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Fantasticando sui fenomeni Psi (di Fausto Intilla)

Fausto Intilla
Fausto Intilla
Fausto IntillaIndependent Research Professional at WWW.OLOSCIENCE.COM

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Fantasticando sui fenomeni Psi (di Fausto Intilla)

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Fantasticando sui fenomeni Psi!
di Fausto Intilla

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Psi (ovvero una lettera dell’alfabeto greco, ψ) è un termine
usato in parapsicologia, coniato dal biologo Berthold P.
Wiesner ed usato per la prima volta nel 1942 dallo
psicologo Robert Thouless in un articolo pubblicato sul
British Journal of Psychology. Thouless e Wiesner usarono
questo termine per definire la categoria dei fenomeni di
percezione extrasensoriale (quali telepatia, precognizione,
retrocognizione, visione a distanza, etc.; detti anche
fenomeni ESP e pertinenti alla cognizione paranormale
chiamata Psi-Gamma) e dei fenomeni pertinenti all’azione
paranormale (psicocinesi, etc.), detti Psi-Kappa. In questi
ultimi anni, l’esistenza di tali fenomeni è stata fortemente
messa in dubbio da autorevoli scienziati e divenuta dunque
una sorta di “leggenda popolare”. Nel 2008, venne
addirittura condotto un esperimento (Moulton e Kosslyn) di
neuroimaging atto a risolvere definitivamente il dibattito
sui fenomeni Psi; l’esperimento venne eseguito utilizzando
la risonanza magnetica funzionale (fMRI). Gli autori di tale
ricerca, non ottenendo alcun riscontro positivo a favore di
una (seppur minima) manifestazione dei fenomeni in
questione, giunsero alla conclusione che i loro risultati
erano da intendersi come “la prova più evidente mai
raggiunta finora, dell’inesistenza dei fenomeni psichici
paranormali”. Fatta questa premessa, di fondamentale
importanza, lascerò comunque al lettore il dubbio su quella
che potrebbe essere una mia effettiva posizione personale
(una mia opinione, un mio punto di vista) in relazione ai
fenomeni Psi. Quanto esporrò qui di seguito, non lascerà
dunque trasparire alcunché, riguardo a ciò che io ritengo
possibile oppure no, in merito ai fenomeni di natura
paranormale; anche se a molti lettori, potrà sembrare
esattamente il contrario. Ed è proprio questo il bello
nell’ambito della speculazione scientifica o filosofica,
quando si cerca di scandagliare e portare alla luce ogni
possibile percorso logico-deduttivo ed esplicativo
(possibilmente razionale), nel tentativo di spiegare anche
l’impossibile! Ma è proprio nel momento in cui si tenta di
spiegare anche l’impossibile, che si oltrepassa ogni limite,
che si tocca il confine tra fisica e metafisica (il che agli
occhi dei meno sprovveduti, dei più “tecnici”, dei più
razionalisti, potrebbe tranquillamente rasentare il ridicolo).
Ebbene incurante di tutto ciò, diversi anni fa, con la cara
amica Cinzia Turnaturi, mi accinsi proprio ad inoltrarmi in
tale territorio; un campo dal quale molti scienziati e
ricercatori di ogni genere, tendono a stare bene alla larga
per paura di compromettere la loro credibilità in ambito
scientifico. Il campo in questione, è dunque quello della
mera speculazione scientifica, quella spinta oltre ogni
limite, dove spesso è facile rasentare l’irrazionale e il
ridicolo; ma senza la quale forse oggi, non saremmo giunti
alla comprensione della meccanica quantistica e quindi ad
una visione estremamente complessa della realtà che ci
circonda. Ma eccovi a questo punto, quanto emerse da
quella conversazione che a suo tempo pubblicai in rete con
il titolo “I fenomeni Psi: un’indagine sulla natura
sconosciuta di determinate potenzialità umane”:
C.T.: “Fausto, volendo assumere per principio che i
fenomeni Psi (soprattutto la telecinesi e la telepatia, nello
specifico) siano "reali", saresti in grado di formulare una
teoria che ne spiegherebbe la loro origine e le loro
interazioni con il mondo a noi circostante?”
