allo stato avanzato delle scienze e delle tecnologie, molte cose che unaGrazie allo stato avanzato delle scienze e delle tecnologie, molte cose che una
volta ci sembravano impossibili, oggi sono del tutto ordinarie, pensiamo solo aivolta ci sembravano impossibili, oggi sono del tutto ordinarie, pensiamo solo ai
mezzi di comunicazione. Grazie a “internet” il primo ad essere superato fu ilmezzi di comunicazione. Grazie a “internet” il primo ad essere superato fu il
telegrafo. Difficilmente capita a qualcuno di fare un telegramma. Nellatelegrafo. Difficilmente capita a qualcuno di fare un telegramma. Nella
meraviglia della telefonia mobile riusciamo ad essere ogni volta più vicini.meraviglia della telefonia mobile riusciamo ad essere ogni volta più vicini.
Pensiamo alle “video conferenze” nelle quali comunichiamo in tempo reale conPensiamo alle “video conferenze” nelle quali comunichiamo in tempo reale con
suoni ed immagini. Sembrerebbe che nella nostra epoca tutto sia possibile. Sesuoni ed immagini. Sembrerebbe che nella nostra epoca tutto sia possibile. Se
non nella nostra attualità, è possibile in una virtualità che promette un futuronon nella nostra attualità, è possibile in una virtualità che promette un futuro
prossimo o remoto con tecnologie fino ad ora insospettate. E questo senzaprossimo o remoto con tecnologie fino ad ora insospettate. E questo senza
entrare nel campo della Biogenetica con tutte le meraviglie che ci offre.entrare nel campo della Biogenetica con tutte le meraviglie che ci offre.
La Biomedicina cerca di infrangere tutte le frontiere. L’età media dell’umanità siLa Biomedicina cerca di infrangere tutte le frontiere. L’età media dell’umanità si
è allungata considerevolmente negli ultimi anni. Tuttavia vi è qualcosa che nonè allungata considerevolmente negli ultimi anni. Tuttavia vi è qualcosa che non
si è superato né si supererà mai, anche contando sul massimo sviluppo dellesi è superato né si supererà mai, anche contando sul massimo sviluppo delle
scienze e delle tecnologie nel futuro più remoto, ed è la morte.scienze e delle tecnologie nel futuro più remoto, ed è la morte.
Dalle epoche non tecnologiche fino alle presenti si è desiderato trovare “laDalle epoche non tecnologiche fino alle presenti si è desiderato trovare “la
fonte della perenne giovinezza”. Invano. Lo stesso invecchiamento dellefonte della perenne giovinezza”. Invano. Lo stesso invecchiamento delle
cellule e l’impossibilità a sostituirle in uno stato avanzato della malattia o dellacellule e l’impossibilità a sostituirle in uno stato avanzato della malattia o della
stessa età, ci parlano dell’assurdità scientifica di poter vincere la morte.stessa età, ci parlano dell’assurdità scientifica di poter vincere la morte.
Davanti all’inesorabilità della fine, la nostra società attuale cerca di occultare laDavanti all’inesorabilità della fine, la nostra società attuale cerca di occultare la
morte, poiché racchiusa nei suoi parametri tecnico-scientifici, non trova alcunamorte, poiché racchiusa nei suoi parametri tecnico-scientifici, non trova alcuna
risposta. In più subisce quotidianamente la sua sconfitta.risposta. In più subisce quotidianamente la sua sconfitta.
2424
Grazie a Dio la realtà non viene assorbita solamente nei parametri delleGrazie a Dio la realtà non viene assorbita solamente nei parametri delle
trasformazioni scientifiche e tecnologiche. Ci sono campi molto più reali ditrasformazioni scientifiche e tecnologiche. Ci sono campi molto più reali di
quelli soggetti all’esperienza scientifica e tecnologica empirica che ci dannoquelli soggetti all’esperienza scientifica e tecnologica empirica che ci danno
la visione profonda di ciò che realmente abbiamo a disposizione perla visione profonda di ciò che realmente abbiamo a disposizione per
conseguire meraviglie che superano infinitamente le trasformazioni di questaconseguire meraviglie che superano infinitamente le trasformazioni di questa
stessa realtà mediante la strumentalizzazione.stessa realtà mediante la strumentalizzazione.
Precisamente questa è la finalità della Pastorale della Salute. Superare laPrecisamente questa è la finalità della Pastorale della Salute. Superare la
morte armonizzandola con la vita. Supponiamo e prendiamo inmorte armonizzandola con la vita. Supponiamo e prendiamo in
considerazione tutte le scienze e tecnologie, ma non ci fermiamo lì. Leconsiderazione tutte le scienze e tecnologie, ma non ci fermiamo lì. Le
superiamo entrando nella realtà stessa. Sappiamo che la densità della realtàsuperiamo entrando nella realtà stessa. Sappiamo che la densità della realtà
non si esaurisce in termini quantitativi. La sua qualità è tale che ciò che è piùnon si esaurisce in termini quantitativi. La sua qualità è tale che ciò che è più
reale rimane nel chiaroscuro del mistero.reale rimane nel chiaroscuro del mistero.
Non entriamo in qualcosa di irrazionale, ma in qualcosa che abbaglia perchéNon entriamo in qualcosa di irrazionale, ma in qualcosa che abbaglia perché
basandosi sulla massima razionalità, la supera superando la nostra propriabasandosi sulla massima razionalità, la supera superando la nostra propria
capacità ed esigendo una conoscenza non empirica ma oltre l’empirico. Ècapacità ed esigendo una conoscenza non empirica ma oltre l’empirico. È
una conoscenza che va al di là di una conoscenza indirizzata a ciò che èuna conoscenza che va al di là di una conoscenza indirizzata a ciò che è
manipolabile. È una conoscenza basata su ciò che è osservabile ma permanipolabile. È una conoscenza basata su ciò che è osservabile ma per
questa osservazione si ha bisogno di un supplemento di visione che siquesta osservazione si ha bisogno di un supplemento di visione che si
chiama fede. Così quello che è osservabile si muta in adorabile. Ed è questachiama fede. Così quello che è osservabile si muta in adorabile. Ed è questa
conoscenza mutata in adorazione che finalmente ci può dare l’unico modo diconoscenza mutata in adorazione che finalmente ci può dare l’unico modo di
superare la morte con la stessa morte e farla diventare fonte inesauribile disuperare la morte con la stessa morte e farla diventare fonte inesauribile di
vita.vita.
2525
Come portare a termine questo superamento, questa conversione dalla tombaCome portare a termine questo superamento, questa conversione dalla tomba
alla culla? Questo è il proposito che mi ha mosso per scrivere queste pochealla culla? Questo è il proposito che mi ha mosso per scrivere queste poche
idee rispetto al lavoro che realizziamo nel Pontificio Consiglio per gli operatoriidee rispetto al lavoro che realizziamo nel Pontificio Consiglio per gli operatori
sanitari, per la Pastorale della Salute. Certo che questo è il nucleo dellasanitari, per la Pastorale della Salute. Certo che questo è il nucleo della
Redenzione che Cristo ci offre, e che supera di molto ciò che si possa direRedenzione che Cristo ci offre, e che supera di molto ciò che si possa dire
nella Pastorale della Salute. La mia intenzione è di delineare solo alcune ideenella Pastorale della Salute. La mia intenzione è di delineare solo alcune idee
dallo stesso Vangelo, dal modo come i Papi lo hanno inteso in relazione adallo stesso Vangelo, dal modo come i Papi lo hanno inteso in relazione a
questa Pastorale e dal lavoro che stiamo facendo in questo Dicastero perquesta Pastorale e dal lavoro che stiamo facendo in questo Dicastero per
conseguire questa meraviglia divina: conciliare la vita con la morte e la morteconseguire questa meraviglia divina: conciliare la vita con la morte e la morte
con la vita; l’armonia tra la vita e la morte.con la vita; l’armonia tra la vita e la morte.
A questo riguardo, uno dei più importanti compiti che ha questo Dicastero èA questo riguardo, uno dei più importanti compiti che ha questo Dicastero è
informare su tutto ciò che riguarda la Pastorale della Salute. Pertanto èinformare su tutto ciò che riguarda la Pastorale della Salute. Pertanto è
essenziale rispondere alla domanda: che cosa è la Pastorale della Salute?essenziale rispondere alla domanda: che cosa è la Pastorale della Salute?
Apportare alcune idee per arrivare a questa risposta è l’obbiettivo cheApportare alcune idee per arrivare a questa risposta è l’obbiettivo che
pretendo e tenterò di svolgere nel seguente modo:pretendo e tenterò di svolgere nel seguente modo:
il libro si strutturerà in due parti. Nella prima parte, dopo una presentazioneil libro si strutturerà in due parti. Nella prima parte, dopo una presentazione
globale iniziale della Pastorale della Salute tratterò tre punti: in primo luogoglobale iniziale della Pastorale della Salute tratterò tre punti: in primo luogo
menziono la situazione della Pastorale della Salute nel mondo, con i suoimenziono la situazione della Pastorale della Salute nel mondo, con i suoi
punti positivi e negativi; in secondo luogo provo a dare una risposta allapunti positivi e negativi; in secondo luogo provo a dare una risposta alla
domanda “Che cosa è la Pastorale della Salute?” dalla prospettiva dei Vangelidomanda “Che cosa è la Pastorale della Salute?” dalla prospettiva dei Vangeli
e della dottrina del Magistero Pontificio; finalmente nel terzo passo presentoe della dottrina del Magistero Pontificio; finalmente nel terzo passo presento
ciò che si deve fare per realizzare questa Pastorale della Salute: sfide,ciò che si deve fare per realizzare questa Pastorale della Salute: sfide,
proposte, cammini e risposte.proposte, cammini e risposte.
2626
2727
Partendo da queste prospettive offro delle linee che giudico importanti perPartendo da queste prospettive offro delle linee che giudico importanti per
pianificare la Pastorale della Salute sia a livello del nostro Dicastero sia apianificare la Pastorale della Salute sia a livello del nostro Dicastero sia a
quello delle Conferenze Episcopali delle Diocesi e delle Parrocchie; comequello delle Conferenze Episcopali delle Diocesi e delle Parrocchie; come
anche dei diversi carismi religiosi, Ordini e Congregazioni religiose che sianche dei diversi carismi religiosi, Ordini e Congregazioni religiose che si
occupano della Pastorale della Salute in tutto il mondo.occupano della Pastorale della Salute in tutto il mondo.
Concludo la prima parte del libro menzionando il modo in cui cerco diConcludo la prima parte del libro menzionando il modo in cui cerco di
portare a termine il mio proposito: indicare come Dio Nostro Padre haportare a termine il mio proposito: indicare come Dio Nostro Padre ha
riconciliato la morte con la vita nella morte e risurrezione di suo Figlio ericonciliato la morte con la vita nella morte e risurrezione di suo Figlio e
Nostro Signore Gesù Cristo.Nostro Signore Gesù Cristo.
La seconda parte applica ciò che si dice sia la Pastorale della Salute aiLa seconda parte applica ciò che si dice sia la Pastorale della Salute ai
punti cruciali di questa, trattando di sviluppare in cinque capitoli i temi dellapunti cruciali di questa, trattando di sviluppare in cinque capitoli i temi della
vita, della sofferenza e della morte insieme con il Sacramento del Viatico,vita, della sofferenza e della morte insieme con il Sacramento del Viatico,
della salute, e l’ultimo capitolo risponde alla domanda “Come comunicaredella salute, e l’ultimo capitolo risponde alla domanda “Come comunicare
nei nostri giorni queste verità profonde del Cristianesimo ai nostrinei nostri giorni queste verità profonde del Cristianesimo ai nostri
contemporanei ?”, anche dal punto di vista accademicocontemporanei ?”, anche dal punto di vista accademico..
La riflessione che ora presento potrebbe servire come una modesta GUIDALa riflessione che ora presento potrebbe servire come una modesta GUIDA
PER LA PASTORALE DELLA SALUTE. Si tratterebbe di una Guida moltoPER LA PASTORALE DELLA SALUTE. Si tratterebbe di una Guida molto
generale, che dovrà farsi pratica nelle Diocesi e nelle Parrocchie a secondagenerale, che dovrà farsi pratica nelle Diocesi e nelle Parrocchie a seconda
delle diverse circostanze.delle diverse circostanze.
Riguardo al metodo che userò, si tratterà di una combinazione tra unaRiguardo al metodo che userò, si tratterà di una combinazione tra una
presentazione scritta e nello stesso tempo audiovisiva.presentazione scritta e nello stesso tempo audiovisiva.
Si dice che la cultura dell’uomo ha attraversato tre grandi formulazioni, cioè:Si dice che la cultura dell’uomo ha attraversato tre grandi formulazioni, cioè:
la cultura orale, la scritta e l’audiovisiva: l’orale si struttura nell’incontrola cultura orale, la scritta e l’audiovisiva: l’orale si struttura nell’incontro
interumano; la scritta, nel libro e nella legge; l’audiovisiva, nella notizia einterumano; la scritta, nel libro e nella legge; l’audiovisiva, nella notizia e
nello spettacolo. Si dice anche che oggi ci troviamo proprio nella culturanello spettacolo. Si dice anche che oggi ci troviamo proprio nella cultura
audiovisiva, nella quale prevale la tecnica come la grande vincitrice delleaudiovisiva, nella quale prevale la tecnica come la grande vincitrice delle
limitazioni di spazio e tempo [1].limitazioni di spazio e tempo [1].
In questo contesto, nella presentazione metodologica intendo usare i treIn questo contesto, nella presentazione metodologica intendo usare i tre
strumenti di trasmissione culturale in maniera che tanto per gli scritti, le voci,strumenti di trasmissione culturale in maniera che tanto per gli scritti, le voci,
le immagini, il colore e il movimento, risaltino le idee fondamentali espostele immagini, il colore e il movimento, risaltino le idee fondamentali esposte
nel testo ordinario; questo testo verrà interrotto al punto dove sarà utilenel testo ordinario; questo testo verrà interrotto al punto dove sarà utile
inserire una sintesi o un’immagine o un videoclip. Questa presentazione siinserire una sintesi o un’immagine o un videoclip. Questa presentazione si
pupuò vedere sullo schermo del computer.ò vedere sullo schermo del computer. A questo proposito viene offerto unA questo proposito viene offerto un
CD, allegato nella terza pagina di copertina del libro. La presentazioneCD, allegato nella terza pagina di copertina del libro. La presentazione
audiovisiva contiene 9 videoclips e 637 diapositive. I videoclips danno unaaudiovisiva contiene 9 videoclips e 637 diapositive. I videoclips danno una
spiegazione sintetica delle parti del libro e son collocati prima dellaspiegazione sintetica delle parti del libro e son collocati prima della
presentazione delle suddette parti.presentazione delle suddette parti.
[1]Cfr. MORANDE P.[1]Cfr. MORANDE P. El indiferentismo religioso en AmEl indiferentismo religioso en América Latina.érica Latina. Desafíos pastorales. Ateísmo y FeDesafíos pastorales. Ateísmo y Fe
XXVII-1, 12-18XXVII-1, 12-18
Devo precisare che due temi esposti li avevo già trattati altrove; qui sonoDevo precisare che due temi esposti li avevo già trattati altrove; qui sono
sviluppati maggiormente, per la loro pertinenza al nucleo della Pastorale dellasviluppati maggiormente, per la loro pertinenza al nucleo della Pastorale della
Salute e per la novità nel metodo, specialmente in quanto si cerca di esporreSalute e per la novità nel metodo, specialmente in quanto si cerca di esporre
quello che, di per sé, sarebbe astratto, in una maniera sensibile e concreta,quello che, di per sé, sarebbe astratto, in una maniera sensibile e concreta,
mediante le diverse immagini, movimenti e colori. Faccio riferimento aimediante le diverse immagini, movimenti e colori. Faccio riferimento ai
capitoli secondo e quarto della seconda parte del libro; questi temi (lacapitoli secondo e quarto della seconda parte del libro; questi temi (la
sofferenza ed il medico) li avevo già sviluppati nel librosofferenza ed il medico) li avevo già sviluppati nel libro Teologia y MedicinaTeologia y Medicina,,
EDB (2001).EDB (2001).
Questo libro costituisce il frutto delle mie esperienze personali vissute inQuesto libro costituisce il frutto delle mie esperienze personali vissute in
quasi 12 anni come Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatoriquasi 12 anni come Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori
Sanitari (per la Pastorale della Salute).Sanitari (per la Pastorale della Salute).
È un mio dovere ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile laÈ un mio dovere ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile la
pubblicazione di questo libro nella sua complessità audiovisiva.pubblicazione di questo libro nella sua complessità audiovisiva.
2929
Ringrazio specialmente il Segretario del Pontificio Consiglio, S.E. Mons. JoséRingrazio specialmente il Segretario del Pontificio Consiglio, S.E. Mons. José
Luis Redrado,O.H., il Sottosegretario, R.P. Felice Ruffini M.I., per la suaLuis Redrado,O.H., il Sottosegretario, R.P. Felice Ruffini M.I., per la sua
efficace collaborazione, il R.P.Federico Lombardi S.J., per la registrazione deiefficace collaborazione, il R.P.Federico Lombardi S.J., per la registrazione dei
“Videoclips” nel CTV, Suor Juliana Gomes Resende per la sua preziosa“Videoclips” nel CTV, Suor Juliana Gomes Resende per la sua preziosa
collaborazione, il Padre Charles Namugera, Mons. Antonio Soto, e quanti altricollaborazione, il Padre Charles Namugera, Mons. Antonio Soto, e quanti altri
mi hanno aiutato nella ordinazione, traduzione e correzione del libro nellemi hanno aiutato nella ordinazione, traduzione e correzione del libro nelle
diverse lingue. Un ringraziamento speciale va anche all’Editrice “Velar” perdiverse lingue. Un ringraziamento speciale va anche all’Editrice “Velar” per
l’eccellente lavoro realizzato.l’eccellente lavoro realizzato.
Voglia Nostra Signora, “Salute degli infermi” accettare questo sforzo e renderloVoglia Nostra Signora, “Salute degli infermi” accettare questo sforzo e renderlo
efficace per i malati, e per tanti professionisti ed operatori sanitari che voglionoefficace per i malati, e per tanti professionisti ed operatori sanitari che vogliono
praticare la loro fede attraverso l’esercizio della Medicina.praticare la loro fede attraverso l’esercizio della Medicina.
Città del Vaticano, 15 agosto, giorno dell’Assunzione di Nostra Signora, 2008.Città del Vaticano, 15 agosto, giorno dell’Assunzione di Nostra Signora, 2008.
Javier Card. Lozano BarragánJavier Card. Lozano Barragán
Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori SanitariPresidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari
(per la Pastorale della Salute)(per la Pastorale della Salute)
METODOLOGIAMETODOLOGIA
Prima espongo il testo diPrima espongo il testo di continuocontinuo
I punti messi in evidenza nel testo liI punti messi in evidenza nel testo li
illustro conillustro con immagini, sintesi eimmagini, sintesi e
videoclips.videoclips.
Le immagini e le sintesi rivestonoLe immagini e le sintesi rivestono
diversidiversi coloricolori secondo la sequenzasecondo la sequenza
delle idee.delle idee.
Si tratta di una presentazioneSi tratta di una presentazione
multimedialemultimediale che supera unache supera una
semplice ripetizione.semplice ripetizione.
3131
3232
3333
3434
La prima parte del libro risponde alla domanda su cosa
sia la Pastorale della Salute. La risposta si articola in tre
punti: 1. Lo stato attuale della Pastorale della Salute nel
mondo. 2. Cosa si deve fare 3. Come fare.
Nell’introduzione a questa parte viene presentato in
maniera essenziale cosa sia la Pastorale della Salute,
unendo quello che dice Cristo nel Vangelo di Giovanni
riguardo a come Egli sia il Pastore, ed il comando di
Cristo ai suoi apostoli, nei Vangeli di Luca e di Marco, di
guarire i malati.
Circa lo stato attuale della Pastorale della Salute nel
mondo, è molto importante notare il numero
considerevole di Centri di Pastorale della Salute gestiti
dalla Chiesa cattolica, che dimostra l’importanza di avere
concetti chiari su cosa sia la Pastorale della Salute. Si
notano in questa parte i punti positivi ed i punti negativi da
considerare.
3535
PRELIMINARIPRELIMINARI
Fondamenti bibliciFondamenti biblici
Una risposta generale a che cosa sia la Pastorale della Salute, ovviamenteUna risposta generale a che cosa sia la Pastorale della Salute, ovviamente
deve venire dalla Parola di Dio. È il Signore che ci dice che cosa sia, e ledeve venire dalla Parola di Dio. È il Signore che ci dice che cosa sia, e le
nostre riflessioni dovranno sviluppare questa risposta.nostre riflessioni dovranno sviluppare questa risposta.
In generale è nel capitolo 10 delIn generale è nel capitolo 10 del Vangelo di San GiovanniVangelo di San Giovanni che troviamo cheche troviamo che
cosa sia la Pastorale, vedendo che è ciò che fa il Buon Pastore che è Cristocosa sia la Pastorale, vedendo che è ciò che fa il Buon Pastore che è Cristo
stesso. In sintesi possiamo dire che la sua azione come Buon Pastore sistesso. In sintesi possiamo dire che la sua azione come Buon Pastore si
svolge in tre tappe: parla alle sue pecore, che ascoltano la sua voce; nutre lesvolge in tre tappe: parla alle sue pecore, che ascoltano la sua voce; nutre le
sue pecore con un buon pasto, fino a dare la sua vita per esse; le riunisce nelsue pecore con un buon pasto, fino a dare la sua vita per esse; le riunisce nel
suo ovile, nel quale devono venire tutte, e le difende dal lupo (Gv10,1-21).suo ovile, nel quale devono venire tutte, e le difende dal lupo (Gv10,1-21).
Per capire il legame tra la Chiesa e la Salute abbiamo bisogno di analizzare laPer capire il legame tra la Chiesa e la Salute abbiamo bisogno di analizzare la
missione che Cristo affida ai suoi discepoli e ai suoi apostoli quando li invia amissione che Cristo affida ai suoi discepoli e ai suoi apostoli quando li invia a
curare i malati (Lc 10,9; Mc 16,18)curare i malati (Lc 10,9; Mc 16,18)
Se vogliamo capire la Pastorale della Salute dobbiamo collegare le due serieSe vogliamo capire la Pastorale della Salute dobbiamo collegare le due serie
di testi menzionati, quelli del Buon Pastore del capitolo 10 didi testi menzionati, quelli del Buon Pastore del capitolo 10 di San GiovanniSan Giovanni, e, e
quelli dell’invio dei discepoli e dei suoi apostoli a curare i malati.quelli dell’invio dei discepoli e dei suoi apostoli a curare i malati.
Leggendoli uniti vediamo che la Pastorale della Salute consiste nel curare iLeggendoli uniti vediamo che la Pastorale della Salute consiste nel curare i
malati ascoltando con essi e in essi la voce di Cristo; nutrendoli fino a dare lamalati ascoltando con essi e in essi la voce di Cristo; nutrendoli fino a dare la
vita per essi insieme con Cristo; unendoli in intima comunione con Cristo evita per essi insieme con Cristo; unendoli in intima comunione con Cristo e
difendendoli dai lupi.difendendoli dai lupi. 3636
PRIMO APPROCCIOPRIMO APPROCCIO
Pastorale: Gv 10.
Udire la voce, Nutrire le pecoreNutrire le pecore, MorireMorire
per le pecore, Radunare le pecore.per le pecore, Radunare le pecore.
Salute: Mc 16.Salute: Mc 16.
“Curate infirmos”
Gv10 Mc 16=
3737
3838
1. SITUAZIONE ATTUALE1. SITUAZIONE ATTUALE
La prima domanda che ci facciamo concerne la situazione attuale della PastoraleLa prima domanda che ci facciamo concerne la situazione attuale della Pastorale
della Salute nella Chiesa.della Salute nella Chiesa.
Considerando le statistiche più recenti verifichiamo che oggi esistono 114.738Considerando le statistiche più recenti verifichiamo che oggi esistono 114.738
Centri della Pastorale della Salute nel mondo. Includono ospizi, consultori,Centri della Pastorale della Salute nel mondo. Includono ospizi, consultori,
orfanotrofi, centri di riabilitazione e di rieducazione, case famiglia ecc. Questi centriorfanotrofi, centri di riabilitazione e di rieducazione, case famiglia ecc. Questi centri
si trovano o a livello delle parrocchie, o delle Diocesi; altri sono nazionali; alcunisi trovano o a livello delle parrocchie, o delle Diocesi; altri sono nazionali; alcuni
sono diretti dai Vescovi diocesani, altri dalle Congregazioni religiose o Associazionisono diretti dai Vescovi diocesani, altri dalle Congregazioni religiose o Associazioni
di carità.di carità.
È opportuno notare che quasi in tutte le Conferenze Episcopali esiste un VescovoÈ opportuno notare che quasi in tutte le Conferenze Episcopali esiste un Vescovo
incaricato della Pastorale, nominato nel seno della stessa Conferenza.incaricato della Pastorale, nominato nel seno della stessa Conferenza.
Inoltre, esistono varie associazioni per la Pastorale della Salute: di Cappellani, diInoltre, esistono varie associazioni per la Pastorale della Salute: di Cappellani, di
religiosi e religiose, di medici, di infermieri e infermiere, di farmacisti, di volontari, direligiosi e religiose, di medici, di infermieri e infermiere, di farmacisti, di volontari, di
ospedali. Molti sono in contatto con le autorità sanitarie civili nazionali,ospedali. Molti sono in contatto con le autorità sanitarie civili nazionali,
internazionali o mondiali. Vi sono vari ed efficaci contatti con varie autorità civiliinternazionali o mondiali. Vi sono vari ed efficaci contatti con varie autorità civili
sanitarie.sanitarie.
Con precisione abbiamo 114.738 Centri della Pastorale della Salute, come giàCon precisione abbiamo 114.738 Centri della Pastorale della Salute, come già
abbiamo detto sopra, dei quali 5.246 ospedali, 17.530 Consultori, 577 Lebbrosari,abbiamo detto sopra, dei quali 5.246 ospedali, 17.530 Consultori, 577 Lebbrosari,
15.208 Ospizi, 9.616 Orfanotrofi, 10.939 Case famiglia, 13.485 Consultori familiari,15.208 Ospizi, 9.616 Orfanotrofi, 10.939 Case famiglia, 13.485 Consultori familiari,
31.312 Centri di educazione o rieducazione sociale, 10.825 Istituzioni varie. La31.312 Centri di educazione o rieducazione sociale, 10.825 Istituzioni varie. La
distribuzione per Continenti è la seguente: 15.619 centri in Africa; 40.583 indistribuzione per Continenti è la seguente: 15.619 centri in Africa; 40.583 in
America; 20.322 in Asia; 35.929 in Europa; e 2.285 in Oceania [2]America; 20.322 in Asia; 35.929 in Europa; e 2.285 in Oceania [2]
[2] SEGRETERIA DI STATO,[2] SEGRETERIA DI STATO, Annuarium Statisticum Ecclesiae,Annuarium Statisticum Ecclesiae, 2005, 355-366, (Città del Vaticano) 20052005, 355-366, (Città del Vaticano) 2005 3939
MONDO
Totale:Totale: Centri cattoliciCentri cattolici == 114.738114.738
Ospedali:Ospedali: == 5.2465.246
Consultori:Consultori: == 17.53017.530
Lebbrosari:Lebbrosari: == 577577
Ospizi:Ospizi: = 15.208= 15.208
Orfanotrofi:Orfanotrofi: == 9.6169.616
Case famiglia:Case famiglia: == 10.93910.939
Consultori familiari:Consultori familiari: == 13.48513.485
Educazione sociale:Educazione sociale: == 31.31231.312
Altri:Altri: == 10.82510.825
4040
CENTRI CATTOLICI DICENTRI CATTOLICI DI
SALUTE PER CONTINENTISALUTE PER CONTINENTI
15.61915.619 IN AFRICAIN AFRICA
40.58340.583 ININ
AMERICAAMERICA
20.32220.322 IN ASIAIN ASIA
35.92935.929 IN EUROPAIN EUROPA
2.2852.285 ININ 4141
Professionisti dellaProfessionisti della
Pastorale della SalutePastorale della Salute
Vescovi Incaricati nelle ConferenzeVescovi Incaricati nelle Conferenze
Episcopali,Episcopali, Vescovi,Vescovi, Pastori, Assistenti.Pastori, Assistenti.
AssociazioniAssociazioni
CapellaniCapellani
ReligiosiReligiosi
MediciMedici
InfermieriInfermieri
FarmacistiFarmacisti
VolontariVolontari
Ospedali (A.I.S.A.C.)Ospedali (A.I.S.A.C.)
Autorità sanitarieAutorità sanitarie
4242
PASTORALE DELLA SALUTE NEL MONDOPASTORALE DELLA SALUTE NEL MONDO 4343
4444
Punti positiviPunti positivi
Tutto quello che abbiamo menzionato precedentemente èTutto quello che abbiamo menzionato precedentemente è
positivo; in special modo sottolineiamo:positivo; in special modo sottolineiamo:
la presenza dei Vescovi Incaricati della Pastorale della Salutela presenza dei Vescovi Incaricati della Pastorale della Salute
in ciascuna Conferenza Episcopale;in ciascuna Conferenza Episcopale;
la diversa efficacia delle associazioni internazionali dei medici,la diversa efficacia delle associazioni internazionali dei medici,
degli infermieri e dei farmacisti cattolici;degli infermieri e dei farmacisti cattolici;
l’inizio dell’unione degli ospedali cattolici;l’inizio dell’unione degli ospedali cattolici;
il volontariato cattolico;il volontariato cattolico;
e l’interesse per la Pastorale della Salute che manifestano lee l’interesse per la Pastorale della Salute che manifestano le
Conferenze Episcopali nelle loro visite “Ad Limina”.Conferenze Episcopali nelle loro visite “Ad Limina”.
4545
PUNTI POSITIVIPUNTI POSITIVI
Vescovi IncaricatiVescovi Incaricati della Pastorale delladella Pastorale della
Salute in ciascuna Conferenza Episcopale.Salute in ciascuna Conferenza Episcopale.
Certa efficienza dellaCerta efficienza della FIAMC,FIAMC, deldel
CICIAMSCICIAMS e dellae della FIPC.FIPC.
Inizio dell’unione degliInizio dell’unione degli OspedaliOspedali
cattolici.cattolici.
Unione deiUnione dei Cappellani di Ospedale.Cappellani di Ospedale.
Il Volontariato cattolico.Il Volontariato cattolico.
VisiteVisite“Ad Limina”.“Ad Limina”.
4646
VESCOVI INCARICATI DELLA PASTORALE DELLA SALUTEVESCOVI INCARICATI DELLA PASTORALE DELLA SALUTE
4747
PROFESSIONISTI DELLA PASTORALE DELLA SALUTEPROFESSIONISTI DELLA PASTORALE DELLA SALUTE4848
Punti negativiPunti negativi
Il primo punto che annotiamo è il secolarismo. Non si ha la retta visioneIl primo punto che annotiamo è il secolarismo. Non si ha la retta visione
del dolore e della sofferenza. Si cerca di nascondere la morte o la sidel dolore e della sofferenza. Si cerca di nascondere la morte o la si
presenta in un modo distorto.presenta in un modo distorto.
Frequentemente si ha una falsa idea della virtù della Carità come seFrequentemente si ha una falsa idea della virtù della Carità come se
fosse mera filantropia. Poiché in questo modo si accetta più facilmentefosse mera filantropia. Poiché in questo modo si accetta più facilmente
nel mondo post-moderno.nel mondo post-moderno.
Molte volte la Pastorale della Salute è oscurata dalle ombre del doloreMolte volte la Pastorale della Salute è oscurata dalle ombre del dolore
e si vede come se fosse qualcosa motivata solo da una compassionee si vede come se fosse qualcosa motivata solo da una compassione
umana. Perfino in ambienti religiosi si fa attenzione a parlare di essa.umana. Perfino in ambienti religiosi si fa attenzione a parlare di essa.
Molti non comprendono la carità come amore gratuito e donazione diMolti non comprendono la carità come amore gratuito e donazione di
se stessi, ma come reazione emotiva. Si dimentica che la carità èse stessi, ma come reazione emotiva. Si dimentica che la carità è
essenziale alla fede cristiana, poiché si cerca di eliminare il suoessenziale alla fede cristiana, poiché si cerca di eliminare il suo
elemento essenziale: l’incorporazione alla sofferenza di Cristo maelemento essenziale: l’incorporazione alla sofferenza di Cristo ma
anche alla sua risurrezione.anche alla sua risurrezione.
Se la fede e la carità mancano, si debilita anche la virtù della speranzaSe la fede e la carità mancano, si debilita anche la virtù della speranza
e invece di celebrare nella Pastorale della Salute la vittoria di Cristoe invece di celebrare nella Pastorale della Salute la vittoria di Cristo
sulla morte, la Pastorale della Salute viene a centrarsi in una certasulla morte, la Pastorale della Salute viene a centrarsi in una certa
compassione filantropica.compassione filantropica.
Specialmente nel ramo dei religiosi, si nota una diminuzione della loroSpecialmente nel ramo dei religiosi, si nota una diminuzione della loro
presenza nel ramo della Pastorale della Salute.presenza nel ramo della Pastorale della Salute. 4949
PUNTI NEGATIVIPUNTI NEGATIVI
Secolarizzazione.Secolarizzazione.
Presentazione distortaPresentazione distorta o che cerca dio che cerca di
occultare il dolore, la sofferenza e la morte.occultare il dolore, la sofferenza e la morte.
Falsa idea dellaFalsa idea della CaritàCarità come meracome mera
assistenza al malato (come un puroassistenza al malato (come un puro
programma sociale).programma sociale).
Indebolimento dellaIndebolimento della fedefede nella Risurrezione.nella Risurrezione.
Indebolimento della virtù dellaIndebolimento della virtù della Speranza.Speranza.
DiminuzioneDiminuzione degli Operatori delladegli Operatori della
Pastorale della Salute.Pastorale della Salute.
5050
DISTORSIONE DEL DOLORE E DELLA MORTE5151
5252
5353
Nel secondo punto della prima parte del libro, sotto il
titolo “cosa si deve fare”, entriamo nello sviluppo di
cosa sia la Pastorale della Salute. Lo presentiamo su
due livelli: il primo, i Vangeli. Qui ci domandiamo come
si comporta Cristo quando guarisce i malati; troviamo
così l’autentica nozione di cosa sia la Pastorale della
Salute e, pertanto, cosa dobbiamo fare per compierla.
Esaminiamo 22 miracoli di guarigione che compie
nostro Signore e, dalla Sua condotta, otteniamo
quindici elementi indispensabili per fare una vera
Pastorale della Salute.
A continuazione, ci domandiamo come hanno letto il
Vangelo della Salute nel Magistero Pontificio i due
ultimi Papi: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Questa
lettura la organizziamo attraverso i tre ministeri
classici nella Chiesa: Parola, Santificazione e
Comunione.
5555
CHE COSA È LA PASTORALECHE COSA È LA PASTORALE
DELLA SALUTE?DELLA SALUTE?
I VANGELII VANGELI
Se vogliamo approfondire la risposta su che cosaSe vogliamo approfondire la risposta su che cosa
è la Pastorale della Salute, che abbiamo vistoè la Pastorale della Salute, che abbiamo visto
all’inizio, dovremo considerare ora quattro punti:all’inizio, dovremo considerare ora quattro punti:
un panorama generale delle guarigioni che Cristoun panorama generale delle guarigioni che Cristo
effettuò; la numerazione degli elementi basilarieffettuò; la numerazione degli elementi basilari
che derivano da queste guarigioni; il camminoche derivano da queste guarigioni; il cammino
evangelico che si trova alla base di queste; e laevangelico che si trova alla base di queste; e la
sintesi dell’agire del Cristo sanante, nellasintesi dell’agire del Cristo sanante, nella
Parabola del Buon Samaritano.Parabola del Buon Samaritano.
5656
IL VANGELOIL VANGELO
DELLA SALutEDELLA SALutE
5757
Panorama GeneralePanorama Generale
delle guarigioni nei Vangelidelle guarigioni nei Vangeli
NelNel Vangelo di San MarcoVangelo di San Marco troviamo i seguenti miracoli: la guarigione dellatroviamo i seguenti miracoli: la guarigione della
suocera di San Pietro, la guarigione del paralitico calato dal tetto, lasuocera di San Pietro, la guarigione del paralitico calato dal tetto, la
risurrezione della figlia di Giairo, la guarigione dell’emorroissa, quellarisurrezione della figlia di Giairo, la guarigione dell’emorroissa, quella
dell’uomo con la mano inaridita, quella del sordomuto, quelle del cieco didell’uomo con la mano inaridita, quella del sordomuto, quelle del cieco di
Betsaida e del cieco di Gerico e quella del lebbrosoBetsaida e del cieco di Gerico e quella del lebbroso [3][3]..
San MatteoSan Matteo narra le guarigioni del servo del centurione, dei due ciechi, delnarra le guarigioni del servo del centurione, dei due ciechi, del
cieco muto e dei due ciechi di Gericocieco muto e dei due ciechi di Gerico [4].[4].
InIn San LucaSan Luca troviamo la risurrezione del figlio della vedova di Nain, latroviamo la risurrezione del figlio della vedova di Nain, la
guarigione dell’idropico, quella della donna curva, quella dei 10 lebbrosi eguarigione dell’idropico, quella della donna curva, quella dei 10 lebbrosi e
quella di Malcoquella di Malco [5].[5].
San GiovanniSan Giovanni descrive la guarigione del figlio di un funzionario regio, quella deldescrive la guarigione del figlio di un funzionario regio, quella del
paralitico di Betzata, quella di un cieco e la risurrezione di Lazzaroparalitico di Betzata, quella di un cieco e la risurrezione di Lazzaro [6].[6].
In totale abbiamo 22 miracoli narrati dagli evangelisti, benché come sappiamo,In totale abbiamo 22 miracoli narrati dagli evangelisti, benché come sappiamo,
specialmente in relazione ai sinottici, molte volte diversi evangelisti sispecialmente in relazione ai sinottici, molte volte diversi evangelisti si
riferiscono allo stesso miracolo.riferiscono allo stesso miracolo.
Abbiamo anche dei riferimenti a miracoli di guarigione in generale. GliAbbiamo anche dei riferimenti a miracoli di guarigione in generale. Gli
evangelisti in seguito ci riferiscono come in certe occasioni Cristo guarì moltievangelisti in seguito ci riferiscono come in certe occasioni Cristo guarì molti
malati.malati.
[3] Mc 1,29-32; 40-45; 2,1-12; 3,1-8; 5,21-43; 7,31-37; 8,22-26; 10, 46-52.[3] Mc 1,29-32; 40-45; 2,1-12; 3,1-8; 5,21-43; 7,31-37; 8,22-26; 10, 46-52.
[4][4] Mt 8,5-13; 9,27-31; 12,22-23; 20,29-34.Mt 8,5-13; 9,27-31; 12,22-23; 20,29-34.
[5] Lc 7,11-17; 13,10-13; 14,1-6; 17,11-19; 22,50-51.[5] Lc 7,11-17; 13,10-13; 14,1-6; 17,11-19; 22,50-51.
[6] Gv 4,46-54; 5,1-9; 9,1-7; 11,38-44.[6] Gv 4,46-54; 5,1-9; 9,1-7; 11,38-44. Non consideriamo qui gli interventi del Signore contro gli spiriti immondi.Non consideriamo qui gli interventi del Signore contro gli spiriti immondi.
5858
Panorama GeneralePanorama Generale
delle guarigione nei Vangelidelle guarigione nei Vangeli
 San MarcoSan Marco
 La suocera di S. Pietro, il
paralitico calato dal tetto, la
figlia di Giairo, l’emorroissa,
l’uomo dalla mano inaridita,
il sordomuto, il cieco di
Betsaida e quello di Gerico,
un lebbroso.
 San MatteoSan Matteo
 Il servo del centurione, i
due ciechi, il cieco muto, i
due ciechi di Gerico
 San LucaSan Luca
 La risurrezione a Nain, la
donna curva, l’idropico, i
dieci lebbrosi e Malco
 San GiovanniSan Giovanni
 Il figlio di un funzionario
regio, il paralitico di Betzata,
un cieco, Lazzaro.
 TOTALE: 22 miracoliTOTALE: 22 miracoli
5959
Elementi basilari per la Pastorale dellaElementi basilari per la Pastorale della
Salute nel VangeloSalute nel Vangelo
Nelle narrazioni precedenti identifichiamo iNelle narrazioni precedenti identifichiamo i
seguenti elementi che Cristo manifesta nellaseguenti elementi che Cristo manifesta nella
guarigione dei malati e che devono essere la baseguarigione dei malati e che devono essere la base
della Pastorale della Salute:della Pastorale della Salute:
toccare Cristo, vedere Cristo, udire Cristo, latoccare Cristo, vedere Cristo, udire Cristo, la
risurrezione, la salvezza, la vita, le virtù dellarisurrezione, la salvezza, la vita, le virtù della
fede, speranza e carità, la preghiera, la lode a Dio,fede, speranza e carità, la preghiera, la lode a Dio,
la gratitudine, l’amicizia, la compassione, illa gratitudine, l’amicizia, la compassione, il
perdono, l’identificazione personale con il malato,perdono, l’identificazione personale con il malato,
la delicatezza.la delicatezza.
Riassumendo si trovano quindici elementiRiassumendo si trovano quindici elementi
nell’azione guaritrice di Cristo che devono esserenell’azione guaritrice di Cristo che devono essere
quelli che dirigano una vera Pastorale evangelicaquelli che dirigano una vera Pastorale evangelica
della Salute.della Salute. 6060
ELEMENTI EVANGELICIELEMENTI EVANGELICI
DELLA PASTORALE DELLA SALUTEDELLA PASTORALE DELLA SALUTE
Contatto con Cristo.
Vedere Cristo.
Udire Cristo.
Risurrezione.
Salvezza.
Vita.
Virtù: Fede, Speranza e
Carità.
Pregare.
Lodare.
Ringraziare.
Amicizia.
Compatire.
Perdonare.
Identificarsi con il malato.
Delicatezza.
 TOTALE: 15 elementi.6161
Il Cammino Evangelico per laIl Cammino Evangelico per la
Pastorale della SalutePastorale della Salute
Se basandoci sui precedenti elementi ora vogliamo tracciare ilSe basandoci sui precedenti elementi ora vogliamo tracciare il
cammino che la Pastorale della Salute deve prendere per seguirecammino che la Pastorale della Salute deve prendere per seguire
le orme di Cristo Buon Pastore e Medico divino che cura le suele orme di Cristo Buon Pastore e Medico divino che cura le sue
pecore, dobbiamo dire che:pecore, dobbiamo dire che:
La Pastorale della Salute consiste nell’unire vitalmente il mondoLa Pastorale della Salute consiste nell’unire vitalmente il mondo
della Salute e la sua assistenza a Cristo mostrando a tutti la suadella Salute e la sua assistenza a Cristo mostrando a tutti la sua
presenza salvifica come fonte di vita e come l’unica maniera dipresenza salvifica come fonte di vita e come l’unica maniera di
avere il dominio della propria vita.avere il dominio della propria vita.
In questa assistenza pastorale della salute è necessario udireIn questa assistenza pastorale della salute è necessario udire
continuamente Cristo e vederlo mediante la fede e una speranzacontinuamente Cristo e vederlo mediante la fede e una speranza
salda nella risurrezione.salda nella risurrezione.
L’agente della Pastorale della Salute deve essere completamenteL’agente della Pastorale della Salute deve essere completamente
amichevole, pieno di tatto, identificandosi con ogni paziente: deveamichevole, pieno di tatto, identificandosi con ogni paziente: deve
essere compassionevole, perdonare, non alienare il paziente e fareessere compassionevole, perdonare, non alienare il paziente e fare
che tutte le sue cure siano dirette e convergano verso lache tutte le sue cure siano dirette e convergano verso la
risurrezione di Cristo e la propria.risurrezione di Cristo e la propria.
Per conseguirla deve rivitalizzare continuamente le tre virtùPer conseguirla deve rivitalizzare continuamente le tre virtù
teologali della fede, speranza e carità approfondendole mediante lateologali della fede, speranza e carità approfondendole mediante la
preghiera di richiesta, di lode e di azione di grazie al Signore.preghiera di richiesta, di lode e di azione di grazie al Signore. 6262
Il cammino per la PastoraleIl cammino per la Pastorale
della Salutedella Salute
Il cammino della Pastorale della Salute si svolge attraverso
la realizzazione di un contatto vitale tra il mondo della Salute
e Cristo,
che mostra il Signore come la fonte amorosa e il padrone
della vita, come l’unica presenza salvifica.
In questa Pastorale è necessario udire e vedere Dio con la
salda speranza della risurrezione.
Deve fiorire una bella amicizia e delicatezza, assimilandosi
a ogni persona, compatendo, perdonando, rispettando la
dignità di ciascuno.
E facendo sì che tutta questa Pastorale converga nella
risurrezione del Signore e nella nostra.
Si devono continuamente rivitalizzare le tre virtù teologali
della fede, speranza e carità. Le quali si approfondiscono con
la preghiera di richiesta, di azione di grazia e di lode.
6363
CC
AA
MM
MM
II
NN
OO6464
PastoralePastorale
delladella
SaluteSalute
6565
Sintesi pratica del VangeloSintesi pratica del Vangelo
della Salutedella Salute
La sintesi pratica di tutto ciò che abbiamo detto è contenutaLa sintesi pratica di tutto ciò che abbiamo detto è contenuta
nella parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37), che ènella parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37), che è
Cristo stesso (Emblema del Consiglio Pontificio).Cristo stesso (Emblema del Consiglio Pontificio).
Nella parabola identifichiamo otto elementi:Nella parabola identifichiamo otto elementi:
(I) il buon Samaritano è cosciente della realtà, vede il ferito;(I) il buon Samaritano è cosciente della realtà, vede il ferito;
(II) sente compassione, si commuove; (III) lo cura, versa(II) sente compassione, si commuove; (III) lo cura, versa
sulle sue ferite vino e olio; (IV) condivide le sue proprietà,sulle sue ferite vino e olio; (IV) condivide le sue proprietà,
pone il ferito sul suo cavallo; (V) lo raccomanda a gentepone il ferito sul suo cavallo; (V) lo raccomanda a gente
competente, lo affida al locandiere; (VI) spende il suocompetente, lo affida al locandiere; (VI) spende il suo
denaro generosamente, gli dà due denari; (VII) è disposto adenaro generosamente, gli dà due denari; (VII) è disposto a
completare le spese, “se qualcosa manca…” (VIII) è incompletare le spese, “se qualcosa manca…” (VIII) è in
attesa che tutto si concluda bene, “quando ritorno…”.attesa che tutto si concluda bene, “quando ritorno…”.
6666
Sintesi pratica del Vangelo dellaSintesi pratica del Vangelo della
Salute: Il Buon SamaritanoSalute: Il Buon Samaritano
Essere cosciente dellaEssere cosciente della realtà:realtà: vede il ferito.vede il ferito.
Condividere:Condividere: si commuove.si commuove.
Curare:Curare: versa olio e vino.versa olio e vino.
Partecipa i suoi beni:Partecipa i suoi beni: colloca il ferito sul suocolloca il ferito sul suo
cavallo.cavallo.
Ricorre aRicorre a gente competente:gente competente: il locandiere.il locandiere.
Spende il suoSpende il suo denaro:denaro: due denari.due denari.
GenerositàGenerosità senza limitisenza limiti,, : “Se qualcosa: “Se qualcosa manca…”.manca…”.
Verifica iVerifica i risultati:risultati: “quando ritorno …”.“quando ritorno …”.
Lc 10,25-37Lc 10,25-37
6767
Il Buon SamaritanoIl Buon SamaritanoLc 10,25-37:
6868
6969
MAGISTERO PONTIFICIOMAGISTERO PONTIFICIO
La dottrina evangelica, come viene proposta dal Magistero specialmente deiLa dottrina evangelica, come viene proposta dal Magistero specialmente dei
papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?
La risposta la troviamo soprattutto nei documenti:La risposta la troviamo soprattutto nei documenti: Dolentium Hominum,Dolentium Hominum,
Pastor Bonus, Salvifici Doloris, Messaggio per l’Anno 2000Pastor Bonus, Salvifici Doloris, Messaggio per l’Anno 2000 (Messaggio per(Messaggio per
la Giornata Mondiale del Malato nell’Anno Giubilare),la Giornata Mondiale del Malato nell’Anno Giubilare), Novo Millennio ineunteNovo Millennio ineunte
e nei discorsi del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio della Pastoralee nei discorsi del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio della Pastorale
della Salute in occasione delle sue Conferenze internazionali, della sua VIIdella Salute in occasione delle sue Conferenze internazionali, della sua VII
Assemblea Plenaria, delle Giornate Mondiali del Malato e nelle sueAssemblea Plenaria, delle Giornate Mondiali del Malato e nelle sue
EnciclicheEncicliche Deus Caritas estDeus Caritas est ee Spe SalviSpe Salvi.. [7][7]
In questi documenti i Papi stabiliscano i compiti del Dicastero e la finalitàIn questi documenti i Papi stabiliscano i compiti del Dicastero e la finalità
stessa del Pontificio Consiglio (costitutivamente, nel Motu Propriostessa del Pontificio Consiglio (costitutivamente, nel Motu Proprio DolentiumDolentium
HominumHominum e nella Costituzione Apostolicae nella Costituzione Apostolica Pastor BonusPastor Bonus).).
Che vale proporzionalmente per la Pastorale della Salute non solo delChe vale proporzionalmente per la Pastorale della Salute non solo del
Consiglio Pontificio ma di tuta la Chiesa.Consiglio Pontificio ma di tuta la Chiesa.
[7] GIOVANNI PAOLO II,[7] GIOVANNI PAOLO II, Salvifici DolorisSalvifici Doloris, 26;, 26; Pastor BonusPastor Bonus, 152-153;, 152-153; Dolentium HominumDolentium Hominum, 2-6;, 2-6; Message of theMessage of the
Holy Father for the World Day of the Sick for the Year 2000Holy Father for the World Day of the Sick for the Year 2000, n. 13, in, n. 13, in Dolentium HominumDolentium Hominum 42 (1999) 9;42 (1999) 9; NovoNovo
Millennio ineunteMillennio ineunte, 28-58., 28-58. Discorso di Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute inDiscorso di Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in
occasione della sua XX Conferenza Internazionale sul genoma umano,occasione della sua XX Conferenza Internazionale sul genoma umano, 19 Novembre 2005;19 Novembre 2005; Discorso di PapaDiscorso di Papa
Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria,Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria,
2222 Marzo 2007; BENEDETTO XVI, EnciclicaMarzo 2007; BENEDETTO XVI, Enciclica Spe Salvi,Spe Salvi, n°39; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malaton°39; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato
2006, 9; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2; Messaggio per la Giornata Mondiale del2006, 9; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2; Messaggio per la Giornata Mondiale del
Malato 2008, 4.Malato 2008, 4.
7070
Lettura Pontificia del Vangelo
7171
Insegnamenti di Giovanni Paolo II e Benedetto XVIInsegnamenti di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
sulla Pastorale della Salutesulla Pastorale della Salute
7272
7373
COMPITO ASSEGNATO DA
GIOVANNI PAOLO II
Salvifici Doloris
Dolentium Hominum
Pastor Bonus
Messaggio del 2000
Discorsi alla Conferenza
Internazionale e Messaggi
vari
Novo Millennio Ineunte 7474
GIOVANNI PAOLO II: punti salienti dellaGIOVANNI PAOLO II: punti salienti della
Pastorale della Salute.Pastorale della Salute.
Ci riferiamo solamente al Magistero dei due ultimi PonteficiCi riferiamo solamente al Magistero dei due ultimi Pontefici
menzionando tuttavia la ricchezza degli insegnamenti di Pio XII emenzionando tuttavia la ricchezza degli insegnamenti di Pio XII e
Paolo VI.Paolo VI.
Una sintesi della dottrina di Giovanni Paolo II sulla Pastorale dellaUna sintesi della dottrina di Giovanni Paolo II sulla Pastorale della
Salute ci dice che come unica risposta ai problemi vitali dell’esistenza,Salute ci dice che come unica risposta ai problemi vitali dell’esistenza,
che sono la malattia e la morte che vince l’assurdo, è quando Cristoche sono la malattia e la morte che vince l’assurdo, è quando Cristo
Nostro Signore incorpora la sofferenza, il dolore e la morte di ciascunoNostro Signore incorpora la sofferenza, il dolore e la morte di ciascuno
alla sua passione, morte e risurrezione. E, da parte nostra, quandoalla sua passione, morte e risurrezione. E, da parte nostra, quando
ringraziamo il Signore per questo regalo della Redenzione e ciringraziamo il Signore per questo regalo della Redenzione e ci
lasciamo invadere dalla presenza di Cristo sofferente e gioioso. Giàlasciamo invadere dalla presenza di Cristo sofferente e gioioso. Già
Cristo sulla croce appariva con il suo volto gioioso e sofferente alCristo sulla croce appariva con il suo volto gioioso e sofferente al
massimo grado. Risalta a questo punto specialmente la Letteramassimo grado. Risalta a questo punto specialmente la Lettera
ApostolicaApostolica Salvifici DolorisSalvifici Doloris, l’Esortazione apostolica, l’Esortazione apostolica NovoNovo MillennioMillennio
IneunteIneunte e la Lettera Apostolica Motu Proprioe la Lettera Apostolica Motu Proprio Dolentium HominumDolentium Hominum concon
il quale creò questo Dicastero.il quale creò questo Dicastero.
7575
Un altro punto originale del Servo di Dio, Giovanni Paolo II, si riferisceUn altro punto originale del Servo di Dio, Giovanni Paolo II, si riferisce
al concetto della salute. Nella OMS (Costituzione della OMS, 1948) sial concetto della salute. Nella OMS (Costituzione della OMS, 1948) si
era definita la salute come “lo stato di completo benessere fisico,era definita la salute come “lo stato di completo benessere fisico,
mentale e sociale e non solo l’assenza di malattie”.mentale e sociale e non solo l’assenza di malattie”.
Giovanni Paolo II nel Messaggio giubilare del 2000 per la GiornataGiovanni Paolo II nel Messaggio giubilare del 2000 per la Giornata
Mondiale del Malato ci dice cheMondiale del Malato ci dice che “la salute non solo non si identifica“la salute non solo non si identifica
con l’assenza di malattia ma che si pone come una tensione verso unacon l’assenza di malattia ma che si pone come una tensione verso una
più piena armonia e un sano equilibrio a livello fisico, psichico,più piena armonia e un sano equilibrio a livello fisico, psichico,
spirituale e sociale. In questa prospettiva, la stessa persona èspirituale e sociale. In questa prospettiva, la stessa persona è
chiamata a mobilitare tutte le sue energie disponibili per realizzare lachiamata a mobilitare tutte le sue energie disponibili per realizzare la
propria vocazione e il bene degli altri”propria vocazione e il bene degli altri” (n.13).(n.13).
7676
Giovanni Paolo II: punti salientiGiovanni Paolo II: punti salienti
sulla Pastorale della Salute.sulla Pastorale della Salute.
La Pastorale della SaluteLa Pastorale della Salute
rispostarisposta ai problemi esistenziali più pressantiai problemi esistenziali più pressanti
che affliggono l’umanità colpita dallache affliggono l’umanità colpita dalla
sofferenza, dall’abbandono e dalla malattia.sofferenza, dall’abbandono e dalla malattia.
Il dolore, la sofferenza e la morte,Il dolore, la sofferenza e la morte,
hanno una risposta solohanno una risposta solo nellanella passione, mortepassione, morte
e risurrezione di Cristo.e risurrezione di Cristo.
La Salute è:La Salute è:
lala tensione verso l’armonia,tensione verso l’armonia, e non soloe non solo
l’assenza di malattie, che rende idoneo l’uomo al’assenza di malattie, che rende idoneo l’uomo a
compiere la missionecompiere la missione che Dio gli ha affidato,che Dio gli ha affidato,
secondo lasecondo la fase della vitafase della vita nella quale si trova.nella quale si trova.
7777
ARMONIA VITA-MORTEARMONIA VITA-MORTE
UNICA RISPOSTAUNICA RISPOSTA
7878
7979
COMPITO ASSEGNATO 8080
8181
BENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTIBENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTI
Il Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento eIl Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento e
sull’approfondimento della Pastorale della Salute che prende insull’approfondimento della Pastorale della Salute che prende in
considerazione la grande massa di conoscenze diffuse dai mezzi diconsiderazione la grande massa di conoscenze diffuse dai mezzi di
comunicazione sociale e l’alto livello di educazione di coloro ai qualicomunicazione sociale e l’alto livello di educazione di coloro ai quali
arrivano tali conoscenze.arrivano tali conoscenze.
Si deve formare la coscienza in un modo chiaro e profondoSi deve formare la coscienza in un modo chiaro e profondo
specialmente nelle applicazioni genetiche per assicurare chespecialmente nelle applicazioni genetiche per assicurare che
ciascuna scoperta scientifica serva per il bene integrale dellaciascuna scoperta scientifica serva per il bene integrale della
persona umana, proteggendo sempre la sua inviolabile dignità.persona umana, proteggendo sempre la sua inviolabile dignità.
Pertanto, è necessario avere Consulenti competenti e addestratiPertanto, è necessario avere Consulenti competenti e addestrati
per aggiornare la competenza dei Pastori e degli Educatori, inper aggiornare la competenza dei Pastori e degli Educatori, in
modo che possano prendersi le loro responsabilità in conformitàmodo che possano prendersi le loro responsabilità in conformità
con la loro fede; e allo stesso tempo stabilire un dialogo rispettoso econ la loro fede; e allo stesso tempo stabilire un dialogo rispettoso e
leale con quelli che non sono credenti.leale con quelli che non sono credenti.
Questa Pastorale della Salute deve garantire una pronta rispostaQuesta Pastorale della Salute deve garantire una pronta risposta
alle aspettative di un aiuto efficace a ciascuno.alle aspettative di un aiuto efficace a ciascuno.
Pertanto è necessario studiare la metodologia propria per aiutare lePertanto è necessario studiare la metodologia propria per aiutare le
persone, le famiglie e la società, per assicurare una presenzapersone, le famiglie e la società, per assicurare una presenza
incisiva della Chiesa al livello pastorale. Si deve combinare la lealtàincisiva della Chiesa al livello pastorale. Si deve combinare la lealtà
con il dialogo, l’approfondimento teologico con la capacità dicon il dialogo, l’approfondimento teologico con la capacità di
mediazione.mediazione.
8282
BENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTIBENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTI
La Pastorale della Salute continua l’azione del Buon Samaritano eLa Pastorale della Salute continua l’azione del Buon Samaritano e
pone al centro l’inalienabile diritto di ciascuna persona all’assistenzapone al centro l’inalienabile diritto di ciascuna persona all’assistenza
sanitaria. Il motore che fortifica gli agenti della Pastorale della Salute,sanitaria. Il motore che fortifica gli agenti della Pastorale della Salute,
è l’amore.è l’amore.
Nell’enciclicaNell’enciclica Deus Caritas estDeus Caritas est e nell’Esortazione Apostolicae nell’Esortazione Apostolica
Sacramentum CaritatisSacramentum Caritatis gli agenti della Pastorale della Salute trovanogli agenti della Pastorale della Salute trovano
un impegno speciale per l’assistenza dei malati: l’Eucaristia è questaun impegno speciale per l’assistenza dei malati: l’Eucaristia è questa
forza di amore.forza di amore.
Negli ospedali, la Cappella deve essere il cuore che pulsa in cui GesùNegli ospedali, la Cappella deve essere il cuore che pulsa in cui Gesù
offre Se Stesso al Padre per la vita dell’umanità.offre Se Stesso al Padre per la vita dell’umanità.
L’Eucaristia data ai malati con rispetto e spirito di preghiera, è la linfaL’Eucaristia data ai malati con rispetto e spirito di preghiera, è la linfa
vitale che li conforta e infonde nelle loro anime la luce interiore pervitale che li conforta e infonde nelle loro anime la luce interiore per
vivere con fede e speranza le condizioni del dolore e della sofferenzavivere con fede e speranza le condizioni del dolore e della sofferenza
[8].[8].
[8] Cfr Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua[8] Cfr Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua
XX Conferenza internazionale sul Genoma umano,19 Novembre 2005; Discorso del Papa Benedetto XVI al PontificioXX Conferenza internazionale sul Genoma umano,19 Novembre 2005; Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plena, 22 Marzo 2007.Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plena, 22 Marzo 2007.
8383
BENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTIBENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTI
EnciclicaEnciclica Spe SalviSpe Salvi: “L’uomo ha un valore tanto grande per Dio che Egli stesso si: “L’uomo ha un valore tanto grande per Dio che Egli stesso si
è fatto uomo per poter com-patire con l’uomo in modo molto reale con la suaè fatto uomo per poter com-patire con l’uomo in modo molto reale con la sua
carne e con il suo sangue, come si narra nella Passione di Gesù. Da lì in ognicarne e con il suo sangue, come si narra nella Passione di Gesù. Da lì in ogni
sofferenza umana è entrato qualcuno che la condivide e la sostiene: da lì sisofferenza umana è entrato qualcuno che la condivide e la sostiene: da lì si
diffonde il conforto per ogni sofferenza, il conforto dell’amore partecipe di Dio ediffonde il conforto per ogni sofferenza, il conforto dell’amore partecipe di Dio e
così scaturisce la stella della speranza” [9].così scaturisce la stella della speranza” [9].
Nei Messaggi in occasione della Giornata Mondiale del Malato ci dice: “InvitoNei Messaggi in occasione della Giornata Mondiale del Malato ci dice: “Invito
coloro che sono provati dalla malattia a offrire al Padre, in unione con Cristo, lacoloro che sono provati dalla malattia a offrire al Padre, in unione con Cristo, la
loro condizione di sofferenza, sicuri che ogni prova ricevuta con rassegnazione èloro condizione di sofferenza, sicuri che ogni prova ricevuta con rassegnazione è
meritoria e attirerà la benevolenza divina su tutta l’umanità” [10].meritoria e attirerà la benevolenza divina su tutta l’umanità” [10].
““Mediante i suoi membri e le sue Istituzioni la Chiesa continua a stare al lato diMediante i suoi membri e le sue Istituzioni la Chiesa continua a stare al lato di
coloro che soffrono e dei moribondi, cercando di custodire la loro dignità in questicoloro che soffrono e dei moribondi, cercando di custodire la loro dignità in questi
momenti significativi dell’esistenza umana” [11].momenti significativi dell’esistenza umana” [11].
““Dall’Eucaristia la Pastorale della Salute deve trarre la forza necessaria perDall’Eucaristia la Pastorale della Salute deve trarre la forza necessaria per
soccorrere efficacemente l’uomo e aiutarlo a comprendere il valore salvifico dellasoccorrere efficacemente l’uomo e aiutarlo a comprendere il valore salvifico della
sofferenza” [12].sofferenza” [12].
[9] Spe Salvi, 39[9] Spe Salvi, 39
[10] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2006, 9.[10] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2006, 9.
[11] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2.[11] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2.
[12] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2008, 4.[12] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2008, 4.
8484
COMPITO ASSEGNATO DACOMPITO ASSEGNATO DA
BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI
Rinnovare e approfondire il compito propostoRinnovare e approfondire il compito proposto
nella Pastorale della Salute:nella Pastorale della Salute:
che prende in considerazioneche prende in considerazione la massa crescentela massa crescente didi
conoscenze diffuse dai mass media;conoscenze diffuse dai mass media;
e le l’alto livello di educazione’alto livello di educazione di coloro ai quali si indirizza.di coloro ai quali si indirizza.
Formazione della coscienza:Formazione della coscienza:
profonda e chiara;profonda e chiara;
nellenelle applicazioni genetiche;applicazioni genetiche;
per assicurare che ogni nuova scoperta scientifica serva per ilper assicurare che ogni nuova scoperta scientifica serva per il
bene integrale della persona;bene integrale della persona;
con costantecon costante rispetto per la sua dignitàrispetto per la sua dignità..
Avere consulenti:Avere consulenti:
addestrati eaddestrati e competenti.competenti.
8585
COMPITO ASSEGNATO DACOMPITO ASSEGNATO DA
BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI
Aggiornando la competenza:Aggiornando la competenza:
Di Pastori ed EducatoriDi Pastori ed Educatori per renderli idonei ad assumere le loroper renderli idonei ad assumere le loro
proprie responsabilità in conformità con la loro fede.proprie responsabilità in conformità con la loro fede.
ConciliandoConciliando un dialogo rispettoso e fedele con i non credenti.un dialogo rispettoso e fedele con i non credenti.
Questo compito èQuesto compito è indispensabileindispensabile per aggiornare la Pastorale dellaper aggiornare la Pastorale della
Salute.Salute.
Garantendo una risposta prontaGarantendo una risposta pronta alle aspettative di ciascuno per unalle aspettative di ciascuno per un
aiuto efficace,aiuto efficace,
Studiando una metodologia adeguata,Studiando una metodologia adeguata,
Per le famigliePer le famiglie
Per la societàPer la società
Per garantire un’incisivaPer garantire un’incisiva presenza della Chiesapresenza della Chiesa al livello pastorale:al livello pastorale:
UnendoUnendo
Lealtà e dialogo.Lealtà e dialogo.
Approfondimento teologico e capacitàApprofondimento teologico e capacità di mediazione.di mediazione.
8686
COMPITO ASSEGNATO DACOMPITO ASSEGNATO DA
BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI
Il Buon Samaritano.Il Buon Samaritano.
La Pastorale della Salute continua l’azione del BuonLa Pastorale della Salute continua l’azione del Buon
Samaritano.Samaritano.
Diritti UmaniDiritti Umani
Al centro vi deve essere il diritto inalienabile di ciascunaAl centro vi deve essere il diritto inalienabile di ciascuna
persona all’assistenza della Salute.persona all’assistenza della Salute.
Il motore dell’agente della Pastorale dellaIl motore dell’agente della Pastorale della
Salute.Salute.
Si rinvigorisce con il mandato dell’amore come la forzaSi rinvigorisce con il mandato dell’amore come la forza
motrice della Pastorale della Salute.motrice della Pastorale della Salute.
L’EnciclicaL’Enciclica Deus Caritas estDeus Caritas est e l’Esortazionee l’Esortazione
ApostolicaApostolica Sacramentum CaritatisSacramentum Caritatis,,
trovano un’applicazione speciale nella Pastorale dellatrovano un’applicazione speciale nella Pastorale della
Salute.Salute. 8787
COMPITO ASSEGNATO DACOMPITO ASSEGNATO DA
BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI
L’Esortazione ApostolicaL’Esortazione Apostolica Sacramentum CaritatisSacramentum Caritatis::
Eucaristia.Eucaristia.
LaLa forza per curare il malato e dargli il sensoforza per curare il malato e dargli il senso
della sua sofferenza.della sua sofferenza.
La Cappella.La Cappella.
Negli ospedali,Negli ospedali, la Cappella deve essere illa Cappella deve essere il centro,centro,
il cuoreil cuore che pulsache pulsa, in cui Gesù si offre al Padre per, in cui Gesù si offre al Padre per
la vita dell’umanità.la vita dell’umanità.
La linfa vitale.La linfa vitale.
L’Eucaristia impartita al malato con rispetto e spiritoL’Eucaristia impartita al malato con rispetto e spirito
di preghiera, èdi preghiera, è la linfa vitale che lo confortala linfa vitale che lo conforta ee
infonde nel suo animo la luce interiore per vivere coninfonde nel suo animo la luce interiore per vivere con
fede e speranza le condizioni della sua malattia efede e speranza le condizioni della sua malattia e
sofferenza.sofferenza. 8888
COMPITO ASSEGNATO DACOMPITO ASSEGNATO DA
BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI
 Spe SalviSpe Salvi: far vivere e comprendere a: far vivere e comprendere a
colui che soffre che la sua sofferenzacolui che soffre che la sua sofferenza
attualeattuale la condivide e la patisce Cristo.la condivide e la patisce Cristo.
• Questa è laQuesta è la “com-passione”“com-passione” della Passione didella Passione di
Cristo.Cristo.
• Così si intende l’Così si intende l’Eucaristia.Eucaristia.
• Questo è ilQuesto è il confortoconforto per ogni sofferenza.per ogni sofferenza.
 Messaggi 2006-2008:Messaggi 2006-2008:
• Così la Chiesa a fianco di colui che soffreCosì la Chiesa a fianco di colui che soffre
custodisce la suacustodisce la sua dignità.dignità.
• La sofferenza ha tutto ilLa sofferenza ha tutto il valorevalore
• che l’uomo ottiene dall’che l’uomo ottiene dall’Eucaristia.Eucaristia.
8989
CUORECUORE
DELL’OSPEDALEDELL’OSPEDALE
Nella complessitàNella complessità
della medicinadella medicina
attualeattuale
EUCARISTIAEUCARISTIA
9090
9191
SINTESISINTESI
 Sintesi del Magistero pontificio riguardo alla Pastorale della Salute:Sintesi del Magistero pontificio riguardo alla Pastorale della Salute:
focalizzare i problemi attuali del dolore, della malattia, della sofferenza, della morte efocalizzare i problemi attuali del dolore, della malattia, della sofferenza, della morte e
della vita, nella morte e risurrezione di Cristo, nella sua realizzazione eucaristica;della vita, nella morte e risurrezione di Cristo, nella sua realizzazione eucaristica;
santificare così il malato e il professionista della Salute; centrare questa Pastoralesantificare così il malato e il professionista della Salute; centrare questa Pastorale
sulla Eucaristia;sulla Eucaristia;
formare le coscienze;formare le coscienze;
unire i professionisti della Salute, Vescovi, cappellani, medici, infermieri e infermiere,unire i professionisti della Salute, Vescovi, cappellani, medici, infermieri e infermiere,
farmacisti, amministratori sanitari, volontari ecc.;farmacisti, amministratori sanitari, volontari ecc.;
unirsi con le Chiese particolari e con le organizzazioni sanitarie internazionali,unirsi con le Chiese particolari e con le organizzazioni sanitarie internazionali,
nazionali e regionali;nazionali e regionali;
aggiornarsi sui problemi della Salute ai livelli scientifici, tecnici, legali e politici.aggiornarsi sui problemi della Salute ai livelli scientifici, tecnici, legali e politici.
 Se vogliamoSe vogliamo organizzare le proposte pontificie in accordo a ciò chele proposte pontificie in accordo a ciò che
evangelicamente è la Pastorale della Salute, queste si inquadrerannoevangelicamente è la Pastorale della Salute, queste si inquadreranno
secondo le tre caratteristiche menzionate:secondo le tre caratteristiche menzionate:
Ascoltare Cristo PastoreAscoltare Cristo Pastore
Nutrirci di LuiNutrirci di Lui
Unirci a LuiUnirci a Lui
 Queste sono le tre caratteristiche deiQueste sono le tre caratteristiche dei tre ministeritre ministeri di ogni azionedi ogni azione
della Chiesa, cioè: la Parola, la Santificazione e la Comunione.della Chiesa, cioè: la Parola, la Santificazione e la Comunione.
 In base a queste andiamo ora ad organizzare il Magistero della ChiesaIn base a queste andiamo ora ad organizzare il Magistero della Chiesa
sulla Pastorale della Salute.sulla Pastorale della Salute.
9292
MAGISTERO PONTIFICIOMAGISTERO PONTIFICIO
PAROLA:PAROLA: Orientamento della Salute:Orientamento della Salute:
Dolore, Infermità, Sofferenza, Morte, Vita.Dolore, Infermità, Sofferenza, Morte, Vita.
Soluzione in Cristo che soffre il nostro dolore.Soluzione in Cristo che soffre il nostro dolore.
Aggiornamento sulla problematica dellaAggiornamento sulla problematica della
SaluteSalute
Scientifica, Tecnica, Legale e Politica.Scientifica, Tecnica, Legale e Politica.
SANTIFICAZIONE:SANTIFICAZIONE: Unione e santificazioneUnione e santificazione
dei professionisti della Salute e dei malati;dei professionisti della Salute e dei malati;
Pasqua ed Eucaristia:Pasqua ed Eucaristia:
Vescovi, Cappellani, Medici, Infermieri,Vescovi, Cappellani, Medici, Infermieri,
Farmacisti, Amministratori sanitari, Volontari.Farmacisti, Amministratori sanitari, Volontari.
Malati di ogni tipo.Malati di ogni tipo.
COMUNIONE:COMUNIONE: Contatto con le OrganizzazioniContatto con le Organizzazioni
della Salute:della Salute:
Internazionali, nazionali e regionaliInternazionali, nazionali e regionali 9393
9494
9595
In questo terzo punto della prima parte del libro
trattiamo di arrivare alla pratica stessa della Pastorale
della Salute. Il punto principale è l’elaborazione di un
piano per la Pastorale della Salute: come fare questo
piano? Procediamo seguendo la stessa suddivisione
usata per organizzare il Magistero Pontificio: i tre
ministeri della Chiesa. In conseguenza, proponiamo al
primo posto l’obiettivo generale da raggiungere, quindi
gli obbiettivi singolari in ognuno dei ministeri di questa
Pastorale. Per compiere questi obbiettivi siamo
coscienti delle sfide alle quali dobbiamo rispondere e
cerchiamo di farlo in tre tappe: nella prima facciamo
delle proposte, nella seconda indichiamo cammini e
nella terza cerchiamo di dare risposte pratiche per
realizzare sia le proposte che i percorsi indicati.
9797
9898
CONSIGLIO PONTIFICIOCONSIGLIO PONTIFICIO
9999
MINISTERI NELLA CHIESAMINISTERI NELLA CHIESA
((Organizzazione dell’insegnamento pontificio)Organizzazione dell’insegnamento pontificio)
100100
MINISTERI NELLA
CHIESACHIESA
Struttura dellaStruttura della
PastoralePastorale
MINISTERI NELLA
CHIESACHIESA
Struttura dellaStruttura della
PastoralePastorale
PAROLAPAROLA
Nella PastoraleNella Pastorale
della Salutedella Salute
PAROLAPAROLA
Nella PastoraleNella Pastorale
della Salutedella Salute
SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE
Nella PastoraleNella Pastorale
della Salutedella Salute
SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE
Nella PastoraleNella Pastorale
della Salutedella Salute
COMUNIONECOMUNIONE
Nella PastoraleNella Pastorale
della Salutedella Salute
COMUNIONECOMUNIONE
Nella PastoraleNella Pastorale
della Salutedella Salute
La ParolaLa Parola
Si tratta degli aspetti fondamentali nell’insegnamento della Chiesa come perSi tratta degli aspetti fondamentali nell’insegnamento della Chiesa come per
esempio in riferimento alla morte e alla vita, al dolore, alla malattia,esempio in riferimento alla morte e alla vita, al dolore, alla malattia,
all’angoscia, ecc. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI notano che nel centroall’angoscia, ecc. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI notano che nel centro
dell’insegnamento della Pastorale della Salute si trova Gesù che soffre indell’insegnamento della Pastorale della Salute si trova Gesù che soffre in
coloro che soffrono: la nostra sofferenza è la Sua sofferenza, e per questo,coloro che soffrono: la nostra sofferenza è la Sua sofferenza, e per questo,
la nostra pena si converte nella gioia della Sua risurrezione.la nostra pena si converte nella gioia della Sua risurrezione.
Come risultato di tutto questo, la Salute appare come una tensione versoCome risultato di tutto questo, la Salute appare come una tensione verso
l’armonia che si vive solo grazie all’Amore dello Spirito Santo; poiché ill’armonia che si vive solo grazie all’Amore dello Spirito Santo; poiché il
Padre con lo Spirito Santo è l’unico che ci può unire, con il suo amore, aPadre con lo Spirito Santo è l’unico che ci può unire, con il suo amore, a
Cristo.Cristo.
Pertanto, nella Pastorale della Salute, una formazione che sia frutto di unPertanto, nella Pastorale della Salute, una formazione che sia frutto di un
profondo studio sull’essenza della condizione umana, è indispensabile.profondo studio sull’essenza della condizione umana, è indispensabile.
Questa formazione religiosa, e pertanto etica, in nessun modo si puòQuesta formazione religiosa, e pertanto etica, in nessun modo si può
trascurare nei Seminari e negli studentati dei religiosi, nella formazione ditrascurare nei Seminari e negli studentati dei religiosi, nella formazione di
tutti gli operatori della Pastorale della Salute e in generale, in tutti i centri ditutti gli operatori della Pastorale della Salute e in generale, in tutti i centri di
educazione cattolica e di catechesi.educazione cattolica e di catechesi.
Questa formazione è necessaria specialmente di fronte allo stato avanzatoQuesta formazione è necessaria specialmente di fronte allo stato avanzato
delle scienze e delle tecniche della salute, in particolare quando si trattadelle scienze e delle tecniche della salute, in particolare quando si tratta
dell’inizio e della fine della vita umana che si devono proteggeredell’inizio e della fine della vita umana che si devono proteggere
assolutamente.assolutamente.
101101
La ParolaLa Parola
Nei discorsi menzionati il Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento e l’approfondimentoNei discorsi menzionati il Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento e l’approfondimento
della Pastorale della Salute. Fa presente che dobbiamo tenere in conto la grande mole delledella Pastorale della Salute. Fa presente che dobbiamo tenere in conto la grande mole delle
conoscenze attuali in questo ambito scientifico e tecnico, il pubblico al quale si indirizza e leconoscenze attuali in questo ambito scientifico e tecnico, il pubblico al quale si indirizza e le
sue legittime aspettative.sue legittime aspettative.
Conseguentemente il Papa afferma che è necessaria una formazione chiara e profonda delleConseguentemente il Papa afferma che è necessaria una formazione chiara e profonda delle
coscienze per illuminarle specialmente sui temi che si presentano ogni giorno nel campo dellacoscienze per illuminarle specialmente sui temi che si presentano ogni giorno nel campo della
Biogenetica, per garantire che ciascuna scoperta scientifica sia diretta al bene integrale dellaBiogenetica, per garantire che ciascuna scoperta scientifica sia diretta al bene integrale della
persona e non attenti alla sua inviolabile dignità. Pertanto è necessario contare su équipe dipersona e non attenti alla sua inviolabile dignità. Pertanto è necessario contare su équipe di
aiuto dove ci siano buoni consulenti competenti e ben addestrati per la formazione dei Pastori eaiuto dove ci siano buoni consulenti competenti e ben addestrati per la formazione dei Pastori e
degli Educatori. Così sia i Pastori sia gli altri Educatori potranno essere aggiornati perdegli Educatori. Così sia i Pastori sia gli altri Educatori potranno essere aggiornati per
assumere le loro responsabilità in accordo con la nostra fede e in un rispettoso, fedele e lealeassumere le loro responsabilità in accordo con la nostra fede e in un rispettoso, fedele e leale
dialogo con i non credenti.dialogo con i non credenti.
In questo modo le nostre aspettative possono essere garantite e realizzate. La Pastorale dellaIn questo modo le nostre aspettative possono essere garantite e realizzate. La Pastorale della
Salute deve anche cercare la sua metodologia per assistere adeguatamente la gente, le loroSalute deve anche cercare la sua metodologia per assistere adeguatamente la gente, le loro
famiglie e la società in generale in modo che in questo campo pastorale tanto importante, sifamiglie e la società in generale in modo che in questo campo pastorale tanto importante, si
garantisca un’incisiva presenza della Chiesa.garantisca un’incisiva presenza della Chiesa.
Unendo la lealtà alla dottrina della Chiesa insieme alla capacità di dialogo con altri punti di vistaUnendo la lealtà alla dottrina della Chiesa insieme alla capacità di dialogo con altri punti di vista
del mondo contemporaneo nel campo della Salute, si potrà andare molto avanti. Per questo sidel mondo contemporaneo nel campo della Salute, si potrà andare molto avanti. Per questo si
necessitano profondi studi teologici, e allo stesso tempo si deve sviluppare una vera capacità dinecessitano profondi studi teologici, e allo stesso tempo si deve sviluppare una vera capacità di
mediazionemediazione..[13][13]
Come risultato, è estremamente importante avvicinarsi alle nuove frontiere ed essere sempreCome risultato, è estremamente importante avvicinarsi alle nuove frontiere ed essere sempre
aggiornati sulle novità scientifiche, tecniche legali e politiche, sia ai livelli locali come in quelliaggiornati sulle novità scientifiche, tecniche legali e politiche, sia ai livelli locali come in quelli
nazionali e internazionali. È chiaro che una Pastorale del genere non si può portare a terminenazionali e internazionali. È chiaro che una Pastorale del genere non si può portare a termine
se non mediante un èquipe competente e aperta a un continuo dialogo.se non mediante un èquipe competente e aperta a un continuo dialogo.
[13][13] Cfr.Cfr. Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XXDiscorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XX
Conferenza Internazionale sul Genoma umano,Conferenza Internazionale sul Genoma umano, 19 Novembre 2005.19 Novembre 2005. Discorso del Papa Benedetto XVI al PontificioDiscorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria.Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria. 22 Marzo, 200722 Marzo, 2007..
PAROLAPAROLA
Insegnamento del Magistero
Questioni fondamentali
Cristo in colui che soffre e colui che soffre in Cristo
La Salute come tensione verso l’armonia
Formazione e Studio
Essenza della condizione umana
Orientamenti programmatici
Formazione religiosa ed etica
Le nuove Frontiere
Aggiornamento permanente nella Pastorale della
Salute
Novità legali e politiche
Novità scientifiche e tecniche 103103
La SantificazioneLa Santificazione
La Pastorale della Salute manifesta la sollecitudine dellaLa Pastorale della Salute manifesta la sollecitudine della
Chiesa per i malati e per coloro che soffrono. Provvede un’Chiesa per i malati e per coloro che soffrono. Provvede un’
assistenza speciale ai professionisti della Salute. A tuttiassistenza speciale ai professionisti della Salute. A tutti
mostra il Volto di Cristo sofferente e gioioso e insegna comemostra il Volto di Cristo sofferente e gioioso e insegna come
la nostra sofferenza e morte completano ciò che manca allala nostra sofferenza e morte completano ciò che manca alla
Passione di Cristo, grazie agli stessi meriti di Cristo.Passione di Cristo, grazie agli stessi meriti di Cristo.
La Pastorale della Salute deve includere la santificazioneLa Pastorale della Salute deve includere la santificazione
nella sua pianificazione; ma in più la sua pianificazionenella sua pianificazione; ma in più la sua pianificazione
scaturisce dalla grazia e dalla santità di vita, dall’orazione, daiscaturisce dalla grazia e dalla santità di vita, dall’orazione, dai
sacramenti: in essa risalta l’Eucaristia, ricevuta come Viatico,sacramenti: in essa risalta l’Eucaristia, ricevuta come Viatico,
l’Unzione degli Infermi, la Riconciliazione, e la Parola di Dio.l’Unzione degli Infermi, la Riconciliazione, e la Parola di Dio.
La Pastorale della Salute, attraverso la morte e la risurrezioneLa Pastorale della Salute, attraverso la morte e la risurrezione
di Cristo ci fa convergere nella piena armonia delladi Cristo ci fa convergere nella piena armonia della
Santissima Trinità.Santissima Trinità.
104104
SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE
Sollecitudine della Chiesa per colui che soffre e
per il malato.
Assistenza spirituale ai professionisti della Salute
Partendo dal Volto di Cristo
Addolorato e gioioso
Redenzione. Grazia, Malattia e Morte.
Pianificazione pastorale
Santità, Preghiera, Eucaristia, Penitenza, Grazia
Parola di Dio, Comunione trinitaria.
105105
La ComunioneLa Comunione
Per realizzare la comunione nella PastoralePer realizzare la comunione nella Pastorale
della Salute si ha la necessità di coordinarladella Salute si ha la necessità di coordinarla
intelligentemente: tutte le Associazioni deiintelligentemente: tutte le Associazioni dei
professionisti della Salute devono essereprofessionisti della Salute devono essere
coordinate, si devono stabilire contatti con lecoordinate, si devono stabilire contatti con le
Chiese particolari e con le OrganizzazioniChiese particolari e con le Organizzazioni
sanitarie, cattoliche o non cattoliche, locali,sanitarie, cattoliche o non cattoliche, locali,
nazionali o internazionalinazionali o internazionali..
106106
COMUNIONECOMUNIONE
Coordinare la Pastorale della Salute
Coordinare le Associazioni dei
Professionisti della Salute
Contatto con le Chiese particolari
Contatto con le Organizzazioni
Sanitarie locali, nazionali e
internazionali, siano o no cattoliche.
107107
108108
Sintesi operativaSintesi operativa
Se vogliamo sintetizzare il MagisteroSe vogliamo sintetizzare il Magistero
Pontificio per la Pastorale della SalutePontificio per la Pastorale della Salute
dobbiamo mettere in chiaro che il suodobbiamo mettere in chiaro che il suo
compito è mostrare la sollecitudine dellacompito è mostrare la sollecitudine della
Chiesa per il malato e per colui che soffre,Chiesa per il malato e per colui che soffre,
attraverso la sua dottrina e le sue ricerche,attraverso la sua dottrina e le sue ricerche,
la sua santificazione e i suoi sacramenti ela sua santificazione e i suoi sacramenti e
la sua coordinazione e i suoi contatti.la sua coordinazione e i suoi contatti.
109109
Sintesi operativaSintesi operativa
Il nostro Compito:
Manifestare la sollecitudine della Chiesa per
colui che soffre e per il malato.
Attraverso:
1. Dottrina – ricerche -
2. Santificazione – sacramenti -
3. Coordinazione – contatti -
110110
111111
ELABORAZIONE DELLE PROPOSTE DA PARTEELABORAZIONE DELLE PROPOSTE DA PARTE
DEL CONSIGLIO PONTIFICIODEL CONSIGLIO PONTIFICIO
In accordo con il Vangelo dellaIn accordo con il Vangelo della
Salute, interpretato dal MagisteroSalute, interpretato dal Magistero
Pontificio, nel Dicastero degliPontificio, nel Dicastero degli
operatori sanitari (della Pastoraleoperatori sanitari (della Pastorale
della Salute) abbiamo proposto undella Salute) abbiamo proposto un
obiettivo generale e tre specifici.obiettivo generale e tre specifici.
112112
O
B
I
E
T
T
I
V
O 113113
OBIETTIVO GENERALEOBIETTIVO GENERALE
““Promuovere,Promuovere, orientare,orientare, svolgeresvolgere
ee coordinarecoordinare la Pastorale dellala Pastorale della
Salute nella Chiesa,Salute nella Chiesa,
in accordo con gli insegnamentiin accordo con gli insegnamenti
del Santo Padre,del Santo Padre,
per assumere le sfideper assumere le sfide che oggiche oggi
emergono nel campo dellaemergono nel campo della
Salute”.Salute”.
114114
Mete specificheMete specifiche
Queste mete specifiche si ordinerannoQueste mete specifiche si ordineranno
secondo l’organizzazione proposta daisecondo l’organizzazione proposta dai
documenti del Magistero; cioè indocumenti del Magistero; cioè in
accordo con i tre ministeri nella Chiesa:accordo con i tre ministeri nella Chiesa:
Parola, Santificazione e Comunione.Parola, Santificazione e Comunione.
115115
P
A
R
O
L
A
116116
Meta della ParolaMeta della Parola
Illuminare con il Vangelo il mondo dellaIlluminare con il Vangelo il mondo della
Salute, della malattia e della morte,Salute, della malattia e della morte,
trasmettendogli la forte testimonianza dellatrasmettendogli la forte testimonianza della
Risurrezione.Risurrezione.
Con questa meta pretendiamo sottolineare inCon questa meta pretendiamo sottolineare in
particolare la virtù della Speranza, di fronte alparticolare la virtù della Speranza, di fronte al
forte problema attuale del secolarismo. Nonforte problema attuale del secolarismo. Non
desideriamo rimanere in un piano meramentedesideriamo rimanere in un piano meramente
deistico di trascendenza, ma in unadeistico di trascendenza, ma in una
trascendenza chiara e valente che è quellatrascendenza chiara e valente che è quella
che ci rivela Cristo attraverso la sua morte eche ci rivela Cristo attraverso la sua morte e
risurrezione.risurrezione.
117117
Obiettivo specifico:Obiettivo specifico:
PAROLAPAROLA
Illuminare con il Vangelo il
mondo della Salute, della
Malattia e della morte, per
dargli la testimonianza
altamente fiduciosa della
risurrezione del Signore.
Spiegazione:
Accentuiamo la virtù di una viva
Speranza della Risurrezione. 118118
SANTIFICAZIONE 119119
Meta della SantificazioneMeta della Santificazione
Per santificare sia il malato che il professionista della Salute, dobbiamo unirci allaPer santificare sia il malato che il professionista della Salute, dobbiamo unirci alla
morte e risurrezione di Cristo.morte e risurrezione di Cristo.
In accordo con ciò che Giovanni Paolo II ci insegnò nellaIn accordo con ciò che Giovanni Paolo II ci insegnò nella Salvifici DolorisSalvifici Doloris, e con, e con
quanto Benedetto XVI ci propone nel suo attuale insegnamento, la nostra meta èquanto Benedetto XVI ci propone nel suo attuale insegnamento, la nostra meta è
evangelizzare il mondo della malattia e della Salute completando ciò che manca allaevangelizzare il mondo della malattia e della Salute completando ciò che manca alla
passione di Cristo; questo è l’unico cammino per rispondere all’assurdità dellapassione di Cristo; questo è l’unico cammino per rispondere all’assurdità della
sofferenza, del dolore e dei suoi effetti, e della morte.sofferenza, del dolore e dei suoi effetti, e della morte.
