PERCORSI FORMATIVI 2019
3
CONNECTING
MINDS
Ogni inizio è sempre attraente.
Quando poi a ispirarci è l’Expo 2020 diventa quasi una
sfida da prendere e da non perdere.
Quest’anno infatti la pretesa non è più solo quella di
produrre contenuti o programmi capaci di generare valore
rispetto ad un obiettivo. E’ stato progettare una serie di
occasioni che facciano nascere il desiderio di dire “io c’ero”.
Fattore chiave di ogni SENSEMAKING progettuale.
Abbiamo combinato, con la sapienza di veri alchimisti,
incertezza e liquidità consapevoli che le decisioni di domani
dipendono sempre più da cose che succedono oggi e che
non potevamo prevedere ieri. Il 65% dei bambini che oggi
è alle elementari da adulto farà un mestiere che ancora non
esiste. E lo cambierà almeno 3 volte nell’arco della sua vita
lavorativa*. In questa accelerante ridefinizione dei parametri
della quotidianità meglio viverci come protagonisti.
Abbiamo lasciato l’inerzia ai FIXED MINDSET, la tensione ai
GROWINGMINDSETecisiamospintiinspazidiconnessione
per creare appuntamenti collettivi di conoscenza.
Questo per noi rappresenta CONNECTING MINDS: uno
spazio di condivisione e ricerca di innovazione che investe
in modo combinato ambienti lavorativi, processi, ruoli e
interconnessione tra diversi elementi.
Proviamo a restituirvi una ricchezza originata da punti di
riferimento, non solo tanti, non solo vari ma anche multi-
livello. Un percorso di esplorazione in grado di mettere in
relazione diverse expertise.
Sono finiti gli anni dei supermercati della conoscenza
dove si potevano acquistare 2 etti di aggiornamento, un
sacchetto di apprendimento rapido e una manciata di
previsioni sul futuro.
E non vogliamo neppure abituarci a convivere con
algoritmi che prendono decisioni per noi.
Tocca a NOI fare la differenza. Tocca a NOI essere causa.
Tocca a NOI essere responsabili.
*World Economic Forum – Davos 2018
4 5
UN PO’ DI NOI.
La nostra storia è un viaggio. Vogliamo affrontare la fantastica confusione ed incertezza del
contesto, combinando personalità, competenze, mappe di conoscenze. Ci piacciono i “like” come
atteggiamento mentale verso le nuove idee, i momenti destrutturati di partecipazione creativa, la
passione per il fare.
Questo siamo NOI.
p. 10 PERCORSI FORMATIVI 2014
Città di Bologna
PERCORSI
FORMATIVI
2019
157
157
10
12
14
LE BROCHURE TEMATICHE
COSTRUISCI IL TUO PERCORSO
INNOVAZIONE
22
48
64
86
108
154
124
PROGETTAZIONE SVILUPPO PRODOTTO
COMMERCIALE E MARKETING
AMMINISTRAZIONE FINANZA E CONTROLLO
PRODUZIONE E ACQUISTI
RISORSE UMANE
SOFT SKILLS
156CERTIFICAZIONI
MODALITÀ DI ISCRIZIONE
STAFF
SEDI
CROSS SKILLS 146
158UN PO’ DI VOI
4UN PO’ DI NOI
CONNECTING MINDS 3
UDrive®
4.0 Self-Assessment delle capacità manageriali
per “diventare” il cambiamento
Definire un piano Industry 4.0
Business Strategy
Gestire l’integrazione digitale
Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop
Statistica di base per il business
16
17
18
19
20
21
INNOVAZIONE
Progettista macchine e sistemi di automazione
24
26
COSTRUISCI IL TUO PERCORSO:
Responsabile tecnico sviluppo prodotto
Modelli di sviluppo prodotto
Problem Solving in progettazione
R&D e valore per l’impresa
Sviluppo prodotto: l’innovazione che genera profitto
Progettazione e gestione Atex
Materiali compositi per il settore industriale
Additive Manufacturing
Machine Deep/Learning
Architetture PLC e sistemi di Motion Control
Touch Panel TP1200 Confort Siemens-HMI
Direttiva macchine e normative di riferimento
Machine Vision
Realtà aumentata per le applicazioni industriali
Prototipazione fisica e virtuale
Digital Twin con architetture Hardware in the Loop
Progettazione reti Fieldbus Ethernet Based
Analisi di mercato e metodologie avanzate di
progettazione innovativa
Progettazione del software per il controllo di macchine automatiche
GMP - Good Manufacturing Practice
Sistemi PLM su applicazioni industriali
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
PROGETTAZIONE
SVILUPPO
PRODOTTO
50COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: Responsabile Commerciale Marketing
Key Account Manager
Marketing Intelligence e KPI
Nuovi tools per il marketing agile
Forecasting
Piano commerciale B2B
Politiche di Pricing B2B
Digital Marketing integrato
SEO&SEM
After Sales Management
Social Selling
Email Marketing Automation
Il cliente al centro: l’omnicanalità come leva strategica
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
COMMERCIALE
E MARKETING
68
70
71
72
73
74
75
Analisi di bilancio in inglese
Il bilancio consolidato
Il bilancio internazionale
Focus bilancio
La gestione dei cespiti
Il ruolo del budget e del piano industriale
Responsabile amministrativo
COSTRUISCI IL TUO PERCORSO:
Controller 66
AMMINISTRAZIONE
FINANZA
E CONTROLLO
INDICE ANALITICO
COSTRUISCI IL TUO PERCORSO:
CPO Chief Procurement Officer
Operation Manager
CPO Chief Procurement Officer - Executive Program
Acquisti internazionali
Il sistema Toyota: Lean Production e Toyota Simulation Game
SMED: come ridurre i tempi di attrezzaggio
Visual Management e metodo 5S
Le strategie di servitizzazione
Pianificazione della produzione
Operations e Supply Chain
Industrial Controlling
Logistica di magazzino
Il processo di terziarizzazione logistica
Decisioni strategiche per la produzione delocalizzata
Logistica distributiva e trasporti
88
90
92
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
PRODUZIONE
E ACQUISTI
COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: HR Manager
Talent Management
Governare e gestire situazioni difficili
“Union Making” tra collaborazione e facilitazione
Risk Management e la funzione HR nei processi di cambiamento
Il budget del personale
Ricerca e selezione del personale
Job Description
Humanity at the Center: il ruolo della persona tra Big Data e IOT
Valutazione delle prestazioni e sistemi incentivanti
Digital Security
Amministrazione del personale e gestione delle buste paga
110
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
RISORSE UMANE
La negoziazione
La comunicazione interna fra tradizione e innovazione
Il coraggio di decidere
Delega ed Empowerment
Gestire i collaboratori
Gestire team multiculturali e virtuali
Time e Meeting Management
La voce oltre l’ostacolo
Sliding Stories: raccontare la propria azienda con lo storytelling
Email Writing
Presentation Skills Lab
Thinking Processes
I training FAV
Project Management Basic
PMP®
Program - Executive Program
Beyond PMP®
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
144
SOFT SKILLS
Finanza per “non” Financial Manager
Bilancio per “non” specialisti
La selezione del personale per “non” specialisti
Capire il mercato per “non” Marketing Manager
La valutazione dei bisogni formativi
WTrain®
: la formazione che ottiene risultati
148
149
150
151
152
153
CROSS SKILLS
Recupero crediti
Tesoreria aziendale, affidabilità finanziaria e pianificazione
Controlling strategico del processo decisionale
Controllo di gestione
Operazioni doganali
Transfer Pricing
Dal CFO al CVO
Dual Use
Analisi degli investimenti
Iva estero
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
10 11
LE BROCHURE TEMATICHE
Bisogni diversi, differenti risposte, linee di soluzioni formative
personalizzate. Architetture e training dedicati ad ambiti specialistici.
600 consulenti-formatori Fav che vengono selezionati con cura rispetto all’esperienza specifica e all’alto livello
professionale e alla padronanza delle più innovative metodologie didattiche. Le aziende clienti FAV valutano
l’attività formativa con una votazione media di 93% su 100.
Tutti i percorsi di formazione possono essere finanziati dal fondo interprofessionale a cui è iscritta l’azienda.
Il catalogo formativo di Fondazione Aldini Valeriani è qualificato da Fondimpresa per cui le aziende aderenti
potranno accedere ai corsi beneficiando dei contributi aggiuntivi. FAV supporta le aziende nella scelta delle
fonti di finanziamento disponibili e negli aspetti gestionali e amministrativi legati al loro utilizzo.
AVANGUARDIA TECNOLOGICA
SOSTENIBILITÀ & SAFETY
AVVENTURA, METAFORA, RIFLESSIONE
ALTA FORMAZIONE MANAGERIALE
12 13
Il modello che proponiamo è quello della mappatura delle competenze di profilo, frutto di costanti
interviste a chi in azienda vive quel determinato ruolo e di confronto con la più moderna letteratura.
Il tutto per evidenziare le dimensioni di competenza più attuali che dovrebbero essere possedute per
“vivere” con successo quella specifica posizione.
Partiamo da una formazione che serve.
Chi decide di intraprendere un percorso di crescita, potrà realizzare il confronto tra competenze
acquisite e competenze richieste dal profilo di riferimento, individuando quali nuove competenze
acquisire, rafforzare e quali, tra le possedute, rimodellare, rispetto alle evoluzioni richieste dal mercato.
Poiché la professionalità deve poggiarsi su competenze che sempre più devono essere pluridisciplinari
e interfunzionali e che consentano allo stesso tempo di raggiungere l’eccellenza in specifiche funzioni,
abbiamo suddiviso le dimensioni di competenze in tre categorie: Core, Soft e Cross.
CREA IL TUO PERCORSO
2
3
4
6
Definiamo le
competenze da
acquisire rispetto
trend futuri e
strategie aziendali
1
Analizziamo le
competenze
possedute oggi
Iniziamo con le
dimensioni Core
del ruolo
Evidenziamo
le dimensioni
Soft
5
... e quelle
Cross
Pianifichiamo
il tuo percorso
INNOVAZIONE
TRAINER
Self-Assessment delle capacità manageriali
per “diventare” il cambiamento
UDRIVE®
4.0
I manager e i professional sono i potenziali protagonisti di Industry 4.0, e sono chiamati a mettere
in gioco nuove capacità: saper fornire una visione strategica ma anche saper prendere decisioni
agili in un quadro di incertezza, mostrare doti di intraprendenza e orientamento al rischio ma anche
competenze di coaching e facilitazione del dialogo all’interno dei proprio gruppi di lavoro. Alcune
caratteristiche di verticalità tipiche dei modelli di leadership tradizionali lasceranno spazio ad una
orizzontalità complessa da gestire. Si tratta indubbiamente di una sfida avvincente e FAV, da anni
all’avanguardia negli strumenti di Assessment delle competenze e delle potenzialità professionali,
ha elaborato un nuovo modello di diagnosi e valutazione specifico per i protagonisti di Industry 4.0.
TAKE AWAY PER IL PARTECIPANTE
Report individuale contenente la visualizzazione grafica del risultato della rilevazione confrontata con
l’autovalutazione del partecipante. Il profilo di dettaglio sulle competenze oggetto d’indagine:
Intrapreneurship
Capacità di generare autonomamente idee e progettualità mettendo al centro il cliente e le sue richieste.
Agility
Capacità di operare in un’ampia gamma di situazioni, di adattare il modello decisionale ai cambiamenti di
contesto e di priorità, con un approccio versatile e flessibile, promuovendo e sostenendo il cambiamento.
Strategic Thinking
Capacità di cogliere gli elementi fondamentali che influenzano il contesto oggi e in futuro, di leggere i trend che
avranno un impatto determinante sui mercati, e di pianificare azioni in una prospettiva oggettiva e realistica.
Commitment
Capacità di sollecitare e sostenere interazione e responsabilizzazione, e facilitare il dialogo fra le persone
secondo visioni, valori e obiettivi di business definiti. Le indicazioni di percorso per lo sviluppo delle competenze
associate al ruolo e alle performance attese.
STRUTTURA DELL’ATTIVITÀ
2 giornate di attività in aula, ricche di esercizi, simulazioni, interviste, questionari, attività in gruppo e individuali
2 ore di feedback individuale di restituzione dei risultati.
Elisabetta Zanarini
Responsabile Area Consulenza di
Fondazione Aldini Valeriani.
E’ PCC – Professional Certified
Coach – ICF (International Coach
Federation). Progetta e realizza
attività di Coaching e Team
Coaching, consulenza sui temi HR e
sviluppo organizzativo.
Date
26, 27 febbraio 2019
09.00 - 17.00
1, 2 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 1.800,00 + iva
Federico Bencivelli
Consulente e formatore senior
di Fondazione Aldini Valeriani,
assessment delle competenze
manageriali e coaching individuale;
è ACC – Associate Certified
Coach - ICF (International Coach
Federation).
16 ore
TRAINER
Date
12, 19 marzo 2019
09.00 - 18.00
29 ottobre
e 5 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
DEFINIRE UN PIANO
INDUSTRY 4.0
Industry 4.0 esprime una visione del futuro che porterà le imprese industriali e manifatturiere ad aumentare
la loro competitività sui mercati grazie alle tecnologie digitali e ad adeguate skills. L’attività formativa
strategica-progettuale affronterà in modo approfondito le tecnologie e le architetture fornendo le competenze
necessarie per affrontare le diverse fasi operative e decisionali coinvolte in progetti di digitalizzazione di
Industry 4.0. Il focus sarà non solo sulle nuove tecnologie dell’Internet of Things e Industry 4.0 ma anche
sui processi e sulle strategie per iniziare la transizione aziendale verso un nuovo modello di business.
CONTENUTI
Introduzione IoT e Industry 4.0
Analisi dello scenario tecnologico.
Il modello tecnologico: architettura RAMI 4.0.
Analisi della catena tecnologica coinvolta
I Cyberg Physical System. Gateway IoT.
Sistemi di comunicazione a corto e medio/lungo raggio.
Il ruolo delle piattaforme IoT.
Big data, analytics, piattaforme di analisi dati.
Tecnologie
Il processo di standardizzazione nei protocolli.
MQTT, AMQP, REST API, CoAP, LoRa, sigfox, OPC UA/DA, etc… Database NOSQL e gestione di una grande mole
di informazioni.
Fasi decisionali e management dei progetti di Industry 4.0
Analisi dei requisiti, progettazione,
Definizione del piano, processi operativi, esecuzione e gestione del progetto.
Analisi di use case, benefici e problematiche dell’implementazione di progetti IoT.
Esercitazioni
Aldo Campi
Docente di corsi sulle tecnologie
dell’informazione e fondatore di
una start-up tecnologica che opera
nel campo dell’Industry 4.0 e IoT. Ha
partecipato a numerosi progetti di
Industry 4.0. e IoT per aziende sia
nazionali che internazionali, dopo aver
lavorato come ricercatore industriale per
una decina di anni.
14 ore + 2 ore
di feedback
individuale
16 17
TRAINER
L’impresa antifragile
BUSINESS STRATEGY
Le imprese investono molto sul loro futuro. Tuttavia, è sufficiente una crisi economica, un crollo
del mercato di riferimento o un’innovazione in grado di stravolgere le regole del gioco, perché
la sopravvivenza di imprese apparentemente solide sia messa in grave pericolo. Partendo
dall’identificazione delle condizioni necessarie e sufficienti per il successo di un piano strategico,
il corso si propone di illustrare il percorso di progressiva trasformazione di un’organizzazione dallo
stato fragile a uno stato di crescente “antifragilità”, fornendo gli strumenti per supportare tale
trasformazione in contesti complessi e incerti con un processo decisionale innovativo, pratico e rigoroso.
CONTENUTI
L’infrastruttura metodologica della Theory of Constraints.
Costruire, capitalizzare e sostenere un Vantaggio Competitivo Decisivo (Decisive Competitive Edge, DCE).
L’”Offerta non Rifiutabile” (UnRefusable Offer, URO).
Approccio “Optimizer” e approccio “Satisficer”.
L’impatto delle distorsioni psicologico-cognitive sul processo decisionale.
Il sistema di supporto alle decisioni con impatto economico.
Come condurre il processo decisionale in condizioni caratterizzate da complessità e incertezza.
L’acquisizione del consenso: i livelli di resistenza e il loro superamento.
La classificazione dei sistemi in base all’impatto dei fattori di stress: fragile, robusto (o resiliente), antifragile.
I cinque principi dell’antifragilità.
Dalla fragilità all’antifragilità: il processo di trasformazione.
Il concetto di Viable Vision.
Come si costruisce un piano strategico: dall’obiettivo finale al piano esecutivo.
La formalizzazione del piano strategico e della sua logica: l’Albero di Strategia e Tattica (Strategy and Tactic
Tree, S&T Tree).
Antifragilità ed Ever-Flourishing Company.
Andrea Zattoni
CEO di Antifragility s.a.s.,
consulente di direzione e
organizzazione aziendale, Ha
ricoperto per anni il ruolo di
dirigente d’azienda e Professore
a Contratto presso l’Università di
Bologna. Relatore in conferenze
su tematiche innovative di
management e docente in corsi
sull’applicazione della Theory
Date
8, 15, 22 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 800,00 + iva
8 ore
TRAINER
Date
9 aprile 2019
09.00 - 18.00
19 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 280,00 + iva
GESTIRE
L’INTEGRAZIONE
DIGITALE
Nell’implementazione di un progetto di adozione del modello Industry 4.0 la fase di integrazione digitale
diventa strategica per la buona riuscita del progetto. Il focus è “guidare” l’azienda tramite cruscotti
che elaborino e sintetizzino i dati raccolti dalle tecnologie abilitanti applicate sul campo. In questa fase
imprenditori e manager devono prendere decisioni strategiche tenendo in considerazione non solo ciò che le
nuovetecnologieoffronoloromaanchelastrutturadeisistemiinformatividellapropriaazienda,individuandone
punti di forza e punti di debolezza, Nel corso verranno fornite le linee guida per l’introduzione delle nuove
tecnologie e relative competenze a partire dalla digitalizzazione dei processi per finire con la costruzione di
un indicatore di performance (KPI). Il corso è consigliato anche a manager di area ICT che vogliano acquisire
una visione più ampia dei sistemi informatici e strumenti per meglio comprendere le esigenze dei loro utenti.
CONTENUTI
Industria 4.0 dal punto di vista dell’impresa.
L’integrazione dei sistemi hardware e software.
Nomenclatura ICT.
ICT e PMI.
Come digitalizzare efficacemente un processo.
Come costruire un cruscotto manageriale.
Protezione del sistema informativo: business continuity e disaster recovery.
Il Cloud: quali opportunità offre.
Intelligenza artificiale: scenari attuali e futuri.
L’importanza della formazione come supporto per l’integrazione digitale.
Il tool di autovalutazione CheckUp ICT UMIQ.
Pier Alberto Guidotti
Imprenditore, attualmente
ricopre il ruolo di CEO e CTO
di Analysis s.r.l. Opera da
oltre 25 anni nell’ambito
dell’informatizzazione dei
processi aziendali, con
riferimento a quelli della Qualità
e dell’integrazione dei sistemi.
Ha ideato e sviluppato oltre
l’applicativo QualiWare, per la
gestione di Qualità, Sicurezza,
24 ore
of Constraints, ha conseguito
il Certificate of Achievement
da parte dell’organismo
internazionale di certificazione
delle competenze sulla Theory
of Constraints (TOCICO) e il
“TOC Certification in Operations
Management” da parte delle
Goldratt Schools.
Ambiente e Documentale
che ha all’attivo oltre 600
installazioni, la piattaforma
QWay, orientata allo sviluppo
di applicazioni business in
tecnologia web e mobile.
Autore del libro “Digitalizzare
un’impresa”, Giraldi Editore,
2018
18 19
TRAINER
BIG DATA, KPI
MANAGEMENT
E POWER BI DESKTOP
Parliamo di Big Data. Ogni azienda dispone di terabyte di dati. La vera sfida sta nel filtrarne la parte
significativa e informativa, riconoscerne le tipologie più adatte ai propri obiettivi e sintetizzarli in un numero
limitato di indicatori. Proponiamo un modello di sviluppo di un’intelligenza avanzata riguardo all’uso,
all’aggregazione e alla disaggregazione dei dati aziendali per trovare la loro sintesi al livello richiesto dalle
diverse funzioni. Strumenti e modalità operative per creare un monitoraggio manageriale della performance,
anche attraverso l’automazione di grafici e sistemi di reporting semplificati per migliorare la comunicazione.
Un cruscotto completo di gestione dati e KPI per toccare con mano il risultato dell’applicazione professionale
e permettere di analizzare i dati per prendere decisioni giuste. Nel secondo modulo verranno illustrate le
modalità per sfruttare al meglio le conoscenze acquisite in ambito di Pivoting avanzato e calcoli di misure in
linguaggio DAX di Excel Power Pivot.
CONTENUTI
Modulo 1 - IL BIG DATA MANAGEMENT Tabelle estratte da ERP e loro uso per l’integrazione delle informazioni.
Creazione di chiavi primarie per l’incrocio con dati da altre tabelle. Concetti di AND e OR per creare chiavi
primarie ad hoc, pivoting avanzato con campi calcolati, grafici su pivot, primi KPI, pivot di pivot. Business
Intelligence e KPI avanzati Definizione di business intelligence. Creazione di tabelle proprie (anche a partire
da estrazioni ERP) e loro integrazione con i report.Power Pivot e Power BI: le nuove tecnologie per KPI avanzati.
Excel e Access: loro uso integrato. Breve analisi di un monitor completo in Access.
Modulo 2 - POWER BI DESKTOP Affinamenti sul linguaggio DAX e introduzione a Power BI Desktop (Excel e
Power BI Desktop): Filter context vs row context, iteratori, misure avanzate, relazioni molti a molti ed applicazioni.
Introduzione a Power BI Desktop, illustrazione delle potenzialità grafiche e di file sharing, illustrazione dei
grafici standard e avanzati a disposizione, sorgenti di dati, primi esempi di creazione di un report integrato.
Power BI Desktop for Business Misure avanzate per BI, dati da Web Analytics integrati con tabella aziendali da
SQL server e/o ERP e tabelle proprie di valutazioni strategiche. Report automatici e integrati con grafici multipli,
mappe geografiche con dati di vendita e grafici a bolle. Filtraggi bidirezionali per BI avanzato. Business case:
Sales vs Budget border-line: come stabilire in pochi secondi un budget per dimensioni… Quando un budget non c’è!
Francesco Bergamaschi
Senior Data Scientist, Training
& Program Manager. Professore
alla Scuola di Economia,
Management e Statistica
dell’Università di Bologna,
consulente e formatore.
Si occupa in particolare
di negoziazioni, business
intelligence e automazione della
gestione dei dati aziendali.
Date
Mod. 1
6, 13 giugno 2019
09.00 - 18.00
5, 6 dicembre 2019
09.00 - 18.00
Mod. 2
20, 27 giugno 2019
09.00 - 17.00
12, 13 dicembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
Mod. 1: € 600,00 + iva
Mod. 2: € 560,00 + iva
Intero percorso:
€ 1.000,00 + iva
28 ore
TRAINER
Date
15, 22 febbraio e
8, 22 marzo 2019
09.00 - 17.00
19, 20, 27 settembre
e 11 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 1.000,00 + iva
STATISTICA DI BASE
PER IL BUSINESS
Possedere conoscenze di base di statistica è funzionale a poter stabilire in modo rigoroso concetti di causa
ed effetto. Non si può affrontare una efficace analisi dati senza poter applicare i fondamenti della statistica
ed in particolare della rilevanza statistica per farne un uso consapevole e rigoroso. Questo corso offre i
fondamenti per passare dalla pura osservazione della descrizione statistica del passato, allo scopo di offrire
solide basi per le decisioni aziendali che guardano al futuro. Al giorno d’oggi, la pura osservazione del passato
per stimare l’evoluzione del futuro può portare a conclusioni (e decisioni) errate. Sempre più ci si trova, infatti,
in un contesto turbolento in continua evoluzione ed instabilità, in cui tutto cambia ad altissima velocità. E’
diventato quindi imprescindibile avere conoscenze di base di statistica, per potere stabilire in modo rigoroso
concetti di causa ed effetto e rispondere, ad esempio, a domande del tipo: “se investo di più in pubblicità,
vendo di più? E quanto di più per ogni euro in più speso?”. Per fortuna oggi esistono software che rendono
meno oneroso e complesso rispetto al passato rispondere con rigore a domande cruciali come questa.
CONTENUTI
Fondamenti di R
Introduzione all’ambiente R. Assegnazione di valori. Creazione e manipolazione di vettori e di matrici.
Salvataggio dei dati. Data frame. Operazioni su file. Esercizi
Fondamenti di Statistica in R
Tabelle di frequenza. Indici di posizione e variabilità. Rappresentazioni grafiche. Associazione tra due variabili.
Test di indipendenza in tabelle a doppia entrata. Verifica di ipotesi. Media di popolazioni e confronto tra due
medie. Esercizi
Applicazioni aziendali elementari in R
Teoria e pratica su regressione lineare semplice e regressione lineare multipla.
Applicazioni aziendali avanzate in R
Regressione logistica per propensioni e decisioni alternative.Regressione multinomiale per applicazioni di
Marketing.
Francesco Bergamaschi
Chief Data Officer e Data Scientist.
Professore di IT, Strategic Decision
Making & Data Management alla
Scuola di Economia, Management
e Statistica e alla Scuola di
Scienze Politiche dell’Università
di Bologna. Consulente di BI
avanzata e formatore aziendale
FAV. Si occupa di Big Data, Data
Science, Strategia IT, KPI & BI e di
automazione della gestione dei
dati aziendali.
Marco Novelli
Ricercatore e Data Scientist.
Professore di Analysis of Data,
Applied Statistics e di Elementi
di Statistica presso la Scuola
di Economia, Management e
Statistica e la Scuola di Scienze
Politiche dell’Università di
Bologna.
Modulo 1: 16 ore
Modulo 2: 14 ore
Come decidere con rigore
le politiche aziendali
20 21
PROGETTAZIONE
SVILUPPO
PRODOTTO
CREA IL TUO PERCORSO
SOFT CROSS
Thinking Processes
Il coraggio di decidere
Delega ed Empowerment
Presentation Skills Lab
Project Management
Time e Meeting Management
Gestire team multiculturali e virtuali
Gestire la complessità**
Leadership**
Value Added Design: il cliente al centro**
Alte prestazioni e stress**
Finanza per “non” Financial Manager
La selezione del personale
per “non” specialisti
La valutazione dei bisogni formativi
Bilancio per “non” specialisti
Sistemi PLM su applicazioni industriali
R&D e valore per l’impresa
Analisi di mercato e metodologie avanzate
di progettazione innovativa
Additive Manufacturing
Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop
Direttiva Macchine e normative di riferimento
Business Strategy
Sviluppo prodotto: l’innovazione che genera profitto
Problem Solving in progettazione
Machine Vision
Machine Deep/Learning
Prototipazione fisica e virtuale
Materiali compositi per il settore industriale
Realtà aumentata per le applicazioni industriali
Industrial Controlling
Progettazione del software per il controllo di macchine
automatiche
Robotica industriale*
Tecniche di creatività**
47
30
44
34
20
38
18
31
29
39
35
41
33
40
103
45
137
128
129
136
139
132
131
148
150
152
149
RESPONSABILE
TECNICO
SVILUPPO
PRODOTTO
CORE
*(lo trovi in LabTECH)
**(lo trovi in Industrial Lounge)
24 25
CREA IL TUO PERCORSO
SOFT
Il coraggio di decidere
Presetation Skills Lab
Project Management
Time e Meeting Management
Gestire la complessità**
Alte prestazioni e stress**
Value Added Design. Il cliente al centro**
Modelli di sviluppo prodotto
Analisi di mercato e metodologie avanzate
di progettazione innovativa
GMP - Good Manufacturing Practice
Progettazione e gestione Atex
Progettazione reti Fieldbus Ethernet Based
Additive Manufacturing
Digital Twin con architetture hardware in the loop
Architetture PLC e sistemi di Motion Control
Touch Panel TP1200 CONFORT Siemens-HMI
Direttiva macchine e normative di riferimento
Machine Vision
Prototipazione fisica e virtuale
Machine Deep/Learning
Materiali compositi per il settore industriale
Problem Solving in progettazione
Industrial Controlling
Trasformare i dati in informazioni*
Robotica industriale*
PLC Base*
PLC Avanzato su Step 7*
PLC su TIA Portal*
Software di progettazione 3D*
HMI-SCADA*
Progettazione di impianto elettrico di macchine automatiche*
Tecniche di creatività**
28
44
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128
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139
132
PROGETTISTA
MACCHINE
E SISTEMI DI
AUTOMAZIONE
CORE
*(lo trovi in LabTECH)
**(lo trovi in Industrial Lounge)
CROSS
Bilancio per “non” specialisti
Finanza per “non” Financial Manager
149
148
26 27
Date
9, 16 maggio 2019
09.00 - 18.00
17, 24 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
Progettare l’affidabilità dei prodotti e dei relativi processi produttivi e gestionali attraverso l’analisi di
diversi modelli di sviluppo prodotto. Comprendere e incrementare la collaborazione e le interdipendenze
tra le diverse aree aziendali e le diverse fasi del processo per sviluppare le migliori caratteristiche di un nuovo
prodotto percepite dal mercato e ottimizzarne i costi di progettazione, realizzazione e gestione.
CONTENUTI
Il progetto concettuale: dalla chiarificazione del compito alla stesura della specifica tecnica
La progettazione simultanea: tempi, costi, qualità della progettazione e dei prodotti. L’analisi dei requisiti,
delle specifiche e degli obiettivi del progetto. QFD (Quality Function Deployment): documentare l’ambiente
e sintetizzare le esigenze (diagrammi di affinità), valutare l’importanza relativa dei requisiti (matrici di
interrelazione), dare una risposta tecnica alle esigenze (matrice di relazione), valutare l’importanza tecnica
ed il posizionamento rispetto alla concorrenza (casa della qualità). La stesura della specifica tecnica. Esempi
applicativi.
Il progetto esecutivo
Regole base del progetto esecutivo. I principi del progetto esecutivo: trasmissione delle forze, suddivisione
dei compiti, self-help, stabilità e bistabilità. Assenza di difetti. Linee guida per il progetto esecutivo in area
meccanica: costo, sicurezza, ergonomia, estetica, facilità di produzione e di assemblaggio. Design to Standards.
Esempi applicativi.
Progettare per la Qualità
FMEA di progetto e di processo. Root Cause Analysis, matrici causa-effetto. Diagramma di Ishikawa. Fault
Tree Analysis. FMECA e relativi aspetti normativi (MIL-STD1629). Indici di Gravità, Probabilità e Rilevabilità del
modo di guasto. Indice di priorità di rischio (IPR). Un parallelo con la Direttiva Macchine 2006/42 CE. Esempi
applicativi.
Validazione del progetto
Progettazione ed analisi degli esperimenti: introduzione e concetti statistici di base. Esperimenti con singolo
fattore e più livelli. Esperimenti a due fattori e due livelli con prove ripetute. Effetti principali ed effetti di
interazione dei fattori. L’analisi della varianza per la determinazione dei fattori significativi: ANOVA, il test di
Fischer. Effetti principali ed effetti di interazione dei fattori. Metodo delle superfici di risposta. Il metodo di
Taguchi: funzione di perdita, rapporto segnale-rumore. Esempi applicativi.
29
16 ore
TRAINER
PROBLEM SOLVING
IN PROGETTAZIONE
Come migliorare la capacità di analisi e soluzione dei problemi operativi? Si deve partire dalla
funzione di progettazione, così spesso coinvolta anche in fase di manutenzione o di service post
vendita. Sempre più spesso i processi operativi aziendali sono caratterizzati da complessità crescente,
tempi operativi compressi, budget limitati, coesistenza di diverse tecnologie di prodotto. In ambito
prodotto/processo, la capacità di identificare tempestivamente ed efficacemente i problemi consente
di elaborare le migliori risposte le quali, quando sono preventive, generano rilevanti cost-saving aziendali.
CONTENUTI
Atteggiamenti che aiutano ad affrontare i problemi.
Strategie di reazione ai problemi.
Individuazione e sperimentazione dei problemi.
Tecniche di problem finding e problem setting.
I vincoli autoimposti e i processi inconsci che ostacolano la ricerca di soluzioni.
Tecniche operative di problem solving (APS, FARE, Lasswell, Tecniche di Processo).
Strumenti operativi di analisi (Ishikawa, Relazioni Causa-Effetto, 5-Why Analysis, FMEA).
Casi concreti di problem solving di prodotto.
Tecniche di Pensiero Laterale nel problem solving.
Il corso comprende moduli didattici svolti con l’ausilio di strumenti multimediali e simulazioni operative, in
tal modo gli allievi avranno l’opportunità di sperimentarsi in un processo di miglioramento, nonché di fissare
i concetti attraverso l’esperienza ed esser quindi immediatamente operativi nell’applicazione delle tecniche
apprese.
Giuseppe Gherardi
Manager e consulente, si occupa
di consulenza e temporary
management per diverse aziende
manifatturiere italiane ed estere.
Ha una ventennale esperienza
aziendale in area operations,
R&D e direzionale. Ha avviato
e gestito progetti industriali in
Cina, USA, Sud America ed Est EU.
È professore a contratto presso
l’Università di Bologna.
MODELLI DI
SVILUPPO PRODOTTO
Massimiliano De Agostinis
Dottore di ricerca in Progetto e
Sviluppo di Prodotti e Processi
Industriali. Ricercatore di
Progettazione Meccanica e
Costruzione di Macchine presso
l’Università di Bologna.
Date
8, 10 aprile 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
14 ore
28 29
Date
19 giugno 2019
09.00 - 18.00
26 giugno 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 500,00 + iva
TRAINER
Oggi chi cura attività di Ricerca e Sviluppo si trova a dover selezionare in maniera rigorosa quali progetti
meritano di avere priorità. Occorrono strumenti e metodologie per formarsi una visione d’insieme sintetica a
cui fare riferimento. Fattori essenziali sono la capacità di tradurre il progetto in numeri e misure economico-
finanziarie, la corretta valutazione del loro impatto sulla generazione di valore per i clienti e per l’impresa, il
sapiente collegamento fra le esigenze del mercato e la tecnologia disponibile.
CONTENUTI
I fattori di base di progetti R&D e Sviluppo Prodotto.
Evoluzione delle tecnologie e stimoli all’innovazione.
Modelli e architetture di sviluppo di nuovi prodotti.
Definire la mappa dei bisogni del cliente/mercato.
Tecniche QFD per coordinare requisiti prestazionali e specifiche tecniche.
Obiettivi strategici ed ecofin dell’azienda per i processi R&D e Sviluppo Prodotto.
Il Performance Measurement System per misurare gli obiettivi di progetto R&D.
Strumenti di Value Engineering e Cost Sensitivity Analysis.
R&D e Sviluppo Prodotto: costo o investimento?
Il Target Costing.
Il trade off tra costi e tempi di progetto R&D.
Il Life Cycle Costing.
Il Total Cost of Ownership.
La valutazione finanziaria dei progetti R&D e Sviluppo Prodotto.
La valutazione del portafoglio dei progetti R&D.
31
12 ore
TRAINER
Le trasformazioni che il mondo industriale sta affrontando pongono in primo piano il tema dell’innovazione
come elemento chiave per distinguersi dalla concorrenza e costruire vantaggio competitivo. Affinchè le
innovazioni tecnologiche sviluppate dalle imprese possano tradursi in quote di mercato e redditività occorre
però che il processo di generazione dell’innovazione sia solidamente fondato su: una chiara strategia di mercato,
processi operativi “robusti” che consentano di tradurre rapidamente l’innovazione in prodotti performanti, una
pianificazione efficace a livello single project e multiproject, un rigoroso sistema di controllo dell’investimento
in sviluppo. Il corso, strutturato con un format agile e interattivo, definisce in termini pratici un rigoroso modello
di sviluppo prodotto per le PMI e presenta i principali strumenti e metodologie a supporto dei temi trattati.
CONTENUTI
Struttura del processo di sviluppo prodotto.
Il nuovo prodotto come investimento: strumenti economici e finanziari per le decisioni di sviluppo (valutazione
investimenti, make or buy, delocalizzazioni).
Tradurre le aspettative del cliente in specifiche tecniche.
Il costo come specifica: Target Costing.
Integrare lo sviluppo prodotto, la funzione commerciale e la produzione: Concurrent Engineering.
Eliminare gli sprechi e ridurre i tempi dello sviluppo prodotto.
Pianificazione e controllo del portafoglio commesse e della singola commessa.
Come costruire un cruscotto di indicatori semplice e focalizzato.
Mauro Marini
Ingegnere Elettronico, dal 1994
svolge attività di consulenza
in ambito operations, si
occupa inoltre di fusioni e
ristrutturazioni. E’ trainer e
membro della Faculty FAV e
docente presso la Scuola di
Ingegneria dell’Università di
Bologna e insegna in numerosi
corsi executive e MBA. E’ partner
OPTA, società di consulenza
specializzata in Operations
Management.
R&D E VALORE
PER L’IMPRESA
Date
27 giugno
e 4 luglio 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 580,00 + iva
14 ore
Giuseppe Gherardi
Manager e consulente, si occupa
di consulenza e temporary
management per diverse aziende
manifatturiere italiane ed estere.
Ha una ventennale esperienza
aziendale in area operations,
R&D e direzionale. Ha avviato
e gestito progetti industriali in
Cina, USA, Sud America ed Est EU.
È professore a contratto presso
l’Università di Bologna.
SVILUPPO PRODOTTO:
L’INNOVAZIONE CHE
GENERA PROFITTO
30 31
Date
15, 22,
29 maggio 2019
09.00 - 18.00
15, 22,
29 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 800,00 + iva
TRAINER
Il corso fornisce gli strumenti per affrontare la progettazione di macchine e impianti destinati ad operare in
ambienti industriali a rischio di esplosione (Gruppo II).
CONTENUTI
La legislazione sociale e di prodotto.
Quadro legislativo - le direttive 99/92/CE e 94/9/CE.
Quadro normativo - le norme En60079.
Le norme tecniche di classificazione delle zone a rischio di esplosione.
La valutazione dei rischi nella progettazione di macchine destinate ad operare in presenza di atmosfere a
rischio di esplosione.
Componenti certificati impiegabili per la realizzazione di macchine e impianti destinati a operare in presenza
di atmosfere a rischio di esplosione.
I parametri di esplosione e le condizioni di innesco delle Atex.
Le procedure di classificazione delle zone Atex.
Valutazione dei rischi di esplosione in ambienti industriali.
Applicazioni delle direttive Atex.
33
24 ore
TRAINER
L’utilizzo dei materiali compositi è storicamente appartenuto al settore automotive ed aerospaziale
ma ultimamente sta crescendo anche in altri settori industriali. Un utilizzo razionale di questi nuovi
materiali, ad oggi accessibili a livello industriale, porta spesso ad un sensibile incremento delle prestazioni
complessive del prodotto finale con prestazioni innovative, beneficiandone così in termini di competitività nel
mercato globale. Nello specifico, i motivi di tale sviluppo sono da attribuire alle eccellenti proprietà fisiche
e caratteristiche meccaniche dei materiali rapportate al peso specifico e alla loro elasticità e versatilità.
Il percorso cura l’analisi delle proprietà fisiche e delle caratteristiche dei materiali compositi dedicando
spazio anche alla conoscenza di strumenti innovativi per una corretta progettazione di componenti
meccanici (HyperMesh, OptiStruct) utilizzando tali materiali, per poi concludere con la parte relativa alla
fase finale di produzione di tutti i documenti fondamentali alla realizzazione dei particolari progettati.
CONTENUTI
Materiali compositi
Introduzione ai materiali compositi: elementi costituivi, proprietà fisiche e caratteristiche meccaniche.
Tipologie di fibre: di vetro, di carbonio, aramidiche (Kevlar), di basalto e di polietilene.
Tipologie di matrici: termoplastiche e termoindurenti.
Tecnologia di fabbricazione dei compositi industriali.
Progettazione
Teoria Classica dei laminati.
Design Analysis.
Setup dei compositi utilizzando HyperMesh.
Le tecniche di ottimizzazione.
L’ottimizzazione Topologica.
L’ottimizzazione di tipo Free-Size.
Concept Design.
L’ottimizzazione di tipo Size applicata ai materiali compositi.
L’ottimizzazione della sequenza delle lamine.
Documenti di produzione
Rappresentazione di particolari meccanici in materiale composito.
Disegni di laminazione (plybook).
Vincenzo Sartori
Ingegnere dei materiali, docente
e consulente sulle tematiche
dell’automazione,
delle macchine utensili e dei
materiali polimerici. Svolge
attività di progettazione
meccanica, programmazione di
macchine a controllo numerico,
analisi e sviluppo di nuovi prodotti
con utilizzo di materiali innovativi
e di tecnologie avanzate di
produzione.
PROGETTAZIONE
E GESTIONE ATEX
Date
24 gennaio 2019
09.00 - 17.00
25 luglio 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
7 ore
Luigi Franzoni
Dipendente presso Cefla sc -
business unit Finishing Solutions, ha
operato prima come responsabile
assicurazione qualità poi come
responsabile tecnico presso
lo stabilimento di Imola, ha
approfondito le direttive e le norme
relative alla sicurezza macchine
con particolare riferimento alla
prevenzione dei rischi di esplosione
di macchine e impianti di
verniciatura, successivamente come
sales engineering manager ha
MATERIALI COMPOSITI
PER IL SETTORE
INDUSTRIALELeggi, norme, applicazioni
avuto modo di approfondire questi
temi in casi concreti in svariati
settori. Attualmente è responsabile
dello sviluppo del mercato, tramite
proposta e vendita di soluzioni per
la verniciatura e decorazione, per
quanto riguarda metallo, plastica,
vetro e fibrocemento.
Massimiliano De Agostinis
Dottore di Ricerca in Progetto e
Sviluppo di Prodotti e Processi
Industriali. Ricercatore di
Progettazione Meccanica e
Costruzione di Macchine presso
l’Università di Bologna.
32 33
Date
13, 20 maggio 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
Per far fronte alla richiesta di prodotti personalizzati sono necessari nuovi processi di fabbricazione che
possano produrre un’ampia gamma di varianti di prodotti che soddisfino la domanda. Tra le leve strategiche
che meglio rispondono a questa necessità di customizzazione, le tecnologie di manifattura digitale ricoprono
un ruolo cruciale nell’abilitare una produzione on demand. L’Additive Manufacturing o produzione additiva
consiste nell’unire o solidificare inviando direttamente dal computer alla stampante 3d materiali da fase liquida
o da polveri, creando un oggetto tridimensionale di qualsiasi forma. Tale tecnologia non solo sta mettendo in
discussione le tecnologie tradizionali, sottrattive e formative, ma anche i modelli di business e il ciclo di vita dei
prodotti e le configurazioni di filiera.
CONTENUTI
Storia del 3D Printing (Rapid Manufacturing - Rm) e Prospettive di Sviluppo. Principali Tecnologie del 3D
Printing. Materiali Utilizzati nel 3D Printing.
Procedure Operative del 3D Printing
Cad Modeling (Cad 3D). Stl File. Printing 3D. Finishing.
Design for Additive Manufacturing
Confronto tra tecnologia sottrattiva e tecnologia additiva. I principi della produzione additiva. Progettare in
ottica additive. Ottimizzazione topologica.
Risultati particolarmente efficaci nell’uso della tecnologia Additive
Riduzione dei pesi. Riduzione del numero delle parti. Possibilità di costruzione di parti molto complesse e
con sottosquadri. Combinazione delle lavorazioni (Hybrid Manufacturing). Realizzazione di rinforzi strutturali
particolarmente efficaci in una prospettiva di realizzazione di oggetti multi-materiale. Realizzazione di
strutture Honeycomb. Realizzazione di pannelli Sandwich a forma libera e spessore variabile con inserti in
materiale metallico ad alte prestazioni perfettamente integrati nella struttura e inseriti direttamente nella fase
di produzione. Applicazioni pratiche delle conoscenze tecnologiche e progettuali della tecnologia. Progetto di
particolari meccanici in ottica Afam = Adaptive For Additive Manufacturing. Progetto di particolari meccanici
in ottica Dfam = Design For Additive Manufacturing. Collaudo e controllo. Confronto in termini di precisione tra
manufatti ottenuti attraverso tecniche sottrattive o additive.
16 ore
TRAINER
Machine Learning è oggi ritenuto uno degli approcci più importanti dell’intelligenza artificiale. Gli algoritmi
di deep learning stanno raggiungendo livelli di precisione senza precedenti, a tal punto da superare l’uomo
nella classificazione delle immagini e riuscire a battere il miglior giocatore di GO al mondo. Focus del corso
è fornire una panoramica di metodi matematico computazionali per apprendere informazioni direttamente
dai dati e prendere decisioni sulla base delle stesse senza bisogno (o quasi) di un intervento manuale. Verrà
affrontato il significato di “apprendimento automatico” e “apprendimento profondo”, mostrando applicazioni
di successo in grado di risolvere i problemi di visione del computer. Dapprima saranno affrontati concetti chiave
comuni a tutte le tecniche di apprendimento automatico, passando ad alcuni strumenti popolari per risolvere
le attività di regressione e classificazione e, infine, alle tendenze più recenti nell’apprendimento profondo.
CONTENUTI
Basi di apprendimento automatico. Panoramica dei principi di base dell’apprendimento automatico,
compresa la classificazione e problemi di regressione, tipi di dati e metriche, tecniche di formazione.
Modelli semplici. Modelli Naive per problemi di classificazione lineare: perceptron, supporto vettoriale
macchina, alberi decisionali.
Modelli avanzati. Framework più complessi: multi-layer perceptron (Vanilla Neural Networks), foreste aleatorie,
apprendimento profondo e reti neurali a convoluzione.
Stato dell’arte delle applicazioni per computer vision. Esempi di applicazioni per la visione del computer
risolte con successo macchina/apprendimento profondo: classificazione, segmentazione, rilevazione, didascalie,
trasferimento di stile.
Software educativo ad alto livello. WEKA: software di apprendimento automatico scritto in Java per la
formazione, test e visualizzazione di algoritmi classici di apprendimento automatico (SVM, Decision Trees e
foreste, ecc.). Tensorflow Playground: applicazione Web per giocare con la rete neurale con un‘interfaccia Web
intuitiva.
Tensorflow - Basic. I principi chiave della biblioteca. Implementazione di un classificatore lineare di base.
Implementazione di una classica rete neurale Vanilla. Implementazione di una semplice rete neurale a
convoluzione per la classificazione.
Tensorflow - Avanzato. Come usare e perfezionare modelli di classificazione pre-formati. Come utilizzare e
ottimizzare i modelli di rilevazione oggetti.
Matteo Poggi
Dottorato in computer vision
nel gruppo di ricerca CVLAB
dell’Università di Bologna. Si è
occupato prevalentemente di
calcolo della depth con visione
stereo. Si è focalizzato in particolare
sulla stima della confidenza su
mappe di disparità utilizzando
tecniche di machine learning e deep
learning, lavorando anche presso il
Computer Vision and Geometry Lab
dell’ETH di Zurigo.
ADDITIVE
MANUFACTURING
Date
5, 7, 12, 14,
19 marzo 2019
14.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 1.000,00 + iva
20 ore
Docenti del Dipartimento
di Ingegneria Industriale
Università degli Studi di Bologna
MACHINE
DEEP/LEARNING
Alessio Tonioni
Dottorato in computer vision
nel gruppo di ricerca CVLAB
dell’Università di Bologna. Lavora
nell’applicazione di tecniche
avanzate di computer vision alla
gestione automatica di supermercati,
nella visione stereo e 3D. Tali progetti
hanno consentito di maturare una
certa esperienza nell’ambito del
Machine Learning e Deep Learning,
in particolare per la risoluzione di
problemi di visione.
With applications to computer vision
34 35
Date
13, 20 giugno 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 620,00 + iva
TRAINER
Il sistema di controllo nelle moderne macchine automatiche svolge un ruolo fondamentale per il
raggiungimento delle performance desiderate, l’alto numero di piattaforme di controllo rende sempre
difficile la scelta finale. Il corso vuole analizzare le moderne architetture di controllo PLC e PC-Based, sia
dal punto di vista dell’hardware che della programmazione. Nella prima parte del corso verranno mostrate
le moderne architetture di controllo commerciali, i principali bus di campo utilizzati ed i sistemi di motion
control. Nell’ultima parte del corso, dopo aver presentato i linguaggi di programmazione per i sistemi di Motion
Control, verrà affrontato il problema della progettazione della logica di controllo per le macchine automatiche,
fornendo i concetti per una programmazione modulare basata su componenti di libreria software riutilizzabili.
All’interno del corso verranno sviluppati esempi su piattaforma Codesys.
CONTENUTI
Sistemi di controllo PLC e PC-Based
Sistemi di controllo per l’automazione industriale.
Architettura di controllo basata su PLC.
Gestione task ed I/O distribuiti.
Caratteristiche dei principali bus di campo.
Principali differenze tra le diverse architetture di controllo commerciali.
Architetture di Motion Control
Architetture di Motion Control centralizzate e decentralizzate.
Interazione tra PLC e sistema di Motion Control.
Il concetto di asse nella programmazione dei sistemi di Motion Control.
Programmazione dei sistemi di Motion Control mediante PLCopen.
La gestione delle camme elettroniche.
Programmazione in ambiente PLC
Linguaggi di programmazione della normativa IEC 61131-3.
Progettazione della logica di controllo per una macchina automatica.
Un approccio alla programmazione modulare per il mondo macchine automatiche.
Esempi di programmazione riferiti ad applicazioni di macchine automatiche in testo strutturato.
37
16 ore
TRAINER
L’utilizzo del software TIA PORTAL di Siemens supporterà i partecipanti nell’apprendere come impostare un
progetto per la gestione completa dell’interfaccia operatore con i Pannelli Siemens. Oltre all’impostazione
dell’interfaccia verrà visto e provato, mediante esercitazioni, l’integrazione con i PLC Siemens. Tutto questo
al fine di avere una visione completa dell’utilizzo, della programmazione e dell’integrazione dell’interfaccia
operatore con i moderni PLC Siemens.
CONTENUTI
Sistemi di automazione industriale.
Hardware PLC e HMI.
Come funziona il PLC.
Ambiente di Sviluppo TIA PORTAL.
Basi per lo sviluppo di un’applicazione.
Caratteristiche del pannello HMI- SIEMENS.
Tipologie di variabili.
Oggetti grafici.
Configurazione e gestione pagine.
Creazione modelli.
Creazione di applicazioni e simulazione.
Gestione dei dati numerici e di testo.
Utilizzo degli oggetti disponibili.
Gestione della grafica, importazione di immagini.
Esempi di applicazione HMI.
Il corso verrà svolto in un laboratorio di ultima generazione.
Gianni Lucia
Dipendente LIAM, si occupa
di architetture software per
macchine automatiche
e benchmarking delle
piattaforme di controllo.
Docente su tematiche
riguardanti architetture di
controllo e sistemi HMI-SCADA.
ARCHITETTURE PLC
E SISTEMI
DI MOTION CONTROL
Date
12, 17,
19 settembre 2019
09.00 – 17.00
24 settembre 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 1.200,00 + iva
25 ore
Matteo Sartini
Ha conseguito laurea e dottorato
di ricerca in automazione, presso
l’Università di Bologna. Attualmente
è direttore tecnico del laboratorio
LIAM, si occupa di architetture
software per le macchine
automatiche e benchmarking delle
piattaforme di controllo. Ha svolto
TOUCH PANEL
TP1200 CONFORT
SIEMENS-HMI
attività di docenza su tematiche
riguardanti architetture di controllo,
attualmente è professore a
contratto presso l’Università di
Bologna per il corso di tecnologie e
sistemi di controllo.
Progettazione e programmazione
36 37
Date
16, 18 aprile 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
TRAINER
Il corso permette di acquisire metodologie di progettazione integrata della sicurezza, tecniche sistemiche
e procedurali per la valutazione dei rischi presenti sulla macchina e fornisce i corretti elementi per la verifica
di conformità delle macchine esistenti e di quelle nuove che s’intendono acquistare. Il corso spiegherà come
implementare in modo corretto i concetti di affidabilità, ergonomicità, manutenibilità e sicurezza. Verranno
svolte applicazioni pratiche su macchine/impianti sia del settore automotive e medicale sia del settore packaging.
CONTENUTI
Il contesto normativo e la valutazione dei rischi
La Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita in Italia dal D.Lgs 17/2010. Contenuti e struttura del Fascicolo
Tecnico. Il manuale di installazione uso e manutenzione. Articolazione delle norme tecniche EN inerenti la
sicurezza del macchinario. Vendita e acquisto di macchine usate. Messa a norma di vecchie macchine non
marcate CE. Metodologie per la valutazione dei rischi presenti sulle macchine.
La progettazione integrata della sicurezza
Progettazione integrata della sicurezza. Individuazione delle misure di protezione tecnologiche (ripari,
distanze, dispositivi di sicurezza). Studio dell’ergonomia della macchina. Caratteristiche di manutenibilità
richieste alle macchine. Progettazione dei sistemi di comando in conformità alle Norme EN 13849-1 ed EN
13849-2. Validazione del progetto. Peculiarità dei principali dispositivi di sicurezza elettrici ed elettronici.
Criteri di scelta, implementazione e installazione dei dispositivi di sicurezza. Modalità di funzionamento con
dispositivi di sicurezza neutralizzati.
L’equipaggiamento elettrico delle macchine
Prove di funzionamento, verifiche a vista e verifiche strumentali. Conformità alla Direttiva Emc e alle Direttive Atex.
Applicazioni pratiche
Analisi dei RES con esempi pratici per macchine/impianti del settore automotive e/o medicale. Analisi dei RES
con esempi pratici per macchine/impianti del settore del packaging ed applicazione delle norme armonizzate
di riferimento: EN 415-1 – Terminologia e classificazione. EN 415-2 – Riempitrici di contenitori rigidi. EN415-3 –
Macchine formatrici riempitrici sigillatrici. EN 415-4 – Pallettizzatori. EN 415-5– Avvolgitrici. EN 415-6– Avvolgitrici
di pallet. EN 415-7 – Macchine per imballaggi multipli. EN 415-8 – Reggettatrici. EN 415-9 – Misura del rumore.
EN 415-10 – Requisiti generali. Esemplificazione stesura Manuale di Istruzioni con esempi pratici per macchine/
impianti del settore packaging. Case history.
39
14 ore
TRAINER
Verranno affrontati i fondamenti dell’image processing ed illustrati i principali algoritmi, strumenti e sistemi
dedicati alla gestione, elaborazione e analisi di immagini digitali. In particolare, saranno poi approfondite le
tematiche del riconoscimento e della localizzazione di oggetti in una scena, sia nel modo 2D che in quello 3D.
Infine saranno presentate due librerie di visione molto diffuse, una commerciale (Halcon della MVTec) e una
open source (OpenCV).
CONTENUTI
Introduzione, definizioni di base inerenti l’elaborazione di immagini.
Teoria dei sistemi di visione. Panoramica sui principali scenari applicativi.
Formazione ed acquisizione dell’immagine a partire da immagini digitali e librerie di visione commerciali
(Halcon) e open (OpenCV) - Modello geometrico della formazione dell’immagine.
Calibrazione della telecamera: parametri intrinseci, estrinseci e distorsioni ottiche.
Calibrazione mediante target planari e stima dell’omografia (algoritmo di Zhang).
Rettificazione e calibrazione stereo. Concetti di base inerenti sensing, campionamento e quantizzazione
dell’immagine.
Ricostruzione 2D 3D mediante visione. Impiego di lenti.
Campo visivo e profondità di campo.
Segmentazione dell’Immagine – Binarizzazione mediante soglia globale.
Determinazione automatica della soglia. Sogliatura adattativa. Segmentazione basata sul colore.
Segmentazione mediante stima del movimento.
Differenze fra frames successivi e confronto con il background.
Robustezza alle variazioni di illuminazione.
Casi di studio e applicazioni in campo industriale.
I benefici della tecnologia e nuove tendenze.
DIRETTIVA MACCHINE
E NORMATIVE
DI RIFERIMENTO
Date
18, 25 giugno 2019
09.00 - 18.00
26 novembre
e 3 dicembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 750,00 + iva
16 ore
Luca Milani
Consulente e formatore
esperto di sicurezza e igiene
negli ambienti di lavoro,
progettazione impiantistica e di
prevenzione incendi all’interno
di varie realtà aziendali
pubbliche e private.
MACHINE VISION
Luca Piccinini
Si occupa presso T3Lab di realtà
aumentata per applicazioni industriali. Il
suo ruolo è quello di sviluppare, usando
librerie commerciali e open source, vari
tipi di algoritmi di image vision, quali
ad esempio il riconoscimento di oggetti
a partire da modelli CAD, il controllo
dimensionale di parti meccaniche e il
riconoscimento di codici e marker.
38 39
Date
14, 17, 21, 24,
28 maggio 2019
14.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 1.000,00 + iva
TRAINER
Un nuovo modo di concepire le istruzioni di montaggio per l’operatore. Riconoscimento automatico delle
parti e della fase del montaggio, suggerimenti interattivi, animazioni sovrapposte alla realtà, sintesi vocale e
riconoscimento, consultazione del manuale in versione digitale, il tutto proiettato sulla realtà. Fondamentale
per istruire un nuovo operatore in modo autonomo, indispensabile per l’aggiornamento dell’operatore esperto.
Utilizzando tecnologie di visione per il riconoscimento oggetti, sintesi e riconoscimento vocale, interfaccia
con CAD e computer graphics per la virtualizzazione di oggetti, l’applicazione permette al responsabile di
produzione di creare istruzioni di montaggio e di riparazione in modo pratico e rapido e all’operatore di
montaggio di vedere le istruzioni proiettate sulla realtà. Il corso sviluppa le competenze nell’uso delle tecniche
e delle tecnologie che consentono di realizzare applicazioni industriali sfruttando le potenzialità offerte dalla
realtà aumentata.
CONTENUTI
La realtà aumentata
Definizioni e possibili applicazioni della Realtà Aumentata, approfondimento sulle applicazioni industriali.
Introduzione sulle tecnologie alla base della realtà aumentata.
Localizzazione 3D
Geolocalizzazione vs utilizzo di sistemi di visione (con e senza marker).
Riconoscimento, calcolo della posa: marker based e markerless, da CAD e 3D mapping. Tracking (basato su
localizzazione e posa precedenti), stabilizzazione del calcolo della posa.
Framework di realtà aumentata
Presentazione di esempi di framework di realtà aumentata.
Unity e Vuforia: creazione guidata di una o più applicazioni di realtà aumentata per smartphone.
Grafica computerizzata e CAD
Panoramica sulla teoria della grafica 3D e sulle librerie di visualizzazione/manipolazione (Unity), generazione
di immagini e animazioni 3D a partire da modelli CAD, sovrapposizione di oggetti e animazioni 3D sulla scena
reale, rendering di oggetti e animazioni virtuali (luminosità, ombreggiatura).
Interfacce utente
Sintesi e analisi audio: strumenti SW e microfoni. Esempi di menu virtuali attraverso riconoscimento delle
mani, integrazione con la Machine Vision (metrologia, ispezioni di qualità). Smart glasses: caratteristiche e
criteri di scelta. Presentazione dell’informazione: testo, audio, immagini virtuali, sovrapposizione di immagini
virtuali alla scena reale (stereo rendering).
4141
20 ore
TRAINER
Il corso tratta le metodologie di prototipazione virtuale e simulazione offline e interattiva che permettono di
supportare in modo continuo lo sviluppo del prodotto nella fase concettuale e preproduttiva.
CONTENUTI
Virtual Engineering vs. Physical Engineering
La virtualizzazione nel processo progettuale. SBD-Simulation Based Design. Simulazioni multifisiche
combinate: FSI, ecc… il concetto di Man-in-the-loop.
Principali tecniche a supporto della fase di concept
Richiami di modellazione sketch-based e modellazione interattiva. Tecniche di modellazione organica e
mesh-based. Metodologie e sistemi di Reverse Engineering. il Reverse Modeling per la virtualizzazione rapida
della geometria.
Metodologie di sviluppo prodotto mediante ambienti grafici interattivi
Fondamenti di grafica interattiva digitale. La rendering pipeline. I principali modelli di simulazione della luce.
Rendering statico e animazione digitale. Il rendering realtime nel concept development.
Tecniche di prototipazione virtuale
Il continuo di Milgram. La realtà virtuale. L’Augmented Reality. Mixed Reality del prototipo reale e virtuale.
Design Review in VR e AR.
La prototipazione fisica
Tecniche TCT (Time Compression Techniques) e prototipazione rapida. Milling manufacturing and Additive
Manufacturing per l’implementazione del prototipo reale e delle sue modifiche incrementali.
sviluppo dell’assembly sequence simulation. Disassembly simulation in sistemi di simulazione virtuale.
Manutenzione e training virtuale
Manualistica 2D e 3D interattiva. Sistemi di Augmented Reality per il training del personale.Manutenzione
interattiva in Augmented Reality.
Docenti del Dipartimento
di Ingegneria Industriale
Università degli Studi di Bologna
REALTÀ AUMENTATA
PER LE APPLICAZIONI
INDUSTRIALI
Date
8, 15, 22,
29 maggio 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 980,00 + iva
40
28 ore
PROTOTIPAZIONE
FISICA E VIRTUALE
Luca Piccinini
Si occupa presso T3Lab di realtà aumentata
per applicazioni industriali. Il suo ruolo è
quello di sviluppare, utilizzando librerie
commerciali e open source, vari tipi di
algoritmi di image vision, quali ad esempio
il riconoscimento di oggetti a partire da
modelli CAD, il controllo dimensionale di
parti meccaniche e il riconoscimento di
codici e marker.
40 41
Date
25, 26, 27 marzo 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 1.300,00 + iva
TRAINER
La complessità dei sistemi nel campo delle macchine automatiche ha reso sempre più complicata e
dispendiosa la messa a punto di questi sistemi di automazione. Attraverso le tecniche di Digital Twin che
mirano a sviluppare prototipi virtuali in grado di catturare il totale comportamento della macchina, si può
effettuare sviluppo e test per la loro messa a punto non lavorando su un prototipo reale ma bensì su un
prototipo virtuale, che tiene conto anche della fisica. Nel corso verranno analizzate le diverse architetture ed
i diversi strumenti commerciali utilizzabili per la definizione di un prototipo virtuale. Sarà presentato un caso
applicativo in cui verranno analizzate tutte le fasi dello sviluppo di un prototipo virtuale: importazione da CAD
meccanico, sviluppo della logica del modello e connessione con il PLC di controllo.
CONTENUTI
Analisi ed obiettivi della prototipazione virtuale.
Prototipo reale e virtuale a confronto.
Panoramica sui principali approcci alla simulazione di componenti, macchine e sistemi.
Simulazioni Hardware in the Loop e Software in the Loop.
Differenza tra Modelli Real Time o Virtual Time.
Strumenti per la prototipazione virtuale.
Interfaccia con i processi aziendali – Machine level.
Rappresentazione CAD 3D realistica – Importazione da CAD meccanici.
Modellazione dei comportamenti.
Simulazione di prodotto e processo.
Definizione delle logiche di comportamento della macchina.
Architetture per la comunicazione Hardware in the loop.
Integrazione tra prototipo virtuale e PLC.
Interattività con il modello.
Caso applicativo - Machine level.
Presentazione dell’ambiente software.
Case study, set up di un prototipo virtuale.
Discussione risultati del case study.
4343
24 ore
TRAINER
Il processo di digitalizzazione della produzione permette di sfruttare le sinergie tra le diverse fasi del processo
produttivo, implementare servizi innovativi come la manutenzione preventiva/predittiva, la manutenzione
a distanza e l’analisi dati finalizzata all’ottimizzazione dei processi. Alla base di tutto è però necessario poter
disporre di una infrastruttura di comunicazione affidabile, stabile, sicura e con una buona larghezza di banda.
L’efficienza della rete dipende molto dalla possibilità di fare diagnostica per mezzo di dispositivi dedicati,
in grado di fornire un’indicazione dello stato generale del sistema di comunicazione e capaci di prevenire
eventuali deterioramenti della rete, fino ai fermi impianto. Il corso illustra le tecniche di progettazione più
avanzate per la realizzazione di reti per l’automazione industriale Ethernet-based. All’interno del corso è posta
particolare attenzione ai componenti infrastrutturali di rete, alla profondità di rete, alle prestazioni real-time ed
alla frammentazione del diverso traffico che può essere presente sulla rete.
CONTENUTI
Standard Ethernet IEEE 802
Componenti infrastrutturali per le reti Ethenernet ed Etherent TCP/IP gli stack TCP/IP
Protocolli di comunicazione definiti nelle norme IEC 61158 e IEC 61784
Criteri installativi secondo quanto previsto dalla famiglia di norme IEC 61784
Progettazione di una rete di automazione real-time isocrono (IRT)
Progettazione di una rete di automazione real-time
Progettazione di una rete di automazione real-time multiprotocollo
Interpretazione delle specifiche funzionali
Prerequisiti: diploma di istruzione secondaria ed esperienza lavorativa nel settore di almeno tre anni e
conoscenza base di Industrial Ethernet. La frequenza del corso Industrial Ethernet rappresenta prerequisito
di accesso al corso.
Attestati: al termine del corso sarà rilasciato un attestato di superamento esame CEPAS in caso di esito
positivo o un attestato di frequenza in caso di non superamento dell’esame finale.
Esame: verifica dell’apprendimento con test finale
Docenti Qualificati Bureau Veritas
Italia, Organismo di Certificazione e
Ispezione, leader mondiale in ambito
Qualità, Salute & Sicurezza, Ambiente
e Responsabilità Sociale.
DIGITAL TWIN
CON ARCHITETTURE
HARDWARE
IN THE LOOP
Date
25, 26 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 800,00 + iva
42
16 ore
La docenza sarà tenuta da
un progettista Senior LIAM
LAB esperto nel settore
della prototipazione
virtuale.
PROGETTAZIONE
RETI FIELDBUS
ETHERNET BASED
42 43
Date
16, 23, 30 maggio 2019
09.00 - 16.00
Quota di iscrizione
€ 980,00 + iva
TRAINER
Lo sviluppo di un’idea di business di successo o di un nuovo prodotto deve necessariamente partire da
un’analisi strutturata del mercato di riferimento. Molte volte il processo di creazione di un nuovo prodotto
avviene senza interrogarsi preventivamente su quali siano i bisogni del cliente non riuscendo ad arrivare al
giusto segmento di mercato, dove c’è il maggiore interesse verso quel prodotto. Si procederà analizzando
poi le metodologie più contemporanee ed avanzate per la gestione dei processi innovativi e la risoluzione dei
“blocchi” progettuali nel Design Industriale
CONTENUTI
Scenario da affrontare.
Analisi del contesto.
La tendenza dal punto di vista sociale e psicologico.
Chi crea la tendenza.
Nuove tecnologie che influenzano le tendenze.
Il comportamento del consumatore.
L’individuazione dei possibili compratori (mercato nazionale e mondiale).
Il QFD: strumenti e metodologie per la gestione dei requisiti di prodotto sulla base della chiarificazione dei
bisogni e delle aspettative del cliente.
Le sei domande.
La matrice di interrelazione.
Il Benchmarking: una metodologia di comparazione, posizionamento e miglioramento dei prodotti e dei
processi produttivi; una guida per la scelta degli obiettivi innovativi da perseguire.
Analisi TOP-FLOP: identificazione del miglior prodotto già presente o da posizionare sul marcato sulla base del
maggior numero di requisiti innovativi.
TRIZ: strumenti e metodologie per la gestione dei processi innovativi e la risoluzione dei “blocchi” progettuali
nel design industriale.
45
18 ore
TRAINER
Se, in generale, la progettazione del sistema di controllo dal punto di vista hardware non pone rilevanti
difficoltà, potendo proficuamente avvalersi della reperibilità sul mercato di risorse tecnologicamente
avanzate, direttamente compatibili con il campo, scalabili ed interoperabili, più problematica risulta spesso
la progettazione del sistema di controllo dal punto di vista software. Diverse sono le motivazioni, fra le quali,
in particolare, la carenza di modelli di riferimento e di “design patterns” specifici che possano rivestire il ruolo
di standard de facto, o quantomeno di linee guida, nel processo di progettazione e sviluppo del software di
automazione. Con l’intento di ridurre i tempi di progettazione e di favorire l’intercambiabilità dei progettisti
e delle piattaforme computazionali nella realizzazione di nuovi sistemi, il corso intende delineare i criteri
che possono condurre alla realizzazione di un’architettura software ampiamente “machine and platform
independent” in grado di supportare l’esecuzione di tutte quelle attività che comunemente sono delegate al
sistema di controllo di una macchina automatica, riutilizzabile in contesti affini, aperta a possibili integrazioni
e/o estensioni finalizzate al soddisfacimento di specifiche esigenze applicative.
CONTENUTI
Illustrazione ed esemplificazione nell’ambito delle “packaging machines”, dell’approccio progettuale “Model-
Driven Architecture”. Tale approccio sostanzialmente prevede, per ogni tipologia di problemi affrontati, la
preliminare definizione di un modello di riferimento di adeguata capacità espressiva, quindi la realizzazione
una volta per tutte del correlato “motore inferenziale”.
Il fondamentale principio della distinzione in sede di progetto dei tre aspetti “what to do”, “when to do”, “how to do”.
Criteri per la decomposizione funzionale di un sistema complesso in termini di una gerarchia di entità
(sottosistemi, moduli, componenti elementari), astratte o concrete, opportunamente cooperanti.
Definizione del ruolo e delle funzionalità di ciascuna entità (“what to do”), nonché delle relative interfacce e
dei protocolli previsti per l’interazione con altre entità operanti nello stesso livello o nei livelli adiacenti della
gerarchia.
Modelli di riferimento per la definizione formale del comportamento delle singole entità (“how to do”).
Modelli di riferimento per la definizione delle modalità di esecuzione dei compiti delle singole entità (“when to do”).