F.I.: “Bè, per iniziare potremmo partire dall’ipotesi che tali
fenomeni (telecinesi e telepatia, per restare nello specifico
ed assumendo che esistano realmente) non siano affatto
generati da alcuna "forza psichica" o "forza di volontà" o di
"intenzionalità"; bensì da una sorta di "processo di
identificazione" tra soggetto (individuo) e ambiente ad esso
circostante. In parole povere, potrebbe essere il modo in cui
il soggetto percepisce e identifica lo spazio-tempo ad egli
circostante, che gli consentirebbe di spostare o attrarre un
oggetto verso se stesso (telecinesi) o di comunicare a
distanza con un altro individuo senza alcun mezzo
elettronico di comunicazione (telepatia). Nel caso specifico
della telecinesi, ad esempio, il modo in cui il soggetto
percepisce la distanza tra egli e l'oggetto in questione,
sarebbe in grado di modificare momentaneamente, le
coordinate spazio-temporali della realtà ad egli circostante.
In teoria, nel momento in cui si determina un simile evento
tra soggetto-oggetto, definito da ciò che ho precedentemente denominato "processo di identificazione", verrebbe a
crearsi una sorta di tunnel (o “vuoto” di campo
temporaneo) nello spazio-tempo (nel sistema soggettooggetto), in grado (in assenza temporanea di forze quali
gravità ed elettromagnetismo, principalmente) di
"veicolare" l'oggetto verso il soggetto. In un caso simile,
quella sorta di "forza d’attrazione", che sembrerebbe
scaturire dal soggetto stesso, in realtà non esisterebbe
affatto! Non esisterebbe dunque alcuna “forza psichica” o
di “volontà” che muoverebbe a distanza l’oggetto in
questione; esso si muoverebbe in direzione del soggetto per
il semplice motivo che quella, in quel determinato
momento, rappresenterebbe l’unica strada precorribile!
(come non esiste quindi nessuna "colla gravitazionale" tra
stelle e pianeti - e fortunatamente Einstein l'ha dimostrato
più di mezzo secolo fa con la teoria della Relatività
Generale - così non esiste neppure nessuna colla o forza
psichica tra soggetti e oggetti). La telecinesi sarebbe quindi
da considerarsi a questo punto, come una "distorsione di
campo" tra soggetto e oggetto, non dovuta ad un'intenzionalità ben precisa del soggetto in questione, bensì ad un
processo di identificazione del soggetto con la realtà ad egli
circostante. Il modo in cui egli percepisce lo spazio-tempo
ad egli circostante, è in grado di distorcere lo stesso , dando
luogo appunto a fenomeni di telecinesi o di telepatia (nel
caso della telepatia, è il modo in cui il soggetto percepisce
il tempo, e non tanto lo spazio, a stabilire una connessione
momentanea con un altro soggetto-individuo; viceversa nel
caso della telecinesi, ovvero in tal caso sarebbe
preponderante la percezione dello spazio). Probabilmente a
questo punto qualche lettore ricorderà sicuramente quel
famoso scambio di battute tra gli attori Keanu Reeves
(Neo) e Laurence Fishburne (Morpheus), nel film di Andy
e Lana Wachowski, “Matrix” (del 1999):
“Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile; cerca
invece di fare l’unica cosa saggia, giungere alla verità”
“Quale verità?”
“Che il cucchiaio non esiste; allora ti accorgerai che non
sarà il cucchiaio a piegarsi …ma sarai tu stesso”.
Roba da far accapponare la pelle, a prescindere dalla
formazione culturale e dall’età di ogni individuo, se ci si
sofferma a riflettere sopra per qualche istante. Non è il
cucchiaio che si piega; è lo spazio ad esso circostante che
si deforma! (non mi stupirei affatto, se ritrovassi una simile
osservazione in un libro dedicato alla dottrina Zen).
