1109/03/201509/03/2015 IICIIC11 A.SA.S. 2014/20152014/2015
“ECOLANDIA”
Istituto Tecnico Industriale StataleIstituto Tecnico Industriale Statale
Leonardo da Vinci - NapoliLeonardo da Vinci - Napoli
““Festa delle Pari Opportunità”Festa delle Pari Opportunità”
22
20152015
Anno Internazionale della luceAnno Internazionale della luce
ITALIANOITALIANO
33
20152015
Anno Internazionale della luceAnno Internazionale della luce•
L'assemblea generale delleL'assemblea generale delle
nazioni unite ha proclamato ilnazioni unite ha proclamato il
2015 anno internazionale2015 anno internazionale
della luce.della luce.
•
Lo scopo è sensibilizzareLo scopo è sensibilizzare
sull'essenzialità della lucesull'essenzialità della luce
come fonte di energia, nellocome fonte di energia, nello
sviluppo dell'istruzione, nellesviluppo dell'istruzione, nelle
telecomunicazioni, nellatelecomunicazioni, nella
salute e nell'agricoltura e disalute e nell'agricoltura e di
conseguenza promuovere laconseguenza promuovere la
ricerca in materia di nuovericerca in materia di nuove
tecnologie.tecnologie.
44
2015: Anno Internazionale Della Luce2015: Anno Internazionale Della Luce
•
L'anno internazionale dellaL'anno internazionale della
luce rappresenta per l'Onu unluce rappresenta per l'Onu un
contributo al raggiungimentocontributo al raggiungimento
degli obiettivi dell'Unescodegli obiettivi dell'Unesco
riguardanti il rafforzamentoriguardanti il rafforzamento
delle nuove tecnologie adelle nuove tecnologie a
supporto dello svilupposupporto dello sviluppo
sostenibile e dell'eliminazionesostenibile e dell'eliminazione
della povertà.della povertà.
•
Come l'acqua o il cibo, ancheCome l'acqua o il cibo, anche
la luce è un bene di primala luce è un bene di prima
necessità.necessità.
55
2015: Anno Internazionale Della Luce2015: Anno Internazionale Della Luce
•
Gli obiettivi da raggiungere conGli obiettivi da raggiungere con
l'iniziativa dell‘Internationall'iniziativa dell‘International YearYear
ofof LightLight 2015 sono:2015 sono:

promuovere le tecnologie dellapromuovere le tecnologie della
luce per un miglioramento dellaluce per un miglioramento della
qualità della vita, sia nei paesiqualità della vita, sia nei paesi
sviluppati che quelli in via disviluppati che quelli in via di
svilupposviluppo

ridurre l'inquinamento luminoso eridurre l'inquinamento luminoso e
lo spreco di energialo spreco di energia