ANALISIDELMERCATOE
METODOLOGIEAVANZATE
DIPROGETTAZIONE
INNOVATIVA
Date
9, 11, 16,
18 ottobre 2019
14.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 800,00 + iva
16 ore
PROGETTAZIONE
DELSOFTWAREPERIL
CONTROLLODIMACCHINE
AUTOMATICHE
Eugenio Faldella
Professore Ordinario,
Dipartimento di Informatica –
Scienze e Ingegneria, Università
di Bologna. Docente (negli
ultimi decenni) di “Sistemi
Digitali” e “Sistemi in Tempo
Reale” nell’ambito del Corso di
Laurea Magistrale in Ingegneria
Informatica, e di “Sistemi di
Elaborazione e Controllo”
nell’ambito del Corso di Laurea
Magistrale in Ingegneria
dell’Automazione.
Docenti del Dipartimento
di Ingegneria Industriale
Università degli Studi di Bologna
Architetture SW e Design Patterns
di riferimento
44 45
Date
12, 15, 19, 22,
26, 29 novembre 2019
14.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 1.100,00 + iva
TRAINER
Verranno presentate ed analizzate le principali norme comunitarie e FDA in tema di GDP per quanto
concerne gli ambiti farmaceutico ed alimentare. Il focus del corso verterà sugli attuali requisiti comunitari
e sugli strumenti operativi relativi alla produzione, controllo e mantenimento che possano consentire la
costruzione e il mantenimento di un sistema di qualità adeguato sia in termini di documentazione, locali
ed attrezzature che di impianti e produzione. Si forniranno inoltre cenni di Hygienic Design, corredati da
opportuni esempi ed applicazioni con i quali i partecipanti saranno in grado di approcciarsi ad una corretta
tecnica di progettazione.
CONTENUTI
Definizione delle GMP.
Il quadro normativo delle GMP: Europa e Stati Uniti.
GMP in ambito farmaceutico ed alimentare.
GMP nell’industria farmaceutica: gestione della qualità, sanificazione ed igiene, materiali, personale, impianti
produttivi, validazione e qualifica dei processi, sicurezza informatica.
Definizioni e principali normative sui MOCA.
Le GMP in pratica: applicazione della rintracciabilità sulle parti di macchina.
D.lgs. 10/02/2017 n. 29 «Decreto sanzioni».
Linee guida per l’applicazione della compatibilità alimentare.
Principali materiali comunemente utilizzati nel contatto alimentare.
Materiali non armonizzati.
I processi speciali: trattamenti termici e superficiali, saldature.
Esempio di check-list di analisi del rischio igienico.
Principi di progettazione igienica: esempi ed applicazioni.
Linee guida per valutare la conformità alimentare di una macchina.
Prove di migrazione.
Operare in ambienti aggressivi: esempio pratico.
47
24 ore
TRAINER
Verranno forniti gli approcci più efficaci per l’acquisizione di metodologie e strumenti informatici per la
progettazione sistematica dei prodotti industriali. Si rende sempre più necessario lo studio e l’applicazione di
tecniche di Ingegneria Simultanea, supportati dai più avanzati sistemi CAx e PLM, al fine dello sviluppo e della
gestione di prodotti complessi nel loro ciclo di vita fin dalla pianificazione e progettazione concettuale.
CONTENUTI
Il concetto di prodotto
Il prodotto industriale e le tipologie. La mass production e il prodotto customer-driven. Il ciclo di vita del
prodotto.
Lo sviluppo del prodotto e la gestione del progetto
Definizione delle specifiche di progetto. Sistemi PDM/PLM e loro impiego nel progetto. Il Concurrent
Engineering. Progettazione funzionale e gestione dei gruppi ad albero nel DMU. Design for X. Lean design.
Lightweight design.
La rappresentazione e gli aspetti produttivi
Sviluppo del prodotto finalizzato all’asportazione di truciolo e sviluppo del prodotto finalizzato alla produzione
mediante additive manufacturing: problematiche geometriche (strutture lattice, ecc...). Sistemi di produzione
ibrida.
Problematiche di ingegnerizzazione del prodotto
La distinta base (BOM). Gestione dei codici di parte. Componenti standard e non. Componentistica commerciale.
Gestione delle varianti e gamma di prodotto. Progettazione delle varianti di gamma e loro integrazione nei
sistemi PLM. Modularizzazione di prodotto. Standardizzazione di prodotto mediante l’implementazione di
model reusage supportato dai sistemi PLM.
Aspetti economici del prodotto
Costificazione delle parti. Costi accessori. La documentazione tecnica.
GMP - GOOD
MANUFACTURING
PRACTICE
Date
19, 21 marzo 2019
09.00 - 17.00
23, 25 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 700,00 + iva
14 ore SISTEMI PLM
SU APPLICAZIONI
INDUSTRIALI
Davide Cuoghi
Ingegnere e docente negli
ambiti del disegno tecnico,
della costruzione di macchine
e dello sviluppo di prodotto.
Svolge attività di progettazione
meccanica con l’ausilio di
CAD 3D, analisi di fattibilità
e sviluppo di progetti ad alta
innovatività in ambito alimentare
e farmaceutico, con particolare
attenzione alle tematiche di
Hygienic Design.
Docenti del Dipartimento
di Ingegneria Industriale
Università degli Studi di Bologna
46 47
COMMERCIALE
E MARKETING
CREA IL TUO PERCORSO
Politiche di Pricing B2B
Il cliente al centro: l’omnicanalità come leva strategica
Digital Marketing integrato
Social Selling
Key Account Manager
Forecasting
Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop
Piano commerciale B2B
Nuovi tools per il marketing agile
After Sales Management
SEO&SEM
Email Marketing Automation
Marketing Intelligence & KPI
Customer Experience Bootcamp**
Sales Performance**
Design Thinking**
Cross Cultural Management**
57
63
58
61
52
55
20
56
54
60
59
62
53
Sliding Stories: raccontare la propria
azienda con lo storytelling
Gestire team multiculturali e virtuali
Email Writing
Il coraggio di decidere
Time e Meeting Management
Presentation Skills Lab
La comunicazione interna tra tradizione
e innovazione
Thinking Processes
Change Agility**
Alte prestazioni e stress**
Gestire la complessità**
Training avanzato di negoziazione**
Leadership**
134
131
135
128
132
136
127
137
Finanza per "non" Financial Manager
La selezione del personale
per "non" specialisti
La valutazione dei bisogni formativi
Bilancio per "non" specialisti
148
150
152
149
RESPONSABILE
COMMERCIALE
MARKETING
**(lo trovi in Industrial Lounge)
CORE SOFT CROSS
50 51
Date
16, 23 gennaio 2019
09.00 – 17.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
I clienti sono tutti diversi. E tutti richiedono di essere unici. Massimizzare il rapporto tra tempo a disposizione
ed efficacia commerciale diventa obiettivo cardine del corso. Proponiamo un modello di accounting
focalizzato a mantenere relazioni di business continuative e durature con i clienti in portafoglio. Definiamo
nuove rotte commerciali e nuovi clienti da raggiungere. Segmentare e personalizzare sempre di più l’offerta,
e riuscire a diventare partner del proprio interlocutore, rappresentano le chiavi per una nuova dimensione
manageriale e un nuovo ruolo commerciale.
CONTENUTI
Come è cambiato il ruolo commerciale.
L’analisi dei propri clienti: la segmentazione ed il rapporto tempo dedicato/risultati conseguiti.
Il piano a medio termine: strategie per raggiungere i risultati.
La preparazione del cliente, delle visite e la scelta degli interlocutori.
L’atteggiamento mentale nel rapporto con il cliente: come essere davvero partners?
La relazione con il cliente.
La raccolta delle informazioni.
La proposta: come personalizzarla e renderla accattivante.
Il feedback, le obiezioni, il reclamo.
Il post visita: essere professionisti e uomini d’azienda.
21 ore + 7 ore
di follow up
opzionale
Date
15, 29 maggio
e 12 giugno 2019
09.00 – 17.00
Follow up
29 ottobre 2019
09.00 – 17.00
8, 19,
29 novembre 2019
09.00 – 17.00
Follow up
27 marzo 2020
09.00 – 17.00
Quota di iscrizione
€ 800,00 + iva
Follow Up opzionale
€ 270,00 + iva
53
14 ore
TRAINER
MARKETING
INTELLIGENCE E KPI
Come acquisire un approccio metodologico ed operativo per rafforzare il processo decisionale legato
alla valutazione delle strategie di sviluppo commerciale, come definire la strategia di marketing
attraverso il Business Model Canvas attraverso la raccolta e l’analisi di dati che trasportino informazioni utili
ed in tempo reale per fornire poi gli adeguati parametri di monitoraggio e misura delle prestazioni (KPI).
CONTENUTI
Definire la strategia di marketing attraverso il Business Model Canvas
Il Metodo CAPPA.
Un’applicazione reale del Business Model Canvas e della Strategia Oceano Blu.
Realizzare il proprio Canvas
I 9 elementi base.
Le 4 aree ambientali.
La SWOT Analysis.
Comprendere il proprio mercato
Le caratteristiche chiave del mercato di riferimento.
Organizzare le informazioni: la Mappa del Valore.
L’Analisi del JTBD (Job-to-be-done) dei Segmenti di Clientela.
La Proposta di Valore
L’attuale proposta di valore verso il Mercato: l’ESA-VALUE MAP.
La Value Proposition da sviluppare.
Monitorare le prestazioni con i KPI
Scelta dei KPI.
Data mining e Balanced scorecard.
Case history.
Silvio Marzo
Formatore e consulente con
esperienza ventennale, opera
in affiancamento a grandi
aziende e PMI in progetti di lean
organization, creazione della
rete vendita e di distribuzione,
applicazione della Value
Innovation attraverso la
Strategia Oceano Blu per lo
sviluppo commerciale e il
KEY ACCOUNT
MANAGER
Paolo Ferioli
Trainer Kaeser e Master
Advanced in Programmazione
Neurolinguistica. Ha maturato
esperienze in aziende nazionali
e multinazionali in diversi ruoli
commerciali.
Business Model Canvas per la
creazione di nuovi modelli di
business. Ha avuto incarichi
come Dirigente, Amministratore
Delegato ed Imprenditore.
52 53
Date
30 gennaio 2019
09.00 – 17.00
13 febbraio 2019
09.00 – 13.00
25 settembre 2019
09.00 – 17.00
9 ottobre 2019
09.00 – 13.00
Quota di iscrizione
€ 580,00 + iva
TRAINER
Il desiderio dei marketing manager e dei marketing executive è quello di realizzare tutto il programma di
marketing nei tempi dovuti, cosa spesso resa impossibile dalla quantità di attività da svolgere e dalla tiranna
settimana lavorativa di cinque giorni… servirebbero una serie di strumenti aggiornati, innovativi, idonei a
favorire l’efficiente gestione in ambito marketing. Ci proponiamo di dare risposte concrete a questo dilemma
apparentemente irrisolvibile, grazie alla presentazione di nuovi tools propri del Marketing Agile. Così le attività
analitiche ed operative di marketing diventeranno più strutturate e integrate in un sistema cognitivo unico,
permetteranno di ottenere prestazioni superiori senza sforzi aggiuntivi. Intendiamo presentare una selezione
di strumenti innovativi per la gestione del piano di marketing e delle attività commerciali, promuovendone la
visione integrata.
CONTENUTI
Introduzione e contesto
Le nuove tecniche per il marketing: i tools per il Marketing Agile.
Le tecniche per l’analisi del contesto socio-economico.
Le tecniche per l’analisi del contesto competitivo.
L’ascolto
Gli strumenti diretti per l’ascolto del cliente.
Le ricerche qualitative e quantitative.
Gli strumenti per l’ascolto del cliente online.
Le ricerche qualitative e quantitative sul web.
L’organizzazione guidata dal cliente
L’organizzazione qualificata dei dati sulla base degli obiettivi e della visione d’impresa.
Il Customer Journey e l’esperienza utente.
Funnel & Analytics
Il Marketing Funnel.
Web Analytics per il marketing.
Social Media Analytics per il marketing.
Misurazione e controllo
La misurazione del valore delle attività di marketing.
ROI Framework per il marketing.
5555
11 ore
TRAINER
FORECASTING
Nella moderna gestione del business, il forecasting, la “possibilità di interpretare le performance e le
esigenze aziendali in divenire”, rientra sempre più frequentemente nelle attività di decision-making e
pianificazione strategica. Il flusso di informazioni contenuto nel forecast è composto in parte da rilevazioni
consuntive, quelle cioè realizzate fino alla data di redazione dello stesso e in parte da rilevazioni previsionali alla
fine dell’esercizio o di quelli successivi. Il vantaggio competitivo di un’azienda si misura anche nella capacità
di simulare situazioni future, interpretarle ed essere in grado di organizzarsi di conseguenza, valutando
in anticipo le strategie più opportune per ottenere il massimo dalle risorse impiegate. Occorre dotarsi di
un approccio “Business Intelligence”, che vede nella costruzione di scenari “what-if” la base per potere
affrontare la crescente complessità facendo affidamento su dati storici opportunamente immagazzinati.
CONTENUTI
Che cos’è il forecasting.
Cenni alle principali tecniche di forecasting.
Obiettivi e utilizzo dei sistemi previsionali in ambito marketing e vendite.
Sistema Informativo di Marketing.
Come analizzare i dati aziendali disponibili.
Come si può prevedere la domanda futura.
Relazione fra forecast e budget annuale.
Struttura di un piano commerciale.
Forecasting e analisi dei competitor.
L’applicazione in azienda dell’attività esercitativa sul FORECASTING COMMERCIALE prevede un confronto
col docente attraverso una sessione di 1 ora in skype call.
Daniele Rimini
Formatore FAV, consulente
dal 1998, esperto nelle attività
di pianificazione e sviluppo
marketing e commerciale in
aziende private in diversi settori
business to business e consumer.
Ha conseguito il titolo MBA
presso Profingest, è autore di
diverse pubblicazioni su questi
temi e svolge attività formativa
come Professore a contratto
all’Università di Bologna.
NUOVI TOOLS PER
IL MARKETING AGILE
Maurizio Morini
Consulente e formatore FAV
sui temi della strategia, del
marketing e dell’innovazione. Dal
2002 imprenditore nel settore
dei servizi per le imprese, vanta
ventennale esperienza come
manager d’azienda ed è autore
di diverse pubblicazioni e libri sui
temi della gestione aziendale. Dal
2003 è docente universitario a
contratto di materie manageriali.
Date
8 maggio 2019
21 maggio 2019
4 giugno 2019
20 giugno 2019
9 luglio 2019
09.00 – 13.00
Quota di iscrizione
€ 830,00 + iva
54
20 ore
54 55
Date
13 marzo 2019
09.00 - 17.00
27 marzo 2019
09.00 - 13.00
6 novembre 2019
09.00 - 17.00
20 novembre 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 580,00 + iva
TRAINER
Convertire la strategia commerciale in azioni mirate richiede una profonda analisi di mercato per individuare
degli obiettivi sfidanti ma raggiungibili. Determinante e necessario diventa saper impostare un’attività
commerciale efficace con un sistema di pianificazione che consenta di avere il controllo ex ante, in itinere e a
consuntivo dei risultati. L’impostazione di un piano di azione commerciale prevede l’analisi del potenziale di
mercato, la sua segmentazione, la definizione degli obiettivi economici, la valorizzazione dell’offerta e tanto
ancora. Con un solo obiettivo: massimizzare i risultati ottimizzando tempi e risorse a disposizione. Tratteremo
tecniche e strumenti necessari per la gestione dell’attività commerciale: la pianificazione del lavoro di vendita,
le risorse impiegate, gli strumenti di controllo, la gestione e motivazione del personale di vendita.
CONTENUTI
Il piano commerciale, struttura funzioni e utilità.
L’analisi esterna del mercato di riferimento e del potenziale.
L’analisi del portafoglio clienti.
La definizione degli obiettivi.
La pianificazione del tempo e del territorio.
L’attuazione e la programmazione operativa.
Le possibili strutture organizzative.
Il dimensionamento della rete di vendita.
La motivazione della rete di vendita ed i piani di incentivazione.
Come misurare l’impatto delle azioni: indicatori chiave dell’attività commerciale.
L’applicazione in azienda dell’attività esercitativa sul PIANO COMMERCIALE prevede un confronto col
docente attraverso una sessione di 1 ora in skype call.
11 ore
TRAINER
POLITICHE
DI PRICING B2B
Il prezzo si muove tra costi, concorrenza e valore per il cliente. Ma quali sono per il cliente industriale gli
elementi principali di valore che possono giustificare un determinato livello di prezzo? Elementi come
valore economico (ottenere riduzioni di costo dirette o indirette), valore funzionale (legato all’interazione
utilizzatore-prodotto acquistato), valore operativo (vantaggi derivanti da una soluzione tecnologica piuttosto
che un’altra), aspetti di immagine (acquistare da un determinato fornitore di alto posizionamento), benefici
personali (riduzione del rischio per il responsabile d’acquisto) e i cosiddetti “termini dello scambio” (modalità
di pagamento, tempi e modi di consegna, servizi post-vendita, assistenza all’utilizzo, ecc.): tutti aspetti da
governare per potere adottare le giuste politiche di pricing.
CONTENUTI
L’orientamento al cliente nel B2B.
Il prezzo: natura e significato strategico nel mondo B2B.
Identificazione della Value Proposition.
Le principali decisioni per la leva prezzo.
La determinazione del prezzo nei mercati concorrenziali.
I metodi per la fissazione del prezzo.
Gli obiettivi del pricing.
Le condizioni che determinano il prezzo in fase di lancio di un nuovo prodotto.
Il pricing nei mercati internazionali.
Le politiche di “discriminazione” di prezzo.
L’applicazione in azienda dell’attività esercitativa sul VALUE PROPOSITION CANVAS prevede un confronto
col docente attraverso una sessione di 1 ora in skype call.
Date
20 febbraio 2019
09.00 - 17.00
6 marzo 2019
09.00 - 13.00
16 ottobre 2019
09.00 - 17.00
30 ottobre 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 580,00 + iva
11 ore PIANO
COMMERCIALE B2B
Daniele Rimini
Formatore FAV, consulente
dal 1998, esperto nelle attività
di pianificazione e sviluppo
marketing e commerciale
in aziende private in diversi
settori business to business e
consumer. Ha conseguito il
titolo MBA presso Profingest, è
autore di diverse pubblicazioni
su questi temi e svolge attività
formativa come Professore
a contratto all’Università di
Bologna.
Daniele Rimini
Formatore FAV, consulente
dal 1998, esperto nelle attività
di pianificazione e sviluppo
marketing e commerciale
in aziende private in diversi
settori business to business e
consumer. Ha conseguito il
titolo MBA presso Profingest, è
autore di diverse pubblicazioni
su questi temi e svolge attività
formativa come Professore
a contratto all’Università di
Bologna.
56 57
Date
15, 22 maggio 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
Il corso ha lo scopo di orientare manager e imprenditori alla completa comprensione della gestione e delle
scelte strategiche legate alle attività del Digital Marketing e della Digital Transformation. Una metodologia
che permette di coordinare e portare a valore in maniera ottimale e integrata le diverse attività di digital
marketing a seconda del settore merceleogico, della tipologia di azienda B2C e B2B e delle opportunità di
business correlate.
CONTENUTI
Imparare l’approccio strategico
Prima fase: ascolto e bisogni.
L’analisi preliminare.
Domanda, prodotti, clienti e processo di acquisto.
Seconda fase: strategia integrata.
Definizione delle strategie e delle tattiche.
Terza fase: definire gli strumenti.
Quarta fase: il metodo a sistema.
Creare un continuum per gli anni successivi.
Digital marketing integrato
Digital Analytics: impostare l’ascolto.
Dalla Search intent alla SEO: rispondere ai bisogni.
Content strategy: una strategia unica per guidare il piano editoriale.
Social media marketing integrato: da stimolo a strumento di dati.
Email marketing e marketing automation: la coppia perfetta.
Account based marketing: ogni visita un lead, per il Business to Business e non solo. Neuromarketing applicato
al digital.
Growth hacking: cambiare il mindset aziendale.
Principali strumenti operativi a supporto
Software di marketing automation e account based marketing.
Suite per l’analisi della Search intent.
Web Intelligence Tool per la gestione dei social in maniera integrata.
Altri strumenti e tool utili al digital marketing integrato.
59
16 ore
TRAINER
SEO&SEM
Il 90% delle sessioni di navigazione partono da una ricerca su Google. E una ricerca su Google equivale a un
bisogno esplicito. Scopo del corso sarà capire come intercettare efficacemente questi bisogni attraverso
il posizionamento organico sul motore di ricerca (SEO) e gli annunci sponsorizzati (SEM). Partiremo dalla
definizione degli obiettivi di marketing, passando alla scelta delle audience più qualificate, fino all’architettura
del sito web, alle performance e all’usabilità, concludendo con l’analisi con Google Analytics dei risultati
ottenuti.
CONTENUTI
Google: differenze tra posizionamento organico e a pagamento.
Storia della SEO.
Approccio etico alla SEO e “trucchetti”: perché è fondamentale scegliere il primo.
“Content is the king” ma chi acquista alla fine è l’utente.
Keyword: come scegliere quelle giuste e perché.
I 200 fattori di posizionamento di Google.
SEO On-site: come ottimizzare il codice e i contenuti del sito.
SEO Off-site: cos’è la link building e come effettuarla senza farsi del male.
Google AdWords è diventato Google Ads: differenze e opportunità.
Impostare una campagna su Google Ads.
Posizionamento su Google Maps.
Google Analytics: monitorare le attività, imparare dagli errori e ottimizzare sempre.
Quali informazioni prevedere in un report SEO e SEM.
Enrico Gualandi
Founder & CMO @Social
Factor, agenzia di marketing e
comunicazione specializzata
in digital marketing, docente e
relatore per aziende, scuole di
business, festival e convegni.
DIGITAL MARKETING
INTEGRATO
Francesco De Nobili
Digital marketing manager
con esperienza pluriennale in
consulenza e ricerca e formatore
FAV in Digital Marketing. Docente
nelle università italiane più
prestigiose, lavora da anni ad
un Osservatorio permanente sul
Digital Marketing, i cui risultati di
ricerca sono riportati all’interno
dei libri pubblicati per Hoepli:
Digital marketing integrato,
SEO Google, Strategie di content
marketing.
Date
19, 22 febbraio 2019
09.00 – 18.00
17, 24 settembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
16 ore
Integrare in un framework unico
le diverse attività digitali
58 59
Date
25 giugno 2019
09.00 - 18.00
27 giugno 2019
09.00 - 13.00
10 dicembre 2019
09.00 - 18.00
17 dicembre 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 480,00 + iva
TRAINER
Nell’economia dei servizi la gestione dell’After Sales ha un ruolo chiave per l’ampliamento dell’offerta e
la fidelizzazione del cliente. Per cogliere le opportunità offerte dal mercato occorre ripensare la struttura
del post vendita tradizionale secondo alcune direttrici precise: coerenza tra strategia aziendale e scelte di
configurazione del service, ampliamento della gamma dei servizi offerti, integrazione con l’area commerciale e
con l’area tecnico/produttiva, service realmente orientato alla soddisfazione del cliente e incorporazione delle
tecnologie Industry 4.0. Obiettivo del percorso è rinnovare il tradizionale servizio post vendita orientandolo
verso un modello di “eccellenza” nel servizio After Sales.
CONTENUTI
Strategia aziendale e After Sales
Definizione del Business Model. Interfaccia con Sales, R&D, Operations.
After sales: una opportunità per lo sviluppo commerciale
Raccolta delle informazioni strategiche. Strutturazione dell’offerta e Service Level Agreement.
L’organizzazione del Customer Service
Criteri per la suddivisione del lavoro. Dimensionamento delle risorse.
Gestione dei ricambi
Creazione e manutenzione del listino ricambi. Impostazione del Service Level Agreement sulla disponibilità di
ricambi. Modelli per il corretto dimensionamento delle scorte.
Gestione degli interventi di assistenza e garanzia
Stima dei carichi di lavoro e gestione capacità. Pianificazione delle attività di back office e front office.
Definizione dei Tempi Standard per gli interventi.
Risorse umane per un After Sales orientato al cliente
Il ruolo dei tecnici di assistenza nello sviluppo di un After Sales di eccellenza. La comunicazione con il cliente.
Digitalizzazione e After Sales
L’importanza degli smart service come strumento per anticipare le esigenze del cliente. Tecnologia e creazione
del valore: definizione di una road map.
Il controllo tecnico/economico dell’After Sales
KPI tipici per la misurazione delle performance dell’assistenza. Misurazione del servizio al cliente. Controllo delle
scorte. Interventi di assistenza: registrazione delle attività, quadratura delle registrazioni, verifica dell’efficienza.
Impostazione del conto economico dell’After Sales.
6161
12 ore
TRAINER
SOCIAL SELLING
Strategie, tecniche e metodi per applicare la disciplina del Social Selling che, pur essendo ancora
relativamente nuova in Italia, sta già rivoluzionando i reparti Sales e Marketing di alcune aziende, con risultati
sorprendenti soprattutto nella gestione delle risorse temporali e finanziarie.
CONTENUTI
I principi del social selling: dalle fondamenta all’approccio strategico
Impostare il social selling interno: analisi di partenza.
Il piano pratico di social selling partendo dalle buyer personas.
L’analisi dei prospect: profilo e dati a disposizione.
Content strategy per attrarre e creare fiducia.
La fase di primo contatto: tecniche e metodo.
Dalla relazione alla fiducia: come creare il rapporto fidelizzante.
LinkedIn: lo strumento per il social selling
Gli elementi imprescindibili: ottimizzare i dati profilo per farsi trovare.
La diverse tecniche per la visualizzazione su LinkedIn.
Le Pagine aziendali, le Scuole, i Gruppi.
L’employer branding su LinkedIn: la chiave del successo.
Sales Navigator: raggiungere chiunque.
Sales Navigator: tecniche per trovare i prospect più caldi.
L’analisi dei dati aziendali e dei decision makers con Sales Navigator.
Casi aziendali di successo.
Esercitazioni pratiche.
AFTER SALES
MANAGEMENT
Gianluca Spada
Svolge attività di consulenza
e di formazione sui temi delle
Operations, in particolare
come capoprogetto nella
riorganizzazione dei processi
di produzione, della logistica
e dei servizi. È titolare di
OPTA, società di consulenza
specializzata nella gestione
delle Operations.
Date
4 luglio 2019
09.00-18.00
10 luglio 2019
09.00-13.00
16 dicembre 2019
09.00-18.00
19 dicembre 2019
09.00-13.00
Quota di iscrizione
€ 500,00 + iva
60
12 ore
Oltre il post vendita tradizionale Vendere creando rapporti di fiducia
Francesco De Nobili
Digital marketing manager
con esperienza pluriennale in
consulenza e ricerca e formatore
FAV in Digital Marketing. Docente
nelle università italiane più
prestigiose, lavora da anni ad
un Osservatorio permanente sul
Digital Marketing, i cui risultati di
ricerca sono riportati all’interno
dei libri pubblicati per Hoepli:
Digital marketing integrato,
SEO Google, Strategie di content
marketing.
60 61
Date
1, 8 marzo 2019
09.00 – 18.00
18, 25 ottobre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
La Marketing Automation offre enormi potenzialità alle aziende, sia in termini di efficienza che di risultati.
Oggi può essere alla portata di tutti, partendo dal canale più semplice per utilizzare al meglio tale
potenzialità: l’email marketing. Grazie ai nuovi strumenti avanzati di gestione delle email e alle tecniche di
copywriting, è infatti possibile ottenere diversi dati strutturati per comprendere nel dettaglio informazioni
fondamentali come i tassi reali di apertura delle mail, i dati demografici delle persone che le ricevono e di
chi ha cliccato i singoli link presenti all’interno. Da qui possiamo migliorare l’interazione tra azienda e cliente/
prospect lungo tutti i punti del customer journey, impostando in maniera semplice diverse sequenze di mail
automatiche in funzione delle diverse azioni del nostro pubblico.
CONTENUTI
La strategia alla base dell’email marketing.
L’importanza della pulizia del database.
La diversificazione degli entry point.
Le specifiche per una newsletter efficace.
Design mail: best practice efficaci.
Automazione cross-canale: come integrare email e altri canali.
Obiettivi delle campagne automatiche: conversione, upselling, retention, etc.
Tipologie di campagne automatiche: welcome series, primo acquisto, carrello abbandonato, compleanno.
Case study: imparare da aziende reali.
Dentro la piattaforma MailUp: gestione delle campagne mail.
La gestione dei gruppi di destinatari e le principali funzionalità di Marketing Automation. Esercitazioni pratiche
per costruire workflow automatici.
63
16 ore
TRAINER
ILCLIENTEALCENTRO:
L'OMNICANALITÀ
COME LEVA STRATEGICA
Perché oggi le leve tradizionali del marketing, che hanno funzionato per decenni, sembrano zoppicare?
Perché le campagne sul web e sui social mantengono sempre meno le loro promesse? Oggi le aziende
si trovano davanti un cliente sempre più esigente: informato, iperconnesso, con moltissimi strumenti che
ne agevolano il processo di scelta. Per offrire una customer experience all’altezza delle migliori aspettative
è fondamentale colmare i disallineamenti fra strategie online e offline, integrando armoniosamente i nuovi
canali con quelli tradizionali, massimizzando le sinergie ed eliminando le ridondanze. L’omnicanalità è la nuova
leva competitiva per dare vita ad un processo di marketing unico, contrassegnato da coerenza di contenuti e
di stile. I partecipanti acquisiranno le metodologie e gli strumenti per pianificare, realizzare e monitorare un
Piano di Marketing Omnicanale completo, attraverso tutti i canali online e offline.
CONTENUTI
Il cliente è al posto di guida: ripensare la value chain con il cliente al centro.
Multicanalità, cross-canalità, omnicanalità: peculiarità e differenze.
“Sembrare omnicanali” vs “essere omnicanali”: funzioni aziendali, processi organizzativi e tecnologie abilitanti.
Da dove iniziare: i passi giusti per una roadmap di trasformazione omnicanale di successo.
Dal Brand Marketing all’Experience Marketing: offrire esperienze d’acquisto memorabili nel B2B e B2C.
Come cambia l’interazione con il cliente omnicanale: offline, online, real-time, proximity, in-store.
Publicity, Advertising, Digital P.R., Influencer Marketing: le nuove regole della comunicazione omnicanale.
Touchpoint fisici e digitali dell’azienda: gestirli in modo integrato con una visione unica del cliente.
Dal Marketing Funnel al Customer Lifecycle Management: mappatura del Percorso d’Acquisto e Progettazione
dell’Esperienza Cliente.
R.A.C.E. Model: da navigatori anonimi ad ambasciatori del brand.
Gli strumenti del CX Strategist: Human to Human Model, Design Thinking, Empathy Mapping.
CRM e Omnicanalità: il Customer Relationship Marketing prima come processo e poi come software.
Il Piano di Marketing Omnicanale: pianificare, implementare e misurare una strategia integrata vincente di
marketing online e offline.
Migliorare, prevedere, anticipare: web analytics, campaign tracking, information design.
Dal database omnicanale alla Data Driven Strategy.
Giulia Ruta
Consulente e formatrice
FAV di marketing strategico
e innovazione digitale
affianca, aziende nazionali e
internazionali in diversi settori,
tra cui Manufacturing, Fashion,
Beauty, Food e Retail. Collabora
con diversi acceleratori
d’impresa e centri per
EMAIL MARKETING
AUTOMATION
Date
5, 12 aprile 2019
09.00 - 18.00
5, 12 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
16 ore
Francesco De Nobili
Digital marketing manager
con esperienza pluriennale in
consulenza e ricerca e formatore
FAV in Digital Marketing. Docente
nelle università italiane più
prestigiose, lavora da anni ad
un Osservatorio permanente sul
Digital Marketing, i cui risultati di
ricerca sono riportati all’interno
Per integrare online e offline
dei libri pubblicati per Hoepli:
Digital marketing integrato,
SEO Google, Strategie di content
marketing.
l’innovazione in progetti di start-
up coaching e Open Innovation.
Specializzata in Customer
Experience management,
Omnicanalità e processi di
Trasformazione Digitale.
62 63
AMMINISTRAZIONE
FINANZA E
CONTROLLO
CREA IL TUO PERCORSO
Il bilancio internazionale
Il ruolo del budget e del piano industriale
Analisi degli investimenti
Focus bilancio
Il bilancio consolidato
Transfer Pricing
Dal CFO al CVO
Controllo di gestione
Controlling strategico per il processo decisionale
Economics & Dashboard for Manager**
Il report integrato**
Thinking Processes
Il coraggio di decidere
Time e Meeting Management
Presentation Skills Lab
La comunicazione interna
tra tradizione e innovazione
Email writing
Gestire la complessità**
Change Agility**
Alte prestazioni e stress**
Leadership**
Capire il mercato per “non” Marketing Manager
La selezione del personale
per “non” specialisti
La valutazione dei bisogni formativi
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75
84
73
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127
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151
150
152
CONTROLLER
CORE SOFT CROSS
**(lo trovi in Industrial Lounge)
66 67
CREA IL TUO PERCORSO
Il bilancio consolidato
Il bilancio internazionale
Il ruolo del budget e del piano industriale
Tesoreria aziendale, affidabilità finanziaria e pianificazione
Recupero crediti
Transfer Pricing
Controllo di gestione
Focus bilancio
Operazioni doganali
Analisi degli investimenti
La gestione dei cespiti
Analisi di bilancio in inglese
Dual Use
Iva estero
Thinking Processes
Il coraggio di decidere
Presentation Skills Lab
Time e Meeting Management
Gestire i collaboratori
La comunicazione interna
tra tradizione e innovazione
Email Writing
Gestire la complessità**
Alte prestazioni e stress**
Leadership**
71
72
75
77
76
81
79
73
80
84
74
70
83
85
137
128
136
132
130
127
135
151
150
152
RESPONSABILE
AMMINISTRATIVO
CORE SOFT CROSS
Capire il mercato per “non” Marketing Manager
La selezione del personale
per “non” specialisti
La valutazione dei bisogni formativi
**(lo trovi in Industrial Lounge)
68 69
Date
Mod. 1: 18 aprile 2019
09.30 - 17.30
Mod. 2: 9 maggio 2019
09.30 - 17.30
Mod. 1: 14 novembre 2019
09.30 - 17.30
Mod. 2: 21 novembre 2019
09.30 - 17.30
Quota di iscrizione
Ogni singolo modulo
€ 300,00 + iva
Modulo 1+2
€ 500,00 + iva
TRAINER
Analizzareilbilancioconstrumentipraticiedinterpretativiconriferimentoalle“bestpractice”internazionali
adottate in campo finanziario. Una full immersion in financial english per leggere e comprendere meglio gli
“economics”, utilizzare una corretta terminologia e discutere di argomenti finanziari a livello internazionale.
CONTENUTI
Analisi di bilancio: balance sheet analysis
Attività correnti - Current sets. Passività correnti - Current liabilities. Passività consolidate - Non current
liabilities. Patrimonio Netto - Net Equity or Net Worth. Capitale circolante - Net working capital or networking
investment. Rotazione crediti - Days on receivables or DSO (days sales outstanding). Rotazione debiti - Days
on paybles. Fatturato - Sales turnover. Costo del venduto - Cost of goods sold. Costo del lavoro - Cost of labor.
MOL – Ebitda. Reddito operativo – Ebit. Profitto netto - Net profit or net earnings.
Analisi per gli indici: financial ratios analysis
ROI: la remunerazione del capitale investito.
ROD: il costo del debito.
ROE: la remunerazione del patrimonio netto.
ROS: la redditività sulle vendite.
Leverage ratio - Rapporto di indebitamento.
Quick and current ratios - Gli indici di liquidità.
Asset turnover - Rotazione del capitale.
Inventory turnover - Rotazione del magazzino.
Dupont formula (profitability, efficiency, leverage).
Analisi dei flussi: cash flow analysis
Fonti e impieghi - Sources and application of funds.
Glossario financial english
I principali termini comunemente utilizzati.
ESERCITAZIONI
Verrà discusso in aula un caso concreto con la riclassificazione di un bilancio di un’azienda italiana e con
relativa analisi per indici secondo i criteri internazionali.
Alberto Sposini
Consulente e temporary
manager in ambito
amministrativo e finanziario,
ha sviluppato una forte
esperienza in primarie banche
internazionali ed è stato
dirigente di aziende di leasing,
factoring e corporate finance.
Date
26, 27 giugno 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 650,00 + iva
14 ore ANALISI DI BILANCIO
IN INGLESE
7+7 ore
TRAINER
Il corso, altamente applicativo, tratta il tema del bilancio consolidato con approfondimenti tecnici sia per
le Società Controllate sia per le Società Controllanti. Il primo modulo è dedicato alle Società Controllate
che devono trasmettere periodicamente alla propria Capogruppo la reportistica necessaria ai fini del
consolidamento. L’incontro del secondo modulo è dedicato all’analisi dei profili evoluti di consolidamento per
le Società Controllanti, anche alla luce delle novità introdotte dalla Riforma operativa dal 2016 e dei connessi
effetti economici e patrimoniali di breve e lungo periodo.
MODULO 1 - BILANCIO CONSOLIDATO PER LE SOCIETÀ CONTROLLATE
Obiettivi del bilancio consolidato. Il bilancio consolidato destinato solo alla reportistica interna e quello al
deposito presso il registro imprese.
Aspetti organizzativi e gestionali. Il bilancio civilistico redatto dalla Controllata per il consolidamento. Le
migliori procedure organizzative per la raccolta dei dati di consolidamento (tempi, metodi e sistemi informatici
di cui avvalersi). Le attività in capo alle Controllate.
I metodi di consolidamento: impatti per le Società Controllate. Consolidamento: integrale, proporzionale e a
patrimonio netto.
La redazione del bilancio consolidato con il metodo integrale. Elisione delle partecipazioni: dati ed
informazioni da trasmettere alla Controllante. Effetti economico-patrimoniali nel primo anno e negli anni
successivi: informazioni e punti chiave da comunicare alla Controllante. Operazioni intercompany: controlli,
punti nevralgici in ipotesi di operazioni con valute differenti, gestione delle eventuali divergenze.
MODULO 2 - BILANCIO CONSOLIDATO PER LE SOCIETÀ CONTROLLANTI
Le novità in materia di bilancio consolidato. Cosa è cambiato con la Riforma operativa dal 2016. Le migliori
procedure organizzative per la raccolta dei dati presso la Controllante e le Controllate, a seguito della Riforma.
Il consolidamento integrale. Novità normative, particolarità da non omettere, effetti economici e patrimoniali
nel breve e nel lungo periodo.
Il consolidamento proporzionale. Quando è obbligatorio, quando è facoltativo. Cosa non sbagliare. Metodi e
procedure in ipotesi di modifica societaria.
Il consolidamento a patrimonio netto. Le novità normative, le procedure e i metodi di calcolo. Partecipazioni
a cascata.
Cristina Aprile
Dottore Commercialista e
Revisore Contabile. Autrice
di numerose pubblicazioni in
materia di Bilancio Civilistico,
Consolidato e Controllo di
gestione.
Per le società controllate e per le società
controllanti
IL BILANCIO
CONSOLIDATO
70 71
Date
24 ottobre 2019
09.30 - 17.30
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
Date
Modulo 1
5 febbraio 2019
09.30 - 13.30
Modulo 2
12 febbraio 2019
09.30 - 13.30
Modulo 3
19 febbraio 2019
09.30 - 13.30
Modulo 4
14 maggio 2019
09.30 - 13.30
Modulo 5
21 maggio 2019
09.30 - 13.30
Quota di iscrizione
Percorso intero:
€ 820,00 + iva
Singoli moduli:
€ 180,00 + iva
Novità IFRS
IL BILANCIO
INTERNAZIONALE
TRAINER
Cristina Aprile
Dottore Commercialista e
Revisore Contabile. Autrice di
numerose pubblicazioni in
materia di Bilancio Civilistico,
Consolidato e Controllo di
gestione.
73
TRAINER
Iprincipicontabiliinternazionalisonoincontinuaevoluzione.Verrannoanalizzatelelogicheperilloroutilizzo
e cardini e metodi di valutazione per le principali voci di bilancio. Sarà un momento di approfondimento delle
principali novità introdotte dagli emendamenti e miglioramenti ai principi contabili internazionali IAS/IFRS in
materia di leasing, affitti e ricavi (IFRS 16 e IFRS 15). Verranno anche analizzati i profili contabili, organizzativi,
informatici, nonché gli invasivi impatti economici e patrimoniali derivanti da queste novità.
CONTENUTI
Bilancio IAS/IFRS: obiettivi, logiche, terminologia, documenti
Le fonti normative: evoluzione in corso e modifiche a breve. Terminologia chiave per la contabilità, il controllo
di gestione ed il reporting manager. Perché applicare gli IAS/IFRS: il passaggio dai principi contabili nazionali
a quelli internazionali. I documenti che compongono il bilancio secondo gli IAS. Quali sono i principi contabili
internazionali chiave. Logiche, tempi, metodi e attenzioni nel passaggio agli IAS/IFRS.
Le immobilizzazioni materiali
Fair Value o costo storico nel passaggio agli IAS/IFRS e negli anni successivi. Le logiche del Component
Approach ed i relativi impatti economico-patrimoniali nel tempo. Tipologie di manutenzioni under IAS.
Leasing e Affitti: analisi degli invasivi impatti del nuovo IFRS 16
Le novità in tema di leasing. Applicazione non solo per i leasing, ma anche per gli affitti. Impatti economici,
patrimoniali, organizzativi.
Le immobilizzazioni immateriali
Le categorie di immobilizzazioni immateriali nella logica degli IAS/IFRS. Le regole per la capitalizzazione
dei costi di ricerca e sviluppo. Quali differenze nel periodo e nel metodo di ammortamento. Avviamento e
Impairment Test.
Le rimanenze
La valutazione delle rimanenze secondo gli IAS. Differenze rispetto ai principi contabili nazionali: impatti
contabili, di valutazione e organizzativi.
I ricavi alla luce del nuovo IFRS 15
Verso un nuovo modo di concepire, rilevare, valutare i ricavi. Le novità imposte dall’IFRS 15.
Sul bilancio civilistico, sul bilancio per la
banca, sul bilancio infrannuale
FOCUS BILANCIO
Cinque appuntamenti per analizzare con taglio applicativo novità e particolarità per la redazione del
bilancio, attraverso focus approfonditi su temi in cui la normativa e i principi contabili hanno apportato
modifiche. Verrà proposta una check list operativa per la verifica della gestione delle nuove specificità adottate,
prima del deposito del bilancio e del relativo invio alle banche.
CONTENUTI
Modulo 1 - Immobilizzazioni materiali e immateriali
Rilevazione contabile.
Valutazione e svalutazione.
Ammortamenti secondo le nuove regole di derivazione rafforzata.
Obblighi e criteri per l’Impairment test.
Casi applicativi.
Modulo 2 - Partecipazioni e crediti/debiti al costo ammortizzato
Rilevazione contabile.
Valutazione e svalutazione secondo le nuove regole del costo ammortizzato.
Casi applicativi.
Modulo 3 - Imposte differite/anticipate e operazioni in valuta
Rilevazione contabile.
Calcolo e modifiche nel tempo.
Regole secondo la nuova disciplina.
Casi applicativi.
Modulo 4 - Preparazione del bilancio riclassificato per la banca
Contenuto e forma, metodi di riclassificazione.
Lettura del bilancio con gli occhi della banca.
Casi applicativi.
Modulo 5 - Controlli e procedure per la redazione del bilancio infrannuale
Struttura e contenuto.
Regole di redazione.
Procedure organizzative.
Casi applicativi.
7 ore 20 ore
Cristina Aprile
Dottore Commercialista e
Revisore Contabile. Autrice di
numerose pubblicazioni in
materia di Bilancio Civilistico,
Consolidato e Controllo di
gestione.
Roberto Aprile
Dottore Commercialista,
Revisore Legale e docente a
contratto. Autore di numerose
pubblicazioni e relatore
in convegni nazionali e
internazionali. Svolge attività
di consulenza in materia di
Bilancio, Programmazione e
controllo di gestione.
72 73
Date
29 gennaio 2019
09.30 - 17.30
10 ottobre 2019
09.30 - 17.30
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
Date
12, 19 marzo 2019
09.00 - 18.00
12, 19 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 650,00 + iva
LA GESTIONE
DEI CESPITI
TRAINER
75
TRAINER
Andrea Panizza
Consulente di Management,
Revisore Legale e formatore.
Docente nel corso di “Strategia
e Politica Aziendale” presso il
Dipartimento di Economia e
Management dell’Università
di Ferrara. Svolge attività di
consulenza direzionale in materia
di pianificazione strategica e
budget, analisi economico-
finanziaria, controllo di gestione e
risanamenti aziendali.
E’ autore di pubblicazioni in tema
di programmazione e controllo e
di crisi d’impresa.
La gestione dei cespiti e delle immobilizzazioni immateriali ha avuto e avrà un forte impatto sui risultati
di bilancio e sulla determinazione del carico fiscale. Questo alla luce della Riforma del Bilancio operativa
dal 2016. Durante il corso si analizzeranno le procedure gestionali tecniche, fiscali e operative, alla luce della
Riforma del Bilancio e dei nuovi Principi Contabili Nazionali come recentemente rivisti dall’OIC. Applicazioni
pratiche e casi concreti consentiranno di disporre di un cruscotto di lavoro imprescindibile per affrontare il
cambiamento.
CONTENUTI
Acquisto di immobilizzazioni immateriali e materiali
Immobilizzazioni immateriali e materiali.
I costi rilevabili ed i documenti da conservare.
Gestione dei beni in leasing
Trattamento contabile presente e futuro dei leasing.
Ammortamento dei cespiti.
Il corretto uso del component approach.
Le date di avvio.
Le modalità di calcolo.
Manutenzione ordinaria, straordinaria, ciclica
La corretta classificazione delle manutenzioni.
Il trattamento contabile.
La rilevazione nel registro cespiti.
Effetti civilistici e fiscali conseguenti.
Dismissione delle immobilizzazioni
La dismissione del cespite.
Il calcolo delle plus-minusvalenze.
Gli effetti sui bilanci.
Le informazioni da indicare nella nota integrativa.
Gli impatti sul rendiconto finanziario.
La corretta gestione nel software cespiti
Le registrazioni.
Le simulazioni periodiche.
Le stampe di controllo, fiscali e quelle civilistiche.
Pianificazione di breve e medio periodo
IL RUOLO DEL
BUDGET E DEL PIANO
INDUSTRIALE
L’elevata competitività che contraddistingue la maggioranza dei mercati obbliga le imprese all’adozione
di un approccio alla gestione più strutturato, pianificato e monitorato. Una puntuale e preventiva verifica
delle conseguenze delle ipotesi e decisioni strategiche consente di gestire, con approccio anticipatorio,
situazioni con potenziali criticità e indirizzare l’azienda verso i prodotti e i mercati caratterizzati da una più alta
redditività. Il tutto con una particolare attenzione ad una prospettica ed equilibrata sostenibilità finanziaria
del progetto strategico e degli investimenti che ne conseguono. Al termine di questo percorso formativo sarà
chiaro il percorso da intraprendere per implementare e applicare in azienda un processo di pianificazione di
breve (budget) e di medio periodo (piano industriale).
CONTENUTI
Il budget
Definizione,caratteristicheecapacitàinformativa.Lastrutturadelbudget:budgetstrategicoebudgetoperativo.
Il sistema delle responsabilità. L’iter di elaborazione del budget. Il budget operativo: budget delle vendite,
del marketing, della produzione, del personale, delle altre funzioni aziendali. Il budget degli investimenti. Il
budget patrimoniale. I budget finanziari: il rendiconto finanziario previsionale e il budget di tesoreria. L’analisi
degli scostamenti. La revisione del budget.
Il piano industriale
Finalità, obiettivi e caratteristiche del piano industriale. Il piano industriale nei vari contesti gestionali.
Le fonti per la redazione del piano industriale. I principi di redazione del piano. Modalità di svolgimento
del processo di elaborazione del piano. L’analisi qualitativa: presentazione del progetto, la situazione di
partenza, l’analisi del business, l’analisi di benchmarking, l’analisi tecnica, il processo di marketing, la struttura
organizzativa. Le assumptions alla base delle previsioni. Impatto economico, finanziario e patrimoniale delle
strategie adottate. L’output quantitativo: il piano economico, finanziario e patrimoniale. La fattibilità del piano:
il ruolo delle analisi di sensitività (stress-test).
Case history ed esercitazione di gruppo per la redazione di un piano.
7 ore 16 ore
Roberto Aprile
Dottore Commercialista,
Revisore Legale e docente a
contratto. Autore di numerose
pubblicazioni e relatore
in convegni nazionali e
internazionali. Svolge attività
di consulenza in materia di
Bilancio, Programmazione e
controllo di gestione.
74 75
Date
9 luglio 2019
09.00 - 18.00
11 luglio 2019
09.30 - 13.30
15 luglio 2019
09.30 - 13.30
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
Date
18, 24,
26 settembre 2019
09.00 – 17.00
Quota di iscrizione
€ 750,00 + iva
RECUPERO CREDITI
TRAINER
77
TRAINER
Marco Core
Consulente di direzione
aziendale, dottore
commercialista membro
della Commissione
Finanza e Controllo di
Gestione dell’Ordine di
Bologna, ricopre il ruolo di
amministratore di società
partecipate pubbliche,
revisore contabile.
Recuperare i crediti aziendali nel più breve tempo possibile, senza però compromettere la relazione con
il cliente. Un obiettivo possibile anche in tempi di gravi insolvenze. Come? Privilegiando la prevenzione e
considerando il recupero dell’insoluto non più come un’attività solo tecnico-amministrativa, ma anche come
un processo negoziale.
CONTENUTI
Aspetti legali
Comecercaredievitareuninsoluto:informazionisulclientealmomentodell’acquisizione,conclusionidiaccordi
chiari e precisi. Verificarsi dell’insoluto e valutazione preventiva della recuperabilità del credito. Informazioni
sul cliente insolvente: dove e come, responsabilità persona fisica e persona giuridica; valutazione prove del
credito. La fase stragiudiziale: diffida ad adempiere, interessi legali e/o moratori. Soluzione stragiudiziale della
controversia: transazioni e mediazioni. La tutela giudiziaria: verso l’ottenimento di un decreto ingiuntivo. Altri
titoli esecutivi stragiudiziali: cambiali, assegni, scritture private e atti notarili. Atto di precetto ed esecuzioni
mobiliari ed immobiliari. Fallimento ed altre vecchie e nuove procedure concorsuali. La deducibilità delle
perdite su crediti.
La comunicazione come strumento per il recupero crediti
Il processo di comunicazione e la comunicazione persuasiva. Le diverse tipologie psicologiche di debitore. Le
strategie per ottenere il migliore risultato nel recupero crediti. Come controbattere alle principali obiezioni e
contestazioni dei debitori.
Aspetti tecnico-amministrativi
Attività utili per evitare di dover arrivare al recupero crediti. Analisi di bilancio dei clienti potenziali e già
acquisiti. Analisi critica dei dati della Centrale Rischi e Società di Credit Information. Attribuzione del rating
e del “fido” ai singoli clienti. Attività necessarie a valle, per il recupero crediti. Analisi dello “scadere” e dello
“scaduto”. Applicazione degli interessi di mora. Modalità di svalutazione dei crediti. Rilevazioni contabili delle
perdite su crediti. Rilevazioni contabili relative all’utilizzo del Fondo svalutazione crediti.
TESORERIA AZIENDALE,
AFFIDABILITÀ
FINANZIARIA E
PIANIFICAZIONE
Elaborare un sistema di autodiagnosi interna sull’affidabilità finanziaria attraverso la costruzione di un
database che contenga indicatori di redditività, solidità e liquidità. Un kit per misurarsi con aziende di settore
e far leva sulle variabili che possono migliorare le proprie condizioni bancarie e di rating. L’analisi di questi
risultati permetterà una pianificazione finanziaria per il controllo dei flussi di cassa prospettici nel medio
periodo al fine di migliorare l’equilibrio finanziario ed il valore stesso della società.
CONTENUTI
Gestione ottimale della tesoreria
Applicazione delle attività di controllo e pianificazione finanziaria nell’operatività attraverso la tesoreria.
Il concetto di tesoreria rispetto alle logiche contabili, la tesoreria anticipata e il modello di informazioni in
tempo reale per decidere sulla ottimizzazione della liquidità aziendale.
Concetti di data valuta, movimenti provvisori e stimati e causali di tesoreria come fulcro di analisi e reporting
sui flussi di cassa.
Analisi e strumenti disponibili e definizione del proprio percorso di attivazione della tesoreria aziendale.
Come esporre la propria situazione economico-finanziaria in modo completo per migliorare i rapporti con gli
istituti bancari.
Controllo delle condizioni bancarie e ottimizzazione spese ed oneri finanziari.
Affidabilità finanziaria aziendale
Sistema di autodiagnosi, reperimento dati di bilancio e dati della concorrenza.
Punti di forza e di debolezza dell’azienda e leve su cui agire per il miglioramento.
Definizione del proprio posizionamento competitivo strategico.
Pianificazione finanziaria nel medio periodo
Costruzione di un sistema di pianificazione finanziaria per il controllo nel tempo dell’affidabilità finanziaria.
Concetto di ciclo monetario e necessità di equilibrio finanziario nel tempo.
Posizione Finanziaria Netta aziendale (PFN).
Metodologie per la raccolta delle informazioni finanziarie dai sistemi aziendali interni.
Analisi movimenti contabili, fatture, ordini, bolle di entrata, contratti e previsioni per alimentare un database
di pianificazione finanziaria.
Analisi strumenti disponibili e realizzazione del sistema di pianificazione finanziaria con confronto dati
consuntivi.
16 ore 21 ore
Roberto Aprile
Dottore Commercialista,
Revisore Legale e docente a
contratto. Autore di numerose
pubblicazioni e relatore
in convegni nazionali e
internazionali. Svolge attività
di consulenza in materia di
Bilancio, Programmazione e
controllo di gestione.
Aspetti amministrativi, legali e negoziali
Sara Babini
Avvocato e formatore con
esperienza ultradecennale
in materia di diritto civile,
conciliazione, composizione
delle liti.
76 77
Date
10, 17 maggio 2019
09.00 - 18.00
22, 29 novembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 650,00 + iva
Date
2, 9, 16 aprile 2019
09.00 - 17.00
15, 22, 29 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 750,00 + iva
CONTROLLO
DI GESTIONE
TRAINER
79
TRAINER
Luigi Salvatore
Dottore commercialista e revisore
contabile, consulente di direzione
nelle aree amministrazione
finanza e controllo, valutatore di
sistemi qualità aziendali.
Le turbolenze del mercato, l’abbattimento dei livelli medi di fatturato, la concorrenza sfrenata, rendono
la gestione aziendale sempre più complessa. Prendere decisioni consapevoli diventa fonte di vantaggio
competitivo. L’obiettivo del corso è fornire ad imprenditori e manager l’impianto metodologico e pratico per
affrontare i nuovi contesti competitivi con un efficace cruscotto direzionale finalizzato a supportare il processo
decisionale.
CONTENUTI
Come analizzare l’andamento economico e finanziario dell’azienda
La lettura del bilancio in un’ottica gestionale.
Leggere i principali indicatori di bilancio in un’ottica organica.
Valutare i flussi di cassa mediante lo strumento del Rendiconto Finanziario.
Come valutare correttamente la marginalità dei prodotti e/o servizi
La classificazione dei costi.
I margini di prodotto/servizio e loro significato.
Il valore aggiunto, il margine lordo industriale, l’EBITDA, l’EBIT, EBT: significati e applicazioni.
Quali analisi fare prima di assumere una decisione
La corretta classificazione dei costi.
La Break-even Analysis.
Le analisi finanziarie: Valore Attuale Netto, ROI, Tempo di reintegro del capitale investito.
Come impostare il cruscotto direzionale.
CONTROLLING
STRATEGICO
DEL PROCESSO
DECISIONALE
L’azienda competitiva deve porre nuova attenzione al controllo di gestione interno, coerente con gli obiettivi
aziendali e concentrato sulla corretta rilevazione dei costi. Un’adeguata gestione dell’attività aziendale
implica, infatti, il controllo continuo di alcuni indicatori di redditività e di costo, soprattutto se riferibili ai
fattori chiave su cui si poggia il sistema competitivo dell’impresa. Il corso fornisce gli elementi fondamentali
per comprendere le leve gestionali della propria azienda. Utilizzare l’analisi dei costi e comprendere le
principali dinamiche coinvolte nella scelta del modello di controlling per la propria azienda risulta un fattore
determinante di competitività.
CONTENUTI
Le strategie d’impresa
Pianificazione strategica e strutturazione di un sistema di controllo
Fasi di pianificazione e controllo. Strumenti per l’implementazione di un sistema di controllo. La Contabilità
direzionale.
La contabilità analitica (C.O.A.)
L’aspetto analitico della Gestione. Analisi dei costi settoriale e globale. I concetti di base di contabilità industriale.
I concetti fondamentali della C.O.A.
La classificazione dei costi. Costi variabili e costi fissi. Teoria del punto di equilibrio e Break-Even Analysis. La
leva operativa e le economie di scala.
Strutturazione di un sistema di controllo ed uso dei diversi modelli di calcolo dei costi
Metodi di calcolo del costo dei prodotti. Direct Cost e Full Cost, margine di contribuzione e reddito operativo.
Costo pieno aziendale e determinazione del prezzo di vendita. Le decisioni di breve. Scelte di make or buy.
Analisi dei dati aziendali
I centri di costo. La gestione caratteristica e extra-caratteristica. Il metodo di calcolo per centri di costo.
Elementi di Activity Based Costing
Gestire i costi basandosi sulle attività. Cenni di utilizzo delle tecniche di ABC.
16 ore 21 ore
Leonardo Mariggiò
Consulente aziendale con
pluriennale esperienza in ambito
amministrazione e finanza, esperto
nell’implementazione di sistemi
di controllo di gestione, sviluppo di
impresa e finanza aziendale.
Andrea Panizza
Consulente di management,
revisore legale e formatore. Docente
nel corso di “Strategia e Politica
Aziendale” presso il Dipartimento
di Economia e Management
dell’Università di Ferrara. Svolge
attività di consulenza direzionale in
materia di pianificazione strategica
e budget, analisi economico-
finanziaria, controllo di gestione e
risanamenti aziendali.
78 79
Date
Mod. 1: 3 aprile 2019
09.00 – 17.00
Mod. 2: 5 aprile 2019
09.00 – 17.00
Mod. 1: 16 ottobre 2019
09.00 – 17.00
Mod. 2: 18 ottobre 2019
09.00 – 17.00
Quota di iscrizione
Ogni singolo modulo:
€ 280,00 + iva
Modulo 1 + 2
€ 520,00 +iva
Date
24 maggio 2019
09.00 – 18.00
13 dicembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
OPERAZIONI
DOGANALI
TRAINER
80 8181
TRAINER
Fabio Petronicini
Dottore commercialista e revisore
dei conti. Consulente e formatore
senior in area fiscale, contabile
e in materia di pianificazione e
controllo di gestione e gestione
finanziaria d’impresa.
Stop merci alla dogana. Rallentamenti nelle transazioni ma anche costi per l’azienda. Conoscere procedure
e adempimenti doganali per impostare una solida strategia e ottimizzare i costi nei flussi di import-export,
risolvere i fattori critici che rallentano lo scambio di beni, risparmiare sugli oneri daziari ed evitare sanzioni
potenzialmente significative. Questo il nostro obiettivo, questo il vantaggio per le aziende. Inoltre, sempre più,
in materia di origine preferenziale si assiste ad un’esigenza di conoscere e sfruttare le regole di cumulo nel
panorama degli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea. Da qui un approfondimento, basato su
vari case studies, sull’analisi delle regole di cumulo applicabili al fine di una migliore comprensione e gestione
delle problematiche e dei documenti collegati.
CONTENUTI
Modulo 1 - Check-up gestione procedure doganali import-export
Quadro giuridico, fonti normative, i documenti principali. I termini di resa (INCOTERMS), risvolti fiscali e
doganali. La dichiarazione doganale (DAU e DAE), documenti accessori, Carnet TIR, Carnet ATA.
L’origine della merce, il Made In e le problematiche connesse
Regole di origine preferenziale e non preferenziale delle merci, regole del cumulo. Rilascio e controllo dei
certificati di circolazione delle merci. Dichiarazione su fattura e esportatore autorizzato. Informazione
vincolante sull’origine (IVO). Certificazioni e documenti: EUR1, FORM-A, ATR.
Classificazione e valore delle merci
Sistema armonizzato, nomenclatura combinata e Taric. Informazione tariffaria vincolante (ITV), Valore e prezzo
in fattura.
Adempimenti doganali
Compilazione dei modelli doganali, rappresentanza in dogana, dichiarazione d’intento, obblighi in materia di
esportazioni prodotti dual use.
Analisi casi particolari
Modulo 2 - Approfondimento su origine preferenziale e cumulo
Origine: preferenziale delle merce e non preferenziale delle merce.
Analisi delle diverse tipologie di cumulo
Cumulo: bilaterale, diagonale con i paesi EFTA o la Turchia, regionale, ampliato, paneuropeo, Euro-Med. Esempi
pratici di cumulo.
Check-up gestione procedure doganali
import-export. Approfondimento su origine
preferenziale e cumulo
TRANSFER
PRICING
Lente d’ingrandimento sui controlli in materia di prezzi di trasferimento da parte delle autorità fiscali. Il D.L.
78/2010 e la più recente circolare 16/E del 28 aprile 2016 hanno introdotto nell’ordinamento italiano un regime
di oneri documentali in materia di Transfer Pricing nelle operazioni infragruppo, tra due imprese collegate
residenti in paesi a fiscalità diverse. Un corso che rappresenta un vademecum normativo ed operativo per
affrontare e risolvere le problematiche del Transfer Pricing, illustrando gli elementi essenziali della disciplina e
le metodologie per poter correttamente predisporre i documenti obbligatori richiesti dalle normative nazionali.
CONTENUTI
Introduzione al Transfer Pricing
Lineamenti generali e concetti fondamentali della disciplina del Transfer Pricing. Il “valore normale” nel
contesto internazionale. Il Transfer Pricing nelle fonti internazionali. Il Transfer Pricing nella normativa e nella
prassi nazionale. Guidelines OCSE, norme comunitarie. I benefici per il contribuente della documentazione di
Transfer Pricing e della contrattualistica infragruppo. Le informazioni sul Transfer Pricing nel bilancio e nella
dichiarazione dei redditi.
La scelta del metodo e l’analisi funzionale
Analisi funzionale e di comparabilità: i contenuti essenziali. La scelta del “best method”: il metodo di
determinazione e/o analisi dei prezzi di trasferimento. Le metodologie suggerite dall’OCSE e i metodi alternativi.
I metodi transnazionali tradizionali. Comparable Uncontrolled Price Method (CUP). Cost Plus Method (Cost
Plus). Resale Price Method (Resale Minus). I metodi transnazionali reddituali. Transactional Net Margin Method
(TNMM). Transactional Profit Split Method (TPSM). Il benchmarking e l’uso dei database: valutazioni economico-
aziendali e problematiche operative nella ricerca dei comparables.
Transfer Pricing Documentation - Gli oneri documentali
Master File, documentazione nazionale (Country File) e contrattualistica intercompany. Master File e Country
File. Analisi della disciplina e della prassi nazionale, del Master File, della documentazione nazionale.
Contrattualistica intercompany. Controversie, APA e sanzioni: cenni di carattere generale.
7+7 ore 8 ore
Giuseppe De Marinis
Consulente e formatore per
il commercio con l’estero,
opera in qualità di esperto in
contrattualistica internazionale,
diritto e tecnica doganale e
dei trasporti internazionali.
Professore a contratto di
International Trade Law and
Wto Rules presso l’Università di
Macerata.
80 81
Date
20, 22, 27,
29 maggio 2019
09.00 - 13.00
3, 5, 10,
12 dicembre 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
Date
6 giugno 2019
09.00 – 13.00
17 dicembre 2019
09.00 – 13.00
Quota di iscrizione
€ 180,00 + iva
DAL CFO AL CVO
TRAINER TRAINER
Giuseppe De Marinis
Consulente e formatore per
il commercio con l’estero,
opera in qualità di esperto in
contrattualistica internazionale,
diritto e tecnica doganale e dei
trasporti internazionali. Professore
a contratto di International
Trade Law and Wto Rules presso
l’Università di Macerata.
La possibilità del capitale finanziario di supportare la vita delle imprese nel lungo periodo dipende
direttamente da come le organizzazioni gestiscono i capitali intangibili e di come questi diventano parte
della pianificazione di impresa, nel rispetto dei principi e dei valori che la costituiscono. Sempre più sta
nascendo la necessità, da parte delle aziende, di diffondere consapevolezza rispetto alle tipologie di capitali
intangibili presenti all’interno delle organizzazioni e parallelamente di affidarsi a nuove competenze gestionali
per la valorizzazione di tutti i capitali aziendali. In questo contesto l’introduzione della nuova figura del Chief
Value Officer all’interno dei sistemi organizzativi aziendali rappresenta un passo significativo nell’ottica della
creazione di valore nel breve, medio e lungo termine. Il CVO, occupandosi delle dinamiche di creazione di
valore dell’impresa, è in grado di comprendere quali sono le variabili tangibili ed intangibili che sorreggono
l’attività di impresa, fornendo un punto di riferimento per il management per indirizzare e governare le
politiche strategiche.
CONTENUTI
Uno scenario in evoluzione
La definizione di CVO nella visione della creazione di valore di lungo periodo dell’impresa.
Definizione e analisi dei capitali intangibili.
L’evoluzione dei capitali intangibili dagli anni ’80 ad oggi nello scenario nazionale e internazionale.
I principali organismi internazionali per lo studio e la rendicontazione degli intangibili.
I driver per la creazione del valore
I capitali intangili e la visione di lungo periodo per la gestione aziendale.
I capitali intangibili e l’integrazione con la strategia aziendale.
Il concetto di “impatto” per la gestione di impresa.
Gli impatti della gestione aziendale in ottica multicapitale.
La relazione tra il capitale finanziario e i capitali intangibili per la gestione aziendale.
Rendicontazione e sviluppo organizzativo
I principali framework per la rendicontazione degli intangibili.
Come integrare il sistema di reporting dei capitali intangibili e la strategia di impresa.
KPI per la gestione strategica in ottica multicapitale.
Le competenze organizzative per lo sviluppo multicapitale dell’impresa.
Processo decisionale e metodi di supporto al management.
Esportazionediprodottieditecnologieadupliceuso:l’11dicembre2017ilConsigliodeiMinistrihaapprovato,
in via definitiva, il Decreto Legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della
normativa UE, con misure restrittive contro paesi terzi, commercio di strumentazioni particolari, operazioni di
esportazione di materiali proliferanti.
CONTENUTI
Definizione e analisi della normativa “dual use” e della normativa in materia di embargo.
I principi generali della riforma nazionale e l’impatto operativo per le imprese.
Il sistema sanzionatorio e gli strumenti per prevenire condotte sanzionabili.
Analisi della cosiddetta ‘licenza zero’, ovvero della dichiarazione di libera esportabilità di una determinata
merce.
Le norme nazionali di dettaglio che vanno a completare la normativa in materia di transito di prodotti sottoposti
a controllo contenuta nel Reg. (CE) 428/2009 e successive modifiche.
L’estensione ai servizi d’intermediazione della “clausola onnicomprensiva mirata”, c.d. “catch all”.
L’adeguamento delle misure sanzionatorie (a seconda dei casi, amministrative pecuniarie e/o penali) per le
violazioni in materia di controllo delle esportazioni e sanzioni contro paesi terzi, come Iran e Russia.
I controlli doganali sull’esportazione di beni a duplice uso e/o soggetti a restrizioni commerciali.
Analisi del processo di verifica se il prodotto è o meno dual use: casi pratici.
16 ore 4 ore
Sara Cirone
AD in un’azienda, fondatrice
di una società di consulenza
BENEFIT, è esperta di sviluppo
organizzativo, gestione sostenibile
di impresa, gestione degli
intangibili, report integrato.
E’ membro del tavolo Tecnico
RSI- Responsabilità sociale
d’impresa e Sostenibilità di
Confindustria Nazionale.
Il nuovo ruolo per lo sviluppo strategico
aziendale in ottica multicapitale
Andrea Ragazzini
Consulente per la pianificazione
strategica, specializzato nelle
informative non finanziarie quali
report integrato e bilancio
di sostenibilità, ricopre il
ruolo di Chief Value Officer in
un’azienda ed è co-fondatore
di una società di consulenza
BENEFIT.
DUAL USE
Gli effetti del nuovo decreto legislativo nelle
operazioni di export
82 83
Date
5 giugno 2019
09.00 – 17.00
4 dicembre 2019
09.00 – 17.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
Date
24, 31 gennaio 2019
09.00 - 17.00
19, 26 settembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
ANALISI DEGLI
INVESTIMENTI
TRAINER
85
TRAINER
Le imprese si trovano spesso di fronte alla necessità di investire capitale per mantenere e migliorare le loro
performances e stare al passo coi tempi della concorrenza. La necessità di prendere decisioni sulla base di
prospetti finanziari, di gestire flussi monetari complessi e di valutare alternative di finanziamento innovative
richiede un costante aggiornamento su queste tematiche. Migliorare l’uso del capitale in azienda diventa una
condizione di sopravvivenza, oltre che di successo nel proprio business. La maggiore e rinnovata consapevolezza
riguardo a criticità e metodi di intervento consentirà di rispondere in modo più tempestivo ed efficace alle
sfide provenienti dai mercati e dall’organizzazione.
CONTENUTI
Analisi e valutazione degli investimenti
Dal concetto di investimento alla convenienza economica.
Il costo opportunità, come valutare alternative di investimento.
I metodi tradizionali
Punto di pareggio (BEP).
Punto di pareggio attualizzato e rendimento medio contabile (RMC).
I metodi finanziari
Il Tasso Interno di Rendimento (TIR o IRR).
Il Valore Attuale Netto (VAN o NPV).
L’Indice di Redditività o Profittabilità (IP).
L’Economic Value Addeed (EVA) con tutte le sue varianti.
Eva e Market Value (MV).
Un punto di partenza necessario: i principali indicatori finanziari provenienti dal bilancio aziendale
I principali indici per l’analisi della redditività, della solidità patrimoniale e finanziaria nel tempo.