Attualmente, l'unico modo che abbiamo per poter
"manipolare" i parametri relativi alla percezione psicologica dello spazio-tempo di un individuo, è attraverso
l’ipnosi. Sostituendo i parametri inconsci ordinari di un
individuo, sul concetto di spazio-tempo e massa-energia,
con dei parametri "artificiali" su tali concetti, sarebbe
possibile quindi (a mio avviso) incrementare le "facoltà" di
quest'ultimo, di interagire a distanza con oggetti o persone
senza l'impiego di mezzi fisici-elettronici.
C.T.: “Fausto, francamente non mi è chiaro il discorso
sull’assenza di gravità ed elettromagnetismo, in un
processo “psico-fisico” come quello da te esposto. Come
possono queste due forze fondamentali della natura,
presenti ovunque nell’Universo, annullarsi a vicenda in tale
contesto o comunque non essere presenti, non interagire
con il soggetto in questione?”
F.I.:” Chiaramente tutte queste mie idee partono da un
ipotetico assunto di base, del tutto discutibile e al confine
tra fisica e metafisica, ovvero: la telecinesi è un fenomeno
reale (difficilmente osservabile ma reale). Partendo da
questa premessa, ho quindi cercato delle possibili cause che
definissero il manifestarsi di tale fenomeno; ossia il modo
in cui tale fenomeno si "innesca" ed appare in seguito, ad
un potenziale osservatore. In natura, come ben sappiamo,
non può esistere uno spazio "vuoto di campo"; dire quindi
che il fenomeno della telecinesi si inneschi solo in assenza
di forze quali gravità ed elettromagnetismo (ti do ragione),
è sicuramente un pochino aleatorio. Ciò che io intendevo
dire, con quella frase, è che in un simile evento (telecinesi),
si assiste ad un cambiamento radicale delle simmetrie
interne relative alle componenti dei campi presi in
considerazione, la cui conseguenza da luogo ad una
sostanziale mutazione di campi a noi noti (gravitazionale
ed elettromagnetico), in altri modelli di campo a noi
sconosciuti. L'assenza di gravità ed altri campi affini,
durante questo fenomeno, è da intendersi quindi come il
risultato di una "mutazione di campo", che non ha nulla a
che vedere con i classici modelli standard (minkowskiani)
della realtà, dai quali è possibile partire per poi studiare
qualsiasi altra struttura spazio-temporale; una mutazione
quindi, che molto probabilmente va a toccare altre
dimensioni a noi ancora sconosciute, e delle quali non
abbiamo ancora nessun riscontro sperimentale in grado di
dimostrarne un'eventuale esistenza. I campi non si annullano mai, semplicemente mutano (nel pieno rispetto delle
leggi di conservazione dell'energia). Ma a questo punto è
bene che apra una piccola parentesi su queste due forze
fondamentali della natura.
I campi elettromagnetici e gravitazionali, sono caratterizzati da particelle quantistiche prive di massa, e sono in grado
di estendersi su grandi distanze. Tali campi si possono
quindi distinguere (in base alla classificazione di Wigner),
grazie ad un differente tipo di massa e spin (ad esempio
quello elettromagnetico ha spin 1, quello di Dirac ½, e via
dicendo). Nello stesso modo in cui è possibile correlare lo
spin di un campo alla sua simmetria spazio-temporale, così
è possibile relazionare le stesse cariche dei campi a
determinati tipi di simmetrie, dette: “Simmetrie interne”.
La somma di più campi definiti da masse e spin del tutto
uguali, da come risultato un campo “unificato”, ma con
componenti interne diverse. Tali componenti in genere si
trasformano l’una nell’altra, lasciando così invariata
l’energia totale del campo ( a mutare è semplicemente
l’intensità del campo “unificato”, in determinati punti). È
grazie quindi a questa “ Legge Universale” di invarianza
nelle operazioni di simmetria, che delle grandezze quali la
carica elettrica, ad esempio, possono conservarsi ed
associarsi al campo “unificato” (a più componenti).
C.T.: “Vorrei riprendere un attimino le tue parole, Fausto;
tu dici che: “Nel caso specifico della telecinesi, ad
esempio, il modo in cui il soggetto percepisce la distanza
tra egli e l'oggetto in questione, è in grado di modificare
momentaneamente, le coordinate spazio-temporali della
realtà ad egli circostante”. Potresti essere un po' più
esplicativo? Quale può essere un modo di percezione della
distanza tra il soggetto e l'oggetto?”

