Documentare per educare Ada Manfreda Modulo:  Formazione dei Formatori c/o Associazione ONLUS Marco 6.31 - Surbo 16.07.2007
DOCUMENTARE Procedura volta alla raccolta e alla sistematizzazione secondo rigorosi criteri di classificazione e archiviazione, di diverse fonti documentarie a fini di consultazione e di valutazione.
COSA DOCUMENTARE Raccogliere e sistematizzare, secondo appositi criteri: Osservazione sistematica  Narrazione Artefatti
OSSERVARE Azione volta a tentare di acquisire conoscenze in ordine ad un fenomeno specifico; In ambito educativo:  Al fine di avere informazioni sul livello di sviluppo o di cambiamenti degli educanti; Per valutare i risultati degli interventi realizzati; Per raccogliere dati di contesto in modo da poterlo eventualmente riprogettare, modificare
Variabili da osservare Variabili relative al contesto  educativo: l’educatore, l’educando, l’ambiente (spazio fisico) dell’intervento Variabili relative al processo  educativo: le interazioni che intervengono nel contesto educativo tra educatore ed educando, tra pari, tra educatori.
Variabili di contesto Focus educando : caratteristiche della personalità, competenze, atteggiamenti, aspettative Focus educatore : comportamenti che sono espressione della sua professionalità, quali ad esempio sensibilità ai segnali inviati dagli educandi, alle specifiche modalità di comunicazione, capacità di ascolto, capacità di rispettare tempi e modi previsti nella programmazione di un intervento Focus ambiente : aspetti organizzativi legati agli spazi, agli orari, agli arredi; la ricchezza dei materiali didattici, dei sussidi e delle attrezzature utilizzati
Variabili di processo Interazione educatore-educando: Modalità comportamentali messe in atto nella gestione dell’intervento educativo tra educatore e destinatario (rinforzi, strategie comunicative, feedback reciproci…) Interazione tra educandi:  Dinamiche relazionali che caratterizzano lo scambio fra pari sia positivo che negativo, gestione dei conflitti, dinamiche di ruolo Interazione tra educatori: Dinamiche che caratterizzano la modalità comunicativa tra colleghi in situazioni diverse (presa di decisioni durante le riunioni; modalità di accettazione e rifiuto di proposte; strategie di cooperazione, collaborazione e confronto messe in atto…)
Strumenti dell’osservazione E’ possibile utilizzare un complesso e coerente sistema di indicatori, griglie, relazioni, che consentano di mantenere sotto costante controllo una situazione di apprendimento e più in generale educativa, in ordine alle variabili di contesto e di processo.
Osservazione:  una proposta Il  DIARIO DI BORDO  dell’educatore: Lo propongo come strumento di auto-osservazione e di osservazione sia sulle variabili di contesto che di processo che ciascun educatore può tenere quotidianamente o comunque con una certa assiduità, quale mezzo ‘meta’ di riflessione sulle azioni, i comportamenti e le situazioni che si sviluppano nel contesto educativo di riferimento. Confrontare periodicamente i diari di bordo degli educatori può costituire momento di riflessione comune, di valutazione e di progettazione di interventi futuri.
NARRAZIONE Per storicizzare l’esperienza comunque realizzata da un soggetto, al fine di rilevarne le competenze acquisite o i cambiamenti realizzati in ordine alla propria condizione.  Rilevare come egli si racconta e giustifica le scelte operative compiute nel tentativo di risolvere un certo problema o di svolgere un certo compito e/o attività.  (Quali livelli di consapevolezza vi sono nel soggetto in ordine al percorso formativo-educativo realizzato? Qual è il vissuto emozionale personale rispetto alla situazione a cui ha preso parte?)
Strumenti della narrazione Racconti Storie inventate Dialoghi con l’educatore o tra pari Non necessariamente sollecitate, ma rilevate in qualunque momento, in modo spontaneo.  Sia in forma testuale che discorsiva. In questo secondo caso diviene necessario procedere ad una opportuna registrazione mediante appunti cartacei da sistematizzare in relazioni, ovvero registrazioni audio e/o audio-video da rivedere ed analizzare.
ARTEFATTO “ Artefatto”, termine che deriva da due parole latine e che vuol dire fatto bene, ben fatto, fatto ad arte; Esso è pertanto qualcosa costruito con abilità e facendo ricorso alle giuste risorse e tecnologie.