Dal ROE/ROI fino allo Z score di Altman per le valutazioni finanziarie prospettiche.
La PFN ed i suoi rapporti con EBIT ed EBITDA.
Lo Stato Patrimoniale come strumento di informazioni finanziarie e patrimoniali.
Il Conto Economico come sintesi della redditività aziendale.
Il Cash Flow Operativo dell’investimento ed il Free Cash Flow.
Il recupero di valore determinato dagli Ammortamenti.
La componente fiscale dell’investimento
Concetto di tempo e rischio.
Cenni di Project Management.
IVA ESTERO
Un quadro completo sugli adempimenti e le differenti applicazioni dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA)
nelle operazioni di commercio internazionale: dalle registrazioni contabili al loro trattamento fiscale, alla
corretta applicazione delle procedure richieste, alla redazione dei modelli IVA e INTRASTAT. Verranno trattate
specifiche particolareggiate della disciplina dell’IVA intracomunitaria, verranno presentate le sue casistiche
più frequenti, al passo con i continui aggiornamenti normativi.
CONTENUTI
La territorialità dell’imposta
La territorialità per gli acquisti e le cessioni di beni. La territorialità per le prestazioni di servizi. Nuovo Art. 7 dopo
la riforma VAT PACKANGE 2010 e l’attuazione della c.d. Direttiva servizi-principi generali e deroghe. Nuove
modalità e termini per la fatturazione a partire dal gennaio 2013. L’autofattura ai sensi dell’Art.17 DPR 633/72:
casi ed esempi di compilazione e registrazione. Le deroghe al principio generale. Il commercio elettronico. Le
operazioni con San Marino.
Le cessioni dell’esportazione
La territorialità dell’imposta. Le esportazioni dirette e indirette, gli acconti, gli omaggi, l’export e le dichiarazioni
di intento (regime contabile e sanzionatorio), le triangolazioni, la prova dell’avvenuta esportazione. Le operazioni
assimilate e i servizi internazionali. Il plafond mobile e fisso: panoramica dei nuovi adempimenti.
Le operazioni intracomunitarie
Gli acquisti e le vendite di beni U.E. I servizi intracomunitari: lavorazioni, trasporti, intermediazioni. Gli
adempimenti relativi alle cessioni e agli acquisti intracomunitari. Termini e modalità di registrazione. Le cessioni
gratuite, gli acconti e le variazioni. Le triangolari comunitarie: regole generali e casi particolari. L’ingresso nei
nuovi paesi U.E. e la revisione del principio di applicazione dell’imposta. Ipotesi e sviluppi futuri.
I modelli INTRASTAT
La compilazione e i termini di presentazione.
Diritto doganale
Il DAU o bolletta doganale e le importazioni dall’estero. La domiciliazione doganale.
7 ore 14 ore
Luigi Salvatore
Dottore commercialista e revisore
contabile, consulente di direzione
nelle aree amministrazione
finanza e controllo, valutatore di
sistemi qualità aziendali.
Luigi Salvatore
Dottore commercialista e revisore
contabile, consulente di direzione
nelle aree amministrazione
finanza e controllo, valutatore di
sistemi qualità aziendali.
84 85
PRODUZIONE
E ACQUISTI
CREA IL TUO PERCORSO
Il ruolo, il processo degli acquisti e l’organizzazione
del team
Gestione rischio contrattuale negli acquisti
Politiche, strategie di acquisto e politiche di gestione
Market Intelligence e sviluppo fornitori, E-Procurement
Gestione approvvigionamenti e livello di servizio
Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop
Reportistica, Benchmarking, KPI e Supply Chain,
Risk Analysis
Acquisti internazionali
Time e Meeting Management
La comunicazione interna
tra tradizione e innovazione
Thinking Processes
Presentation Skills Lab
Il coraggio di decidere
Gestire i collaboratori
Email writing
Gestire la complessità**
Alte prestazioni e stress**
Tecniche avanzate di negoziazione**
Bilancio per “non” specialisti
La selezione del personale
per “non” specialisti
Capire il mercato per
“non” Marketing Manager
La valutazione dei bisogni formativi
Finanza per “non” Financial Manager
92
93
93
93
93
20
93
96
132
127
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136
128
130
135
149
150
151
152
148
CPO
CHIEF
PROCUREMENT
OFFICER
CORE SOFT CROSS
**(lo trovi in Industrial Lounge)
88 89
CREA IL TUO PERCORSO
Il sistema Toyota: Lean Production
e Toyota Simulation game
Visual Management e metodo 5S
Pianificazione della produzione
Logistica distributiva e trasporti
SMED: come ridurre i tempi di attrezzaggio
Industrial controlling
Le strategie di servitizzazione
Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop
Il processo di terziarizzazione logistica
Logistica di magazzino
Decisioni strategiche per la produzione delocalizzata
Operations e Supply Chain
La comunicazione interna
tra tradizione e innovazione
Email Writing
Time e Meeting Management
Thinking Processes
Project Management
Presentation Skills Lab
Il coraggio di decidere
Delega ed Empowerment
Gestire la complessità**
Alte prestazioni e stress**
Leadership**
La valutazione dei bisogni formativi
La selezione del personale
per “non” specialisti
Bilancio per “non” specialisti
Capire il mercato per
“non” Marketing Manager
Wtrain®
: la formazione che ottiene risultati
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OPERATION
MANAGER
CORE SOFT CROSS
**(lo trovi in Industrial Lounge)
90 91
Executive Program
CPO - CHIEF
PROCUREMENT
OFFICER
14 OREModulo 1 - CPO - IL RUOLO, IL PROCESSO DEGLI ACQUISTI E L’ORGANIZZAZIONE
DEL TEAM
Modulo 2 - GESTIONE RISCHIO CONTRATTUALE NEGLI ACQUISTI 11 ORE
Modulo 3 - POLITICHE, STRATEGIE DI ACQUISTO E POLITICHE DI GESTIONE
Modulo 6 - REPORTISTICA, BENCHMARKING, KPI E SUPPLY CHAIN, RISK ANALYSIS
CPO EXECUTIVE COMPLETO: 6 moduli (53 ore) + 2 moduli opzionali (23 ore)
LA STRUTTURA
Modulo 4 - MARKET INTELLIGENCE E SVILUPPO FORNITORI, E-PROCUREMENT 7 ORE
Modulo 5 - GESTIONE APPROVVIGIONAMENTI E LIVELLO DI SERVIZIO
7 ORE
7 ORE
7 ORE
OPZIONALI
Modulo 7 - ACQUISTI INTERNAZIONALI 7 ORE
Modulo 8 - LA NEGOZIAZIONE 16 ORE
Modulo 1 Executive
CPO - IL RUOLO, IL PROCESSO DEGLI ACQUISTI E L’ORGANIZZAZIONE DEL TEAM
Direzione Acquisti e Team: competenze e centro di profitto. Il processo acquisti come leva competitiva
strategica. Sostenibilità: la visione sistemica e la Responsabilità sociale d’impresa (CSR). La gestione
delle relazioni con i fornitori: il valore per i clienti. L’approccio per processi e l’organizzazione degli
approvvigionamenti. Business Ethics e responsabilità negli acquisti.
Modulo 2 Executive
GESTIONE RISCHIO CONTRATTUALE NEGLI ACQUISTI
Il contratto d’acquisto. Chi decide e chi stipula il contratto. Procura, proposta ferma e irrevocabile, patto di
opzione, accettazione espressa e conclusione del contratto a mezzo di inizio di esecuzione. Clausola penale,
multa penitenziale, caparra confirmatoria e penitenziale. Causa–Forma–Oggetto: elementi essenziali di ogni
contratto.Termineinizialeeterminefinale.FormedigaranziaeFideiussione.Formediprotezionedelpatrimonio
aziendale. Adempimento delle obbligazioni e inadempimento del contratto. Il contenzioso giudiziale, recesso
e risoluzione nei contratti. Forme di tutela anticipata e principi in tema di assistenza giudiziale. Clausola
compromissoria e arbitrato. Il D.Lgs. 28/2010 aggiornato con Legge 98/2013 e la conciliazione. Conciliazione
obbligatoria, volontaria e delegata. La “media-conciliazione” per le vertenze in materia di affitto di aziende. Il
“Codice del Consumo” (D.Lgs. 206/2005) visto dalla parte dell’impresa.
Modulo 3 Executive
POLITICHE, STRATEGIE DI ACQUISTO E POLITICHE DI GESTIONE
La connessione tra le strategie aziendali e le priorità per gli Acquisti. Il marketing di acquisto e le leve del
procurement mix: prodotto-prezzo-canale-comunicazione. Analisi SWOT. Individuazione delle priorità e
pianificazione. Il livello di servizio, la gestione delle scorte, l’integrazione operativa. Politiche di acquisto e di
gestione dei fornitori e controllo delle performance (vendor rating).
Modulo 4 Executive
MARKET INTELLIGENCE E SVILUPPO FORNITORI, E-PROCUREMENT
Analisi strategica del contesto operativo, analisi di materie prime, beni e servizi (tipologia, qualità, quantità
e calendario di delivery) e possibilità di sostituzione. Tecniche di previsioni di prezzo. Supplier development
e supplier improvement. La partnership. Strumenti IT a supporto del procurement: quali sono e quando
conviene adottarli. Matrice di KRALJIC, strumento per definire strategie di acquisto ottimali.
Modulo 5 Executive
GESTIONE APPROVVIGIONAMENTI E LIVELLO DI SERVIZIO
Strumentiemetodioperativiperottenereunagestionedeifornitoriedelflussomaterialiinapprovvigionamento
allineata con le necessità aziendali. Per assicurarsi un servizio performante è necessario scegliere un sistema di
gestione delle scorte che sia coerente alle necessità del cliente interno e alle capacità dei fornitori di adottare
tecniche di gestione del flusso efficaci.
Modulo 6 Executive
REPORTISTICA, BENCHMARKING, KPI E SUPPLY CHAIN, RISK ANALYSIS
Definizione della reportistica per il controllo degli acquisti e la comunicazione con l’Alta Direzione.
Benchmarking. KPI set: impostazione. Definizione e monitoraggio per l’efficienza della funzione acquisti.
Monitoraggio della solidità dei fornitori. Principi di Supply Chain Risk Analysis.
Approcci per ottimizzare il processo degli acquisti.
Vendere di più genera più fatturato, ma acquistare meglio genera più profitto. Motto delle Direzioni acquisti
e piano di azione operativo del CPO Executive Program. Generare vantaggio competitivo è determinante,
si sa. Come farlo lo vediamo attraverso tutta la catena del valore. Una specializzazione per buyer senior e
responsabili acquisti per contribuire a definire le strategie aziendali, definirne gli obiettivi di budget e le
politiche di acquisto attraverso tools concettuali ed operativi. Focus: sviluppare una prospettiva di Supply
Chain integrata mixando strumenti e risorse a disposizione.
92 93
Executive Program
CPO - CHIEF
PROCUREMENT
OFFICER
Modulo 7 Opzionale
ACQUISTI INTERNAZIONALI
Vantaggi dei low cost countries. Prezzi e convenienza nelle differenti aree geografiche. Tattiche per la riduzione
del rischio nei mercati internazionali. Acquisto diretto o tramite intermediari: rischi e vantaggi. Evoluzione dei
ruoli dei manager del global sourcing. Piano di marketing degli acquisti internazionali. Scouting internazionale:
prodotto, fornitore, fonte di approvvigionamento. Risk management nell’international scouting: rischio
economico, rischio tecnico, rischio logistico. Gestire la Supply Chain e le modalità di trasporto dai paesi low cost.
Modulo 8 Opzionale
LA NEGOZIAZIONE
Elementi chiave del negoziato. Preparazione, processo, percezione del potere, persone. Differenti contesti
di negoziazione e di stili negoziali. La preparazione alla negoziazione e la definizione degli obiettivi. La
definizione del proprio BATNA e di quello della controparte. Definizione della strategia negoziale.
LA FACULTY
Executive Program (Mod. 1-2-3-4-5-6) € 2.600,00 + iva
Modulo 7 Opzionale € 300,00 + iva
Modulo 8 Opzionale € 600,00 + iva
La quota di iscrizione comprende coffee break e light lunch. I moduli opzionali sono anche acquistabili
singolarmente. Ai soci ADACI e alle aziende associate Confindustria Emilia Area Centro verrà riservato lo
sconto del 20%. Durante il percorso sarà possibile ricevere informazioni sulle iniziative associative di ADACI
sia locali che nazionali.
FONDI INTERPROFESSIONALI
Tutti i percorsi di formazione possono essere finanziati dal fondo interprofessionale a cui è iscritta l’azienda.
Il catalogo formativo di Fondazione Aldini Valeriani è qualificato da Fondimpresa per cui le aziende aderenti
potranno accedere ai corsi beneficiando dei contributi aggiuntivi. FAV supporta le aziende nella scelta delle
fonti di finanziamento disponibili e negli aspetti gestionali e amministrativi legati al loro utilizzo.
Docenti ADACI e AFM
ADACI è l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management (www.adaci.it) che dal 1968 supporta i
professionisti degli acquisti che si occupano di approvvigionamenti, gestione materiali, logistica e supply
management. L’Associazione costituisce un punto di riferimento culturale, offre molteplici occasioni per
condividere esperienze, fare rete e aggiornarsi professionalmente. I docenti ADACI che si alterneranno in
aula saranno figure con pluriennale esperienza aziendale, che presenteranno i temi con taglio pratico e
applicativo. Fra i loro obiettivi ci sarà quello di far riflettere i partecipanti sui modelli applicati nelle loro
realtà, creando momenti di riflessione e di confronto delle esperienze.
Andrea Zanni
Socio di un importante studio legale associato con sede a Bologna e a Forlì, con ultradecennale esperienza
forense, è specializzato in assistenza nel contenzioso giudiziale e in consulenza aziendale in tema di
contrattualistica, diritto commerciale e societario, diritto bancario e finanziario. Consulente legale FIMAA
Bologna e Arbitro Unico presso la Camera di Commercio di Bologna.
CALENDARIO
Modulo 1 Executive
CPO - IL RUOLO, IL PROCESSO DEGLI ACQUISTI E
L’ORGANIZZAZIONE DEL TEAM
10 ottobre 2019, 09.00 – 17.00
11 ottobre 2019, 09.00 – 17.00
Modulo 2 Executive
GESTIONE RISCHIO CONTRATTUALE NEGLI
ACQUISTI
17 ottobre 2019, 14.00 – 18.00
18 ottobre 2019, 09.00 – 17.00
Modulo 3 Executive
POLITICHE, STRATEGIE DI ACQUISTO E
POLITICHE DI GESTIONE
24 ottobre 2019, 09.00 – 17.00
Modulo 4 Executive
MARKET INTELLIGENCE E SVILUPPO FORNITORI,
E-PROCUREMENT
07 novembre 2019, 09.00 – 17.00
QUOTA DI ISCRIZIONE
La partecipazione al percorso contribuisce alla preparazione agli esami finalizzati
all’ottenimento dell’attestazione Q2P di Adaci: un’attestazione di qualifica di competenza
professionale esclusiva per il mondo degli Acquisti e del Supply Management.
Yadvinder Rana
MBA presso la Manchester Business School ed Executive Certificate in Global Negotiations presso la
Thunderbird School of Management, attualmente è Professore di Cross Cultural Management presso
l’Università Cattolica e progetta ed eroga corsi di negoziazione avanzata e interculturale, cross cultural
management e strategie di internazionalizzazione d’impresa presso università Italiane e Straniere ed aziende.
Andrea Mattei
Da oltre 20 anni opera nella consulenza e nella formazione, occupandosi di progetti di cambiamento aziendale.
Supporta le aziende e le persone nella gestione di negoziazioni complesse. Ha partecipato a corsi di negoziazione
avanzata presso la Harvard University. Ha inoltre conseguito il diploma di coach presso la scuola di Jan Ardui.
Modulo 5 Executive
GESTIONE APPROVVIGIONAMENTI E LIVELLO
DI SERVIZIO
14 novembre 2019, 09.00 – 17.00
Modulo 6 Executive
REPORTISTICA, BENCHMARKING, KPI E SUPPLY
CHAIN, RISK ANALYSIS
21 novembre 2019, 09.00 – 17.00
OPZIONALI
Modulo 7 Acquisti internazionali - 11 dicembre
2019, 09.00 – 17.00
Modulo 8 La negoziazione - 26 novembre e 3
dicembre 2019, 09.00 – 18.00
In questi ambiti ADACI ha infatti ottenuto il riconoscimento dal Ministero dello Sviluppo
Economico come Associazione dotata dei requisiti per qualificare l’attività dei soggetti
che esercitano questa professione ai sensi della legge 4/2013 “Disposizioni in materia di
professioni non organizzate”.
94 95
Date
18, 21 febbraio 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
Acquistare, oggi, significa operare in un mercato globale. Un mercato fatto di tanti e ancora poco conosciuti
Low Cost Countries. Certamente una grande opportunità di business grazie ad offerte diversificate e margini di
risparmio. Ma non mancano i rischi. Obiettivo, quindi, identificare e selezionare i paesi più adeguati al proprio
business,evidenziarneipericoli,strutturareunpianodiscouting,analizzarneicosti.Iltuttosenzatrascurareaspetti
normativi e legali. Non resta che partire. Per cogliere le opportunità, ridurre i rischi e trarre il maggior vantaggio.
CONTENUTI
Vantaggi nell’acquisto nei Low Cost Countries
Riduzionedeicostitotalid’acquistoneiprincipaliPaesiLowCost.Prezzieconvenienzad’acquistonelledifferenti
aree geografiche. Tattiche per la riduzione del rischio d’approvvigionamento per i mercati internazionali. La
scelta tra acquisto diretto tramite intermediari: rischi e vantaggi. Evoluzione dei ruoli professionali dei manager
del global sourcing. Come scegliere i mercati sui quali muoversi dopo aver individuato il bene da acquistare.
Piano di marketing degli acquisti internazionali. Come strutturare un’azione di scouting internazionale:
prodotto, fornitore, fonte di approvvigionamento (Paese).
Valutazione e omologazione di un fornitore internazionale.
Risk management nell’international scouting: rischio economico, rischio tecnico, rischio logistico. Differenza di
usi tra i diversi Paesi. Gestire la supply chain e le modalità di trasporto dai Paesi Low Cost. Valutazione tecnico–
economica per gli acquisti internazionali. Acquistare a costo totale. Vantaggi e svantaggi, costi, benefici.
Difficoltà nel reperire le informazioni sui fornitori e nel valutarle correttamente. Costi degli spostamenti e delle
informazioni. Costi accessori: imballi, trasporti, dazi, ispezioni, lotti minimi, assicurazioni, resi, adattamento
prodotto, costo della formazione del personale (lingue, commercio internazionale). Pericolo dell’interruzione
della fornitura. Basso costo della manodopera e/o delle materie prime. Tempi di trasporto. Maturità tecnologica
del prodotto e della tecnologia produttiva. Calcolo del costo totale e del ROI.
Yadvinder Rana
MBA presso la Manchester
Business School ed
Executive Certificate in
Global Negotiations presso
la Thunderbird School of
Management, attualmente
è Professore di Cross
Cultural Management
presso l’Università Cattolica
e progetta ed eroga corsi
di negoziazione avanzata e
interculturale, cross cultural
management e strategie
Date
18 aprile 2019
09.00 - 17.00
11 dicembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
97
16 ore
TRAINER
Al centro dell’attenzione i temi della cosidetta “produzione snella” che permette la semplificazione dei
processi e un recupero di competitività e di flessibilità. Un’azienda è snella quando risponde velocemente ai
cambiamenti del mercato e si sa adattare alle nuove condizioni economiche. Per ottenere questa caratteristica è
necessario riconoscere ed eliminare gli sprechi nei processi aziendali, identificando gli ambiti di miglioramento per
una migliore gestione complessiva. Il Toyota Simulation Game è un importante momento formativo esperienziale
con l’obiettivo di comprendere meglio e, quindi, applicare all’interno della propria organizzazione i valori del
Toyota Way e gli strumenti generati dal Toyota Production System (TPS, chiamato anche Lean). La simulazione da
noi formulata è semplice e di facile attuazione e si basa sull’interazione pratica, la verifica empirica e sul confronto
dei risultati - tra un approccio tradizionale (push) ed uno ispirato al TPS (pull) – attraverso un’esperienza reale.
CONTENUTI
Definizione di Toyota Production System.
Il Toyota Way come base fondante del sistema Toyota.
L’approccio tradizionale e l’approccio Lean.
Terminologia di riferimento.
Analisi dettagliata degli strumenti e dei metodi per ridurre e controllare gli sprechi nelle diverse aree, entrando
nello specifico dei concetti di: Just in Time (come produrre solo ciò che è necessario, quando è necessario e
nella quantità necessaria); Jidoka (come rendere i problemi visibili perché possano essere immediatamente
affrontati) e Kaizen (come tendere al miglioramento continuo).
Legame esistente tra il TPS e gli aspetti legati all’ambiente, in un approccio sempre più eco-sostenibile, alla
salute ed alla sicurezza.
Toyota Simulation Game: offre una vera e propria esperienza a livello pratico volta ad apprendere in modo
facile e interattivo i principi base della Lean. L’obiettivo del gioco è la simulazione di un modello produttivo
snello partendo da un modello tradizionale, introducendo azioni di miglioramento mirate a rimuovere i vincoli
di quest’ultimo. Il gioco si compone dunque di: una prima simulazione effettuata seguendo un approccio di
tipo tradizionale (push) e una seconda simulazione effettuata, invece, seguendo un approccio Lean (pull).
La docenza sarà tenuta da
un formatore Senior di Toyota
Academy.
7 ore
di internazionalizzazione
d’impresa presso università
Italiane e Straniere ed
aziende.
ACQUISTI
INTERNAZIONALI
Il nuovo mercato dei Low Cost Countries
IL SISTEMA TOYOTA:
LEAN PRODUCTION
E TOYOTA
SIMULATION GAME
Ideato da Toyota University
96 97
Date
7 marzo 2019
09.00 - 18.00
15 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
TRAINER
Per rispondere alle esigenze di flessibilità e competitività imposte dal mercato, la necessità di ridurre i
tempi di set-up (cambio di produzione) è di fatto un obbligo. Il corso intende far comprendere l’importanza
della riduzione dei tempi di attrezzaggio sulla flessibilità degli impianti produttivi e illustrare l’applicazione
dei principi della metodologia SMED, che nasce nell’industria dell’auto ma diventa applicabile in tutti i
settori industriali. I risultati ottenibili dall’applicazione dello SMED si possono riassumere nei seguenti punti:
maggiore flessibilità, tempi di attrezzaggio/set up ridottissimi, maggiore produttività in tempi inferiori,
maggiore soddisfazione del cliente, assenza di eccessi di produzione, migliore organizzazione del lavoro
per gli operatori. I concetti più evoluti della Lean, di ottimizzazione dei flussi e di eliminazione degli sprechi,
hanno introdotto una serie di metodologie di eccellenza che possono supportare con successo la gestione
dei processi aziendali. La metodologia SMED (Single Minute Exchange of Die) fornisce una serie di criteri di
facile applicazione che permettono di ridurre sensibilmente i tempi di cambio attrezzatura, attività critica
per fronteggiare le sempre maggiori richieste dei clienti di lotti piccoli o di mix produttivi importanti.
CONTENUTI
La rilevanza del set-up nei processi produttivi.
Scomposizione del ciclo di attrezzaggio in attività elementari.
Analisi reticolare delle attività di attrezzaggio.
Riduzione e semplificazione delle attività di set-up: la metodologia SMED.
Fasi di applicazione della tecnica SMED.
Indici di efficacia ed efficienza dei set-up.
Benefici della riduzione dei tempi di attrezzaggio.
Casi studio ed esempi concreti.
Date
18 marzo 2019
09.00 – 18.00
16 settembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
99
8 ore
TRAINER
Si analizza come il Visual Management permetta, mediante semplici strumenti, di evidenziare gli stati
di avanzamento dei processi aziendali, rendendoli visibili agli attori stessi di processo. Si chiarisce come
l’obiettivo fondamentale sia quello di rendere istantaneamente fruibili tutte le informazioni legate allo stato
di avanzamento del processo, mettendo in luce le possibili criticità che si generano, potendole dunque
attaccare in tempo reale. Il metodo 5S, che si basa sulle tecniche di Visual Management, è uno strumento
fondamentale del Toyota Production System. Esso consente di aumentare produttività, qualità, costi, tempi di
consegna, sicurezza, morale e motivazione del personale, elementi connessi con il miglioramento della forza
produttiva e della forza dei reparti produttivi. Il corso 5S consente ai partecipanti di conoscere tutto ciò che
serve per implementare e gestire il metodo 5S, con l’obiettivo ultimo di consolidare nelle persone l’abitudine a
mantenere e migliorare le condizioni di un posto di lavoro ordinato e pulito con grandi benefici per l’efficacia
e l’efficienza dei processi.
CONTENUTI
Il Toyota Production System, ribattezzato anche Lean Production (produzione snella o lean manufacturing),
è un sistema di organizzazione produttiva alternativo alla produzione in serie e su larga scala alla cui
base c’è l’idea di “fare di più con meno”, utilizzando le (poche) risorse disponibili nel modo più produttivo
possibile ed eliminando gli sprechi in ogni aspetto del processo, con un approccio a piccoli passi basato sul
miglioramento continuo, il kaizen. Attività e Tecniche di Problem Solving e Prevenzione quali Asaichi, PDCA,
5W, Standardizzazione, 2S, 5S, SE, nonché metodologie anche comportamentali quali Genchi Genbutsu, sono
parte integrante della cultura TPS. Spieghiamo come ognuna di queste tecniche non sia caratterizzata da
complessità esecutiva ma piuttosto da semplicità e trasparenza, risultando molto efficace quando applicata
con metodo e determinazione. Molto evocativo del significato di «semplicità» e «trasparenza» è l’importanza
che viene data al Visual Management quale «modus operandi» in tutte le attività di miglioramento della
Qualità. Quando si parla di eliminazione degli sprechi, sono molti quelli che pensano a risparmi sulle spese o a
tattiche connesse con la parsimonia. Certo ci sono anche questi aspetti ma la messa a punto dell’ambiente di
lavoro attuabile con l’implementazione delle 5S è il punto di partenza che permette il miglioramento.
La docenza sarà tenuta da
un formatore Senior di Toyota
Academy.
8 ore
SMED: COME
RIDURRE I TEMPI
DI ATTREZZAGGIO
VISUAL
MANAGEMENT
E METODO 5S
L’eliminazione degli sprechi
La docenza sarà tenuta da
un formatore Senior di Toyota
Academy.
98 99
Date
26 febbraio
5 e 12 marzo 2019
09.00 - 18.00
25 settembre
2 e 9 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 750,00 + iva
TRAINER
La servitizzazione è il processo di bilanciamento, nell’ambito dell’offerta al mercato, delle dimensioni di
prodotto e di servizio. Attraverso la servitizzazione le imprese non basano più il loro vantaggio competitivo
soltanto sul prodotto, ma tendono a sviluppare, in quantità e varietà, le fonti di valore offerte al cliente:
post vendita, design, informazione, distribuzione, branding. Il processo di servitizzazione delle aziende
manifatturiere è un trend nettamente confermato anche per le PMI e si collega ai temi della digitalizzazione
e di Industry 4.0. Lo spostamento verso la componente di servizio consente di ottenere tre principali
risultati: arricchire l’offerta e aumentare il livello di differenziazione rispetto alla concorrenza, spostare il
confronto competitivo lontano dal prezzo, alzare i costi di sostituzione da parte dei clienti, aumentandone
la fidelizzazione. Le linee di sviluppo attorno alla servitizzazione riguardano il mondo delle operations dove è
necessario intervenire sulle competenze e sui processi formativi del personale, che devono essere “convertiti”
alla logica dell’integrazione tra prodotto e servizio. Tale impostazione richiede un mindset specifico. La
seconda fa riferimento al marketing dei servizi, che si occupa della relazione che crea valore nell’ambito del
rapporto tra cliente e fornitore determinando l’esperienza più o meno positiva nella mente del cliente stesso.
CONTENUTI
Le principali direttrici del cambiamento: dalla vendita di prodotti alla vendita di “soluzioni”. La competizione
in mercati sempre più stazionari. La gestione della domanda intermittente con alto tasso di personalizzazione.
La confort zone: un concetto ancora valido in un contesto competitivo dove i vantaggi acquisiti possono
sfumare in breve tempo? Il nuovo contesto competitivo: un modello originale per fare chiarezza su come
sta cambiando il modo di fare business. Case history: servitizzazione del servizio; la capacità di far evolvere il
proprio business model. Le nuove regole di creazione del valore. La servitizzazione come principale strategia
di innovazione per le aziende manifatturiere: concetti di base e casi pratici. Le strategie di servitizzazione:
occorre scegliere da dove partire. I benefici ma anche le difficoltà che si possono incontrare lungo il processo
di servitizzazione (i servizi sono diversi dal prodotto). Case history – il caso Pirelli. Come la servitizzazione
sta modificando il settore machinery. La digitalizzazione al servizio della servitizzazione: l’importanza degli
smart service quale strumento per anticipare i problemi e le esigenze del cliente. Digitalizzazione e Industry
4.0: cosa intendiamo, quali tecnologie sono adottabili, quali sono gli impatti per le imprese e per il sistema
economico. Road map: tecnologia e creazione del valore; come adattare il business model per restare al
passo con i cambiamenti in atto e non disperdere le energie?
Date
21 marzo 2019
09.00 - 18.00
28 marzo 2019
09.00 - 13.00
22 ottobre 2019
09.00 - 18.00
29 ottobre 2019
09.00 - 13.00
Quota di iscrizione
€ 480,00 + iva
101
24 ore
TRAINER
Il corso consente di avere una visione chiara del processo di pianificazione e controllo della produzione e
permette di pianificare efficacemente produzione e materiali ottimizzando le risorse disponibili. Permette
di comprendere e valutare il processo produttivo della propria azienda e la gestione della supply chain, quindi
individuare le leve di miglioramento.
CONTENUTI
Introduzione alla programmazione e al controllo della produzione: definizioni e obiettivi
I principali KPI relativi al processo di pianificazione. Il punto di partenza della pianificazione: il service level
agreement. Gestione della domanda: lead time, punto di disaccoppiamento, previsioni, domanda dipendente
e indipendente, principio della diversificazione ritardata. Tipologia dei sistemi di produzione: - StO (Ship to
Order) - MtS (Make to Stock) - AtO (Assembly to Order) - MtO (Make to Order) – EtO (Engineering to Order). Il
sistema di pianificazione della produzione: componenti principali.
Sales ed Operations Planning
La creazione delle previsioni di vendita. Pianificazione della capacità produttiva: definizione, scopo, strategie
e politiche di capacità, costruzione del piano aggregato. Programmazione principale di produzione (MPS):
definizione, scopo, costruzione del programma principale di produzione. La gestione delle conferme d’ordine.
La pianificazione delle lavorazioni e delle scorte: definizione, scopo e controllo del flusso. La gestione dei colli
di bottiglia.
Sistemi MRP
Definizione e obiettivi, concetti di base, algoritmo di elaborazione, condizioni di applicabilità, limiti,
aggiornamento e manutenzione dei dati, Sistemi CRP. La gestione degli approvvigionamenti: emissione
ordini, sollecito. Sistemi informativi a supporto della pianificazione: software MES, software integrazione con i
fornitori. La programmazione operativa di produzione (scheduling): definizione, scopi, fasi operative, criteri di
priorità di schedulazione. Controllo dell’avanzamento di produzione: definizione, scopi, fasi operative. Sistemi
di controllo del flusso: sistemi Push e Pull. Differenze e condizioni di applicabilità.
12 ore LE STRATEGIE DI
SERVITIZZAZIONE
Come bilanciare prodotti e servizi
PIANIFICAZIONE
DELLA PRODUZIONE
Mauro Marini
Ingegnere elettronico, dal 1994
svolge attività di consulenza
in ambito operations, si
occupa inoltre di fusioni e
ristrutturazioni. E’ trainer e
membro della Faculty FAV
e docente presso la Scuola
di Ingegneria dell’Università
di Bologna e insegna in
numerosi corsi executive e
MBA. E’ partner OPTA, società
Luca Castelletti
Lasuaesperienzaprofessionale,
natadadiversiannispesiin
attivitàdiconsulenzeaziendali,è
focalizzatasullariprogettazione
deiprocessiaziendali,inparticolare
nell’abitodellagestionedelle
operationsedelleattività
gestionali,conl’obiettivodi
accompagnarel’impresanelle
attivitàdicrescitaemiglioramento
continuo. Specialties: Lean
Manufacturing, Supply Chain
Management, Pianificazione
produttiva, Logistica, Business
Process Reengineering, Overall
Equipment Effectiveness,
Controllo di Gestione, Project
Management.
di consulenza specializzata in
Operations Management.
100 101
Date
4, 6 giugno 2019
09.00 - 17.00
2, 5 dicembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
TRAINER
Le imprese di produzione, di servizio e di distribuzione operano in contesti caratterizzati da elevata
complessità e incertezza. Le pressioni per migliorare continuamente le prestazioni e conseguire
contestualmente un contenimento dei costi inducono spesso imprenditori e manager ad adottare
iniziative di impatto immediato, che possono rivelarsi controproducenti nel medio-lungo termine. Il corso si
propone di dimostrare come le soluzioni logistiche della Teoria dei Vincoli (Theory of Constraints, TOC), grazie
alla focalizzazione dell’attenzione sulle poche variabili che limitano le prestazioni nei contesti operations
e distribuzione, consentono di semplificare la gestione di sistemi complessi e di ottenere miglioramenti
economici rilevanti in tempi brevi. Partendo dai concetti di base per la gestione delle operations e della
distribuzione, i partecipanti potranno comprendere i benefici per la propria organizzazione derivanti dalla
soluzione TOC per le operations (Drum-Buffer-Rope, Simplified-Drum-Buffer-Rope, Buffer Management);
individuare il fattore che limita le prestazioni globali della propria organizzazione; stabilire la corretta quantità
di scorte da mantenere in ambito produttivo (materie prime, semilavorati, prodotti finiti), al fine di assicurare
la disponibilità di prodotto al minimo costo possibile; comprendere le logiche di base per la gestione di una
catena distributiva.
CONTENUTI
L’infrastruttura metodologica della Theory of Constraints (TOC)
Il concetto di vincolo, il miglioramento continuo focalizzato.
Il mondo dei costi e il mondo del “throughput”, la misurazione e il controllo economico.
I problemi tipici di un contesto produttivo.
L’approccio sistemico alla risoluzione dei problemi di produzione.
La soluzione TOC per la pianificazione della produzione e il controllo in esecuzione: Drum-Buffer-Rope (DBR)
e Buffer Management (BM).
Quando il vincolo è la domanda di mercato: dal Drum-Buffer-Rope (DBR) al Simplified-Drum-Buffer-Rope
(S-DBR).
Le scorte: quando sono necessarie, dove posizionarle, quale livello mantenere.
Il problema centrale della supply chain.
La soluzione TOC per la supply chain: Pull Replenishment e Dynamic Buffer Management (DBM).
Date
12 giugno 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
103
14 ore
TRAINER
Saper gestire i costi, capirne le vere cause e riuscire a governarle: questi aspetti sono diventati una condizione
di sopravvivenza per molte aziende. In molti settori, il governo della relazione prezzo-costo è sempre più
complesso, con margini che tendono a ridursi nel tempo. Sovente la mutata situazione competitiva induce le
aziende a personalizzare l’offerta di servizi per distinguersi dai concorrenti facendo emergere il ruolo strategico
del sistema di misurazione dei costi, che deve essere in grado di identificare il vero costo dei prodotti e dei servizi
erogati e la vera profittabilità dei clienti serviti, oltre che l’efficienza e la valutazione del/i fornitore/i. Il sistema
di cost accounting può divenire lo strumento per fornire un supporto prezioso alle politiche commerciali, di
pricing, di acquisto e di gestione delle infrastrutture aziendali.
CONTENUTI
Analisi degli strumenti necessari per progettare sistemi di contabilità analitica, costing, profitability analysis
e analisi degli investimenti in termini di gestione della rotazione del capitale investito.
La scelta degli oggetti finali di calcolo dei costi (costi di prodotto, costi di cliente, costo dell’offerta). La scelta degli
oggetti intermedi di calcolo dei costi (centri di costo e/o costi delle attività). L’identificazione dei driver di costo
(metodi logici e/o metodi statistici). Centri di costo versus activity-based costing: vantaggi, limiti e contesti di
applicazione. La scelta della configurazione di costo. Le logiche di rappresentazione dei costi al management
aziendale. L’assegnazione di obiettivi di costo: i sistemi a costi standard e analisi degli scostamenti di efficacia
ed efficienza operativa. Le tecniche di cost saving. Dal costo del prodotto al costo dell’offerta: la misurazione
dei costi dei servizi. L’identificazione ed il governo dei costi che creano valore per il cliente.
Gliimpattidellesceltedioperationssulcontoeconomico,sullostatopatrimonialeesuifabbisognifinanziari.
Gli indicatori economico-finanziari per il controllo delle imprese industriali. I KPI operativi per il controllo delle
operations e della Catena del Valore in termini di efficacia del servizio ed efficienza dei processi. La costruzione
e l’utilizzo dei costi di produzione per le scelte industriali e la valutazione dei fornitori. La valutazione economica
nelle scelte di Make or Buy. La valutazione finanziaria degli investimenti. Un nuovo modo di concepire la
rotazione degli investimenti: lo studio degli ammortamenti industriali.
8 ore OPERATIONS
E SUPPLY CHAIN
INDUSTRIAL
CONTROLLING
Andrea Zattoni
CEO di Antifragility s.a.s.,
consulente di direzione e
organizzazione aziendale, Ha
ricoperto per anni il ruolo di
dirigente d’azienda e Professore
a Contratto presso l’Università di
Bologna. Relatore in conferenze
su tematiche innovative di
management e docente in corsi
sull’applicazione della Theory
of Constraints, ha conseguito
Luigi Salvatore
Dottore commercialista e revisore
contabile, consulente di direzione
nelle aree amministrazione
finanza e controllo, valutatore di
sistemi qualità aziendali.
il Certificate of Achievement
da parte dell’organismo
internazionale di certificazione
delle competenze sulla Theory
of Constraints (TOCICO) e il
“TOC Certification in Operations
Management” da parte delle
Goldratt Schools.
La gestione economico-finanziaria a partire
dal costo industriale di prodotto
102 103
Date
10 aprile 2019
09.00 – 18.00
13 novembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
TRAINER
La logistica è messa sempre più “sotto pressione”, poiché i livelli di servizio richiesti diventano sempre
più stringenti in termini di tempi, di qualità e di personalizzazioni e l’azienda ha necessità di migliorare le
prestazioni fornite riducendo contestualmente i costi. Focus del corso è fornire ai partecipanti competenze
progettuali, gestionali ed organizzative necessarie per intervenire in maniera coordinata sia sugli aspetti
strutturali della logistica di magazzino sia sugli aspetti gestionali ed organizzativi, con lo scopo di aumentare
l’efficienza e le prestazioni del magazzino.
CONTENUTI
Caratteristiche e obiettivi della logistica di magazzino.
Il contesto competitivo in cui opera attualmente la logistica e le evoluzioni future.
La rete di flussi gestita dalla logistica e i relativi interfacciamenti con la struttura aziendale.
Le leve strutturali e organizzative/gestionali per l’ottimizzazione della logistica di magazzino.
L’organizzazione e la progettazione degli spazi logistici.
La scelta e la configurazione dei sistemi di stoccaggio e dei sistemi di movimentazione manuali e automatici
(AGV/LGV).
Le automazioni di magazzino: caratteristiche e principali tipologie, criteri per una scelta ragionata, vantaggi/
svantaggi rispetto a sistemi tradizionali.
L’identificazione dei prodotti tramite bar-code e tag.
L’applicazione e la gestione della mappatura di magazzino e i relativi vantaggi/svantaggi.
Le modalità di allocazione delle merci: criteri di stoccaggio, modalità di gestione e di applicazione, utilizzo del
metodo di classificazione ABC a supporto della gestione dell’allocazione.
Il picking e la preparazione degli ordini: tipologie di prelievo, criteri di scelta, modalità di gestione e di
applicazione, logiche avanzate di picking.
L’organizzazione e la gestione dell’inventario.
L’organizzazione e la gestione delle attività di magazzino e il coordinamento e la gestione delle risorse.
Le modalità di funzionamento e di applicazione operativa dei sistemi di gestione WMS.
La definizione e la scelta dei KPI logistici e la realizzazione di un tableau de bord per il monitoraggio della
logistica.
Date
20, 27 febbraio 2019
09.00 - 18.00
9, 16 luglio 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 580,00 + iva
8 ore
TRAINER
La terziarizzazione logistica è un processo attraverso il quale un’azienda delega per un periodo
contrattualmente definito a fornitori esterni specializzati la gestione operativa di una o più funzioni
logistiche o di attività collegate a quelle logistiche. La realizzazione di un percorso strategico e operativo
di questo tipo richiede innanzitutto una valutazione attenta di convenienza e successivamente un processo
di implementazione per il passaggio dell’intero o di parte del processo logistico ad un partner specializzato.
Un errore nella fase di analisi di convenienza o nella fase di implementazione può portare al fallimento
dell’operazione con conseguenti impatti negativi per l’azienda sia a livello economico che operativo. Focus del
percorso formativo è analizzare in dettaglio i diversi aspetti della terziarizzazione della logistica sia in ambito
magazzino, sia in ambito trasporti, con lo scopo di fornire gli elementi di carattere tecnico, metodologico,
organizzativo e gestionale necessari per valutare correttamente l’ipotesi di terziarizzazione e per gestire in
maniera efficace il relativo processo di implementazione.
CONTENUTI
Definizione di insourcing ed outsourcing.
Tipologie di outsourcing.
Benefici, rischi e complessità outsourcing.
Processo per la realizzazione dell’outsourcing.
Analisi di fattibilità e di convenienza.
Percorso di selezione del fornitore: processo di valutazione e di selezione, griglie di valutazione.
Tipologie di tariffazione.
Contrattualistica e capitolati tecnici.
KPI per la misurazione e il monitoraggio del servizio di outsourcing.
L’insourcing logistico.
16 ore LOGISTICA
DI MAGAZZINO
IL PROCESSO
DI TERZIARIZZAZIONE
LOGISTICA
Filippo Piombini
Ingegnere Gestionale, laureato a
Bologna nel 1999, ha maturato
esperienza in azienda come
project manager e progettista
logistico e, successivamente,
come responsabile della
logistica. Dal 2004 è consulente
OPTA negli ambiti logistica e
operations. Si occupa inoltre
di formazione in azienda e
collabora con l’Università degli
Studi di Bologna.
Luca Cesana
Docente senior, esperto di
logistica distributiva. Vanta
lunga esperienza prima come
responsabile tecnico commerciale
e sviluppo progetti nell’azienda
di famiglia (tra le più importanti
in Italia operanti nel settore della
logistica farmaceutica) e, da
qualche anno, come consulente
e trainer. Ha maturato esperienze
come coordinatore e sviluppatore
di progetti di implementazione
logistica: progettazione layout,
modello organizzativo, analisi e
progettazione dei flussi, dei processi
e del livello di servizio, interfaccia
sistemi informativi.
104 105
Date
13 marzo 2019
09.00 – 18.00
18 settembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
TRAINER
Le imprese devono spesso decidere se e come spostare o avviare alcune produzioni all’estero. Le soluzioni
spaziano dal semplice outsourcing alla costruzione di stabilimenti in paesi europei o extraeuropei, e la
situazione si complica progressivamente man mano che le sedi produttive all’estero aumentano di numero
o dimensione. L’esperienza ha dimostrato che i modelli tipicamente utilizzati per questo tipo di decisioni
(basati sulle classiche e peraltro sempre necessarie considerazioni di costo/ricavo) si sono spesso rivelati
insufficienti a cogliere la complessità e le corrette motivazioni delle scelte di delocalizzazione, determinando
performance inferiori alle attese. Il corso propone una metodologia che, affiancandosi alle considerazioni
economiche di tipo più tradizionale, permette di collegare con chiarezza la localizzazione e la tipologia degli
stabilimenti da localizzare all’estero alle effettive esigenze strategiche dell’azienda. La stessa metodologia può
essere utilizzata anche per analizzare e riprogettare reti produttive esistenti.
CONTENUTI
Delocalizzazione produttiva e reshoring: che cosa ha funzionato e che cosa no.
Quando è necessario produrre all’estero.
La scelta tra outsourcing e produzione.
I possibili ruoli degli stabilimenti all’estero.
Criteri di progettazione della rete di stabilimenti esteri: esigenze commerciali e di sviluppo prodotto.
Case study.
Discussione delle opportunità/necessità espresse dai partecipanti.
Date
10 giugno 2019
09.00 – 18.00
10 ottobre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 320,00 + iva
8 ore
TRAINER
L’obiettivo della logistica distributiva è gestire i flussi con efficienza e nel rispetto dei livelli di servizio
richiesti dal cliente in termini di tempi, costi, qualità, personalizzazioni. La logistica distributiva opera
in contesti sempre più difficili, dovendo fare fronte a necessità di riduzione dei costi e a richieste sempre
più stringenti sui livelli di servizio e dovendo gestire flussi complessi ormai su scala mondiale. E’ possibile
raggiungere questi obiettivi agendo contestualmente su leve di tipo progettuali che agiscono sulla struttura e
sulle caratteristiche della distribuzione e su leve gestionali/organizzative che agiscono sulla gestione strategica
ed operativa dei processi distributivi. A queste leve è necessario aggiungere la conoscenza delle normative
collegate alla logistica distributiva (trasporti, contrattualistica, etc.) ormai d’obbligo per una gestione corretta
della distribuzione.
CONTENUTI
Modalità di preparazione e di carico delle merci: imballaggi, unità di spedizione e di trasporto, container, casse
mobili, modularità e standardizzazione dei carichi.
I modi di trasporto (terreste, ferroviario, marittimo, aereo) e relativa analisi comparativa.
I sistemi di trasporto.
Le modalità di trasporto.
Il trasporto intermodale.
Le reti distributive.
Costi e tariffe dei trasporti.
L’analisi e la negoziazione delle tariffe di trasporto.
La documentazione e gli incoterms.
La contrattualistica.
I trasporti internazionali: una leva per ottenere importanti saving.
KPI della logistica distributiva e monitor aziendali.
Le modalità di funzionamento e di applicazione operativa dei sistemi di gestione TMS.
8 ore
DECISIONI
STRATEGICHE
PER LA PRODUZIONE
DELOCALIZZATA
Mauro Marini
Ingegnere elettronico, dal 1994
svolge attività di consulenza
in ambito operations, si
occupa inoltre di fusioni e
ristrutturazioni. E’ trainer e
membro della Faculty FAV
e docente presso la Scuola
di Ingegneria dell’Università
di Bologna e insegna in
numerosi corsi executive e
MBA. E’ partner OPTA, società
di consulenza specializzata in
Operations Management.
Stefano Boschetto
Docente esperto di logistica
distributiva, da anni segue
progetti su clienti di primaria
importanza in ambito sistemi
informativi, della supply chain e
della logistica, nelle diverse vesti
di consulente o di responsabile
d’area o di progetto.
Dove produrre, come produrre
LOGISTICA
DISTRIBUTIVA
E TRASPORTI
Le leve per migliorare prestazioni ed efficienza
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RISORSE UMANE
CREA IL TUO PERCORSO
CORE SOFT CROSS
**(lo trovi in Industrial Lounge)
Humanity at the center: il ruolo della persona tra Big Data e IOT
Talent Management
Valutazione delle prestazioni e sistemi incentivanti
Job Description
Ricerca e selezione del personale
Governare e gestire situazioni difficili
“Union Making” tra collaborazione e facilitazione
Risk Management e la funzione HR nei processi
di cambiamento
Il budget del personale
Business Strategy
Digital Security
Amministrazione del personale e gestione delle buste paga
La comunicazione interna
tra tradizione e innovazione
Email Writing
Time e Meeting Management
Thinking Processes
Sliding Stories: raccontare la propria azienda
con lo storytelling
La negoziazione
Presentation Skills Lab
Gestire la complessità**
Squadre vincenti**
Leadership**
Alte prestazioni e stress**
La valutazione dei bisogni formativi
Bilancio per “non” specialisti
Capire il mercato per
“non” Marketing Manager
Finanza per “non” Financial Manager
WTrain®
: la formazione che ottiene risultati
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HR
MANAGER
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TRAINER
Il termine ‘Talent Management’ fu introdotto negli anni ‘90 da David Watkins, CEO di Softscape. Nello stesso
periodo, alcuni consulenti di McKinsey arrivarono a coniare la definizione “War for talent” (Guerra dei Talenti) per
identificare il fenomeno di competizione tra le imprese per attrarre, trattenere e motivare quelle risorse (i talenti)
in grado di fare la differenza in un ambiente competitivo sempre più complesso. Storicamente la “guerra dei
talenti” ha avuto il suo picco negli Stati Uniti nel corso della bolla speculativa sulle dotcom, a cavallo del duemila.
Sonopassativent’anni,malaguerraperitalentinonècertofinita,anzi:nell’eradellaquartarivoluzioneindustriale
e della digital transformation, la guerra dei talenti è ben presente anche nel sistema produttivo del nostro Paese,
amplificata dall’innovazione digitale e dalla velocità del cambiamento. Implementare e sostenere programmi
di Talent Management significa quindi gestire al meglio i collaboratori, il valore aziendale ed il business.
CONTENUTI
Che cos’è il talento?
Valori e stereotipi culturali nelle organizzazioni.
Perché il talento è importante.
Quale talento serve rispetto alle fasi di evoluzione organizzativa.
Giovani di belle speranze o cinquantenni con tanti chilometri?
Talent Management per
Attività di recruiting ed inserimento in azienda.
Attività formative e di sviluppo delle competenze.
Politiche di gestione, valorizzazione e total rewarding.
Take Away
Al termine della giornata i partecipanti avranno messo a punto un piano d’azione per:
- definire e riconoscere che cosa è il talento nella loro organizzazione, oggi e nei prossimi due anni;
- progettare ed implementare attività formative e di sviluppo delle competenze dei talenti (i percorsi di Talent
Management)
- progettare survey ed analisi per innovare le politiche di gestione dei collaboratori.
Elisabetta Zanarini
Responsabile Area Consulenza
di Fondazione Aldini Valeriani,
è PCC – Professional Certified
Coach – ICF (International
Coach Federation). Progetta e
realizza attività di formazione
manageriale e formazione alla
imprenditorialità, Coaching e Team
Coaching, consulenza sui temi HR
e sviluppo organizzativo, diversity
management e multiculturalità.
Date
12 aprile 2019
09.00 - 17.00
13 novembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
7 ore
Il talento non ha età, ma stagioni
TALENT
MANAGEMENT
8 ore
TRAINER
GOVERNARE E
GESTIRE SITUAZIONI
DIFFICILI
Date
19 settembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
Sfide strategiche di gestione del personale
Un intervento laboratoriale per Direttori del Personale impegnati ad affrontare sfide organizzative o situazioni di
continuocambiamento,chedesideranoallenarecompetenzepergestireeventicriticiedelicati,conselfefficacity,ma
ancheattenzioneerispettoperlepersone.Sapergestirelepersoneinsituazionicomplesseèunmustfondamentale
negli attuali scenari ed implica un insieme di competenze sfidanti che richiedono intuizione e sensibilità ma
anche strategie comunicative e di leadership orientate alla risoluzione positiva dei problemi. In particolare, il
focus della giornata sarà sull’implementazione di prassi operative concrete e nuove metodologie manageriali
per gestire dinamiche relazionali “critiche” collegate a momenti di valutazione delle prestazioni, trasferimenti,
licenziamenti, negoziazioni sindacali etc, facilitando l’acquisizione di nuove prospettive di azione manageriale.
CONTENUTI
I nuovi modelli evolutivi nella gestione delle risorse umane.
Le skills per comprendere e governare dinamiche relazionali difficili.
Le modalità comunicative e di leadership che creano consenso ed assunzione di responsabilità.
I sistemi motivazionali: riconoscere la motivazione e gestirla come leva per affrontare situazioni conflittuali.
L’utilizzo del feedback per creare un clima di sostegno e non di difesa.
Sperimentazione attiva su casi aziendali per apprendere come condurre e gestire colloqui “critici”.
Modellizzazione di best practice.
Cristina Cremonesi
Esperta in sviluppo
manageriale, svolge la sua
attività professionale per
importanti aziende leader
di mercato, supportando i
manager nel miglioramento
della loro performance e nello
sviluppo di dimensioni chiave
della leadership quali visioning,
empowering, energizing,
decision making, self efficacity
e teamwork per raggiungere i
risultati di business. È docente
di Management e Leadership
in varie Corporate University
e Business School, Personal
coach di top manager oltre
che Mentor sia per Executive
manager che per giovani
talenti.
112 113
TRAINER
Nuove esperienze organizzative di gruppi interfunzionali, team di progetto, unità di business internazionali,
ristrutturazioni, downsizing, fusioni e acquisizioni hanno generato perdita di certezze, cambiamenti,
nuovi mondi. Si tratta di nuove forme di unione tutte basate su differenza e pluralità, dove comunque resta
l’ambivalenza funzionale tra collaborazione e competizione, tra bisogno di affermazione individuale e di
livellamento collettivo. In questo scenario, facilitare è unire, e per facilitazione esperta si intende quell’insieme
di competenze e abilità operative che gli attori organizzativi possono agire negli scambi interpersonali e
tecnici, con atteggiamento consapevole e con l’obiettivo di aumentare le risorse in gioco. Il percorso consente
la sperimentazione delle competenze e degli strumenti essenziali per il facilitatore: creare team dinamici,
dialettici, inclusivi, costruiti su nuove forme di “allineamento costruttivo”; gestire costruttivamente nelle
impasse quotidiane le forme di difficoltà, blocco e malessere; aumentare le abilità coesive, collaborative, di
finalizzazione dei progetti e di union-making.
CONTENUTI
I primi metodi per facilitare
Alimentare il nesso produzione-partecipazione. Dirigere in maniera sia direttiva che partecipativa.
Creare climi più caldi: lavoro sul tono vocale, fattore decisivo.
Governare i comportamenti automatici: attacco-fuga e spegnimento.
Il Face-model e le “4 F”: coordinare, coinvolgere, aiutare, attivare.
Gli strumenti per l’HR-facilitatore
F1-Coordinare (HR catalizzatore): fare gruppo più facilmente.
Tecnica di apprezzamento e critica costruttiva. Casi concreti.
F2-Coinvolgere (HR mediatore): una comunicazione più circolare.
Tecnica del cambio turno. Casi concreti.
F3-Aiutare (HR agente di aiuto): adozione di un metodo antinegatività.
Tecnica di parola chiave, tripletta, terzo tempo, riunione di ascolto. Casi concreti.
F4-Attivare (HR motivatore): attivazione, potenziamento, semi positivi.
Tecnica delle riunioni attive a imbuto. Casi concreti.
Unità 3 - Le applicazioni
Cenni sui processi che uniscono, l’union-making.
Regia interazionale, doppia cornice, integrazione, ponte di azione.
Casi concreti e ricadute operative nei diversi episodi organizzativi e tecnici.
Pino De Sario
Specialista in facilitazione,
psicologo dei gruppi. Da anni
lavora nelle organizzazioni
proponendo la Facilitazione
esperta, metodo codificato
con colleghi (2005-2010)
per lo sviluppo della cultura
di gruppo, la trasformazione
dei comportamenti lavorativi
Date
6, 13 marzo 2019
09.00 - 18.00
24, 31 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 700,00 + iva
16 ore
Sviluppo di benessere, sensemaking
e intelligenza collettiva
“UNION MAKING” TRA
COLLABORAZIONE E
FACILITAZIONE
16 ore
TRAINER
RISK MANAGEMENT
E LA FUNZIONE HR
NEI PROCESSI
DI CAMBIAMENTO
Francesco Bassi
Consulente direzionale in
ambito governance, risk
management, compliance,
etica d’impresa, 231, GDPR.
Membro di Comitati Etici e di
Organismi di Vigilanza. Esperto
UMIQ.
Date
Work session
di due giornate:
7 ottobre
e 29 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
Diventare un’impresa digitale richiede cambiamenti molto più profondi che semplicemente investire nelle
ultime tecnologie digitali. Le aziende dovranno cercare nuovi modelli di business, riflettere sui loro modelli
operativi, rivedere come attrarre e promuovere i talenti digitali e riesaminare nuovamente come misurare il
successo della loro attività. Queste tendenze in atto, unitamente al contesto normativo (norme quali D.Lgs. 231,
GDPR - General Data Protection Regulation - conosciuto come Nuovo Regolamento Europeo Privacy, TU Sicurezza
sul lavoro e standard di riferimento per i sistemi di gestione, tra cui la recente ISO 45001, primo standard mondiale
per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro), determinano la crescente rilevanza della gestione del
cambiamento e del risk management. L’utilizzo di un’adeguata “cassetta degli attrezzi” di risk management
faciliterà i manager HR nella gestione dei rischi aziendali sia di tipo strategico che di tipo operativo, manager
sempre più coinvolti nei cambiamenti di paradigma produttivo e di gestione del lavoro.
CONTENUTI
Il rischio e la funzione HR
Concetto di rischio. La crescente rilevanza della gestione del rischio. Obiettivi e rischi. Rischi cui è esposta
direttamente la funzione HR. Il quadro normativo di riferimento per la prevenzione dei rischi inerenti il
rapporto di lavoro (tra cui D.Lgs 81/08, ISO 45001 e D.Lgs. 231/01) e le implicazioni dell’entrata in vigore del
Nuovo Regolamento Privacy UE (GDPR). Perché è importante la gestione dei rischi in ambito HR in modo
coordinato con la gestione aziendale dei rischi complessiva. Processo di Risk Management. Governance
e sistema di controllo interno per il raggiungimento degli obiettivi. Organizzazione e responsabilità di risk
management. Compliance risk management e coinvolgimento funzione HR. Risk management e supporto al
processo decisionale.
Evoluzione della funzione HR
Il ruolo delle persone e l’evoluzione digitale. Cultura aziendale e cultura del rischio. Nuovi paradigmi di
produzione e di lavoro. Dalle attuali organizzazioni a nuove organizzazioni flessibili e adattive. Organizzazione,
informazione e autoregolamentazione.
Sicurezza delle informazioni e trattamento dei dati personali: evoluzione tecnologica e adeguamento al GDPR.
Responsabilità organizzative tra strumenti tradizionali e identità digitale.
Percorsi di formazione e trasformazione digitale. La gestione delle relazioni nell’ecosistema.
disfunzionali, la partecipazione
inclusiva. Docente all’Università
di Pisa e presso diversi Master
a Roma e Bologna. Membro
associato della Società Italiana
di Biosistemica. Direttore della
Scuola Facilitatori.
114 115
TRAINER
Il corso fornisce le competenze per pianificare attentamente il budget del personale
affinché risulti sempre allineato alle esigenze e alle politiche retributive aziendali. Durante
il corso saranno analizzati gli strumenti utili alla corretta predisposizione di consuntivi,
forecast e budget, fondamentali nella determinazione dei relativi parametri gestionali.
CONTENUTI
Le fasi della strutturazione del budget
Analisi degli obiettivi aziendali: previsioni di sviluppo o riduzione. Analisi dell’organico esistente e
movimentazione: assunzioni, cessazioni, picchi di fabbisogno di personale, diversi rapporti di lavoro.
Contrattazione collettiva, individuale, costi fissi aziendali e ripercussioni sul costo del personale. Analisi di
eventuali costi aggiuntivi.
Gli elementi che compongono il budget
Il costo del lavoro: dal budget individuale al budget aziendale. Analisi degli elementi retributivi. Determinazione
degli oneri contributivi. Analisi e quantificazione degli elementi variabili.
Le politiche retributive
Piani retributivi, premi aziendali, fringe benefits, coperture assicurative, compensi in natura.
Il trattamento di fine rapporto
Calcolo e risoluzioni incentivate. Orario di lavoro. Le assenze: natura e incidenza sul costo. Ammortizzatori
sociali: utilizzo e incidenza. Assunzioni: le assunzioni incentivate. Altri costi: terziarizzazione, trasferta, servizi
generali e vitto.
L’analisi del budget
Le politiche retributive: effetti derivanti dalla contrattazione collettiva e dalla politica retributiva aziendale
(contrattazione di secondo livello, premi, incentivi e benefits). Scorrimento delle competenze ed incidenza dei
costi. Politiche di sviluppo ed incidenze su straordinari, maggiorazioni, turni.
Il controllo del budget
Verifica periodica della rispondenza delle previsioni a quella dei consuntivi. Ricerca e analisi degli scostamenti.
Eventuale rettifica del budget in relazione a variazioni intervenute.
Matteo Errigo
Consulente del lavoro
specializzato nelle materie
del diritto del lavoro, del diritto
sindacale e delle relazioni
industriali, del diritto della
previdenza sociale e di tutti gli
aspetti di amministrazione del
personale dipendente.
Date
7, 14 maggio 2019
09.00 - 17.00
20, 27 novembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
14 ore IL BUDGET
DEL PERSONALE
16 ore
TRAINER
RICERCA
E SELEZIONE
DEL PERSONALE
Date
27, 28 marzo 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
Metodi, strumenti innovativi
e buone pratiche
Il corso si rivolge a Responsabili del Personale, HR Manager, Responsabili e Addetti alla Selezione del Personale
ed ha l’obiettivo di trasferire le buone pratiche del processo di ricerca e selezione del personale mutuate dal
mondo delle big corporate, passando attraverso metodi e strumenti innovativi. Perché partecipare? Per tenersi
al passo con i tempi e competere efficacemente e attivamente in un mercato dove c’è la guerra per i talenti.
Per essere stimolati a riflettere attraverso lo scambio proficuo di esperienze e casi di successo.
CONTENUTI
Le campagne di selezione del personale attraverso l’Employer Branding.
Il job profile e il job posting.
La strategia canali online e offline.
Social media recruitment e recruitment in crowd.
Stumenti innovativi per il pre-screening dei candidati: il Curriculum 4.0
Il colloquio di selezione: Competency Based Interview Simulazione.
Shortlisting e presentazione della rosa finale di candidati ai manager di linea.
Decisione e onboarding: check-list e i primi 7 giorni.
Altri strumenti di selezione: test attitudinali, role plays e casi di studio.
Come misurare l’efficienza e l’efficacia del processo di ricerca e selezione del personale: i KPI.
I contenuti saranno trasferiti attraverso un approccio formativo esperienziale che prevede un costante
coinvolgimento attivo dei partecipanti alla condivisione delle best practice di settore e alla proposta di casi
di studio e di settore che richiederanno anche l’intervento attivo dell’aula.
Marcella Gubitosa
Co-fondatriceeCEOdiStars&Cows
InnovativeStart-upInnovativa
incentratasultrasferimentodel
sapered’impresa.Imprenditrice
conEsperienzadaSenior
HRExecutiveneisettoridel
packagingeautomotive.
Appassionataedespertadi:
Talentscoutinganddevelopment
-TalentPrograms-Change
Management Organizational
Development - Recruiting and
Assessment - Team & Leadership
Development - Personal
Development and Branding
116 117
TRAINER
C’era una volta il mansionario. Uno strumento sicuramente utile ma limitativo, essendo per sua natura
monodimensionale. Le grandi trasformazioni delle strutture organizzative e le frequenti modifiche delle
configurazioni aziendali rendono necessario un aggiornamento degli strumenti di analisi organizzativa
e rappresentazione della complessità che si vive all’interno delle organizzazioni. Le Job descriptions,
spostando l’attenzione dal concetto più elementare di mansione a quello di ruolo e di comportamento in
termini di obiettivi e risultati, interpretano con maggiore flessibilità l’evoluzione delle competenze e delle
aree di responsabilità all’interno delle aziende. Inoltre, sono concepite per essere periodicamente discusse e
all’occorrenza aggiornate attraverso un coinvolgimento diretto di chi ricopre la funzione in un dato periodo
storico. Le Job Descriptions rappresentano, infine, la “baseline” su cui costituire un sistema organizzativo
efficiente e credibile. Un sistema mirato alla valorizzazione delle professionalità e dei talenti in un quadro di
coerenza con gli obiettivi strategici dell’azienda.
CONTENUTI
Uno sguardo macro: il modello delle 4 P (Posizione, Profilo, Prestazione e Potenziale).
I fondamentali della job analysis: saper rilevare con chiarezza le responsabilità e le competenze associate ai
ruoli; aumentare il livello di consapevolezza e riconoscimento delle persone rispetto a risultati ed obiettivi
attesi; monitorare l’efficacia e l’efficienza dei processi organizzativi attuali e futuri.
Le Job descriptions come strumento di supporto per le politiche di sviluppo organizzativo: selezione,
valutazione e politiche retributive. Guida pratica alla stesura di una Job description.
Federico Bencivelli
Consulenteeformatoreseniordi
FAV,hasviluppatometodologie
estrumentifinalizzatialla
valorizzazionedeicomportamenti
organizzatividiimprenditori,dirigenti
eresponsabilidifunzione.Realizza
interventidiassessmentdelle
competenzemanagerialiecoaching
individuale.E’ACC -Associated
CertifiedCoach–ICF(International
CoachingFederation).
Date
12 febbraio 2019
09.00 - 17.00
10 luglio 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 280,00 + iva
7 ore
Guida pratica alla realizzazione del manuale
organizzativo
JOB DESCRIPTION
9 ore
TRAINER
Date
Tre workshop da 3 ore
30 gennaio e
6, 18 febbraio 2019
16.00 - 19.00
Quota di iscrizione
Tre moduli
€ 450,00 + iva
“We now have a chance to embrace today’s revolution for what it is: a powerful, defining moment to rethink
what it means to be human. Our present revolution is not only one where we will need to rethink the nature
and structure of our industries and institutions, but also one where we will need to create new systems that
put humanity at the centre and come to grips with the transformative implications of such a change”. Dov
Seidman, Founder and Chief Executive Officer, LRN Corporation.
La quarta rivoluzione industriale, i Big Data e Internet of Things, l’intelligenza Artificiale e la diffusione dei
social network nella vita organizzativa stanno mutando il modo di costruire il consenso e di gestire alcuni
aspetti della leadership e dell’innovazione strategica, come la comunicazione e l’engagement delle persone.
Le nuove forme organizzative sembrano richiedere nuovi modi di esercitare la leadership, sempre meno
focalizzata e apicale, tecnica e presente, ma maggiormente distribuita all’interno di gruppi (community) di
persone, sempre più protagoniste nella co-creazione della conoscenza, nell’innovazione di prodotti e servizi,
nell’implementazione di Industria 4.0. Comprendere le nuove sfide HR nella quarta rivoluzione industriale è
quindi l’obiettivo di questa attività, e queste sono le tre sfide che riteniamo cruciali.
CONTENUTI
Lo scenario: IA vs HE
Le macchine che imparano e le persone che sanno: empatia ed etica per guidare e gestire le innovazioni.
Come le tecnologie, le macchine, i software stanno trasformando il nostro lavoro. Di quali persone, di quale
umanità abbiamo bisogno?
Il business: l’abbondanza di dati è sufficiente a garantire valore?
Tassi di crescita, innovazione incrementale, Business Intelligence e Big Data Analytics – dalla quantità e
trasparenza delle informazioni alla miglior decisone possibile; dal numero in basso a destra al valore degli
Intangibles.
Le strutture: come ridisegnare ruoli e attività delle persone
Dacomandoecontrolloaresponsabilitàeaccountability.Cheimpattohatuttaquestaricercadi4.0sull’iniziativa,
il coinvolgimento e il contributo individuale al successo aziendale? La necessità di interconnessione e di
collaborazione guida la definizione di nuove strutture e policy organizzative.
Queste tre sfide saranno il focus di tre workshop dedicati in particolare agli HR Manager, gestiti in modalità
world café e finalizzati ad individuare strumenti concreti e piani d’azione per essere protagonisti e registi
del cambiamento.
HUMANITY AT THE
CENTER: IL RUOLO
DELLA PERSONA
TRA BIG DATA E IOT
Elisabetta Zanarini
Responsabile Area Consulenza
di Fondazione Aldini Valeriani,
è PCC – Professional Certified
Coach – ICF (International
Coach Federation). Progetta e
realizza attività di formazione
manageriale e formazione alla
imprenditorialità, Coaching e Team
Coaching, consulenza sui temi HR
e sviluppo organizzativo, diversity
management e multiculturalità.
118 119
TRAINER
La profonda trasformazione dei mercati a livello internazionale, le riforme del mercato del lavoro, la gestione
finanziaria d’impresa hanno messo in discussione le modalità di ingaggio e appartenenza delle persone
rispetto alle aziende e le possibilità di definire obiettivi di medio periodo. Al contempo, la motivazione e
l’affidabilità delle persone sono tra i driver principali per la crescita del valore d’impresa. Il nuovo paradigma
impone un’attenta valutazione della correlazione tra responsabilità assegnate e risultati raggiunti, massima
responsabilizzazione del management rispetto agli obiettivi comunicati e qualità del monitoraggio e del
feedback. Come strutturare politiche di gestione che tengano conto dei cambiamenti nel medio periodo?
Come far raggiungere alle persone risultati extra-ordinari? L’obiettivo del corso consiste nel fornire tecniche e
strumenti per imparare ad assegnare obiettivi ai propri collaboratori e verificare i risultati ottenuti, riconoscendo
eccellenze ed eventuali criticità, attivando azioni mirate di miglioramento ed empowerment.
CONTENUTI
I fondamentali della valutazione delle prestazioni
Leggere il contesto della prestazione professionale: le capacità distintive d’impresa, i comportamenti
organizzativi. I meccanismi di funzionamento di un sistema di valutazione delle prestazioni: ruoli, obiettivi,
modalità di valutazione, responsabilità. Definire gli obiettivi di prestazione in una chiave di sviluppo delle
potenzialità.
Schemi e modelli di valutazione della prestazione. Identificare e formalizzare i criteri di valutazione. Le possibili
distorsioni nel processo di valutazione.