promuovere lo sviluppopromuovere lo sviluppo
sostenibile.sostenibile.
ECOLANDIA
STORIA
ECOLANDIA
• La salvaguardia dell’ambiente è una responsabilità
individuale e collettiva a cui non possiamo sottrarci.
• Per questo, adesso, è più che mai necessario impegnarsi
realmente per proteggere il nostro pianeta
Progettazione
Il progetto Ecolandia è stato promosso dal
comune di Napoli con lo scopo di
realizzare l'educazione ambientale.
Il miglioramento della qualità ambientale
richiede, oltre ad interventi strutturali e
ad una migliore gestione del territorio,
anche che noi cittadini siamo
consapevoli del complesso rapporto
uomo-ambiente e di come questo
rapporto sia oggi diventato
problematico, incrinando
quell’equilibrio che ha garantito fino ad
ora la sopravvivenza della specie
umana.
CAMBIARE
Cambiare comportamenti e dare consapevolezza dei
problemi del mondo attuale, fornire le competenze
per comprendere la complessità delle relazioni
uomo-ambiente non è cosa facile.
Ecco perché le iniziative di educazione ambientale
possono essere efficaci solo se non sono effimere e
superficiali.
Con Ecolandia si è realizzata un’interessante sinergia
tra Amministrazione Comunale, Azienda Sanitaria
Locale, associazioni ambientaliste e terzomondiste
e mondo della Scuola, realizzando buoni frutti.
Nel Progetto sono stati coinvolti
quasi 4.000 ragazzi, per un intero
anno scolastico, hanno studiato
l’ambiente partendo dalla realtà in
cui vivono , indagando le sue
risorse e i suoi problemi,
analizzando le cause e le
conseguenze del degrado
ambientale, imparando a
formulare ipotesi d’intervento che
tengano conto della complessità
dei problemi ambientali,
impegnandosi inoltre nella difesa
attiva dell’ambiente e nella
promozione della qualità della
vita.
CONSEGUENZE
Ciclo della materia e dei rifiuti
CHIMICA
ITIS “Leonardo da Vinci” - Napoli
Area di progetto
2 C1
I Rifiuti e il Ciclo della
Materia
“In natura nulla si crea e nulla si distrugge”
Mendeleev
Fotosintesi Clorofilliana
ORGANICAZIONE
Sostanze inorganiche Sostanze organiche
MINERALIZZAZIONE
Decomposizione
Inquinamento
Rifiuti Organici e Inorganici
Rifiuti che sporcano ma non
inquinano
Rifiuti che inquinano ma non
sporcano
Raccolta Differenziata
I CAPOLUOGHI –  Per  13 
capoluoghi  (Pordenone,  Novara, 
Carbonia,  Verbania, Salerno, 
Avellino,  Nuoro,  Belluno,  Oristano, 
Asti, Rovigo  e  Trento)  è  stato  già 
superato  l’obiettivo  del  60% 
di differenziata  (da  raggiungere,  per 
legge,  entro  il  31  dicembre 2011). 
Sono,  invece,  34  quelli  oltre  il  50%. 
Ma  c’è  anche  chi non  raggiunge  la 
soglia del 10% di differenziata come, 
per esempio, Enna all’1,2%, Siracusa 
al  3,  Messina  al  5,3,  Isernia all’8, 
Agrigento  all’8,4,  Taranto  all’8,7, 
Foggia  al  9, Catanzaro  al  9,4  e  Vibo 
Valentia al 9,8.
IL CASO NAPOLI - A  Napoli  la  raccolta  differenziata non  arriva  al  18%, 
mentre gli altri comuni capoluogo superano la media nazionale (al 31,7%). «In 
Campania», scrive l’Istat, «permane la bassa quota di raccolta differenziata: a 