ARTEFATTO È  uno strumento di cui un essere umano si serve per svolgere la propria attività: sono artefatti il martello, la zappa, la penna… È  uno strumento di azione e nello stesso tempo un tramite che collega il soggetto e l’ambiente
ARTEFATTO Nel suo valore di mediazione tra individuo-contesto esso è rivelativo di senso In quanto oggetto-creato-per-uno scopo in esso si fondono dimensione fisica ‘corporea’ e dimensione ‘ideale’ (ossia l’insieme degli scopi, delle idee, dell’immaginazione, della visione che in esso l’artefice ha coagulato)
IL PORTFOLIO EDUCATIVO Risultato del processo di documentazione Il portfolio è uno strumento che consente di sviluppare processi di co-valutazione ed autovalutazione. Rende visibile il progressivo impossessarsi di competenze e/o di qualunque altro tipo di risultato da parte degli educandi. Documenta e storicizza i processi educativi messi in atto. Consente una valutazione complessiva, scaturita da testimonianze provenienti da una molteplicità di attività e di prestazioni in esso documentate.
Obiettivi del portfolio Un'autovalutazione da parte del formando che deve imparare a:  categorizzare i propri lavori, organizzarli, analizzarli, criticarli; la valutazione reciproca da parte dei colleghi che possono esaminare il portafoglio a piccoli gruppi o a coppie; la valutazione collettiva, esempio fotocopiando su lucido un lavoro e commentandolo in pubblico;  la valutazione individuale di ciascuno.   (Cfr. M. Pellerey,  Il portafoglio formativo progressivo come nuovo strumento di valutazione delle competenze , al sito internet:  http://www.psicopolis.com )
Portfolio educativo: cosa contiene? Relazioni scritte Registrazione di osservazioni sistematiche Schede di autovalutazione Ipotesi di progetti Prodotti realizzati (Artefatti) Questionari di autovalutazione Lavori di gruppo ed individuali Registrazioni sonore di presentazioni pubbliche e discussioni in piccoli gruppi…. Stralci del Diario di bordo dell’educatore
Come progettare  ed organizzare un portfolio chiarirsi le ragioni per le quali lo si vuole predisporre, individuando con chiarezza le competenze che si vogliono promuovere, il loro carattere (specifico o trasversale) e il loro livello o standard;  decidere quali documenti si intende includere: documenti scritti, prove pratiche, lavori di ricerca o di indagine individuali o di gruppo, schede osservative specifiche, schede osservative più trasversali, giudizi elaborati sulla base di colloqui o interviste strutturate, risultati di questionari ecc.;  datare e numerare progressivamente i materiali inclusi. Un portafoglio di valutazione può costituire la base fondamentale per l'elaborazione del giudizio oppure costituire solo uno dei suoi elementi di riferimento accanto o in sostituzione parziale di altre forme di valutazione.   (Cfr. M. Pellerey,  Il portafoglio formativo progressivo come  nuovo strumento di valutazione delle competenze , al sito internet:  http://www.psicopolis.com )
Il portfolio  nelle mani dell’educando Il portfolio può essere uno strumento educativo di per se stesso. Come? L’educando può costruire via via un  portfolio di lavoro  in cui inserisce tutto ciò che ritiene utile o che gli va di conservare Il portfolio di lavoro così ottenuto è un artefatto dell’educando al pari di qualunque altro che può confluire nel portfolio educativo Tale artefatto dice molto dell’educando e del modo in cui autopercepisce e fa proprie le esperienze che si trova a vivere nel contesto educativo: CO-COSTRUISCE ATTIVAMENTE IL SUO PERCORSO SOCIO-EDUCATIVO
Documentare  anche l’intangibile Prestare importanza agli aspetti intangibili dell’attività educativa.  Si tratta di fattori: affettivi culturali   qualitativi   del sistema, che sono rilevabili solo attraverso misurazioni indirette.