A questa meta si arriva principalmente con l’orazione nella quale chiediamo a CristoA questa meta si arriva principalmente con l’orazione nella quale chiediamo a Cristo
che prenda la nostra sofferenza, il nostro dolore e la nostra stessa morte e liche prenda la nostra sofferenza, il nostro dolore e la nostra stessa morte e li
introduca nella sua passione e morte. E così ci possa dare l’unica possibile e veraintroduca nella sua passione e morte. E così ci possa dare l’unica possibile e vera
Salute.Salute.
In accordo a questa meta è ovvio che la nostra sofferenza e morte non si convertonoIn accordo a questa meta è ovvio che la nostra sofferenza e morte non si convertono
nel benessere, ma nella felicità che è molto diversa da ciò che oggi si stabilisce comenel benessere, ma nella felicità che è molto diversa da ciò che oggi si stabilisce come
Salute: il completo benessere. Solo così possiamo raggiungere la vera armonia nellaSalute: il completo benessere. Solo così possiamo raggiungere la vera armonia nella
vita, che è ciò che costituisce la Salute vera.vita, che è ciò che costituisce la Salute vera.
Paradossalmente questa armonia, insistiamo, consiste nell’accettare e prendere laParadossalmente questa armonia, insistiamo, consiste nell’accettare e prendere la
propria croce e vivere in Cristo crocifisso. Questo non è possibile se non per il donopropria croce e vivere in Cristo crocifisso. Questo non è possibile se non per il dono
dello stesso Cristo, la sua grazia, il suo dono che ci fa nella sua stessa morte edello stesso Cristo, la sua grazia, il suo dono che ci fa nella sua stessa morte e
risurrezione. La sua morte ha tolto il peccato dal mondo e così ha vinto tutto il malerisurrezione. La sua morte ha tolto il peccato dal mondo e così ha vinto tutto il male
che può esistere sia nel campo fisico che in quello mentale, sociale e cosmico.che può esistere sia nel campo fisico che in quello mentale, sociale e cosmico.
Questa unione con il Cristo paziente vittorioso si può portare a termine solo perQuesta unione con il Cristo paziente vittorioso si può portare a termine solo per
l’azione dello Spirito Santo. Pertanto la meta della santificazione nella Pastorale dellal’azione dello Spirito Santo. Pertanto la meta della santificazione nella Pastorale della
Salute è possibile raggiungerla solo mediante l’umile preghiera nella quale chiediamoSalute è possibile raggiungerla solo mediante l’umile preghiera nella quale chiediamo
allo Spirito Santo che ci dia la Salute unendoci a Cristo morto e risuscitato.allo Spirito Santo che ci dia la Salute unendoci a Cristo morto e risuscitato. 120120
Obiettivo specifico:Obiettivo specifico:
SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE
Santificare il malato e il professionista
della Salute, unendoliunendoli alla morte e
risurrezione di Cristo.
Spiegazione:
Solo completando ciò che manca alla passione
di Cristo è possibile dare un senso al dolore,
alla sofferenza e alla morte.
In questo modo Cristo prende la nostra
sofferenza e la introduce nellanella Sua
sofferenza.
L’unione con Cristo sofferente soltanto la fa lo
Spirito Santo
121121
CC
OO
MM
UU
NN
II
OO
NN
EE
122122
Meta della COMUNIONEMeta della COMUNIONE
Coordinare la Pastorale della Salute nella comunione ecclesiale è compiereCoordinare la Pastorale della Salute nella comunione ecclesiale è compiere
il nostro compito indispensabile per arrivare all’unità.il nostro compito indispensabile per arrivare all’unità.
Il nostro compito è la solidarietà. E l’unico ovile di cui parla Cristo il BuonIl nostro compito è la solidarietà. E l’unico ovile di cui parla Cristo il Buon
Pastore (Gv 10) si costruisce ad immagine della Santissima Trinità. In EssaPastore (Gv 10) si costruisce ad immagine della Santissima Trinità. In Essa
la vita è una suprema armonia da un’infinita e mutua donazione di Amore.la vita è una suprema armonia da un’infinita e mutua donazione di Amore.
Nella Pastorale della Salute, solo per la forza divina è possibile costruireNella Pastorale della Salute, solo per la forza divina è possibile costruire
questa unità mediante una mutua donazione, ad esempio e per la forzaquesta unità mediante una mutua donazione, ad esempio e per la forza
dell’azione trinitaria nella Chiesa. Questa è l’unica Salute, poiché è l’unicadell’azione trinitaria nella Chiesa. Questa è l’unica Salute, poiché è l’unica
possibilità di armonia piena. Così la Pastorale della Salute porta all’umanitàpossibilità di armonia piena. Così la Pastorale della Salute porta all’umanità
la vera vita in abbondanza.la vera vita in abbondanza.
In questo modo Cristo costruisce il suo corpo che è la Chiesa, in cuiIn questo modo Cristo costruisce il suo corpo che è la Chiesa, in cui
ciascuno in accordo con la misura della donazione divina riceve lo Spiritociascuno in accordo con la misura della donazione divina riceve lo Spirito
Santo per compiere così la sua missione:Santo per compiere così la sua missione: “…Vivendo secondo la verità nella“…Vivendo secondo la verità nella
carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo,carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo,
dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante ladal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la
collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro,collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro,
riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità”riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità” (Ef(Ef
4,15-16). Questo è il modo di realizzare nella Pastorale della Salute l’unione4,15-16). Questo è il modo di realizzare nella Pastorale della Salute l’unione
dei professionisti della Salute tra di loro e con i malati in Cristo morto edei professionisti della Salute tra di loro e con i malati in Cristo morto e
risuscitato.risuscitato.
123123
Obiettivo specifico:Obiettivo specifico:
LA COMUNIONELA COMUNIONE
Coordinare la Pastorale dellaCoordinare la Pastorale della
Salute nella Chiesa perSalute nella Chiesa per
realizzare la comunione.realizzare la comunione.
Spiegazione:Spiegazione:
Il nostro compito è la solidarietà inIl nostro compito è la solidarietà in
accordoaccordo all’Immagine Trinitariaall’Immagine Trinitaria
EcclesialeEcclesiale,, che renda efficace l’unitàche renda efficace l’unità
ecclesiale diecclesiale di ComunioneComunione nel Corpo dinel Corpo di
Cristo, morto e risuscitato.Cristo, morto e risuscitato.
124124
125125
CHE COSA SI DEVE FARE?CHE COSA SI DEVE FARE?
Per realizzare questaPer realizzare questa
Pastorale cito quattro punti:Pastorale cito quattro punti:
sfide,sfide,
proposte generali,proposte generali,
cammini,cammini,
risposte.risposte.
126126
SfideSfide
Una delle sfide consiste nel superare un atteggiamento meramenteUna delle sfide consiste nel superare un atteggiamento meramente
filantropico o di solidarietà solo compassionevole, oppure un impegno socialefilantropico o di solidarietà solo compassionevole, oppure un impegno sociale
o professionale verso il malato povero e sprovveduto. La sfida consiste nelo professionale verso il malato povero e sprovveduto. La sfida consiste nel
proclamare in questa Pastorale la morte e risurrezione del Signore.proclamare in questa Pastorale la morte e risurrezione del Signore.
Cioè, veramente abbiamo delle risposte ai più profondi problemi dell’umanitàCioè, veramente abbiamo delle risposte ai più profondi problemi dell’umanità
e pertanto al problema della morte. Tante volte in una cultura secolarizzata sie pertanto al problema della morte. Tante volte in una cultura secolarizzata si
dice che di fronte alla sofferenza completa e disperata, la miglior cosa è ladice che di fronte alla sofferenza completa e disperata, la miglior cosa è la
delicatezza del silenzio rispettoso. Ma dire questo denota una carenza didelicatezza del silenzio rispettoso. Ma dire questo denota una carenza di
fede, poiché il silenzio non è una risposta, la risposta è solo Cristo morto efede, poiché il silenzio non è una risposta, la risposta è solo Cristo morto e
risuscitato. Altra cosa è la prudenza pastorale che consiglia come e quandorisuscitato. Altra cosa è la prudenza pastorale che consiglia come e quando
dirlo.dirlo.
Un’altra sfida è nel promuovere la Pastorale della Salute. Si ha l’impressioneUn’altra sfida è nel promuovere la Pastorale della Salute. Si ha l’impressione
che oggigiorno questa Pastorale sia molto difficile e sarebbe meglio lasciarlache oggigiorno questa Pastorale sia molto difficile e sarebbe meglio lasciarla
ai margini, perfino nei grandi incontri ecclesiali. Si celebrano la vita, l’opzioneai margini, perfino nei grandi incontri ecclesiali. Si celebrano la vita, l’opzione
per i poveri ecc., ma gli ultimi avvenimenti della vita si preferisce lasciarli nelper i poveri ecc., ma gli ultimi avvenimenti della vita si preferisce lasciarli nel
silenzio.silenzio.
La terza sfida è cercare di unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa. InLa terza sfida è cercare di unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa. In
questo terreno si trovano troppi ostacoli. Si deve avere molto tatto per nonquesto terreno si trovano troppi ostacoli. Si deve avere molto tatto per non
dare l’impressione che unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa siadare l’impressione che unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa sia
entrare nel terreno del dominio, di una competenza di potere. Si tratta di unentrare nel terreno del dominio, di una competenza di potere. Si tratta di un
servizio certamente non di un potere dannoso, ma di una convergenza diservizio certamente non di un potere dannoso, ma di una convergenza di
mutuo aiuto tra diversi che devono aiutarsi per non perdere la loro identità.mutuo aiuto tra diversi che devono aiutarsi per non perdere la loro identità.
127127
SfideSfide
Atteggiamento filantropicoAtteggiamento filantropico
Silenzio sulla Pastorale della SaluteSilenzio sulla Pastorale della Salute
UnitàUnità della Chiesa nella Pastorale della
Salute
OrientamentoOrientamento
PromozionePromozione
CoordinazioneCoordinazione 128128
Proposte generaliProposte generali
Cominciamo con delle proposte che siCominciamo con delle proposte che si
riferiscono alla terza sfida che è lariferiscono alla terza sfida che è la
coordinazione. Poi noi ci riferiremo alle altrecoordinazione. Poi noi ci riferiremo alle altre
due sfide.due sfide.
Proponiamo di organizzare la PastoraleProponiamo di organizzare la Pastorale
della Salute in ogni paese, restare indella Salute in ogni paese, restare in
comunicazione con il Consiglio Pontificio ecomunicazione con il Consiglio Pontificio e
avere una coordinazione nazionale,avere una coordinazione nazionale,
regionale e diocesana.regionale e diocesana.
Le altre sfide le consideriamo nei camminiLe altre sfide le consideriamo nei cammini
da percorrere.da percorrere. 129129
Proposte GeneraliProposte Generali
Organizzare la Pastorale dellaOrganizzare la Pastorale della
Salute inSalute in ciascun paeseciascun paese
Restare in comunicazione con ilRestare in comunicazione con il
PontificioPontificio ConsiglioConsiglio
Avere unaAvere una coordinazione nazionalecoordinazione nazionale
Avere unaAvere una coordinazione regionalecoordinazione regionale
Avere unaAvere una coordinazione diocesanacoordinazione diocesana
130130
CamminiCammini
Annotiamo quattro cammini diversi da seguire nel campo della PastoraleAnnotiamo quattro cammini diversi da seguire nel campo della Pastorale
della Salute.della Salute.
Primo, offrire l’orientamento dovuto sul significato della Salute, dellaPrimo, offrire l’orientamento dovuto sul significato della Salute, della
sofferenza e della morte, sui problemi dell’epoca mutevole in cui viviamo, suisofferenza e della morte, sui problemi dell’epoca mutevole in cui viviamo, sui
complessi problemi della Biogenetica, sulle relazioni tra la globalizzazione ecomplessi problemi della Biogenetica, sulle relazioni tra la globalizzazione e
la Salute, la Salute e l’Economia, la Politica e la Salute, ecc.la Salute, la Salute e l’Economia, la Politica e la Salute, ecc.
Secondo, collaborare con i diversi professionisti della Salute, medici,Secondo, collaborare con i diversi professionisti della Salute, medici,
infermieri, farmacisti, amministratori sanitari, volontari, comitati di Bioetica,infermieri, farmacisti, amministratori sanitari, volontari, comitati di Bioetica,
ecc.ecc.
Terzo, favorire il contatto tra la Pastorale della Salute e i Santuari, in molti deiTerzo, favorire il contatto tra la Pastorale della Salute e i Santuari, in molti dei
quali la gente va a pregare per la sua salute; mettersi in comunicazione conquali la gente va a pregare per la sua salute; mettersi in comunicazione con
le Scuole cattoliche di Medicina, le Scuole per infermieri, le Organizzazioni dile Scuole cattoliche di Medicina, le Scuole per infermieri, le Organizzazioni di
Salute cattoliche e non cattoliche, private e pubbliche.Salute cattoliche e non cattoliche, private e pubbliche.
Quarto, sostenere i diritti della gente all’assistenza sanitaria: essereQuarto, sostenere i diritti della gente all’assistenza sanitaria: essere
aggiornati sui progressi delle scienze e delle tecnologie mediche,aggiornati sui progressi delle scienze e delle tecnologie mediche,
specialmente nella Biogenetica; far fronte ai problemi della socializzazione ospecialmente nella Biogenetica; far fronte ai problemi della socializzazione o
privatizzazione della Medicina; prestare attenzione alle malattie emergentiprivatizzazione della Medicina; prestare attenzione alle malattie emergenti
come l’AIDS e l’assuefazione alla droga, o le malattie riemergenti come lacome l’AIDS e l’assuefazione alla droga, o le malattie riemergenti come la
Tubercolosi, la Malaria e altre malattie sessualmente trasmesse. Tenere inTubercolosi, la Malaria e altre malattie sessualmente trasmesse. Tenere in
considerazione specialmente le malattie croniche della Terza Età e i tumori.considerazione specialmente le malattie croniche della Terza Età e i tumori.
Enfatizzare le malattie croniche degli anziani, in particolare quelleEnfatizzare le malattie croniche degli anziani, in particolare quelle
degenerative e le nuove forme di discriminazione, come l’esclusione dalladegenerative e le nuove forme di discriminazione, come l’esclusione dalla
rianimazione del bambino prematuro o di quello nato con una graverianimazione del bambino prematuro o di quello nato con una grave
deformazione.deformazione.
131131
CamminiCammini
 OrientareOrientare
 SaluteSalute
 SofferenzaSofferenza
 Tempi nuoviTempi nuovi
 CollaborareCollaborare
 SituazioneSituazione
attuale deiattuale dei
professionistiprofessionisti
della Salutedella Salute
 FavorireFavorire
 SantuariSantuari
 Facoltà di MedicinaFacoltà di Medicina
 Altre OrganizzazioniAltre Organizzazioni
 SeguireSeguire
 DirittiDiritti
 Scienza eScienza e
TecnologiaTecnologia
 SocializzazioneSocializzazione
 Malattie emergentiMalattie emergenti
132132
RisposteRisposte
 Procedendo così possiamo trovare delle risposte per chi lavora nel campo dellaProcedendo così possiamo trovare delle risposte per chi lavora nel campo della
Pastorale della Salute. Possiamo essere ancora più concreti, identificandoPastorale della Salute. Possiamo essere ancora più concreti, identificando
campi di azione in ciascuno dei ministeri ecclesiali nella Pastorale della Salute ecampi di azione in ciascuno dei ministeri ecclesiali nella Pastorale della Salute e
così rispondere alle altre sfide che noi abbiamo proposto.così rispondere alle altre sfide che noi abbiamo proposto.
 In quanto al ministero della Parola, dobbiamo svolgere una meticolosa eIn quanto al ministero della Parola, dobbiamo svolgere una meticolosa e
profonda Teologia della Pastorale della Salute e così entrare in dialogo con leprofonda Teologia della Pastorale della Salute e così entrare in dialogo con le
Scuole cattoliche di Medicina: dobbiamo pubblicare e motivare studi che trattinoScuole cattoliche di Medicina: dobbiamo pubblicare e motivare studi che trattino
dei problemi più acuti della nostra società nel campo della Salute.dei problemi più acuti della nostra società nel campo della Salute.
 Abbiamo bisogno di una Guida Pastorale per i professionisti della Salute; e diAbbiamo bisogno di una Guida Pastorale per i professionisti della Salute; e di
organizzare e dirigere Incontri, Conferenze, Ricerche in tutti i campi di interesseorganizzare e dirigere Incontri, Conferenze, Ricerche in tutti i campi di interesse
specialmente in quello della Bioetica.specialmente in quello della Bioetica.
 In quanto alla Santificazione, dobbiamo rivitalizzare il Sacramento dell’UnzioneIn quanto alla Santificazione, dobbiamo rivitalizzare il Sacramento dell’Unzione
degli Infermi: orientare e promuovere il Battesimo di emergenza specialmentedegli Infermi: orientare e promuovere il Battesimo di emergenza specialmente
negli ospedali pediatrici e nei reparti di maternità, dobbiamo mettere in risaltonegli ospedali pediatrici e nei reparti di maternità, dobbiamo mettere in risalto
l’importanza del Viatico e dell’Unzione degli Infermi, la celebrazione neglil’importanza del Viatico e dell’Unzione degli Infermi, la celebrazione negli
ospedali del Sacramento della Riconciliazione, e quando si renda necessario, laospedali del Sacramento della Riconciliazione, e quando si renda necessario, la
celebrazione del Sacramento del Matrimonio.celebrazione del Sacramento del Matrimonio.
 Dobbiamo promuovere l’uso dei vari Rituali esistenti, e propiziare il loro impiegoDobbiamo promuovere l’uso dei vari Rituali esistenti, e propiziare il loro impiego
da parte di coloro che li necessitano. È necessario incrementare la preghierada parte di coloro che li necessitano. È necessario incrementare la preghiera
per i malati e dei malati. Si deve privilegiare la preghiera del Rosario. Esisteper i malati e dei malati. Si deve privilegiare la preghiera del Rosario. Esiste
l’Unione dei malati Missionari, si deve promuoverla di più. I malati devonol’Unione dei malati Missionari, si deve promuoverla di più. I malati devono
essere orientati perché offrano le loro stesse sofferenze come una preghieraessere orientati perché offrano le loro stesse sofferenze come una preghiera
che si unisce alle sofferenze di Cristoche si unisce alle sofferenze di Cristo..
133133
Per quanto riguarda la comunione, proseguendo il tema dellaPer quanto riguarda la comunione, proseguendo il tema della
coordinazione prima accennato, è necessario incrementare l’unionecoordinazione prima accennato, è necessario incrementare l’unione
menzionata dei malati che pregano, l’unione dei Cappellani, deimenzionata dei malati che pregano, l’unione dei Cappellani, dei
medici cattolici, degli infermieri e dei farmacisti cattolici, deglimedici cattolici, degli infermieri e dei farmacisti cattolici, degli
amministratori sanitari. L’unione degli ospedali cattolici è di estremaamministratori sanitari. L’unione degli ospedali cattolici è di estrema
importanza.importanza.
Si deve promuovere la celebrazione della Giornata Mondiale delSi deve promuovere la celebrazione della Giornata Mondiale del
Malato. Dobbiamo avere una presenza forte nei mezzi diMalato. Dobbiamo avere una presenza forte nei mezzi di
comunicazione per curare questi aspetti; è conveniente diffondere lecomunicazione per curare questi aspetti; è conveniente diffondere le
nostre statistiche perché si conosca ciò che sta facendo la Chiesanostre statistiche perché si conosca ciò che sta facendo la Chiesa
cattolica. Dobbiamo usare internet e aumentare le nostre paginecattolica. Dobbiamo usare internet e aumentare le nostre pagine
WEB.WEB.
Dobbiamo specialmente assistere i malati che sono vittime di malattieDobbiamo specialmente assistere i malati che sono vittime di malattie
come l’AIDS, l’assuefazione alla droga, la Tubercolosi, la Malaria, lecome l’AIDS, l’assuefazione alla droga, la Tubercolosi, la Malaria, le
malattie croniche della terza età, il cancro, ecc. Dobbiamo insisteremalattie croniche della terza età, il cancro, ecc. Dobbiamo insistere
nelle cure palliative e seguire le norme etiche per la donazione deglinelle cure palliative e seguire le norme etiche per la donazione degli
organi, ecc.organi, ecc.
Un ruolo speciale svolge la Fondazione “Il Buon Samaritano”, creataUn ruolo speciale svolge la Fondazione “Il Buon Samaritano”, creata
dal Papa Giovanni Paolo II e confermata dal Papa Benedetto XVI, ildal Papa Giovanni Paolo II e confermata dal Papa Benedetto XVI, il
cui scopo è assistere finanziariamente i malati più poveri e bisognosicui scopo è assistere finanziariamente i malati più poveri e bisognosi
del mondo.del mondo.
134134
RisposteRisposte
ParolaParola
Teologia,Teologia, Facoltà,Facoltà,
Pubblicazioni, GuidaPubblicazioni, Guida
PastoralePastorale
Conferenze,Conferenze,
Congressi, Ricerche,Congressi, Ricerche,
Bioetica.Bioetica.
SantificazioneSantificazione
Unzione, Battesimo,Unzione, Battesimo,
Viatico, altriViatico, altri
SacramentiSacramenti,,
Rituale, Celebrazioni,Rituale, Celebrazioni,
Orazione.Orazione.
ComunioneComunione
Personale:Personale:
Unione dei malati,Unione dei malati,
Cappellani, Medici,Cappellani, Medici,
Religiosi, Infermieri,Religiosi, Infermieri,
Farmacisti, Volontari.Farmacisti, Volontari.
Istituzioni:Istituzioni:
Ospedali.Ospedali.
Eventi:Eventi:
Giornata Mondiale del MalatoGiornata Mondiale del Malato
Media:Media:
Buona comunicazione, MassBuona comunicazione, Mass
media, Internet.media, Internet.
Malattie emergenti eMalattie emergenti e
riemergenti:riemergenti:
Droga, AIDS,Droga, AIDS, Cure Palliative,Cure Palliative,
Anziani, Infanti.Anziani, Infanti.
Il “Buon Samaritano”
Malati più bisognosiMalati più bisognosi 135135
CONCLUSIONICONCLUSIONI
Come conclusione di tutto ciò che abbiamo detto possiamo dire che la PastoraleCome conclusione di tutto ciò che abbiamo detto possiamo dire che la Pastorale
della Salute rappresenta la chiamata ecclesiale per armonizzare la vita con ladella Salute rappresenta la chiamata ecclesiale per armonizzare la vita con la
morte.morte.
Questo apparente paradosso e contraddizione si può risolvere solo con lo SpiritoQuesto apparente paradosso e contraddizione si può risolvere solo con lo Spirito
Santo quando ci unisce alla morte di Cristo. Così Cristo stesso assume nella suaSanto quando ci unisce alla morte di Cristo. Così Cristo stesso assume nella sua
sofferenza, passione e morte, la nostra sofferenza e la nostra morte incorporandocisofferenza, passione e morte, la nostra sofferenza e la nostra morte incorporandoci
a Lui.a Lui.
Questa unione lo Spirito Santo non la limita alla nostra incorporazione alla morte diQuesta unione lo Spirito Santo non la limita alla nostra incorporazione alla morte di
Cristo, ma la estende vittoriosamente unendoci alla sua risurrezione.Cristo, ma la estende vittoriosamente unendoci alla sua risurrezione.
Così lo Spirito ci unisce a Cristo trionfante che ricrea l’universo intero e porta aCosì lo Spirito ci unisce a Cristo trionfante che ricrea l’universo intero e porta a
termine il Decreto eterno del Padre che è l’armonia totale rappacificando con iltermine il Decreto eterno del Padre che è l’armonia totale rappacificando con il
sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra esangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e
quelle nei cieli (Col. 1,20).quelle nei cieli (Col. 1,20).
Pertanto, la Pastorale della Salute non è solamente un progetto socialePertanto, la Pastorale della Salute non è solamente un progetto sociale
filantropicofilantropico a favore del malato, ma una profonda penetrazione nella missionea favore del malato, ma una profonda penetrazione nella missione
essenziale della Chiesa; una missione che Cristo assegnò ai suoi apostoli eessenziale della Chiesa; una missione che Cristo assegnò ai suoi apostoli e
discepoli.discepoli.
Per compiere questa missione la Pastorale della Salute ha bisogno di esserePer compiere questa missione la Pastorale della Salute ha bisogno di essere
attuata con una fede profonda, con una carità efficiente e con una speranza cheattuata con una fede profonda, con una carità efficiente e con una speranza che
resista a qualsiasi sfida. Questo è l’unico cammino per portare a termine il piano diresista a qualsiasi sfida. Questo è l’unico cammino per portare a termine il piano di
Dio per la Pastorale della Salute, che consiste nel realizzare nel campo dellaDio per la Pastorale della Salute, che consiste nel realizzare nel campo della
Salute l’immagine della Santissima Trinità attraverso l’Incarnazione Pasquale diSalute l’immagine della Santissima Trinità attraverso l’Incarnazione Pasquale di
Cristo, secondo i parametri a cui allude l’Apostolo San Paolo quando si tratta diCristo, secondo i parametri a cui allude l’Apostolo San Paolo quando si tratta di
costruire il Corpo misterioso di Cristo e che sintetizza meravigliosamente in questacostruire il Corpo misterioso di Cristo e che sintetizza meravigliosamente in questa
frase: “Facendo la verità nella carità” (Ef 4,15).frase: “Facendo la verità nella carità” (Ef 4,15).
136136
Conseguentemente, il fondamento della Pastorale della Salute è DioConseguentemente, il fondamento della Pastorale della Salute è Dio
Amore.Amore.
La missione della Chiesa nel campo della sofferenza è fare il bene aLa missione della Chiesa nel campo della sofferenza è fare il bene a
chi soffre e fare del bene attraverso la propria sofferenza; liberarechi soffre e fare del bene attraverso la propria sofferenza; liberare
l’amore dall’interiorità dell’uomo mediante la donazione disinteressatal’amore dall’interiorità dell’uomo mediante la donazione disinteressata
verso colui che soffre e della persona che soffre.verso colui che soffre e della persona che soffre.
La spiritualità del professionista cristiano della salute consiste nelLa spiritualità del professionista cristiano della salute consiste nel
lasciarsi configurare dallo Spirito Santo a Cristo che soffre, come illasciarsi configurare dallo Spirito Santo a Cristo che soffre, come il
sacramento della misericordia e tenerezza del Padre attraverso lasacramento della misericordia e tenerezza del Padre attraverso la
morte e risurrezione del Signore partecipate nell’Eucaristia. È unamorte e risurrezione del Signore partecipate nell’Eucaristia. È una
spiritualità pasquale piena di speranza e di pienezza di vita.spiritualità pasquale piena di speranza e di pienezza di vita.
È una spiritualità mariana: la Vergine Maria invocata come “SaluteÈ una spiritualità mariana: la Vergine Maria invocata come “Salute
degli Infermi” è il nostro modello di servizio che nella sua aperturadegli Infermi” è il nostro modello di servizio che nella sua apertura
totale alla redenzione, esprime la cura e la misericordia di Dio versototale alla redenzione, esprime la cura e la misericordia di Dio verso
ogni persona bisognosa di aiuto nella sua sofferenza.ogni persona bisognosa di aiuto nella sua sofferenza.
137137
CONCLUSIONICONCLUSIONI
La Pastorale della Salute è la chiamata ecclesiale
per armonizzarearmonizzare la morte con la vita
UnendoUnendo attraverso lo Spirito Santo l’umanità
sofferente in Cristo, con Cristo vittorioso
risuscitato, ad esempio di Maria.
Rendendo così la sofferenza positiva e creativa.
Esige una profonda fede, una carità efficace e una
solidasolida speranza per:
““FareFare la Veritàla Verità nell’Amore”nell’Amore”
(Cfr Ef 4,15) = Azione del PadreAzione del Padre,, per Cristoper Cristo,, nello Spirito Santo.nello Spirito Santo. 138138
Pastorale: Gv 10.
Ascoltare la voce, Nutrire le pecoreNutrire le pecore,
Morire per le pecore,Morire per le pecore, Radunare le pecore.Radunare le pecore.
Salute: Mc 16.Salute: Mc 16.
“Curate infirmos”
Gv 10 Mc 16=
139139
140140
141141
142142
TEMI CENTRALITEMI CENTRALI
NELLANELLA
PASTORALEPASTORALE
DELLA SALUTEDELLA SALUTE
143143
144144
Come abbiamo detto nell’introduzione, in questa seconda parte del libro
entriamo in una riflessione sugli aspetti principali della Pastorale della
Salute, che presentiamo in cinque capitoli: la Vita; il dolore; la sofferenza;
e la morte. Come unire la morte con la vita? La salute. E come
presentare tutto secondo la cultura attuale a livello delle scienze mediche
e del medico stesso come professore di medicina?
Nel primo capitolo: “La Vita”, cerchiamo di presentare una riflessione
teologica sulla vita, a partire dalle due basi precedenti: la base scientifica
e la base filosofica. All’inizio del capitolo spieghiamo il metodo che
adoperiamo per lo sviluppo del tema. Nella base scientifica presentiamo
alcuni dati elementari della Biogenetica sull’origine della vita: qui
troviamo un movimento del tutto speciale. Nella base filosofica, partendo
dalla base scientifica, ci interroghiamo su cosa c’è aldilà della
Biogenetica sull’origine della vita e troviamo la vita come un movimento
di opposizione dei contrari. Un’opposizione che è essenziale per il
movimento vitale. Da questa base procediamo con l’approfondimento di
questo movimento di opposizione vitale e da questa cerchiamo di dire
una parola sull’origine della vita nella Santissima Trinità e
nell’Incarnazione Pasquale.
In questa seconda parte cerchiamo di proporre un’applicazioneIn questa seconda parte cerchiamo di proporre un’applicazione
pratica di quello che nella prima parte abbiamo descritto comepratica di quello che nella prima parte abbiamo descritto come
Pastorale della Salute.Pastorale della Salute.
L’essenza di quanto detto nella prima parte si riassume in dueL’essenza di quanto detto nella prima parte si riassume in due
temi: la vita e la morte. Quello che proponiamo qui è unatemi: la vita e la morte. Quello che proponiamo qui è una
riflessione secondo la Pastorale della Salute sulla vita e sullariflessione secondo la Pastorale della Salute sulla vita e sulla
morte.morte.
Il tema della vita lo sviluppiamo in un primo capitolo come baseIl tema della vita lo sviluppiamo in un primo capitolo come base
degli altri quattro capitoli.degli altri quattro capitoli.
Il tema della morte è sviluppato in due capitoli, uno relativo alIl tema della morte è sviluppato in due capitoli, uno relativo al
dolore ed alla morte, seguendo il pensiero di Papa Giovannidolore ed alla morte, seguendo il pensiero di Papa Giovanni
Paolo II nellaPaolo II nella Salvifici Doloris ;Salvifici Doloris ; e l’altro al Viatico; in questoe l’altro al Viatico; in questo
capitolo arriviamo al culmine della soluzione del paradosso tracapitolo arriviamo al culmine della soluzione del paradosso tra
vita e morte, giacché i sacramenti dell’Unzione dei malati e,vita e morte, giacché i sacramenti dell’Unzione dei malati e,
soprattutto, il Viatico sono le braccia di Cristo che in ognisoprattutto, il Viatico sono le braccia di Cristo che in ogni
malato e morente costituiscono l’unica possibilità di farmalato e morente costituiscono l’unica possibilità di far
convergere la morte nella vita.convergere la morte nella vita.
146146
Per chiudere questa seconda parte del libro della Pastorale dellaPer chiudere questa seconda parte del libro della Pastorale della
Salute rispondiamo una duplice domanda: cos’è la salute e comeSalute rispondiamo una duplice domanda: cos’è la salute e come
poter comunicare questo Vangelo ai nostri contemporanei? Lapoter comunicare questo Vangelo ai nostri contemporanei? La
risposta a quest’ultima domanda cerchiamo di darla secondo ilrisposta a quest’ultima domanda cerchiamo di darla secondo il
punto di vista accademico di un professore di medicina. Come sipunto di vista accademico di un professore di medicina. Come si
deve presentare la scienza medica da un punto di vista cristiano,deve presentare la scienza medica da un punto di vista cristiano,
cattolico?cattolico?
Specialmente questa seconda parte è sia nozionistica cheSpecialmente questa seconda parte è sia nozionistica che
sperimentale, secondo l’esperienza personale avuta nel gravesperimentale, secondo l’esperienza personale avuta nel grave
intervento chirurgico che ho subito.intervento chirurgico che ho subito.
Nei cinque capitoli arriveremo alla stessa conclusione: soltantoNei cinque capitoli arriveremo alla stessa conclusione: soltanto
dalla morte e risurrezione di Cristo si capisce la partecipazionedalla morte e risurrezione di Cristo si capisce la partecipazione
creata della vita divina trinitaria e soltanto così si possonocreata della vita divina trinitaria e soltanto così si possono
coniugare la vita e la morte. Arrivare a questo è la meta dellaconiugare la vita e la morte. Arrivare a questo è la meta della
Pastorale della Salute.Pastorale della Salute.
147147
Potrebbe aiutare meglio a comprendere questa seconda partePotrebbe aiutare meglio a comprendere questa seconda parte
un’annotazione introduttiva riguardo alle sequenze delle idee cheun’annotazione introduttiva riguardo alle sequenze delle idee che
espongo:espongo:
 Presento al primo posto alcuni dati scientifici sul tema delPresento al primo posto alcuni dati scientifici sul tema del
quale mi occupo e che costituiranno il fondamento perquale mi occupo e che costituiranno il fondamento per
giungere ad ulteriori riflessioni.giungere ad ulteriori riflessioni.
 Da questi dati (tante volte elementari), cerco di elaborare dueDa questi dati (tante volte elementari), cerco di elaborare due
parti basandomi sia su una riflessione filosofica, cheparti basandomi sia su una riflessione filosofica, che
teologica.teologica.
148148
149149
150150
METODO
Per rispondere a questo interrogativo tenterò di percorrere le tre tappe ascendenti
menzionate nell’Introduzione: la tappa scientifica, la tappa filosofica e la tappa
teologica.
Partirò dal senso di fede del popolo di Dio sulla vita che tutti conosciamo, e da
questo senso tratterò l’enunciazione di alcuni postulati elementari della scienza
della vita per poi riflettere su di essi alla luce di alcuni punti filosofici. Prendendo
queste due riflessioni come base tratterò la presentazione di una considerazione
del tutto analogica, “balbettando” sulla vita nella Santissima Trinità e
sull’Incarnazione redentrice.
Specialmente nell’esposizione della base scientifica, alla quale
certamente non apporterò nessuna novità, salvo la prospettiva sulla
quale sintetizzo i dati che ci aprono la porta per ulteriori studi tratterò,
partendo da essa, di rifflettere sulla base filosofica che ci permetterà
l’analogia dell’approccio teologico per balbettare qualcosa sul mistero
della vita umana.
151151
SCIENZE DELLA VITA
RIFLESSIONE FILOSOFICA
RIFLESSIONE TEOLOGICA
152152
153153
154154
Rockville, MD, September 3, 2007
155155
VITAVITA
? 156156
157157
I. Base Scientifica
Mi si permetta di enunciare alcuni rudimenti scientifici
sull’origine della vita umana.
Lo faccio soltanto in quanto servono come dati
fondamentali dai quali desidero far partire la mia
riflessione sulla vita come donazione d’amore.
Per una informazione più ampia di questi dati scientifici,
cfr. E. SGGRECIA, Manual de Bioética, México 1996;
CAMILLIANUM, Dizionario di Teologia pastorale Sanitaria,
voce “Vita”; J. LOZANO, Metabioetica e Biomedicina, Città
del Vaticano 2006, 171-177; T. STRACHAN, Genética
humana molecular, Torino 2007.
158158
159159
Inizio della Vita umana
La vita umana inizia in una cellula che è formata
dalla membrana cellulare, dal citoplasma, dalla
membrana nucleare e dal nucleo.
Nel citoplasma vi è una serie di strutture con
diverse funzioni come i ribosomi, dove si sintetizzano
le proteine considerate come il prodotto primario
dell’attività genetica.
La membrana nucleare separa il citoplasma dal
nucleo, dentro il quale si trovano i cromosomi, nei
quali sono collocati i geni che a loro volta si trovano
ubicati nel DNA. Dai cromosomi nasce la vita umana
mediante l’energia del DNA con i suoi geni. Come
accade?
INIZIO DELLA VITA UMANAINIZIO DELLA VITA UMANA
La Vita umana inizia in una cellula formata daLa Vita umana inizia in una cellula formata da
Membrana cellulare, citoplasma, membrana nucleare e nucleoMembrana cellulare, citoplasma, membrana nucleare e nucleo
Nel citoplasma c’è una serie di strutture con diverse funzioni come iNel citoplasma c’è una serie di strutture con diverse funzioni come i
ribosomi,ribosomi,
dove si sintetizzano ledove si sintetizzano le Proteine, considerate come il prodottoProteine, considerate come il prodotto
primario dell’attività genetica.primario dell’attività genetica.
La membrana nucleare separa il citoplasma dal nucleo, dentroLa membrana nucleare separa il citoplasma dal nucleo, dentro
il quale si trovano iil quale si trovano i
Cromosomi nei quali stanno collocati ilCromosomi nei quali stanno collocati il DNA con i geni.DNA con i geni.
Dai cromosomi sorge la vita umana mediante l’energiaDai cromosomi sorge la vita umana mediante l’energia
del DNA con i geni.del DNA con i geni.
Come accade?Come accade?
160160
161161
Elementi iniziali della vita umana:
1. Attori
Abbiamo cinque attori, cioè: i cromosomi (23 coppie, 46 in totale); il
DNA (acido desossiribonucleico che costituisce la materia dei
cromosomi, che si avvolgono a modo di elica con un risvolto e tre
quarti); il RNA (acido ribonucleico, sia messaggero che di trasporto:
RNAm e RNAt); Geni (minima porzione del DNA che determina la vita:
è composto di centinaia di basi azotate che devono ordinarsi di tre in
tre, in insieme che si denominano “triplette”); Proteine (che hanno
funzione di metabolismo e sono formati da sequenza di aminoacidi
ordinati dal DNA).
La funzione dei geni si esplicita più avanti.
Delle 23 coppie di cromosomi umani, 22 si chiamano autosomi e un
paio, il numero 23 si chiama eterocromosoma o cromosoma X.
Quando la coppia ha due cromosomi X porta il sesso femminile,
quando contiene un cromosoma X e un altro Y origina il sesso
maschile.
Un gene è una sequenza lineare di nucleotide all'interno della
molecola di DNA. I geni si dispongono lungo ogni cromosoma, come
ELEMENTI INIZIALI DELLA VITA UMANAELEMENTI INIZIALI DELLA VITA UMANA
CROMOSOMI::
23 coppie: 46 in totale.23 coppie: 46 in totale.
DNADNA::
Acido desossiribonucleico ubicato nei cromosomi.Acido desossiribonucleico ubicato nei cromosomi.
RNARNA::
Acido ribonucleico,Acido ribonucleico,
Messaggero e di trasporto.Messaggero e di trasporto.
GENI:GENI:
Minima porzione di DNA che determinano la vita (triplette).Minima porzione di DNA che determinano la vita (triplette).
25.000 in ogni cellula umana.25.000 in ogni cellula umana.
PROTEINEPROTEINE ::
Sono 20 aminoacidi,Sono 20 aminoacidi,
da ordinarsi per le “triplette” di RNAmda ordinarsi per le “triplette” di RNAm
162162
Human Chromosomes
Le 23 coppie diLe 23 coppie di
cromosomicromosomi
umani.
Il numero 23,
sono i etero-
cromosoma (X),
quando è XX,
porta il sesso
femminile;
quando è XY
origina il sesso
maschile.
163163
164164
2. Movimento
Il Movimento basilare del DNA si realizza dal nucleo della cellula fino al
suo citoplasma. Per questo, la sua informazione attraversa la membrana del
nucleo per mezzo dell’RNAm e si trova nel citoplasma con le proteine che
deve ordinare. Il DNA si replica nel nucleo, si trascrive nello stesso nucleo e si
traduce fuori del nucleo, nel citoplasma nel Ribosoma e tradotto arriva alle
Proteine, ubicate come si è detto nello stesso citoplasma. Manda la sua
informazione dal nucleo: questa informazione si trascrive e si traduce per
arrivare così alle Proteine.
La ricezione dell’informazione, la sua trascrizione e traduzione si fa
nell’acido ribonucleico: RNA, che si chiama “messaggero”, RNAm, fino ad
uscire dal nucleo della cellula; e si chiama “di trasporto”, RNAt, che trasporta
gli aminoacidi al luogo della sintesi proteica ossia nel punto in cui il ribosoma
“cuce” insieme gli aminoacidi nelle serie ordinata del polipeptide.
I 20 aminoacidi della proteina che ordina il DNA sono: Alanina, Arginina,
Aspargina, Acido Aspartico, Cisteina, Fenilalanina, Glicina, Acido
Glutammico, Glutammina, Isoleucina, Istidina, Leucina, Lisina, Metionina,
Prolina, Serina, Tirosina, Treonina, Triptofano, Valina.
Movimento
basico del
DNA
mediante
l’RNA
verso la
ordinazione
della
Proteina.
Il DNA si trova nel NucleoNucleo della cellula. La sua informazione deve
viaggiare fino al CitoplasmaCitoplasma, dove si trovano le Proteine.Proteine.
MOVIMENTO DEL DNAMOVIMENTO DEL DNA
165165
I 20 AMINOACIDII 20 AMINOACIDI
AlaninaAlanina ArgininaArginina AsparaginaAsparagina
Ac.Ac.
AsparticoAspartico
CisteinaCisteina
Fenil-Fenil-
alaninaalanina
GlicinaGlicina
Ac.Ac.
GlutammicoGlutammico
GlutamminaGlutammina IstidinaIstidina IsoleucinaIsoleucina LeucinaLeucina
LisinaLisina MetioninaMetionina ProlinaProlina SerinaSerina
TirosinaTirosina TreoninaTreonina TriptofanoTriptofano ValinaValina
166166
167167
3. Struttura del DNA
La struttura del DNA consta di tre elementi che però si
combinano e nella loro espressione più semplice sono: Una
base azotata, un acido fosforico e il deossiribosio (un zucchero
pentoso).
La base azotata può essere “purina” o “pirimidina”: la base
purina consta di Adenina e Guanina; la base pirimidina, di
Citosina e Tiamina. Le basi purine e pirimidine si uniscono con i
legamenti dell’ idrogeno.
All’interno dei cromossomi, le proteine della cromatina (come
gli istoni) permettono di compattare e controllare la trascrizione
dei geni.
L’insieme di questi tre elementi forma un Nucleotide. L’insieme
di nucleotidi si concatenano formando il DNA.
DNAStruttura del DNAStruttura del DNA
+ basi purine o pirimidinebasi purine o pirimidine
* Adenina* Adenina
(pur)(pur)
* Citosina (pir)* Citosina (pir)
* Guanina* Guanina
(pur)(pur)
* Tiamina (pir)* Tiamina (pir)
+ Acido Fosforico.+ Acido Fosforico.
+ Zucchero+ Zucchero
(desossidoribosio)(desossidoribosio)
Una base più un acidoUna base più un acido
fosforico più un zuccherofosforico più un zucchero
Le combinazioniLe combinazioni
sono:sono:
+ Adenina-Tiamina+ Adenina-Tiamina
+ Citosina-Guanina+ Citosina-Guanina
Istone:Istone:
Proteine asociate
col DNA nel
nucleo della
Cellula.
168168
D
E
T
T
A
G
L
I
DD
NN
AA
169169
170170
4. RNA
L’RNA si distingue dal DNA poiché il primo ha una sola banda invece
delle due che ha l’elica del DNA. In questa banda ha le stesse basi
azotate del DNA, eccetto la Timina che è sostituita dall’altra base
denominata “Uracile”. Rimane così costituito da adenina, citosina,
guanina e uracile.
L’RNA messaggero (RNAm) trascrive l’informazione del DNA nel
nucleo e trasmette questa informazione al citoplasma per ordinare gli
aminoacidi delle Proteine.
L’informazione “fotografata” dall’RNAm si legge nelle sequenze dei tre
nucleotidi di cui abbiamo già parlato e che abbiamo detto che si
denominano “triplette”; queste triplette si chiamano a loro volta “Codoni” e
codificano l’informazione per l’inserimento di un specifico aminoacido
durante la sintese proteica.
L’RNA di trasporto (RNAt) ha un sito di attacco per l’aminoacido ed una
regione con le tre basi (nucleotidi), chiamata “Anticodoni”, che riconosce
il corrispondente “codone” a tre basi dell’RNAm attraverso l’appaiamento
di basi complementari. Cosi si determina la sequenza corretta degli
aminoacidi della proteina.
L’RNA ha
una sola banda
E al posto della
Tiamina ha
un’altra sostanza:
URACILE.URACILE.
Dettagli dell’Dettagli dell’
RNARNA
171171
RNAm (RNAmessaggero)
L’RNAL’RNA
messaggero
fotografa
il DNA
e trasmette
al citoplasma
l’informazione
per ordinare
gli aminoacidi
della Proteina.
172172
Il messaggio portato dall’RNA
si legge in sequenze di tre
NUCLEOTIDINUCLEOTIDI (triplette), che servono
come tracce per la sintesi
delle proteine.
Queste triplette si chiamano
CODONI.CODONI.
Qui il l’RNA di trasporto
(RNAt) trasporta gli aminoacidi
al luogo della sintesi proteica.
Gli ANTICODONI***ANTICODONI*** riconoscono i
corrispondenti “codoni”e cosi determinano
la sequenza corretta
degli aminoacidi della proteina.
CAMMINO DELL’ RNACAMMINO DELL’ RNA
173173
174174
5. Esoni
Gli esoni costituiscono, insieme agli introni, la porzione di
un gene che viene trascritta dall’RNA polimerase durante la
trascrizione. Gli esoni, a differenza degli introni, si ritrovano
negli RNAm maturi.
Dell’introne si sa poco, alcuni dicono che aiuta l’esone
nella codificazione.
L’ESONEESONE
è il codificatore
della sequenza
delle proteine.
L’INTRONEINTRONE
aiuta nella
codificazione.
L’ESONEL’ESONE
175175
SINTESI E PROCEDURA DEL RNASINTESI E PROCEDURA DEL RNA
RNA nel
nucleo.nucleo.
RNA nel
citoplasmcitoplasm
a.a.
Il RNAm
nel citoplasma
non ha
gli introni.
176176
177177
6. I geni
I geni sono l’unità dell’eredità collocata in linea nel nucleo cellulare come una
piccola parte del DNA (tra il 2% e il 3% dell’acido). Ogni gene ha molti nucleotidi. Un
nucleotide è formato da zucchero di cinque carboni, acido fosforico e una base
azotata. La base azotata a sua volta può essere di quattro tipi diversi: adenina,
citosina, guanina e tiamina. È molto importante notare che la sequenza e
proporzione di questi elementi determina le proprietà del gene. I geni agiscono
attraverso le molecole dell’acido ribonucleico per il metabolismo dell’organismo,
oppure per la riproduzione delle proteine. Le proteine a loro volta sono formate da
catene di aminoacidi.
La sequenza degli aminoacidi in una proteina specifica determina se questa
proteina formerà parte della struttura di un organismo oppure del suo metabolismo.
Ci sono altri componenti dei geni negli animali e nelle piante che si trovano in
proporzione di dieci a uno in relazione con la base azotata: ma ancora non si
conoscono molto bene.
La sequenza interna nel nucleotide è la sequenza delle basi azotate puridine e
pirimidine che a loro volta sono formate in gruppi di tre le quali ricevono il nome di
triplette. È molto importante notare che la sequenza interna ed esterna di queste basi
e la loro proporzione è quella che segna la differenza tra tutti gli esseri viventi. Un
esempio di triplette potrebbe essere: ATT---CGC---CGA---AAC---ACG---AAA.
I geni
Il gene è una
sequenza
lineare di
nucleotide
all’interno
della molecola
di DNA.
I geni si
dispongono
lungo ogni
cromosoma.
Sono l’unità informativa fondamentale del genomaSono l’unità informativa fondamentale del genoma
25,000 geni distribuiti in 46 cromosomi25,000 geni distribuiti in 46 cromosomi
178178
I GENII GENI
CONTROLL0 DELL’ESPRESSIONECONTROLL0 DELL’ESPRESSIONE
DEI GENI.DEI GENI.
179179
180180
7. Codice genetico
Il codice genetico è l’informazione genetica cifrata della
sequenza dei nucleotidi. L’informazione del Codice genetico
del DNA si trascrive in un’informazione complementare nelle
triplette dell’RNA messaggero, le quali ricevono il nome di
codoni, e finalmente questa si traduce per ordinare gli
aminoacidi della proteina.
Realizzato tutto il processo, si è arrivati a poter ubicare il
luogo dove si trovano i geni nei cromosomi umani. Questi
luoghi danno loro la denominazione latina: “loci”. Si è arrivati
così a poter determinare il lavoro che ciascun gene realizza
con ogni aminoacido delle proteine. Così si è potuta tracciare
la mappa del genoma umano, il suo codice genetico.
Legend:
Amino acids specified by each codon sequence on mRNA. Key for
the above table:
Ala: Alanine
• Cys: Cysteine
• Asp: Aspartic acid
• Glu: Glutamic acid
• Phe: Phenylalanine
• Gly: Glycine
• His: Histidine
• Ile: Isoleucine
• Lys: Lysine
• Leu: Leucine
• Met: Methionine
• Asn: Asparagine
• Pro: Proline
• Gln: Glutamine
• Arg: Arginine
• Ser: Serine
• Thr: Threonine
• Val: Valine
• Trp: Tryptophane
• Tyr: Tyrosisne
• A = adenine G = guanine C = cytosine T = thymine U = uracil
DNA transfers information to mRNA in the form of a code defined
by a sequence of nucleotides bases. During protein synthesis,
ribosomes move along the mRNA molecule and "read" its sequence
three nucleotides at a time (codon) from the 5' end to the 3' end.
Each amino acid is specified by the mRNA's codon, and then pairs
with a sequence of three complementary nucleotides carried by a
particular tRNA (anticodon).
• Since RNA is constructed from four types of nucleotides, there are
64 possible triplet sequences or codons (4x4x4). Three of these
possible codons specify the termination of the polypeptide chain.
They are called "stop codons". That leaves 61 codons to specify
only 20 different amino acids. Therefore, most of the amino acids
are represented by more than one codon. The genetic code is said
to be degenerate.
Si procede al
Codice geneticoCodice genetico
dove si ubicano
i “loci” (posti)
dei cromosomi
nei quali si colloca
ogni gene (25.000ogni gene (25.000
in ogni cellula)in ogni cellula) e si
determina la funzione
di ognuno verso gli
aminoacidi delle
proteine.
Si fa così la
Mappa delMappa del
Genoma umano.Genoma umano.
CODICE GENETICOCODICE GENETICO
I 20 aminoacidi20 aminoacidi
della proteina.
181181
182182
8. Riproduzione
Le cellule così formate si dividono e si riproducono per la
“Mitosi” in proporzioni geometriche; ognuna con i suoi 46
cromosomi; eccetto la riproduzione delle cellule delle gonadi,
che si riproducono per un altro processo chiamato “Meiosi”,
secondo il quale la catena dei cromosomi che formava un’elica
di 46, si divide in due metà.
Ogni metà va all’ovulo nelle donne o allo spermatozoo negli
uomini. Quando l’ovulo è fecondato dallo spermatozoo, questo
si riproduce già con i 46 cromosomi normali per mitosi, e forma
così il blastocisti, l’embrione, e il feto.
Alcuni chiamano pre-embrioni gli embrioni tra il primo e il 14°
giorno. Ma questo nome non corrisponde alla realtà, giacché
non esiste nessuna differenza esogena tra gli embrioni in
questa tappa della vita umana e quelli nelle successive.
Blastocyst
Le cellule gonadali
se formano per
MeiosiMeiosi
e quando
l’uovo è fecondato
dallo spermatozoo
si moltiplica
per MitosiMitosi
fino
ad arrivare al
BLASTOCISTI.BLASTOCISTI.
DAL DNA AL BLASTOCISTIDAL DNA AL BLASTOCISTI
183183
PRE-EMBRIONEPRE-EMBRIONE
Alcuni chiamano pre-embrione all’Alcuni chiamano pre-embrione all’embrione tra il 1° eembrione tra il 1° e
il 14° giorno.il 14° giorno. Questa è un’espressione inesatta.Questa è un’espressione inesatta.
Dopo la fecondazione la traiettoria diDopo la fecondazione la traiettoria di differenziazionedifferenziazione
e crescita dello zigote èe crescita dello zigote è::
prima divisione, segmentazione: 30 ore successiveprima divisione, segmentazione: 30 ore successive
Blastocisti: 4° giornoBlastocisti: 4° giorno
Impianto nella mucosa uterina: dal 6° al 7° giorno.Impianto nella mucosa uterina: dal 6° al 7° giorno.
Circolazione sanguinea utero-placentaria primitiva:Circolazione sanguinea utero-placentaria primitiva:
13° giorno13° giorno
CostituisconoCostituiscono punti di un continuo biologico finopunti di un continuo biologico fino
alla nascitaalla nascita, secondo un programma incorporato, secondo un programma incorporato
all’embrione o feto; senza nessuna interferenzaall’embrione o feto; senza nessuna interferenza
costitutiva umana esogena.costitutiva umana esogena.
184184
Fecondazione-NascitaFecondazione-Nascita
185185
BLASTOCITABLASTOCITA
EMBRIONEEMBRIONE
VISIBLE.VISIBLE.
1º1º
TRIMESTRE.TRIMESTRE.
2º TRIMESTRE.2º TRIMESTRE.
3º TRIMESTRE.3º TRIMESTRE.
NASCITA.NASCITA.
UN CONTINUO: DALLA FECONDAZIONE ALLAUN CONTINUO: DALLA FECONDAZIONE ALLA
NASCITANASCITA
ZIGOTEZIGOTE 30 ore:
4 cellule
totipotenziali
4 giorni: Morula:
12 cellule pluripotenti:
Stems cells
Embrioblasto.
Cellule totipotenziali:totipotenziali:
Ognuna potrebbeOgnuna potrebbe
Generare unGenerare un essere umano.essere umano.
Cellule pluripotenti:pluripotenti:
hanno capacità dihanno capacità di
generare igenerare i 220220 tessutitessuti
e organi dell’essere umano.e organi dell’essere umano.
186186
187187
Conclusione dai punti
Biogenetici
Secondo ciò che abbiamo detto precedentemente
possiamo trarre le seguenti conclusioni:
La vita appare come un movimento
Come un movimento organico
Come un movimento organico complementare che
procede sempre a base di intricate relazioni
E ha sempre una finalità
Si profila così come “Un movimento organico
complementare di relazioni e finalità”.
CONCLUSIONI DAI PUNTICONCLUSIONI DAI PUNTI
BIOGENETICIBIOGENETICI
La vita appare come unLa vita appare come un movimento.movimento.
Come un movimentoCome un movimento organico.organico.
Come un movimento complementarecomplementare
che procede per intricateche procede per intricate relazioni.relazioni.
Che hanno sempre unaChe hanno sempre una finalità.finalità.
Si disegna così la vitavita come un “movimento“movimento
organico complementare di relazioni e finalità”.organico complementare di relazioni e finalità”.
188188
189189
190190
191191
1. Che cosa è la vita?
Antica definizione della vita.
Secondo la definizione classica della vita, la vita è
muovere sé stesso. Cioè, la vita, ci dicevano gli antichi, è
l’essere o l’agire della sostanza che secondo la sua natura
o la sua operazione naturale si relaziona con il movimento
o con qualche operazione. Si tratta di un essere costituito
nelle sue parti essenziali che ora si lancia nella vita, cioè
nel suo movimento interno.
Ma, che cos’è questo movimento? Ci si risponde: è
quello che è in capacità e potenza in quanto tale. Pertanto
la vita sarebbe la capacità primordiale di essere e di agire.
192192
Che cosa è la vita?
Movimento organico.
Precisando di più questo movimento organico o finalistico
si può comprendere meglio contrapponendolo a certa
concezione della vita che si colloca dentro un parametro
meccanicista, concependo il movimento vitale come una
collisione quantica.
Il movimento organico che costituisce la vita non è uno
scontro di quantità della “res extensa” cartesiana, ma
un’espansione finalistica che trascende la quantità benché
non prescinda da essa, e che precisamente, grazie a questa
finalità, il movimento vitale è un movimento che si trova nel
campo delle relazioni e si indirizza a una finalità definita che
fa precisamente che la vita organica sia unità e che la
disintegrazione vitale costituisca la morte.
1. Allora, cosa è la vita?1. Allora, cosa è la vita?
MuovereMuovere se stesso.se stesso.
Essere o attuare della sostanza che secondo laEssere o attuare della sostanza che secondo la
sua natura o operazione naturalesua natura o operazione naturale si relazionasi relaziona
colcol movimentomovimento o qualche operazione.o qualche operazione.
Movimento: quello che è inMovimento: quello che è in potenzapotenza in quantoin quanto
tale:tale:
Movimento CostitutivoMovimento Costitutivo SostanzialeSostanziale
Non soltanto movimento QuantitativoNon soltanto movimento Quantitativo Locale.Locale.
Vita: Capacità primordiale diVita: Capacità primordiale di essere e attuareessere e attuare..
193193
194194
2. Organicità
Essere agendo, e agendo essendo. Ma in ogni movimento vi sono
due termini uno dal quale si procede e l’altro al quale si tende e quello
al quale si tende è la sua finalità, ciò che specifica e definisce tutto il
movimento. Verso dove tende la vita? Penso che la risposta è che la
vita tende verso l’unità. L’organicità è ciò che specifica la vita. Vi è
un’unità che organizza l’essere vivente da dentro e vi è un’unità che
lo organizza da fuori, cioè in relazione ad altri esseri.
Ma perché vi sia organicità, vi deve essere distinzione delle parti,
distinzioni di organi, sia interna che esterna, altrimenti non vi può
essere unità. L’unità interna, l’organicità dell’essere vivo lo costituisce
presente nella vita; generare la propria organicità è generare la
propria vita. Tuttavia, questa organicità non si esaurisce all’interno,
ma cerca l’organicità esterna, cerca l’unità con gli altri esseri vivi.
L’unicità interna dà l’individualità, tuttavia questa unicità interna non è
vitale se non è intimamente trasformata dall’unicità esterna, la
relazione con gli altri esseri vivi.
195195
L’organicità esterna influenza in tal modo l’individualità
che non si può chiudere in se stessa per essere vita
individuale, ma la sua ricchezza la ottiene quando si apre
verso gli altri e si realizza l’unità, l’armonia, la
convergenza dei diversi.
Potremo così dire che la vita è la convergenza dei
diversi. Così l’organicità esterna diventa in qualche modo
organicità interna senza danneggiare la distinzione degli
esseri vivi.
2. Organicità2. Organicità
EssereEssere attuandoattuando e attuando essendo.e attuando essendo.
Termini del movimento: Origine-Termini del movimento: Origine-
Destino:Destino:
Creativo,Creativo, OrigineOrigine..
Destino:Destino: unità-organicità.unità-organicità.
Unità:Unità: convergenza di distinti:convergenza di distinti:
Organicità.Organicità.
Interna:Interna: individualità.individualità.
Esterna:Esterna: relazionerelazione con altri enti.con altri enti.
196196
ORIGINE.
DESTINO.
Vita come organicità:
197197
CONVERGENZA
INTERNA
ESTERNA
Vita come organicità
198198
3. Unità interna ed esterna3. Unità interna ed esterna
Vita: movimentoVita: movimento riempitivo.riempitivo.
Bisogni-Soddisfazioni:Bisogni-Soddisfazioni: distinzione.distinzione.
Distinzione basata inDistinzione basata in privazione eprivazione e
possessione.possessione.
L’OPPOSIZIONE tra privazione eL’OPPOSIZIONE tra privazione e
possessione costituiscepossessione costituisce ilil
fondamento vitale.fondamento vitale.
199199
200200
4. Negazione della distinzione
Orbene, qualcuno si può dire diverso in quanto ha ciò che l’altro non
ha e non ha ciò che l’altro ha. Vi è un aspetto della vita che implica
negazione e attraverso questa negazione si produce la vita. Questa
negazione implica un’affermazione che esige l’organicità, la convergenza
stessa nell’unità dei diversi esseri, la vita.
Questa convergenza di diversi che in ultimo termine costituisce la vita
nella sua totalità, è stata pensata o negata in diversi modi attraverso la
storia del pensiero. Un modo di farlo è stato il Panteismo in tutte le sue
forme, un’altra, la Partecipazione. Vi è stato anche un pensiero che
struttura molte correnti contemporanee e vi è stata la negazione basilare
dell’organicità esterna con l’arrivo dell’uomo nella cosiddetta cultura o
anticultura della morte.
Nel Panteismo realmente non esiste organicità diversa, poiché le
barriere si sopprimono e l’uno è il tutto e il tutto è uno. Pertanto il
Panteismo non spiega la vita, poiché in esso non vi è veramente
coincidenza di diversi ma un tutto amorfo e pertanto senza vita.
Veramente nel Panteismo non esiste un’autentica opposizione tra
privazione e possesso poiché tutto è tutto.
4. Negazione della distinzione4. Negazione della distinzione
Il tutto senza distinzione.Il tutto senza distinzione.
Panteismo:Panteismo:
Uno è tutto,Uno è tutto,
Tutto è uno.Tutto è uno.
Senza distinzione non c’èSenza distinzione non c’è
complementarietà.complementarietà.
QuindiQuindi non c’è vita.non c’è vita.
201201
202202
I. Diverse opposizioni logiche
Nelle concezioni estranee al Panteismo, invece esiste l’opposizione, ma
consideriamo la categoria di opposizione della quale si tratta: la vita è opposizione,
l’opposizione secondo la Logica può essere opposizione di contrarietà o
opposizione di contraddizione. Se è di contrarietà, ci incontriamo nell’ambito della
vita. Se è di contraddizione, ci porta alla morte. L’opposizione di contrarietà unisce
i contrari con una particella copulativa: questo e questo; l’opposizione di
contraddizione esclude uno degli opposti per affermare l’altro. Escludendo uno
degli opposti non si ha più organicità e così non si può parlare della vita.
Approfondendo di più ciò che abbiamo detto precedentemente possiamo dire
che vi è opposizione tra due contenuti quando la posizione di uno esclude in certo
qual modo quella dell’altro.
A seconda di come sia l’indole di questa esclusione, risultano diverse categorie
di opposizione.
L’opposizione di contraddizione è irriducibile, se da tra l’essere e il non essere,
non tollera un termine medio. L’opposizione di contrarietà o opposizione contraria
fa sì che due contenuti si escludano nel campo particolare dell’essere, e pertanto
accetta che si abbia un termine medio nel campo universale dell’essere.
L’opposizione contraria può essere privativa oppure relativa a seconda se si
oppongano i due contenuti per privazione-possesso, oppure per pura relazione.
I. Diverse opposizioni logiche:I. Diverse opposizioni logiche:
Opposizione diOpposizione di contraddizione:contraddizione:
MORTE.MORTE.
Opposizione diOpposizione di contrarietà:contrarietà:
VITA.VITA.
203203
204204
1. Opposizione di contraddizione
Vi è una mentalità che nella modernità si basa fortemente
sull’opposizione di contraddizione. Ed è la mentalità evoluzionistica
applicata all’uomo direttamente e pienamente. In effetti, nella mentalità
evoluzionistica la sopravvivenza delle specie si ha per la lotta a morte
che è un’opposizione di contraddizione, e così per la sopravvivenza del
più forte. Si tratta di una concezione meccanicista che concepisce la
vita come semplice movimento contraddittorio di collisione quantica.
Possibilmente molti passaggi dell’evoluzione degli esseri inferiori
all’uomo si possono spiegare in alcuni settori per questa lotta per la
vita, la famosa “struggle for life”. Ma non può essere applicata nella
sua totalità poiché sebbene è certo che esiste una graduazione
nell’esistenza attuale delle specie nel mondo vivo infraumano, persiste
oggi la gradualità delle stesse, non essendo scomparse quelle inferiori.
E nel loro insieme formano la sfera infraumana organica.
205205
Tuttavia, il problema appare fortemente quando questa spiegazione
della vita per l’opposizione contraddittoria si applica alla stessa vita nella
sua sfera umana. Perciò si arriva all’opinione della prevalenza e
sopravvivenza del più forte come norma e da lì si generano tutte le
opinioni maltusiane e di super razza nelle quali qualcuno si afferma
cercando di uccidere gli altri in modo selvaggio negli stadi primitivi, e in
un modo sofisticato oggigiorno. Questa è la cultura della contraddizione
o, ciò che è lo stesso, la cultura della morte o l’anticultura propriamente
tale.
In questa posizione non vi è propriamente organicità; la vita come
organicità scompare, in quanto non vi è termine di opposizione al quale
opporsi, poiché è stato distrutto. E il problema è che siccome il termine di
opposizione è assolutamente indispensabile per la vita, non esistendo
più questo la vita avvizzisce e seriamente si arriva alla cultura della
morte. Non vi è il termine contro il quale affermarsi e poiché questo
appartiene anche internamente alla propria organicità, la stessa vita
individuale perisce. Nuovamente perfino dalla stessa Logica, ci
confrontiamo con la cultura della morte [14].
(14) Cfr S. TOMMASO D’AQUINO, Summa Contra Gentiles, 4,11; Summa Theologica I, q.18, aa. 1-2.
ARISTOTELE, Metafisica, X, 3; De Anima II, 1-2. J. DOPP, Leçons de Logique, Formelle 3 voll., Lovaina 1950. H.
DRIESCH – R. WOLTERECK, Das Lebens Problem in der Lichte der modernen Forschung 1931. J. FROBES,
Tractatus Logicae Formalis, Roma 1940, 70ss, 156ss.
1. Opposizione di1. Opposizione di
contraddizionecontraddizione
SI NO.SI NO.
Evoluzione umana.Evoluzione umana.
Applicando la legge dell’evoluzione allaApplicando la legge dell’evoluzione alla
convivenza umana,convivenza umana, (ideologie attuali):(ideologie attuali):
Distruzione del debole.Distruzione del debole.
Supremazia del più forte.Supremazia del più forte.
Mancanza diMancanza di complementarietà.complementarietà.
Morte.Morte.
VITA: COMPLEMENTARIETÀ.VITA: COMPLEMENTARIETÀ. 206206
contraddizionecontraddizione
MORTEMORTE 207207
208208
2. Opposizione di contrarietà
L’autentica opposizione che è quella che può garantire la vita è
l’opposizione di contrarietà, che come abbiamo detto
precedentemente, si esprime mediante una particella copulativa
“questo e questo”.
In altre parole, la vita è complementarietà organica: qualcuno
vive in quanto si oppone a un altro essere vivo perché non ha ciò
che l’altro essere vivo possiede, ma desidera partecipare della sua
ricchezza. E allo stesso tempo, l’altro essere vivo vive poiché
rimanendo diverso, partecipa della ricchezza del primo.
L’ideale è che questa partecipazione sia senza riduzione degli
altri, cioè senza sottrarre assolutamente ciò che ognuno degli
esseri vivi possiede di per se: qui ci incontreremo con l’opposizione
per pura relazione.
2. Opposizione di contrarietà2. Opposizione di contrarietà
ProposizioneProposizione CopulativaCopulativa: Questo e Quello.: Questo e Quello.
Bisogni e Soddisfazioni.Bisogni e Soddisfazioni.
Relazione di Complementarietà.Relazione di Complementarietà.
Complementarietà e partecipazione di vita inComplementarietà e partecipazione di vita in
mutua donazione.mutua donazione.
Privazione-possessione: nasce laPrivazione-possessione: nasce la
RELAZIONE.RELAZIONE.
Ideale:Ideale: pura RELAZIONE senza privazione.pura RELAZIONE senza privazione.
209209
OPPOSIZIONE DIOPPOSIZIONE DI
CONTRARIETÀCONTRARIETÀ
COME?
210210
211211
CONCLUSIONI DELLA
LOGICA
La conclusione filosofica è che la
vita è il movimento di opposizione
contraria e non contraddittoria tra
necessità e soddisfazione.
L’opposizione contraria ideale
sarebbe quella della pura relazione.
CONCLUSIONI DALLA LOGICACONCLUSIONI DALLA LOGICA
La vita è la capacitàLa vita è la capacità primordialeprimordiale di esseredi essere
e di attuaree di attuare
tra componentitra componenti organici oppostiorganici opposti
non innon in opposizione contraddittoriaopposizione contraddittoria, che, che
significa la morte,significa la morte,
ma inma in opposizione contrariaopposizione contraria, che nasce, che nasce
dalla stessa identità dei componentidalla stessa identità dei componenti
organici.organici.
L’ideale di questa opposizione saL’ideale di questa opposizione sarà quellarà quella
di meradi mera RELAZIONE.RELAZIONE. 212212
PURA
RELAZIONE,
COME?
213213
214214
RIFLESSIONE TEOLOGICA
Se ora ci domandiamo: che cosa vi è oltre alla Filosofia per
comprendere la vita?
La risposta la troviamo nel capitolo 11 del Vangelo di Giovanni nel
racconto della risurrezione di Lazzaro: Cristo dice al morto: “Lazzaro,
esci fuori!” E il passaggio dalla morte alla vita si ha visibilmente dal
movimento: Lazzaro immobile e coperto di bende, incomincia a
muoversi, cammina esce fuori.
Una volta di più appare il movimento che osserviamo nella
Biogenetica e nella Filosofia per comprendere la vita: Lazzaro esce
fuori dalla morte alla vita. Si tratta è vero di un movimento, ma di un
movimento molto speciale nel quale il “terminus a quo” è la morte; che
c’è di vitale in questo movimento?
Si tratta di un movimento di opposizione totale tra la morte e la vita,
un movimento che abbiamo definito di “contraddizione”. Ma, sarà la
contraddizione la fonte della vita, quando filosoficamente l’abbiamo
definita piuttosto come morte?
215215
Di fatto, l’opposizione ideale perché vi sia vita sarebbe
l’opposizione di contrarietà dove la privazione non esista. È
possibile che questa opposizione ideale generi nella
contraddizione della morte una pura relazione di opposizione
senza alcuna privazione? La risposta potrà venire se si assume
l’opposizione di contraddizione e si trasforma in opposizione di
pura contrarietà. La riflessione seguente desidera accennare
alcune tracce per ottenere questa assunzione.
Partiremo dall’opposizione ideale puramente relazionale nella
Santissima Trinità che è la fonte primigenia della vita per poi
convergere nell’assunzione dell’opposizione di contraddizione
causata dalla storia dell’uomo che nella Incarnazione pasquale si
trasforma per l’azione dello Spirito in pura opposizione di
contrarietà nella totale mutua donazione.
DALLA
MORTE
ALLA VITA
M
O
V
I
M
E
N
T
O
Gv11Gv11
216216
217217
1. LA VITA NELLA SANTISSIMA TRINITÀ
Esattamente l’ideale di opposizione per pura relazione è quello
che si realizza nella fonte della vita di tutto il creato che è la
Santissima Trinità. La Santissima Trinità, secondo ciò che ha
rivelato lo stesso Dio, si costituisce da un’opposizione relativa e
una coincidenza assoluta. Questo è ciò che vogliamo dire quando
diciamo che Dio è uno in tre persone distinte.
In Dio l’opposizione tra le divine persone è l’opposizione di
relazione, senza che la privazione significhi diminuzione e senza
che la possessione significhi qualsiasi sottrazione all’altra
persona. L’opposizione tra le divine persone è un’opposizione di
contrarietà relativa. Cioè, ciò che una persona ha si relaziona con
ciò che l’altra persona possiede in tal modo che la privazione
permane in un possesso infinito.
218218
La Vita nella Santissima Trinità
E questa apparente contraddizione si chiarisce vedendo le tre
persone in concreto: il Padre non ha la filiazione, tuttavia è Padre
per la filiazione; il Figlio non ha la paternità, tuttavia è Figlio per la
paternità; lo Spirito non ha la spirazione attiva tuttavia è Spirito
per la spirazione attiva del Padre e del Figlio.
La vita infinita delle tre divine persone si realizza per una
donazione assoluta e totale di questa vita, del Padre al Figlio, del
Figlio al Padre, del Padre e del Figlio allo Spirito e dello Spirito al
Padre e al Figlio; per questo sono un solo Dio. La distinzione delle
tre divine persone è solo per opposizione di contrarietà relativa e
per la loro opposizione di contrarietà relativa sono la vita in sé,
cioè, un solo Dio, e nello stesso tempo, tre persone distinte:
l’unica vera vita, fonte di ogni vita possibile, passata, attuale e
futura.
219219
La Vita nella Santissima Trinità
Da questo modello divino possiamo intuire che la vita è muovere
sé stessi in un insieme di relazioni verso la totale donazione. Si dona
ciò che si ha e si riceve ciò che non si ha in un processo incessante
che arricchisce e che precisamente è il processo vitale.
I punti fondamentali sono le relazioni che fondano l’opposizione
contraria, non per chiudersi nel proprio possesso o nella propria
privazione ma per aprirsi in totale donazione; facendo della
privazione la radice della propria vita. Così la vita consiste nella
relazione feconda della donazione amorosa.
Questa è la vita in sé e quando Dio la partecipa alla sua creazione,
specialmente quando la partecipa all’uomo, lo fa con questo
atteggiamento. Dio inscrive questa donazione nella libertà umana. E
precisamente quando l’uomo non desidera più disporsi a questa
donazione, allora si chiude in sé stesso, si oppone agli altri in
contraddizione. Questo è il peccato, e ciò che è lo stesso, la morte.
1. La Vita nella Santissima Trinità1. La Vita nella Santissima Trinità
Opposizione relativa e assoluta coincidenza.Opposizione relativa e assoluta coincidenza.
PrivazionePrivazione senza diminuzionesenza diminuzione, possessione, possessione
senza resti:senza resti:
Un solo Dio, Tre Persone distinte.Un solo Dio, Tre Persone distinte.
Privazione inPrivazione in mutua donazionemutua donazione d’infinitad’infinita
possessione.possessione.
Vita: Relazione feconda, DonazioneVita: Relazione feconda, Donazione
amorevole.amorevole.
Paradigma per la partecipazione creata.Paradigma per la partecipazione creata.
Morte:Morte: Ritenersi in se stesso.Ritenersi in se stesso. Chiudersi.Chiudersi. Peccato.Peccato.220220
VITA NELLAVITA NELLA
SANTISSIMASANTISSIMA
TRINITÀTRINITÀ
MUTUA EMUTUA E
TOTALETOTALE
DONAZIONEDONAZIONE
AMOREVOLEAMOREVOLE
221221
La Vita nellaLa Vita nella
Santissima TrinitàSantissima Trinità
Il PadreIl Padre
pensapensa aa
SeSe
StessoStesso..
Genera la Parola:Genera la Parola:
Suo Figlio.Suo Figlio.
Il Padre e il Figlio siIl Padre e il Figlio si amanoamano a vicenda.a vicenda.
Lo Spirito Santo procede come Amore.Lo Spirito Santo procede come Amore.
Tre persone infinite, Un solo Dio,Tre persone infinite, Un solo Dio,
Pensiero, Amore e Fecondità totale:Pensiero, Amore e Fecondità totale:
Donazione totale senza privazioneDonazione totale senza privazione :: VitaVita..
223223
2. La Vita nell’Incarnazione
Dentro queste coordinate s’iscrive la Storia della Salvezza, come
una storia della libertà. E poiché l’uomo scelse l’opposizione di
contraddizione, il peccato e la morte e malgrado questo Dio non si
allontanò da lui che continuava ad essere a sua immagine, la storia
dell’umanità diviene una storia che si realizza entro due termini:
contraddizione-contrarietà; morte-vita; odio-amore; egoismo-
donazione.
In questo ambito, l’Incarnazione pasquale realizza la rottura della
contraddizione in una costruzione amorosa di contrarietà di
relazione. Cioè la morte viene vinta dalla risurrezione. Cristo
assume la contraddizione, la massima privazione dell’uomo che
significa il suo peccato e la sua morte, e questa privazione-
contraddizione la porta fino a soffrirla in se stesso con la sofferenza
della morte. Ma questa morte, assunta da Cristo nell’amore dello
Spirito Santo diventa fonte di vita nella risurrezione.
La morte si colloca come la maggior prova di amore, la
maggior prova di donazione: e così Cristo dal “per nulla
colpevole”, cioè dalla contraddizione assoluta dell’uomo,
ricrea il nuovo uomo partecipandogli le relazioni trinitarie.
Questa è la profondità illogica della storia che solo
l’Onnipotenza di Dio-Amore poté rendere logica, come
l’espressione umana massima della Verità: Cristo, il Verbo di
Dio incarnato.
Non sarà più morte che esclude totalmente la vita, ma
morte che dona la vita, privazione totale che si fa ricchezza
totale. Adesso non sarà più morte contro vita, ma morte e
vita, sottolineando la proposizione copulativa.
2. La Vita nell’Incarnazione2. La Vita nell’Incarnazione
Storia della libertà di donazione.Storia della libertà di donazione.
Oscillazione tra contrarietà e contraddizione:Oscillazione tra contrarietà e contraddizione:
Prevalenza della contraddizionePrevalenza della contraddizione
Incarnazione,Incarnazione, rottura della contraddizione:rottura della contraddizione:
Morte e Risurrezione.Morte e Risurrezione.
Partecipazione delle relazioni trinitariePartecipazione delle relazioni trinitarie
Logica storica dello Spirito SantoLogica storica dello Spirito Santo::
l’assurdo, la morte, la contraddizione: vinte dall’amorel’assurdo, la morte, la contraddizione: vinte dall’amore
di contrarietà; la Risurrezione.di contrarietà; la Risurrezione.
225225
Pace Guerra
Incarnazione
226226:STORIA::STORIA:
227227
3. La contraddizione assunta nella
contrarietà.
Approfondendo ciò che abbiamo detto, Cristo assume la contraddizione e
la rende contrarietà di relazione di massimo amore e così di massima vita,
contrarietà nella quale si oppone relativamente all’uomo, che non ha la vita,
come a un soggetto al quale dona ciò di cui ha bisogno in totalità, la vita.
La vita trinitaria di opposizione contraria di pura donazione passa ora
attraverso la contraddizione della morte per vincere questa stessa morte e
farla diventare pura donazione nello Spirito. La trasforma in donazione di
puro amore. Si supera la contraddizione della morte nell’opposizione
relativa di contrarietà che è relazione di amore.
Avevamo detto come l’opposizione di contraddizione genera la cultura
della morte: in Cristo, questa opposizione lo portò alla massima morte, per
dirlo così, e la Redenzione consistette nel cambiare questa massima morte
in massima vita, trasformare la contraddizione attraverso lo Spirito in pura
relazione di amore come donazione totale. Questo è il senso ultimo della
risurrezione. La morte al di fuori di Cristo continua ad essere contraddizione
totale, distruzione totale; solo in Cristo si trasforma in fonte dell’unica vita
possibile: REDENZIONE.
3. La contraddizione assunta nella3. La contraddizione assunta nella
contrarietà.contrarietà.
La vita trinitaria arriva all’uomoLa vita trinitaria arriva all’uomo attraversoattraverso
la morte.la morte.
La massima opposizione di contraddizione siLa massima opposizione di contraddizione si
converteconverte nella massima opposizione dinella massima opposizione di
contrarietà.contrarietà.
La morte di CristoLa morte di Cristo –– Lo Spirito SantoLo Spirito Santo –– LaLa
RisurrezioneRisurrezione –– La vera e unica Vita:La vera e unica Vita:
REDENZIONE.REDENZIONE.
228228
VINCENDO LA CONTRADDIZIONEVINCENDO LA CONTRADDIZIONE 229229
contraddizionecontraddizione
230230
231231
Concludiamo: se come dicevamo la vita è la
capacità di essere e di agire, ora possiamo
concludere che la vita è la capacità di essere e di
agire, attraverso un’opposizione contraddittoria –
cioè la morte – un’opposizione contraria come
relazione di donazione amorosa assoluta in cui si
riceve la vita partecipata dalla Santissima Trinità.
L’unica vera vita possibile è così la
Risurrezione.
CONCLUSIONI TEOLOGICHECONCLUSIONI TEOLOGICHE
 La vita consiste nel muoversiLa vita consiste nel muoversi dalla mortedalla morte
alla vitaalla vita
 per una relazione feconda che consiste inper una relazione feconda che consiste in
unauna donazione amorevoledonazione amorevole
 che in Cristo significa donarsiche in Cristo significa donarsi fino allafino alla
mortemorte
 per risorgere grazieper risorgere grazie all’Amore delloall’Amore dello
Spirito Santo.Spirito Santo.
 Unica vita possibile:Unica vita possibile: la Risurrezione.la Risurrezione.
232232
233233
CONCLUSIONI GENERALI
Nella riflessione che facevamo su alcuni elementi della Biogenetica
che descrivono l’inizio della vita umana, facevamo una prima
conclusione: trovavamo che la vita sembrava come un “movimento
organico complementare di relazioni e finalità”.
Quando ci siamo inoltrati nell’aspetto filosofico, abbiamo
confermato tutto ciò che avevamo detto precedentemente, e abbiamo
detto che la vita è “muovere se stessi”, e che questo implica un’
opposizione vitale, che per essere tale deve essere non di
contraddizione ma di contrarietà, cioè di integrazione.
Teologicamente siamo avanzati alla luce della risurrezione di
Lazzaro e abbiamo visto che la vita non può essere altro che un’
opposizione di contrarietà, cioè, di integrazione, ma che passa
attraverso la contraddizione della morte, nella storia della salvezza.
234234
La vita è amore. Solo l’amore infrange la contraddizione della morte e
trasforma la sua assurdità di distruzione totale in fonte inesauribile di
vita. Ciò che è illogico diventa una totale ed unica razionalità. È la logica
storica dell’Amore che irruppe nel mondo nel Mistero dell’Incarnazione
pasquale. Così intendiamo l’aforisma di Tertulliano: “Credo quia
ineptum”; al quale replicheremo: “Sed historicum”. Così, la vita
che è donazione di amore, fluisce vittoriosa illuminando l’oscurità
della morte, sostenuta nella totale fiducia in Colui che la fece
trionfare nella risurrezione di Gesù Cristo.
Il massimo movimento vitale è il movimento dell’Incarnazione che si
sviluppa fino ad arrivare attraverso la passione e morte di Cristo alla
pienezza di vita nella risurrezione, nell’Ascensione e nella vita gloriosa
del Signore Gesù.
La conclusione totale è che la vita è la massima donazione di Dio
all’uomo, che a partire dal niente della morte realizza la nuova
creazione della pienezza della vita partecipandoci la sua vita trinitaria,
nel trionfo glorioso del Cristo totale.
CONCLUSIONI GENERALI:CONCLUSIONI GENERALI:
DONAZIONEDONAZIONE
L’inizio della vita umana si fa con unL’inizio della vita umana si fa con un movimentomovimento
organicoorganico e finalizzatoe finalizzato con una unità interna ed esternacon una unità interna ed esterna
d’elementi distinti.d’elementi distinti.
La vita così si presenta comeLa vita così si presenta come opposizione di distintiopposizione di distinti,,
non però l’opposizione logica di contraddizione, ma quellanon però l’opposizione logica di contraddizione, ma quella
di contrarietà.di contrarietà.
L’opposizione di contrarietà è un’opposizione diL’opposizione di contrarietà è un’opposizione di
complementarietàcomplementarietà, ma nella quale occorre la privazione, ma nella quale occorre la privazione
per fondare la distinzione.per fondare la distinzione.
Salvo nel caso che questa opposizioneSalvo nel caso che questa opposizione sia soltantosia soltanto
relativarelativa, come accade nella Santissima Trinità., come accade nella Santissima Trinità.
235235
CONCLUSIONI GENERALI:CONCLUSIONI GENERALI:
STORICASTORICA
Nella Storia umanaNella Storia umana haha prevalso l’opposizione diprevalso l’opposizione di
contraddizione.contraddizione.
La Redenzione consiste nel fatto che Dio, incarnatosi,La Redenzione consiste nel fatto che Dio, incarnatosi, prendeprende
questa contraddizione assumendo la morte.questa contraddizione assumendo la morte.
Il culmine della Storia umano-divina consiste nel fatto che perIl culmine della Storia umano-divina consiste nel fatto che per
l’Amore dello Spirito Santo, il Padre risuscita il suo Figlio, el’Amore dello Spirito Santo, il Padre risuscita il suo Figlio, e
converte così l’opposizione di contraddizione in meraconverte così l’opposizione di contraddizione in mera
opposizione di contrarietà.opposizione di contrarietà.
È un’È un’opposizione relativa tra Cristo e l’umanitàopposizione relativa tra Cristo e l’umanità che fondache fonda
la vera vita, che è quel movimento trinitario partecipato alla vera vita, che è quel movimento trinitario partecipato al
genere umano tramite la morte e risurrezione del Signore.genere umano tramite la morte e risurrezione del Signore.
236236
CONCLUSIONI GENERALI:CONCLUSIONI GENERALI:
MUTUA AMOREVOLEMUTUA AMOREVOLE
Dunque la Vita è Amore.Dunque la Vita è Amore.
È una organicità comandata dall’Amore.È una organicità comandata dall’Amore.
Soltanto l’amore rompe la contraddizione.Soltanto l’amore rompe la contraddizione.
L’assurdo logico si converteL’assurdo logico si converte nell’unico ragionevole.nell’unico ragionevole.
È laÈ la Logica storica dell’Amore.Logica storica dell’Amore.
Il mistero dell’Incarnazione Pasquale.Il mistero dell’Incarnazione Pasquale.
““Credo quia ineptum”Credo quia ineptum” (Tertulliano).(Tertulliano).
““SED HISTORICUM”.SED HISTORICUM”.
LA VITA CONSISTE NEL:LA VITA CONSISTE NEL:
Vincere la contraddizione con l’Amore: in questoVincere la contraddizione con l’Amore: in questo
consiste l’autenticaconsiste l’autentica VITA COME MUTUA DONAZIONE.VITA COME MUTUA DONAZIONE.
237237
MovimentoMovimento
organicoorganico
complementare dicomplementare di
relazioni e finalità.relazioni e finalità.
Capacità primordialeCapacità primordiale
di essere e attuare.di essere e attuare.
Finalità oppostaFinalità opposta
di contrarietàdi contrarietà..
Muoversi;Muoversi;
dalladalla morte.morte.
Relazione fecondaRelazione feconda
Donazione amorevole.Donazione amorevole.
Morte di CristoMorte di Cristo
diventatadiventata risurrezionerisurrezione
per lo Spirito.per lo Spirito.
MUTUAMUTUA
DONAZIONE.DONAZIONE.
Livello scientifico.Livello scientifico.
Livello filosoficoLivello filosofico..
LivelloLivello
teolo-teolo-
gico.gico.
238238
239239
240240
241
242
Il secondo capitolo tratta dell’anti-vita: il dolore, la sofferenza, la
morte. In questo capitolo seguiamo fondamentalmente il pensiero
di Papa Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Salvifici Doloris.
Introduciamo questo pensiero parlando dei diversi tipi di
conoscenza e di come sia del tutto speciale quella che qui
occorre, giacché non la si ottiene senza la fede. Quindi facciamo
un piccolo resoconto delle diverse soluzioni al problema del
dolore che sono state date in alcune delle più importanti religioni
del mondo attuale, per entrare quindi pienamente nel
Cristianesimo. Il pensiero base di questo capitolo è che la
sofferenza, la morte, sono un enigma che, come tale, non ha
risposta, a meno che non si entri pienamente nel mistero.
Entrando nel mistero ci rendiamo conto che per intuire qualche
risposta si cambia l’accento della sofferenza stessa con quello
della solidarietà. Soltanto da una solidarietà del tutto speciale si
può tentare una risposta che lasci il mistero ad illuminare
l’oscurità della sofferenza. È una solidarietà che nasce dalla
“solidarietà trinitaria” e discende fino a noi dalla solidarietà
dell’Incarnazione pasquale.
 Il Santo Padre Giovanni Paolo II ci ha lasciato una
grossa eredità. Tra i tesori che abbiamo ricevuto
eccelle quello della dottrina sulla sofferenza e sul
dolore. Lui ci ha insegnato il vero senso di questo
enigma che tormenta da sempre lo spirito umano.
Anzi, che è la vera prova nella quale si fa valida o no
una religione. E lo ha fatto doppiamente. Prima per
scritto nella Lettera Apostolica Salvifici Doloris, poi
con la sua stessa sofferenza, specialmente nella sua
malattia terminale, e con la sua morte, egli ha messo
in pratica quello che tante volte aveva insegnato.
 Come un piccolo contributo alla grande figura di
Giovanni Paolo II, mi si permetta questo modesto
sforzo per penetrare nel suo pensiero in questo tema
cosi difficile.
244
245
ADDIOADDIO
EREDITÀEREDITÀ
246
247
248
 Prima di esporre il pensiero incomparabile di Giovanni
Paolo II sul dolore umano, come introduzione farò un
rapido accenno ad alcuni dati scientifici sulla fisiologia del
dolore umano, e data l’apertura del Santo Padre verso tutti
i valori dell’umanità, mi riferirò sinteticamente ai contenuti
essenziali del pensiero delle quattro soluzioni apportate
dalle altre grandi religioni, oltre al Cristianesimo, per
tentare un dialogo con loro. Si tratta dell’Induismo, del
Buddismo, dell’Islamismo e delle Religioni tradizionali
africane, che hanno molti elementi in comune con il
pensiero religioso tradizionale di altre parti del mondo.
