Tesina di Terza Area: Dolo Mara Fiorin V°B A.S. 2009 - 2010
Indice TOPONIMO STORIA LE INFLUENZE VENEZIANE  I MOLINI  LA SALA TURBINE L’EX MACELLO L’ISOLA BASSA LA MADONNA DEI MULINI LE PORTE  LA SERIOLA IL DUOMO DI SAN ROCCO LE VILLE GLI ARTISTI FESTE E FIERE I PERSONAGGI ITINERARIO BIBLIOGRAFIA
Toponimo Il nome viene citato per la prima volta in un documento del 1241:  domina Jacobina soror dominipetri  de  Dolli , dove il termine latino dominus-i è da intendersi nel suo significato di “proprietario, padrone” e indica l’appartenenza ad una determinata classe, in questo caso la borghesia, nella gerarchia sociale del tempo. Questo documento negherebbe l’ipotesi della derivazione del toponimo Dolo dall’antico casato della famiglia Dauli, progenitrice nella patrizia stirpe padovana dei Dotto. Un documento del 1451 attesta dei possedimenti da parte dei padovani Dotto a Dolo, ma l’attribuzione toponomastica risulta difficile perché la famiglia compare quasi due secoli più tardi nei documenti e negli estimi del paese.
Dolo fu probabilmente una mansione romana e un borgo medioevale. Il suo sviluppo inizia solo nel 1457 quando gli idraulici della Serenissima lo scelsero come luogo adatto per deviare il Brenta verso mezzogiorno al fine di eliminare il progressivo interramento della laguna.
Nel 1507 venne aperto un poderoso canale artificiale che deviava dal paese parte delle acque del fiume, per farle sfociare più a sud e per alleggerire il tratto terminale del Brenta. L’acqua  che affluiva Dolo era però costante per cui nel 1543 si decise di costruire dei mulini. L’impianto acquistò subito grande importanza perché veniva a trovarsi al centro di una  vasta area agricola. Nacque allora Dolo moderna, naturale punto d’incontro e  centro di scambi  dell’area brentana: un luogo dove attività agricole e artigianali, commerciali e turistiche convivevano, producendo ricchezza e accrescendo la vocazione amministrativa.
Per tutto il settecento i veneziani vedevano nel Naviglio della Brenta l’ideale proseguimento del Canal Grande e ogni anno con la bella stagione trascorrevano lunghi periodi di villeggiatura nelle loro splendide dimore di campagna.
Se fino a qualche tempo prima Dolo era noto per regalare ai lagunari le primizie dei loro raccolti e la farina dei molini, l’influenza  veneziana trasforma la natura agricola del paese che, tra feste e ricevimenti raffinati, si arricchisce di eleganti palazzi e diventa famoso per le conversazioni nei salotti e per primi intrattenimenti nei caffè del centro, che saranno destinati a diventare uno dei luoghi d’incontro più frequentati dell’intera Riviera del Brenta.  Forse qualcuno ricorda ancora il Camaron (la sala interna del Caffè) un appuntamento quotidiano, al quale non rinunciavano neppure le donne, famoso per il punto alla barcarola, una profumata bevanda calda a base di anice e scorze di limone.
STORIA Il primo documento che cita esplicitamente Dolo è un bando del 1540 e riguardo la via Venezia-Padova ad Villam Dolli. Alcuni ritengono che il primo riferimento sia un atto del 1241 che parla di una domina Jacobina soror domini Petri de Dolli, cosa che sarebbe credito a chi sostiene che il toponimo derivi dalla famiglia Dauli, da cui discesero i padovani Dotto. Un documento del 1451 aggiunge che questa famiglia aveva dato in soccida del bestiame ad un villico di Ca’ del Bosco, uno dei quattro comuni che formavano il paese (gli altri erano il comun piccolo dei Serragli, il comun dei Serragli e l’isola del Maltempo). È ovvio che la zona fosse già abitata.
Il forte sviluppo di Dolo è dovuto in principio al bisogno di Venezia di ricercare nuove vie di sbocco a causa della perdita di potere del commercio veneziano avvenuta con la caduta dell’Impero Bizantino, con l’affermazione della potenza turca e con l’apertura del commercio con l’America. Costa - Veduta della Casa della Posta
Nel 1045 la Serenissima sottrasse il territorio a Padova facendo sviluppare il commercio in questo territorio, così da far diventare per Dolo un periodo fiorente di massimo splendore, grazie in particolare alla presenza del Naviglio e alla costruzione dei Molini. Vicino ai Molini, a dimostrazione dell’importanza del Brenta e del commercio che su di esso si sviluppa, venne costruito lo “Squero” cinquecentesco dove venivano riparate e trovavano riparo le barche. A Dolo partiva la Seriola, acquedotto seicentesco della Serenissima che traeva l’acqua dal Brenta.
