ITALIANI DAL CUORE # 1 anno 1 Letteratura infantile:per adulti o per bambini? Cinque minuti di relax Poema: Il tramonto della mia vita . Racconto: .-  La farfallina, il  fiore e l’alba .-  Federica . Espressioni piu comuni dello spagnolo
Letteratura infantile:per adulti o per bambini? Attraverso la storia dell’uomo, le forme d’espressione artistica sono state presenti come prodotti del giudizio che abbiamo sempre fatto alla storia e alla società nelle quali siamo prigionieri. Quelli che non si rassegnano alla situazione sociale e culturale dell’epoca in cui vivono, cercano di essere l’inizio di un cambio nel pensiero degli altri, o almeno cercano d’influenzare sull’educazione della società futura perché formino un mondo meno assurdo. Fra i diversi artisti, forse quelli che cominciano più presto a essere parte della nostra vita, sono gli scrittori. Le dolci parole espresse con sottigliezza e perspicacia, invadono le nostre menti nei primi giorni in forma di racconti infantili. Nonostante, l’enorme forza che hanno i messaggi della letteratura per bambini è molte volte ovviata, possibilmente per la connotazione che è usualmente data al termino. Ma, sotto il nome di “letteratura infantile” ci sono tanto piccole favole come quelle di  Esopo,  così come lunghi libri come il  Principe e il Mendico . Il primo, è un libro di piccole favole scritto dal filosofo greco Esopo (620-560 a.C), che ci racconta situazioni reali della vita quotidiana,  in un contexto fantastico pieno di animali che parlano e che ci danno consigli. In questa compilazione di favole abbiamo un argomento di valore per confermare che la letteratura infantile serve anche agli adulti, che molte volte si utilizzano per dare lezioni di morale e per mettere i loro figli in allerta sulle situazioni difficili della vita. Questo eccezionale libro fantastico non è altro che la realtà adattata all’immaginazione di un bambino. Il secondo,  è una storia il cui messagio principale è che non dobbiamo essere invidiosi delle cose che ha un’altra persona, perché bisogna sapere che insieme alla ricchezza ci vengono anche dei problemi più terribili, come la mancanza d’amore. Ambedue generi sono stati inspirati nella realtà, e dopo rivestiti con mantelli di fantasia per diventare attrattivi ai bambini. Nonostante, il trasfondo filosofico, storico e culturale, sono decisamente stati creati per dare lezioni di vita e moralità universali. In più, è possibile riferire altre due funzioni della letteratura infantile: far sì che  gli adulti mantengano il loro spirito di bambini, ed essere parte della storia di un popolo diventando la materialisazione del loro folclore. Uno dei libri che confessa dal principio al fine la finalità di ricordare agli adulti che tutti abbiamo uno spirito di bambini che alcune volte dimentichiamo, è  Il piccolo principe . Sotto delle semplici immagini visive e auditive rimane un mondo filosofico difficile da essere capito da persone di qualsiasi età. Dobbiamo allora ricordare le parole di Ruyard Kipling (La Biblioteca de Babel, 2001):  “ Gli dei possono permettere agli uomini di inventare le favole, ma non che conoscano la loro moralità.” stati invalorabili per preservare la storia mitica dei popoli, cosi come per essere testimonio di culture antichissime.  In questo senso, non si può dimenticare il meraviglioso libro Le Mille e una notte, lunga e complessa compilazione di leggende di origine indio, persa e arabo che mostrano al mondo il modo di vivere, la cultura e le credenze di questi uomini,   sotto un trasfondo fantastico che ci fa capire non solamente il folclore mezzo-orientale primitivo, ma anche l’imporatanza e la forza della parola scrita e orale. Ma questi libri che sono nati con uno stile fantastico, molte volte dedicati soltanto ai bambini, sono diventati veri capolavori universali, che si conservano in vita fino a oggi, grazie alla loro bellezza, trascendenza e ricchezza morale e letteraria. Resta sulle nostre mani trovare una strada per mantenere la tradizione letteraria, che nella società moderna sta piano piano perdendo valore, come conseguenza della continua fretta in cui viviamo. Abbiamo cambiato il piacere della lettura per la praticità di vedere un film o di cercare sull’internet un riassunto di un libro che potremmo leggere. Forse la realtà è quella che Jorge Luis Borges (La Biblioteca de Babel, 2001) descrive dicendo: “...i racconti ...vengono da una data in cui l’uomo si reclinò nella sua malinconia e nei sui tramonti, ma la maninconia e i tramonti non hanno cesato benchè adesso l’arte gli abbiglie con diversi travestimenti.” In ogni caso, bisogna ricreare il mondo fantastico della letteratura nella realtà di oggi per mantenerla vivente . Rosángela Pulido con la colaborazione di Giorgio Baldizzone.