249
 Non ci piacciono i limiti. La cultura attuale ci ha
abituati ad infrangerli. Tuttavia, all’improvviso, ciò che
è illimitato sembra assurdo e anche ciò che è limitato:
ed è il problema che contempla la post-modernità
quando parla della paralogia dell’instabilità. In una
concezione meccanicistica il non limite esige la causa
finale e il limite esige il motivo; tuttavia si pretende
che il particolare non venga messo in questione e che
non si debba superare la quotidianità; al massimo si
può pretendere un’esposizione descrittiva e niente più.
 Si privilegerà unicamente questa esposizione analitica
nella quale sia possibile considerare un elemento dopo
l’altro in una semplice concatenazione, così come dal
punto segue la linea, senza superare una mentalità
strettamente meccanicistica.
250
 Grazie alla scoperta della mappa del genoma umano
che, nella sua complessità, assomiglia a un pianoforte
con tre milioni di tasti, da suonare durante la vita intera
dell’essere umano, e nel constatare la diversità dei
geni, tutti diversi, si comprende l’impossibilità a captare
l’inizio della vita umana, o di qualunque altra vita, da
una prospettiva meccanicistica che consideri un
elemento dopo l’altro in tutta la sua complessità, e non
solo come catalogo, e si impone un altro tipo di
conoscenza che permetta una visione simultanea
dell’insieme.
 In questa conoscenza ci situiamo in una prospettiva di
relazioni in cui un punto si relaziona con innumerevoli
punti distinti. Al metodo analitico dovrà
necessariamente seguire quello sintetico, poiché
altrimenti non è possibile arrivare alla realtà che si
esamina.
251
 In questa visione di totalità rientra la rottura dei limiti, il
“Plus ultra”, pur con le debite riserve. Siamo abituati a
una conoscenza che equivale a una manipolazione, cioè
ciò che è conoscibile è ciò che è trasformabile. L’uomo
non necessariamente si adatta all’ambiente, bensì adatta
l’ambiente a se stesso. Tuttavia, in molti campi della
conoscenza dobbiamo situarci al di là della conoscenza
sperimentale di trasformazione, della conoscenza
strumentale di dominio, e restare nella conoscenza
d’osservazione, che aldilà di un preteso gusto estetico, ci
condurrà dall’ammirazione rispettosa e all’adorazione
umile. È questa la ragione sapienziale [15] .
 È esattamente in questa prospettiva che vogliamo
situarci per addentrarci, in profondità, nel problema del
dolore, per colmare la sua impostazione enigmatica ed
entrare nell’aureola del mistero che si adora.
[15] Cfr V. CAPPELLETTI, Il genoma umano, analisi storica e considerazioni etiche. Pontificia
Accademia per la vita, IV Assemblea generale, 23-25 febbraio 1998. 252
TIPI DITIPI DI
CONOSCCONOSCENZE:ENZE:
OSSERVABILE.
ANALITICO.
SINTETICO.
MANIPOLABILE.MANIPOLABILE.
CONTEMPLABILE.
ADORABILE.ADORABILE.
Il DoloreIl Dolore
253
1.Referenze mediche sul dolore1.Referenze mediche sul dolore
Il dolore è un’esperienza sgradevole, sensoriale ed
emotiva, associata a un danno di cui soffre l’organismo.
Il dolore può essere sintomo di malattie o essere una
malattia in sé. Nel primo caso, esso costituisce un segnale
di allarme fisiologico utile; nel secondo, non ha finalità e
può costituire un punto di partenza per un’altra patologia
organica o psicologica. Dal luogo dell’organismo in cui ha
origine, si trasmette al cervello attraverso le fibre nervose
e, una volta giunto al midollo spinale, sale alla corteccia
cerebrale ove si percepisce tanto lo stimolo nocicettivo
quanto l’elaborazione del sintomo del dolore.
254
Referenze mediche sul doloreReferenze mediche sul dolore
Il dolore si può presentare in forma acuta o cronica. Il dolore
acuto appare all’improvviso e ha una durata limitata; cessa in
poco tempo nel contesto della cura della malattia che lo causa. Il
dolore cronico (malattia), è di durata prolungata (oltre tre mesi) e
comporta un impatto psico-organico elevato nel paziente.
Continua a volte anche dopo la guarigione della malattia che lo ha
causato (dolore neuropatico, herpes zoster), o accompagna una
malattia incurabile.
L’intensità del dolore è soggettiva (soglia del dolore): ci sono
persone che sopportano il dolore più di altre; si osserva spesso
una differenza di tolleranza al dolore da parte della stessa
persona secondo la causa dello stesso e, soprattutto, secondo la
sua situazione psicologica [16].
[16] Cfr. S. Castellano, El Dolor, datos científicos, in PONTIFICIO CONSEJO PARA LA PASTORAL DE
LA SALUD, Cuidados Paliativos, Madrid 2006, 59-70. P.L.ZUCCHI, Terapia del dolor, del curar al
cuidar, 71-92. M. EVANGELISTA, Los cuidados paliativos, pp.95-112 (ampia bibliografia)
255
1.Referenze mediche sul dolore1.Referenze mediche sul dolore
““Esperienza sgradevole, seEsperienza sgradevole, se nnsoriale edsoriale ed
emotiva, associata a un danno cheemotiva, associata a un danno che
soffre l ’organismo”.soffre l ’organismo”.
SegnaleSegnale di Malattia
AcutoAcuto = breve, dolore sintomo
CronicoCronico = malattia permanente;
indipendente stimolo nocicettivo; impatto
psico-organico; accompagnamento alla
malattia
256
ITINERARIO DELITINERARIO DEL
DOLOREDOLORE
stimolo nocicettivostimolo nocicettivo
fibre nervosefibre nervose
midollo spinalemidollo spinale
corteccia cerebralecorteccia cerebrale
sintomo del doloresintomo del dolore
luogo organicoluogo organico
257
2. Soluzione delle grandi religioni2. Soluzione delle grandi religioni
Nell’Induismo, la causa della sofferenza è il “Karma”, en
quanto che è la conseguenza delle cattive azioni commesse in
questa vita o nelle precedenti reincarnazioni. La liberazione
dal Karma viene dalla conoscenza della Verità, e dall’annuncio
della Parola di Dio. Dio è il rimedio. Vi sono altre cause del
male, e sono gli dei, il mondo, l’ignoranza e la sofferenza.
Nel Buddismo, il problema del dolore si esprime nelle
“quattro nobili verità”: 1°. Tutto è sofferenza; 2°. La sua
causa è la passione-ansia egoistica; 3°. Solo il Nirvana può
eliminare la causa. Questo già avviene in questa vita, ma
pienamente solo nel futuro; 4°. La via che conduce al Nirvana
è l’“ottuplice rettitudine”, cioè, rettitudine di visione, di
pensiero, di parola, di azione, di vita, di sforzo, di attenzione
e di meditazione.
258
Soluzione delle grandi religioniSoluzione delle grandi religioni
Nell’Islamismo la sofferenza si deve all’opposizione alla
Parola di Dio. Dio è colui che può rimediare al dolore.
Secondo la corrente sciita, che afferma la soluzione
attraverso una compensazione, è esistito un redentore
di nome Al Hally, che morì crocifisso a Bagdad nell’anno
922.
Nelle religioni tradizionali africane, la sofferenza è
causata dagli spiriti o dagli antenati che sono stati offesi
dai delitti commessi contro la vita e da altre colpe
morali come il furto, la schiavitù, ecc. Come soluzione al
dolore, occorre prima identificare lo spirito che si è
offeso, e poi fare sacrifici in suo onore [17].
[17] Cfr. F. ARINZE, La pedagogía del sufrimiento en las diversas religiones, in Dolentium Hominum 3 (1996)
194-197.
259
2. Soluzione delle grandi religioni2. Soluzione delle grandi religioni
InduismoInduismo
CausaCausa: Cattive azioni, karma (reincarnazione); d: Cattive azioni, karma (reincarnazione); deei, mondo,i, mondo,
ignoranza, sofferenzaignoranza, sofferenza
SoluzioneSoluzione: Conoscenza di Dio e la sua Parola: Conoscenza di Dio e la sua Parola
BudBudddismoismo
CausaCausa: Pa: Passsisioone-ansietà egoista.ne-ansietà egoista.
SoluzioneSoluzione:: Nirvana mediante l’ottuplNirvana mediante l’ottuplaa rettitudine:rettitudine: didi
visione, di pensiero, di parola, di azione, di vita, di sforzo, divisione, di pensiero, di parola, di azione, di vita, di sforzo, di
attenzione e di meditazione.attenzione e di meditazione. Soppressione del desiderioSoppressione del desiderio..
IslamismoIslamismo
CausaCausa: Opposizione alla Parola di Dio: Opposizione alla Parola di Dio
SoluzioneSoluzione: Aiuto divino (Redentore? Corrente sciita): Aiuto divino (Redentore? Corrente sciita)
Africane tradizionaliAfricane tradizionali
CausaCausa: Of: Offfesa aesa agligli spiriti per delitti (rspiriti per delitti (rapinaapina, schiavi, schiavitùtù...)...)
SoluzioneSoluzione: Sacrifici agli spiriti offesi.: Sacrifici agli spiriti offesi.
260
3. Dialogo con il Cristian3. Dialogo con il Cristianesiesimo.mo.
In questi schemi, troviamo una certa costante: la causa
della sofferenza è la colpa commessa; nell’Induismo
sono le cattive azioni o “karma”; per il Buddismo è la
passione-ansia egoistica; per l’Islamismo è
l’opposizione alla Parola di Dio; per le religioni
tradizionali africane, la causa della sofferenza sono i
delitti commessi. Sotto questo aspetto non siamo
lontani dal Cristianesimo, in cui la causa del dolore è
una colpa del tutto speciale, come è il peccato
originale.
261
Dialogo con il CristianDialogo con il Cristianesiesimo.mo.
Ma la differenza più considerevole tra queste religioni e
il Cristianesimo sta nella soluzione al problema. Il più
distante dalla soluzione cristiana è il Buddismo, che
pensa di superarlo con un’azione puramente umana,
chiamata “ottuplice rettitudine”; invece, le altre religioni
offrono sempre come soluzione un legame con la
divinità.
Possiamo dire che il Buddismo è la secolarizzazione
piena (come sistema di pensiero è ateo, diventa teista,
per così dire, solo nella sua religiosità popolare). Al
contrario, nell’Induismo appare come soluzione la Parola
di Dio e anche nell’Islamismo, mentre nelle religioni
tradizionali, il sacrificio a Dio.
262
3. Dialogo con il Cristian3. Dialogo con il Cristianesiesimomo
Coincidenza:Coincidenza:
CausaCausa: Colpa.: Colpa.
SoluzioneSoluzione: Dio.: Dio.
Eccezione Buddismo:Eccezione Buddismo:
Causa: psicologica.: psicologica.
SoluzioneSoluzione: ps: psiicologica,cologica,
l’ottupll’ottuplaa rettitudine.rettitudine.
Soluzione immanenteSoluzione immanente
areligiosa.areligiosa.
263
In questa cornice delle grande religioni
delineiamo ora le linee guida del pensiero
di Giovanni Paolo II, tratte dalla
Lettera Apostolica
Salvifici Doloris.
264
265
Come titolo di questo capitolo ho scelto: “Il dolore,
enigma o mistero”, in quanto per il Papa Giovanni Paolo
II, il dolore è un enigma che si risolve solo nel mistero.
Prima di addentrarci nel tema, premetto una precisione
terminologica: quando si parla di dolore si è soliti
piuttosto intendere un dolore di incidenza fisiologica;
l’altra espressione che si usa è “sofferenza”.
Quando si impiega questa parola si ha in mente
qualcosa di più esteso, che si riferisce a tutta la gamma
del dolore umano, fisico o psichico, materiale o
spirituale.
266
Nello sviluppo del pensiero di Giovanni Paolo II useremo
piuttosto la parola “sofferenza”, nella quale includiamo
sia il dolore fisico sia qualsiasi altro tipo di dolore.
Svilupperò il tema in tre parti, la prima riguarderà la
sofferenza come enigma, la seconda, la sofferenza come
mistero e la terza, sarà un commento alla dottrina di
Giovanni Paolo II.
Studiamo esplicitamente il tema della sofferenza, ma è
logico che quello che sta come punto totale di referenza
è alla fine la morte. Perciò il tema fondamentale di studio
è propriamente la morte.
267
Strettamente dolore eStrettamente dolore e
sofferenza non sonoofferenza non sono lla stessa cosaa stessa cosa
sofferenza dice di più chesofferenza dice di più che
dolore, ma nelle rdolore, ma nelle r ififleslesssioniioni
che seguono si prendono comeche seguono si prendono come
sinonimi.sinonimi.
Precisione terminologicaPrecisione terminologica.
268
269
1. Approccio esistenziale1. Approccio esistenziale
Il Papa inizia così a trattare il problema della sofferenza.
Non nasconde che si tratta di qualcosa di complesso ed
enigmatico, intangibile, e che si deve trattare con tutto il
rispetto, con tutta la compassione e anche con timore;
ma questo non giustifica il non cercare di comprenderlo,
poiché solo così si potrà superare.
In seguito dà un primo accenno per determinare il
campo, parlando dell’estensione della sofferenza e del
suo soggetto, annotando già dall’inizio che
un’incomprensione della sofferenza può condurre perfino
a rinnegare Dio [18].
[18] Cfr. Salvifici Doloris, n. 9
270
Il Papa dice che la sofferenza è qualcosa di più vasto
della malattia, poiché esiste una sofferenza fisica e una
morale.
Oltre alla sofferenza individuale vi è una sofferenza
collettiva che è dovuta agli errori e alle trasgressioni
degli uomini, specialmente alle guerre. Vi sono dei
momenti in cui questa sofferenza collettiva si addensa
[19].
La sofferenza ha il suo soggetto in ciascun uomo.
Tuttavia, non rimane racchiusa nell’individuo, ma genera
solidarietà con le altre persone che soffrono; giacché il
solo ad avere una coscienza speciale di questo è l’uomo e
ogni uomo. La sofferenza implica così la solidarietà [20].
[19] Cfr. Salvifici Doloris, n.8
[20] Cfr. Salvifici Doloris, n. 8
271
È difficile precisare la causa della sofferenza, o del male
che è unito alla sofferenza. L’uomo pone questo
interrogativo a Dio e di frequente arriva alla negazione
stessa di Dio perché pensa di non trovarne la causa
[21].
Prima si ha bisogno di situare l’enigma nella sua giusta
dimensione e iniziare a cercarne la causa.
La sofferenza, dice il Papa, consiste nell’esperienza
della privazione del bene. Tale privazione è il male. La
causa della sofferenza è così un male; pertanto,
sofferenza e male non si identificano.
[21] Cfr. Salvifici Doloris, n. 9
272
1. Approccio esistenziale1. Approccio esistenziale
Tema molto difficile.difficile.
Porta a rinnegarrinnegaree Dio.
Estensione:Estensione:
Fisica, spirituale, individuale,
collettiva.
Solidarietà nella Sofferenza.
Difficile precisare la causa.
Essenza:Essenza:
Esperienza della privazione delEsperienza della privazione del
Bene.Bene.
È un maleÈ un male?? 273
Tema molto difficile...Tema molto difficile... 274
Riguardo al male, questo è privazione, non ha in sé un’entità
positiva e così non può avere causa o principio positivo; la sua
origine è una mera privazione.
Vi sono tanti mali quante sono le carenze; queste generano
dolore, tristezza, abbattimento, delusione, e perfino
disperazione, a seconda dell’intensità della sofferenza; esiste
in dispersione, ma nel contempo implica solidarietà.
Essendo il suo principio la privazione, si impone la domanda:
perché si è avuta questa privazione, chi l’ha causata?
Per rispondere, il Papa abbandona il terreno dell’enigma e
passa a quello del mistero. Non cerca di farlo con l’oscurità
nebulosa di un mito, ma entra nel pieno del nucleo della fede
cristiana.
Nella fede cristiana, il mistero non è oscurità ma chiarezza
abbagliante.
275
2. Riflessione sull’esperienza2. Riflessione sull’esperienza
Ci aiuta a comprenderlo un poco la sua radice etimologica: esso
viene dal greco “Μυω” o Μυειν”, che significa chiudere gli occhi.
Non nel senso di andare alla cieca, ma il chiudere gli occhi che si
produce quando si è abbagliati, come per esempio quando si
guarda direttamente il sole.
È solo la luce che abbaglia, è solo nell’eccesso di luminosità che
non permette di vedere davanti, che possiamo intravedere ciò
che è il mistero della sofferenza.
Inoltre, il mistero cristiano non è solo qualcosa che si contempla,
bensì che si sperimenta.
Solo sperimentando il mistero, ci si può addentrare nella sua
comprensione. Solo vivendo il mistero della sofferenza cristiana
si può comprendere un po’ ciò che significa la sofferenza e, come
ha detto precedentemente il Papa, trascenderla e superarla.
Entriamo ora nella descrizione del mistero della sofferenza.
276
2. Riflessione sull’esperienza2. Riflessione sull’esperienza
Sofferenza e male non s’identificano.non s’identificano.
Il male è la sua causa.
Il male è privazione: non ha entità positiva.
Tanti mali come dolori: diversità di dolori.
Da dove si originaorigina questa privazione?
Chi ha sottratto il bene a quest’uomo concreto che
soffre? Chi ci ha fatto male?
La risposta è: Mistero!Mistero!
Non come qualcosa di irrazionale, ma abbagliante:
“Μυω”, “chiudere gli occhi”.
277
278
MISTEROMISTERO279
Sottolineiamo due temi che il Papa svolge
nel cammino che ci introduce nel mistero:
il male e la sofferenza
Cristo assume la sofferenza e la
trasforma.
280
1. Il Male e la Sofferenza1. Il Male e la Sofferenza
Entriamo nel mistero guidati dallo stesso Dio, ed è nella
Rivelazione nella quale ci fa addentrare il Papa per
procedere all’ascensione nel mistero.
Il Santo Padre ci dice che nel linguaggio biblico dell’Antico
Testamento, inizialmente sofferenza e male si identificano.
Però, grazie alla lingua greca, specialmente nel Nuovo
Testamento si fa distinzione tra sofferenza e male.
La sofferenza è un atteggiamento passivo o attivo di fronte
a un male, o meglio di fronte all’assenza di un bene al
quale si dovrebbe avere parte [22].
[22] Cfr. Salvifici Doloris, n. 7
281
In effetti, nel Libro di Giobbe e in alcuni altri libri dell’Antico
Testamento, la risposta è che la causa del male è la trasgressione
dell’ordine naturale creato da Dio [23].
Sofferenza e disordine sarebbero la stessa cosa o almeno si pensa
che la sofferenza sia causata dal disordine. Questa è la tesi degli
amici di Giobbe.
Tuttavia, Dio rifiuta questa tesi riconoscendo l’innocenza di
Giobbe, la sua sofferenza deve essere accettata come un mistero:
non tutta la sofferenza è conseguenza della colpa, e questa è una
prova della giustizia di Giobbe.
È un annuncio della Passione di Cristo. Ancor di più si afferma che
la sofferenza è una pena inflitta per correggersi, affinché al male
segua il bene, per la conversione, per la ricostruzione del bene
[24].
[23] Cfr. Salvifici Doloris, n. 10
[24] Cfr. Salvifici Doloris, nn. 11-12
282
1. Il Male e la Sofferenza1. Il Male e la Sofferenza
Antico Testamento.Antico Testamento.
Prima s’identificano male e sofferenza.
Dopo si distinguono: il male è la suail male è la sua
causa.causa.
Giobbe: la causa è la trasgressione dell’ordine
naturale.
Dio rifiuta questa risposta:Dio rifiuta questa risposta:
La sofferenza è la prova del giusto.
Preannuncio della PassionePassione del Signore.
RequisitoRequisito perché dal male venga il bene.
283
2. Cristo assume2. Cristo assume
la sofferenza e la trasformala sofferenza e la trasforma
Il Papa fa ora un altro passo e arriva al centro del mistero
nel seguente modo: Cristo nella sua vita mortale sopprime
il dolore con i miracoli, assume su di sé l’umana sofferenza
e consapevolmente la patisce sulla croce.
L’unica risposta potrà venire solo dall’amore di Dio nella
croce [25]. La soluzione al problema della sofferenza la dà
Dio Padre e consiste nel “dare” suo Figlio.
Il male è il peccato; che causa la sofferenza e la morte.
Con la croce Cristo vince il peccato, e con la risurrezione la
morte: Gv 3,16 [26].
Nel Cantico del Servo di Dio, nel profeta Isaia, si vede
ancora con maggiore forza dei Vangeli ciò che significa la
sofferenza nella passione di Cristo [27].
[25] Cfr. Salvifici Doloris, n. 13.
[26] Cfr. Salvifici Doloris, n. 14.
[27] Cfr. Salvifici Doloris, n. 17.
284
È una sofferenza redentiva. La sua profondità si misura
con la profondità del male storico nel mondo e
specialmente perché la persona che la patisce è Dio.
Cristo dà una risposta al problema della sofferenza con
lo stesso argomento della domanda: risponde offrendo
tutta la sua disponibilità e compassione; la sua presenza
è efficace: aiuta, dà e si dà [28].
La sofferenza genera amore verso colui che soffre, un
amore disinteressato per aiutarlo alleviandolo.
Questo si fa ora in modo organizzato e ufficiale,
mediante le organizzazioni sanitarie e i loro
professionisti, anche attraverso i volontari [29].
[28] Cfr. Salvifici Doloris, n. 28.
[29] Cfr. Salvifici Doloris, n. 29.
285
Si tratta di una vera vocazione, specialmente quando si
unisce nella Chiesa con una professione cristiana.
Importante in questo campo è l’aiuto che le famiglie
prestano ai loro congiunti malati. Entrano nella categoria
del Buon Samaritano anche coloro che agiscono non
solamente in favore dei malati, ma anche per scacciare
tutta una serie di mali, coloro che lottano contro l’odio, la
violenza, la crudeltà, contro ogni tipo di sofferenza del
corpo e dell’anima.
Ogni uomo deve sentirsi chiamato in prima persona a
testimoniare il suo amore nella sofferenza e non deve
lasciarlo solo alle istituzioni ufficiali [30].
[30] Cfr. Salvifici Doloris, n. 29
286
La parabola del Buon Samaritano converge con ciò che ha detto
Cristo nel Giudizio Finale “Ero malato e mi avete visitato”.
Cristo stesso è colui che è curato e soccorso in colui che è
caduto nelle mani dei banditi.
Il senso della sofferenza è fare il bene con la sofferenza e fare il
bene a chi soffre.
Il Papa conclude dicendo che in Cristo si rivela il mistero
dell’uomo, e il mistero dell’uomo è in speciale modo il mistero
della sofferenza. In Cristo si rivela l’enigma del dolore e della
morte. Solo nell’amore si può trovare la risposta salvifica del
dolore. Il dolore di Maria e dei Santi ci aiuti a trovare questa
risposta. La sofferenza si trasformi in sorgente di forza per
tutta l’umanità [31].
[31] Cfr. Salvifici Doloris, nn. 30-31
287
22. Cristo assume la
sofferenza e la trasforma
SopprimeSopprime il dolore con miracoli.
Risponde alla sofferenza con amore.
Buon Samaritano, Giudizio finale, Rivelazione del
Mistero, Risposta solo nell’amore.
AssumeAssume il dolore nella passione.
CULMINA.CULMINA.
Nella CROCE.Nella CROCE.
Risposta alla sofferenza con la sofferenza.sofferenza con la sofferenza.
ProfonditàProfondità del dolore.
Infinitudine della persona che patisce.
Capienza di tutti e ognuno dei dolori.
288
SOPPRIMSOPPRIM
EE 289
290
ASSUMEASSUME
291
CULMINACULMINA
292
PROFONDITÀPROFONDITÀ
293
Sono stato malatoSono stato malato
e mi visitasti …e mi visitasti …
GIUDICAGIUDICA
294
295
1.1. SStatuto epistemologicotatuto epistemologico
Per comprendere meglio il pensiero del Papa, servirà un’
annotazione epistemologica: abbiamo già parlato in modo
speciale della conoscenza, la conoscenza riverente che adora;
ora specifichiamo meglio: ci troviamo di fronte ad un pensiero
che si comprende solo con la fede.
A questo livello noi non ci situiamo in qualcosa di irrazionale,
neanche in una prospettiva heideggeriana di un mistero
confuso e nebuloso aldilà dell’analisi linguistica.
Certamente non è adeguato il concetto di conoscenza,
analizzandolo dalla prospettiva logica del linguaggio,
constatato dall’esperienza scientifica oppure dalla formalità
logica dello stesso linguaggio, situandolo perfino in un gioco
specifico dello stesso linguaggio, il linguaggio religioso.
E certamente noi non ci situiamo in una specie di paralogia
dell’instabilità, né di “piccoli racconti”.
296
Dobbiamo partire dall’oggettività della conoscenza e dalla
razionalità logica della stessa intendendo che una conoscenza
è vera quando si ha la corrispondenza tra questa e la realtà
circostante.
Da questo punto di partenza, la conoscenza della fede gode
della piena razionalità, non nel senso che i suoi contenuti sono
dimostrabili razionalmente, ma nel senso primario, che è del
tutto razionale credere, e che i suoi contenuti non hanno
alcuna ragione contraria in modo che possa essere trovato
assurdo il fatto di credere in essi, benché non si possano
dimostrare interiormente come credibili, giacché oltrepassano
il dominio razionale, benché, ripeto, non lo neghino.
La sua razionalità si fonda nell’autorità ultima della Parola
pronunciata dallo stesso Dio che non può ingannarsi ne
ingannarci.
297
Le affermazioni di fede si fondano sulla dimostrazione razionale
del fatto della Rivelazione e del fatto storico di Cristo come Dio
incarnato, della sua passione, della sua morte e della sua
risurrezione. Malgrado ciò, benché sia razionale il credere, non
è obbligatorio il farlo, perché da una parte la fede rimane come
un dono e un regalo che Dio fa, e dall’altra perfino ricevendo
l’offerta divina di credere e la convinzione che è ragionevole
farlo, l’uomo rimane libero di assentire o meno a questa
offerta.
Una volta fatta questa premessa epistemologica, possiamo ora
addentrarci nel pensiero del Papa, poiché si muove non in una
ideologia religiosa inventata ma nell’esporre il contenuto
centrale storico della Rivelazione sul mistero della sofferenza e
del dolore.
298
1.1. SStatuto epistemologicotatuto epistemologico
Non si tratta d’un pensiero “debole”pensiero “debole” della
“ragione estetica”.
Della conoscenza di laboratorio.
Dell’Analisi linguistica.
Della paralogia della instabilità.
È la conoscenza che vince l’“homo pavidus” con
il pensiero “forte”.pensiero “forte”.
Oggettività della conoscenza.
Razionalità logica.
Conformità con l’oggetto.
Affermazione della Fede.
Contenuto Centrale Storico dellaContenuto Centrale Storico della
Rivelazione.Rivelazione.
299
2. Gradualità del pensiero2. Gradualità del pensiero
di Giovanni Paolo II.di Giovanni Paolo II.
Penso che lo sviluppo del suo pensiero salga di sei gradini
verso la pienezza del mistero della sofferenza e del dolore;
li possiamo riassumere così:
La sofferenza non è in sé cattiva, ma è l’effetto di una causa
negativa. Il male non è una entità positiva ma una privazione.
La privazione non esige una causa positiva, ma ricercare chi
originò tale privazione.
L’origine della privazione è il peccato. Il peccato commesso da
un uomo si propaga attraverso la solidarietà umana. Il peccato
si può eliminare mediante la sofferenza stessa in un contesto
solidale del tutto speciale.
300
Gradualità del pensieroGradualità del pensiero
di Giovanni Paolo II.di Giovanni Paolo II.
Questa solidarietà la può dare solo Dio. Questo dono della
solidarietà è il senso dell’Incarnazione, è il senso di Gesù Cristo.
Attraverso questa solidarietà, Cristo porta a termine
l’eliminazione del peccato mediante la propria sofferenza nella
sua vita, passione, morte e risurrezione. Quest’azione divina è
un’azione della Santissima Trinità in quanto il Padre Eterno
consegna suo Figlio all’umanità perché possa redimerla per
opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è l’Amore del Padre e
del Figlio, e solo attraverso l’Amore dello Spirito si scorge la
misteriosa solidarietà redentiva.
Mediante la solidarietà di Cristo con tutta l’umanità, il dolore
umano di tutti i tempi è stato sofferto da Cristo nella sua
passione e morte redentiva. Così il dolore umano, la sofferenza
si trasforma da qualcosa di negativo in qualcosa di positivo,
come fonte di vita, poiché diventa redentrice.
301
Ognuno, nella propria sofferenza, si unisce alla
sofferenza di Cristo e in questo modo, misteriosamente
la sua sofferenza diventa fonte di vita e di risurrezione. Il
dolore e la sofferenza sono la porta per incontrarci con
Cristo e in Lui sperimentare la sua presenza come vita e
risurrezione per opera dello Spirito di Amore che è lo
Spirito Santo. Così lo ha fatto in primo luogo nostra
Signora la Vergine Maria e, con lei, tutti i santi.
Questa distruzione definitiva della sofferenza attraverso
la sofferenza ci porta a distruggere la sofferenza attuale
anche con tutti i mezzi alla nostra portata, come è il caso
del Buon Samaritano.
302
La Sofferenza non è un male
Causa ed eliminazione: Solidarietà
Solidarietà divina: Trinitaria ed Incarnativa pasquale
Ogni dolore in Cristo: Fonte redentrice di vita
Porta d’ingresso a Cristo: Sofferenza umana
IL BUON SAMARITANO:IL BUON SAMARITANO:
Distruzione del DoloreDistruzione del Dolore
2. Sei Gradini del2. Sei Gradini del
Pensiero diPensiero di
Giovanni Paolo II.Giovanni Paolo II.
303
Distruzione del Dolore: NAINDistruzione del Dolore: NAIN 304
3. Il nucleo del Mistero3. Il nucleo del Mistero
Il Papa ci situa così nel nucleo del mistero la cui luce ci
abbaglia.
Poiché ci troviamo nell’intimità della Santissima Trinità,
nella realtà amorevole dell’Unità di Dio nella Trinità delle
Persone e ci situiamo nella densità di questo mistero, del
mistero centrale di tutta la religione cristiana, non in un
modo astratto o chiuso in una immensità di distanza, ma
in una vicinanza che significa la storia umana nella quale
irrompe l’eternità nella temporalità, attraverso la
storicità dell’Incarnazione del Verbo, della sua nascita,
vita, passione, morte e risurrezione.
305
3. Il nucleo
del Mistero:
306
4. Illuminazione del Mistero4. Illuminazione del Mistero
È una solidarietà trinitaria e cristologica, nella quale la
pienezza assoluta della vita si realizza attraverso la
morte e si chiama croce e risurrezione.
Ci troviamo nel nucleo del mistero cristiano. Nucleo che
si rende accessibile solo sperimentandolo: se qualcuno
rimane estraneo ad esso non può provarne l’efficacia e
trovarne la soluzione.
La soluzione al mistero del male non si ha solo
attraverso un’esposizione teologica ma attraverso un
vissuto di qualcosa che a guardarlo fissamente si oscura
per il suo eccesso di luce, ma che tuttavia è tanto reale,
che è la realtà più reale, possiamo dirlo, poiché è l’unico
modo per raggiungere la felicità.
307
4. Illuminazione del Mistero4. Illuminazione del Mistero
SolidarietàSolidarietà trinitaria.
SolidarietàSolidarietà nell’Incarnazione.
Conoscenza per
esperienza.esperienza.
Soluzione paradossale.paradossale.
La morte, culla della vita.
Unica soluzione.
308
SolidarietàSolidarietà
totaletotale
•TRINITÀTRINITÀ
•INCARNAZIONINCARNAZION
EE
•PASQUAPASQUA
309
5. D5. Daalla Sofferenza alla Solidarietàlla Sofferenza alla Solidarietà
Per questo il mistero del dolore si muove dal dolore in sé
al mistero della solidarietà.
La solidarietà, nella sua posizione di fondamento di ogni
esistenza, non è solo una simpatia con tutti, un modo di
impegnarsi socialmente ed essere cosciente che tutti
apparteniamo alla stessa razza, cultura, nazionalità ecc.,
ma è sperimentare un legame tra tutti gli esseri umani
così interiormente che non è una qualifica che ci arriva
una volta che esistiamo, ma è la stessa esistenza.
Appartiene alla stessa vita umana divinizzata come un
regalo ricevuto che partecipa del mistero stesso della
stessa vita di Dio.
310
La vita di Dio è infinitamente perfetta in
ognuna delle persone divine attraverso la
solidarietà interna tra il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo.
Questa solidarietà infinita è l’Amore infinito che
è lo Spirito Santo che è stato versato nei nostri
cuori, Amore infinito che è Dio stesso.
Il mistero della sofferenza è racchiuso nel
mistero dell’Amore, nel mistero dello Spirito.
311
5. D5. Daalla Sofferenza alla Solidarietàlla Sofferenza alla Solidarietà
TrasferimentoTrasferimento dell’Enigma
dalla Sofferenza al Mistero
della Solidarietà.
Esistenza come unione umana
interna essenziale.essenziale.
ImmagineImmagine dell’Unione
trinitaria per lo Spirito.
312
SolidarietàSolidarietà
nel Misteronel Mistero
delladella
IncarnazioneIncarnazione
313
6. Solidarietà costitutiva in Cristo6. Solidarietà costitutiva in Cristo
In questo modo il mistero della sofferenza-amore entra nella
stessa costituzione del Dio incarnato, il Figlio si incarna per
opera dello Spirito Santo.
Essendo Cristo il modello più intimo di ogni uomo, lo Spirito
Santo, l’Amore di Dio, la sofferenza redentrice entra nella stessa
costituzione oggettiva, diremo ontologica, dell’umanità.
Ma a differenza di un’oggettività fredda, è qualcosa che
appartiene sì al nostro essere nella sua oggettività, ma con il
massimo di soggettività amorosa, poiché è e dipende dalla
nostra volontà libera in modo che possiamo accettarla o
rifiutarla.
Nell’accettarla noi diventiamo totalmente uomini attraverso la
sofferenza-amore; nel rifiutarla, al contrario, ci distruggiamo
come uomini attraverso la sofferenza-odio.
314
6. Solidarietà costitutiva in Cristo6. Solidarietà costitutiva in Cristo
Costituzione del Verbo Incarnato.Incarnato.
Umanità solidale.
Natura razionale della sostanzaNatura razionale della sostanza
relazionale (persona).relazionale (persona).
Filiazione divinaFiliazione divina ee peccato originale.peccato originale.
Solidarietà,Solidarietà, Obbedienza-Ribellione.Obbedienza-Ribellione.
Costituzione dell’umanitàumanità come tale.
Oggettività e soggettività solidali amorose.
Costruzione dell’uomo per la sofferenza.Costruzione dell’uomo per la sofferenza.
*** sofferenza-*** sofferenza- amoreamore-solida-solidale.le.
Distruzione dell’uomo per la sofferenza.Distruzione dell’uomo per la sofferenza.
*** sofferenza-*** sofferenza- odioodio-egoista.-egoista.
315
Solidarietà costitutivaSolidarietà costitutiva 316
7. La Sofferenza vista da7. La Sofferenza vista dalllala
RisurrezioneRisurrezione
Il Papa è consapevole della difficoltà di ragionare in questo
modo, e per questo ci dice che la realtà della sofferenza
solidale si comprende solo attraverso la risurrezione.
Dalla nostra solidarietà con il massimo della vita che è Cristo
risuscitato, possiamo comprendere la nostra solidarietà
amorosa con Cristo sofferente sulla croce.
Così come Cristo risuscita e nella sua risurrezione è compresa
la risurrezione dell’umanità, di tutti e ciascuno di noi, così
anche nella sofferenza di Cristo sono comprese le sofferenze e
i dolori di tutti e di ognuno di noi.
Tra la risurrezione e la croce non esiste alcuna separazione ma
una convergenza sia in Cristo come in noi; per questo dice il
Papa che Cristo contiene nel suo corpo glorificato i segni delle
sue piaghe.
317
7. La Sofferenza vista da7. La Sofferenza vista dalllala
RisurrezioneRisurrezione
Difficoltà di comprenderla
dalla prospettiva della
morte.morte.
Possibilità di comprenderla
dalla prospettiva della fede
nella Risurrezione.Risurrezione.
Cristo risuscitato, conservaconserva
nel suo corpo glorioso le
piaghe della Croce. 318
MORTE: ENIGMAMORTE: ENIGMA
RISURREZIONE:RISURREZIONE:
MISTEROMISTERO
319
8. Il senso della Croce Gloriosa8. Il senso della Croce Gloriosa
Così si realizza e si comprende ciò che, altrimenti, sarebbe un
paradosso insostenibile, uno scandalo e una follia: come la croce
è gloriosa, cioè come la croce, dall’essere il male più temuto
come morte totale, è l’inizio glorioso di tutta la seconda
creazione.
Il nulla dal quale nasce questo nuovo mondo di felicità che
significa il Paradiso definitivo, non sgorga da un nulla innocente,
ma da un nulla colpevole che è il male massimo che è il peccato e
che in definitiva sfocia nella croce.
E dalla croce, non in virtù della croce, ma in virtù dell’onnipotenza
del Padre e per la solidarietà-Amore dello Spirito, il Verbo
Incarnato ricrea in noi l’autentico Adamo, l’uomo vero, il modello
progettato da Dio da tutta l’eternità, per essere autenticamente
umani.
320
8. Il senso della Croce Gloriosa8. Il senso della Croce Gloriosa
CroceCroce, morte totale
Inizio gloriosoInizio glorioso della nuova Creazione
“Niente” attuale della nuova Creazione
““Niente Colpevole”Niente Colpevole”
ProcessoProcesso della nuova Creazione:
Onnipotenza creatrice del Padre
Creazione della solidarietà per lo Spirito
Conformazione col Verbo Incarnato
Croce gloriosa: Morte-RisurrezioneCroce gloriosa: Morte-Risurrezione
Niente “colpevole”: peccato del mondoNiente “colpevole”: peccato del mondo
321
Croce gloriosaCroce gloriosa
322
Nuova Creazione nella morteNuova Creazione nella morte
323
L’unico modo per decifrare l’enigma del dolore e della
sofferenza è la via dell’amore. Un amore che è capace di
trasformare il niente in realtà piena.
La mancanza di significato, la mancanza di direzione,
l’anticultura radicale, la contraddizione, la morte: in
pienezza di significato, in pieno orientamento, in cultura
ascendente, in affermazione gioiosa, in vita; la follia e la
stoltezza in ciò che è più saggio e assennato.
È l’intima solidarietà dell’amore trionfante che risuscita,
nella solidarietà amorosa nella sofferenza più terribile che
uccide. È la vittoria sulla morte.
324
Così, Giovanni Paolo II ci conduce a scrutare in un modo
misterioso, abbagliante, ma che è l’unica prospettiva
valida, il significato del dolore umano; l’enigma
finalmente diventa mistero.
Un mistero gioioso, luminoso e pieno di felicità. È il
paradosso che ritorna logico attraverso l’Amore
Onnipotente di Dio Padre che è il suo Spirito e ha la sua
efficacia nel culmine della storia umana, quando ci
concede l’intima solidarietà di tutti gli uomini, nella
Pasqua del Verbo Incarnato.
325
LEVANDO IL VELO DELL’ENIGMA:LEVANDO IL VELO DELL’ENIGMA:
La sofferenza e il dolore non sono un male.non sono un male.
Procedono dal male:Procedono dal male: il peccato originale.il peccato originale.
Il male lo annichila Cristo mediante la sua sofferenza.mediante la sua sofferenza.
Ogni sofferenza umanaOgni sofferenza umana si ricapitola in Cristo nella
croce. Lui la soffre e la trasforma in gioia per la risurrezione.
Perché la sofferenza e il dolore d’ogni persona nella
successione dei tempi si converta in annichilazione del male
ci si deve solidalmente unirsolidalmente unir ee alla sofferenza di
Cristo e dell’umanità intera, per poter partecipare alla
risurrezione.
Questa è la partecipazione personaleQuesta è la partecipazione personale
vittoriosavittoriosa nella Pasnella Passsione eione e
Risurrezione di Cristo.Risurrezione di Cristo. 326
327
Solidarietà
nel Dolore
328
TRASFORMAZIONETRASFORMAZIONE
DEL MISTERODEL MISTERO ::
MISTERO DELLAMISTERO DELLA
SOFFERENZA UMANASOFFERENZA UMANA
MISTERO DELLAMISTERO DELLA
SOLIDARIETÀ DIVINOSOLIDARIETÀ DIVINO
=
329
Soluzione pienaSoluzione piena
all’Enigmaall’Enigma
del Dolore edel Dolore e
della mortedella morte
330
““Io ritengo infatti, che le sofferenzeIo ritengo infatti, che le sofferenze
del momento presentedel momento presente
non sono paragonabilinon sono paragonabili
alla Gloria futuraalla Gloria futura
che dovrà essere rivelata in noi…”che dovrà essere rivelata in noi…”
(Rm. 8,18)
331
332332
333333
Dalla considerazione del capitolo precedente, è logico che le
domande adesso siano: come si compie nella pratica questa
forma di solidarietà di chi oggi soffre e, specialmente quando
arriva la morte, come possa partecipare a questa solidarietà ed
incontrare una risposta che dia anche felicità dentro un pieno
malessere? Queste domande sono la chiave della Pastorale
della Salute e la ragione ultima del perché questo libro ha come
titolo “La Vita nella morte”. Questa risposta è il Viatico.
Specialmente il Viatico, poiché si intende anche accompagnato
al Sacramento dell’Unzione dei malati. Sacramenti purtroppo
poco amministrati in alcune parti, come segni della
secolarizzazione della società attuale, senza i quali, tuttavia, le
risposte date non sarebbero che belle teorie o reminiscenze di
fatti straordinari del passato. La nostra riflessione si sviluppa in
tre punti: Morte e Vita, Solidarietà - comunione, Eternità.
335335
336336
Come dicevamo nell’introduzione a questa seconda parte, la
differenza tra la teoria e la pratica, nella coniugazione paradossale
tra la morte e la vita si ha solamente grazie all’azione divina
immediata che ci fa partecipare alla morte e risurrezione di Cristo.
In questo terzo capitolo cerchiamo di riflettere sul “come” si
realizza questa azione divina. La risposta è: mediante i sacramenti; e
in particolare nelle circostanze terminali della vita, mediante i
sacramenti dell’Unzione degli Infermi e specialmente del Viatico.
I sacramenti prolungano nel tempo le azioni benefiche che Cristo
realizzò nel suo tempo. Questi due sacramenti dell’Unzione e del
Viatico, potenziano al massimo l’azione salvifica di Cristo
nell’unire in realtà la morte con la vita e fare della morte di ogni
uomo, unita a quella di Cristo, la culla della vita.
337337
Attualmente arrivando alla tappa terminale della vita assistiamo a varie
proposte tra le quali se ne segnalano specialmente due: l’eutanasia e le cure
palliative [32].
Le cure palliative sono terapie applicate ai malati terminali per lenire i loro
dolori, non li guariscono, ma facilitano una morte degna.
Sono di diversi tipi: fisiche, psichiche, sociali, famigliari, spirituali.
Le cure palliative fisiche alleviano il dolore, le psichiche offrono
comprensione, le famigliari sostengono il malato, le sociali offrono compagnia,
per esempio con il volontariato, le spirituali uniscono il malato a Dio.
L’Unzione dei malati e il Viatico si potrebbero collocare fra le cure
spirituali, bensì come abbiamo ormai detto vanno oltre le cure palliative.
[32] Cfr. PONTIFICIO CONSEJO PARA LA PASTORAL DE LA SALUD, Cuidados Paliativos, Madrid 2006
338338
Per disgrazia vi è un movimento crescente che lotta per
legalizzare l’eutanasia in diversi paesi. È il culmine della
cultura della morte. Dalla parte cristiana si vanno estendendo
le cure palliative. Un qualcosa che si accorda molto con la
sacralità della vita e il suo rispetto fino al suo tramonto
naturale. Tuttavia si nota ancora in queste cure una certa
influenza secolarista che non prende in considerazione i
sacramenti menzionati. Si generalizza il loro rifiuto, poiché si
pensa che sono la stessa morte.
Per situare più comprensivamente oggi questi stessi
sacramenti e specialmente il Sacramento dell’Eucaristia nel
Viatico, li poniamo nell’ambito delle cure palliative.
1. CURE PALLIATIVE1. CURE PALLIATIVE
Che cosa sono?Che cosa sono?
Terapie applicate ai malatiTerapie applicate ai malati
terminaliterminali
Non li curanoNon li curano
Mitigano solo il doloreMitigano solo il dolore
Facilitano unaFacilitano una morte degnamorte degna
339339
MITIGANO IL DOLOREMITIGANO IL DOLORE 340340
DIVERSE CATEGORIE DIDIVERSE CATEGORIE DI
CURE PALLIATIVECURE PALLIATIVE
Fisiche:Fisiche: tolgono il doloretolgono il dolore
Familiari:Familiari: sostegno dei parentisostegno dei parenti
Sociali:Sociali: offrono compagniaoffrono compagnia
Psichiche:Psichiche: offrono comprensioneoffrono comprensione
Spirituali:Spirituali: uniscono il malato a Diouniscono il malato a Dio
341341
CURE PALLIATIVE:
FISICHEFISICHE
FAMILIARIFAMILIARI
PSICOLOGICHEPSICOLOGICHE
342342
343343
2. Cure palliative spirituali cattoliche:
Tutte sono necessarie, però ora mi occuperò solamente delle
cure palliative spirituali.
Quando si tratta delle cure palliative spirituali cristiane,
queste veramente smettono di essere solamente cure palliative,
vanno oltre, non mitigano solamente il dolore, ma lo
trasformano in felicità.
Le cure spirituali cristiane realizzano il paradosso di
trasformare la malattia e la morte in fonte di vita nell’unire la
propria morte con quella di Cristo. Mediante queste cure
spirituali si arriva all’apice della vita, dove si compiono tutti i
desideri vitali della persona.
344344
Questa meraviglia si realizza attraverso i sacramenti
della Chiesa, in particolare attraverso i Sacramenti
dell’Unzione degli Infermi e quello dell’Eucaristia
ricevuta come Viatico.
Dopo una breve menzione del Sacramento dell’Unzione
degli Infermi, mi centrerò in alcune riflessioni sul Viatico,
giacché nell’Eucaristia ricevuta come Viatico si compie
pienamente la meraviglia di vincere il paradosso che la
morte sia la vita e la felicità. Annotiamo brevemente i
punti dottrinali ricordando il Concilio Vaticano II, a partire
dal quale rifletto su tre punti: il Viatico come vita, il
Viatico come comunione e il Viatico come eternità.
Considerare l’Eucaristia come la salute definitiva, èConsiderare l’Eucaristia come la salute definitiva, è
qualcosa che per disgrazia in alcuni ambienti troppoqualcosa che per disgrazia in alcuni ambienti troppo
secolarizzati è caduto in disuso. Molti pensano chesecolarizzati è caduto in disuso. Molti pensano che
chiamare il sacerdote per l’Unzione degli Infermi e perchéchiamare il sacerdote per l’Unzione degli Infermi e perché
porti ai malati il Viatico è uguale a chiamare il becchino. Siporti ai malati il Viatico è uguale a chiamare il becchino. Si
teme molto la morte, e certamente di qualsiasi approccio adteme molto la morte, e certamente di qualsiasi approccio ad
essa.essa.
Tuttavia, ci si pone la domanda: veramente il Viatico è ilTuttavia, ci si pone la domanda: veramente il Viatico è il
prologo all’oscurità della morte? Si tratta di qualcosa diprologo all’oscurità della morte? Si tratta di qualcosa di
meno elegante che offende la sensibilità educata dell’uomomeno elegante che offende la sensibilità educata dell’uomo
di oggi? Che cosa è l’Eucaristia ricevuta come Viatico? Sidi oggi? Che cosa è l’Eucaristia ricevuta come Viatico? Si
tratta di un tema lugubre che peggiora la salute deterioratatratta di un tema lugubre che peggiora la salute deteriorata
di un malato terminale?di un malato terminale?
345345
2. CURE PALLIATIVE SPIRITUALI2. CURE PALLIATIVE SPIRITUALI
CATTOLICHECATTOLICHE
Ma più che palliativeMa più che palliative
DannoDanno piena salutepiena salute
Sono l’essenza del CristianesimoSono l’essenza del Cristianesimo
Morte e RisurrezioneMorte e Risurrezione
Attraverso i Sacramenti:Attraverso i Sacramenti:
Unzione degli Infermi,Unzione degli Infermi,
Eucaristia: ilEucaristia: il ViaticoViatico
346346
CURE PALLIATIVECURE PALLIATIVE
SPIRITUALISPIRITUALI
347347
UNZIONEUNZIONE
DEGLIDEGLI
INFERMIINFERMI 348348
IL VIATICOIL VIATICO
349349
3. Il Concilio Vaticano II3. Il Concilio Vaticano II
 Il Papa Benedetto XVI, nelle sue prime raccomandazioni ha detto di nonIl Papa Benedetto XVI, nelle sue prime raccomandazioni ha detto di non
dimenticare il Concilio Vaticano II, poiché la sua ricchezza è stata tale che indimenticare il Concilio Vaticano II, poiché la sua ricchezza è stata tale che in
nessun modo possiamo pensare che sia esaurita.nessun modo possiamo pensare che sia esaurita.
 Sottolineiamo tre paragrafi presi da due Costituzioni del Concilio Vaticano II, laSottolineiamo tre paragrafi presi da due Costituzioni del Concilio Vaticano II, la
Sacrosanctum ConciliumSacrosanctum Concilium e lae la Lumen GentiumLumen Gentium..
 A proposito del Sacramento dell’Unzione degli Infermi, la CostituzioneA proposito del Sacramento dell’Unzione degli Infermi, la Costituzione
Dogmatica sulla Chiesa, al n. 11 ci dice: “Dogmatica sulla Chiesa, al n. 11 ci dice: “Con l’unzione degli infermi e laCon l’unzione degli infermi e la
preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli infermi al Signorepreghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli infermi al Signore
sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi”sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi” [33],[33], e perfinoe perfino
li esortali esorta affinchéaffinché “associandosi volontariamente alla passione e morte di“associandosi volontariamente alla passione e morte di
Cristo contribuiscano così al bene del popolo di Dio”Cristo contribuiscano così al bene del popolo di Dio” [34][34]
[33] Gc 5, 14-16[33] Gc 5, 14-16
[34][34] Cfr Rm 8,17; Col1,24; 2Tim 2,11-12; 1Pt 4,13Cfr Rm 8,17; Col1,24; 2Tim 2,11-12; 1Pt 4,13
350350
Nella stessa Costituzione, nel medesimo numero si dice: “Nella stessa Costituzione, nel medesimo numero si dice: “Partecipando alPartecipando al
sacrificio eucaristico, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, offrono asacrificio eucaristico, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, offrono a
Dio la vittima divina e offrono se stessi unitamente ad essa…MostranoDio la vittima divina e offrono se stessi unitamente ad essa…Mostrano
l’unità del Popolo di Dio…realizzata meravigliosamente da questol’unità del Popolo di Dio…realizzata meravigliosamente da questo
sacramento”.sacramento”. n.11;n.11;
Nella Costituzione sulla Sacra Liturgia, al n.12, si annota: “…Nella Costituzione sulla Sacra Liturgia, al n.12, si annota: “…E lo stessoE lo stesso
apostolo ci esorta a portare sempre la mortificazione nel nostro corpoapostolo ci esorta a portare sempre la mortificazione nel nostro corpo
perché anche la sua vita si manifesti nella nostra vita mortaleperché anche la sua vita si manifesti nella nostra vita mortale [35][35] PerPer
questa causa chiediamo al Signore nel sacrificio della Messa che ‘ricevutaquesta causa chiediamo al Signore nel sacrificio della Messa che ‘ricevuta
l’offerta spirituale’, faccia di noi stessi una ‘offerta eterna’per sél’offerta spirituale’, faccia di noi stessi una ‘offerta eterna’per sé [36].[36].
[35]Cfr. 2Cor 4,10-11.[35]Cfr. 2Cor 4,10-11.
[36][36] Messale Romano, Secreta del lunedì dell’ottava di Pentecoste.Messale Romano, Secreta del lunedì dell’ottava di Pentecoste.
351351
3. IL CONCILIO VATICANO II3. IL CONCILIO VATICANO II
Lumen GentiumLumen Gentium (n.11)(n.11)
Unzione degli Infermi
La Chiesa intera raccomanda gli infermi alLa Chiesa intera raccomanda gli infermi al
Signore sofferente e glorificato:Signore sofferente e glorificato: li cura;li cura; lili
unisce alla Passione e Morte di Cristounisce alla Passione e Morte di Cristo
Offrendoli insieme a CristoOffrendoli insieme a Cristo realizza l’unitàrealizza l’unità
del Popolo di Dio.del Popolo di Dio.
Eucaristia
Porta al culmine l’UnzionePorta al culmine l’Unzione..
352352
Sacrosanctum ConciliumSacrosanctum Concilium (n.12)(n.12)
Offriamo la mortificazioneOffriamo la mortificazione dei nostri corpi, indei nostri corpi, in
unione con la Vittima divinaunione con la Vittima divina
La vita diLa vita di Gesù si manifesta nella nostraGesù si manifesta nella nostra
vita mortalevita mortale
Il Padre Eterno, accettando la nostra offertaIl Padre Eterno, accettando la nostra offerta
spirituale,spirituale, ci trasforma in un’offerta eternaci trasforma in un’offerta eterna
presentata a Se Stesso.presentata a Se Stesso.
353353
4. VIATICO:4. VIATICO:
Il Nucleo della RiflessioneIl Nucleo della Riflessione
Come filo conduttore del pensiero che esporrò, mi sia permesso partire daCome filo conduttore del pensiero che esporrò, mi sia permesso partire da
ciò che chiamerò “ciò che chiamerò “la contemporaneità”che comporta il mandatola contemporaneità”che comporta il mandato
eucaristico ricevuto da Cristo stesso: “Fate questo in memoria di me”.eucaristico ricevuto da Cristo stesso: “Fate questo in memoria di me”.
Cioè, in ciascuna Eucaristia il nostro tempo concreto e quello di tutti iCioè, in ciascuna Eucaristia il nostro tempo concreto e quello di tutti i
secoli si inserisce nell’evento culmine della Storia, in quello in cui tutto hasecoli si inserisce nell’evento culmine della Storia, in quello in cui tutto ha
il suo apice: la Cena Pasquale, la morte e risurrezione del Signore, o peril suo apice: la Cena Pasquale, la morte e risurrezione del Signore, o per
essere più espliciti, tutto il significato del mistero dell’Incarnazione nellaessere più espliciti, tutto il significato del mistero dell’Incarnazione nella
sua integralità. Dal decreto eterno del Padre, nascosto prima di tutti isua integralità. Dal decreto eterno del Padre, nascosto prima di tutti i
secoli, fino alla presenza attuale di Cristo alla destra del Padre, tutto èsecoli, fino alla presenza attuale di Cristo alla destra del Padre, tutto è
presente oggi nell’Eucaristia. Il nostro tempopresente oggi nell’Eucaristia. Il nostro tempo “si fonde” nel “tempo“si fonde” nel “tempo
eucaristico”.eucaristico”.
Per questa via cercherò di imbastire alcune idee a proposito della vita, laPer questa via cercherò di imbastire alcune idee a proposito della vita, la
comunione e l’eternità, che significa il Viatico per chi lo riceve.comunione e l’eternità, che significa il Viatico per chi lo riceve.
354354
4. VIATICO:4. VIATICO:
IL NUCLEO DELLA RIFFLESSIONEIL NUCLEO DELLA RIFFLESSIONE
L’EUCARISTIA:L’EUCARISTIA:
““FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”
FILO CONDUTTORE:FILO CONDUTTORE:
Tutto il MisteroTutto il Mistero di Cristo, dall’Incarnazionedi Cristo, dall’Incarnazione
fino alla sua presenza attuale nel cielo,fino alla sua presenza attuale nel cielo,
tutto incluso, si fatutto incluso, si fa presente nel momentopresente nel momento
del Viaticodel Viatico
Per laPer la VitaVita, la, la ComunioneComunione e l’e l’EternitàEternità..
355355
““FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME” 356356
357357
358358
1. Il Viatico, culmine della vita
Il Viatico, è l’apice della vita. L’Eucaristia è la fonte totale della
vita, poiché è la presenza simultanea di tutto il mistero di Cristo. Si
tratta della ricreazione della nuova creatura. Nell’Eucaristia si
partecipa sempre della medicina dell’immortalità, tuttavia nel
Viatico, sulla soglia della morte si ha la contemporaneità della morte
con la pienezza della vita, si riceve la medicina per vincere la morte
con l’irruzione massima della vita.
La nostra morte è questo, la morte come il finale; però con il
Viatico la nostra morte smette di essere il finale per la tomba per
trasformarsi in culla, nell’autentica nascita.
359359
Il Viatico, culmine della vita
Cristo sulla croce, si abbandona nelle mani del Padre e gli affida
il suo spirito, e questo dono di Amore, lo Spirito, è la forza con la
quale il Padre trasforma la morte di Cristo in fonte di vita e lo
risuscita.
Il nostro abbandono al Padre nel momento finale, come un
abbraccio totale amoroso nello Spirito, è un abbraccio con le
braccia di Cristo inchiodate sulla croce, e con Cristo, nel Viatico,
il nostro abbraccio mortale diventa l’immortalità della
risurrezione. Cristo parlò della sua ora come l’ora della sua
glorificazione, il Viatico fa della nostra ora finale l’ora della
nostra glorificazione.
1. IL VIATICO COME CULMINE1. IL VIATICO COME CULMINE
DELLA VITADELLA VITA
Presenza totale del MisteroPresenza totale del Mistero, che porta al culmine, che porta al culmine
l’Unzione degli Infermil’Unzione degli Infermi
Ricreazione dellaRicreazione della nuova creaturanuova creatura
La medicina dell’La medicina dell’immortalitàimmortalità
La più alta irruzione della vita nelleLa più alta irruzione della vita nelle sponde dellasponde della
mortemorte
Trasforma la tomba inTrasforma la tomba in cullaculla
Il cammino:Il cammino:
L’ora della glorificazione di Cristo:L’ora della glorificazione di Cristo: la nostra orala nostra ora
Croce e RisurrezioneCroce e Risurrezione per l’amoreper l’amore dello Spiritodello Spirito
360360
TUTTO IL MISTEROTUTTO IL MISTERO
ORA NELL’EUCARISTIAORA NELL’EUCARISTIA 361361
362362
2. Significato della morte
Nel Viatico la nostra morte si unisce alla morte di Cristo e così supplisce a ciò
che manca alla passione di Cristo per la salvezza di tutto il mondo. L’evento
massimo della nostra esistenza arriva a questo apice quando ci troviamo in
sintonia con Cristo e offriamo con Cristo la nostra vita per la salvezza del mondo.
Così arriviamo a dare il significato pieno alla sofferenza, alla malattia e al
dolore che si assumono per completare nel nostro corpo ciò che manca ai
patimenti di Cristo e si dà loro il significato pieno dalla morte.
Un paradosso che li trasforma invece del corteo funebre che ci ha
accompagnato tutta la vita, nel merito di Cristo che in Cristo e per lui ci merita la
nuova vita immortale.
Questa unione tra gli antecedenti dolorosi di ogni vita che preludono alla morte
e alla stessa morte con i patimenti e alla morte di Cristo, è l’Eucaristia ricevuta
come Viatico. Ci dà una contemporaneità di ogni nostra vita con la vita di Cristo e
ci fa eredi della vita eterna.
2. VIATICO E SIGNIFICATO2. VIATICO E SIGNIFICATO
DELLA MORTEDELLA MORTE
La morte di CristoLa morte di Cristo nella croce.nella croce.
Redenzione: Vita piena per l’umanità.Redenzione: Vita piena per l’umanità.
La morte del cristianoLa morte del cristiano per la forza del Viatico,per la forza del Viatico,
si uniscesi unisce a quella di Cristo Redentore,a quella di Cristo Redentore,
completa ciòcompleta ciò che mancache manca alla passione di Cristo,alla passione di Cristo,
acquisendoacquisendo la pienezza della vitala pienezza della vita per seper se
stessi e per tutta l’umanità.stessi e per tutta l’umanità.
Pienezza di significatoPienezza di significato della nostra morte edella nostra morte e
delle nostre sofferenze.delle nostre sofferenze.
I nostri meriti per i meriti di Cristo ottengono ilI nostri meriti per i meriti di Cristo ottengono il
trionfo sulla morte.trionfo sulla morte. 363363
VIATICOVIATICO
TRIONFO SULLA MORTETRIONFO SULLA MORTE
364364
Completando ciò che manca alla passione di CristoCompletando ciò che manca alla passione di Cristo
365365
IMMORTALITÀ?IMMORTALITÀ? ==
DALLA MORTEDALLA MORTE
ALAL
RINASCERERINASCERE
IN CRISTOIN CRISTO
PER LO
SPIRITO SANTO
366366
367367
368368
1. Oscurità e solitudine
Si è soliti parlare della tremenda
solitudine della morte, poiché per morire
nessuno può sostituire qualcuno e tutti
dobbiamo morire.
1. OSCURITÀ E SOLITUDINE1. OSCURITÀ E SOLITUDINE
IlIl terribileterribile problemaproblema
La solitudine nel momentoLa solitudine nel momento
della morte:della morte:
““nessuno muore al mionessuno muore al mio
posto”;posto”;
tutto resta nell’tutto resta nell’oscuritàoscurità 369369
La solitudine e l’oscurità della morteLa solitudine e l’oscurità della morte 370370
371371
2. Il Viatico, la luce
Questo è certo, però anche così per un cristiano, mediante il Viatico
questa solitudine non è così terribile come potrebbe apparire a prima vista.
Nell’Eucaristia ricevuta come Viatico ci troviamo in piena e intima
unione con Cristo che muore in ognuna delle nostre morti, però non vi
muore nella tenebra dell’annichilimento ma nella luminosità della
risurrezione.
Questa luminosità significa la compagnia della Verità personale di tutta
l’esistenza, che vissuta in Cristo significa il giudizio misericordioso e
benigno del nostro Salvatore; significa l’amore misericordioso del Padre
eterno che vive in colui che muore, grazie all’Eucaristia, e che è l’Amore
onnipotente dello Spirito Santo. Nel Viatico entriamo nella comunione
trinitaria come l’ultimo gradino della salita alla perfezione della nostra
esistenza terrena per aprirci alla perfezione massima del cielo.
2. VIATICO: LUCE2. VIATICO: LUCE
LuceLuce
La luminosità dellaLa luminosità della risurrezionerisurrezione
L’unicaL’unica veritàverità della vita umanadella vita umana
LaLa coscienzacoscienza, meriti, il merito di, meriti, il merito di
CristoCristo
L’L’ infinita misericordiainfinita misericordia di Diodi Dio
ComuniComunioneone trinitariatrinitaria
372372
LA LUCE: L’UNICA VERITÀ DI OGNI VITA UMANALA LUCE: L’UNICA VERITÀ DI OGNI VITA UMANA 373373
FEDE: LUCE NEL MISTEROFEDE: LUCE NEL MISTERO 374374
LA LUMINOSITÀ DELLA RISURREZIONELA LUMINOSITÀ DELLA RISURREZIONE 375375
376376
3. Accompagnamento
In Cristo, Capo del Cristo mistico, entriamo inoltre nella comunione dei santi
con la Santissima Vergine Maria, San Giuseppe, tutti i santi, tutti coloro che si
trovano nello stadio del purgatorio e tutti i cristiani con i quali siamo in
comunione. Tutti ci accompagnano nel momento definitivo del transito e ci
aiutano a fare il passo trascendentale verso la felicità assoluta.
In Cristo, Alfa e Omega, Primogenito dell’Universo, si trova virtualmente la
creazione intera, e in questo momento per l’Eucaristia ricevuta nel Viatico, è
tutta la creazione in attesa in noi della sua redenzione.
Questa redenzione la ottiene la creazione intera da colui che muore in Cristo,
poiché questo, per il Viatico, si trova nel momento in cui la erediterà in Cristo
stesso, che lo rende così anche centro dell’Universo, pensato e voluto dal Padre
come primogenito dell’Universo nello stesso Cristo, il Primogenito
dell’Universo [37].
[37] Col 1,15-20
377377
3. Accompagnamento
Nel Viatico per ogni cristiano arriva il momento culminante di
cui ci parla S. Paolo nella Lettera agli Efesini:
“… poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua
volontà, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva in lui
prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno
cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose quelle del cielo come
quelle della terra.
In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati
secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente, conforme
alla sua volontà perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi
che per primi abbiamo sperato in Cristo” [38].
[38] Ef 1,9-12.
3. VIATICO:3. VIATICO:
ACCOMPAGNAMENTOACCOMPAGNAMENTO
Nell’Nell’ unirsiunirsi con Cristocon Cristo
L’L’Inabitazione TrinitariaInabitazione Trinitaria
L’L’accompagnamentoaccompagnamento di tutta la Chiesa:di tutta la Chiesa:
Maria e GiuseppeMaria e Giuseppe
Gli Angeli e i SantiGli Angeli e i Santi
Le Anime del PurgatorioLe Anime del Purgatorio
Tutti coloro che sono inTutti coloro che sono in comunione con lacomunione con la
ChiesaChiesa
Tutta la Creazione, l’ Universo.Tutta la Creazione, l’ Universo.
378378
Uniti in CristoUniti in Cristo
379379
“Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio,
ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù:
grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro,
e dal Signore Gesù Cristo: Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale
nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della
creazione del mondo per
essere santi e immacolati al suo cospetto
nella carità, predestinandoci a essere suoi figli
adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il
beneplacito della sua volontà. E questo
a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato
nel suo figlio diletto; nel quale abbiamo la
redenzione mediante il suo sangue, la remissione
dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli
ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà,
secondo quanto nella sua benevolenza aveva
in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza
dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in
Cristo tutte le cose quelle del cielo come
quelle della terra. In lui siamo stati fatti
anche eredi, essendo stati predestinati secondo
il piano di colui che tutto opera efficacemente,
conforme alla sua volontà, perché noi fossimo
a lode della sua gloria, noi che per primi
abbiamo sperato in Cristo. In lui anche voi
dopo aver ascoltato la parola della verità,
il vangelo della vostra salvezza e avere in esso
creduto, avete ricevuto il suggello dello
Spirito Santo che era stato promesso, il quale
è caparra della nostra eredità, in attesa della
completa redenzione di coloro che Dio si è
acquistato a lode della sua gloria.”
Ef 1,1-13
380380
Uniti allaUniti alla
SantissimaSantissima
TrinitàTrinità
a Mariaa Maria
agli Angeliagli Angeli
e ai Santie ai Santi
381381
“Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura;
poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose
e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa;
il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti,
per ottenere il primato di tutte le cose.
Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza
e per mezzo di lui riconciliare tutte le cose
rappacificando con il sangue della sua
croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.
E anche voi un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere
cattive che facevate, ma ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo
corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto;
purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare
dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato, il quale è stato
annunziato ad ogni creatura sotto il cielo
e di cui io, Paolo sono diventato ministro”.
(Col 1, 16-23)
382382
Uniti a Maria e GiuseppeUniti a Maria e Giuseppe 383383
Uniti alle anime del PurgatorioUniti alle anime del Purgatorio 384384
A tutti i membriA tutti i membri
in comunionein comunione
con la Chiesacon la Chiesa
385385
Uniti all’UniversoUniti all’Universo
386386
387387
4. Proporzioni
Sperimentare la solitudine della morte è proprio di
chi non ha fede. Nel Viatico, la fede si sostiene per la
presenza definitiva di Cristo, è il coronamento del
trionfo individuale, solidale e di comunione della
fratellanza, dell’amicizia, dell’amore totale di
donazione che consisterà nella felicità futura.
La proporzione tra solitudine e fede nel momento
della morte è opposta: a maggiore fede minore
solitudine; a minore fede maggiore solitudine.
- Fede = + Oscurità & SolitudineFede = + Oscurità & Solitudine
+ Fede = - Oscurità & Solitudine+ Fede = - Oscurità & Solitudine
4. PROPORZIONI INVERSE4. PROPORZIONI INVERSE::
388388
389389
390390
1. PRESENZA EUCARISTICA
La presenza definitiva di Cristo nelle specie eucaristiche ci fa
già pregustare l’eternità. Cristo appare come indipendente dalle
condizioni di spazio e tempo.
La sua dimensione è trascendente a qualsiasi immaginazione
sempre condizionata dalle misure di spazio e tempo.
Ciò che si fa in tutti gli atti eucaristici che realizziamo, in una
maniera molto speciale si realizza nella soglia dell’eternità che è il
Viatico.
1. PRESENZA EUCARISTICA1. PRESENZA EUCARISTICA
Modo dellaModo della presenza di Cristopresenza di Cristo
nell’Eucaristianell’Eucaristia
Indipendente dalle condizioni diIndipendente dalle condizioni di
spazio e tempospazio e tempo
Senza applicare le sueSenza applicare le sue
dimensionidimensioni alle speciealle specie
eucaristicheeucaristiche
Varcando le soglie dell’Varcando le soglie dell’eternitàeternità
391391
392392
2. Eternità
Classicamente Boezio definiva l’eternità come “interminabilis vitae tota
simul atque perfecta posessio” interminabile, simultaneo e perfetto possesso
della vita [39] .
Nella sua definizione possiamo intuire un aspetto che ci permette di svelare
balbettando la partecipazione alla vita divina. Di fatto il limite per dirlo così, tra
la divinità e la creatura è il movimento.
Dio è immutabile, la creatura è mutevole.
Non si tratta certamente solo di un movimento quantitativo misurabile con le
coordinate di spazio e tempo, ma di un movimento qualitativo che si perfeziona
progressivamente. È il movimento vitale del quale parlavamo nel primo
capitolo sulla vita di questa seconda parte del libro.
[39] MANLIO SEVERINO BOETIUS, De Consolatione Philosophiae; V. 6
2. ETERNITÀ2. ETERNITÀ
BOETIUS:BOETIUS:
““Interminabilis vitae tota simul atqueInterminabilis vitae tota simul atque
perfecta posessioperfecta posessio”:”: Il possessoIl possesso
interminabile, simultaneo e perfettointerminabile, simultaneo e perfetto
della vita.della vita.
Immutabilità:Immutabilità: Onniperfezione: Divinità.Onniperfezione: Divinità.
FrontieraFrontiera tra il Creatore e la creatura.tra il Creatore e la creatura.
Non solo quantitativa ma ancheNon solo quantitativa ma anche
qualitativa.qualitativa. 393393
394394
3. Immutabilità
L’immutabilità divina non è una quiete estatica carente di dinamismo, ma la
pienezza del dinamismo che significa l’onniperfezione. Questa onniperfezione
non è solo il concetto aristotelico del motore immobile ma la pienezza della
dedizione in una infinita donazione di amore che significa la vita nella
Santissima Trinità. È un movimento che non brama di possedere perché è
tutto, che è donazione amorosa senza diminuzione, ricezione gioiosa senza
aumento: Dio è amore. Non è solamente infinitamente amabile, ma è
infinitamente amante.
Questa immutabilità della gioia perfetta nell’infinita dedizione amorosa è
l’autentica immutabilità divina, la natura della vita di Dio.
Partecipare della natura divina è entrare in questa comunità piena di amore,
è entrare nel circolo trinitario vincendo la mutevolezza del desiderio e della
crescita progressiva nella soddisfazione della creatura al colmo della sua
possibilità. È la vita, così solamente, senza aggiungerle niente; è la salute.
3. IMMUTABILITÀ DIVINA3. IMMUTABILITÀ DIVINA
Totalità del dinamismo delle Persone divine.Totalità del dinamismo delle Persone divine.
Il dinamismo di una dedizione infinita e reciproca diIl dinamismo di una dedizione infinita e reciproca di
Amore, all’interno della Santissima Trinità:Amore, all’interno della Santissima Trinità:
Amarsi dandosi senza diminuirsiAmarsi dandosi senza diminuirsi
Amarsi ricevendosi senza aumentarsiAmarsi ricevendosi senza aumentarsi
La natura di DioLa natura di Dio
Amore nell’ immutabilità della gioia perfetta.Amore nell’ immutabilità della gioia perfetta.
Amarsi in unAmarsi in un atto infinitoatto infinito di darsi e riceversi senzadi darsi e riceversi senza
diminursi nè accrescersi.diminursi nè accrescersi.
395395
La Vita nella Santissima TrinitàLa Vita nella Santissima Trinità
IlIl
PadrePadre
pensapensa
a sea se
stessostesso
GeneraGenera
il Verboil Verbo
Suo FiglioSuo Figlio
Il Padre e il Figlio si amano a vicendaIl Padre e il Figlio si amano a vicenda
Lo Spirito Santo procede come AmoreLo Spirito Santo procede come Amore
Tre persone infinite pensandosi e amandosi totalmente,Tre persone infinite pensandosi e amandosi totalmente,
IN MUTUA DONAZIONE, SENZA AUMENTARSI O DIMINUIRSI:IN MUTUA DONAZIONE, SENZA AUMENTARSI O DIMINUIRSI:
UN SOLO DIO ETERNOUN SOLO DIO ETERNO 396396
IMMUTABILITÀ NELLA DONAZIONE PERFETTAIMMUTABILITÀ NELLA DONAZIONE PERFETTA397397
398398
Mutabilità e immutabilità in Cristo
L’Eucaristia realizza questa meraviglia: Per questo ci dice Cristo: …“Se
uno mangia di questo pane vivrà in eterno…Chi mangia la mia carne e beve
il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il
Padre che ha la vita, ha mandato me, e io vivo per il Padre, così anche colui
che mangia di me vivrà per me”. “Questo è il mio corpo che è dato per voi;
Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi”.
[40]
Questo è il Viatico: partecipare al Corpo di Cristo che si dona alla morte e
al Sangue che si sparge dalla croce, e allora, entrare nell’eternità. Il limite
della mutabilità creata si vince nella morte grazie al Viatico. Poiché il limite
tra la divinità e la creatura si varca attraverso il ponte che è la croce.
A differenza della vita intratrinitaria, in Cristo si arriva alla massima
mutabilità che è la morte, e questa massima mutabilità si trasforma in
immutabilità nella risurrezione, per l’Amore dello Spirito Santo.
[40] Gv 6,51.54-57 e Lc 22,19-20
MUTABILITÀ E IMMUTABILITÀ IN CRISTOMUTABILITÀ E IMMUTABILITÀ IN CRISTO
Tutto il Mistero di Cristo, morto e risorto, in accordo alla suaTutto il Mistero di Cristo, morto e risorto, in accordo alla sua
natura umana è:natura umana è:
Amare dandosi nella sua totalità: morte-mutabilitàAmare dandosi nella sua totalità: morte-mutabilità
Amare ricivendosi nella sua totalità: Risurrezione-Amare ricivendosi nella sua totalità: Risurrezione-
eternità.eternità.
Attraverso questo cammino la sua natura umana varca laAttraverso questo cammino la sua natura umana varca la
soglia dell’immutabilità: eternità.soglia dell’immutabilità: eternità.
La sua diminuzione totale: MorteLa sua diminuzione totale: Morte
Il suo aumento totale: RisurrezioneIl suo aumento totale: Risurrezione
EntrambiEntrambi intercomunicantiintercomunicanti
PermanenzaPermanenza delle sue piaghe nel suo Corpo glorioso.delle sue piaghe nel suo Corpo glorioso.
399399
400400
4. Divinizzazione attraverso il
Viatico
Questo è il Viatico: partecipare
al corpo di Cristo che si consegna
alla morte e al sangue che si
sparge dalla croce, e allora per la
massima mutabilità, entrare
nell’eternità.
4. DIVINIZZAZIONE ATTRAVERSO4. DIVINIZZAZIONE ATTRAVERSO
IL VIATICOIL VIATICO
Solo unita in Cristo,Solo unita in Cristo, la persona chela persona che
muore varcamuore varca la soglia dell’eternitàla soglia dell’eternità
Dal tempo all’eternitàDal tempo all’eternità
Dalla mobilità all’immmobilitàDalla mobilità all’immmobilità
Verso una partecipazione allaVerso una partecipazione alla
divinitàdivinità
401401
Cristo disse: “Se uno mangia di questo pane
vivrà in ETERNO…
Chi mangia la mia carne e beve
il mio sangue dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e
io vivo per il Padre, così anche colui che
mangia di me
VIVRÀ PER ME”
(Gv 6,51.56-57)
402402
403403
5. IL PONTE
D’ATTRAVERSARE
Il limite della mutabilità creata si
vince nella morte grazie al Viatico. Poi
il limite tra la divinità e la creatura si
supera attraverso il ponte che è la
croce.
5. IL PONTE D’ATTRAVERSARE5. IL PONTE D’ATTRAVERSARE
L’L’Unico ponteUnico ponte tra il tempo e l’eternitàtra il tempo e l’eternità è laè la
crocecroce
IlIl conduttoreconduttore attraverso il ponte è loattraverso il ponte è lo
Spirito SantoSpirito Santo
Il camminare è ilIl camminare è il camminare di Cristocamminare di Cristo
nella croce.nella croce.
““Gesù, gridando a gran voce disse ‘Padre, nelle tue mani consegnoGesù, gridando a gran voce disse ‘Padre, nelle tue mani consegno
il mio Spirito!’. Detto questo spirò.”il mio Spirito!’. Detto questo spirò.” (Lc 23,46)(Lc 23,46)
L’L’offerta totaleofferta totale della vita umana all’eterno Padre.della vita umana all’eterno Padre.
404404
PONTE FRAPONTE FRA
IL TEMPOIL TEMPO
E L’ETERNITÀE L’ETERNITÀ
405405
406406
6. Il DINAMISMO DEL VIATICO
La pienezza della salute è la morte.
Però non qualsiasi morte, ma la morte in Cristo
e con Cristo, uniti intimamente alla morte di
Cristo.
Questo è il Viatico, la pienezza della salute.
6. IL DINAMISMO DEL VIATICO6. IL DINAMISMO DEL VIATICO
IlIl dinamismo per varcaredinamismo per varcare la soglia tra la mobilitàla soglia tra la mobilità
e l’immobilità.e l’immobilità.
Amando totalmente, dare tutta la vita.Amando totalmente, dare tutta la vita.
Dare: diminuzione totaleDare: diminuzione totale
Ricevere: incremento totaleRicevere: incremento totale
In comunicazione reciproca tra sofferenza e felicità.In comunicazione reciproca tra sofferenza e felicità.
SignificatoSignificato dalla morte e risurrezione di Cristodalla morte e risurrezione di Cristo
Unione misteriosa con Cristo nella sua morte eUnione misteriosa con Cristo nella sua morte e
risurrezione nelrisurrezione nel Viatico.Viatico.
407407
408408
409409
410410
Per questo dicevamo all’inizio che il Viatico è ciò che specifica più
pienamente la Pastorale della Salute, poiché è l’orizzonte verso il quale avanza
l’umanità che corre oltre la vita.
Quando con il Papa Giovanni Paolo II definivamo la salute come “la tensione
verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale” è verso il Viatico che
stavamo dirigendo lo sguardo. La morte è disarmonia, disintegrazione, però con
il Viatico, la piena disarmonia diventa non tensione verso l’armonia, ma la stessa
armonia che è Cristo risuscitato.
Il disordine della morte diventa il massimo ordine, l’angoscia della morte
diventa la massima tranquillità. Il viatico è il garante definitivo della pace per
ciascuno di noi nel morire, poiché precisamente questo è la pace: “La tranquillità
nell’ordine”.
Questa è la massima assistenza pastorale che possiamo offrire ai nostri malati
anziani.
CURE PALLIATIVE?CURE PALLIATIVE?
Il Viatico va oltre:Il Viatico va oltre:
non solo mitiga il dolore e la sofferenzanon solo mitiga il dolore e la sofferenza
ma nel pieno malessere,ma nel pieno malessere, dà la felicitàdà la felicità
QuestoQuesto è la vita eternaè la vita eterna::
ilil perfetto,perfetto, simultaneo e pieno possesso di una vitasimultaneo e pieno possesso di una vita
interminabileinterminabile
secondo lasecondo la capacitàcapacità di ogni personadi ogni persona
e secondoe secondo la misercoridia di Dio e ila misercoridia di Dio e i
meriti dell’uomo PER I MERITI DImeriti dell’uomo PER I MERITI DI
CRISTO.CRISTO.
411411
412412
414414
VIDEO CLIP
In questo quarto capitolo dellaIn questo quarto capitolo della seconda parte del libroseconda parte del libro
trattiamo della salute. Dai capitoli precedenti abbiamotrattiamo della salute. Dai capitoli precedenti abbiamo
ricavato ormai la cornice per capire meglio il puntoricavato ormai la cornice per capire meglio il punto
centrale: la Salute. Iniziamo con le diverse definizioni dicentrale: la Salute. Iniziamo con le diverse definizioni di
salute che sono state date; quindi, con il Servo di Diosalute che sono state date; quindi, con il Servo di Dio
Papa Giovanni Paolo II, la definiamo come tensionePapa Giovanni Paolo II, la definiamo come tensione
verso l’armonia. Riflettiamo quindi sulla sua baseverso l’armonia. Riflettiamo quindi sulla sua base
religiosa: diamo uno sguardo alla Sacra Scritturareligiosa: diamo uno sguardo alla Sacra Scrittura
dell'Antico e del Nuovo Testamento; per poi studiare idell'Antico e del Nuovo Testamento; per poi studiare i
diversi elementi della descrizione di Salute dataci daldiversi elementi della descrizione di Salute dataci dal
compianto Papa: come unire questi elementi; il camminocompianto Papa: come unire questi elementi; il cammino
per trovare la salute e la diversità delle varie forme diper trovare la salute e la diversità delle varie forme di
salute. Concludiamo questo capitolo con l’accenno allasalute. Concludiamo questo capitolo con l’accenno alla
salute eterna in continuità con la salute temporale, edsalute eterna in continuità con la salute temporale, ed
infine con la definizione che proponiamo di salute.infine con la definizione che proponiamo di salute.
LA SALUTE
Nella cornice dei tre capitoli precedenti, possiamo
adesso riflettere sull’altro tema centrale della
Pastorale della Salute, cioè, la stessa Salute. Cos’è
la salute?
Tutti sperimentiamo la salute quando l’abbiamo e
la malattia quando arriva. Però dall’esperimento al
concetto le cose cambiano, perché non è tanto facile
descrivere la salute. Infatti, la salute è qualcosa che
preserva la vita, ed entrare nel mistero della vita non
è cosa facile, come abbiamo riflettuto nei capitoli
precedenti.
1. Diverse definizioni di Salute
Alcune definizioni di salute sono state enunciate così:
1. La salute è il silenzio degli organi.
2. La salute consiste nell’assenza delle malattie.
3. La salute è uno stato di perfetto benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto
l’assenza delle malattie.
4. La salute è il livello di efficacia funzionale e/o metabolico di un organismo, tanto a
livello micro (cellulare) come al macro (sociale).
5. La salute è un equilibrio dinamico in continuo movimento da uno stato di salute ad
un altro di malattia, dipendendo queste oscillazioni da numerosi fattori o variabili,
biologici, psicologici e/o sociali, in intima e continua interazione.
6. La salute consiste nella capacità di reagire a fattori avversi di qualsiasi tipo, senza
compromettere il sistema di vita.
7. La salute è un processo, è capacità e disposizione a vivere in forma autonoma,
solidale e con capacità di allegria e di gioia.
8. Sotto il profilo mentale, si afferma che la salute è la capacità d’amare, gioire e
tollerare.
Si dice che i fattori che influiscono nella salute come determinanti generali sono:
“la biologia umana”, “l’ambiente”, “la forma di vita” e “l’organizzazione della
salute”. Si considerano come fattori molto importanti l’esercizio fisico, la nutrizione
e la salute mentale. [41]
[41] http://it.wikipedia.org/wiki/Salute
La Salute è
il silenzio
degli organi.
SS
II
LL
EE
NN
ZZ
II
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DD
EE
GG
LL
II
OO
RR
GG
AA
NN
II
La Salute è uno stato
di perfetto benessere,
fisico, mentale e
sociale, e non soltanto
l’assenza di malattie.
La Salute
consiste
nell’assenza
di malattie.
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NN
ZZ
AA
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LL
AA
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TT
II
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La Salute è il livello di
efficacia funzionale e/o
metabolica di un organismo,
tanto a livello micro
(cellulare), quanto al macro
(sociale)
La salute è un equilibrio dinamico
in continuo movimento da uno stato
di salute ad un altro di malattia,
dipendendo queste oscillazioni da
numerosi fattori o variabili,
biologici, psicologici e/o sociali, in
intima e continua interazione.
EQUILIBRIO DINAMICO
La Salute è un processo,
capacità e disposizione per
vivere in forma autonoma,
solidale e con capacità di
allegria e di gioia.
AUTONOMIA
SOLIDARIETÀ
ALLEGRIA
GIOIA
La Salute, sotto il
profilo mentale, è la
capacità d’amare,
gioire e tollerare
AMARE
GIOIRE
TOLLERARETOLLERARE
2. Annotazioni alle definizioni di Salute
Esaminando queste otto definizioni, o meglio, descrizioni della
salute, troviamo che procedono dalla concezione che si ha
dell’uomo, cioè che presuppongono tutta un’antropologia
sottostante.
Da un’antropologia meccanicista materialista non ci si può
aspettare altro che una definizione di salute di tipo esclusivamente
biologico che si enunci in termini meramente materiali. Così, alcune
di queste definizioni hanno concepito la salute soltanto come la
mancanza di malattie, oppure nell’ambito esclusivo delle sensazioni
corporee.
Quando si abbandona questa mentalità, la salute si contempla
ormai non soltanto incentrata nella malattia, ma sul malato nella
sua complessità. Sono delle definizioni che includono aspetti
psicologici e sociali. Tra questi, la più accettata oggi è stata quella
formulata dall’OMS, che ha affermato che la salute “ è uno stato di
perfetto benessere, fisico, mentale e sociale, e non soltanto
l’assenza di malattie”.
Questa definizione ha il pregio di oltrepassare la concezione
meramente meccanicista e di prendere in considerazione, per definire
la salute, non soltanto le malattie, ma anche il malato. Da questo punto
di vista, supera le altre definizioni che provengono da una cornice
meccanicista e si apre alle dimensioni mentali e sociali.
Ma, purtroppo, la suddetta definizione, rinchiudendo nel concetto di
salute un benessere perfetto, esce dalla realtà e non supera un mero
desiderio che, d’altra parte, è irraggiungibile.
Conseguentemente, questa salute non si troverebbe da nessuna
parte, e tutto quello che si concepisce, avendo come base questa
definizione, rischia di essere un vero fallimento. Si pensi alla
frustrazione di tutta la scienza medica, di tutti gli operatori sanitari che
lavorano proprio perché i pazienti accedano alla salute; eppure, questa
non si potrà mai avere, giacché lo stato di perfetto benessere non si
raggiungerà mai; anzi, la morte inevitabile del malato sarà la
frustrazione più grande.
Ci sono altre definizioni che puntano piuttosto ad arrivare ad una certa
armonia. Una definizione ci parla di armonizzare la salute con la malattia;
un’altra asserisce che la salute è la capacità di non lasciarsi turbare dai fattori
esterni negativi prorompenti nell’individuo; oppure la capacità di rimanere
sempre in allegria e gioia, vivendo in forma autonoma e solidale.
Mi sembra che queste definizioni abbiano già un merito in più, poiché
cercano l’armonia. Ma queste stesse definizioni cadono anche nella finzione,
parlando di armonia, di gioia e di allegria quando, nella realtà, la persona si
trova piuttosto turbata dalla malattia.
Inoltre, definire la salute come un’armonia tra malattia e salute non ci risolve
il problema, giacché si sarebbe dovuto dire prima cosa è la salute, per poterla
così comparare con la malattia, altrimenti si affermerebbe lo stesso per lo
stesso, vale a dire, che la salute è la salute.
Essendo realisti, l’armonia nella sua totalità non esiste in questo mondo, né
nell’ambito individuale fisico o mentale, né a livello sociale. Tuttavia, questo
accenno all’armonia, penso che ci metta in qualche maniera sulla traccia,
seguendo la quale possiamo avvicinarci di più ad un concetto realistico della
salute.
2. Annotazioni2. Annotazioni
Ogni definizione ha unOgni definizione ha un sottofondosottofondo
secondo l’secondo l’Antropologia che si adotta.che si adotta.
Alcune si basano sull’AntropologiaAlcune si basano sull’Antropologia
positivista biologica.positivista biologica.
Altre, suAltre, su aspetti psicologici.aspetti psicologici.
Altre cercanoAltre cercano armonia,armonia, gioia, equilibrio.gioia, equilibrio.
L’OMS, un perfetto stato.L’OMS, un perfetto stato. Illusorio.Illusorio.
DefinizioniDefinizioni ripetitive.ripetitive.