Sotto Napoleone Bonaparte (dal 1797), Dolo divenne comune distretto di Venezia. Dopo il 1815 appartenne al Regno Lombardo-Veneto e, nel 1866, entrò a far parte del Regno d’Italia. Canaletto - Alle porte del Dolo
Le Influenze Veneziane Le tradizioni, gli usi e i costumi locali avevano sempre subito la particolare influenza veneziana, perché,  essendo uno dei paesi più grandi della Riviera del Brenta, si accentravano proprio qui le manifestazioni, mercati e le feste.
I Molini I Molini diventarono la più grande risorsa economica della Serenissima Repubblica. Rimasti per secoli in uso alle grandi famiglie nobiliari e poi divenuti beni dello Stato, devono il ritorno al loro antico splendore all’opera di due privati cittadini che sovvenzionarono il restauro. Oggi i molini sono adibiti a bar. Mulino di Dolo - Bellotto
La Sala Turbine La Sala Turbine venne ricostruita nel momento della costruzione del Molino, quando le tradizionali ruote vennero sostituite dalle più moderne turbine. Le turbine lavoravano completamente sott’acqua e non sono quindi visibili: si osservano invece i due assi verticali delle due turbine, che entrano in funzione tramite le due volantine poste ai loro lati.  La parte architettonica rimasta più integra e inalterata è quella esterna retrostante con le porte di regolazione delle portate e il ponte di sostegno, da dove si dipartono in discesa i tre accessi ai molini. Le vecchie capriate in legno, le mole in pietra e i meccanismi sono sempre gli stessi di due secoli fa con la polvere, le ombre i rumori e gli odori che ti riportano indietro nel tempo.
L’Ex Macello L’ex Macello comunale è un edificio neoclassico situato sulla punta dell’Isola Bassa dove i due rami del Brenta si riuniscono, in una posizione suggestiva dal punto di vista paesaggistico. La facciata principale presenta due timpani che sovrastano lo spazio porticato scandito dall’ordine gigante dorico. La costruzione risale ai primi decenni dell’ottocento.
L’Isola Bassa Racchiusa tra i due rami del Brenta e conosciuta una volta come  l’Isola del Maltempo  per le devastanti inondazioni, è la parte più antica e più pittoresca di Dolo.  Qui si trovavano i 12 bellissimi molini costruiti nel ‘500, lo Squero e le “Porte”.  La deliziosa isoletta ospita ogni quarta domenica del mese un interessante Mercatino dell’Antiquariato
La Madonna Dei Mulini Un giorno, Giuseppe Candian, cittadino dolese del tempo afflitto da cecità totale, si fermò davanti a questa immagine e rivolse alla Madonna un’accordata preghiera di guarigione ottenendo all’istante la grazia miracolosa di riacquistare la vista perduta da oltre 40 anni. Dal 17 aprile 1813 divenne noto presso la gente con il nome di “Madonna dei Molini”. Le truppe napoleoniche lo rubarono nell’agosto del 1813: fu trovato casualmente nei depositi del Palazzo Ducale. Francesco I d’Austria lo fece ritornare a Dolo il 26 aprile 1814: questa data venne scelta come giorno di festa annuale.  Oggi è esposta nel Duomo e una copia la si può trovare nella posto originale, sul ponte dei Molini. Per la festa della Madonna dei Molini ogni anno si tiene una regata di barche tipiche veneziane “MASCHERETE” in ricordo del corteo acqueo che riportò a Dolo la statua.
Le Porte La conca, o “Porte del Dolo”, unione dei due rami del Brenta che racchiudevano l’Isola del Maltempo, fu costruita nel 1625.  Qui si pagavano i dazi sulle merci: esiste ancora una tabella in pietra con le tariffe accanto ad un idrometro che rileva le piene del Naviglio Brenta dal 1770 al 1825. Una locanda accanto alla conca, segno di grande movimento di uomini e mezzi, appare sia un’incisione del Costa che in un’acquaforte del Canaletto. Nel 1934 vennero installate le nuove porte a sud, mediante un breve taglio , e di conseguenza si interrò la conca, che comunque conserva intatta la sua struttura a pianta ovale (“il vaso”) in pietra d’Istria. Canaletto - Le porte di dolo Costa - Veduta dell’ingresso delle Porte del Dolo
La Seriola La “Seriola”, o “Ceriola”, (parola che nell’antico dialetto significa piccolo corso d’acqua) era un canale che aveva lo scopo di far fluire le acque dolci da Dolo a Lizza Fusina, del quale si possono vedere ancora oggi le sue tracce. Lo scopo era quello di risolvere il problema dell’acqua potabile a Venezia. Partiva da Dolo e arrivava a Moranzan, dove erano pronte le barche per caricare l’acqua e portarla nel capoluogo lagunare. All’inizio dell’imbocco della Seriola era posta una pietra raffigurante un leone alato, costruito dall’architetto Tommaso Temanza e recante la scritto in latino “ HINC URBIS POTUS ” cioè  di qui l’acqua potabile per la città. Costa - Veduta al di dentro le Porte verso il Dolo
Il Duomo di San Rocco Anticamente la parrocchia di Dolo dipendeva dall’Arcipretale di Fiesso d’Artico e, in parte, da Sambruson e Arino. Ma dal 1669, grazie alla centralità ormai conquistata, divenne autonoma e titolo di il Arciprete fu conferito al parroco di dolo. La chiesa attuale, dedicata a San Rocco sulla base della tradizione che individuava nella protezione dei San Rocco la preservazione del luogo dalla tremenda epidemia di peste del 1576, fu eretta tra il 1770 e il 1776. La facciata è caratterizzata da capitelli corinzi e da architettura barocca All’interno, le recenti figure ad affresco ricordano lo stile del Tiepolo.  L’altare e le figure di angeli sono attribuite a Giovanni Ferrari (1744-1774). Nel 1792 venne costruito il Campanile. L’opera, di “Scuola Veneziana”, alto circa 8 si ispira al campanile di San Marco, con sviluppo verticale più snello. Dalla cella campanaria si può ammirare un fantastico panorama della Riviera del Brenta .