Cinque minuti di relax CHIAVE :  Frase di unImperatore e Filosofo Italiano 1.Articolo Definito 2.Esistenza, Durata, 3.Acqua, Mondo 4.Preposizione 5.Articolo Indefinito 6.Essere Umano, Alcuno, 7.Uomo, Mortale 8.Essere ( 3za pers. Sing. ) 9.Pronome Relativo 10.Pronome Relativo 11.Preposizione TROVERAI LA SOLUZIONE NEL PROSSIMO NUMERO. Ronald Ramirez 12.Pronome Personale 13.Fare (·terza pers. plur. ) 14.Articolo Definito 15.Pronome Possessivo Idee, Riflessioni 16.Imperatore e Filosofo Italiano ( 121-180 d. C. ) 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
Il tramonto della mia vita Quando arriverà il tramonto della mia vita Il mio vestito non sarà più nuovo Né avrà lo stesso colore di prima Sarà allora di seta e avrà alcune rughe. Quando arriverà il tramonto della mia vita Prenderò un riposo e contemplerò con allegria La discesa della mia luce Non sentirò vergogna per le ombre della mia anima E vedrò con chiarezza le sfumature del mio essere Quando arriverà il tramonto della mia vita Non mi lamenterò per il termine della giornata Perché avrò imparato, insegnato, creato e amato In fine avrò vissuto Quando il tramonto della mia vita sarà arrivato. Erika A. Vidal
La farfallina, il fiore e l’alba Che cosa è l’alba? Domandò una piccola farfalla mentre si posava su un fiore.  Il fiore le chiese: -Tu non sai che cosa è l’alba? -No, non lo so. Ho ascoltato quella parola ieri, ma  siccome non sapevo che cosa era ho preferito non dire niente- rispose la farfallina. -Tu non devi vergognarti!-disse il fiore. Quasi nessuno sa che cosa è l’alba. La maggioranza l’ha dimenticato.  Anch’io l’avevo dimenticato, ma un giorno ho ascoltato due fate  mentre parlavano dell’alba.  Non sapendo che cosa era,  gliel’ho chiesto. Loro mi hanno detto che l’alba era la nascita del giorno, che succedeva 365 volte l’ anno nel momento in cui il buio se ne andava per lasciar vedere la luce, e che quasi nessuno la conosceva perché erano addormentati quando capitava.  Da quel momento, ho voluto vedere l’alba. Allora ho deciso di non addormentarmi quella notte. Ho aspettato e  aspettato .  Tutto era silenzioso e non si poteva vedere niente. All’improvviso, dall’ oriente è apparsa una luce rosata la quale dopo alcuni minuti,  è diventata bianca. I suoi raggi hanno cominciato a espandere per dare il benvenuto al mattino.  Adesso, dimmi, farfallina, hai capito che cosa è l’alba?-disse il fiore. -Si, ho capito. Tutti i giorni  vedo l’alba, ma non sapevo che si chiamasse così.   Daniela A. Vidal
“ Federica” Gli “inuits” credono che il nome doti di anima e di spirito il bambino che lo  riceve, così tra i popoli  polari, cercare un nome per un bambino non è un atto  inconscente e nemmeno fatto alla Leggera ed è per questo che tutti i membri  della famiglia si riuniscono e scelgono il nome del  bambino d’accordo alle  caratteristiche che abbia mostrato appena nato. Siccome gli “inuits” credono nella  “ re- incarnazione” danno ai bambini il nome di quel antenato a cui si  assomigli di più.  La storia che voglio raccontarvi succede molto lontano dalle reggioni polari, in un paese del tropico, nel seno di una famiglia che sebbene non segue gli usi e costumi degli “inuits” da importanza alla vita dei suoi antenati e alla catena d’insegnamenti e tradizioni che si collegano all’educazione delle generazioni che si sucedono una dopo l’altra.   