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Fantasticando sui fenomeni Psi (di Fausto Intilla)

  • 1. Fantasticando sui fenomeni Psi! di Fausto Intilla WWW.OLOSCIENCE.COM Psi (ovvero una lettera dell’alfabeto greco, ψ) è un termine usato in parapsicologia, coniato dal biologo Berthold P. Wiesner ed usato per la prima volta nel 1942 dallo psicologo Robert Thouless in un articolo pubblicato sul British Journal of Psychology. Thouless e Wiesner usarono questo termine per definire la categoria dei fenomeni di percezione extrasensoriale (quali telepatia, precognizione, retrocognizione, visione a distanza, etc.; detti anche fenomeni ESP e pertinenti alla cognizione paranormale chiamata Psi-Gamma) e dei fenomeni pertinenti all’azione paranormale (psicocinesi, etc.), detti Psi-Kappa. In questi ultimi anni, l’esistenza di tali fenomeni è stata fortemente messa in dubbio da autorevoli scienziati e divenuta dunque una sorta di “leggenda popolare”. Nel 2008, venne addirittura condotto un esperimento (Moulton e Kosslyn) di neuroimaging atto a risolvere definitivamente il dibattito sui fenomeni Psi; l’esperimento venne eseguito utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI). Gli autori di tale ricerca, non ottenendo alcun riscontro positivo a favore di una (seppur minima) manifestazione dei fenomeni in
  • 2. questione, giunsero alla conclusione che i loro risultati erano da intendersi come “la prova più evidente mai raggiunta finora, dell’inesistenza dei fenomeni psichici paranormali”. Fatta questa premessa, di fondamentale importanza, lascerò comunque al lettore il dubbio su quella che potrebbe essere una mia effettiva posizione personale (una mia opinione, un mio punto di vista) in relazione ai fenomeni Psi. Quanto esporrò qui di seguito, non lascerà dunque trasparire alcunché, riguardo a ciò che io ritengo possibile oppure no, in merito ai fenomeni di natura paranormale; anche se a molti lettori, potrà sembrare esattamente il contrario. Ed è proprio questo il bello nell’ambito della speculazione scientifica o filosofica, quando si cerca di scandagliare e portare alla luce ogni possibile percorso logico-deduttivo ed esplicativo (possibilmente razionale), nel tentativo di spiegare anche l’impossibile! Ma è proprio nel momento in cui si tenta di spiegare anche l’impossibile, che si oltrepassa ogni limite, che si tocca il confine tra fisica e metafisica (il che agli occhi dei meno sprovveduti, dei più “tecnici”, dei più razionalisti, potrebbe tranquillamente rasentare il ridicolo). Ebbene incurante di tutto ciò, diversi anni fa, con la cara amica Cinzia Turnaturi, mi accinsi proprio ad inoltrarmi in tale territorio; un campo dal quale molti scienziati e ricercatori di ogni genere, tendono a stare bene alla larga per paura di compromettere la loro credibilità in ambito scientifico. Il campo in questione, è dunque quello della mera speculazione scientifica, quella spinta oltre ogni limite, dove spesso è facile rasentare l’irrazionale e il ridicolo; ma senza la quale forse oggi, non saremmo giunti alla comprensione della meccanica quantistica e quindi ad una visione estremamente complessa della realtà che ci circonda. Ma eccovi a questo punto, quanto emerse da quella conversazione che a suo tempo pubblicai in rete con il titolo “I fenomeni Psi: un’indagine sulla natura sconosciuta di determinate potenzialità umane”:
  • 3. C.T.: “Fausto, volendo assumere per principio che i fenomeni Psi (soprattutto la telecinesi e la telepatia, nello specifico) siano "reali", saresti in grado di formulare una teoria che ne spiegherebbe la loro origine e le loro interazioni con il mondo a noi circostante?” F.I.: “Bè, per iniziare potremmo partire dall’ipotesi che tali fenomeni (telecinesi e telepatia, per restare nello specifico ed assumendo che esistano realmente) non siano affatto generati da alcuna "forza psichica" o "forza di volontà" o di "intenzionalità"; bensì da una sorta di "processo di identificazione" tra soggetto (individuo) e ambiente ad esso circostante. In parole povere, potrebbe essere il modo in cui il soggetto percepisce e identifica lo spazio-tempo ad egli circostante, che gli consentirebbe di spostare o attrarre un oggetto verso se stesso (telecinesi) o di comunicare a distanza con un altro individuo senza alcun mezzo elettronico di comunicazione (telepatia). Nel caso specifico della telecinesi, ad esempio, il modo in cui il soggetto percepisce la distanza tra egli e l'oggetto in questione, sarebbe in grado di modificare momentaneamente, le coordinate spazio-temporali della realtà ad egli circostante. In teoria, nel momento in cui si determina un simile evento tra soggetto-oggetto, definito da ciò che ho precedentemente denominato "processo di identificazione", verrebbe a crearsi una sorta di tunnel (o “vuoto” di campo temporaneo) nello spazio-tempo (nel sistema soggettooggetto), in grado (in assenza temporanea di forze quali gravità ed elettromagnetismo, principalmente) di "veicolare" l'oggetto verso il soggetto. In un caso simile, quella sorta di "forza d’attrazione", che sembrerebbe scaturire dal soggetto stesso, in realtà non esisterebbe affatto! Non esisterebbe dunque alcuna “forza psichica” o di “volontà” che muoverebbe a distanza l’oggetto in questione; esso si muoverebbe in direzione del soggetto per il semplice motivo che quella, in quel determinato momento, rappresenterebbe l’unica strada precorribile!
  • 4. (come non esiste quindi nessuna "colla gravitazionale" tra stelle e pianeti - e fortunatamente Einstein l'ha dimostrato più di mezzo secolo fa con la teoria della Relatività Generale - così non esiste neppure nessuna colla o forza psichica tra soggetti e oggetti). La telecinesi sarebbe quindi da considerarsi a questo punto, come una "distorsione di campo" tra soggetto e oggetto, non dovuta ad un'intenzionalità ben precisa del soggetto in questione, bensì ad un processo di identificazione del soggetto con la realtà ad egli circostante. Il modo in cui egli percepisce lo spazio-tempo ad egli circostante, è in grado di distorcere lo stesso , dando luogo appunto a fenomeni di telecinesi o di telepatia (nel caso della telepatia, è il modo in cui il soggetto percepisce il tempo, e non tanto lo spazio, a stabilire una connessione momentanea con un altro soggetto-individuo; viceversa nel caso della telecinesi, ovvero in tal caso sarebbe preponderante la percezione dello spazio). Probabilmente a questo punto qualche lettore ricorderà sicuramente quel famoso scambio di battute tra gli attori Keanu Reeves (Neo) e Laurence Fishburne (Morpheus), nel film di Andy e Lana Wachowski, “Matrix” (del 1999): “Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile; cerca invece di fare l’unica cosa saggia, giungere alla verità” “Quale verità?” “Che il cucchiaio non esiste; allora ti accorgerai che non sarà il cucchiaio a piegarsi …ma sarai tu stesso”. Roba da far accapponare la pelle, a prescindere dalla formazione culturale e dall’età di ogni individuo, se ci si sofferma a riflettere sopra per qualche istante. Non è il cucchiaio che si piega; è lo spazio ad esso circostante che si deforma! (non mi stupirei affatto, se ritrovassi una simile osservazione in un libro dedicato alla dottrina Zen). Attualmente, l'unico modo che abbiamo per poter "manipolare" i parametri relativi alla percezione psicologica dello spazio-tempo di un individuo, è attraverso l’ipnosi. Sostituendo i parametri inconsci ordinari di un individuo, sul concetto di spazio-tempo e massa-energia,