 
Le Ville Villa Ferretti – Angeli Villa Nani Mocenigo Villa Andreucci Villa Rocca – Ciceri Palazzo Molin Palazzetto Gasparini Villa Fini Villa Grimani Villa Mocenigo Villa della provincia Villa Mioni detta Tron Villa Mocenigo – Basso Villa Arslan - Gottardo Villa Serranto Palazzo de Gotzen Palazzo finanze Palazzetto Duodo Villa Concina Villa Andreuzzi Villa Michiel Villa Donà – Priuli Villa Barbarigo Villa Dondi dall’orologio Casa Venier – Tiepolo
Villa Ferretti - Angeli Fu costruita del 1608 su progetto di Vincenzo Scamozzi. Da alcune incisioni del Costa, la parte esterna del complesso immobiliare non appare molto diversa da come doveva essere nel ‘700: la facciata scandita dall’ordine gigante ionico, il pianterreno caratterizzato da un bugnato rustico, i pinnacoli dei camini lungo il prospetto nord. Si sono conservati i cancelli originari, gli angeli reggi scudo sono ancora quelli scolpiti da Francesco Albanese, mentre è   scomparso il giardino all’italiana, che verrà sostituito da un prato, come ci mostra il Costa pochi decenni dopo : diventa così un piccolo parco di gusto romantico, con una collinetta artificiale, percorsi tortuosi e alberi ad alto fusto.
I cambiamenti più rilevanti riguardano però la distribuzione in tema: rispettando il salone centrale a doppia altezza, la più recente destinazione d’uso ha imposto la creazione di corridoi. Delle decorazioni interne rimane una lunetta affrescata raffigurante una maternità, ora visibile in una delle stanze. Gli affreschi, eseguiti dal pittore Giuseppe Spolaor qualche decennio fa e che decoravano parte dei soffitti, sono stati rimossi. La zona padronale era completata dalla Barchessa porticata, aggiunta alla fine del Settecento, dalle cantine e dalle stalle; una graziosa cappella gentilizia è ancora oggi annessa alla costruzione.
 
Villa Andreuzzi Villa Veneta della fine del secolo XVI, sorge nel centro storico di Dolo, proprio di fronte al Duomo di San Rocco al di là del Brenta. Il centro della facciata, di gran rigore classico, è ritmato da quattro paraste di ordine ionico che reggono un timpano ornato da vasi acroteriali ed è affiancato da eleganti camini. All’interno è stata conservata la decorazione tardo ottocentesca di una stanza. Villa privata visitabile
Villa Mioni detta Tron Villa Veneta in località Cà Tron che prende il nome dallo scomparso Palazzo Tron opera di A. De Gaspari: ne rimane la cappella gentilizia a pianta ottagonale dedicata alla Madonna del Carmine, al cui interno si trovano affreschi secenteschi, un ricco altare marmoreo e tre statue attribuite ad A. Marinali. Villa Mioni è il frutto di una ristrutturazione ottocentesca di una delle adiacenze di Palazzo Tron. È contornata da un parco pittoresco in cui si trovano le imponenti barchesse archivoltate di Palazzo Tron. Villa privata non visitabile.
Gli Artisti Vedutisti brentani. Numerosi sono gli artisti che con la loro camera ottica si sono soffermate sulle rive del Brenta per riprendere gli angoli. Il primo fu Coronelli che nei primi anni del ‘700 pubblicò un catalogo delle ville venete. Ne rimase affascinato dalla bellezza delle architetture della riviera anche il tedesco Volkamer. Con Gianfranco Costa la fissità dei temi si dilatò e alle ville si affiancarono anche chiese, paesi, e chiuse: in intero mondo popolato di figure vive e pulsanti occupò le sue cento riproduzioni.