Federica è nata il 15 novembre dell’anno 1979, quindi vuol dire che oggi      ha 25 anni. I suoi genitori si sono conosciuti nel pittoresco paese del      Venezuela, perché anni prima i suoi nonni erano immigrati là o forse è stato il    loro destino. I nonni paterni di Federica  sono arrivati in Venezuela sfuggendo dalla recessione economica della Spagna dopo la Guerra Civile, sperando di trovare in questo paese ciò che avevano perso nel loro. Si può dire che ci sono riusciti, però il padre di Federica ha sofferto molto molto per la morte della madre che morì quando lui aveva soltanto 17 anni e così ha dovuto lavorare per aiutare suo padre. Ferderica non ha potuto conoscere suo nonno, lui morì prima che lei nascesse. I nonni materni di Federica invece, sono immigrati in Venezuela dopo gli orrori vissuti durante la II Guerra Mondiale. Sono partiti sfuggendo dal passato e disposti all’avventura nel Venezuela del 1948. Così sua madre e le sue zie sono tutte nate in quel paese che in tempo offriva ottime opporttunità di lavoro e  anche se le condizioni erano molto dure si poteva ottenere i servizi di salute, educazione, la casa, la macchina. Dopo il diroccamento di Pérez Jiménez, i nonni di Federica sono dovuti ritornare in Italia perché suo nonno lavorava per il ministero delle publiche costruzioni e quindi era perseguito dal nuovo regime politico. Arrivati in Italia, si sono accorti che gli anni vissuti in Venezuela al contatto con altre culture aveva prodotto un cambio nel percepire la vita, rendendolo più vasto, flessibile ed aperto. Così scoprirono con sorpresa che non appartenevano né all’Italia né al Venezuela. Con questa grossa delusione, dopo alcuni anni decisero di ritornare in Venezuela, dato che lì ci erano rimasti gli amici, la casa e gli anni felici dopo la Guerra. Questa è la raggione per cui la nostra Federica è nata in questo paese e non in altro posto. I primi anni di Federica sono trascorsi a Caracas e facendo onore alle complicazioni della sua storia famigliare, parlava varie lingue: l’italiano a casa, lo spagnolo con suo padre e a scuola dove inoltre parlava il tedesco. Così  che la povera Federica aveva in testa una grande confusione quando doveva parlare. Comunque, circondata dall’amore  della sua famiglia ha imparato – anche se allora non lo capiva- che apparteneva a quel nucleo di persone senza che importasse il luogo dove si trovasero. La sua infanzia è stata certamente molto felice. il suo mondo era al sicuro. Dopo un tempo, suo padre ha avuto l’opportunità di aprire un negozio proprio a Mérida, così tutto d’un tratto e senza nessuna spiegazione si sono trasferiti in un altra città quando Federica aveva 5 anni. Mérida anni fa era una cittadina poco costosa, dunque si sono inseriti comodamente e hanno potuto comperare la casa, viaggiare e sistemarsi agevolmente. Questo trasferimento però è stato molto difficile per Federica che aveva dovuto lasciare tutto quello che conosceva e la faceva felice. Già a quel tempo intuiva che era un po’ diversa dagli altri bambini a causa dell’ambiente in cui era cresciuta. Passarono gli anni e quando finalmente incominciava a sentirsi che apparteneva a quella terra i suoi genitori hanno divorziato. Aveva 14 anni ed è stato il secondo grande colpo con tutto quello che la rassicurava. Sua madre e lei hanno cambiato casa e vissuto un primo anno terribile. La mamma di Federica non lavorava da quando lei era nata e quindi ha dovuto cercarsi un lavoro. Sono andate ad abitare a casa di alcuni loro amici che partivano per la Svizzera. Mentre sua madre incominciava a lavorare, sua zia – unico membro della famiglia che appoggiava il divorzio aiutava con un prestito monetario.Come se non bastasse, a scuola Federica ha dovuto affrontare i pregiudizi d’una società convenzionale e bigotta dove i “cristiani” le hanno fatto il vuoto attorno perché lei era figlia di divorziati e quindi –secondo loro- automaticamente mentalmente squilibriata.  