  • 5. con dei parametri "artificiali" su tali concetti, sarebbe possibile quindi (a mio avviso) incrementare le "facoltà" di quest'ultimo, di interagire a distanza con oggetti o persone senza l'impiego di mezzi fisici-elettronici. C.T.: “Fausto, francamente non mi è chiaro il discorso sull’assenza di gravità ed elettromagnetismo, in un processo “psico-fisico” come quello da te esposto. Come possono queste due forze fondamentali della natura, presenti ovunque nell’Universo, annullarsi a vicenda in tale contesto o comunque non essere presenti, non interagire con il soggetto in questione?” F.I.:” Chiaramente tutte queste mie idee partono da un ipotetico assunto di base, del tutto discutibile e al confine tra fisica e metafisica, ovvero: la telecinesi è un fenomeno reale (difficilmente osservabile ma reale). Partendo da questa premessa, ho quindi cercato delle possibili cause che definissero il manifestarsi di tale fenomeno; ossia il modo in cui tale fenomeno si "innesca" ed appare in seguito, ad un potenziale osservatore. In natura, come ben sappiamo, non può esistere uno spazio "vuoto di campo"; dire quindi che il fenomeno della telecinesi si inneschi solo in assenza di forze quali gravità ed elettromagnetismo (ti do ragione), è sicuramente un pochino aleatorio. Ciò che io intendevo dire, con quella frase, è che in un simile evento (telecinesi), si assiste ad un cambiamento radicale delle simmetrie interne relative alle componenti dei campi presi in considerazione, la cui conseguenza da luogo ad una sostanziale mutazione di campi a noi noti (gravitazionale ed elettromagnetico), in altri modelli di campo a noi sconosciuti. L'assenza di gravità ed altri campi affini, durante questo fenomeno, è da intendersi quindi come il risultato di una "mutazione di campo", che non ha nulla a che vedere con i classici modelli standard (minkowskiani) della realtà, dai quali è possibile partire per poi studiare qualsiasi altra struttura spazio-temporale; una mutazione
  • 6. quindi, che molto probabilmente va a toccare altre dimensioni a noi ancora sconosciute, e delle quali non abbiamo ancora nessun riscontro sperimentale in grado di dimostrarne un'eventuale esistenza. I campi non si annullano mai, semplicemente mutano (nel pieno rispetto delle leggi di conservazione dell'energia). Ma a questo punto è bene che apra una piccola parentesi su queste due forze fondamentali della natura. I campi elettromagnetici e gravitazionali, sono caratterizzati da particelle quantistiche prive di massa, e sono in grado di estendersi su grandi distanze. Tali campi si possono quindi distinguere (in base alla classificazione di Wigner), grazie ad un differente tipo di massa e spin (ad esempio quello elettromagnetico ha spin 1, quello di Dirac ½, e via dicendo). Nello stesso modo in cui è possibile correlare lo spin di un campo alla sua simmetria spazio-temporale, così è possibile relazionare le stesse cariche dei campi a determinati tipi di simmetrie, dette: “Simmetrie interne”. La somma di più campi definiti da masse e spin del tutto uguali, da come risultato un campo “unificato”, ma con componenti interne diverse. Tali componenti in genere si trasformano l’una nell’altra, lasciando così invariata l’energia totale del campo ( a mutare è semplicemente l’intensità del campo “unificato”, in determinati punti). È grazie quindi a questa “ Legge Universale” di invarianza nelle operazioni di simmetria, che delle grandezze quali la carica elettrica, ad esempio, possono conservarsi ed associarsi al campo “unificato” (a più componenti). C.T.: “Vorrei riprendere un attimino le tue parole, Fausto; tu dici che: “Nel caso specifico della telecinesi, ad esempio, il modo in cui il soggetto percepisce la distanza tra egli e l'oggetto in questione, è in grado di modificare momentaneamente, le coordinate spazio-temporali della realtà ad egli circostante”. Potresti essere un po' più esplicativo? Quale può essere un modo di percezione della distanza tra il soggetto e l'oggetto?”
