La scoperta della persona nella filosofia medioevale

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La scoperta della persona nella filosofia medioevale

  1. 1. La scoperta della persona nella filosofia medioevale
  2. 2. L’io e la maschera <ul><li>Il concetto di persona, nel senso oggi comunemente inteso, è assente nel pensiero greco . </li></ul><ul><li>Il termine stesso indica in origine la maschera usata dagli attori di teatro </li></ul><ul><li>da ciò passa ad indicare il personaggio interpretato. </li></ul>
  3. 3. La realtà più perfetta <ul><li>E’ solo nel pensiero cristiano medievale che il termine assume la profondità e la ricchezza che oggi ha ancora per noi: </li></ul><ul><li>« la persona è ciò che c’è di più perfetto nell’intera natura » afferma S. Tommaso (XIII sec.) </li></ul>
  4. 4. Due osservazioni <ul><li>Il pensiero greco , pur senza raggiungerlo, ha creato l’ alveo in cui tale concetto potè essere guadagnato: non ne ha ostacolato la scoperta. </li></ul><ul><li>Le conclusioni medievali sulla persona sono state tutte elaborate nell’ambito di indagini teologiche sulla Trinità. </li></ul>
  5. 5. Una definizione <ul><li>« La persona è la sostanza individuale di una natura razionale . » </li></ul><ul><ul><li>(Boezio, De duabus naturis, III.) </li></ul></ul>
  6. 6. 1. Una natura razionale <ul><li>Questa sintetica espressione, racchiude in sé la più profonda consapevolezza del sapienza greca che, dalle sue origini, aveva identificato nel “ conosci te stesso ” il suo imperativo più decisivo. </li></ul><ul><li>Ma non può essere ripetuta da una voce cristiana senza aver subito una notevole trasformazione . </li></ul>
  7. 7. Socrate <ul><li>Posto che l’uomo usa del corpo come di uno strumento , non si può confondere con esso; l’uomo si identifica con ciò che usa dello strumento: l’ anima ( Alcibiade I ). </li></ul><ul><li>Aver cura di sé , non è perciò curare il corpo o ciò che gli appartiene, bensì rendere migliore l’anima, attraverso il sapere. </li></ul>
  8. 8. La missione socratica <ul><li>« […] tu che sei Ateniese, cittadino d’una città che è la più grande e la più famosa d’ogni altre per la sua scienza e per la sua potenza, non ti vergogni, tu che ti prendi tanta cura delle tue ricchezze perché si moltiplichino, della tua reputazione e del tuo onore, di non darti affatto cura della sapienza, della verità e dell’anima perché questa divenga quanto più può migliore? » </li></ul><ul><ul><li>Platone, Apologia di Socrate </li></ul></ul>
  9. 9. Platone <ul><li>Per il discepolo Platone l’incertezza di Socrate sul destino dell’anima è inaccettabile: la morte del maestro è lo stimolo che lo conduce a fondarne la dottrina sul piano metafisico. </li></ul><ul><li>L’anima diventa una sostanza spirituale , invisibile ma più vera del corpo visibile, incorruttibile proprio in quanto immateriale. </li></ul>
  10. 10. Metafisica e orfismo <ul><li>L’antropologia platonica è però fortemente contaminata dal dualismo della fede orfica : </li></ul><ul><ul><li>La materia del corpo è una negatività che imprigiona e limita l’anima. </li></ul></ul><ul><ul><li>L’unione con il corpo per l’anima è una pena (reiterata con la metempsicosi ). </li></ul></ul><ul><ul><li>Il saggio deve distaccarsi dal corpo e dalla materialità, coltivare lo spirito e le sue virtù. </li></ul></ul>
  11. 11. Aristotele <ul><li>Abbandona il dualismo platonico: l’uomo è un’unità, un “ sinolo ” composto di materia (il corpo) e forma (l’anima). </li></ul><ul><li>Ma il prezzo di quest’unità sembra essere l’ immortalità : come può la forma sussistere senza la materia? </li></ul><ul><li>La dottrina dell’ intelletto in atto , separato e divino, complica più che risolvere il problema. </li></ul>