D’ogni modo Federica è riuscita a finire il liceo con buoni ma pochi amici; incominciò a studiare Biologia all’Universita dove ha scoperto delle amicizie profonde e mature. Mentre studiava  è rimasta in cinta dal ragazzo con cui stava insieme da quattro anni. Era una relazione che non funzionava più, come non funzionava da un bel principio, ma Federica era troppo innamorata dell’amore per capirlo. Ha deciso di smettere gli studi, dato che non aveva molto esito e la gravidanza l’aveva presa alla sprovvista. Sebbene la loro situazione economica era ormai notevolmente migliorata, questa notizia scosse tutta la famiglia. Sua madre era malata, aveva un tumore al seno, suo padre si sentì tradito e deluso e il suo compagno reagì come era da aspettarsi. In ogni caso, la famiglia di Federica l’ha aiutata e quasi tutti aspettavano il futuro bebe con illusione. Mentre era in dolce attesa, suo padre – che si era risposato alcuni anni prima- le comunicò che anche loro aspettavano un bambino, quindi Federica ha trovato nella moglie di suo padre una compagna concui compartire la maternità. Questa esperienza è stata a lungo andare la più bella della sua vita. Però, quando sua figlia aveva 6 mesi, lei ha deciso di finire la relazione con il suo compagno e così  è passata ad ingrossarela legione di  mamme giovani e SOLE. Dopo 2 anni dedicati a sua figlia senza sosta, Ferderica ha ripreso a studiare all’Università, ma cambiando carriera. Le è stato molto difficile  essere mamma e studentessa , però finalmente ha trovato un po’ di pace. Federica è presa dalla sua carriera e sente che per lei le cose miglioreranno. Le sarebbe piaciuto viaggiare di più, conoscere il mondo, ma chissa? Forse domani potrà.
ESPRESSIONI PIÙ COMUNI DELLO SPAGNOLO Tutte le lingue hanno delle frasi idiomatiche che, se tradotte letteralmente, non hanno alcun senso. Si tratta di un linguaggio comune di tutti i giorni, in cui queste frasi sono usate per meglio descrivere una situazione o far capire un argomento. Nel caso dello spagnolo, ci sono molte frasi idiomatiche usate nel linguaggio di ogni giorno, a seconda della regione e il gruppo sociale che le usano. In Venezuela per esempio, ci sono alcune frasi in cui vengono usati nomi di animali, ad esempio, "gallina" descrive una persona paurosa; "gatto(a)" viene usato per descrivere le persone di occhi verdi;  "tigre" si usa per indicare il mal odore nell'ascella; le persone promiscue sono chiamate "perro(a)"; "pato" denomina gli omosessuali; e il più usato "mono", che si riferisce a un determinato gruppo sociale.  Alcune altre espressioni comuni sono per esempio, "cuartobate" che descrive una persona grande; "vivir arrimado" espressione che viene usata quando non si riesce a trovare l'independenza e si deve abitare con i genitori. Al contrario, l'espressione "recién vestido" si riferisce alle persone che sono ricche da un giorno all'altro. Mentre, "ser un cero a la izquierda" esprime l'idea di non avere importanza e "montar cachos", sinonimo di essere infedele. Ogni lingua ha la sua propria tradizione ed uso quotidiano, con cui si identifica la sua gente. Senz'altro, le lingue evoluzionano con il tempo, l'uso e le situazioni della vita quotidiana, originando cosi nuove espressioni che descrivono situazioni comuni e attuali, ciò vuol dire che dobbiamo cercare di mantenerci aggiornati con le lingue

Italiani Dal Cuore

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    ITALIANI DAL CUORE# 1 anno 1 Letteratura infantile:per adulti o per bambini? Cinque minuti di relax Poema: Il tramonto della mia vita . Racconto: .- La farfallina, il fiore e l’alba .- Federica . Espressioni piu comuni dello spagnolo
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    Letteratura infantile:per adultio per bambini? Attraverso la storia dell’uomo, le forme d’espressione artistica sono state presenti come prodotti del giudizio che abbiamo sempre fatto alla storia e alla società nelle quali siamo prigionieri. Quelli che non si rassegnano alla situazione sociale e culturale dell’epoca in cui vivono, cercano di essere l’inizio di un cambio nel pensiero degli altri, o almeno cercano d’influenzare sull’educazione della società futura perché formino un mondo meno assurdo. Fra i diversi artisti, forse quelli che cominciano più presto a essere parte della nostra vita, sono gli scrittori. Le dolci