Sistemi incentivanti: verifica e adeguamento di obiettivi, indicatori e modalità di gestione
Forme di retribuzione e forme di incentivazione: dalla Compensation al Total Reward. Come costruire,
revisionare, adeguare un sistema incentivante aziendale. Definizione e condivisione degli obiettivi strategici
di breve e medio periodo: individuazione e validazione dei KPI per i ruoli coinvolti dal sistema incentivante.
Predisposizione e revisione degli strumenti (documenti di assegnazione, schede di valutazione, reportistica,
tempi e modalità di verifica e riconoscimento).
Il dialogo capo-collaboratore: comunicare, attivare, accompagnare alla consapevolezza
Strumenti per la tracciabilità e la coerenza del sistema di valutazione. La gestione del processo di valutazione dei
collaboratori: dal colloquio di assegnazione degli obiettivi al colloquio di verifica. Il ruolo del capo nella valutazione.
L’autoconsapevolezza come punto cardine: l’importanza dell’autovalutazione e del piano delle azioni.
Elisabetta Zanarini
Responsabile Area Consulenza
di Fondazione Aldini Valeriani,
è PCC – Professional Certified
Coach – ICF (International
Coach Federation). Progetta e
realizza attività di formazione
manageriale e formazione alla
imprenditorialità, Coaching e
Team Coaching, consulenza sui
Date
15, 22 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
14 ore
DIGITAL SECURITY
16 ore
TRAINER
VALUTAZIONE DELLE
PRESTAZIONI E
SISTEMI INCENTIVANTI
Date
23, 29 maggio 2019
09.00 - 18.00
3, 10 dicembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
Dai comportamenti individuali alle best
practices aziendali
I sistemi IT aziendali sono esposti a minacce che mirano al principale punto debole: l’utente. Questo corso
è focalizzato sulle competenze e le abilità necessarie a limitare i rischi ed i potenziali danni derivanti dai
pericoli digitali che viaggiano in rete. I comportamenti “digitali”, inconsapevolmente, possono determinare
importanti rischi per la sicurezza aziendale. Prevenire i comportamenti digitali disfunzionali garantisce
una maggiore sicurezza e una maggiore produttività. Il percorso può essere adattato a ciascuna specifica
realtà aziendale d’intesa con i Responsabili IT. Behavioral: promuovere i comportamenti digitali funzionali
al raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali, prevenendo i rischi per la sicurezza informatica. IT:
Individuare ed evitare le principali minacce quali ransomware, malware, mail di phishing, in accordo con le
direttive specifiche dell’azienda in merito alla sicurezza dei sistemi IT.
CONTENUTI
Behavioral: antecedenti del comportamento digitale “a rischio”.
Comportamenti digitali “a rischio”: livello di attenzione ed elaborazione delle informazioni.
Il sistema cognitivo umano: i limiti del nostro sistema operativo.
Effetti diretti e collaterali dell’information overload sulla performance.
Dall’information overload all’interaction overload.
Conseguenze del comportamento digitale “a rischio”.
Effetto Google: quando leggere un messaggio in modo superficiale mette a rischio i nostri dati.
Vivere sui social e compromettere la sicurezza aziendale: quando e perché i social networks possono mettere
a rischio l’azienda.
IT: La prevenzione dei rischi nel sistema IT aziendale.
I rischi derivanti dall’utilizzo della posta elettronica.
I virus.
Proteggersi in 5 mosse.
Navigazione sicura.
Gestione e sicurezza dei dispositivi mobili.
Sicurezza degli ambienti di lavoro condivisi.
Elvis Mazzoni
Professore associato presso
il Dipartimento di Psicologia
dell’Università di Bologna,
si occupa di temi connessi
all’utilizzo funzionale e
disfunzionale delle tecnologie
digitali nell’intero ciclo di vita,
sia nell’ambito lavorativo sia
nell’ambito privato.
Sergio Sangiorgi
Consulente e docente presso
la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, svolge attività
di formatore e advisor per le
Risorse Umane.
Vittorio Cicognani
Lavora da oltre 20 anni
nell’ambito della System
Integration e della consulenza
aziendale su tematiche quali
networking, installazione,
manutenzione e sicurezza dei
Sistemi IT, sviluppo software.
temi HR e sviluppo organizzativo,
diversity management e
multiculturalità.
Lorenzo Ravanelli
Laureato in Diritto del Lavoro
all’Università di Bologna, con
master in Gestione delle Risorse
Umane. In Confindustria Emilia
Area Centro è funzionario dell’Area
Capitale Umano e si occupa di
relazioni industriali e consulenza
in materia di diritto del lavoro e
gestione del personale.
120 121
TRAINER
AMMINISTRAZIONE
DEL PERSONALE
E GESTIONE
DELLE BUSTE PAGA
Il corso ha l’obiettivo di far conoscere i passaggi relativi al corretto inserimento in azienda del
personale dipendente, attraverso l’analisi delle tipologie contrattuali, l’inquadramento sul
piano previdenziale e retributivo e la conoscenza delle norme che regolano la gestione del
personale. Si affronterà la corretta lettura ed elaborazione della busta paga, quale elemento
essenziale degli adempimenti obbligatori per la gestione del personale dipendente, sia nel
caso venga gestito internamente all’azienda, sia nel caso di incarico affidato in outsourcing.
CONTENUTI
Inserimento del lavoratore
Gli adempimenti del datore di lavoro
Posizioni assicurative e previdenziali: le aperture ed il rapporto con gli Enti. Il ruolo della contrattazione
collettiva. Le comunicazioni telematiche: assunzione, variazione e cessazione.
Libri obbligatori (Libro Unico del Lavoro e Libro Infortuni).
Il rapporto di lavoro subordinato
Tipologie contrattuali: tempo indeterminato, tempo determinato, tempo parziale, apprendistato, lavoro
accessorio, lavoro intermittente, parasubordinazione.
Elementi essenziali del contratto di assunzione: luogo di lavoro, periodo di prova, inquadramento, qualifica,
mansione.
Modulistica da sottoporre al dipendente: destinazione del TFR, detrazioni, privacy, ANF.
Composizione della retribuzione, determinazione dell’imponibile fiscale e previdenziale
Incidenza della Contrattazione Collettiva Nazionale, Aziendale ed Individuale. Elementi della retribuzione:
minimo contrattuale, scatti di anzianità, superminimo individuale, indennità da CCNL, mensilità aggiuntive.
Determinazione della retribuzione giornaliera ed oraria. Elementi variabili della retribuzione: lavoro
straordinario, festivo, notturno, lavoro a turni, indennità varie (cassa, mensa…) fringe benefit e buoni pasto.
Adempimenti previdenziali e trattamento economico delle assenze. Imponibile contributivo ed
adempimenti previdenziali
La contribuzione obbligatoria: aliquote contributive e settori di inquadramento. Flusso Uniemens.
Assunzioni agevolate (mobilità, percettori di Aspi, apprendisti).
Le voci assoggettabili.
Matteo Errigo e Daniela Mola
Consulenti del lavoro
specializzati nelle materie del
diritto del lavoro, del diritto
sindacale e delle relazioni
industriali, del diritto della
previdenza sociale e di tutti gli
aspetti di amministrazione del
personale dipendente.
Date
Bologna
19, 21, 26,
28 febbraio 2019
e 5, 7, 12, 14,
19, 21 marzo 2019
14.30 - 18.00
14, 16, 21, 23, 28,
30 ottobre 2019 e 4,
6, 11, 13 novembre 2019
14.30 - 18.00
La gestione delle assenze ed il trattamento economico
La malattia: certificazione ed obblighi di comunicazione, visite di controllo, trattamento economico. e calcolo
dell’indennità a carico Inps. Operai e impiegati, differenze, lordizzazione, integrazione a carico azienda e
compilazione Uniemens.
Maternità e congedi parentali: congedo di maternità e paternità, congedo obbligatorio e facoltativo,
documentazione, trattamento economico e calcolo dell’indennità, integrazione a carico dell’azienda, congedi
per malattia del figlio, riposi giornalieri per allattamento, Uniemens.
Altri congedi c/Inps: Legge 104/92 per portatori di handicap, donazioni sangue, congedo matrimoniale.
Infortunio: comunicazioni obbligatorie, calcolo indennità c/Inail ed integrazione c/azienda.
Autoliquidazione Inail
Basi di calcolo del premio e comunicazione del tasso, modulo di dichiarazione delle retribuzioni, versamento
su modelli F24.
Orario di lavoro
Definizione di orario normale di lavoro, lavoro straordinario, notturno, festivo, a turni, riposi e pause, assenze
retribuite (ferie, rol, ex festività). Adempimenti fiscali e TFR. Reddito da lavoro dipendente – Reddito imponibile,
tassazione ordinaria: scaglioni di reddito ed aliquote, tassazione separata, detrazioni di imposta, addizionale
regionale e comunale, compilazione modello F24, conguaglio fiscale, modello CUD e 770, cenni.
Conguaglio fiscale di fine anno e di fine rapporto.
Trattamento di fine rapporto: retribuzione utile, calcolo e rivalutazione, aliquota media, cenni di tassazione,
previdenza complementare. Il costo del lavoro.
Esercitazioni su:
Compilazione di modelli di contratto di assunzione per le diverse tipologie contrattuali.
Definizione della retribuzione fissa e variabile da CCNL in base alla mansione e qualifica.
Elaborazione di busta paga con elementi variabili per la definizione del corretto imponibile previdenziale.
Elaborazione di un cedolino per definire l’indennità di malattia a carico Inps e la quota a carico del datore
di lavoro.
Elaborazione di un credito per il calcolo dell’indennità di malattia.
Elaborazione di cedolini paga per la determinazione delle indennità.
Elaborazione di una busta paga per il calcolo dell’indennità di infortunio.
Calcolo dell’autoliquidazione e compilazione del modello F24.
Elaborazione dei cedolini secondo le casistiche trattate e determinazione del netto.
35 ore
Quota di iscrizione
€ 700,00 + iva
122 123
SOFT SKILLS
Date
26 giugno, 2 luglio 2019
09.00 – 17.00
11, 18 dicembre 2019
09.00 – 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
TRAINER
LA NEGOZIAZIONE
Dalla logica del compromesso alla logica dell’accordo. Riconoscere le situazioni negoziali, valutare con
attenzione le controparti, comprendere comportamenti, dinamiche cognitive ed emotive del negoziato, per
imparare a gestire i conflitti in modo creativo sono gli asset del corso. Verranno fornite indicazioni pratiche
per condurre con autorevolezza e incisività una trattativa. Una partita con differenti interessi in gioco. E alla
fine chi vince? Entrambi, questo il nostro obiettivo. Un breve pre-work permetterà ai partecipanti di acquisire
consapevolezza sulle proprie aree di miglioramento.
CONTENUTI
Analisi dello scenario: conviene negoziare?
La negoziazione come strategia per trasformare il conflitto in un confronto generativo
I diversi approcci negoziali: negoziazione competitiva e integrativa.
Il mio stile negoziale: test di autodiagnosi.
Superare le resistenze creando rapporti di reciproca fiducia
La negoziazione come processo.
Il quadro negoziale: comprendere il sistema di bisogni e interessi in gioco, i valori e le convinzioni delle persone
coinvolte.
Negoziazione e strategie decisionali.
Leadership nella comunicazione.
Gli elementi della negoziazione integrativa.
La definizione della strategia negoziale.
Costruire soluzioni win-win attraverso la ricerca delle asimmetrie di valore associato alle risorse oggetto di
scambio.
Le fonti del potere negoziale e le strategie per aumentarlo.
Il mix ottimale di fattori negoziali e di concessioni per massimizzare il valore.
L’arte di porre le giuste domande.
Gli errori decisionali tipici del negoziatore: come evitarli
Emotività e negoziazione.
Imparare a dire “no”.
Le armi della persuasione: tattiche e contromosse.
Negotiation Skills Test e piano di miglioramento individuale.
Andrea Mattei
Da oltre 20 anni opera nella
consulenza e nella formazione,
occupandosi di progetti di
cambiamento aziendale.
Supporta le aziende e le persone
nella gestione di negoziazioni
complesse. Ha partecipato a corsi
di negoziazione avanzata presso
la Harvard University. Ha inoltre
conseguito il diploma di coach
presso la scuola di Jan Ardui.
Date
7, 14 maggio 2019
09.00 - 18.00
26 novembre
e 3 dicembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
14 ore
TRAINER
LA COMUNICAZIONE
INTERNA FRA
TRADIZIONE
E INNOVAZIONE
Se guardiamo alla comunicazione interna come ad un sistema, possiamo osservare un insieme di processi
strategici e operativi di creazione, scambio e condivisione delle informazioni essenziali per il funzionamento
dell’organizzazione. Questi processi sono lo specchio della cultura organizzativa e forniscono una
rappresentazione chiara degli orientamenti valoriali che guidano l’impresa. Per stimolare l’efficacia
delle relazioni e orientare i comportamenti nella direzione voluta dalle strategie aziendali, è fondamentale
sviluppare e diffondere le competenze di leadership dialogica, un mix di abilità di diagnosi e facilitazione di
processi comunicativi equilibrati e costruttivi. Il focus del corso consiste nell’offrire strumenti e chiavi di lettura
per facilitare l’adozione di strategie comunicative in grado di valorizzare la tradizione, la memoria collettiva e
al tempo stesso di sostenere la trasformazione culturale, organizzativa e tecnologica richiesta per gestire la
complessità odierna.
CONTENUTI
Cultura organizzativa e stili di management
L’evoluzione dei sistemi comunicativi.
Le nuove sfide della comunicazione interna.
“Al passo” coi tempi: allineare vision e azioni comunicative.
Le funzioni delle comunicazioni interna
Trasmettere, coinvolgere, condividere, formare.
Modalità comunicative e tipologie di relazione: top-down, tecnocratica, circolare.
Gli strumenti della comunicazione nell’era digitale
Chat room, Conference call, Webinar: l’enigma dei new media fra efficacia ed efficienza.
Social network analysis e modelli organizzativi «open»
Sostenere l’innovazione e la progettualità attraverso le reti di relazione.
Leadership dialogica: le competenze chiave del manager-facilitatore
“Reading the room”: osservare le dinamiche nello “spazio” della conversazione.
4 Player Model: facilitare l’equilibrio fra Advocacy ed Inquiry nelle interazioni.
Opzionale DRILL IN 6 ore di consulenza in azienda sui processi e gli strumenti di comunicazione interna.
Federico Bencivelli
Consulente e formatore
senior di Fondazione Aldini
Valeriani, ha sviluppato
metodologie e strumenti
finalizzati alla valorizzazione dei
comportamenti organizzativi
di imprenditori, dirigenti e
responsabili di funzione. Realizza
interventi di assessment delle
competenze manageriali e
coaching individuale.
16 ore
E’ ACC - Associated Certified
Coach – ICF (International
Coaching Federation).
126 127
Date
5 marzo, 2 aprile 2019
09.00 - 18.00
11 novembre
e 2 dicembre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
TRAINER
IL CORAGGIO
DI DECIDERE
Decidere è una libertà, ma anche una responsabilità. Se questo vale in generale per tutti, per chi svolge una
funzione manageriale diventa strategico. La maggior complessità in cui ci troviamo ad operare porta a una
maggior difficoltà nel decidere. Se questo vale in generale per tutti, per chi svolge una funzione manageriale il
peso della responsabilità delle scelte può diventare insostenibile. Gli approcci tradizionali di decision making
si concentrano sull’aspetto razionale, trascurando le forze emotive che sono gli ostacoli più rilevanti in questo
contesto. Le migliori decisioni in realtà nascono dalla capacità di riconoscere le proprie emozioni e di utilizzarle
come risorsa. Questa palestra esercitativa sul coraggio di decidere consente di sviluppare in modo strategico
un nuovo mindset per arrivare ad un decision making coraggioso e consapevole, che aiuti ad identificare le
alternative essenziali, prefigurare i risultati attesi e valutarne le conseguenze.
CONTENUTI
La decisione e il coraggio: due modelli evolutivi a confronto.
Tipologie di decisioni.
Il nostro stile decisionale.
Le trappole psicologiche: riconoscerle per evitarle.
I driver del coraggio manageriale.
Strategie e stratagemmi per affrontare decisioni critiche e gestire l’ansia.
Il coraggio decisionale come processo generativo.
La “costellazione” delle capacità fondanti il coraggio decisionale.
Le armi della persuasione: tattiche e contromosse.
Dieci errori comuni.
Definizione di un piano di miglioramento individuale.
Test di autovalutazione per definire un piano di sviluppo individuale.
Cristina Cremonesi
Esperta in sviluppo manageriale,
svolge la sua attività professionale
per importanti aziende leader
di mercato, supportando i
manager nel miglioramento
della loro performance e nello
sviluppo di dimensioni chiave
della leadership quali visioning,
empowering, energizing,
Date
7 giugno 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
16 ore
TRAINER
Il laboratorio sulla delega è uno spazio formativo in cui le persone possono confrontarsi ed allenare approcci
e modelli di delega coerenti con i nuovi orientamenti organizzativi. Si tratta di potenziare un sistema di
skills che consentano di promuovere empowerment, mobilitare energie, valorizzare le diversità, migliorare la
performance individuale ed organizzativa. La delega diviene uno strumento fondamentale per chi gestisce
risorse, per sviluppare e far crescere non solo i propri collaboratori, ma anche se stessi. Implica un insieme
di competenze sfidanti, che ampliano le nostre modalità di esercitare il ruolo. Sarà possibile, grazie alla
sperimentazione attiva, riorientare comportamenti, condividere logiche e modalità collegate all’ingaggio e
allo sviluppo dei propri collaboratori, fornire strumenti operativi utili per esercitare efficacemente la delega
come strumento di sviluppo e di innovazione.
CONTENUTI
Un approccio ai nuovi modelli evolutivi nell’ambito della delega.
I prerequisiti fondamentali per un buon esercizio della delega.
L’esplorazione delle proprie modalità di esercizio della delega.
Sperimentazione attiva su casi reali di delega come strumento di empowerment e generazione di valore per
se stessi e per gli altri.
Il profilo motivazionale dei collaboratori.
La gestione di casi difficili.
La conduzione di colloqui motivazionali e di riorientamento.
La costruzione di un piano di crescita individuale per ciascun collaboratore.
La modellizzazione di best practice.
8 ore
decision making, self efficacity,
teamwork per raggiungere i
risultati di business. È docente
di Management e Leadership
in varie Corporate University e
Business School, Personal coach
di top manager oltre che Mentor
sia per Executive manager che
per giovani talenti.
DELEGA
ED EMPOWERMENT
Cristina Cremonesi
Esperta in sviluppo manageriale,
svolge la sua attività professionale
per importanti aziende leader
di mercato, supportando i
manager nel miglioramento
della loro performance e nello
sviluppo di dimensioni chiave
della leadership quali visioning,
empowering, energizing,
decision making, self efficacity,
teamwork per raggiungere i
risultati di business. È docente
di Management e Leadership
in varie Corporate University e
Business School, Personal coach
di top manager oltre che Mentor
sia per Executive manager che
per giovani talenti.
128 129
Date
25 ottobre 2019
09.00 - 1 7.00
Quota di iscrizione
€ 280,00 + iva
TRAINER
GESTIRE
I COLLABORATORI
130 131131
7 ore
TRAINER
La globalizzazione richiede oggi, all’interno delle aziende, la capacità di gestire con efficacia business
in contesti internazionali, ma anche cambiamenti repentini di interlocutori e collaboratori. In questo
contesto, assumono un ruolo sempre più decisivo non solo gli strumenti e le prassi di lavoro ma anche la
consapevolezza delle diversità culturali, generazionali, regionali, etniche e religiose. Ancora però, soprattutto
nella nostra cultura, mentre il numero di team virtuali è in rapida crescita, generalmente collaborare quando si
è distanti può risultare più difficile che lavorare nello stesso stabile o a poca distanza. Molte aziende selezionano
i membri dei team per i loro progetti in diverse località sparse per il mondo e li mettono in comunicazione tra
di loro virtualmente, permettendosi così di scegliere i migliori talenti disponibili e risparmiare sia tempo che
denaro. Per far sì che questo nuovo modello di lavoro abbia successo, è fondamentale sapere come gestire i
team virtuali i cui membri hanno sede in diversi luoghi e nazioni.
CONTENUTI
La gestione del team multiculturale
Esplorare i nuovi scenari organizzativi: la gestione della diversità.
Generazioni, generi, culture, appartenenze: norme, valori, stereotipi culturali.
Identificare il proprio livello di competenza interculturale.
Le differenze esistenti nelle culture con cui ci si confronta.
Strumenti manageriali per la gestione della diversità.
La gestione dei team virtuale
Ricercare, riconoscere e connettere le competenze dei membri di un team virtuale.
Definire obiettivi, ruoli e regole.
Scegliere gli strumenti di comunicazione.
Potenziare e curare attività e capacità del team leader.
16 ore GESTIRE TEAM
MULTICULTURALI
E VIRTUALI
Elisabetta Zanarini
Responsabile Area Consulenza
di Fondazione Aldini Valeriani,
è PCC – Professional Certified
Coach – ICF (International
Coach Federation). Progetta e
realizza attività di formazione
manageriale e formazione alla
imprenditorialità, Coaching e
Team Coaching, consulenza sui
temi HR e sviluppo organizzativo.
Le squadre affiatate e ad alte prestazioni sono caratterizzate dall’equilibrio fra orientamento al risultato e
orientamento alle persone. Una palestra esercitativa per sviluppare ed allenare le competenze per motivare
i collaboratori, generare coinvolgimento e ottenere un contributo collettivo all’innovazione, utilizzare
approcci sfidanti per creare squadre di successo. Un approccio all’apprendimento non teorico che, grazie alla
sperimentazione attiva, porta i partecipanti ad esplorare le dimensioni chiave nella gestione dei collaboratori e
a promuovere nuove prassi manageriali che traducano efficacemente orientamenti e sensibilità organizzative
in azioni e ricadute tangibili. Partendo dalla possibilità di riconoscere il proprio stile nella gestione e nello
sviluppo dei collaboratori, si sperimenteranno modalità di gestione improntate ad una maggior progettualità
e proattività per rendere i collaboratori parte attiva nel raggiungimento degli obiettivi aziendali e migliorare la
loro performance. Verrà trasmesso un sistema di skills volte a promuovere empowerment e mobilitare energie
attraverso l’esercizio costante del feedback motivazionale, la conduzione di colloqui di sviluppo, l’utilizzo di
capacità comunicazionali, di delega e di coaching, per perseguire eccellenza nei risultati.
CONTENUTI
La propria esperienza di capo, con particolare focus sull’area gestionale di sviluppo dei collaboratori.
Gli aspetti fondamentali della relazione capo-collaboratore.
Le leve per promuovere processi di sviluppo delle prestazioni del collaboratore.
Il sistema di capacità coinvolte: motivazione, engaging e coaching.
Sperimentazione attiva del modello di “Leadership Empowering”: il capo come guida, come consulente, come
supervisore/addestratore delle proprie risorse umane.
La comunicazione organizzativa.
Il feedback come strumento progettuale e di crescita manageriale.
Costruzione di una mappa di azioni concrete da parte dei partecipanti da implementare nella propria realtà
lavorativa.
Cristina Cremonesi
Esperta in sviluppo manageriale,
svolge la sua attività professionale
per importanti aziende leader
di mercato, supportando i
manager nel miglioramento
della loro performance e nello
sviluppo di dimensioni chiave
della leadership quali visioning,
empowering, energizing,
decision making, self efficacity,
Date
28 gennaio
e 15 febbraio 2019
09.00 - 18.00
20 settembre
e 8 ottobre 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 600,00 + iva
teamwork per raggiungere i
risultati di business. È docente
di Management e Leadership
in varie Corporate University e
Business School, Personal coach
di top manager oltre che Mentor
sia per Executive manager che
per giovani talenti.
130 131
Date
10, 17 aprile 2019
09.00 – 18.00
13, 20 novembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 580,00 + iva
TRAINER
TIME E MEETING
MANAGEMENT
16 ore
TRAINER
Molto spesso anche il professional più esperto, nel momento in cui deve confrontarsi con un uditorio, si
trova davanti alcuni ostacoli che mettono in dubbio la sua efficacia comunicativa: ansia, nervosismo,
pubblico poco interessato (se non addirittura ostile), poco tempo a disposizione per prepararsi. Eppure
esporre le proprie idee è uno degli eventi lavorativi più frequenti nell’attuale contesto aziendale. Proprio per
questa ragione le competenze e le abilità comunicative sono ormai parte fondamentale, e imprescindibile,
della formazione professionale e manageriale mirata all’eccellenza. Di questo vasto ambito fanno parte in
particolare tutte le tecniche utili a organizzare il proprio discorso in maniera efficace per presentare progetti,
relazioni e idee in maniera persuasiva e coinvolgente. Ecco perché manager e professionisti devono sviluppare
competenze e tecniche specifiche che permettano la gestione sicura e consapevole di tutte le situazioni in cui
occorra confrontarsi con un “pubblico” aziendale.
CONTENUTI
Le dinamiche comunicative nelle situazioni pubbliche
I presupposti fondamentali del parlare in pubblico.
Strategie e tecniche di comunicazione interpersonale.
Stile comunicativo adeguato al ruolo, alla personalità e allo stile aziendale.
Indicazioni pratiche sulle tecniche di comunicazione.
Acting: la gestione consapevole del corpo e della voce
Elementi di comunicazione verbale e non verbale presi dal teatro.
Gestione del non verbale: l’azione fisica nello spazio.
Il linguaggio del corpo: mimica, sguardo, posizione del corpo, gestualità.
Impostazione e uso della voce: volume, ritmo e velocità, pause, accentuazioni.
Strutturazione e articolazione dei contenuti dello speech
Le fasi del discorso: l’apertura, l’argomentazione, la chiusura.
Le tecniche discorsive e persuasive.
L’invenzione e la gestione di metafore, digressioni, esempi.
L’utilizzo dei supporti audiovisivi (slide, contributi filmati, microfono).
La relazione con il pubblico
Analisi del proprio pubblico.
Le possibilità relazionali con l’uditorio.
Valutazione dei feedback e adattamento al pubblico.
La gestione delle domande e delle obiezioni.
8+8 ore LA VOCE OLTRE
L’OSTACOLO
Dario Turrini
Consulente e formatore,
direttore artistico del Teatro
Guardassoni di Bologna, autore
di seminari e laboratori di storia
e semiologia dello spettacolo
per il DAMS dell’Università di
Bologna e per le Università
di San Marino e di Bolzano. È
autore del libro sulle tecniche
e strategie comunicative “To
business or not to business – i
testi di Shakespeare come
modelli comunicativi per il
manager e l’azienda”.
Acquisire tecniche di pianificazione per ottimizzare la gestione del proprio tempo di lavoro, introiettare
modelliestrumentieconsigliperidentificareimetodidirinforzodellapropriaefficienzasullavororiducendo
il tempo sprecato all’interno dell’organizzazione. Migliorare il vissuto psicologico connesso all’operatività
quotidiana. Apprendere specifiche modalità di progettazione e controllo delle riunioni, finalizzate a una
comunicazione strutturata e non conflittuale.
CONTENUTI
Modulo 1 - Time Management
Psicologia del tempo: prospettiva, percezione, controllo, la soglia di attivazione, la soglia di tensione, eustress,
distress, concentrazione, monotasking vs. multitasking.
Le categorie logiche della gestione del tempo: importanza, urgenza, priorità vera, priorità falsa, emergenza,
imprevisto, incuria, problema vero e proprio, seccatura, condizione.
I criteri corretti e scorretti nel setting delle priorità.
Le distorsioni nell’uso del tempo: sensazione di non saper/poter programmare, privilegiare le routine, ottimismo
nell’uso del tempo, insensibilità agli impegni di lungo periodo, incapacità nell’autodisciplina, incapacità a dire
NO, incapacità a riconoscere lo stress, assenza di delega, errori di delega.
La pianificazione e l’uso dell’agenda.
Modulo 2 - Meeting Management
Anatomia della riunione: il piano della partecipazione, il piano dell’attivazione, il piano della gestione della
negatività.
Le peculiarità di una riunione ben condotta: finalizzazione, focalizzazione, attenzione, struttura, tempificazione.
Il focus di apertura.
Il management della partecipazione: free flow, circle time, random time, panel integrato, panel progressivo,
panel regressivo, acquario, question time.
Il presidio delle aree critiche: controllare i tempi, concentrare l’attenzione e dirigere la discussione, gestire
comportamenti turbolenti.
Il focus di chiusura.
La verbalizzazione.
Date
Mod. 1: 13 giugno 2019
09.00 – 18.00
Mod. 2: 19 giugno 2019
09.00 – 18.00
Mod 1: 5 dicembre 2019
09.00 – 18.00
Mod.2:12 dicembre 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
Ogni singolo modulo:
€ 300,00 + iva
Modulo1+2:€580,00+iva
Francesco Muzzarelli
Formatore senior FAV, da
diciannove anni svolge l’attività
di formatore e consulente presso
le imprese, le aziende sanitarie e la
pubblica amministrazione. Le sue
principali aree di ricerca e intervento
riguardano il comportamento
organizzativo, la comunicazione
intrapersonale e interpersonale e
l’applicazione dello psicodramma
classico alle organizzazioni. È
professore a contratto presso la
Scuola di Psicologia e Scienze
della Formazione dell’Università di
Bologna.
Il presidio dell’efficienza Parlare abilmente in pubblico
132 133
Date
7 giugno 2019
09.00 – 17.00
14 giugno 2019
09.00 – 13.00
Quota di iscrizione
€ 450,00 + iva
Date
21, 28 marzo 2019
09.00 - 17.00
21, 28 novembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 520,00 + iva
TRAINER
SLIDING STORIES
134 135
14 ore
TRAINER
Tutti leggiamo tantissime email per motivi di lavoro. E nessuno ha voglia di farlo. Ecco perché scrivere
messaggi che “bucano lo schermo” è un’azione davvero strategica. Incisività e chiarezza sono alla base
di ogni comunicazione efficace, quando si usa il mezzo dell’email sono addirittura imprescindibili. Occorre
padroneggiare gli strumenti per organizzare la struttura delle idee e del testo, comprendere il registro e il
linguaggio giusto per questo particolare contesto, saperlo adattare allo specifico destinatario, all’interno o
all’esterno dell’azienda. Un laboratorio fatto di idee, tecnica e tanta esperienza per scrivere mail più leggibili,
credibili e convincenti, in poco tempo e con sicurezza.
CONTENUTI
Email: un laboratorio di scrittura efficace
Perché è importante saper scrivere efficacemente. I disturbi della comprensione: resistenze alla lettura,
resistenze alla scrittura. Occhi e cervello: vizi e virtù di due strumenti geniali. Come cambia una lingua.
Le S della scrittura efficace
Semplicità: semplice non è semplicistico. Sintesi: il potere nell’essenziale. Struttura: l’ordine dell’esposizione -
exordium, narratio et argumentatio, peroratio.
I luoghi dell’Email
Destinatario: CC or not CC? this is the question. Il campo oggetto. Il testo: semplicità, sintesi, struttura. I saluti.
Gli allegati.
Rispondere alle Email
Precauzioni psicologiche e comportamentali (netiquette). Il metodo CRG: calibrazione, ricalco e guida. Il carico
emotivo: emoticon e altri linguaggi extra-testuali. Il flaming.
Esercitazioni
Rimuovere le incomprensioni. Scrivere per essere capiti. Editing: occhio all’ortografia. Riflessioni e analisi di
comuni esperienze sullo scrivere per lavoro. Nelle fasi pratiche si lavorerà su casi reali. Gli stessi partecipanti
proporranno i casi, traendoli dalla loro esperienza.
11 ore
EMAIL WRITING
Francesca Gagliardi
Giornalista pubblicista, esperta
di comunicazione e scrittura
professionale, tiene corsi di
business e web writing per
enti pubblici e aziende private,
insegna all’Università degli Studi
di Parma.
Esistesolounmododiraccontarelapropriaazienda?Comepresentarlainmanieracoinvolgente,rendendola
unica, riconoscibile fra i competitor, in modo che resti impressa nella memoria degli interlocutori? Sia che
ci si confronti con un cliente-prospect o con il proprio team, sia che si stia accogliendo una nuova risorsa o si
stia partecipando a un convegno internazionale, quello che ci emoziona, ci convince e che poi ricordiamo sono
sempre le storie. Le belle storie. E le aziende leader di mercato lo sanno benissimo perché le loro narrazioni,
declinate in speech, advertising o spot televisivi sono sempre estremamente curate e avvincenti. Questo
percorso si focalizza sul potenziamento delle personali competenze narrative, il famoso storytelling, mirate
alla costruzione di racconti originali, incisivi e memorabili della propria azienda. Raccontare storie è un’arte
che si può acquisire e sviluppare conoscendo i meccanismi narrativi e le dinamiche del racconto. Ma non è
semplicemente l’arte di raccontare storie, quanto piuttosto saper raccontare la propria azienda attraverso una
storia. Il corso ha un’impostazione pratica e partecipativa: ai partecipanti sarà infatti chiesto di lavorare sulle
storie della propria azienda e di provare poi insieme l’efficacia delle loro produzioni in modo da uscire dal
laboratorio con un concreto bagaglio di materiali narrativi da utilizzare poi nelle specifiche realtà aziendali.
CONTENUTI
La struttura delle storie.
Elementi delle articolazioni discorsive: elenchi e narrazioni.
L’inizio di una storia: tecniche per un’apertura coinvolgente.
L’organizzazione del messaggio aziendale all’interno di una storia.
Le dinamiche emozionali: come impressionare il pubblico.
La chiusura del racconto: restare nella memoria.
Cosa rende una storia unica.
Cosa evitare nel raccontare la propria storia.
Il linguaggio teatrale come fonte di ispirazione narrativa.
Esempi ed analisi di storytelling aziendale.
Manuel Reitano
Laureato in lingue e letterature
straniere e diplomato presso
l’accademia d’arte drammatica
dell’Antoniano di Bologna. Nel
2007 inizia l’attività di consulente e
formatore: public speaking, dizione,
recitazione, leadership. Dopo studi
all’estero presso la London School
of Economics e Harvard University,
inizia a svolgere formazione e
consulenza in inglese.
Raccontare la propria azienda
con lo storytelling
Scrivere email efficaci
134 135
Date
24, 31 maggio 2019
09.00 – 18.00
6, 13 dicembre 2018
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
Date
11, 18, 25 giugno 2019
09.00 – 18.00
Quota di iscrizione
€ 750,00 + iva
TRAINER
PRESENTATION
SKILLS LAB
24 ore
TRAINER
I Processi di Pensiero (Thinking Processes, TP) costituiscono un insieme di strumenti logici, che possono
essere utilizzati indipendentemente o in combinazione, per favorire la risoluzione di problemi complessi,
migliorare il processo decisionale e gestire progetti di cambiamento che assicurino un miglioramento
continuo delle prestazioni. Il corso si propone di fornire ai partecipanti le linee guida per la scelta e l’uso delle
tecniche dei Thinking Processes nel proprio contesto, in modo da consentire la risoluzione dei conflitti (senza
ricorrere a inaccettabili compromessi), l’analisi di situazioni problematiche, la costruzione di soluzioni efficaci
e la comunicazione della logica di supporto alle parti coinvolte nei cambiamenti da realizzare.
CONTENUTI
Pensare chiaramente: attività di default o competenza da acquisire?
Il problema: gli ostacoli al pensiero efficace.
Le distorsioni psicologico-cognitive.
La direzione della soluzione: le colonne portanti del pensiero efficace.
L’approccio sistemico alla risoluzione dei problemi complessi.
Cambiare per migliorare: il Ciclo di Gestione del Cambiamento.
Le due categorie del pensiero logico: logica di necessità e logica di sufficienza o causalità.
La verifica della validità dei modelli logici: le categorie di riserva legittima (Categories of Legitimate Reservation, CLR).
L’analisi e la rappresentazione della situazione problematica: l’Albero della Realtà Attuale (Current Reality Tree, CRT).
Come rappresentare e risolvere ogni conflitto: il Diagramma di Risoluzione del Conflitto (Evaporating Cloud, EC).
Come valutare a priori gli effetti di un cambiamento: l’Albero della Realtà Futura (Future Reality Tree, FRT) e le
Ramificazioni Negative (Negative Branch Reservations, NBR).
Il superamento degli ostacoli al conseguimento dell’obiettivo: l’Albero dei Prerequisiti (Prerequisite Tree, PRT).
La visione d’insieme del processo di cambiamento: l’Albero di Strategia e Tattica (Strategy & Tactic Tree, S&T Tree).
L’acquisizione del consenso: i livelli di resistenza e il loro superamento.
La Matrice del Cambiamento.
16 ore THINKING
PROCESSES
Andrea Zattoni
CEO di Antifragility s.a.s.,
consulente di direzione e
organizzazione aziendale, Ha
ricoperto per anni il ruolo di
dirigente d’azienda e Professore
a Contratto presso l’Università di
Bologna. Relatore in conferenze
su tematiche innovative di
management e docente in corsi
sull’applicazione della Theory
of Constraints, ha conseguito
il Certificate of Achievement
da parte dell’organismo
internazionale di certificazione
delle competenze sulla Theory
of Constraints (TOCICO) e il
“TOC Certification in Operations
Management” da parte delle
Goldratt Schools.
Siamo quello che comunichiamo. Viviamo in un mondo connesso, aperto, liquido: nessuno può prescindere
dalla necessità di comunicare in modo chiaro, empatico, efficace. Una capacità che si può e si deve acquisire
per gestire con successo le interazioni nell’epoca dell’iper-informazione. Questo laboratorio trasmette ai
partecipanti le competenze per progettare, realizzare ed esporre presentazioni efficaci. Il laboratorio si
caratterizza per il solido impianto teorico - scenari, best and next practice, strumenti, metodologie, trend
– completato da una forte componente esperienziale: esercitazioni pratiche e momenti di interazione, sia
individuali che di gruppo. Ogni incontro si apre e chiude con un momento di warm-up e di chill-out per
focalizzare i messaggi chiave. Alcuni degli argomenti saranno trattati secondo le più avanzate tecniche di
Design Thinking: il pensiero logico-creativo orientato al problem solving.
CONTENUTI
Warm-up: sapere, saper fare, far sapere
Cosa rende una presentazione “memorabile”? Le nuove regole dell’attenzione (e dell’attrazione) ai tempi di
Web e Social. Danni da Power Point. Gli errori tipici. Le trappole da evitare. Nessuno è innocente.
Strategia: arte e scienza della presentazione perfetta
Dare forma al pensiero: elementi di Design Thinking. Strategia e architettura: visual mapping e storyboard.
Elaborare una strategia. Sostanza, struttura, interfaccia. Capire i propri obiettivi. Conoscere le aspettative del
pubblico. Convincere o spiegare? Il principio del puzzle. La piramide della Comunicazione: il metodo del Come
e del Perché. Ogni presentazione è una performance: tecniche di pitching. Le regole del Pitch perfetto: a
lezione dai guru mondiali del pitching.
Preparazione: forma e contenuto
Standard editoriali: regole e stili richiesti dai diversi contesti. Scrivere i testi: chiarezza, efficacia, emozione.
Caccia allo S.T.A.R. moment. Conquistare il pubblico con i trucchi dello Storytelling. Uso ottimale della grafica:
semplicità, funzionalità, valore cognitivo. Gestire lo spazio: le regole auree della slide. Elementi di cornice:
elementi grafici e di orientamento per non far smarrire l’interlocutore.
Usare le immagini: visual data e visual concept. Mostrare i dati: information is beautiful. Strumenti di data
visualization e data mapping. Gli strumenti classici e le applicazioni online: Power Point, KeyNote, Google
Slides, Canva, Prezi. Tips & tricks di design per non designer.
Esposizione: cuore e cervello
Pillole di comunicazione non verbale, di prossemica e time management. Principi base di public speaking.
Comunicazione, relazione e informazione. Scritto e parlato. Valutare il contesto. Best practice: trucchi e consigli.
Worst Practice: gli errori da evitare e gli orrori da scampare. Mini contest.
Strategia, preparazione, esposizione Strumenti logici e pratici per la risoluzione di
problemi complessi
Giulia Ruta
Consulente e formatrice
di marketing strategico
e innovazione digitale
affianca aziende nazionali e
internazionali in diversi settori,
tra cui Manufacturing, Fashion,
Beauty, Food e Retail. Collabora
con diversi acceleratori
d’impresa e centri per
l’innovazione in progetti di start-
up coaching e Open Innovation.
Specializzata in Customer
Experience management,
Omnicanalità e processi di
Trasformazione Digitale.
136 137
Date
20, 27 marzo,
3 aprile 2019
09.00-18.00
12, 19, 26 giugno 2019
09.00-18.00
9, 16, 23 ottobre 2019
09.00-18.00
Quota di iscrizione
€ 850,00 + iva
I TRAINING FAV
24 ore
TRAINER
Nuove idee generano nuovi progetti. Ai blocchi di partenza è importante arrivare con un piano chiaro e
condiviso da tutte le persone coinvolte. Non è sufficiente partire prima ma occorre pianificare le diverse fasi.
Identificazione delle risorse, schedulazione, controllo dei tempi, ottimizzazione di costi: questi gli strumenti
per trasformare un’idea in un progetto. Una corsa verso il vantaggio competitivo, non senza ostacoli. Saper
prevedere e gestire anche gli ostacoli significa tradurre le variabili critiche in azioni di miglioramento. L’obiettivo
è quello di apprendere e sperimentare l’equilibrio tra velocità e performance e trasformare un progetto
concluso in un progetto che porta a risultati concreti.
CONTENUTI
Gli standard internazionali di Project Management.
Il progetto, il suo ciclo di vita.
L’ambiente di progetto, gli attori e i modelli organizzativi.
Avvio e pianificazione, Project Charter.
Deliverable e Scope Management, Work Breakdown Structure.
Gruppo di lavoro: competenze e responsabilità.
Il costo del progetto, risorse umane, materiali, economiche.
Tecniche e metodi di stima.
Sequenza e durata delle attività, allocazione delle risorse e schedulazione delle attività.
Il Gantt e la pianificazione del monitoraggio e controllo di progetto.
PROJECT
MANAGEMENT BASIC
Cristiano Ottavian
Consulente e formatore di
Project Management presso
aziende, trainer in Business
School e Corporate Academy.
É certificato PMP, Prince2,
Financial Advisor e Environment
Consultant. Associato al PMI e
membro del comitato editoriale
del PMI-Northern Italy Chapter.
Co-autore de “Il Glossario dei
termini di Project Management”.
É consulente aziendale sui
temi dell’innovazione, sviluppo
prodotto e processo. Conduce
progetti in aziende di diversi
settori, in Italia, Europa e Medio
Oriente. Collabora con FAV dal
2014.
Pianificazione e avvioProject Management processo
di certificazione
PROJECT
MANAGEMENT
EDUCATION
24 ORE 35 ORE
SOSTIENI
L’ESAME
3 ORE
150 DOMANDE
4 ORE
200 DOMANDE
CERTIFIED PROFESSIONAL
SEI DIVENTATO
Project
Management
Basic
CAMP®
Project
Management
Professional
PMP®
PREPARAZIONE ALL’ESAME
21 ORE DI SIMULAZIONE,
VERIFICA E CONTROLLO
CON IL DOCENTE
SEI DIVENTATO
CERTIFIED PROFESSIONAL
CAMP®
PMP®
138 139
Executive Program
PMP®
PROGRAM
Project Management Professional
Specializzazione e certificazione: binomio dell’Executive Program in Project Management. Un percorso
modulare sulla gestione di progetti complessi che, dall’identificazione dell’obiettivo al reporting di progetto,
prepara a sostenere l’esame per ottenere la certificazione internazionale PMP®
, in conformità con gli standard
internazionali del PMBOK®
Guide del Project Management Institute (PMI).
Con un’esperienza di più di 20.000 ore di formazione erogate sul Project Management, ed essendo Registered
Education Provider (R.E.P.) del Project Management Institute (PMI), proponiamo un approccio integrato per
pianificare, monitorare e controllare un progetto, con un’efficace gestione di risorse umane ed economiche e
con un’appropriata capacità di comunicare agli stakeholder le diverse informazioni di progetto. Management e
tecnica quindi, in un’altalena complessa tra efficacia ed efficienza, velocità e performance.
Una palestra per allenare la capacità di saper prevedere e gestire anche gli ostacoli, i cambi di direzione,
traducendo le variabili critiche in azioni di miglioramento con un occhio attento agli equilibri organizzativi, tra
progetto, temporaneo, e struttura aziendale permanente.
Facoltativa, ma consigliata, è la fase di preparazione all’esame di certificazione PMP®
. Sessioni pratiche e di
simulazione su domande tipiche dell’esame, da discutere insieme al docente.
MODULO 1
PROJECT MANAGEMENT BASIC – PIANIFICAZIONE E AVVIO
Gli standard internazionali di Project Management. L’ambiente di progetto, attori, stakeholder, team.
Pianificazione e Avvio. Deliverable e Scope Statement. WBS, Work Breakdown Structure. Gruppo di lavoro:
competenze e responsabilità. Il costo del progetto, risorse umane, materiali, economiche. Schedulazione delle
attività. Analisi dei rischi. Monitoring and Controlling. Scope Management.
MODULO 2
PROJECT TIME E COST MANAGEMENT
I processi di Project Management. Stimare le risorse umane e i costi necessari alle attività. Stesura del budget:
la Cost Baseline. Monitorare e controllare il lavoro di progetto. Sviluppare e controllare la schedulazione di
progetto e i costi, in maniera integrata. Lo standard internazionale: il metodo dell’Earned Value System. Indici
di performance (prestazioni) del progetto e previsioni a finire. Earned Value: l’impatto su processi e procedure
aziendali.
MODULO 3
RISK MANAGEMENT
I rischi di progetto: definizioni e approccio. Pianificare la gestione dei rischi (Risk Management Plan). Identificare
i rischi (Risk Register). Eseguire l’analisi qualitativa dei rischi (Matrice dei rischi). Eseguire l’analisi quantitativa dei
rischi (cenni). Pianificare la risposta ai rischi.
MODULO 4
PROJECT HUMAN RESOURCES MANAGEMENT
Pianificazione delle risorse umane. Gruppo di lavoro: competenze e responsabilità. I ruoli del team di progetto.
Organizzazione e progetto: strutture a matrice. Team building: il modello di Tuckman. Interpersonal skills:
leadership, motivazione del team e problem solving.
MODULO 5
PROJECT STAKEHOLDER AND COMMUNICATION MANAGEMENT
L’ambiente di progetto e le parti interessate: i project stakeholder. La matrice degli stakeholder. Strategie
di gestione degli stakeholder. Il Reporting di progetto. Issue log. Gestione documentale e configuration
management. Interpersonal skills: la mappa dei circuiti della comunicazione interna. Comunicare è organizzare.
I flussi comunicativi: top-down, orizzontali, bottom-up. Strumenti e canali di comunicazione. Le competenze
chiave: trasmettere, ascoltare, dare (e ricevere) feedback. La leadership dialogica.
24 ORE
MODULO 1
PROJECT MANAGEMENT BASIC – PIANIFICAZIONE E AVVIO
MODULO 2
PROJECT TIME E COST MANAGEMENT 7 ORE
MODULO 3
RISK MANAGEMENT 7 ORE
MODULO 5
PROJECT STAKEHOLDER AND COMMUNICATION MANAGEMENT 14 ORE
MODULO 4
PROJECT HUMAN RESOURCES MANAGEMENT 14 ORE
PREPARAZIONE ALL’ESAME CAPM®
/ PMP®
Certificazione CAPM®
Certificazione PMP®
LA STRUTTURA
PREPARAZIONE ALL’ESAME CAPM®
/ PMP®
Il corso accompagna i partecipanti nella preparazione all’esame di certificazione CAPM®
oppure PMP®
del
Project Management Institute (PMI). Simulazione d’esame nella mattina, discussione con il docente nel
pomeriggio.
21 ORE
141140
Executive Program
PMP®
PROGRAM
Project Management Professional
LA FACULTY
Cristiano Ottavian
Consulente e formatore di Project Management in aziende, Business School e Corporate Academy. É certificato
PMP, Prince2, Financial Advisor e Environment Consultant. Già direttore di una Corporate Academy, progetta
e realizza percorsi formativi a supporto dell’efficacia ed efficienza dei modelli di business. Associato al PMI e
membro del comitato editoriale del PMI-Northern Italy Chapter. Co-autore de “Il Glossario dei termini di Project
Management”. É consulente aziendale sui temi dell’innovazione, sviluppo prodotto e processo, cambiamento
organizzativo e ottimizzazione di processi, progettazione della distribuzione di prodotti e servizi. Conduce
progetti in aziende di diversi settori, in Italia, Europa e Medio Oriente. Collabora con FAV dal 2014.
Elisabetta Zanarini
Responsabile dell’Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani, è PCC – Professional Certified Coach – ICF
(International Coach Federation). Progetta e realizza attività di formazione manageriale e formazione alla
imprenditorialità, Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo.
Andrea Vismara
Consulente e formatore nel Project Management presso aziende e Business School in tutta Europa, è certificato
PMP, MSP, Prince2 e ITIL. Ha ottenuto un MBA presso Profingest Management School ed è stato docente nei
programmi MBA. Socio fondatore di aziende tecnologiche, con filiali in USA, India e Cina. Senior Associate
di Management Centre Europe, della American Management Association. E’ consulente aziendale sui temi
di Ricerca & Sviluppo, innovazione di prodotto e processo, gestione di progetti internazionali e finanziamenti
pre-competitivi. Svolge attività di formazione e consulenza di Project Management, secondo diversi standard
internazionali, presso numerose aziende in Italia e in Europa. Collabora con FAV dal 2009.
Federico Bencivelli
Consulente e formatore senior di Fondazione Aldini Valeriani, ha sviluppato metodologie e strumenti finalizzati
alla valorizzazione dei comportamenti organizzativi di imprenditori, dirigenti e responsabili di funzione. Realizza
interventi di assessment delle competenze manageriali e coaching individuale. È Coach ACC- ICF (International
Coach Federation - Italia).
PRIMO SEMESTRE
Mod. 1 Project Management Basic – Pianificazione e Avvio
Mod. 2 Project Time e Cost Management
Mod. 3 Risk Management	
Mod. 4 Project Human Resources Management
Mod. 5 Project Stakeholder and Communication Management
Preparazione all’esame CAPM®
/ PMP®
20, 27 marzo e 3 aprile 2019
9 aprile 2019
17 aprile 2019
8, 15 maggio 2019
22, 29 maggio 2019
5, 20 giugno e 3 luglio 2019
QUOTA DI ISCRIZIONE
Project Management Basic - Pianificazione e avvio € 850,00 + iva
Mod. 2-3-4-5 € 2.500,00 + iva
Preparazione all’esame CAPM®
/ PMP®
€ 850,00 + iva
Executive Program completo
(Mod. 1-2-3-4-5 + preparazione all’esame CAPM®
/ PMP®
) € 3.300,00 + iva
La quota di iscrizione comprende coffee break e light lunch. Ai partecipanti che frequentano l’intero percorso
o i singoli moduli (con almeno l’80% della frequenza) verrà rilasciato un attestato di frequenza con il numero
di PDU corrispondenti alle ore frequentate e un Open Badge.
SESSIONE D’ESAME
Su richiesta aziendale, al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, è possibile organizzare
sessioni d’esame per ottenere la certificazione CAPM®
o PMP®
nei locali FAV attrezzati.
FONDI INTERPROFESSIONALI
Tutti i percorsi di formazione possono essere finanziati dal fondo interprofessionale a cui è iscritta l’azienda.
Il catalogo formativo di Fondazione Aldini Valeriani è qualificato da Fondimpresa quindi le aziende aderenti
potranno accedere ai corsi beneficiando dei contributi aggiuntivi. FAV supporta le aziende nella scelta delle
fonti di finanziamento disponibili e negli aspetti gestionali e amministrativi legati al loro utilizzo.
CALENDARIO
9, 16, 23 ottobre 2019
30 ottobre 2019
6 novembre 2019
13, 15 novembre 2019
20, 22 novembre 2019
27 novembre e 6, 19 dicembre 2019
SECONDO SEMESTRE
Mod. 1 Project Management Basic – Pianificazione e Avvio
Mod. 2 Project Time e Cost Management
Mod. 3 Risk Management	
Mod. 4 Project Human Resources Management
Mod. 5 Project Stakeholder and Communication Management
Preparazione all’esame CAPM®
/ PMP®
143142
BEYOND PMP®
Come si mantiene la certificazione PMP®
Fondazione Aldini Valeriani è R.E.P. Registered Education Provider del PMI Project Management Institute.
Per mantenere la certificazione PMP® occorre ottenere 60 PDU in tre anni. Dovranno riguardare, in misura
equa, le tre direttrici del Triangolo delle Competenze definite dal PMI.
TECHNICAL PROJECT MANAGEMENT
THE PMI TALENT TRIANGLE™
CCPM
Critical
Chain
Project
Management •
Business Analysis •
La sinergia fra Earned
Value Method e Risk
Management • Project
Scheduling
Business Strategy • Finanza per “non” Financial
Manager • Marketing Intelligence e KPI •
Business Intelligence e KPI avanzati -
Transfer Pricing • Laboratori di Design
Thinking • Social selling • Nuovi tools
per il marketing agile • Digital
Marketing Integrato • After Sales
Management • Controlling
strategico
per il processo
decisionale • Il
budget e il
piano
industriale
La
voce
oltre
l’ostacolo:
parlare
abilmente in
pubblico • Capacità
negoziali e successo
nel business • Gestire
i collaboratori • I-coach •
Time e Meeting Management •
Training avanzato di negoziazione •
Laboratorio di leadership •
Change Agility • Tecniche di creatività •
Mindfulness • Power to believe.
STRATEGIC and BUSINESS MANAGEMENT
LEADERSHIP
La proposta corsi di Fondazione Aldini Valeriani nelle tre direttrici del Triangolo delle Competenze definite dal PMI.
Per approfondimenti contattare Claudia Menchetti, tel.051.4151933, formazioneaziendale@fav.it
CCPM CRITICAL CHAIN PROJECT MANAGEMENT / 4 dicembre 2019, 09.00 – 18.00
Utilizzare le logiche CCPM per ottenere un drastico incremento della puntualità di conclusione dei progetti,
riducendone contemporaneamente la durata e liberando risorse per consentire un incremento del numero
dei progetti gestiti.
CONTENUTI
L’impatto della variabilità e dell’incertezza nella gestione dei progetti; le regole che governano la gestione dei
progetti: Legge di Parkinson, sindrome dello studente, conflitto di risorse, effetti delle integrazioni nel reticolo,
bad multitasking; la soluzione Critical Chain Project Management per i contesti single-project e multi-project;
proteggere il progetto dall’impatto di variabilità e incertezza.
BUSINESS ANALYSIS / 22 e 29 ottobre 2019, 09.00 – 17.00
Tradurre i bisogni dell’azienda, dalla nascita di un problema o di un’opportunità, in una soluzione adeguata e
di successo. Tecniche e metodologie emerse dalle linee guida trasmesse da PMI e IIBA®
.
CONTENUTI
I concetti fondamentali della Business Analysis; il ciclo di trasformazione dai bisogni alle soluzioni aziendali;
i diversi approcci: predittivo, iterativo, agile; definizione del perimetro della soluzione e delle capabilities
necessarie; valutazione delle alternative e scelta della soluzione più adeguata; raffinamento e gestione dei
requisiti in corso di implementazione; validazione della soluzione.
LA SINERGIA FRA EARNED VALUE METHOD E RISK MANAGEMENT / 27 febbraio 2019, 09.00 – 17.00
L’analisi di due discipline che presentano aree di sovrapposizione e sinergia, con l’obiettivo di evidenziare come
un’applicazione combinata renda possibile maggior controllo di progetto.
CONTENUTI
Richiami dei principali concetti dell’EVM e Risk Management: differenze, aree di sovrapposizione e sinergie;
applicazioni pratiche; dalla WBS allo sviluppo del budget/programmazione delle attività, e loro revisione rischi-
correlata; l’integrazione WBS/OBS, creazione di unità di controllo e determinazione delle baseline iniziale; leve
di gestione dei rischi, tempi e costi.
PROJECT SCHEDULING / 14 marzo 2019, 09.00 – 17.00
Focus sulla programmazione delle attività di progetto: accortezze e buone pratiche che aiutano a programmare in modo
eccellente, per gestire poi, con più facilità, le attività di progetto, evitando gli errori più comuni.
CONTENUTI
Il programma delle attività e il modello di programmazione; le tre dimensioni del tempo di progetto; la coerenza
delle unità di misura, la documentazione e le approvazioni di programma di attività; il LOE, la nomenclatura,
la sintassi; tipi di relazione e vincoli fra attività, anticipi e ritardi, attività intermittenti, gestione del float/slack, i
vincoli di data.
Breve descrizione delle proposte
in area Technical Project Management
144 145
CROSS SKILLS
TRAINER
I fondamenti della finanza d’impresa come supporto determinante per le decisioni aziendali. Comprendere
la struttura patrimoniale e l’identità finanziaria dell’impresa, la solidità finanziaria e margini di redditività sono
oggi fattori indispensabili per una gestione strategica. Tutte le decisioni, infatti, indipendentemente dall’area
funzionale nella quale vengono prese, hanno effetti economici, finanziari e patrimoniali. Oggi ai manager
viene richiesta una chiara comprensione di queste dimensioni e la capacità di prevedere gli effetti delle
proprie attività. I partecipanti, non financial manager, acquisiranno schemi semplificati per comprendere
l’utilizzo delle leve finanziarie e la capacità di produrre o meno capitale a partire dall’attività svolta.
CONTENUTI
La struttura finanziaria dell’impresa: gli elementi costitutivi per orientarsi nel tema.
La responsabilità di decidere: le ricadute operative su conto economico e stato patrimoniale.
Dalla liquidità alla gestione finanziaria.
Fonti e impieghi di capitale.
Lo Stato Patrimoniale come strumento di informazioni finanziarie e patrimoniali.
Il conto economico come sintesi della redditività aziendale.
Come leggere lo stato patrimoniale in ottica finanziaria.
Come leggere un conto economico scalare: le varie aree di redditività operativa, accessoria, finanziaria,
straordinaria e tributaria.
Il Cash Flow Operativo ed il Free Cash Flow.
Valutazioni sullo stato di rischio o di successo di un’azienda.
L’ottica della Liquidità.
Le riclassificazioni del conto economico: a valore aggiunto, a costo del venduto e a margine di contribuzione.
Punti di forza e punti di debolezza dell’azienda.
Indici aziendali e/o indicatori come sintesi dell’attività imprenditoriale.
I principali indici per l’analisi della redditività, della solidità patrimoniale e di liquidità: dalle valutazioni
finanziarie alla solidità patrimoniale prospettica.
L’importanza del capitale circolare netto nelle valutazioni di breve periodo.
La posizione finanziaria netta ed i suoi rapporti con EBIT ed EBITDA.
Luigi Salvatore
Dottore commercialista e
revisore contabile. Consulente
di direzione nelle aree
amministrazione finanza e
controllo, valutatore di sistemi
qualità aziendali.
Date
4, 10 aprile 2019
09.00 - 17.00
8, 15 novembre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
14 ore
TRAINER
Date
12, 19 febbraio 2019
09.00 - 17.00
8, 15 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 560,00 + iva
BILANCIO PER “NON”
SPECIALISTI
Tutto si traduce in numeri: strategie aziendali, decisioni e attività. Comprendere le logiche e i principi del
bilancio d’esercizio con un solo obiettivo: acquisire una maggiore sensibilità nel valutare gli impatti delle
proprie decisioni sui risultati economici, patrimoniali e finanziari dell’azienda. Utilizziamo linguaggi e strumenti
semplificati per rilevare gli indicatori aziendali e inquadrarli in una logica di sistema al fine di determinare lo
stato di salute di un’impresa e la sua capacità di generare reddito.
CONTENUTI
Comprendere il bilancio d’esercizio
Il bilancio fonti e impieghi a 4 sezioni.
Comprendere la logica del bilancio d’esercizio.
Definizione ed illustrazione delle più comuni voci di bilancio.
Lo stato patrimoniale come strumento di informazioni finanziarie e patrimoniali.
Il conto economico come sintesi della redditività aziendale.
Come leggere il bilancio CEE e i dati pubblici di bilancio
Il bilancio riclassificato in forma CEE per le società di capitali: SP, CE e nota integrativa – la struttura del bilancio
civilistico.
Come leggere lo stato patrimoniale in un’ottica finanziaria.
Come leggere un conto economico scalare: le varie aree di redditività – operativa, accessoria, finanziaria e
tributaria.
Interpretare l’informativa di bilancio
Strumenti di base per individuare lo stato di salute patrimoniale e di redditività di un’azienda.
Valutare punti di forza e di debolezza dell’azienda.
I principali indicatori aziendali (MOL, EBIT, EBITDA, ROE, ROI): introduzione e significato.
Esercitazione pratica: come leggere un bilancio e valutare i principali punti critici.
Fabio Petroncini
Dottore commercialista e
revisore dei conti. Consulente
e formatore senior in area
fiscale, contabile e in materia
di pianificazione e controllo di
gestione e gestione finanziaria
d’impresa.
14 ore FINANZA
PER “NON” FINANCIAL
MANAGER
148 149
TRAINER
La fase di selezione di una rosa finale di candidati per responsabili di funzione non HR è una fase molto
delicata, spesso gestita senza conoscenze e strumenti specifici su cui fondare le scelte giuste per
l’inserimento di personale nella propria struttura. Il corso ha l’obiettivo di trasferire alcune pillole chiave
relative alle buone pratiche del processo di selezione del personale e fornire gli strumenti di riflessione per
prendere decisioni efficaci in merito alla gestione del processo e alla scelta del candidato/a giusto per il proprio
contesto aziendale.
CONTENUTI
Pillole sui trend e best practice in ambito ricerca e selezione del personale: Social Media Recruitment
Curriculum 4.0.
La persona giusta al posto giusto: profilazione del candidato ideale e valutazione del contesto aziendale.
Chi coinvolgere e perché: insourcing / outsourcing, chi partecipa alla selezione in azienda.
Il colloquio di selezione perfetto: il non verbale, come formulare le domande, sospendere il giudizio ed
osservare, valutare e classificare.
Decisione e onboarding: check-list e i primi 7 giorni.
Marcella Gubitosa
Co-fondatrice e CEO di
Stars&Cows Innovative Start-
up Innovativa incentrata
sul trasferimento del sapere
d’impresa. Imprenditrice
con Esperienza da Senior
HR Executive nei settori del
packaging e automotive.
Appassionata ed esperta
Date
12 giugno 2019
09.00 - 18.00
Quota di iscrizione
€ 300,00 + iva
7 ore
TRAINER
Date
16 luglio 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 280,00 + iva
CAPIRE IL MERCATO
PER“NON”MARKETING
MANAGER
Marketing vuol dire capire il mercato. Si tratta in sostanza del processo più “trasversale” all’interno delle
organizzazioni e tutti i responsabili dei vari reparti dovrebbero conoscerne gli strumenti principali. Essere
“market sensing” significa possedere la capacità per identificare il cliente, comprenderne le esigenze, conoscere
prodotti e servizi della concorrenza, valutare le esigenze del mercato e la proattività verso l’innovazione
funzionale. Significa arrivare a verificare se i processi produttivi sono in linea con le aspettative del cliente, se
le promesse fatte a quest’ultimo in termini di specifiche tecniche vengono effettivamente mantenute e se il
customer care (servizi, ricambistica, assistenza tecnica) sta garantendo il giusto supporto post vendita.
CONTENUTI
La definizione e il significato di marketing.
L’orientamento al cliente in ambito BtoC e BtoB.
Il marketing strategico vs il marketing operativo.
La differenziazione e il valore per il cliente.
L’importanza dell’analisi della concorrenza.
Il comportamento d’acquisto del cliente.
Case history.
8 ore
di: Talent scouting and
development - Talent Programs
- Change Management -
Organizational Development
- Recruiting and Assessment -
Team & Leadership Development
- Personal Development and
Branding.
Daniele Rimini
Formatore Fondazione Aldini
Valeriani, consulente dal
1998, esperto nelle attività
di pianificazione e sviluppo
marketing e commerciale in
aziende private in diversi settori
business to business e consumer.
Ha conseguito il titolo MBA
presso Profingest, è autore di
diverse pubblicazioni su questi
temi e svolge attività formativa
come professore a contratto
all’Università di Bologna.
LA SELEZIONE DEL
PERSONALE PER “NON”
SPECIALISTI
150 151
TRAINER
La formazione è un potente strumento di crescita di conoscenze, di sviluppo delle capacità e quindi di
miglioramento della performance individuale. L’investimento in formazione è un asset importante per
l’azienda. Il beneficio non sempre risulta evidente a breve termine, per cui è importante collegare strettamente
l’attività formativa alle reali necessità dell’individuo o di un team all’interno di un contesto aziendale. Una buona
analisi permette di progettare e realizzare interventi formativi efficaci. Verranno forniti strumenti e metodi
per individuare, analizzare e sintetizzare i bisogni individuali in un piano formativo globale per l’azienda, con
particolare attenzione alla fase di coinvolgimento dei vari attori aziendali.
CONTENUTI
Raccolta e analisi dei bisogni formativi
Le competenze: un linguaggio comune per esprimere i bisogni formativi.
L’analisi dei bisogni individuali legati al ruolo e alla persona.
La valutazione della prestazione e i bisogni di formazione.
Gli strumenti organizzativi per la rilevazione dei bisogni formativi: osservazione, interviste, questionari.
Il ruolo dell’HR Specialist: come aumentare la propria credibilità e autorevolezza.
Il coinvolgimento attivo dei responsabili di area/funzione.
Il piano formativo
Sintesi dei bisogni formativi.
Strategie per la formazione: make or buy.
Quantificare le necessità: cosa, quanto, quando e a chi.
Altri input progettuali: tempi, setting, organizzazione.
Casi pratici.
Federico Bencivelli
Consulente e formatore senior
di Fondazione Aldini Valeriani
ha sviluppato metodologie
e strumenti finalizzati alla
valorizzazione dei comportamenti
organizzativi di imprenditori,
dirigenti e responsabili di funzione.
Realizza interventi di assessment
delle competenze manageriali
e coaching individuale. E’ ACC-
Associated Certified Coach
– ICF (International Coaching
Federation).
Date
2 aprile 2019
09.00 - 17.00
10 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 280,00 + iva
21 ore
TRAINER
Date
10, 17 e 24 ottobre 2019
09.00 - 17.00
Quota di iscrizione
€ 700,00 + iva
WTrain®
Progettare e realizzare attività di training per i colleghi o per i partner (clienti, fornitori, consociate) è
un’esperienza che chiama in gioco competenze di tipo tecnico-specialistico ma anche, molto più fortemente,
competenze relazionali e di facilitazione dell’apprendimento negli adulti. Si tratta di competenze non
scontate, che è possibile individuare e potenziare attraverso metodi di programmazione didattica, tecniche
e metodologie, cura dei materiali, buona gestione del tempo e dei tempi, e qualche trucco del mestiere.
WTrain®
è un percorso creato per sperimentare e migliorare le capacità di gestione di gruppi in apprendimento,
trasferendo in modo efficace contenuti e comportamenti. E’ dedicato a chiunque nell’organizzazione
abbia occasione e necessità di guidare sessioni di apprendimento (per nuovi entrati, per collaboratori) o di
presentazione (a partner istituzionali, a clienti), curando il buon uso del tempo e di tutte le risorse utili a sostenere
il buon risultato delle iniziative formative. WTrain®
consente di incentivare lo sviluppo organizzativo attraverso
la trasmissione formalizzata di competenze; creare o aggiornare il team dei formatori interni; migliorare il
ritorno degli investimenti in formazione, anche nel caso della formazione obbligatoria. Tutto il percorso sarà
giocato sull’alternanza dei ruoli tra partecipanti e conduttori, e sullo sviluppo delle competenze di animazione
e osservazione, per potenziare le capacità di progettazione, realizzazione e valutazione delle attività in azienda
affidate a formatori interni. La partecipazione al percorso è tanto più utile quanto più il partecipante abbia
avuto già qualche esperienza, anche limitata, di gestione di corsi. Al termine dell’attività in aula, il partecipante
avrà a disposizione un metodo di lavoro per la programmazione delle attività formative (il survival kit), diversi
questionari e griglie per l’auto valutazione e la valutazione dei corsi, molte idee ed esempi di applicazioni
concrete per l’elaborazione di materiali didattici e esercitazioni pratiche.
CONTENUTI
Che cosa è la formazione: le dimensioni di lavoro. Gli obiettivi della formazione. Il contesto e i ruoli.Come
imparano gli adulti. La preparazione e i luoghi per la formazione (aule, laboratori, officine, sale riunioni e molto
altro). Gli strumenti per l’aula (lavagne, proiettori e non solo). Le tecniche di gestione: differenti modalità per una
comunicazione efficace. La costruzione della scaletta (il survival kit per il formatore). Tipologie di partecipanti,
casi tipici e casi difficili. Gestire e usare le domande. Il ruolo del formatore. La valutazione della formazione:
apprendimento e gradimento. Azioni preventive e correttive per l’efficacia degli interventi.
7 ore LA VALUTAZIONE
DEI BISOGNI
FORMATIVI La formazione che ottiene risultati
Elisabetta Zanarini
Responsabile Area Consulenza
di Fondazione Aldini Valeriani.
E’ PCC – Professional Certified
Coach – ICF (International Coach
Federation). Progetta e realizza
attività di Coaching e Team
Coaching, consulenza sui temi HR
e sviluppo organizzativo.
Federico Bencivelli
Consulente e formatore
senior di Fondazione Aldini
Valeriani, assessment delle
competenze manageriali e
coaching individuale; è ACC –
Associate Certified Coach - ICF
(International Coach Federation).
152 153
ISCRIZIONE
ONLINE - Puoi iscriverti online registrandoti o effettuando il login
OFFLINE - Puoi inviarci la scheda di iscrizione che hai ricevuto o scaricarla dal sito
PAGAMENTO
La quota di iscrizione deve essere versata nell’intervallo di tempo tra la conferma del corso e il giorno
d’inizio dello stesso*.
*Al momento dell’andata in stampa della presente pubblicazione, non sono ancora noti i regolamenti
e le applicazioni del sistema della fatturazione elettronica e, pertanto, la Fondazione Aldini Valeriani si
riserva di poter modificare le modalità di pagamento in base alle nuove norme emesse.