Antonio Canal, detto Canaletto, riprese soprattutto Dolo in vedute realistiche o immaginarie di ampia prospettiva. Il vedutista fissò i luoghi di vita del paese immergendoli in una immediata serenità, il tutto con la consueta nitidezza e il dosaggio chiaroscurale che fanno di queste acqueforti esempi altissimi di arte incisoria settecentesca. Il tema, molto caro al pittore amato dagli inglesi, venne riprodotto anche in varie tele. Vedute prospettiche quasi identiche vennero dipinte anche dal Gaudì e dal Bellotto, che interpretarono la città in modo molto più personale. Canaletto - Al Dolo
Feste E Fiere Il mercato settimanale al venerdì. Il mercatino dell’antiquariato, la quarta domenica di ogni mese. Il “Carnevale degli Storti”, con la parata di carri allegorici. La Fiera dell’Agricoltura di San Rocco, il 16 agosto. La Fiera dell’Artigianato, nella seconda metà di settembre. La gara podistica non competitiva Family Run, a fine ottobre.
I personaggi Cesare Musatti, nato a Dolo nel 1897 in località Casello 12, trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Venezia. Iscrittosi alla facoltà di matematica all’Università di Padova, decise poi di intraprendere gli studi di filosofia.  Lo scoppio della guerra nel 1915 lo costrinse ad abbandonare la facoltà, che riprenderà solo nel 1919.  Allievo e assistente di Vittorio Benussi, imparò la tecnica ipnotica. Dal 1927 succedette a Benussi nell’insegnamento all’istituto di psicologia all’Università di Padova.
Dopo essere entrato in contatto con Edoardo Weiss, cominciò a far parte della Società psicoanalitica italiana. A causa delle sue origini ebree, nell’autunno del 1943 dovette abbandonare Padova perché entrarono in vigore le leggi razziali. A Milano proseguì la sua carriera accademica e lavorativa. Le sue più importanti teorie riguardano la Gestalt e la psicoanalisi.
Itinerario
Un’opzione originale per scoprire le bellezze di dolo: una passeggiata in bicicletta, fermandosi nei luoghi che hanno fatto diventare questo paese un importante centro. Il percorso inizia con la visita dell’ottocentesco Ex Macello, situato sulla punta dell’Isola Bassa. Si riprende in mano la bicicletta e dirigiti verso l’altra parte dell’isola, dove potrai ammirare le Vecchie Porte di dolo, lo Squero e i Mulini. Fiancheggia il Brenta, fino al Ponte del Vaso, dove si può dare un’occhiata alle attuali porte. Prosegui verso le Vecchie Porte, dove un tempo si pagavano i dazi sulle merci. Attraversa lo Squero, l’arsenale dove venivano riparate le barche, e dirigiti verso i famosi Mulini che fecero di Dolo un importante centro commerciale. Visita la Sala Turbine, dove l’insieme degli odori, della polvere e dei rumori ti riportano indietro col tempo.
Pranza alla trattoria “Al Cristo”, dove avrai l’occasione di gustare le tipiche specialità veneziane. Non dimenticare di assaggiare del vino al bar “Ai Mulini”.  Dopo una sosta, il giro riprende con la visita di una delle più belle ville di dolo del XVI secolo: Villa Andreuzzi. All’interno della villa potrai ammirare la decorazione tardo ottocentesca ancora conservata in una stanza. Proprio di fronte alla villa, dall’altra parte del canale, si erge il Duomo di San Rocco, la nostra ultima destinazione. Fu eretto, per preservare il luogo dall’epidemia di peste del 1576, tra il 1770 e il 1776.
An original option to discover the beauty of Dolo: a full day by bike, stopping at the main sightseeing, that have made Dolo an important commercial centre. The tour begin with the visit to the 19 th  century “Ex-Macello”, situated at the tip of the Isola Bassa. Hop on you r bike again and make your way to the opposite side of the island, where you can admire the “Vecchie Porte” , the Squero and the famous Mulini. Skirt the Brenta Canal, up to the Vaso Bridge, where nowadays you will find the new gates. Continue to Vecchie Porte, where in the past the duties on the goods were paid.  Cross the Squero and reach the well-known Mulini.
Visit Sala Turbine, where the mix of smell, dust and noises give you a feeling of the time gone by. Lunch at “Trattoria Al Cristo” and taste the venetian local dishes. Don’t miss to taste the typical wine at the bar “Ai Mulini”. After this break, the tour continues with the visit to one of the most beautiful 16 th  century villas: Villa Andreuzzi. Inside the villa, you can admire the late 19 th  century decorations, still kept in one of the room. Just opposite of the villa, on the other bank of the Brenta Canal, stands the Duomo di San Rocco, our last destination. It was built after the 1576 plague, between 1770 and 1776.