II. LA SALUTE COME TENSIONE VERSO L’ARMONIA
Definizione di Salute di Giovanni Paolo II
Mi riferisco al concetto che ci ha dato il Servo di Dio Giovanni Paolo II,
nel suo Messaggio dell’Anno Giubilare del 2000. In quel Messaggio il
Servo di Dio Giovanni Paolo II afferma che la salute è: “La tensione
verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale, e non soltanto l’
assenza di malattie, che rende capace l’uomo di adempiere la missione
che Dio gli ha affidato nella sua vita.” [42]
Sottofondo della definizione di Giovanni Paolo II
È ovvio che questa definizione di salute abbia come fondamento tutta
la concezione cristiana. Possiamo dire che il desiderio di ogni religione è
che la divinità ci dia la salute. Questa salute si perde o per cause
naturali degli eventi cosmici, oppure per la cattiva storia degli uomini, e
si può riconquistarla quando culturalmente si dominano queste cause
naturali, oppure gli uomini si liberano delle cattive azioni compiute.
[42] Cfr GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per l’VIII Giornata Mondiale del Malato del 2000,
Giubileo del Malato, n. 13
Tutto è diverso nella concezione cristiana della salute. La salute
non si trova nel retto ordinamento degli elementi, oppure nelle
azioni umane che ci liberano da una storia cattiva. La salute, infatti,
non è nemmeno un dono oggettivo che Dio ci dà, ma è lo stesso
Dio che si dà a noi in Gesù Cristo. La concezione cristiana di
salute è una concezione olistica che prende il tutto della persona
umana, in tutte le sue dimensioni, presenti e future. Tanto è così
che la fine desiderata da ogni cristiano si chiama appunto salute
eterna.
Già nell’Antico Testamento appare il concetto di salute come:
“fare uno spazio”, come “liberarsi dal nemico”, come “arrivare alla
vittoria”, come “aiutare”, come “guarire”, come “salvare”, e colui che
dà la salute è il Signore. Egli è il rifugio contro le minacce alla
salute, contro i nemici che possono togliere la salute. Egli è il
Signore della vita e della morte, dona la vita e libera dalla morte.
Nel Nuovo Testamento la salute è data dal Salvatore. Tutta l’opera di
Cristo si concepisce come salute: Egli presenta se stesso come la
salute, e Colui che ci libera da tutto quello che avversa la salute. La
salute è il suo Regno. Non in altra forma s’interpretano i miracoli di
guarigione compiuti da Gesù che, nonostante restituiscano la salute
temporale, s’indirizzano alla fine come ad un annuncio della salute
definitiva, proprio quello che il Salvatore ci viene a portare.
Dobbiamo insistere che interessi la salute temporale, ma che questa
non si distacca dalla salute intera, anzi, la salute della quale ci parla il
Nuovo Testamento non è soltanto qualcosa di spirituale, ma totale, che
arriva anche al rinnovamento totale del cosmos [43].
Basandoci su questa concezione antropologica, cerchiamo di
spiegare la descrizione di salute che ci ha lasciato il Servo di Dio
Giovanni Paolo II.
[43] Cfr. W. KOESTER, Heil, in LThk., 5,76-77: J. RATZINGER, Ibid, 78-80.
1. Sottofondo religioso della1. Sottofondo religioso della
definizione di Giovanni Paolo IIdefinizione di Giovanni Paolo II
Il compito di qualsiasi religione èIl compito di qualsiasi religione è trovaretrovare
nella divinità chi ci possa dare lanella divinità chi ci possa dare la
salutesalute..
RestituireRestituire l’armonia cosmical’armonia cosmica mediante lamediante la
cultura umana.cultura umana.
Riconquistare la saluteRiconquistare la salute allontanandosi dalleallontanandosi dalle
cattive azionicattive azioni che hanno causato la suache hanno causato la sua
perdita.perdita.
Il Cristianesimo si colloca in tutt’altraIl Cristianesimo si colloca in tutt’altra
prospettiva.prospettiva.
2. Antico Testamento2. Antico Testamento
La salute nell’La salute nell’Antico TestamentoAntico Testamento..
““Fare uno spazio”; “liberarsi dal nemico”;Fare uno spazio”; “liberarsi dal nemico”;
“arrivare alla vittoria”; “aiutare”; “guarire”;“arrivare alla vittoria”; “aiutare”; “guarire”;
“salvare”; “salute”.“salvare”; “salute”.
Non danno la saluteNon danno la salute né l’uomo né le forzené l’uomo né le forze delladella
natura.natura.
La salute la dà soltanto DioLa salute la dà soltanto Dio..
Il Signore èIl Signore è il rifugioil rifugio contro le minacce alla salute.contro le minacce alla salute.
Lui è ilLui è il Signore della saluteSignore della salute: della vita e della: della vita e della
morte.morte.
3.Nuovo Testamento3.Nuovo Testamento
La salute nel Nuovo Testamento.La salute nel Nuovo Testamento.
Tutta l’opera di Cristo si concepisce in sensoTutta l’opera di Cristo si concepisce in senso
positivo non soltanto come Redenzione, mapositivo non soltanto come Redenzione, ma
come Salute.come Salute.
Si fa un passo avantiSi fa un passo avanti, Cristo non dà la salute ma è, Cristo non dà la salute ma è
la salutela salute::
Il suo Regno che annunciaIl suo Regno che annuncia è la salute.è la salute.
Lui stesso èLui stesso è il Regno di Dio.il Regno di Dio.
Lui stessoLui stesso è la Saluteè la Salute..
I miracoli di guarigione si dirigono verso la sua stessa vittoriaI miracoli di guarigione si dirigono verso la sua stessa vittoria
sulla morte, versosulla morte, verso la risurrezionela risurrezione..
Cristo è la salute, non soltanto “spirituale”, maCristo è la salute, non soltanto “spirituale”, ma
“corporale”, anzi, “cosmica”.“corporale”, anzi, “cosmica”.
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COLONNE CHECOLONNE CHE
SOSTENGONOSOSTENGONO
LE DIVERSELE DIVERSE
DEFINIZIONIDEFINIZIONI
DI SALUTEDI SALUTE
Si cerca Dio per la Salute.Si cerca Dio per la Salute.
RestituzioneRestituzione
dell’Armoniadell’Armonia
Cosmica.Cosmica.
LiberazioneLiberazione
dalle azionidalle azioni
cattive.cattive.
SOLTANTO DIO DÀ LA SALUTE.SOLTANTO DIO DÀ LA SALUTE.
CRISTO È LA SALUTE.CRISTO È LA SALUTE.
La Salute come tensione versoLa Salute come tensione verso
l’armonia.l’armonia.
..
La salute è una tensione versoLa salute è una tensione verso
l’armonial’armonia
fisica, psichica, sociale efisica, psichica, sociale e
spirituale,spirituale,
e non soltanto l’assenza die non soltanto l’assenza di
malattie,malattie,
che rende capacace l’uomo diche rende capacace l’uomo di
adempiereadempiere
la missione affidata.la missione affidata.
III. Elementi della definizione di Giovanni Paolo II
1. Tensione
Iniziamo con il primo concetto: tensione. La salute prima di tutto è
qualcosa che risiede non soltanto negli organi dell’uomo, ma coinvolge
tutto l’uomo e lo spinge a tendersi in avanti. Quell’“avanti” si colloca nella
linea della speranza. Si attende qualcosa. La salute è la capacità di
attendere, la capacità di sperare. Chi non spera niente e rimane chiuso in
se stesso ha perso la salute.
Questo “tendere in avanti” significa che la salute ha dei gradi, e che la si
può conseguire in misure diverse, ma rimane sempre aperta la
perfettibilità di quello che si è conseguito.
Questa perfettibilità è la scala della speranza: si basa su quello che
ormai si ha, e da questa realtà si tende verso un futuro migliore. Si genera
così uno slancio continuo che non si ferma mai e che, concepito in
maniera corretta, preserva contro qualsiasi depressione.
La speranza reale costituisce l’immunità contro qualsiasi frustrazione.
1.Tensione1.Tensione
CoinvolgeCoinvolge tutto l’uomo.tutto l’uomo.
SignificaSignifica “tendersi in Avanti”.“tendersi in Avanti”.
InvolucraInvolucra la speranza:la speranza:
Chi non spera non ha salute.Chi non spera non ha salute.
HaHa gradi:gradi:
Non significa perfezione.Non significa perfezione.
SignificaSignifica perfettibilità.perfettibilità.
È laÈ la scala della speranza.scala della speranza.
È unoÈ uno slancio continuo.slancio continuo.
Rende immune controRende immune contro la depressione e lala depressione e la
frustrazione.frustrazione.
A
V
A
N
T
I
2. Armonia
Quello che si spera, quel verso il quale si tende è l’armonia. Certo, la piena
armonia non è raggiungibile in questa vita. Dunque non è reale aspettare, come
dice la definizione dell’OMS, “uno stato di perfetto benessere”. Ma quello che è
reale è tendere verso l’armonia; in altre parole, lentamente, aumentare in se
stesso l’armonia parziale che ormai si possiede.
La salute, dunque, è una lotta contro tutto quello che avversa l’armonia
nell’uomo. Questa affermazione si chiarisce considerando che l’armonia è la
confluenza ordinata di distinti, cioè, l’unità. E l’unità è la vita, giacchè proprio la
disintegrazione è la morte. Tendere verso l’armonia è lottare per avere ed
aumentare la vita, e la salute è proprio la maniera unica per conservare ed
aumentare la vita.
Guardando che classe di armonia sia quella che domanda la salute, vediamo
che non si tratta soltanto in questa tensione di meri desideri, ma di fatti concreti
che realizzano continuamente l’armonia in tensione, in pratica che fanno
aumentare quella che ormai si ha, e correggono i difetti di disarmonia che si
possono trovare. Infatti, si tende verso una quadrupla armonia, vale a dire: fisica,
psichica, sociale e spirituale.
È evidente che quest’armonia si riferisce ai singoli aspetti, ma non si può riferirla
ai singoli se non quando c’è armonia nell’insieme dei quattro aspetti, alla maniera
dei vasi comunicanti.
2. Armonia2. Armonia
La piena armonia come meta.La piena armonia come meta.
La perfetta armonia qui è un’La perfetta armonia qui è un’illusione.illusione.
L’armonia parziale si haL’armonia parziale si ha come partecome parte dinamica edinamica e
crescente della salute.crescente della salute.
L’armoniaL’armonia è l’unità, quindi, la vita.è l’unità, quindi, la vita.
La salute consiste nelLa salute consiste nel lottare per la vita:lottare per la vita:
LottareLottare per l’unità.per l’unità.
LottareLottare per l’armonia.per l’armonia.
Questa armonia èQuesta armonia è quadrupla:quadrupla:
Fisica, psichica, sociale, spirituale.Fisica, psichica, sociale, spirituale.
Interna,Interna, in ogni aspetto.in ogni aspetto.
IntercomunicabileIntercomunicabile: vasi comunicanti.: vasi comunicanti.
A
R
M
O
N
I
A
FISICA
PSICHICA
SOCIALE
SPIRITUALE
3. Fisica
Costruire l’armonia fisica significa costruire tutto
l’aspetto biologico della salute, aspetto sul quale puntano
tante concezioni attuali della medicina, che non si rifiuta,
ma che fa notare la sua parzialità. La salute è anche
l’assenza delle malattie, ma non soltanto. Dunque, lottare
contro le malattie e con tutta la forza appartiene al
concetto stesso di salute. E’ chiaro che nell’armonia
fisica, nell’assenza di malattie, ci sono dei gradi; si può
avere più o meno salute fisica.
3. Fisica3. Fisica
RecuperiamoRecuperiamo alcune definizioni iniziali:alcune definizioni iniziali:
““Silenzio degli organi”; “assenza di malattie”;Silenzio degli organi”; “assenza di malattie”;
““efficacia funzionale e/o metabolica di unefficacia funzionale e/o metabolica di un
organismo”.organismo”.
Gradi:Gradi:
Gravità o menoGravità o meno dell’inefficacia funzionale.dell’inefficacia funzionale.
Meta esclusiva ancora diMeta esclusiva ancora di moltimolti operatorioperatori
sanitari.sanitari.
SILENZIO DEGLI ORGANI
4. Psichica4. Psichica
Quando si parla dell’armonia psichica parliamo dell’armoniaQuando si parla dell’armonia psichica parliamo dell’armonia
nell’autoconduzione. Ricordiamo il famoso mito dell’auriga del qualenell’autoconduzione. Ricordiamo il famoso mito dell’auriga del quale
ci parla Platone nel Dialogo di Fedro e che narra così:ci parla Platone nel Dialogo di Fedro e che narra così:
Volava per il mondo intelligibile un auriga, condotto da due cavalli,Volava per il mondo intelligibile un auriga, condotto da due cavalli,
uno tirava bene, l’altro male. Uno bianco, l’altro nero. All’improvviso,uno tirava bene, l’altro male. Uno bianco, l’altro nero. All’improvviso,
e per colpa del cavallo nero, l’auriga perde il controllo e tuttie per colpa del cavallo nero, l’auriga perde il controllo e tutti
precipitano nell’abisso ed al carro si rompono le ali. Il carro alato èprecipitano nell’abisso ed al carro si rompono le ali. Il carro alato è
l’anima, l’intelletto, la parte razionale, l’auriga che conduce; dirige lel’anima, l’intelletto, la parte razionale, l’auriga che conduce; dirige le
altre parti, benché talvolta discutano. Il cavallo bianco è la partealtre parti, benché talvolta discutano. Il cavallo bianco è la parte
irascibile dell’uomo, il coraggio, l’impulso, la bravura, l’azione. Ilirascibile dell’uomo, il coraggio, l’impulso, la bravura, l’azione. Il
cavallo nero è la parte concupiscente, il desiderio, la soddisfazionecavallo nero è la parte concupiscente, il desiderio, la soddisfazione
delle necessità fisiche. La nascita fisica di una persona porta con sédelle necessità fisiche. La nascita fisica di una persona porta con sé
la caduta dell’anima nel corpo, si perde il controllo del carro alatola caduta dell’anima nel corpo, si perde il controllo del carro alato
che cade nell’abisso. Si rompono le sue ali e non può volare più, mache cade nell’abisso. Si rompono le sue ali e non può volare più, ma
con il moncone ha ancora sensibilità ed inquietudini che lo fannocon il moncone ha ancora sensibilità ed inquietudini che lo fanno
piano piano risalire.piano piano risalire.
453453
Senza accettare l’impronta dualistica di Platone, possiamo però
affermare che l’armonia psicologica consiste nell’armonia dei due
cavalli, quello bianco e quello nero, e quell’armonia è retta
dall’auriga. L’Intelletto, la Volontà, la parte irascibile dell’uomo, il
coraggio, l’impulso, la bravura, l’azione e la parte concupiscente,
il desiderio, la soddisfazione delle necessità fisiche, ecc. devono
equilibrarsi ed essere in armonia, per poter percorrere
adeguatamente il cammino della vita.
Cioè l’armonia psicologica consiste nella propria auto
trasparenza e guida cosciente di se stessi verso un fine degno e
capace, specialmente quando le malattie fisiche s’intensificano,
oppure quando fattori estrinseci, fisici o affettivi minano la
persona. Intelletto, volontà, sentimenti, impulsi vitali, tutti in
perfetta armonia. La sesta e settima definizione di salute indicate,
toccano quest’aspetto.
AURIGA
CELESTE
ALATO
RIBELLIONE
EQUILIBRIO
=
ARMONIA
5. Sociale
La persona umana ha, per così dire, due versanti che la
costituiscono, il versante individuale ed il versante sociale.
L’armonia verso la quale si tende nella salute, è l’armonia
individuale, ma anche l’armonia sociale.
L’armonia sociale è l’armonia di complemento con altre
persone. È l’armonia dell’amore. Significa la giustizia, la pace,
l’amore. Significa trovare l’altra persona, individualmente e
collettivamente, donarsi a lei e riceverla nello stesso tempo.
Va dall’armonia familiare e dall’amicizia, a quella sociale nei
diversi tipi di manifestazione, tanto politico quanto economico,
scientifici ed in genere culturale. Qui possiamo anche parlare
dell’armonia ambientale, che significa la preservazione
dell’ambiente contro l’inquinamento. La distruzione dell’ambiente
distrugge anche la salute sociale, psichica e fisica.
5. Sociale5. Sociale
Versante individuale e versante socialeVersante individuale e versante sociale
della persona.della persona.
Armonia sociale:Armonia sociale: complemento mutuocomplemento mutuo
con altre persone:con altre persone:
Giustizia, Pace, Amore.Giustizia, Pace, Amore.
Famigliare, amicizia, economica, politica,Famigliare, amicizia, economica, politica,
ambientale, culturale.ambientale, culturale.
Senza salute sociale non c’è saluteSenza salute sociale non c’è salute..
SALUTE
6. Spirituale
Quando parliamo della salute spirituale, intendiamo il grado di
unificazione totale umana. La persona umana si unifica quando
ha un obbiettivo vitale al quale tende in totalità.
La salute spirituale coordina, per così dire, la salute fisica, la
salute psichica e la salute sociale, in quanto le dirige tutte e tre
verso quest’obbiettivo vitale.
Se la persona è smarrita e non sa cosa deve fare nella vita, a
che cosa o a chi deve ordinare la sua esistenza, quella persona
non gode di salute spirituale.
Quindi, l’obbiettivo vitale deve essere in sé degno e capace di
ordinare verso di sé la salute fisica, la salute psichica e la salute
sociale.
Un errore nella scelta di quest’obbiettivo fa sì che non si
consegua l’armonia desiderata e che veramente non si abbia la
salute. Nella misura in cui quest’obbiettivo domina l’esistenza si
avrà l’armonia, e così la salute.
6. Spirituale6. Spirituale
Unificazione totale umana.Unificazione totale umana.
Obbiettivo vitaleObbiettivo vitale verso il quale si tende inverso il quale si tende in
totalità:totalità:
Capace e degnoCapace e degno di saziare l’uomo.di saziare l’uomo.
Errore nella sceltaErrore nella scelta: malattia estrema.: malattia estrema.
CoordinamentoCoordinamento della salute fisica,della salute fisica,
psichica e sociale:psichica e sociale:
Fa comunicare tra loroFa comunicare tra loro le tre saluti.le tre saluti.
MisuraMisura del grado totale di salute.del grado totale di salute.
7. L’Unificazione
Per questo il Servo di Dio Giovanni Paolo II afferma che la
salute dipende dall’adempimento della missione che Dio ha
assegnato alle diverse persone.
La missione è l’obbiettivo vitale che deve unificare tutta la vita.
Questa missione, in molteplici forme, consiste nel fatto che
ognuno deve superare la morte ed avere una vita che non finisce
mai. Vale a dire, la missione di ognuno consisterebbe nel
conseguire la pienezza di vita. La salute è per conservare la vita.
La spiritualità della salute consiste non soltanto nel conservare
la vita presente, ma moltiplicarla in una maniera quasi infinita.
Questa salute spirituale non è in contrasto con la salute fisica,
psichica e sociale, ma oltre ad unificarle, come si è detto,
nell’adempimento della propria missione, le prolunga fino a
frontiere inimmaginabili.
7. L’Unificazione7. L’Unificazione
Si unifica per laSi unifica per la missione vitale.missione vitale.
Compito:Compito: superare la morte:superare la morte:
Massima salute.Massima salute.
Pienezza di vita.Pienezza di vita.
LaLa spiritualitàspiritualità della salute:della salute:
ConservareConservare la vita.la vita.
Moltiplicarla eMoltiplicarla e aumentarlaaumentarla quasi all’infinito.quasi all’infinito.
DiversitàDiversità di salute:di salute:
Diversità diDiversità di missioni.missioni.
Diversità diDiversità di persone, carattere.persone, carattere.
Diversita di circostanze.circostanze.
ArmonieArmonie per l’intercomunicazioneper l’intercomunicazione di missioni.di missioni.
Salute socialeSalute sociale
Famiglio, SocietàFamiglio, Società
AmbienteAmbiente
Salute PsychicaSalute Psychica
Mente e Pensiero,Mente e Pensiero,
Emozioni, VolontàEmozioni, Volontà
Salute FisicaSalute Fisica
Il Corpo…Il Corpo…
SPIRITUALESPIRITUALE
8. Il cammino
Quando Papa Benedetto XVI, quando parla della Speranza dell’umanità, parla delle
diverse speranze che abbiamo, tanto quelle piccole, individuali, come anche quelle
collettive; e dell’insufficienza di queste speranze nella coscienza dell’umanità, tanto
che superate storicamente in questi ultimi tempi molti arrivano a un mero soggettivismo
relativista.
Applicando questi concetti della speranza agli obbiettivi vitali, possiamo dire in
consonanza con le affermazioni pontificie che negli ultimi tempi l’umanità ha pensato
che l’obbiettivo vitale fosse la scienza, e l’ha posta come supremo unificatore della vita;
visto che non riusciva ad adempiere a tutti i bisogni dell’umanità, si è pensato piuttosto
alle ideologie; ma queste ultime si sono anche mostrate del tutto insufficienti per
unificare la vita. Così si è rifugiata nel soggettivismo e relativismo estremo (Cfr.
Enciclica Spe Salvi ).
In questo contesto ci troviamo con l’unica proposta reale perché storica: l’obbiettivo
vitale e il cammino per arrivare a questa salute spirituale sono offerti gratuitamente ad
ogni persona da Dio stesso in Gesù Cristo. Egli è l’unica salute. Egli ci assume nella
sua morte e risurrezione, attraverso il grande Amore che è lo Spirito Santo.
Adempiere la missione significa rispondere con tutto l’amore umano a quest’Amore
divino e, così, unificare tutta l’esistenza nell’amore. Quest’Amore non è soltanto tra Dio
ed una persona in particolare, ma è un amore che si estende a tutta la famiglia umana,
iniziando con la propria famiglia ed arrivando all’umanità intera. Anzi, è un amore totale
che abbraccia tutto l’Universo. Amore, Unità Armonia, Salute sono concetti
intercambiabili.
8. Il Cammino8. Il Cammino
Unico cammino offertoUnico cammino offerto: (: (Spe SalviSpe Salvi):):
Insufficienza delleInsufficienza delle scienze.scienze.
Insufficienza delleInsufficienza delle ideologie.ideologie.
L’unica realtà storicaL’unica realtà storica di superamento della morte:di superamento della morte:
Cristo morto e risorto.Cristo morto e risorto.
Il cammino:Il cammino:
Essere incorporatoEssere incorporato alla morte e risurrezione di Cristo.alla morte e risurrezione di Cristo.
IncorporazioneIncorporazione per l’Amoreper l’Amore dello Spirito Santo.dello Spirito Santo.
Universalità:Universalità:
PerPer tutte le persone:tutte le persone:
Per coloro che hanno laPer coloro che hanno la fede in Cristo.fede in Cristo.
Per coloro chePer coloro che non hanno la fede in Cristo.non hanno la fede in Cristo.
InIn maniera soltanto a Dio conosciutamaniera soltanto a Dio conosciuta..
Salute totale:Salute totale:
Spirituale, Materiale, Cosmica.Spirituale, Materiale, Cosmica.
??
??
9. Diversità di salute
La tendenza verso l’armonia e l’armonia conseguita ha, pertanto, dei gradi che,
in fondo, dipendono dalla configurazione con Cristo Morto e Risorto; vale a dire
dipendono dal dono d’Amore dello Spirito Santo e dal grado di amore umano con il
quale liberamente si risponde a quest’Amore divino.
Le diversità delle donazioni divine ricevute da questo Amore costituiscono la
diversità mai ripetibile delle missioni, la diversità di ogni persona umana, la
diversità dei distinti caratteri, la diversità di circostanze nelle quali si vive. Così si
configurano le diverse spiritualità e si configurano le distinte armonie.
Conseguentemente, si arriva alla diversità di salute e dei gradi di salute. È così
evidente che la salute è sempre differente tra una persona e l’altra, ed è anche
diversa secondo la tappa della vita nella quale ognuno si trova.
Come annotazione finale, osserviamo che quest’obbiettivo vitale è un obbiettivo
per tutta l’umanità; tuttavia, secondo i disegni divini, si presenta differentemente
ad ognuno. Si può dire, dunque, che valga soltanto per i cattolici, ovvero per chi
abbia la fede Non cristiana. È per tutti. Come conseguano quest’armonia nella
pratica coloro che non condividono la fede cristiana, è qualcosa che in ultimo
termine soltanto Dio conosce.
DIVERSITÀ DI MISSIONE, PERSONE, CARATTERE, SALUTEDIVERSITÀ DI MISSIONE, PERSONE, CARATTERE, SALUTE
OBBIETTIVO VITALEOBBIETTIVO VITALE
==
PIENEZZA TOTALEPIENEZZA TOTALE
DIVERSE CIRCOSTANZE DI VITA: HABITAT E SALUTEDIVERSE CIRCOSTANZE DI VITA: HABITAT E SALUTE
L’affermazione centrale in questa riflessione è
che la salute è l’armonia e quest’ultima la si
ottiene soltanto vincendo la morte; l’unica via per
vincere la morte è essere, in piena realtà,
incorporati alla morte e risurrezione di Cristo.
Così possiamo meglio capire perché il Servo di
Dio Giovanni Paolo II ci abbia lasciato questa
descrizione di Salute come la tensione verso
l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale, e
non soltanto l’assenza di malattie, che rende
capace la persona di adempiere la missione che il
Signore le ha affidato.
CONCLUSIONECONCLUSIONE
La salute è l’armonia.La salute è l’armonia.
Questa si consegue inQuesta si consegue in diversi gradidiversi gradi cheche
determinano i gradi di salute che sideterminano i gradi di salute che si
generano per la tendenza verso l’armonia.generano per la tendenza verso l’armonia.
Questa armonia èQuesta armonia è fisica, psichica,fisica, psichica,
sociale e spirituale.sociale e spirituale.
Si consegue soltantoSi consegue soltanto vincendo la morte.vincendo la morte.
CONCLUSIONECONCLUSIONE
L’unicaL’unica forma reale e storicaforma reale e storica per vincereper vincere
la morte è essere incorporato alla morte ela morte è essere incorporato alla morte e
risurrezione di Cristo.risurrezione di Cristo.
Questa incorporazione la faQuesta incorporazione la fa lo Spiritolo Spirito
Santo, l’Amore infinito di DioSanto, l’Amore infinito di Dio e la suae la sua
piena armonia.piena armonia.
Così, Salute, Armonia,Vita e Unità sonoCosì, Salute, Armonia,Vita e Unità sono
concetti checoncetti che si coinvolgono a vicendasi coinvolgono a vicenda..
Conseguentemente la Salute è:Conseguentemente la Salute è:
INTERCOMUNICAZIONE: MISSIONI, SALUTEINTERCOMUNICAZIONE: MISSIONI, SALUTE
SALUTE TOTALE:SALUTE TOTALE:
SPIRITUALESPIRITUALE
MATERIALEMATERIALE
COSMICACOSMICA
478
479
Ci chiediamo infine, in questo capitolo che chiude il libro, come poter
presentare il nucleo della Pastorale della Salute alla società attuale. Per
rispondere a ciò, abbiamo intitolato questo capitolo “Profilo del professore
cattolico di medicina”. Come si può distinguere un professore cattolico di
medicina da uno non cattolico? Per rispondere a questa domanda e, pertanto,
per poter presentare a livello accademico la Pastorale della Salute, procediamo
nel seguente modo: Cosa è la cultura? Cosa è un maestro? Come si passa da
essere insegnante di medicina a professore di medicina? La risposta s’incentra
nella vittoria sulla frustrazione che, necessariamente, accompagna il maestro di
medicina non cattolico, in quanto l’unica cosa che può insegnare ai suoi allievi
è allontanare un po’ nel tempo la morte dei pazienti; al contrario, il professore di
medicina cattolico è colui che insegna come vincere la morte anche attraverso
la medicina; pertanto, il professore cattolico di medicina è colui che insegna
come si è medico cattolico. Sotto questa prospettiva trattiamo dell’identità del
medico cattolico attraverso tre tracce vocazionali: Dio ci chiama per esistere;
per stare vicino a Lui; per servire gli altri. Questa è la chiamata fondamentale
che costituisce la Chiesa. Studiamo così come il medico cattolico, in quanto
Chiesa, sia un testimone della risurrezione del Signore che, anche attraverso la
medicina, vince la morte, procrastinando la pienezza della vita, facendoci già
partecipare della stessa risurrezione del Signore Gesù.
481
482
Ciò che abbiamo cercato di svolgere in questa seconda parte tocca ciò che è più
profondo nel Cristianesimo, che non è facile da comprendere in una società secolarizzata
come la nostra. Però questa difficoltà non toglie l’obbligo che abbiamo di farlo
conoscere a tutti nella sua realtà meravigliosa. Come farlo?
Cerchiamo di rispondere a questa sfida da ciò che si potrebbe considerare come la
fonte alla quale si deve arrivare e questa fonte mi sembra che sia la scienza medica come
tale. Come insegnare la coniugazione tra la vita e la morte di modo che la morte sia la
fonte della vita nell’ambiente medico di una Facoltà di Medicina? Quale sarebbe
pertanto il profilo di un professore cattolico di medicina in questo ambito?
Tracciare il profilo del maestro cattolico di Medicina è un compito molto esteso.
Suppone il comprendere ciò che significa essere un maestro, ciò che significa il maestro
di medicina, e sapere ciò che lo può qualificare come cattolico.
La domanda si impone, realmente si differenzierà un maestro di medicina non
cattolico da un maestro di medicina cattolico? E se questo fosse possibile, in che
consisterà questa differenza?
Cercando di rispondere a questi interrogativi seguo questa successione: il maestro
come colui che insegna, il maestro come professore, e il maestro come cattolico.
483
Parlare del maestro è parlare della cultura. La cultura è stata definita in
moltissimi modi, qui la intendo come l’umanizzazione della natura.
Intendo per natura tutto ciò che è fuori dal soggetto e di cui necessita per
vivere. L’educazione, intendendo così la cultura, sarà l’assimilazione della
cultura.
Per capire il processo dell’educazione è necessario comprendere il processo
della cultura. Questo comprende quattro tappe fondamentali: introspezione,
tradizione, assimilazione e progresso.
Nell’introspezione il soggetto si rende conto delle sue necessità; nella
tradizione vede che cosa gli si offre per soddisfarle; nell’assimilazione, le
soddisfa; e nel progresso scopre nuove necessità e procede a creare nuove
soddisfazioni che non ha incontrato nella tradizione [44].
[44] Cfr. J. LOZANO, Hacia el Tercer milenio, CEM, México 1988, Hacia una teología de la
cultura, 47-107. Specialmente per il punto cultura e magistero, Cfr. J. LOZANO, Teología Estado
y Sociedad, 51-77. F. LARROYO, Ciencias de la Educación, Primera Parte, Ontología de la
cultura.
484
CONCETTI BASILARI
La Cultura è
l’umanizzazione dellal’umanizzazione della
naturanatura
La natura è tutto quello che
si trova fuori dal soggetto.
L’educazione è
l’assimilazione dellal’assimilazione della 484
Cultura:Cultura:
UmanizzazioneUmanizzazione
della naturadella natura485
CONCETTI BASILARI
Le tappe della cultura
sono:
IntrospezioneIntrospezione
TradizioneTradizione
AssimilazioneAssimilazione
ProgressoProgresso
486
IntrospezioneIntrospezione
AssimilazioneAssimilazione
TradizioneTradizione
ProgressoProgresso
Tappe della culturaTappe della cultura
487
488
489
1. Il maestro cattolico di medicina.
Il maestro di medicina come “insegnante”.
Il maestro è un insegnante, insegna. Insegnare è una parola
derivata dal latino “Insignare” che significa segnalare. Il
maestro segnala all’alunno ciò di cui l’alunno ha bisogno e di
cui deve appropriarsi.
Questo significa che il maestro prima di tutto ha bisogno di
conoscere ciò di cui necessita l’alunno per guidarlo nella sua
introspezione e rendersi conto delle sue necessità.
Guidarlo nella sua propria introspezione è il primo passo
dell’educazione, che propriamente significa “tirare fuori da”,
“educere”, dovrà per tanto aiutare l’allievo a sviluppare le sue
virtualità. Senza questa tappa iniziale, l’insegnamento è inutile.
490
Allorquando il maestro insegna all’alunno a conoscere le sue
necessità, gli segnala nella tradizione quello che può soddisfarlo.
Questo è ciò che si suole chiamare “bene culturale”.
Scoperto il “bene culturale” gli segnala anche il cammino per
poter appropriarsi di tale bene e assimilarlo.
Deve anche segnalare nuovi orizzonti, sia nel ramo delle necessità,
come nel ramo di possibili nuovi orizzonti. Insegna come qualcosa
di necessario la ricerca che lo porta a “creare” nuovi beni culturali.
La cultura medica, conseguentemente consiste nell’umanizzazione
della medicina e dell’educazione medica, nell’ assimilazione della
umanizzazione della medicina. Il dovere del maestro di medicina è
segnalare all’alunno di medicina come assimilare l’umanizzazione
della medicina, e progredire continuamente in essa.
CULTURCULTUR
AA
MEDICAMEDICA
UmanizzazionUmanizzazion491
Tappe culturali
segnala:
AutocomprensioneAutocomprensione
Beni culturaliBeni culturali
AppropriazioneAppropriazione
ProgressoProgresso 492
493
Seguendo i passi di ogni cultura, nella tappa
dell’introspezione, il maestro di medicina deve segnalare
all’alunno il cammino perché sia lo stesso alunno a trovare le
necessità che lo devono portare a cercare la tradizione medica
come una soddisfazione delle stesse.
Qui si radica in primo luogo l’attitudine o meno di un alunno
per apprendere la cultura medica. Se le sue necessità, che sono
connesse con le sue capacità, non sono quelle che si soddisfano
con la cultura medica, il maestro deve segnalare al possibile
alunno che non è il caso che sia educato in una cultura di cui
non ha bisogno o per la quale non ha capacità.
IL
MAESTRO
Insegnante
“Insignare”:
segnalaresegnalare
Soddisfacenti
Costruttori
dell’uomo 494
Introspezione
Attitudine per
apprendere
la Medicina
(aprehendere)
?? 495
496
Superato il passaggio della introspezione nella
cultura medica, il maestro di medicina deve segnalare
la tradizione medica.
Cioè, l’insieme dei “beni culturali” medici che
esistono. Qui si trova tutto il complesso terreno delle
scienze, tecniche e arti mediche.
Il maestro di medicina deve dominare questo
terreno o, data la complessità del sapere medico
attuale, almeno la specialità nella quale egli si trova
come maestro.
Tradizione
Conoscenze mediche
497
498
Oltre alla competenza scientifica e tecnica, il maestro di
medicina come ogni altro maestro, deve essere un perito nelle
scienze dell’educazione, specialmente nella Didattica, poiché
quando “insegna”, deve farlo con tale chiarezza che l’alunno
può incontrare il bene culturale medico che gli si indica.
Qui il maestro di medicina arriva al terzo passaggio della
cultura, l’assimilazione. Non basta insegnare il complesso
medico ma deve anche segnalare all’alunno il cammino pratico
per impadronirsi di questo.
Riempire soddisfazioni
Medicina e SaluteMedicina e Salute
“Perfetto stato
di benessere fisico,
mentale e sociale
e non solo carenza
di malattie”
?O.M.S.O.M.S.
499
AssimilazioneAssimilazione
Dominio
della
Didattica 500
501
Una volta che il maestro di medicina compie questo
terzo passaggio, deve aprire cammini ulteriori perché
l’alunno riconosca necessità mediche inedite e
basandosi su ciò che è già esistente riuscire a “creare”
nel futuro nuovi beni culturali medici.
Deve segnalare in concreto i cammini per il
progresso della medicina e il modo secondo il quale i
suoi alunni devono camminare per questi sentieri fino
ad allora inesplorati.
Progresso
Apertura al futuro
della Medicina
502
503
2. Il maestro di medicina come professore
Oltre ad essere un insegnante il maestro di medicina deve essere
un professore, e qui apriamo il nostro pensiero per addentrarci nel
campo di un maestro cattolico di medicina. Come insegnante, fino a
un certo punto, condivide la sua personalità con qualsiasi altro
insegnante di medicina, qualunque sia la sua mentalità o ideologia;
come professore è un’altra cosa.
In effetti, la parola professore ha in sé una connotazione religiosa,
poiché viene dal verbo professare, che significa adesione a una fede
e alla sua professione. Se il maestro resta solo al livello di
insegnante rimane frustrato lui e il suo alunno. Segnala le scienze e
le tecniche della salute e della vita; ma essendo realista, segnala che
tutta la scienza e tecnica medica hanno la battaglia definitivamente
persa, perché viene la morte e davanti ad essa, tutta la scienza e
tecnica medica si manifestano impotenti e fallite.
504
Essendo sincero con se stesso e con i suoi alunni, ai livelli di
introspezione e assimilazione della medicina come
superamento delle malattie deve segnalare l’insuccesso ultimo
di ogni scienza, tecnica e arte medica, poiché alla fine di tutti i
suoi sforzi si trova la morte.
Solo se è capace di segnalare, insieme con la stessa
medicina e in un certo modo da essa, il superamento della
morte, il suo insegnamento ha un valore duraturo e non si
perde allontanando solo la fine del malato quanto si può.
Però per esso deve superare il semplice livello di insegnante
e diventare veramente professore. Professare una fede che apre
la salute e la vita verso la trascendenza della morte.
Medicina
e morte
Si raggiunge laSi raggiunge la
finalitàfinalità
dell’insegnamentodell’insegnamento
della Medicina?della Medicina?
Medicina eMedicina e
frustrazionefrustrazione
BURLABURLA
505505
BURLBURL
AA
Soluzione
alla
frustrazione
Solo vincendoSolo vincendo
la morte.la morte.
Possibilità?
Passando da
“Insegnante”
a “Professore” 506
ProfessoreProfessore
““Professio”.Professio”.
ConnessioneConnessione
con una fedecon una fede
che trascendeche trascende
la morte.la morte.
507
ProfessoreProfessore
cattolicocattolico
di Medicinadi Medicina
Insegnante
delle scienze
e l’arte della salute,
aperte alla vittoria
sulla morte
Unica posibilità:Unica posibilità:
Professare la Fede
nella morte e Risurrezione
di Cristo
come il fatto medico
più reale che finalizza
tutto l’insegnamento medico.
Professore Cattolico di MedicinaProfessore Cattolico di Medicina
Colui che insegna dalla Medicina,
come si vince la morte.
508
509
510
511
L' IDENTITÀ DEL MEDICOL' IDENTITÀ DEL MEDICO
CATTOLICOCATTOLICO
512
513
II. Identità del medico cattolico.
Prendo come base la Carta degli
Operatori Sanitari che ha pubblicato il
Pontificio Consiglio per la Pastorale della
Salute che a sua volta fa riferimento al
pensiero del Servo di Dio Giovanni Paolo
II e dall’identità tracciata dal Papa e in
essa, cerco di imbastire alcune idee come
sua interpretazione e commentario.
514
CARTA DEGLI OPERATORI SANITARI
Nella Carta degli Operatori Sanitari si descrive così il
medico cattolico:
Al medico cattolico la sua professione gli richiede di essere
custode e servitore della vita umana. Deve farlo mediante una
presenza vigile e sollecita al fianco degli infermi.
L’attività medico-sanitaria si fonda su una relazione
interpersonale: è un incontro tra una fiducia e una coscienza.
La coscienza di un uomo segnato dalla sofferenza e dalla
malattia che si affida a un altro uomo che può farsi carico delle
sue necessità e che lo va a trovare per assisterlo, curarlo e
guarirlo.
515
Il paziente non è solo un caso clinico ma un uomo malato verso il
quale il medico dovrà adottare un atteggiamento di sincera simpatia
soffrendo con lui, mediante una partecipazione personale nelle
situazioni concrete del paziente individuale. Malattia e sofferenza
sono fenomeni che approfonditi vanno oltre la medicina e arrivano
all’essenza della condizione umana in questo mondo.
Il medico che si occupa dei malati dovrà essere cosciente che lì è
implicata tutta l’umanità e gli è richiesta una dedizione totale. Questa
è la missione che lo rappresenta, ed è il frutto di una chiamata o
vocazione che il medico ascolta, personificata nel volto sofferente e
implorante del paziente affidato alle sue cure. Qui si allaccia la
missione del medico di dare la vita con quella dello stesso Cristo che
venne a dare la vita e a darla in abbondanza (Gv10, 10)
516
Questa vita trascende la vita fisica fino ad arrivare all’altezza
della Santissima Trinità: è la vita nuova ed eterna che consiste
nella comunione con il Padre alla quale ogni uomo è chiamato
gratuitamente nel Figlio, per opera dello Spirito Santo. Il medico è
come il “Buon Samaritano” che si trattiene al fianco del malato
facendosi suo prossimo per la sua comprensione e simpatia, in una
parola per la sua carità. Così il medico partecipa dell’amore di Dio
come suo strumento diffusivo e nello stesso tempo si contagia
dell’amore di Dio verso l’uomo.
Questa è la carità terapeutica di Cristo che passò facendo il
bene e risanando tutti (At 10,38). E allo stesso tempo, la carità
verso Cristo rappresentato in ciascun paziente. Egli è colui che è
curato in ogni uomo o donna: “quando ero malato, mi avete
visitato”, come dirà il Signore nel Giudizio finale (Mt 25,31-40).
517
Da qui risulta che l’identità del medico è l’identità
ricevuta dal suo ministero terapeutico, suo ministero
della vita. È un collaboratore di Dio nel recupero della
salute nel corpo del malato.
La Chiesa assume il lavoro del medico come un
momento del suo ministero, poi considera il servizio ai
malati, parte integrante della sua missione; sa bene che il
male fisico imprigiona lo spirito, così come il male dello
spirito sottomette il corpo. In questo modo, il medico
con il suo ministero terapeutico partecipa dell’azione
pastorale ed evangelizzatrice della Chiesa.
518
Le vie sulle quali deve camminare sono
quelle segnate dalla dignità della persona umana
e pertanto dalla legge morale.
Specialmente quando cerca di esercitare la
sua attività nel campo della Biogenetica e della
Biotecnologia, la Bioetica gli darà le sue
procedure delineandogli i suoi principi di azione
[45].
[45] Cfr. PONTIFICIO CONSEJO PARA LA PASTORAL DE LA SALUD, Carta degli Operatori
sanitari, Città del Vaticano 1995, 1-7
CARATTERISTICHE DELCARATTERISTICHE DEL
MEDICO CATTOLICO: CARTAMEDICO CATTOLICO: CARTA
DEGLI OPERATORI SANITARIDEGLI OPERATORI SANITARI
CustodeCustode e Servitore della Vita.
FiduciaFiducia tra il medico e il paziente.
VocazioneVocazione : chiamata,: chiamata,
Cristo nel malato.Cristo nel malato.
Missione:Missione: dare la vita in abbondanza
(Gv10,10).
Carità terapeutica: Buon
Samaritano, Giudizio finale.
Ministero terapeuticoMinistero terapeutico; Missione
ecclesiale.
Legge morale e dignità umanadignità umana.
519
520
L’Identità del Medico.
In questa posizione del Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute si
trova una sintesi intensa dell’identità
cristiana del medico; come già lo avevo
menzionato, mi sforzerò di riflettere su tale
identità fissandomi specialmente sull’identità
ricevuta da una vocazione e da una missione
che fonda un ministero del tutto speciale, il
ministero terapeutico, il ministero della vita,
il ministero della salute.
521
La Vocazione e la Chiesa: tre caratteristiche vocazionale
Incominciamo riferendoci al significato della vocazione nella Chiesa.
Molte volte le etimologie aiutano a risalire al senso originale delle parole
che usiamo con frequenza e che sembrano consumate dall’uso.
Una di esse è la parola Chiesa. Ci situiamo in due etimologie, quella
greca e quella latina. La sua etimologia greca ci porta al verbo
Εκκαλειν, chiamare. La Chiesa, Εκκλεσια, sarebbe il participio plurale
del verbo εκκαλειν, e significherebbe i chiamati.
Ora, situandoci nella prospettiva etimologica latina, la Chiesa è l’effetto
della “Vocazione”; la “Vocazione”, etimologicamente parlando, è
l’accezione latina sostantivata del verbo latino VOCARE, chiamare, (lo
stesso di “εκκαλειν”) significherebbe così la stessa chiamata che
congrega i chiamati, cioè che congrega alla Chiesa. Perciò la vocazione
fa la Chiesa.
522
L’unica “Vocazione” o chiamata fondamentale è
quella che fa Dio con la Parola con la quale chiama
all’esistenza tutto ciò che esiste, e questa chiamata,
questa vocazione primigenia, è Cristo, che è la Parola di
Dio per la quale tutto ciò che esiste; e ciascuno di noi è
chiamato all’esistenza (Cfr. Ef 1,3-10; Col 1,15-20).
È interessante in particolare constatare che la forma
massima di chiamare oggi da parte di Dio tutto ciò che
esiste, la massima presenza di Cristo nel mondo, ha la
sua realizzazione nell’Eucaristia, poiché è il memoriale,
la presenza di Cristo nell’oggi della storia (Cfr. Lc
22,19).
523
In questa chiamata di Dio scopriamo tre momenti essenziali
della stessa che la costituiscono e che possiamo sintetizzare con
tre parole: “ESSERE”, “CON”, “PER”. Cioè, siamo chiamati
per essere (esistere), con Dio per gli altri.
Così per esempio lo possiamo verificare nella chiamata che
Cristo fa ai suoi apostoli (Mc 3,14-15), e in modo speciale nella
chiamata che fa alla Vergine Maria perché sia la Madre di Dio, il
Messia (Lc 1,26-38). Ma si tratta di un paradigma che si estende
a tutta la storia della Salvezza.
Queste tre parole della Vocazione ci servono come modello
per riflettere sulla dottrina pontificia riguardo all’identità del
medico cattolico che abbiamo esposto nella Carta del Pontificio
Consiglio.
Vocazione
e Chiesa
Chiesa, chiamata e
vocazione.
Chiamata per esistere
Chiamata per stare constare con
DioDio
Chiamata per servireservire
l’uomol’uomo
“ESSERE”, “CON”, “PER”.
524
CristoCristo
chiama:chiama:
CHIESACHIESA
525
Dio chiama:Dio chiama:
Maria:Maria: “Essere”“Essere”
Madre:Madre: “Con”“Con”
Del Redentore:Del Redentore: “Per“Per””
526
A. “ESSERE”
Professione
Amore di Dio
Vita
Formazione
527
528
A. “ESSERE”.
Quando parliamo dell’ “Essere” nella
vocazione, parliamo dell’esistenza totale. Dio
parla e tutto comincia ad esistere.
Dice la Genesi: “Dio disse: ‘Sia la luce!’E la
luce fu.”(1,3). Quando Dio pronuncia la sua
Parola, questa è pratica: fa ciò che dice e tutto ha
in essa la sua consistenza, il suo inizio e il suo
fine, la sua totalità.
Vocazione: Creazione
 Dio chiama:
 Tutto inizia ad esistere
529
530
Quando parliamo dell’autentico medico cattolico,
questo è tale per una vera vocazione ricevuta da Dio
stesso dal quale riceve tutta la sua esistenza, certo, ma
senza escludere la collaborazione alla chiamata da parte
dello stesso medico.
Come e in che cosa consiste la vocazione medica? Dio
a che cosa chiama il medico?
Descriviamo qui di seguito alcuni aspetti dell’ “essere”
di questa chiamata.
PRIMA
CARATTERISTIC
A
VOCAZIONALE
Posizione totalmente di Fede.
La Vocazione piena è la
chiamata che è Cristo: Parola
onnipotente del Padre.
Chiamata all’esistenza:
perché il medico arrivi alla
sua esistenza piena.
531
Cristo:Cristo:
La chiamata.La chiamata.
ParolaParola
onnipotenteonnipotente
del Padredel Padre
532
La chiamataLa chiamata
PER ESSERE,PER ESSERE,
PER ESISTEREPER ESISTERE
COME MEDICO.COME MEDICO.
533
534
1.Professione
In primo luogo diremo che Dio chiama il medico per
una professione, che non è la stessa cosa di un mestiere.
Professioni propriamente se ne riconoscono nella storia
tre, quella del sacerdote, quella del medico e quella del
dirigente o del giudice. Vi è da notare che abbiamo detto
precedentemente che la professione è qualcosa legata alla
professione della fede, è qualcosa di religioso.
La professione non è qualcosa di propriamente
giuridico, poiché ciò che è giuridico in senso positivo può
essere portato a termine, o cambiato secondo la volontà di
quelli che contraggono un obbligo, invece, la professione
è un obbligo e una responsabilità che si contrae con Dio
stesso.
535
È una responsabilità, e una responsabilità significa
originariamente la capacità di rispondere. Rispondere
viene dal greco “Σπενδεν“ che originariamente
significa offrire un sacrificio di libagione a Dio.
La responsabilità professionale medica significa un
impegno (Impegno, “Συνγραφειν” in greco, significa
scrivere insieme) che si scrive a partita doppia tra
l’uomo e Dio.
536
Da questa sacralità della professione medica si
origina il giuramento di Ippocrate: è il giuramento di
non fare il male al paziente, fargli sempre il bene ed
essere totalmente a favore della vita in tutte le sue
tappe, giuramento che non è una promessa che si fa al
paziente, ma che si fa direttamente a Dio.
La vocazione del medico in questo contesto è una
vocazione che nasce dall’amore di Dio: è Dio che il
medico segue in questa professione come il Bene
sommamente amabile [46].
[46] Cfr. D. GRACIA, El juramento de Hipócrates en el desarrollo de la medicina, in Dolentium
Hominum 31 (1996), 22-28.
1. PROFESSIONE
“Sacralità” della
professione
Le tre professioni
Sacerdote, Medico, Giudice.
Professione e impegno con
Dio
Impegno: “Συνγραφειν” 537
Le tre PROFESSIONI:
SacerdoteSacerdote +++ GiudiceGiudice +++ MedicoMedico
538
GiuramentoGiuramento
didi
ippocrateippocrate 539
540
2. L’amore di Dio nel medico
Tuttavia, malgrado la sublimità di questa posizione ippocratica,
questa è limitata e difettosa. Parlavamo dell’amore di Dio, però questo
amore secondo la mentalità greca classica, la mentalità di Socrate e
Platone della quale partecipava Ippocrate, è qualcosa di difettoso,
poiché presuppone necessità e mai pienezza.
Di fatto, per la Filosofia greca classica, Dio non ama. È
sommamente amabile, però non ama, poiché amare significherebbe
carenza e Dio non può scarseggiare di nulla. L’amore è proprio solo
dell’uomo bisognoso e interessato a saziarsi, non di Dio
l’Onniperfetto.
Nella Mitologia greca, l’amore nasce da Poros e Penia nei corpi di
Afrodite. Poros rappresenta l’espediente, la necessità, e Penia, la
povertà; unendo la necessità con la povertà, nasce l’amore come
desiderio interessato [47].
[47] Cfr. V. CAPPELLETTI, Donde hay amor por el arte medico hay amor por el hombre,
541
Questa mentalità è totalmente corretta dalla
Rivelazione divina: Dio stesso è Amore. È questa la
definizione più profonda di Dio. Il suo amore non
consiste nella mancanza di qualcosa, ma nella massima
diffusione della sua bontà che consiste nel fatto che Dio
Padre arriva ad amare tanto il mondo che ha creato per
amore diffusivo di sé, da dare alla morte il suo Figlio
Unigenito. (Gv 3,16).
Per questo la professione cristiana medica si centra
nell’amore, però non nell’amore interessato e povero,
ippocratico, ma che nell’amore perfetto di Dio ed ha il
suo paradigma nel Buon Samaritano che in tal modo
soffre insieme al malato, compatendolo e provvedendo a
tutto ciò di cui ha bisogno per la sua guarigione.
542
In questo modo il Buon Samaritano viene ad
essere un esempio da imitare per il medico cristiano.
Il Buon Samaritano è la figura di Cristo che si è
mosso a compassione di tutta l’umanità inferma e
decaduta e l’ha innalzata fino alla sua deificazione; è
l’amore infinito ed è sia in colui che ama come in
colui che è amato, è in entrambi come pienezza [48].
E così il Buon Samaritano è la figura che identifica
il medico che si muove a compassione del paziente
fino a tal punto che fa tutto ciò che può per
restituirgli la salute, per un amore totale.
[48] Cfr. V. CAPPELLETTI, Donde hay amor por el arte medico hay amor por el hombre, in
Dolentium Hominum 31 (1996) 12-14
DIO AMADIO AMA
543
DIO CURADIO CURA
AMANDOAMANDO
544
DIO AMADIO AMA
ATTRAVERSOATTRAVERSO
IL MEDICOIL MEDICO
545
546
Parlando dell’amore che il medico deve avere per
Dio e così per i suoi pazienti, il Papa Pio XII ci parla
dei comandamenti della legge di Dio nell’ambito della
medicina. Ci parla del primo comandamento che è
amare Dio sopra ogni cosa e del secondo che è amare il
prossimo come se stessi e in questo amore fa consistere
l’identità del medico quando le sue relazioni con il
paziente sono circondate da umanità e comprensione,
delicatezza e sollecitudine.
Lo stesso Papa Pio XII completa gli aspetti
dell’essere del medico riferendosi ad altri due
comandamenti specialmente al quinto “Non uccidere” e
all’ottavo, “Non mentirai”. [49]
[49] Cfr. PIO XII, Discorsi ai medici, in Orizzonte medico, 6 (1959), 46-54.
COMBATTENDO IL DOLORECOMBATTENDO IL DOLORE
547
548
3. Rispetto e Difesa della Vita.
In quanto al quinto comandamento ci ricorda come
l’identità del medico cristiano consiste nell’amore che è
obbligato ad avere per Dio e per il suo paziente; il medico
è totalmente obbligato a difendere la vita in qualsiasi tappa
in cui questa si trovi, però specialmente nelle tappe in cui
si è più deboli come quella iniziale e quella terminale. La
sua personalità si delinea da un chiaro e assoluto no
all’aborto e all’eutanasia.
Nel quinto comandamento si comprende tutto il
significato della vita umana come un dono dato da Dio
all’uomo e alla donna come semplice amministrazione e
che dovrà avere la sua origine solo dal matrimonio.
3. LA VITA
Quinto Comandamento
 “NON UCCIDERE”
Aborto, Eugenesia, Cellule
staminali, Pre-embrioni,
Embrioni congelati, Tessuti
d’embrioni o feti, Esperimenti in
esseri umani, Eutanasia.
549
NON UCCIDERAINON UCCIDERAI 550
Salvare
sempre
la Vita
551
552
4. La formazione medica.
Nell’ottavo comandamento, “Non mentirai”, ci parla dell’impegno
chiaro del medico verso la verità sia per quanto riguarda la verità della
malattia e della salute, come la verità della scienza medica [50].
L’identità del medico viene dalla formazione che riceve, ebbene se
esaminiamo quanto avviene in molte Facoltà di medicina possiamo
constatare che queste hanno molte deficienze: in effetti, il curriculum
scolastico della carriera medica ha due parti essenziali, la prima è delle
conoscenze basilari e la seconda delle conoscenze che si ottengono
dalle scienze cliniche divise per disciplina o meglio per la loro
considerazione dei diversi organi del corpo umano.
È ovvio che queste discipline devono essere impartite, ma ciò che a
volte si constata è che vi è un riduzionismo bio-tecnico;
nell’esposizione delle materie si è sono perduti il loro valore
antropocentrico e i loro valori etici, affettivi ed esistenziali.
[50]Cfr. PIO XII, Discorsi ai medici, Orizzonte medico, Roma (1959), 46-54.
553
Molte volte troviamo come paradigma delle applicazioni cliniche
attuali una frammentazione e riduzione del paziente a organi e
funzioni biologiche o tecnologiche e a medicinali.
Si pretende di arrivare a un dominio di conoscenze specializzate
frammentate senza la prospettiva di totalità mediante conoscenze e
competenze relazionali con altri campi umani fuori dalla medicina.
L’idea della salute si propone come adattamento passivo a
stimoli patogeni e di natura bio-fisica; l’adattamento della clinica si
fa con riferimento tante volte esclusivo alle richieste, perfino
economiche del sistema sanitario nazionale.
Si constata la perdita dei valori etici nella medicina e
l’anonimato dei pazienti; si vede perfino che si dà poco valore agli
aspetti esistenziali della professione medica, alla persona del
paziente, del medico e degli infermieri.
554
Di fronte a questa problematica dell’“essere” medico dai suoi
inizi nella formazione che si riceve, si sono formulate una serie
di metodi che sono stati concepiti per rendere attivo
l’insegnamento.
Specialmente dal cosiddetto PBL (Problem Based Learning):
è il metodo di insegnamento orientato verso la comunità che
intende il medico come una persona necessariamente
competente a livello relazionale e scientifico, inserito in una
realtà comunitaria, capace di collaborare con altre figure
sanitarie e amministrare le risorse a disposizione in un continuo
apprendistato come richiesto sempre dalla salute del paziente,
capace di unire le conoscenze con la pratica medica, e per
questo, in una continua formazione.
555
Questo tipo di formazione medica darebbe una
nuova comprensione della salute e della malattia
presterebbe attenzione alla prevenzione e al
trattamento della malattia nel contesto dell’
individualità del paziente che si completa con la sua
famiglia e la società intera.
Il medico svolgerebbe così un apprendistato
basato più sulla curiosità e la continua ricerca che in
acquisizioni passive; ridurrebbe il peso
dell’informazione; propizierebbe il contatto diretto
con i pazienti mediante l’analisi personalizzata dei
loro problemi e di tutto il loro curriculum.
556
Si dovrebbe poi elaborare un programma che si
baserà sui seguenti principi:
1. Esistenza di un significato comprensivo e
definitivo del sapere medico.
2. Definizione del suo orientamento epistemologico
3. Definizione dei valori, delle motivazioni, della
maturità psicologica, della qualità delle conoscenze
oggettive e delle capacità metodologiche, relazionali,
tecniche, applicate all’esercizio della professione.
557
4. Definizione dei valori, delle motivazioni, e delle
capacità e della qualità della formazione dei docenti.
5. Definizione degli obiettivi generali e parziali della
formazione.
6. Definizione dei metodi didattici. Questi principi
accolgono le conoscenze epistemologiche della medicina
attuale che considerano la salute come una costruzione psico-
biologica determinata dalla possibilità e dalla qualità delle
risorse della persona e finalizzata nel dare una risposta
unitaria alle domande fondamentali dell’esistenza umana [51].
[51] G.R.BRERA,La formazione dei medici del terzo Millennio. La scuola medica come scuola di
uomini e di umanità, Conferenza inaugurale dell’anno accademico 1998-1999. Università
Ambrosiana di Milano, inaugurazione della Scuola di Medicina.
4. LA
FORMAZIONE
MEDICA
 Ottavo Comandamento
“NON MENTIRAI”
Impegno medico con la verità
 Formazione curriculare
Scientifica e tecnica. Eccellenza.
Umana. Individuale e sociale, ambientale
Morale (Bioetica). Valori
 Formazione permanente
558
IMPEGNO CONIMPEGNO CON
LA VERITÀLA VERITÀ
Consenso
informato
559
FORMAZIONEFORMAZIONE
UMANAUMANA
560
FORMAZIONEFORMAZIONE
SCIENTIFICASCIENTIFICA
Diversità diDiversità di
metodimetodi
561
FORMAZIONE
NEI VALORI
562
563
5. La formazione permanente.
L’identità del medico non si forgia una volta per tutte nella sua formazione
iniziale, ma si deve prolungare nella sua formazione permanente.
Esige la preparazione molto accurata degli studenti di medicina però nello
stesso tempo richiede la preparazione continua e progressiva dei professori che
impartiscono qualsiasi disciplina medica, preparazione che mai deve mancare.
I professori specialmente hanno la responsabilità della promozione dei nuovi
medici che non sarà facilitata se non avranno coscienza della capacità di ciascun
alunno per portare a termine una delicata missione.
In virtù dello stesso ottavo comandamento è obbligo per tutti i medici osservare
il segreto professionale, e come già abbiamo ripetuto, possedere una solida
cultura medica che deve essere costantemente perfezionata mediante la
formazione permanente [52]
[52]Cfr. PIO XII, Discorsi ai medici, On, Roma 1959, (46-54)
Formazione permanente
564
B.
“CON”
Trasparenza diTrasparenza di
Cristo MedicoCristo Medico
Il DoloreIl Dolore
La SaluteLa Salute
565
566
B. “CON”.
Dicevamo che il secondo aspetto della vocazione
cristiana si esprime tramite la preposizione “con”, con
Dio.
Cioè ogni vocazione è per essere con Dio nostro
Signore, che è Colui che rende l’uomo capace di
portare a termine una missione che senza la sua forza
sarebbe inutile intraprenderla.
Leggiamo nel Libro dell’Esodo che Mosé dice a Dio
sul monte Oreb: “Chi sono io per andare dal faraone e
per far uscire dall’Egitto gli Israeliti ?”. Dio risponde:
“Io sarò con te…” (cfr Es 3, 11-12).
Vocazione: Missione
 Dio chiama
 Forza divina
 “Non temere
 IO sono CON TE”
Mosé
567
568
1. Proiezione di Cristo medico.
In questo paragrafo accenniamo ai più profondi valori che devono
delineare l’identità del medico cattolico. La personalità del medico
cristiano si identifica così come una “proiezione” di Cristo medico.
Cristo inviò i suoi apostoli a guarire ogni dolore e malattia e disse loro:
“Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mc 16,17; Mt
28, 20); il ministero terapeutico lo esercita così il medico a fianco degli
apostoli come una continuazione della missione di Cristo e come sua
“proiezione” .
Si deve intendere questa “proiezione” in tutta la sua ampiezza, il
medico deve far trasparire tutta la vita di Cristo, questa è la presenza di
Cristo nel medico. Poiché Cristo guarisce ogni dolore e malattia con
tutta la sua azione presa integralmente . I miracoli di guarigione che
effettuò, perfino la risurrezione dai morti, non erano qualcosa di
definitivo nella sua lotta contro il male che esiste nell’umanità, contro il
suo dolore e la morte, ma solo un segno della realtà profonda che
implica la sua morte e risurrezione.
CHIAMATA PER
STARE CON DIO
569
Presenza
di Cristo
Medico
570
571
2. Il Dolore.
Egli prese tutte le sofferenze, tutto il dolore, tutte le malattie, senza
eccezione e le riassunse nella sua morte come la morte di Dio fatto uomo, di
modo che nessun dolore restasse fuori; e dalla sua morte fece esplodere la
stessa morte, la vinse nella pienezza della sua risurrezione.
Uno dei grandi interrogativi del medico è sempre il problema del dolore,
questo interrogativo ha solo qui la sua risposta, quando il dolore non appare
come qualcosa di negativo, ma come una positività che culmina è vero nella
morte, ma in una morte feconda di risurrezione.
Così il medico deve curare proiettando la morte e la risurrezione di Cristo.
Per questa proiezione1 è necessaria un’identificazione del medico in quanto
tale, come risanatore, con Cristo che risana.
Questa identificazione oggi si porta a termine specialmente nell’Eucaristia e
negli altri sacramenti. I sacramenti sono la presenza storica di Cristo nell’oggi,
e nel momento concreto che attraversiamo nella vita.
Il Dolore
572
PROLUNGAMENTOPROLUNGAMENTO
DELLA MISSIONEDELLA MISSIONE
DI CRISTO:DI CRISTO:
GUARIRE.GUARIRE.
573
574
3. La Salute
Conseguentemente il medico dovrà rendersi conto che la salute è
complessiva e non si dovrà parlare della salute corporale come qualcosa di
radicalmente diverso dalla salute completa che chiamiamo salute eterna o
meglio salvezza. Per questo il ministero del medico è un ministero ecclesiale
che si indirizza alla salvezza stessa dell’uomo, dal suo corpo, ma che implica
tutti gli altri aspetti.
Così descriviamo la salute come:
Una tensione dinamica verso l’armonia fisica,
psichica, sociale e spirituale e non solo l’assenza di
malattia, che rende idoneo l’uomo a portare a termine
la missione che Dio gli ha affidata, secondo la tappa
della vita nella quale si trova.[53]
[53] Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la Giornata mondiale del Malato, 11 febbraio
2000, n.13
575
La missione del medico è pertanto occuparsi che ci sia questa tensione
dinamica verso l’armonia integrale, come si richiede in ciascuna tappa
della vita di questo uomo concreto che è il suo paziente, di modo che
possa portare a termine la missione che Dio gli ha affidata.
Da qui l’incongruenza di ridurre la funzione medica al solo aspetto
fisico-chimico della malattia: la sua funzione del medico è integrale e
inoltre non può essere statica, ma deve inserirsi nel dinamismo del
paziente che tende verso la sua armonia.
In questo contesto, la morte non appare come la frustrazione del
medico, ma come il suo trionfo, giacché ha accompagnato un suo
paziente di modo che questo abbia potuto far rendere i suoi talenti al
massimo in ciascuna tappa della vita e quando questa arriva alla sua fine,
cessa la funzione medica, non in un grido di impotenza, ma nella
soddisfazione della missione compiuta, sia da parte del paziente, come da
parte dello stesso medico.
3. LA SALUTE
 “Tensione verso l’armonia fisica, psichica,
sociale e spirituale, e non solo l’assenza di
malattie, che rende idonea la persona a
compiere la missione che Dio gli ha affidato,
secondo la tappa della vita nella quale si
trova ”.
 Funzione del medico: verso l’ armonia
 Perché il paziente compia la sua missione,
 Secondo la tappa della sua vita,
 Tappe di vita e salute
 La morte come culmine delle tappe
 Il medico e la morte
Frustrazione?Frustrazione?
burlaburla??
576
SALUTE:SALUTE:
TENSIONETENSIONE
VERSOVERSO
L’ARMONIAL’ARMONIA577
578
Così il medico veramente è con Cristo e identifica la sua professione
in questa comunione con Cristo stesso e allora il medico si unisce con
Dio nostro Padre come un figlio con suo Padre e il suo amore
professionale diventa l’azione dell’Amore di Dio in se stesso, che è lo
Spirito Santo. Per questo il medico cristiano è colui che è guidato
sempre dallo Spirito Santo.
Dallo Spirito Santo e con lo Spirito Santo s’intende tutta la simpatia
che deve esistere tra il medico e il paziente, tutta la dovuta
umanizzazione della medicina e tutta l’esigenza verso l’aggiornamento
e la formazione permanente, poiché l’Amore dello Spirito Santo rende il
medico una persona essenzialmente aperta agli altri: è a ciò che si è
obbligato davanti a Dio per la sua professione di Fede che dà significato
alla sua professione medica.
Così arriviamo a delineare ora il terzo aspetto dell’identità medica,
essere per gli altri, è il “PER” della sua vocazione e della sua identità
professionale.
PRESENZAPRESENZA
DI CRISTODI CRISTO
MEDICOMEDICO
579
Il Medico
proietta
Cristo
che risana
580
C. “PER”
Apertura al
paziente
Qualità
fondamentali
del medico
Ritratto del
medico
Morale e Diritto
Lavoro in
équipe
581
582
C. “PER”.
Quando Dio ha eletto Mosè, è molto chiaro che lo ha fatto
perché togliesse il suo popolo dal potere degli egiziani: dice Dio:
“Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto” ( Es 3,8).
Il medico non può rinchiudersi in se stesso. Non può
semplicemente pensare che già ha sufficiente denaro, che non ha
bisogno di lavorare, e che pertanto ora si ritira dalla sua
professione: un vero medico è medico per tutta la vita: se
veramente ha ricevuto questa vocazione la terrà per sempre e la
dovrà esercitare per l’umanità come una missione precisamente
ricevuta per il bene di tutti, e della quale dovrà rendere conto a Dio
quando Egli gli dirà: “Ero malato e mi avete visitato” (Mt 25, 36).
Vocazione: ServizioVocazione: Servizio
 Dio chiamaDio chiama
 PERCHÈ liberi il mio popoloPERCHÈ liberi il mio popolo
583
ILIL
MEDICOMEDICO
È PERÈ PER
GLI ALTRIGLI ALTRI584
585
1. Apertura al paziente.
Abbiamo detto che l’amore della professione medica si ricalca sull’amore di Dio
che è diffusivo di sé. Non può rinchiudere le sue conoscenze in pure teorie e
laboratori, ma deve espanderle in favore della comunità. Ha ricevuto il dono di
vigilare e far crescere la vita.
La sua vocazione è per la vita, mai per la morte: sarebbe offuscare la missione
che Dio ha affidato a ciascuna persona umana. Al ministero religioso si affianca
oggi, dice il Papa Giovanni Paolo II, il ministero terapeutico dei medici
nell’affermazione della vita umana e di tutte quelle singolari contingenze nelle
quali la stessa vita può essere compromessa da un proposito della volontà umana.
Nella sua più profonda identità porta con sé l’essere ministro della vita e mai
strumentio di morte. Questa è la natura più intima della sua nobile professione.
I medici sono chiamati ad umanizzare la medicina e i luoghi in cui si esercita e a
far sì che le tecnologie più avanzate si usino per la vita e non per la morte; tenendo
sempre come supremo modello Cristo, medico dei corpi e delle anime [54].
[54] Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Al XV Congresso dei Medici Cattolici, AMCI, Cinquantanni di vita per la vita.
in Orizzonte Medico, (1994) 105-114
586
Il Medico cattolico, dice il Papa Pio XII, deve porre a disposizione
dei malati il suo sapere, le sue forze, il suo cuore e la sua devozione.
Deve comprendere che lui e i suoi pazienti si trovano soggetti alla
volontà di Dio. La medicina è un riflesso della bontà di Dio. Deve
aiutare il malato ad accettare la sua malattia, ed egli stesso deve fare
attenzione a non lasciarsi abbagliare dalla tecnica e a far fruttificare i
doni che Dio gli ha dato e a non cedere alle pressioni per realizzare
attentati contro la vita. Deve rimanere forte di fronte alle tentazioni
del materialismo [55].
Il buon medico deve avere così sia le virtù dianoetiche sia quelle
politiche e fare di esse un virtuosismo, cioè un’abitudine, di modo
che sia le virtù che sono proprie delle scienze teoriche, che quelle
proprie della pratica, si trovino in lui come se fossero la sua seconda
natura [56].
[55] Cfr PIO XII, Radio Messaggio al VII Congresso internazionale dei Medici cattolici (11-9-56)
Discorso ai medici, 503
[56] Cfr D. GRACIA, El Juramento de Hipócrates, 12-14
TERZA
CARATTERISTIC
A
VOCAZIONALE
La vocazione è sempre “PER”
Medico, professione sociale
Assurdità dell’individualismo medico
Posizione economica
Posizione scientifica
Posizione di prestigio
Posizione burocratica
“Ero infermo e mi venisti a
trovare” 587
Il medicoIl medico
risponderisponde
a Cristo:a Cristo:
CHIAMATACHIAMATA
PER GLIPER GLI
ALTRIALTRI
588
1. APERTURA
AL PAZIENTE
 L’Amore di Dio è diffusivo di sé
 Ministero della vita: comunicare la
vita
 Umanizzare le scienze e leUmanizzare le scienze e le
tecnologie mediche.tecnologie mediche.
 La medicina è un riflesso dellaLa medicina è un riflesso della
bontà di Dio.bontà di Dio.
 Conoscenze e pratiche: Virtù
dianoetiche e politiche.
589
COMUNICARECOMUNICARE
LA VITALA VITA
590
591
2. Qualità fondamentali del medico.
Così si è arrivati a tipificare le qualità fondamentali del medico in 5
voci:
Coscienza di responsabilità, umiltà, rispetto, amore e veridicità. La
coscienza di responsabilità porta il medico a lavorare con il malato e ad
essere cosciente di che cosa voglia dire essere un medico che dà la direzione.
L’umiltà gli dice che il medico vale per i suoi malati e non il contrario:
l’umiltà lo fa riconoscere come debitore del malato; il medico non può
parlare dei “suoi” pazienti, ma piuttosto i malati parleranno del “loro”
medico. Il medico deve ricevere i suoi malati come è scritto sull’architrave di
un vecchio ospedale tedesco: “Recipere quasi Christum”: deve ricevere i suoi
malati come se fossero lo stesso Cristo.
Il rispetto e l’amore al malato, di cui abbiamo già parlato, gettano le
fondamenta della sua umiltà: il medico si sa depositario di una missione per
la quale non ha le forze necessarie, ma le riceve da qualcuno che lo invia.
592
La veridicità implica essere cosciente della grande fiducia cheha il
malato nel rivelargli la sua intimità; si esige veridicità nella diagnosi e
nella terapia, non solo sul piano corporale ma in quello integrale, mentale,
sociale, psichico, spirituale.
Mai deve fare esperimenti sul malato se nel fare questo vi è un pericolo
sproporzionato al bene che si pretende conseguire, se ciò non è
assolutamente necessario e se il malato è d’accordo; deve comunicare al
malato lo sviluppo della sua malattia, dirgli la verità sul suo stato quando e
come sia più opportuno.
Deve integrare la sua azione con l’azione del sacerdote poiché entrambe
le missioni, quella del sacerdote e quella del medico si trovano strettamente
legate [57].
[57] Cfr P. MARTINI, Arzt und Seelsorge, in LTK (1), 912-915
Medicina:Medicina:
RiflessoRiflesso
delladella
Bontà diBontà di
DioDio
593
Bontà
di
Dio
594
Responsabilità
595
2. QUALITÀ FONDAMENTALI DEL
MEDICO
 Coscienza di responsabilitàresponsabilità
 UmiltàUmiltà
 “I miei pazienti” o “Il mio
medico”?
 StimaStima dei malati
 “Recipere quasi Christum”
 RispettoRispetto dei malati
 Adempiere un ministero
 VeridicitàVeridicità
 Verità sulla diagnosi e sulla
terapia
 Comunicazione con il malato
 Integrarsi con il sacerdote 596
597
3. Ritratto del medico
È molto interessante la figura del medico che traccia Zarathustra,
estraneo alla cultura cristiana.
Non cessa di essere attuale il Ritratto del perfetto medico che
nella Spagna del secolo XVI, con il linguaggio florido di quell’
epoca descrisse Enrique Jorge Enriquez [58].
Attualmente parleremo dell’eccellenza medica: sarebbe ciò che
Aristotele chiamava il “Τελειοσ ιατροσ” (perfetto Medico), o
Galeno, “Αριστοσ ιατροσ” (Medico migliore).
In ogni modo, l’autentico ritratto del medico dovrà sempre essere
quello che “proietta” Cristo medico.
[58] Citato da D. GRACIA, El Juramento de Hipócrates, 26.
R
I
T
R
A
T
T
O
3.
598
ZarathustraZarathustra
dice:dice:
599
Zoroastro: Zarathustra:
Il medico “dovrà conoscere le
diverse parti del corpo, la sua
articolazione, i rimedi per le
malattie.
Dovrà essere amabile, non geloso,
gentile nella sua espressione,
senza orgoglio.
Nemico della malattia e amico
del malato.
Modesto, alieno dalla colpa, dal
male e dalla violenza, sollecito,
nobile nell’agire, con buona
reputazione.
I suoi moventi non sono il
guadagno, ma una ricompensa
spirituale, pronto per ascoltare,
autorizzato, amico degli uomini”.
600
““Il medico deve temere il Signore edIl medico deve temere il Signore ed
essere molto umile, e non superbo, néessere molto umile, e non superbo, né
vanaglorioso, e che sia caritatevole con ivanaglorioso, e che sia caritatevole con i
poveri, mansueto, benigno, affabile epoveri, mansueto, benigno, affabile e
non vendicativo. Che sia prudente,non vendicativo. Che sia prudente,
temperato e non troppo temerario …, chetemperato e non troppo temerario …, che
sia continente e dedito all’onestà esia continente e dedito all’onestà e
raccolto; che lavori nella sua arte eraccolto; che lavori nella sua arte e
fugga dall’oziosità. Che sia il medicofugga dall’oziosità. Che sia il medico
molto colto e che sappia render conto dimolto colto e che sappia render conto di
tutto.”tutto.”
Enríque Jorge EnríquezEnríque Jorge Enríquez
Spagna sec. XVISpagna sec. XVI601
IL RITRATTOIL RITRATTO
AUTENTICOAUTENTICO
DELDEL
MEDICOMEDICO
602
603
4. Morale e Diritto.
Avevamo detto all’inizio che la professione medica è qualcosa
che eccede il Diritto e si situa nell’ambito della Morale; certo,
però non può prescindere dal Diritto medico.
Un Diritto medico senza una Morale adeguata sarebbe un
arbitrio fondato su interessi inconfessabili; una Morale senza un
Diritto medico resterebbe su principi generali senza un’
applicazione diretta.
Le norme del Diritto medico devono essere sufficientemente
chiare e brevi per facilitare l’azione del medico.
Il principio conduttore è sempre lo stesso: la finalità del
medico è soccorrere e guarire, non fare il male né uccidere.
604
Menzione speciale merita pure il campo dell’Etica, il campo della Morale,
nel quale il medico deve essere competente, però nel quale tante volte egli non
è uno specialista; per questo si esigono i comitati di Bioetica in ciascun centro
di salute, e anche la loro erezione nei centri docenti, in franco dialogo con gli
specialisti nelle diverse materie implicate.
In quanto ai Comitati di Bioetica, si intendono basati su un’etica oggettiva e
non sommersi in un relativismo che svuoterebbe l’Etica della sua propria natura
normativa e la convertirebbe in una mera arbitrarietà, al servizio d’interessi
egoistici, collettivi o individuali.
In questo modo il medico si rende idoneo a dare testimonianza a Dio in tutti
gli ambienti sanitari, sindacali, politici, ecc. può perfino essere valido portatore
del dialogo ecumenico con altre religioni, poiché la malattia non conosce
barriere religiose.
Così il medico attivamente apparterà alla Chiesa come persona individuale e
come gruppo [59].
[59] Cfr. S. LEONE, in Orizzonte medico 6 (1996) 10-11
4.
MORALE
E DIRITTO
Diritto senza Morale: arbitrarietà;
Morale senza Diritto: inefficacia.
Principio conduttore del Diritto
medico:
La finalità del medico:
soccorrere e guarire, non fare il
male né uccidere.
Comitati di Bioetica
Testimoni dei valori cristiani.
605
APPLICAZIONEAPPLICAZIONE
DELLADELLA
MORALEMORALE
606
607
5. Lavoro in équipe.
Per portare a termine questa missione tanto esigente,
il medico non può restare rinchiuso nella sua propria
individualità, si deve aprire in primo luogo ad altri
medici ed avere l’umiltà sufficiente per lavorare in
collaborazione e in équipe; sia in questioni strettamente
fisiologiche come specialmente in quelle relazionali
che hanno a che vedere con campi che non
necessariamente domina e che in un certo modo esulano
dalle sue competenze, per esempio gli aspetti
sociologici, antropologici, politici, campi tecnici al di là
della sua professione, diciamo, e tutto ciò che è riferito
strettamente al campo dell’informatica.
608
In questo modo, in questa apertura, nel campo spagnolo della medicina si
disegna ciò che gli autori chiamano il decalogo del nuovo medico e lo
esprimono così:
1.Lavoro in équipe multidisciplinare con un responsabile finale unico.
2.Quanto più scientifico è il professionista, tanto meglio é.
3.Si rafforzeranno gli aspetti umani nell’esercizio professionale.
4.Si adatterà la condotta a protocolli diagnostici e terapeutici scientifici
consensuali.
5.Avrà coscienza delle spese. Utilizzerà inoltre dei protocolli, guida di buona
pratica.
609
6. Faciliterà la convivenza e la solidarietà con i colleghi di lavoro e con i malati.
7. Penserà che ogni atto assistenziale può comportare un’azione preventiva, e
perfino, di promozione della salute.
8. Avrà presente in ogni momento la necessità di essere attento alla
soddisfazione dell’utente del servizio.
9. Si rafforzeranno le Unità di Attenzione al paziente, diffondendo le lamentele
e i suggerimenti che si producono tra le persone interessate. Si realizzeranno
frequenti inchieste di opinione.
10. Sarà fondamentale applicare i principi etici alle attività professionali. [60]
[60] M. A. ASENJO – A. TRILLA , Necesidad de nuevos profesionales para las nuevas situaciones
sanitarias, in Todo hospital 149 (1988) 497-499.
5. IL
LAVORO IN
ÈQUIPE
Decalogo del nuovo medico:
1. Èquipe multidisciplinare 2. Scientifico e
professionista
3. Umanizzazione 4. Protocolli
consensuali
5. Responsabilità 6. Convivenza e
economica Solidarietà
7. Prevenzione 8. Soddisfazione
e promozione del paziente
9. Lamentele e 10. Applicazione
Suggerimenti dell’Etica
610
LAVORO
IN ÈQUIPE
611
MultidisciplinareMultidisciplinare
612
613
PER TERMINARE…PER TERMINARE…
614
Terminiamo questo capitolo sintetizzandolo nelle seguenti affermazioni:
Essere un medico cattolico è un ministero che nasce da una vocazione
nella Chiesa.
È il ministero terapeutico.
È legato fortemente a Dio nostro Padre, da cui traspare Cristo medico,
colmo dell’Amore che è lo Spirito Santo.
Essere medico è un cammino per arrivare alla pienezza dell’essere umano;
iniziare già la risurrezione.
Comporta una vicinanza e un’intimità speciale con Dio che significa allo
stesso tempo un’apertura e una donazione totale agli altri.
Questa è l’identità cattolica del medico: essere la proiezione di Cristo che
risana.
615
Essere professore cattolico di medicina è avere la profondità dello sguardo per
poter vedere nella stessa morte la risurrezione.
Non solo, però: è la capacità di intuire nella salute e nella malattia una tensione
armonica che cammina verso la pienezza secondo le diverse tappe della vita delle
persone; ed è sentire nelle scienze tecniche e nelle arti mediche la forza
onnipotente di Dio che risuscita suo Figlio Gesù Cristo e che ci fa pregustare la
risurrezione nei progressi medici.
Essere professore cattolico di medicina è insegnare con le scienze mediche
l’Amore con il quale lo Spirito Santo consegna al Padre Gesù Cristo sulla croce e
con la sua forza amorosa lo risuscita.
Essere professore cattolico di medicina è insegnare al medico ad essere la
carezza amorosa di Dio che si prende cura dei suoi figli nella malattia e nella
morte, rendendo più sopportabile la loro condizione e aprendoli a una speranza
totale di una salute che non sarà più tensione verso l’armonia, ma l’armonia totale
dell’amore.
Essere professore cattolico di medicina è insegnare al medico ad essere la
proiezione di Cristo che risana.
CONCLUSIONI
Essere medico cattolico è un
ministeroministero che nasce da una
vocazione nella Chiesa
È un camminocammino per arrivare alla
pienezza dell’essere umano.
Implica un’intimitàintimità con Dio e una
fiduciosa apertura all’uomo.
Il medico cattolico è la
proiezioneproiezione di Cristo che risana.
616
Il professore cattolico di medicina
insegna
A vedere la risurrezione nellaA vedere la risurrezione nella
Medicina la morte e la risurrezione.Medicina la morte e la risurrezione.
A vedere nella malattia e nella salute la
tensione verso l’armonia.l’armonia.
A pregustare nella Medicinapregustare nella Medicina la forza
della risurrezione.
A trovare lo Sapirito Santotrovare lo Sapirito Santo nel
paziente, come la forza che dà la vita.
A essere lala carezza amorosa di Diocarezza amorosa di Dio per
l’ infermo.
A essere la proiezione di Cristoproiezione di Cristo che
risana.
617
Il Professore diIl Professore di
Medicina insegnaMedicina insegna
al medico a dareal medico a dare
la vita anticipandola vita anticipando
LA RISURREZIONELA RISURREZIONE
618
Il Professore
Cattolico di
Medicina
insegna
al medico
a essere la
carezza di Dio
per infermo
619
PROIEZIONEPROIEZIONE
DI CRISTO CHE RISANADI CRISTO CHE RISANA
IL PROFESSOREIL PROFESSORE
DI MEDICINADI MEDICINA
INSEGNAINSEGNA
AD ESSERE:AD ESSERE:
620
Come conclusione di tutto ciò che abbiamo detto possiamo
dire che la Pastorale della Salute rappresenta la chiamata
ecclesiale per armonizzare la vita con la morte.
Questo apparente paradosso e contraddizione si può risolvere
solo con lo Spirito Santo quando ci unisce alla morte di Cristo.
Così Cristo stesso assume nella sua sofferenza, passione e
morte, la nostra sofferenza e la nostra morte incorporandoci a
Lui. Questa incorporazione Cristo la culmina facendosi presente
mediante i sacramenti, particolarmente nell’Eucaristia.
Questa unione lo Spirito Santo non la limita alla nostra
incorporazione alla morte di Cristo, ma la estende
vittoriosamente unendoci alla sua risurrezione.
Così lo Spirito ci unisce a Cristo trionfante che ricrea l’universo
intero e porta a termine il Decreto eterno del Padre che è
l’armonia totale, la salute piena, rappacificando con il sangue
della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla
terra e quelle nei cieli (cfr.Col1,20).
CONCLUSIONI
622
Pertanto, la Pastorale della Salute non è solamente un progetto di “carità”
a favore del malato, ma una profonda penetrazione nella missione
essenziale della Chiesa; una missione che Cristo assegnò ai suoi apostoli e
discepoli.
Per compiere questa missione la Pastorale della Salute ha bisogno di
essere attuata con una fede profonda, con una carità efficiente e con una
speranza che resista a qualsiasi sfida. Questo è l’unico cammino per portare
a termine il piano di Dio per la Pastorale della Salute, che consiste nel
realizzare nel campo della Salute l’immagine della Santissima Trinità
attraverso l’Incarnazione Pasquale di Cristo, secondo i parametri a cui allude
l’Apostolo San Paolo quando si tratta di costruire il Corpo mistico di Cristo e
che sintetizza meravigliosamente in questa frase: “’alezeùontes dé èn
‘agape” - “Facendo la verità nella carità” (Ef 4,15).
Conseguentemente, il fondamento della Pastorale della Salute è Dio
Amore.
623
624
POTERE
VERITÀ
AMORE
625
626
627
La missione della Chiesa nel campo della sofferenza è fare il
bene a chi soffre e fare del bene attraverso la propria sofferenza;
liberare l’amore dall’interiorità dell’uomo mediante la donazione
disinteressata verso colui che soffre e della persona che soffre.
La spiritualità del professionista cristiano della salute consiste
nel lasciarsi configurare dallo Spirito Santo a Cristo che soffre,
come il sacramento della misericordia e tenerezza del Padre
attraverso la morte e risurrezione del Signore partecipate
nell’Eucaristia. È una spiritualità pasquale piena di speranza e di
pienezza di vita.
È una spiritualità mariana: la Vergine Maria invocata come
“Salute degli Infermi” è il nostro modello di servizio che nella sua
apertura totale alla redenzione, dalla sua Immacolata Concezione
fino alla sua gloriosa Asunzione, esprime la cura, la delicatezza e
la misericordia di Dio verso ogni persona bisognosa di aiuto nella
sua sofferenza.
628
629
630
631
Partecipazione
trinitaria
632
633
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La vita nella morte

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  • 7.
    Il titolo diquesto libro potrebbe sembrare provocatorio: “La vita nella morte” e sembrerebbe più logico che fosse al contrario: “La morte nella vita”, giacché la vita finisce con la morte. Nonostante ciò, il titolo del libro è più logico di quanto si possa pensare, perché corrisponde all’unica realtà che dà senso a tutto, e che pertanto fa sì che sia logico tutto. Se la vita umana finisse con la morte, non avrebbe senso niente. Questo titolo tocca l’aspetto più profondo del Cristianesimo: la risurrezione di Cristo. Egli è Colui che ci dona la vita nella morte attraverso la risurrezione. Nel libro ci domandiamo come accade questo, e la risposta è: per la Pastorale della Salute. Sviluppiamo la risposta in due parti: nella prima parte cerchiamo di spiegare cosa sia la Pastorale della Salute e nella seconda, quali siano i temi essenziali che sono il fondamento di un’autentica Pastorale della Salute. Ringrazio di vero cuore il Cardinale Paul Poupard, Presidente emerito dei Pontifici Consigli per la Cultura e per il Dialogo interreligioso per la bella Prefazione che mi ha fatto l’onore di scrivere, facendo un’ampia e profonda presentazione del libro: sono sicuro che la sua lettura sarà molto proficua.
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    INDICEINDICE (per l’informatica)(perl’informatica)  PrefazionePrefazione  PRIMA PARTE:PRIMA PARTE: LA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESALA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESA • I.I. Situazione attuale della Pastorale della SaluteSituazione attuale della Pastorale della Salute • II.II. CosaCosa è la Pastorale della Salute e cosa fareè la Pastorale della Salute e cosa fare?? • III.III. Come farlo?Come farlo?  SECONDA PARTE:SECONDA PARTE: TEMI CENTRALI NELLA PASTORALE DELLA SALUTETEMI CENTRALI NELLA PASTORALE DELLA SALUTE • I.I. Vita, donazione d’amoreVita, donazione d’amore • II.II. Il dolore e la morte, Enigma o Mistero?Il dolore e la morte, Enigma o Mistero? • III.III. Il ViaticoIl Viatico • IV.IV. La SaluteLa Salute • V.V. Profilo del Professore cattolico di MedicinaProfilo del Professore cattolico di Medicina 1010
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    INDICE:INDICE: PrefazionePrefazione IntroduzioneIntroduzione Prima Parte:Prima Parte:LA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESA.LA PASTORALE DELLA SALUTE NELLA CHIESA. I. Situazione AttualeI. Situazione Attuale 1. Situazione attuale1. Situazione attuale 2. Punti positivi e negativi2. Punti positivi e negativi II. Che cosa è Pastorale della Salute e cosa fare?II. Che cosa è Pastorale della Salute e cosa fare? 1. I Vangeli1. I Vangeli 2. Magistero Pontificio2. Magistero Pontificio III. Come farlo?III. Come farlo? 1. Elaborazione in base ai Ministeri nella Chiesa1. Elaborazione in base ai Ministeri nella Chiesa 2. Elaborazione in base agli Obiettivi2. Elaborazione in base agli Obiettivi 3. Proposte Pratiche:3. Proposte Pratiche: - Sfide- Sfide - Proposte generali- Proposte generali - Cammini- Cammini - Risposte- Risposte 1111
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    Seconda Parte:Seconda Parte:TEMI CENTRALI NELLA PASTORALETEMI CENTRALI NELLA PASTORALE DELLA SALUTEDELLA SALUTE Capitolo 1:Capitolo 1: VITA, DONAZIONE D’AMOREVITA, DONAZIONE D’AMORE I.I. Base scientificaBase scientifica  Inizio della vita umanaInizio della vita umana  Elementi iniziali della vita umanaElementi iniziali della vita umana  ConclusioniConclusioni II.II. Base filosoficaBase filosofica  Opposizione di ContraddizioneOpposizione di Contraddizione  Opposizione di ContrarietàOpposizione di Contrarietà  ConclusioniConclusioni III.III. Riflessione teologicaRiflessione teologica  La vita nella Santissima TrinitàLa vita nella Santissima Trinità  La vita nell’IncarnazioneLa vita nell’Incarnazione  La contraddizione assunta nella contrarietàLa contraddizione assunta nella contrarietà  ConclusioniConclusioni CONCLUSIONICONCLUSIONI 1212
  • 13.