CONFERMA DEL CORSO
Fondazione Aldini Valeriani 5 giorni lavorativi prima dell’inizio del corso invierà agli iscritti una email
di conferma con tutte le informazioni relative alla partecipazione.
Ci riserviamo la facoltà di annullare o rinviare la data d’inizio corso in caso di mancato raggiungimento
del numero minimo di partecipanti. L’eventuale variazione sarà tempestivamente comunicata.
I NOSTRI PLUS
Oltre al materiale didattico, nella quota di partecipazione sono inclusi due coffee break.
Sconto del 20% alle aziende associate
MODALITÀ DI ISCRIZIONE
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CLAUSOLE CONTRATTUALI
AZIENDA
1. Conclusione contratto. L’Azienda con la compilazione della presente scheda si impegna a
partecipare al corso e il contratto si intende perfezionato.
2.Recesso.L’eventualerecessodovràesserecomunicatoperiscrittoentroi6giornilavorativiprecedenti
l’inizio del corso. In caso di recesso pervenuto dopo tale termine, sarà dovuto il pagamento integrale
della quota, essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del
corso;
3. Mancata partecipazione e ritiro del partecipante. Nel caso di mancata presenza del partecipante
ad inizio corso o di ritiro durante lo stesso non sarà dovuto alcun rimborso della quota versata,
essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso;
4. Diritti e obblighi di FAV. Fondazione Aldini Valeriani si riserva la facoltà di rinviare la data d’inizio o
di annullare il corso stesso in caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
In questo caso la variazione sarà tempestivamente comunicata e si provvederà al rimborso delle
quote eventualmente già versate. Ai sensi dell’art. 1341 C.C.
PRIVATO
1. Conclusione contratto. Il Partecipante con la compilazione della presente scheda si impegna a
partecipare al corso e il contratto si intende perfezionato.
2. Recesso. Il Partecipante potrà esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dalla compilazione della
scheda, fatto salvo quanto di seguito stabilito per necessità organizzative di FAV
3. In ogni caso il recesso pervenuto oltre i 6 giorni lavorativi precedenti l’inizio del corso non sarà
esercitabile e quindi sarà dovuto il pagamento dell’intera quota, essendo la stessa predeterminata a
fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso;
4. Mancata partecipazione e ritiro del partecipante. Nel caso di mancata presenza del partecipante
ad inizio corso o di ritiro durante lo stesso non sarà dovuto alcun rimborso della quota versata,
essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso;
5. Diritti e obblighi di FAV. Fondazione Aldini Valeriani si riserva la facoltà di rinviare la data d’inizio o
di annullare il corso stesso in caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
In questo caso la variazione sarà tempestivamente comunicata e si provvederà al rimborso delle
quote eventualmente già versate.
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STAFF
BOLOGNA
Fondazione Aldini Valeriani
via Bassanelli 9/11
Tel. 051.4151911
formazioneaziendale@fav.it
IMOLA
c/o Confindustria Emilia Area Centro Delegazione Imolese
P.le Pertini 8
Tel. 0542.644044
claudio.zucchi@fav.it
SEDI
CERTIFICAZIONE ISO 9001:2008
FONDAZIONE ALDINI VALERIANI è certificata ISO 9001:2015 per la “Progettazione ed erogazione
di attività formative e di orientamento, servizi di coaching e servizi di tirocinio alle persone e alle
imprese” (settore EA 37, 35). Certificato Kiwa-Cermet n° 10748-A del 10/05/2017.
ACCREDITAMENTO REGIONE EMILIA ROMAGNA
Fondazione Aldini Valeriani ha ottenuto l’accreditamento dalla Regione Emilia Romagna con Delibera
n° 778 del 26 aprile 2004 per gli ambiti Formazione superiore, Formazione continua e permanente,
Apprendistato, Formazione a distanza e Obbligo formativo. Dal 2015 è in possesso di accreditamento
per l’ambito Utenze speciali.
ACCREDITAMENTO FONDIMPRESA
Fondazione Aldini Valeriani è tra i soggetti qualificati per realizzare attività formative con Fondimpresa
avendo ottenuto il relativo accreditamento per tutti gli ambiti di lavoro previsti.
CERTIFICAZIONI
CERTIFICAZIONE CETOP
Grazie alla disponibilità di laboratori all’avanguardia e di personale docente
specializzato, Fondazione Aldini Valeriani è centro di esame per il rilascio, in
collaborazione con Assofluid, della Certificazione CETOP relativa al Livello 1 di
Oleoidraulica Industriale e Mobile e al livello 3 di Pneumatica.
CERTIFICAZIONE CND - CONTROLLI NON DISTRUTTIVI
Fondazione Aldini Valeriani, in collaborazione con Bureau Veritas Italia, è centro
di esame per l’ottenimento della certificazione di 1° e 2° livello, sui Controlli Non
Distruttivi superficiali e volumetrici, in ottemperanza alla norma UNI EN ISO 9712.
I metodi sono: VT Metodo Visivo; MT Metodo Magnetoscopico; PT Metodo Liquidi
Penetranti; UT Metodo Ultrasuoni.
R.E.P. del PROJECT MANAGEMENT INSTITUTE
Fondazione Aldini Valeriani è Registered Education Provider (REP) del Project
Management Institute (PMI). Il marchio REP rappresenta l’abilitazione formativa
più riconosciuta nel campo del Project Management, e certifica l’aderenza dei
contenuti agli standard internazionali di Project Management.
PATENTE DI SALDATURA
Grazie alla disponibilità di laboratori attrezzati e di ispettori specializzati, Fondazione Aldini Valeriani
rilascia ai partecipanti ai corsi il patentino di saldatura, qualifica valida in tutta la UE che certifica
l’abilità nello svolgere l’attività di saldatura nel rispetto degli standard qualitativi raccomandati dalla
norma UNI EN ISO 9606 in completa sicurezza.
Fondazione Aldini Valeriani è’ tra i soci fondatori della Fondazione ITS MAKER - Istituto Tecnico
Superiore Meccanica Meccatronica, Motoristica Packaging, alta scuola di tecnologia che
rappresenta il polo tecnologico di area meccanica e meccatronica della Regione Emilia Romagna.
ANNA MASOTTI
Product Manager
e Product Specialist
Area Risorse Umane
anna.masotti@fav.it
Tel. 051.4151944
CLAUDIA MENCHETTI
Product Specialist
Aree: Amministrazione
Finanza e Controllo,
Commerciale e Marketing,
Soft e Cross Skills
claudia.menchetti@fav.it
Tel. 051.4151933
ERIKA BERGONZONI
Product Specialist
Aree: Progettazione
Sviluppo Prodotto,
Produzione Acquisti
e LabTECH.
erika.bergonzoni@fav.it
Tel. 051.4151948
ISABELLA BELGIOVINE
Training Coordinator
isabella.belgiovine@fav.it
Tel. 051.4151967
UN PO’ DI VOI
158 159
Crediti:
Art Director Fabiano Fontana
Stampato da Litografia Zucchini
Connecting Minds 2019

Connecting Minds 2019

  • 2.
  • 3.
    3 CONNECTING MINDS Ogni inizio èsempre attraente. Quando poi a ispirarci è l’Expo 2020 diventa quasi una sfida da prendere e da non perdere. Quest’anno infatti la pretesa non è più solo quella di produrre contenuti o programmi capaci di generare valore rispetto ad un obiettivo. E’ stato progettare una serie di occasioni che facciano nascere il desiderio di dire “io c’ero”. Fattore chiave di ogni SENSEMAKING progettuale. Abbiamo combinato, con la sapienza di veri alchimisti, incertezza e liquidità consapevoli che le decisioni di domani dipendono sempre più da cose che succedono oggi e che non potevamo prevedere ieri. Il 65% dei bambini che oggi è alle elementari da adulto farà un mestiere che ancora non esiste. E lo cambierà almeno 3 volte nell’arco della sua vita lavorativa*. In questa accelerante ridefinizione dei parametri della quotidianità meglio viverci come protagonisti. Abbiamo lasciato l’inerzia ai FIXED MINDSET, la tensione ai GROWINGMINDSETecisiamospintiinspazidiconnessione per creare appuntamenti collettivi di conoscenza. Questo per noi rappresenta CONNECTING MINDS: uno spazio di condivisione e ricerca di innovazione che investe in modo combinato ambienti lavorativi, processi, ruoli e interconnessione tra diversi elementi. Proviamo a restituirvi una ricchezza originata da punti di riferimento, non solo tanti, non solo vari ma anche multi- livello. Un percorso di esplorazione in grado di mettere in relazione diverse expertise. Sono finiti gli anni dei supermercati della conoscenza dove si potevano acquistare 2 etti di aggiornamento, un sacchetto di apprendimento rapido e una manciata di previsioni sul futuro. E non vogliamo neppure abituarci a convivere con algoritmi che prendono decisioni per noi. Tocca a NOI fare la differenza. Tocca a NOI essere causa. Tocca a NOI essere responsabili. *World Economic Forum – Davos 2018
  • 4.
    4 5 UN PO’DI NOI. La nostra storia è un viaggio. Vogliamo affrontare la fantastica confusione ed incertezza del contesto, combinando personalità, competenze, mappe di conoscenze. Ci piacciono i “like” come atteggiamento mentale verso le nuove idee, i momenti destrutturati di partecipazione creativa, la passione per il fare. Questo siamo NOI.
  • 5.
    p. 10 PERCORSIFORMATIVI 2014 Città di Bologna PERCORSI FORMATIVI 2019 157 157 10 12 14 LE BROCHURE TEMATICHE COSTRUISCI IL TUO PERCORSO INNOVAZIONE 22 48 64 86 108 154 124 PROGETTAZIONE SVILUPPO PRODOTTO COMMERCIALE E MARKETING AMMINISTRAZIONE FINANZA E CONTROLLO PRODUZIONE E ACQUISTI RISORSE UMANE SOFT SKILLS 156CERTIFICAZIONI MODALITÀ DI ISCRIZIONE STAFF SEDI CROSS SKILLS 146 158UN PO’ DI VOI 4UN PO’ DI NOI CONNECTING MINDS 3
  • 6.
    UDrive® 4.0 Self-Assessment dellecapacità manageriali per “diventare” il cambiamento Definire un piano Industry 4.0 Business Strategy Gestire l’integrazione digitale Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop Statistica di base per il business 16 17 18 19 20 21 INNOVAZIONE Progettista macchine e sistemi di automazione 24 26 COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: Responsabile tecnico sviluppo prodotto Modelli di sviluppo prodotto Problem Solving in progettazione R&D e valore per l’impresa Sviluppo prodotto: l’innovazione che genera profitto Progettazione e gestione Atex Materiali compositi per il settore industriale Additive Manufacturing Machine Deep/Learning Architetture PLC e sistemi di Motion Control Touch Panel TP1200 Confort Siemens-HMI Direttiva macchine e normative di riferimento Machine Vision Realtà aumentata per le applicazioni industriali Prototipazione fisica e virtuale Digital Twin con architetture Hardware in the Loop Progettazione reti Fieldbus Ethernet Based Analisi di mercato e metodologie avanzate di progettazione innovativa Progettazione del software per il controllo di macchine automatiche GMP - Good Manufacturing Practice Sistemi PLM su applicazioni industriali 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 PROGETTAZIONE SVILUPPO PRODOTTO 50COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: Responsabile Commerciale Marketing Key Account Manager Marketing Intelligence e KPI Nuovi tools per il marketing agile Forecasting Piano commerciale B2B Politiche di Pricing B2B Digital Marketing integrato SEO&SEM After Sales Management Social Selling Email Marketing Automation Il cliente al centro: l’omnicanalità come leva strategica 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 COMMERCIALE E MARKETING 68 70 71 72 73 74 75 Analisi di bilancio in inglese Il bilancio consolidato Il bilancio internazionale Focus bilancio La gestione dei cespiti Il ruolo del budget e del piano industriale Responsabile amministrativo COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: Controller 66 AMMINISTRAZIONE FINANZA E CONTROLLO INDICE ANALITICO COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: CPO Chief Procurement Officer Operation Manager CPO Chief Procurement Officer - Executive Program Acquisti internazionali Il sistema Toyota: Lean Production e Toyota Simulation Game SMED: come ridurre i tempi di attrezzaggio Visual Management e metodo 5S Le strategie di servitizzazione Pianificazione della produzione Operations e Supply Chain Industrial Controlling Logistica di magazzino Il processo di terziarizzazione logistica Decisioni strategiche per la produzione delocalizzata Logistica distributiva e trasporti 88 90 92 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 PRODUZIONE E ACQUISTI COSTRUISCI IL TUO PERCORSO: HR Manager Talent Management Governare e gestire situazioni difficili “Union Making” tra collaborazione e facilitazione Risk Management e la funzione HR nei processi di cambiamento Il budget del personale Ricerca e selezione del personale Job Description Humanity at the Center: il ruolo della persona tra Big Data e IOT Valutazione delle prestazioni e sistemi incentivanti Digital Security Amministrazione del personale e gestione delle buste paga 110 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 RISORSE UMANE La negoziazione La comunicazione interna fra tradizione e innovazione Il coraggio di decidere Delega ed Empowerment Gestire i collaboratori Gestire team multiculturali e virtuali Time e Meeting Management La voce oltre l’ostacolo Sliding Stories: raccontare la propria azienda con lo storytelling Email Writing Presentation Skills Lab Thinking Processes I training FAV Project Management Basic PMP® Program - Executive Program Beyond PMP® 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 144 SOFT SKILLS Finanza per “non” Financial Manager Bilancio per “non” specialisti La selezione del personale per “non” specialisti Capire il mercato per “non” Marketing Manager La valutazione dei bisogni formativi WTrain® : la formazione che ottiene risultati 148 149 150 151 152 153 CROSS SKILLS Recupero crediti Tesoreria aziendale, affidabilità finanziaria e pianificazione Controlling strategico del processo decisionale Controllo di gestione Operazioni doganali Transfer Pricing Dal CFO al CVO Dual Use Analisi degli investimenti Iva estero 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85
  • 7.
    10 11 LE BROCHURETEMATICHE Bisogni diversi, differenti risposte, linee di soluzioni formative personalizzate. Architetture e training dedicati ad ambiti specialistici. 600 consulenti-formatori Fav che vengono selezionati con cura rispetto all’esperienza specifica e all’alto livello professionale e alla padronanza delle più innovative metodologie didattiche. Le aziende clienti FAV valutano l’attività formativa con una votazione media di 93% su 100. Tutti i percorsi di formazione possono essere finanziati dal fondo interprofessionale a cui è iscritta l’azienda. Il catalogo formativo di Fondazione Aldini Valeriani è qualificato da Fondimpresa per cui le aziende aderenti potranno accedere ai corsi beneficiando dei contributi aggiuntivi. FAV supporta le aziende nella scelta delle fonti di finanziamento disponibili e negli aspetti gestionali e amministrativi legati al loro utilizzo. AVANGUARDIA TECNOLOGICA SOSTENIBILITÀ & SAFETY AVVENTURA, METAFORA, RIFLESSIONE ALTA FORMAZIONE MANAGERIALE
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    12 13 Il modelloche proponiamo è quello della mappatura delle competenze di profilo, frutto di costanti interviste a chi in azienda vive quel determinato ruolo e di confronto con la più moderna letteratura. Il tutto per evidenziare le dimensioni di competenza più attuali che dovrebbero essere possedute per “vivere” con successo quella specifica posizione. Partiamo da una formazione che serve. Chi decide di intraprendere un percorso di crescita, potrà realizzare il confronto tra competenze acquisite e competenze richieste dal profilo di riferimento, individuando quali nuove competenze acquisire, rafforzare e quali, tra le possedute, rimodellare, rispetto alle evoluzioni richieste dal mercato. Poiché la professionalità deve poggiarsi su competenze che sempre più devono essere pluridisciplinari e interfunzionali e che consentano allo stesso tempo di raggiungere l’eccellenza in specifiche funzioni, abbiamo suddiviso le dimensioni di competenze in tre categorie: Core, Soft e Cross. CREA IL TUO PERCORSO 2 3 4 6 Definiamo le competenze da acquisire rispetto trend futuri e strategie aziendali 1 Analizziamo le competenze possedute oggi Iniziamo con le dimensioni Core del ruolo Evidenziamo le dimensioni Soft 5 ... e quelle Cross Pianifichiamo il tuo percorso
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    TRAINER Self-Assessment delle capacitàmanageriali per “diventare” il cambiamento UDRIVE® 4.0 I manager e i professional sono i potenziali protagonisti di Industry 4.0, e sono chiamati a mettere in gioco nuove capacità: saper fornire una visione strategica ma anche saper prendere decisioni agili in un quadro di incertezza, mostrare doti di intraprendenza e orientamento al rischio ma anche competenze di coaching e facilitazione del dialogo all’interno dei proprio gruppi di lavoro. Alcune caratteristiche di verticalità tipiche dei modelli di leadership tradizionali lasceranno spazio ad una orizzontalità complessa da gestire. Si tratta indubbiamente di una sfida avvincente e FAV, da anni all’avanguardia negli strumenti di Assessment delle competenze e delle potenzialità professionali, ha elaborato un nuovo modello di diagnosi e valutazione specifico per i protagonisti di Industry 4.0. TAKE AWAY PER IL PARTECIPANTE Report individuale contenente la visualizzazione grafica del risultato della rilevazione confrontata con l’autovalutazione del partecipante. Il profilo di dettaglio sulle competenze oggetto d’indagine: Intrapreneurship Capacità di generare autonomamente idee e progettualità mettendo al centro il cliente e le sue richieste. Agility Capacità di operare in un’ampia gamma di situazioni, di adattare il modello decisionale ai cambiamenti di contesto e di priorità, con un approccio versatile e flessibile, promuovendo e sostenendo il cambiamento. Strategic Thinking Capacità di cogliere gli elementi fondamentali che influenzano il contesto oggi e in futuro, di leggere i trend che avranno un impatto determinante sui mercati, e di pianificare azioni in una prospettiva oggettiva e realistica. Commitment Capacità di sollecitare e sostenere interazione e responsabilizzazione, e facilitare il dialogo fra le persone secondo visioni, valori e obiettivi di business definiti. Le indicazioni di percorso per lo sviluppo delle competenze associate al ruolo e alle performance attese. STRUTTURA DELL’ATTIVITÀ 2 giornate di attività in aula, ricche di esercizi, simulazioni, interviste, questionari, attività in gruppo e individuali 2 ore di feedback individuale di restituzione dei risultati. Elisabetta Zanarini Responsabile Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani. E’ PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo. Date 26, 27 febbraio 2019 09.00 - 17.00 1, 2 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 1.800,00 + iva Federico Bencivelli Consulente e formatore senior di Fondazione Aldini Valeriani, assessment delle competenze manageriali e coaching individuale; è ACC – Associate Certified Coach - ICF (International Coach Federation). 16 ore TRAINER Date 12, 19 marzo 2019 09.00 - 18.00 29 ottobre e 5 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva DEFINIRE UN PIANO INDUSTRY 4.0 Industry 4.0 esprime una visione del futuro che porterà le imprese industriali e manifatturiere ad aumentare la loro competitività sui mercati grazie alle tecnologie digitali e ad adeguate skills. L’attività formativa strategica-progettuale affronterà in modo approfondito le tecnologie e le architetture fornendo le competenze necessarie per affrontare le diverse fasi operative e decisionali coinvolte in progetti di digitalizzazione di Industry 4.0. Il focus sarà non solo sulle nuove tecnologie dell’Internet of Things e Industry 4.0 ma anche sui processi e sulle strategie per iniziare la transizione aziendale verso un nuovo modello di business. CONTENUTI Introduzione IoT e Industry 4.0 Analisi dello scenario tecnologico. Il modello tecnologico: architettura RAMI 4.0. Analisi della catena tecnologica coinvolta I Cyberg Physical System. Gateway IoT. Sistemi di comunicazione a corto e medio/lungo raggio. Il ruolo delle piattaforme IoT. Big data, analytics, piattaforme di analisi dati. Tecnologie Il processo di standardizzazione nei protocolli. MQTT, AMQP, REST API, CoAP, LoRa, sigfox, OPC UA/DA, etc… Database NOSQL e gestione di una grande mole di informazioni. Fasi decisionali e management dei progetti di Industry 4.0 Analisi dei requisiti, progettazione, Definizione del piano, processi operativi, esecuzione e gestione del progetto. Analisi di use case, benefici e problematiche dell’implementazione di progetti IoT. Esercitazioni Aldo Campi Docente di corsi sulle tecnologie dell’informazione e fondatore di una start-up tecnologica che opera nel campo dell’Industry 4.0 e IoT. Ha partecipato a numerosi progetti di Industry 4.0. e IoT per aziende sia nazionali che internazionali, dopo aver lavorato come ricercatore industriale per una decina di anni. 14 ore + 2 ore di feedback individuale 16 17
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    TRAINER L’impresa antifragile BUSINESS STRATEGY Leimprese investono molto sul loro futuro. Tuttavia, è sufficiente una crisi economica, un crollo del mercato di riferimento o un’innovazione in grado di stravolgere le regole del gioco, perché la sopravvivenza di imprese apparentemente solide sia messa in grave pericolo. Partendo dall’identificazione delle condizioni necessarie e sufficienti per il successo di un piano strategico, il corso si propone di illustrare il percorso di progressiva trasformazione di un’organizzazione dallo stato fragile a uno stato di crescente “antifragilità”, fornendo gli strumenti per supportare tale trasformazione in contesti complessi e incerti con un processo decisionale innovativo, pratico e rigoroso. CONTENUTI L’infrastruttura metodologica della Theory of Constraints. Costruire, capitalizzare e sostenere un Vantaggio Competitivo Decisivo (Decisive Competitive Edge, DCE). L’”Offerta non Rifiutabile” (UnRefusable Offer, URO). Approccio “Optimizer” e approccio “Satisficer”. L’impatto delle distorsioni psicologico-cognitive sul processo decisionale. Il sistema di supporto alle decisioni con impatto economico. Come condurre il processo decisionale in condizioni caratterizzate da complessità e incertezza. L’acquisizione del consenso: i livelli di resistenza e il loro superamento. La classificazione dei sistemi in base all’impatto dei fattori di stress: fragile, robusto (o resiliente), antifragile. I cinque principi dell’antifragilità. Dalla fragilità all’antifragilità: il processo di trasformazione. Il concetto di Viable Vision. Come si costruisce un piano strategico: dall’obiettivo finale al piano esecutivo. La formalizzazione del piano strategico e della sua logica: l’Albero di Strategia e Tattica (Strategy and Tactic Tree, S&T Tree). Antifragilità ed Ever-Flourishing Company. Andrea Zattoni CEO di Antifragility s.a.s., consulente di direzione e organizzazione aziendale, Ha ricoperto per anni il ruolo di dirigente d’azienda e Professore a Contratto presso l’Università di Bologna. Relatore in conferenze su tematiche innovative di management e docente in corsi sull’applicazione della Theory Date 8, 15, 22 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 800,00 + iva 8 ore TRAINER Date 9 aprile 2019 09.00 - 18.00 19 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 280,00 + iva GESTIRE L’INTEGRAZIONE DIGITALE Nell’implementazione di un progetto di adozione del modello Industry 4.0 la fase di integrazione digitale diventa strategica per la buona riuscita del progetto. Il focus è “guidare” l’azienda tramite cruscotti che elaborino e sintetizzino i dati raccolti dalle tecnologie abilitanti applicate sul campo. In questa fase imprenditori e manager devono prendere decisioni strategiche tenendo in considerazione non solo ciò che le nuovetecnologieoffronoloromaanchelastrutturadeisistemiinformatividellapropriaazienda,individuandone punti di forza e punti di debolezza, Nel corso verranno fornite le linee guida per l’introduzione delle nuove tecnologie e relative competenze a partire dalla digitalizzazione dei processi per finire con la costruzione di un indicatore di performance (KPI). Il corso è consigliato anche a manager di area ICT che vogliano acquisire una visione più ampia dei sistemi informatici e strumenti per meglio comprendere le esigenze dei loro utenti. CONTENUTI Industria 4.0 dal punto di vista dell’impresa. L’integrazione dei sistemi hardware e software. Nomenclatura ICT. ICT e PMI. Come digitalizzare efficacemente un processo. Come costruire un cruscotto manageriale. Protezione del sistema informativo: business continuity e disaster recovery. Il Cloud: quali opportunità offre. Intelligenza artificiale: scenari attuali e futuri. L’importanza della formazione come supporto per l’integrazione digitale. Il tool di autovalutazione CheckUp ICT UMIQ. Pier Alberto Guidotti Imprenditore, attualmente ricopre il ruolo di CEO e CTO di Analysis s.r.l. Opera da oltre 25 anni nell’ambito dell’informatizzazione dei processi aziendali, con riferimento a quelli della Qualità e dell’integrazione dei sistemi. Ha ideato e sviluppato oltre l’applicativo QualiWare, per la gestione di Qualità, Sicurezza, 24 ore of Constraints, ha conseguito il Certificate of Achievement da parte dell’organismo internazionale di certificazione delle competenze sulla Theory of Constraints (TOCICO) e il “TOC Certification in Operations Management” da parte delle Goldratt Schools. Ambiente e Documentale che ha all’attivo oltre 600 installazioni, la piattaforma QWay, orientata allo sviluppo di applicazioni business in tecnologia web e mobile. Autore del libro “Digitalizzare un’impresa”, Giraldi Editore, 2018 18 19
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    TRAINER BIG DATA, KPI MANAGEMENT EPOWER BI DESKTOP Parliamo di Big Data. Ogni azienda dispone di terabyte di dati. La vera sfida sta nel filtrarne la parte significativa e informativa, riconoscerne le tipologie più adatte ai propri obiettivi e sintetizzarli in un numero limitato di indicatori. Proponiamo un modello di sviluppo di un’intelligenza avanzata riguardo all’uso, all’aggregazione e alla disaggregazione dei dati aziendali per trovare la loro sintesi al livello richiesto dalle diverse funzioni. Strumenti e modalità operative per creare un monitoraggio manageriale della performance, anche attraverso l’automazione di grafici e sistemi di reporting semplificati per migliorare la comunicazione. Un cruscotto completo di gestione dati e KPI per toccare con mano il risultato dell’applicazione professionale e permettere di analizzare i dati per prendere decisioni giuste. Nel secondo modulo verranno illustrate le modalità per sfruttare al meglio le conoscenze acquisite in ambito di Pivoting avanzato e calcoli di misure in linguaggio DAX di Excel Power Pivot. CONTENUTI Modulo 1 - IL BIG DATA MANAGEMENT Tabelle estratte da ERP e loro uso per l’integrazione delle informazioni. Creazione di chiavi primarie per l’incrocio con dati da altre tabelle. Concetti di AND e OR per creare chiavi primarie ad hoc, pivoting avanzato con campi calcolati, grafici su pivot, primi KPI, pivot di pivot. Business Intelligence e KPI avanzati Definizione di business intelligence. Creazione di tabelle proprie (anche a partire da estrazioni ERP) e loro integrazione con i report.Power Pivot e Power BI: le nuove tecnologie per KPI avanzati. Excel e Access: loro uso integrato. Breve analisi di un monitor completo in Access. Modulo 2 - POWER BI DESKTOP Affinamenti sul linguaggio DAX e introduzione a Power BI Desktop (Excel e Power BI Desktop): Filter context vs row context, iteratori, misure avanzate, relazioni molti a molti ed applicazioni. Introduzione a Power BI Desktop, illustrazione delle potenzialità grafiche e di file sharing, illustrazione dei grafici standard e avanzati a disposizione, sorgenti di dati, primi esempi di creazione di un report integrato. Power BI Desktop for Business Misure avanzate per BI, dati da Web Analytics integrati con tabella aziendali da SQL server e/o ERP e tabelle proprie di valutazioni strategiche. Report automatici e integrati con grafici multipli, mappe geografiche con dati di vendita e grafici a bolle. Filtraggi bidirezionali per BI avanzato. Business case: Sales vs Budget border-line: come stabilire in pochi secondi un budget per dimensioni… Quando un budget non c’è! Francesco Bergamaschi Senior Data Scientist, Training & Program Manager. Professore alla Scuola di Economia, Management e Statistica dell’Università di Bologna, consulente e formatore. Si occupa in particolare di negoziazioni, business intelligence e automazione della gestione dei dati aziendali. Date Mod. 1 6, 13 giugno 2019 09.00 - 18.00 5, 6 dicembre 2019 09.00 - 18.00 Mod. 2 20, 27 giugno 2019 09.00 - 17.00 12, 13 dicembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione Mod. 1: € 600,00 + iva Mod. 2: € 560,00 + iva Intero percorso: € 1.000,00 + iva 28 ore TRAINER Date 15, 22 febbraio e 8, 22 marzo 2019 09.00 - 17.00 19, 20, 27 settembre e 11 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 1.000,00 + iva STATISTICA DI BASE PER IL BUSINESS Possedere conoscenze di base di statistica è funzionale a poter stabilire in modo rigoroso concetti di causa ed effetto. Non si può affrontare una efficace analisi dati senza poter applicare i fondamenti della statistica ed in particolare della rilevanza statistica per farne un uso consapevole e rigoroso. Questo corso offre i fondamenti per passare dalla pura osservazione della descrizione statistica del passato, allo scopo di offrire solide basi per le decisioni aziendali che guardano al futuro. Al giorno d’oggi, la pura osservazione del passato per stimare l’evoluzione del futuro può portare a conclusioni (e decisioni) errate. Sempre più ci si trova, infatti, in un contesto turbolento in continua evoluzione ed instabilità, in cui tutto cambia ad altissima velocità. E’ diventato quindi imprescindibile avere conoscenze di base di statistica, per potere stabilire in modo rigoroso concetti di causa ed effetto e rispondere, ad esempio, a domande del tipo: “se investo di più in pubblicità, vendo di più? E quanto di più per ogni euro in più speso?”. Per fortuna oggi esistono software che rendono meno oneroso e complesso rispetto al passato rispondere con rigore a domande cruciali come questa. CONTENUTI Fondamenti di R Introduzione all’ambiente R. Assegnazione di valori. Creazione e manipolazione di vettori e di matrici. Salvataggio dei dati. Data frame. Operazioni su file. Esercizi Fondamenti di Statistica in R Tabelle di frequenza. Indici di posizione e variabilità. Rappresentazioni grafiche. Associazione tra due variabili. Test di indipendenza in tabelle a doppia entrata. Verifica di ipotesi. Media di popolazioni e confronto tra due medie. Esercizi Applicazioni aziendali elementari in R Teoria e pratica su regressione lineare semplice e regressione lineare multipla. Applicazioni aziendali avanzate in R Regressione logistica per propensioni e decisioni alternative.Regressione multinomiale per applicazioni di Marketing. Francesco Bergamaschi Chief Data Officer e Data Scientist. Professore di IT, Strategic Decision Making & Data Management alla Scuola di Economia, Management e Statistica e alla Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Consulente di BI avanzata e formatore aziendale FAV. Si occupa di Big Data, Data Science, Strategia IT, KPI & BI e di automazione della gestione dei dati aziendali. Marco Novelli Ricercatore e Data Scientist. Professore di Analysis of Data, Applied Statistics e di Elementi di Statistica presso la Scuola di Economia, Management e Statistica e la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Modulo 1: 16 ore Modulo 2: 14 ore Come decidere con rigore le politiche aziendali 20 21
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    CREA IL TUOPERCORSO SOFT CROSS Thinking Processes Il coraggio di decidere Delega ed Empowerment Presentation Skills Lab Project Management Time e Meeting Management Gestire team multiculturali e virtuali Gestire la complessità** Leadership** Value Added Design: il cliente al centro** Alte prestazioni e stress** Finanza per “non” Financial Manager La selezione del personale per “non” specialisti La valutazione dei bisogni formativi Bilancio per “non” specialisti Sistemi PLM su applicazioni industriali R&D e valore per l’impresa Analisi di mercato e metodologie avanzate di progettazione innovativa Additive Manufacturing Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop Direttiva Macchine e normative di riferimento Business Strategy Sviluppo prodotto: l’innovazione che genera profitto Problem Solving in progettazione Machine Vision Machine Deep/Learning Prototipazione fisica e virtuale Materiali compositi per il settore industriale Realtà aumentata per le applicazioni industriali Industrial Controlling Progettazione del software per il controllo di macchine automatiche Robotica industriale* Tecniche di creatività** 47 30 44 34 20 38 18 31 29 39 35 41 33 40 103 45 137 128 129 136 139 132 131 148 150 152 149 RESPONSABILE TECNICO SVILUPPO PRODOTTO CORE *(lo trovi in LabTECH) **(lo trovi in Industrial Lounge) 24 25
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    CREA IL TUOPERCORSO SOFT Il coraggio di decidere Presetation Skills Lab Project Management Time e Meeting Management Gestire la complessità** Alte prestazioni e stress** Value Added Design. Il cliente al centro** Modelli di sviluppo prodotto Analisi di mercato e metodologie avanzate di progettazione innovativa GMP - Good Manufacturing Practice Progettazione e gestione Atex Progettazione reti Fieldbus Ethernet Based Additive Manufacturing Digital Twin con architetture hardware in the loop Architetture PLC e sistemi di Motion Control Touch Panel TP1200 CONFORT Siemens-HMI Direttiva macchine e normative di riferimento Machine Vision Prototipazione fisica e virtuale Machine Deep/Learning Materiali compositi per il settore industriale Problem Solving in progettazione Industrial Controlling Trasformare i dati in informazioni* Robotica industriale* PLC Base* PLC Avanzato su Step 7* PLC su TIA Portal* Software di progettazione 3D* HMI-SCADA* Progettazione di impianto elettrico di macchine automatiche* Tecniche di creatività** 28 44 46 32 43 34 42 36 37 38 39 41 35 33 29 103 128 136 139 132 PROGETTISTA MACCHINE E SISTEMI DI AUTOMAZIONE CORE *(lo trovi in LabTECH) **(lo trovi in Industrial Lounge) CROSS Bilancio per “non” specialisti Finanza per “non” Financial Manager 149 148 26 27
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    Date 9, 16 maggio2019 09.00 - 18.00 17, 24 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER Progettare l’affidabilità dei prodotti e dei relativi processi produttivi e gestionali attraverso l’analisi di diversi modelli di sviluppo prodotto. Comprendere e incrementare la collaborazione e le interdipendenze tra le diverse aree aziendali e le diverse fasi del processo per sviluppare le migliori caratteristiche di un nuovo prodotto percepite dal mercato e ottimizzarne i costi di progettazione, realizzazione e gestione. CONTENUTI Il progetto concettuale: dalla chiarificazione del compito alla stesura della specifica tecnica La progettazione simultanea: tempi, costi, qualità della progettazione e dei prodotti. L’analisi dei requisiti, delle specifiche e degli obiettivi del progetto. QFD (Quality Function Deployment): documentare l’ambiente e sintetizzare le esigenze (diagrammi di affinità), valutare l’importanza relativa dei requisiti (matrici di interrelazione), dare una risposta tecnica alle esigenze (matrice di relazione), valutare l’importanza tecnica ed il posizionamento rispetto alla concorrenza (casa della qualità). La stesura della specifica tecnica. Esempi applicativi. Il progetto esecutivo Regole base del progetto esecutivo. I principi del progetto esecutivo: trasmissione delle forze, suddivisione dei compiti, self-help, stabilità e bistabilità. Assenza di difetti. Linee guida per il progetto esecutivo in area meccanica: costo, sicurezza, ergonomia, estetica, facilità di produzione e di assemblaggio. Design to Standards. Esempi applicativi. Progettare per la Qualità FMEA di progetto e di processo. Root Cause Analysis, matrici causa-effetto. Diagramma di Ishikawa. Fault Tree Analysis. FMECA e relativi aspetti normativi (MIL-STD1629). Indici di Gravità, Probabilità e Rilevabilità del modo di guasto. Indice di priorità di rischio (IPR). Un parallelo con la Direttiva Macchine 2006/42 CE. Esempi applicativi. Validazione del progetto Progettazione ed analisi degli esperimenti: introduzione e concetti statistici di base. Esperimenti con singolo fattore e più livelli. Esperimenti a due fattori e due livelli con prove ripetute. Effetti principali ed effetti di interazione dei fattori. L’analisi della varianza per la determinazione dei fattori significativi: ANOVA, il test di Fischer. Effetti principali ed effetti di interazione dei fattori. Metodo delle superfici di risposta. Il metodo di Taguchi: funzione di perdita, rapporto segnale-rumore. Esempi applicativi. 29 16 ore TRAINER PROBLEM SOLVING IN PROGETTAZIONE Come migliorare la capacità di analisi e soluzione dei problemi operativi? Si deve partire dalla funzione di progettazione, così spesso coinvolta anche in fase di manutenzione o di service post vendita. Sempre più spesso i processi operativi aziendali sono caratterizzati da complessità crescente, tempi operativi compressi, budget limitati, coesistenza di diverse tecnologie di prodotto. In ambito prodotto/processo, la capacità di identificare tempestivamente ed efficacemente i problemi consente di elaborare le migliori risposte le quali, quando sono preventive, generano rilevanti cost-saving aziendali. CONTENUTI Atteggiamenti che aiutano ad affrontare i problemi. Strategie di reazione ai problemi. Individuazione e sperimentazione dei problemi. Tecniche di problem finding e problem setting. I vincoli autoimposti e i processi inconsci che ostacolano la ricerca di soluzioni. Tecniche operative di problem solving (APS, FARE, Lasswell, Tecniche di Processo). Strumenti operativi di analisi (Ishikawa, Relazioni Causa-Effetto, 5-Why Analysis, FMEA). Casi concreti di problem solving di prodotto. Tecniche di Pensiero Laterale nel problem solving. Il corso comprende moduli didattici svolti con l’ausilio di strumenti multimediali e simulazioni operative, in tal modo gli allievi avranno l’opportunità di sperimentarsi in un processo di miglioramento, nonché di fissare i concetti attraverso l’esperienza ed esser quindi immediatamente operativi nell’applicazione delle tecniche apprese. Giuseppe Gherardi Manager e consulente, si occupa di consulenza e temporary management per diverse aziende manifatturiere italiane ed estere. Ha una ventennale esperienza aziendale in area operations, R&D e direzionale. Ha avviato e gestito progetti industriali in Cina, USA, Sud America ed Est EU. È professore a contratto presso l’Università di Bologna. MODELLI DI SVILUPPO PRODOTTO Massimiliano De Agostinis Dottore di ricerca in Progetto e Sviluppo di Prodotti e Processi Industriali. Ricercatore di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine presso l’Università di Bologna. Date 8, 10 aprile 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva 14 ore 28 29
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    Date 19 giugno 2019 09.00- 18.00 26 giugno 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 500,00 + iva TRAINER Oggi chi cura attività di Ricerca e Sviluppo si trova a dover selezionare in maniera rigorosa quali progetti meritano di avere priorità. Occorrono strumenti e metodologie per formarsi una visione d’insieme sintetica a cui fare riferimento. Fattori essenziali sono la capacità di tradurre il progetto in numeri e misure economico- finanziarie, la corretta valutazione del loro impatto sulla generazione di valore per i clienti e per l’impresa, il sapiente collegamento fra le esigenze del mercato e la tecnologia disponibile. CONTENUTI I fattori di base di progetti R&D e Sviluppo Prodotto. Evoluzione delle tecnologie e stimoli all’innovazione. Modelli e architetture di sviluppo di nuovi prodotti. Definire la mappa dei bisogni del cliente/mercato. Tecniche QFD per coordinare requisiti prestazionali e specifiche tecniche. Obiettivi strategici ed ecofin dell’azienda per i processi R&D e Sviluppo Prodotto. Il Performance Measurement System per misurare gli obiettivi di progetto R&D. Strumenti di Value Engineering e Cost Sensitivity Analysis. R&D e Sviluppo Prodotto: costo o investimento? Il Target Costing. Il trade off tra costi e tempi di progetto R&D. Il Life Cycle Costing. Il Total Cost of Ownership. La valutazione finanziaria dei progetti R&D e Sviluppo Prodotto. La valutazione del portafoglio dei progetti R&D. 31 12 ore TRAINER Le trasformazioni che il mondo industriale sta affrontando pongono in primo piano il tema dell’innovazione come elemento chiave per distinguersi dalla concorrenza e costruire vantaggio competitivo. Affinchè le innovazioni tecnologiche sviluppate dalle imprese possano tradursi in quote di mercato e redditività occorre però che il processo di generazione dell’innovazione sia solidamente fondato su: una chiara strategia di mercato, processi operativi “robusti” che consentano di tradurre rapidamente l’innovazione in prodotti performanti, una pianificazione efficace a livello single project e multiproject, un rigoroso sistema di controllo dell’investimento in sviluppo. Il corso, strutturato con un format agile e interattivo, definisce in termini pratici un rigoroso modello di sviluppo prodotto per le PMI e presenta i principali strumenti e metodologie a supporto dei temi trattati. CONTENUTI Struttura del processo di sviluppo prodotto. Il nuovo prodotto come investimento: strumenti economici e finanziari per le decisioni di sviluppo (valutazione investimenti, make or buy, delocalizzazioni). Tradurre le aspettative del cliente in specifiche tecniche. Il costo come specifica: Target Costing. Integrare lo sviluppo prodotto, la funzione commerciale e la produzione: Concurrent Engineering. Eliminare gli sprechi e ridurre i tempi dello sviluppo prodotto. Pianificazione e controllo del portafoglio commesse e della singola commessa. Come costruire un cruscotto di indicatori semplice e focalizzato. Mauro Marini Ingegnere Elettronico, dal 1994 svolge attività di consulenza in ambito operations, si occupa inoltre di fusioni e ristrutturazioni. E’ trainer e membro della Faculty FAV e docente presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna e insegna in numerosi corsi executive e MBA. E’ partner OPTA, società di consulenza specializzata in Operations Management. R&D E VALORE PER L’IMPRESA Date 27 giugno e 4 luglio 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 580,00 + iva 14 ore Giuseppe Gherardi Manager e consulente, si occupa di consulenza e temporary management per diverse aziende manifatturiere italiane ed estere. Ha una ventennale esperienza aziendale in area operations, R&D e direzionale. Ha avviato e gestito progetti industriali in Cina, USA, Sud America ed Est EU. È professore a contratto presso l’Università di Bologna. SVILUPPO PRODOTTO: L’INNOVAZIONE CHE GENERA PROFITTO 30 31
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    Date 15, 22, 29 maggio2019 09.00 - 18.00 15, 22, 29 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 800,00 + iva TRAINER Il corso fornisce gli strumenti per affrontare la progettazione di macchine e impianti destinati ad operare in ambienti industriali a rischio di esplosione (Gruppo II). CONTENUTI La legislazione sociale e di prodotto. Quadro legislativo - le direttive 99/92/CE e 94/9/CE. Quadro normativo - le norme En60079. Le norme tecniche di classificazione delle zone a rischio di esplosione. La valutazione dei rischi nella progettazione di macchine destinate ad operare in presenza di atmosfere a rischio di esplosione. Componenti certificati impiegabili per la realizzazione di macchine e impianti destinati a operare in presenza di atmosfere a rischio di esplosione. I parametri di esplosione e le condizioni di innesco delle Atex. Le procedure di classificazione delle zone Atex. Valutazione dei rischi di esplosione in ambienti industriali. Applicazioni delle direttive Atex. 33 24 ore TRAINER L’utilizzo dei materiali compositi è storicamente appartenuto al settore automotive ed aerospaziale ma ultimamente sta crescendo anche in altri settori industriali. Un utilizzo razionale di questi nuovi materiali, ad oggi accessibili a livello industriale, porta spesso ad un sensibile incremento delle prestazioni complessive del prodotto finale con prestazioni innovative, beneficiandone così in termini di competitività nel mercato globale. Nello specifico, i motivi di tale sviluppo sono da attribuire alle eccellenti proprietà fisiche e caratteristiche meccaniche dei materiali rapportate al peso specifico e alla loro elasticità e versatilità. Il percorso cura l’analisi delle proprietà fisiche e delle caratteristiche dei materiali compositi dedicando spazio anche alla conoscenza di strumenti innovativi per una corretta progettazione di componenti meccanici (HyperMesh, OptiStruct) utilizzando tali materiali, per poi concludere con la parte relativa alla fase finale di produzione di tutti i documenti fondamentali alla realizzazione dei particolari progettati. CONTENUTI Materiali compositi Introduzione ai materiali compositi: elementi costituivi, proprietà fisiche e caratteristiche meccaniche. Tipologie di fibre: di vetro, di carbonio, aramidiche (Kevlar), di basalto e di polietilene. Tipologie di matrici: termoplastiche e termoindurenti. Tecnologia di fabbricazione dei compositi industriali. Progettazione Teoria Classica dei laminati. Design Analysis. Setup dei compositi utilizzando HyperMesh. Le tecniche di ottimizzazione. L’ottimizzazione Topologica. L’ottimizzazione di tipo Free-Size. Concept Design. L’ottimizzazione di tipo Size applicata ai materiali compositi. L’ottimizzazione della sequenza delle lamine. Documenti di produzione Rappresentazione di particolari meccanici in materiale composito. Disegni di laminazione (plybook). Vincenzo Sartori Ingegnere dei materiali, docente e consulente sulle tematiche dell’automazione, delle macchine utensili e dei materiali polimerici. Svolge attività di progettazione meccanica, programmazione di macchine a controllo numerico, analisi e sviluppo di nuovi prodotti con utilizzo di materiali innovativi e di tecnologie avanzate di produzione. PROGETTAZIONE E GESTIONE ATEX Date 24 gennaio 2019 09.00 - 17.00 25 luglio 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 7 ore Luigi Franzoni Dipendente presso Cefla sc - business unit Finishing Solutions, ha operato prima come responsabile assicurazione qualità poi come responsabile tecnico presso lo stabilimento di Imola, ha approfondito le direttive e le norme relative alla sicurezza macchine con particolare riferimento alla prevenzione dei rischi di esplosione di macchine e impianti di verniciatura, successivamente come sales engineering manager ha MATERIALI COMPOSITI PER IL SETTORE INDUSTRIALELeggi, norme, applicazioni avuto modo di approfondire questi temi in casi concreti in svariati settori. Attualmente è responsabile dello sviluppo del mercato, tramite proposta e vendita di soluzioni per la verniciatura e decorazione, per quanto riguarda metallo, plastica, vetro e fibrocemento. Massimiliano De Agostinis Dottore di Ricerca in Progetto e Sviluppo di Prodotti e Processi Industriali. Ricercatore di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine presso l’Università di Bologna. 32 33
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    Date 13, 20 maggio2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER Per far fronte alla richiesta di prodotti personalizzati sono necessari nuovi processi di fabbricazione che possano produrre un’ampia gamma di varianti di prodotti che soddisfino la domanda. Tra le leve strategiche che meglio rispondono a questa necessità di customizzazione, le tecnologie di manifattura digitale ricoprono un ruolo cruciale nell’abilitare una produzione on demand. L’Additive Manufacturing o produzione additiva consiste nell’unire o solidificare inviando direttamente dal computer alla stampante 3d materiali da fase liquida o da polveri, creando un oggetto tridimensionale di qualsiasi forma. Tale tecnologia non solo sta mettendo in discussione le tecnologie tradizionali, sottrattive e formative, ma anche i modelli di business e il ciclo di vita dei prodotti e le configurazioni di filiera. CONTENUTI Storia del 3D Printing (Rapid Manufacturing - Rm) e Prospettive di Sviluppo. Principali Tecnologie del 3D Printing. Materiali Utilizzati nel 3D Printing. Procedure Operative del 3D Printing Cad Modeling (Cad 3D). Stl File. Printing 3D. Finishing. Design for Additive Manufacturing Confronto tra tecnologia sottrattiva e tecnologia additiva. I principi della produzione additiva. Progettare in ottica additive. Ottimizzazione topologica. Risultati particolarmente efficaci nell’uso della tecnologia Additive Riduzione dei pesi. Riduzione del numero delle parti. Possibilità di costruzione di parti molto complesse e con sottosquadri. Combinazione delle lavorazioni (Hybrid Manufacturing). Realizzazione di rinforzi strutturali particolarmente efficaci in una prospettiva di realizzazione di oggetti multi-materiale. Realizzazione di strutture Honeycomb. Realizzazione di pannelli Sandwich a forma libera e spessore variabile con inserti in materiale metallico ad alte prestazioni perfettamente integrati nella struttura e inseriti direttamente nella fase di produzione. Applicazioni pratiche delle conoscenze tecnologiche e progettuali della tecnologia. Progetto di particolari meccanici in ottica Afam = Adaptive For Additive Manufacturing. Progetto di particolari meccanici in ottica Dfam = Design For Additive Manufacturing. Collaudo e controllo. Confronto in termini di precisione tra manufatti ottenuti attraverso tecniche sottrattive o additive. 16 ore TRAINER Machine Learning è oggi ritenuto uno degli approcci più importanti dell’intelligenza artificiale. Gli algoritmi di deep learning stanno raggiungendo livelli di precisione senza precedenti, a tal punto da superare l’uomo nella classificazione delle immagini e riuscire a battere il miglior giocatore di GO al mondo. Focus del corso è fornire una panoramica di metodi matematico computazionali per apprendere informazioni direttamente dai dati e prendere decisioni sulla base delle stesse senza bisogno (o quasi) di un intervento manuale. Verrà affrontato il significato di “apprendimento automatico” e “apprendimento profondo”, mostrando applicazioni di successo in grado di risolvere i problemi di visione del computer. Dapprima saranno affrontati concetti chiave comuni a tutte le tecniche di apprendimento automatico, passando ad alcuni strumenti popolari per risolvere le attività di regressione e classificazione e, infine, alle tendenze più recenti nell’apprendimento profondo. CONTENUTI Basi di apprendimento automatico. Panoramica dei principi di base dell’apprendimento automatico, compresa la classificazione e problemi di regressione, tipi di dati e metriche, tecniche di formazione. Modelli semplici. Modelli Naive per problemi di classificazione lineare: perceptron, supporto vettoriale macchina, alberi decisionali. Modelli avanzati. Framework più complessi: multi-layer perceptron (Vanilla Neural Networks), foreste aleatorie, apprendimento profondo e reti neurali a convoluzione. Stato dell’arte delle applicazioni per computer vision. Esempi di applicazioni per la visione del computer risolte con successo macchina/apprendimento profondo: classificazione, segmentazione, rilevazione, didascalie, trasferimento di stile. Software educativo ad alto livello. WEKA: software di apprendimento automatico scritto in Java per la formazione, test e visualizzazione di algoritmi classici di apprendimento automatico (SVM, Decision Trees e foreste, ecc.). Tensorflow Playground: applicazione Web per giocare con la rete neurale con un‘interfaccia Web intuitiva. Tensorflow - Basic. I principi chiave della biblioteca. Implementazione di un classificatore lineare di base. Implementazione di una classica rete neurale Vanilla. Implementazione di una semplice rete neurale a convoluzione per la classificazione. Tensorflow - Avanzato. Come usare e perfezionare modelli di classificazione pre-formati. Come utilizzare e ottimizzare i modelli di rilevazione oggetti. Matteo Poggi Dottorato in computer vision nel gruppo di ricerca CVLAB dell’Università di Bologna. Si è occupato prevalentemente di calcolo della depth con visione stereo. Si è focalizzato in particolare sulla stima della confidenza su mappe di disparità utilizzando tecniche di machine learning e deep learning, lavorando anche presso il Computer Vision and Geometry Lab dell’ETH di Zurigo. ADDITIVE MANUFACTURING Date 5, 7, 12, 14, 19 marzo 2019 14.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 1.000,00 + iva 20 ore Docenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Bologna MACHINE DEEP/LEARNING Alessio Tonioni Dottorato in computer vision nel gruppo di ricerca CVLAB dell’Università di Bologna. Lavora nell’applicazione di tecniche avanzate di computer vision alla gestione automatica di supermercati, nella visione stereo e 3D. Tali progetti hanno consentito di maturare una certa esperienza nell’ambito del Machine Learning e Deep Learning, in particolare per la risoluzione di problemi di visione. With applications to computer vision 34 35
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    Date 13, 20 giugno2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 620,00 + iva TRAINER Il sistema di controllo nelle moderne macchine automatiche svolge un ruolo fondamentale per il raggiungimento delle performance desiderate, l’alto numero di piattaforme di controllo rende sempre difficile la scelta finale. Il corso vuole analizzare le moderne architetture di controllo PLC e PC-Based, sia dal punto di vista dell’hardware che della programmazione. Nella prima parte del corso verranno mostrate le moderne architetture di controllo commerciali, i principali bus di campo utilizzati ed i sistemi di motion control. Nell’ultima parte del corso, dopo aver presentato i linguaggi di programmazione per i sistemi di Motion Control, verrà affrontato il problema della progettazione della logica di controllo per le macchine automatiche, fornendo i concetti per una programmazione modulare basata su componenti di libreria software riutilizzabili. All’interno del corso verranno sviluppati esempi su piattaforma Codesys. CONTENUTI Sistemi di controllo PLC e PC-Based Sistemi di controllo per l’automazione industriale. Architettura di controllo basata su PLC. Gestione task ed I/O distribuiti. Caratteristiche dei principali bus di campo. Principali differenze tra le diverse architetture di controllo commerciali. Architetture di Motion Control Architetture di Motion Control centralizzate e decentralizzate. Interazione tra PLC e sistema di Motion Control. Il concetto di asse nella programmazione dei sistemi di Motion Control. Programmazione dei sistemi di Motion Control mediante PLCopen. La gestione delle camme elettroniche. Programmazione in ambiente PLC Linguaggi di programmazione della normativa IEC 61131-3. Progettazione della logica di controllo per una macchina automatica. Un approccio alla programmazione modulare per il mondo macchine automatiche. Esempi di programmazione riferiti ad applicazioni di macchine automatiche in testo strutturato. 37 16 ore TRAINER L’utilizzo del software TIA PORTAL di Siemens supporterà i partecipanti nell’apprendere come impostare un progetto per la gestione completa dell’interfaccia operatore con i Pannelli Siemens. Oltre all’impostazione dell’interfaccia verrà visto e provato, mediante esercitazioni, l’integrazione con i PLC Siemens. Tutto questo al fine di avere una visione completa dell’utilizzo, della programmazione e dell’integrazione dell’interfaccia operatore con i moderni PLC Siemens. CONTENUTI Sistemi di automazione industriale. Hardware PLC e HMI. Come funziona il PLC. Ambiente di Sviluppo TIA PORTAL. Basi per lo sviluppo di un’applicazione. Caratteristiche del pannello HMI- SIEMENS. Tipologie di variabili. Oggetti grafici. Configurazione e gestione pagine. Creazione modelli. Creazione di applicazioni e simulazione. Gestione dei dati numerici e di testo. Utilizzo degli oggetti disponibili. Gestione della grafica, importazione di immagini. Esempi di applicazione HMI. Il corso verrà svolto in un laboratorio di ultima generazione. Gianni Lucia Dipendente LIAM, si occupa di architetture software per macchine automatiche e benchmarking delle piattaforme di controllo. Docente su tematiche riguardanti architetture di controllo e sistemi HMI-SCADA. ARCHITETTURE PLC E SISTEMI DI MOTION CONTROL Date 12, 17, 19 settembre 2019 09.00 – 17.00 24 settembre 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 1.200,00 + iva 25 ore Matteo Sartini Ha conseguito laurea e dottorato di ricerca in automazione, presso l’Università di Bologna. Attualmente è direttore tecnico del laboratorio LIAM, si occupa di architetture software per le macchine automatiche e benchmarking delle piattaforme di controllo. Ha svolto TOUCH PANEL TP1200 CONFORT SIEMENS-HMI attività di docenza su tematiche riguardanti architetture di controllo, attualmente è professore a contratto presso l’Università di Bologna per il corso di tecnologie e sistemi di controllo. Progettazione e programmazione 36 37
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    Date 16, 18 aprile2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva TRAINER Il corso permette di acquisire metodologie di progettazione integrata della sicurezza, tecniche sistemiche e procedurali per la valutazione dei rischi presenti sulla macchina e fornisce i corretti elementi per la verifica di conformità delle macchine esistenti e di quelle nuove che s’intendono acquistare. Il corso spiegherà come implementare in modo corretto i concetti di affidabilità, ergonomicità, manutenibilità e sicurezza. Verranno svolte applicazioni pratiche su macchine/impianti sia del settore automotive e medicale sia del settore packaging. CONTENUTI Il contesto normativo e la valutazione dei rischi La Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita in Italia dal D.Lgs 17/2010. Contenuti e struttura del Fascicolo Tecnico. Il manuale di installazione uso e manutenzione. Articolazione delle norme tecniche EN inerenti la sicurezza del macchinario. Vendita e acquisto di macchine usate. Messa a norma di vecchie macchine non marcate CE. Metodologie per la valutazione dei rischi presenti sulle macchine. La progettazione integrata della sicurezza Progettazione integrata della sicurezza. Individuazione delle misure di protezione tecnologiche (ripari, distanze, dispositivi di sicurezza). Studio dell’ergonomia della macchina. Caratteristiche di manutenibilità richieste alle macchine. Progettazione dei sistemi di comando in conformità alle Norme EN 13849-1 ed EN 13849-2. Validazione del progetto. Peculiarità dei principali dispositivi di sicurezza elettrici ed elettronici. Criteri di scelta, implementazione e installazione dei dispositivi di sicurezza. Modalità di funzionamento con dispositivi di sicurezza neutralizzati. L’equipaggiamento elettrico delle macchine Prove di funzionamento, verifiche a vista e verifiche strumentali. Conformità alla Direttiva Emc e alle Direttive Atex. Applicazioni pratiche Analisi dei RES con esempi pratici per macchine/impianti del settore automotive e/o medicale. Analisi dei RES con esempi pratici per macchine/impianti del settore del packaging ed applicazione delle norme armonizzate di riferimento: EN 415-1 – Terminologia e classificazione. EN 415-2 – Riempitrici di contenitori rigidi. EN415-3 – Macchine formatrici riempitrici sigillatrici. EN 415-4 – Pallettizzatori. EN 415-5– Avvolgitrici. EN 415-6– Avvolgitrici di pallet. EN 415-7 – Macchine per imballaggi multipli. EN 415-8 – Reggettatrici. EN 415-9 – Misura del rumore. EN 415-10 – Requisiti generali. Esemplificazione stesura Manuale di Istruzioni con esempi pratici per macchine/ impianti del settore packaging. Case history. 39 14 ore TRAINER Verranno affrontati i fondamenti dell’image processing ed illustrati i principali algoritmi, strumenti e sistemi dedicati alla gestione, elaborazione e analisi di immagini digitali. In particolare, saranno poi approfondite le tematiche del riconoscimento e della localizzazione di oggetti in una scena, sia nel modo 2D che in quello 3D. Infine saranno presentate due librerie di visione molto diffuse, una commerciale (Halcon della MVTec) e una open source (OpenCV). CONTENUTI Introduzione, definizioni di base inerenti l’elaborazione di immagini. Teoria dei sistemi di visione. Panoramica sui principali scenari applicativi. Formazione ed acquisizione dell’immagine a partire da immagini digitali e librerie di visione commerciali (Halcon) e open (OpenCV) - Modello geometrico della formazione dell’immagine. Calibrazione della telecamera: parametri intrinseci, estrinseci e distorsioni ottiche. Calibrazione mediante target planari e stima dell’omografia (algoritmo di Zhang). Rettificazione e calibrazione stereo. Concetti di base inerenti sensing, campionamento e quantizzazione dell’immagine. Ricostruzione 2D 3D mediante visione. Impiego di lenti. Campo visivo e profondità di campo. Segmentazione dell’Immagine – Binarizzazione mediante soglia globale. Determinazione automatica della soglia. Sogliatura adattativa. Segmentazione basata sul colore. Segmentazione mediante stima del movimento. Differenze fra frames successivi e confronto con il background. Robustezza alle variazioni di illuminazione. Casi di studio e applicazioni in campo industriale. I benefici della tecnologia e nuove tendenze. DIRETTIVA MACCHINE E NORMATIVE DI RIFERIMENTO Date 18, 25 giugno 2019 09.00 - 18.00 26 novembre e 3 dicembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 750,00 + iva 16 ore Luca Milani Consulente e formatore esperto di sicurezza e igiene negli ambienti di lavoro, progettazione impiantistica e di prevenzione incendi all’interno di varie realtà aziendali pubbliche e private. MACHINE VISION Luca Piccinini Si occupa presso T3Lab di realtà aumentata per applicazioni industriali. Il suo ruolo è quello di sviluppare, usando librerie commerciali e open source, vari tipi di algoritmi di image vision, quali ad esempio il riconoscimento di oggetti a partire da modelli CAD, il controllo dimensionale di parti meccaniche e il riconoscimento di codici e marker. 38 39
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    Date 14, 17, 21,24, 28 maggio 2019 14.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 1.000,00 + iva TRAINER Un nuovo modo di concepire le istruzioni di montaggio per l’operatore. Riconoscimento automatico delle parti e della fase del montaggio, suggerimenti interattivi, animazioni sovrapposte alla realtà, sintesi vocale e riconoscimento, consultazione del manuale in versione digitale, il tutto proiettato sulla realtà. Fondamentale per istruire un nuovo operatore in modo autonomo, indispensabile per l’aggiornamento dell’operatore esperto. Utilizzando tecnologie di visione per il riconoscimento oggetti, sintesi e riconoscimento vocale, interfaccia con CAD e computer graphics per la virtualizzazione di oggetti, l’applicazione permette al responsabile di produzione di creare istruzioni di montaggio e di riparazione in modo pratico e rapido e all’operatore di montaggio di vedere le istruzioni proiettate sulla realtà. Il corso sviluppa le competenze nell’uso delle tecniche e delle tecnologie che consentono di realizzare applicazioni industriali sfruttando le potenzialità offerte dalla realtà aumentata. CONTENUTI La realtà aumentata Definizioni e possibili applicazioni della Realtà Aumentata, approfondimento sulle applicazioni industriali. Introduzione sulle tecnologie alla base della realtà aumentata. Localizzazione 3D Geolocalizzazione vs utilizzo di sistemi di visione (con e senza marker). Riconoscimento, calcolo della posa: marker based e markerless, da CAD e 3D mapping. Tracking (basato su localizzazione e posa precedenti), stabilizzazione del calcolo della posa. Framework di realtà aumentata Presentazione di esempi di framework di realtà aumentata. Unity e Vuforia: creazione guidata di una o più applicazioni di realtà aumentata per smartphone. Grafica computerizzata e CAD Panoramica sulla teoria della grafica 3D e sulle librerie di visualizzazione/manipolazione (Unity), generazione di immagini e animazioni 3D a partire da modelli CAD, sovrapposizione di oggetti e animazioni 3D sulla scena reale, rendering di oggetti e animazioni virtuali (luminosità, ombreggiatura). Interfacce utente Sintesi e analisi audio: strumenti SW e microfoni. Esempi di menu virtuali attraverso riconoscimento delle mani, integrazione con la Machine Vision (metrologia, ispezioni di qualità). Smart glasses: caratteristiche e criteri di scelta. Presentazione dell’informazione: testo, audio, immagini virtuali, sovrapposizione di immagini virtuali alla scena reale (stereo rendering). 4141 20 ore TRAINER Il corso tratta le metodologie di prototipazione virtuale e simulazione offline e interattiva che permettono di supportare in modo continuo lo sviluppo del prodotto nella fase concettuale e preproduttiva. CONTENUTI Virtual Engineering vs. Physical Engineering La virtualizzazione nel processo progettuale. SBD-Simulation Based Design. Simulazioni multifisiche combinate: FSI, ecc… il concetto di Man-in-the-loop. Principali tecniche a supporto della fase di concept Richiami di modellazione sketch-based e modellazione interattiva. Tecniche di modellazione organica e mesh-based. Metodologie e sistemi di Reverse Engineering. il Reverse Modeling per la virtualizzazione rapida della geometria. Metodologie di sviluppo prodotto mediante ambienti grafici interattivi Fondamenti di grafica interattiva digitale. La rendering pipeline. I principali modelli di simulazione della luce. Rendering statico e animazione digitale. Il rendering realtime nel concept development. Tecniche di prototipazione virtuale Il continuo di Milgram. La realtà virtuale. L’Augmented Reality. Mixed Reality del prototipo reale e virtuale. Design Review in VR e AR. La prototipazione fisica Tecniche TCT (Time Compression Techniques) e prototipazione rapida. Milling manufacturing and Additive Manufacturing per l’implementazione del prototipo reale e delle sue modifiche incrementali. sviluppo dell’assembly sequence simulation. Disassembly simulation in sistemi di simulazione virtuale. Manutenzione e training virtuale Manualistica 2D e 3D interattiva. Sistemi di Augmented Reality per il training del personale.Manutenzione interattiva in Augmented Reality. Docenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Bologna REALTÀ AUMENTATA PER LE APPLICAZIONI INDUSTRIALI Date 8, 15, 22, 29 maggio 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 980,00 + iva 40 28 ore PROTOTIPAZIONE FISICA E VIRTUALE Luca Piccinini Si occupa presso T3Lab di realtà aumentata per applicazioni industriali. Il suo ruolo è quello di sviluppare, utilizzando librerie commerciali e open source, vari tipi di algoritmi di image vision, quali ad esempio il riconoscimento di oggetti a partire da modelli CAD, il controllo dimensionale di parti meccaniche e il riconoscimento di codici e marker. 40 41
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    Date 25, 26, 27marzo 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 1.300,00 + iva TRAINER La complessità dei sistemi nel campo delle macchine automatiche ha reso sempre più complicata e dispendiosa la messa a punto di questi sistemi di automazione. Attraverso le tecniche di Digital Twin che mirano a sviluppare prototipi virtuali in grado di catturare il totale comportamento della macchina, si può effettuare sviluppo e test per la loro messa a punto non lavorando su un prototipo reale ma bensì su un prototipo virtuale, che tiene conto anche della fisica. Nel corso verranno analizzate le diverse architetture ed i diversi strumenti commerciali utilizzabili per la definizione di un prototipo virtuale. Sarà presentato un caso applicativo in cui verranno analizzate tutte le fasi dello sviluppo di un prototipo virtuale: importazione da CAD meccanico, sviluppo della logica del modello e connessione con il PLC di controllo. CONTENUTI Analisi ed obiettivi della prototipazione virtuale. Prototipo reale e virtuale a confronto. Panoramica sui principali approcci alla simulazione di componenti, macchine e sistemi. Simulazioni Hardware in the Loop e Software in the Loop. Differenza tra Modelli Real Time o Virtual Time. Strumenti per la prototipazione virtuale. Interfaccia con i processi aziendali – Machine level. Rappresentazione CAD 3D realistica – Importazione da CAD meccanici. Modellazione dei comportamenti. Simulazione di prodotto e processo. Definizione delle logiche di comportamento della macchina. Architetture per la comunicazione Hardware in the loop. Integrazione tra prototipo virtuale e PLC. Interattività con il modello. Caso applicativo - Machine level. Presentazione dell’ambiente software. Case study, set up di un prototipo virtuale. Discussione risultati del case study. 4343 24 ore TRAINER Il processo di digitalizzazione della produzione permette di sfruttare le sinergie tra le diverse fasi del processo produttivo, implementare servizi innovativi come la manutenzione preventiva/predittiva, la manutenzione a distanza e l’analisi dati finalizzata all’ottimizzazione dei processi. Alla base di tutto è però necessario poter disporre di una infrastruttura di comunicazione affidabile, stabile, sicura e con una buona larghezza di banda. L’efficienza della rete dipende molto dalla possibilità di fare diagnostica per mezzo di dispositivi dedicati, in grado di fornire un’indicazione dello stato generale del sistema di comunicazione e capaci di prevenire eventuali deterioramenti della rete, fino ai fermi impianto. Il corso illustra le tecniche di progettazione più avanzate per la realizzazione di reti per l’automazione industriale Ethernet-based. All’interno del corso è posta particolare attenzione ai componenti infrastrutturali di rete, alla profondità di rete, alle prestazioni real-time ed alla frammentazione del diverso traffico che può essere presente sulla rete. CONTENUTI Standard Ethernet IEEE 802 Componenti infrastrutturali per le reti Ethenernet ed Etherent TCP/IP gli stack TCP/IP Protocolli di comunicazione definiti nelle norme IEC 61158 e IEC 61784 Criteri installativi secondo quanto previsto dalla famiglia di norme IEC 61784 Progettazione di una rete di automazione real-time isocrono (IRT) Progettazione di una rete di automazione real-time Progettazione di una rete di automazione real-time multiprotocollo Interpretazione delle specifiche funzionali Prerequisiti: diploma di istruzione secondaria ed esperienza lavorativa nel settore di almeno tre anni e conoscenza base di Industrial Ethernet. La frequenza del corso Industrial Ethernet rappresenta prerequisito di accesso al corso. Attestati: al termine del corso sarà rilasciato un attestato di superamento esame CEPAS in caso di esito positivo o un attestato di frequenza in caso di non superamento dell’esame finale. Esame: verifica dell’apprendimento con test finale Docenti Qualificati Bureau Veritas Italia, Organismo di Certificazione e Ispezione, leader mondiale in ambito Qualità, Salute & Sicurezza, Ambiente e Responsabilità Sociale. DIGITAL TWIN CON ARCHITETTURE HARDWARE IN THE LOOP Date 25, 26 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 800,00 + iva 42 16 ore La docenza sarà tenuta da un progettista Senior LIAM LAB esperto nel settore della prototipazione virtuale. PROGETTAZIONE RETI FIELDBUS ETHERNET BASED 42 43