Bibliografia La Storia In Villa  -  A Cura della Scuola Media G. Leopardi di Mira Siti web consultati: www.wikipedia.it www. comune . dolo .ve.it

Dolo

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    Tesina di TerzaArea: Dolo Mara Fiorin V°B A.S. 2009 - 2010
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    Indice TOPONIMO STORIALE INFLUENZE VENEZIANE I MOLINI LA SALA TURBINE L’EX MACELLO L’ISOLA BASSA LA MADONNA DEI MULINI LE PORTE LA SERIOLA IL DUOMO DI SAN ROCCO LE VILLE GLI ARTISTI FESTE E FIERE I PERSONAGGI ITINERARIO BIBLIOGRAFIA
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    Toponimo Il nomeviene citato per la prima volta in un documento del 1241: domina Jacobina soror dominipetri de Dolli , dove il termine latino dominus-i è da intendersi nel suo significato di “proprietario, padrone” e indica l’appartenenza ad una determinata classe, in questo caso la borghesia, nella gerarchia sociale del tempo. Questo documento negherebbe l’ipotesi della derivazione del toponimo Dolo dall’antico casato della famiglia Dauli, progenitrice nella patrizia stirpe padovana dei Dotto. Un documento del 1451 attesta dei possedimenti da parte dei padovani Dotto a Dolo, ma l’attribuzione toponomastica risulta difficile perché la famiglia compare quasi due secoli più tardi nei documenti e negli estimi del paese.
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    Dolo fu probabilmenteuna mansione romana e un borgo medioevale. Il suo sviluppo inizia solo nel 1457 quando gli idraulici della Serenissima lo scelsero come luogo adatto per deviare il Brenta verso mezzogiorno al fine di eliminare il progressivo interramento della laguna.
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    Nel 1507 venneaperto un poderoso canale artificiale che deviava dal paese parte delle acque del fiume, per farle sfociare più a sud e per alleggerire il tratto terminale del Brenta. L’acqua che affluiva Dolo era però costante per cui nel 1543 si decise di costruire dei mulini. L’impianto acquistò subito grande importanza perché veniva a trovarsi al centro di una vasta area agricola. Nacque allora Dolo moderna, naturale punto d’incontro e centro di scambi dell’area brentana: un luogo dove attività agricole e artigianali, commerciali e turistiche convivevano, producendo ricchezza e accrescendo la vocazione amministrativa.
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    Per tutto ilsettecento i veneziani vedevano nel Naviglio della Brenta l’ideale proseguimento del Canal Grande e ogni anno con la bella stagione trascorrevano lunghi periodi di villeggiatura nelle loro splendide dimore di campagna.
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    Se fino aqualche tempo prima Dolo era noto per regalare ai lagunari le primizie dei loro raccolti e la farina dei molini, l’influenza veneziana trasforma la natura agricola del paese che, tra feste e ricevimenti raffinati, si arricchisce di eleganti palazzi e diventa famoso per le conversazioni nei salotti e per primi intrattenimenti nei caffè del centro, che saranno destinati a diventare uno dei luoghi d’incontro più frequentati dell’intera Riviera del Brenta. Forse qualcuno ricorda ancora il Camaron (la sala interna del Caffè) un appuntamento quotidiano, al quale non rinunciavano neppure le donne, famoso per il punto alla barcarola, una profumata bevanda calda a base di anice e scorze di limone.
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    STORIA Il primodocumento che cita esplicitamente Dolo è un bando del 1540 e riguardo la via Venezia-Padova ad Villam Dolli. Alcuni ritengono che il primo riferimento sia un atto del 1241 che parla di una domina Jacobina soror domini Petri de Dolli, cosa che sarebbe credito a chi sostiene che il toponimo derivi dalla famiglia Dauli, da cui discesero i padovani Dotto. Un documento del 1451 aggiunge che questa famiglia aveva dato in soccida del bestiame ad un villico di Ca’ del Bosco, uno dei quattro comuni che formavano il paese (gli altri erano il comun piccolo dei Serragli, il comun dei Serragli e l’isola del Maltempo). È ovvio che la zona fosse già abitata.
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    Il forte sviluppodi Dolo è dovuto in principio al bisogno di Venezia di ricercare nuove vie di sbocco a causa della perdita di potere del commercio veneziano avvenuta con la caduta dell’Impero Bizantino, con l’affermazione della potenza turca e con l’apertura del commercio con l’America. Costa - Veduta della Casa della Posta
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    Nel 1045 laSerenissima sottrasse il territorio a Padova facendo sviluppare il commercio in questo territorio, così da far diventare per Dolo un periodo fiorente di massimo splendore, grazie in particolare alla presenza del Naviglio e alla costruzione dei Molini. Vicino ai Molini, a dimostrazione dell’importanza del Brenta e del commercio che su di esso si sviluppa, venne costruito lo “Squero” cinquecentesco dove venivano riparate e trovavano riparo le barche. A Dolo partiva la Seriola, acquedotto seicentesco della Serenissima che traeva l’acqua dal Brenta.