Documentare per educare La documentazione quale momento di formazione, di valutazione e progettazione Apprendere    documentando
Osservazione di 2° grado Supervisione Mediazione Consulenza a partire dalla documentazione

Documentare per educare

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    Documentare per educareAda Manfreda Modulo: Formazione dei Formatori c/o Associazione ONLUS Marco 6.31 - Surbo 16.07.2007
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    DOCUMENTARE Procedura voltaalla raccolta e alla sistematizzazione secondo rigorosi criteri di classificazione e archiviazione, di diverse fonti documentarie a fini di consultazione e di valutazione.
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    COSA DOCUMENTARE Raccoglieree sistematizzare, secondo appositi criteri: Osservazione sistematica Narrazione Artefatti
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    OSSERVARE Azione voltaa tentare di acquisire conoscenze in ordine ad un fenomeno specifico; In ambito educativo: Al fine di avere informazioni sul livello di sviluppo o di cambiamenti degli educanti; Per valutare i risultati degli interventi realizzati; Per raccogliere dati di contesto in modo da poterlo eventualmente riprogettare, modificare
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    Variabili da osservareVariabili relative al contesto educativo: l’educatore, l’educando, l’ambiente (spazio fisico) dell’intervento Variabili relative al processo educativo: le interazioni che intervengono nel contesto educativo tra educatore ed educando, tra pari, tra educatori.
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    Variabili di contestoFocus educando : caratteristiche della personalità, competenze, atteggiamenti, aspettative Focus educatore : comportamenti che sono espressione della sua professionalità, quali ad esempio sensibilità ai segnali inviati dagli educandi, alle specifiche modalità di comunicazione, capacità di ascolto, capacità di rispettare tempi e modi previsti nella programmazione di un intervento Focus ambiente : aspetti organizzativi legati agli spazi, agli orari, agli arredi; la ricchezza dei materiali didattici, dei sussidi e delle attrezzature utilizzati
  • 7.
    Variabili di processoInterazione educatore-educando: Modalità comportamentali messe in atto nella gestione dell’intervento educativo tra educatore e destinatario (rinforzi, strategie comunicative, feedback reciproci…) Interazione tra educandi: Dinamiche relazionali che caratterizzano lo scambio fra pari sia positivo che negativo, gestione dei conflitti, dinamiche di ruolo Interazione tra educatori: Dinamiche che caratterizzano la modalità comunicativa tra colleghi in situazioni diverse (presa di decisioni durante le riunioni; modalità di accettazione e rifiuto di proposte; strategie di cooperazione, collaborazione e confronto messe in atto…)
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    Strumenti dell’osservazione E’possibile utilizzare un complesso e coerente sistema di indicatori, griglie, relazioni, che consentano di mantenere sotto costante controllo una situazione di apprendimento e più in generale educativa, in ordine alle variabili di contesto e di processo.
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    Osservazione: unaproposta Il DIARIO DI BORDO dell’educatore: Lo propongo come strumento di auto-osservazione e di osservazione sia sulle variabili di contesto che di processo che ciascun educatore può tenere quotidianamente o comunque con una certa assiduità, quale mezzo ‘meta’ di riflessione sulle azioni, i comportamenti e le situazioni che si sviluppano nel contesto educativo di riferimento. Confrontare periodicamente i diari di bordo degli educatori può costituire momento di riflessione comune, di valutazione e di progettazione di interventi futuri.
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    NARRAZIONE Per storicizzarel’esperienza comunque realizzata da un soggetto, al fine di rilevarne le competenze acquisite o i cambiamenti realizzati in ordine alla propria condizione. Rilevare come egli si racconta e giustifica le scelte operative compiute nel tentativo di risolvere un certo problema o di svolgere un certo compito e/o attività. (Quali livelli di consapevolezza vi sono nel soggetto in ordine al percorso formativo-educativo realizzato? Qual è il vissuto emozionale personale rispetto alla situazione a cui ha preso parte?)
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    Strumenti della narrazioneRacconti Storie inventate Dialoghi con l’educatore o tra pari Non necessariamente sollecitate, ma rilevate in qualunque momento, in modo spontaneo. Sia in forma testuale che discorsiva. In questo secondo caso diviene necessario procedere ad una opportuna registrazione mediante appunti cartacei da sistematizzare in relazioni, ovvero registrazioni audio e/o audio-video da rivedere ed analizzare.