  • 7. F.I.: “Ripeto, questo è un argomento a carattere assai speculativo, al confine tra la fisica e la "metafisica". Un'interpretazione di tale percezione, ovvero una sua descrizione in termini del tutto oggettivi è pressoché impossibile; tutto dev'essere inteso in termini soggettivi. Ogni soggetto che esperisce un simile evento (assumendo che sia realmente concesso dalla natura della realtà in cui viviamo), avrà quindi un diverso "modus operandi" e diversi parametri di percezione che gli consentiranno di alterare in maggior o minor misura, la realtà ad esso circostante”. C.T.: “Andiamo per citazioni, quindi. In quest’altra affermi che: “Il modo in cui egli percepisce lo spazio-tempo ad egli circostante, è in grado di distorcere lo stesso , dando luogo appunto a fenomeni di telecinesi o di telepatia (nel caso della telepatia, è il modo in cui il soggetto percepisce il tempo, e non tanto lo spazio, a stabilire una connessione momentanea con un altro soggetto-individuo)”. E secondo te quella facoltà di percezione è spontanea, nel soggetto, o indotta?” F.I.: “A mio avviso potrebbe verificarsi sia in modo spontaneo (non controllabile),che per auto-induzione (controllabile dal soggetto stesso grazie a delle facoltà fisico-psichiche ancora più evolute, complesse ed organizzate di coloro che solo casualmente entrerebbero in tali stati percettivi)”. Interessanti sono inoltre le seguenti conclusioni, a cui diversi anni fa giunsero i membri del PEAR (Princeton Engineering Anomalies Research). Brenda Dunne (responsabile del team di ricerca) a tal proposito scrisse: “Parecchi indizi rilevati nei nostri studi sulle anomalie fisiche dipendenti dalla coscienza suggeriscono che i meccanismi che sottendono la loro espressione sono associati a processi biologici inconsci più che a quelli cognitivi. Essi includono la mancanza di
  • 8. evidenza a favore di un apprendimento da ripetute esperienze; la diffusa presenza di effetti di posizione seriale chiaramente associati alla dimensione soggettiva inconscia; le differenze di genere; la suscettibilità alla distorsione da comportamenti casuali in esperimenti privi di intenzione; i frequenti resoconti dei partecipanti sulla loro maggiore capacità di ottenere risultati quando non tentano coscientemente di ottenere buoni risultati; gli apparenti effetti di risonanza interpersonale; e i risultati ottenuti con animali.” C.T.: “Tutto ciò è davvero impressionante! Ma passiamo ora a questa tua ennesima considerazione; in quest’ultima frase tu dici che: “Attualmente, l'unico modo che abbiamo per poter "manipolare" i parametri relativi alla percezione dello spazio-tempo di un individuo, è attraverso l’ipnosi. Sostituendo i parametri inconsci ordinari di un individuo, sul concetto di spazio-tempo e massa-energia, con dei parametri "artificiali" su tali concetti (...)”. Ossia, tu dici che sottoponendo ad un particolare tipo di ipnosi il soggetto, le sue facoltà di telecinesi/telepatia ne verrebbero incrementate, giusto?” F.I.: “Sì, questa è una mia supposizione (ma tale obiettivo sarebbe raggiungibile, a mio avviso, solo con determinate tecniche di ipnosi, specifiche e ben mirate allo scopo che si intende raggiungere)”. C.T.: “E quale sarebbe la differenza tra parametri inconsci ordinari, e parametri inconsci artificiali?” F.I.: “A questo punto, credo che sia necessario un piccolo esempio: Come tutti sappiamo, una legge fondamentale della natura, la gravità, "obbliga" tutti i corpi presenti sulla Terra, a cadere verso il basso qualora non poggino sulla terra ferma. Ebbene questa è una legge che va a modificare i nostri parametri della percezione della realtà, sin dai primi