parole espresse con sottigliezza e perspicacia, invadono le nostre menti nei primi giorni in forma di racconti infantili. Nonostante, l’enorme forza che hanno i messaggi della letteratura per bambini è molte volte ovviata, possibilmente per la connotazione che è usualmente data al termino. Ma, sotto il nome di “letteratura infantile” ci sono tanto piccole favole come quelle di Esopo, così come lunghi libri come il Principe e il Mendico . Il primo, è un libro di piccole favole scritto dal filosofo greco Esopo (620-560 a.C), che ci racconta situazioni reali della vita quotidiana, in un contexto fantastico pieno di animali che parlano e che ci danno consigli. In questa compilazione di favole abbiamo un argomento di valore per confermare che la letteratura infantile serve anche agli adulti, che molte volte si utilizzano per dare lezioni di morale e per mettere i loro figli in allerta sulle situazioni difficili della vita. Questo eccezionale libro fantastico non è altro che la realtà adattata all’immaginazione di un bambino. Il secondo, è una storia il cui messagio principale è che non dobbiamo essere invidiosi delle cose che ha un’altra persona, perché bisogna sapere che insieme alla ricchezza ci vengono anche dei problemi più terribili, come la mancanza d’amore. Ambedue generi sono stati inspirati nella realtà, e dopo rivestiti con mantelli di fantasia per diventare attrattivi ai bambini. Nonostante, il trasfondo filosofico, storico e culturale, sono decisamente stati creati per dare lezioni di vita e moralità universali. In più, è possibile riferire altre due funzioni della letteratura infantile: far sì che gli adulti mantengano il loro spirito di bambini, ed essere parte della storia di un popolo diventando la materialisazione del loro folclore. Uno dei libri che confessa dal principio al fine la finalità di ricordare agli adulti che tutti abbiamo uno spirito di bambini che alcune volte dimentichiamo, è Il piccolo principe . Sotto delle semplici immagini visive e auditive rimane un mondo filosofico difficile da essere capito da persone di qualsiasi età. Dobbiamo allora ricordare le parole di Ruyard Kipling (La Biblioteca de Babel, 2001): “ Gli dei possono permettere agli uomini di inventare le favole, ma non che conoscano la loro moralità.” stati invalorabili per preservare la storia mitica dei popoli, cosi come per essere testimonio di culture antichissime. In questo senso, non si può dimenticare il meraviglioso libro Le Mille e una notte, lunga e complessa compilazione di leggende di origine indio, persa e arabo che mostrano al mondo il modo di vivere, la cultura e le credenze di questi uomini, sotto un trasfondo fantastico che ci fa capire non solamente il folclore mezzo-orientale primitivo, ma anche l’imporatanza e la forza della parola scrita e orale. Ma questi libri che sono nati con uno stile fantastico, molte volte dedicati soltanto ai bambini, sono diventati veri capolavori universali, che si conservano in vita fino a oggi, grazie alla loro bellezza, trascendenza e ricchezza morale e letteraria. Resta sulle nostre mani trovare una strada per mantenere la tradizione letteraria, che nella società moderna sta piano piano perdendo valore, come conseguenza della continua fretta in cui viviamo. Abbiamo cambiato il piacere della lettura per la praticità di vedere un film o di cercare sull’internet un riassunto di un libro che potremmo leggere. Forse la realtà è quella che Jorge Luis Borges (La Biblioteca de Babel, 2001) descrive dicendo: “...i racconti ...vengono da una data in cui l’uomo si reclinò nella sua malinconia e nei sui tramonti, ma la maninconia e i tramonti non hanno cesato benchè adesso l’arte gli abbiglie con diversi travestimenti.” In ogni caso, bisogna ricreare il mondo fantastico della letteratura nella realtà di oggi per mantenerla vivente . Rosángela Pulido con la colaborazione di Giorgio Baldizzone.