Napoli  al  17,7%, mentre  gli  altri  comuni  capoluogo  superano  la  media 
nazionale del  31,7%.  Salerno  arriva  al  71%,  Avellino  al  67,3%,  Caserta 
al 46,9%, e Benevento al 33,9%».
COSA POSSIAMO FARE NOI?
GO GREEN
INGLESE
Recycling Waste
Recycling is the process of
reusing. It is important to recycle
waste for our generations to
come. Recycling waste paper
can save our forests; recycling
waste not only save our natural
resources but also help save
energy.
By recycling plastic material we
can reduce air and water
pollution; recycling waste is
important, for the environment
and humans , only by recycling
we can help our planet to be a
better place to live in.
Recycling Waste
L’IMPRONTA ECOLOGICA
MATEMATICA
Lo sviluppo sostenibile
La sostenibilità si ha quando, in un
dato tempo, si consuma un
quantitativo di risorse
rinnovabili (vegetali, animali
ecc.) pari o minore di quello che
la natura è capace di riprodurre
nello stesso tempo e si immette
nell’ambiente un quantitativo di
rifiuti (solidi, liquidi e gassosi)
pari o minore di quello che la
natura è capace di depurare.
L'impronta ecologica
L'impronta ecologica misura l'area biologicamente produttiva di
mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da
una popolazione umana e ad assorbire i rifiuti prodotti
LA SOSTENIBILITA' DEL NOSTRO PIANETA
Da molti studi risulta che ogni abitante della Terra in media
consuma risorse e produce rifiuti pari alla capacità
produttiva e depurativa di 2,3 ettari.
Ogni abitante della Terra dispone solo di 1,8 ettari, quindi
abbiamo già superato il limite di sostenibilità del nostro
pianeta: infatti le risorse vanno assottigliandosi, mentre i
rifiuti, non depurati, si accumulano nell’aria, nell’acqua e nel
suolo.
Chi sta devastando il nostro pianeta
Una parte dell’umanità,
quella dei paesi ricchi, si
sta appropriando anche
della quota di Terra che
spetta agli abitanti dei
paesi poveri, sta
consumando le loro
risorse, sta inquinando il
loro ambiente.
La situazione mondiale è come quella di
un villaggio di 100 persone dove:
♦ 25 persone sono prive di acqua
potabile
♦ 21 non sanno né leggere né
scrivere
♦ 14 soffrono cronicamente la fame
♦ 2 persone trascorrono oltre 4 ore
al giorno
per cercare la legna indispensabile
per cucinare
♦ 9 possiedono un automobile
♦ 1 è laureato
L’impronta ecologica nei paesi dell’Europa Occidentale
nel 1999
L'impronta ecologica delle Regioni italiane
Abbiamo calcolato la nostra impronta
ecologica
Come vai a scuola?
Automobile X
Mezzi pubblici
A piedi
Bicicletta
COSì INQUINI
Impronta ecologica=
370 quindi consumi
tra i 6 e i 7,7
ettari.
Come vai a scuola?
Automobile
Mezzi pubblici
A piedi
Bicicletta X
COSì NON INQUINI
Impronta ecologica=
-170 quindi consumi tra i 4 ed i
6 ettari.
Cosa possiamo fare per ridurre l'inquinamento?
Fai scrupolosamente e correttamente la
raccolta differenziata;
Non comprare,o compra il meno possibile,prodotti
usa e getta(tetra-pack);
Bevi acqua del rubinetto:è più controllata,è più
economica e arriva senza fatica fino a casa tua;