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    Date 16, 23, 30maggio 2019 09.00 - 16.00 Quota di iscrizione € 980,00 + iva TRAINER Lo sviluppo di un’idea di business di successo o di un nuovo prodotto deve necessariamente partire da un’analisi strutturata del mercato di riferimento. Molte volte il processo di creazione di un nuovo prodotto avviene senza interrogarsi preventivamente su quali siano i bisogni del cliente non riuscendo ad arrivare al giusto segmento di mercato, dove c’è il maggiore interesse verso quel prodotto. Si procederà analizzando poi le metodologie più contemporanee ed avanzate per la gestione dei processi innovativi e la risoluzione dei “blocchi” progettuali nel Design Industriale CONTENUTI Scenario da affrontare. Analisi del contesto. La tendenza dal punto di vista sociale e psicologico. Chi crea la tendenza. Nuove tecnologie che influenzano le tendenze. Il comportamento del consumatore. L’individuazione dei possibili compratori (mercato nazionale e mondiale). Il QFD: strumenti e metodologie per la gestione dei requisiti di prodotto sulla base della chiarificazione dei bisogni e delle aspettative del cliente. Le sei domande. La matrice di interrelazione. Il Benchmarking: una metodologia di comparazione, posizionamento e miglioramento dei prodotti e dei processi produttivi; una guida per la scelta degli obiettivi innovativi da perseguire. Analisi TOP-FLOP: identificazione del miglior prodotto già presente o da posizionare sul marcato sulla base del maggior numero di requisiti innovativi. TRIZ: strumenti e metodologie per la gestione dei processi innovativi e la risoluzione dei “blocchi” progettuali nel design industriale. 45 18 ore TRAINER Se, in generale, la progettazione del sistema di controllo dal punto di vista hardware non pone rilevanti difficoltà, potendo proficuamente avvalersi della reperibilità sul mercato di risorse tecnologicamente avanzate, direttamente compatibili con il campo, scalabili ed interoperabili, più problematica risulta spesso la progettazione del sistema di controllo dal punto di vista software. Diverse sono le motivazioni, fra le quali, in particolare, la carenza di modelli di riferimento e di “design patterns” specifici che possano rivestire il ruolo di standard de facto, o quantomeno di linee guida, nel processo di progettazione e sviluppo del software di automazione. Con l’intento di ridurre i tempi di progettazione e di favorire l’intercambiabilità dei progettisti e delle piattaforme computazionali nella realizzazione di nuovi sistemi, il corso intende delineare i criteri che possono condurre alla realizzazione di un’architettura software ampiamente “machine and platform independent” in grado di supportare l’esecuzione di tutte quelle attività che comunemente sono delegate al sistema di controllo di una macchina automatica, riutilizzabile in contesti affini, aperta a possibili integrazioni e/o estensioni finalizzate al soddisfacimento di specifiche esigenze applicative. CONTENUTI Illustrazione ed esemplificazione nell’ambito delle “packaging machines”, dell’approccio progettuale “Model- Driven Architecture”. Tale approccio sostanzialmente prevede, per ogni tipologia di problemi affrontati, la preliminare definizione di un modello di riferimento di adeguata capacità espressiva, quindi la realizzazione una volta per tutte del correlato “motore inferenziale”. Il fondamentale principio della distinzione in sede di progetto dei tre aspetti “what to do”, “when to do”, “how to do”. Criteri per la decomposizione funzionale di un sistema complesso in termini di una gerarchia di entità (sottosistemi, moduli, componenti elementari), astratte o concrete, opportunamente cooperanti. Definizione del ruolo e delle funzionalità di ciascuna entità (“what to do”), nonché delle relative interfacce e dei protocolli previsti per l’interazione con altre entità operanti nello stesso livello o nei livelli adiacenti della gerarchia. Modelli di riferimento per la definizione formale del comportamento delle singole entità (“how to do”). Modelli di riferimento per la definizione delle modalità di esecuzione dei compiti delle singole entità (“when to do”). ANALISIDELMERCATOE METODOLOGIEAVANZATE DIPROGETTAZIONE INNOVATIVA Date 9, 11, 16, 18 ottobre 2019 14.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 800,00 + iva 16 ore PROGETTAZIONE DELSOFTWAREPERIL CONTROLLODIMACCHINE AUTOMATICHE Eugenio Faldella Professore Ordinario, Dipartimento di Informatica – Scienze e Ingegneria, Università di Bologna. Docente (negli ultimi decenni) di “Sistemi Digitali” e “Sistemi in Tempo Reale” nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica, e di “Sistemi di Elaborazione e Controllo” nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dell’Automazione. Docenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Bologna Architetture SW e Design Patterns di riferimento 44 45
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    Date 12, 15, 19,22, 26, 29 novembre 2019 14.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 1.100,00 + iva TRAINER Verranno presentate ed analizzate le principali norme comunitarie e FDA in tema di GDP per quanto concerne gli ambiti farmaceutico ed alimentare. Il focus del corso verterà sugli attuali requisiti comunitari e sugli strumenti operativi relativi alla produzione, controllo e mantenimento che possano consentire la costruzione e il mantenimento di un sistema di qualità adeguato sia in termini di documentazione, locali ed attrezzature che di impianti e produzione. Si forniranno inoltre cenni di Hygienic Design, corredati da opportuni esempi ed applicazioni con i quali i partecipanti saranno in grado di approcciarsi ad una corretta tecnica di progettazione. CONTENUTI Definizione delle GMP. Il quadro normativo delle GMP: Europa e Stati Uniti. GMP in ambito farmaceutico ed alimentare. GMP nell’industria farmaceutica: gestione della qualità, sanificazione ed igiene, materiali, personale, impianti produttivi, validazione e qualifica dei processi, sicurezza informatica. Definizioni e principali normative sui MOCA. Le GMP in pratica: applicazione della rintracciabilità sulle parti di macchina. D.lgs. 10/02/2017 n. 29 «Decreto sanzioni». Linee guida per l’applicazione della compatibilità alimentare. Principali materiali comunemente utilizzati nel contatto alimentare. Materiali non armonizzati. I processi speciali: trattamenti termici e superficiali, saldature. Esempio di check-list di analisi del rischio igienico. Principi di progettazione igienica: esempi ed applicazioni. Linee guida per valutare la conformità alimentare di una macchina. Prove di migrazione. Operare in ambienti aggressivi: esempio pratico. 47 24 ore TRAINER Verranno forniti gli approcci più efficaci per l’acquisizione di metodologie e strumenti informatici per la progettazione sistematica dei prodotti industriali. Si rende sempre più necessario lo studio e l’applicazione di tecniche di Ingegneria Simultanea, supportati dai più avanzati sistemi CAx e PLM, al fine dello sviluppo e della gestione di prodotti complessi nel loro ciclo di vita fin dalla pianificazione e progettazione concettuale. CONTENUTI Il concetto di prodotto Il prodotto industriale e le tipologie. La mass production e il prodotto customer-driven. Il ciclo di vita del prodotto. Lo sviluppo del prodotto e la gestione del progetto Definizione delle specifiche di progetto. Sistemi PDM/PLM e loro impiego nel progetto. Il Concurrent Engineering. Progettazione funzionale e gestione dei gruppi ad albero nel DMU. Design for X. Lean design. Lightweight design. La rappresentazione e gli aspetti produttivi Sviluppo del prodotto finalizzato all’asportazione di truciolo e sviluppo del prodotto finalizzato alla produzione mediante additive manufacturing: problematiche geometriche (strutture lattice, ecc...). Sistemi di produzione ibrida. Problematiche di ingegnerizzazione del prodotto La distinta base (BOM). Gestione dei codici di parte. Componenti standard e non. Componentistica commerciale. Gestione delle varianti e gamma di prodotto. Progettazione delle varianti di gamma e loro integrazione nei sistemi PLM. Modularizzazione di prodotto. Standardizzazione di prodotto mediante l’implementazione di model reusage supportato dai sistemi PLM. Aspetti economici del prodotto Costificazione delle parti. Costi accessori. La documentazione tecnica. GMP - GOOD MANUFACTURING PRACTICE Date 19, 21 marzo 2019 09.00 - 17.00 23, 25 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 700,00 + iva 14 ore SISTEMI PLM SU APPLICAZIONI INDUSTRIALI Davide Cuoghi Ingegnere e docente negli ambiti del disegno tecnico, della costruzione di macchine e dello sviluppo di prodotto. Svolge attività di progettazione meccanica con l’ausilio di CAD 3D, analisi di fattibilità e sviluppo di progetti ad alta innovatività in ambito alimentare e farmaceutico, con particolare attenzione alle tematiche di Hygienic Design. Docenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Bologna 46 47
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    CREA IL TUOPERCORSO Politiche di Pricing B2B Il cliente al centro: l’omnicanalità come leva strategica Digital Marketing integrato Social Selling Key Account Manager Forecasting Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop Piano commerciale B2B Nuovi tools per il marketing agile After Sales Management SEO&SEM Email Marketing Automation Marketing Intelligence & KPI Customer Experience Bootcamp** Sales Performance** Design Thinking** Cross Cultural Management** 57 63 58 61 52 55 20 56 54 60 59 62 53 Sliding Stories: raccontare la propria azienda con lo storytelling Gestire team multiculturali e virtuali Email Writing Il coraggio di decidere Time e Meeting Management Presentation Skills Lab La comunicazione interna tra tradizione e innovazione Thinking Processes Change Agility** Alte prestazioni e stress** Gestire la complessità** Training avanzato di negoziazione** Leadership** 134 131 135 128 132 136 127 137 Finanza per "non" Financial Manager La selezione del personale per "non" specialisti La valutazione dei bisogni formativi Bilancio per "non" specialisti 148 150 152 149 RESPONSABILE COMMERCIALE MARKETING **(lo trovi in Industrial Lounge) CORE SOFT CROSS 50 51
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    Date 16, 23 gennaio2019 09.00 – 17.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER I clienti sono tutti diversi. E tutti richiedono di essere unici. Massimizzare il rapporto tra tempo a disposizione ed efficacia commerciale diventa obiettivo cardine del corso. Proponiamo un modello di accounting focalizzato a mantenere relazioni di business continuative e durature con i clienti in portafoglio. Definiamo nuove rotte commerciali e nuovi clienti da raggiungere. Segmentare e personalizzare sempre di più l’offerta, e riuscire a diventare partner del proprio interlocutore, rappresentano le chiavi per una nuova dimensione manageriale e un nuovo ruolo commerciale. CONTENUTI Come è cambiato il ruolo commerciale. L’analisi dei propri clienti: la segmentazione ed il rapporto tempo dedicato/risultati conseguiti. Il piano a medio termine: strategie per raggiungere i risultati. La preparazione del cliente, delle visite e la scelta degli interlocutori. L’atteggiamento mentale nel rapporto con il cliente: come essere davvero partners? La relazione con il cliente. La raccolta delle informazioni. La proposta: come personalizzarla e renderla accattivante. Il feedback, le obiezioni, il reclamo. Il post visita: essere professionisti e uomini d’azienda. 21 ore + 7 ore di follow up opzionale Date 15, 29 maggio e 12 giugno 2019 09.00 – 17.00 Follow up 29 ottobre 2019 09.00 – 17.00 8, 19, 29 novembre 2019 09.00 – 17.00 Follow up 27 marzo 2020 09.00 – 17.00 Quota di iscrizione € 800,00 + iva Follow Up opzionale € 270,00 + iva 53 14 ore TRAINER MARKETING INTELLIGENCE E KPI Come acquisire un approccio metodologico ed operativo per rafforzare il processo decisionale legato alla valutazione delle strategie di sviluppo commerciale, come definire la strategia di marketing attraverso il Business Model Canvas attraverso la raccolta e l’analisi di dati che trasportino informazioni utili ed in tempo reale per fornire poi gli adeguati parametri di monitoraggio e misura delle prestazioni (KPI). CONTENUTI Definire la strategia di marketing attraverso il Business Model Canvas Il Metodo CAPPA. Un’applicazione reale del Business Model Canvas e della Strategia Oceano Blu. Realizzare il proprio Canvas I 9 elementi base. Le 4 aree ambientali. La SWOT Analysis. Comprendere il proprio mercato Le caratteristiche chiave del mercato di riferimento. Organizzare le informazioni: la Mappa del Valore. L’Analisi del JTBD (Job-to-be-done) dei Segmenti di Clientela. La Proposta di Valore L’attuale proposta di valore verso il Mercato: l’ESA-VALUE MAP. La Value Proposition da sviluppare. Monitorare le prestazioni con i KPI Scelta dei KPI. Data mining e Balanced scorecard. Case history. Silvio Marzo Formatore e consulente con esperienza ventennale, opera in affiancamento a grandi aziende e PMI in progetti di lean organization, creazione della rete vendita e di distribuzione, applicazione della Value Innovation attraverso la Strategia Oceano Blu per lo sviluppo commerciale e il KEY ACCOUNT MANAGER Paolo Ferioli Trainer Kaeser e Master Advanced in Programmazione Neurolinguistica. Ha maturato esperienze in aziende nazionali e multinazionali in diversi ruoli commerciali. Business Model Canvas per la creazione di nuovi modelli di business. Ha avuto incarichi come Dirigente, Amministratore Delegato ed Imprenditore. 52 53
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    Date 30 gennaio 2019 09.00– 17.00 13 febbraio 2019 09.00 – 13.00 25 settembre 2019 09.00 – 17.00 9 ottobre 2019 09.00 – 13.00 Quota di iscrizione € 580,00 + iva TRAINER Il desiderio dei marketing manager e dei marketing executive è quello di realizzare tutto il programma di marketing nei tempi dovuti, cosa spesso resa impossibile dalla quantità di attività da svolgere e dalla tiranna settimana lavorativa di cinque giorni… servirebbero una serie di strumenti aggiornati, innovativi, idonei a favorire l’efficiente gestione in ambito marketing. Ci proponiamo di dare risposte concrete a questo dilemma apparentemente irrisolvibile, grazie alla presentazione di nuovi tools propri del Marketing Agile. Così le attività analitiche ed operative di marketing diventeranno più strutturate e integrate in un sistema cognitivo unico, permetteranno di ottenere prestazioni superiori senza sforzi aggiuntivi. Intendiamo presentare una selezione di strumenti innovativi per la gestione del piano di marketing e delle attività commerciali, promuovendone la visione integrata. CONTENUTI Introduzione e contesto Le nuove tecniche per il marketing: i tools per il Marketing Agile. Le tecniche per l’analisi del contesto socio-economico. Le tecniche per l’analisi del contesto competitivo. L’ascolto Gli strumenti diretti per l’ascolto del cliente. Le ricerche qualitative e quantitative. Gli strumenti per l’ascolto del cliente online. Le ricerche qualitative e quantitative sul web. L’organizzazione guidata dal cliente L’organizzazione qualificata dei dati sulla base degli obiettivi e della visione d’impresa. Il Customer Journey e l’esperienza utente. Funnel & Analytics Il Marketing Funnel. Web Analytics per il marketing. Social Media Analytics per il marketing. Misurazione e controllo La misurazione del valore delle attività di marketing. ROI Framework per il marketing. 5555 11 ore TRAINER FORECASTING Nella moderna gestione del business, il forecasting, la “possibilità di interpretare le performance e le esigenze aziendali in divenire”, rientra sempre più frequentemente nelle attività di decision-making e pianificazione strategica. Il flusso di informazioni contenuto nel forecast è composto in parte da rilevazioni consuntive, quelle cioè realizzate fino alla data di redazione dello stesso e in parte da rilevazioni previsionali alla fine dell’esercizio o di quelli successivi. Il vantaggio competitivo di un’azienda si misura anche nella capacità di simulare situazioni future, interpretarle ed essere in grado di organizzarsi di conseguenza, valutando in anticipo le strategie più opportune per ottenere il massimo dalle risorse impiegate. Occorre dotarsi di un approccio “Business Intelligence”, che vede nella costruzione di scenari “what-if” la base per potere affrontare la crescente complessità facendo affidamento su dati storici opportunamente immagazzinati. CONTENUTI Che cos’è il forecasting. Cenni alle principali tecniche di forecasting. Obiettivi e utilizzo dei sistemi previsionali in ambito marketing e vendite. Sistema Informativo di Marketing. Come analizzare i dati aziendali disponibili. Come si può prevedere la domanda futura. Relazione fra forecast e budget annuale. Struttura di un piano commerciale. Forecasting e analisi dei competitor. L’applicazione in azienda dell’attività esercitativa sul FORECASTING COMMERCIALE prevede un confronto col docente attraverso una sessione di 1 ora in skype call. Daniele Rimini Formatore FAV, consulente dal 1998, esperto nelle attività di pianificazione e sviluppo marketing e commerciale in aziende private in diversi settori business to business e consumer. Ha conseguito il titolo MBA presso Profingest, è autore di diverse pubblicazioni su questi temi e svolge attività formativa come Professore a contratto all’Università di Bologna. NUOVI TOOLS PER IL MARKETING AGILE Maurizio Morini Consulente e formatore FAV sui temi della strategia, del marketing e dell’innovazione. Dal 2002 imprenditore nel settore dei servizi per le imprese, vanta ventennale esperienza come manager d’azienda ed è autore di diverse pubblicazioni e libri sui temi della gestione aziendale. Dal 2003 è docente universitario a contratto di materie manageriali. Date 8 maggio 2019 21 maggio 2019 4 giugno 2019 20 giugno 2019 9 luglio 2019 09.00 – 13.00 Quota di iscrizione € 830,00 + iva 54 20 ore 54 55
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    Date 13 marzo 2019 09.00- 17.00 27 marzo 2019 09.00 - 13.00 6 novembre 2019 09.00 - 17.00 20 novembre 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 580,00 + iva TRAINER Convertire la strategia commerciale in azioni mirate richiede una profonda analisi di mercato per individuare degli obiettivi sfidanti ma raggiungibili. Determinante e necessario diventa saper impostare un’attività commerciale efficace con un sistema di pianificazione che consenta di avere il controllo ex ante, in itinere e a consuntivo dei risultati. L’impostazione di un piano di azione commerciale prevede l’analisi del potenziale di mercato, la sua segmentazione, la definizione degli obiettivi economici, la valorizzazione dell’offerta e tanto ancora. Con un solo obiettivo: massimizzare i risultati ottimizzando tempi e risorse a disposizione. Tratteremo tecniche e strumenti necessari per la gestione dell’attività commerciale: la pianificazione del lavoro di vendita, le risorse impiegate, gli strumenti di controllo, la gestione e motivazione del personale di vendita. CONTENUTI Il piano commerciale, struttura funzioni e utilità. L’analisi esterna del mercato di riferimento e del potenziale. L’analisi del portafoglio clienti. La definizione degli obiettivi. La pianificazione del tempo e del territorio. L’attuazione e la programmazione operativa. Le possibili strutture organizzative. Il dimensionamento della rete di vendita. La motivazione della rete di vendita ed i piani di incentivazione. Come misurare l’impatto delle azioni: indicatori chiave dell’attività commerciale. L’applicazione in azienda dell’attività esercitativa sul PIANO COMMERCIALE prevede un confronto col docente attraverso una sessione di 1 ora in skype call. 11 ore TRAINER POLITICHE DI PRICING B2B Il prezzo si muove tra costi, concorrenza e valore per il cliente. Ma quali sono per il cliente industriale gli elementi principali di valore che possono giustificare un determinato livello di prezzo? Elementi come valore economico (ottenere riduzioni di costo dirette o indirette), valore funzionale (legato all’interazione utilizzatore-prodotto acquistato), valore operativo (vantaggi derivanti da una soluzione tecnologica piuttosto che un’altra), aspetti di immagine (acquistare da un determinato fornitore di alto posizionamento), benefici personali (riduzione del rischio per il responsabile d’acquisto) e i cosiddetti “termini dello scambio” (modalità di pagamento, tempi e modi di consegna, servizi post-vendita, assistenza all’utilizzo, ecc.): tutti aspetti da governare per potere adottare le giuste politiche di pricing. CONTENUTI L’orientamento al cliente nel B2B. Il prezzo: natura e significato strategico nel mondo B2B. Identificazione della Value Proposition. Le principali decisioni per la leva prezzo. La determinazione del prezzo nei mercati concorrenziali. I metodi per la fissazione del prezzo. Gli obiettivi del pricing. Le condizioni che determinano il prezzo in fase di lancio di un nuovo prodotto. Il pricing nei mercati internazionali. Le politiche di “discriminazione” di prezzo. L’applicazione in azienda dell’attività esercitativa sul VALUE PROPOSITION CANVAS prevede un confronto col docente attraverso una sessione di 1 ora in skype call. Date 20 febbraio 2019 09.00 - 17.00 6 marzo 2019 09.00 - 13.00 16 ottobre 2019 09.00 - 17.00 30 ottobre 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 580,00 + iva 11 ore PIANO COMMERCIALE B2B Daniele Rimini Formatore FAV, consulente dal 1998, esperto nelle attività di pianificazione e sviluppo marketing e commerciale in aziende private in diversi settori business to business e consumer. Ha conseguito il titolo MBA presso Profingest, è autore di diverse pubblicazioni su questi temi e svolge attività formativa come Professore a contratto all’Università di Bologna. Daniele Rimini Formatore FAV, consulente dal 1998, esperto nelle attività di pianificazione e sviluppo marketing e commerciale in aziende private in diversi settori business to business e consumer. Ha conseguito il titolo MBA presso Profingest, è autore di diverse pubblicazioni su questi temi e svolge attività formativa come Professore a contratto all’Università di Bologna. 56 57
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    Date 15, 22 maggio2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER Il corso ha lo scopo di orientare manager e imprenditori alla completa comprensione della gestione e delle scelte strategiche legate alle attività del Digital Marketing e della Digital Transformation. Una metodologia che permette di coordinare e portare a valore in maniera ottimale e integrata le diverse attività di digital marketing a seconda del settore merceleogico, della tipologia di azienda B2C e B2B e delle opportunità di business correlate. CONTENUTI Imparare l’approccio strategico Prima fase: ascolto e bisogni. L’analisi preliminare. Domanda, prodotti, clienti e processo di acquisto. Seconda fase: strategia integrata. Definizione delle strategie e delle tattiche. Terza fase: definire gli strumenti. Quarta fase: il metodo a sistema. Creare un continuum per gli anni successivi. Digital marketing integrato Digital Analytics: impostare l’ascolto. Dalla Search intent alla SEO: rispondere ai bisogni. Content strategy: una strategia unica per guidare il piano editoriale. Social media marketing integrato: da stimolo a strumento di dati. Email marketing e marketing automation: la coppia perfetta. Account based marketing: ogni visita un lead, per il Business to Business e non solo. Neuromarketing applicato al digital. Growth hacking: cambiare il mindset aziendale. Principali strumenti operativi a supporto Software di marketing automation e account based marketing. Suite per l’analisi della Search intent. Web Intelligence Tool per la gestione dei social in maniera integrata. Altri strumenti e tool utili al digital marketing integrato. 59 16 ore TRAINER SEO&SEM Il 90% delle sessioni di navigazione partono da una ricerca su Google. E una ricerca su Google equivale a un bisogno esplicito. Scopo del corso sarà capire come intercettare efficacemente questi bisogni attraverso il posizionamento organico sul motore di ricerca (SEO) e gli annunci sponsorizzati (SEM). Partiremo dalla definizione degli obiettivi di marketing, passando alla scelta delle audience più qualificate, fino all’architettura del sito web, alle performance e all’usabilità, concludendo con l’analisi con Google Analytics dei risultati ottenuti. CONTENUTI Google: differenze tra posizionamento organico e a pagamento. Storia della SEO. Approccio etico alla SEO e “trucchetti”: perché è fondamentale scegliere il primo. “Content is the king” ma chi acquista alla fine è l’utente. Keyword: come scegliere quelle giuste e perché. I 200 fattori di posizionamento di Google. SEO On-site: come ottimizzare il codice e i contenuti del sito. SEO Off-site: cos’è la link building e come effettuarla senza farsi del male. Google AdWords è diventato Google Ads: differenze e opportunità. Impostare una campagna su Google Ads. Posizionamento su Google Maps. Google Analytics: monitorare le attività, imparare dagli errori e ottimizzare sempre. Quali informazioni prevedere in un report SEO e SEM. Enrico Gualandi Founder & CMO @Social Factor, agenzia di marketing e comunicazione specializzata in digital marketing, docente e relatore per aziende, scuole di business, festival e convegni. DIGITAL MARKETING INTEGRATO Francesco De Nobili Digital marketing manager con esperienza pluriennale in consulenza e ricerca e formatore FAV in Digital Marketing. Docente nelle università italiane più prestigiose, lavora da anni ad un Osservatorio permanente sul Digital Marketing, i cui risultati di ricerca sono riportati all’interno dei libri pubblicati per Hoepli: Digital marketing integrato, SEO Google, Strategie di content marketing. Date 19, 22 febbraio 2019 09.00 – 18.00 17, 24 settembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva 16 ore Integrare in un framework unico le diverse attività digitali 58 59
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    Date 25 giugno 2019 09.00- 18.00 27 giugno 2019 09.00 - 13.00 10 dicembre 2019 09.00 - 18.00 17 dicembre 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 480,00 + iva TRAINER Nell’economia dei servizi la gestione dell’After Sales ha un ruolo chiave per l’ampliamento dell’offerta e la fidelizzazione del cliente. Per cogliere le opportunità offerte dal mercato occorre ripensare la struttura del post vendita tradizionale secondo alcune direttrici precise: coerenza tra strategia aziendale e scelte di configurazione del service, ampliamento della gamma dei servizi offerti, integrazione con l’area commerciale e con l’area tecnico/produttiva, service realmente orientato alla soddisfazione del cliente e incorporazione delle tecnologie Industry 4.0. Obiettivo del percorso è rinnovare il tradizionale servizio post vendita orientandolo verso un modello di “eccellenza” nel servizio After Sales. CONTENUTI Strategia aziendale e After Sales Definizione del Business Model. Interfaccia con Sales, R&D, Operations. After sales: una opportunità per lo sviluppo commerciale Raccolta delle informazioni strategiche. Strutturazione dell’offerta e Service Level Agreement. L’organizzazione del Customer Service Criteri per la suddivisione del lavoro. Dimensionamento delle risorse. Gestione dei ricambi Creazione e manutenzione del listino ricambi. Impostazione del Service Level Agreement sulla disponibilità di ricambi. Modelli per il corretto dimensionamento delle scorte. Gestione degli interventi di assistenza e garanzia Stima dei carichi di lavoro e gestione capacità. Pianificazione delle attività di back office e front office. Definizione dei Tempi Standard per gli interventi. Risorse umane per un After Sales orientato al cliente Il ruolo dei tecnici di assistenza nello sviluppo di un After Sales di eccellenza. La comunicazione con il cliente. Digitalizzazione e After Sales L’importanza degli smart service come strumento per anticipare le esigenze del cliente. Tecnologia e creazione del valore: definizione di una road map. Il controllo tecnico/economico dell’After Sales KPI tipici per la misurazione delle performance dell’assistenza. Misurazione del servizio al cliente. Controllo delle scorte. Interventi di assistenza: registrazione delle attività, quadratura delle registrazioni, verifica dell’efficienza. Impostazione del conto economico dell’After Sales. 6161 12 ore TRAINER SOCIAL SELLING Strategie, tecniche e metodi per applicare la disciplina del Social Selling che, pur essendo ancora relativamente nuova in Italia, sta già rivoluzionando i reparti Sales e Marketing di alcune aziende, con risultati sorprendenti soprattutto nella gestione delle risorse temporali e finanziarie. CONTENUTI I principi del social selling: dalle fondamenta all’approccio strategico Impostare il social selling interno: analisi di partenza. Il piano pratico di social selling partendo dalle buyer personas. L’analisi dei prospect: profilo e dati a disposizione. Content strategy per attrarre e creare fiducia. La fase di primo contatto: tecniche e metodo. Dalla relazione alla fiducia: come creare il rapporto fidelizzante. LinkedIn: lo strumento per il social selling Gli elementi imprescindibili: ottimizzare i dati profilo per farsi trovare. La diverse tecniche per la visualizzazione su LinkedIn. Le Pagine aziendali, le Scuole, i Gruppi. L’employer branding su LinkedIn: la chiave del successo. Sales Navigator: raggiungere chiunque. Sales Navigator: tecniche per trovare i prospect più caldi. L’analisi dei dati aziendali e dei decision makers con Sales Navigator. Casi aziendali di successo. Esercitazioni pratiche. AFTER SALES MANAGEMENT Gianluca Spada Svolge attività di consulenza e di formazione sui temi delle Operations, in particolare come capoprogetto nella riorganizzazione dei processi di produzione, della logistica e dei servizi. È titolare di OPTA, società di consulenza specializzata nella gestione delle Operations. Date 4 luglio 2019 09.00-18.00 10 luglio 2019 09.00-13.00 16 dicembre 2019 09.00-18.00 19 dicembre 2019 09.00-13.00 Quota di iscrizione € 500,00 + iva 60 12 ore Oltre il post vendita tradizionale Vendere creando rapporti di fiducia Francesco De Nobili Digital marketing manager con esperienza pluriennale in consulenza e ricerca e formatore FAV in Digital Marketing. Docente nelle università italiane più prestigiose, lavora da anni ad un Osservatorio permanente sul Digital Marketing, i cui risultati di ricerca sono riportati all’interno dei libri pubblicati per Hoepli: Digital marketing integrato, SEO Google, Strategie di content marketing. 60 61
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    Date 1, 8 marzo2019 09.00 – 18.00 18, 25 ottobre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER La Marketing Automation offre enormi potenzialità alle aziende, sia in termini di efficienza che di risultati. Oggi può essere alla portata di tutti, partendo dal canale più semplice per utilizzare al meglio tale potenzialità: l’email marketing. Grazie ai nuovi strumenti avanzati di gestione delle email e alle tecniche di copywriting, è infatti possibile ottenere diversi dati strutturati per comprendere nel dettaglio informazioni fondamentali come i tassi reali di apertura delle mail, i dati demografici delle persone che le ricevono e di chi ha cliccato i singoli link presenti all’interno. Da qui possiamo migliorare l’interazione tra azienda e cliente/ prospect lungo tutti i punti del customer journey, impostando in maniera semplice diverse sequenze di mail automatiche in funzione delle diverse azioni del nostro pubblico. CONTENUTI La strategia alla base dell’email marketing. L’importanza della pulizia del database. La diversificazione degli entry point. Le specifiche per una newsletter efficace. Design mail: best practice efficaci. Automazione cross-canale: come integrare email e altri canali. Obiettivi delle campagne automatiche: conversione, upselling, retention, etc. Tipologie di campagne automatiche: welcome series, primo acquisto, carrello abbandonato, compleanno. Case study: imparare da aziende reali. Dentro la piattaforma MailUp: gestione delle campagne mail. La gestione dei gruppi di destinatari e le principali funzionalità di Marketing Automation. Esercitazioni pratiche per costruire workflow automatici. 63 16 ore TRAINER ILCLIENTEALCENTRO: L'OMNICANALITÀ COME LEVA STRATEGICA Perché oggi le leve tradizionali del marketing, che hanno funzionato per decenni, sembrano zoppicare? Perché le campagne sul web e sui social mantengono sempre meno le loro promesse? Oggi le aziende si trovano davanti un cliente sempre più esigente: informato, iperconnesso, con moltissimi strumenti che ne agevolano il processo di scelta. Per offrire una customer experience all’altezza delle migliori aspettative è fondamentale colmare i disallineamenti fra strategie online e offline, integrando armoniosamente i nuovi canali con quelli tradizionali, massimizzando le sinergie ed eliminando le ridondanze. L’omnicanalità è la nuova leva competitiva per dare vita ad un processo di marketing unico, contrassegnato da coerenza di contenuti e di stile. I partecipanti acquisiranno le metodologie e gli strumenti per pianificare, realizzare e monitorare un Piano di Marketing Omnicanale completo, attraverso tutti i canali online e offline. CONTENUTI Il cliente è al posto di guida: ripensare la value chain con il cliente al centro. Multicanalità, cross-canalità, omnicanalità: peculiarità e differenze. “Sembrare omnicanali” vs “essere omnicanali”: funzioni aziendali, processi organizzativi e tecnologie abilitanti. Da dove iniziare: i passi giusti per una roadmap di trasformazione omnicanale di successo. Dal Brand Marketing all’Experience Marketing: offrire esperienze d’acquisto memorabili nel B2B e B2C. Come cambia l’interazione con il cliente omnicanale: offline, online, real-time, proximity, in-store. Publicity, Advertising, Digital P.R., Influencer Marketing: le nuove regole della comunicazione omnicanale. Touchpoint fisici e digitali dell’azienda: gestirli in modo integrato con una visione unica del cliente. Dal Marketing Funnel al Customer Lifecycle Management: mappatura del Percorso d’Acquisto e Progettazione dell’Esperienza Cliente. R.A.C.E. Model: da navigatori anonimi ad ambasciatori del brand. Gli strumenti del CX Strategist: Human to Human Model, Design Thinking, Empathy Mapping. CRM e Omnicanalità: il Customer Relationship Marketing prima come processo e poi come software. Il Piano di Marketing Omnicanale: pianificare, implementare e misurare una strategia integrata vincente di marketing online e offline. Migliorare, prevedere, anticipare: web analytics, campaign tracking, information design. Dal database omnicanale alla Data Driven Strategy. Giulia Ruta Consulente e formatrice FAV di marketing strategico e innovazione digitale affianca, aziende nazionali e internazionali in diversi settori, tra cui Manufacturing, Fashion, Beauty, Food e Retail. Collabora con diversi acceleratori d’impresa e centri per EMAIL MARKETING AUTOMATION Date 5, 12 aprile 2019 09.00 - 18.00 5, 12 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva 16 ore Francesco De Nobili Digital marketing manager con esperienza pluriennale in consulenza e ricerca e formatore FAV in Digital Marketing. Docente nelle università italiane più prestigiose, lavora da anni ad un Osservatorio permanente sul Digital Marketing, i cui risultati di ricerca sono riportati all’interno Per integrare online e offline dei libri pubblicati per Hoepli: Digital marketing integrato, SEO Google, Strategie di content marketing. l’innovazione in progetti di start- up coaching e Open Innovation. Specializzata in Customer Experience management, Omnicanalità e processi di Trasformazione Digitale. 62 63
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    CREA IL TUOPERCORSO Il bilancio internazionale Il ruolo del budget e del piano industriale Analisi degli investimenti Focus bilancio Il bilancio consolidato Transfer Pricing Dal CFO al CVO Controllo di gestione Controlling strategico per il processo decisionale Economics & Dashboard for Manager** Il report integrato** Thinking Processes Il coraggio di decidere Time e Meeting Management Presentation Skills Lab La comunicazione interna tra tradizione e innovazione Email writing Gestire la complessità** Change Agility** Alte prestazioni e stress** Leadership** Capire il mercato per “non” Marketing Manager La selezione del personale per “non” specialisti La valutazione dei bisogni formativi 72 75 84 73 71 81 82 79 78 137 128 132 136 127 135 151 150 152 CONTROLLER CORE SOFT CROSS **(lo trovi in Industrial Lounge) 66 67
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    CREA IL TUOPERCORSO Il bilancio consolidato Il bilancio internazionale Il ruolo del budget e del piano industriale Tesoreria aziendale, affidabilità finanziaria e pianificazione Recupero crediti Transfer Pricing Controllo di gestione Focus bilancio Operazioni doganali Analisi degli investimenti La gestione dei cespiti Analisi di bilancio in inglese Dual Use Iva estero Thinking Processes Il coraggio di decidere Presentation Skills Lab Time e Meeting Management Gestire i collaboratori La comunicazione interna tra tradizione e innovazione Email Writing Gestire la complessità** Alte prestazioni e stress** Leadership** 71 72 75 77 76 81 79 73 80 84 74 70 83 85 137 128 136 132 130 127 135 151 150 152 RESPONSABILE AMMINISTRATIVO CORE SOFT CROSS Capire il mercato per “non” Marketing Manager La selezione del personale per “non” specialisti La valutazione dei bisogni formativi **(lo trovi in Industrial Lounge) 68 69
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    Date Mod. 1: 18aprile 2019 09.30 - 17.30 Mod. 2: 9 maggio 2019 09.30 - 17.30 Mod. 1: 14 novembre 2019 09.30 - 17.30 Mod. 2: 21 novembre 2019 09.30 - 17.30 Quota di iscrizione Ogni singolo modulo € 300,00 + iva Modulo 1+2 € 500,00 + iva TRAINER Analizzareilbilancioconstrumentipraticiedinterpretativiconriferimentoalle“bestpractice”internazionali adottate in campo finanziario. Una full immersion in financial english per leggere e comprendere meglio gli “economics”, utilizzare una corretta terminologia e discutere di argomenti finanziari a livello internazionale. CONTENUTI Analisi di bilancio: balance sheet analysis Attività correnti - Current sets. Passività correnti - Current liabilities. Passività consolidate - Non current liabilities. Patrimonio Netto - Net Equity or Net Worth. Capitale circolante - Net working capital or networking investment. Rotazione crediti - Days on receivables or DSO (days sales outstanding). Rotazione debiti - Days on paybles. Fatturato - Sales turnover. Costo del venduto - Cost of goods sold. Costo del lavoro - Cost of labor. MOL – Ebitda. Reddito operativo – Ebit. Profitto netto - Net profit or net earnings. Analisi per gli indici: financial ratios analysis ROI: la remunerazione del capitale investito. ROD: il costo del debito. ROE: la remunerazione del patrimonio netto. ROS: la redditività sulle vendite. Leverage ratio - Rapporto di indebitamento. Quick and current ratios - Gli indici di liquidità. Asset turnover - Rotazione del capitale. Inventory turnover - Rotazione del magazzino. Dupont formula (profitability, efficiency, leverage). Analisi dei flussi: cash flow analysis Fonti e impieghi - Sources and application of funds. Glossario financial english I principali termini comunemente utilizzati. ESERCITAZIONI Verrà discusso in aula un caso concreto con la riclassificazione di un bilancio di un’azienda italiana e con relativa analisi per indici secondo i criteri internazionali. Alberto Sposini Consulente e temporary manager in ambito amministrativo e finanziario, ha sviluppato una forte esperienza in primarie banche internazionali ed è stato dirigente di aziende di leasing, factoring e corporate finance. Date 26, 27 giugno 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 650,00 + iva 14 ore ANALISI DI BILANCIO IN INGLESE 7+7 ore TRAINER Il corso, altamente applicativo, tratta il tema del bilancio consolidato con approfondimenti tecnici sia per le Società Controllate sia per le Società Controllanti. Il primo modulo è dedicato alle Società Controllate che devono trasmettere periodicamente alla propria Capogruppo la reportistica necessaria ai fini del consolidamento. L’incontro del secondo modulo è dedicato all’analisi dei profili evoluti di consolidamento per le Società Controllanti, anche alla luce delle novità introdotte dalla Riforma operativa dal 2016 e dei connessi effetti economici e patrimoniali di breve e lungo periodo. MODULO 1 - BILANCIO CONSOLIDATO PER LE SOCIETÀ CONTROLLATE Obiettivi del bilancio consolidato. Il bilancio consolidato destinato solo alla reportistica interna e quello al deposito presso il registro imprese. Aspetti organizzativi e gestionali. Il bilancio civilistico redatto dalla Controllata per il consolidamento. Le migliori procedure organizzative per la raccolta dei dati di consolidamento (tempi, metodi e sistemi informatici di cui avvalersi). Le attività in capo alle Controllate. I metodi di consolidamento: impatti per le Società Controllate. Consolidamento: integrale, proporzionale e a patrimonio netto. La redazione del bilancio consolidato con il metodo integrale. Elisione delle partecipazioni: dati ed informazioni da trasmettere alla Controllante. Effetti economico-patrimoniali nel primo anno e negli anni successivi: informazioni e punti chiave da comunicare alla Controllante. Operazioni intercompany: controlli, punti nevralgici in ipotesi di operazioni con valute differenti, gestione delle eventuali divergenze. MODULO 2 - BILANCIO CONSOLIDATO PER LE SOCIETÀ CONTROLLANTI Le novità in materia di bilancio consolidato. Cosa è cambiato con la Riforma operativa dal 2016. Le migliori procedure organizzative per la raccolta dei dati presso la Controllante e le Controllate, a seguito della Riforma. Il consolidamento integrale. Novità normative, particolarità da non omettere, effetti economici e patrimoniali nel breve e nel lungo periodo. Il consolidamento proporzionale. Quando è obbligatorio, quando è facoltativo. Cosa non sbagliare. Metodi e procedure in ipotesi di modifica societaria. Il consolidamento a patrimonio netto. Le novità normative, le procedure e i metodi di calcolo. Partecipazioni a cascata. Cristina Aprile Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Autrice di numerose pubblicazioni in materia di Bilancio Civilistico, Consolidato e Controllo di gestione. Per le società controllate e per le società controllanti IL BILANCIO CONSOLIDATO 70 71
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    Date 24 ottobre 2019 09.30- 17.30 Quota di iscrizione € 300,00 + iva Date Modulo 1 5 febbraio 2019 09.30 - 13.30 Modulo 2 12 febbraio 2019 09.30 - 13.30 Modulo 3 19 febbraio 2019 09.30 - 13.30 Modulo 4 14 maggio 2019 09.30 - 13.30 Modulo 5 21 maggio 2019 09.30 - 13.30 Quota di iscrizione Percorso intero: € 820,00 + iva Singoli moduli: € 180,00 + iva Novità IFRS IL BILANCIO INTERNAZIONALE TRAINER Cristina Aprile Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Autrice di numerose pubblicazioni in materia di Bilancio Civilistico, Consolidato e Controllo di gestione. 73 TRAINER Iprincipicontabiliinternazionalisonoincontinuaevoluzione.Verrannoanalizzatelelogicheperilloroutilizzo e cardini e metodi di valutazione per le principali voci di bilancio. Sarà un momento di approfondimento delle principali novità introdotte dagli emendamenti e miglioramenti ai principi contabili internazionali IAS/IFRS in materia di leasing, affitti e ricavi (IFRS 16 e IFRS 15). Verranno anche analizzati i profili contabili, organizzativi, informatici, nonché gli invasivi impatti economici e patrimoniali derivanti da queste novità. CONTENUTI Bilancio IAS/IFRS: obiettivi, logiche, terminologia, documenti Le fonti normative: evoluzione in corso e modifiche a breve. Terminologia chiave per la contabilità, il controllo di gestione ed il reporting manager. Perché applicare gli IAS/IFRS: il passaggio dai principi contabili nazionali a quelli internazionali. I documenti che compongono il bilancio secondo gli IAS. Quali sono i principi contabili internazionali chiave. Logiche, tempi, metodi e attenzioni nel passaggio agli IAS/IFRS. Le immobilizzazioni materiali Fair Value o costo storico nel passaggio agli IAS/IFRS e negli anni successivi. Le logiche del Component Approach ed i relativi impatti economico-patrimoniali nel tempo. Tipologie di manutenzioni under IAS. Leasing e Affitti: analisi degli invasivi impatti del nuovo IFRS 16 Le novità in tema di leasing. Applicazione non solo per i leasing, ma anche per gli affitti. Impatti economici, patrimoniali, organizzativi. Le immobilizzazioni immateriali Le categorie di immobilizzazioni immateriali nella logica degli IAS/IFRS. Le regole per la capitalizzazione dei costi di ricerca e sviluppo. Quali differenze nel periodo e nel metodo di ammortamento. Avviamento e Impairment Test. Le rimanenze La valutazione delle rimanenze secondo gli IAS. Differenze rispetto ai principi contabili nazionali: impatti contabili, di valutazione e organizzativi. I ricavi alla luce del nuovo IFRS 15 Verso un nuovo modo di concepire, rilevare, valutare i ricavi. Le novità imposte dall’IFRS 15. Sul bilancio civilistico, sul bilancio per la banca, sul bilancio infrannuale FOCUS BILANCIO Cinque appuntamenti per analizzare con taglio applicativo novità e particolarità per la redazione del bilancio, attraverso focus approfonditi su temi in cui la normativa e i principi contabili hanno apportato modifiche. Verrà proposta una check list operativa per la verifica della gestione delle nuove specificità adottate, prima del deposito del bilancio e del relativo invio alle banche. CONTENUTI Modulo 1 - Immobilizzazioni materiali e immateriali Rilevazione contabile. Valutazione e svalutazione. Ammortamenti secondo le nuove regole di derivazione rafforzata. Obblighi e criteri per l’Impairment test. Casi applicativi. Modulo 2 - Partecipazioni e crediti/debiti al costo ammortizzato Rilevazione contabile. Valutazione e svalutazione secondo le nuove regole del costo ammortizzato. Casi applicativi. Modulo 3 - Imposte differite/anticipate e operazioni in valuta Rilevazione contabile. Calcolo e modifiche nel tempo. Regole secondo la nuova disciplina. Casi applicativi. Modulo 4 - Preparazione del bilancio riclassificato per la banca Contenuto e forma, metodi di riclassificazione. Lettura del bilancio con gli occhi della banca. Casi applicativi. Modulo 5 - Controlli e procedure per la redazione del bilancio infrannuale Struttura e contenuto. Regole di redazione. Procedure organizzative. Casi applicativi. 7 ore 20 ore Cristina Aprile Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Autrice di numerose pubblicazioni in materia di Bilancio Civilistico, Consolidato e Controllo di gestione. Roberto Aprile Dottore Commercialista, Revisore Legale e docente a contratto. Autore di numerose pubblicazioni e relatore in convegni nazionali e internazionali. Svolge attività di consulenza in materia di Bilancio, Programmazione e controllo di gestione. 72 73
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    Date 29 gennaio 2019 09.30- 17.30 10 ottobre 2019 09.30 - 17.30 Quota di iscrizione € 300,00 + iva Date 12, 19 marzo 2019 09.00 - 18.00 12, 19 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 650,00 + iva LA GESTIONE DEI CESPITI TRAINER 75 TRAINER Andrea Panizza Consulente di Management, Revisore Legale e formatore. Docente nel corso di “Strategia e Politica Aziendale” presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara. Svolge attività di consulenza direzionale in materia di pianificazione strategica e budget, analisi economico- finanziaria, controllo di gestione e risanamenti aziendali. E’ autore di pubblicazioni in tema di programmazione e controllo e di crisi d’impresa. La gestione dei cespiti e delle immobilizzazioni immateriali ha avuto e avrà un forte impatto sui risultati di bilancio e sulla determinazione del carico fiscale. Questo alla luce della Riforma del Bilancio operativa dal 2016. Durante il corso si analizzeranno le procedure gestionali tecniche, fiscali e operative, alla luce della Riforma del Bilancio e dei nuovi Principi Contabili Nazionali come recentemente rivisti dall’OIC. Applicazioni pratiche e casi concreti consentiranno di disporre di un cruscotto di lavoro imprescindibile per affrontare il cambiamento. CONTENUTI Acquisto di immobilizzazioni immateriali e materiali Immobilizzazioni immateriali e materiali. I costi rilevabili ed i documenti da conservare. Gestione dei beni in leasing Trattamento contabile presente e futuro dei leasing. Ammortamento dei cespiti. Il corretto uso del component approach. Le date di avvio. Le modalità di calcolo. Manutenzione ordinaria, straordinaria, ciclica La corretta classificazione delle manutenzioni. Il trattamento contabile. La rilevazione nel registro cespiti. Effetti civilistici e fiscali conseguenti. Dismissione delle immobilizzazioni La dismissione del cespite. Il calcolo delle plus-minusvalenze. Gli effetti sui bilanci. Le informazioni da indicare nella nota integrativa. Gli impatti sul rendiconto finanziario. La corretta gestione nel software cespiti Le registrazioni. Le simulazioni periodiche. Le stampe di controllo, fiscali e quelle civilistiche. Pianificazione di breve e medio periodo IL RUOLO DEL BUDGET E DEL PIANO INDUSTRIALE L’elevata competitività che contraddistingue la maggioranza dei mercati obbliga le imprese all’adozione di un approccio alla gestione più strutturato, pianificato e monitorato. Una puntuale e preventiva verifica delle conseguenze delle ipotesi e decisioni strategiche consente di gestire, con approccio anticipatorio, situazioni con potenziali criticità e indirizzare l’azienda verso i prodotti e i mercati caratterizzati da una più alta redditività. Il tutto con una particolare attenzione ad una prospettica ed equilibrata sostenibilità finanziaria del progetto strategico e degli investimenti che ne conseguono. Al termine di questo percorso formativo sarà chiaro il percorso da intraprendere per implementare e applicare in azienda un processo di pianificazione di breve (budget) e di medio periodo (piano industriale). CONTENUTI Il budget Definizione,caratteristicheecapacitàinformativa.Lastrutturadelbudget:budgetstrategicoebudgetoperativo. Il sistema delle responsabilità. L’iter di elaborazione del budget. Il budget operativo: budget delle vendite, del marketing, della produzione, del personale, delle altre funzioni aziendali. Il budget degli investimenti. Il budget patrimoniale. I budget finanziari: il rendiconto finanziario previsionale e il budget di tesoreria. L’analisi degli scostamenti. La revisione del budget. Il piano industriale Finalità, obiettivi e caratteristiche del piano industriale. Il piano industriale nei vari contesti gestionali. Le fonti per la redazione del piano industriale. I principi di redazione del piano. Modalità di svolgimento del processo di elaborazione del piano. L’analisi qualitativa: presentazione del progetto, la situazione di partenza, l’analisi del business, l’analisi di benchmarking, l’analisi tecnica, il processo di marketing, la struttura organizzativa. Le assumptions alla base delle previsioni. Impatto economico, finanziario e patrimoniale delle strategie adottate. L’output quantitativo: il piano economico, finanziario e patrimoniale. La fattibilità del piano: il ruolo delle analisi di sensitività (stress-test). Case history ed esercitazione di gruppo per la redazione di un piano. 7 ore 16 ore Roberto Aprile Dottore Commercialista, Revisore Legale e docente a contratto. Autore di numerose pubblicazioni e relatore in convegni nazionali e internazionali. Svolge attività di consulenza in materia di Bilancio, Programmazione e controllo di gestione. 74 75
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    Date 9 luglio 2019 09.00- 18.00 11 luglio 2019 09.30 - 13.30 15 luglio 2019 09.30 - 13.30 Quota di iscrizione € 560,00 + iva Date 18, 24, 26 settembre 2019 09.00 – 17.00 Quota di iscrizione € 750,00 + iva RECUPERO CREDITI TRAINER 77 TRAINER Marco Core Consulente di direzione aziendale, dottore commercialista membro della Commissione Finanza e Controllo di Gestione dell’Ordine di Bologna, ricopre il ruolo di amministratore di società partecipate pubbliche, revisore contabile. Recuperare i crediti aziendali nel più breve tempo possibile, senza però compromettere la relazione con il cliente. Un obiettivo possibile anche in tempi di gravi insolvenze. Come? Privilegiando la prevenzione e considerando il recupero dell’insoluto non più come un’attività solo tecnico-amministrativa, ma anche come un processo negoziale. CONTENUTI Aspetti legali Comecercaredievitareuninsoluto:informazionisulclientealmomentodell’acquisizione,conclusionidiaccordi chiari e precisi. Verificarsi dell’insoluto e valutazione preventiva della recuperabilità del credito. Informazioni sul cliente insolvente: dove e come, responsabilità persona fisica e persona giuridica; valutazione prove del credito. La fase stragiudiziale: diffida ad adempiere, interessi legali e/o moratori. Soluzione stragiudiziale della controversia: transazioni e mediazioni. La tutela giudiziaria: verso l’ottenimento di un decreto ingiuntivo. Altri titoli esecutivi stragiudiziali: cambiali, assegni, scritture private e atti notarili. Atto di precetto ed esecuzioni mobiliari ed immobiliari. Fallimento ed altre vecchie e nuove procedure concorsuali. La deducibilità delle perdite su crediti. La comunicazione come strumento per il recupero crediti Il processo di comunicazione e la comunicazione persuasiva. Le diverse tipologie psicologiche di debitore. Le strategie per ottenere il migliore risultato nel recupero crediti. Come controbattere alle principali obiezioni e contestazioni dei debitori. Aspetti tecnico-amministrativi Attività utili per evitare di dover arrivare al recupero crediti. Analisi di bilancio dei clienti potenziali e già acquisiti. Analisi critica dei dati della Centrale Rischi e Società di Credit Information. Attribuzione del rating e del “fido” ai singoli clienti. Attività necessarie a valle, per il recupero crediti. Analisi dello “scadere” e dello “scaduto”. Applicazione degli interessi di mora. Modalità di svalutazione dei crediti. Rilevazioni contabili delle perdite su crediti. Rilevazioni contabili relative all’utilizzo del Fondo svalutazione crediti. TESORERIA AZIENDALE, AFFIDABILITÀ FINANZIARIA E PIANIFICAZIONE Elaborare un sistema di autodiagnosi interna sull’affidabilità finanziaria attraverso la costruzione di un database che contenga indicatori di redditività, solidità e liquidità. Un kit per misurarsi con aziende di settore e far leva sulle variabili che possono migliorare le proprie condizioni bancarie e di rating. L’analisi di questi risultati permetterà una pianificazione finanziaria per il controllo dei flussi di cassa prospettici nel medio periodo al fine di migliorare l’equilibrio finanziario ed il valore stesso della società. CONTENUTI Gestione ottimale della tesoreria Applicazione delle attività di controllo e pianificazione finanziaria nell’operatività attraverso la tesoreria. Il concetto di tesoreria rispetto alle logiche contabili, la tesoreria anticipata e il modello di informazioni in tempo reale per decidere sulla ottimizzazione della liquidità aziendale. Concetti di data valuta, movimenti provvisori e stimati e causali di tesoreria come fulcro di analisi e reporting sui flussi di cassa. Analisi e strumenti disponibili e definizione del proprio percorso di attivazione della tesoreria aziendale. Come esporre la propria situazione economico-finanziaria in modo completo per migliorare i rapporti con gli istituti bancari. Controllo delle condizioni bancarie e ottimizzazione spese ed oneri finanziari. Affidabilità finanziaria aziendale Sistema di autodiagnosi, reperimento dati di bilancio e dati della concorrenza. Punti di forza e di debolezza dell’azienda e leve su cui agire per il miglioramento. Definizione del proprio posizionamento competitivo strategico. Pianificazione finanziaria nel medio periodo Costruzione di un sistema di pianificazione finanziaria per il controllo nel tempo dell’affidabilità finanziaria. Concetto di ciclo monetario e necessità di equilibrio finanziario nel tempo. Posizione Finanziaria Netta aziendale (PFN). Metodologie per la raccolta delle informazioni finanziarie dai sistemi aziendali interni. Analisi movimenti contabili, fatture, ordini, bolle di entrata, contratti e previsioni per alimentare un database di pianificazione finanziaria. Analisi strumenti disponibili e realizzazione del sistema di pianificazione finanziaria con confronto dati consuntivi. 16 ore 21 ore Roberto Aprile Dottore Commercialista, Revisore Legale e docente a contratto. Autore di numerose pubblicazioni e relatore in convegni nazionali e internazionali. Svolge attività di consulenza in materia di Bilancio, Programmazione e controllo di gestione. Aspetti amministrativi, legali e negoziali Sara Babini Avvocato e formatore con esperienza ultradecennale in materia di diritto civile, conciliazione, composizione delle liti. 76 77
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    Date 10, 17 maggio2019 09.00 - 18.00 22, 29 novembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 650,00 + iva Date 2, 9, 16 aprile 2019 09.00 - 17.00 15, 22, 29 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 750,00 + iva CONTROLLO DI GESTIONE TRAINER 79 TRAINER Luigi Salvatore Dottore commercialista e revisore contabile, consulente di direzione nelle aree amministrazione finanza e controllo, valutatore di sistemi qualità aziendali. Le turbolenze del mercato, l’abbattimento dei livelli medi di fatturato, la concorrenza sfrenata, rendono la gestione aziendale sempre più complessa. Prendere decisioni consapevoli diventa fonte di vantaggio competitivo. L’obiettivo del corso è fornire ad imprenditori e manager l’impianto metodologico e pratico per affrontare i nuovi contesti competitivi con un efficace cruscotto direzionale finalizzato a supportare il processo decisionale. CONTENUTI Come analizzare l’andamento economico e finanziario dell’azienda La lettura del bilancio in un’ottica gestionale. Leggere i principali indicatori di bilancio in un’ottica organica. Valutare i flussi di cassa mediante lo strumento del Rendiconto Finanziario. Come valutare correttamente la marginalità dei prodotti e/o servizi La classificazione dei costi. I margini di prodotto/servizio e loro significato. Il valore aggiunto, il margine lordo industriale, l’EBITDA, l’EBIT, EBT: significati e applicazioni. Quali analisi fare prima di assumere una decisione La corretta classificazione dei costi. La Break-even Analysis. Le analisi finanziarie: Valore Attuale Netto, ROI, Tempo di reintegro del capitale investito. Come impostare il cruscotto direzionale. CONTROLLING STRATEGICO DEL PROCESSO DECISIONALE L’azienda competitiva deve porre nuova attenzione al controllo di gestione interno, coerente con gli obiettivi aziendali e concentrato sulla corretta rilevazione dei costi. Un’adeguata gestione dell’attività aziendale implica, infatti, il controllo continuo di alcuni indicatori di redditività e di costo, soprattutto se riferibili ai fattori chiave su cui si poggia il sistema competitivo dell’impresa. Il corso fornisce gli elementi fondamentali per comprendere le leve gestionali della propria azienda. Utilizzare l’analisi dei costi e comprendere le principali dinamiche coinvolte nella scelta del modello di controlling per la propria azienda risulta un fattore determinante di competitività. CONTENUTI Le strategie d’impresa Pianificazione strategica e strutturazione di un sistema di controllo Fasi di pianificazione e controllo. Strumenti per l’implementazione di un sistema di controllo. La Contabilità direzionale. La contabilità analitica (C.O.A.) L’aspetto analitico della Gestione. Analisi dei costi settoriale e globale. I concetti di base di contabilità industriale. I concetti fondamentali della C.O.A. La classificazione dei costi. Costi variabili e costi fissi. Teoria del punto di equilibrio e Break-Even Analysis. La leva operativa e le economie di scala. Strutturazione di un sistema di controllo ed uso dei diversi modelli di calcolo dei costi Metodi di calcolo del costo dei prodotti. Direct Cost e Full Cost, margine di contribuzione e reddito operativo. Costo pieno aziendale e determinazione del prezzo di vendita. Le decisioni di breve. Scelte di make or buy. Analisi dei dati aziendali I centri di costo. La gestione caratteristica e extra-caratteristica. Il metodo di calcolo per centri di costo. Elementi di Activity Based Costing Gestire i costi basandosi sulle attività. Cenni di utilizzo delle tecniche di ABC. 16 ore 21 ore Leonardo Mariggiò Consulente aziendale con pluriennale esperienza in ambito amministrazione e finanza, esperto nell’implementazione di sistemi di controllo di gestione, sviluppo di impresa e finanza aziendale. Andrea Panizza Consulente di management, revisore legale e formatore. Docente nel corso di “Strategia e Politica Aziendale” presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara. Svolge attività di consulenza direzionale in materia di pianificazione strategica e budget, analisi economico- finanziaria, controllo di gestione e risanamenti aziendali. 78 79
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    Date Mod. 1: 3aprile 2019 09.00 – 17.00 Mod. 2: 5 aprile 2019 09.00 – 17.00 Mod. 1: 16 ottobre 2019 09.00 – 17.00 Mod. 2: 18 ottobre 2019 09.00 – 17.00 Quota di iscrizione Ogni singolo modulo: € 280,00 + iva Modulo 1 + 2 € 520,00 +iva Date 24 maggio 2019 09.00 – 18.00 13 dicembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva OPERAZIONI DOGANALI TRAINER 80 8181 TRAINER Fabio Petronicini Dottore commercialista e revisore dei conti. Consulente e formatore senior in area fiscale, contabile e in materia di pianificazione e controllo di gestione e gestione finanziaria d’impresa. Stop merci alla dogana. Rallentamenti nelle transazioni ma anche costi per l’azienda. Conoscere procedure e adempimenti doganali per impostare una solida strategia e ottimizzare i costi nei flussi di import-export, risolvere i fattori critici che rallentano lo scambio di beni, risparmiare sugli oneri daziari ed evitare sanzioni potenzialmente significative. Questo il nostro obiettivo, questo il vantaggio per le aziende. Inoltre, sempre più, in materia di origine preferenziale si assiste ad un’esigenza di conoscere e sfruttare le regole di cumulo nel panorama degli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea. Da qui un approfondimento, basato su vari case studies, sull’analisi delle regole di cumulo applicabili al fine di una migliore comprensione e gestione delle problematiche e dei documenti collegati. CONTENUTI Modulo 1 - Check-up gestione procedure doganali import-export Quadro giuridico, fonti normative, i documenti principali. I termini di resa (INCOTERMS), risvolti fiscali e doganali. La dichiarazione doganale (DAU e DAE), documenti accessori, Carnet TIR, Carnet ATA. L’origine della merce, il Made In e le problematiche connesse Regole di origine preferenziale e non preferenziale delle merci, regole del cumulo. Rilascio e controllo dei certificati di circolazione delle merci. Dichiarazione su fattura e esportatore autorizzato. Informazione vincolante sull’origine (IVO). Certificazioni e documenti: EUR1, FORM-A, ATR. Classificazione e valore delle merci Sistema armonizzato, nomenclatura combinata e Taric. Informazione tariffaria vincolante (ITV), Valore e prezzo in fattura. Adempimenti doganali Compilazione dei modelli doganali, rappresentanza in dogana, dichiarazione d’intento, obblighi in materia di esportazioni prodotti dual use. Analisi casi particolari Modulo 2 - Approfondimento su origine preferenziale e cumulo Origine: preferenziale delle merce e non preferenziale delle merce. Analisi delle diverse tipologie di cumulo Cumulo: bilaterale, diagonale con i paesi EFTA o la Turchia, regionale, ampliato, paneuropeo, Euro-Med. Esempi pratici di cumulo. Check-up gestione procedure doganali import-export. Approfondimento su origine preferenziale e cumulo TRANSFER PRICING Lente d’ingrandimento sui controlli in materia di prezzi di trasferimento da parte delle autorità fiscali. Il D.L. 78/2010 e la più recente circolare 16/E del 28 aprile 2016 hanno introdotto nell’ordinamento italiano un regime di oneri documentali in materia di Transfer Pricing nelle operazioni infragruppo, tra due imprese collegate residenti in paesi a fiscalità diverse. Un corso che rappresenta un vademecum normativo ed operativo per affrontare e risolvere le problematiche del Transfer Pricing, illustrando gli elementi essenziali della disciplina e le metodologie per poter correttamente predisporre i documenti obbligatori richiesti dalle normative nazionali. CONTENUTI Introduzione al Transfer Pricing Lineamenti generali e concetti fondamentali della disciplina del Transfer Pricing. Il “valore normale” nel contesto internazionale. Il Transfer Pricing nelle fonti internazionali. Il Transfer Pricing nella normativa e nella prassi nazionale. Guidelines OCSE, norme comunitarie. I benefici per il contribuente della documentazione di Transfer Pricing e della contrattualistica infragruppo. Le informazioni sul Transfer Pricing nel bilancio e nella dichiarazione dei redditi. La scelta del metodo e l’analisi funzionale Analisi funzionale e di comparabilità: i contenuti essenziali. La scelta del “best method”: il metodo di determinazione e/o analisi dei prezzi di trasferimento. Le metodologie suggerite dall’OCSE e i metodi alternativi. I metodi transnazionali tradizionali. Comparable Uncontrolled Price Method (CUP). Cost Plus Method (Cost Plus). Resale Price Method (Resale Minus). I metodi transnazionali reddituali. Transactional Net Margin Method (TNMM). Transactional Profit Split Method (TPSM). Il benchmarking e l’uso dei database: valutazioni economico- aziendali e problematiche operative nella ricerca dei comparables. Transfer Pricing Documentation - Gli oneri documentali Master File, documentazione nazionale (Country File) e contrattualistica intercompany. Master File e Country File. Analisi della disciplina e della prassi nazionale, del Master File, della documentazione nazionale. Contrattualistica intercompany. Controversie, APA e sanzioni: cenni di carattere generale. 7+7 ore 8 ore Giuseppe De Marinis Consulente e formatore per il commercio con l’estero, opera in qualità di esperto in contrattualistica internazionale, diritto e tecnica doganale e dei trasporti internazionali. Professore a contratto di International Trade Law and Wto Rules presso l’Università di Macerata. 80 81
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    Date 20, 22, 27, 29maggio 2019 09.00 - 13.00 3, 5, 10, 12 dicembre 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva Date 6 giugno 2019 09.00 – 13.00 17 dicembre 2019 09.00 – 13.00 Quota di iscrizione € 180,00 + iva DAL CFO AL CVO TRAINER TRAINER Giuseppe De Marinis Consulente e formatore per il commercio con l’estero, opera in qualità di esperto in contrattualistica internazionale, diritto e tecnica doganale e dei trasporti internazionali. Professore a contratto di International Trade Law and Wto Rules presso l’Università di Macerata. La possibilità del capitale finanziario di supportare la vita delle imprese nel lungo periodo dipende direttamente da come le organizzazioni gestiscono i capitali intangibili e di come questi diventano parte della pianificazione di impresa, nel rispetto dei principi e dei valori che la costituiscono. Sempre più sta nascendo la necessità, da parte delle aziende, di diffondere consapevolezza rispetto alle tipologie di capitali intangibili presenti all’interno delle organizzazioni e parallelamente di affidarsi a nuove competenze gestionali per la valorizzazione di tutti i capitali aziendali. In questo contesto l’introduzione della nuova figura del Chief Value Officer all’interno dei sistemi organizzativi aziendali rappresenta un passo significativo nell’ottica della creazione di valore nel breve, medio e lungo termine. Il CVO, occupandosi delle dinamiche di creazione di valore dell’impresa, è in grado di comprendere quali sono le variabili tangibili ed intangibili che sorreggono l’attività di impresa, fornendo un punto di riferimento per il management per indirizzare e governare le politiche strategiche. CONTENUTI Uno scenario in evoluzione La definizione di CVO nella visione della creazione di valore di lungo periodo dell’impresa. Definizione e analisi dei capitali intangibili. L’evoluzione dei capitali intangibili dagli anni ’80 ad oggi nello scenario nazionale e internazionale. I principali organismi internazionali per lo studio e la rendicontazione degli intangibili. I driver per la creazione del valore I capitali intangili e la visione di lungo periodo per la gestione aziendale. I capitali intangibili e l’integrazione con la strategia aziendale. Il concetto di “impatto” per la gestione di impresa. Gli impatti della gestione aziendale in ottica multicapitale. La relazione tra il capitale finanziario e i capitali intangibili per la gestione aziendale. Rendicontazione e sviluppo organizzativo I principali framework per la rendicontazione degli intangibili. Come integrare il sistema di reporting dei capitali intangibili e la strategia di impresa. KPI per la gestione strategica in ottica multicapitale. Le competenze organizzative per lo sviluppo multicapitale dell’impresa. Processo decisionale e metodi di supporto al management. Esportazionediprodottieditecnologieadupliceuso:l’11dicembre2017ilConsigliodeiMinistrihaapprovato, in via definitiva, il Decreto Legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della normativa UE, con misure restrittive contro paesi terzi, commercio di strumentazioni particolari, operazioni di esportazione di materiali proliferanti. CONTENUTI Definizione e analisi della normativa “dual use” e della normativa in materia di embargo. I principi generali della riforma nazionale e l’impatto operativo per le imprese. Il sistema sanzionatorio e gli strumenti per prevenire condotte sanzionabili. Analisi della cosiddetta ‘licenza zero’, ovvero della dichiarazione di libera esportabilità di una determinata merce. Le norme nazionali di dettaglio che vanno a completare la normativa in materia di transito di prodotti sottoposti a controllo contenuta nel Reg. (CE) 428/2009 e successive modifiche. L’estensione ai servizi d’intermediazione della “clausola onnicomprensiva mirata”, c.d. “catch all”. L’adeguamento delle misure sanzionatorie (a seconda dei casi, amministrative pecuniarie e/o penali) per le violazioni in materia di controllo delle esportazioni e sanzioni contro paesi terzi, come Iran e Russia. I controlli doganali sull’esportazione di beni a duplice uso e/o soggetti a restrizioni commerciali. Analisi del processo di verifica se il prodotto è o meno dual use: casi pratici. 16 ore 4 ore Sara Cirone AD in un’azienda, fondatrice di una società di consulenza BENEFIT, è esperta di sviluppo organizzativo, gestione sostenibile di impresa, gestione degli intangibili, report integrato. E’ membro del tavolo Tecnico RSI- Responsabilità sociale d’impresa e Sostenibilità di Confindustria Nazionale. Il nuovo ruolo per lo sviluppo strategico aziendale in ottica multicapitale Andrea Ragazzini Consulente per la pianificazione strategica, specializzato nelle informative non finanziarie quali report integrato e bilancio di sostenibilità, ricopre il ruolo di Chief Value Officer in un’azienda ed è co-fondatore di una società di consulenza BENEFIT. DUAL USE Gli effetti del nuovo decreto legislativo nelle operazioni di export 82 83