  12. 12. Stoltezza per i pagani <ul><li>L’antropologia cristiana non nasce da uno sviluppo di pensiero ma dall’ annuncio di un fatto : la resurrezione di Cristo, segno del destino a cui è chiamato ogni uomo. </li></ul><ul><li>Tale annuncio, per quanto corrispondente all’attesa del cuore, suonava estraneo alle orecchie dei filosofi greci , che l’accolsero con molta ostilità. </li></ul>
  13. 13. Ti sentiremo un’altra volta <ul><li>« Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui e alcuni dicevano: “Che cosa vorrà mai insegnare questo ciarlatano?”. […] Presolo con sé, lo condussero sull'Areòpago e dissero: “Possiamo dunque sapere qual è questa nuova dottrina predicata da te? Cose strane per vero ci metti negli orecchi; desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta”. Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare. […] </li></ul><ul><li>Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: “Ti sentiremo su questo un'altra volta”. » </li></ul><ul><li>Atti degli Apostoli, Capitolo XVII </li></ul>
  14. 14. La resurrezione platonica <ul><li>« Il risveglio verace consiste nella resurrezione […] dal corpo, non col corpo; poiché risorgere con un corpo equivale a cadere da un sonno in un altro […]. Ma il vero levarsi ha qualcosa di definitivo: non da un corpo solo ma da tutti i corpi; i quali sono proprio radicalmente contrari all’anima. » </li></ul><ul><li>Plotino </li></ul>
  15. 15. L’unità dell’uomo <ul><li>L’ affinità del cristianesimo con il platonismo è più apparente che reale: </li></ul><ul><ul><li>La materia è positività perché voluta e creata da Dio. </li></ul></ul><ul><ul><li>L’ unione con il corpo non è perciò di danno all’anima e risponde al disegno divino. </li></ul></ul><ul><ul><li>L’ uomo non è la sola anima, ma un’anima unita ad un corpo in un solo essere. </li></ul></ul>
  16. 16. Resurrezione o immortalità <ul><li>« Un cristianesimo senza immortalità dell’anima non sarebbe stato del tutto inconcepibile; e prova ne è che è stato concepito. Sarebbe invece assolutamente inconcepibile un cristianesimo senza resurrezione dell’uomo . » </li></ul><ul><li>É. Gilson </li></ul>
  17. 17. La liberazione del gigante <ul><li>La soluzione al problema fu trovata dai filosofi cristiani ( S.Tommaso d’Aquino, in particolare) attraverso la ripresa dei principi di Aristotele , </li></ul><ul><ul><li>“ liberati ” dalle interpretazioni arabe (Averroè), </li></ul></ul><ul><ul><li>ma anche sviluppati in un conseguenze che lo Stagirita non era in grado di trarre. </li></ul></ul>
  18. 18. L’anima razionale <ul><li>L’anima razionale è una forma sussistente (può esistere senza il corpo). </li></ul><ul><li>che tuttavia non può, senza il corpo, svolgere la sua funzione intellettiva (non è l’anima che pensa, bensì l’uomo). </li></ul><ul><li>A differenza delle forme separate (Dio, angeli) è destinata , perciò, a unirsi ad una materia (un’anima isolata è come una mano staccata dal corpo). </li></ul>
  19. 19. L’uomo <ul><li>L’uomo non è la sola anima , né una terza sostanza che nasce dall’unione di altre due (anima e corpo), </li></ul><ul><li>ma una sostanza complessa che deve a uno solo dei sui costitutivi (l’anima) la sua sostanzialità e il suo essere in atto. </li></ul>