    Capitolo 2:Capitolo 2:IL DOLORE E LA MORTE, ENIGMA OIL DOLORE E LA MORTE, ENIGMA O MISTERO?MISTERO? IntroduzioneIntroduzione Tipi di conoscenzeTipi di conoscenze 1. Referenze Mediche sul dolore1. Referenze Mediche sul dolore 2. Soluzione delle grandi Religioni2. Soluzione delle grandi Religioni 3. Dialogo con il Cristianesimo3. Dialogo con il Cristianesimo I. L’Enigma del doloreI. L’Enigma del dolore 1. Approccio esistenziale1. Approccio esistenziale 2. Riflessione sull’esperienza2. Riflessione sull’esperienza II. Il MisteroII. Il Mistero 1.Il Male e la Sofferenza1.Il Male e la Sofferenza 2.Cristo assume la sofferenza e2.Cristo assume la sofferenza e la trasformala trasforma 1313 III. ComIII. Commmentienti 1. Statuto epistemologico1. Statuto epistemologico 2. Gradualità del pensiero di2. Gradualità del pensiero di Giovanni Paolo IIGiovanni Paolo II 3. Il nucleo del Mistero3. Il nucleo del Mistero 4. Illuminazione del Mistero4. Illuminazione del Mistero 5. Dalla Sofferenza alla Solidarietà5. Dalla Sofferenza alla Solidarietà 6. Solidarietà costitutiva in Cristo6. Solidarietà costitutiva in Cristo 7. La Sofferenza vista dalla7. La Sofferenza vista dalla RisurrezioneRisurrezione 8. Il senso della Croce gloriosa8. Il senso della Croce gloriosa ConclusioneConclusione
  • 14.
    IntroduzioneIntroduzione 1. Cure palliative 2.Cure palliative spirituali cattoliche 3. Il Concilio Vaticano II 4. Viatico: il Nucleo della Riflessione I. Morte e VitaI. Morte e Vita 1. Il Viatico, culmine della vita 2. Significato della morte II. ComunioneII. Comunione 1. Oscurità e solitudine 2. Il Viatico, la luce 3. Accompagnamento 4. Proporzioni III. EternitàIII. Eternità 1. Presenza Eucaristica 2. Eternità 3. Immutabilità 4. Divinizzazione attraverso il Viatico 5. Il ponte d’attraversare 6. Il dinamismo del Viatico ConclusioneConclusione Cure palliative? Capitolo 3:Capitolo 3: IL VIATICOIL VIATICO
  • 15.
    Capitolo 4:Capitolo 4:LA SALUTELA SALUTE IntroduzioneIntroduzione I. Cosa è la salute?I. Cosa è la salute? 1. Definizioni1. Definizioni 2. Annotazioni2. Annotazioni II. Definizione di salute diII. Definizione di salute di Giovanni Paolo IIGiovanni Paolo II 1. Sottofondo religioso della1. Sottofondo religioso della definizione di Giovanni Paolo IIdefinizione di Giovanni Paolo II 2. Antico Testamento2. Antico Testamento 3. Nuovo Testamento3. Nuovo Testamento III. Elementi della definizione diIII. Elementi della definizione di salute di Giovanni Paolo II:salute di Giovanni Paolo II: 1. Tensione1. Tensione 2. Armonia2. Armonia 3. Fisica3. Fisica 4. Psichica4. Psichica 5. Sociale5. Sociale 6. Spirituale6. Spirituale 7. Unificazione7. Unificazione 8. Cammino8. Cammino 9. Diversità di Salute9. Diversità di Salute CONCLUSIONECONCLUSIONE
  • 16.
    Capitolo 5:Capitolo 5:PROFILO DEL PROFESSOREPROFILO DEL PROFESSORE CATTOLICO DI MEDICINACATTOLICO DI MEDICINA Introduzione:Introduzione: I. IL PROFESSORE CATTOLICO DII. IL PROFESSORE CATTOLICO DI MEDICINAMEDICINA 1. Il maestro cattolico di medicina1. Il maestro cattolico di medicina 2. Il maestro di medicina come professore2. Il maestro di medicina come professore II. IDENTITÀ DEL MEDICOII. IDENTITÀ DEL MEDICO CATTOLICOCATTOLICO 1. Carta degli Operatori Sanitari1. Carta degli Operatori Sanitari 2. La Vocazione e la Chiesa: tre2. La Vocazione e la Chiesa: tre caratteristiche vocazionalicaratteristiche vocazionali A.A. ESSEREESSERE 1. La professione1. La professione 2. L’Amore di Dio nel medico2. L’Amore di Dio nel medico 3. La vita3. La vita 4. La formazione medica4. La formazione medica B.B. CONCON 1. Proiezione di Cristo medico1. Proiezione di Cristo medico 2. Il Dolore2. Il Dolore 3. La Salute3. La Salute C.C. PERPER 1. Apertura al paziente1. Apertura al paziente 2. Qualità fondamentali del medico2. Qualità fondamentali del medico 3. Ritratto del medico3. Ritratto del medico 4. Morale e Diritto4. Morale e Diritto 5. Lavoro in équipe5. Lavoro in équipe CONCLUSIONICONCLUSIONI 1616
  • 17.
  • 18.
    1818 PrefazionePrefazione È per meun vero privilegio presentare questo bel lavoro del mio Confratello, vicino e amico, Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute: LA VITA NELLA MORTE. Con questo titolo suggestivo, le cui parole risuonano alte e chiare come un proclama scagliato con forza, il principale responsabile della Pastorale della Salute in seno agli organismi della Curia romana che assistono il Santo Padre nella sua “sollecitudine per tutte le Chiese”, ci presenta convinzioni forti, sorrette da solide fondamenta e accompagnate da una ricca documentazione, per sostenere l’azione pastorale di tutta la Chiesa in questo campo sconfinato, in cui è in atto una lotta determinante contro la contro-cultura di morte che sta invadendo il mondo all’alba del nuovo millennio.
  • 19.
    1919 In una ragguardevolepresentazione pedagogica, in cui le immagini dalle diverse sfumature richiamano l’attenzione del lettore e l’aiutano a memorizzare la sintesi dei punti fulgidamente esposti, il Cardinale sottolinea le cifre impressionanti che riflettono l’impegno millenario della Chiesa al servizio dei malati e dell’immensa coorte di tutti coloro che soffrono nel mondo, nella vastità dei cinque continenti. Egli non nasconde, tuttavia, le ombre crescenti, provocate da una secolarizzazione galoppante dagli effetti devastanti, vero rullo compressore che, se non vi poniamo attenzione, tende a ridurre la carità alla mera filantropia, privandola della sua radice cristologica e mutilandola della sua dimensione escatologica. “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo … Per Cristo e in Cristo riceve luce quell’enigma del dolore e della morte, che al di fuori del suo Vangelo ci opprime. Con la sua morte egli ha distrutto la morte, con la sua risurrezione ci ha fatto dono della vita, perché anche noi, diventando figli col Figlio, possiamo pregare esclamando nello Spirito: Abba, Padre!” (Gaudium et Spes, n. 22).
  • 20.
    2020 Priva di questagrande visione di fede che ci ha ricordato il Concilio Ecumenico Vaticano II, la carità si tramuta in compassione, la speranza teologale si riduce a speranza umana, e la lotta per la vita viene privata della sua motivazione principale, la salvaguardia di quell’immagine di Dio che è ogni persona umana, a cominciare dalla più debole e povera, creata a immagine e somiglianza del suo Creatore e il cui corpo mortale, avvolto dall’anima immortale, è chiamato, oltre la morte terrena, alla risurrezione della carne e alla vita eterna, come professiamo nel Credo. “Come posso sapere dove vado, se non so da dove vengo?” diceva giustamente Sua Altezza Reale il nonagenario Otto di Asburgo. Se noi, in questo mondo fugace, viviamo ineluttabilmente passando dalla culla alla tomba, la nostra fede trascende la drammatica chiusura di questa finitudine mortale e l’apre ad un avvenire eterno di bellezza, di amore e di pace. “L’uomo supera infinitamente l’uomo”, scriveva Pascal in uno dei suoi folgoranti Pensieri, che continuano a farci riflettere ancor’oggi. “Io non muoio, entro nella vita”, confidava con fede la piccola Teresa nell’infermeria del Carmelo di Lisieux, al momento del suo ritorno al Padre celeste.
  • 21.
    2121 Mentre i notevoliprogressi dello sviluppo tecnologico e la crescente influenza dei media stanno modellando uno spirito nuovo a base di positivismo e un comportamento pratico impregnato di un profondo materialismo, la cultura dominante concepisce la morte soltanto come un fallimento definitivo, la cui ineluttabile scadenza è continuamente respinta senza però poter essere definitivamente scongiurata. Le scienze stesse della vita sembrano ridurre l’uomo ad essere soltanto un vivente tra altri esseri viventi, cioè a dissolverlo, se si provasse che la vita, per quanto complessa, si riduce a nient’altro che a materia vulnerabile, irrimediabilmente peritura. Come la luce che il prisma decompone, l’uomo rischia di essere decomposto da uno sguardo clinico che non riesce più ad arrivare allo stesso essere vivente nella sua unità e integrità personale. Tutto ciò sta a significare l’importanza di una Pastorale della Salute che si basi sulla convinzione della trascendenza dell’uomo, essere singolare che non può essere ridotto al livello degli altri esseri viventi e ai meccanismi che strutturano gli scambi di energia. L’uomo dell’era informatica e della modernità disincantata, tra la volontà di vivere e la certezza del morire ha bisogno di ritrovare, nella fede nell’aldilà, la forza per condurre con serenità il suo misterioso e tenebroso passaggio verso la luce. È questo l’orizzonte che il Cardinale Barragán dà alla Pastorale della Salute, illustrando con chiarezza come Dio, Padre di tutti gli uomini, ha riconciliato la morte con la vita attraverso la morte e la risurrezione del Figlio prediletto Gesù, figlio della Vergine Maria.
  • 22.
    2222 Particolarmente eloquente, aquesto riguardo, è la presentazione preliminare dei fondamenti biblici della Pastorale della Salute, a cominciare dal riferimento imprescindibile al Buon Pastore (Gv 10) e al Buon Samaritano (Lc 10), figure che continuano a ispirare la Chiesa nella sua inesauribile carità per i malati e per tutti coloro che soffrono nel corpo e nell’anima, per aiutarli a vivere secondo l’antico adagio mens sana in corpore sano. Con il Cardinale, seguiamo Gesù sulle strade della Palestina, guarendo incessantemente i malati e risuscitando i morti. Meditiamo con profitto l’insegnamento dei Papi del nostro tempo, in particolare la luminosa Lettera Apostolica del Servo di Dio Giovanni Paolo II Salvifici doloris, e i reiterati appelli del suo successore, Papa Benedetto XVI, alla formazione delle coscienze e al dialogo rispettoso con i non credenti. Nutrita da questi insegnamenti luminosi, la Pastorale della Salute si offre a tutta la Chiesa, sotto l’impulso vigoroso del Pontificio Consiglio guidato dal Cardinale Barragán, che da poco ha superato con successo un grave intervento chirurgico, in una sequenza limpida, in tutte le sue componenti: “Sfide, Proposte, Cammini, Risposte”.
  • 23.
    2323 La materna sollecitudinedella Chiesa per tutti i malati e gli infermi è espressa nell’insegnamento della speranza della risurrezione, della santificazione dei sacramenti, mediante l’Unzione dei malati, l’Eucaristia e, in particolare, il Santo Viatico e i contatti fraterni impregnati di delicatezza. Non potevano mancare, in questo prezioso vademecum, La vita nella morte. con i dati filosofici, teologici e scientifici sulla vita e sulla morte, il concetto di salute, il profilo ideale del medico cristiano e la concezione cattolica della scienza e dell’arte medica. Ben lungi dal sostituirsi alle Chiese locali, il Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute, come tutti i Dicasteri della Curia romana, non ha altro obiettivo che quello di aiutarle a promuovere, orientare, sviluppare e coordinare la sollecitudine di tutta la Chiesa in questo ambito privilegiato che richiede una profonda visione di fede, una speranza ferma e una carità senza ristrettezze, su esempio di Cristo Buon Pastore, Buon Samaritano e Medico divino dei corpi e delle anime. Dobbiamo ringraziare il Cardinale Barragán per averci offerto questo prezioso “servizio dell’amore”. (BENEDETTO XVI, Deus Caritas est, n. 28). Dal Vaticano, 11 giugno 2008 Cardinale Paul Poupard Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso
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    INTRODUZIONEINTRODUZIONE Grazie allo statoavanzato delle scienze e delle tecnologie, molte cose che unaGrazie allo stato avanzato delle scienze e delle tecnologie, molte cose che una volta ci sembravano impossibili, oggi sono del tutto ordinarie, pensiamo solo aivolta ci sembravano impossibili, oggi sono del tutto ordinarie, pensiamo solo ai mezzi di comunicazione. Grazie a “internet” il primo ad essere superato fu ilmezzi di comunicazione. Grazie a “internet” il primo ad essere superato fu il telegrafo. Difficilmente capita a qualcuno di fare un telegramma. Nellatelegrafo. Difficilmente capita a qualcuno di fare un telegramma. Nella meraviglia della telefonia mobile riusciamo ad essere ogni volta più vicini.meraviglia della telefonia mobile riusciamo ad essere ogni volta più vicini. Pensiamo alle “video conferenze” nelle quali comunichiamo in tempo reale conPensiamo alle “video conferenze” nelle quali comunichiamo in tempo reale con suoni ed immagini. Sembrerebbe che nella nostra epoca tutto sia possibile. Sesuoni ed immagini. Sembrerebbe che nella nostra epoca tutto sia possibile. Se non nella nostra attualità, è possibile in una virtualità che promette un futuronon nella nostra attualità, è possibile in una virtualità che promette un futuro prossimo o remoto con tecnologie fino ad ora insospettate. E questo senzaprossimo o remoto con tecnologie fino ad ora insospettate. E questo senza entrare nel campo della Biogenetica con tutte le meraviglie che ci offre.entrare nel campo della Biogenetica con tutte le meraviglie che ci offre. La Biomedicina cerca di infrangere tutte le frontiere. L’età media dell’umanità siLa Biomedicina cerca di infrangere tutte le frontiere. L’età media dell’umanità si è allungata considerevolmente negli ultimi anni. Tuttavia vi è qualcosa che nonè allungata considerevolmente negli ultimi anni. Tuttavia vi è qualcosa che non si è superato né si supererà mai, anche contando sul massimo sviluppo dellesi è superato né si supererà mai, anche contando sul massimo sviluppo delle scienze e delle tecnologie nel futuro più remoto, ed è la morte.scienze e delle tecnologie nel futuro più remoto, ed è la morte. Dalle epoche non tecnologiche fino alle presenti si è desiderato trovare “laDalle epoche non tecnologiche fino alle presenti si è desiderato trovare “la fonte della perenne giovinezza”. Invano. Lo stesso invecchiamento dellefonte della perenne giovinezza”. Invano. Lo stesso invecchiamento delle cellule e l’impossibilità a sostituirle in uno stato avanzato della malattia o dellacellule e l’impossibilità a sostituirle in uno stato avanzato della malattia o della stessa età, ci parlano dell’assurdità scientifica di poter vincere la morte.stessa età, ci parlano dell’assurdità scientifica di poter vincere la morte. Davanti all’inesorabilità della fine, la nostra società attuale cerca di occultare laDavanti all’inesorabilità della fine, la nostra società attuale cerca di occultare la morte, poiché racchiusa nei suoi parametri tecnico-scientifici, non trova alcunamorte, poiché racchiusa nei suoi parametri tecnico-scientifici, non trova alcuna risposta. In più subisce quotidianamente la sua sconfitta.risposta. In più subisce quotidianamente la sua sconfitta. 2424
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    Grazie a Diola realtà non viene assorbita solamente nei parametri delleGrazie a Dio la realtà non viene assorbita solamente nei parametri delle trasformazioni scientifiche e tecnologiche. Ci sono campi molto più reali ditrasformazioni scientifiche e tecnologiche. Ci sono campi molto più reali di quelli soggetti all’esperienza scientifica e tecnologica empirica che ci dannoquelli soggetti all’esperienza scientifica e tecnologica empirica che ci danno la visione profonda di ciò che realmente abbiamo a disposizione perla visione profonda di ciò che realmente abbiamo a disposizione per conseguire meraviglie che superano infinitamente le trasformazioni di questaconseguire meraviglie che superano infinitamente le trasformazioni di questa stessa realtà mediante la strumentalizzazione.stessa realtà mediante la strumentalizzazione. Precisamente questa è la finalità della Pastorale della Salute. Superare laPrecisamente questa è la finalità della Pastorale della Salute. Superare la morte armonizzandola con la vita. Supponiamo e prendiamo inmorte armonizzandola con la vita. Supponiamo e prendiamo in considerazione tutte le scienze e tecnologie, ma non ci fermiamo lì. Leconsiderazione tutte le scienze e tecnologie, ma non ci fermiamo lì. Le superiamo entrando nella realtà stessa. Sappiamo che la densità della realtàsuperiamo entrando nella realtà stessa. Sappiamo che la densità della realtà non si esaurisce in termini quantitativi. La sua qualità è tale che ciò che è piùnon si esaurisce in termini quantitativi. La sua qualità è tale che ciò che è più reale rimane nel chiaroscuro del mistero.reale rimane nel chiaroscuro del mistero. Non entriamo in qualcosa di irrazionale, ma in qualcosa che abbaglia perchéNon entriamo in qualcosa di irrazionale, ma in qualcosa che abbaglia perché basandosi sulla massima razionalità, la supera superando la nostra propriabasandosi sulla massima razionalità, la supera superando la nostra propria capacità ed esigendo una conoscenza non empirica ma oltre l’empirico. Ècapacità ed esigendo una conoscenza non empirica ma oltre l’empirico. È una conoscenza che va al di là di una conoscenza indirizzata a ciò che èuna conoscenza che va al di là di una conoscenza indirizzata a ciò che è manipolabile. È una conoscenza basata su ciò che è osservabile ma permanipolabile. È una conoscenza basata su ciò che è osservabile ma per questa osservazione si ha bisogno di un supplemento di visione che siquesta osservazione si ha bisogno di un supplemento di visione che si chiama fede. Così quello che è osservabile si muta in adorabile. Ed è questachiama fede. Così quello che è osservabile si muta in adorabile. Ed è questa conoscenza mutata in adorazione che finalmente ci può dare l’unico modo diconoscenza mutata in adorazione che finalmente ci può dare l’unico modo di superare la morte con la stessa morte e farla diventare fonte inesauribile disuperare la morte con la stessa morte e farla diventare fonte inesauribile di vita.vita. 2525
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    Come portare atermine questo superamento, questa conversione dalla tombaCome portare a termine questo superamento, questa conversione dalla tomba alla culla? Questo è il proposito che mi ha mosso per scrivere queste pochealla culla? Questo è il proposito che mi ha mosso per scrivere queste poche idee rispetto al lavoro che realizziamo nel Pontificio Consiglio per gli operatoriidee rispetto al lavoro che realizziamo nel Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, per la Pastorale della Salute. Certo che questo è il nucleo dellasanitari, per la Pastorale della Salute. Certo che questo è il nucleo della Redenzione che Cristo ci offre, e che supera di molto ciò che si possa direRedenzione che Cristo ci offre, e che supera di molto ciò che si possa dire nella Pastorale della Salute. La mia intenzione è di delineare solo alcune ideenella Pastorale della Salute. La mia intenzione è di delineare solo alcune idee dallo stesso Vangelo, dal modo come i Papi lo hanno inteso in relazione adallo stesso Vangelo, dal modo come i Papi lo hanno inteso in relazione a questa Pastorale e dal lavoro che stiamo facendo in questo Dicastero perquesta Pastorale e dal lavoro che stiamo facendo in questo Dicastero per conseguire questa meraviglia divina: conciliare la vita con la morte e la morteconseguire questa meraviglia divina: conciliare la vita con la morte e la morte con la vita; l’armonia tra la vita e la morte.con la vita; l’armonia tra la vita e la morte. A questo riguardo, uno dei più importanti compiti che ha questo Dicastero èA questo riguardo, uno dei più importanti compiti che ha questo Dicastero è informare su tutto ciò che riguarda la Pastorale della Salute. Pertanto èinformare su tutto ciò che riguarda la Pastorale della Salute. Pertanto è essenziale rispondere alla domanda: che cosa è la Pastorale della Salute?essenziale rispondere alla domanda: che cosa è la Pastorale della Salute? Apportare alcune idee per arrivare a questa risposta è l’obbiettivo cheApportare alcune idee per arrivare a questa risposta è l’obbiettivo che pretendo e tenterò di svolgere nel seguente modo:pretendo e tenterò di svolgere nel seguente modo: il libro si strutturerà in due parti. Nella prima parte, dopo una presentazioneil libro si strutturerà in due parti. Nella prima parte, dopo una presentazione globale iniziale della Pastorale della Salute tratterò tre punti: in primo luogoglobale iniziale della Pastorale della Salute tratterò tre punti: in primo luogo menziono la situazione della Pastorale della Salute nel mondo, con i suoimenziono la situazione della Pastorale della Salute nel mondo, con i suoi punti positivi e negativi; in secondo luogo provo a dare una risposta allapunti positivi e negativi; in secondo luogo provo a dare una risposta alla domanda “Che cosa è la Pastorale della Salute?” dalla prospettiva dei Vangelidomanda “Che cosa è la Pastorale della Salute?” dalla prospettiva dei Vangeli e della dottrina del Magistero Pontificio; finalmente nel terzo passo presentoe della dottrina del Magistero Pontificio; finalmente nel terzo passo presento ciò che si deve fare per realizzare questa Pastorale della Salute: sfide,ciò che si deve fare per realizzare questa Pastorale della Salute: sfide, proposte, cammini e risposte.proposte, cammini e risposte. 2626
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    2727 Partendo da questeprospettive offro delle linee che giudico importanti perPartendo da queste prospettive offro delle linee che giudico importanti per pianificare la Pastorale della Salute sia a livello del nostro Dicastero sia apianificare la Pastorale della Salute sia a livello del nostro Dicastero sia a quello delle Conferenze Episcopali delle Diocesi e delle Parrocchie; comequello delle Conferenze Episcopali delle Diocesi e delle Parrocchie; come anche dei diversi carismi religiosi, Ordini e Congregazioni religiose che sianche dei diversi carismi religiosi, Ordini e Congregazioni religiose che si occupano della Pastorale della Salute in tutto il mondo.occupano della Pastorale della Salute in tutto il mondo. Concludo la prima parte del libro menzionando il modo in cui cerco diConcludo la prima parte del libro menzionando il modo in cui cerco di portare a termine il mio proposito: indicare come Dio Nostro Padre haportare a termine il mio proposito: indicare come Dio Nostro Padre ha riconciliato la morte con la vita nella morte e risurrezione di suo Figlio ericonciliato la morte con la vita nella morte e risurrezione di suo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo.Nostro Signore Gesù Cristo. La seconda parte applica ciò che si dice sia la Pastorale della Salute aiLa seconda parte applica ciò che si dice sia la Pastorale della Salute ai punti cruciali di questa, trattando di sviluppare in cinque capitoli i temi dellapunti cruciali di questa, trattando di sviluppare in cinque capitoli i temi della vita, della sofferenza e della morte insieme con il Sacramento del Viatico,vita, della sofferenza e della morte insieme con il Sacramento del Viatico, della salute, e l’ultimo capitolo risponde alla domanda “Come comunicaredella salute, e l’ultimo capitolo risponde alla domanda “Come comunicare nei nostri giorni queste verità profonde del Cristianesimo ai nostrinei nostri giorni queste verità profonde del Cristianesimo ai nostri contemporanei ?”, anche dal punto di vista accademicocontemporanei ?”, anche dal punto di vista accademico.. La riflessione che ora presento potrebbe servire come una modesta GUIDALa riflessione che ora presento potrebbe servire come una modesta GUIDA PER LA PASTORALE DELLA SALUTE. Si tratterebbe di una Guida moltoPER LA PASTORALE DELLA SALUTE. Si tratterebbe di una Guida molto generale, che dovrà farsi pratica nelle Diocesi e nelle Parrocchie a secondagenerale, che dovrà farsi pratica nelle Diocesi e nelle Parrocchie a seconda delle diverse circostanze.delle diverse circostanze.
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    Riguardo al metodoche userò, si tratterà di una combinazione tra unaRiguardo al metodo che userò, si tratterà di una combinazione tra una presentazione scritta e nello stesso tempo audiovisiva.presentazione scritta e nello stesso tempo audiovisiva. Si dice che la cultura dell’uomo ha attraversato tre grandi formulazioni, cioè:Si dice che la cultura dell’uomo ha attraversato tre grandi formulazioni, cioè: la cultura orale, la scritta e l’audiovisiva: l’orale si struttura nell’incontrola cultura orale, la scritta e l’audiovisiva: l’orale si struttura nell’incontro interumano; la scritta, nel libro e nella legge; l’audiovisiva, nella notizia einterumano; la scritta, nel libro e nella legge; l’audiovisiva, nella notizia e nello spettacolo. Si dice anche che oggi ci troviamo proprio nella culturanello spettacolo. Si dice anche che oggi ci troviamo proprio nella cultura audiovisiva, nella quale prevale la tecnica come la grande vincitrice delleaudiovisiva, nella quale prevale la tecnica come la grande vincitrice delle limitazioni di spazio e tempo [1].limitazioni di spazio e tempo [1]. In questo contesto, nella presentazione metodologica intendo usare i treIn questo contesto, nella presentazione metodologica intendo usare i tre strumenti di trasmissione culturale in maniera che tanto per gli scritti, le voci,strumenti di trasmissione culturale in maniera che tanto per gli scritti, le voci, le immagini, il colore e il movimento, risaltino le idee fondamentali espostele immagini, il colore e il movimento, risaltino le idee fondamentali esposte nel testo ordinario; questo testo verrà interrotto al punto dove sarà utilenel testo ordinario; questo testo verrà interrotto al punto dove sarà utile inserire una sintesi o un’immagine o un videoclip. Questa presentazione siinserire una sintesi o un’immagine o un videoclip. Questa presentazione si pupuò vedere sullo schermo del computer.ò vedere sullo schermo del computer. A questo proposito viene offerto unA questo proposito viene offerto un CD, allegato nella terza pagina di copertina del libro. La presentazioneCD, allegato nella terza pagina di copertina del libro. La presentazione audiovisiva contiene 9 videoclips e 637 diapositive. I videoclips danno unaaudiovisiva contiene 9 videoclips e 637 diapositive. I videoclips danno una spiegazione sintetica delle parti del libro e son collocati prima dellaspiegazione sintetica delle parti del libro e son collocati prima della presentazione delle suddette parti.presentazione delle suddette parti. [1]Cfr. MORANDE P.[1]Cfr. MORANDE P. El indiferentismo religioso en AmEl indiferentismo religioso en América Latina.érica Latina. Desafíos pastorales. Ateísmo y FeDesafíos pastorales. Ateísmo y Fe XXVII-1, 12-18XXVII-1, 12-18
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    Devo precisare chedue temi esposti li avevo già trattati altrove; qui sonoDevo precisare che due temi esposti li avevo già trattati altrove; qui sono sviluppati maggiormente, per la loro pertinenza al nucleo della Pastorale dellasviluppati maggiormente, per la loro pertinenza al nucleo della Pastorale della Salute e per la novità nel metodo, specialmente in quanto si cerca di esporreSalute e per la novità nel metodo, specialmente in quanto si cerca di esporre quello che, di per sé, sarebbe astratto, in una maniera sensibile e concreta,quello che, di per sé, sarebbe astratto, in una maniera sensibile e concreta, mediante le diverse immagini, movimenti e colori. Faccio riferimento aimediante le diverse immagini, movimenti e colori. Faccio riferimento ai capitoli secondo e quarto della seconda parte del libro; questi temi (lacapitoli secondo e quarto della seconda parte del libro; questi temi (la sofferenza ed il medico) li avevo già sviluppati nel librosofferenza ed il medico) li avevo già sviluppati nel libro Teologia y MedicinaTeologia y Medicina,, EDB (2001).EDB (2001). Questo libro costituisce il frutto delle mie esperienze personali vissute inQuesto libro costituisce il frutto delle mie esperienze personali vissute in quasi 12 anni come Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatoriquasi 12 anni come Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).Sanitari (per la Pastorale della Salute). È un mio dovere ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile laÈ un mio dovere ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile la pubblicazione di questo libro nella sua complessità audiovisiva.pubblicazione di questo libro nella sua complessità audiovisiva. 2929
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    Ringrazio specialmente ilSegretario del Pontificio Consiglio, S.E. Mons. JoséRingrazio specialmente il Segretario del Pontificio Consiglio, S.E. Mons. José Luis Redrado,O.H., il Sottosegretario, R.P. Felice Ruffini M.I., per la suaLuis Redrado,O.H., il Sottosegretario, R.P. Felice Ruffini M.I., per la sua efficace collaborazione, il R.P.Federico Lombardi S.J., per la registrazione deiefficace collaborazione, il R.P.Federico Lombardi S.J., per la registrazione dei “Videoclips” nel CTV, Suor Juliana Gomes Resende per la sua preziosa“Videoclips” nel CTV, Suor Juliana Gomes Resende per la sua preziosa collaborazione, il Padre Charles Namugera, Mons. Antonio Soto, e quanti altricollaborazione, il Padre Charles Namugera, Mons. Antonio Soto, e quanti altri mi hanno aiutato nella ordinazione, traduzione e correzione del libro nellemi hanno aiutato nella ordinazione, traduzione e correzione del libro nelle diverse lingue. Un ringraziamento speciale va anche all’Editrice “Velar” perdiverse lingue. Un ringraziamento speciale va anche all’Editrice “Velar” per l’eccellente lavoro realizzato.l’eccellente lavoro realizzato. Voglia Nostra Signora, “Salute degli infermi” accettare questo sforzo e renderloVoglia Nostra Signora, “Salute degli infermi” accettare questo sforzo e renderlo efficace per i malati, e per tanti professionisti ed operatori sanitari che voglionoefficace per i malati, e per tanti professionisti ed operatori sanitari che vogliono praticare la loro fede attraverso l’esercizio della Medicina.praticare la loro fede attraverso l’esercizio della Medicina. Città del Vaticano, 15 agosto, giorno dell’Assunzione di Nostra Signora, 2008.Città del Vaticano, 15 agosto, giorno dell’Assunzione di Nostra Signora, 2008. Javier Card. Lozano BarragánJavier Card. Lozano Barragán Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori SanitariPresidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute)(per la Pastorale della Salute)
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    METODOLOGIAMETODOLOGIA Prima espongo iltesto diPrima espongo il testo di continuocontinuo I punti messi in evidenza nel testo liI punti messi in evidenza nel testo li illustro conillustro con immagini, sintesi eimmagini, sintesi e videoclips.videoclips. Le immagini e le sintesi rivestonoLe immagini e le sintesi rivestono diversidiversi coloricolori secondo la sequenzasecondo la sequenza delle idee.delle idee. Si tratta di una presentazioneSi tratta di una presentazione multimedialemultimediale che supera unache supera una semplice ripetizione.semplice ripetizione. 3131
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    3434 La prima partedel libro risponde alla domanda su cosa sia la Pastorale della Salute. La risposta si articola in tre punti: 1. Lo stato attuale della Pastorale della Salute nel mondo. 2. Cosa si deve fare 3. Come fare. Nell’introduzione a questa parte viene presentato in maniera essenziale cosa sia la Pastorale della Salute, unendo quello che dice Cristo nel Vangelo di Giovanni riguardo a come Egli sia il Pastore, ed il comando di Cristo ai suoi apostoli, nei Vangeli di Luca e di Marco, di guarire i malati. Circa lo stato attuale della Pastorale della Salute nel mondo, è molto importante notare il numero considerevole di Centri di Pastorale della Salute gestiti dalla Chiesa cattolica, che dimostra l’importanza di avere concetti chiari su cosa sia la Pastorale della Salute. Si notano in questa parte i punti positivi ed i punti negativi da considerare.
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    PRELIMINARIPRELIMINARI Fondamenti bibliciFondamenti biblici Unarisposta generale a che cosa sia la Pastorale della Salute, ovviamenteUna risposta generale a che cosa sia la Pastorale della Salute, ovviamente deve venire dalla Parola di Dio. È il Signore che ci dice che cosa sia, e ledeve venire dalla Parola di Dio. È il Signore che ci dice che cosa sia, e le nostre riflessioni dovranno sviluppare questa risposta.nostre riflessioni dovranno sviluppare questa risposta. In generale è nel capitolo 10 delIn generale è nel capitolo 10 del Vangelo di San GiovanniVangelo di San Giovanni che troviamo cheche troviamo che cosa sia la Pastorale, vedendo che è ciò che fa il Buon Pastore che è Cristocosa sia la Pastorale, vedendo che è ciò che fa il Buon Pastore che è Cristo stesso. In sintesi possiamo dire che la sua azione come Buon Pastore sistesso. In sintesi possiamo dire che la sua azione come Buon Pastore si svolge in tre tappe: parla alle sue pecore, che ascoltano la sua voce; nutre lesvolge in tre tappe: parla alle sue pecore, che ascoltano la sua voce; nutre le sue pecore con un buon pasto, fino a dare la sua vita per esse; le riunisce nelsue pecore con un buon pasto, fino a dare la sua vita per esse; le riunisce nel suo ovile, nel quale devono venire tutte, e le difende dal lupo (Gv10,1-21).suo ovile, nel quale devono venire tutte, e le difende dal lupo (Gv10,1-21). Per capire il legame tra la Chiesa e la Salute abbiamo bisogno di analizzare laPer capire il legame tra la Chiesa e la Salute abbiamo bisogno di analizzare la missione che Cristo affida ai suoi discepoli e ai suoi apostoli quando li invia amissione che Cristo affida ai suoi discepoli e ai suoi apostoli quando li invia a curare i malati (Lc 10,9; Mc 16,18)curare i malati (Lc 10,9; Mc 16,18) Se vogliamo capire la Pastorale della Salute dobbiamo collegare le due serieSe vogliamo capire la Pastorale della Salute dobbiamo collegare le due serie di testi menzionati, quelli del Buon Pastore del capitolo 10 didi testi menzionati, quelli del Buon Pastore del capitolo 10 di San GiovanniSan Giovanni, e, e quelli dell’invio dei discepoli e dei suoi apostoli a curare i malati.quelli dell’invio dei discepoli e dei suoi apostoli a curare i malati. Leggendoli uniti vediamo che la Pastorale della Salute consiste nel curare iLeggendoli uniti vediamo che la Pastorale della Salute consiste nel curare i malati ascoltando con essi e in essi la voce di Cristo; nutrendoli fino a dare lamalati ascoltando con essi e in essi la voce di Cristo; nutrendoli fino a dare la vita per essi insieme con Cristo; unendoli in intima comunione con Cristo evita per essi insieme con Cristo; unendoli in intima comunione con Cristo e difendendoli dai lupi.difendendoli dai lupi. 3636
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    PRIMO APPROCCIOPRIMO APPROCCIO Pastorale:Gv 10. Udire la voce, Nutrire le pecoreNutrire le pecore, MorireMorire per le pecore, Radunare le pecore.per le pecore, Radunare le pecore. Salute: Mc 16.Salute: Mc 16. “Curate infirmos” Gv10 Mc 16= 3737
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    1. SITUAZIONE ATTUALE1.SITUAZIONE ATTUALE La prima domanda che ci facciamo concerne la situazione attuale della PastoraleLa prima domanda che ci facciamo concerne la situazione attuale della Pastorale della Salute nella Chiesa.della Salute nella Chiesa. Considerando le statistiche più recenti verifichiamo che oggi esistono 114.738Considerando le statistiche più recenti verifichiamo che oggi esistono 114.738 Centri della Pastorale della Salute nel mondo. Includono ospizi, consultori,Centri della Pastorale della Salute nel mondo. Includono ospizi, consultori, orfanotrofi, centri di riabilitazione e di rieducazione, case famiglia ecc. Questi centriorfanotrofi, centri di riabilitazione e di rieducazione, case famiglia ecc. Questi centri si trovano o a livello delle parrocchie, o delle Diocesi; altri sono nazionali; alcunisi trovano o a livello delle parrocchie, o delle Diocesi; altri sono nazionali; alcuni sono diretti dai Vescovi diocesani, altri dalle Congregazioni religiose o Associazionisono diretti dai Vescovi diocesani, altri dalle Congregazioni religiose o Associazioni di carità.di carità. È opportuno notare che quasi in tutte le Conferenze Episcopali esiste un VescovoÈ opportuno notare che quasi in tutte le Conferenze Episcopali esiste un Vescovo incaricato della Pastorale, nominato nel seno della stessa Conferenza.incaricato della Pastorale, nominato nel seno della stessa Conferenza. Inoltre, esistono varie associazioni per la Pastorale della Salute: di Cappellani, diInoltre, esistono varie associazioni per la Pastorale della Salute: di Cappellani, di religiosi e religiose, di medici, di infermieri e infermiere, di farmacisti, di volontari, direligiosi e religiose, di medici, di infermieri e infermiere, di farmacisti, di volontari, di ospedali. Molti sono in contatto con le autorità sanitarie civili nazionali,ospedali. Molti sono in contatto con le autorità sanitarie civili nazionali, internazionali o mondiali. Vi sono vari ed efficaci contatti con varie autorità civiliinternazionali o mondiali. Vi sono vari ed efficaci contatti con varie autorità civili sanitarie.sanitarie. Con precisione abbiamo 114.738 Centri della Pastorale della Salute, come giàCon precisione abbiamo 114.738 Centri della Pastorale della Salute, come già abbiamo detto sopra, dei quali 5.246 ospedali, 17.530 Consultori, 577 Lebbrosari,abbiamo detto sopra, dei quali 5.246 ospedali, 17.530 Consultori, 577 Lebbrosari, 15.208 Ospizi, 9.616 Orfanotrofi, 10.939 Case famiglia, 13.485 Consultori familiari,15.208 Ospizi, 9.616 Orfanotrofi, 10.939 Case famiglia, 13.485 Consultori familiari, 31.312 Centri di educazione o rieducazione sociale, 10.825 Istituzioni varie. La31.312 Centri di educazione o rieducazione sociale, 10.825 Istituzioni varie. La distribuzione per Continenti è la seguente: 15.619 centri in Africa; 40.583 indistribuzione per Continenti è la seguente: 15.619 centri in Africa; 40.583 in America; 20.322 in Asia; 35.929 in Europa; e 2.285 in Oceania [2]America; 20.322 in Asia; 35.929 in Europa; e 2.285 in Oceania [2] [2] SEGRETERIA DI STATO,[2] SEGRETERIA DI STATO, Annuarium Statisticum Ecclesiae,Annuarium Statisticum Ecclesiae, 2005, 355-366, (Città del Vaticano) 20052005, 355-366, (Città del Vaticano) 2005 3939
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    MONDO Totale:Totale: Centri cattoliciCentricattolici == 114.738114.738 Ospedali:Ospedali: == 5.2465.246 Consultori:Consultori: == 17.53017.530 Lebbrosari:Lebbrosari: == 577577 Ospizi:Ospizi: = 15.208= 15.208 Orfanotrofi:Orfanotrofi: == 9.6169.616 Case famiglia:Case famiglia: == 10.93910.939 Consultori familiari:Consultori familiari: == 13.48513.485 Educazione sociale:Educazione sociale: == 31.31231.312 Altri:Altri: == 10.82510.825 4040
  • 41.
    CENTRI CATTOLICI DICENTRICATTOLICI DI SALUTE PER CONTINENTISALUTE PER CONTINENTI 15.61915.619 IN AFRICAIN AFRICA 40.58340.583 ININ AMERICAAMERICA 20.32220.322 IN ASIAIN ASIA 35.92935.929 IN EUROPAIN EUROPA 2.2852.285 ININ 4141
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    Professionisti dellaProfessionisti della Pastoraledella SalutePastorale della Salute Vescovi Incaricati nelle ConferenzeVescovi Incaricati nelle Conferenze Episcopali,Episcopali, Vescovi,Vescovi, Pastori, Assistenti.Pastori, Assistenti. AssociazioniAssociazioni CapellaniCapellani ReligiosiReligiosi MediciMedici InfermieriInfermieri FarmacistiFarmacisti VolontariVolontari Ospedali (A.I.S.A.C.)Ospedali (A.I.S.A.C.) Autorità sanitarieAutorità sanitarie 4242
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    PASTORALE DELLA SALUTENEL MONDOPASTORALE DELLA SALUTE NEL MONDO 4343
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    Punti positiviPunti positivi Tuttoquello che abbiamo menzionato precedentemente èTutto quello che abbiamo menzionato precedentemente è positivo; in special modo sottolineiamo:positivo; in special modo sottolineiamo: la presenza dei Vescovi Incaricati della Pastorale della Salutela presenza dei Vescovi Incaricati della Pastorale della Salute in ciascuna Conferenza Episcopale;in ciascuna Conferenza Episcopale; la diversa efficacia delle associazioni internazionali dei medici,la diversa efficacia delle associazioni internazionali dei medici, degli infermieri e dei farmacisti cattolici;degli infermieri e dei farmacisti cattolici; l’inizio dell’unione degli ospedali cattolici;l’inizio dell’unione degli ospedali cattolici; il volontariato cattolico;il volontariato cattolico; e l’interesse per la Pastorale della Salute che manifestano lee l’interesse per la Pastorale della Salute che manifestano le Conferenze Episcopali nelle loro visite “Ad Limina”.Conferenze Episcopali nelle loro visite “Ad Limina”. 4545
  • 46.
    PUNTI POSITIVIPUNTI POSITIVI VescoviIncaricatiVescovi Incaricati della Pastorale delladella Pastorale della Salute in ciascuna Conferenza Episcopale.Salute in ciascuna Conferenza Episcopale. Certa efficienza dellaCerta efficienza della FIAMC,FIAMC, deldel CICIAMSCICIAMS e dellae della FIPC.FIPC. Inizio dell’unione degliInizio dell’unione degli OspedaliOspedali cattolici.cattolici. Unione deiUnione dei Cappellani di Ospedale.Cappellani di Ospedale. Il Volontariato cattolico.Il Volontariato cattolico. VisiteVisite“Ad Limina”.“Ad Limina”. 4646
  • 47.
    VESCOVI INCARICATI DELLAPASTORALE DELLA SALUTEVESCOVI INCARICATI DELLA PASTORALE DELLA SALUTE 4747
  • 48.
    PROFESSIONISTI DELLA PASTORALEDELLA SALUTEPROFESSIONISTI DELLA PASTORALE DELLA SALUTE4848
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    Punti negativiPunti negativi Ilprimo punto che annotiamo è il secolarismo. Non si ha la retta visioneIl primo punto che annotiamo è il secolarismo. Non si ha la retta visione del dolore e della sofferenza. Si cerca di nascondere la morte o la sidel dolore e della sofferenza. Si cerca di nascondere la morte o la si presenta in un modo distorto.presenta in un modo distorto. Frequentemente si ha una falsa idea della virtù della Carità come seFrequentemente si ha una falsa idea della virtù della Carità come se fosse mera filantropia. Poiché in questo modo si accetta più facilmentefosse mera filantropia. Poiché in questo modo si accetta più facilmente nel mondo post-moderno.nel mondo post-moderno. Molte volte la Pastorale della Salute è oscurata dalle ombre del doloreMolte volte la Pastorale della Salute è oscurata dalle ombre del dolore e si vede come se fosse qualcosa motivata solo da una compassionee si vede come se fosse qualcosa motivata solo da una compassione umana. Perfino in ambienti religiosi si fa attenzione a parlare di essa.umana. Perfino in ambienti religiosi si fa attenzione a parlare di essa. Molti non comprendono la carità come amore gratuito e donazione diMolti non comprendono la carità come amore gratuito e donazione di se stessi, ma come reazione emotiva. Si dimentica che la carità èse stessi, ma come reazione emotiva. Si dimentica che la carità è essenziale alla fede cristiana, poiché si cerca di eliminare il suoessenziale alla fede cristiana, poiché si cerca di eliminare il suo elemento essenziale: l’incorporazione alla sofferenza di Cristo maelemento essenziale: l’incorporazione alla sofferenza di Cristo ma anche alla sua risurrezione.anche alla sua risurrezione. Se la fede e la carità mancano, si debilita anche la virtù della speranzaSe la fede e la carità mancano, si debilita anche la virtù della speranza e invece di celebrare nella Pastorale della Salute la vittoria di Cristoe invece di celebrare nella Pastorale della Salute la vittoria di Cristo sulla morte, la Pastorale della Salute viene a centrarsi in una certasulla morte, la Pastorale della Salute viene a centrarsi in una certa compassione filantropica.compassione filantropica. Specialmente nel ramo dei religiosi, si nota una diminuzione della loroSpecialmente nel ramo dei religiosi, si nota una diminuzione della loro presenza nel ramo della Pastorale della Salute.presenza nel ramo della Pastorale della Salute. 4949
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    PUNTI NEGATIVIPUNTI NEGATIVI Secolarizzazione.Secolarizzazione. PresentazionedistortaPresentazione distorta o che cerca dio che cerca di occultare il dolore, la sofferenza e la morte.occultare il dolore, la sofferenza e la morte. Falsa idea dellaFalsa idea della CaritàCarità come meracome mera assistenza al malato (come un puroassistenza al malato (come un puro programma sociale).programma sociale). Indebolimento dellaIndebolimento della fedefede nella Risurrezione.nella Risurrezione. Indebolimento della virtù dellaIndebolimento della virtù della Speranza.Speranza. DiminuzioneDiminuzione degli Operatori delladegli Operatori della Pastorale della Salute.Pastorale della Salute. 5050
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    DISTORSIONE DEL DOLOREE DELLA MORTE5151
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    Nel secondo puntodella prima parte del libro, sotto il titolo “cosa si deve fare”, entriamo nello sviluppo di cosa sia la Pastorale della Salute. Lo presentiamo su due livelli: il primo, i Vangeli. Qui ci domandiamo come si comporta Cristo quando guarisce i malati; troviamo così l’autentica nozione di cosa sia la Pastorale della Salute e, pertanto, cosa dobbiamo fare per compierla. Esaminiamo 22 miracoli di guarigione che compie nostro Signore e, dalla Sua condotta, otteniamo quindici elementi indispensabili per fare una vera Pastorale della Salute. A continuazione, ci domandiamo come hanno letto il Vangelo della Salute nel Magistero Pontificio i due ultimi Papi: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Questa lettura la organizziamo attraverso i tre ministeri classici nella Chiesa: Parola, Santificazione e Comunione.
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    CHE COSA ÈLA PASTORALECHE COSA È LA PASTORALE DELLA SALUTE?DELLA SALUTE? I VANGELII VANGELI Se vogliamo approfondire la risposta su che cosaSe vogliamo approfondire la risposta su che cosa è la Pastorale della Salute, che abbiamo vistoè la Pastorale della Salute, che abbiamo visto all’inizio, dovremo considerare ora quattro punti:all’inizio, dovremo considerare ora quattro punti: un panorama generale delle guarigioni che Cristoun panorama generale delle guarigioni che Cristo effettuò; la numerazione degli elementi basilarieffettuò; la numerazione degli elementi basilari che derivano da queste guarigioni; il camminoche derivano da queste guarigioni; il cammino evangelico che si trova alla base di queste; e laevangelico che si trova alla base di queste; e la sintesi dell’agire del Cristo sanante, nellasintesi dell’agire del Cristo sanante, nella Parabola del Buon Samaritano.Parabola del Buon Samaritano. 5656
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    IL VANGELOIL VANGELO DELLASALutEDELLA SALutE 5757
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    Panorama GeneralePanorama Generale delleguarigioni nei Vangelidelle guarigioni nei Vangeli NelNel Vangelo di San MarcoVangelo di San Marco troviamo i seguenti miracoli: la guarigione dellatroviamo i seguenti miracoli: la guarigione della suocera di San Pietro, la guarigione del paralitico calato dal tetto, lasuocera di San Pietro, la guarigione del paralitico calato dal tetto, la risurrezione della figlia di Giairo, la guarigione dell’emorroissa, quellarisurrezione della figlia di Giairo, la guarigione dell’emorroissa, quella dell’uomo con la mano inaridita, quella del sordomuto, quelle del cieco didell’uomo con la mano inaridita, quella del sordomuto, quelle del cieco di Betsaida e del cieco di Gerico e quella del lebbrosoBetsaida e del cieco di Gerico e quella del lebbroso [3][3].. San MatteoSan Matteo narra le guarigioni del servo del centurione, dei due ciechi, delnarra le guarigioni del servo del centurione, dei due ciechi, del cieco muto e dei due ciechi di Gericocieco muto e dei due ciechi di Gerico [4].[4]. InIn San LucaSan Luca troviamo la risurrezione del figlio della vedova di Nain, latroviamo la risurrezione del figlio della vedova di Nain, la guarigione dell’idropico, quella della donna curva, quella dei 10 lebbrosi eguarigione dell’idropico, quella della donna curva, quella dei 10 lebbrosi e quella di Malcoquella di Malco [5].[5]. San GiovanniSan Giovanni descrive la guarigione del figlio di un funzionario regio, quella deldescrive la guarigione del figlio di un funzionario regio, quella del paralitico di Betzata, quella di un cieco e la risurrezione di Lazzaroparalitico di Betzata, quella di un cieco e la risurrezione di Lazzaro [6].[6]. In totale abbiamo 22 miracoli narrati dagli evangelisti, benché come sappiamo,In totale abbiamo 22 miracoli narrati dagli evangelisti, benché come sappiamo, specialmente in relazione ai sinottici, molte volte diversi evangelisti sispecialmente in relazione ai sinottici, molte volte diversi evangelisti si riferiscono allo stesso miracolo.riferiscono allo stesso miracolo. Abbiamo anche dei riferimenti a miracoli di guarigione in generale. GliAbbiamo anche dei riferimenti a miracoli di guarigione in generale. Gli evangelisti in seguito ci riferiscono come in certe occasioni Cristo guarì moltievangelisti in seguito ci riferiscono come in certe occasioni Cristo guarì molti malati.malati. [3] Mc 1,29-32; 40-45; 2,1-12; 3,1-8; 5,21-43; 7,31-37; 8,22-26; 10, 46-52.[3] Mc 1,29-32; 40-45; 2,1-12; 3,1-8; 5,21-43; 7,31-37; 8,22-26; 10, 46-52. [4][4] Mt 8,5-13; 9,27-31; 12,22-23; 20,29-34.Mt 8,5-13; 9,27-31; 12,22-23; 20,29-34. [5] Lc 7,11-17; 13,10-13; 14,1-6; 17,11-19; 22,50-51.[5] Lc 7,11-17; 13,10-13; 14,1-6; 17,11-19; 22,50-51. [6] Gv 4,46-54; 5,1-9; 9,1-7; 11,38-44.[6] Gv 4,46-54; 5,1-9; 9,1-7; 11,38-44. Non consideriamo qui gli interventi del Signore contro gli spiriti immondi.Non consideriamo qui gli interventi del Signore contro gli spiriti immondi. 5858
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    Panorama GeneralePanorama Generale delleguarigione nei Vangelidelle guarigione nei Vangeli  San MarcoSan Marco  La suocera di S. Pietro, il paralitico calato dal tetto, la figlia di Giairo, l’emorroissa, l’uomo dalla mano inaridita, il sordomuto, il cieco di Betsaida e quello di Gerico, un lebbroso.  San MatteoSan Matteo  Il servo del centurione, i due ciechi, il cieco muto, i due ciechi di Gerico  San LucaSan Luca  La risurrezione a Nain, la donna curva, l’idropico, i dieci lebbrosi e Malco  San GiovanniSan Giovanni  Il figlio di un funzionario regio, il paralitico di Betzata, un cieco, Lazzaro.  TOTALE: 22 miracoliTOTALE: 22 miracoli 5959
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    Elementi basilari perla Pastorale dellaElementi basilari per la Pastorale della Salute nel VangeloSalute nel Vangelo Nelle narrazioni precedenti identifichiamo iNelle narrazioni precedenti identifichiamo i seguenti elementi che Cristo manifesta nellaseguenti elementi che Cristo manifesta nella guarigione dei malati e che devono essere la baseguarigione dei malati e che devono essere la base della Pastorale della Salute:della Pastorale della Salute: toccare Cristo, vedere Cristo, udire Cristo, latoccare Cristo, vedere Cristo, udire Cristo, la risurrezione, la salvezza, la vita, le virtù dellarisurrezione, la salvezza, la vita, le virtù della fede, speranza e carità, la preghiera, la lode a Dio,fede, speranza e carità, la preghiera, la lode a Dio, la gratitudine, l’amicizia, la compassione, illa gratitudine, l’amicizia, la compassione, il perdono, l’identificazione personale con il malato,perdono, l’identificazione personale con il malato, la delicatezza.la delicatezza. Riassumendo si trovano quindici elementiRiassumendo si trovano quindici elementi nell’azione guaritrice di Cristo che devono esserenell’azione guaritrice di Cristo che devono essere quelli che dirigano una vera Pastorale evangelicaquelli che dirigano una vera Pastorale evangelica della Salute.della Salute. 6060
  • 61.
    ELEMENTI EVANGELICIELEMENTI EVANGELICI DELLAPASTORALE DELLA SALUTEDELLA PASTORALE DELLA SALUTE Contatto con Cristo. Vedere Cristo. Udire Cristo. Risurrezione. Salvezza. Vita. Virtù: Fede, Speranza e Carità. Pregare. Lodare. Ringraziare. Amicizia. Compatire. Perdonare. Identificarsi con il malato. Delicatezza.  TOTALE: 15 elementi.6161
  • 62.
    Il Cammino Evangelicoper laIl Cammino Evangelico per la Pastorale della SalutePastorale della Salute Se basandoci sui precedenti elementi ora vogliamo tracciare ilSe basandoci sui precedenti elementi ora vogliamo tracciare il cammino che la Pastorale della Salute deve prendere per seguirecammino che la Pastorale della Salute deve prendere per seguire le orme di Cristo Buon Pastore e Medico divino che cura le suele orme di Cristo Buon Pastore e Medico divino che cura le sue pecore, dobbiamo dire che:pecore, dobbiamo dire che: La Pastorale della Salute consiste nell’unire vitalmente il mondoLa Pastorale della Salute consiste nell’unire vitalmente il mondo della Salute e la sua assistenza a Cristo mostrando a tutti la suadella Salute e la sua assistenza a Cristo mostrando a tutti la sua presenza salvifica come fonte di vita e come l’unica maniera dipresenza salvifica come fonte di vita e come l’unica maniera di avere il dominio della propria vita.avere il dominio della propria vita. In questa assistenza pastorale della salute è necessario udireIn questa assistenza pastorale della salute è necessario udire continuamente Cristo e vederlo mediante la fede e una speranzacontinuamente Cristo e vederlo mediante la fede e una speranza salda nella risurrezione.salda nella risurrezione. L’agente della Pastorale della Salute deve essere completamenteL’agente della Pastorale della Salute deve essere completamente amichevole, pieno di tatto, identificandosi con ogni paziente: deveamichevole, pieno di tatto, identificandosi con ogni paziente: deve essere compassionevole, perdonare, non alienare il paziente e fareessere compassionevole, perdonare, non alienare il paziente e fare che tutte le sue cure siano dirette e convergano verso lache tutte le sue cure siano dirette e convergano verso la risurrezione di Cristo e la propria.risurrezione di Cristo e la propria. Per conseguirla deve rivitalizzare continuamente le tre virtùPer conseguirla deve rivitalizzare continuamente le tre virtù teologali della fede, speranza e carità approfondendole mediante lateologali della fede, speranza e carità approfondendole mediante la preghiera di richiesta, di lode e di azione di grazie al Signore.preghiera di richiesta, di lode e di azione di grazie al Signore. 6262
  • 63.
    Il cammino perla PastoraleIl cammino per la Pastorale della Salutedella Salute Il cammino della Pastorale della Salute si svolge attraverso la realizzazione di un contatto vitale tra il mondo della Salute e Cristo, che mostra il Signore come la fonte amorosa e il padrone della vita, come l’unica presenza salvifica. In questa Pastorale è necessario udire e vedere Dio con la salda speranza della risurrezione. Deve fiorire una bella amicizia e delicatezza, assimilandosi a ogni persona, compatendo, perdonando, rispettando la dignità di ciascuno. E facendo sì che tutta questa Pastorale converga nella risurrezione del Signore e nella nostra. Si devono continuamente rivitalizzare le tre virtù teologali della fede, speranza e carità. Le quali si approfondiscono con la preghiera di richiesta, di azione di grazia e di lode. 6363
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    Sintesi pratica delVangeloSintesi pratica del Vangelo della Salutedella Salute La sintesi pratica di tutto ciò che abbiamo detto è contenutaLa sintesi pratica di tutto ciò che abbiamo detto è contenuta nella parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37), che ènella parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37), che è Cristo stesso (Emblema del Consiglio Pontificio).Cristo stesso (Emblema del Consiglio Pontificio). Nella parabola identifichiamo otto elementi:Nella parabola identifichiamo otto elementi: (I) il buon Samaritano è cosciente della realtà, vede il ferito;(I) il buon Samaritano è cosciente della realtà, vede il ferito; (II) sente compassione, si commuove; (III) lo cura, versa(II) sente compassione, si commuove; (III) lo cura, versa sulle sue ferite vino e olio; (IV) condivide le sue proprietà,sulle sue ferite vino e olio; (IV) condivide le sue proprietà, pone il ferito sul suo cavallo; (V) lo raccomanda a gentepone il ferito sul suo cavallo; (V) lo raccomanda a gente competente, lo affida al locandiere; (VI) spende il suocompetente, lo affida al locandiere; (VI) spende il suo denaro generosamente, gli dà due denari; (VII) è disposto adenaro generosamente, gli dà due denari; (VII) è disposto a completare le spese, “se qualcosa manca…” (VIII) è incompletare le spese, “se qualcosa manca…” (VIII) è in attesa che tutto si concluda bene, “quando ritorno…”.attesa che tutto si concluda bene, “quando ritorno…”. 6666
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    Sintesi pratica delVangelo dellaSintesi pratica del Vangelo della Salute: Il Buon SamaritanoSalute: Il Buon Samaritano Essere cosciente dellaEssere cosciente della realtà:realtà: vede il ferito.vede il ferito. Condividere:Condividere: si commuove.si commuove. Curare:Curare: versa olio e vino.versa olio e vino. Partecipa i suoi beni:Partecipa i suoi beni: colloca il ferito sul suocolloca il ferito sul suo cavallo.cavallo. Ricorre aRicorre a gente competente:gente competente: il locandiere.il locandiere. Spende il suoSpende il suo denaro:denaro: due denari.due denari. GenerositàGenerosità senza limitisenza limiti,, : “Se qualcosa: “Se qualcosa manca…”.manca…”. Verifica iVerifica i risultati:risultati: “quando ritorno …”.“quando ritorno …”. Lc 10,25-37Lc 10,25-37 6767
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    Il Buon SamaritanoIlBuon SamaritanoLc 10,25-37: 6868
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    MAGISTERO PONTIFICIOMAGISTERO PONTIFICIO Ladottrina evangelica, come viene proposta dal Magistero specialmente deiLa dottrina evangelica, come viene proposta dal Magistero specialmente dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI? La risposta la troviamo soprattutto nei documenti:La risposta la troviamo soprattutto nei documenti: Dolentium Hominum,Dolentium Hominum, Pastor Bonus, Salvifici Doloris, Messaggio per l’Anno 2000Pastor Bonus, Salvifici Doloris, Messaggio per l’Anno 2000 (Messaggio per(Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato nell’Anno Giubilare),la Giornata Mondiale del Malato nell’Anno Giubilare), Novo Millennio ineunteNovo Millennio ineunte e nei discorsi del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio della Pastoralee nei discorsi del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute in occasione delle sue Conferenze internazionali, della sua VIIdella Salute in occasione delle sue Conferenze internazionali, della sua VII Assemblea Plenaria, delle Giornate Mondiali del Malato e nelle sueAssemblea Plenaria, delle Giornate Mondiali del Malato e nelle sue EnciclicheEncicliche Deus Caritas estDeus Caritas est ee Spe SalviSpe Salvi.. [7][7] In questi documenti i Papi stabiliscano i compiti del Dicastero e la finalitàIn questi documenti i Papi stabiliscano i compiti del Dicastero e la finalità stessa del Pontificio Consiglio (costitutivamente, nel Motu Propriostessa del Pontificio Consiglio (costitutivamente, nel Motu Proprio DolentiumDolentium HominumHominum e nella Costituzione Apostolicae nella Costituzione Apostolica Pastor BonusPastor Bonus).). Che vale proporzionalmente per la Pastorale della Salute non solo delChe vale proporzionalmente per la Pastorale della Salute non solo del Consiglio Pontificio ma di tuta la Chiesa.Consiglio Pontificio ma di tuta la Chiesa. [7] GIOVANNI PAOLO II,[7] GIOVANNI PAOLO II, Salvifici DolorisSalvifici Doloris, 26;, 26; Pastor BonusPastor Bonus, 152-153;, 152-153; Dolentium HominumDolentium Hominum, 2-6;, 2-6; Message of theMessage of the Holy Father for the World Day of the Sick for the Year 2000Holy Father for the World Day of the Sick for the Year 2000, n. 13, in, n. 13, in Dolentium HominumDolentium Hominum 42 (1999) 9;42 (1999) 9; NovoNovo Millennio ineunteMillennio ineunte, 28-58., 28-58. Discorso di Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute inDiscorso di Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XX Conferenza Internazionale sul genoma umano,occasione della sua XX Conferenza Internazionale sul genoma umano, 19 Novembre 2005;19 Novembre 2005; Discorso di PapaDiscorso di Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria,Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria, 2222 Marzo 2007; BENEDETTO XVI, EnciclicaMarzo 2007; BENEDETTO XVI, Enciclica Spe Salvi,Spe Salvi, n°39; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malaton°39; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2006, 9; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2; Messaggio per la Giornata Mondiale del2006, 9; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2; Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2008, 4.Malato 2008, 4. 7070
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    Insegnamenti di GiovanniPaolo II e Benedetto XVIInsegnamenti di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sulla Pastorale della Salutesulla Pastorale della Salute 7272
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    COMPITO ASSEGNATO DA GIOVANNIPAOLO II Salvifici Doloris Dolentium Hominum Pastor Bonus Messaggio del 2000 Discorsi alla Conferenza Internazionale e Messaggi vari Novo Millennio Ineunte 7474
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    GIOVANNI PAOLO II:punti salienti dellaGIOVANNI PAOLO II: punti salienti della Pastorale della Salute.Pastorale della Salute. Ci riferiamo solamente al Magistero dei due ultimi PonteficiCi riferiamo solamente al Magistero dei due ultimi Pontefici menzionando tuttavia la ricchezza degli insegnamenti di Pio XII emenzionando tuttavia la ricchezza degli insegnamenti di Pio XII e Paolo VI.Paolo VI. Una sintesi della dottrina di Giovanni Paolo II sulla Pastorale dellaUna sintesi della dottrina di Giovanni Paolo II sulla Pastorale della Salute ci dice che come unica risposta ai problemi vitali dell’esistenza,Salute ci dice che come unica risposta ai problemi vitali dell’esistenza, che sono la malattia e la morte che vince l’assurdo, è quando Cristoche sono la malattia e la morte che vince l’assurdo, è quando Cristo Nostro Signore incorpora la sofferenza, il dolore e la morte di ciascunoNostro Signore incorpora la sofferenza, il dolore e la morte di ciascuno alla sua passione, morte e risurrezione. E, da parte nostra, quandoalla sua passione, morte e risurrezione. E, da parte nostra, quando ringraziamo il Signore per questo regalo della Redenzione e ciringraziamo il Signore per questo regalo della Redenzione e ci lasciamo invadere dalla presenza di Cristo sofferente e gioioso. Giàlasciamo invadere dalla presenza di Cristo sofferente e gioioso. Già Cristo sulla croce appariva con il suo volto gioioso e sofferente alCristo sulla croce appariva con il suo volto gioioso e sofferente al massimo grado. Risalta a questo punto specialmente la Letteramassimo grado. Risalta a questo punto specialmente la Lettera ApostolicaApostolica Salvifici DolorisSalvifici Doloris, l’Esortazione apostolica, l’Esortazione apostolica NovoNovo MillennioMillennio IneunteIneunte e la Lettera Apostolica Motu Proprioe la Lettera Apostolica Motu Proprio Dolentium HominumDolentium Hominum concon il quale creò questo Dicastero.il quale creò questo Dicastero. 7575
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    Un altro puntooriginale del Servo di Dio, Giovanni Paolo II, si riferisceUn altro punto originale del Servo di Dio, Giovanni Paolo II, si riferisce al concetto della salute. Nella OMS (Costituzione della OMS, 1948) sial concetto della salute. Nella OMS (Costituzione della OMS, 1948) si era definita la salute come “lo stato di completo benessere fisico,era definita la salute come “lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’assenza di malattie”.mentale e sociale e non solo l’assenza di malattie”. Giovanni Paolo II nel Messaggio giubilare del 2000 per la GiornataGiovanni Paolo II nel Messaggio giubilare del 2000 per la Giornata Mondiale del Malato ci dice cheMondiale del Malato ci dice che “la salute non solo non si identifica“la salute non solo non si identifica con l’assenza di malattia ma che si pone come una tensione verso unacon l’assenza di malattia ma che si pone come una tensione verso una più piena armonia e un sano equilibrio a livello fisico, psichico,più piena armonia e un sano equilibrio a livello fisico, psichico, spirituale e sociale. In questa prospettiva, la stessa persona èspirituale e sociale. In questa prospettiva, la stessa persona è chiamata a mobilitare tutte le sue energie disponibili per realizzare lachiamata a mobilitare tutte le sue energie disponibili per realizzare la propria vocazione e il bene degli altri”propria vocazione e il bene degli altri” (n.13).(n.13). 7676
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    Giovanni Paolo II:punti salientiGiovanni Paolo II: punti salienti sulla Pastorale della Salute.sulla Pastorale della Salute. La Pastorale della SaluteLa Pastorale della Salute rispostarisposta ai problemi esistenziali più pressantiai problemi esistenziali più pressanti che affliggono l’umanità colpita dallache affliggono l’umanità colpita dalla sofferenza, dall’abbandono e dalla malattia.sofferenza, dall’abbandono e dalla malattia. Il dolore, la sofferenza e la morte,Il dolore, la sofferenza e la morte, hanno una risposta solohanno una risposta solo nellanella passione, mortepassione, morte e risurrezione di Cristo.e risurrezione di Cristo. La Salute è:La Salute è: lala tensione verso l’armonia,tensione verso l’armonia, e non soloe non solo l’assenza di malattie, che rende idoneo l’uomo al’assenza di malattie, che rende idoneo l’uomo a compiere la missionecompiere la missione che Dio gli ha affidato,che Dio gli ha affidato, secondo lasecondo la fase della vitafase della vita nella quale si trova.nella quale si trova. 7777
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    ARMONIA VITA-MORTEARMONIA VITA-MORTE UNICARISPOSTAUNICA RISPOSTA 7878
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    BENEDETTO XVI: PUNTISALIENTIBENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTI Il Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento eIl Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento e sull’approfondimento della Pastorale della Salute che prende insull’approfondimento della Pastorale della Salute che prende in considerazione la grande massa di conoscenze diffuse dai mezzi diconsiderazione la grande massa di conoscenze diffuse dai mezzi di comunicazione sociale e l’alto livello di educazione di coloro ai qualicomunicazione sociale e l’alto livello di educazione di coloro ai quali arrivano tali conoscenze.arrivano tali conoscenze. Si deve formare la coscienza in un modo chiaro e profondoSi deve formare la coscienza in un modo chiaro e profondo specialmente nelle applicazioni genetiche per assicurare chespecialmente nelle applicazioni genetiche per assicurare che ciascuna scoperta scientifica serva per il bene integrale dellaciascuna scoperta scientifica serva per il bene integrale della persona umana, proteggendo sempre la sua inviolabile dignità.persona umana, proteggendo sempre la sua inviolabile dignità. Pertanto, è necessario avere Consulenti competenti e addestratiPertanto, è necessario avere Consulenti competenti e addestrati per aggiornare la competenza dei Pastori e degli Educatori, inper aggiornare la competenza dei Pastori e degli Educatori, in modo che possano prendersi le loro responsabilità in conformitàmodo che possano prendersi le loro responsabilità in conformità con la loro fede; e allo stesso tempo stabilire un dialogo rispettoso econ la loro fede; e allo stesso tempo stabilire un dialogo rispettoso e leale con quelli che non sono credenti.leale con quelli che non sono credenti. Questa Pastorale della Salute deve garantire una pronta rispostaQuesta Pastorale della Salute deve garantire una pronta risposta alle aspettative di un aiuto efficace a ciascuno.alle aspettative di un aiuto efficace a ciascuno. Pertanto è necessario studiare la metodologia propria per aiutare lePertanto è necessario studiare la metodologia propria per aiutare le persone, le famiglie e la società, per assicurare una presenzapersone, le famiglie e la società, per assicurare una presenza incisiva della Chiesa al livello pastorale. Si deve combinare la lealtàincisiva della Chiesa al livello pastorale. Si deve combinare la lealtà con il dialogo, l’approfondimento teologico con la capacità dicon il dialogo, l’approfondimento teologico con la capacità di mediazione.mediazione. 8282
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    BENEDETTO XVI: PUNTISALIENTIBENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTI La Pastorale della Salute continua l’azione del Buon Samaritano eLa Pastorale della Salute continua l’azione del Buon Samaritano e pone al centro l’inalienabile diritto di ciascuna persona all’assistenzapone al centro l’inalienabile diritto di ciascuna persona all’assistenza sanitaria. Il motore che fortifica gli agenti della Pastorale della Salute,sanitaria. Il motore che fortifica gli agenti della Pastorale della Salute, è l’amore.è l’amore. Nell’enciclicaNell’enciclica Deus Caritas estDeus Caritas est e nell’Esortazione Apostolicae nell’Esortazione Apostolica Sacramentum CaritatisSacramentum Caritatis gli agenti della Pastorale della Salute trovanogli agenti della Pastorale della Salute trovano un impegno speciale per l’assistenza dei malati: l’Eucaristia è questaun impegno speciale per l’assistenza dei malati: l’Eucaristia è questa forza di amore.forza di amore. Negli ospedali, la Cappella deve essere il cuore che pulsa in cui GesùNegli ospedali, la Cappella deve essere il cuore che pulsa in cui Gesù offre Se Stesso al Padre per la vita dell’umanità.offre Se Stesso al Padre per la vita dell’umanità. L’Eucaristia data ai malati con rispetto e spirito di preghiera, è la linfaL’Eucaristia data ai malati con rispetto e spirito di preghiera, è la linfa vitale che li conforta e infonde nelle loro anime la luce interiore pervitale che li conforta e infonde nelle loro anime la luce interiore per vivere con fede e speranza le condizioni del dolore e della sofferenzavivere con fede e speranza le condizioni del dolore e della sofferenza [8].[8]. [8] Cfr Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua[8] Cfr Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XX Conferenza internazionale sul Genoma umano,19 Novembre 2005; Discorso del Papa Benedetto XVI al PontificioXX Conferenza internazionale sul Genoma umano,19 Novembre 2005; Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plena, 22 Marzo 2007.Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plena, 22 Marzo 2007. 8383
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    BENEDETTO XVI: PUNTISALIENTIBENEDETTO XVI: PUNTI SALIENTI EnciclicaEnciclica Spe SalviSpe Salvi: “L’uomo ha un valore tanto grande per Dio che Egli stesso si: “L’uomo ha un valore tanto grande per Dio che Egli stesso si è fatto uomo per poter com-patire con l’uomo in modo molto reale con la suaè fatto uomo per poter com-patire con l’uomo in modo molto reale con la sua carne e con il suo sangue, come si narra nella Passione di Gesù. Da lì in ognicarne e con il suo sangue, come si narra nella Passione di Gesù. Da lì in ogni sofferenza umana è entrato qualcuno che la condivide e la sostiene: da lì sisofferenza umana è entrato qualcuno che la condivide e la sostiene: da lì si diffonde il conforto per ogni sofferenza, il conforto dell’amore partecipe di Dio ediffonde il conforto per ogni sofferenza, il conforto dell’amore partecipe di Dio e così scaturisce la stella della speranza” [9].così scaturisce la stella della speranza” [9]. Nei Messaggi in occasione della Giornata Mondiale del Malato ci dice: “InvitoNei Messaggi in occasione della Giornata Mondiale del Malato ci dice: “Invito coloro che sono provati dalla malattia a offrire al Padre, in unione con Cristo, lacoloro che sono provati dalla malattia a offrire al Padre, in unione con Cristo, la loro condizione di sofferenza, sicuri che ogni prova ricevuta con rassegnazione èloro condizione di sofferenza, sicuri che ogni prova ricevuta con rassegnazione è meritoria e attirerà la benevolenza divina su tutta l’umanità” [10].meritoria e attirerà la benevolenza divina su tutta l’umanità” [10]. ““Mediante i suoi membri e le sue Istituzioni la Chiesa continua a stare al lato diMediante i suoi membri e le sue Istituzioni la Chiesa continua a stare al lato di coloro che soffrono e dei moribondi, cercando di custodire la loro dignità in questicoloro che soffrono e dei moribondi, cercando di custodire la loro dignità in questi momenti significativi dell’esistenza umana” [11].momenti significativi dell’esistenza umana” [11]. ““Dall’Eucaristia la Pastorale della Salute deve trarre la forza necessaria perDall’Eucaristia la Pastorale della Salute deve trarre la forza necessaria per soccorrere efficacemente l’uomo e aiutarlo a comprendere il valore salvifico dellasoccorrere efficacemente l’uomo e aiutarlo a comprendere il valore salvifico della sofferenza” [12].sofferenza” [12]. [9] Spe Salvi, 39[9] Spe Salvi, 39 [10] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2006, 9.[10] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2006, 9. [11] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2.[11] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007, 2. [12] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2008, 4.[12] Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2008, 4. 8484
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    COMPITO ASSEGNATO DACOMPITOASSEGNATO DA BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI Rinnovare e approfondire il compito propostoRinnovare e approfondire il compito proposto nella Pastorale della Salute:nella Pastorale della Salute: che prende in considerazioneche prende in considerazione la massa crescentela massa crescente didi conoscenze diffuse dai mass media;conoscenze diffuse dai mass media; e le l’alto livello di educazione’alto livello di educazione di coloro ai quali si indirizza.di coloro ai quali si indirizza. Formazione della coscienza:Formazione della coscienza: profonda e chiara;profonda e chiara; nellenelle applicazioni genetiche;applicazioni genetiche; per assicurare che ogni nuova scoperta scientifica serva per ilper assicurare che ogni nuova scoperta scientifica serva per il bene integrale della persona;bene integrale della persona; con costantecon costante rispetto per la sua dignitàrispetto per la sua dignità.. Avere consulenti:Avere consulenti: addestrati eaddestrati e competenti.competenti. 8585
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    COMPITO ASSEGNATO DACOMPITOASSEGNATO DA BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI Aggiornando la competenza:Aggiornando la competenza: Di Pastori ed EducatoriDi Pastori ed Educatori per renderli idonei ad assumere le loroper renderli idonei ad assumere le loro proprie responsabilità in conformità con la loro fede.proprie responsabilità in conformità con la loro fede. ConciliandoConciliando un dialogo rispettoso e fedele con i non credenti.un dialogo rispettoso e fedele con i non credenti. Questo compito èQuesto compito è indispensabileindispensabile per aggiornare la Pastorale dellaper aggiornare la Pastorale della Salute.Salute. Garantendo una risposta prontaGarantendo una risposta pronta alle aspettative di ciascuno per unalle aspettative di ciascuno per un aiuto efficace,aiuto efficace, Studiando una metodologia adeguata,Studiando una metodologia adeguata, Per le famigliePer le famiglie Per la societàPer la società Per garantire un’incisivaPer garantire un’incisiva presenza della Chiesapresenza della Chiesa al livello pastorale:al livello pastorale: UnendoUnendo Lealtà e dialogo.Lealtà e dialogo. Approfondimento teologico e capacitàApprofondimento teologico e capacità di mediazione.di mediazione. 8686
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    COMPITO ASSEGNATO DACOMPITOASSEGNATO DA BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI Il Buon Samaritano.Il Buon Samaritano. La Pastorale della Salute continua l’azione del BuonLa Pastorale della Salute continua l’azione del Buon Samaritano.Samaritano. Diritti UmaniDiritti Umani Al centro vi deve essere il diritto inalienabile di ciascunaAl centro vi deve essere il diritto inalienabile di ciascuna persona all’assistenza della Salute.persona all’assistenza della Salute. Il motore dell’agente della Pastorale dellaIl motore dell’agente della Pastorale della Salute.Salute. Si rinvigorisce con il mandato dell’amore come la forzaSi rinvigorisce con il mandato dell’amore come la forza motrice della Pastorale della Salute.motrice della Pastorale della Salute. L’EnciclicaL’Enciclica Deus Caritas estDeus Caritas est e l’Esortazionee l’Esortazione ApostolicaApostolica Sacramentum CaritatisSacramentum Caritatis,, trovano un’applicazione speciale nella Pastorale dellatrovano un’applicazione speciale nella Pastorale della Salute.Salute. 8787
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    COMPITO ASSEGNATO DACOMPITOASSEGNATO DA BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI L’Esortazione ApostolicaL’Esortazione Apostolica Sacramentum CaritatisSacramentum Caritatis:: Eucaristia.Eucaristia. LaLa forza per curare il malato e dargli il sensoforza per curare il malato e dargli il senso della sua sofferenza.della sua sofferenza. La Cappella.La Cappella. Negli ospedali,Negli ospedali, la Cappella deve essere illa Cappella deve essere il centro,centro, il cuoreil cuore che pulsache pulsa, in cui Gesù si offre al Padre per, in cui Gesù si offre al Padre per la vita dell’umanità.la vita dell’umanità. La linfa vitale.La linfa vitale. L’Eucaristia impartita al malato con rispetto e spiritoL’Eucaristia impartita al malato con rispetto e spirito di preghiera, èdi preghiera, è la linfa vitale che lo confortala linfa vitale che lo conforta ee infonde nel suo animo la luce interiore per vivere coninfonde nel suo animo la luce interiore per vivere con fede e speranza le condizioni della sua malattia efede e speranza le condizioni della sua malattia e sofferenza.sofferenza. 8888
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    COMPITO ASSEGNATO DACOMPITOASSEGNATO DA BENEDETTO XVIBENEDETTO XVI  Spe SalviSpe Salvi: far vivere e comprendere a: far vivere e comprendere a colui che soffre che la sua sofferenzacolui che soffre che la sua sofferenza attualeattuale la condivide e la patisce Cristo.la condivide e la patisce Cristo. • Questa è laQuesta è la “com-passione”“com-passione” della Passione didella Passione di Cristo.Cristo. • Così si intende l’Così si intende l’Eucaristia.Eucaristia. • Questo è ilQuesto è il confortoconforto per ogni sofferenza.per ogni sofferenza.  Messaggi 2006-2008:Messaggi 2006-2008: • Così la Chiesa a fianco di colui che soffreCosì la Chiesa a fianco di colui che soffre custodisce la suacustodisce la sua dignità.dignità. • La sofferenza ha tutto ilLa sofferenza ha tutto il valorevalore • che l’uomo ottiene dall’che l’uomo ottiene dall’Eucaristia.Eucaristia. 8989
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    CUORECUORE DELL’OSPEDALEDELL’OSPEDALE Nella complessitàNella complessità dellamedicinadella medicina attualeattuale EUCARISTIAEUCARISTIA 9090
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    SINTESISINTESI  Sintesi delMagistero pontificio riguardo alla Pastorale della Salute:Sintesi del Magistero pontificio riguardo alla Pastorale della Salute: focalizzare i problemi attuali del dolore, della malattia, della sofferenza, della morte efocalizzare i problemi attuali del dolore, della malattia, della sofferenza, della morte e della vita, nella morte e risurrezione di Cristo, nella sua realizzazione eucaristica;della vita, nella morte e risurrezione di Cristo, nella sua realizzazione eucaristica; santificare così il malato e il professionista della Salute; centrare questa Pastoralesantificare così il malato e il professionista della Salute; centrare questa Pastorale sulla Eucaristia;sulla Eucaristia; formare le coscienze;formare le coscienze; unire i professionisti della Salute, Vescovi, cappellani, medici, infermieri e infermiere,unire i professionisti della Salute, Vescovi, cappellani, medici, infermieri e infermiere, farmacisti, amministratori sanitari, volontari ecc.;farmacisti, amministratori sanitari, volontari ecc.; unirsi con le Chiese particolari e con le organizzazioni sanitarie internazionali,unirsi con le Chiese particolari e con le organizzazioni sanitarie internazionali, nazionali e regionali;nazionali e regionali; aggiornarsi sui problemi della Salute ai livelli scientifici, tecnici, legali e politici.aggiornarsi sui problemi della Salute ai livelli scientifici, tecnici, legali e politici.  Se vogliamoSe vogliamo organizzare le proposte pontificie in accordo a ciò chele proposte pontificie in accordo a ciò che evangelicamente è la Pastorale della Salute, queste si inquadrerannoevangelicamente è la Pastorale della Salute, queste si inquadreranno secondo le tre caratteristiche menzionate:secondo le tre caratteristiche menzionate: Ascoltare Cristo PastoreAscoltare Cristo Pastore Nutrirci di LuiNutrirci di Lui Unirci a LuiUnirci a Lui  Queste sono le tre caratteristiche deiQueste sono le tre caratteristiche dei tre ministeritre ministeri di ogni azionedi ogni azione della Chiesa, cioè: la Parola, la Santificazione e la Comunione.della Chiesa, cioè: la Parola, la Santificazione e la Comunione.  In base a queste andiamo ora ad organizzare il Magistero della ChiesaIn base a queste andiamo ora ad organizzare il Magistero della Chiesa sulla Pastorale della Salute.sulla Pastorale della Salute. 9292
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    MAGISTERO PONTIFICIOMAGISTERO PONTIFICIO PAROLA:PAROLA:Orientamento della Salute:Orientamento della Salute: Dolore, Infermità, Sofferenza, Morte, Vita.Dolore, Infermità, Sofferenza, Morte, Vita. Soluzione in Cristo che soffre il nostro dolore.Soluzione in Cristo che soffre il nostro dolore. Aggiornamento sulla problematica dellaAggiornamento sulla problematica della SaluteSalute Scientifica, Tecnica, Legale e Politica.Scientifica, Tecnica, Legale e Politica. SANTIFICAZIONE:SANTIFICAZIONE: Unione e santificazioneUnione e santificazione dei professionisti della Salute e dei malati;dei professionisti della Salute e dei malati; Pasqua ed Eucaristia:Pasqua ed Eucaristia: Vescovi, Cappellani, Medici, Infermieri,Vescovi, Cappellani, Medici, Infermieri, Farmacisti, Amministratori sanitari, Volontari.Farmacisti, Amministratori sanitari, Volontari. Malati di ogni tipo.Malati di ogni tipo. COMUNIONE:COMUNIONE: Contatto con le OrganizzazioniContatto con le Organizzazioni della Salute:della Salute: Internazionali, nazionali e regionaliInternazionali, nazionali e regionali 9393
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    In questo terzopunto della prima parte del libro trattiamo di arrivare alla pratica stessa della Pastorale della Salute. Il punto principale è l’elaborazione di un piano per la Pastorale della Salute: come fare questo piano? Procediamo seguendo la stessa suddivisione usata per organizzare il Magistero Pontificio: i tre ministeri della Chiesa. In conseguenza, proponiamo al primo posto l’obiettivo generale da raggiungere, quindi gli obbiettivi singolari in ognuno dei ministeri di questa Pastorale. Per compiere questi obbiettivi siamo coscienti delle sfide alle quali dobbiamo rispondere e cerchiamo di farlo in tre tappe: nella prima facciamo delle proposte, nella seconda indichiamo cammini e nella terza cerchiamo di dare risposte pratiche per realizzare sia le proposte che i percorsi indicati.
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    MINISTERI NELLA CHIESAMINISTERINELLA CHIESA ((Organizzazione dell’insegnamento pontificio)Organizzazione dell’insegnamento pontificio) 100100 MINISTERI NELLA CHIESACHIESA Struttura dellaStruttura della PastoralePastorale MINISTERI NELLA CHIESACHIESA Struttura dellaStruttura della PastoralePastorale PAROLAPAROLA Nella PastoraleNella Pastorale della Salutedella Salute PAROLAPAROLA Nella PastoraleNella Pastorale della Salutedella Salute SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE Nella PastoraleNella Pastorale della Salutedella Salute SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE Nella PastoraleNella Pastorale della Salutedella Salute COMUNIONECOMUNIONE Nella PastoraleNella Pastorale della Salutedella Salute COMUNIONECOMUNIONE Nella PastoraleNella Pastorale della Salutedella Salute
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    La ParolaLa Parola Sitratta degli aspetti fondamentali nell’insegnamento della Chiesa come perSi tratta degli aspetti fondamentali nell’insegnamento della Chiesa come per esempio in riferimento alla morte e alla vita, al dolore, alla malattia,esempio in riferimento alla morte e alla vita, al dolore, alla malattia, all’angoscia, ecc. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI notano che nel centroall’angoscia, ecc. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI notano che nel centro dell’insegnamento della Pastorale della Salute si trova Gesù che soffre indell’insegnamento della Pastorale della Salute si trova Gesù che soffre in coloro che soffrono: la nostra sofferenza è la Sua sofferenza, e per questo,coloro che soffrono: la nostra sofferenza è la Sua sofferenza, e per questo, la nostra pena si converte nella gioia della Sua risurrezione.la nostra pena si converte nella gioia della Sua risurrezione. Come risultato di tutto questo, la Salute appare come una tensione versoCome risultato di tutto questo, la Salute appare come una tensione verso l’armonia che si vive solo grazie all’Amore dello Spirito Santo; poiché ill’armonia che si vive solo grazie all’Amore dello Spirito Santo; poiché il Padre con lo Spirito Santo è l’unico che ci può unire, con il suo amore, aPadre con lo Spirito Santo è l’unico che ci può unire, con il suo amore, a Cristo.Cristo. Pertanto, nella Pastorale della Salute, una formazione che sia frutto di unPertanto, nella Pastorale della Salute, una formazione che sia frutto di un profondo studio sull’essenza della condizione umana, è indispensabile.profondo studio sull’essenza della condizione umana, è indispensabile. Questa formazione religiosa, e pertanto etica, in nessun modo si puòQuesta formazione religiosa, e pertanto etica, in nessun modo si può trascurare nei Seminari e negli studentati dei religiosi, nella formazione ditrascurare nei Seminari e negli studentati dei religiosi, nella formazione di tutti gli operatori della Pastorale della Salute e in generale, in tutti i centri ditutti gli operatori della Pastorale della Salute e in generale, in tutti i centri di educazione cattolica e di catechesi.educazione cattolica e di catechesi. Questa formazione è necessaria specialmente di fronte allo stato avanzatoQuesta formazione è necessaria specialmente di fronte allo stato avanzato delle scienze e delle tecniche della salute, in particolare quando si trattadelle scienze e delle tecniche della salute, in particolare quando si tratta dell’inizio e della fine della vita umana che si devono proteggeredell’inizio e della fine della vita umana che si devono proteggere assolutamente.assolutamente. 101101
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    La ParolaLa Parola Neidiscorsi menzionati il Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento e l’approfondimentoNei discorsi menzionati il Papa Benedetto XVI insiste sul rinnovamento e l’approfondimento della Pastorale della Salute. Fa presente che dobbiamo tenere in conto la grande mole delledella Pastorale della Salute. Fa presente che dobbiamo tenere in conto la grande mole delle conoscenze attuali in questo ambito scientifico e tecnico, il pubblico al quale si indirizza e leconoscenze attuali in questo ambito scientifico e tecnico, il pubblico al quale si indirizza e le sue legittime aspettative.sue legittime aspettative. Conseguentemente il Papa afferma che è necessaria una formazione chiara e profonda delleConseguentemente il Papa afferma che è necessaria una formazione chiara e profonda delle coscienze per illuminarle specialmente sui temi che si presentano ogni giorno nel campo dellacoscienze per illuminarle specialmente sui temi che si presentano ogni giorno nel campo della Biogenetica, per garantire che ciascuna scoperta scientifica sia diretta al bene integrale dellaBiogenetica, per garantire che ciascuna scoperta scientifica sia diretta al bene integrale della persona e non attenti alla sua inviolabile dignità. Pertanto è necessario contare su équipe dipersona e non attenti alla sua inviolabile dignità. Pertanto è necessario contare su équipe di aiuto dove ci siano buoni consulenti competenti e ben addestrati per la formazione dei Pastori eaiuto dove ci siano buoni consulenti competenti e ben addestrati per la formazione dei Pastori e degli Educatori. Così sia i Pastori sia gli altri Educatori potranno essere aggiornati perdegli Educatori. Così sia i Pastori sia gli altri Educatori potranno essere aggiornati per assumere le loro responsabilità in accordo con la nostra fede e in un rispettoso, fedele e lealeassumere le loro responsabilità in accordo con la nostra fede e in un rispettoso, fedele e leale dialogo con i non credenti.dialogo con i non credenti. In questo modo le nostre aspettative possono essere garantite e realizzate. La Pastorale dellaIn questo modo le nostre aspettative possono essere garantite e realizzate. La Pastorale della Salute deve anche cercare la sua metodologia per assistere adeguatamente la gente, le loroSalute deve anche cercare la sua metodologia per assistere adeguatamente la gente, le loro famiglie e la società in generale in modo che in questo campo pastorale tanto importante, sifamiglie e la società in generale in modo che in questo campo pastorale tanto importante, si garantisca un’incisiva presenza della Chiesa.garantisca un’incisiva presenza della Chiesa. Unendo la lealtà alla dottrina della Chiesa insieme alla capacità di dialogo con altri punti di vistaUnendo la lealtà alla dottrina della Chiesa insieme alla capacità di dialogo con altri punti di vista del mondo contemporaneo nel campo della Salute, si potrà andare molto avanti. Per questo sidel mondo contemporaneo nel campo della Salute, si potrà andare molto avanti. Per questo si necessitano profondi studi teologici, e allo stesso tempo si deve sviluppare una vera capacità dinecessitano profondi studi teologici, e allo stesso tempo si deve sviluppare una vera capacità di mediazionemediazione..[13][13] Come risultato, è estremamente importante avvicinarsi alle nuove frontiere ed essere sempreCome risultato, è estremamente importante avvicinarsi alle nuove frontiere ed essere sempre aggiornati sulle novità scientifiche, tecniche legali e politiche, sia ai livelli locali come in quelliaggiornati sulle novità scientifiche, tecniche legali e politiche, sia ai livelli locali come in quelli nazionali e internazionali. È chiaro che una Pastorale del genere non si può portare a terminenazionali e internazionali. È chiaro che una Pastorale del genere non si può portare a termine se non mediante un èquipe competente e aperta a un continuo dialogo.se non mediante un èquipe competente e aperta a un continuo dialogo. [13][13] Cfr.Cfr. Discorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XXDiscorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XX Conferenza Internazionale sul Genoma umano,Conferenza Internazionale sul Genoma umano, 19 Novembre 2005.19 Novembre 2005. Discorso del Papa Benedetto XVI al PontificioDiscorso del Papa Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria.Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea Plenaria. 22 Marzo, 200722 Marzo, 2007..