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    Date 5 giugno 2019 09.00– 17.00 4 dicembre 2019 09.00 – 17.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva Date 24, 31 gennaio 2019 09.00 - 17.00 19, 26 settembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva ANALISI DEGLI INVESTIMENTI TRAINER 85 TRAINER Le imprese si trovano spesso di fronte alla necessità di investire capitale per mantenere e migliorare le loro performances e stare al passo coi tempi della concorrenza. La necessità di prendere decisioni sulla base di prospetti finanziari, di gestire flussi monetari complessi e di valutare alternative di finanziamento innovative richiede un costante aggiornamento su queste tematiche. Migliorare l’uso del capitale in azienda diventa una condizione di sopravvivenza, oltre che di successo nel proprio business. La maggiore e rinnovata consapevolezza riguardo a criticità e metodi di intervento consentirà di rispondere in modo più tempestivo ed efficace alle sfide provenienti dai mercati e dall’organizzazione. CONTENUTI Analisi e valutazione degli investimenti Dal concetto di investimento alla convenienza economica. Il costo opportunità, come valutare alternative di investimento. I metodi tradizionali Punto di pareggio (BEP). Punto di pareggio attualizzato e rendimento medio contabile (RMC). I metodi finanziari Il Tasso Interno di Rendimento (TIR o IRR). Il Valore Attuale Netto (VAN o NPV). L’Indice di Redditività o Profittabilità (IP). L’Economic Value Addeed (EVA) con tutte le sue varianti. Eva e Market Value (MV). Un punto di partenza necessario: i principali indicatori finanziari provenienti dal bilancio aziendale I principali indici per l’analisi della redditività, della solidità patrimoniale e finanziaria nel tempo. Dal ROE/ROI fino allo Z score di Altman per le valutazioni finanziarie prospettiche. La PFN ed i suoi rapporti con EBIT ed EBITDA. Lo Stato Patrimoniale come strumento di informazioni finanziarie e patrimoniali. Il Conto Economico come sintesi della redditività aziendale. Il Cash Flow Operativo dell’investimento ed il Free Cash Flow. Il recupero di valore determinato dagli Ammortamenti. La componente fiscale dell’investimento Concetto di tempo e rischio. Cenni di Project Management. IVA ESTERO Un quadro completo sugli adempimenti e le differenti applicazioni dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) nelle operazioni di commercio internazionale: dalle registrazioni contabili al loro trattamento fiscale, alla corretta applicazione delle procedure richieste, alla redazione dei modelli IVA e INTRASTAT. Verranno trattate specifiche particolareggiate della disciplina dell’IVA intracomunitaria, verranno presentate le sue casistiche più frequenti, al passo con i continui aggiornamenti normativi. CONTENUTI La territorialità dell’imposta La territorialità per gli acquisti e le cessioni di beni. La territorialità per le prestazioni di servizi. Nuovo Art. 7 dopo la riforma VAT PACKANGE 2010 e l’attuazione della c.d. Direttiva servizi-principi generali e deroghe. Nuove modalità e termini per la fatturazione a partire dal gennaio 2013. L’autofattura ai sensi dell’Art.17 DPR 633/72: casi ed esempi di compilazione e registrazione. Le deroghe al principio generale. Il commercio elettronico. Le operazioni con San Marino. Le cessioni dell’esportazione La territorialità dell’imposta. Le esportazioni dirette e indirette, gli acconti, gli omaggi, l’export e le dichiarazioni di intento (regime contabile e sanzionatorio), le triangolazioni, la prova dell’avvenuta esportazione. Le operazioni assimilate e i servizi internazionali. Il plafond mobile e fisso: panoramica dei nuovi adempimenti. Le operazioni intracomunitarie Gli acquisti e le vendite di beni U.E. I servizi intracomunitari: lavorazioni, trasporti, intermediazioni. Gli adempimenti relativi alle cessioni e agli acquisti intracomunitari. Termini e modalità di registrazione. Le cessioni gratuite, gli acconti e le variazioni. Le triangolari comunitarie: regole generali e casi particolari. L’ingresso nei nuovi paesi U.E. e la revisione del principio di applicazione dell’imposta. Ipotesi e sviluppi futuri. I modelli INTRASTAT La compilazione e i termini di presentazione. Diritto doganale Il DAU o bolletta doganale e le importazioni dall’estero. La domiciliazione doganale. 7 ore 14 ore Luigi Salvatore Dottore commercialista e revisore contabile, consulente di direzione nelle aree amministrazione finanza e controllo, valutatore di sistemi qualità aziendali. Luigi Salvatore Dottore commercialista e revisore contabile, consulente di direzione nelle aree amministrazione finanza e controllo, valutatore di sistemi qualità aziendali. 84 85
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    CREA IL TUOPERCORSO Il ruolo, il processo degli acquisti e l’organizzazione del team Gestione rischio contrattuale negli acquisti Politiche, strategie di acquisto e politiche di gestione Market Intelligence e sviluppo fornitori, E-Procurement Gestione approvvigionamenti e livello di servizio Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop Reportistica, Benchmarking, KPI e Supply Chain, Risk Analysis Acquisti internazionali Time e Meeting Management La comunicazione interna tra tradizione e innovazione Thinking Processes Presentation Skills Lab Il coraggio di decidere Gestire i collaboratori Email writing Gestire la complessità** Alte prestazioni e stress** Tecniche avanzate di negoziazione** Bilancio per “non” specialisti La selezione del personale per “non” specialisti Capire il mercato per “non” Marketing Manager La valutazione dei bisogni formativi Finanza per “non” Financial Manager 92 93 93 93 93 20 93 96 132 127 137 136 128 130 135 149 150 151 152 148 CPO CHIEF PROCUREMENT OFFICER CORE SOFT CROSS **(lo trovi in Industrial Lounge) 88 89
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    CREA IL TUOPERCORSO Il sistema Toyota: Lean Production e Toyota Simulation game Visual Management e metodo 5S Pianificazione della produzione Logistica distributiva e trasporti SMED: come ridurre i tempi di attrezzaggio Industrial controlling Le strategie di servitizzazione Big Data, KPI Management e Power Bi Desktop Il processo di terziarizzazione logistica Logistica di magazzino Decisioni strategiche per la produzione delocalizzata Operations e Supply Chain La comunicazione interna tra tradizione e innovazione Email Writing Time e Meeting Management Thinking Processes Project Management Presentation Skills Lab Il coraggio di decidere Delega ed Empowerment Gestire la complessità** Alte prestazioni e stress** Leadership** La valutazione dei bisogni formativi La selezione del personale per “non” specialisti Bilancio per “non” specialisti Capire il mercato per “non” Marketing Manager Wtrain® : la formazione che ottiene risultati 97 99 101 107 98 103 100 20 105 104 106 102 127 135 132 137 139 136 128 129 152 150 149 151 153 OPERATION MANAGER CORE SOFT CROSS **(lo trovi in Industrial Lounge) 90 91
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    Executive Program CPO -CHIEF PROCUREMENT OFFICER 14 OREModulo 1 - CPO - IL RUOLO, IL PROCESSO DEGLI ACQUISTI E L’ORGANIZZAZIONE DEL TEAM Modulo 2 - GESTIONE RISCHIO CONTRATTUALE NEGLI ACQUISTI 11 ORE Modulo 3 - POLITICHE, STRATEGIE DI ACQUISTO E POLITICHE DI GESTIONE Modulo 6 - REPORTISTICA, BENCHMARKING, KPI E SUPPLY CHAIN, RISK ANALYSIS CPO EXECUTIVE COMPLETO: 6 moduli (53 ore) + 2 moduli opzionali (23 ore) LA STRUTTURA Modulo 4 - MARKET INTELLIGENCE E SVILUPPO FORNITORI, E-PROCUREMENT 7 ORE Modulo 5 - GESTIONE APPROVVIGIONAMENTI E LIVELLO DI SERVIZIO 7 ORE 7 ORE 7 ORE OPZIONALI Modulo 7 - ACQUISTI INTERNAZIONALI 7 ORE Modulo 8 - LA NEGOZIAZIONE 16 ORE Modulo 1 Executive CPO - IL RUOLO, IL PROCESSO DEGLI ACQUISTI E L’ORGANIZZAZIONE DEL TEAM Direzione Acquisti e Team: competenze e centro di profitto. Il processo acquisti come leva competitiva strategica. Sostenibilità: la visione sistemica e la Responsabilità sociale d’impresa (CSR). La gestione delle relazioni con i fornitori: il valore per i clienti. L’approccio per processi e l’organizzazione degli approvvigionamenti. Business Ethics e responsabilità negli acquisti. Modulo 2 Executive GESTIONE RISCHIO CONTRATTUALE NEGLI ACQUISTI Il contratto d’acquisto. Chi decide e chi stipula il contratto. Procura, proposta ferma e irrevocabile, patto di opzione, accettazione espressa e conclusione del contratto a mezzo di inizio di esecuzione. Clausola penale, multa penitenziale, caparra confirmatoria e penitenziale. Causa–Forma–Oggetto: elementi essenziali di ogni contratto.Termineinizialeeterminefinale.FormedigaranziaeFideiussione.Formediprotezionedelpatrimonio aziendale. Adempimento delle obbligazioni e inadempimento del contratto. Il contenzioso giudiziale, recesso e risoluzione nei contratti. Forme di tutela anticipata e principi in tema di assistenza giudiziale. Clausola compromissoria e arbitrato. Il D.Lgs. 28/2010 aggiornato con Legge 98/2013 e la conciliazione. Conciliazione obbligatoria, volontaria e delegata. La “media-conciliazione” per le vertenze in materia di affitto di aziende. Il “Codice del Consumo” (D.Lgs. 206/2005) visto dalla parte dell’impresa. Modulo 3 Executive POLITICHE, STRATEGIE DI ACQUISTO E POLITICHE DI GESTIONE La connessione tra le strategie aziendali e le priorità per gli Acquisti. Il marketing di acquisto e le leve del procurement mix: prodotto-prezzo-canale-comunicazione. Analisi SWOT. Individuazione delle priorità e pianificazione. Il livello di servizio, la gestione delle scorte, l’integrazione operativa. Politiche di acquisto e di gestione dei fornitori e controllo delle performance (vendor rating). Modulo 4 Executive MARKET INTELLIGENCE E SVILUPPO FORNITORI, E-PROCUREMENT Analisi strategica del contesto operativo, analisi di materie prime, beni e servizi (tipologia, qualità, quantità e calendario di delivery) e possibilità di sostituzione. Tecniche di previsioni di prezzo. Supplier development e supplier improvement. La partnership. Strumenti IT a supporto del procurement: quali sono e quando conviene adottarli. Matrice di KRALJIC, strumento per definire strategie di acquisto ottimali. Modulo 5 Executive GESTIONE APPROVVIGIONAMENTI E LIVELLO DI SERVIZIO Strumentiemetodioperativiperottenereunagestionedeifornitoriedelflussomaterialiinapprovvigionamento allineata con le necessità aziendali. Per assicurarsi un servizio performante è necessario scegliere un sistema di gestione delle scorte che sia coerente alle necessità del cliente interno e alle capacità dei fornitori di adottare tecniche di gestione del flusso efficaci. Modulo 6 Executive REPORTISTICA, BENCHMARKING, KPI E SUPPLY CHAIN, RISK ANALYSIS Definizione della reportistica per il controllo degli acquisti e la comunicazione con l’Alta Direzione. Benchmarking. KPI set: impostazione. Definizione e monitoraggio per l’efficienza della funzione acquisti. Monitoraggio della solidità dei fornitori. Principi di Supply Chain Risk Analysis. Approcci per ottimizzare il processo degli acquisti. Vendere di più genera più fatturato, ma acquistare meglio genera più profitto. Motto delle Direzioni acquisti e piano di azione operativo del CPO Executive Program. Generare vantaggio competitivo è determinante, si sa. Come farlo lo vediamo attraverso tutta la catena del valore. Una specializzazione per buyer senior e responsabili acquisti per contribuire a definire le strategie aziendali, definirne gli obiettivi di budget e le politiche di acquisto attraverso tools concettuali ed operativi. Focus: sviluppare una prospettiva di Supply Chain integrata mixando strumenti e risorse a disposizione. 92 93
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    Executive Program CPO -CHIEF PROCUREMENT OFFICER Modulo 7 Opzionale ACQUISTI INTERNAZIONALI Vantaggi dei low cost countries. Prezzi e convenienza nelle differenti aree geografiche. Tattiche per la riduzione del rischio nei mercati internazionali. Acquisto diretto o tramite intermediari: rischi e vantaggi. Evoluzione dei ruoli dei manager del global sourcing. Piano di marketing degli acquisti internazionali. Scouting internazionale: prodotto, fornitore, fonte di approvvigionamento. Risk management nell’international scouting: rischio economico, rischio tecnico, rischio logistico. Gestire la Supply Chain e le modalità di trasporto dai paesi low cost. Modulo 8 Opzionale LA NEGOZIAZIONE Elementi chiave del negoziato. Preparazione, processo, percezione del potere, persone. Differenti contesti di negoziazione e di stili negoziali. La preparazione alla negoziazione e la definizione degli obiettivi. La definizione del proprio BATNA e di quello della controparte. Definizione della strategia negoziale. LA FACULTY Executive Program (Mod. 1-2-3-4-5-6) € 2.600,00 + iva Modulo 7 Opzionale € 300,00 + iva Modulo 8 Opzionale € 600,00 + iva La quota di iscrizione comprende coffee break e light lunch. I moduli opzionali sono anche acquistabili singolarmente. Ai soci ADACI e alle aziende associate Confindustria Emilia Area Centro verrà riservato lo sconto del 20%. Durante il percorso sarà possibile ricevere informazioni sulle iniziative associative di ADACI sia locali che nazionali. FONDI INTERPROFESSIONALI Tutti i percorsi di formazione possono essere finanziati dal fondo interprofessionale a cui è iscritta l’azienda. Il catalogo formativo di Fondazione Aldini Valeriani è qualificato da Fondimpresa per cui le aziende aderenti potranno accedere ai corsi beneficiando dei contributi aggiuntivi. FAV supporta le aziende nella scelta delle fonti di finanziamento disponibili e negli aspetti gestionali e amministrativi legati al loro utilizzo. Docenti ADACI e AFM ADACI è l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management (www.adaci.it) che dal 1968 supporta i professionisti degli acquisti che si occupano di approvvigionamenti, gestione materiali, logistica e supply management. L’Associazione costituisce un punto di riferimento culturale, offre molteplici occasioni per condividere esperienze, fare rete e aggiornarsi professionalmente. I docenti ADACI che si alterneranno in aula saranno figure con pluriennale esperienza aziendale, che presenteranno i temi con taglio pratico e applicativo. Fra i loro obiettivi ci sarà quello di far riflettere i partecipanti sui modelli applicati nelle loro realtà, creando momenti di riflessione e di confronto delle esperienze. Andrea Zanni Socio di un importante studio legale associato con sede a Bologna e a Forlì, con ultradecennale esperienza forense, è specializzato in assistenza nel contenzioso giudiziale e in consulenza aziendale in tema di contrattualistica, diritto commerciale e societario, diritto bancario e finanziario. Consulente legale FIMAA Bologna e Arbitro Unico presso la Camera di Commercio di Bologna. CALENDARIO Modulo 1 Executive CPO - IL RUOLO, IL PROCESSO DEGLI ACQUISTI E L’ORGANIZZAZIONE DEL TEAM 10 ottobre 2019, 09.00 – 17.00 11 ottobre 2019, 09.00 – 17.00 Modulo 2 Executive GESTIONE RISCHIO CONTRATTUALE NEGLI ACQUISTI 17 ottobre 2019, 14.00 – 18.00 18 ottobre 2019, 09.00 – 17.00 Modulo 3 Executive POLITICHE, STRATEGIE DI ACQUISTO E POLITICHE DI GESTIONE 24 ottobre 2019, 09.00 – 17.00 Modulo 4 Executive MARKET INTELLIGENCE E SVILUPPO FORNITORI, E-PROCUREMENT 07 novembre 2019, 09.00 – 17.00 QUOTA DI ISCRIZIONE La partecipazione al percorso contribuisce alla preparazione agli esami finalizzati all’ottenimento dell’attestazione Q2P di Adaci: un’attestazione di qualifica di competenza professionale esclusiva per il mondo degli Acquisti e del Supply Management. Yadvinder Rana MBA presso la Manchester Business School ed Executive Certificate in Global Negotiations presso la Thunderbird School of Management, attualmente è Professore di Cross Cultural Management presso l’Università Cattolica e progetta ed eroga corsi di negoziazione avanzata e interculturale, cross cultural management e strategie di internazionalizzazione d’impresa presso università Italiane e Straniere ed aziende. Andrea Mattei Da oltre 20 anni opera nella consulenza e nella formazione, occupandosi di progetti di cambiamento aziendale. Supporta le aziende e le persone nella gestione di negoziazioni complesse. Ha partecipato a corsi di negoziazione avanzata presso la Harvard University. Ha inoltre conseguito il diploma di coach presso la scuola di Jan Ardui. Modulo 5 Executive GESTIONE APPROVVIGIONAMENTI E LIVELLO DI SERVIZIO 14 novembre 2019, 09.00 – 17.00 Modulo 6 Executive REPORTISTICA, BENCHMARKING, KPI E SUPPLY CHAIN, RISK ANALYSIS 21 novembre 2019, 09.00 – 17.00 OPZIONALI Modulo 7 Acquisti internazionali - 11 dicembre 2019, 09.00 – 17.00 Modulo 8 La negoziazione - 26 novembre e 3 dicembre 2019, 09.00 – 18.00 In questi ambiti ADACI ha infatti ottenuto il riconoscimento dal Ministero dello Sviluppo Economico come Associazione dotata dei requisiti per qualificare l’attività dei soggetti che esercitano questa professione ai sensi della legge 4/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”. 94 95
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    Date 18, 21 febbraio2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER Acquistare, oggi, significa operare in un mercato globale. Un mercato fatto di tanti e ancora poco conosciuti Low Cost Countries. Certamente una grande opportunità di business grazie ad offerte diversificate e margini di risparmio. Ma non mancano i rischi. Obiettivo, quindi, identificare e selezionare i paesi più adeguati al proprio business,evidenziarneipericoli,strutturareunpianodiscouting,analizzarneicosti.Iltuttosenzatrascurareaspetti normativi e legali. Non resta che partire. Per cogliere le opportunità, ridurre i rischi e trarre il maggior vantaggio. CONTENUTI Vantaggi nell’acquisto nei Low Cost Countries Riduzionedeicostitotalid’acquistoneiprincipaliPaesiLowCost.Prezzieconvenienzad’acquistonelledifferenti aree geografiche. Tattiche per la riduzione del rischio d’approvvigionamento per i mercati internazionali. La scelta tra acquisto diretto tramite intermediari: rischi e vantaggi. Evoluzione dei ruoli professionali dei manager del global sourcing. Come scegliere i mercati sui quali muoversi dopo aver individuato il bene da acquistare. Piano di marketing degli acquisti internazionali. Come strutturare un’azione di scouting internazionale: prodotto, fornitore, fonte di approvvigionamento (Paese). Valutazione e omologazione di un fornitore internazionale. Risk management nell’international scouting: rischio economico, rischio tecnico, rischio logistico. Differenza di usi tra i diversi Paesi. Gestire la supply chain e le modalità di trasporto dai Paesi Low Cost. Valutazione tecnico– economica per gli acquisti internazionali. Acquistare a costo totale. Vantaggi e svantaggi, costi, benefici. Difficoltà nel reperire le informazioni sui fornitori e nel valutarle correttamente. Costi degli spostamenti e delle informazioni. Costi accessori: imballi, trasporti, dazi, ispezioni, lotti minimi, assicurazioni, resi, adattamento prodotto, costo della formazione del personale (lingue, commercio internazionale). Pericolo dell’interruzione della fornitura. Basso costo della manodopera e/o delle materie prime. Tempi di trasporto. Maturità tecnologica del prodotto e della tecnologia produttiva. Calcolo del costo totale e del ROI. Yadvinder Rana MBA presso la Manchester Business School ed Executive Certificate in Global Negotiations presso la Thunderbird School of Management, attualmente è Professore di Cross Cultural Management presso l’Università Cattolica e progetta ed eroga corsi di negoziazione avanzata e interculturale, cross cultural management e strategie Date 18 aprile 2019 09.00 - 17.00 11 dicembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 97 16 ore TRAINER Al centro dell’attenzione i temi della cosidetta “produzione snella” che permette la semplificazione dei processi e un recupero di competitività e di flessibilità. Un’azienda è snella quando risponde velocemente ai cambiamenti del mercato e si sa adattare alle nuove condizioni economiche. Per ottenere questa caratteristica è necessario riconoscere ed eliminare gli sprechi nei processi aziendali, identificando gli ambiti di miglioramento per una migliore gestione complessiva. Il Toyota Simulation Game è un importante momento formativo esperienziale con l’obiettivo di comprendere meglio e, quindi, applicare all’interno della propria organizzazione i valori del Toyota Way e gli strumenti generati dal Toyota Production System (TPS, chiamato anche Lean). La simulazione da noi formulata è semplice e di facile attuazione e si basa sull’interazione pratica, la verifica empirica e sul confronto dei risultati - tra un approccio tradizionale (push) ed uno ispirato al TPS (pull) – attraverso un’esperienza reale. CONTENUTI Definizione di Toyota Production System. Il Toyota Way come base fondante del sistema Toyota. L’approccio tradizionale e l’approccio Lean. Terminologia di riferimento. Analisi dettagliata degli strumenti e dei metodi per ridurre e controllare gli sprechi nelle diverse aree, entrando nello specifico dei concetti di: Just in Time (come produrre solo ciò che è necessario, quando è necessario e nella quantità necessaria); Jidoka (come rendere i problemi visibili perché possano essere immediatamente affrontati) e Kaizen (come tendere al miglioramento continuo). Legame esistente tra il TPS e gli aspetti legati all’ambiente, in un approccio sempre più eco-sostenibile, alla salute ed alla sicurezza. Toyota Simulation Game: offre una vera e propria esperienza a livello pratico volta ad apprendere in modo facile e interattivo i principi base della Lean. L’obiettivo del gioco è la simulazione di un modello produttivo snello partendo da un modello tradizionale, introducendo azioni di miglioramento mirate a rimuovere i vincoli di quest’ultimo. Il gioco si compone dunque di: una prima simulazione effettuata seguendo un approccio di tipo tradizionale (push) e una seconda simulazione effettuata, invece, seguendo un approccio Lean (pull). La docenza sarà tenuta da un formatore Senior di Toyota Academy. 7 ore di internazionalizzazione d’impresa presso università Italiane e Straniere ed aziende. ACQUISTI INTERNAZIONALI Il nuovo mercato dei Low Cost Countries IL SISTEMA TOYOTA: LEAN PRODUCTION E TOYOTA SIMULATION GAME Ideato da Toyota University 96 97
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    Date 7 marzo 2019 09.00- 18.00 15 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva TRAINER Per rispondere alle esigenze di flessibilità e competitività imposte dal mercato, la necessità di ridurre i tempi di set-up (cambio di produzione) è di fatto un obbligo. Il corso intende far comprendere l’importanza della riduzione dei tempi di attrezzaggio sulla flessibilità degli impianti produttivi e illustrare l’applicazione dei principi della metodologia SMED, che nasce nell’industria dell’auto ma diventa applicabile in tutti i settori industriali. I risultati ottenibili dall’applicazione dello SMED si possono riassumere nei seguenti punti: maggiore flessibilità, tempi di attrezzaggio/set up ridottissimi, maggiore produttività in tempi inferiori, maggiore soddisfazione del cliente, assenza di eccessi di produzione, migliore organizzazione del lavoro per gli operatori. I concetti più evoluti della Lean, di ottimizzazione dei flussi e di eliminazione degli sprechi, hanno introdotto una serie di metodologie di eccellenza che possono supportare con successo la gestione dei processi aziendali. La metodologia SMED (Single Minute Exchange of Die) fornisce una serie di criteri di facile applicazione che permettono di ridurre sensibilmente i tempi di cambio attrezzatura, attività critica per fronteggiare le sempre maggiori richieste dei clienti di lotti piccoli o di mix produttivi importanti. CONTENUTI La rilevanza del set-up nei processi produttivi. Scomposizione del ciclo di attrezzaggio in attività elementari. Analisi reticolare delle attività di attrezzaggio. Riduzione e semplificazione delle attività di set-up: la metodologia SMED. Fasi di applicazione della tecnica SMED. Indici di efficacia ed efficienza dei set-up. Benefici della riduzione dei tempi di attrezzaggio. Casi studio ed esempi concreti. Date 18 marzo 2019 09.00 – 18.00 16 settembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 99 8 ore TRAINER Si analizza come il Visual Management permetta, mediante semplici strumenti, di evidenziare gli stati di avanzamento dei processi aziendali, rendendoli visibili agli attori stessi di processo. Si chiarisce come l’obiettivo fondamentale sia quello di rendere istantaneamente fruibili tutte le informazioni legate allo stato di avanzamento del processo, mettendo in luce le possibili criticità che si generano, potendole dunque attaccare in tempo reale. Il metodo 5S, che si basa sulle tecniche di Visual Management, è uno strumento fondamentale del Toyota Production System. Esso consente di aumentare produttività, qualità, costi, tempi di consegna, sicurezza, morale e motivazione del personale, elementi connessi con il miglioramento della forza produttiva e della forza dei reparti produttivi. Il corso 5S consente ai partecipanti di conoscere tutto ciò che serve per implementare e gestire il metodo 5S, con l’obiettivo ultimo di consolidare nelle persone l’abitudine a mantenere e migliorare le condizioni di un posto di lavoro ordinato e pulito con grandi benefici per l’efficacia e l’efficienza dei processi. CONTENUTI Il Toyota Production System, ribattezzato anche Lean Production (produzione snella o lean manufacturing), è un sistema di organizzazione produttiva alternativo alla produzione in serie e su larga scala alla cui base c’è l’idea di “fare di più con meno”, utilizzando le (poche) risorse disponibili nel modo più produttivo possibile ed eliminando gli sprechi in ogni aspetto del processo, con un approccio a piccoli passi basato sul miglioramento continuo, il kaizen. Attività e Tecniche di Problem Solving e Prevenzione quali Asaichi, PDCA, 5W, Standardizzazione, 2S, 5S, SE, nonché metodologie anche comportamentali quali Genchi Genbutsu, sono parte integrante della cultura TPS. Spieghiamo come ognuna di queste tecniche non sia caratterizzata da complessità esecutiva ma piuttosto da semplicità e trasparenza, risultando molto efficace quando applicata con metodo e determinazione. Molto evocativo del significato di «semplicità» e «trasparenza» è l’importanza che viene data al Visual Management quale «modus operandi» in tutte le attività di miglioramento della Qualità. Quando si parla di eliminazione degli sprechi, sono molti quelli che pensano a risparmi sulle spese o a tattiche connesse con la parsimonia. Certo ci sono anche questi aspetti ma la messa a punto dell’ambiente di lavoro attuabile con l’implementazione delle 5S è il punto di partenza che permette il miglioramento. La docenza sarà tenuta da un formatore Senior di Toyota Academy. 8 ore SMED: COME RIDURRE I TEMPI DI ATTREZZAGGIO VISUAL MANAGEMENT E METODO 5S L’eliminazione degli sprechi La docenza sarà tenuta da un formatore Senior di Toyota Academy. 98 99
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    Date 26 febbraio 5 e12 marzo 2019 09.00 - 18.00 25 settembre 2 e 9 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 750,00 + iva TRAINER La servitizzazione è il processo di bilanciamento, nell’ambito dell’offerta al mercato, delle dimensioni di prodotto e di servizio. Attraverso la servitizzazione le imprese non basano più il loro vantaggio competitivo soltanto sul prodotto, ma tendono a sviluppare, in quantità e varietà, le fonti di valore offerte al cliente: post vendita, design, informazione, distribuzione, branding. Il processo di servitizzazione delle aziende manifatturiere è un trend nettamente confermato anche per le PMI e si collega ai temi della digitalizzazione e di Industry 4.0. Lo spostamento verso la componente di servizio consente di ottenere tre principali risultati: arricchire l’offerta e aumentare il livello di differenziazione rispetto alla concorrenza, spostare il confronto competitivo lontano dal prezzo, alzare i costi di sostituzione da parte dei clienti, aumentandone la fidelizzazione. Le linee di sviluppo attorno alla servitizzazione riguardano il mondo delle operations dove è necessario intervenire sulle competenze e sui processi formativi del personale, che devono essere “convertiti” alla logica dell’integrazione tra prodotto e servizio. Tale impostazione richiede un mindset specifico. La seconda fa riferimento al marketing dei servizi, che si occupa della relazione che crea valore nell’ambito del rapporto tra cliente e fornitore determinando l’esperienza più o meno positiva nella mente del cliente stesso. CONTENUTI Le principali direttrici del cambiamento: dalla vendita di prodotti alla vendita di “soluzioni”. La competizione in mercati sempre più stazionari. La gestione della domanda intermittente con alto tasso di personalizzazione. La confort zone: un concetto ancora valido in un contesto competitivo dove i vantaggi acquisiti possono sfumare in breve tempo? Il nuovo contesto competitivo: un modello originale per fare chiarezza su come sta cambiando il modo di fare business. Case history: servitizzazione del servizio; la capacità di far evolvere il proprio business model. Le nuove regole di creazione del valore. La servitizzazione come principale strategia di innovazione per le aziende manifatturiere: concetti di base e casi pratici. Le strategie di servitizzazione: occorre scegliere da dove partire. I benefici ma anche le difficoltà che si possono incontrare lungo il processo di servitizzazione (i servizi sono diversi dal prodotto). Case history – il caso Pirelli. Come la servitizzazione sta modificando il settore machinery. La digitalizzazione al servizio della servitizzazione: l’importanza degli smart service quale strumento per anticipare i problemi e le esigenze del cliente. Digitalizzazione e Industry 4.0: cosa intendiamo, quali tecnologie sono adottabili, quali sono gli impatti per le imprese e per il sistema economico. Road map: tecnologia e creazione del valore; come adattare il business model per restare al passo con i cambiamenti in atto e non disperdere le energie? Date 21 marzo 2019 09.00 - 18.00 28 marzo 2019 09.00 - 13.00 22 ottobre 2019 09.00 - 18.00 29 ottobre 2019 09.00 - 13.00 Quota di iscrizione € 480,00 + iva 101 24 ore TRAINER Il corso consente di avere una visione chiara del processo di pianificazione e controllo della produzione e permette di pianificare efficacemente produzione e materiali ottimizzando le risorse disponibili. Permette di comprendere e valutare il processo produttivo della propria azienda e la gestione della supply chain, quindi individuare le leve di miglioramento. CONTENUTI Introduzione alla programmazione e al controllo della produzione: definizioni e obiettivi I principali KPI relativi al processo di pianificazione. Il punto di partenza della pianificazione: il service level agreement. Gestione della domanda: lead time, punto di disaccoppiamento, previsioni, domanda dipendente e indipendente, principio della diversificazione ritardata. Tipologia dei sistemi di produzione: - StO (Ship to Order) - MtS (Make to Stock) - AtO (Assembly to Order) - MtO (Make to Order) – EtO (Engineering to Order). Il sistema di pianificazione della produzione: componenti principali. Sales ed Operations Planning La creazione delle previsioni di vendita. Pianificazione della capacità produttiva: definizione, scopo, strategie e politiche di capacità, costruzione del piano aggregato. Programmazione principale di produzione (MPS): definizione, scopo, costruzione del programma principale di produzione. La gestione delle conferme d’ordine. La pianificazione delle lavorazioni e delle scorte: definizione, scopo e controllo del flusso. La gestione dei colli di bottiglia. Sistemi MRP Definizione e obiettivi, concetti di base, algoritmo di elaborazione, condizioni di applicabilità, limiti, aggiornamento e manutenzione dei dati, Sistemi CRP. La gestione degli approvvigionamenti: emissione ordini, sollecito. Sistemi informativi a supporto della pianificazione: software MES, software integrazione con i fornitori. La programmazione operativa di produzione (scheduling): definizione, scopi, fasi operative, criteri di priorità di schedulazione. Controllo dell’avanzamento di produzione: definizione, scopi, fasi operative. Sistemi di controllo del flusso: sistemi Push e Pull. Differenze e condizioni di applicabilità. 12 ore LE STRATEGIE DI SERVITIZZAZIONE Come bilanciare prodotti e servizi PIANIFICAZIONE DELLA PRODUZIONE Mauro Marini Ingegnere elettronico, dal 1994 svolge attività di consulenza in ambito operations, si occupa inoltre di fusioni e ristrutturazioni. E’ trainer e membro della Faculty FAV e docente presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna e insegna in numerosi corsi executive e MBA. E’ partner OPTA, società Luca Castelletti Lasuaesperienzaprofessionale, natadadiversiannispesiin attivitàdiconsulenzeaziendali,è focalizzatasullariprogettazione deiprocessiaziendali,inparticolare nell’abitodellagestionedelle operationsedelleattività gestionali,conl’obiettivodi accompagnarel’impresanelle attivitàdicrescitaemiglioramento continuo. Specialties: Lean Manufacturing, Supply Chain Management, Pianificazione produttiva, Logistica, Business Process Reengineering, Overall Equipment Effectiveness, Controllo di Gestione, Project Management. di consulenza specializzata in Operations Management. 100 101
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    Date 4, 6 giugno2019 09.00 - 17.00 2, 5 dicembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva TRAINER Le imprese di produzione, di servizio e di distribuzione operano in contesti caratterizzati da elevata complessità e incertezza. Le pressioni per migliorare continuamente le prestazioni e conseguire contestualmente un contenimento dei costi inducono spesso imprenditori e manager ad adottare iniziative di impatto immediato, che possono rivelarsi controproducenti nel medio-lungo termine. Il corso si propone di dimostrare come le soluzioni logistiche della Teoria dei Vincoli (Theory of Constraints, TOC), grazie alla focalizzazione dell’attenzione sulle poche variabili che limitano le prestazioni nei contesti operations e distribuzione, consentono di semplificare la gestione di sistemi complessi e di ottenere miglioramenti economici rilevanti in tempi brevi. Partendo dai concetti di base per la gestione delle operations e della distribuzione, i partecipanti potranno comprendere i benefici per la propria organizzazione derivanti dalla soluzione TOC per le operations (Drum-Buffer-Rope, Simplified-Drum-Buffer-Rope, Buffer Management); individuare il fattore che limita le prestazioni globali della propria organizzazione; stabilire la corretta quantità di scorte da mantenere in ambito produttivo (materie prime, semilavorati, prodotti finiti), al fine di assicurare la disponibilità di prodotto al minimo costo possibile; comprendere le logiche di base per la gestione di una catena distributiva. CONTENUTI L’infrastruttura metodologica della Theory of Constraints (TOC) Il concetto di vincolo, il miglioramento continuo focalizzato. Il mondo dei costi e il mondo del “throughput”, la misurazione e il controllo economico. I problemi tipici di un contesto produttivo. L’approccio sistemico alla risoluzione dei problemi di produzione. La soluzione TOC per la pianificazione della produzione e il controllo in esecuzione: Drum-Buffer-Rope (DBR) e Buffer Management (BM). Quando il vincolo è la domanda di mercato: dal Drum-Buffer-Rope (DBR) al Simplified-Drum-Buffer-Rope (S-DBR). Le scorte: quando sono necessarie, dove posizionarle, quale livello mantenere. Il problema centrale della supply chain. La soluzione TOC per la supply chain: Pull Replenishment e Dynamic Buffer Management (DBM). Date 12 giugno 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 103 14 ore TRAINER Saper gestire i costi, capirne le vere cause e riuscire a governarle: questi aspetti sono diventati una condizione di sopravvivenza per molte aziende. In molti settori, il governo della relazione prezzo-costo è sempre più complesso, con margini che tendono a ridursi nel tempo. Sovente la mutata situazione competitiva induce le aziende a personalizzare l’offerta di servizi per distinguersi dai concorrenti facendo emergere il ruolo strategico del sistema di misurazione dei costi, che deve essere in grado di identificare il vero costo dei prodotti e dei servizi erogati e la vera profittabilità dei clienti serviti, oltre che l’efficienza e la valutazione del/i fornitore/i. Il sistema di cost accounting può divenire lo strumento per fornire un supporto prezioso alle politiche commerciali, di pricing, di acquisto e di gestione delle infrastrutture aziendali. CONTENUTI Analisi degli strumenti necessari per progettare sistemi di contabilità analitica, costing, profitability analysis e analisi degli investimenti in termini di gestione della rotazione del capitale investito. La scelta degli oggetti finali di calcolo dei costi (costi di prodotto, costi di cliente, costo dell’offerta). La scelta degli oggetti intermedi di calcolo dei costi (centri di costo e/o costi delle attività). L’identificazione dei driver di costo (metodi logici e/o metodi statistici). Centri di costo versus activity-based costing: vantaggi, limiti e contesti di applicazione. La scelta della configurazione di costo. Le logiche di rappresentazione dei costi al management aziendale. L’assegnazione di obiettivi di costo: i sistemi a costi standard e analisi degli scostamenti di efficacia ed efficienza operativa. Le tecniche di cost saving. Dal costo del prodotto al costo dell’offerta: la misurazione dei costi dei servizi. L’identificazione ed il governo dei costi che creano valore per il cliente. Gliimpattidellesceltedioperationssulcontoeconomico,sullostatopatrimonialeesuifabbisognifinanziari. Gli indicatori economico-finanziari per il controllo delle imprese industriali. I KPI operativi per il controllo delle operations e della Catena del Valore in termini di efficacia del servizio ed efficienza dei processi. La costruzione e l’utilizzo dei costi di produzione per le scelte industriali e la valutazione dei fornitori. La valutazione economica nelle scelte di Make or Buy. La valutazione finanziaria degli investimenti. Un nuovo modo di concepire la rotazione degli investimenti: lo studio degli ammortamenti industriali. 8 ore OPERATIONS E SUPPLY CHAIN INDUSTRIAL CONTROLLING Andrea Zattoni CEO di Antifragility s.a.s., consulente di direzione e organizzazione aziendale, Ha ricoperto per anni il ruolo di dirigente d’azienda e Professore a Contratto presso l’Università di Bologna. Relatore in conferenze su tematiche innovative di management e docente in corsi sull’applicazione della Theory of Constraints, ha conseguito Luigi Salvatore Dottore commercialista e revisore contabile, consulente di direzione nelle aree amministrazione finanza e controllo, valutatore di sistemi qualità aziendali. il Certificate of Achievement da parte dell’organismo internazionale di certificazione delle competenze sulla Theory of Constraints (TOCICO) e il “TOC Certification in Operations Management” da parte delle Goldratt Schools. La gestione economico-finanziaria a partire dal costo industriale di prodotto 102 103
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    Date 10 aprile 2019 09.00– 18.00 13 novembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva TRAINER La logistica è messa sempre più “sotto pressione”, poiché i livelli di servizio richiesti diventano sempre più stringenti in termini di tempi, di qualità e di personalizzazioni e l’azienda ha necessità di migliorare le prestazioni fornite riducendo contestualmente i costi. Focus del corso è fornire ai partecipanti competenze progettuali, gestionali ed organizzative necessarie per intervenire in maniera coordinata sia sugli aspetti strutturali della logistica di magazzino sia sugli aspetti gestionali ed organizzativi, con lo scopo di aumentare l’efficienza e le prestazioni del magazzino. CONTENUTI Caratteristiche e obiettivi della logistica di magazzino. Il contesto competitivo in cui opera attualmente la logistica e le evoluzioni future. La rete di flussi gestita dalla logistica e i relativi interfacciamenti con la struttura aziendale. Le leve strutturali e organizzative/gestionali per l’ottimizzazione della logistica di magazzino. L’organizzazione e la progettazione degli spazi logistici. La scelta e la configurazione dei sistemi di stoccaggio e dei sistemi di movimentazione manuali e automatici (AGV/LGV). Le automazioni di magazzino: caratteristiche e principali tipologie, criteri per una scelta ragionata, vantaggi/ svantaggi rispetto a sistemi tradizionali. L’identificazione dei prodotti tramite bar-code e tag. L’applicazione e la gestione della mappatura di magazzino e i relativi vantaggi/svantaggi. Le modalità di allocazione delle merci: criteri di stoccaggio, modalità di gestione e di applicazione, utilizzo del metodo di classificazione ABC a supporto della gestione dell’allocazione. Il picking e la preparazione degli ordini: tipologie di prelievo, criteri di scelta, modalità di gestione e di applicazione, logiche avanzate di picking. L’organizzazione e la gestione dell’inventario. L’organizzazione e la gestione delle attività di magazzino e il coordinamento e la gestione delle risorse. Le modalità di funzionamento e di applicazione operativa dei sistemi di gestione WMS. La definizione e la scelta dei KPI logistici e la realizzazione di un tableau de bord per il monitoraggio della logistica. Date 20, 27 febbraio 2019 09.00 - 18.00 9, 16 luglio 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 580,00 + iva 8 ore TRAINER La terziarizzazione logistica è un processo attraverso il quale un’azienda delega per un periodo contrattualmente definito a fornitori esterni specializzati la gestione operativa di una o più funzioni logistiche o di attività collegate a quelle logistiche. La realizzazione di un percorso strategico e operativo di questo tipo richiede innanzitutto una valutazione attenta di convenienza e successivamente un processo di implementazione per il passaggio dell’intero o di parte del processo logistico ad un partner specializzato. Un errore nella fase di analisi di convenienza o nella fase di implementazione può portare al fallimento dell’operazione con conseguenti impatti negativi per l’azienda sia a livello economico che operativo. Focus del percorso formativo è analizzare in dettaglio i diversi aspetti della terziarizzazione della logistica sia in ambito magazzino, sia in ambito trasporti, con lo scopo di fornire gli elementi di carattere tecnico, metodologico, organizzativo e gestionale necessari per valutare correttamente l’ipotesi di terziarizzazione e per gestire in maniera efficace il relativo processo di implementazione. CONTENUTI Definizione di insourcing ed outsourcing. Tipologie di outsourcing. Benefici, rischi e complessità outsourcing. Processo per la realizzazione dell’outsourcing. Analisi di fattibilità e di convenienza. Percorso di selezione del fornitore: processo di valutazione e di selezione, griglie di valutazione. Tipologie di tariffazione. Contrattualistica e capitolati tecnici. KPI per la misurazione e il monitoraggio del servizio di outsourcing. L’insourcing logistico. 16 ore LOGISTICA DI MAGAZZINO IL PROCESSO DI TERZIARIZZAZIONE LOGISTICA Filippo Piombini Ingegnere Gestionale, laureato a Bologna nel 1999, ha maturato esperienza in azienda come project manager e progettista logistico e, successivamente, come responsabile della logistica. Dal 2004 è consulente OPTA negli ambiti logistica e operations. Si occupa inoltre di formazione in azienda e collabora con l’Università degli Studi di Bologna. Luca Cesana Docente senior, esperto di logistica distributiva. Vanta lunga esperienza prima come responsabile tecnico commerciale e sviluppo progetti nell’azienda di famiglia (tra le più importanti in Italia operanti nel settore della logistica farmaceutica) e, da qualche anno, come consulente e trainer. Ha maturato esperienze come coordinatore e sviluppatore di progetti di implementazione logistica: progettazione layout, modello organizzativo, analisi e progettazione dei flussi, dei processi e del livello di servizio, interfaccia sistemi informativi. 104 105
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    Date 13 marzo 2019 09.00– 18.00 18 settembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva TRAINER Le imprese devono spesso decidere se e come spostare o avviare alcune produzioni all’estero. Le soluzioni spaziano dal semplice outsourcing alla costruzione di stabilimenti in paesi europei o extraeuropei, e la situazione si complica progressivamente man mano che le sedi produttive all’estero aumentano di numero o dimensione. L’esperienza ha dimostrato che i modelli tipicamente utilizzati per questo tipo di decisioni (basati sulle classiche e peraltro sempre necessarie considerazioni di costo/ricavo) si sono spesso rivelati insufficienti a cogliere la complessità e le corrette motivazioni delle scelte di delocalizzazione, determinando performance inferiori alle attese. Il corso propone una metodologia che, affiancandosi alle considerazioni economiche di tipo più tradizionale, permette di collegare con chiarezza la localizzazione e la tipologia degli stabilimenti da localizzare all’estero alle effettive esigenze strategiche dell’azienda. La stessa metodologia può essere utilizzata anche per analizzare e riprogettare reti produttive esistenti. CONTENUTI Delocalizzazione produttiva e reshoring: che cosa ha funzionato e che cosa no. Quando è necessario produrre all’estero. La scelta tra outsourcing e produzione. I possibili ruoli degli stabilimenti all’estero. Criteri di progettazione della rete di stabilimenti esteri: esigenze commerciali e di sviluppo prodotto. Case study. Discussione delle opportunità/necessità espresse dai partecipanti. Date 10 giugno 2019 09.00 – 18.00 10 ottobre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 320,00 + iva 8 ore TRAINER L’obiettivo della logistica distributiva è gestire i flussi con efficienza e nel rispetto dei livelli di servizio richiesti dal cliente in termini di tempi, costi, qualità, personalizzazioni. La logistica distributiva opera in contesti sempre più difficili, dovendo fare fronte a necessità di riduzione dei costi e a richieste sempre più stringenti sui livelli di servizio e dovendo gestire flussi complessi ormai su scala mondiale. E’ possibile raggiungere questi obiettivi agendo contestualmente su leve di tipo progettuali che agiscono sulla struttura e sulle caratteristiche della distribuzione e su leve gestionali/organizzative che agiscono sulla gestione strategica ed operativa dei processi distributivi. A queste leve è necessario aggiungere la conoscenza delle normative collegate alla logistica distributiva (trasporti, contrattualistica, etc.) ormai d’obbligo per una gestione corretta della distribuzione. CONTENUTI Modalità di preparazione e di carico delle merci: imballaggi, unità di spedizione e di trasporto, container, casse mobili, modularità e standardizzazione dei carichi. I modi di trasporto (terreste, ferroviario, marittimo, aereo) e relativa analisi comparativa. I sistemi di trasporto. Le modalità di trasporto. Il trasporto intermodale. Le reti distributive. Costi e tariffe dei trasporti. L’analisi e la negoziazione delle tariffe di trasporto. La documentazione e gli incoterms. La contrattualistica. I trasporti internazionali: una leva per ottenere importanti saving. KPI della logistica distributiva e monitor aziendali. Le modalità di funzionamento e di applicazione operativa dei sistemi di gestione TMS. 8 ore DECISIONI STRATEGICHE PER LA PRODUZIONE DELOCALIZZATA Mauro Marini Ingegnere elettronico, dal 1994 svolge attività di consulenza in ambito operations, si occupa inoltre di fusioni e ristrutturazioni. E’ trainer e membro della Faculty FAV e docente presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna e insegna in numerosi corsi executive e MBA. E’ partner OPTA, società di consulenza specializzata in Operations Management. Stefano Boschetto Docente esperto di logistica distributiva, da anni segue progetti su clienti di primaria importanza in ambito sistemi informativi, della supply chain e della logistica, nelle diverse vesti di consulente o di responsabile d’area o di progetto. Dove produrre, come produrre LOGISTICA DISTRIBUTIVA E TRASPORTI Le leve per migliorare prestazioni ed efficienza 106 107
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    CREA IL TUOPERCORSO CORE SOFT CROSS **(lo trovi in Industrial Lounge) Humanity at the center: il ruolo della persona tra Big Data e IOT Talent Management Valutazione delle prestazioni e sistemi incentivanti Job Description Ricerca e selezione del personale Governare e gestire situazioni difficili “Union Making” tra collaborazione e facilitazione Risk Management e la funzione HR nei processi di cambiamento Il budget del personale Business Strategy Digital Security Amministrazione del personale e gestione delle buste paga La comunicazione interna tra tradizione e innovazione Email Writing Time e Meeting Management Thinking Processes Sliding Stories: raccontare la propria azienda con lo storytelling La negoziazione Presentation Skills Lab Gestire la complessità** Squadre vincenti** Leadership** Alte prestazioni e stress** La valutazione dei bisogni formativi Bilancio per “non” specialisti Capire il mercato per “non” Marketing Manager Finanza per “non” Financial Manager WTrain® : la formazione che ottiene risultati 119 112 120 118 117 113 114 115 116 18 121 122 127 135 132 137 134 126 136 152 149 151 148 153 HR MANAGER 110 111
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    TRAINER Il termine ‘TalentManagement’ fu introdotto negli anni ‘90 da David Watkins, CEO di Softscape. Nello stesso periodo, alcuni consulenti di McKinsey arrivarono a coniare la definizione “War for talent” (Guerra dei Talenti) per identificare il fenomeno di competizione tra le imprese per attrarre, trattenere e motivare quelle risorse (i talenti) in grado di fare la differenza in un ambiente competitivo sempre più complesso. Storicamente la “guerra dei talenti” ha avuto il suo picco negli Stati Uniti nel corso della bolla speculativa sulle dotcom, a cavallo del duemila. Sonopassativent’anni,malaguerraperitalentinonècertofinita,anzi:nell’eradellaquartarivoluzioneindustriale e della digital transformation, la guerra dei talenti è ben presente anche nel sistema produttivo del nostro Paese, amplificata dall’innovazione digitale e dalla velocità del cambiamento. Implementare e sostenere programmi di Talent Management significa quindi gestire al meglio i collaboratori, il valore aziendale ed il business. CONTENUTI Che cos’è il talento? Valori e stereotipi culturali nelle organizzazioni. Perché il talento è importante. Quale talento serve rispetto alle fasi di evoluzione organizzativa. Giovani di belle speranze o cinquantenni con tanti chilometri? Talent Management per Attività di recruiting ed inserimento in azienda. Attività formative e di sviluppo delle competenze. Politiche di gestione, valorizzazione e total rewarding. Take Away Al termine della giornata i partecipanti avranno messo a punto un piano d’azione per: - definire e riconoscere che cosa è il talento nella loro organizzazione, oggi e nei prossimi due anni; - progettare ed implementare attività formative e di sviluppo delle competenze dei talenti (i percorsi di Talent Management) - progettare survey ed analisi per innovare le politiche di gestione dei collaboratori. Elisabetta Zanarini Responsabile Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani, è PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di formazione manageriale e formazione alla imprenditorialità, Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo, diversity management e multiculturalità. Date 12 aprile 2019 09.00 - 17.00 13 novembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 7 ore Il talento non ha età, ma stagioni TALENT MANAGEMENT 8 ore TRAINER GOVERNARE E GESTIRE SITUAZIONI DIFFICILI Date 19 settembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva Sfide strategiche di gestione del personale Un intervento laboratoriale per Direttori del Personale impegnati ad affrontare sfide organizzative o situazioni di continuocambiamento,chedesideranoallenarecompetenzepergestireeventicriticiedelicati,conselfefficacity,ma ancheattenzioneerispettoperlepersone.Sapergestirelepersoneinsituazionicomplesseèunmustfondamentale negli attuali scenari ed implica un insieme di competenze sfidanti che richiedono intuizione e sensibilità ma anche strategie comunicative e di leadership orientate alla risoluzione positiva dei problemi. In particolare, il focus della giornata sarà sull’implementazione di prassi operative concrete e nuove metodologie manageriali per gestire dinamiche relazionali “critiche” collegate a momenti di valutazione delle prestazioni, trasferimenti, licenziamenti, negoziazioni sindacali etc, facilitando l’acquisizione di nuove prospettive di azione manageriale. CONTENUTI I nuovi modelli evolutivi nella gestione delle risorse umane. Le skills per comprendere e governare dinamiche relazionali difficili. Le modalità comunicative e di leadership che creano consenso ed assunzione di responsabilità. I sistemi motivazionali: riconoscere la motivazione e gestirla come leva per affrontare situazioni conflittuali. L’utilizzo del feedback per creare un clima di sostegno e non di difesa. Sperimentazione attiva su casi aziendali per apprendere come condurre e gestire colloqui “critici”. Modellizzazione di best practice. Cristina Cremonesi Esperta in sviluppo manageriale, svolge la sua attività professionale per importanti aziende leader di mercato, supportando i manager nel miglioramento della loro performance e nello sviluppo di dimensioni chiave della leadership quali visioning, empowering, energizing, decision making, self efficacity e teamwork per raggiungere i risultati di business. È docente di Management e Leadership in varie Corporate University e Business School, Personal coach di top manager oltre che Mentor sia per Executive manager che per giovani talenti. 112 113
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    TRAINER Nuove esperienze organizzativedi gruppi interfunzionali, team di progetto, unità di business internazionali, ristrutturazioni, downsizing, fusioni e acquisizioni hanno generato perdita di certezze, cambiamenti, nuovi mondi. Si tratta di nuove forme di unione tutte basate su differenza e pluralità, dove comunque resta l’ambivalenza funzionale tra collaborazione e competizione, tra bisogno di affermazione individuale e di livellamento collettivo. In questo scenario, facilitare è unire, e per facilitazione esperta si intende quell’insieme di competenze e abilità operative che gli attori organizzativi possono agire negli scambi interpersonali e tecnici, con atteggiamento consapevole e con l’obiettivo di aumentare le risorse in gioco. Il percorso consente la sperimentazione delle competenze e degli strumenti essenziali per il facilitatore: creare team dinamici, dialettici, inclusivi, costruiti su nuove forme di “allineamento costruttivo”; gestire costruttivamente nelle impasse quotidiane le forme di difficoltà, blocco e malessere; aumentare le abilità coesive, collaborative, di finalizzazione dei progetti e di union-making. CONTENUTI I primi metodi per facilitare Alimentare il nesso produzione-partecipazione. Dirigere in maniera sia direttiva che partecipativa. Creare climi più caldi: lavoro sul tono vocale, fattore decisivo. Governare i comportamenti automatici: attacco-fuga e spegnimento. Il Face-model e le “4 F”: coordinare, coinvolgere, aiutare, attivare. Gli strumenti per l’HR-facilitatore F1-Coordinare (HR catalizzatore): fare gruppo più facilmente. Tecnica di apprezzamento e critica costruttiva. Casi concreti. F2-Coinvolgere (HR mediatore): una comunicazione più circolare. Tecnica del cambio turno. Casi concreti. F3-Aiutare (HR agente di aiuto): adozione di un metodo antinegatività. Tecnica di parola chiave, tripletta, terzo tempo, riunione di ascolto. Casi concreti. F4-Attivare (HR motivatore): attivazione, potenziamento, semi positivi. Tecnica delle riunioni attive a imbuto. Casi concreti. Unità 3 - Le applicazioni Cenni sui processi che uniscono, l’union-making. Regia interazionale, doppia cornice, integrazione, ponte di azione. Casi concreti e ricadute operative nei diversi episodi organizzativi e tecnici. Pino De Sario Specialista in facilitazione, psicologo dei gruppi. Da anni lavora nelle organizzazioni proponendo la Facilitazione esperta, metodo codificato con colleghi (2005-2010) per lo sviluppo della cultura di gruppo, la trasformazione dei comportamenti lavorativi Date 6, 13 marzo 2019 09.00 - 18.00 24, 31 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 700,00 + iva 16 ore Sviluppo di benessere, sensemaking e intelligenza collettiva “UNION MAKING” TRA COLLABORAZIONE E FACILITAZIONE 16 ore TRAINER RISK MANAGEMENT E LA FUNZIONE HR NEI PROCESSI DI CAMBIAMENTO Francesco Bassi Consulente direzionale in ambito governance, risk management, compliance, etica d’impresa, 231, GDPR. Membro di Comitati Etici e di Organismi di Vigilanza. Esperto UMIQ. Date Work session di due giornate: 7 ottobre e 29 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva Diventare un’impresa digitale richiede cambiamenti molto più profondi che semplicemente investire nelle ultime tecnologie digitali. Le aziende dovranno cercare nuovi modelli di business, riflettere sui loro modelli operativi, rivedere come attrarre e promuovere i talenti digitali e riesaminare nuovamente come misurare il successo della loro attività. Queste tendenze in atto, unitamente al contesto normativo (norme quali D.Lgs. 231, GDPR - General Data Protection Regulation - conosciuto come Nuovo Regolamento Europeo Privacy, TU Sicurezza sul lavoro e standard di riferimento per i sistemi di gestione, tra cui la recente ISO 45001, primo standard mondiale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro), determinano la crescente rilevanza della gestione del cambiamento e del risk management. L’utilizzo di un’adeguata “cassetta degli attrezzi” di risk management faciliterà i manager HR nella gestione dei rischi aziendali sia di tipo strategico che di tipo operativo, manager sempre più coinvolti nei cambiamenti di paradigma produttivo e di gestione del lavoro. CONTENUTI Il rischio e la funzione HR Concetto di rischio. La crescente rilevanza della gestione del rischio. Obiettivi e rischi. Rischi cui è esposta direttamente la funzione HR. Il quadro normativo di riferimento per la prevenzione dei rischi inerenti il rapporto di lavoro (tra cui D.Lgs 81/08, ISO 45001 e D.Lgs. 231/01) e le implicazioni dell’entrata in vigore del Nuovo Regolamento Privacy UE (GDPR). Perché è importante la gestione dei rischi in ambito HR in modo coordinato con la gestione aziendale dei rischi complessiva. Processo di Risk Management. Governance e sistema di controllo interno per il raggiungimento degli obiettivi. Organizzazione e responsabilità di risk management. Compliance risk management e coinvolgimento funzione HR. Risk management e supporto al processo decisionale. Evoluzione della funzione HR Il ruolo delle persone e l’evoluzione digitale. Cultura aziendale e cultura del rischio. Nuovi paradigmi di produzione e di lavoro. Dalle attuali organizzazioni a nuove organizzazioni flessibili e adattive. Organizzazione, informazione e autoregolamentazione. Sicurezza delle informazioni e trattamento dei dati personali: evoluzione tecnologica e adeguamento al GDPR. Responsabilità organizzative tra strumenti tradizionali e identità digitale. Percorsi di formazione e trasformazione digitale. La gestione delle relazioni nell’ecosistema. disfunzionali, la partecipazione inclusiva. Docente all’Università di Pisa e presso diversi Master a Roma e Bologna. Membro associato della Società Italiana di Biosistemica. Direttore della Scuola Facilitatori. 114 115
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    TRAINER Il corso forniscele competenze per pianificare attentamente il budget del personale affinché risulti sempre allineato alle esigenze e alle politiche retributive aziendali. Durante il corso saranno analizzati gli strumenti utili alla corretta predisposizione di consuntivi, forecast e budget, fondamentali nella determinazione dei relativi parametri gestionali. CONTENUTI Le fasi della strutturazione del budget Analisi degli obiettivi aziendali: previsioni di sviluppo o riduzione. Analisi dell’organico esistente e movimentazione: assunzioni, cessazioni, picchi di fabbisogno di personale, diversi rapporti di lavoro. Contrattazione collettiva, individuale, costi fissi aziendali e ripercussioni sul costo del personale. Analisi di eventuali costi aggiuntivi. Gli elementi che compongono il budget Il costo del lavoro: dal budget individuale al budget aziendale. Analisi degli elementi retributivi. Determinazione degli oneri contributivi. Analisi e quantificazione degli elementi variabili. Le politiche retributive Piani retributivi, premi aziendali, fringe benefits, coperture assicurative, compensi in natura. Il trattamento di fine rapporto Calcolo e risoluzioni incentivate. Orario di lavoro. Le assenze: natura e incidenza sul costo. Ammortizzatori sociali: utilizzo e incidenza. Assunzioni: le assunzioni incentivate. Altri costi: terziarizzazione, trasferta, servizi generali e vitto. L’analisi del budget Le politiche retributive: effetti derivanti dalla contrattazione collettiva e dalla politica retributiva aziendale (contrattazione di secondo livello, premi, incentivi e benefits). Scorrimento delle competenze ed incidenza dei costi. Politiche di sviluppo ed incidenze su straordinari, maggiorazioni, turni. Il controllo del budget Verifica periodica della rispondenza delle previsioni a quella dei consuntivi. Ricerca e analisi degli scostamenti. Eventuale rettifica del budget in relazione a variazioni intervenute. Matteo Errigo Consulente del lavoro specializzato nelle materie del diritto del lavoro, del diritto sindacale e delle relazioni industriali, del diritto della previdenza sociale e di tutti gli aspetti di amministrazione del personale dipendente. Date 7, 14 maggio 2019 09.00 - 17.00 20, 27 novembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva 14 ore IL BUDGET DEL PERSONALE 16 ore TRAINER RICERCA E SELEZIONE DEL PERSONALE Date 27, 28 marzo 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva Metodi, strumenti innovativi e buone pratiche Il corso si rivolge a Responsabili del Personale, HR Manager, Responsabili e Addetti alla Selezione del Personale ed ha l’obiettivo di trasferire le buone pratiche del processo di ricerca e selezione del personale mutuate dal mondo delle big corporate, passando attraverso metodi e strumenti innovativi. Perché partecipare? Per tenersi al passo con i tempi e competere efficacemente e attivamente in un mercato dove c’è la guerra per i talenti. Per essere stimolati a riflettere attraverso lo scambio proficuo di esperienze e casi di successo. CONTENUTI Le campagne di selezione del personale attraverso l’Employer Branding. Il job profile e il job posting. La strategia canali online e offline. Social media recruitment e recruitment in crowd. Stumenti innovativi per il pre-screening dei candidati: il Curriculum 4.0 Il colloquio di selezione: Competency Based Interview Simulazione. Shortlisting e presentazione della rosa finale di candidati ai manager di linea. Decisione e onboarding: check-list e i primi 7 giorni. Altri strumenti di selezione: test attitudinali, role plays e casi di studio. Come misurare l’efficienza e l’efficacia del processo di ricerca e selezione del personale: i KPI. I contenuti saranno trasferiti attraverso un approccio formativo esperienziale che prevede un costante coinvolgimento attivo dei partecipanti alla condivisione delle best practice di settore e alla proposta di casi di studio e di settore che richiederanno anche l’intervento attivo dell’aula. Marcella Gubitosa Co-fondatriceeCEOdiStars&Cows InnovativeStart-upInnovativa incentratasultrasferimentodel sapered’impresa.Imprenditrice conEsperienzadaSenior HRExecutiveneisettoridel packagingeautomotive. Appassionataedespertadi: Talentscoutinganddevelopment -TalentPrograms-Change Management Organizational Development - Recruiting and Assessment - Team & Leadership Development - Personal Development and Branding 116 117
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    TRAINER C’era una voltail mansionario. Uno strumento sicuramente utile ma limitativo, essendo per sua natura monodimensionale. Le grandi trasformazioni delle strutture organizzative e le frequenti modifiche delle configurazioni aziendali rendono necessario un aggiornamento degli strumenti di analisi organizzativa e rappresentazione della complessità che si vive all’interno delle organizzazioni. Le Job descriptions, spostando l’attenzione dal concetto più elementare di mansione a quello di ruolo e di comportamento in termini di obiettivi e risultati, interpretano con maggiore flessibilità l’evoluzione delle competenze e delle aree di responsabilità all’interno delle aziende. Inoltre, sono concepite per essere periodicamente discusse e all’occorrenza aggiornate attraverso un coinvolgimento diretto di chi ricopre la funzione in un dato periodo storico. Le Job Descriptions rappresentano, infine, la “baseline” su cui costituire un sistema organizzativo efficiente e credibile. Un sistema mirato alla valorizzazione delle professionalità e dei talenti in un quadro di coerenza con gli obiettivi strategici dell’azienda. CONTENUTI Uno sguardo macro: il modello delle 4 P (Posizione, Profilo, Prestazione e Potenziale). I fondamentali della job analysis: saper rilevare con chiarezza le responsabilità e le competenze associate ai ruoli; aumentare il livello di consapevolezza e riconoscimento delle persone rispetto a risultati ed obiettivi attesi; monitorare l’efficacia e l’efficienza dei processi organizzativi attuali e futuri. Le Job descriptions come strumento di supporto per le politiche di sviluppo organizzativo: selezione, valutazione e politiche retributive. Guida pratica alla stesura di una Job description. Federico Bencivelli Consulenteeformatoreseniordi FAV,hasviluppatometodologie estrumentifinalizzatialla valorizzazionedeicomportamenti organizzatividiimprenditori,dirigenti eresponsabilidifunzione.Realizza interventidiassessmentdelle competenzemanagerialiecoaching individuale.E’ACC -Associated CertifiedCoach–ICF(International CoachingFederation). Date 12 febbraio 2019 09.00 - 17.00 10 luglio 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 280,00 + iva 7 ore Guida pratica alla realizzazione del manuale organizzativo JOB DESCRIPTION 9 ore TRAINER Date Tre workshop da 3 ore 30 gennaio e 6, 18 febbraio 2019 16.00 - 19.00 Quota di iscrizione Tre moduli € 450,00 + iva “We now have a chance to embrace today’s revolution for what it is: a powerful, defining moment to rethink what it means to be human. Our present revolution is not only one where we will need to rethink the nature and structure of our industries and institutions, but also one where we will need to create new systems that put humanity at the centre and come to grips with the transformative implications of such a change”. Dov Seidman, Founder and Chief Executive Officer, LRN Corporation. La quarta rivoluzione industriale, i Big Data e Internet of Things, l’intelligenza Artificiale e la diffusione dei social network nella vita organizzativa stanno mutando il modo di costruire il consenso e di gestire alcuni aspetti della leadership e dell’innovazione strategica, come la comunicazione e l’engagement delle persone. Le nuove forme organizzative sembrano richiedere nuovi modi di esercitare la leadership, sempre meno focalizzata e apicale, tecnica e presente, ma maggiormente distribuita all’interno di gruppi (community) di persone, sempre più protagoniste nella co-creazione della conoscenza, nell’innovazione di prodotti e servizi, nell’implementazione di Industria 4.0. Comprendere le nuove sfide HR nella quarta rivoluzione industriale è quindi l’obiettivo di questa attività, e queste sono le tre sfide che riteniamo cruciali. CONTENUTI Lo scenario: IA vs HE Le macchine che imparano e le persone che sanno: empatia ed etica per guidare e gestire le innovazioni. Come le tecnologie, le macchine, i software stanno trasformando il nostro lavoro. Di quali persone, di quale umanità abbiamo bisogno? Il business: l’abbondanza di dati è sufficiente a garantire valore? Tassi di crescita, innovazione incrementale, Business Intelligence e Big Data Analytics – dalla quantità e trasparenza delle informazioni alla miglior decisone possibile; dal numero in basso a destra al valore degli Intangibles. Le strutture: come ridisegnare ruoli e attività delle persone Dacomandoecontrolloaresponsabilitàeaccountability.Cheimpattohatuttaquestaricercadi4.0sull’iniziativa, il coinvolgimento e il contributo individuale al successo aziendale? La necessità di interconnessione e di collaborazione guida la definizione di nuove strutture e policy organizzative. Queste tre sfide saranno il focus di tre workshop dedicati in particolare agli HR Manager, gestiti in modalità world café e finalizzati ad individuare strumenti concreti e piani d’azione per essere protagonisti e registi del cambiamento. HUMANITY AT THE CENTER: IL RUOLO DELLA PERSONA TRA BIG DATA E IOT Elisabetta Zanarini Responsabile Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani, è PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di formazione manageriale e formazione alla imprenditorialità, Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo, diversity management e multiculturalità. 118 119
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    TRAINER La profonda trasformazionedei mercati a livello internazionale, le riforme del mercato del lavoro, la gestione finanziaria d’impresa hanno messo in discussione le modalità di ingaggio e appartenenza delle persone rispetto alle aziende e le possibilità di definire obiettivi di medio periodo. Al contempo, la motivazione e l’affidabilità delle persone sono tra i driver principali per la crescita del valore d’impresa. Il nuovo paradigma impone un’attenta valutazione della correlazione tra responsabilità assegnate e risultati raggiunti, massima responsabilizzazione del management rispetto agli obiettivi comunicati e qualità del monitoraggio e del feedback. Come strutturare politiche di gestione che tengano conto dei cambiamenti nel medio periodo? Come far raggiungere alle persone risultati extra-ordinari? L’obiettivo del corso consiste nel fornire tecniche e strumenti per imparare ad assegnare obiettivi ai propri collaboratori e verificare i risultati ottenuti, riconoscendo eccellenze ed eventuali criticità, attivando azioni mirate di miglioramento ed empowerment. CONTENUTI I fondamentali della valutazione delle prestazioni Leggere il contesto della prestazione professionale: le capacità distintive d’impresa, i comportamenti organizzativi. I meccanismi di funzionamento di un sistema di valutazione delle prestazioni: ruoli, obiettivi, modalità di valutazione, responsabilità. Definire gli obiettivi di prestazione in una chiave di sviluppo delle potenzialità. Schemi e modelli di valutazione della prestazione. Identificare e formalizzare i criteri di valutazione. Le possibili distorsioni nel processo di valutazione. Sistemi incentivanti: verifica e adeguamento di obiettivi, indicatori e modalità di gestione Forme di retribuzione e forme di incentivazione: dalla Compensation al Total Reward. Come costruire, revisionare, adeguare un sistema incentivante aziendale. Definizione e condivisione degli obiettivi strategici di breve e medio periodo: individuazione e validazione dei KPI per i ruoli coinvolti dal sistema incentivante. Predisposizione e revisione degli strumenti (documenti di assegnazione, schede di valutazione, reportistica, tempi e modalità di verifica e riconoscimento). Il dialogo capo-collaboratore: comunicare, attivare, accompagnare alla consapevolezza Strumenti per la tracciabilità e la coerenza del sistema di valutazione. La gestione del processo di valutazione dei collaboratori: dal colloquio di assegnazione degli obiettivi al colloquio di verifica. Il ruolo del capo nella valutazione. L’autoconsapevolezza come punto cardine: l’importanza dell’autovalutazione e del piano delle azioni. Elisabetta Zanarini Responsabile Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani, è PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di formazione manageriale e formazione alla imprenditorialità, Coaching e Team Coaching, consulenza sui Date 15, 22 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva 14 ore DIGITAL SECURITY 16 ore TRAINER VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI E SISTEMI INCENTIVANTI Date 23, 29 maggio 2019 09.00 - 18.00 3, 10 dicembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva Dai comportamenti individuali alle best practices aziendali I sistemi IT aziendali sono esposti a minacce che mirano al principale punto debole: l’utente. Questo corso è focalizzato sulle competenze e le abilità necessarie a limitare i rischi ed i potenziali danni derivanti dai pericoli digitali che viaggiano in rete. I comportamenti “digitali”, inconsapevolmente, possono determinare importanti rischi per la sicurezza aziendale. Prevenire i comportamenti digitali disfunzionali garantisce una maggiore sicurezza e una maggiore produttività. Il percorso può essere adattato a ciascuna specifica realtà aziendale d’intesa con i Responsabili IT. Behavioral: promuovere i comportamenti digitali funzionali al raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali, prevenendo i rischi per la sicurezza informatica. IT: Individuare ed evitare le principali minacce quali ransomware, malware, mail di phishing, in accordo con le direttive specifiche dell’azienda in merito alla sicurezza dei sistemi IT. CONTENUTI Behavioral: antecedenti del comportamento digitale “a rischio”. Comportamenti digitali “a rischio”: livello di attenzione ed elaborazione delle informazioni. Il sistema cognitivo umano: i limiti del nostro sistema operativo. Effetti diretti e collaterali dell’information overload sulla performance. Dall’information overload all’interaction overload. Conseguenze del comportamento digitale “a rischio”. Effetto Google: quando leggere un messaggio in modo superficiale mette a rischio i nostri dati. Vivere sui social e compromettere la sicurezza aziendale: quando e perché i social networks possono mettere a rischio l’azienda. IT: La prevenzione dei rischi nel sistema IT aziendale. I rischi derivanti dall’utilizzo della posta elettronica. I virus. Proteggersi in 5 mosse. Navigazione sicura. Gestione e sicurezza dei dispositivi mobili. Sicurezza degli ambienti di lavoro condivisi. Elvis Mazzoni Professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, si occupa di temi connessi all’utilizzo funzionale e disfunzionale delle tecnologie digitali nell’intero ciclo di vita, sia nell’ambito lavorativo sia nell’ambito privato. Sergio Sangiorgi Consulente e docente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, svolge attività di formatore e advisor per le Risorse Umane. Vittorio Cicognani Lavora da oltre 20 anni nell’ambito della System Integration e della consulenza aziendale su tematiche quali networking, installazione, manutenzione e sicurezza dei Sistemi IT, sviluppo software. temi HR e sviluppo organizzativo, diversity management e multiculturalità. Lorenzo Ravanelli Laureato in Diritto del Lavoro all’Università di Bologna, con master in Gestione delle Risorse Umane. In Confindustria Emilia Area Centro è funzionario dell’Area Capitale Umano e si occupa di relazioni industriali e consulenza in materia di diritto del lavoro e gestione del personale. 120 121