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    ARTEFATTO “ Artefatto”,termine che deriva da due parole latine e che vuol dire fatto bene, ben fatto, fatto ad arte; Esso è pertanto qualcosa costruito con abilità e facendo ricorso alle giuste risorse e tecnologie.
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    ARTEFATTO È uno strumento di cui un essere umano si serve per svolgere la propria attività: sono artefatti il martello, la zappa, la penna… È uno strumento di azione e nello stesso tempo un tramite che collega il soggetto e l’ambiente
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    ARTEFATTO Nel suovalore di mediazione tra individuo-contesto esso è rivelativo di senso In quanto oggetto-creato-per-uno scopo in esso si fondono dimensione fisica ‘corporea’ e dimensione ‘ideale’ (ossia l’insieme degli scopi, delle idee, dell’immaginazione, della visione che in esso l’artefice ha coagulato)
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    IL PORTFOLIO EDUCATIVORisultato del processo di documentazione Il portfolio è uno strumento che consente di sviluppare processi di co-valutazione ed autovalutazione. Rende visibile il progressivo impossessarsi di competenze e/o di qualunque altro tipo di risultato da parte degli educandi. Documenta e storicizza i processi educativi messi in atto. Consente una valutazione complessiva, scaturita da testimonianze provenienti da una molteplicità di attività e di prestazioni in esso documentate.
  • 16.
    Obiettivi del portfolioUn'autovalutazione da parte del formando che deve imparare a: categorizzare i propri lavori, organizzarli, analizzarli, criticarli; la valutazione reciproca da parte dei colleghi che possono esaminare il portafoglio a piccoli gruppi o a coppie; la valutazione collettiva, esempio fotocopiando su lucido un lavoro e commentandolo in pubblico; la valutazione individuale di ciascuno. (Cfr. M. Pellerey, Il portafoglio formativo progressivo come nuovo strumento di valutazione delle competenze , al sito internet: http://www.psicopolis.com )
  • 17.
    Portfolio educativo: cosacontiene? Relazioni scritte Registrazione di osservazioni sistematiche Schede di autovalutazione Ipotesi di progetti Prodotti realizzati (Artefatti) Questionari di autovalutazione Lavori di gruppo ed individuali Registrazioni sonore di presentazioni pubbliche e discussioni in piccoli gruppi…. Stralci del Diario di bordo dell’educatore
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    Come progettare ed organizzare un portfolio chiarirsi le ragioni per le quali lo si vuole predisporre, individuando con chiarezza le competenze che si vogliono promuovere, il loro carattere (specifico o trasversale) e il loro livello o standard; decidere quali documenti si intende includere: documenti scritti, prove pratiche, lavori di ricerca o di indagine individuali o di gruppo, schede osservative specifiche, schede osservative più trasversali, giudizi elaborati sulla base di colloqui o interviste strutturate, risultati di questionari ecc.; datare e numerare progressivamente i materiali inclusi. Un portafoglio di valutazione può costituire la base fondamentale per l'elaborazione del giudizio oppure costituire solo uno dei suoi elementi di riferimento accanto o in sostituzione parziale di altre forme di valutazione. (Cfr. M. Pellerey, Il portafoglio formativo progressivo come nuovo strumento di valutazione delle competenze , al sito internet: http://www.psicopolis.com )
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    Il portfolio nelle mani dell’educando Il portfolio può essere uno strumento educativo di per se stesso. Come? L’educando può costruire via via un portfolio di lavoro in cui inserisce tutto ciò che ritiene utile o che gli va di conservare Il portfolio di lavoro così ottenuto è un artefatto dell’educando al pari di qualunque altro che può confluire nel portfolio educativo Tale artefatto dice molto dell’educando e del modo in cui autopercepisce e fa proprie le esperienze che si trova a vivere nel contesto educativo: CO-COSTRUISCE ATTIVAMENTE IL SUO PERCORSO SOCIO-EDUCATIVO
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    Documentare anchel’intangibile Prestare importanza agli aspetti intangibili dell’attività educativa. Si tratta di fattori: affettivi culturali qualitativi del sistema, che sono rilevabili solo attraverso misurazioni indirette.
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    Documentare per educareLa documentazione quale momento di formazione, di valutazione e progettazione Apprendere  documentando
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    Osservazione di 2°grado Supervisione Mediazione Consulenza a partire dalla documentazione