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    PAROLAPAROLA Insegnamento del Magistero Questionifondamentali Cristo in colui che soffre e colui che soffre in Cristo La Salute come tensione verso l’armonia Formazione e Studio Essenza della condizione umana Orientamenti programmatici Formazione religiosa ed etica Le nuove Frontiere Aggiornamento permanente nella Pastorale della Salute Novità legali e politiche Novità scientifiche e tecniche 103103
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    La SantificazioneLa Santificazione LaPastorale della Salute manifesta la sollecitudine dellaLa Pastorale della Salute manifesta la sollecitudine della Chiesa per i malati e per coloro che soffrono. Provvede un’Chiesa per i malati e per coloro che soffrono. Provvede un’ assistenza speciale ai professionisti della Salute. A tuttiassistenza speciale ai professionisti della Salute. A tutti mostra il Volto di Cristo sofferente e gioioso e insegna comemostra il Volto di Cristo sofferente e gioioso e insegna come la nostra sofferenza e morte completano ciò che manca allala nostra sofferenza e morte completano ciò che manca alla Passione di Cristo, grazie agli stessi meriti di Cristo.Passione di Cristo, grazie agli stessi meriti di Cristo. La Pastorale della Salute deve includere la santificazioneLa Pastorale della Salute deve includere la santificazione nella sua pianificazione; ma in più la sua pianificazionenella sua pianificazione; ma in più la sua pianificazione scaturisce dalla grazia e dalla santità di vita, dall’orazione, daiscaturisce dalla grazia e dalla santità di vita, dall’orazione, dai sacramenti: in essa risalta l’Eucaristia, ricevuta come Viatico,sacramenti: in essa risalta l’Eucaristia, ricevuta come Viatico, l’Unzione degli Infermi, la Riconciliazione, e la Parola di Dio.l’Unzione degli Infermi, la Riconciliazione, e la Parola di Dio. La Pastorale della Salute, attraverso la morte e la risurrezioneLa Pastorale della Salute, attraverso la morte e la risurrezione di Cristo ci fa convergere nella piena armonia delladi Cristo ci fa convergere nella piena armonia della Santissima Trinità.Santissima Trinità. 104104
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    SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE Sollecitudine della Chiesaper colui che soffre e per il malato. Assistenza spirituale ai professionisti della Salute Partendo dal Volto di Cristo Addolorato e gioioso Redenzione. Grazia, Malattia e Morte. Pianificazione pastorale Santità, Preghiera, Eucaristia, Penitenza, Grazia Parola di Dio, Comunione trinitaria. 105105
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    La ComunioneLa Comunione Perrealizzare la comunione nella PastoralePer realizzare la comunione nella Pastorale della Salute si ha la necessità di coordinarladella Salute si ha la necessità di coordinarla intelligentemente: tutte le Associazioni deiintelligentemente: tutte le Associazioni dei professionisti della Salute devono essereprofessionisti della Salute devono essere coordinate, si devono stabilire contatti con lecoordinate, si devono stabilire contatti con le Chiese particolari e con le OrganizzazioniChiese particolari e con le Organizzazioni sanitarie, cattoliche o non cattoliche, locali,sanitarie, cattoliche o non cattoliche, locali, nazionali o internazionalinazionali o internazionali.. 106106
  • 107.
    COMUNIONECOMUNIONE Coordinare la Pastoraledella Salute Coordinare le Associazioni dei Professionisti della Salute Contatto con le Chiese particolari Contatto con le Organizzazioni Sanitarie locali, nazionali e internazionali, siano o no cattoliche. 107107
  • 108.
  • 109.
    Sintesi operativaSintesi operativa Sevogliamo sintetizzare il MagisteroSe vogliamo sintetizzare il Magistero Pontificio per la Pastorale della SalutePontificio per la Pastorale della Salute dobbiamo mettere in chiaro che il suodobbiamo mettere in chiaro che il suo compito è mostrare la sollecitudine dellacompito è mostrare la sollecitudine della Chiesa per il malato e per colui che soffre,Chiesa per il malato e per colui che soffre, attraverso la sua dottrina e le sue ricerche,attraverso la sua dottrina e le sue ricerche, la sua santificazione e i suoi sacramenti ela sua santificazione e i suoi sacramenti e la sua coordinazione e i suoi contatti.la sua coordinazione e i suoi contatti. 109109
  • 110.
    Sintesi operativaSintesi operativa Ilnostro Compito: Manifestare la sollecitudine della Chiesa per colui che soffre e per il malato. Attraverso: 1. Dottrina – ricerche - 2. Santificazione – sacramenti - 3. Coordinazione – contatti - 110110
  • 111.
  • 112.
    ELABORAZIONE DELLE PROPOSTEDA PARTEELABORAZIONE DELLE PROPOSTE DA PARTE DEL CONSIGLIO PONTIFICIODEL CONSIGLIO PONTIFICIO In accordo con il Vangelo dellaIn accordo con il Vangelo della Salute, interpretato dal MagisteroSalute, interpretato dal Magistero Pontificio, nel Dicastero degliPontificio, nel Dicastero degli operatori sanitari (della Pastoraleoperatori sanitari (della Pastorale della Salute) abbiamo proposto undella Salute) abbiamo proposto un obiettivo generale e tre specifici.obiettivo generale e tre specifici. 112112
  • 113.
  • 114.
    OBIETTIVO GENERALEOBIETTIVO GENERALE ““Promuovere,Promuovere,orientare,orientare, svolgeresvolgere ee coordinarecoordinare la Pastorale dellala Pastorale della Salute nella Chiesa,Salute nella Chiesa, in accordo con gli insegnamentiin accordo con gli insegnamenti del Santo Padre,del Santo Padre, per assumere le sfideper assumere le sfide che oggiche oggi emergono nel campo dellaemergono nel campo della Salute”.Salute”. 114114
  • 115.
    Mete specificheMete specifiche Questemete specifiche si ordinerannoQueste mete specifiche si ordineranno secondo l’organizzazione proposta daisecondo l’organizzazione proposta dai documenti del Magistero; cioè indocumenti del Magistero; cioè in accordo con i tre ministeri nella Chiesa:accordo con i tre ministeri nella Chiesa: Parola, Santificazione e Comunione.Parola, Santificazione e Comunione. 115115
  • 116.
  • 117.
    Meta della ParolaMetadella Parola Illuminare con il Vangelo il mondo dellaIlluminare con il Vangelo il mondo della Salute, della malattia e della morte,Salute, della malattia e della morte, trasmettendogli la forte testimonianza dellatrasmettendogli la forte testimonianza della Risurrezione.Risurrezione. Con questa meta pretendiamo sottolineare inCon questa meta pretendiamo sottolineare in particolare la virtù della Speranza, di fronte alparticolare la virtù della Speranza, di fronte al forte problema attuale del secolarismo. Nonforte problema attuale del secolarismo. Non desideriamo rimanere in un piano meramentedesideriamo rimanere in un piano meramente deistico di trascendenza, ma in unadeistico di trascendenza, ma in una trascendenza chiara e valente che è quellatrascendenza chiara e valente che è quella che ci rivela Cristo attraverso la sua morte eche ci rivela Cristo attraverso la sua morte e risurrezione.risurrezione. 117117
  • 118.
    Obiettivo specifico:Obiettivo specifico: PAROLAPAROLA Illuminarecon il Vangelo il mondo della Salute, della Malattia e della morte, per dargli la testimonianza altamente fiduciosa della risurrezione del Signore. Spiegazione: Accentuiamo la virtù di una viva Speranza della Risurrezione. 118118
  • 119.
  • 120.
    Meta della SantificazioneMetadella Santificazione Per santificare sia il malato che il professionista della Salute, dobbiamo unirci allaPer santificare sia il malato che il professionista della Salute, dobbiamo unirci alla morte e risurrezione di Cristo.morte e risurrezione di Cristo. In accordo con ciò che Giovanni Paolo II ci insegnò nellaIn accordo con ciò che Giovanni Paolo II ci insegnò nella Salvifici DolorisSalvifici Doloris, e con, e con quanto Benedetto XVI ci propone nel suo attuale insegnamento, la nostra meta èquanto Benedetto XVI ci propone nel suo attuale insegnamento, la nostra meta è evangelizzare il mondo della malattia e della Salute completando ciò che manca allaevangelizzare il mondo della malattia e della Salute completando ciò che manca alla passione di Cristo; questo è l’unico cammino per rispondere all’assurdità dellapassione di Cristo; questo è l’unico cammino per rispondere all’assurdità della sofferenza, del dolore e dei suoi effetti, e della morte.sofferenza, del dolore e dei suoi effetti, e della morte. A questa meta si arriva principalmente con l’orazione nella quale chiediamo a CristoA questa meta si arriva principalmente con l’orazione nella quale chiediamo a Cristo che prenda la nostra sofferenza, il nostro dolore e la nostra stessa morte e liche prenda la nostra sofferenza, il nostro dolore e la nostra stessa morte e li introduca nella sua passione e morte. E così ci possa dare l’unica possibile e veraintroduca nella sua passione e morte. E così ci possa dare l’unica possibile e vera Salute.Salute. In accordo a questa meta è ovvio che la nostra sofferenza e morte non si convertonoIn accordo a questa meta è ovvio che la nostra sofferenza e morte non si convertono nel benessere, ma nella felicità che è molto diversa da ciò che oggi si stabilisce comenel benessere, ma nella felicità che è molto diversa da ciò che oggi si stabilisce come Salute: il completo benessere. Solo così possiamo raggiungere la vera armonia nellaSalute: il completo benessere. Solo così possiamo raggiungere la vera armonia nella vita, che è ciò che costituisce la Salute vera.vita, che è ciò che costituisce la Salute vera. Paradossalmente questa armonia, insistiamo, consiste nell’accettare e prendere laParadossalmente questa armonia, insistiamo, consiste nell’accettare e prendere la propria croce e vivere in Cristo crocifisso. Questo non è possibile se non per il donopropria croce e vivere in Cristo crocifisso. Questo non è possibile se non per il dono dello stesso Cristo, la sua grazia, il suo dono che ci fa nella sua stessa morte edello stesso Cristo, la sua grazia, il suo dono che ci fa nella sua stessa morte e risurrezione. La sua morte ha tolto il peccato dal mondo e così ha vinto tutto il malerisurrezione. La sua morte ha tolto il peccato dal mondo e così ha vinto tutto il male che può esistere sia nel campo fisico che in quello mentale, sociale e cosmico.che può esistere sia nel campo fisico che in quello mentale, sociale e cosmico. Questa unione con il Cristo paziente vittorioso si può portare a termine solo perQuesta unione con il Cristo paziente vittorioso si può portare a termine solo per l’azione dello Spirito Santo. Pertanto la meta della santificazione nella Pastorale dellal’azione dello Spirito Santo. Pertanto la meta della santificazione nella Pastorale della Salute è possibile raggiungerla solo mediante l’umile preghiera nella quale chiediamoSalute è possibile raggiungerla solo mediante l’umile preghiera nella quale chiediamo allo Spirito Santo che ci dia la Salute unendoci a Cristo morto e risuscitato.allo Spirito Santo che ci dia la Salute unendoci a Cristo morto e risuscitato. 120120
  • 121.
    Obiettivo specifico:Obiettivo specifico: SANTIFICAZIONESANTIFICAZIONE Santificareil malato e il professionista della Salute, unendoliunendoli alla morte e risurrezione di Cristo. Spiegazione: Solo completando ciò che manca alla passione di Cristo è possibile dare un senso al dolore, alla sofferenza e alla morte. In questo modo Cristo prende la nostra sofferenza e la introduce nellanella Sua sofferenza. L’unione con Cristo sofferente soltanto la fa lo Spirito Santo 121121
  • 122.
  • 123.
    Meta della COMUNIONEMetadella COMUNIONE Coordinare la Pastorale della Salute nella comunione ecclesiale è compiereCoordinare la Pastorale della Salute nella comunione ecclesiale è compiere il nostro compito indispensabile per arrivare all’unità.il nostro compito indispensabile per arrivare all’unità. Il nostro compito è la solidarietà. E l’unico ovile di cui parla Cristo il BuonIl nostro compito è la solidarietà. E l’unico ovile di cui parla Cristo il Buon Pastore (Gv 10) si costruisce ad immagine della Santissima Trinità. In EssaPastore (Gv 10) si costruisce ad immagine della Santissima Trinità. In Essa la vita è una suprema armonia da un’infinita e mutua donazione di Amore.la vita è una suprema armonia da un’infinita e mutua donazione di Amore. Nella Pastorale della Salute, solo per la forza divina è possibile costruireNella Pastorale della Salute, solo per la forza divina è possibile costruire questa unità mediante una mutua donazione, ad esempio e per la forzaquesta unità mediante una mutua donazione, ad esempio e per la forza dell’azione trinitaria nella Chiesa. Questa è l’unica Salute, poiché è l’unicadell’azione trinitaria nella Chiesa. Questa è l’unica Salute, poiché è l’unica possibilità di armonia piena. Così la Pastorale della Salute porta all’umanitàpossibilità di armonia piena. Così la Pastorale della Salute porta all’umanità la vera vita in abbondanza.la vera vita in abbondanza. In questo modo Cristo costruisce il suo corpo che è la Chiesa, in cuiIn questo modo Cristo costruisce il suo corpo che è la Chiesa, in cui ciascuno in accordo con la misura della donazione divina riceve lo Spiritociascuno in accordo con la misura della donazione divina riceve lo Spirito Santo per compiere così la sua missione:Santo per compiere così la sua missione: “…Vivendo secondo la verità nella“…Vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo,carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante ladal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro,collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità”riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità” (Ef(Ef 4,15-16). Questo è il modo di realizzare nella Pastorale della Salute l’unione4,15-16). Questo è il modo di realizzare nella Pastorale della Salute l’unione dei professionisti della Salute tra di loro e con i malati in Cristo morto edei professionisti della Salute tra di loro e con i malati in Cristo morto e risuscitato.risuscitato. 123123
  • 124.
    Obiettivo specifico:Obiettivo specifico: LACOMUNIONELA COMUNIONE Coordinare la Pastorale dellaCoordinare la Pastorale della Salute nella Chiesa perSalute nella Chiesa per realizzare la comunione.realizzare la comunione. Spiegazione:Spiegazione: Il nostro compito è la solidarietà inIl nostro compito è la solidarietà in accordoaccordo all’Immagine Trinitariaall’Immagine Trinitaria EcclesialeEcclesiale,, che renda efficace l’unitàche renda efficace l’unità ecclesiale diecclesiale di ComunioneComunione nel Corpo dinel Corpo di Cristo, morto e risuscitato.Cristo, morto e risuscitato. 124124
  • 125.
  • 126.
    CHE COSA SIDEVE FARE?CHE COSA SI DEVE FARE? Per realizzare questaPer realizzare questa Pastorale cito quattro punti:Pastorale cito quattro punti: sfide,sfide, proposte generali,proposte generali, cammini,cammini, risposte.risposte. 126126
  • 127.
    SfideSfide Una delle sfideconsiste nel superare un atteggiamento meramenteUna delle sfide consiste nel superare un atteggiamento meramente filantropico o di solidarietà solo compassionevole, oppure un impegno socialefilantropico o di solidarietà solo compassionevole, oppure un impegno sociale o professionale verso il malato povero e sprovveduto. La sfida consiste nelo professionale verso il malato povero e sprovveduto. La sfida consiste nel proclamare in questa Pastorale la morte e risurrezione del Signore.proclamare in questa Pastorale la morte e risurrezione del Signore. Cioè, veramente abbiamo delle risposte ai più profondi problemi dell’umanitàCioè, veramente abbiamo delle risposte ai più profondi problemi dell’umanità e pertanto al problema della morte. Tante volte in una cultura secolarizzata sie pertanto al problema della morte. Tante volte in una cultura secolarizzata si dice che di fronte alla sofferenza completa e disperata, la miglior cosa è ladice che di fronte alla sofferenza completa e disperata, la miglior cosa è la delicatezza del silenzio rispettoso. Ma dire questo denota una carenza didelicatezza del silenzio rispettoso. Ma dire questo denota una carenza di fede, poiché il silenzio non è una risposta, la risposta è solo Cristo morto efede, poiché il silenzio non è una risposta, la risposta è solo Cristo morto e risuscitato. Altra cosa è la prudenza pastorale che consiglia come e quandorisuscitato. Altra cosa è la prudenza pastorale che consiglia come e quando dirlo.dirlo. Un’altra sfida è nel promuovere la Pastorale della Salute. Si ha l’impressioneUn’altra sfida è nel promuovere la Pastorale della Salute. Si ha l’impressione che oggigiorno questa Pastorale sia molto difficile e sarebbe meglio lasciarlache oggigiorno questa Pastorale sia molto difficile e sarebbe meglio lasciarla ai margini, perfino nei grandi incontri ecclesiali. Si celebrano la vita, l’opzioneai margini, perfino nei grandi incontri ecclesiali. Si celebrano la vita, l’opzione per i poveri ecc., ma gli ultimi avvenimenti della vita si preferisce lasciarli nelper i poveri ecc., ma gli ultimi avvenimenti della vita si preferisce lasciarli nel silenzio.silenzio. La terza sfida è cercare di unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa. InLa terza sfida è cercare di unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa. In questo terreno si trovano troppi ostacoli. Si deve avere molto tatto per nonquesto terreno si trovano troppi ostacoli. Si deve avere molto tatto per non dare l’impressione che unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa siadare l’impressione che unificare la Pastorale della Salute nella Chiesa sia entrare nel terreno del dominio, di una competenza di potere. Si tratta di unentrare nel terreno del dominio, di una competenza di potere. Si tratta di un servizio certamente non di un potere dannoso, ma di una convergenza diservizio certamente non di un potere dannoso, ma di una convergenza di mutuo aiuto tra diversi che devono aiutarsi per non perdere la loro identità.mutuo aiuto tra diversi che devono aiutarsi per non perdere la loro identità. 127127
  • 128.
    SfideSfide Atteggiamento filantropicoAtteggiamento filantropico Silenziosulla Pastorale della SaluteSilenzio sulla Pastorale della Salute UnitàUnità della Chiesa nella Pastorale della Salute OrientamentoOrientamento PromozionePromozione CoordinazioneCoordinazione 128128
  • 129.
    Proposte generaliProposte generali Cominciamocon delle proposte che siCominciamo con delle proposte che si riferiscono alla terza sfida che è lariferiscono alla terza sfida che è la coordinazione. Poi noi ci riferiremo alle altrecoordinazione. Poi noi ci riferiremo alle altre due sfide.due sfide. Proponiamo di organizzare la PastoraleProponiamo di organizzare la Pastorale della Salute in ogni paese, restare indella Salute in ogni paese, restare in comunicazione con il Consiglio Pontificio ecomunicazione con il Consiglio Pontificio e avere una coordinazione nazionale,avere una coordinazione nazionale, regionale e diocesana.regionale e diocesana. Le altre sfide le consideriamo nei camminiLe altre sfide le consideriamo nei cammini da percorrere.da percorrere. 129129
  • 130.
    Proposte GeneraliProposte Generali Organizzarela Pastorale dellaOrganizzare la Pastorale della Salute inSalute in ciascun paeseciascun paese Restare in comunicazione con ilRestare in comunicazione con il PontificioPontificio ConsiglioConsiglio Avere unaAvere una coordinazione nazionalecoordinazione nazionale Avere unaAvere una coordinazione regionalecoordinazione regionale Avere unaAvere una coordinazione diocesanacoordinazione diocesana 130130
  • 131.
    CamminiCammini Annotiamo quattro camminidiversi da seguire nel campo della PastoraleAnnotiamo quattro cammini diversi da seguire nel campo della Pastorale della Salute.della Salute. Primo, offrire l’orientamento dovuto sul significato della Salute, dellaPrimo, offrire l’orientamento dovuto sul significato della Salute, della sofferenza e della morte, sui problemi dell’epoca mutevole in cui viviamo, suisofferenza e della morte, sui problemi dell’epoca mutevole in cui viviamo, sui complessi problemi della Biogenetica, sulle relazioni tra la globalizzazione ecomplessi problemi della Biogenetica, sulle relazioni tra la globalizzazione e la Salute, la Salute e l’Economia, la Politica e la Salute, ecc.la Salute, la Salute e l’Economia, la Politica e la Salute, ecc. Secondo, collaborare con i diversi professionisti della Salute, medici,Secondo, collaborare con i diversi professionisti della Salute, medici, infermieri, farmacisti, amministratori sanitari, volontari, comitati di Bioetica,infermieri, farmacisti, amministratori sanitari, volontari, comitati di Bioetica, ecc.ecc. Terzo, favorire il contatto tra la Pastorale della Salute e i Santuari, in molti deiTerzo, favorire il contatto tra la Pastorale della Salute e i Santuari, in molti dei quali la gente va a pregare per la sua salute; mettersi in comunicazione conquali la gente va a pregare per la sua salute; mettersi in comunicazione con le Scuole cattoliche di Medicina, le Scuole per infermieri, le Organizzazioni dile Scuole cattoliche di Medicina, le Scuole per infermieri, le Organizzazioni di Salute cattoliche e non cattoliche, private e pubbliche.Salute cattoliche e non cattoliche, private e pubbliche. Quarto, sostenere i diritti della gente all’assistenza sanitaria: essereQuarto, sostenere i diritti della gente all’assistenza sanitaria: essere aggiornati sui progressi delle scienze e delle tecnologie mediche,aggiornati sui progressi delle scienze e delle tecnologie mediche, specialmente nella Biogenetica; far fronte ai problemi della socializzazione ospecialmente nella Biogenetica; far fronte ai problemi della socializzazione o privatizzazione della Medicina; prestare attenzione alle malattie emergentiprivatizzazione della Medicina; prestare attenzione alle malattie emergenti come l’AIDS e l’assuefazione alla droga, o le malattie riemergenti come lacome l’AIDS e l’assuefazione alla droga, o le malattie riemergenti come la Tubercolosi, la Malaria e altre malattie sessualmente trasmesse. Tenere inTubercolosi, la Malaria e altre malattie sessualmente trasmesse. Tenere in considerazione specialmente le malattie croniche della Terza Età e i tumori.considerazione specialmente le malattie croniche della Terza Età e i tumori. Enfatizzare le malattie croniche degli anziani, in particolare quelleEnfatizzare le malattie croniche degli anziani, in particolare quelle degenerative e le nuove forme di discriminazione, come l’esclusione dalladegenerative e le nuove forme di discriminazione, come l’esclusione dalla rianimazione del bambino prematuro o di quello nato con una graverianimazione del bambino prematuro o di quello nato con una grave deformazione.deformazione. 131131
  • 132.
    CamminiCammini  OrientareOrientare  SaluteSalute SofferenzaSofferenza  Tempi nuoviTempi nuovi  CollaborareCollaborare  SituazioneSituazione attuale deiattuale dei professionistiprofessionisti della Salutedella Salute  FavorireFavorire  SantuariSantuari  Facoltà di MedicinaFacoltà di Medicina  Altre OrganizzazioniAltre Organizzazioni  SeguireSeguire  DirittiDiritti  Scienza eScienza e TecnologiaTecnologia  SocializzazioneSocializzazione  Malattie emergentiMalattie emergenti 132132
  • 133.
    RisposteRisposte  Procedendo cosìpossiamo trovare delle risposte per chi lavora nel campo dellaProcedendo così possiamo trovare delle risposte per chi lavora nel campo della Pastorale della Salute. Possiamo essere ancora più concreti, identificandoPastorale della Salute. Possiamo essere ancora più concreti, identificando campi di azione in ciascuno dei ministeri ecclesiali nella Pastorale della Salute ecampi di azione in ciascuno dei ministeri ecclesiali nella Pastorale della Salute e così rispondere alle altre sfide che noi abbiamo proposto.così rispondere alle altre sfide che noi abbiamo proposto.  In quanto al ministero della Parola, dobbiamo svolgere una meticolosa eIn quanto al ministero della Parola, dobbiamo svolgere una meticolosa e profonda Teologia della Pastorale della Salute e così entrare in dialogo con leprofonda Teologia della Pastorale della Salute e così entrare in dialogo con le Scuole cattoliche di Medicina: dobbiamo pubblicare e motivare studi che trattinoScuole cattoliche di Medicina: dobbiamo pubblicare e motivare studi che trattino dei problemi più acuti della nostra società nel campo della Salute.dei problemi più acuti della nostra società nel campo della Salute.  Abbiamo bisogno di una Guida Pastorale per i professionisti della Salute; e diAbbiamo bisogno di una Guida Pastorale per i professionisti della Salute; e di organizzare e dirigere Incontri, Conferenze, Ricerche in tutti i campi di interesseorganizzare e dirigere Incontri, Conferenze, Ricerche in tutti i campi di interesse specialmente in quello della Bioetica.specialmente in quello della Bioetica.  In quanto alla Santificazione, dobbiamo rivitalizzare il Sacramento dell’UnzioneIn quanto alla Santificazione, dobbiamo rivitalizzare il Sacramento dell’Unzione degli Infermi: orientare e promuovere il Battesimo di emergenza specialmentedegli Infermi: orientare e promuovere il Battesimo di emergenza specialmente negli ospedali pediatrici e nei reparti di maternità, dobbiamo mettere in risaltonegli ospedali pediatrici e nei reparti di maternità, dobbiamo mettere in risalto l’importanza del Viatico e dell’Unzione degli Infermi, la celebrazione neglil’importanza del Viatico e dell’Unzione degli Infermi, la celebrazione negli ospedali del Sacramento della Riconciliazione, e quando si renda necessario, laospedali del Sacramento della Riconciliazione, e quando si renda necessario, la celebrazione del Sacramento del Matrimonio.celebrazione del Sacramento del Matrimonio.  Dobbiamo promuovere l’uso dei vari Rituali esistenti, e propiziare il loro impiegoDobbiamo promuovere l’uso dei vari Rituali esistenti, e propiziare il loro impiego da parte di coloro che li necessitano. È necessario incrementare la preghierada parte di coloro che li necessitano. È necessario incrementare la preghiera per i malati e dei malati. Si deve privilegiare la preghiera del Rosario. Esisteper i malati e dei malati. Si deve privilegiare la preghiera del Rosario. Esiste l’Unione dei malati Missionari, si deve promuoverla di più. I malati devonol’Unione dei malati Missionari, si deve promuoverla di più. I malati devono essere orientati perché offrano le loro stesse sofferenze come una preghieraessere orientati perché offrano le loro stesse sofferenze come una preghiera che si unisce alle sofferenze di Cristoche si unisce alle sofferenze di Cristo.. 133133
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    Per quanto riguardala comunione, proseguendo il tema dellaPer quanto riguarda la comunione, proseguendo il tema della coordinazione prima accennato, è necessario incrementare l’unionecoordinazione prima accennato, è necessario incrementare l’unione menzionata dei malati che pregano, l’unione dei Cappellani, deimenzionata dei malati che pregano, l’unione dei Cappellani, dei medici cattolici, degli infermieri e dei farmacisti cattolici, deglimedici cattolici, degli infermieri e dei farmacisti cattolici, degli amministratori sanitari. L’unione degli ospedali cattolici è di estremaamministratori sanitari. L’unione degli ospedali cattolici è di estrema importanza.importanza. Si deve promuovere la celebrazione della Giornata Mondiale delSi deve promuovere la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato. Dobbiamo avere una presenza forte nei mezzi diMalato. Dobbiamo avere una presenza forte nei mezzi di comunicazione per curare questi aspetti; è conveniente diffondere lecomunicazione per curare questi aspetti; è conveniente diffondere le nostre statistiche perché si conosca ciò che sta facendo la Chiesanostre statistiche perché si conosca ciò che sta facendo la Chiesa cattolica. Dobbiamo usare internet e aumentare le nostre paginecattolica. Dobbiamo usare internet e aumentare le nostre pagine WEB.WEB. Dobbiamo specialmente assistere i malati che sono vittime di malattieDobbiamo specialmente assistere i malati che sono vittime di malattie come l’AIDS, l’assuefazione alla droga, la Tubercolosi, la Malaria, lecome l’AIDS, l’assuefazione alla droga, la Tubercolosi, la Malaria, le malattie croniche della terza età, il cancro, ecc. Dobbiamo insisteremalattie croniche della terza età, il cancro, ecc. Dobbiamo insistere nelle cure palliative e seguire le norme etiche per la donazione deglinelle cure palliative e seguire le norme etiche per la donazione degli organi, ecc.organi, ecc. Un ruolo speciale svolge la Fondazione “Il Buon Samaritano”, creataUn ruolo speciale svolge la Fondazione “Il Buon Samaritano”, creata dal Papa Giovanni Paolo II e confermata dal Papa Benedetto XVI, ildal Papa Giovanni Paolo II e confermata dal Papa Benedetto XVI, il cui scopo è assistere finanziariamente i malati più poveri e bisognosicui scopo è assistere finanziariamente i malati più poveri e bisognosi del mondo.del mondo. 134134
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    RisposteRisposte ParolaParola Teologia,Teologia, Facoltà,Facoltà, Pubblicazioni, GuidaPubblicazioni,Guida PastoralePastorale Conferenze,Conferenze, Congressi, Ricerche,Congressi, Ricerche, Bioetica.Bioetica. SantificazioneSantificazione Unzione, Battesimo,Unzione, Battesimo, Viatico, altriViatico, altri SacramentiSacramenti,, Rituale, Celebrazioni,Rituale, Celebrazioni, Orazione.Orazione. ComunioneComunione Personale:Personale: Unione dei malati,Unione dei malati, Cappellani, Medici,Cappellani, Medici, Religiosi, Infermieri,Religiosi, Infermieri, Farmacisti, Volontari.Farmacisti, Volontari. Istituzioni:Istituzioni: Ospedali.Ospedali. Eventi:Eventi: Giornata Mondiale del MalatoGiornata Mondiale del Malato Media:Media: Buona comunicazione, MassBuona comunicazione, Mass media, Internet.media, Internet. Malattie emergenti eMalattie emergenti e riemergenti:riemergenti: Droga, AIDS,Droga, AIDS, Cure Palliative,Cure Palliative, Anziani, Infanti.Anziani, Infanti. Il “Buon Samaritano” Malati più bisognosiMalati più bisognosi 135135
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    CONCLUSIONICONCLUSIONI Come conclusione ditutto ciò che abbiamo detto possiamo dire che la PastoraleCome conclusione di tutto ciò che abbiamo detto possiamo dire che la Pastorale della Salute rappresenta la chiamata ecclesiale per armonizzare la vita con ladella Salute rappresenta la chiamata ecclesiale per armonizzare la vita con la morte.morte. Questo apparente paradosso e contraddizione si può risolvere solo con lo SpiritoQuesto apparente paradosso e contraddizione si può risolvere solo con lo Spirito Santo quando ci unisce alla morte di Cristo. Così Cristo stesso assume nella suaSanto quando ci unisce alla morte di Cristo. Così Cristo stesso assume nella sua sofferenza, passione e morte, la nostra sofferenza e la nostra morte incorporandocisofferenza, passione e morte, la nostra sofferenza e la nostra morte incorporandoci a Lui.a Lui. Questa unione lo Spirito Santo non la limita alla nostra incorporazione alla morte diQuesta unione lo Spirito Santo non la limita alla nostra incorporazione alla morte di Cristo, ma la estende vittoriosamente unendoci alla sua risurrezione.Cristo, ma la estende vittoriosamente unendoci alla sua risurrezione. Così lo Spirito ci unisce a Cristo trionfante che ricrea l’universo intero e porta aCosì lo Spirito ci unisce a Cristo trionfante che ricrea l’universo intero e porta a termine il Decreto eterno del Padre che è l’armonia totale rappacificando con iltermine il Decreto eterno del Padre che è l’armonia totale rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra esangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli (Col. 1,20).quelle nei cieli (Col. 1,20). Pertanto, la Pastorale della Salute non è solamente un progetto socialePertanto, la Pastorale della Salute non è solamente un progetto sociale filantropicofilantropico a favore del malato, ma una profonda penetrazione nella missionea favore del malato, ma una profonda penetrazione nella missione essenziale della Chiesa; una missione che Cristo assegnò ai suoi apostoli eessenziale della Chiesa; una missione che Cristo assegnò ai suoi apostoli e discepoli.discepoli. Per compiere questa missione la Pastorale della Salute ha bisogno di esserePer compiere questa missione la Pastorale della Salute ha bisogno di essere attuata con una fede profonda, con una carità efficiente e con una speranza cheattuata con una fede profonda, con una carità efficiente e con una speranza che resista a qualsiasi sfida. Questo è l’unico cammino per portare a termine il piano diresista a qualsiasi sfida. Questo è l’unico cammino per portare a termine il piano di Dio per la Pastorale della Salute, che consiste nel realizzare nel campo dellaDio per la Pastorale della Salute, che consiste nel realizzare nel campo della Salute l’immagine della Santissima Trinità attraverso l’Incarnazione Pasquale diSalute l’immagine della Santissima Trinità attraverso l’Incarnazione Pasquale di Cristo, secondo i parametri a cui allude l’Apostolo San Paolo quando si tratta diCristo, secondo i parametri a cui allude l’Apostolo San Paolo quando si tratta di costruire il Corpo misterioso di Cristo e che sintetizza meravigliosamente in questacostruire il Corpo misterioso di Cristo e che sintetizza meravigliosamente in questa frase: “Facendo la verità nella carità” (Ef 4,15).frase: “Facendo la verità nella carità” (Ef 4,15). 136136
  • 137.
    Conseguentemente, il fondamentodella Pastorale della Salute è DioConseguentemente, il fondamento della Pastorale della Salute è Dio Amore.Amore. La missione della Chiesa nel campo della sofferenza è fare il bene aLa missione della Chiesa nel campo della sofferenza è fare il bene a chi soffre e fare del bene attraverso la propria sofferenza; liberarechi soffre e fare del bene attraverso la propria sofferenza; liberare l’amore dall’interiorità dell’uomo mediante la donazione disinteressatal’amore dall’interiorità dell’uomo mediante la donazione disinteressata verso colui che soffre e della persona che soffre.verso colui che soffre e della persona che soffre. La spiritualità del professionista cristiano della salute consiste nelLa spiritualità del professionista cristiano della salute consiste nel lasciarsi configurare dallo Spirito Santo a Cristo che soffre, come illasciarsi configurare dallo Spirito Santo a Cristo che soffre, come il sacramento della misericordia e tenerezza del Padre attraverso lasacramento della misericordia e tenerezza del Padre attraverso la morte e risurrezione del Signore partecipate nell’Eucaristia. È unamorte e risurrezione del Signore partecipate nell’Eucaristia. È una spiritualità pasquale piena di speranza e di pienezza di vita.spiritualità pasquale piena di speranza e di pienezza di vita. È una spiritualità mariana: la Vergine Maria invocata come “SaluteÈ una spiritualità mariana: la Vergine Maria invocata come “Salute degli Infermi” è il nostro modello di servizio che nella sua aperturadegli Infermi” è il nostro modello di servizio che nella sua apertura totale alla redenzione, esprime la cura e la misericordia di Dio versototale alla redenzione, esprime la cura e la misericordia di Dio verso ogni persona bisognosa di aiuto nella sua sofferenza.ogni persona bisognosa di aiuto nella sua sofferenza. 137137
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    CONCLUSIONICONCLUSIONI La Pastorale dellaSalute è la chiamata ecclesiale per armonizzarearmonizzare la morte con la vita UnendoUnendo attraverso lo Spirito Santo l’umanità sofferente in Cristo, con Cristo vittorioso risuscitato, ad esempio di Maria. Rendendo così la sofferenza positiva e creativa. Esige una profonda fede, una carità efficace e una solidasolida speranza per: ““FareFare la Veritàla Verità nell’Amore”nell’Amore” (Cfr Ef 4,15) = Azione del PadreAzione del Padre,, per Cristoper Cristo,, nello Spirito Santo.nello Spirito Santo. 138138
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    Pastorale: Gv 10. Ascoltarela voce, Nutrire le pecoreNutrire le pecore, Morire per le pecore,Morire per le pecore, Radunare le pecore.Radunare le pecore. Salute: Mc 16.Salute: Mc 16. “Curate infirmos” Gv 10 Mc 16= 139139
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    Come abbiamo dettonell’introduzione, in questa seconda parte del libro entriamo in una riflessione sugli aspetti principali della Pastorale della Salute, che presentiamo in cinque capitoli: la Vita; il dolore; la sofferenza; e la morte. Come unire la morte con la vita? La salute. E come presentare tutto secondo la cultura attuale a livello delle scienze mediche e del medico stesso come professore di medicina? Nel primo capitolo: “La Vita”, cerchiamo di presentare una riflessione teologica sulla vita, a partire dalle due basi precedenti: la base scientifica e la base filosofica. All’inizio del capitolo spieghiamo il metodo che adoperiamo per lo sviluppo del tema. Nella base scientifica presentiamo alcuni dati elementari della Biogenetica sull’origine della vita: qui troviamo un movimento del tutto speciale. Nella base filosofica, partendo dalla base scientifica, ci interroghiamo su cosa c’è aldilà della Biogenetica sull’origine della vita e troviamo la vita come un movimento di opposizione dei contrari. Un’opposizione che è essenziale per il movimento vitale. Da questa base procediamo con l’approfondimento di questo movimento di opposizione vitale e da questa cerchiamo di dire una parola sull’origine della vita nella Santissima Trinità e nell’Incarnazione Pasquale.
  • 146.
    In questa secondaparte cerchiamo di proporre un’applicazioneIn questa seconda parte cerchiamo di proporre un’applicazione pratica di quello che nella prima parte abbiamo descritto comepratica di quello che nella prima parte abbiamo descritto come Pastorale della Salute.Pastorale della Salute. L’essenza di quanto detto nella prima parte si riassume in dueL’essenza di quanto detto nella prima parte si riassume in due temi: la vita e la morte. Quello che proponiamo qui è unatemi: la vita e la morte. Quello che proponiamo qui è una riflessione secondo la Pastorale della Salute sulla vita e sullariflessione secondo la Pastorale della Salute sulla vita e sulla morte.morte. Il tema della vita lo sviluppiamo in un primo capitolo come baseIl tema della vita lo sviluppiamo in un primo capitolo come base degli altri quattro capitoli.degli altri quattro capitoli. Il tema della morte è sviluppato in due capitoli, uno relativo alIl tema della morte è sviluppato in due capitoli, uno relativo al dolore ed alla morte, seguendo il pensiero di Papa Giovannidolore ed alla morte, seguendo il pensiero di Papa Giovanni Paolo II nellaPaolo II nella Salvifici Doloris ;Salvifici Doloris ; e l’altro al Viatico; in questoe l’altro al Viatico; in questo capitolo arriviamo al culmine della soluzione del paradosso tracapitolo arriviamo al culmine della soluzione del paradosso tra vita e morte, giacché i sacramenti dell’Unzione dei malati e,vita e morte, giacché i sacramenti dell’Unzione dei malati e, soprattutto, il Viatico sono le braccia di Cristo che in ognisoprattutto, il Viatico sono le braccia di Cristo che in ogni malato e morente costituiscono l’unica possibilità di farmalato e morente costituiscono l’unica possibilità di far convergere la morte nella vita.convergere la morte nella vita. 146146
  • 147.
    Per chiudere questaseconda parte del libro della Pastorale dellaPer chiudere questa seconda parte del libro della Pastorale della Salute rispondiamo una duplice domanda: cos’è la salute e comeSalute rispondiamo una duplice domanda: cos’è la salute e come poter comunicare questo Vangelo ai nostri contemporanei? Lapoter comunicare questo Vangelo ai nostri contemporanei? La risposta a quest’ultima domanda cerchiamo di darla secondo ilrisposta a quest’ultima domanda cerchiamo di darla secondo il punto di vista accademico di un professore di medicina. Come sipunto di vista accademico di un professore di medicina. Come si deve presentare la scienza medica da un punto di vista cristiano,deve presentare la scienza medica da un punto di vista cristiano, cattolico?cattolico? Specialmente questa seconda parte è sia nozionistica cheSpecialmente questa seconda parte è sia nozionistica che sperimentale, secondo l’esperienza personale avuta nel gravesperimentale, secondo l’esperienza personale avuta nel grave intervento chirurgico che ho subito.intervento chirurgico che ho subito. Nei cinque capitoli arriveremo alla stessa conclusione: soltantoNei cinque capitoli arriveremo alla stessa conclusione: soltanto dalla morte e risurrezione di Cristo si capisce la partecipazionedalla morte e risurrezione di Cristo si capisce la partecipazione creata della vita divina trinitaria e soltanto così si possonocreata della vita divina trinitaria e soltanto così si possono coniugare la vita e la morte. Arrivare a questo è la meta dellaconiugare la vita e la morte. Arrivare a questo è la meta della Pastorale della Salute.Pastorale della Salute. 147147
  • 148.
    Potrebbe aiutare meglioa comprendere questa seconda partePotrebbe aiutare meglio a comprendere questa seconda parte un’annotazione introduttiva riguardo alle sequenze delle idee cheun’annotazione introduttiva riguardo alle sequenze delle idee che espongo:espongo:  Presento al primo posto alcuni dati scientifici sul tema delPresento al primo posto alcuni dati scientifici sul tema del quale mi occupo e che costituiranno il fondamento perquale mi occupo e che costituiranno il fondamento per giungere ad ulteriori riflessioni.giungere ad ulteriori riflessioni.  Da questi dati (tante volte elementari), cerco di elaborare dueDa questi dati (tante volte elementari), cerco di elaborare due parti basandomi sia su una riflessione filosofica, cheparti basandomi sia su una riflessione filosofica, che teologica.teologica. 148148
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    METODO Per rispondere aquesto interrogativo tenterò di percorrere le tre tappe ascendenti menzionate nell’Introduzione: la tappa scientifica, la tappa filosofica e la tappa teologica. Partirò dal senso di fede del popolo di Dio sulla vita che tutti conosciamo, e da questo senso tratterò l’enunciazione di alcuni postulati elementari della scienza della vita per poi riflettere su di essi alla luce di alcuni punti filosofici. Prendendo queste due riflessioni come base tratterò la presentazione di una considerazione del tutto analogica, “balbettando” sulla vita nella Santissima Trinità e sull’Incarnazione redentrice. Specialmente nell’esposizione della base scientifica, alla quale certamente non apporterò nessuna novità, salvo la prospettiva sulla quale sintetizzo i dati che ci aprono la porta per ulteriori studi tratterò, partendo da essa, di rifflettere sulla base filosofica che ci permetterà l’analogia dell’approccio teologico per balbettare qualcosa sul mistero della vita umana. 151151
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    SCIENZE DELLA VITA RIFLESSIONEFILOSOFICA RIFLESSIONE TEOLOGICA 152152
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    I. Base Scientifica Misi permetta di enunciare alcuni rudimenti scientifici sull’origine della vita umana. Lo faccio soltanto in quanto servono come dati fondamentali dai quali desidero far partire la mia riflessione sulla vita come donazione d’amore. Per una informazione più ampia di questi dati scientifici, cfr. E. SGGRECIA, Manual de Bioética, México 1996; CAMILLIANUM, Dizionario di Teologia pastorale Sanitaria, voce “Vita”; J. LOZANO, Metabioetica e Biomedicina, Città del Vaticano 2006, 171-177; T. STRACHAN, Genética humana molecular, Torino 2007. 158158
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    159159 Inizio della Vitaumana La vita umana inizia in una cellula che è formata dalla membrana cellulare, dal citoplasma, dalla membrana nucleare e dal nucleo. Nel citoplasma vi è una serie di strutture con diverse funzioni come i ribosomi, dove si sintetizzano le proteine considerate come il prodotto primario dell’attività genetica. La membrana nucleare separa il citoplasma dal nucleo, dentro il quale si trovano i cromosomi, nei quali sono collocati i geni che a loro volta si trovano ubicati nel DNA. Dai cromosomi nasce la vita umana mediante l’energia del DNA con i suoi geni. Come accade?
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    INIZIO DELLA VITAUMANAINIZIO DELLA VITA UMANA La Vita umana inizia in una cellula formata daLa Vita umana inizia in una cellula formata da Membrana cellulare, citoplasma, membrana nucleare e nucleoMembrana cellulare, citoplasma, membrana nucleare e nucleo Nel citoplasma c’è una serie di strutture con diverse funzioni come iNel citoplasma c’è una serie di strutture con diverse funzioni come i ribosomi,ribosomi, dove si sintetizzano ledove si sintetizzano le Proteine, considerate come il prodottoProteine, considerate come il prodotto primario dell’attività genetica.primario dell’attività genetica. La membrana nucleare separa il citoplasma dal nucleo, dentroLa membrana nucleare separa il citoplasma dal nucleo, dentro il quale si trovano iil quale si trovano i Cromosomi nei quali stanno collocati ilCromosomi nei quali stanno collocati il DNA con i geni.DNA con i geni. Dai cromosomi sorge la vita umana mediante l’energiaDai cromosomi sorge la vita umana mediante l’energia del DNA con i geni.del DNA con i geni. Come accade?Come accade? 160160
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    161161 Elementi iniziali dellavita umana: 1. Attori Abbiamo cinque attori, cioè: i cromosomi (23 coppie, 46 in totale); il DNA (acido desossiribonucleico che costituisce la materia dei cromosomi, che si avvolgono a modo di elica con un risvolto e tre quarti); il RNA (acido ribonucleico, sia messaggero che di trasporto: RNAm e RNAt); Geni (minima porzione del DNA che determina la vita: è composto di centinaia di basi azotate che devono ordinarsi di tre in tre, in insieme che si denominano “triplette”); Proteine (che hanno funzione di metabolismo e sono formati da sequenza di aminoacidi ordinati dal DNA). La funzione dei geni si esplicita più avanti. Delle 23 coppie di cromosomi umani, 22 si chiamano autosomi e un paio, il numero 23 si chiama eterocromosoma o cromosoma X. Quando la coppia ha due cromosomi X porta il sesso femminile, quando contiene un cromosoma X e un altro Y origina il sesso maschile. Un gene è una sequenza lineare di nucleotide all'interno della molecola di DNA. I geni si dispongono lungo ogni cromosoma, come
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    ELEMENTI INIZIALI DELLAVITA UMANAELEMENTI INIZIALI DELLA VITA UMANA CROMOSOMI:: 23 coppie: 46 in totale.23 coppie: 46 in totale. DNADNA:: Acido desossiribonucleico ubicato nei cromosomi.Acido desossiribonucleico ubicato nei cromosomi. RNARNA:: Acido ribonucleico,Acido ribonucleico, Messaggero e di trasporto.Messaggero e di trasporto. GENI:GENI: Minima porzione di DNA che determinano la vita (triplette).Minima porzione di DNA che determinano la vita (triplette). 25.000 in ogni cellula umana.25.000 in ogni cellula umana. PROTEINEPROTEINE :: Sono 20 aminoacidi,Sono 20 aminoacidi, da ordinarsi per le “triplette” di RNAmda ordinarsi per le “triplette” di RNAm 162162
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    Human Chromosomes Le 23coppie diLe 23 coppie di cromosomicromosomi umani. Il numero 23, sono i etero- cromosoma (X), quando è XX, porta il sesso femminile; quando è XY origina il sesso maschile. 163163
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    164164 2. Movimento Il Movimentobasilare del DNA si realizza dal nucleo della cellula fino al suo citoplasma. Per questo, la sua informazione attraversa la membrana del nucleo per mezzo dell’RNAm e si trova nel citoplasma con le proteine che deve ordinare. Il DNA si replica nel nucleo, si trascrive nello stesso nucleo e si traduce fuori del nucleo, nel citoplasma nel Ribosoma e tradotto arriva alle Proteine, ubicate come si è detto nello stesso citoplasma. Manda la sua informazione dal nucleo: questa informazione si trascrive e si traduce per arrivare così alle Proteine. La ricezione dell’informazione, la sua trascrizione e traduzione si fa nell’acido ribonucleico: RNA, che si chiama “messaggero”, RNAm, fino ad uscire dal nucleo della cellula; e si chiama “di trasporto”, RNAt, che trasporta gli aminoacidi al luogo della sintesi proteica ossia nel punto in cui il ribosoma “cuce” insieme gli aminoacidi nelle serie ordinata del polipeptide. I 20 aminoacidi della proteina che ordina il DNA sono: Alanina, Arginina, Aspargina, Acido Aspartico, Cisteina, Fenilalanina, Glicina, Acido Glutammico, Glutammina, Isoleucina, Istidina, Leucina, Lisina, Metionina, Prolina, Serina, Tirosina, Treonina, Triptofano, Valina.
  • 165.
    Movimento basico del DNA mediante l’RNA verso la ordinazione della Proteina. IlDNA si trova nel NucleoNucleo della cellula. La sua informazione deve viaggiare fino al CitoplasmaCitoplasma, dove si trovano le Proteine.Proteine. MOVIMENTO DEL DNAMOVIMENTO DEL DNA 165165
  • 166.
    I 20 AMINOACIDII20 AMINOACIDI AlaninaAlanina ArgininaArginina AsparaginaAsparagina Ac.Ac. AsparticoAspartico CisteinaCisteina Fenil-Fenil- alaninaalanina GlicinaGlicina Ac.Ac. GlutammicoGlutammico GlutamminaGlutammina IstidinaIstidina IsoleucinaIsoleucina LeucinaLeucina LisinaLisina MetioninaMetionina ProlinaProlina SerinaSerina TirosinaTirosina TreoninaTreonina TriptofanoTriptofano ValinaValina 166166
  • 167.
    167167 3. Struttura delDNA La struttura del DNA consta di tre elementi che però si combinano e nella loro espressione più semplice sono: Una base azotata, un acido fosforico e il deossiribosio (un zucchero pentoso). La base azotata può essere “purina” o “pirimidina”: la base purina consta di Adenina e Guanina; la base pirimidina, di Citosina e Tiamina. Le basi purine e pirimidine si uniscono con i legamenti dell’ idrogeno. All’interno dei cromossomi, le proteine della cromatina (come gli istoni) permettono di compattare e controllare la trascrizione dei geni. L’insieme di questi tre elementi forma un Nucleotide. L’insieme di nucleotidi si concatenano formando il DNA.
  • 168.
    DNAStruttura del DNAStrutturadel DNA + basi purine o pirimidinebasi purine o pirimidine * Adenina* Adenina (pur)(pur) * Citosina (pir)* Citosina (pir) * Guanina* Guanina (pur)(pur) * Tiamina (pir)* Tiamina (pir) + Acido Fosforico.+ Acido Fosforico. + Zucchero+ Zucchero (desossidoribosio)(desossidoribosio) Una base più un acidoUna base più un acido fosforico più un zuccherofosforico più un zucchero Le combinazioniLe combinazioni sono:sono: + Adenina-Tiamina+ Adenina-Tiamina + Citosina-Guanina+ Citosina-Guanina Istone:Istone: Proteine asociate col DNA nel nucleo della Cellula. 168168
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  • 170.
    170170 4. RNA L’RNA sidistingue dal DNA poiché il primo ha una sola banda invece delle due che ha l’elica del DNA. In questa banda ha le stesse basi azotate del DNA, eccetto la Timina che è sostituita dall’altra base denominata “Uracile”. Rimane così costituito da adenina, citosina, guanina e uracile. L’RNA messaggero (RNAm) trascrive l’informazione del DNA nel nucleo e trasmette questa informazione al citoplasma per ordinare gli aminoacidi delle Proteine. L’informazione “fotografata” dall’RNAm si legge nelle sequenze dei tre nucleotidi di cui abbiamo già parlato e che abbiamo detto che si denominano “triplette”; queste triplette si chiamano a loro volta “Codoni” e codificano l’informazione per l’inserimento di un specifico aminoacido durante la sintese proteica. L’RNA di trasporto (RNAt) ha un sito di attacco per l’aminoacido ed una regione con le tre basi (nucleotidi), chiamata “Anticodoni”, che riconosce il corrispondente “codone” a tre basi dell’RNAm attraverso l’appaiamento di basi complementari. Cosi si determina la sequenza corretta degli aminoacidi della proteina.
  • 171.
    L’RNA ha una solabanda E al posto della Tiamina ha un’altra sostanza: URACILE.URACILE. Dettagli dell’Dettagli dell’ RNARNA 171171
  • 172.
    RNAm (RNAmessaggero) L’RNAL’RNA messaggero fotografa il DNA etrasmette al citoplasma l’informazione per ordinare gli aminoacidi della Proteina. 172172
  • 173.
    Il messaggio portatodall’RNA si legge in sequenze di tre NUCLEOTIDINUCLEOTIDI (triplette), che servono come tracce per la sintesi delle proteine. Queste triplette si chiamano CODONI.CODONI. Qui il l’RNA di trasporto (RNAt) trasporta gli aminoacidi al luogo della sintesi proteica. Gli ANTICODONI***ANTICODONI*** riconoscono i corrispondenti “codoni”e cosi determinano la sequenza corretta degli aminoacidi della proteina. CAMMINO DELL’ RNACAMMINO DELL’ RNA 173173
  • 174.
    174174 5. Esoni Gli esonicostituiscono, insieme agli introni, la porzione di un gene che viene trascritta dall’RNA polimerase durante la trascrizione. Gli esoni, a differenza degli introni, si ritrovano negli RNAm maturi. Dell’introne si sa poco, alcuni dicono che aiuta l’esone nella codificazione.
  • 175.
    L’ESONEESONE è il codificatore dellasequenza delle proteine. L’INTRONEINTRONE aiuta nella codificazione. L’ESONEL’ESONE 175175
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    SINTESI E PROCEDURADEL RNASINTESI E PROCEDURA DEL RNA RNA nel nucleo.nucleo. RNA nel citoplasmcitoplasm a.a. Il RNAm nel citoplasma non ha gli introni. 176176
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    177177 6. I geni Igeni sono l’unità dell’eredità collocata in linea nel nucleo cellulare come una piccola parte del DNA (tra il 2% e il 3% dell’acido). Ogni gene ha molti nucleotidi. Un nucleotide è formato da zucchero di cinque carboni, acido fosforico e una base azotata. La base azotata a sua volta può essere di quattro tipi diversi: adenina, citosina, guanina e tiamina. È molto importante notare che la sequenza e proporzione di questi elementi determina le proprietà del gene. I geni agiscono attraverso le molecole dell’acido ribonucleico per il metabolismo dell’organismo, oppure per la riproduzione delle proteine. Le proteine a loro volta sono formate da catene di aminoacidi. La sequenza degli aminoacidi in una proteina specifica determina se questa proteina formerà parte della struttura di un organismo oppure del suo metabolismo. Ci sono altri componenti dei geni negli animali e nelle piante che si trovano in proporzione di dieci a uno in relazione con la base azotata: ma ancora non si conoscono molto bene. La sequenza interna nel nucleotide è la sequenza delle basi azotate puridine e pirimidine che a loro volta sono formate in gruppi di tre le quali ricevono il nome di triplette. È molto importante notare che la sequenza interna ed esterna di queste basi e la loro proporzione è quella che segna la differenza tra tutti gli esseri viventi. Un esempio di triplette potrebbe essere: ATT---CGC---CGA---AAC---ACG---AAA.
  • 178.
    I geni Il geneè una sequenza lineare di nucleotide all’interno della molecola di DNA. I geni si dispongono lungo ogni cromosoma. Sono l’unità informativa fondamentale del genomaSono l’unità informativa fondamentale del genoma 25,000 geni distribuiti in 46 cromosomi25,000 geni distribuiti in 46 cromosomi 178178 I GENII GENI
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  • 180.
    180180 7. Codice genetico Ilcodice genetico è l’informazione genetica cifrata della sequenza dei nucleotidi. L’informazione del Codice genetico del DNA si trascrive in un’informazione complementare nelle triplette dell’RNA messaggero, le quali ricevono il nome di codoni, e finalmente questa si traduce per ordinare gli aminoacidi della proteina. Realizzato tutto il processo, si è arrivati a poter ubicare il luogo dove si trovano i geni nei cromosomi umani. Questi luoghi danno loro la denominazione latina: “loci”. Si è arrivati così a poter determinare il lavoro che ciascun gene realizza con ogni aminoacido delle proteine. Così si è potuta tracciare la mappa del genoma umano, il suo codice genetico.
  • 181.
    Legend: Amino acids specifiedby each codon sequence on mRNA. Key for the above table: Ala: Alanine • Cys: Cysteine • Asp: Aspartic acid • Glu: Glutamic acid • Phe: Phenylalanine • Gly: Glycine • His: Histidine • Ile: Isoleucine • Lys: Lysine • Leu: Leucine • Met: Methionine • Asn: Asparagine • Pro: Proline • Gln: Glutamine • Arg: Arginine • Ser: Serine • Thr: Threonine • Val: Valine • Trp: Tryptophane • Tyr: Tyrosisne • A = adenine G = guanine C = cytosine T = thymine U = uracil DNA transfers information to mRNA in the form of a code defined by a sequence of nucleotides bases. During protein synthesis, ribosomes move along the mRNA molecule and "read" its sequence three nucleotides at a time (codon) from the 5' end to the 3' end. Each amino acid is specified by the mRNA's codon, and then pairs with a sequence of three complementary nucleotides carried by a particular tRNA (anticodon). • Since RNA is constructed from four types of nucleotides, there are 64 possible triplet sequences or codons (4x4x4). Three of these possible codons specify the termination of the polypeptide chain. They are called "stop codons". That leaves 61 codons to specify only 20 different amino acids. Therefore, most of the amino acids are represented by more than one codon. The genetic code is said to be degenerate. Si procede al Codice geneticoCodice genetico dove si ubicano i “loci” (posti) dei cromosomi nei quali si colloca ogni gene (25.000ogni gene (25.000 in ogni cellula)in ogni cellula) e si determina la funzione di ognuno verso gli aminoacidi delle proteine. Si fa così la Mappa delMappa del Genoma umano.Genoma umano. CODICE GENETICOCODICE GENETICO I 20 aminoacidi20 aminoacidi della proteina. 181181
  • 182.
    182182 8. Riproduzione Le cellulecosì formate si dividono e si riproducono per la “Mitosi” in proporzioni geometriche; ognuna con i suoi 46 cromosomi; eccetto la riproduzione delle cellule delle gonadi, che si riproducono per un altro processo chiamato “Meiosi”, secondo il quale la catena dei cromosomi che formava un’elica di 46, si divide in due metà. Ogni metà va all’ovulo nelle donne o allo spermatozoo negli uomini. Quando l’ovulo è fecondato dallo spermatozoo, questo si riproduce già con i 46 cromosomi normali per mitosi, e forma così il blastocisti, l’embrione, e il feto. Alcuni chiamano pre-embrioni gli embrioni tra il primo e il 14° giorno. Ma questo nome non corrisponde alla realtà, giacché non esiste nessuna differenza esogena tra gli embrioni in questa tappa della vita umana e quelli nelle successive.
  • 183.
    Blastocyst Le cellule gonadali seformano per MeiosiMeiosi e quando l’uovo è fecondato dallo spermatozoo si moltiplica per MitosiMitosi fino ad arrivare al BLASTOCISTI.BLASTOCISTI. DAL DNA AL BLASTOCISTIDAL DNA AL BLASTOCISTI 183183
  • 184.
    PRE-EMBRIONEPRE-EMBRIONE Alcuni chiamano pre-embrioneall’Alcuni chiamano pre-embrione all’embrione tra il 1° eembrione tra il 1° e il 14° giorno.il 14° giorno. Questa è un’espressione inesatta.Questa è un’espressione inesatta. Dopo la fecondazione la traiettoria diDopo la fecondazione la traiettoria di differenziazionedifferenziazione e crescita dello zigote èe crescita dello zigote è:: prima divisione, segmentazione: 30 ore successiveprima divisione, segmentazione: 30 ore successive Blastocisti: 4° giornoBlastocisti: 4° giorno Impianto nella mucosa uterina: dal 6° al 7° giorno.Impianto nella mucosa uterina: dal 6° al 7° giorno. Circolazione sanguinea utero-placentaria primitiva:Circolazione sanguinea utero-placentaria primitiva: 13° giorno13° giorno CostituisconoCostituiscono punti di un continuo biologico finopunti di un continuo biologico fino alla nascitaalla nascita, secondo un programma incorporato, secondo un programma incorporato all’embrione o feto; senza nessuna interferenzaall’embrione o feto; senza nessuna interferenza costitutiva umana esogena.costitutiva umana esogena. 184184
  • 185.
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    BLASTOCITABLASTOCITA EMBRIONEEMBRIONE VISIBLE.VISIBLE. 1º1º TRIMESTRE.TRIMESTRE. 2º TRIMESTRE.2º TRIMESTRE. 3ºTRIMESTRE.3º TRIMESTRE. NASCITA.NASCITA. UN CONTINUO: DALLA FECONDAZIONE ALLAUN CONTINUO: DALLA FECONDAZIONE ALLA NASCITANASCITA ZIGOTEZIGOTE 30 ore: 4 cellule totipotenziali 4 giorni: Morula: 12 cellule pluripotenti: Stems cells Embrioblasto. Cellule totipotenziali:totipotenziali: Ognuna potrebbeOgnuna potrebbe Generare unGenerare un essere umano.essere umano. Cellule pluripotenti:pluripotenti: hanno capacità dihanno capacità di generare igenerare i 220220 tessutitessuti e organi dell’essere umano.e organi dell’essere umano. 186186
  • 187.
    187187 Conclusione dai punti Biogenetici Secondociò che abbiamo detto precedentemente possiamo trarre le seguenti conclusioni: La vita appare come un movimento Come un movimento organico Come un movimento organico complementare che procede sempre a base di intricate relazioni E ha sempre una finalità Si profila così come “Un movimento organico complementare di relazioni e finalità”.
  • 188.
    CONCLUSIONI DAI PUNTICONCLUSIONIDAI PUNTI BIOGENETICIBIOGENETICI La vita appare come unLa vita appare come un movimento.movimento. Come un movimentoCome un movimento organico.organico. Come un movimento complementarecomplementare che procede per intricateche procede per intricate relazioni.relazioni. Che hanno sempre unaChe hanno sempre una finalità.finalità. Si disegna così la vitavita come un “movimento“movimento organico complementare di relazioni e finalità”.organico complementare di relazioni e finalità”. 188188
  • 189.
  • 190.
  • 191.
    191191 1. Che cosaè la vita? Antica definizione della vita. Secondo la definizione classica della vita, la vita è muovere sé stesso. Cioè, la vita, ci dicevano gli antichi, è l’essere o l’agire della sostanza che secondo la sua natura o la sua operazione naturale si relaziona con il movimento o con qualche operazione. Si tratta di un essere costituito nelle sue parti essenziali che ora si lancia nella vita, cioè nel suo movimento interno. Ma, che cos’è questo movimento? Ci si risponde: è quello che è in capacità e potenza in quanto tale. Pertanto la vita sarebbe la capacità primordiale di essere e di agire.
  • 192.
    192192 Che cosa èla vita? Movimento organico. Precisando di più questo movimento organico o finalistico si può comprendere meglio contrapponendolo a certa concezione della vita che si colloca dentro un parametro meccanicista, concependo il movimento vitale come una collisione quantica. Il movimento organico che costituisce la vita non è uno scontro di quantità della “res extensa” cartesiana, ma un’espansione finalistica che trascende la quantità benché non prescinda da essa, e che precisamente, grazie a questa finalità, il movimento vitale è un movimento che si trova nel campo delle relazioni e si indirizza a una finalità definita che fa precisamente che la vita organica sia unità e che la disintegrazione vitale costituisca la morte.
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    1. Allora, cosaè la vita?1. Allora, cosa è la vita? MuovereMuovere se stesso.se stesso. Essere o attuare della sostanza che secondo laEssere o attuare della sostanza che secondo la sua natura o operazione naturalesua natura o operazione naturale si relazionasi relaziona colcol movimentomovimento o qualche operazione.o qualche operazione. Movimento: quello che è inMovimento: quello che è in potenzapotenza in quantoin quanto tale:tale: Movimento CostitutivoMovimento Costitutivo SostanzialeSostanziale Non soltanto movimento QuantitativoNon soltanto movimento Quantitativo Locale.Locale. Vita: Capacità primordiale diVita: Capacità primordiale di essere e attuareessere e attuare.. 193193
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    194194 2. Organicità Essere agendo,e agendo essendo. Ma in ogni movimento vi sono due termini uno dal quale si procede e l’altro al quale si tende e quello al quale si tende è la sua finalità, ciò che specifica e definisce tutto il movimento. Verso dove tende la vita? Penso che la risposta è che la vita tende verso l’unità. L’organicità è ciò che specifica la vita. Vi è un’unità che organizza l’essere vivente da dentro e vi è un’unità che lo organizza da fuori, cioè in relazione ad altri esseri. Ma perché vi sia organicità, vi deve essere distinzione delle parti, distinzioni di organi, sia interna che esterna, altrimenti non vi può essere unità. L’unità interna, l’organicità dell’essere vivo lo costituisce presente nella vita; generare la propria organicità è generare la propria vita. Tuttavia, questa organicità non si esaurisce all’interno, ma cerca l’organicità esterna, cerca l’unità con gli altri esseri vivi. L’unicità interna dà l’individualità, tuttavia questa unicità interna non è vitale se non è intimamente trasformata dall’unicità esterna, la relazione con gli altri esseri vivi.
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    195195 L’organicità esterna influenzain tal modo l’individualità che non si può chiudere in se stessa per essere vita individuale, ma la sua ricchezza la ottiene quando si apre verso gli altri e si realizza l’unità, l’armonia, la convergenza dei diversi. Potremo così dire che la vita è la convergenza dei diversi. Così l’organicità esterna diventa in qualche modo organicità interna senza danneggiare la distinzione degli esseri vivi.
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    2. Organicità2. Organicità EssereEssereattuandoattuando e attuando essendo.e attuando essendo. Termini del movimento: Origine-Termini del movimento: Origine- Destino:Destino: Creativo,Creativo, OrigineOrigine.. Destino:Destino: unità-organicità.unità-organicità. Unità:Unità: convergenza di distinti:convergenza di distinti: Organicità.Organicità. Interna:Interna: individualità.individualità. Esterna:Esterna: relazionerelazione con altri enti.con altri enti. 196196
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    3. Unità internaed esterna3. Unità interna ed esterna Vita: movimentoVita: movimento riempitivo.riempitivo. Bisogni-Soddisfazioni:Bisogni-Soddisfazioni: distinzione.distinzione. Distinzione basata inDistinzione basata in privazione eprivazione e possessione.possessione. L’OPPOSIZIONE tra privazione eL’OPPOSIZIONE tra privazione e possessione costituiscepossessione costituisce ilil fondamento vitale.fondamento vitale. 199199
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    200200 4. Negazione delladistinzione Orbene, qualcuno si può dire diverso in quanto ha ciò che l’altro non ha e non ha ciò che l’altro ha. Vi è un aspetto della vita che implica negazione e attraverso questa negazione si produce la vita. Questa negazione implica un’affermazione che esige l’organicità, la convergenza stessa nell’unità dei diversi esseri, la vita. Questa convergenza di diversi che in ultimo termine costituisce la vita nella sua totalità, è stata pensata o negata in diversi modi attraverso la storia del pensiero. Un modo di farlo è stato il Panteismo in tutte le sue forme, un’altra, la Partecipazione. Vi è stato anche un pensiero che struttura molte correnti contemporanee e vi è stata la negazione basilare dell’organicità esterna con l’arrivo dell’uomo nella cosiddetta cultura o anticultura della morte. Nel Panteismo realmente non esiste organicità diversa, poiché le barriere si sopprimono e l’uno è il tutto e il tutto è uno. Pertanto il Panteismo non spiega la vita, poiché in esso non vi è veramente coincidenza di diversi ma un tutto amorfo e pertanto senza vita. Veramente nel Panteismo non esiste un’autentica opposizione tra privazione e possesso poiché tutto è tutto.
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    4. Negazione delladistinzione4. Negazione della distinzione Il tutto senza distinzione.Il tutto senza distinzione. Panteismo:Panteismo: Uno è tutto,Uno è tutto, Tutto è uno.Tutto è uno. Senza distinzione non c’èSenza distinzione non c’è complementarietà.complementarietà. QuindiQuindi non c’è vita.non c’è vita. 201201
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    202202 I. Diverse opposizionilogiche Nelle concezioni estranee al Panteismo, invece esiste l’opposizione, ma consideriamo la categoria di opposizione della quale si tratta: la vita è opposizione, l’opposizione secondo la Logica può essere opposizione di contrarietà o opposizione di contraddizione. Se è di contrarietà, ci incontriamo nell’ambito della vita. Se è di contraddizione, ci porta alla morte. L’opposizione di contrarietà unisce i contrari con una particella copulativa: questo e questo; l’opposizione di contraddizione esclude uno degli opposti per affermare l’altro. Escludendo uno degli opposti non si ha più organicità e così non si può parlare della vita. Approfondendo di più ciò che abbiamo detto precedentemente possiamo dire che vi è opposizione tra due contenuti quando la posizione di uno esclude in certo qual modo quella dell’altro. A seconda di come sia l’indole di questa esclusione, risultano diverse categorie di opposizione. L’opposizione di contraddizione è irriducibile, se da tra l’essere e il non essere, non tollera un termine medio. L’opposizione di contrarietà o opposizione contraria fa sì che due contenuti si escludano nel campo particolare dell’essere, e pertanto accetta che si abbia un termine medio nel campo universale dell’essere. L’opposizione contraria può essere privativa oppure relativa a seconda se si oppongano i due contenuti per privazione-possesso, oppure per pura relazione.
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    I. Diverse opposizionilogiche:I. Diverse opposizioni logiche: Opposizione diOpposizione di contraddizione:contraddizione: MORTE.MORTE. Opposizione diOpposizione di contrarietà:contrarietà: VITA.VITA. 203203
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    204204 1. Opposizione dicontraddizione Vi è una mentalità che nella modernità si basa fortemente sull’opposizione di contraddizione. Ed è la mentalità evoluzionistica applicata all’uomo direttamente e pienamente. In effetti, nella mentalità evoluzionistica la sopravvivenza delle specie si ha per la lotta a morte che è un’opposizione di contraddizione, e così per la sopravvivenza del più forte. Si tratta di una concezione meccanicista che concepisce la vita come semplice movimento contraddittorio di collisione quantica. Possibilmente molti passaggi dell’evoluzione degli esseri inferiori all’uomo si possono spiegare in alcuni settori per questa lotta per la vita, la famosa “struggle for life”. Ma non può essere applicata nella sua totalità poiché sebbene è certo che esiste una graduazione nell’esistenza attuale delle specie nel mondo vivo infraumano, persiste oggi la gradualità delle stesse, non essendo scomparse quelle inferiori. E nel loro insieme formano la sfera infraumana organica.
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    205205 Tuttavia, il problemaappare fortemente quando questa spiegazione della vita per l’opposizione contraddittoria si applica alla stessa vita nella sua sfera umana. Perciò si arriva all’opinione della prevalenza e sopravvivenza del più forte come norma e da lì si generano tutte le opinioni maltusiane e di super razza nelle quali qualcuno si afferma cercando di uccidere gli altri in modo selvaggio negli stadi primitivi, e in un modo sofisticato oggigiorno. Questa è la cultura della contraddizione o, ciò che è lo stesso, la cultura della morte o l’anticultura propriamente tale. In questa posizione non vi è propriamente organicità; la vita come organicità scompare, in quanto non vi è termine di opposizione al quale opporsi, poiché è stato distrutto. E il problema è che siccome il termine di opposizione è assolutamente indispensabile per la vita, non esistendo più questo la vita avvizzisce e seriamente si arriva alla cultura della morte. Non vi è il termine contro il quale affermarsi e poiché questo appartiene anche internamente alla propria organicità, la stessa vita individuale perisce. Nuovamente perfino dalla stessa Logica, ci confrontiamo con la cultura della morte [14]. (14) Cfr S. TOMMASO D’AQUINO, Summa Contra Gentiles, 4,11; Summa Theologica I, q.18, aa. 1-2. ARISTOTELE, Metafisica, X, 3; De Anima II, 1-2. J. DOPP, Leçons de Logique, Formelle 3 voll., Lovaina 1950. H. DRIESCH – R. WOLTERECK, Das Lebens Problem in der Lichte der modernen Forschung 1931. J. FROBES, Tractatus Logicae Formalis, Roma 1940, 70ss, 156ss.
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    1. Opposizione di1.Opposizione di contraddizionecontraddizione SI NO.SI NO. Evoluzione umana.Evoluzione umana. Applicando la legge dell’evoluzione allaApplicando la legge dell’evoluzione alla convivenza umana,convivenza umana, (ideologie attuali):(ideologie attuali): Distruzione del debole.Distruzione del debole. Supremazia del più forte.Supremazia del più forte. Mancanza diMancanza di complementarietà.complementarietà. Morte.Morte. VITA: COMPLEMENTARIETÀ.VITA: COMPLEMENTARIETÀ. 206206
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    208208 2. Opposizione dicontrarietà L’autentica opposizione che è quella che può garantire la vita è l’opposizione di contrarietà, che come abbiamo detto precedentemente, si esprime mediante una particella copulativa “questo e questo”. In altre parole, la vita è complementarietà organica: qualcuno vive in quanto si oppone a un altro essere vivo perché non ha ciò che l’altro essere vivo possiede, ma desidera partecipare della sua ricchezza. E allo stesso tempo, l’altro essere vivo vive poiché rimanendo diverso, partecipa della ricchezza del primo. L’ideale è che questa partecipazione sia senza riduzione degli altri, cioè senza sottrarre assolutamente ciò che ognuno degli esseri vivi possiede di per se: qui ci incontreremo con l’opposizione per pura relazione.
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    2. Opposizione dicontrarietà2. Opposizione di contrarietà ProposizioneProposizione CopulativaCopulativa: Questo e Quello.: Questo e Quello. Bisogni e Soddisfazioni.Bisogni e Soddisfazioni. Relazione di Complementarietà.Relazione di Complementarietà. Complementarietà e partecipazione di vita inComplementarietà e partecipazione di vita in mutua donazione.mutua donazione. Privazione-possessione: nasce laPrivazione-possessione: nasce la RELAZIONE.RELAZIONE. Ideale:Ideale: pura RELAZIONE senza privazione.pura RELAZIONE senza privazione. 209209
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    211211 CONCLUSIONI DELLA LOGICA La conclusionefilosofica è che la vita è il movimento di opposizione contraria e non contraddittoria tra necessità e soddisfazione. L’opposizione contraria ideale sarebbe quella della pura relazione.
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    CONCLUSIONI DALLA LOGICACONCLUSIONIDALLA LOGICA La vita è la capacitàLa vita è la capacità primordialeprimordiale di esseredi essere e di attuaree di attuare tra componentitra componenti organici oppostiorganici opposti non innon in opposizione contraddittoriaopposizione contraddittoria, che, che significa la morte,significa la morte, ma inma in opposizione contrariaopposizione contraria, che nasce, che nasce dalla stessa identità dei componentidalla stessa identità dei componenti organici.organici. L’ideale di questa opposizione saL’ideale di questa opposizione sarà quellarà quella di meradi mera RELAZIONE.RELAZIONE. 212212
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    214214 RIFLESSIONE TEOLOGICA Se oraci domandiamo: che cosa vi è oltre alla Filosofia per comprendere la vita? La risposta la troviamo nel capitolo 11 del Vangelo di Giovanni nel racconto della risurrezione di Lazzaro: Cristo dice al morto: “Lazzaro, esci fuori!” E il passaggio dalla morte alla vita si ha visibilmente dal movimento: Lazzaro immobile e coperto di bende, incomincia a muoversi, cammina esce fuori. Una volta di più appare il movimento che osserviamo nella Biogenetica e nella Filosofia per comprendere la vita: Lazzaro esce fuori dalla morte alla vita. Si tratta è vero di un movimento, ma di un movimento molto speciale nel quale il “terminus a quo” è la morte; che c’è di vitale in questo movimento? Si tratta di un movimento di opposizione totale tra la morte e la vita, un movimento che abbiamo definito di “contraddizione”. Ma, sarà la contraddizione la fonte della vita, quando filosoficamente l’abbiamo definita piuttosto come morte?
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    215215 Di fatto, l’opposizioneideale perché vi sia vita sarebbe l’opposizione di contrarietà dove la privazione non esista. È possibile che questa opposizione ideale generi nella contraddizione della morte una pura relazione di opposizione senza alcuna privazione? La risposta potrà venire se si assume l’opposizione di contraddizione e si trasforma in opposizione di pura contrarietà. La riflessione seguente desidera accennare alcune tracce per ottenere questa assunzione. Partiremo dall’opposizione ideale puramente relazionale nella Santissima Trinità che è la fonte primigenia della vita per poi convergere nell’assunzione dell’opposizione di contraddizione causata dalla storia dell’uomo che nella Incarnazione pasquale si trasforma per l’azione dello Spirito in pura opposizione di contrarietà nella totale mutua donazione.
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    217217 1. LA VITANELLA SANTISSIMA TRINITÀ Esattamente l’ideale di opposizione per pura relazione è quello che si realizza nella fonte della vita di tutto il creato che è la Santissima Trinità. La Santissima Trinità, secondo ciò che ha rivelato lo stesso Dio, si costituisce da un’opposizione relativa e una coincidenza assoluta. Questo è ciò che vogliamo dire quando diciamo che Dio è uno in tre persone distinte. In Dio l’opposizione tra le divine persone è l’opposizione di relazione, senza che la privazione significhi diminuzione e senza che la possessione significhi qualsiasi sottrazione all’altra persona. L’opposizione tra le divine persone è un’opposizione di contrarietà relativa. Cioè, ciò che una persona ha si relaziona con ciò che l’altra persona possiede in tal modo che la privazione permane in un possesso infinito.
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    218218 La Vita nellaSantissima Trinità E questa apparente contraddizione si chiarisce vedendo le tre persone in concreto: il Padre non ha la filiazione, tuttavia è Padre per la filiazione; il Figlio non ha la paternità, tuttavia è Figlio per la paternità; lo Spirito non ha la spirazione attiva tuttavia è Spirito per la spirazione attiva del Padre e del Figlio. La vita infinita delle tre divine persone si realizza per una donazione assoluta e totale di questa vita, del Padre al Figlio, del Figlio al Padre, del Padre e del Figlio allo Spirito e dello Spirito al Padre e al Figlio; per questo sono un solo Dio. La distinzione delle tre divine persone è solo per opposizione di contrarietà relativa e per la loro opposizione di contrarietà relativa sono la vita in sé, cioè, un solo Dio, e nello stesso tempo, tre persone distinte: l’unica vera vita, fonte di ogni vita possibile, passata, attuale e futura.
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    219219 La Vita nellaSantissima Trinità Da questo modello divino possiamo intuire che la vita è muovere sé stessi in un insieme di relazioni verso la totale donazione. Si dona ciò che si ha e si riceve ciò che non si ha in un processo incessante che arricchisce e che precisamente è il processo vitale. I punti fondamentali sono le relazioni che fondano l’opposizione contraria, non per chiudersi nel proprio possesso o nella propria privazione ma per aprirsi in totale donazione; facendo della privazione la radice della propria vita. Così la vita consiste nella relazione feconda della donazione amorosa. Questa è la vita in sé e quando Dio la partecipa alla sua creazione, specialmente quando la partecipa all’uomo, lo fa con questo atteggiamento. Dio inscrive questa donazione nella libertà umana. E precisamente quando l’uomo non desidera più disporsi a questa donazione, allora si chiude in sé stesso, si oppone agli altri in contraddizione. Questo è il peccato, e ciò che è lo stesso, la morte.
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    1. La Vitanella Santissima Trinità1. La Vita nella Santissima Trinità Opposizione relativa e assoluta coincidenza.Opposizione relativa e assoluta coincidenza. PrivazionePrivazione senza diminuzionesenza diminuzione, possessione, possessione senza resti:senza resti: Un solo Dio, Tre Persone distinte.Un solo Dio, Tre Persone distinte. Privazione inPrivazione in mutua donazionemutua donazione d’infinitad’infinita possessione.possessione. Vita: Relazione feconda, DonazioneVita: Relazione feconda, Donazione amorevole.amorevole. Paradigma per la partecipazione creata.Paradigma per la partecipazione creata. Morte:Morte: Ritenersi in se stesso.Ritenersi in se stesso. Chiudersi.Chiudersi. Peccato.Peccato.220220
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    VITA NELLAVITA NELLA SANTISSIMASANTISSIMA TRINITÀTRINITÀ MUTUAEMUTUA E TOTALETOTALE DONAZIONEDONAZIONE AMOREVOLEAMOREVOLE 221221
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    La Vita nellaLaVita nella Santissima TrinitàSantissima Trinità Il PadreIl Padre pensapensa aa SeSe StessoStesso.. Genera la Parola:Genera la Parola: Suo Figlio.Suo Figlio. Il Padre e il Figlio siIl Padre e il Figlio si amanoamano a vicenda.a vicenda. Lo Spirito Santo procede come Amore.Lo Spirito Santo procede come Amore. Tre persone infinite, Un solo Dio,Tre persone infinite, Un solo Dio, Pensiero, Amore e Fecondità totale:Pensiero, Amore e Fecondità totale: Donazione totale senza privazioneDonazione totale senza privazione :: VitaVita..
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    223223 2. La Vitanell’Incarnazione Dentro queste coordinate s’iscrive la Storia della Salvezza, come una storia della libertà. E poiché l’uomo scelse l’opposizione di contraddizione, il peccato e la morte e malgrado questo Dio non si allontanò da lui che continuava ad essere a sua immagine, la storia dell’umanità diviene una storia che si realizza entro due termini: contraddizione-contrarietà; morte-vita; odio-amore; egoismo- donazione. In questo ambito, l’Incarnazione pasquale realizza la rottura della contraddizione in una costruzione amorosa di contrarietà di relazione. Cioè la morte viene vinta dalla risurrezione. Cristo assume la contraddizione, la massima privazione dell’uomo che significa il suo peccato e la sua morte, e questa privazione- contraddizione la porta fino a soffrirla in se stesso con la sofferenza della morte. Ma questa morte, assunta da Cristo nell’amore dello Spirito Santo diventa fonte di vita nella risurrezione.
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    La morte sicolloca come la maggior prova di amore, la maggior prova di donazione: e così Cristo dal “per nulla colpevole”, cioè dalla contraddizione assoluta dell’uomo, ricrea il nuovo uomo partecipandogli le relazioni trinitarie. Questa è la profondità illogica della storia che solo l’Onnipotenza di Dio-Amore poté rendere logica, come l’espressione umana massima della Verità: Cristo, il Verbo di Dio incarnato. Non sarà più morte che esclude totalmente la vita, ma morte che dona la vita, privazione totale che si fa ricchezza totale. Adesso non sarà più morte contro vita, ma morte e vita, sottolineando la proposizione copulativa.
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    2. La Vitanell’Incarnazione2. La Vita nell’Incarnazione Storia della libertà di donazione.Storia della libertà di donazione. Oscillazione tra contrarietà e contraddizione:Oscillazione tra contrarietà e contraddizione: Prevalenza della contraddizionePrevalenza della contraddizione Incarnazione,Incarnazione, rottura della contraddizione:rottura della contraddizione: Morte e Risurrezione.Morte e Risurrezione. Partecipazione delle relazioni trinitariePartecipazione delle relazioni trinitarie Logica storica dello Spirito SantoLogica storica dello Spirito Santo:: l’assurdo, la morte, la contraddizione: vinte dall’amorel’assurdo, la morte, la contraddizione: vinte dall’amore di contrarietà; la Risurrezione.di contrarietà; la Risurrezione. 225225
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    227227 3. La contraddizioneassunta nella contrarietà. Approfondendo ciò che abbiamo detto, Cristo assume la contraddizione e la rende contrarietà di relazione di massimo amore e così di massima vita, contrarietà nella quale si oppone relativamente all’uomo, che non ha la vita, come a un soggetto al quale dona ciò di cui ha bisogno in totalità, la vita. La vita trinitaria di opposizione contraria di pura donazione passa ora attraverso la contraddizione della morte per vincere questa stessa morte e farla diventare pura donazione nello Spirito. La trasforma in donazione di puro amore. Si supera la contraddizione della morte nell’opposizione relativa di contrarietà che è relazione di amore. Avevamo detto come l’opposizione di contraddizione genera la cultura della morte: in Cristo, questa opposizione lo portò alla massima morte, per dirlo così, e la Redenzione consistette nel cambiare questa massima morte in massima vita, trasformare la contraddizione attraverso lo Spirito in pura relazione di amore come donazione totale. Questo è il senso ultimo della risurrezione. La morte al di fuori di Cristo continua ad essere contraddizione totale, distruzione totale; solo in Cristo si trasforma in fonte dell’unica vita possibile: REDENZIONE.
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    3. La contraddizioneassunta nella3. La contraddizione assunta nella contrarietà.contrarietà. La vita trinitaria arriva all’uomoLa vita trinitaria arriva all’uomo attraversoattraverso la morte.la morte. La massima opposizione di contraddizione siLa massima opposizione di contraddizione si converteconverte nella massima opposizione dinella massima opposizione di contrarietà.contrarietà. La morte di CristoLa morte di Cristo –– Lo Spirito SantoLo Spirito Santo –– LaLa RisurrezioneRisurrezione –– La vera e unica Vita:La vera e unica Vita: REDENZIONE.REDENZIONE. 228228
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    VINCENDO LA CONTRADDIZIONEVINCENDOLA CONTRADDIZIONE 229229
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    231231 Concludiamo: se comedicevamo la vita è la capacità di essere e di agire, ora possiamo concludere che la vita è la capacità di essere e di agire, attraverso un’opposizione contraddittoria – cioè la morte – un’opposizione contraria come relazione di donazione amorosa assoluta in cui si riceve la vita partecipata dalla Santissima Trinità. L’unica vera vita possibile è così la Risurrezione.