Utilizza pile (batterie) ricaricabili;

Spegni sempre la luce quando esci da una stanza,
il televisore o il computer se non lo usi;

Sollecita il Comune, Provincia e Regione perchè
incentivino la riduzione, il riuso e il riciclaggio;

Usa di meno l'auto o la moto: ricordati che sono i
principali responsabili dell' inquinamento
atmosferico e acustico;

Preferisci i contenitori col vuoto a rendere e i
prodotti sfusi.
RICORDATI SEMPRE CHE LE RISORSE
DELLA NATURA SONO LIMITATE E CHE
NON SONO LE MERCI CHE CI RENDONO
FELICI, MA GLI AMICI, IL TEMPO
LIBERO, FARE UNA PASSEGGIATA ,
TUTTE COSE CHE NON COSTANO E CHE
NON PRODUCONO RIFIUTI NÉ
INQUINAMENTO.
4040
TECNICHE DI RIDUZIONETECNICHE DI RIDUZIONE
DEI RIFIUTIDEI RIFIUTI
FISICAFISICA
4141
Processi di riduzione deiProcessi di riduzione dei
rifiutirifiuti
 E’ possibile ridurre il volume dei rifiutiE’ possibile ridurre il volume dei rifiuti
tramite dei processi specificitramite dei processi specifici
che consentono la riduzione del loroche consentono la riduzione del loro
volume da un terzo e fino ad un settimovolume da un terzo e fino ad un settimo
del volume iniziale.del volume iniziale.
 I principali processi utilizzati attualmenteI principali processi utilizzati attualmente
sono: la pressatura semplicesono: la pressatura semplice
(compattazione) e la termoessiccazione.(compattazione) e la termoessiccazione.
42
Compattazione
La compattazione dei rifiuti è una delle operazioni di
pretrattamento a cui sono sottoposti i rifiuti prima di
essere avviati al trattamento.
Il materiale inizialmente in forma sciolta, viene ridotto in
balle a forma di parallelepipedo attraverso presse che
applicano pressioni di esercizio. La pressatura comporta la
produzione di scarichi liquidi.
43
Termoessiccazione
La termoessiccazione è uno
dei trattamenti termo-
chimici dei rifiuti che
consiste in un processo di
compattazione e simultaneo
riscaldamento che converte
i rifiuti in manufatti di forma
prismatica.
La compattazione è
realizzata mediante presse a
pistone, dette appunto
termopresse, dotate di un
sistema di riscaldamento.
4444
Grandezze fisiche utilizzate neiGrandezze fisiche utilizzate nei
processiprocessi
 Temperatura : grandezza fondamentale eTemperatura : grandezza fondamentale e
scalarescalare
 Volume: grandezza derivata e scalareVolume: grandezza derivata e scalare
 Forza:grandezza derivata e vettorialeForza:grandezza derivata e vettoriale
 Pressione:grandezza derivata e scalarePressione:grandezza derivata e scalare
 Densità:grandezza derivata e scalareDensità:grandezza derivata e scalare
 Area:grandezza derivata e scalareArea:grandezza derivata e scalare
TERRA DEI FUOCHI
BIOLOGIA
La terra dei fuochi
La Terra dei fuochi è quel
territorio, compreso tra la provincia
di Napoli e la provincia di Caserta,
interessato da continui roghi
tossici appiccati alle discariche
abusive che proliferano in tutto il
territorio. I rifiuti, urbani e
speciali, bruciati nell'area del
casertano e nella zona
settentrionale della provincia di
Napoli sono la principale fonte di
inquinamento della zona, una delle
aree più compromesse d'Italia
sotto il profilo ambientale.
Vari comitati di cittadini, formatisi nel corso del tempo, da anni
denunciano i roghi tossici che continuamente vengono appiccati
da diversi anni: dai pneumatici usurati all'olio esausto, dall’eternit
al piombo fino all'abbigliamento e alla mobilia, ma anche veleni
industriali di ogni sorta, che dopo l'incenerimento avvelenano il
territorio e diventano parte del passato. Come risulta da numerosi
studi epidemiologici ufficiali e autonomi, l'area del napoletano-
casertano è impregnata di diossina ed altre sostanze velenose, la
cui presenza massiccia è censita fin dalla fine degli anni '90.
CORRETTO STILE DI VITA
SCIENZE MOTORIE
Educazione Fisica
La piramide alimentare è un grafico
concepito per invitare a seguire i
consigli dietetici. Gli alimenti
situati al vertice della piramide
sono quelli che dovrebbero essere
consumati in piccole quantità e gli
alimenti posti nella parte bassa
sono quelli che bisogna consumare
con più frequenza e in quantità
maggiori.
IL NOSTRO PROGETTO
IL NOSTRO PROGETTO SI BASA SULL’ ECOLOGIA E SUI
VARI TIPI DI INQUINAMENTO PRESENTI SULLA
NOSTRA TERRA.
ABBIAMO VOLUTO COLLEGARE PER OGNI SINGOLA
MATERIA UN ARGOMENTO CHE FACEVA RIFERIMENTO
ALL’ ECOLOGIA AL FINE DI FAR ARRIVARE UN
MESSAGGIO SIA POSITIVO CHE NEGATIVO,
SENSIBILIZZANDO E ISPIRANDO TUTTI COLORO CHE
AVREBBERO ASSISTITO ALLA PRESENTAZIONE A
SEGUIRE UN CORRETTO STILE DI VITA ALLO SCOPO
DI RIDURRE L’ INQUINAMENTO CAUSATO DALL’ UOMO
E PER RENDERE IL NOSTRO TERRITORIO MIGLIORE
ALLE GENERAZIONI FUTURE.