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    Sotto Napoleone Bonaparte(dal 1797), Dolo divenne comune distretto di Venezia. Dopo il 1815 appartenne al Regno Lombardo-Veneto e, nel 1866, entrò a far parte del Regno d’Italia. Canaletto - Alle porte del Dolo
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    Le Influenze VenezianeLe tradizioni, gli usi e i costumi locali avevano sempre subito la particolare influenza veneziana, perché, essendo uno dei paesi più grandi della Riviera del Brenta, si accentravano proprio qui le manifestazioni, mercati e le feste.
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    I Molini IMolini diventarono la più grande risorsa economica della Serenissima Repubblica. Rimasti per secoli in uso alle grandi famiglie nobiliari e poi divenuti beni dello Stato, devono il ritorno al loro antico splendore all’opera di due privati cittadini che sovvenzionarono il restauro. Oggi i molini sono adibiti a bar. Mulino di Dolo - Bellotto
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    La Sala TurbineLa Sala Turbine venne ricostruita nel momento della costruzione del Molino, quando le tradizionali ruote vennero sostituite dalle più moderne turbine. Le turbine lavoravano completamente sott’acqua e non sono quindi visibili: si osservano invece i due assi verticali delle due turbine, che entrano in funzione tramite le due volantine poste ai loro lati. La parte architettonica rimasta più integra e inalterata è quella esterna retrostante con le porte di regolazione delle portate e il ponte di sostegno, da dove si dipartono in discesa i tre accessi ai molini. Le vecchie capriate in legno, le mole in pietra e i meccanismi sono sempre gli stessi di due secoli fa con la polvere, le ombre i rumori e gli odori che ti riportano indietro nel tempo.
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    L’Ex Macello L’exMacello comunale è un edificio neoclassico situato sulla punta dell’Isola Bassa dove i due rami del Brenta si riuniscono, in una posizione suggestiva dal punto di vista paesaggistico. La facciata principale presenta due timpani che sovrastano lo spazio porticato scandito dall’ordine gigante dorico. La costruzione risale ai primi decenni dell’ottocento.
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    L’Isola Bassa Racchiusatra i due rami del Brenta e conosciuta una volta come l’Isola del Maltempo per le devastanti inondazioni, è la parte più antica e più pittoresca di Dolo. Qui si trovavano i 12 bellissimi molini costruiti nel ‘500, lo Squero e le “Porte”. La deliziosa isoletta ospita ogni quarta domenica del mese un interessante Mercatino dell’Antiquariato
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    La Madonna DeiMulini Un giorno, Giuseppe Candian, cittadino dolese del tempo afflitto da cecità totale, si fermò davanti a questa immagine e rivolse alla Madonna un’accordata preghiera di guarigione ottenendo all’istante la grazia miracolosa di riacquistare la vista perduta da oltre 40 anni. Dal 17 aprile 1813 divenne noto presso la gente con il nome di “Madonna dei Molini”. Le truppe napoleoniche lo rubarono nell’agosto del 1813: fu trovato casualmente nei depositi del Palazzo Ducale. Francesco I d’Austria lo fece ritornare a Dolo il 26 aprile 1814: questa data venne scelta come giorno di festa annuale. Oggi è esposta nel Duomo e una copia la si può trovare nella posto originale, sul ponte dei Molini. Per la festa della Madonna dei Molini ogni anno si tiene una regata di barche tipiche veneziane “MASCHERETE” in ricordo del corteo acqueo che riportò a Dolo la statua.
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    Le Porte Laconca, o “Porte del Dolo”, unione dei due rami del Brenta che racchiudevano l’Isola del Maltempo, fu costruita nel 1625. Qui si pagavano i dazi sulle merci: esiste ancora una tabella in pietra con le tariffe accanto ad un idrometro che rileva le piene del Naviglio Brenta dal 1770 al 1825. Una locanda accanto alla conca, segno di grande movimento di uomini e mezzi, appare sia un’incisione del Costa che in un’acquaforte del Canaletto. Nel 1934 vennero installate le nuove porte a sud, mediante un breve taglio , e di conseguenza si interrò la conca, che comunque conserva intatta la sua struttura a pianta ovale (“il vaso”) in pietra d’Istria. Canaletto - Le porte di dolo Costa - Veduta dell’ingresso delle Porte del Dolo
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    La Seriola La“Seriola”, o “Ceriola”, (parola che nell’antico dialetto significa piccolo corso d’acqua) era un canale che aveva lo scopo di far fluire le acque dolci da Dolo a Lizza Fusina, del quale si possono vedere ancora oggi le sue tracce. Lo scopo era quello di risolvere il problema dell’acqua potabile a Venezia. Partiva da Dolo e arrivava a Moranzan, dove erano pronte le barche per caricare l’acqua e portarla nel capoluogo lagunare. All’inizio dell’imbocco della Seriola era posta una pietra raffigurante un leone alato, costruito dall’architetto Tommaso Temanza e recante la scritto in latino “ HINC URBIS POTUS ” cioè di qui l’acqua potabile per la città. Costa - Veduta al di dentro le Porte verso il Dolo
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    Il Duomo diSan Rocco Anticamente la parrocchia di Dolo dipendeva dall’Arcipretale di Fiesso d’Artico e, in parte, da Sambruson e Arino. Ma dal 1669, grazie alla centralità ormai conquistata, divenne autonoma e titolo di il Arciprete fu conferito al parroco di dolo. La chiesa attuale, dedicata a San Rocco sulla base della tradizione che individuava nella protezione dei San Rocco la preservazione del luogo dalla tremenda epidemia di peste del 1576, fu eretta tra il 1770 e il 1776. La facciata è caratterizzata da capitelli corinzi e da architettura barocca All’interno, le recenti figure ad affresco ricordano lo stile del Tiepolo. L’altare e le figure di angeli sono attribuite a Giovanni Ferrari (1744-1774). Nel 1792 venne costruito il Campanile. L’opera, di “Scuola Veneziana”, alto circa 8 si ispira al campanile di San Marco, con sviluppo verticale più snello. Dalla cella campanaria si può ammirare un fantastico panorama della Riviera del Brenta .