  20. 20. 2. Una sostanza individuale <ul><li>Parlare dell’uomo come un’anima razionale unita a un corpo, non è ancora parlare di una persona . </li></ul><ul><li>Si definisce persona non l’uomo in generale ma, un individuo concreto , unico e irripetibile. </li></ul><ul><li>Non è sempre stato facile, per i filosofi , dar ragione di questa realtà. </li></ul>
  21. 21. I filosofi e l’individuo <ul><li>La filosofia nella realtà indaga gli aspetti fondamentali (cause) e universali (essenze). </li></ul><ul><li>Per un singolare paradosso, i filosofi hanno spesso trascurato proprio il modo d’ essere concreto di quanto volevano spiegare, </li></ul><ul><li>quando non sono giunti addirittura a negarne l’effettività. </li></ul>
  22. 22. Irrealtà dell’individuo <ul><li>« La verità del finito è invece la sua idealità [= irrealtà]. » </li></ul><ul><li>« Il particolare è per lo più troppo poco importante a paragone dell'universale: gli individui vengono sacrificati e abbandonati al loro destino. » </li></ul><ul><ul><li>G.W.F. Hegel </li></ul></ul>
  23. 23. Platone <ul><li>La sua filosofia muove dalla grande personalità di Socrate, ma non è in grado di giustificarne la realtà individuale. </li></ul><ul><li>Reale, infatti, è solo l’universale, l’Idea intelligibile, l’ Uomo in sé . </li></ul><ul><li>La materia , per la quale l’Idea si moltiplica nei vari uomini, è irrazionalità e accidentalità, quasi non essere. </li></ul>
  24. 24. Aporie platoniche <ul><li>Che cosa rende molteplici le anime soprasensibili e immortali? </li></ul><ul><li>In che modo si salvaguarda la singolarità dell’uomo, se la metempsicosi , implica il passaggio dell’anima in più vite (e l’ideale sarebbe non viverne nessuna)? </li></ul>
  25. 26. Aristotele <ul><li>L’ universale (forma, specie) non esiste se non nell’individuo , </li></ul><ul><li>ma resta però preponderante : l’individuo esiste per la specie. L’individuo passa, la specie resta. </li></ul><ul><li>Aristotele è infatti convinto che il mondo sia eterno ed eterne le forme. </li></ul>
  26. 27. Aporie aristoteliche <ul><li>L’individuo è tale perché la sua forma (per esempio l’umanità) è unita ad una particolare parte di materia (un certo corpo). Ma: </li></ul><ul><ul><li>Come può ciò che è privo di determinazione (la materia) dare determinatezza all’individuo? </li></ul></ul><ul><ul><li>Come può l’ originalità spirituale , fondarsi sul corpo? </li></ul></ul>
  27. 28. Soluzione tomista <ul><li>Il principio di individuazione è la materia ma l’ individualità dell’uomo non consiste nel suo corpo. </li></ul><ul><li>Infatti ciò che dà essere e determinazione alla sostanza-uomo è l’ anima (forma). </li></ul><ul><li>È essa che, unendosi ad una certa materia, si individualizza e dà origine ad una certa personalità. </li></ul>
  28. 29. Primato della persona <ul><li>Ma in cosa consiste la grandezza della persona umana? </li></ul><ul><ul><li>Nell’essere persona consiste la somiglianza dell’uomo con il suo Creatore . </li></ul></ul><ul><ul><li>Le persone, a differenza delle altre sostanze hanno il “ dominio dei propri atti ”: non solo agiscono, ma “agiscono per sé”. </li></ul></ul><ul><li>Per S.Tommaso, quindi, il culmine della persona è la sua libertà . </li></ul>
  29. 30. Persona e medioevo <ul><li>Questa consapevolezza è immensamente feconda e resta una conquista del pensiero cristiano medioevale: </li></ul><ul><li>Indipendentemente dal fatto che gli uomini medievali ne abbiano tratte o meno tutte le conseguenze </li></ul><ul><li>e che il loro agire si sia ad essa più o meno coerentemente ispirato. </li></ul>

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