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    Cinque minuti direlax CHIAVE : Frase di unImperatore e Filosofo Italiano 1.Articolo Definito 2.Esistenza, Durata, 3.Acqua, Mondo 4.Preposizione 5.Articolo Indefinito 6.Essere Umano, Alcuno, 7.Uomo, Mortale 8.Essere ( 3za pers. Sing. ) 9.Pronome Relativo 10.Pronome Relativo 11.Preposizione TROVERAI LA SOLUZIONE NEL PROSSIMO NUMERO. Ronald Ramirez 12.Pronome Personale 13.Fare (·terza pers. plur. ) 14.Articolo Definito 15.Pronome Possessivo Idee, Riflessioni 16.Imperatore e Filosofo Italiano ( 121-180 d. C. ) 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
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    Il tramonto dellamia vita Quando arriverà il tramonto della mia vita Il mio vestito non sarà più nuovo Né avrà lo stesso colore di prima Sarà allora di seta e avrà alcune rughe. Quando arriverà il tramonto della mia vita Prenderò un riposo e contemplerò con allegria La discesa della mia luce Non sentirò vergogna per le ombre della mia anima E vedrò con chiarezza le sfumature del mio essere Quando arriverà il tramonto della mia vita Non mi lamenterò per il termine della giornata Perché avrò imparato, insegnato, creato e amato In fine avrò vissuto Quando il tramonto della mia vita sarà arrivato. Erika A. Vidal
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    La farfallina, ilfiore e l’alba Che cosa è l’alba? Domandò una piccola farfalla mentre si posava su un fiore. Il fiore le chiese: -Tu non sai che cosa è l’alba? -No, non lo so. Ho ascoltato quella parola ieri, ma siccome non sapevo che cosa era ho preferito non dire niente- rispose la farfallina. -Tu non devi vergognarti!-disse il fiore. Quasi nessuno sa che cosa è l’alba. La maggioranza l’ha dimenticato. Anch’io l’avevo dimenticato, ma un giorno ho ascoltato due fate mentre parlavano dell’alba. Non sapendo che cosa era, gliel’ho chiesto. Loro mi hanno detto che l’alba era la nascita del giorno, che succedeva 365 volte l’ anno nel momento in cui il buio se ne andava per lasciar vedere la luce, e che quasi nessuno la conosceva perché erano addormentati quando capitava. Da quel momento, ho voluto vedere l’alba. Allora ho deciso di non addormentarmi quella notte. Ho aspettato e aspettato . Tutto era silenzioso e non si poteva vedere niente. All’improvviso, dall’ oriente è apparsa una luce rosata la quale dopo alcuni minuti, è diventata bianca. I suoi raggi hanno cominciato a espandere per dare il benvenuto al mattino.  Adesso, dimmi, farfallina, hai capito che cosa è l’alba?-disse il fiore. -Si, ho capito. Tutti i giorni vedo l’alba, ma non sapevo che si chiamasse così.   Daniela A. Vidal
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    “ Federica” Gli“inuits” credono che il nome doti di anima e di spirito il bambino che lo riceve, così tra i popoli polari, cercare un nome per un bambino non è un atto inconscente e nemmeno fatto alla Leggera ed è per questo che tutti i membri della famiglia si riuniscono e scelgono il nome del bambino d’accordo alle caratteristiche che abbia mostrato appena nato. Siccome gli “inuits” credono nella “ re- incarnazione” danno ai bambini il nome di quel antenato a cui si assomigli di più. La storia che voglio raccontarvi succede molto lontano dalle reggioni polari, in un paese del tropico, nel seno di una famiglia che sebbene non segue gli usi e costumi degli “inuits” da importanza alla vita dei suoi antenati e alla catena d’insegnamenti e tradizioni che si collegano all’educazione delle generazioni che si sucedono una dopo l’altra. Federica è nata il 15 novembre dell’anno 1979, quindi vuol dire che oggi ha 