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    Le Ville VillaFerretti – Angeli Villa Nani Mocenigo Villa Andreucci Villa Rocca – Ciceri Palazzo Molin Palazzetto Gasparini Villa Fini Villa Grimani Villa Mocenigo Villa della provincia Villa Mioni detta Tron Villa Mocenigo – Basso Villa Arslan - Gottardo Villa Serranto Palazzo de Gotzen Palazzo finanze Palazzetto Duodo Villa Concina Villa Andreuzzi Villa Michiel Villa Donà – Priuli Villa Barbarigo Villa Dondi dall’orologio Casa Venier – Tiepolo
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    Villa Ferretti -Angeli Fu costruita del 1608 su progetto di Vincenzo Scamozzi. Da alcune incisioni del Costa, la parte esterna del complesso immobiliare non appare molto diversa da come doveva essere nel ‘700: la facciata scandita dall’ordine gigante ionico, il pianterreno caratterizzato da un bugnato rustico, i pinnacoli dei camini lungo il prospetto nord. Si sono conservati i cancelli originari, gli angeli reggi scudo sono ancora quelli scolpiti da Francesco Albanese, mentre è scomparso il giardino all’italiana, che verrà sostituito da un prato, come ci mostra il Costa pochi decenni dopo : diventa così un piccolo parco di gusto romantico, con una collinetta artificiale, percorsi tortuosi e alberi ad alto fusto.
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    I cambiamenti piùrilevanti riguardano però la distribuzione in tema: rispettando il salone centrale a doppia altezza, la più recente destinazione d’uso ha imposto la creazione di corridoi. Delle decorazioni interne rimane una lunetta affrescata raffigurante una maternità, ora visibile in una delle stanze. Gli affreschi, eseguiti dal pittore Giuseppe Spolaor qualche decennio fa e che decoravano parte dei soffitti, sono stati rimossi. La zona padronale era completata dalla Barchessa porticata, aggiunta alla fine del Settecento, dalle cantine e dalle stalle; una graziosa cappella gentilizia è ancora oggi annessa alla costruzione.
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    Villa Andreuzzi VillaVeneta della fine del secolo XVI, sorge nel centro storico di Dolo, proprio di fronte al Duomo di San Rocco al di là del Brenta. Il centro della facciata, di gran rigore classico, è ritmato da quattro paraste di ordine ionico che reggono un timpano ornato da vasi acroteriali ed è affiancato da eleganti camini. All’interno è stata conservata la decorazione tardo ottocentesca di una stanza. Villa privata visitabile
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    Villa Mioni dettaTron Villa Veneta in località Cà Tron che prende il nome dallo scomparso Palazzo Tron opera di A. De Gaspari: ne rimane la cappella gentilizia a pianta ottagonale dedicata alla Madonna del Carmine, al cui interno si trovano affreschi secenteschi, un ricco altare marmoreo e tre statue attribuite ad A. Marinali. Villa Mioni è il frutto di una ristrutturazione ottocentesca di una delle adiacenze di Palazzo Tron. È contornata da un parco pittoresco in cui si trovano le imponenti barchesse archivoltate di Palazzo Tron. Villa privata non visitabile.
  • 28.
    Gli Artisti Vedutistibrentani. Numerosi sono gli artisti che con la loro camera ottica si sono soffermate sulle rive del Brenta per riprendere gli angoli. Il primo fu Coronelli che nei primi anni del ‘700 pubblicò un catalogo delle ville venete. Ne rimase affascinato dalla bellezza delle architetture della riviera anche il tedesco Volkamer. Con Gianfranco Costa la fissità dei temi si dilatò e alle ville si affiancarono anche chiese, paesi, e chiuse: in intero mondo popolato di figure vive e pulsanti occupò le sue cento riproduzioni.
  • 29.
