Saggio Breve
Il lavoro sin dall’antichità è sempre stato sinonimo di fatica(dal
termine latino labor)e ha sempre implicato uno sforzo sia fisico
che mentale dell’uomo.Col trascorrere dei secoli la
consapevolezza dell’importanza del ruolo che il lavoro acquisiva
nel progresso economico dell’uomo e della comunità diveniva
sempre più preponderante.Sebbene il progresso sia ancora oggi la
chiave dello sviluppo del genere umano e delle sue capacità,la
sicurezza sul lavoro rimane una delle tematiche più
dibattute.Secondo C.Mosse nel suo libro Il lavoro in Grecia e a
Roma <<Il lavoro nell’antichità non aveva il valore morale che gli
è stato attribuito dal cristianesimo>>.In realtà sono stati diversi i
momenti della storia che hanno contribuito a rendere i lavoratori
consapevoli del valore del lavoro.Si pensi,ad esempio,alla
Rivoluzione Industriale che rappresentò il culmine del progresso
tecnologico attraverso l’introduzione delle macchine che se da un
lato rappresentarono elementi di innovazione dall’altro resero il
lavoro dell’uomo più semplice attraverso la riduzione della
quantità di energia impiegata nel compierlo.L’introduzione dei
macchinari ,però,non rappresentò l’eliminazione del pericolo che
già persisteva negli ambienti di lavoro ma anzi contribuì al suo
mantenimento rendendo ancora una volta l’uomo soggetto a forme
di infortunio.É importante quindi riuscire a mettere in relazione il
progresso dell’uomo con la diminuzione del rischio di incidenti
quasi una proporzionalità inversa,una relazione matematica,chiara
ed infallibile.Con l’avvento della produzione industriale di massa
e delle multinazionali , i ritmi continuativi e senza sosta che la
caratterizzano ancora oggi influenzano negativamente il
comportamento del lavoratore rendendolo talvolta indifferente nei
confronti dell’ambiente che lo circonda.Le motivazioni che il più
delle volte conducono agli infortuni sul lavoro non sono
desumibili da dei rapporti di tipo casuale.Mancanza di adeguata
protezione,indifferenza e mancata consapevolezza possono essere
alcune delle motivazioni che concorrono all’infortunio.Non si
potrebbe parlare allora di accidente più che di incidente poiché
non si potrebbe indicare l’infortunio come un qualcosa che accade
in maniera fortuita senza motivazione o per puro caso ma si
potrebbe considerare il lavoratore “accidioso” nel momento in cui
è avverso ad adoperare misure di sicurezza cautelari.Secondo
l’osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering il tasso di
mortalità per infortuni sul lavoro giunge fino ad un massimo di 11
casi analizzati in percentuale su ogni milione di occupanti
sull’intero territorio nazionale.Secondo ulteriori dati Istat il
numero di casi di decessi sul lavoro tende ad aumentare assieme
all’età.Il tasso inferiore si registra nell’età compresa tra i 15 e i 24
anni.Diventa,dunque,sempre più necessario sensibilizzare i futuri
nuovi lavoratori o tutti coloro che seppur non esperti entrano in
ambienti lavorativi sin dall’età adolescenziale o giovanile.Ed è per
questo che enti pubblici o coinvolti all’interno del mondo del
lavoro organizzano campagne di sensibilizzazione a scopo
informativo soprattutto nelle scuole,luoghi di formazione per
eccellenza,per rendere i ragazzi consapevoli di ciò a cui andranno
incontro e per evitare che gli incidenti possano ripresentarsi nelle
stesse modalità.Conoscere il pericolo è una primo passo per
combatterlo.

la sicurezza primo posto

  • 1.
    Saggio Breve Il lavorosin dall’antichità è sempre stato sinonimo di fatica(dal termine latino labor)e ha sempre implicato uno sforzo sia fisico che mentale dell’uomo.Col trascorrere dei secoli la consapevolezza dell’importanza del ruolo che il lavoro acquisiva nel progresso economico dell’uomo e della comunità diveniva sempre più preponderante.Sebbene il progresso sia ancora oggi la chiave dello sviluppo del genere umano e delle sue capacità,la sicurezza sul lavoro rimane una delle tematiche più dibattute.Secondo C.Mosse nel suo libro Il lavoro in Grecia e a Roma <<Il lavoro nell’antichità non aveva il valore morale che gli è stato attribuito dal cristianesimo>>.In realtà sono stati diversi i momenti della storia che hanno contribuito a rendere i lavoratori consapevoli del valore del lavoro.Si pensi,ad esempio,alla Rivoluzione Industriale che rappresentò il culmine del progresso tecnologico attraverso l’introduzione delle macchine che se da un lato rappresentarono elementi di innovazione dall’altro resero il lavoro dell’uomo più semplice attraverso la riduzione della quantità di energia impiegata nel compierlo.L’introduzione dei macchinari ,però,non rappresentò l’eliminazione del pericolo che già persisteva negli ambienti di lavoro ma anzi contribuì al suo mantenimento rendendo ancora una volta l’uomo soggetto a forme di infortunio.É importante quindi riuscire a mettere in relazione il progresso dell’uomo con la diminuzione del rischio di incidenti quasi una proporzionalità inversa,una relazione matematica,chiara ed infallibile.Con l’avvento della produzione industriale di massa e delle multinazionali , i ritmi continuativi e senza sosta che la caratterizzano ancora oggi influenzano negativamente il comportamento del lavoratore rendendolo talvolta indifferente nei confronti dell’ambiente che lo circonda.Le motivazioni che il più delle volte conducono agli infortuni sul lavoro non sono desumibili da dei rapporti di tipo casuale.Mancanza di adeguata
  • 2.
    protezione,indifferenza e mancataconsapevolezza possono essere alcune delle motivazioni che concorrono all’infortunio.Non si potrebbe parlare allora di accidente più che di incidente poiché non si potrebbe indicare l’infortunio come un qualcosa che accade in maniera fortuita senza motivazione o per puro caso ma si potrebbe considerare il lavoratore “accidioso” nel momento in cui è avverso ad adoperare misure di sicurezza cautelari.Secondo l’osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering il tasso di mortalità per infortuni sul lavoro giunge fino ad un massimo di 11 casi analizzati in percentuale su ogni milione di occupanti sull’intero territorio nazionale.Secondo ulteriori dati Istat il numero di casi di decessi sul lavoro tende ad aumentare assieme all’età.Il tasso inferiore si registra nell’età compresa tra i 15 e i 24 anni.Diventa,dunque,sempre più necessario sensibilizzare i futuri nuovi lavoratori o tutti coloro che seppur non esperti entrano in ambienti lavorativi sin dall’età adolescenziale o giovanile.Ed è per questo che enti pubblici o coinvolti all’interno del mondo del lavoro organizzano campagne di sensibilizzazione a scopo informativo soprattutto nelle scuole,luoghi di formazione per eccellenza,per rendere i ragazzi consapevoli di ciò a cui andranno incontro e per evitare che gli incidenti possano ripresentarsi nelle stesse modalità.Conoscere il pericolo è una primo passo per combatterlo.