25 anni. I suoi genitori si sono conosciuti nel pittoresco paese del Venezuela, perché anni prima i suoi nonni erano immigrati là o forse è stato il loro destino. I nonni paterni di Federica sono arrivati in Venezuela sfuggendo dalla recessione economica della Spagna dopo la Guerra Civile, sperando di trovare in questo paese ciò che avevano perso nel loro. Si può dire che ci sono riusciti, però il padre di Federica ha sofferto molto molto per la morte della madre che morì quando lui aveva soltanto 17 anni e così ha dovuto lavorare per aiutare suo padre. Ferderica non ha potuto conoscere suo nonno, lui morì prima che lei nascesse. I nonni materni di Federica invece, sono immigrati in Venezuela dopo gli orrori vissuti durante la II Guerra Mondiale. Sono partiti sfuggendo dal passato e disposti all’avventura nel Venezuela del 1948. Così sua madre e le sue zie sono tutte nate in quel paese che in tempo offriva ottime opporttunità di lavoro e anche se le condizioni erano molto dure si poteva ottenere i servizi di salute, educazione, la casa, la macchina. Dopo il diroccamento di Pérez Jiménez, i nonni di Federica sono dovuti ritornare in Italia perché suo nonno lavorava per il ministero delle publiche costruzioni e quindi era perseguito dal nuovo regime politico. Arrivati in Italia, si sono accorti che gli anni vissuti in Venezuela al contatto con altre culture aveva prodotto un cambio nel percepire la vita, rendendolo più vasto, flessibile ed aperto. Così scoprirono con sorpresa che non appartenevano né all’Italia né al Venezuela. Con questa grossa delusione, dopo alcuni anni decisero di ritornare in Venezuela, dato che lì ci erano rimasti gli amici, la casa e gli anni felici dopo la Guerra. Questa è la raggione per cui la nostra Federica è nata in questo paese e non in altro posto. I primi anni di Federica sono trascorsi a Caracas e facendo onore alle complicazioni della sua storia famigliare, parlava varie lingue: l’italiano a casa, lo spagnolo con suo padre e a scuola dove inoltre parlava il tedesco. Così che la povera Federica aveva in testa una grande confusione quando doveva parlare. Comunque, circondata dall’amore della sua famiglia ha imparato – anche se allora non lo capiva- che apparteneva a quel nucleo di persone senza che importasse il luogo dove si trovasero. La sua infanzia è stata certamente molto felice. il suo mondo era al sicuro. Dopo un tempo, suo padre ha avuto l’opportunità di aprire un negozio proprio a Mérida, così tutto d’un tratto e senza nessuna spiegazione si sono trasferiti in un altra città quando Federica aveva 5 anni. Mérida anni fa era una cittadina poco costosa, dunque si sono inseriti comodamente e hanno potuto comperare la casa, viaggiare e sistemarsi agevolmente. Questo trasferimento però è stato molto difficile per Federica che aveva dovuto lasciare tutto quello che conosceva e la faceva felice. Già a quel tempo intuiva che era un po’ diversa dagli altri bambini a causa dell’ambiente in cui era cresciuta. Passarono gli anni e quando finalmente incominciava a sentirsi che apparteneva a quella terra i suoi genitori hanno divorziato. Aveva 14 anni ed è stato il secondo grande colpo con tutto quello che la rassicurava. Sua madre e lei hanno cambiato casa e vissuto un primo anno terribile. La mamma di Federica non lavorava da quando lei era nata e quindi ha dovuto cercarsi un lavoro. Sono andate ad abitare a casa di alcuni loro amici che partivano per la Svizzera. Mentre sua madre incominciava a lavorare, sua zia – unico membro della famiglia che appoggiava il divorzio aiutava con un prestito monetario.Come se non bastasse, a scuola Federica