    Antonio Canal, dettoCanaletto, riprese soprattutto Dolo in vedute realistiche o immaginarie di ampia prospettiva. Il vedutista fissò i luoghi di vita del paese immergendoli in una immediata serenità, il tutto con la consueta nitidezza e il dosaggio chiaroscurale che fanno di queste acqueforti esempi altissimi di arte incisoria settecentesca. Il tema, molto caro al pittore amato dagli inglesi, venne riprodotto anche in varie tele. Vedute prospettiche quasi identiche vennero dipinte anche dal Gaudì e dal Bellotto, che interpretarono la città in modo molto più personale. Canaletto - Al Dolo
  • 30.
    Feste E FiereIl mercato settimanale al venerdì. Il mercatino dell’antiquariato, la quarta domenica di ogni mese. Il “Carnevale degli Storti”, con la parata di carri allegorici. La Fiera dell’Agricoltura di San Rocco, il 16 agosto. La Fiera dell’Artigianato, nella seconda metà di settembre. La gara podistica non competitiva Family Run, a fine ottobre.
  • 31.
    I personaggi CesareMusatti, nato a Dolo nel 1897 in località Casello 12, trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Venezia. Iscrittosi alla facoltà di matematica all’Università di Padova, decise poi di intraprendere gli studi di filosofia. Lo scoppio della guerra nel 1915 lo costrinse ad abbandonare la facoltà, che riprenderà solo nel 1919. Allievo e assistente di Vittorio Benussi, imparò la tecnica ipnotica. Dal 1927 succedette a Benussi nell’insegnamento all’istituto di psicologia all’Università di Padova.
  • 32.
    Dopo essere entratoin contatto con Edoardo Weiss, cominciò a far parte della Società psicoanalitica italiana. A causa delle sue origini ebree, nell’autunno del 1943 dovette abbandonare Padova perché entrarono in vigore le leggi razziali. A Milano proseguì la sua carriera accademica e lavorativa. Le sue più importanti teorie riguardano la Gestalt e la psicoanalisi.
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  • 34.
    Un’opzione originale perscoprire le bellezze di dolo: una passeggiata in bicicletta, fermandosi nei luoghi che hanno fatto diventare questo paese un importante centro. Il percorso inizia con la visita dell’ottocentesco Ex Macello, situato sulla punta dell’Isola Bassa. Si riprende in mano la bicicletta e dirigiti verso l’altra parte dell’isola, dove potrai ammirare le Vecchie Porte di dolo, lo Squero e i Mulini. Fiancheggia il Brenta, fino al Ponte del Vaso, dove si può dare un’occhiata alle attuali porte. Prosegui verso le Vecchie Porte, dove un tempo si pagavano i dazi sulle merci. Attraversa lo Squero, l’arsenale dove venivano riparate le barche, e dirigiti verso i famosi Mulini che fecero di Dolo un importante centro commerciale. Visita la Sala Turbine, dove l’insieme degli odori, della polvere e dei rumori ti riportano indietro col tempo.
  • 35.
    Pranza alla trattoria“Al Cristo”, dove avrai l’occasione di gustare le tipiche specialità veneziane. Non dimenticare di assaggiare del vino al bar “Ai Mulini”. Dopo una sosta, il giro riprende con la visita di una delle più belle ville di dolo del XVI secolo: Villa Andreuzzi. All’interno della villa potrai ammirare la decorazione tardo ottocentesca ancora conservata in una stanza. Proprio di fronte alla villa, dall’altra parte del canale, si erge il Duomo di San Rocco, la nostra ultima destinazione. Fu eretto, per preservare il luogo dall’epidemia di peste del 1576, tra il 1770 e il 1776.
  • 36.
    An original optionto discover the beauty of Dolo: a full day by bike, stopping at the main sightseeing, that have made Dolo an important commercial centre. The tour begin with the visit to the 19 th century “Ex-Macello”, situated at the tip of the Isola Bassa. Hop on you r bike again and make your way to the opposite side of the island, where you can admire the “Vecchie Porte” , the Squero and the famous Mulini. Skirt the Brenta Canal, up to the Vaso Bridge, where nowadays you will find the new gates. Continue to Vecchie Porte, where in the past the duties on the goods were paid. Cross the Squero and reach the well-known Mulini.
  • 37.
    Visit Sala Turbine,where the mix of smell, dust and noises give you a feeling of the time gone by. Lunch at “Trattoria Al Cristo” and taste the venetian local dishes. Don’t miss to taste the typical wine at the bar “Ai Mulini”. After this break, the tour continues with the visit to one of the most beautiful 16 th century villas: Villa Andreuzzi. Inside the villa, you can admire the late 19 th century decorations, still kept in one of the room. Just opposite of the villa, on the other bank of the Brenta Canal, stands the Duomo di San Rocco, our last destination. It was built after the 1576 plague, between 1770 and 1776.
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    Bibliografia La StoriaIn Villa - A Cura della Scuola Media G. Leopardi di Mira Siti web consultati: www.wikipedia.it www. comune . dolo .ve.it