  • 9. mesi di vita! Nessuno ce la insegna, ma tutti la conosciamo grazie alla semplice esperienza della vita stessa, che ci impone di interagire con il resto del mondo secondo determinati schemi o modelli comportamentali, comuni a qualsiasi essere animale. Si creano quindi a livello psichico (inconscio), delle convinzioni o “dati di fatto” del tutto "assoluti" e "indiscutibili"; e come ben sappiamo sono proprio le nostre convinzioni a modificare la realtà che ci circonda. Con l'ipnosi, a mio avviso, è possibile andare ad "intaccare" anche le convinzioni più assolute, basilari per la sopravvivenza di qualsiasi specie animale (anche un cavallo, un cammello o una giraffa, non avrebbero alcun dubbio sul fatto che se lasciassero andare il pezzo di legno che serrano tra i denti, esso cadrebbe inevitabilmente per terra). Ma cosa accadrebbe se andassimo a modificare, con determinate tecniche di ipnosi, proprio queste convinzioni radicate nel nostro DNA sin dalla notte dei tempi? Forse alcuni soggetti, semplicemente, impazzirebbero; altri invece potrebbero iniziare a sviluppare delle vere e proprie facoltà "paranormali". Solo col tempo ovviamente, si potrà capire se queste mie teorie abbiano un minimo di fondatezza, o siano del tutto ...”campate in aria”; io in ogni caso, se e quando questo mistero verrà finalmente risolto, non sarò più tra i vivi ...di questo ne sono assolutamente certo”. C.T.: “Il miracolo altro non è che il prodotto dell’ignoranza che si proietta in una realtà metafisica inconcepibile ed assurda”, scrisse Benedetto Croce. Grazie per la tua pazienza e collaborazione, Fausto”. “Tutto ciò che è insolito, eccezionale, singolare (la telepatia, la precognizione, la telecinesi, etc.) è semplicemente considerato imbroglio, trucco, illusione ed escluso dall’esistenza. Esistono associazioni, nel mondo, che si sono assunte il compito di liquidare tutto quel che deroga dalla normalità della natura. La loro funzione è
  • 10. rassicurante, come quella della pubblica sicurezza, ma deprimente. (…) La vera scienza non ha il compito, né la capacità, di distinguere il possibile dall’impossibile, ma quello di registrare ed accettare tutto ciò che accade e formulare e riformulare teorie che ne forniscano una interpretazione, la più comprensiva possibile. L’inusuale che appare al margine della realtà non deve essere scartato e squalificato. Anzi, è proprio dalla comprensione del soprannaturale che la scienza trae spunto per allargare i suoi paesaggi. Le strutture centrali della scienza moderna sono state a loro tempo soprannaturali e hanno subito l’ostracismo e la beffa della scienza ufficiale d’allora. Così il magnetismo, l’elettricità, la gravitazione universale, la radioattività, la conversione della materia in energia, etc., sono tutte state tacciate di eresia e di assurdità prima di essere adottate come chiavi dorate del palazzo della scienza”. Giuseppe Sermonti “Non mi sento incline ad asserire che il soprannaturale debba esistere. Se lo si definisce semplicemente come l’esperienza di qualcosa d’inusuale, di qualcosa che supera i confini di ciò che viene considerato possibile, è chiaro allora che esiste un vasto campo di esperienze, ricorrenti in ogni parte del mondo, che aspettano soltanto di essere indagate. Il fatto che simili testimonianze siano, per loro stessa natura, largamente aneddotiche, ha spinto la scienza a rifiutarle e a considerale inaccettabili.(…) Il più grande ostacolo all’accettazione scientifica dell’inusuale, resta la natura elusiva e sfuggente dei fenomeni. Questo problema rende la parapsicologia, che per il momento costituisce l’approccio più formale e meno screditato, una scienza immatura priva di principi di base e importanti scoperte, che tenta comunque in tutti i modi e ad ogni costo, di produrre dei validi esperimenti; ma i cui risultati purtroppo, sono quasi sempre difficilmente ripetibili, soprattutto quando evidenziano qualcosa di
  • 11. inusuale, di soprannaturale. (…) La crociata contro la ‘pseudoscienza’ è diventata ora una guerra santa che comprende i difensori della fede e gli accusati di eresia; sopprimendo gradualmente l’esplorazione di nuove idee, da parte di scienziati che temono per la loro reputazione e le loro fonti di reddito. Qualunque cosa chiuda le frontiere in questo modo, può solo essere negativa per la scienza e la società”. Lyall Watson