ha dovuto affrontare i pregiudizi d’una società convenzionale e bigotta dove i “cristiani” le hanno fatto il vuoto attorno perché lei era figlia di divorziati e quindi –secondo loro- automaticamente mentalmente squilibriata. D’ogni modo Federica è riuscita a finire il liceo con buoni ma pochi amici; incominciò a studiare Biologia all’Universita dove ha scoperto delle amicizie profonde e mature. Mentre studiava è rimasta in cinta dal ragazzo con cui stava insieme da quattro anni. Era una relazione che non funzionava più, come non funzionava da un bel principio, ma Federica era troppo innamorata dell’amore per capirlo. Ha deciso di smettere gli studi, dato che non aveva molto esito e la gravidanza l’aveva presa alla sprovvista. Sebbene la loro situazione economica era ormai notevolmente migliorata, questa notizia scosse tutta la famiglia. Sua madre era malata, aveva un tumore al seno, suo padre si sentì tradito e deluso e il suo compagno reagì come era da aspettarsi. In ogni caso, la famiglia di Federica l’ha aiutata e quasi tutti aspettavano il futuro bebe con illusione. Mentre era in dolce attesa, suo padre – che si era risposato alcuni anni prima- le comunicò che anche loro aspettavano un bambino, quindi Federica ha trovato nella moglie di suo padre una compagna concui compartire la maternità. Questa esperienza è stata a lungo andare la più bella della sua vita. Però, quando sua figlia aveva 6 mesi, lei ha deciso di finire la relazione con il suo compagno e così è passata ad ingrossarela legione di mamme giovani e SOLE. Dopo 2 anni dedicati a sua figlia senza sosta, Ferderica ha ripreso a studiare all’Università, ma cambiando carriera. Le è stato molto difficile essere mamma e studentessa , però finalmente ha trovato un po’ di pace. Federica è presa dalla sua carriera e sente che per lei le cose miglioreranno. Le sarebbe piaciuto viaggiare di più, conoscere il mondo, ma chissa? Forse domani potrà.
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    ESPRESSIONI PIÙ COMUNIDELLO SPAGNOLO Tutte le lingue hanno delle frasi idiomatiche che, se tradotte letteralmente, non hanno alcun senso. Si tratta di un linguaggio comune di tutti i giorni, in cui queste frasi sono usate per meglio descrivere una situazione o far capire un argomento. Nel caso dello spagnolo, ci sono molte frasi idiomatiche usate nel linguaggio di ogni giorno, a seconda della regione e il gruppo sociale che le usano. In Venezuela per esempio, ci sono alcune frasi in cui vengono usati nomi di animali, ad esempio, "gallina" descrive una persona paurosa; "gatto(a)" viene usato per descrivere le persone di occhi verdi; "tigre" si usa per indicare il mal odore nell'ascella; le persone promiscue sono chiamate "perro(a)"; "pato" denomina gli omosessuali; e il più usato "mono", che si riferisce a un determinato gruppo sociale.  Alcune altre espressioni comuni sono per esempio, "cuartobate" che descrive una persona grande; "vivir arrimado" espressione che viene usata quando non si riesce a trovare l'independenza e si deve abitare con i genitori. Al contrario, l'espressione "recién vestido" si riferisce alle persone che sono ricche da un giorno all'altro. Mentre, "ser un cero a la izquierda" esprime l'idea di non avere importanza e "montar cachos", sinonimo di essere infedele. Ogni lingua ha la sua propria tradizione ed uso quotidiano, con cui si identifica la sua gente. Senz'altro, le lingue evoluzionano con il tempo, l'uso e le situazioni della vita quotidiana, originando cosi nuove espressioni che descrivono situazioni comuni e attuali, ciò vuol dire che dobbiamo cercare di mantenerci aggiornati con le lingue