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    CONCLUSIONI TEOLOGICHECONCLUSIONI TEOLOGICHE La vita consiste nel muoversiLa vita consiste nel muoversi dalla mortedalla morte alla vitaalla vita  per una relazione feconda che consiste inper una relazione feconda che consiste in unauna donazione amorevoledonazione amorevole  che in Cristo significa donarsiche in Cristo significa donarsi fino allafino alla mortemorte  per risorgere grazieper risorgere grazie all’Amore delloall’Amore dello Spirito Santo.Spirito Santo.  Unica vita possibile:Unica vita possibile: la Risurrezione.la Risurrezione. 232232
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    233233 CONCLUSIONI GENERALI Nella riflessioneche facevamo su alcuni elementi della Biogenetica che descrivono l’inizio della vita umana, facevamo una prima conclusione: trovavamo che la vita sembrava come un “movimento organico complementare di relazioni e finalità”. Quando ci siamo inoltrati nell’aspetto filosofico, abbiamo confermato tutto ciò che avevamo detto precedentemente, e abbiamo detto che la vita è “muovere se stessi”, e che questo implica un’ opposizione vitale, che per essere tale deve essere non di contraddizione ma di contrarietà, cioè di integrazione. Teologicamente siamo avanzati alla luce della risurrezione di Lazzaro e abbiamo visto che la vita non può essere altro che un’ opposizione di contrarietà, cioè, di integrazione, ma che passa attraverso la contraddizione della morte, nella storia della salvezza.
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    234234 La vita èamore. Solo l’amore infrange la contraddizione della morte e trasforma la sua assurdità di distruzione totale in fonte inesauribile di vita. Ciò che è illogico diventa una totale ed unica razionalità. È la logica storica dell’Amore che irruppe nel mondo nel Mistero dell’Incarnazione pasquale. Così intendiamo l’aforisma di Tertulliano: “Credo quia ineptum”; al quale replicheremo: “Sed historicum”. Così, la vita che è donazione di amore, fluisce vittoriosa illuminando l’oscurità della morte, sostenuta nella totale fiducia in Colui che la fece trionfare nella risurrezione di Gesù Cristo. Il massimo movimento vitale è il movimento dell’Incarnazione che si sviluppa fino ad arrivare attraverso la passione e morte di Cristo alla pienezza di vita nella risurrezione, nell’Ascensione e nella vita gloriosa del Signore Gesù. La conclusione totale è che la vita è la massima donazione di Dio all’uomo, che a partire dal niente della morte realizza la nuova creazione della pienezza della vita partecipandoci la sua vita trinitaria, nel trionfo glorioso del Cristo totale.
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    CONCLUSIONI GENERALI:CONCLUSIONI GENERALI: DONAZIONEDONAZIONE L’iniziodella vita umana si fa con unL’inizio della vita umana si fa con un movimentomovimento organicoorganico e finalizzatoe finalizzato con una unità interna ed esternacon una unità interna ed esterna d’elementi distinti.d’elementi distinti. La vita così si presenta comeLa vita così si presenta come opposizione di distintiopposizione di distinti,, non però l’opposizione logica di contraddizione, ma quellanon però l’opposizione logica di contraddizione, ma quella di contrarietà.di contrarietà. L’opposizione di contrarietà è un’opposizione diL’opposizione di contrarietà è un’opposizione di complementarietàcomplementarietà, ma nella quale occorre la privazione, ma nella quale occorre la privazione per fondare la distinzione.per fondare la distinzione. Salvo nel caso che questa opposizioneSalvo nel caso che questa opposizione sia soltantosia soltanto relativarelativa, come accade nella Santissima Trinità., come accade nella Santissima Trinità. 235235
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    CONCLUSIONI GENERALI:CONCLUSIONI GENERALI: STORICASTORICA NellaStoria umanaNella Storia umana haha prevalso l’opposizione diprevalso l’opposizione di contraddizione.contraddizione. La Redenzione consiste nel fatto che Dio, incarnatosi,La Redenzione consiste nel fatto che Dio, incarnatosi, prendeprende questa contraddizione assumendo la morte.questa contraddizione assumendo la morte. Il culmine della Storia umano-divina consiste nel fatto che perIl culmine della Storia umano-divina consiste nel fatto che per l’Amore dello Spirito Santo, il Padre risuscita il suo Figlio, el’Amore dello Spirito Santo, il Padre risuscita il suo Figlio, e converte così l’opposizione di contraddizione in meraconverte così l’opposizione di contraddizione in mera opposizione di contrarietà.opposizione di contrarietà. È un’È un’opposizione relativa tra Cristo e l’umanitàopposizione relativa tra Cristo e l’umanità che fondache fonda la vera vita, che è quel movimento trinitario partecipato alla vera vita, che è quel movimento trinitario partecipato al genere umano tramite la morte e risurrezione del Signore.genere umano tramite la morte e risurrezione del Signore. 236236
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    CONCLUSIONI GENERALI:CONCLUSIONI GENERALI: MUTUAAMOREVOLEMUTUA AMOREVOLE Dunque la Vita è Amore.Dunque la Vita è Amore. È una organicità comandata dall’Amore.È una organicità comandata dall’Amore. Soltanto l’amore rompe la contraddizione.Soltanto l’amore rompe la contraddizione. L’assurdo logico si converteL’assurdo logico si converte nell’unico ragionevole.nell’unico ragionevole. È laÈ la Logica storica dell’Amore.Logica storica dell’Amore. Il mistero dell’Incarnazione Pasquale.Il mistero dell’Incarnazione Pasquale. ““Credo quia ineptum”Credo quia ineptum” (Tertulliano).(Tertulliano). ““SED HISTORICUM”.SED HISTORICUM”. LA VITA CONSISTE NEL:LA VITA CONSISTE NEL: Vincere la contraddizione con l’Amore: in questoVincere la contraddizione con l’Amore: in questo consiste l’autenticaconsiste l’autentica VITA COME MUTUA DONAZIONE.VITA COME MUTUA DONAZIONE. 237237
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    MovimentoMovimento organicoorganico complementare dicomplementare di relazionie finalità.relazioni e finalità. Capacità primordialeCapacità primordiale di essere e attuare.di essere e attuare. Finalità oppostaFinalità opposta di contrarietàdi contrarietà.. Muoversi;Muoversi; dalladalla morte.morte. Relazione fecondaRelazione feconda Donazione amorevole.Donazione amorevole. Morte di CristoMorte di Cristo diventatadiventata risurrezionerisurrezione per lo Spirito.per lo Spirito. MUTUAMUTUA DONAZIONE.DONAZIONE. Livello scientifico.Livello scientifico. Livello filosoficoLivello filosofico.. LivelloLivello teolo-teolo- gico.gico. 238238
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    Il secondo capitolotratta dell’anti-vita: il dolore, la sofferenza, la morte. In questo capitolo seguiamo fondamentalmente il pensiero di Papa Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Salvifici Doloris. Introduciamo questo pensiero parlando dei diversi tipi di conoscenza e di come sia del tutto speciale quella che qui occorre, giacché non la si ottiene senza la fede. Quindi facciamo un piccolo resoconto delle diverse soluzioni al problema del dolore che sono state date in alcune delle più importanti religioni del mondo attuale, per entrare quindi pienamente nel Cristianesimo. Il pensiero base di questo capitolo è che la sofferenza, la morte, sono un enigma che, come tale, non ha risposta, a meno che non si entri pienamente nel mistero. Entrando nel mistero ci rendiamo conto che per intuire qualche risposta si cambia l’accento della sofferenza stessa con quello della solidarietà. Soltanto da una solidarietà del tutto speciale si può tentare una risposta che lasci il mistero ad illuminare l’oscurità della sofferenza. È una solidarietà che nasce dalla “solidarietà trinitaria” e discende fino a noi dalla solidarietà dell’Incarnazione pasquale.
  • 244.
     Il SantoPadre Giovanni Paolo II ci ha lasciato una grossa eredità. Tra i tesori che abbiamo ricevuto eccelle quello della dottrina sulla sofferenza e sul dolore. Lui ci ha insegnato il vero senso di questo enigma che tormenta da sempre lo spirito umano. Anzi, che è la vera prova nella quale si fa valida o no una religione. E lo ha fatto doppiamente. Prima per scritto nella Lettera Apostolica Salvifici Doloris, poi con la sua stessa sofferenza, specialmente nella sua malattia terminale, e con la sua morte, egli ha messo in pratica quello che tante volte aveva insegnato.  Come un piccolo contributo alla grande figura di Giovanni Paolo II, mi si permetta questo modesto sforzo per penetrare nel suo pensiero in questo tema cosi difficile. 244
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  • 248.
  • 249.
     Prima diesporre il pensiero incomparabile di Giovanni Paolo II sul dolore umano, come introduzione farò un rapido accenno ad alcuni dati scientifici sulla fisiologia del dolore umano, e data l’apertura del Santo Padre verso tutti i valori dell’umanità, mi riferirò sinteticamente ai contenuti essenziali del pensiero delle quattro soluzioni apportate dalle altre grandi religioni, oltre al Cristianesimo, per tentare un dialogo con loro. Si tratta dell’Induismo, del Buddismo, dell’Islamismo e delle Religioni tradizionali africane, che hanno molti elementi in comune con il pensiero religioso tradizionale di altre parti del mondo. 249
  • 250.
     Non cipiacciono i limiti. La cultura attuale ci ha abituati ad infrangerli. Tuttavia, all’improvviso, ciò che è illimitato sembra assurdo e anche ciò che è limitato: ed è il problema che contempla la post-modernità quando parla della paralogia dell’instabilità. In una concezione meccanicistica il non limite esige la causa finale e il limite esige il motivo; tuttavia si pretende che il particolare non venga messo in questione e che non si debba superare la quotidianità; al massimo si può pretendere un’esposizione descrittiva e niente più.  Si privilegerà unicamente questa esposizione analitica nella quale sia possibile considerare un elemento dopo l’altro in una semplice concatenazione, così come dal punto segue la linea, senza superare una mentalità strettamente meccanicistica. 250
  • 251.
     Grazie allascoperta della mappa del genoma umano che, nella sua complessità, assomiglia a un pianoforte con tre milioni di tasti, da suonare durante la vita intera dell’essere umano, e nel constatare la diversità dei geni, tutti diversi, si comprende l’impossibilità a captare l’inizio della vita umana, o di qualunque altra vita, da una prospettiva meccanicistica che consideri un elemento dopo l’altro in tutta la sua complessità, e non solo come catalogo, e si impone un altro tipo di conoscenza che permetta una visione simultanea dell’insieme.  In questa conoscenza ci situiamo in una prospettiva di relazioni in cui un punto si relaziona con innumerevoli punti distinti. Al metodo analitico dovrà necessariamente seguire quello sintetico, poiché altrimenti non è possibile arrivare alla realtà che si esamina. 251
  • 252.
     In questavisione di totalità rientra la rottura dei limiti, il “Plus ultra”, pur con le debite riserve. Siamo abituati a una conoscenza che equivale a una manipolazione, cioè ciò che è conoscibile è ciò che è trasformabile. L’uomo non necessariamente si adatta all’ambiente, bensì adatta l’ambiente a se stesso. Tuttavia, in molti campi della conoscenza dobbiamo situarci al di là della conoscenza sperimentale di trasformazione, della conoscenza strumentale di dominio, e restare nella conoscenza d’osservazione, che aldilà di un preteso gusto estetico, ci condurrà dall’ammirazione rispettosa e all’adorazione umile. È questa la ragione sapienziale [15] .  È esattamente in questa prospettiva che vogliamo situarci per addentrarci, in profondità, nel problema del dolore, per colmare la sua impostazione enigmatica ed entrare nell’aureola del mistero che si adora. [15] Cfr V. CAPPELLETTI, Il genoma umano, analisi storica e considerazioni etiche. Pontificia Accademia per la vita, IV Assemblea generale, 23-25 febbraio 1998. 252
  • 253.
  • 254.
    1.Referenze mediche suldolore1.Referenze mediche sul dolore Il dolore è un’esperienza sgradevole, sensoriale ed emotiva, associata a un danno di cui soffre l’organismo. Il dolore può essere sintomo di malattie o essere una malattia in sé. Nel primo caso, esso costituisce un segnale di allarme fisiologico utile; nel secondo, non ha finalità e può costituire un punto di partenza per un’altra patologia organica o psicologica. Dal luogo dell’organismo in cui ha origine, si trasmette al cervello attraverso le fibre nervose e, una volta giunto al midollo spinale, sale alla corteccia cerebrale ove si percepisce tanto lo stimolo nocicettivo quanto l’elaborazione del sintomo del dolore. 254
  • 255.
    Referenze mediche suldoloreReferenze mediche sul dolore Il dolore si può presentare in forma acuta o cronica. Il dolore acuto appare all’improvviso e ha una durata limitata; cessa in poco tempo nel contesto della cura della malattia che lo causa. Il dolore cronico (malattia), è di durata prolungata (oltre tre mesi) e comporta un impatto psico-organico elevato nel paziente. Continua a volte anche dopo la guarigione della malattia che lo ha causato (dolore neuropatico, herpes zoster), o accompagna una malattia incurabile. L’intensità del dolore è soggettiva (soglia del dolore): ci sono persone che sopportano il dolore più di altre; si osserva spesso una differenza di tolleranza al dolore da parte della stessa persona secondo la causa dello stesso e, soprattutto, secondo la sua situazione psicologica [16]. [16] Cfr. S. Castellano, El Dolor, datos científicos, in PONTIFICIO CONSEJO PARA LA PASTORAL DE LA SALUD, Cuidados Paliativos, Madrid 2006, 59-70. P.L.ZUCCHI, Terapia del dolor, del curar al cuidar, 71-92. M. EVANGELISTA, Los cuidados paliativos, pp.95-112 (ampia bibliografia) 255
  • 256.
    1.Referenze mediche suldolore1.Referenze mediche sul dolore ““Esperienza sgradevole, seEsperienza sgradevole, se nnsoriale edsoriale ed emotiva, associata a un danno cheemotiva, associata a un danno che soffre l ’organismo”.soffre l ’organismo”. SegnaleSegnale di Malattia AcutoAcuto = breve, dolore sintomo CronicoCronico = malattia permanente; indipendente stimolo nocicettivo; impatto psico-organico; accompagnamento alla malattia 256
  • 257.
    ITINERARIO DELITINERARIO DEL DOLOREDOLORE stimolonocicettivostimolo nocicettivo fibre nervosefibre nervose midollo spinalemidollo spinale corteccia cerebralecorteccia cerebrale sintomo del doloresintomo del dolore luogo organicoluogo organico 257
  • 258.
    2. Soluzione dellegrandi religioni2. Soluzione delle grandi religioni Nell’Induismo, la causa della sofferenza è il “Karma”, en quanto che è la conseguenza delle cattive azioni commesse in questa vita o nelle precedenti reincarnazioni. La liberazione dal Karma viene dalla conoscenza della Verità, e dall’annuncio della Parola di Dio. Dio è il rimedio. Vi sono altre cause del male, e sono gli dei, il mondo, l’ignoranza e la sofferenza. Nel Buddismo, il problema del dolore si esprime nelle “quattro nobili verità”: 1°. Tutto è sofferenza; 2°. La sua causa è la passione-ansia egoistica; 3°. Solo il Nirvana può eliminare la causa. Questo già avviene in questa vita, ma pienamente solo nel futuro; 4°. La via che conduce al Nirvana è l’“ottuplice rettitudine”, cioè, rettitudine di visione, di pensiero, di parola, di azione, di vita, di sforzo, di attenzione e di meditazione. 258
  • 259.
    Soluzione delle grandireligioniSoluzione delle grandi religioni Nell’Islamismo la sofferenza si deve all’opposizione alla Parola di Dio. Dio è colui che può rimediare al dolore. Secondo la corrente sciita, che afferma la soluzione attraverso una compensazione, è esistito un redentore di nome Al Hally, che morì crocifisso a Bagdad nell’anno 922. Nelle religioni tradizionali africane, la sofferenza è causata dagli spiriti o dagli antenati che sono stati offesi dai delitti commessi contro la vita e da altre colpe morali come il furto, la schiavitù, ecc. Come soluzione al dolore, occorre prima identificare lo spirito che si è offeso, e poi fare sacrifici in suo onore [17]. [17] Cfr. F. ARINZE, La pedagogía del sufrimiento en las diversas religiones, in Dolentium Hominum 3 (1996) 194-197. 259
  • 260.
    2. Soluzione dellegrandi religioni2. Soluzione delle grandi religioni InduismoInduismo CausaCausa: Cattive azioni, karma (reincarnazione); d: Cattive azioni, karma (reincarnazione); deei, mondo,i, mondo, ignoranza, sofferenzaignoranza, sofferenza SoluzioneSoluzione: Conoscenza di Dio e la sua Parola: Conoscenza di Dio e la sua Parola BudBudddismoismo CausaCausa: Pa: Passsisioone-ansietà egoista.ne-ansietà egoista. SoluzioneSoluzione:: Nirvana mediante l’ottuplNirvana mediante l’ottuplaa rettitudine:rettitudine: didi visione, di pensiero, di parola, di azione, di vita, di sforzo, divisione, di pensiero, di parola, di azione, di vita, di sforzo, di attenzione e di meditazione.attenzione e di meditazione. Soppressione del desiderioSoppressione del desiderio.. IslamismoIslamismo CausaCausa: Opposizione alla Parola di Dio: Opposizione alla Parola di Dio SoluzioneSoluzione: Aiuto divino (Redentore? Corrente sciita): Aiuto divino (Redentore? Corrente sciita) Africane tradizionaliAfricane tradizionali CausaCausa: Of: Offfesa aesa agligli spiriti per delitti (rspiriti per delitti (rapinaapina, schiavi, schiavitùtù...)...) SoluzioneSoluzione: Sacrifici agli spiriti offesi.: Sacrifici agli spiriti offesi. 260
  • 261.
    3. Dialogo conil Cristian3. Dialogo con il Cristianesiesimo.mo. In questi schemi, troviamo una certa costante: la causa della sofferenza è la colpa commessa; nell’Induismo sono le cattive azioni o “karma”; per il Buddismo è la passione-ansia egoistica; per l’Islamismo è l’opposizione alla Parola di Dio; per le religioni tradizionali africane, la causa della sofferenza sono i delitti commessi. Sotto questo aspetto non siamo lontani dal Cristianesimo, in cui la causa del dolore è una colpa del tutto speciale, come è il peccato originale. 261
  • 262.
    Dialogo con ilCristianDialogo con il Cristianesiesimo.mo. Ma la differenza più considerevole tra queste religioni e il Cristianesimo sta nella soluzione al problema. Il più distante dalla soluzione cristiana è il Buddismo, che pensa di superarlo con un’azione puramente umana, chiamata “ottuplice rettitudine”; invece, le altre religioni offrono sempre come soluzione un legame con la divinità. Possiamo dire che il Buddismo è la secolarizzazione piena (come sistema di pensiero è ateo, diventa teista, per così dire, solo nella sua religiosità popolare). Al contrario, nell’Induismo appare come soluzione la Parola di Dio e anche nell’Islamismo, mentre nelle religioni tradizionali, il sacrificio a Dio. 262
  • 263.
    3. Dialogo conil Cristian3. Dialogo con il Cristianesiesimomo Coincidenza:Coincidenza: CausaCausa: Colpa.: Colpa. SoluzioneSoluzione: Dio.: Dio. Eccezione Buddismo:Eccezione Buddismo: Causa: psicologica.: psicologica. SoluzioneSoluzione: ps: psiicologica,cologica, l’ottupll’ottuplaa rettitudine.rettitudine. Soluzione immanenteSoluzione immanente areligiosa.areligiosa. 263
  • 264.
    In questa cornicedelle grande religioni delineiamo ora le linee guida del pensiero di Giovanni Paolo II, tratte dalla Lettera Apostolica Salvifici Doloris. 264
  • 265.
  • 266.
    Come titolo diquesto capitolo ho scelto: “Il dolore, enigma o mistero”, in quanto per il Papa Giovanni Paolo II, il dolore è un enigma che si risolve solo nel mistero. Prima di addentrarci nel tema, premetto una precisione terminologica: quando si parla di dolore si è soliti piuttosto intendere un dolore di incidenza fisiologica; l’altra espressione che si usa è “sofferenza”. Quando si impiega questa parola si ha in mente qualcosa di più esteso, che si riferisce a tutta la gamma del dolore umano, fisico o psichico, materiale o spirituale. 266
  • 267.
    Nello sviluppo delpensiero di Giovanni Paolo II useremo piuttosto la parola “sofferenza”, nella quale includiamo sia il dolore fisico sia qualsiasi altro tipo di dolore. Svilupperò il tema in tre parti, la prima riguarderà la sofferenza come enigma, la seconda, la sofferenza come mistero e la terza, sarà un commento alla dottrina di Giovanni Paolo II. Studiamo esplicitamente il tema della sofferenza, ma è logico che quello che sta come punto totale di referenza è alla fine la morte. Perciò il tema fondamentale di studio è propriamente la morte. 267
  • 268.
    Strettamente dolore eStrettamentedolore e sofferenza non sonoofferenza non sono lla stessa cosaa stessa cosa sofferenza dice di più chesofferenza dice di più che dolore, ma nelle rdolore, ma nelle r ififleslesssioniioni che seguono si prendono comeche seguono si prendono come sinonimi.sinonimi. Precisione terminologicaPrecisione terminologica. 268
  • 269.
  • 270.
    1. Approccio esistenziale1.Approccio esistenziale Il Papa inizia così a trattare il problema della sofferenza. Non nasconde che si tratta di qualcosa di complesso ed enigmatico, intangibile, e che si deve trattare con tutto il rispetto, con tutta la compassione e anche con timore; ma questo non giustifica il non cercare di comprenderlo, poiché solo così si potrà superare. In seguito dà un primo accenno per determinare il campo, parlando dell’estensione della sofferenza e del suo soggetto, annotando già dall’inizio che un’incomprensione della sofferenza può condurre perfino a rinnegare Dio [18]. [18] Cfr. Salvifici Doloris, n. 9 270
  • 271.
    Il Papa diceche la sofferenza è qualcosa di più vasto della malattia, poiché esiste una sofferenza fisica e una morale. Oltre alla sofferenza individuale vi è una sofferenza collettiva che è dovuta agli errori e alle trasgressioni degli uomini, specialmente alle guerre. Vi sono dei momenti in cui questa sofferenza collettiva si addensa [19]. La sofferenza ha il suo soggetto in ciascun uomo. Tuttavia, non rimane racchiusa nell’individuo, ma genera solidarietà con le altre persone che soffrono; giacché il solo ad avere una coscienza speciale di questo è l’uomo e ogni uomo. La sofferenza implica così la solidarietà [20]. [19] Cfr. Salvifici Doloris, n.8 [20] Cfr. Salvifici Doloris, n. 8 271
  • 272.
    È difficile precisarela causa della sofferenza, o del male che è unito alla sofferenza. L’uomo pone questo interrogativo a Dio e di frequente arriva alla negazione stessa di Dio perché pensa di non trovarne la causa [21]. Prima si ha bisogno di situare l’enigma nella sua giusta dimensione e iniziare a cercarne la causa. La sofferenza, dice il Papa, consiste nell’esperienza della privazione del bene. Tale privazione è il male. La causa della sofferenza è così un male; pertanto, sofferenza e male non si identificano. [21] Cfr. Salvifici Doloris, n. 9 272
  • 273.
    1. Approccio esistenziale1.Approccio esistenziale Tema molto difficile.difficile. Porta a rinnegarrinnegaree Dio. Estensione:Estensione: Fisica, spirituale, individuale, collettiva. Solidarietà nella Sofferenza. Difficile precisare la causa. Essenza:Essenza: Esperienza della privazione delEsperienza della privazione del Bene.Bene. È un maleÈ un male?? 273
  • 274.
    Tema molto difficile...Temamolto difficile... 274
  • 275.
    Riguardo al male,questo è privazione, non ha in sé un’entità positiva e così non può avere causa o principio positivo; la sua origine è una mera privazione. Vi sono tanti mali quante sono le carenze; queste generano dolore, tristezza, abbattimento, delusione, e perfino disperazione, a seconda dell’intensità della sofferenza; esiste in dispersione, ma nel contempo implica solidarietà. Essendo il suo principio la privazione, si impone la domanda: perché si è avuta questa privazione, chi l’ha causata? Per rispondere, il Papa abbandona il terreno dell’enigma e passa a quello del mistero. Non cerca di farlo con l’oscurità nebulosa di un mito, ma entra nel pieno del nucleo della fede cristiana. Nella fede cristiana, il mistero non è oscurità ma chiarezza abbagliante. 275 2. Riflessione sull’esperienza2. Riflessione sull’esperienza
  • 276.
    Ci aiuta acomprenderlo un poco la sua radice etimologica: esso viene dal greco “Μυω” o Μυειν”, che significa chiudere gli occhi. Non nel senso di andare alla cieca, ma il chiudere gli occhi che si produce quando si è abbagliati, come per esempio quando si guarda direttamente il sole. È solo la luce che abbaglia, è solo nell’eccesso di luminosità che non permette di vedere davanti, che possiamo intravedere ciò che è il mistero della sofferenza. Inoltre, il mistero cristiano non è solo qualcosa che si contempla, bensì che si sperimenta. Solo sperimentando il mistero, ci si può addentrare nella sua comprensione. Solo vivendo il mistero della sofferenza cristiana si può comprendere un po’ ciò che significa la sofferenza e, come ha detto precedentemente il Papa, trascenderla e superarla. Entriamo ora nella descrizione del mistero della sofferenza. 276
  • 277.
    2. Riflessione sull’esperienza2.Riflessione sull’esperienza Sofferenza e male non s’identificano.non s’identificano. Il male è la sua causa. Il male è privazione: non ha entità positiva. Tanti mali come dolori: diversità di dolori. Da dove si originaorigina questa privazione? Chi ha sottratto il bene a quest’uomo concreto che soffre? Chi ci ha fatto male? La risposta è: Mistero!Mistero! Non come qualcosa di irrazionale, ma abbagliante: “Μυω”, “chiudere gli occhi”. 277
  • 278.
  • 279.
  • 280.
    Sottolineiamo due temiche il Papa svolge nel cammino che ci introduce nel mistero: il male e la sofferenza Cristo assume la sofferenza e la trasforma. 280
  • 281.
    1. Il Malee la Sofferenza1. Il Male e la Sofferenza Entriamo nel mistero guidati dallo stesso Dio, ed è nella Rivelazione nella quale ci fa addentrare il Papa per procedere all’ascensione nel mistero. Il Santo Padre ci dice che nel linguaggio biblico dell’Antico Testamento, inizialmente sofferenza e male si identificano. Però, grazie alla lingua greca, specialmente nel Nuovo Testamento si fa distinzione tra sofferenza e male. La sofferenza è un atteggiamento passivo o attivo di fronte a un male, o meglio di fronte all’assenza di un bene al quale si dovrebbe avere parte [22]. [22] Cfr. Salvifici Doloris, n. 7 281
  • 282.
    In effetti, nelLibro di Giobbe e in alcuni altri libri dell’Antico Testamento, la risposta è che la causa del male è la trasgressione dell’ordine naturale creato da Dio [23]. Sofferenza e disordine sarebbero la stessa cosa o almeno si pensa che la sofferenza sia causata dal disordine. Questa è la tesi degli amici di Giobbe. Tuttavia, Dio rifiuta questa tesi riconoscendo l’innocenza di Giobbe, la sua sofferenza deve essere accettata come un mistero: non tutta la sofferenza è conseguenza della colpa, e questa è una prova della giustizia di Giobbe. È un annuncio della Passione di Cristo. Ancor di più si afferma che la sofferenza è una pena inflitta per correggersi, affinché al male segua il bene, per la conversione, per la ricostruzione del bene [24]. [23] Cfr. Salvifici Doloris, n. 10 [24] Cfr. Salvifici Doloris, nn. 11-12 282
  • 283.
    1. Il Malee la Sofferenza1. Il Male e la Sofferenza Antico Testamento.Antico Testamento. Prima s’identificano male e sofferenza. Dopo si distinguono: il male è la suail male è la sua causa.causa. Giobbe: la causa è la trasgressione dell’ordine naturale. Dio rifiuta questa risposta:Dio rifiuta questa risposta: La sofferenza è la prova del giusto. Preannuncio della PassionePassione del Signore. RequisitoRequisito perché dal male venga il bene. 283
  • 284.
    2. Cristo assume2.Cristo assume la sofferenza e la trasformala sofferenza e la trasforma Il Papa fa ora un altro passo e arriva al centro del mistero nel seguente modo: Cristo nella sua vita mortale sopprime il dolore con i miracoli, assume su di sé l’umana sofferenza e consapevolmente la patisce sulla croce. L’unica risposta potrà venire solo dall’amore di Dio nella croce [25]. La soluzione al problema della sofferenza la dà Dio Padre e consiste nel “dare” suo Figlio. Il male è il peccato; che causa la sofferenza e la morte. Con la croce Cristo vince il peccato, e con la risurrezione la morte: Gv 3,16 [26]. Nel Cantico del Servo di Dio, nel profeta Isaia, si vede ancora con maggiore forza dei Vangeli ciò che significa la sofferenza nella passione di Cristo [27]. [25] Cfr. Salvifici Doloris, n. 13. [26] Cfr. Salvifici Doloris, n. 14. [27] Cfr. Salvifici Doloris, n. 17. 284
  • 285.
    È una sofferenzaredentiva. La sua profondità si misura con la profondità del male storico nel mondo e specialmente perché la persona che la patisce è Dio. Cristo dà una risposta al problema della sofferenza con lo stesso argomento della domanda: risponde offrendo tutta la sua disponibilità e compassione; la sua presenza è efficace: aiuta, dà e si dà [28]. La sofferenza genera amore verso colui che soffre, un amore disinteressato per aiutarlo alleviandolo. Questo si fa ora in modo organizzato e ufficiale, mediante le organizzazioni sanitarie e i loro professionisti, anche attraverso i volontari [29]. [28] Cfr. Salvifici Doloris, n. 28. [29] Cfr. Salvifici Doloris, n. 29. 285
  • 286.
    Si tratta diuna vera vocazione, specialmente quando si unisce nella Chiesa con una professione cristiana. Importante in questo campo è l’aiuto che le famiglie prestano ai loro congiunti malati. Entrano nella categoria del Buon Samaritano anche coloro che agiscono non solamente in favore dei malati, ma anche per scacciare tutta una serie di mali, coloro che lottano contro l’odio, la violenza, la crudeltà, contro ogni tipo di sofferenza del corpo e dell’anima. Ogni uomo deve sentirsi chiamato in prima persona a testimoniare il suo amore nella sofferenza e non deve lasciarlo solo alle istituzioni ufficiali [30]. [30] Cfr. Salvifici Doloris, n. 29 286
  • 287.
    La parabola delBuon Samaritano converge con ciò che ha detto Cristo nel Giudizio Finale “Ero malato e mi avete visitato”. Cristo stesso è colui che è curato e soccorso in colui che è caduto nelle mani dei banditi. Il senso della sofferenza è fare il bene con la sofferenza e fare il bene a chi soffre. Il Papa conclude dicendo che in Cristo si rivela il mistero dell’uomo, e il mistero dell’uomo è in speciale modo il mistero della sofferenza. In Cristo si rivela l’enigma del dolore e della morte. Solo nell’amore si può trovare la risposta salvifica del dolore. Il dolore di Maria e dei Santi ci aiuti a trovare questa risposta. La sofferenza si trasformi in sorgente di forza per tutta l’umanità [31]. [31] Cfr. Salvifici Doloris, nn. 30-31 287
  • 288.
    22. Cristo assumela sofferenza e la trasforma SopprimeSopprime il dolore con miracoli. Risponde alla sofferenza con amore. Buon Samaritano, Giudizio finale, Rivelazione del Mistero, Risposta solo nell’amore. AssumeAssume il dolore nella passione. CULMINA.CULMINA. Nella CROCE.Nella CROCE. Risposta alla sofferenza con la sofferenza.sofferenza con la sofferenza. ProfonditàProfondità del dolore. Infinitudine della persona che patisce. Capienza di tutti e ognuno dei dolori. 288
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    Sono stato malatoSonostato malato e mi visitasti …e mi visitasti … GIUDICAGIUDICA 294
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    1.1. SStatuto epistemologicotatutoepistemologico Per comprendere meglio il pensiero del Papa, servirà un’ annotazione epistemologica: abbiamo già parlato in modo speciale della conoscenza, la conoscenza riverente che adora; ora specifichiamo meglio: ci troviamo di fronte ad un pensiero che si comprende solo con la fede. A questo livello noi non ci situiamo in qualcosa di irrazionale, neanche in una prospettiva heideggeriana di un mistero confuso e nebuloso aldilà dell’analisi linguistica. Certamente non è adeguato il concetto di conoscenza, analizzandolo dalla prospettiva logica del linguaggio, constatato dall’esperienza scientifica oppure dalla formalità logica dello stesso linguaggio, situandolo perfino in un gioco specifico dello stesso linguaggio, il linguaggio religioso. E certamente noi non ci situiamo in una specie di paralogia dell’instabilità, né di “piccoli racconti”. 296
  • 297.
    Dobbiamo partire dall’oggettivitàdella conoscenza e dalla razionalità logica della stessa intendendo che una conoscenza è vera quando si ha la corrispondenza tra questa e la realtà circostante. Da questo punto di partenza, la conoscenza della fede gode della piena razionalità, non nel senso che i suoi contenuti sono dimostrabili razionalmente, ma nel senso primario, che è del tutto razionale credere, e che i suoi contenuti non hanno alcuna ragione contraria in modo che possa essere trovato assurdo il fatto di credere in essi, benché non si possano dimostrare interiormente come credibili, giacché oltrepassano il dominio razionale, benché, ripeto, non lo neghino. La sua razionalità si fonda nell’autorità ultima della Parola pronunciata dallo stesso Dio che non può ingannarsi ne ingannarci. 297
  • 298.
    Le affermazioni difede si fondano sulla dimostrazione razionale del fatto della Rivelazione e del fatto storico di Cristo come Dio incarnato, della sua passione, della sua morte e della sua risurrezione. Malgrado ciò, benché sia razionale il credere, non è obbligatorio il farlo, perché da una parte la fede rimane come un dono e un regalo che Dio fa, e dall’altra perfino ricevendo l’offerta divina di credere e la convinzione che è ragionevole farlo, l’uomo rimane libero di assentire o meno a questa offerta. Una volta fatta questa premessa epistemologica, possiamo ora addentrarci nel pensiero del Papa, poiché si muove non in una ideologia religiosa inventata ma nell’esporre il contenuto centrale storico della Rivelazione sul mistero della sofferenza e del dolore. 298
  • 299.
    1.1. SStatuto epistemologicotatutoepistemologico Non si tratta d’un pensiero “debole”pensiero “debole” della “ragione estetica”. Della conoscenza di laboratorio. Dell’Analisi linguistica. Della paralogia della instabilità. È la conoscenza che vince l’“homo pavidus” con il pensiero “forte”.pensiero “forte”. Oggettività della conoscenza. Razionalità logica. Conformità con l’oggetto. Affermazione della Fede. Contenuto Centrale Storico dellaContenuto Centrale Storico della Rivelazione.Rivelazione. 299
  • 300.
    2. Gradualità delpensiero2. Gradualità del pensiero di Giovanni Paolo II.di Giovanni Paolo II. Penso che lo sviluppo del suo pensiero salga di sei gradini verso la pienezza del mistero della sofferenza e del dolore; li possiamo riassumere così: La sofferenza non è in sé cattiva, ma è l’effetto di una causa negativa. Il male non è una entità positiva ma una privazione. La privazione non esige una causa positiva, ma ricercare chi originò tale privazione. L’origine della privazione è il peccato. Il peccato commesso da un uomo si propaga attraverso la solidarietà umana. Il peccato si può eliminare mediante la sofferenza stessa in un contesto solidale del tutto speciale. 300
  • 301.
    Gradualità del pensieroGradualitàdel pensiero di Giovanni Paolo II.di Giovanni Paolo II. Questa solidarietà la può dare solo Dio. Questo dono della solidarietà è il senso dell’Incarnazione, è il senso di Gesù Cristo. Attraverso questa solidarietà, Cristo porta a termine l’eliminazione del peccato mediante la propria sofferenza nella sua vita, passione, morte e risurrezione. Quest’azione divina è un’azione della Santissima Trinità in quanto il Padre Eterno consegna suo Figlio all’umanità perché possa redimerla per opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è l’Amore del Padre e del Figlio, e solo attraverso l’Amore dello Spirito si scorge la misteriosa solidarietà redentiva. Mediante la solidarietà di Cristo con tutta l’umanità, il dolore umano di tutti i tempi è stato sofferto da Cristo nella sua passione e morte redentiva. Così il dolore umano, la sofferenza si trasforma da qualcosa di negativo in qualcosa di positivo, come fonte di vita, poiché diventa redentrice. 301
  • 302.
    Ognuno, nella propriasofferenza, si unisce alla sofferenza di Cristo e in questo modo, misteriosamente la sua sofferenza diventa fonte di vita e di risurrezione. Il dolore e la sofferenza sono la porta per incontrarci con Cristo e in Lui sperimentare la sua presenza come vita e risurrezione per opera dello Spirito di Amore che è lo Spirito Santo. Così lo ha fatto in primo luogo nostra Signora la Vergine Maria e, con lei, tutti i santi. Questa distruzione definitiva della sofferenza attraverso la sofferenza ci porta a distruggere la sofferenza attuale anche con tutti i mezzi alla nostra portata, come è il caso del Buon Samaritano. 302
  • 303.
    La Sofferenza nonè un male Causa ed eliminazione: Solidarietà Solidarietà divina: Trinitaria ed Incarnativa pasquale Ogni dolore in Cristo: Fonte redentrice di vita Porta d’ingresso a Cristo: Sofferenza umana IL BUON SAMARITANO:IL BUON SAMARITANO: Distruzione del DoloreDistruzione del Dolore 2. Sei Gradini del2. Sei Gradini del Pensiero diPensiero di Giovanni Paolo II.Giovanni Paolo II. 303
  • 304.
    Distruzione del Dolore:NAINDistruzione del Dolore: NAIN 304
  • 305.
    3. Il nucleodel Mistero3. Il nucleo del Mistero Il Papa ci situa così nel nucleo del mistero la cui luce ci abbaglia. Poiché ci troviamo nell’intimità della Santissima Trinità, nella realtà amorevole dell’Unità di Dio nella Trinità delle Persone e ci situiamo nella densità di questo mistero, del mistero centrale di tutta la religione cristiana, non in un modo astratto o chiuso in una immensità di distanza, ma in una vicinanza che significa la storia umana nella quale irrompe l’eternità nella temporalità, attraverso la storicità dell’Incarnazione del Verbo, della sua nascita, vita, passione, morte e risurrezione. 305
  • 306.
    3. Il nucleo delMistero: 306
  • 307.
    4. Illuminazione delMistero4. Illuminazione del Mistero È una solidarietà trinitaria e cristologica, nella quale la pienezza assoluta della vita si realizza attraverso la morte e si chiama croce e risurrezione. Ci troviamo nel nucleo del mistero cristiano. Nucleo che si rende accessibile solo sperimentandolo: se qualcuno rimane estraneo ad esso non può provarne l’efficacia e trovarne la soluzione. La soluzione al mistero del male non si ha solo attraverso un’esposizione teologica ma attraverso un vissuto di qualcosa che a guardarlo fissamente si oscura per il suo eccesso di luce, ma che tuttavia è tanto reale, che è la realtà più reale, possiamo dirlo, poiché è l’unico modo per raggiungere la felicità. 307
  • 308.
    4. Illuminazione delMistero4. Illuminazione del Mistero SolidarietàSolidarietà trinitaria. SolidarietàSolidarietà nell’Incarnazione. Conoscenza per esperienza.esperienza. Soluzione paradossale.paradossale. La morte, culla della vita. Unica soluzione. 308
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  • 310.
    5. D5. DaallaSofferenza alla Solidarietàlla Sofferenza alla Solidarietà Per questo il mistero del dolore si muove dal dolore in sé al mistero della solidarietà. La solidarietà, nella sua posizione di fondamento di ogni esistenza, non è solo una simpatia con tutti, un modo di impegnarsi socialmente ed essere cosciente che tutti apparteniamo alla stessa razza, cultura, nazionalità ecc., ma è sperimentare un legame tra tutti gli esseri umani così interiormente che non è una qualifica che ci arriva una volta che esistiamo, ma è la stessa esistenza. Appartiene alla stessa vita umana divinizzata come un regalo ricevuto che partecipa del mistero stesso della stessa vita di Dio. 310
  • 311.
    La vita diDio è infinitamente perfetta in ognuna delle persone divine attraverso la solidarietà interna tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa solidarietà infinita è l’Amore infinito che è lo Spirito Santo che è stato versato nei nostri cuori, Amore infinito che è Dio stesso. Il mistero della sofferenza è racchiuso nel mistero dell’Amore, nel mistero dello Spirito. 311
  • 312.
    5. D5. DaallaSofferenza alla Solidarietàlla Sofferenza alla Solidarietà TrasferimentoTrasferimento dell’Enigma dalla Sofferenza al Mistero della Solidarietà. Esistenza come unione umana interna essenziale.essenziale. ImmagineImmagine dell’Unione trinitaria per lo Spirito. 312
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    6. Solidarietà costitutivain Cristo6. Solidarietà costitutiva in Cristo In questo modo il mistero della sofferenza-amore entra nella stessa costituzione del Dio incarnato, il Figlio si incarna per opera dello Spirito Santo. Essendo Cristo il modello più intimo di ogni uomo, lo Spirito Santo, l’Amore di Dio, la sofferenza redentrice entra nella stessa costituzione oggettiva, diremo ontologica, dell’umanità. Ma a differenza di un’oggettività fredda, è qualcosa che appartiene sì al nostro essere nella sua oggettività, ma con il massimo di soggettività amorosa, poiché è e dipende dalla nostra volontà libera in modo che possiamo accettarla o rifiutarla. Nell’accettarla noi diventiamo totalmente uomini attraverso la sofferenza-amore; nel rifiutarla, al contrario, ci distruggiamo come uomini attraverso la sofferenza-odio. 314
  • 315.
    6. Solidarietà costitutivain Cristo6. Solidarietà costitutiva in Cristo Costituzione del Verbo Incarnato.Incarnato. Umanità solidale. Natura razionale della sostanzaNatura razionale della sostanza relazionale (persona).relazionale (persona). Filiazione divinaFiliazione divina ee peccato originale.peccato originale. Solidarietà,Solidarietà, Obbedienza-Ribellione.Obbedienza-Ribellione. Costituzione dell’umanitàumanità come tale. Oggettività e soggettività solidali amorose. Costruzione dell’uomo per la sofferenza.Costruzione dell’uomo per la sofferenza. *** sofferenza-*** sofferenza- amoreamore-solida-solidale.le. Distruzione dell’uomo per la sofferenza.Distruzione dell’uomo per la sofferenza. *** sofferenza-*** sofferenza- odioodio-egoista.-egoista. 315
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    7. La Sofferenzavista da7. La Sofferenza vista dalllala RisurrezioneRisurrezione Il Papa è consapevole della difficoltà di ragionare in questo modo, e per questo ci dice che la realtà della sofferenza solidale si comprende solo attraverso la risurrezione. Dalla nostra solidarietà con il massimo della vita che è Cristo risuscitato, possiamo comprendere la nostra solidarietà amorosa con Cristo sofferente sulla croce. Così come Cristo risuscita e nella sua risurrezione è compresa la risurrezione dell’umanità, di tutti e ciascuno di noi, così anche nella sofferenza di Cristo sono comprese le sofferenze e i dolori di tutti e di ognuno di noi. Tra la risurrezione e la croce non esiste alcuna separazione ma una convergenza sia in Cristo come in noi; per questo dice il Papa che Cristo contiene nel suo corpo glorificato i segni delle sue piaghe. 317
  • 318.
    7. La Sofferenzavista da7. La Sofferenza vista dalllala RisurrezioneRisurrezione Difficoltà di comprenderla dalla prospettiva della morte.morte. Possibilità di comprenderla dalla prospettiva della fede nella Risurrezione.Risurrezione. Cristo risuscitato, conservaconserva nel suo corpo glorioso le piaghe della Croce. 318
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  • 320.
    8. Il sensodella Croce Gloriosa8. Il senso della Croce Gloriosa Così si realizza e si comprende ciò che, altrimenti, sarebbe un paradosso insostenibile, uno scandalo e una follia: come la croce è gloriosa, cioè come la croce, dall’essere il male più temuto come morte totale, è l’inizio glorioso di tutta la seconda creazione. Il nulla dal quale nasce questo nuovo mondo di felicità che significa il Paradiso definitivo, non sgorga da un nulla innocente, ma da un nulla colpevole che è il male massimo che è il peccato e che in definitiva sfocia nella croce. E dalla croce, non in virtù della croce, ma in virtù dell’onnipotenza del Padre e per la solidarietà-Amore dello Spirito, il Verbo Incarnato ricrea in noi l’autentico Adamo, l’uomo vero, il modello progettato da Dio da tutta l’eternità, per essere autenticamente umani. 320
  • 321.
    8. Il sensodella Croce Gloriosa8. Il senso della Croce Gloriosa CroceCroce, morte totale Inizio gloriosoInizio glorioso della nuova Creazione “Niente” attuale della nuova Creazione ““Niente Colpevole”Niente Colpevole” ProcessoProcesso della nuova Creazione: Onnipotenza creatrice del Padre Creazione della solidarietà per lo Spirito Conformazione col Verbo Incarnato Croce gloriosa: Morte-RisurrezioneCroce gloriosa: Morte-Risurrezione Niente “colpevole”: peccato del mondoNiente “colpevole”: peccato del mondo 321
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    Nuova Creazione nellamorteNuova Creazione nella morte 323
  • 324.
    L’unico modo perdecifrare l’enigma del dolore e della sofferenza è la via dell’amore. Un amore che è capace di trasformare il niente in realtà piena. La mancanza di significato, la mancanza di direzione, l’anticultura radicale, la contraddizione, la morte: in pienezza di significato, in pieno orientamento, in cultura ascendente, in affermazione gioiosa, in vita; la follia e la stoltezza in ciò che è più saggio e assennato. È l’intima solidarietà dell’amore trionfante che risuscita, nella solidarietà amorosa nella sofferenza più terribile che uccide. È la vittoria sulla morte. 324
  • 325.
    Così, Giovanni PaoloII ci conduce a scrutare in un modo misterioso, abbagliante, ma che è l’unica prospettiva valida, il significato del dolore umano; l’enigma finalmente diventa mistero. Un mistero gioioso, luminoso e pieno di felicità. È il paradosso che ritorna logico attraverso l’Amore Onnipotente di Dio Padre che è il suo Spirito e ha la sua efficacia nel culmine della storia umana, quando ci concede l’intima solidarietà di tutti gli uomini, nella Pasqua del Verbo Incarnato. 325
  • 326.
    LEVANDO IL VELODELL’ENIGMA:LEVANDO IL VELO DELL’ENIGMA: La sofferenza e il dolore non sono un male.non sono un male. Procedono dal male:Procedono dal male: il peccato originale.il peccato originale. Il male lo annichila Cristo mediante la sua sofferenza.mediante la sua sofferenza. Ogni sofferenza umanaOgni sofferenza umana si ricapitola in Cristo nella croce. Lui la soffre e la trasforma in gioia per la risurrezione. Perché la sofferenza e il dolore d’ogni persona nella successione dei tempi si converta in annichilazione del male ci si deve solidalmente unirsolidalmente unir ee alla sofferenza di Cristo e dell’umanità intera, per poter partecipare alla risurrezione. Questa è la partecipazione personaleQuesta è la partecipazione personale vittoriosavittoriosa nella Pasnella Passsione eione e Risurrezione di Cristo.Risurrezione di Cristo. 326
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    TRASFORMAZIONETRASFORMAZIONE DEL MISTERODEL MISTERO:: MISTERO DELLAMISTERO DELLA SOFFERENZA UMANASOFFERENZA UMANA MISTERO DELLAMISTERO DELLA SOLIDARIETÀ DIVINOSOLIDARIETÀ DIVINO = 329
  • 330.
    Soluzione pienaSoluzione piena all’Enigmaall’Enigma delDolore edel Dolore e della mortedella morte 330
  • 331.
    ““Io ritengo infatti,che le sofferenzeIo ritengo infatti, che le sofferenze del momento presentedel momento presente non sono paragonabilinon sono paragonabili alla Gloria futuraalla Gloria futura che dovrà essere rivelata in noi…”che dovrà essere rivelata in noi…” (Rm. 8,18) 331
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  • 333.
  • 334.
    Dalla considerazione delcapitolo precedente, è logico che le domande adesso siano: come si compie nella pratica questa forma di solidarietà di chi oggi soffre e, specialmente quando arriva la morte, come possa partecipare a questa solidarietà ed incontrare una risposta che dia anche felicità dentro un pieno malessere? Queste domande sono la chiave della Pastorale della Salute e la ragione ultima del perché questo libro ha come titolo “La Vita nella morte”. Questa risposta è il Viatico. Specialmente il Viatico, poiché si intende anche accompagnato al Sacramento dell’Unzione dei malati. Sacramenti purtroppo poco amministrati in alcune parti, come segni della secolarizzazione della società attuale, senza i quali, tuttavia, le risposte date non sarebbero che belle teorie o reminiscenze di fatti straordinari del passato. La nostra riflessione si sviluppa in tre punti: Morte e Vita, Solidarietà - comunione, Eternità.
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  • 336.
    336336 Come dicevamo nell’introduzionea questa seconda parte, la differenza tra la teoria e la pratica, nella coniugazione paradossale tra la morte e la vita si ha solamente grazie all’azione divina immediata che ci fa partecipare alla morte e risurrezione di Cristo. In questo terzo capitolo cerchiamo di riflettere sul “come” si realizza questa azione divina. La risposta è: mediante i sacramenti; e in particolare nelle circostanze terminali della vita, mediante i sacramenti dell’Unzione degli Infermi e specialmente del Viatico. I sacramenti prolungano nel tempo le azioni benefiche che Cristo realizzò nel suo tempo. Questi due sacramenti dell’Unzione e del Viatico, potenziano al massimo l’azione salvifica di Cristo nell’unire in realtà la morte con la vita e fare della morte di ogni uomo, unita a quella di Cristo, la culla della vita.
  • 337.
    337337 Attualmente arrivando allatappa terminale della vita assistiamo a varie proposte tra le quali se ne segnalano specialmente due: l’eutanasia e le cure palliative [32]. Le cure palliative sono terapie applicate ai malati terminali per lenire i loro dolori, non li guariscono, ma facilitano una morte degna. Sono di diversi tipi: fisiche, psichiche, sociali, famigliari, spirituali. Le cure palliative fisiche alleviano il dolore, le psichiche offrono comprensione, le famigliari sostengono il malato, le sociali offrono compagnia, per esempio con il volontariato, le spirituali uniscono il malato a Dio. L’Unzione dei malati e il Viatico si potrebbero collocare fra le cure spirituali, bensì come abbiamo ormai detto vanno oltre le cure palliative. [32] Cfr. PONTIFICIO CONSEJO PARA LA PASTORAL DE LA SALUD, Cuidados Paliativos, Madrid 2006
  • 338.
    338338 Per disgrazia viè un movimento crescente che lotta per legalizzare l’eutanasia in diversi paesi. È il culmine della cultura della morte. Dalla parte cristiana si vanno estendendo le cure palliative. Un qualcosa che si accorda molto con la sacralità della vita e il suo rispetto fino al suo tramonto naturale. Tuttavia si nota ancora in queste cure una certa influenza secolarista che non prende in considerazione i sacramenti menzionati. Si generalizza il loro rifiuto, poiché si pensa che sono la stessa morte. Per situare più comprensivamente oggi questi stessi sacramenti e specialmente il Sacramento dell’Eucaristia nel Viatico, li poniamo nell’ambito delle cure palliative.
  • 339.
    1. CURE PALLIATIVE1.CURE PALLIATIVE Che cosa sono?Che cosa sono? Terapie applicate ai malatiTerapie applicate ai malati terminaliterminali Non li curanoNon li curano Mitigano solo il doloreMitigano solo il dolore Facilitano unaFacilitano una morte degnamorte degna 339339
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  • 341.
    DIVERSE CATEGORIE DIDIVERSECATEGORIE DI CURE PALLIATIVECURE PALLIATIVE Fisiche:Fisiche: tolgono il doloretolgono il dolore Familiari:Familiari: sostegno dei parentisostegno dei parenti Sociali:Sociali: offrono compagniaoffrono compagnia Psichiche:Psichiche: offrono comprensioneoffrono comprensione Spirituali:Spirituali: uniscono il malato a Diouniscono il malato a Dio 341341
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  • 343.
    343343 2. Cure palliativespirituali cattoliche: Tutte sono necessarie, però ora mi occuperò solamente delle cure palliative spirituali. Quando si tratta delle cure palliative spirituali cristiane, queste veramente smettono di essere solamente cure palliative, vanno oltre, non mitigano solamente il dolore, ma lo trasformano in felicità. Le cure spirituali cristiane realizzano il paradosso di trasformare la malattia e la morte in fonte di vita nell’unire la propria morte con quella di Cristo. Mediante queste cure spirituali si arriva all’apice della vita, dove si compiono tutti i desideri vitali della persona.
  • 344.
    344344 Questa meraviglia sirealizza attraverso i sacramenti della Chiesa, in particolare attraverso i Sacramenti dell’Unzione degli Infermi e quello dell’Eucaristia ricevuta come Viatico. Dopo una breve menzione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi, mi centrerò in alcune riflessioni sul Viatico, giacché nell’Eucaristia ricevuta come Viatico si compie pienamente la meraviglia di vincere il paradosso che la morte sia la vita e la felicità. Annotiamo brevemente i punti dottrinali ricordando il Concilio Vaticano II, a partire dal quale rifletto su tre punti: il Viatico come vita, il Viatico come comunione e il Viatico come eternità.
  • 345.
    Considerare l’Eucaristia comela salute definitiva, èConsiderare l’Eucaristia come la salute definitiva, è qualcosa che per disgrazia in alcuni ambienti troppoqualcosa che per disgrazia in alcuni ambienti troppo secolarizzati è caduto in disuso. Molti pensano chesecolarizzati è caduto in disuso. Molti pensano che chiamare il sacerdote per l’Unzione degli Infermi e perchéchiamare il sacerdote per l’Unzione degli Infermi e perché porti ai malati il Viatico è uguale a chiamare il becchino. Siporti ai malati il Viatico è uguale a chiamare il becchino. Si teme molto la morte, e certamente di qualsiasi approccio adteme molto la morte, e certamente di qualsiasi approccio ad essa.essa. Tuttavia, ci si pone la domanda: veramente il Viatico è ilTuttavia, ci si pone la domanda: veramente il Viatico è il prologo all’oscurità della morte? Si tratta di qualcosa diprologo all’oscurità della morte? Si tratta di qualcosa di meno elegante che offende la sensibilità educata dell’uomomeno elegante che offende la sensibilità educata dell’uomo di oggi? Che cosa è l’Eucaristia ricevuta come Viatico? Sidi oggi? Che cosa è l’Eucaristia ricevuta come Viatico? Si tratta di un tema lugubre che peggiora la salute deterioratatratta di un tema lugubre che peggiora la salute deteriorata di un malato terminale?di un malato terminale? 345345
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    2. CURE PALLIATIVESPIRITUALI2. CURE PALLIATIVE SPIRITUALI CATTOLICHECATTOLICHE Ma più che palliativeMa più che palliative DannoDanno piena salutepiena salute Sono l’essenza del CristianesimoSono l’essenza del Cristianesimo Morte e RisurrezioneMorte e Risurrezione Attraverso i Sacramenti:Attraverso i Sacramenti: Unzione degli Infermi,Unzione degli Infermi, Eucaristia: ilEucaristia: il ViaticoViatico 346346
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    3. Il ConcilioVaticano II3. Il Concilio Vaticano II  Il Papa Benedetto XVI, nelle sue prime raccomandazioni ha detto di nonIl Papa Benedetto XVI, nelle sue prime raccomandazioni ha detto di non dimenticare il Concilio Vaticano II, poiché la sua ricchezza è stata tale che indimenticare il Concilio Vaticano II, poiché la sua ricchezza è stata tale che in nessun modo possiamo pensare che sia esaurita.nessun modo possiamo pensare che sia esaurita.  Sottolineiamo tre paragrafi presi da due Costituzioni del Concilio Vaticano II, laSottolineiamo tre paragrafi presi da due Costituzioni del Concilio Vaticano II, la Sacrosanctum ConciliumSacrosanctum Concilium e lae la Lumen GentiumLumen Gentium..  A proposito del Sacramento dell’Unzione degli Infermi, la CostituzioneA proposito del Sacramento dell’Unzione degli Infermi, la Costituzione Dogmatica sulla Chiesa, al n. 11 ci dice: “Dogmatica sulla Chiesa, al n. 11 ci dice: “Con l’unzione degli infermi e laCon l’unzione degli infermi e la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli infermi al Signorepreghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli infermi al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi”sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi” [33],[33], e perfinoe perfino li esortali esorta affinchéaffinché “associandosi volontariamente alla passione e morte di“associandosi volontariamente alla passione e morte di Cristo contribuiscano così al bene del popolo di Dio”Cristo contribuiscano così al bene del popolo di Dio” [34][34] [33] Gc 5, 14-16[33] Gc 5, 14-16 [34][34] Cfr Rm 8,17; Col1,24; 2Tim 2,11-12; 1Pt 4,13Cfr Rm 8,17; Col1,24; 2Tim 2,11-12; 1Pt 4,13 350350
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    Nella stessa Costituzione,nel medesimo numero si dice: “Nella stessa Costituzione, nel medesimo numero si dice: “Partecipando alPartecipando al sacrificio eucaristico, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, offrono asacrificio eucaristico, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, offrono a Dio la vittima divina e offrono se stessi unitamente ad essa…MostranoDio la vittima divina e offrono se stessi unitamente ad essa…Mostrano l’unità del Popolo di Dio…realizzata meravigliosamente da questol’unità del Popolo di Dio…realizzata meravigliosamente da questo sacramento”.sacramento”. n.11;n.11; Nella Costituzione sulla Sacra Liturgia, al n.12, si annota: “…Nella Costituzione sulla Sacra Liturgia, al n.12, si annota: “…E lo stessoE lo stesso apostolo ci esorta a portare sempre la mortificazione nel nostro corpoapostolo ci esorta a portare sempre la mortificazione nel nostro corpo perché anche la sua vita si manifesti nella nostra vita mortaleperché anche la sua vita si manifesti nella nostra vita mortale [35][35] PerPer questa causa chiediamo al Signore nel sacrificio della Messa che ‘ricevutaquesta causa chiediamo al Signore nel sacrificio della Messa che ‘ricevuta l’offerta spirituale’, faccia di noi stessi una ‘offerta eterna’per sél’offerta spirituale’, faccia di noi stessi una ‘offerta eterna’per sé [36].[36]. [35]Cfr. 2Cor 4,10-11.[35]Cfr. 2Cor 4,10-11. [36][36] Messale Romano, Secreta del lunedì dell’ottava di Pentecoste.Messale Romano, Secreta del lunedì dell’ottava di Pentecoste. 351351
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    3. IL CONCILIOVATICANO II3. IL CONCILIO VATICANO II Lumen GentiumLumen Gentium (n.11)(n.11) Unzione degli Infermi La Chiesa intera raccomanda gli infermi alLa Chiesa intera raccomanda gli infermi al Signore sofferente e glorificato:Signore sofferente e glorificato: li cura;li cura; lili unisce alla Passione e Morte di Cristounisce alla Passione e Morte di Cristo Offrendoli insieme a CristoOffrendoli insieme a Cristo realizza l’unitàrealizza l’unità del Popolo di Dio.del Popolo di Dio. Eucaristia Porta al culmine l’UnzionePorta al culmine l’Unzione.. 352352
  • 353.
    Sacrosanctum ConciliumSacrosanctum Concilium(n.12)(n.12) Offriamo la mortificazioneOffriamo la mortificazione dei nostri corpi, indei nostri corpi, in unione con la Vittima divinaunione con la Vittima divina La vita diLa vita di Gesù si manifesta nella nostraGesù si manifesta nella nostra vita mortalevita mortale Il Padre Eterno, accettando la nostra offertaIl Padre Eterno, accettando la nostra offerta spirituale,spirituale, ci trasforma in un’offerta eternaci trasforma in un’offerta eterna presentata a Se Stesso.presentata a Se Stesso. 353353
  • 354.
    4. VIATICO:4. VIATICO: IlNucleo della RiflessioneIl Nucleo della Riflessione Come filo conduttore del pensiero che esporrò, mi sia permesso partire daCome filo conduttore del pensiero che esporrò, mi sia permesso partire da ciò che chiamerò “ciò che chiamerò “la contemporaneità”che comporta il mandatola contemporaneità”che comporta il mandato eucaristico ricevuto da Cristo stesso: “Fate questo in memoria di me”.eucaristico ricevuto da Cristo stesso: “Fate questo in memoria di me”. Cioè, in ciascuna Eucaristia il nostro tempo concreto e quello di tutti iCioè, in ciascuna Eucaristia il nostro tempo concreto e quello di tutti i secoli si inserisce nell’evento culmine della Storia, in quello in cui tutto hasecoli si inserisce nell’evento culmine della Storia, in quello in cui tutto ha il suo apice: la Cena Pasquale, la morte e risurrezione del Signore, o peril suo apice: la Cena Pasquale, la morte e risurrezione del Signore, o per essere più espliciti, tutto il significato del mistero dell’Incarnazione nellaessere più espliciti, tutto il significato del mistero dell’Incarnazione nella sua integralità. Dal decreto eterno del Padre, nascosto prima di tutti isua integralità. Dal decreto eterno del Padre, nascosto prima di tutti i secoli, fino alla presenza attuale di Cristo alla destra del Padre, tutto èsecoli, fino alla presenza attuale di Cristo alla destra del Padre, tutto è presente oggi nell’Eucaristia. Il nostro tempopresente oggi nell’Eucaristia. Il nostro tempo “si fonde” nel “tempo“si fonde” nel “tempo eucaristico”.eucaristico”. Per questa via cercherò di imbastire alcune idee a proposito della vita, laPer questa via cercherò di imbastire alcune idee a proposito della vita, la comunione e l’eternità, che significa il Viatico per chi lo riceve.comunione e l’eternità, che significa il Viatico per chi lo riceve. 354354
  • 355.
    4. VIATICO:4. VIATICO: ILNUCLEO DELLA RIFFLESSIONEIL NUCLEO DELLA RIFFLESSIONE L’EUCARISTIA:L’EUCARISTIA: ““FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME” FILO CONDUTTORE:FILO CONDUTTORE: Tutto il MisteroTutto il Mistero di Cristo, dall’Incarnazionedi Cristo, dall’Incarnazione fino alla sua presenza attuale nel cielo,fino alla sua presenza attuale nel cielo, tutto incluso, si fatutto incluso, si fa presente nel momentopresente nel momento del Viaticodel Viatico Per laPer la VitaVita, la, la ComunioneComunione e l’e l’EternitàEternità.. 355355
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    ““FATE QUESTO INMEMORIA DI ME”FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME” 356356
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    358358 1. Il Viatico,culmine della vita Il Viatico, è l’apice della vita. L’Eucaristia è la fonte totale della vita, poiché è la presenza simultanea di tutto il mistero di Cristo. Si tratta della ricreazione della nuova creatura. Nell’Eucaristia si partecipa sempre della medicina dell’immortalità, tuttavia nel Viatico, sulla soglia della morte si ha la contemporaneità della morte con la pienezza della vita, si riceve la medicina per vincere la morte con l’irruzione massima della vita. La nostra morte è questo, la morte come il finale; però con il Viatico la nostra morte smette di essere il finale per la tomba per trasformarsi in culla, nell’autentica nascita.
  • 359.
    359359 Il Viatico, culminedella vita Cristo sulla croce, si abbandona nelle mani del Padre e gli affida il suo spirito, e questo dono di Amore, lo Spirito, è la forza con la quale il Padre trasforma la morte di Cristo in fonte di vita e lo risuscita. Il nostro abbandono al Padre nel momento finale, come un abbraccio totale amoroso nello Spirito, è un abbraccio con le braccia di Cristo inchiodate sulla croce, e con Cristo, nel Viatico, il nostro abbraccio mortale diventa l’immortalità della risurrezione. Cristo parlò della sua ora come l’ora della sua glorificazione, il Viatico fa della nostra ora finale l’ora della nostra glorificazione.
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    1. IL VIATICOCOME CULMINE1. IL VIATICO COME CULMINE DELLA VITADELLA VITA Presenza totale del MisteroPresenza totale del Mistero, che porta al culmine, che porta al culmine l’Unzione degli Infermil’Unzione degli Infermi Ricreazione dellaRicreazione della nuova creaturanuova creatura La medicina dell’La medicina dell’immortalitàimmortalità La più alta irruzione della vita nelleLa più alta irruzione della vita nelle sponde dellasponde della mortemorte Trasforma la tomba inTrasforma la tomba in cullaculla Il cammino:Il cammino: L’ora della glorificazione di Cristo:L’ora della glorificazione di Cristo: la nostra orala nostra ora Croce e RisurrezioneCroce e Risurrezione per l’amoreper l’amore dello Spiritodello Spirito 360360
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    TUTTO IL MISTEROTUTTOIL MISTERO ORA NELL’EUCARISTIAORA NELL’EUCARISTIA 361361
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    362362 2. Significato dellamorte Nel Viatico la nostra morte si unisce alla morte di Cristo e così supplisce a ciò che manca alla passione di Cristo per la salvezza di tutto il mondo. L’evento massimo della nostra esistenza arriva a questo apice quando ci troviamo in sintonia con Cristo e offriamo con Cristo la nostra vita per la salvezza del mondo. Così arriviamo a dare il significato pieno alla sofferenza, alla malattia e al dolore che si assumono per completare nel nostro corpo ciò che manca ai patimenti di Cristo e si dà loro il significato pieno dalla morte. Un paradosso che li trasforma invece del corteo funebre che ci ha accompagnato tutta la vita, nel merito di Cristo che in Cristo e per lui ci merita la nuova vita immortale. Questa unione tra gli antecedenti dolorosi di ogni vita che preludono alla morte e alla stessa morte con i patimenti e alla morte di Cristo, è l’Eucaristia ricevuta come Viatico. Ci dà una contemporaneità di ogni nostra vita con la vita di Cristo e ci fa eredi della vita eterna.
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    2. VIATICO ESIGNIFICATO2. VIATICO E SIGNIFICATO DELLA MORTEDELLA MORTE La morte di CristoLa morte di Cristo nella croce.nella croce. Redenzione: Vita piena per l’umanità.Redenzione: Vita piena per l’umanità. La morte del cristianoLa morte del cristiano per la forza del Viatico,per la forza del Viatico, si uniscesi unisce a quella di Cristo Redentore,a quella di Cristo Redentore, completa ciòcompleta ciò che mancache manca alla passione di Cristo,alla passione di Cristo, acquisendoacquisendo la pienezza della vitala pienezza della vita per seper se stessi e per tutta l’umanità.stessi e per tutta l’umanità. Pienezza di significatoPienezza di significato della nostra morte edella nostra morte e delle nostre sofferenze.delle nostre sofferenze. I nostri meriti per i meriti di Cristo ottengono ilI nostri meriti per i meriti di Cristo ottengono il trionfo sulla morte.trionfo sulla morte. 363363
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    Completando ciò chemanca alla passione di CristoCompletando ciò che manca alla passione di Cristo 365365
  • 366.
    IMMORTALITÀ?IMMORTALITÀ? == DALLA MORTEDALLAMORTE ALAL RINASCERERINASCERE IN CRISTOIN CRISTO PER LO SPIRITO SANTO 366366
  • 367.
  • 368.
    368368 1. Oscurità esolitudine Si è soliti parlare della tremenda solitudine della morte, poiché per morire nessuno può sostituire qualcuno e tutti dobbiamo morire.
  • 369.
    1. OSCURITÀ ESOLITUDINE1. OSCURITÀ E SOLITUDINE IlIl terribileterribile problemaproblema La solitudine nel momentoLa solitudine nel momento della morte:della morte: ““nessuno muore al mionessuno muore al mio posto”;posto”; tutto resta nell’tutto resta nell’oscuritàoscurità 369369
  • 370.
    La solitudine el’oscurità della morteLa solitudine e l’oscurità della morte 370370
  • 371.
    371371 2. Il Viatico,la luce Questo è certo, però anche così per un cristiano, mediante il Viatico questa solitudine non è così terribile come potrebbe apparire a prima vista. Nell’Eucaristia ricevuta come Viatico ci troviamo in piena e intima unione con Cristo che muore in ognuna delle nostre morti, però non vi muore nella tenebra dell’annichilimento ma nella luminosità della risurrezione. Questa luminosità significa la compagnia della Verità personale di tutta l’esistenza, che vissuta in Cristo significa il giudizio misericordioso e benigno del nostro Salvatore; significa l’amore misericordioso del Padre eterno che vive in colui che muore, grazie all’Eucaristia, e che è l’Amore onnipotente dello Spirito Santo. Nel Viatico entriamo nella comunione trinitaria come l’ultimo gradino della salita alla perfezione della nostra esistenza terrena per aprirci alla perfezione massima del cielo.
  • 372.
    2. VIATICO: LUCE2.VIATICO: LUCE LuceLuce La luminosità dellaLa luminosità della risurrezionerisurrezione L’unicaL’unica veritàverità della vita umanadella vita umana LaLa coscienzacoscienza, meriti, il merito di, meriti, il merito di CristoCristo L’L’ infinita misericordiainfinita misericordia di Diodi Dio ComuniComunioneone trinitariatrinitaria 372372
  • 373.
    LA LUCE: L’UNICAVERITÀ DI OGNI VITA UMANALA LUCE: L’UNICA VERITÀ DI OGNI VITA UMANA 373373
  • 374.
    FEDE: LUCE NELMISTEROFEDE: LUCE NEL MISTERO 374374
  • 375.
    LA LUMINOSITÀ DELLARISURREZIONELA LUMINOSITÀ DELLA RISURREZIONE 375375
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    376376 3. Accompagnamento In Cristo,Capo del Cristo mistico, entriamo inoltre nella comunione dei santi con la Santissima Vergine Maria, San Giuseppe, tutti i santi, tutti coloro che si trovano nello stadio del purgatorio e tutti i cristiani con i quali siamo in comunione. Tutti ci accompagnano nel momento definitivo del transito e ci aiutano a fare il passo trascendentale verso la felicità assoluta. In Cristo, Alfa e Omega, Primogenito dell’Universo, si trova virtualmente la creazione intera, e in questo momento per l’Eucaristia ricevuta nel Viatico, è tutta la creazione in attesa in noi della sua redenzione. Questa redenzione la ottiene la creazione intera da colui che muore in Cristo, poiché questo, per il Viatico, si trova nel momento in cui la erediterà in Cristo stesso, che lo rende così anche centro dell’Universo, pensato e voluto dal Padre come primogenito dell’Universo nello stesso Cristo, il Primogenito dell’Universo [37]. [37] Col 1,15-20
  • 377.
    377377 3. Accompagnamento Nel Viaticoper ogni cristiano arriva il momento culminante di cui ci parla S. Paolo nella Lettera agli Efesini: “… poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose quelle del cielo come quelle della terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente, conforme alla sua volontà perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi che per primi abbiamo sperato in Cristo” [38]. [38] Ef 1,9-12.
  • 378.
    3. VIATICO:3. VIATICO: ACCOMPAGNAMENTOACCOMPAGNAMENTO Nell’Nell’unirsiunirsi con Cristocon Cristo L’L’Inabitazione TrinitariaInabitazione Trinitaria L’L’accompagnamentoaccompagnamento di tutta la Chiesa:di tutta la Chiesa: Maria e GiuseppeMaria e Giuseppe Gli Angeli e i SantiGli Angeli e i Santi Le Anime del PurgatorioLe Anime del Purgatorio Tutti coloro che sono inTutti coloro che sono in comunione con lacomunione con la ChiesaChiesa Tutta la Creazione, l’ Universo.Tutta la Creazione, l’ Universo. 378378
  • 379.
    Uniti in CristoUnitiin Cristo 379379
  • 380.
    “Paolo, apostolo diGesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo: Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose quelle del cielo come quelle della terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente, conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi che per primi abbiamo sperato in Cristo. In lui anche voi dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.” Ef 1,1-13 380380
  • 381.
    Uniti allaUniti alla SantissimaSantissima TrinitàTrinità aMariaa Maria agli Angeliagli Angeli e ai Santie ai Santi 381381
  • 382.
    “Egli è immaginedel Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato di tutte le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare tutte le cose rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. E anche voi un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere cattive che facevate, ma ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto; purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo sono diventato ministro”. (Col 1, 16-23) 382382
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    Uniti a Mariae GiuseppeUniti a Maria e Giuseppe 383383
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    Uniti alle animedel PurgatorioUniti alle anime del Purgatorio 384384
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    A tutti imembriA tutti i membri in comunionein comunione con la Chiesacon la Chiesa 385385
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    387387 4. Proporzioni Sperimentare lasolitudine della morte è proprio di chi non ha fede. Nel Viatico, la fede si sostiene per la presenza definitiva di Cristo, è il coronamento del trionfo individuale, solidale e di comunione della fratellanza, dell’amicizia, dell’amore totale di donazione che consisterà nella felicità futura. La proporzione tra solitudine e fede nel momento della morte è opposta: a maggiore fede minore solitudine; a minore fede maggiore solitudine.
  • 388.
    - Fede =+ Oscurità & SolitudineFede = + Oscurità & Solitudine + Fede = - Oscurità & Solitudine+ Fede = - Oscurità & Solitudine 4. PROPORZIONI INVERSE4. PROPORZIONI INVERSE:: 388388
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    390390 1. PRESENZA EUCARISTICA Lapresenza definitiva di Cristo nelle specie eucaristiche ci fa già pregustare l’eternità. Cristo appare come indipendente dalle condizioni di spazio e tempo. La sua dimensione è trascendente a qualsiasi immaginazione sempre condizionata dalle misure di spazio e tempo. Ciò che si fa in tutti gli atti eucaristici che realizziamo, in una maniera molto speciale si realizza nella soglia dell’eternità che è il Viatico.
  • 391.
    1. PRESENZA EUCARISTICA1.PRESENZA EUCARISTICA Modo dellaModo della presenza di Cristopresenza di Cristo nell’Eucaristianell’Eucaristia Indipendente dalle condizioni diIndipendente dalle condizioni di spazio e tempospazio e tempo Senza applicare le sueSenza applicare le sue dimensionidimensioni alle speciealle specie eucaristicheeucaristiche Varcando le soglie dell’Varcando le soglie dell’eternitàeternità 391391
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    392392 2. Eternità Classicamente Boeziodefiniva l’eternità come “interminabilis vitae tota simul atque perfecta posessio” interminabile, simultaneo e perfetto possesso della vita [39] . Nella sua definizione possiamo intuire un aspetto che ci permette di svelare balbettando la partecipazione alla vita divina. Di fatto il limite per dirlo così, tra la divinità e la creatura è il movimento. Dio è immutabile, la creatura è mutevole. Non si tratta certamente solo di un movimento quantitativo misurabile con le coordinate di spazio e tempo, ma di un movimento qualitativo che si perfeziona progressivamente. È il movimento vitale del quale parlavamo nel primo capitolo sulla vita di questa seconda parte del libro. [39] MANLIO SEVERINO BOETIUS, De Consolatione Philosophiae; V. 6
  • 393.
    2. ETERNITÀ2. ETERNITÀ BOETIUS:BOETIUS: ““Interminabilisvitae tota simul atqueInterminabilis vitae tota simul atque perfecta posessioperfecta posessio”:”: Il possessoIl possesso interminabile, simultaneo e perfettointerminabile, simultaneo e perfetto della vita.della vita. Immutabilità:Immutabilità: Onniperfezione: Divinità.Onniperfezione: Divinità. FrontieraFrontiera tra il Creatore e la creatura.tra il Creatore e la creatura. Non solo quantitativa ma ancheNon solo quantitativa ma anche qualitativa.qualitativa. 393393
  • 394.
    394394 3. Immutabilità L’immutabilità divinanon è una quiete estatica carente di dinamismo, ma la pienezza del dinamismo che significa l’onniperfezione. Questa onniperfezione non è solo il concetto aristotelico del motore immobile ma la pienezza della dedizione in una infinita donazione di amore che significa la vita nella Santissima Trinità. È un movimento che non brama di possedere perché è tutto, che è donazione amorosa senza diminuzione, ricezione gioiosa senza aumento: Dio è amore. Non è solamente infinitamente amabile, ma è infinitamente amante. Questa immutabilità della gioia perfetta nell’infinita dedizione amorosa è l’autentica immutabilità divina, la natura della vita di Dio. Partecipare della natura divina è entrare in questa comunità piena di amore, è entrare nel circolo trinitario vincendo la mutevolezza del desiderio e della crescita progressiva nella soddisfazione della creatura al colmo della sua possibilità. È la vita, così solamente, senza aggiungerle niente; è la salute.
  • 395.
    3. IMMUTABILITÀ DIVINA3.IMMUTABILITÀ DIVINA Totalità del dinamismo delle Persone divine.Totalità del dinamismo delle Persone divine. Il dinamismo di una dedizione infinita e reciproca diIl dinamismo di una dedizione infinita e reciproca di Amore, all’interno della Santissima Trinità:Amore, all’interno della Santissima Trinità: Amarsi dandosi senza diminuirsiAmarsi dandosi senza diminuirsi Amarsi ricevendosi senza aumentarsiAmarsi ricevendosi senza aumentarsi La natura di DioLa natura di Dio Amore nell’ immutabilità della gioia perfetta.Amore nell’ immutabilità della gioia perfetta. Amarsi in unAmarsi in un atto infinitoatto infinito di darsi e riceversi senzadi darsi e riceversi senza diminursi nè accrescersi.diminursi nè accrescersi. 395395
  • 396.
    La Vita nellaSantissima TrinitàLa Vita nella Santissima Trinità IlIl PadrePadre pensapensa a sea se stessostesso GeneraGenera il Verboil Verbo Suo FiglioSuo Figlio Il Padre e il Figlio si amano a vicendaIl Padre e il Figlio si amano a vicenda Lo Spirito Santo procede come AmoreLo Spirito Santo procede come Amore Tre persone infinite pensandosi e amandosi totalmente,Tre persone infinite pensandosi e amandosi totalmente, IN MUTUA DONAZIONE, SENZA AUMENTARSI O DIMINUIRSI:IN MUTUA DONAZIONE, SENZA AUMENTARSI O DIMINUIRSI: UN SOLO DIO ETERNOUN SOLO DIO ETERNO 396396
  • 397.
    IMMUTABILITÀ NELLA DONAZIONEPERFETTAIMMUTABILITÀ NELLA DONAZIONE PERFETTA397397
  • 398.
    398398 Mutabilità e immutabilitàin Cristo L’Eucaristia realizza questa meraviglia: Per questo ci dice Cristo: …“Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno…Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre che ha la vita, ha mandato me, e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”. “Questo è il mio corpo che è dato per voi; Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi”. [40] Questo è il Viatico: partecipare al Corpo di Cristo che si dona alla morte e al Sangue che si sparge dalla croce, e allora, entrare nell’eternità. Il limite della mutabilità creata si vince nella morte grazie al Viatico. Poiché il limite tra la divinità e la creatura si varca attraverso il ponte che è la croce. A differenza della vita intratrinitaria, in Cristo si arriva alla massima mutabilità che è la morte, e questa massima mutabilità si trasforma in immutabilità nella risurrezione, per l’Amore dello Spirito Santo. [40] Gv 6,51.54-57 e Lc 22,19-20
  • 399.
    MUTABILITÀ E IMMUTABILITÀIN CRISTOMUTABILITÀ E IMMUTABILITÀ IN CRISTO Tutto il Mistero di Cristo, morto e risorto, in accordo alla suaTutto il Mistero di Cristo, morto e risorto, in accordo alla sua natura umana è:natura umana è: Amare dandosi nella sua totalità: morte-mutabilitàAmare dandosi nella sua totalità: morte-mutabilità Amare ricivendosi nella sua totalità: Risurrezione-Amare ricivendosi nella sua totalità: Risurrezione- eternità.eternità. Attraverso questo cammino la sua natura umana varca laAttraverso questo cammino la sua natura umana varca la soglia dell’immutabilità: eternità.soglia dell’immutabilità: eternità. La sua diminuzione totale: MorteLa sua diminuzione totale: Morte Il suo aumento totale: RisurrezioneIl suo aumento totale: Risurrezione EntrambiEntrambi intercomunicantiintercomunicanti PermanenzaPermanenza delle sue piaghe nel suo Corpo glorioso.delle sue piaghe nel suo Corpo glorioso. 399399
  • 400.
    400400 4. Divinizzazione attraversoil Viatico Questo è il Viatico: partecipare al corpo di Cristo che si consegna alla morte e al sangue che si sparge dalla croce, e allora per la massima mutabilità, entrare nell’eternità.
  • 401.
    4. DIVINIZZAZIONE ATTRAVERSO4.DIVINIZZAZIONE ATTRAVERSO IL VIATICOIL VIATICO Solo unita in Cristo,Solo unita in Cristo, la persona chela persona che muore varcamuore varca la soglia dell’eternitàla soglia dell’eternità Dal tempo all’eternitàDal tempo all’eternità Dalla mobilità all’immmobilitàDalla mobilità all’immmobilità Verso una partecipazione allaVerso una partecipazione alla divinitàdivinità 401401
  • 402.
    Cristo disse: “Seuno mangia di questo pane vivrà in ETERNO… Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me VIVRÀ PER ME” (Gv 6,51.56-57) 402402
  • 403.
    403403 5. IL PONTE D’ATTRAVERSARE Illimite della mutabilità creata si vince nella morte grazie al Viatico. Poi il limite tra la divinità e la creatura si supera attraverso il ponte che è la croce.
  • 404.
    5. IL PONTED’ATTRAVERSARE5. IL PONTE D’ATTRAVERSARE L’L’Unico ponteUnico ponte tra il tempo e l’eternitàtra il tempo e l’eternità è laè la crocecroce IlIl conduttoreconduttore attraverso il ponte è loattraverso il ponte è lo Spirito SantoSpirito Santo Il camminare è ilIl camminare è il camminare di Cristocamminare di Cristo nella croce.nella croce. ““Gesù, gridando a gran voce disse ‘Padre, nelle tue mani consegnoGesù, gridando a gran voce disse ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito!’. Detto questo spirò.”il mio Spirito!’. Detto questo spirò.” (Lc 23,46)(Lc 23,46) L’L’offerta totaleofferta totale della vita umana all’eterno Padre.della vita umana all’eterno Padre. 404404
  • 405.
    PONTE FRAPONTE FRA ILTEMPOIL TEMPO E L’ETERNITÀE L’ETERNITÀ 405405
  • 406.
    406406 6. Il DINAMISMODEL VIATICO La pienezza della salute è la morte. Però non qualsiasi morte, ma la morte in Cristo e con Cristo, uniti intimamente alla morte di Cristo. Questo è il Viatico, la pienezza della salute.
  • 407.
    6. IL DINAMISMODEL VIATICO6. IL DINAMISMO DEL VIATICO IlIl dinamismo per varcaredinamismo per varcare la soglia tra la mobilitàla soglia tra la mobilità e l’immobilità.e l’immobilità. Amando totalmente, dare tutta la vita.Amando totalmente, dare tutta la vita. Dare: diminuzione totaleDare: diminuzione totale Ricevere: incremento totaleRicevere: incremento totale In comunicazione reciproca tra sofferenza e felicità.In comunicazione reciproca tra sofferenza e felicità. SignificatoSignificato dalla morte e risurrezione di Cristodalla morte e risurrezione di Cristo Unione misteriosa con Cristo nella sua morte eUnione misteriosa con Cristo nella sua morte e risurrezione nelrisurrezione nel Viatico.Viatico. 407407
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  • 410.
    410410 Per questo dicevamoall’inizio che il Viatico è ciò che specifica più pienamente la Pastorale della Salute, poiché è l’orizzonte verso il quale avanza l’umanità che corre oltre la vita. Quando con il Papa Giovanni Paolo II definivamo la salute come “la tensione verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale” è verso il Viatico che stavamo dirigendo lo sguardo. La morte è disarmonia, disintegrazione, però con il Viatico, la piena disarmonia diventa non tensione verso l’armonia, ma la stessa armonia che è Cristo risuscitato. Il disordine della morte diventa il massimo ordine, l’angoscia della morte diventa la massima tranquillità. Il viatico è il garante definitivo della pace per ciascuno di noi nel morire, poiché precisamente questo è la pace: “La tranquillità nell’ordine”. Questa è la massima assistenza pastorale che possiamo offrire ai nostri malati anziani.
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    CURE PALLIATIVE?CURE PALLIATIVE? IlViatico va oltre:Il Viatico va oltre: non solo mitiga il dolore e la sofferenzanon solo mitiga il dolore e la sofferenza ma nel pieno malessere,ma nel pieno malessere, dà la felicitàdà la felicità QuestoQuesto è la vita eternaè la vita eterna:: ilil perfetto,perfetto, simultaneo e pieno possesso di una vitasimultaneo e pieno possesso di una vita interminabileinterminabile secondo lasecondo la capacitàcapacità di ogni personadi ogni persona e secondoe secondo la misercoridia di Dio e ila misercoridia di Dio e i meriti dell’uomo PER I MERITI DImeriti dell’uomo PER I MERITI DI CRISTO.CRISTO. 411411
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  • 415.
    VIDEO CLIP In questoquarto capitolo dellaIn questo quarto capitolo della seconda parte del libroseconda parte del libro trattiamo della salute. Dai capitoli precedenti abbiamotrattiamo della salute. Dai capitoli precedenti abbiamo ricavato ormai la cornice per capire meglio il puntoricavato ormai la cornice per capire meglio il punto centrale: la Salute. Iniziamo con le diverse definizioni dicentrale: la Salute. Iniziamo con le diverse definizioni di salute che sono state date; quindi, con il Servo di Diosalute che sono state date; quindi, con il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, la definiamo come tensionePapa Giovanni Paolo II, la definiamo come tensione verso l’armonia. Riflettiamo quindi sulla sua baseverso l’armonia. Riflettiamo quindi sulla sua base religiosa: diamo uno sguardo alla Sacra Scritturareligiosa: diamo uno sguardo alla Sacra Scrittura dell'Antico e del Nuovo Testamento; per poi studiare idell'Antico e del Nuovo Testamento; per poi studiare i diversi elementi della descrizione di Salute dataci daldiversi elementi della descrizione di Salute dataci dal compianto Papa: come unire questi elementi; il camminocompianto Papa: come unire questi elementi; il cammino per trovare la salute e la diversità delle varie forme diper trovare la salute e la diversità delle varie forme di salute. Concludiamo questo capitolo con l’accenno allasalute. Concludiamo questo capitolo con l’accenno alla salute eterna in continuità con la salute temporale, edsalute eterna in continuità con la salute temporale, ed infine con la definizione che proponiamo di salute.infine con la definizione che proponiamo di salute.
  • 417.
    LA SALUTE Nella cornicedei tre capitoli precedenti, possiamo adesso riflettere sull’altro tema centrale della Pastorale della Salute, cioè, la stessa Salute. Cos’è la salute? Tutti sperimentiamo la salute quando l’abbiamo e la malattia quando arriva. Però dall’esperimento al concetto le cose cambiano, perché non è tanto facile descrivere la salute. Infatti, la salute è qualcosa che preserva la vita, ed entrare nel mistero della vita non è cosa facile, come abbiamo riflettuto nei capitoli precedenti.
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    1. Diverse definizionidi Salute Alcune definizioni di salute sono state enunciate così: 1. La salute è il silenzio degli organi. 2. La salute consiste nell’assenza delle malattie. 3. La salute è uno stato di perfetto benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza delle malattie. 4. La salute è il livello di efficacia funzionale e/o metabolico di un organismo, tanto a livello micro (cellulare) come al macro (sociale). 5. La salute è un equilibrio dinamico in continuo movimento da uno stato di salute ad un altro di malattia, dipendendo queste oscillazioni da numerosi fattori o variabili, biologici, psicologici e/o sociali, in intima e continua interazione. 6. La salute consiste nella capacità di reagire a fattori avversi di qualsiasi tipo, senza compromettere il sistema di vita. 7. La salute è un processo, è capacità e disposizione a vivere in forma autonoma, solidale e con capacità di allegria e di gioia. 8. Sotto il profilo mentale, si afferma che la salute è la capacità d’amare, gioire e tollerare. Si dice che i fattori che influiscono nella salute come determinanti generali sono: “la biologia umana”, “l’ambiente”, “la forma di vita” e “l’organizzazione della salute”. Si considerano come fattori molto importanti l’esercizio fisico, la nutrizione e la salute mentale. [41] [41] http://it.wikipedia.org/wiki/Salute
  • 421.
    La Salute è ilsilenzio degli organi. SS II LL EE NN ZZ II OO DD EE GG LL II OO RR GG AA NN II
  • 422.
    La Salute èuno stato di perfetto benessere, fisico, mentale e sociale, e non soltanto l’assenza di malattie.
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  • 424.
    La Salute èil livello di efficacia funzionale e/o metabolica di un organismo, tanto a livello micro (cellulare), quanto al macro (sociale)
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    La salute èun equilibrio dinamico in continuo movimento da uno stato di salute ad un altro di malattia, dipendendo queste oscillazioni da numerosi fattori o variabili, biologici, psicologici e/o sociali, in intima e continua interazione. EQUILIBRIO DINAMICO
  • 426.
    La Salute èun processo, capacità e disposizione per vivere in forma autonoma, solidale e con capacità di allegria e di gioia. AUTONOMIA SOLIDARIETÀ ALLEGRIA GIOIA
  • 427.
    La Salute, sottoil profilo mentale, è la capacità d’amare, gioire e tollerare AMARE GIOIRE TOLLERARETOLLERARE
  • 428.