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    TRAINER AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE E GESTIONE DELLEBUSTE PAGA Il corso ha l’obiettivo di far conoscere i passaggi relativi al corretto inserimento in azienda del personale dipendente, attraverso l’analisi delle tipologie contrattuali, l’inquadramento sul piano previdenziale e retributivo e la conoscenza delle norme che regolano la gestione del personale. Si affronterà la corretta lettura ed elaborazione della busta paga, quale elemento essenziale degli adempimenti obbligatori per la gestione del personale dipendente, sia nel caso venga gestito internamente all’azienda, sia nel caso di incarico affidato in outsourcing. CONTENUTI Inserimento del lavoratore Gli adempimenti del datore di lavoro Posizioni assicurative e previdenziali: le aperture ed il rapporto con gli Enti. Il ruolo della contrattazione collettiva. Le comunicazioni telematiche: assunzione, variazione e cessazione. Libri obbligatori (Libro Unico del Lavoro e Libro Infortuni). Il rapporto di lavoro subordinato Tipologie contrattuali: tempo indeterminato, tempo determinato, tempo parziale, apprendistato, lavoro accessorio, lavoro intermittente, parasubordinazione. Elementi essenziali del contratto di assunzione: luogo di lavoro, periodo di prova, inquadramento, qualifica, mansione. Modulistica da sottoporre al dipendente: destinazione del TFR, detrazioni, privacy, ANF. Composizione della retribuzione, determinazione dell’imponibile fiscale e previdenziale Incidenza della Contrattazione Collettiva Nazionale, Aziendale ed Individuale. Elementi della retribuzione: minimo contrattuale, scatti di anzianità, superminimo individuale, indennità da CCNL, mensilità aggiuntive. Determinazione della retribuzione giornaliera ed oraria. Elementi variabili della retribuzione: lavoro straordinario, festivo, notturno, lavoro a turni, indennità varie (cassa, mensa…) fringe benefit e buoni pasto. Adempimenti previdenziali e trattamento economico delle assenze. Imponibile contributivo ed adempimenti previdenziali La contribuzione obbligatoria: aliquote contributive e settori di inquadramento. Flusso Uniemens. Assunzioni agevolate (mobilità, percettori di Aspi, apprendisti). Le voci assoggettabili. Matteo Errigo e Daniela Mola Consulenti del lavoro specializzati nelle materie del diritto del lavoro, del diritto sindacale e delle relazioni industriali, del diritto della previdenza sociale e di tutti gli aspetti di amministrazione del personale dipendente. Date Bologna 19, 21, 26, 28 febbraio 2019 e 5, 7, 12, 14, 19, 21 marzo 2019 14.30 - 18.00 14, 16, 21, 23, 28, 30 ottobre 2019 e 4, 6, 11, 13 novembre 2019 14.30 - 18.00 La gestione delle assenze ed il trattamento economico La malattia: certificazione ed obblighi di comunicazione, visite di controllo, trattamento economico. e calcolo dell’indennità a carico Inps. Operai e impiegati, differenze, lordizzazione, integrazione a carico azienda e compilazione Uniemens. Maternità e congedi parentali: congedo di maternità e paternità, congedo obbligatorio e facoltativo, documentazione, trattamento economico e calcolo dell’indennità, integrazione a carico dell’azienda, congedi per malattia del figlio, riposi giornalieri per allattamento, Uniemens. Altri congedi c/Inps: Legge 104/92 per portatori di handicap, donazioni sangue, congedo matrimoniale. Infortunio: comunicazioni obbligatorie, calcolo indennità c/Inail ed integrazione c/azienda. Autoliquidazione Inail Basi di calcolo del premio e comunicazione del tasso, modulo di dichiarazione delle retribuzioni, versamento su modelli F24. Orario di lavoro Definizione di orario normale di lavoro, lavoro straordinario, notturno, festivo, a turni, riposi e pause, assenze retribuite (ferie, rol, ex festività). Adempimenti fiscali e TFR. Reddito da lavoro dipendente – Reddito imponibile, tassazione ordinaria: scaglioni di reddito ed aliquote, tassazione separata, detrazioni di imposta, addizionale regionale e comunale, compilazione modello F24, conguaglio fiscale, modello CUD e 770, cenni. Conguaglio fiscale di fine anno e di fine rapporto. Trattamento di fine rapporto: retribuzione utile, calcolo e rivalutazione, aliquota media, cenni di tassazione, previdenza complementare. Il costo del lavoro. Esercitazioni su: Compilazione di modelli di contratto di assunzione per le diverse tipologie contrattuali. Definizione della retribuzione fissa e variabile da CCNL in base alla mansione e qualifica. Elaborazione di busta paga con elementi variabili per la definizione del corretto imponibile previdenziale. Elaborazione di un cedolino per definire l’indennità di malattia a carico Inps e la quota a carico del datore di lavoro. Elaborazione di un credito per il calcolo dell’indennità di malattia. Elaborazione di cedolini paga per la determinazione delle indennità. Elaborazione di una busta paga per il calcolo dell’indennità di infortunio. Calcolo dell’autoliquidazione e compilazione del modello F24. Elaborazione dei cedolini secondo le casistiche trattate e determinazione del netto. 35 ore Quota di iscrizione € 700,00 + iva 122 123
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    Date 26 giugno, 2luglio 2019 09.00 – 17.00 11, 18 dicembre 2019 09.00 – 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva TRAINER LA NEGOZIAZIONE Dalla logica del compromesso alla logica dell’accordo. Riconoscere le situazioni negoziali, valutare con attenzione le controparti, comprendere comportamenti, dinamiche cognitive ed emotive del negoziato, per imparare a gestire i conflitti in modo creativo sono gli asset del corso. Verranno fornite indicazioni pratiche per condurre con autorevolezza e incisività una trattativa. Una partita con differenti interessi in gioco. E alla fine chi vince? Entrambi, questo il nostro obiettivo. Un breve pre-work permetterà ai partecipanti di acquisire consapevolezza sulle proprie aree di miglioramento. CONTENUTI Analisi dello scenario: conviene negoziare? La negoziazione come strategia per trasformare il conflitto in un confronto generativo I diversi approcci negoziali: negoziazione competitiva e integrativa. Il mio stile negoziale: test di autodiagnosi. Superare le resistenze creando rapporti di reciproca fiducia La negoziazione come processo. Il quadro negoziale: comprendere il sistema di bisogni e interessi in gioco, i valori e le convinzioni delle persone coinvolte. Negoziazione e strategie decisionali. Leadership nella comunicazione. Gli elementi della negoziazione integrativa. La definizione della strategia negoziale. Costruire soluzioni win-win attraverso la ricerca delle asimmetrie di valore associato alle risorse oggetto di scambio. Le fonti del potere negoziale e le strategie per aumentarlo. Il mix ottimale di fattori negoziali e di concessioni per massimizzare il valore. L’arte di porre le giuste domande. Gli errori decisionali tipici del negoziatore: come evitarli Emotività e negoziazione. Imparare a dire “no”. Le armi della persuasione: tattiche e contromosse. Negotiation Skills Test e piano di miglioramento individuale. Andrea Mattei Da oltre 20 anni opera nella consulenza e nella formazione, occupandosi di progetti di cambiamento aziendale. Supporta le aziende e le persone nella gestione di negoziazioni complesse. Ha partecipato a corsi di negoziazione avanzata presso la Harvard University. Ha inoltre conseguito il diploma di coach presso la scuola di Jan Ardui. Date 7, 14 maggio 2019 09.00 - 18.00 26 novembre e 3 dicembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva 14 ore TRAINER LA COMUNICAZIONE INTERNA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE Se guardiamo alla comunicazione interna come ad un sistema, possiamo osservare un insieme di processi strategici e operativi di creazione, scambio e condivisione delle informazioni essenziali per il funzionamento dell’organizzazione. Questi processi sono lo specchio della cultura organizzativa e forniscono una rappresentazione chiara degli orientamenti valoriali che guidano l’impresa. Per stimolare l’efficacia delle relazioni e orientare i comportamenti nella direzione voluta dalle strategie aziendali, è fondamentale sviluppare e diffondere le competenze di leadership dialogica, un mix di abilità di diagnosi e facilitazione di processi comunicativi equilibrati e costruttivi. Il focus del corso consiste nell’offrire strumenti e chiavi di lettura per facilitare l’adozione di strategie comunicative in grado di valorizzare la tradizione, la memoria collettiva e al tempo stesso di sostenere la trasformazione culturale, organizzativa e tecnologica richiesta per gestire la complessità odierna. CONTENUTI Cultura organizzativa e stili di management L’evoluzione dei sistemi comunicativi. Le nuove sfide della comunicazione interna. “Al passo” coi tempi: allineare vision e azioni comunicative. Le funzioni delle comunicazioni interna Trasmettere, coinvolgere, condividere, formare. Modalità comunicative e tipologie di relazione: top-down, tecnocratica, circolare. Gli strumenti della comunicazione nell’era digitale Chat room, Conference call, Webinar: l’enigma dei new media fra efficacia ed efficienza. Social network analysis e modelli organizzativi «open» Sostenere l’innovazione e la progettualità attraverso le reti di relazione. Leadership dialogica: le competenze chiave del manager-facilitatore “Reading the room”: osservare le dinamiche nello “spazio” della conversazione. 4 Player Model: facilitare l’equilibrio fra Advocacy ed Inquiry nelle interazioni. Opzionale DRILL IN 6 ore di consulenza in azienda sui processi e gli strumenti di comunicazione interna. Federico Bencivelli Consulente e formatore senior di Fondazione Aldini Valeriani, ha sviluppato metodologie e strumenti finalizzati alla valorizzazione dei comportamenti organizzativi di imprenditori, dirigenti e responsabili di funzione. Realizza interventi di assessment delle competenze manageriali e coaching individuale. 16 ore E’ ACC - Associated Certified Coach – ICF (International Coaching Federation). 126 127
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    Date 5 marzo, 2aprile 2019 09.00 - 18.00 11 novembre e 2 dicembre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva TRAINER IL CORAGGIO DI DECIDERE Decidere è una libertà, ma anche una responsabilità. Se questo vale in generale per tutti, per chi svolge una funzione manageriale diventa strategico. La maggior complessità in cui ci troviamo ad operare porta a una maggior difficoltà nel decidere. Se questo vale in generale per tutti, per chi svolge una funzione manageriale il peso della responsabilità delle scelte può diventare insostenibile. Gli approcci tradizionali di decision making si concentrano sull’aspetto razionale, trascurando le forze emotive che sono gli ostacoli più rilevanti in questo contesto. Le migliori decisioni in realtà nascono dalla capacità di riconoscere le proprie emozioni e di utilizzarle come risorsa. Questa palestra esercitativa sul coraggio di decidere consente di sviluppare in modo strategico un nuovo mindset per arrivare ad un decision making coraggioso e consapevole, che aiuti ad identificare le alternative essenziali, prefigurare i risultati attesi e valutarne le conseguenze. CONTENUTI La decisione e il coraggio: due modelli evolutivi a confronto. Tipologie di decisioni. Il nostro stile decisionale. Le trappole psicologiche: riconoscerle per evitarle. I driver del coraggio manageriale. Strategie e stratagemmi per affrontare decisioni critiche e gestire l’ansia. Il coraggio decisionale come processo generativo. La “costellazione” delle capacità fondanti il coraggio decisionale. Le armi della persuasione: tattiche e contromosse. Dieci errori comuni. Definizione di un piano di miglioramento individuale. Test di autovalutazione per definire un piano di sviluppo individuale. Cristina Cremonesi Esperta in sviluppo manageriale, svolge la sua attività professionale per importanti aziende leader di mercato, supportando i manager nel miglioramento della loro performance e nello sviluppo di dimensioni chiave della leadership quali visioning, empowering, energizing, Date 7 giugno 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 16 ore TRAINER Il laboratorio sulla delega è uno spazio formativo in cui le persone possono confrontarsi ed allenare approcci e modelli di delega coerenti con i nuovi orientamenti organizzativi. Si tratta di potenziare un sistema di skills che consentano di promuovere empowerment, mobilitare energie, valorizzare le diversità, migliorare la performance individuale ed organizzativa. La delega diviene uno strumento fondamentale per chi gestisce risorse, per sviluppare e far crescere non solo i propri collaboratori, ma anche se stessi. Implica un insieme di competenze sfidanti, che ampliano le nostre modalità di esercitare il ruolo. Sarà possibile, grazie alla sperimentazione attiva, riorientare comportamenti, condividere logiche e modalità collegate all’ingaggio e allo sviluppo dei propri collaboratori, fornire strumenti operativi utili per esercitare efficacemente la delega come strumento di sviluppo e di innovazione. CONTENUTI Un approccio ai nuovi modelli evolutivi nell’ambito della delega. I prerequisiti fondamentali per un buon esercizio della delega. L’esplorazione delle proprie modalità di esercizio della delega. Sperimentazione attiva su casi reali di delega come strumento di empowerment e generazione di valore per se stessi e per gli altri. Il profilo motivazionale dei collaboratori. La gestione di casi difficili. La conduzione di colloqui motivazionali e di riorientamento. La costruzione di un piano di crescita individuale per ciascun collaboratore. La modellizzazione di best practice. 8 ore decision making, self efficacity, teamwork per raggiungere i risultati di business. È docente di Management e Leadership in varie Corporate University e Business School, Personal coach di top manager oltre che Mentor sia per Executive manager che per giovani talenti. DELEGA ED EMPOWERMENT Cristina Cremonesi Esperta in sviluppo manageriale, svolge la sua attività professionale per importanti aziende leader di mercato, supportando i manager nel miglioramento della loro performance e nello sviluppo di dimensioni chiave della leadership quali visioning, empowering, energizing, decision making, self efficacity, teamwork per raggiungere i risultati di business. È docente di Management e Leadership in varie Corporate University e Business School, Personal coach di top manager oltre che Mentor sia per Executive manager che per giovani talenti. 128 129
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    Date 25 ottobre 2019 09.00- 1 7.00 Quota di iscrizione € 280,00 + iva TRAINER GESTIRE I COLLABORATORI 130 131131 7 ore TRAINER La globalizzazione richiede oggi, all’interno delle aziende, la capacità di gestire con efficacia business in contesti internazionali, ma anche cambiamenti repentini di interlocutori e collaboratori. In questo contesto, assumono un ruolo sempre più decisivo non solo gli strumenti e le prassi di lavoro ma anche la consapevolezza delle diversità culturali, generazionali, regionali, etniche e religiose. Ancora però, soprattutto nella nostra cultura, mentre il numero di team virtuali è in rapida crescita, generalmente collaborare quando si è distanti può risultare più difficile che lavorare nello stesso stabile o a poca distanza. Molte aziende selezionano i membri dei team per i loro progetti in diverse località sparse per il mondo e li mettono in comunicazione tra di loro virtualmente, permettendosi così di scegliere i migliori talenti disponibili e risparmiare sia tempo che denaro. Per far sì che questo nuovo modello di lavoro abbia successo, è fondamentale sapere come gestire i team virtuali i cui membri hanno sede in diversi luoghi e nazioni. CONTENUTI La gestione del team multiculturale Esplorare i nuovi scenari organizzativi: la gestione della diversità. Generazioni, generi, culture, appartenenze: norme, valori, stereotipi culturali. Identificare il proprio livello di competenza interculturale. Le differenze esistenti nelle culture con cui ci si confronta. Strumenti manageriali per la gestione della diversità. La gestione dei team virtuale Ricercare, riconoscere e connettere le competenze dei membri di un team virtuale. Definire obiettivi, ruoli e regole. Scegliere gli strumenti di comunicazione. Potenziare e curare attività e capacità del team leader. 16 ore GESTIRE TEAM MULTICULTURALI E VIRTUALI Elisabetta Zanarini Responsabile Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani, è PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di formazione manageriale e formazione alla imprenditorialità, Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo. Le squadre affiatate e ad alte prestazioni sono caratterizzate dall’equilibrio fra orientamento al risultato e orientamento alle persone. Una palestra esercitativa per sviluppare ed allenare le competenze per motivare i collaboratori, generare coinvolgimento e ottenere un contributo collettivo all’innovazione, utilizzare approcci sfidanti per creare squadre di successo. Un approccio all’apprendimento non teorico che, grazie alla sperimentazione attiva, porta i partecipanti ad esplorare le dimensioni chiave nella gestione dei collaboratori e a promuovere nuove prassi manageriali che traducano efficacemente orientamenti e sensibilità organizzative in azioni e ricadute tangibili. Partendo dalla possibilità di riconoscere il proprio stile nella gestione e nello sviluppo dei collaboratori, si sperimenteranno modalità di gestione improntate ad una maggior progettualità e proattività per rendere i collaboratori parte attiva nel raggiungimento degli obiettivi aziendali e migliorare la loro performance. Verrà trasmesso un sistema di skills volte a promuovere empowerment e mobilitare energie attraverso l’esercizio costante del feedback motivazionale, la conduzione di colloqui di sviluppo, l’utilizzo di capacità comunicazionali, di delega e di coaching, per perseguire eccellenza nei risultati. CONTENUTI La propria esperienza di capo, con particolare focus sull’area gestionale di sviluppo dei collaboratori. Gli aspetti fondamentali della relazione capo-collaboratore. Le leve per promuovere processi di sviluppo delle prestazioni del collaboratore. Il sistema di capacità coinvolte: motivazione, engaging e coaching. Sperimentazione attiva del modello di “Leadership Empowering”: il capo come guida, come consulente, come supervisore/addestratore delle proprie risorse umane. La comunicazione organizzativa. Il feedback come strumento progettuale e di crescita manageriale. Costruzione di una mappa di azioni concrete da parte dei partecipanti da implementare nella propria realtà lavorativa. Cristina Cremonesi Esperta in sviluppo manageriale, svolge la sua attività professionale per importanti aziende leader di mercato, supportando i manager nel miglioramento della loro performance e nello sviluppo di dimensioni chiave della leadership quali visioning, empowering, energizing, decision making, self efficacity, Date 28 gennaio e 15 febbraio 2019 09.00 - 18.00 20 settembre e 8 ottobre 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 600,00 + iva teamwork per raggiungere i risultati di business. È docente di Management e Leadership in varie Corporate University e Business School, Personal coach di top manager oltre che Mentor sia per Executive manager che per giovani talenti. 130 131
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    Date 10, 17 aprile2019 09.00 – 18.00 13, 20 novembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 580,00 + iva TRAINER TIME E MEETING MANAGEMENT 16 ore TRAINER Molto spesso anche il professional più esperto, nel momento in cui deve confrontarsi con un uditorio, si trova davanti alcuni ostacoli che mettono in dubbio la sua efficacia comunicativa: ansia, nervosismo, pubblico poco interessato (se non addirittura ostile), poco tempo a disposizione per prepararsi. Eppure esporre le proprie idee è uno degli eventi lavorativi più frequenti nell’attuale contesto aziendale. Proprio per questa ragione le competenze e le abilità comunicative sono ormai parte fondamentale, e imprescindibile, della formazione professionale e manageriale mirata all’eccellenza. Di questo vasto ambito fanno parte in particolare tutte le tecniche utili a organizzare il proprio discorso in maniera efficace per presentare progetti, relazioni e idee in maniera persuasiva e coinvolgente. Ecco perché manager e professionisti devono sviluppare competenze e tecniche specifiche che permettano la gestione sicura e consapevole di tutte le situazioni in cui occorra confrontarsi con un “pubblico” aziendale. CONTENUTI Le dinamiche comunicative nelle situazioni pubbliche I presupposti fondamentali del parlare in pubblico. Strategie e tecniche di comunicazione interpersonale. Stile comunicativo adeguato al ruolo, alla personalità e allo stile aziendale. Indicazioni pratiche sulle tecniche di comunicazione. Acting: la gestione consapevole del corpo e della voce Elementi di comunicazione verbale e non verbale presi dal teatro. Gestione del non verbale: l’azione fisica nello spazio. Il linguaggio del corpo: mimica, sguardo, posizione del corpo, gestualità. Impostazione e uso della voce: volume, ritmo e velocità, pause, accentuazioni. Strutturazione e articolazione dei contenuti dello speech Le fasi del discorso: l’apertura, l’argomentazione, la chiusura. Le tecniche discorsive e persuasive. L’invenzione e la gestione di metafore, digressioni, esempi. L’utilizzo dei supporti audiovisivi (slide, contributi filmati, microfono). La relazione con il pubblico Analisi del proprio pubblico. Le possibilità relazionali con l’uditorio. Valutazione dei feedback e adattamento al pubblico. La gestione delle domande e delle obiezioni. 8+8 ore LA VOCE OLTRE L’OSTACOLO Dario Turrini Consulente e formatore, direttore artistico del Teatro Guardassoni di Bologna, autore di seminari e laboratori di storia e semiologia dello spettacolo per il DAMS dell’Università di Bologna e per le Università di San Marino e di Bolzano. È autore del libro sulle tecniche e strategie comunicative “To business or not to business – i testi di Shakespeare come modelli comunicativi per il manager e l’azienda”. Acquisire tecniche di pianificazione per ottimizzare la gestione del proprio tempo di lavoro, introiettare modelliestrumentieconsigliperidentificareimetodidirinforzodellapropriaefficienzasullavororiducendo il tempo sprecato all’interno dell’organizzazione. Migliorare il vissuto psicologico connesso all’operatività quotidiana. Apprendere specifiche modalità di progettazione e controllo delle riunioni, finalizzate a una comunicazione strutturata e non conflittuale. CONTENUTI Modulo 1 - Time Management Psicologia del tempo: prospettiva, percezione, controllo, la soglia di attivazione, la soglia di tensione, eustress, distress, concentrazione, monotasking vs. multitasking. Le categorie logiche della gestione del tempo: importanza, urgenza, priorità vera, priorità falsa, emergenza, imprevisto, incuria, problema vero e proprio, seccatura, condizione. I criteri corretti e scorretti nel setting delle priorità. Le distorsioni nell’uso del tempo: sensazione di non saper/poter programmare, privilegiare le routine, ottimismo nell’uso del tempo, insensibilità agli impegni di lungo periodo, incapacità nell’autodisciplina, incapacità a dire NO, incapacità a riconoscere lo stress, assenza di delega, errori di delega. La pianificazione e l’uso dell’agenda. Modulo 2 - Meeting Management Anatomia della riunione: il piano della partecipazione, il piano dell’attivazione, il piano della gestione della negatività. Le peculiarità di una riunione ben condotta: finalizzazione, focalizzazione, attenzione, struttura, tempificazione. Il focus di apertura. Il management della partecipazione: free flow, circle time, random time, panel integrato, panel progressivo, panel regressivo, acquario, question time. Il presidio delle aree critiche: controllare i tempi, concentrare l’attenzione e dirigere la discussione, gestire comportamenti turbolenti. Il focus di chiusura. La verbalizzazione. Date Mod. 1: 13 giugno 2019 09.00 – 18.00 Mod. 2: 19 giugno 2019 09.00 – 18.00 Mod 1: 5 dicembre 2019 09.00 – 18.00 Mod.2:12 dicembre 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione Ogni singolo modulo: € 300,00 + iva Modulo1+2:€580,00+iva Francesco Muzzarelli Formatore senior FAV, da diciannove anni svolge l’attività di formatore e consulente presso le imprese, le aziende sanitarie e la pubblica amministrazione. Le sue principali aree di ricerca e intervento riguardano il comportamento organizzativo, la comunicazione intrapersonale e interpersonale e l’applicazione dello psicodramma classico alle organizzazioni. È professore a contratto presso la Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. Il presidio dell’efficienza Parlare abilmente in pubblico 132 133
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    Date 7 giugno 2019 09.00– 17.00 14 giugno 2019 09.00 – 13.00 Quota di iscrizione € 450,00 + iva Date 21, 28 marzo 2019 09.00 - 17.00 21, 28 novembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 520,00 + iva TRAINER SLIDING STORIES 134 135 14 ore TRAINER Tutti leggiamo tantissime email per motivi di lavoro. E nessuno ha voglia di farlo. Ecco perché scrivere messaggi che “bucano lo schermo” è un’azione davvero strategica. Incisività e chiarezza sono alla base di ogni comunicazione efficace, quando si usa il mezzo dell’email sono addirittura imprescindibili. Occorre padroneggiare gli strumenti per organizzare la struttura delle idee e del testo, comprendere il registro e il linguaggio giusto per questo particolare contesto, saperlo adattare allo specifico destinatario, all’interno o all’esterno dell’azienda. Un laboratorio fatto di idee, tecnica e tanta esperienza per scrivere mail più leggibili, credibili e convincenti, in poco tempo e con sicurezza. CONTENUTI Email: un laboratorio di scrittura efficace Perché è importante saper scrivere efficacemente. I disturbi della comprensione: resistenze alla lettura, resistenze alla scrittura. Occhi e cervello: vizi e virtù di due strumenti geniali. Come cambia una lingua. Le S della scrittura efficace Semplicità: semplice non è semplicistico. Sintesi: il potere nell’essenziale. Struttura: l’ordine dell’esposizione - exordium, narratio et argumentatio, peroratio. I luoghi dell’Email Destinatario: CC or not CC? this is the question. Il campo oggetto. Il testo: semplicità, sintesi, struttura. I saluti. Gli allegati. Rispondere alle Email Precauzioni psicologiche e comportamentali (netiquette). Il metodo CRG: calibrazione, ricalco e guida. Il carico emotivo: emoticon e altri linguaggi extra-testuali. Il flaming. Esercitazioni Rimuovere le incomprensioni. Scrivere per essere capiti. Editing: occhio all’ortografia. Riflessioni e analisi di comuni esperienze sullo scrivere per lavoro. Nelle fasi pratiche si lavorerà su casi reali. Gli stessi partecipanti proporranno i casi, traendoli dalla loro esperienza. 11 ore EMAIL WRITING Francesca Gagliardi Giornalista pubblicista, esperta di comunicazione e scrittura professionale, tiene corsi di business e web writing per enti pubblici e aziende private, insegna all’Università degli Studi di Parma. Esistesolounmododiraccontarelapropriaazienda?Comepresentarlainmanieracoinvolgente,rendendola unica, riconoscibile fra i competitor, in modo che resti impressa nella memoria degli interlocutori? Sia che ci si confronti con un cliente-prospect o con il proprio team, sia che si stia accogliendo una nuova risorsa o si stia partecipando a un convegno internazionale, quello che ci emoziona, ci convince e che poi ricordiamo sono sempre le storie. Le belle storie. E le aziende leader di mercato lo sanno benissimo perché le loro narrazioni, declinate in speech, advertising o spot televisivi sono sempre estremamente curate e avvincenti. Questo percorso si focalizza sul potenziamento delle personali competenze narrative, il famoso storytelling, mirate alla costruzione di racconti originali, incisivi e memorabili della propria azienda. Raccontare storie è un’arte che si può acquisire e sviluppare conoscendo i meccanismi narrativi e le dinamiche del racconto. Ma non è semplicemente l’arte di raccontare storie, quanto piuttosto saper raccontare la propria azienda attraverso una storia. Il corso ha un’impostazione pratica e partecipativa: ai partecipanti sarà infatti chiesto di lavorare sulle storie della propria azienda e di provare poi insieme l’efficacia delle loro produzioni in modo da uscire dal laboratorio con un concreto bagaglio di materiali narrativi da utilizzare poi nelle specifiche realtà aziendali. CONTENUTI La struttura delle storie. Elementi delle articolazioni discorsive: elenchi e narrazioni. L’inizio di una storia: tecniche per un’apertura coinvolgente. L’organizzazione del messaggio aziendale all’interno di una storia. Le dinamiche emozionali: come impressionare il pubblico. La chiusura del racconto: restare nella memoria. Cosa rende una storia unica. Cosa evitare nel raccontare la propria storia. Il linguaggio teatrale come fonte di ispirazione narrativa. Esempi ed analisi di storytelling aziendale. Manuel Reitano Laureato in lingue e letterature straniere e diplomato presso l’accademia d’arte drammatica dell’Antoniano di Bologna. Nel 2007 inizia l’attività di consulente e formatore: public speaking, dizione, recitazione, leadership. Dopo studi all’estero presso la London School of Economics e Harvard University, inizia a svolgere formazione e consulenza in inglese. Raccontare la propria azienda con lo storytelling Scrivere email efficaci 134 135
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    Date 24, 31 maggio2019 09.00 – 18.00 6, 13 dicembre 2018 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva Date 11, 18, 25 giugno 2019 09.00 – 18.00 Quota di iscrizione € 750,00 + iva TRAINER PRESENTATION SKILLS LAB 24 ore TRAINER I Processi di Pensiero (Thinking Processes, TP) costituiscono un insieme di strumenti logici, che possono essere utilizzati indipendentemente o in combinazione, per favorire la risoluzione di problemi complessi, migliorare il processo decisionale e gestire progetti di cambiamento che assicurino un miglioramento continuo delle prestazioni. Il corso si propone di fornire ai partecipanti le linee guida per la scelta e l’uso delle tecniche dei Thinking Processes nel proprio contesto, in modo da consentire la risoluzione dei conflitti (senza ricorrere a inaccettabili compromessi), l’analisi di situazioni problematiche, la costruzione di soluzioni efficaci e la comunicazione della logica di supporto alle parti coinvolte nei cambiamenti da realizzare. CONTENUTI Pensare chiaramente: attività di default o competenza da acquisire? Il problema: gli ostacoli al pensiero efficace. Le distorsioni psicologico-cognitive. La direzione della soluzione: le colonne portanti del pensiero efficace. L’approccio sistemico alla risoluzione dei problemi complessi. Cambiare per migliorare: il Ciclo di Gestione del Cambiamento. Le due categorie del pensiero logico: logica di necessità e logica di sufficienza o causalità. La verifica della validità dei modelli logici: le categorie di riserva legittima (Categories of Legitimate Reservation, CLR). L’analisi e la rappresentazione della situazione problematica: l’Albero della Realtà Attuale (Current Reality Tree, CRT). Come rappresentare e risolvere ogni conflitto: il Diagramma di Risoluzione del Conflitto (Evaporating Cloud, EC). Come valutare a priori gli effetti di un cambiamento: l’Albero della Realtà Futura (Future Reality Tree, FRT) e le Ramificazioni Negative (Negative Branch Reservations, NBR). Il superamento degli ostacoli al conseguimento dell’obiettivo: l’Albero dei Prerequisiti (Prerequisite Tree, PRT). La visione d’insieme del processo di cambiamento: l’Albero di Strategia e Tattica (Strategy & Tactic Tree, S&T Tree). L’acquisizione del consenso: i livelli di resistenza e il loro superamento. La Matrice del Cambiamento. 16 ore THINKING PROCESSES Andrea Zattoni CEO di Antifragility s.a.s., consulente di direzione e organizzazione aziendale, Ha ricoperto per anni il ruolo di dirigente d’azienda e Professore a Contratto presso l’Università di Bologna. Relatore in conferenze su tematiche innovative di management e docente in corsi sull’applicazione della Theory of Constraints, ha conseguito il Certificate of Achievement da parte dell’organismo internazionale di certificazione delle competenze sulla Theory of Constraints (TOCICO) e il “TOC Certification in Operations Management” da parte delle Goldratt Schools. Siamo quello che comunichiamo. Viviamo in un mondo connesso, aperto, liquido: nessuno può prescindere dalla necessità di comunicare in modo chiaro, empatico, efficace. Una capacità che si può e si deve acquisire per gestire con successo le interazioni nell’epoca dell’iper-informazione. Questo laboratorio trasmette ai partecipanti le competenze per progettare, realizzare ed esporre presentazioni efficaci. Il laboratorio si caratterizza per il solido impianto teorico - scenari, best and next practice, strumenti, metodologie, trend – completato da una forte componente esperienziale: esercitazioni pratiche e momenti di interazione, sia individuali che di gruppo. Ogni incontro si apre e chiude con un momento di warm-up e di chill-out per focalizzare i messaggi chiave. Alcuni degli argomenti saranno trattati secondo le più avanzate tecniche di Design Thinking: il pensiero logico-creativo orientato al problem solving. CONTENUTI Warm-up: sapere, saper fare, far sapere Cosa rende una presentazione “memorabile”? Le nuove regole dell’attenzione (e dell’attrazione) ai tempi di Web e Social. Danni da Power Point. Gli errori tipici. Le trappole da evitare. Nessuno è innocente. Strategia: arte e scienza della presentazione perfetta Dare forma al pensiero: elementi di Design Thinking. Strategia e architettura: visual mapping e storyboard. Elaborare una strategia. Sostanza, struttura, interfaccia. Capire i propri obiettivi. Conoscere le aspettative del pubblico. Convincere o spiegare? Il principio del puzzle. La piramide della Comunicazione: il metodo del Come e del Perché. Ogni presentazione è una performance: tecniche di pitching. Le regole del Pitch perfetto: a lezione dai guru mondiali del pitching. Preparazione: forma e contenuto Standard editoriali: regole e stili richiesti dai diversi contesti. Scrivere i testi: chiarezza, efficacia, emozione. Caccia allo S.T.A.R. moment. Conquistare il pubblico con i trucchi dello Storytelling. Uso ottimale della grafica: semplicità, funzionalità, valore cognitivo. Gestire lo spazio: le regole auree della slide. Elementi di cornice: elementi grafici e di orientamento per non far smarrire l’interlocutore. Usare le immagini: visual data e visual concept. Mostrare i dati: information is beautiful. Strumenti di data visualization e data mapping. Gli strumenti classici e le applicazioni online: Power Point, KeyNote, Google Slides, Canva, Prezi. Tips & tricks di design per non designer. Esposizione: cuore e cervello Pillole di comunicazione non verbale, di prossemica e time management. Principi base di public speaking. Comunicazione, relazione e informazione. Scritto e parlato. Valutare il contesto. Best practice: trucchi e consigli. Worst Practice: gli errori da evitare e gli orrori da scampare. Mini contest. Strategia, preparazione, esposizione Strumenti logici e pratici per la risoluzione di problemi complessi Giulia Ruta Consulente e formatrice di marketing strategico e innovazione digitale affianca aziende nazionali e internazionali in diversi settori, tra cui Manufacturing, Fashion, Beauty, Food e Retail. Collabora con diversi acceleratori d’impresa e centri per l’innovazione in progetti di start- up coaching e Open Innovation. Specializzata in Customer Experience management, Omnicanalità e processi di Trasformazione Digitale. 136 137
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    Date 20, 27 marzo, 3aprile 2019 09.00-18.00 12, 19, 26 giugno 2019 09.00-18.00 9, 16, 23 ottobre 2019 09.00-18.00 Quota di iscrizione € 850,00 + iva I TRAINING FAV 24 ore TRAINER Nuove idee generano nuovi progetti. Ai blocchi di partenza è importante arrivare con un piano chiaro e condiviso da tutte le persone coinvolte. Non è sufficiente partire prima ma occorre pianificare le diverse fasi. Identificazione delle risorse, schedulazione, controllo dei tempi, ottimizzazione di costi: questi gli strumenti per trasformare un’idea in un progetto. Una corsa verso il vantaggio competitivo, non senza ostacoli. Saper prevedere e gestire anche gli ostacoli significa tradurre le variabili critiche in azioni di miglioramento. L’obiettivo è quello di apprendere e sperimentare l’equilibrio tra velocità e performance e trasformare un progetto concluso in un progetto che porta a risultati concreti. CONTENUTI Gli standard internazionali di Project Management. Il progetto, il suo ciclo di vita. L’ambiente di progetto, gli attori e i modelli organizzativi. Avvio e pianificazione, Project Charter. Deliverable e Scope Management, Work Breakdown Structure. Gruppo di lavoro: competenze e responsabilità. Il costo del progetto, risorse umane, materiali, economiche. Tecniche e metodi di stima. Sequenza e durata delle attività, allocazione delle risorse e schedulazione delle attività. Il Gantt e la pianificazione del monitoraggio e controllo di progetto. PROJECT MANAGEMENT BASIC Cristiano Ottavian Consulente e formatore di Project Management presso aziende, trainer in Business School e Corporate Academy. É certificato PMP, Prince2, Financial Advisor e Environment Consultant. Associato al PMI e membro del comitato editoriale del PMI-Northern Italy Chapter. Co-autore de “Il Glossario dei termini di Project Management”. É consulente aziendale sui temi dell’innovazione, sviluppo prodotto e processo. Conduce progetti in aziende di diversi settori, in Italia, Europa e Medio Oriente. Collabora con FAV dal 2014. Pianificazione e avvioProject Management processo di certificazione PROJECT MANAGEMENT EDUCATION 24 ORE 35 ORE SOSTIENI L’ESAME 3 ORE 150 DOMANDE 4 ORE 200 DOMANDE CERTIFIED PROFESSIONAL SEI DIVENTATO Project Management Basic CAMP® Project Management Professional PMP® PREPARAZIONE ALL’ESAME 21 ORE DI SIMULAZIONE, VERIFICA E CONTROLLO CON IL DOCENTE SEI DIVENTATO CERTIFIED PROFESSIONAL CAMP® PMP® 138 139
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    Executive Program PMP® PROGRAM Project ManagementProfessional Specializzazione e certificazione: binomio dell’Executive Program in Project Management. Un percorso modulare sulla gestione di progetti complessi che, dall’identificazione dell’obiettivo al reporting di progetto, prepara a sostenere l’esame per ottenere la certificazione internazionale PMP® , in conformità con gli standard internazionali del PMBOK® Guide del Project Management Institute (PMI). Con un’esperienza di più di 20.000 ore di formazione erogate sul Project Management, ed essendo Registered Education Provider (R.E.P.) del Project Management Institute (PMI), proponiamo un approccio integrato per pianificare, monitorare e controllare un progetto, con un’efficace gestione di risorse umane ed economiche e con un’appropriata capacità di comunicare agli stakeholder le diverse informazioni di progetto. Management e tecnica quindi, in un’altalena complessa tra efficacia ed efficienza, velocità e performance. Una palestra per allenare la capacità di saper prevedere e gestire anche gli ostacoli, i cambi di direzione, traducendo le variabili critiche in azioni di miglioramento con un occhio attento agli equilibri organizzativi, tra progetto, temporaneo, e struttura aziendale permanente. Facoltativa, ma consigliata, è la fase di preparazione all’esame di certificazione PMP® . Sessioni pratiche e di simulazione su domande tipiche dell’esame, da discutere insieme al docente. MODULO 1 PROJECT MANAGEMENT BASIC – PIANIFICAZIONE E AVVIO Gli standard internazionali di Project Management. L’ambiente di progetto, attori, stakeholder, team. Pianificazione e Avvio. Deliverable e Scope Statement. WBS, Work Breakdown Structure. Gruppo di lavoro: competenze e responsabilità. Il costo del progetto, risorse umane, materiali, economiche. Schedulazione delle attività. Analisi dei rischi. Monitoring and Controlling. Scope Management. MODULO 2 PROJECT TIME E COST MANAGEMENT I processi di Project Management. Stimare le risorse umane e i costi necessari alle attività. Stesura del budget: la Cost Baseline. Monitorare e controllare il lavoro di progetto. Sviluppare e controllare la schedulazione di progetto e i costi, in maniera integrata. Lo standard internazionale: il metodo dell’Earned Value System. Indici di performance (prestazioni) del progetto e previsioni a finire. Earned Value: l’impatto su processi e procedure aziendali. MODULO 3 RISK MANAGEMENT I rischi di progetto: definizioni e approccio. Pianificare la gestione dei rischi (Risk Management Plan). Identificare i rischi (Risk Register). Eseguire l’analisi qualitativa dei rischi (Matrice dei rischi). Eseguire l’analisi quantitativa dei rischi (cenni). Pianificare la risposta ai rischi. MODULO 4 PROJECT HUMAN RESOURCES MANAGEMENT Pianificazione delle risorse umane. Gruppo di lavoro: competenze e responsabilità. I ruoli del team di progetto. Organizzazione e progetto: strutture a matrice. Team building: il modello di Tuckman. Interpersonal skills: leadership, motivazione del team e problem solving. MODULO 5 PROJECT STAKEHOLDER AND COMMUNICATION MANAGEMENT L’ambiente di progetto e le parti interessate: i project stakeholder. La matrice degli stakeholder. Strategie di gestione degli stakeholder. Il Reporting di progetto. Issue log. Gestione documentale e configuration management. Interpersonal skills: la mappa dei circuiti della comunicazione interna. Comunicare è organizzare. I flussi comunicativi: top-down, orizzontali, bottom-up. Strumenti e canali di comunicazione. Le competenze chiave: trasmettere, ascoltare, dare (e ricevere) feedback. La leadership dialogica. 24 ORE MODULO 1 PROJECT MANAGEMENT BASIC – PIANIFICAZIONE E AVVIO MODULO 2 PROJECT TIME E COST MANAGEMENT 7 ORE MODULO 3 RISK MANAGEMENT 7 ORE MODULO 5 PROJECT STAKEHOLDER AND COMMUNICATION MANAGEMENT 14 ORE MODULO 4 PROJECT HUMAN RESOURCES MANAGEMENT 14 ORE PREPARAZIONE ALL’ESAME CAPM® / PMP® Certificazione CAPM® Certificazione PMP® LA STRUTTURA PREPARAZIONE ALL’ESAME CAPM® / PMP® Il corso accompagna i partecipanti nella preparazione all’esame di certificazione CAPM® oppure PMP® del Project Management Institute (PMI). Simulazione d’esame nella mattina, discussione con il docente nel pomeriggio. 21 ORE 141140
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    Executive Program PMP® PROGRAM Project ManagementProfessional LA FACULTY Cristiano Ottavian Consulente e formatore di Project Management in aziende, Business School e Corporate Academy. É certificato PMP, Prince2, Financial Advisor e Environment Consultant. Già direttore di una Corporate Academy, progetta e realizza percorsi formativi a supporto dell’efficacia ed efficienza dei modelli di business. Associato al PMI e membro del comitato editoriale del PMI-Northern Italy Chapter. Co-autore de “Il Glossario dei termini di Project Management”. É consulente aziendale sui temi dell’innovazione, sviluppo prodotto e processo, cambiamento organizzativo e ottimizzazione di processi, progettazione della distribuzione di prodotti e servizi. Conduce progetti in aziende di diversi settori, in Italia, Europa e Medio Oriente. Collabora con FAV dal 2014. Elisabetta Zanarini Responsabile dell’Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani, è PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di formazione manageriale e formazione alla imprenditorialità, Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo. Andrea Vismara Consulente e formatore nel Project Management presso aziende e Business School in tutta Europa, è certificato PMP, MSP, Prince2 e ITIL. Ha ottenuto un MBA presso Profingest Management School ed è stato docente nei programmi MBA. Socio fondatore di aziende tecnologiche, con filiali in USA, India e Cina. Senior Associate di Management Centre Europe, della American Management Association. E’ consulente aziendale sui temi di Ricerca & Sviluppo, innovazione di prodotto e processo, gestione di progetti internazionali e finanziamenti pre-competitivi. Svolge attività di formazione e consulenza di Project Management, secondo diversi standard internazionali, presso numerose aziende in Italia e in Europa. Collabora con FAV dal 2009. Federico Bencivelli Consulente e formatore senior di Fondazione Aldini Valeriani, ha sviluppato metodologie e strumenti finalizzati alla valorizzazione dei comportamenti organizzativi di imprenditori, dirigenti e responsabili di funzione. Realizza interventi di assessment delle competenze manageriali e coaching individuale. È Coach ACC- ICF (International Coach Federation - Italia). PRIMO SEMESTRE Mod. 1 Project Management Basic – Pianificazione e Avvio Mod. 2 Project Time e Cost Management Mod. 3 Risk Management Mod. 4 Project Human Resources Management Mod. 5 Project Stakeholder and Communication Management Preparazione all’esame CAPM® / PMP® 20, 27 marzo e 3 aprile 2019 9 aprile 2019 17 aprile 2019 8, 15 maggio 2019 22, 29 maggio 2019 5, 20 giugno e 3 luglio 2019 QUOTA DI ISCRIZIONE Project Management Basic - Pianificazione e avvio € 850,00 + iva Mod. 2-3-4-5 € 2.500,00 + iva Preparazione all’esame CAPM® / PMP® € 850,00 + iva Executive Program completo (Mod. 1-2-3-4-5 + preparazione all’esame CAPM® / PMP® ) € 3.300,00 + iva La quota di iscrizione comprende coffee break e light lunch. Ai partecipanti che frequentano l’intero percorso o i singoli moduli (con almeno l’80% della frequenza) verrà rilasciato un attestato di frequenza con il numero di PDU corrispondenti alle ore frequentate e un Open Badge. SESSIONE D’ESAME Su richiesta aziendale, al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, è possibile organizzare sessioni d’esame per ottenere la certificazione CAPM® o PMP® nei locali FAV attrezzati. FONDI INTERPROFESSIONALI Tutti i percorsi di formazione possono essere finanziati dal fondo interprofessionale a cui è iscritta l’azienda. Il catalogo formativo di Fondazione Aldini Valeriani è qualificato da Fondimpresa quindi le aziende aderenti potranno accedere ai corsi beneficiando dei contributi aggiuntivi. FAV supporta le aziende nella scelta delle fonti di finanziamento disponibili e negli aspetti gestionali e amministrativi legati al loro utilizzo. CALENDARIO 9, 16, 23 ottobre 2019 30 ottobre 2019 6 novembre 2019 13, 15 novembre 2019 20, 22 novembre 2019 27 novembre e 6, 19 dicembre 2019 SECONDO SEMESTRE Mod. 1 Project Management Basic – Pianificazione e Avvio Mod. 2 Project Time e Cost Management Mod. 3 Risk Management Mod. 4 Project Human Resources Management Mod. 5 Project Stakeholder and Communication Management Preparazione all’esame CAPM® / PMP® 143142
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    BEYOND PMP® Come simantiene la certificazione PMP® Fondazione Aldini Valeriani è R.E.P. Registered Education Provider del PMI Project Management Institute. Per mantenere la certificazione PMP® occorre ottenere 60 PDU in tre anni. Dovranno riguardare, in misura equa, le tre direttrici del Triangolo delle Competenze definite dal PMI. TECHNICAL PROJECT MANAGEMENT THE PMI TALENT TRIANGLE™ CCPM Critical Chain Project Management • Business Analysis • La sinergia fra Earned Value Method e Risk Management • Project Scheduling Business Strategy • Finanza per “non” Financial Manager • Marketing Intelligence e KPI • Business Intelligence e KPI avanzati - Transfer Pricing • Laboratori di Design Thinking • Social selling • Nuovi tools per il marketing agile • Digital Marketing Integrato • After Sales Management • Controlling strategico per il processo decisionale • Il budget e il piano industriale La voce oltre l’ostacolo: parlare abilmente in pubblico • Capacità negoziali e successo nel business • Gestire i collaboratori • I-coach • Time e Meeting Management • Training avanzato di negoziazione • Laboratorio di leadership • Change Agility • Tecniche di creatività • Mindfulness • Power to believe. STRATEGIC and BUSINESS MANAGEMENT LEADERSHIP La proposta corsi di Fondazione Aldini Valeriani nelle tre direttrici del Triangolo delle Competenze definite dal PMI. Per approfondimenti contattare Claudia Menchetti, tel.051.4151933, formazioneaziendale@fav.it CCPM CRITICAL CHAIN PROJECT MANAGEMENT / 4 dicembre 2019, 09.00 – 18.00 Utilizzare le logiche CCPM per ottenere un drastico incremento della puntualità di conclusione dei progetti, riducendone contemporaneamente la durata e liberando risorse per consentire un incremento del numero dei progetti gestiti. CONTENUTI L’impatto della variabilità e dell’incertezza nella gestione dei progetti; le regole che governano la gestione dei progetti: Legge di Parkinson, sindrome dello studente, conflitto di risorse, effetti delle integrazioni nel reticolo, bad multitasking; la soluzione Critical Chain Project Management per i contesti single-project e multi-project; proteggere il progetto dall’impatto di variabilità e incertezza. BUSINESS ANALYSIS / 22 e 29 ottobre 2019, 09.00 – 17.00 Tradurre i bisogni dell’azienda, dalla nascita di un problema o di un’opportunità, in una soluzione adeguata e di successo. Tecniche e metodologie emerse dalle linee guida trasmesse da PMI e IIBA® . CONTENUTI I concetti fondamentali della Business Analysis; il ciclo di trasformazione dai bisogni alle soluzioni aziendali; i diversi approcci: predittivo, iterativo, agile; definizione del perimetro della soluzione e delle capabilities necessarie; valutazione delle alternative e scelta della soluzione più adeguata; raffinamento e gestione dei requisiti in corso di implementazione; validazione della soluzione. LA SINERGIA FRA EARNED VALUE METHOD E RISK MANAGEMENT / 27 febbraio 2019, 09.00 – 17.00 L’analisi di due discipline che presentano aree di sovrapposizione e sinergia, con l’obiettivo di evidenziare come un’applicazione combinata renda possibile maggior controllo di progetto. CONTENUTI Richiami dei principali concetti dell’EVM e Risk Management: differenze, aree di sovrapposizione e sinergie; applicazioni pratiche; dalla WBS allo sviluppo del budget/programmazione delle attività, e loro revisione rischi- correlata; l’integrazione WBS/OBS, creazione di unità di controllo e determinazione delle baseline iniziale; leve di gestione dei rischi, tempi e costi. PROJECT SCHEDULING / 14 marzo 2019, 09.00 – 17.00 Focus sulla programmazione delle attività di progetto: accortezze e buone pratiche che aiutano a programmare in modo eccellente, per gestire poi, con più facilità, le attività di progetto, evitando gli errori più comuni. CONTENUTI Il programma delle attività e il modello di programmazione; le tre dimensioni del tempo di progetto; la coerenza delle unità di misura, la documentazione e le approvazioni di programma di attività; il LOE, la nomenclatura, la sintassi; tipi di relazione e vincoli fra attività, anticipi e ritardi, attività intermittenti, gestione del float/slack, i vincoli di data. Breve descrizione delle proposte in area Technical Project Management 144 145
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    TRAINER I fondamenti dellafinanza d’impresa come supporto determinante per le decisioni aziendali. Comprendere la struttura patrimoniale e l’identità finanziaria dell’impresa, la solidità finanziaria e margini di redditività sono oggi fattori indispensabili per una gestione strategica. Tutte le decisioni, infatti, indipendentemente dall’area funzionale nella quale vengono prese, hanno effetti economici, finanziari e patrimoniali. Oggi ai manager viene richiesta una chiara comprensione di queste dimensioni e la capacità di prevedere gli effetti delle proprie attività. I partecipanti, non financial manager, acquisiranno schemi semplificati per comprendere l’utilizzo delle leve finanziarie e la capacità di produrre o meno capitale a partire dall’attività svolta. CONTENUTI La struttura finanziaria dell’impresa: gli elementi costitutivi per orientarsi nel tema. La responsabilità di decidere: le ricadute operative su conto economico e stato patrimoniale. Dalla liquidità alla gestione finanziaria. Fonti e impieghi di capitale. Lo Stato Patrimoniale come strumento di informazioni finanziarie e patrimoniali. Il conto economico come sintesi della redditività aziendale. Come leggere lo stato patrimoniale in ottica finanziaria. Come leggere un conto economico scalare: le varie aree di redditività operativa, accessoria, finanziaria, straordinaria e tributaria. Il Cash Flow Operativo ed il Free Cash Flow. Valutazioni sullo stato di rischio o di successo di un’azienda. L’ottica della Liquidità. Le riclassificazioni del conto economico: a valore aggiunto, a costo del venduto e a margine di contribuzione. Punti di forza e punti di debolezza dell’azienda. Indici aziendali e/o indicatori come sintesi dell’attività imprenditoriale. I principali indici per l’analisi della redditività, della solidità patrimoniale e di liquidità: dalle valutazioni finanziarie alla solidità patrimoniale prospettica. L’importanza del capitale circolare netto nelle valutazioni di breve periodo. La posizione finanziaria netta ed i suoi rapporti con EBIT ed EBITDA. Luigi Salvatore Dottore commercialista e revisore contabile. Consulente di direzione nelle aree amministrazione finanza e controllo, valutatore di sistemi qualità aziendali. Date 4, 10 aprile 2019 09.00 - 17.00 8, 15 novembre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva 14 ore TRAINER Date 12, 19 febbraio 2019 09.00 - 17.00 8, 15 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 560,00 + iva BILANCIO PER “NON” SPECIALISTI Tutto si traduce in numeri: strategie aziendali, decisioni e attività. Comprendere le logiche e i principi del bilancio d’esercizio con un solo obiettivo: acquisire una maggiore sensibilità nel valutare gli impatti delle proprie decisioni sui risultati economici, patrimoniali e finanziari dell’azienda. Utilizziamo linguaggi e strumenti semplificati per rilevare gli indicatori aziendali e inquadrarli in una logica di sistema al fine di determinare lo stato di salute di un’impresa e la sua capacità di generare reddito. CONTENUTI Comprendere il bilancio d’esercizio Il bilancio fonti e impieghi a 4 sezioni. Comprendere la logica del bilancio d’esercizio. Definizione ed illustrazione delle più comuni voci di bilancio. Lo stato patrimoniale come strumento di informazioni finanziarie e patrimoniali. Il conto economico come sintesi della redditività aziendale. Come leggere il bilancio CEE e i dati pubblici di bilancio Il bilancio riclassificato in forma CEE per le società di capitali: SP, CE e nota integrativa – la struttura del bilancio civilistico. Come leggere lo stato patrimoniale in un’ottica finanziaria. Come leggere un conto economico scalare: le varie aree di redditività – operativa, accessoria, finanziaria e tributaria. Interpretare l’informativa di bilancio Strumenti di base per individuare lo stato di salute patrimoniale e di redditività di un’azienda. Valutare punti di forza e di debolezza dell’azienda. I principali indicatori aziendali (MOL, EBIT, EBITDA, ROE, ROI): introduzione e significato. Esercitazione pratica: come leggere un bilancio e valutare i principali punti critici. Fabio Petroncini Dottore commercialista e revisore dei conti. Consulente e formatore senior in area fiscale, contabile e in materia di pianificazione e controllo di gestione e gestione finanziaria d’impresa. 14 ore FINANZA PER “NON” FINANCIAL MANAGER 148 149
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    TRAINER La fase diselezione di una rosa finale di candidati per responsabili di funzione non HR è una fase molto delicata, spesso gestita senza conoscenze e strumenti specifici su cui fondare le scelte giuste per l’inserimento di personale nella propria struttura. Il corso ha l’obiettivo di trasferire alcune pillole chiave relative alle buone pratiche del processo di selezione del personale e fornire gli strumenti di riflessione per prendere decisioni efficaci in merito alla gestione del processo e alla scelta del candidato/a giusto per il proprio contesto aziendale. CONTENUTI Pillole sui trend e best practice in ambito ricerca e selezione del personale: Social Media Recruitment Curriculum 4.0. La persona giusta al posto giusto: profilazione del candidato ideale e valutazione del contesto aziendale. Chi coinvolgere e perché: insourcing / outsourcing, chi partecipa alla selezione in azienda. Il colloquio di selezione perfetto: il non verbale, come formulare le domande, sospendere il giudizio ed osservare, valutare e classificare. Decisione e onboarding: check-list e i primi 7 giorni. Marcella Gubitosa Co-fondatrice e CEO di Stars&Cows Innovative Start- up Innovativa incentrata sul trasferimento del sapere d’impresa. Imprenditrice con Esperienza da Senior HR Executive nei settori del packaging e automotive. Appassionata ed esperta Date 12 giugno 2019 09.00 - 18.00 Quota di iscrizione € 300,00 + iva 7 ore TRAINER Date 16 luglio 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 280,00 + iva CAPIRE IL MERCATO PER“NON”MARKETING MANAGER Marketing vuol dire capire il mercato. Si tratta in sostanza del processo più “trasversale” all’interno delle organizzazioni e tutti i responsabili dei vari reparti dovrebbero conoscerne gli strumenti principali. Essere “market sensing” significa possedere la capacità per identificare il cliente, comprenderne le esigenze, conoscere prodotti e servizi della concorrenza, valutare le esigenze del mercato e la proattività verso l’innovazione funzionale. Significa arrivare a verificare se i processi produttivi sono in linea con le aspettative del cliente, se le promesse fatte a quest’ultimo in termini di specifiche tecniche vengono effettivamente mantenute e se il customer care (servizi, ricambistica, assistenza tecnica) sta garantendo il giusto supporto post vendita. CONTENUTI La definizione e il significato di marketing. L’orientamento al cliente in ambito BtoC e BtoB. Il marketing strategico vs il marketing operativo. La differenziazione e il valore per il cliente. L’importanza dell’analisi della concorrenza. Il comportamento d’acquisto del cliente. Case history. 8 ore di: Talent scouting and development - Talent Programs - Change Management - Organizational Development - Recruiting and Assessment - Team & Leadership Development - Personal Development and Branding. Daniele Rimini Formatore Fondazione Aldini Valeriani, consulente dal 1998, esperto nelle attività di pianificazione e sviluppo marketing e commerciale in aziende private in diversi settori business to business e consumer. Ha conseguito il titolo MBA presso Profingest, è autore di diverse pubblicazioni su questi temi e svolge attività formativa come professore a contratto all’Università di Bologna. LA SELEZIONE DEL PERSONALE PER “NON” SPECIALISTI 150 151
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    TRAINER La formazione èun potente strumento di crescita di conoscenze, di sviluppo delle capacità e quindi di miglioramento della performance individuale. L’investimento in formazione è un asset importante per l’azienda. Il beneficio non sempre risulta evidente a breve termine, per cui è importante collegare strettamente l’attività formativa alle reali necessità dell’individuo o di un team all’interno di un contesto aziendale. Una buona analisi permette di progettare e realizzare interventi formativi efficaci. Verranno forniti strumenti e metodi per individuare, analizzare e sintetizzare i bisogni individuali in un piano formativo globale per l’azienda, con particolare attenzione alla fase di coinvolgimento dei vari attori aziendali. CONTENUTI Raccolta e analisi dei bisogni formativi Le competenze: un linguaggio comune per esprimere i bisogni formativi. L’analisi dei bisogni individuali legati al ruolo e alla persona. La valutazione della prestazione e i bisogni di formazione. Gli strumenti organizzativi per la rilevazione dei bisogni formativi: osservazione, interviste, questionari. Il ruolo dell’HR Specialist: come aumentare la propria credibilità e autorevolezza. Il coinvolgimento attivo dei responsabili di area/funzione. Il piano formativo Sintesi dei bisogni formativi. Strategie per la formazione: make or buy. Quantificare le necessità: cosa, quanto, quando e a chi. Altri input progettuali: tempi, setting, organizzazione. Casi pratici. Federico Bencivelli Consulente e formatore senior di Fondazione Aldini Valeriani ha sviluppato metodologie e strumenti finalizzati alla valorizzazione dei comportamenti organizzativi di imprenditori, dirigenti e responsabili di funzione. Realizza interventi di assessment delle competenze manageriali e coaching individuale. E’ ACC- Associated Certified Coach – ICF (International Coaching Federation). Date 2 aprile 2019 09.00 - 17.00 10 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 280,00 + iva 21 ore TRAINER Date 10, 17 e 24 ottobre 2019 09.00 - 17.00 Quota di iscrizione € 700,00 + iva WTrain® Progettare e realizzare attività di training per i colleghi o per i partner (clienti, fornitori, consociate) è un’esperienza che chiama in gioco competenze di tipo tecnico-specialistico ma anche, molto più fortemente, competenze relazionali e di facilitazione dell’apprendimento negli adulti. Si tratta di competenze non scontate, che è possibile individuare e potenziare attraverso metodi di programmazione didattica, tecniche e metodologie, cura dei materiali, buona gestione del tempo e dei tempi, e qualche trucco del mestiere. WTrain® è un percorso creato per sperimentare e migliorare le capacità di gestione di gruppi in apprendimento, trasferendo in modo efficace contenuti e comportamenti. E’ dedicato a chiunque nell’organizzazione abbia occasione e necessità di guidare sessioni di apprendimento (per nuovi entrati, per collaboratori) o di presentazione (a partner istituzionali, a clienti), curando il buon uso del tempo e di tutte le risorse utili a sostenere il buon risultato delle iniziative formative. WTrain® consente di incentivare lo sviluppo organizzativo attraverso la trasmissione formalizzata di competenze; creare o aggiornare il team dei formatori interni; migliorare il ritorno degli investimenti in formazione, anche nel caso della formazione obbligatoria. Tutto il percorso sarà giocato sull’alternanza dei ruoli tra partecipanti e conduttori, e sullo sviluppo delle competenze di animazione e osservazione, per potenziare le capacità di progettazione, realizzazione e valutazione delle attività in azienda affidate a formatori interni. La partecipazione al percorso è tanto più utile quanto più il partecipante abbia avuto già qualche esperienza, anche limitata, di gestione di corsi. Al termine dell’attività in aula, il partecipante avrà a disposizione un metodo di lavoro per la programmazione delle attività formative (il survival kit), diversi questionari e griglie per l’auto valutazione e la valutazione dei corsi, molte idee ed esempi di applicazioni concrete per l’elaborazione di materiali didattici e esercitazioni pratiche. CONTENUTI Che cosa è la formazione: le dimensioni di lavoro. Gli obiettivi della formazione. Il contesto e i ruoli.Come imparano gli adulti. La preparazione e i luoghi per la formazione (aule, laboratori, officine, sale riunioni e molto altro). Gli strumenti per l’aula (lavagne, proiettori e non solo). Le tecniche di gestione: differenti modalità per una comunicazione efficace. La costruzione della scaletta (il survival kit per il formatore). Tipologie di partecipanti, casi tipici e casi difficili. Gestire e usare le domande. Il ruolo del formatore. La valutazione della formazione: apprendimento e gradimento. Azioni preventive e correttive per l’efficacia degli interventi. 7 ore LA VALUTAZIONE DEI BISOGNI FORMATIVI La formazione che ottiene risultati Elisabetta Zanarini Responsabile Area Consulenza di Fondazione Aldini Valeriani. E’ PCC – Professional Certified Coach – ICF (International Coach Federation). Progetta e realizza attività di Coaching e Team Coaching, consulenza sui temi HR e sviluppo organizzativo. Federico Bencivelli Consulente e formatore senior di Fondazione Aldini Valeriani, assessment delle competenze manageriali e coaching individuale; è ACC – Associate Certified Coach - ICF (International Coach Federation). 152 153
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    ISCRIZIONE ONLINE - Puoiiscriverti online registrandoti o effettuando il login OFFLINE - Puoi inviarci la scheda di iscrizione che hai ricevuto o scaricarla dal sito PAGAMENTO La quota di iscrizione deve essere versata nell’intervallo di tempo tra la conferma del corso e il giorno d’inizio dello stesso*. *Al momento dell’andata in stampa della presente pubblicazione, non sono ancora noti i regolamenti e le applicazioni del sistema della fatturazione elettronica e, pertanto, la Fondazione Aldini Valeriani si riserva di poter modificare le modalità di pagamento in base alle nuove norme emesse. CONFERMA DEL CORSO Fondazione Aldini Valeriani 5 giorni lavorativi prima dell’inizio del corso invierà agli iscritti una email di conferma con tutte le informazioni relative alla partecipazione. Ci riserviamo la facoltà di annullare o rinviare la data d’inizio corso in caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti. L’eventuale variazione sarà tempestivamente comunicata. I NOSTRI PLUS Oltre al materiale didattico, nella quota di partecipazione sono inclusi due coffee break. Sconto del 20% alle aziende associate MODALITÀ DI ISCRIZIONE 154 155 CLAUSOLE CONTRATTUALI AZIENDA 1. Conclusione contratto. L’Azienda con la compilazione della presente scheda si impegna a partecipare al corso e il contratto si intende perfezionato. 2.Recesso.L’eventualerecessodovràesserecomunicatoperiscrittoentroi6giornilavorativiprecedenti l’inizio del corso. In caso di recesso pervenuto dopo tale termine, sarà dovuto il pagamento integrale della quota, essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso; 3. Mancata partecipazione e ritiro del partecipante. Nel caso di mancata presenza del partecipante ad inizio corso o di ritiro durante lo stesso non sarà dovuto alcun rimborso della quota versata, essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso; 4. Diritti e obblighi di FAV. Fondazione Aldini Valeriani si riserva la facoltà di rinviare la data d’inizio o di annullare il corso stesso in caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti. In questo caso la variazione sarà tempestivamente comunicata e si provvederà al rimborso delle quote eventualmente già versate. Ai sensi dell’art. 1341 C.C. PRIVATO 1. Conclusione contratto. Il Partecipante con la compilazione della presente scheda si impegna a partecipare al corso e il contratto si intende perfezionato. 2. Recesso. Il Partecipante potrà esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dalla compilazione della scheda, fatto salvo quanto di seguito stabilito per necessità organizzative di FAV 3. In ogni caso il recesso pervenuto oltre i 6 giorni lavorativi precedenti l’inizio del corso non sarà esercitabile e quindi sarà dovuto il pagamento dell’intera quota, essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso; 4. Mancata partecipazione e ritiro del partecipante. Nel caso di mancata presenza del partecipante ad inizio corso o di ritiro durante lo stesso non sarà dovuto alcun rimborso della quota versata, essendo la stessa predeterminata a fronte dei costi di organizzazione e svolgimento del corso; 5. Diritti e obblighi di FAV. Fondazione Aldini Valeriani si riserva la facoltà di rinviare la data d’inizio o di annullare il corso stesso in caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti. In questo caso la variazione sarà tempestivamente comunicata e si provvederà al rimborso delle quote eventualmente già versate.
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    156 157 STAFF BOLOGNA Fondazione AldiniValeriani via Bassanelli 9/11 Tel. 051.4151911 formazioneaziendale@fav.it IMOLA c/o Confindustria Emilia Area Centro Delegazione Imolese P.le Pertini 8 Tel. 0542.644044 claudio.zucchi@fav.it SEDI CERTIFICAZIONE ISO 9001:2008 FONDAZIONE ALDINI VALERIANI è certificata ISO 9001:2015 per la “Progettazione ed erogazione di attività formative e di orientamento, servizi di coaching e servizi di tirocinio alle persone e alle imprese” (settore EA 37, 35). Certificato Kiwa-Cermet n° 10748-A del 10/05/2017. ACCREDITAMENTO REGIONE EMILIA ROMAGNA Fondazione Aldini Valeriani ha ottenuto l’accreditamento dalla Regione Emilia Romagna con Delibera n° 778 del 26 aprile 2004 per gli ambiti Formazione superiore, Formazione continua e permanente, Apprendistato, Formazione a distanza e Obbligo formativo. Dal 2015 è in possesso di accreditamento per l’ambito Utenze speciali. ACCREDITAMENTO FONDIMPRESA Fondazione Aldini Valeriani è tra i soggetti qualificati per realizzare attività formative con Fondimpresa avendo ottenuto il relativo accreditamento per tutti gli ambiti di lavoro previsti. CERTIFICAZIONI CERTIFICAZIONE CETOP Grazie alla disponibilità di laboratori all’avanguardia e di personale docente specializzato, Fondazione Aldini Valeriani è centro di esame per il rilascio, in collaborazione con Assofluid, della Certificazione CETOP relativa al Livello 1 di Oleoidraulica Industriale e Mobile e al livello 3 di Pneumatica. CERTIFICAZIONE CND - CONTROLLI NON DISTRUTTIVI Fondazione Aldini Valeriani, in collaborazione con Bureau Veritas Italia, è centro di esame per l’ottenimento della certificazione di 1° e 2° livello, sui Controlli Non Distruttivi superficiali e volumetrici, in ottemperanza alla norma UNI EN ISO 9712. I metodi sono: VT Metodo Visivo; MT Metodo Magnetoscopico; PT Metodo Liquidi Penetranti; UT Metodo Ultrasuoni. R.E.P. del PROJECT MANAGEMENT INSTITUTE Fondazione Aldini Valeriani è Registered Education Provider (REP) del Project Management Institute (PMI). Il marchio REP rappresenta l’abilitazione formativa più riconosciuta nel campo del Project Management, e certifica l’aderenza dei contenuti agli standard internazionali di Project Management. PATENTE DI SALDATURA Grazie alla disponibilità di laboratori attrezzati e di ispettori specializzati, Fondazione Aldini Valeriani rilascia ai partecipanti ai corsi il patentino di saldatura, qualifica valida in tutta la UE che certifica l’abilità nello svolgere l’attività di saldatura nel rispetto degli standard qualitativi raccomandati dalla norma UNI EN ISO 9606 in completa sicurezza. Fondazione Aldini Valeriani è’ tra i soci fondatori della Fondazione ITS MAKER - Istituto Tecnico Superiore Meccanica Meccatronica, Motoristica Packaging, alta scuola di tecnologia che rappresenta il polo tecnologico di area meccanica e meccatronica della Regione Emilia Romagna. ANNA MASOTTI Product Manager e Product Specialist Area Risorse Umane anna.masotti@fav.it Tel. 051.4151944 CLAUDIA MENCHETTI Product Specialist Aree: Amministrazione Finanza e Controllo, Commerciale e Marketing, Soft e Cross Skills claudia.menchetti@fav.it Tel. 051.4151933 ERIKA BERGONZONI Product Specialist Aree: Progettazione Sviluppo Prodotto, Produzione Acquisti e LabTECH. erika.bergonzoni@fav.it Tel. 051.4151948 ISABELLA BELGIOVINE Training Coordinator isabella.belgiovine@fav.it Tel. 051.4151967
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    UN PO’ DIVOI 158 159
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    Crediti: Art Director FabianoFontana Stampato da Litografia Zucchini