    2. Annotazioni alledefinizioni di Salute Esaminando queste otto definizioni, o meglio, descrizioni della salute, troviamo che procedono dalla concezione che si ha dell’uomo, cioè che presuppongono tutta un’antropologia sottostante. Da un’antropologia meccanicista materialista non ci si può aspettare altro che una definizione di salute di tipo esclusivamente biologico che si enunci in termini meramente materiali. Così, alcune di queste definizioni hanno concepito la salute soltanto come la mancanza di malattie, oppure nell’ambito esclusivo delle sensazioni corporee. Quando si abbandona questa mentalità, la salute si contempla ormai non soltanto incentrata nella malattia, ma sul malato nella sua complessità. Sono delle definizioni che includono aspetti psicologici e sociali. Tra questi, la più accettata oggi è stata quella formulata dall’OMS, che ha affermato che la salute “ è uno stato di perfetto benessere, fisico, mentale e sociale, e non soltanto l’assenza di malattie”.
  • 429.
    Questa definizione hail pregio di oltrepassare la concezione meramente meccanicista e di prendere in considerazione, per definire la salute, non soltanto le malattie, ma anche il malato. Da questo punto di vista, supera le altre definizioni che provengono da una cornice meccanicista e si apre alle dimensioni mentali e sociali. Ma, purtroppo, la suddetta definizione, rinchiudendo nel concetto di salute un benessere perfetto, esce dalla realtà e non supera un mero desiderio che, d’altra parte, è irraggiungibile. Conseguentemente, questa salute non si troverebbe da nessuna parte, e tutto quello che si concepisce, avendo come base questa definizione, rischia di essere un vero fallimento. Si pensi alla frustrazione di tutta la scienza medica, di tutti gli operatori sanitari che lavorano proprio perché i pazienti accedano alla salute; eppure, questa non si potrà mai avere, giacché lo stato di perfetto benessere non si raggiungerà mai; anzi, la morte inevitabile del malato sarà la frustrazione più grande.
  • 430.
    Ci sono altredefinizioni che puntano piuttosto ad arrivare ad una certa armonia. Una definizione ci parla di armonizzare la salute con la malattia; un’altra asserisce che la salute è la capacità di non lasciarsi turbare dai fattori esterni negativi prorompenti nell’individuo; oppure la capacità di rimanere sempre in allegria e gioia, vivendo in forma autonoma e solidale. Mi sembra che queste definizioni abbiano già un merito in più, poiché cercano l’armonia. Ma queste stesse definizioni cadono anche nella finzione, parlando di armonia, di gioia e di allegria quando, nella realtà, la persona si trova piuttosto turbata dalla malattia. Inoltre, definire la salute come un’armonia tra malattia e salute non ci risolve il problema, giacché si sarebbe dovuto dire prima cosa è la salute, per poterla così comparare con la malattia, altrimenti si affermerebbe lo stesso per lo stesso, vale a dire, che la salute è la salute. Essendo realisti, l’armonia nella sua totalità non esiste in questo mondo, né nell’ambito individuale fisico o mentale, né a livello sociale. Tuttavia, questo accenno all’armonia, penso che ci metta in qualche maniera sulla traccia, seguendo la quale possiamo avvicinarci di più ad un concetto realistico della salute.
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    2. Annotazioni2. Annotazioni Ognidefinizione ha unOgni definizione ha un sottofondosottofondo secondo l’secondo l’Antropologia che si adotta.che si adotta. Alcune si basano sull’AntropologiaAlcune si basano sull’Antropologia positivista biologica.positivista biologica. Altre, suAltre, su aspetti psicologici.aspetti psicologici. Altre cercanoAltre cercano armonia,armonia, gioia, equilibrio.gioia, equilibrio. L’OMS, un perfetto stato.L’OMS, un perfetto stato. Illusorio.Illusorio. DefinizioniDefinizioni ripetitive.ripetitive.
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    II. LA SALUTECOME TENSIONE VERSO L’ARMONIA Definizione di Salute di Giovanni Paolo II Mi riferisco al concetto che ci ha dato il Servo di Dio Giovanni Paolo II, nel suo Messaggio dell’Anno Giubilare del 2000. In quel Messaggio il Servo di Dio Giovanni Paolo II afferma che la salute è: “La tensione verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale, e non soltanto l’ assenza di malattie, che rende capace l’uomo di adempiere la missione che Dio gli ha affidato nella sua vita.” [42] Sottofondo della definizione di Giovanni Paolo II È ovvio che questa definizione di salute abbia come fondamento tutta la concezione cristiana. Possiamo dire che il desiderio di ogni religione è che la divinità ci dia la salute. Questa salute si perde o per cause naturali degli eventi cosmici, oppure per la cattiva storia degli uomini, e si può riconquistarla quando culturalmente si dominano queste cause naturali, oppure gli uomini si liberano delle cattive azioni compiute. [42] Cfr GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per l’VIII Giornata Mondiale del Malato del 2000, Giubileo del Malato, n. 13
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    Tutto è diversonella concezione cristiana della salute. La salute non si trova nel retto ordinamento degli elementi, oppure nelle azioni umane che ci liberano da una storia cattiva. La salute, infatti, non è nemmeno un dono oggettivo che Dio ci dà, ma è lo stesso Dio che si dà a noi in Gesù Cristo. La concezione cristiana di salute è una concezione olistica che prende il tutto della persona umana, in tutte le sue dimensioni, presenti e future. Tanto è così che la fine desiderata da ogni cristiano si chiama appunto salute eterna. Già nell’Antico Testamento appare il concetto di salute come: “fare uno spazio”, come “liberarsi dal nemico”, come “arrivare alla vittoria”, come “aiutare”, come “guarire”, come “salvare”, e colui che dà la salute è il Signore. Egli è il rifugio contro le minacce alla salute, contro i nemici che possono togliere la salute. Egli è il Signore della vita e della morte, dona la vita e libera dalla morte.
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    Nel Nuovo Testamentola salute è data dal Salvatore. Tutta l’opera di Cristo si concepisce come salute: Egli presenta se stesso come la salute, e Colui che ci libera da tutto quello che avversa la salute. La salute è il suo Regno. Non in altra forma s’interpretano i miracoli di guarigione compiuti da Gesù che, nonostante restituiscano la salute temporale, s’indirizzano alla fine come ad un annuncio della salute definitiva, proprio quello che il Salvatore ci viene a portare. Dobbiamo insistere che interessi la salute temporale, ma che questa non si distacca dalla salute intera, anzi, la salute della quale ci parla il Nuovo Testamento non è soltanto qualcosa di spirituale, ma totale, che arriva anche al rinnovamento totale del cosmos [43]. Basandoci su questa concezione antropologica, cerchiamo di spiegare la descrizione di salute che ci ha lasciato il Servo di Dio Giovanni Paolo II. [43] Cfr. W. KOESTER, Heil, in LThk., 5,76-77: J. RATZINGER, Ibid, 78-80.
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    1. Sottofondo religiosodella1. Sottofondo religioso della definizione di Giovanni Paolo IIdefinizione di Giovanni Paolo II Il compito di qualsiasi religione èIl compito di qualsiasi religione è trovaretrovare nella divinità chi ci possa dare lanella divinità chi ci possa dare la salutesalute.. RestituireRestituire l’armonia cosmical’armonia cosmica mediante lamediante la cultura umana.cultura umana. Riconquistare la saluteRiconquistare la salute allontanandosi dalleallontanandosi dalle cattive azionicattive azioni che hanno causato la suache hanno causato la sua perdita.perdita. Il Cristianesimo si colloca in tutt’altraIl Cristianesimo si colloca in tutt’altra prospettiva.prospettiva.
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    2. Antico Testamento2.Antico Testamento La salute nell’La salute nell’Antico TestamentoAntico Testamento.. ““Fare uno spazio”; “liberarsi dal nemico”;Fare uno spazio”; “liberarsi dal nemico”; “arrivare alla vittoria”; “aiutare”; “guarire”;“arrivare alla vittoria”; “aiutare”; “guarire”; “salvare”; “salute”.“salvare”; “salute”. Non danno la saluteNon danno la salute né l’uomo né le forzené l’uomo né le forze delladella natura.natura. La salute la dà soltanto DioLa salute la dà soltanto Dio.. Il Signore èIl Signore è il rifugioil rifugio contro le minacce alla salute.contro le minacce alla salute. Lui è ilLui è il Signore della saluteSignore della salute: della vita e della: della vita e della morte.morte.
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    3.Nuovo Testamento3.Nuovo Testamento Lasalute nel Nuovo Testamento.La salute nel Nuovo Testamento. Tutta l’opera di Cristo si concepisce in sensoTutta l’opera di Cristo si concepisce in senso positivo non soltanto come Redenzione, mapositivo non soltanto come Redenzione, ma come Salute.come Salute. Si fa un passo avantiSi fa un passo avanti, Cristo non dà la salute ma è, Cristo non dà la salute ma è la salutela salute:: Il suo Regno che annunciaIl suo Regno che annuncia è la salute.è la salute. Lui stesso èLui stesso è il Regno di Dio.il Regno di Dio. Lui stessoLui stesso è la Saluteè la Salute.. I miracoli di guarigione si dirigono verso la sua stessa vittoriaI miracoli di guarigione si dirigono verso la sua stessa vittoria sulla morte, versosulla morte, verso la risurrezionela risurrezione.. Cristo è la salute, non soltanto “spirituale”, maCristo è la salute, non soltanto “spirituale”, ma “corporale”, anzi, “cosmica”.“corporale”, anzi, “cosmica”.
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    Si cerca Dioper la Salute.Si cerca Dio per la Salute. RestituzioneRestituzione dell’Armoniadell’Armonia Cosmica.Cosmica. LiberazioneLiberazione dalle azionidalle azioni cattive.cattive.
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    SOLTANTO DIO DÀLA SALUTE.SOLTANTO DIO DÀ LA SALUTE.
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    CRISTO È LASALUTE.CRISTO È LA SALUTE.
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    La Salute cometensione versoLa Salute come tensione verso l’armonia.l’armonia. .. La salute è una tensione versoLa salute è una tensione verso l’armonial’armonia fisica, psichica, sociale efisica, psichica, sociale e spirituale,spirituale, e non soltanto l’assenza die non soltanto l’assenza di malattie,malattie, che rende capacace l’uomo diche rende capacace l’uomo di adempiereadempiere la missione affidata.la missione affidata.
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    III. Elementi delladefinizione di Giovanni Paolo II 1. Tensione Iniziamo con il primo concetto: tensione. La salute prima di tutto è qualcosa che risiede non soltanto negli organi dell’uomo, ma coinvolge tutto l’uomo e lo spinge a tendersi in avanti. Quell’“avanti” si colloca nella linea della speranza. Si attende qualcosa. La salute è la capacità di attendere, la capacità di sperare. Chi non spera niente e rimane chiuso in se stesso ha perso la salute. Questo “tendere in avanti” significa che la salute ha dei gradi, e che la si può conseguire in misure diverse, ma rimane sempre aperta la perfettibilità di quello che si è conseguito. Questa perfettibilità è la scala della speranza: si basa su quello che ormai si ha, e da questa realtà si tende verso un futuro migliore. Si genera così uno slancio continuo che non si ferma mai e che, concepito in maniera corretta, preserva contro qualsiasi depressione. La speranza reale costituisce l’immunità contro qualsiasi frustrazione.
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    1.Tensione1.Tensione CoinvolgeCoinvolge tutto l’uomo.tuttol’uomo. SignificaSignifica “tendersi in Avanti”.“tendersi in Avanti”. InvolucraInvolucra la speranza:la speranza: Chi non spera non ha salute.Chi non spera non ha salute. HaHa gradi:gradi: Non significa perfezione.Non significa perfezione. SignificaSignifica perfettibilità.perfettibilità. È laÈ la scala della speranza.scala della speranza. È unoÈ uno slancio continuo.slancio continuo. Rende immune controRende immune contro la depressione e lala depressione e la frustrazione.frustrazione.
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    2. Armonia Quello chesi spera, quel verso il quale si tende è l’armonia. Certo, la piena armonia non è raggiungibile in questa vita. Dunque non è reale aspettare, come dice la definizione dell’OMS, “uno stato di perfetto benessere”. Ma quello che è reale è tendere verso l’armonia; in altre parole, lentamente, aumentare in se stesso l’armonia parziale che ormai si possiede. La salute, dunque, è una lotta contro tutto quello che avversa l’armonia nell’uomo. Questa affermazione si chiarisce considerando che l’armonia è la confluenza ordinata di distinti, cioè, l’unità. E l’unità è la vita, giacchè proprio la disintegrazione è la morte. Tendere verso l’armonia è lottare per avere ed aumentare la vita, e la salute è proprio la maniera unica per conservare ed aumentare la vita. Guardando che classe di armonia sia quella che domanda la salute, vediamo che non si tratta soltanto in questa tensione di meri desideri, ma di fatti concreti che realizzano continuamente l’armonia in tensione, in pratica che fanno aumentare quella che ormai si ha, e correggono i difetti di disarmonia che si possono trovare. Infatti, si tende verso una quadrupla armonia, vale a dire: fisica, psichica, sociale e spirituale. È evidente che quest’armonia si riferisce ai singoli aspetti, ma non si può riferirla ai singoli se non quando c’è armonia nell’insieme dei quattro aspetti, alla maniera dei vasi comunicanti.
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    2. Armonia2. Armonia Lapiena armonia come meta.La piena armonia come meta. La perfetta armonia qui è un’La perfetta armonia qui è un’illusione.illusione. L’armonia parziale si haL’armonia parziale si ha come partecome parte dinamica edinamica e crescente della salute.crescente della salute. L’armoniaL’armonia è l’unità, quindi, la vita.è l’unità, quindi, la vita. La salute consiste nelLa salute consiste nel lottare per la vita:lottare per la vita: LottareLottare per l’unità.per l’unità. LottareLottare per l’armonia.per l’armonia. Questa armonia èQuesta armonia è quadrupla:quadrupla: Fisica, psichica, sociale, spirituale.Fisica, psichica, sociale, spirituale. Interna,Interna, in ogni aspetto.in ogni aspetto. IntercomunicabileIntercomunicabile: vasi comunicanti.: vasi comunicanti.
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    3. Fisica Costruire l’armoniafisica significa costruire tutto l’aspetto biologico della salute, aspetto sul quale puntano tante concezioni attuali della medicina, che non si rifiuta, ma che fa notare la sua parzialità. La salute è anche l’assenza delle malattie, ma non soltanto. Dunque, lottare contro le malattie e con tutta la forza appartiene al concetto stesso di salute. E’ chiaro che nell’armonia fisica, nell’assenza di malattie, ci sono dei gradi; si può avere più o meno salute fisica.
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    3. Fisica3. Fisica RecuperiamoRecuperiamoalcune definizioni iniziali:alcune definizioni iniziali: ““Silenzio degli organi”; “assenza di malattie”;Silenzio degli organi”; “assenza di malattie”; ““efficacia funzionale e/o metabolica di unefficacia funzionale e/o metabolica di un organismo”.organismo”. Gradi:Gradi: Gravità o menoGravità o meno dell’inefficacia funzionale.dell’inefficacia funzionale. Meta esclusiva ancora diMeta esclusiva ancora di moltimolti operatorioperatori sanitari.sanitari.
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    4. Psichica4. Psichica Quandosi parla dell’armonia psichica parliamo dell’armoniaQuando si parla dell’armonia psichica parliamo dell’armonia nell’autoconduzione. Ricordiamo il famoso mito dell’auriga del qualenell’autoconduzione. Ricordiamo il famoso mito dell’auriga del quale ci parla Platone nel Dialogo di Fedro e che narra così:ci parla Platone nel Dialogo di Fedro e che narra così: Volava per il mondo intelligibile un auriga, condotto da due cavalli,Volava per il mondo intelligibile un auriga, condotto da due cavalli, uno tirava bene, l’altro male. Uno bianco, l’altro nero. All’improvviso,uno tirava bene, l’altro male. Uno bianco, l’altro nero. All’improvviso, e per colpa del cavallo nero, l’auriga perde il controllo e tuttie per colpa del cavallo nero, l’auriga perde il controllo e tutti precipitano nell’abisso ed al carro si rompono le ali. Il carro alato èprecipitano nell’abisso ed al carro si rompono le ali. Il carro alato è l’anima, l’intelletto, la parte razionale, l’auriga che conduce; dirige lel’anima, l’intelletto, la parte razionale, l’auriga che conduce; dirige le altre parti, benché talvolta discutano. Il cavallo bianco è la partealtre parti, benché talvolta discutano. Il cavallo bianco è la parte irascibile dell’uomo, il coraggio, l’impulso, la bravura, l’azione. Ilirascibile dell’uomo, il coraggio, l’impulso, la bravura, l’azione. Il cavallo nero è la parte concupiscente, il desiderio, la soddisfazionecavallo nero è la parte concupiscente, il desiderio, la soddisfazione delle necessità fisiche. La nascita fisica di una persona porta con sédelle necessità fisiche. La nascita fisica di una persona porta con sé la caduta dell’anima nel corpo, si perde il controllo del carro alatola caduta dell’anima nel corpo, si perde il controllo del carro alato che cade nell’abisso. Si rompono le sue ali e non può volare più, mache cade nell’abisso. Si rompono le sue ali e non può volare più, ma con il moncone ha ancora sensibilità ed inquietudini che lo fannocon il moncone ha ancora sensibilità ed inquietudini che lo fanno piano piano risalire.piano piano risalire. 453453
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    Senza accettare l’improntadualistica di Platone, possiamo però affermare che l’armonia psicologica consiste nell’armonia dei due cavalli, quello bianco e quello nero, e quell’armonia è retta dall’auriga. L’Intelletto, la Volontà, la parte irascibile dell’uomo, il coraggio, l’impulso, la bravura, l’azione e la parte concupiscente, il desiderio, la soddisfazione delle necessità fisiche, ecc. devono equilibrarsi ed essere in armonia, per poter percorrere adeguatamente il cammino della vita. Cioè l’armonia psicologica consiste nella propria auto trasparenza e guida cosciente di se stessi verso un fine degno e capace, specialmente quando le malattie fisiche s’intensificano, oppure quando fattori estrinseci, fisici o affettivi minano la persona. Intelletto, volontà, sentimenti, impulsi vitali, tutti in perfetta armonia. La sesta e settima definizione di salute indicate, toccano quest’aspetto.
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    5. Sociale La personaumana ha, per così dire, due versanti che la costituiscono, il versante individuale ed il versante sociale. L’armonia verso la quale si tende nella salute, è l’armonia individuale, ma anche l’armonia sociale. L’armonia sociale è l’armonia di complemento con altre persone. È l’armonia dell’amore. Significa la giustizia, la pace, l’amore. Significa trovare l’altra persona, individualmente e collettivamente, donarsi a lei e riceverla nello stesso tempo. Va dall’armonia familiare e dall’amicizia, a quella sociale nei diversi tipi di manifestazione, tanto politico quanto economico, scientifici ed in genere culturale. Qui possiamo anche parlare dell’armonia ambientale, che significa la preservazione dell’ambiente contro l’inquinamento. La distruzione dell’ambiente distrugge anche la salute sociale, psichica e fisica.
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    5. Sociale5. Sociale Versanteindividuale e versante socialeVersante individuale e versante sociale della persona.della persona. Armonia sociale:Armonia sociale: complemento mutuocomplemento mutuo con altre persone:con altre persone: Giustizia, Pace, Amore.Giustizia, Pace, Amore. Famigliare, amicizia, economica, politica,Famigliare, amicizia, economica, politica, ambientale, culturale.ambientale, culturale. Senza salute sociale non c’è saluteSenza salute sociale non c’è salute..
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    6. Spirituale Quando parliamodella salute spirituale, intendiamo il grado di unificazione totale umana. La persona umana si unifica quando ha un obbiettivo vitale al quale tende in totalità. La salute spirituale coordina, per così dire, la salute fisica, la salute psichica e la salute sociale, in quanto le dirige tutte e tre verso quest’obbiettivo vitale. Se la persona è smarrita e non sa cosa deve fare nella vita, a che cosa o a chi deve ordinare la sua esistenza, quella persona non gode di salute spirituale. Quindi, l’obbiettivo vitale deve essere in sé degno e capace di ordinare verso di sé la salute fisica, la salute psichica e la salute sociale. Un errore nella scelta di quest’obbiettivo fa sì che non si consegua l’armonia desiderata e che veramente non si abbia la salute. Nella misura in cui quest’obbiettivo domina l’esistenza si avrà l’armonia, e così la salute.
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    6. Spirituale6. Spirituale Unificazionetotale umana.Unificazione totale umana. Obbiettivo vitaleObbiettivo vitale verso il quale si tende inverso il quale si tende in totalità:totalità: Capace e degnoCapace e degno di saziare l’uomo.di saziare l’uomo. Errore nella sceltaErrore nella scelta: malattia estrema.: malattia estrema. CoordinamentoCoordinamento della salute fisica,della salute fisica, psichica e sociale:psichica e sociale: Fa comunicare tra loroFa comunicare tra loro le tre saluti.le tre saluti. MisuraMisura del grado totale di salute.del grado totale di salute.
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    7. L’Unificazione Per questoil Servo di Dio Giovanni Paolo II afferma che la salute dipende dall’adempimento della missione che Dio ha assegnato alle diverse persone. La missione è l’obbiettivo vitale che deve unificare tutta la vita. Questa missione, in molteplici forme, consiste nel fatto che ognuno deve superare la morte ed avere una vita che non finisce mai. Vale a dire, la missione di ognuno consisterebbe nel conseguire la pienezza di vita. La salute è per conservare la vita. La spiritualità della salute consiste non soltanto nel conservare la vita presente, ma moltiplicarla in una maniera quasi infinita. Questa salute spirituale non è in contrasto con la salute fisica, psichica e sociale, ma oltre ad unificarle, come si è detto, nell’adempimento della propria missione, le prolunga fino a frontiere inimmaginabili.
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    7. L’Unificazione7. L’Unificazione Siunifica per laSi unifica per la missione vitale.missione vitale. Compito:Compito: superare la morte:superare la morte: Massima salute.Massima salute. Pienezza di vita.Pienezza di vita. LaLa spiritualitàspiritualità della salute:della salute: ConservareConservare la vita.la vita. Moltiplicarla eMoltiplicarla e aumentarlaaumentarla quasi all’infinito.quasi all’infinito. DiversitàDiversità di salute:di salute: Diversità diDiversità di missioni.missioni. Diversità diDiversità di persone, carattere.persone, carattere. Diversita di circostanze.circostanze. ArmonieArmonie per l’intercomunicazioneper l’intercomunicazione di missioni.di missioni.
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    Salute socialeSalute sociale Famiglio,SocietàFamiglio, Società AmbienteAmbiente Salute PsychicaSalute Psychica Mente e Pensiero,Mente e Pensiero, Emozioni, VolontàEmozioni, Volontà Salute FisicaSalute Fisica Il Corpo…Il Corpo… SPIRITUALESPIRITUALE
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    8. Il cammino QuandoPapa Benedetto XVI, quando parla della Speranza dell’umanità, parla delle diverse speranze che abbiamo, tanto quelle piccole, individuali, come anche quelle collettive; e dell’insufficienza di queste speranze nella coscienza dell’umanità, tanto che superate storicamente in questi ultimi tempi molti arrivano a un mero soggettivismo relativista. Applicando questi concetti della speranza agli obbiettivi vitali, possiamo dire in consonanza con le affermazioni pontificie che negli ultimi tempi l’umanità ha pensato che l’obbiettivo vitale fosse la scienza, e l’ha posta come supremo unificatore della vita; visto che non riusciva ad adempiere a tutti i bisogni dell’umanità, si è pensato piuttosto alle ideologie; ma queste ultime si sono anche mostrate del tutto insufficienti per unificare la vita. Così si è rifugiata nel soggettivismo e relativismo estremo (Cfr. Enciclica Spe Salvi ). In questo contesto ci troviamo con l’unica proposta reale perché storica: l’obbiettivo vitale e il cammino per arrivare a questa salute spirituale sono offerti gratuitamente ad ogni persona da Dio stesso in Gesù Cristo. Egli è l’unica salute. Egli ci assume nella sua morte e risurrezione, attraverso il grande Amore che è lo Spirito Santo. Adempiere la missione significa rispondere con tutto l’amore umano a quest’Amore divino e, così, unificare tutta l’esistenza nell’amore. Quest’Amore non è soltanto tra Dio ed una persona in particolare, ma è un amore che si estende a tutta la famiglia umana, iniziando con la propria famiglia ed arrivando all’umanità intera. Anzi, è un amore totale che abbraccia tutto l’Universo. Amore, Unità Armonia, Salute sono concetti intercambiabili.
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    8. Il Cammino8.Il Cammino Unico cammino offertoUnico cammino offerto: (: (Spe SalviSpe Salvi):): Insufficienza delleInsufficienza delle scienze.scienze. Insufficienza delleInsufficienza delle ideologie.ideologie. L’unica realtà storicaL’unica realtà storica di superamento della morte:di superamento della morte: Cristo morto e risorto.Cristo morto e risorto. Il cammino:Il cammino: Essere incorporatoEssere incorporato alla morte e risurrezione di Cristo.alla morte e risurrezione di Cristo. IncorporazioneIncorporazione per l’Amoreper l’Amore dello Spirito Santo.dello Spirito Santo. Universalità:Universalità: PerPer tutte le persone:tutte le persone: Per coloro che hanno laPer coloro che hanno la fede in Cristo.fede in Cristo. Per coloro chePer coloro che non hanno la fede in Cristo.non hanno la fede in Cristo. InIn maniera soltanto a Dio conosciutamaniera soltanto a Dio conosciuta.. Salute totale:Salute totale: Spirituale, Materiale, Cosmica.Spirituale, Materiale, Cosmica.
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    9. Diversità disalute La tendenza verso l’armonia e l’armonia conseguita ha, pertanto, dei gradi che, in fondo, dipendono dalla configurazione con Cristo Morto e Risorto; vale a dire dipendono dal dono d’Amore dello Spirito Santo e dal grado di amore umano con il quale liberamente si risponde a quest’Amore divino. Le diversità delle donazioni divine ricevute da questo Amore costituiscono la diversità mai ripetibile delle missioni, la diversità di ogni persona umana, la diversità dei distinti caratteri, la diversità di circostanze nelle quali si vive. Così si configurano le diverse spiritualità e si configurano le distinte armonie. Conseguentemente, si arriva alla diversità di salute e dei gradi di salute. È così evidente che la salute è sempre differente tra una persona e l’altra, ed è anche diversa secondo la tappa della vita nella quale ognuno si trova. Come annotazione finale, osserviamo che quest’obbiettivo vitale è un obbiettivo per tutta l’umanità; tuttavia, secondo i disegni divini, si presenta differentemente ad ognuno. Si può dire, dunque, che valga soltanto per i cattolici, ovvero per chi abbia la fede Non cristiana. È per tutti. Come conseguano quest’armonia nella pratica coloro che non condividono la fede cristiana, è qualcosa che in ultimo termine soltanto Dio conosce.
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    DIVERSITÀ DI MISSIONE,PERSONE, CARATTERE, SALUTEDIVERSITÀ DI MISSIONE, PERSONE, CARATTERE, SALUTE
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    DIVERSE CIRCOSTANZE DIVITA: HABITAT E SALUTEDIVERSE CIRCOSTANZE DI VITA: HABITAT E SALUTE
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    L’affermazione centrale inquesta riflessione è che la salute è l’armonia e quest’ultima la si ottiene soltanto vincendo la morte; l’unica via per vincere la morte è essere, in piena realtà, incorporati alla morte e risurrezione di Cristo. Così possiamo meglio capire perché il Servo di Dio Giovanni Paolo II ci abbia lasciato questa descrizione di Salute come la tensione verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale, e non soltanto l’assenza di malattie, che rende capace la persona di adempiere la missione che il Signore le ha affidato.
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    CONCLUSIONECONCLUSIONE La salute èl’armonia.La salute è l’armonia. Questa si consegue inQuesta si consegue in diversi gradidiversi gradi cheche determinano i gradi di salute che sideterminano i gradi di salute che si generano per la tendenza verso l’armonia.generano per la tendenza verso l’armonia. Questa armonia èQuesta armonia è fisica, psichica,fisica, psichica, sociale e spirituale.sociale e spirituale. Si consegue soltantoSi consegue soltanto vincendo la morte.vincendo la morte.
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    CONCLUSIONECONCLUSIONE L’unicaL’unica forma realee storicaforma reale e storica per vincereper vincere la morte è essere incorporato alla morte ela morte è essere incorporato alla morte e risurrezione di Cristo.risurrezione di Cristo. Questa incorporazione la faQuesta incorporazione la fa lo Spiritolo Spirito Santo, l’Amore infinito di DioSanto, l’Amore infinito di Dio e la suae la sua piena armonia.piena armonia. Così, Salute, Armonia,Vita e Unità sonoCosì, Salute, Armonia,Vita e Unità sono concetti checoncetti che si coinvolgono a vicendasi coinvolgono a vicenda.. Conseguentemente la Salute è:Conseguentemente la Salute è:
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    Ci chiediamo infine,in questo capitolo che chiude il libro, come poter presentare il nucleo della Pastorale della Salute alla società attuale. Per rispondere a ciò, abbiamo intitolato questo capitolo “Profilo del professore cattolico di medicina”. Come si può distinguere un professore cattolico di medicina da uno non cattolico? Per rispondere a questa domanda e, pertanto, per poter presentare a livello accademico la Pastorale della Salute, procediamo nel seguente modo: Cosa è la cultura? Cosa è un maestro? Come si passa da essere insegnante di medicina a professore di medicina? La risposta s’incentra nella vittoria sulla frustrazione che, necessariamente, accompagna il maestro di medicina non cattolico, in quanto l’unica cosa che può insegnare ai suoi allievi è allontanare un po’ nel tempo la morte dei pazienti; al contrario, il professore di medicina cattolico è colui che insegna come vincere la morte anche attraverso la medicina; pertanto, il professore cattolico di medicina è colui che insegna come si è medico cattolico. Sotto questa prospettiva trattiamo dell’identità del medico cattolico attraverso tre tracce vocazionali: Dio ci chiama per esistere; per stare vicino a Lui; per servire gli altri. Questa è la chiamata fondamentale che costituisce la Chiesa. Studiamo così come il medico cattolico, in quanto Chiesa, sia un testimone della risurrezione del Signore che, anche attraverso la medicina, vince la morte, procrastinando la pienezza della vita, facendoci già partecipare della stessa risurrezione del Signore Gesù.
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    482 Ciò che abbiamocercato di svolgere in questa seconda parte tocca ciò che è più profondo nel Cristianesimo, che non è facile da comprendere in una società secolarizzata come la nostra. Però questa difficoltà non toglie l’obbligo che abbiamo di farlo conoscere a tutti nella sua realtà meravigliosa. Come farlo? Cerchiamo di rispondere a questa sfida da ciò che si potrebbe considerare come la fonte alla quale si deve arrivare e questa fonte mi sembra che sia la scienza medica come tale. Come insegnare la coniugazione tra la vita e la morte di modo che la morte sia la fonte della vita nell’ambiente medico di una Facoltà di Medicina? Quale sarebbe pertanto il profilo di un professore cattolico di medicina in questo ambito? Tracciare il profilo del maestro cattolico di Medicina è un compito molto esteso. Suppone il comprendere ciò che significa essere un maestro, ciò che significa il maestro di medicina, e sapere ciò che lo può qualificare come cattolico. La domanda si impone, realmente si differenzierà un maestro di medicina non cattolico da un maestro di medicina cattolico? E se questo fosse possibile, in che consisterà questa differenza? Cercando di rispondere a questi interrogativi seguo questa successione: il maestro come colui che insegna, il maestro come professore, e il maestro come cattolico.
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    483 Parlare del maestroè parlare della cultura. La cultura è stata definita in moltissimi modi, qui la intendo come l’umanizzazione della natura. Intendo per natura tutto ciò che è fuori dal soggetto e di cui necessita per vivere. L’educazione, intendendo così la cultura, sarà l’assimilazione della cultura. Per capire il processo dell’educazione è necessario comprendere il processo della cultura. Questo comprende quattro tappe fondamentali: introspezione, tradizione, assimilazione e progresso. Nell’introspezione il soggetto si rende conto delle sue necessità; nella tradizione vede che cosa gli si offre per soddisfarle; nell’assimilazione, le soddisfa; e nel progresso scopre nuove necessità e procede a creare nuove soddisfazioni che non ha incontrato nella tradizione [44]. [44] Cfr. J. LOZANO, Hacia el Tercer milenio, CEM, México 1988, Hacia una teología de la cultura, 47-107. Specialmente per il punto cultura e magistero, Cfr. J. LOZANO, Teología Estado y Sociedad, 51-77. F. LARROYO, Ciencias de la Educación, Primera Parte, Ontología de la cultura.
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    484 CONCETTI BASILARI La Culturaè l’umanizzazione dellal’umanizzazione della naturanatura La natura è tutto quello che si trova fuori dal soggetto. L’educazione è l’assimilazione dellal’assimilazione della 484
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    CONCETTI BASILARI Le tappedella cultura sono: IntrospezioneIntrospezione TradizioneTradizione AssimilazioneAssimilazione ProgressoProgresso 486
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    489 1. Il maestrocattolico di medicina. Il maestro di medicina come “insegnante”. Il maestro è un insegnante, insegna. Insegnare è una parola derivata dal latino “Insignare” che significa segnalare. Il maestro segnala all’alunno ciò di cui l’alunno ha bisogno e di cui deve appropriarsi. Questo significa che il maestro prima di tutto ha bisogno di conoscere ciò di cui necessita l’alunno per guidarlo nella sua introspezione e rendersi conto delle sue necessità. Guidarlo nella sua propria introspezione è il primo passo dell’educazione, che propriamente significa “tirare fuori da”, “educere”, dovrà per tanto aiutare l’allievo a sviluppare le sue virtualità. Senza questa tappa iniziale, l’insegnamento è inutile.
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    490 Allorquando il maestroinsegna all’alunno a conoscere le sue necessità, gli segnala nella tradizione quello che può soddisfarlo. Questo è ciò che si suole chiamare “bene culturale”. Scoperto il “bene culturale” gli segnala anche il cammino per poter appropriarsi di tale bene e assimilarlo. Deve anche segnalare nuovi orizzonti, sia nel ramo delle necessità, come nel ramo di possibili nuovi orizzonti. Insegna come qualcosa di necessario la ricerca che lo porta a “creare” nuovi beni culturali. La cultura medica, conseguentemente consiste nell’umanizzazione della medicina e dell’educazione medica, nell’ assimilazione della umanizzazione della medicina. Il dovere del maestro di medicina è segnalare all’alunno di medicina come assimilare l’umanizzazione della medicina, e progredire continuamente in essa.
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    Tappe culturali segnala: AutocomprensioneAutocomprensione Beni culturaliBeniculturali AppropriazioneAppropriazione ProgressoProgresso 492
  • 493.
    493 Seguendo i passidi ogni cultura, nella tappa dell’introspezione, il maestro di medicina deve segnalare all’alunno il cammino perché sia lo stesso alunno a trovare le necessità che lo devono portare a cercare la tradizione medica come una soddisfazione delle stesse. Qui si radica in primo luogo l’attitudine o meno di un alunno per apprendere la cultura medica. Se le sue necessità, che sono connesse con le sue capacità, non sono quelle che si soddisfano con la cultura medica, il maestro deve segnalare al possibile alunno che non è il caso che sia educato in una cultura di cui non ha bisogno o per la quale non ha capacità.
  • 494.
  • 495.
  • 496.
    496 Superato il passaggiodella introspezione nella cultura medica, il maestro di medicina deve segnalare la tradizione medica. Cioè, l’insieme dei “beni culturali” medici che esistono. Qui si trova tutto il complesso terreno delle scienze, tecniche e arti mediche. Il maestro di medicina deve dominare questo terreno o, data la complessità del sapere medico attuale, almeno la specialità nella quale egli si trova come maestro.
  • 497.
  • 498.
    498 Oltre alla competenzascientifica e tecnica, il maestro di medicina come ogni altro maestro, deve essere un perito nelle scienze dell’educazione, specialmente nella Didattica, poiché quando “insegna”, deve farlo con tale chiarezza che l’alunno può incontrare il bene culturale medico che gli si indica. Qui il maestro di medicina arriva al terzo passaggio della cultura, l’assimilazione. Non basta insegnare il complesso medico ma deve anche segnalare all’alunno il cammino pratico per impadronirsi di questo.
  • 499.
    Riempire soddisfazioni Medicina eSaluteMedicina e Salute “Perfetto stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solo carenza di malattie” ?O.M.S.O.M.S. 499
  • 500.
  • 501.
    501 Una volta cheil maestro di medicina compie questo terzo passaggio, deve aprire cammini ulteriori perché l’alunno riconosca necessità mediche inedite e basandosi su ciò che è già esistente riuscire a “creare” nel futuro nuovi beni culturali medici. Deve segnalare in concreto i cammini per il progresso della medicina e il modo secondo il quale i suoi alunni devono camminare per questi sentieri fino ad allora inesplorati.
  • 502.
  • 503.
    503 2. Il maestrodi medicina come professore Oltre ad essere un insegnante il maestro di medicina deve essere un professore, e qui apriamo il nostro pensiero per addentrarci nel campo di un maestro cattolico di medicina. Come insegnante, fino a un certo punto, condivide la sua personalità con qualsiasi altro insegnante di medicina, qualunque sia la sua mentalità o ideologia; come professore è un’altra cosa. In effetti, la parola professore ha in sé una connotazione religiosa, poiché viene dal verbo professare, che significa adesione a una fede e alla sua professione. Se il maestro resta solo al livello di insegnante rimane frustrato lui e il suo alunno. Segnala le scienze e le tecniche della salute e della vita; ma essendo realista, segnala che tutta la scienza e tecnica medica hanno la battaglia definitivamente persa, perché viene la morte e davanti ad essa, tutta la scienza e tecnica medica si manifestano impotenti e fallite.
  • 504.
    504 Essendo sincero conse stesso e con i suoi alunni, ai livelli di introspezione e assimilazione della medicina come superamento delle malattie deve segnalare l’insuccesso ultimo di ogni scienza, tecnica e arte medica, poiché alla fine di tutti i suoi sforzi si trova la morte. Solo se è capace di segnalare, insieme con la stessa medicina e in un certo modo da essa, il superamento della morte, il suo insegnamento ha un valore duraturo e non si perde allontanando solo la fine del malato quanto si può. Però per esso deve superare il semplice livello di insegnante e diventare veramente professore. Professare una fede che apre la salute e la vita verso la trascendenza della morte.
  • 505.
    Medicina e morte Si raggiungelaSi raggiunge la finalitàfinalità dell’insegnamentodell’insegnamento della Medicina?della Medicina? Medicina eMedicina e frustrazionefrustrazione BURLABURLA 505505 BURLBURL AA
  • 506.
    Soluzione alla frustrazione Solo vincendoSolo vincendo lamorte.la morte. Possibilità? Passando da “Insegnante” a “Professore” 506
  • 507.
  • 508.
    ProfessoreProfessore cattolicocattolico di Medicinadi Medicina Insegnante dellescienze e l’arte della salute, aperte alla vittoria sulla morte Unica posibilità:Unica posibilità: Professare la Fede nella morte e Risurrezione di Cristo come il fatto medico più reale che finalizza tutto l’insegnamento medico. Professore Cattolico di MedicinaProfessore Cattolico di Medicina Colui che insegna dalla Medicina, come si vince la morte. 508
  • 509.
  • 510.
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  • 512.
    L' IDENTITÀ DELMEDICOL' IDENTITÀ DEL MEDICO CATTOLICOCATTOLICO 512
  • 513.
    513 II. Identità delmedico cattolico. Prendo come base la Carta degli Operatori Sanitari che ha pubblicato il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute che a sua volta fa riferimento al pensiero del Servo di Dio Giovanni Paolo II e dall’identità tracciata dal Papa e in essa, cerco di imbastire alcune idee come sua interpretazione e commentario.
  • 514.
    514 CARTA DEGLI OPERATORISANITARI Nella Carta degli Operatori Sanitari si descrive così il medico cattolico: Al medico cattolico la sua professione gli richiede di essere custode e servitore della vita umana. Deve farlo mediante una presenza vigile e sollecita al fianco degli infermi. L’attività medico-sanitaria si fonda su una relazione interpersonale: è un incontro tra una fiducia e una coscienza. La coscienza di un uomo segnato dalla sofferenza e dalla malattia che si affida a un altro uomo che può farsi carico delle sue necessità e che lo va a trovare per assisterlo, curarlo e guarirlo.
  • 515.
    515 Il paziente nonè solo un caso clinico ma un uomo malato verso il quale il medico dovrà adottare un atteggiamento di sincera simpatia soffrendo con lui, mediante una partecipazione personale nelle situazioni concrete del paziente individuale. Malattia e sofferenza sono fenomeni che approfonditi vanno oltre la medicina e arrivano all’essenza della condizione umana in questo mondo. Il medico che si occupa dei malati dovrà essere cosciente che lì è implicata tutta l’umanità e gli è richiesta una dedizione totale. Questa è la missione che lo rappresenta, ed è il frutto di una chiamata o vocazione che il medico ascolta, personificata nel volto sofferente e implorante del paziente affidato alle sue cure. Qui si allaccia la missione del medico di dare la vita con quella dello stesso Cristo che venne a dare la vita e a darla in abbondanza (Gv10, 10)
  • 516.
    516 Questa vita trascendela vita fisica fino ad arrivare all’altezza della Santissima Trinità: è la vita nuova ed eterna che consiste nella comunione con il Padre alla quale ogni uomo è chiamato gratuitamente nel Figlio, per opera dello Spirito Santo. Il medico è come il “Buon Samaritano” che si trattiene al fianco del malato facendosi suo prossimo per la sua comprensione e simpatia, in una parola per la sua carità. Così il medico partecipa dell’amore di Dio come suo strumento diffusivo e nello stesso tempo si contagia dell’amore di Dio verso l’uomo. Questa è la carità terapeutica di Cristo che passò facendo il bene e risanando tutti (At 10,38). E allo stesso tempo, la carità verso Cristo rappresentato in ciascun paziente. Egli è colui che è curato in ogni uomo o donna: “quando ero malato, mi avete visitato”, come dirà il Signore nel Giudizio finale (Mt 25,31-40).
  • 517.
    517 Da qui risultache l’identità del medico è l’identità ricevuta dal suo ministero terapeutico, suo ministero della vita. È un collaboratore di Dio nel recupero della salute nel corpo del malato. La Chiesa assume il lavoro del medico come un momento del suo ministero, poi considera il servizio ai malati, parte integrante della sua missione; sa bene che il male fisico imprigiona lo spirito, così come il male dello spirito sottomette il corpo. In questo modo, il medico con il suo ministero terapeutico partecipa dell’azione pastorale ed evangelizzatrice della Chiesa.
  • 518.
    518 Le vie sullequali deve camminare sono quelle segnate dalla dignità della persona umana e pertanto dalla legge morale. Specialmente quando cerca di esercitare la sua attività nel campo della Biogenetica e della Biotecnologia, la Bioetica gli darà le sue procedure delineandogli i suoi principi di azione [45]. [45] Cfr. PONTIFICIO CONSEJO PARA LA PASTORAL DE LA SALUD, Carta degli Operatori sanitari, Città del Vaticano 1995, 1-7
  • 519.
    CARATTERISTICHE DELCARATTERISTICHE DEL MEDICOCATTOLICO: CARTAMEDICO CATTOLICO: CARTA DEGLI OPERATORI SANITARIDEGLI OPERATORI SANITARI CustodeCustode e Servitore della Vita. FiduciaFiducia tra il medico e il paziente. VocazioneVocazione : chiamata,: chiamata, Cristo nel malato.Cristo nel malato. Missione:Missione: dare la vita in abbondanza (Gv10,10). Carità terapeutica: Buon Samaritano, Giudizio finale. Ministero terapeuticoMinistero terapeutico; Missione ecclesiale. Legge morale e dignità umanadignità umana. 519
  • 520.
    520 L’Identità del Medico. Inquesta posizione del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute si trova una sintesi intensa dell’identità cristiana del medico; come già lo avevo menzionato, mi sforzerò di riflettere su tale identità fissandomi specialmente sull’identità ricevuta da una vocazione e da una missione che fonda un ministero del tutto speciale, il ministero terapeutico, il ministero della vita, il ministero della salute.
  • 521.
    521 La Vocazione ela Chiesa: tre caratteristiche vocazionale Incominciamo riferendoci al significato della vocazione nella Chiesa. Molte volte le etimologie aiutano a risalire al senso originale delle parole che usiamo con frequenza e che sembrano consumate dall’uso. Una di esse è la parola Chiesa. Ci situiamo in due etimologie, quella greca e quella latina. La sua etimologia greca ci porta al verbo Εκκαλειν, chiamare. La Chiesa, Εκκλεσια, sarebbe il participio plurale del verbo εκκαλειν, e significherebbe i chiamati. Ora, situandoci nella prospettiva etimologica latina, la Chiesa è l’effetto della “Vocazione”; la “Vocazione”, etimologicamente parlando, è l’accezione latina sostantivata del verbo latino VOCARE, chiamare, (lo stesso di “εκκαλειν”) significherebbe così la stessa chiamata che congrega i chiamati, cioè che congrega alla Chiesa. Perciò la vocazione fa la Chiesa.
  • 522.
    522 L’unica “Vocazione” ochiamata fondamentale è quella che fa Dio con la Parola con la quale chiama all’esistenza tutto ciò che esiste, e questa chiamata, questa vocazione primigenia, è Cristo, che è la Parola di Dio per la quale tutto ciò che esiste; e ciascuno di noi è chiamato all’esistenza (Cfr. Ef 1,3-10; Col 1,15-20). È interessante in particolare constatare che la forma massima di chiamare oggi da parte di Dio tutto ciò che esiste, la massima presenza di Cristo nel mondo, ha la sua realizzazione nell’Eucaristia, poiché è il memoriale, la presenza di Cristo nell’oggi della storia (Cfr. Lc 22,19).
  • 523.
    523 In questa chiamatadi Dio scopriamo tre momenti essenziali della stessa che la costituiscono e che possiamo sintetizzare con tre parole: “ESSERE”, “CON”, “PER”. Cioè, siamo chiamati per essere (esistere), con Dio per gli altri. Così per esempio lo possiamo verificare nella chiamata che Cristo fa ai suoi apostoli (Mc 3,14-15), e in modo speciale nella chiamata che fa alla Vergine Maria perché sia la Madre di Dio, il Messia (Lc 1,26-38). Ma si tratta di un paradigma che si estende a tutta la storia della Salvezza. Queste tre parole della Vocazione ci servono come modello per riflettere sulla dottrina pontificia riguardo all’identità del medico cattolico che abbiamo esposto nella Carta del Pontificio Consiglio.
  • 524.
    Vocazione e Chiesa Chiesa, chiamatae vocazione. Chiamata per esistere Chiamata per stare constare con DioDio Chiamata per servireservire l’uomol’uomo “ESSERE”, “CON”, “PER”. 524
  • 525.
  • 526.
    Dio chiama:Dio chiama: Maria:Maria:“Essere”“Essere” Madre:Madre: “Con”“Con” Del Redentore:Del Redentore: “Per“Per”” 526
  • 527.
    A. “ESSERE” Professione Amore diDio Vita Formazione 527
  • 528.
    528 A. “ESSERE”. Quando parliamodell’ “Essere” nella vocazione, parliamo dell’esistenza totale. Dio parla e tutto comincia ad esistere. Dice la Genesi: “Dio disse: ‘Sia la luce!’E la luce fu.”(1,3). Quando Dio pronuncia la sua Parola, questa è pratica: fa ciò che dice e tutto ha in essa la sua consistenza, il suo inizio e il suo fine, la sua totalità.
  • 529.
    Vocazione: Creazione  Diochiama:  Tutto inizia ad esistere 529
  • 530.
    530 Quando parliamo dell’autenticomedico cattolico, questo è tale per una vera vocazione ricevuta da Dio stesso dal quale riceve tutta la sua esistenza, certo, ma senza escludere la collaborazione alla chiamata da parte dello stesso medico. Come e in che cosa consiste la vocazione medica? Dio a che cosa chiama il medico? Descriviamo qui di seguito alcuni aspetti dell’ “essere” di questa chiamata.
  • 531.
    PRIMA CARATTERISTIC A VOCAZIONALE Posizione totalmente diFede. La Vocazione piena è la chiamata che è Cristo: Parola onnipotente del Padre. Chiamata all’esistenza: perché il medico arrivi alla sua esistenza piena. 531
  • 532.
  • 533.
    La chiamataLa chiamata PERESSERE,PER ESSERE, PER ESISTEREPER ESISTERE COME MEDICO.COME MEDICO. 533
  • 534.
    534 1.Professione In primo luogodiremo che Dio chiama il medico per una professione, che non è la stessa cosa di un mestiere. Professioni propriamente se ne riconoscono nella storia tre, quella del sacerdote, quella del medico e quella del dirigente o del giudice. Vi è da notare che abbiamo detto precedentemente che la professione è qualcosa legata alla professione della fede, è qualcosa di religioso. La professione non è qualcosa di propriamente giuridico, poiché ciò che è giuridico in senso positivo può essere portato a termine, o cambiato secondo la volontà di quelli che contraggono un obbligo, invece, la professione è un obbligo e una responsabilità che si contrae con Dio stesso.
  • 535.
    535 È una responsabilità,e una responsabilità significa originariamente la capacità di rispondere. Rispondere viene dal greco “Σπενδεν“ che originariamente significa offrire un sacrificio di libagione a Dio. La responsabilità professionale medica significa un impegno (Impegno, “Συνγραφειν” in greco, significa scrivere insieme) che si scrive a partita doppia tra l’uomo e Dio.
  • 536.
    536 Da questa sacralitàdella professione medica si origina il giuramento di Ippocrate: è il giuramento di non fare il male al paziente, fargli sempre il bene ed essere totalmente a favore della vita in tutte le sue tappe, giuramento che non è una promessa che si fa al paziente, ma che si fa direttamente a Dio. La vocazione del medico in questo contesto è una vocazione che nasce dall’amore di Dio: è Dio che il medico segue in questa professione come il Bene sommamente amabile [46]. [46] Cfr. D. GRACIA, El juramento de Hipócrates en el desarrollo de la medicina, in Dolentium Hominum 31 (1996), 22-28.
  • 537.
    1. PROFESSIONE “Sacralità” della professione Letre professioni Sacerdote, Medico, Giudice. Professione e impegno con Dio Impegno: “Συνγραφειν” 537
  • 538.
    Le tre PROFESSIONI: SacerdoteSacerdote+++ GiudiceGiudice +++ MedicoMedico 538
  • 539.
  • 540.
    540 2. L’amore diDio nel medico Tuttavia, malgrado la sublimità di questa posizione ippocratica, questa è limitata e difettosa. Parlavamo dell’amore di Dio, però questo amore secondo la mentalità greca classica, la mentalità di Socrate e Platone della quale partecipava Ippocrate, è qualcosa di difettoso, poiché presuppone necessità e mai pienezza. Di fatto, per la Filosofia greca classica, Dio non ama. È sommamente amabile, però non ama, poiché amare significherebbe carenza e Dio non può scarseggiare di nulla. L’amore è proprio solo dell’uomo bisognoso e interessato a saziarsi, non di Dio l’Onniperfetto. Nella Mitologia greca, l’amore nasce da Poros e Penia nei corpi di Afrodite. Poros rappresenta l’espediente, la necessità, e Penia, la povertà; unendo la necessità con la povertà, nasce l’amore come desiderio interessato [47]. [47] Cfr. V. CAPPELLETTI, Donde hay amor por el arte medico hay amor por el hombre,
  • 541.
    541 Questa mentalità ètotalmente corretta dalla Rivelazione divina: Dio stesso è Amore. È questa la definizione più profonda di Dio. Il suo amore non consiste nella mancanza di qualcosa, ma nella massima diffusione della sua bontà che consiste nel fatto che Dio Padre arriva ad amare tanto il mondo che ha creato per amore diffusivo di sé, da dare alla morte il suo Figlio Unigenito. (Gv 3,16). Per questo la professione cristiana medica si centra nell’amore, però non nell’amore interessato e povero, ippocratico, ma che nell’amore perfetto di Dio ed ha il suo paradigma nel Buon Samaritano che in tal modo soffre insieme al malato, compatendolo e provvedendo a tutto ciò di cui ha bisogno per la sua guarigione.
  • 542.
    542 In questo modoil Buon Samaritano viene ad essere un esempio da imitare per il medico cristiano. Il Buon Samaritano è la figura di Cristo che si è mosso a compassione di tutta l’umanità inferma e decaduta e l’ha innalzata fino alla sua deificazione; è l’amore infinito ed è sia in colui che ama come in colui che è amato, è in entrambi come pienezza [48]. E così il Buon Samaritano è la figura che identifica il medico che si muove a compassione del paziente fino a tal punto che fa tutto ciò che può per restituirgli la salute, per un amore totale. [48] Cfr. V. CAPPELLETTI, Donde hay amor por el arte medico hay amor por el hombre, in Dolentium Hominum 31 (1996) 12-14
  • 543.
  • 544.
  • 545.
  • 546.
    546 Parlando dell’amore cheil medico deve avere per Dio e così per i suoi pazienti, il Papa Pio XII ci parla dei comandamenti della legge di Dio nell’ambito della medicina. Ci parla del primo comandamento che è amare Dio sopra ogni cosa e del secondo che è amare il prossimo come se stessi e in questo amore fa consistere l’identità del medico quando le sue relazioni con il paziente sono circondate da umanità e comprensione, delicatezza e sollecitudine. Lo stesso Papa Pio XII completa gli aspetti dell’essere del medico riferendosi ad altri due comandamenti specialmente al quinto “Non uccidere” e all’ottavo, “Non mentirai”. [49] [49] Cfr. PIO XII, Discorsi ai medici, in Orizzonte medico, 6 (1959), 46-54.
  • 547.
  • 548.
    548 3. Rispetto eDifesa della Vita. In quanto al quinto comandamento ci ricorda come l’identità del medico cristiano consiste nell’amore che è obbligato ad avere per Dio e per il suo paziente; il medico è totalmente obbligato a difendere la vita in qualsiasi tappa in cui questa si trovi, però specialmente nelle tappe in cui si è più deboli come quella iniziale e quella terminale. La sua personalità si delinea da un chiaro e assoluto no all’aborto e all’eutanasia. Nel quinto comandamento si comprende tutto il significato della vita umana come un dono dato da Dio all’uomo e alla donna come semplice amministrazione e che dovrà avere la sua origine solo dal matrimonio.
  • 549.
    3. LA VITA QuintoComandamento  “NON UCCIDERE” Aborto, Eugenesia, Cellule staminali, Pre-embrioni, Embrioni congelati, Tessuti d’embrioni o feti, Esperimenti in esseri umani, Eutanasia. 549
  • 550.
  • 551.
  • 552.
    552 4. La formazionemedica. Nell’ottavo comandamento, “Non mentirai”, ci parla dell’impegno chiaro del medico verso la verità sia per quanto riguarda la verità della malattia e della salute, come la verità della scienza medica [50]. L’identità del medico viene dalla formazione che riceve, ebbene se esaminiamo quanto avviene in molte Facoltà di medicina possiamo constatare che queste hanno molte deficienze: in effetti, il curriculum scolastico della carriera medica ha due parti essenziali, la prima è delle conoscenze basilari e la seconda delle conoscenze che si ottengono dalle scienze cliniche divise per disciplina o meglio per la loro considerazione dei diversi organi del corpo umano. È ovvio che queste discipline devono essere impartite, ma ciò che a volte si constata è che vi è un riduzionismo bio-tecnico; nell’esposizione delle materie si è sono perduti il loro valore antropocentrico e i loro valori etici, affettivi ed esistenziali. [50]Cfr. PIO XII, Discorsi ai medici, Orizzonte medico, Roma (1959), 46-54.
  • 553.
    553 Molte volte troviamocome paradigma delle applicazioni cliniche attuali una frammentazione e riduzione del paziente a organi e funzioni biologiche o tecnologiche e a medicinali. Si pretende di arrivare a un dominio di conoscenze specializzate frammentate senza la prospettiva di totalità mediante conoscenze e competenze relazionali con altri campi umani fuori dalla medicina. L’idea della salute si propone come adattamento passivo a stimoli patogeni e di natura bio-fisica; l’adattamento della clinica si fa con riferimento tante volte esclusivo alle richieste, perfino economiche del sistema sanitario nazionale. Si constata la perdita dei valori etici nella medicina e l’anonimato dei pazienti; si vede perfino che si dà poco valore agli aspetti esistenziali della professione medica, alla persona del paziente, del medico e degli infermieri.
  • 554.
    554 Di fronte aquesta problematica dell’“essere” medico dai suoi inizi nella formazione che si riceve, si sono formulate una serie di metodi che sono stati concepiti per rendere attivo l’insegnamento. Specialmente dal cosiddetto PBL (Problem Based Learning): è il metodo di insegnamento orientato verso la comunità che intende il medico come una persona necessariamente competente a livello relazionale e scientifico, inserito in una realtà comunitaria, capace di collaborare con altre figure sanitarie e amministrare le risorse a disposizione in un continuo apprendistato come richiesto sempre dalla salute del paziente, capace di unire le conoscenze con la pratica medica, e per questo, in una continua formazione.
  • 555.
    555 Questo tipo diformazione medica darebbe una nuova comprensione della salute e della malattia presterebbe attenzione alla prevenzione e al trattamento della malattia nel contesto dell’ individualità del paziente che si completa con la sua famiglia e la società intera. Il medico svolgerebbe così un apprendistato basato più sulla curiosità e la continua ricerca che in acquisizioni passive; ridurrebbe il peso dell’informazione; propizierebbe il contatto diretto con i pazienti mediante l’analisi personalizzata dei loro problemi e di tutto il loro curriculum.
  • 556.
    556 Si dovrebbe poielaborare un programma che si baserà sui seguenti principi: 1. Esistenza di un significato comprensivo e definitivo del sapere medico. 2. Definizione del suo orientamento epistemologico 3. Definizione dei valori, delle motivazioni, della maturità psicologica, della qualità delle conoscenze oggettive e delle capacità metodologiche, relazionali, tecniche, applicate all’esercizio della professione.
  • 557.
    557 4. Definizione deivalori, delle motivazioni, e delle capacità e della qualità della formazione dei docenti. 5. Definizione degli obiettivi generali e parziali della formazione. 6. Definizione dei metodi didattici. Questi principi accolgono le conoscenze epistemologiche della medicina attuale che considerano la salute come una costruzione psico- biologica determinata dalla possibilità e dalla qualità delle risorse della persona e finalizzata nel dare una risposta unitaria alle domande fondamentali dell’esistenza umana [51]. [51] G.R.BRERA,La formazione dei medici del terzo Millennio. La scuola medica come scuola di uomini e di umanità, Conferenza inaugurale dell’anno accademico 1998-1999. Università Ambrosiana di Milano, inaugurazione della Scuola di Medicina.
  • 558.
    4. LA FORMAZIONE MEDICA  OttavoComandamento “NON MENTIRAI” Impegno medico con la verità  Formazione curriculare Scientifica e tecnica. Eccellenza. Umana. Individuale e sociale, ambientale Morale (Bioetica). Valori  Formazione permanente 558
  • 559.
    IMPEGNO CONIMPEGNO CON LAVERITÀLA VERITÀ Consenso informato 559
  • 560.
  • 561.
  • 562.
  • 563.
    563 5. La formazionepermanente. L’identità del medico non si forgia una volta per tutte nella sua formazione iniziale, ma si deve prolungare nella sua formazione permanente. Esige la preparazione molto accurata degli studenti di medicina però nello stesso tempo richiede la preparazione continua e progressiva dei professori che impartiscono qualsiasi disciplina medica, preparazione che mai deve mancare. I professori specialmente hanno la responsabilità della promozione dei nuovi medici che non sarà facilitata se non avranno coscienza della capacità di ciascun alunno per portare a termine una delicata missione. In virtù dello stesso ottavo comandamento è obbligo per tutti i medici osservare il segreto professionale, e come già abbiamo ripetuto, possedere una solida cultura medica che deve essere costantemente perfezionata mediante la formazione permanente [52] [52]Cfr. PIO XII, Discorsi ai medici, On, Roma 1959, (46-54)
  • 564.
  • 565.
    B. “CON” Trasparenza diTrasparenza di CristoMedicoCristo Medico Il DoloreIl Dolore La SaluteLa Salute 565
  • 566.
    566 B. “CON”. Dicevamo cheil secondo aspetto della vocazione cristiana si esprime tramite la preposizione “con”, con Dio. Cioè ogni vocazione è per essere con Dio nostro Signore, che è Colui che rende l’uomo capace di portare a termine una missione che senza la sua forza sarebbe inutile intraprenderla. Leggiamo nel Libro dell’Esodo che Mosé dice a Dio sul monte Oreb: “Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti ?”. Dio risponde: “Io sarò con te…” (cfr Es 3, 11-12).
  • 567.
    Vocazione: Missione  Diochiama  Forza divina  “Non temere  IO sono CON TE” Mosé 567
  • 568.
    568 1. Proiezione diCristo medico. In questo paragrafo accenniamo ai più profondi valori che devono delineare l’identità del medico cattolico. La personalità del medico cristiano si identifica così come una “proiezione” di Cristo medico. Cristo inviò i suoi apostoli a guarire ogni dolore e malattia e disse loro: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mc 16,17; Mt 28, 20); il ministero terapeutico lo esercita così il medico a fianco degli apostoli come una continuazione della missione di Cristo e come sua “proiezione” . Si deve intendere questa “proiezione” in tutta la sua ampiezza, il medico deve far trasparire tutta la vita di Cristo, questa è la presenza di Cristo nel medico. Poiché Cristo guarisce ogni dolore e malattia con tutta la sua azione presa integralmente . I miracoli di guarigione che effettuò, perfino la risurrezione dai morti, non erano qualcosa di definitivo nella sua lotta contro il male che esiste nell’umanità, contro il suo dolore e la morte, ma solo un segno della realtà profonda che implica la sua morte e risurrezione.
  • 569.
  • 570.
  • 571.
    571 2. Il Dolore. Egliprese tutte le sofferenze, tutto il dolore, tutte le malattie, senza eccezione e le riassunse nella sua morte come la morte di Dio fatto uomo, di modo che nessun dolore restasse fuori; e dalla sua morte fece esplodere la stessa morte, la vinse nella pienezza della sua risurrezione. Uno dei grandi interrogativi del medico è sempre il problema del dolore, questo interrogativo ha solo qui la sua risposta, quando il dolore non appare come qualcosa di negativo, ma come una positività che culmina è vero nella morte, ma in una morte feconda di risurrezione. Così il medico deve curare proiettando la morte e la risurrezione di Cristo. Per questa proiezione1 è necessaria un’identificazione del medico in quanto tale, come risanatore, con Cristo che risana. Questa identificazione oggi si porta a termine specialmente nell’Eucaristia e negli altri sacramenti. I sacramenti sono la presenza storica di Cristo nell’oggi, e nel momento concreto che attraversiamo nella vita.
  • 572.
  • 573.
    PROLUNGAMENTOPROLUNGAMENTO DELLA MISSIONEDELLA MISSIONE DICRISTO:DI CRISTO: GUARIRE.GUARIRE. 573
  • 574.
    574 3. La Salute Conseguentementeil medico dovrà rendersi conto che la salute è complessiva e non si dovrà parlare della salute corporale come qualcosa di radicalmente diverso dalla salute completa che chiamiamo salute eterna o meglio salvezza. Per questo il ministero del medico è un ministero ecclesiale che si indirizza alla salvezza stessa dell’uomo, dal suo corpo, ma che implica tutti gli altri aspetti. Così descriviamo la salute come: Una tensione dinamica verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale e non solo l’assenza di malattia, che rende idoneo l’uomo a portare a termine la missione che Dio gli ha affidata, secondo la tappa della vita nella quale si trova.[53] [53] Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la Giornata mondiale del Malato, 11 febbraio 2000, n.13
  • 575.
    575 La missione delmedico è pertanto occuparsi che ci sia questa tensione dinamica verso l’armonia integrale, come si richiede in ciascuna tappa della vita di questo uomo concreto che è il suo paziente, di modo che possa portare a termine la missione che Dio gli ha affidata. Da qui l’incongruenza di ridurre la funzione medica al solo aspetto fisico-chimico della malattia: la sua funzione del medico è integrale e inoltre non può essere statica, ma deve inserirsi nel dinamismo del paziente che tende verso la sua armonia. In questo contesto, la morte non appare come la frustrazione del medico, ma come il suo trionfo, giacché ha accompagnato un suo paziente di modo che questo abbia potuto far rendere i suoi talenti al massimo in ciascuna tappa della vita e quando questa arriva alla sua fine, cessa la funzione medica, non in un grido di impotenza, ma nella soddisfazione della missione compiuta, sia da parte del paziente, come da parte dello stesso medico.
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    3. LA SALUTE “Tensione verso l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale, e non solo l’assenza di malattie, che rende idonea la persona a compiere la missione che Dio gli ha affidato, secondo la tappa della vita nella quale si trova ”.  Funzione del medico: verso l’ armonia  Perché il paziente compia la sua missione,  Secondo la tappa della sua vita,  Tappe di vita e salute  La morte come culmine delle tappe  Il medico e la morte Frustrazione?Frustrazione? burlaburla?? 576
  • 577.
  • 578.
    578 Così il medicoveramente è con Cristo e identifica la sua professione in questa comunione con Cristo stesso e allora il medico si unisce con Dio nostro Padre come un figlio con suo Padre e il suo amore professionale diventa l’azione dell’Amore di Dio in se stesso, che è lo Spirito Santo. Per questo il medico cristiano è colui che è guidato sempre dallo Spirito Santo. Dallo Spirito Santo e con lo Spirito Santo s’intende tutta la simpatia che deve esistere tra il medico e il paziente, tutta la dovuta umanizzazione della medicina e tutta l’esigenza verso l’aggiornamento e la formazione permanente, poiché l’Amore dello Spirito Santo rende il medico una persona essenzialmente aperta agli altri: è a ciò che si è obbligato davanti a Dio per la sua professione di Fede che dà significato alla sua professione medica. Così arriviamo a delineare ora il terzo aspetto dell’identità medica, essere per gli altri, è il “PER” della sua vocazione e della sua identità professionale.
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  • 581.
    C. “PER” Apertura al paziente Qualità fondamentali delmedico Ritratto del medico Morale e Diritto Lavoro in équipe 581
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    582 C. “PER”. Quando Dioha eletto Mosè, è molto chiaro che lo ha fatto perché togliesse il suo popolo dal potere degli egiziani: dice Dio: “Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto” ( Es 3,8). Il medico non può rinchiudersi in se stesso. Non può semplicemente pensare che già ha sufficiente denaro, che non ha bisogno di lavorare, e che pertanto ora si ritira dalla sua professione: un vero medico è medico per tutta la vita: se veramente ha ricevuto questa vocazione la terrà per sempre e la dovrà esercitare per l’umanità come una missione precisamente ricevuta per il bene di tutti, e della quale dovrà rendere conto a Dio quando Egli gli dirà: “Ero malato e mi avete visitato” (Mt 25, 36).
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    Vocazione: ServizioVocazione: Servizio Dio chiamaDio chiama  PERCHÈ liberi il mio popoloPERCHÈ liberi il mio popolo 583
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    585 1. Apertura alpaziente. Abbiamo detto che l’amore della professione medica si ricalca sull’amore di Dio che è diffusivo di sé. Non può rinchiudere le sue conoscenze in pure teorie e laboratori, ma deve espanderle in favore della comunità. Ha ricevuto il dono di vigilare e far crescere la vita. La sua vocazione è per la vita, mai per la morte: sarebbe offuscare la missione che Dio ha affidato a ciascuna persona umana. Al ministero religioso si affianca oggi, dice il Papa Giovanni Paolo II, il ministero terapeutico dei medici nell’affermazione della vita umana e di tutte quelle singolari contingenze nelle quali la stessa vita può essere compromessa da un proposito della volontà umana. Nella sua più profonda identità porta con sé l’essere ministro della vita e mai strumentio di morte. Questa è la natura più intima della sua nobile professione. I medici sono chiamati ad umanizzare la medicina e i luoghi in cui si esercita e a far sì che le tecnologie più avanzate si usino per la vita e non per la morte; tenendo sempre come supremo modello Cristo, medico dei corpi e delle anime [54]. [54] Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Al XV Congresso dei Medici Cattolici, AMCI, Cinquantanni di vita per la vita. in Orizzonte Medico, (1994) 105-114
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    586 Il Medico cattolico,dice il Papa Pio XII, deve porre a disposizione dei malati il suo sapere, le sue forze, il suo cuore e la sua devozione. Deve comprendere che lui e i suoi pazienti si trovano soggetti alla volontà di Dio. La medicina è un riflesso della bontà di Dio. Deve aiutare il malato ad accettare la sua malattia, ed egli stesso deve fare attenzione a non lasciarsi abbagliare dalla tecnica e a far fruttificare i doni che Dio gli ha dato e a non cedere alle pressioni per realizzare attentati contro la vita. Deve rimanere forte di fronte alle tentazioni del materialismo [55]. Il buon medico deve avere così sia le virtù dianoetiche sia quelle politiche e fare di esse un virtuosismo, cioè un’abitudine, di modo che sia le virtù che sono proprie delle scienze teoriche, che quelle proprie della pratica, si trovino in lui come se fossero la sua seconda natura [56]. [55] Cfr PIO XII, Radio Messaggio al VII Congresso internazionale dei Medici cattolici (11-9-56) Discorso ai medici, 503 [56] Cfr D. GRACIA, El Juramento de Hipócrates, 12-14
  • 587.
    TERZA CARATTERISTIC A VOCAZIONALE La vocazione èsempre “PER” Medico, professione sociale Assurdità dell’individualismo medico Posizione economica Posizione scientifica Posizione di prestigio Posizione burocratica “Ero infermo e mi venisti a trovare” 587
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    Il medicoIl medico risponderisponde aCristo:a Cristo: CHIAMATACHIAMATA PER GLIPER GLI ALTRIALTRI 588
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    1. APERTURA AL PAZIENTE L’Amore di Dio è diffusivo di sé  Ministero della vita: comunicare la vita  Umanizzare le scienze e leUmanizzare le scienze e le tecnologie mediche.tecnologie mediche.  La medicina è un riflesso dellaLa medicina è un riflesso della bontà di Dio.bontà di Dio.  Conoscenze e pratiche: Virtù dianoetiche e politiche. 589
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    591 2. Qualità fondamentalidel medico. Così si è arrivati a tipificare le qualità fondamentali del medico in 5 voci: Coscienza di responsabilità, umiltà, rispetto, amore e veridicità. La coscienza di responsabilità porta il medico a lavorare con il malato e ad essere cosciente di che cosa voglia dire essere un medico che dà la direzione. L’umiltà gli dice che il medico vale per i suoi malati e non il contrario: l’umiltà lo fa riconoscere come debitore del malato; il medico non può parlare dei “suoi” pazienti, ma piuttosto i malati parleranno del “loro” medico. Il medico deve ricevere i suoi malati come è scritto sull’architrave di un vecchio ospedale tedesco: “Recipere quasi Christum”: deve ricevere i suoi malati come se fossero lo stesso Cristo. Il rispetto e l’amore al malato, di cui abbiamo già parlato, gettano le fondamenta della sua umiltà: il medico si sa depositario di una missione per la quale non ha le forze necessarie, ma le riceve da qualcuno che lo invia.
  • 592.
    592 La veridicità implicaessere cosciente della grande fiducia cheha il malato nel rivelargli la sua intimità; si esige veridicità nella diagnosi e nella terapia, non solo sul piano corporale ma in quello integrale, mentale, sociale, psichico, spirituale. Mai deve fare esperimenti sul malato se nel fare questo vi è un pericolo sproporzionato al bene che si pretende conseguire, se ciò non è assolutamente necessario e se il malato è d’accordo; deve comunicare al malato lo sviluppo della sua malattia, dirgli la verità sul suo stato quando e come sia più opportuno. Deve integrare la sua azione con l’azione del sacerdote poiché entrambe le missioni, quella del sacerdote e quella del medico si trovano strettamente legate [57]. [57] Cfr P. MARTINI, Arzt und Seelsorge, in LTK (1), 912-915
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    2. QUALITÀ FONDAMENTALIDEL MEDICO  Coscienza di responsabilitàresponsabilità  UmiltàUmiltà  “I miei pazienti” o “Il mio medico”?  StimaStima dei malati  “Recipere quasi Christum”  RispettoRispetto dei malati  Adempiere un ministero  VeridicitàVeridicità  Verità sulla diagnosi e sulla terapia  Comunicazione con il malato  Integrarsi con il sacerdote 596
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    597 3. Ritratto delmedico È molto interessante la figura del medico che traccia Zarathustra, estraneo alla cultura cristiana. Non cessa di essere attuale il Ritratto del perfetto medico che nella Spagna del secolo XVI, con il linguaggio florido di quell’ epoca descrisse Enrique Jorge Enriquez [58]. Attualmente parleremo dell’eccellenza medica: sarebbe ciò che Aristotele chiamava il “Τελειοσ ιατροσ” (perfetto Medico), o Galeno, “Αριστοσ ιατροσ” (Medico migliore). In ogni modo, l’autentico ritratto del medico dovrà sempre essere quello che “proietta” Cristo medico. [58] Citato da D. GRACIA, El Juramento de Hipócrates, 26.
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  • 600.
    Zoroastro: Zarathustra: Il medico“dovrà conoscere le diverse parti del corpo, la sua articolazione, i rimedi per le malattie. Dovrà essere amabile, non geloso, gentile nella sua espressione, senza orgoglio. Nemico della malattia e amico del malato. Modesto, alieno dalla colpa, dal male e dalla violenza, sollecito, nobile nell’agire, con buona reputazione. I suoi moventi non sono il guadagno, ma una ricompensa spirituale, pronto per ascoltare, autorizzato, amico degli uomini”. 600
  • 601.
    ““Il medico devetemere il Signore edIl medico deve temere il Signore ed essere molto umile, e non superbo, néessere molto umile, e non superbo, né vanaglorioso, e che sia caritatevole con ivanaglorioso, e che sia caritatevole con i poveri, mansueto, benigno, affabile epoveri, mansueto, benigno, affabile e non vendicativo. Che sia prudente,non vendicativo. Che sia prudente, temperato e non troppo temerario …, chetemperato e non troppo temerario …, che sia continente e dedito all’onestà esia continente e dedito all’onestà e raccolto; che lavori nella sua arte eraccolto; che lavori nella sua arte e fugga dall’oziosità. Che sia il medicofugga dall’oziosità. Che sia il medico molto colto e che sappia render conto dimolto colto e che sappia render conto di tutto.”tutto.” Enríque Jorge EnríquezEnríque Jorge Enríquez Spagna sec. XVISpagna sec. XVI601
  • 602.
  • 603.
    603 4. Morale eDiritto. Avevamo detto all’inizio che la professione medica è qualcosa che eccede il Diritto e si situa nell’ambito della Morale; certo, però non può prescindere dal Diritto medico. Un Diritto medico senza una Morale adeguata sarebbe un arbitrio fondato su interessi inconfessabili; una Morale senza un Diritto medico resterebbe su principi generali senza un’ applicazione diretta. Le norme del Diritto medico devono essere sufficientemente chiare e brevi per facilitare l’azione del medico. Il principio conduttore è sempre lo stesso: la finalità del medico è soccorrere e guarire, non fare il male né uccidere.
  • 604.
    604 Menzione speciale meritapure il campo dell’Etica, il campo della Morale, nel quale il medico deve essere competente, però nel quale tante volte egli non è uno specialista; per questo si esigono i comitati di Bioetica in ciascun centro di salute, e anche la loro erezione nei centri docenti, in franco dialogo con gli specialisti nelle diverse materie implicate. In quanto ai Comitati di Bioetica, si intendono basati su un’etica oggettiva e non sommersi in un relativismo che svuoterebbe l’Etica della sua propria natura normativa e la convertirebbe in una mera arbitrarietà, al servizio d’interessi egoistici, collettivi o individuali. In questo modo il medico si rende idoneo a dare testimonianza a Dio in tutti gli ambienti sanitari, sindacali, politici, ecc. può perfino essere valido portatore del dialogo ecumenico con altre religioni, poiché la malattia non conosce barriere religiose. Così il medico attivamente apparterà alla Chiesa come persona individuale e come gruppo [59]. [59] Cfr. S. LEONE, in Orizzonte medico 6 (1996) 10-11
  • 605.
    4. MORALE E DIRITTO Diritto senzaMorale: arbitrarietà; Morale senza Diritto: inefficacia. Principio conduttore del Diritto medico: La finalità del medico: soccorrere e guarire, non fare il male né uccidere. Comitati di Bioetica Testimoni dei valori cristiani. 605
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  • 607.
    607 5. Lavoro inéquipe. Per portare a termine questa missione tanto esigente, il medico non può restare rinchiuso nella sua propria individualità, si deve aprire in primo luogo ad altri medici ed avere l’umiltà sufficiente per lavorare in collaborazione e in équipe; sia in questioni strettamente fisiologiche come specialmente in quelle relazionali che hanno a che vedere con campi che non necessariamente domina e che in un certo modo esulano dalle sue competenze, per esempio gli aspetti sociologici, antropologici, politici, campi tecnici al di là della sua professione, diciamo, e tutto ciò che è riferito strettamente al campo dell’informatica.
  • 608.
    608 In questo modo,in questa apertura, nel campo spagnolo della medicina si disegna ciò che gli autori chiamano il decalogo del nuovo medico e lo esprimono così: 1.Lavoro in équipe multidisciplinare con un responsabile finale unico. 2.Quanto più scientifico è il professionista, tanto meglio é. 3.Si rafforzeranno gli aspetti umani nell’esercizio professionale. 4.Si adatterà la condotta a protocolli diagnostici e terapeutici scientifici consensuali. 5.Avrà coscienza delle spese. Utilizzerà inoltre dei protocolli, guida di buona pratica.
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    609 6. Faciliterà laconvivenza e la solidarietà con i colleghi di lavoro e con i malati. 7. Penserà che ogni atto assistenziale può comportare un’azione preventiva, e perfino, di promozione della salute. 8. Avrà presente in ogni momento la necessità di essere attento alla soddisfazione dell’utente del servizio. 9. Si rafforzeranno le Unità di Attenzione al paziente, diffondendo le lamentele e i suggerimenti che si producono tra le persone interessate. Si realizzeranno frequenti inchieste di opinione. 10. Sarà fondamentale applicare i principi etici alle attività professionali. [60] [60] M. A. ASENJO – A. TRILLA , Necesidad de nuevos profesionales para las nuevas situaciones sanitarias, in Todo hospital 149 (1988) 497-499.
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    5. IL LAVORO IN ÈQUIPE Decalogodel nuovo medico: 1. Èquipe multidisciplinare 2. Scientifico e professionista 3. Umanizzazione 4. Protocolli consensuali 5. Responsabilità 6. Convivenza e economica Solidarietà 7. Prevenzione 8. Soddisfazione e promozione del paziente 9. Lamentele e 10. Applicazione Suggerimenti dell’Etica 610
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    614 Terminiamo questo capitolosintetizzandolo nelle seguenti affermazioni: Essere un medico cattolico è un ministero che nasce da una vocazione nella Chiesa. È il ministero terapeutico. È legato fortemente a Dio nostro Padre, da cui traspare Cristo medico, colmo dell’Amore che è lo Spirito Santo. Essere medico è un cammino per arrivare alla pienezza dell’essere umano; iniziare già la risurrezione. Comporta una vicinanza e un’intimità speciale con Dio che significa allo stesso tempo un’apertura e una donazione totale agli altri. Questa è l’identità cattolica del medico: essere la proiezione di Cristo che risana.
  • 615.
    615 Essere professore cattolicodi medicina è avere la profondità dello sguardo per poter vedere nella stessa morte la risurrezione. Non solo, però: è la capacità di intuire nella salute e nella malattia una tensione armonica che cammina verso la pienezza secondo le diverse tappe della vita delle persone; ed è sentire nelle scienze tecniche e nelle arti mediche la forza onnipotente di Dio che risuscita suo Figlio Gesù Cristo e che ci fa pregustare la risurrezione nei progressi medici. Essere professore cattolico di medicina è insegnare con le scienze mediche l’Amore con il quale lo Spirito Santo consegna al Padre Gesù Cristo sulla croce e con la sua forza amorosa lo risuscita. Essere professore cattolico di medicina è insegnare al medico ad essere la carezza amorosa di Dio che si prende cura dei suoi figli nella malattia e nella morte, rendendo più sopportabile la loro condizione e aprendoli a una speranza totale di una salute che non sarà più tensione verso l’armonia, ma l’armonia totale dell’amore. Essere professore cattolico di medicina è insegnare al medico ad essere la proiezione di Cristo che risana.
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    CONCLUSIONI Essere medico cattolicoè un ministeroministero che nasce da una vocazione nella Chiesa È un camminocammino per arrivare alla pienezza dell’essere umano. Implica un’intimitàintimità con Dio e una fiduciosa apertura all’uomo. Il medico cattolico è la proiezioneproiezione di Cristo che risana. 616
  • 617.
    Il professore cattolicodi medicina insegna A vedere la risurrezione nellaA vedere la risurrezione nella Medicina la morte e la risurrezione.Medicina la morte e la risurrezione. A vedere nella malattia e nella salute la tensione verso l’armonia.l’armonia. A pregustare nella Medicinapregustare nella Medicina la forza della risurrezione. A trovare lo Sapirito Santotrovare lo Sapirito Santo nel paziente, come la forza che dà la vita. A essere lala carezza amorosa di Diocarezza amorosa di Dio per l’ infermo. A essere la proiezione di Cristoproiezione di Cristo che risana. 617
  • 618.
    Il Professore diIlProfessore di Medicina insegnaMedicina insegna al medico a dareal medico a dare la vita anticipandola vita anticipando LA RISURREZIONELA RISURREZIONE 618
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    Il Professore Cattolico di Medicina insegna almedico a essere la carezza di Dio per infermo 619
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    PROIEZIONEPROIEZIONE DI CRISTO CHERISANADI CRISTO CHE RISANA IL PROFESSOREIL PROFESSORE DI MEDICINADI MEDICINA INSEGNAINSEGNA AD ESSERE:AD ESSERE: 620
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    Come conclusione ditutto ciò che abbiamo detto possiamo dire che la Pastorale della Salute rappresenta la chiamata ecclesiale per armonizzare la vita con la morte. Questo apparente paradosso e contraddizione si può risolvere solo con lo Spirito Santo quando ci unisce alla morte di Cristo. Così Cristo stesso assume nella sua sofferenza, passione e morte, la nostra sofferenza e la nostra morte incorporandoci a Lui. Questa incorporazione Cristo la culmina facendosi presente mediante i sacramenti, particolarmente nell’Eucaristia. Questa unione lo Spirito Santo non la limita alla nostra incorporazione alla morte di Cristo, ma la estende vittoriosamente unendoci alla sua risurrezione. Così lo Spirito ci unisce a Cristo trionfante che ricrea l’universo intero e porta a termine il Decreto eterno del Padre che è l’armonia totale, la salute piena, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli (cfr.Col1,20). CONCLUSIONI 622
  • 623.
    Pertanto, la Pastoraledella Salute non è solamente un progetto di “carità” a favore del malato, ma una profonda penetrazione nella missione essenziale della Chiesa; una missione che Cristo assegnò ai suoi apostoli e discepoli. Per compiere questa missione la Pastorale della Salute ha bisogno di essere attuata con una fede profonda, con una carità efficiente e con una speranza che resista a qualsiasi sfida. Questo è l’unico cammino per portare a termine il piano di Dio per la Pastorale della Salute, che consiste nel realizzare nel campo della Salute l’immagine della Santissima Trinità attraverso l’Incarnazione Pasquale di Cristo, secondo i parametri a cui allude l’Apostolo San Paolo quando si tratta di costruire il Corpo mistico di Cristo e che sintetizza meravigliosamente in questa frase: “’alezeùontes dé èn ‘agape” - “Facendo la verità nella carità” (Ef 4,15). Conseguentemente, il fondamento della Pastorale della Salute è Dio Amore. 623
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    La missione dellaChiesa nel campo della sofferenza è fare il bene a chi soffre e fare del bene attraverso la propria sofferenza; liberare l’amore dall’interiorità dell’uomo mediante la donazione disinteressata verso colui che soffre e della persona che soffre. La spiritualità del professionista cristiano della salute consiste nel lasciarsi configurare dallo Spirito Santo a Cristo che soffre, come il sacramento della misericordia e tenerezza del Padre attraverso la morte e risurrezione del Signore partecipate nell’Eucaristia. È una spiritualità pasquale piena di speranza e di pienezza di vita. È una spiritualità mariana: la Vergine Maria invocata come “Salute degli Infermi” è il nostro modello di servizio che nella sua apertura totale alla redenzione, dalla sua Immacolata Concezione fino alla sua gloriosa Asunzione, esprime la cura, la delicatezza e la misericordia di Dio verso ogni persona bisognosa di aiuto nella sua sofferenza. 628
  • 629.
  • 630.
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  • 633.
    633 NOTA BIBLIOGRAFICA  PIOXII, “All’Unione Italiana Medico Biologica di ‘San Luca’,” in Pio XII Discorsi ai medici, A cura di Fiorenzo Angelini, Edizione Orizzonte Medico, Roma 1959, pp. 43-55  PIO XII, “Radio Messaggio al VII Congresso internazionale dei Medici cattolici (11-9-56),” in Pio XII Discorsi ai medici, A cura di Fiorenzo Angelini, Edizione Orizzonte Medico, Roma 1959, pp. 503- 518.  GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica Salvifici Doloris, 11 febbraio 1984, in AAS 76 (1984) 201-250.  GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica motu proprio Dolentium Hominum, 11 febbraio 1985, in AAS 77 (1985) 457-467.  GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica Pastor Bonus, 28 giugno 1988, in AAS 80 (1988) 841-930.  GIOVANNI PAOLO II, “Al XV Congresso dei Medici Cattolici”, in Cinquant’anni di vita per la vita AMCI 1944-1994, Edizione Orizzonte Medico, Roma 1994, pp. 108 -114.  GIOVANNI PAOLO II, “Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale del Malato 2000”, in Dolentium Hominum 42 (1999) 4-10.  GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica Novo Millennio Inenute, 6 gennaio 2001 in AAS 93 (2001) 266-309.
  • 634.
    634 BENEDETTO XVI, Discorsoal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua XX Conferenza internazionale sul Genoma umano, 19 novembre 2005.  BENEDETTO XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2006.  BENEDETTO XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2007.  BENEDETTO XVI, Discorso al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute in occasione della sua VII Assemblea plenaria, 22 marzo 2007.  BENEDETTO XVI, Lettera Enciclica Spe Salvi, 30 novembre 2007.  BENEDICTO XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 2008.  PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER GLI OPERATORI SANITARI, Carta degli Operatori Sanitari, Tipografia Vaticana, Città del Vaticano1995.  PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PASTORALE DELLA SALUTE, “Le cure palliative”, in Dolentium Hominum 58 (2005).
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    635  ARISTOTELE, Metafísica,X, 3;b. De Anima II,1-2.  ARINZE F., “The Pedagogy of Pain in other Religions,” in Dolentium Hominum 31 (1996) 194-197.  ASENJO M. A., TRILLA A., “Necesidad de nuevos profesionales para las nuevas situaciones sanitarias”, in Todo hospital 149,(1988) 497-499.  BOETIUS M. S., De Consolatione Philosophiae, V,6.  BRERA G. R., La formazione dei medici del terzo Millennio. La scuola medica come scuola di uomini e di umanità. Conferenza inaugurale dell’anno accademico 1998-1999. Università ambrosiana di Milano, inaugurazione della Scuola di Medicina.  BURDO C. (e altri), “La vie et l’evolution”, in Archives de Philosophie 6 (1928)  CAPPELLETTI V., “Dove c’è amore per l’arte medica c’è amore per l’uomo”, in Dolentium Hominum 31(1996), 12-14.  CAPPELLETTI V., “The human genome: historical analysis and ethical considerations”, in Pontificia Academia Pro Vita, Human Genome, Human Person and the Society of the Future, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1999, pp. 23-39.  CASTELLANO S., “Il dolore: dati scientifici”, in Dolentium Hominum 58 (2005) 24- 27. (amplia bibliografia).  CINA G., LOCCI E., ROCCHETTA C., SANDRIN L. (eds.), Dizionario di Teologia Pastorale Sanitaria, Edizione Camillianae, Torino 1997.
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    637  LOZANO J.,Hacia el Tercer Milenio, Teología y Cultura, CEM, Mexico 1988, pp.47-107  LOZANO J., Teología Estado y Sociedad, Zacatecas 1996.  LOZANO J., Teologia e medicina, Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 2001.  LOZANO J., Metabioetica e biomedicina, Editrice Velar, Bergamo 2005.  MANUA G., Metafisica del dono, Cherico 2006.  MARTINI P., Arzt und Seelsorge, in LTK (1) 912-915.  MORANDE P. El indiferentismo religioso en América Latina. Desafíos pastorales, in Ateísmo y Fe XXVII-1, 12-18.  SGRECCIA E., Manual de Bioética, México 1996.  S.TOMASO DI AQUINO, Summa contra Gentiles, 4,11; Summa Theologica I q.18 aa.1-2 .  STRACHAN T., Genetica umana molecolare, Torino 2007.  ZUCCHI, P. L., “La terapia del dolore”, in Dolentium Hominum 58 (2005) 28-34. (ampia bibliografia)