Area progetto 2_c1

  • 1.
    1109/03/201509/03/2015 IICIIC11 A.SA.S.2014/20152014/2015 “ECOLANDIA” Istituto Tecnico Industriale StataleIstituto Tecnico Industriale Statale Leonardo da Vinci - NapoliLeonardo da Vinci - Napoli ““Festa delle Pari Opportunità”Festa delle Pari Opportunità”
  • 2.
    22 20152015 Anno Internazionale dellaluceAnno Internazionale della luce ITALIANOITALIANO
  • 3.
    33 20152015 Anno Internazionale dellaluceAnno Internazionale della luce• L'assemblea generale delleL'assemblea generale delle nazioni unite ha proclamato ilnazioni unite ha proclamato il 2015 anno internazionale2015 anno internazionale della luce.della luce. • Lo scopo è sensibilizzareLo scopo è sensibilizzare sull'essenzialità della lucesull'essenzialità della luce come fonte di energia, nellocome fonte di energia, nello sviluppo dell'istruzione, nellesviluppo dell'istruzione, nelle telecomunicazioni, nellatelecomunicazioni, nella salute e nell'agricoltura e disalute e nell'agricoltura e di conseguenza promuovere laconseguenza promuovere la ricerca in materia di nuovericerca in materia di nuove tecnologie.tecnologie.
  • 4.
    44 2015: Anno InternazionaleDella Luce2015: Anno Internazionale Della Luce • L'anno internazionale dellaL'anno internazionale della luce rappresenta per l'Onu unluce rappresenta per l'Onu un contributo al raggiungimentocontributo al raggiungimento degli obiettivi dell'Unescodegli obiettivi dell'Unesco riguardanti il rafforzamentoriguardanti il rafforzamento delle nuove tecnologie adelle nuove tecnologie a supporto dello svilupposupporto dello sviluppo sostenibile e dell'eliminazionesostenibile e dell'eliminazione della povertà.della povertà. • Come l'acqua o il cibo, ancheCome l'acqua o il cibo, anche la luce è un bene di primala luce è un bene di prima necessità.necessità.
  • 5.
    55 2015: Anno InternazionaleDella Luce2015: Anno Internazionale Della Luce • Gli obiettivi da raggiungere conGli obiettivi da raggiungere con l'iniziativa dell‘Internationall'iniziativa dell‘International YearYear ofof LightLight 2015 sono:2015 sono:  promuovere le tecnologie dellapromuovere le tecnologie della luce per un miglioramento dellaluce per un miglioramento della qualità della vita, sia nei paesiqualità della vita, sia nei paesi sviluppati che quelli in via disviluppati che quelli in via di svilupposviluppo  ridurre l'inquinamento luminoso eridurre l'inquinamento luminoso e lo spreco di energialo spreco di energia  promuovere lo sviluppopromuovere lo sviluppo sostenibile.sostenibile.
  • 6.
  • 7.
    ECOLANDIA • La salvaguardiadell’ambiente è una responsabilità individuale e collettiva a cui non possiamo sottrarci. • Per questo, adesso, è più che mai necessario impegnarsi realmente per proteggere il nostro pianeta
  • 8.
    Progettazione Il progetto Ecolandiaè stato promosso dal comune di Napoli con lo scopo di realizzare l'educazione ambientale. Il miglioramento della qualità ambientale richiede, oltre ad interventi strutturali e ad una migliore gestione del territorio, anche che noi cittadini siamo consapevoli del complesso rapporto uomo-ambiente e di come questo rapporto sia oggi diventato problematico, incrinando quell’equilibrio che ha garantito fino ad ora la sopravvivenza della specie umana.
  • 9.
    CAMBIARE Cambiare comportamenti edare consapevolezza dei problemi del mondo attuale, fornire le competenze per comprendere la complessità delle relazioni uomo-ambiente non è cosa facile. Ecco perché le iniziative di educazione ambientale possono essere efficaci solo se non sono effimere e superficiali. Con Ecolandia si è realizzata un’interessante sinergia tra Amministrazione Comunale, Azienda Sanitaria Locale, associazioni ambientaliste e terzomondiste e mondo della Scuola, realizzando buoni frutti.
  • 10.
    Nel Progetto sonostati coinvolti quasi 4.000 ragazzi, per un intero anno scolastico, hanno studiato l’ambiente partendo dalla realtà in cui vivono , indagando le sue risorse e i suoi problemi, analizzando le cause e le conseguenze del degrado ambientale, imparando a formulare ipotesi d’intervento che tengano conto della complessità dei problemi ambientali, impegnandosi inoltre nella difesa attiva dell’ambiente e nella promozione della qualità della vita. CONSEGUENZE
  • 11.
    Ciclo della materiae dei rifiuti CHIMICA
  • 12.
    ITIS “Leonardo daVinci” - Napoli Area di progetto 2 C1
  • 13.
    I Rifiuti eil Ciclo della Materia “In natura nulla si crea e nulla si distrugge”
  • 14.
  • 15.
  • 16.
  • 17.
  • 18.
  • 19.
  • 20.
    Rifiuti che sporcanoma non inquinano
  • 21.
    Rifiuti che inquinanoma non sporcano
  • 22.
  • 23.
    I CAPOLUOGHI –  Per 13  capoluoghi  (Pordenone,  Novara,  Carbonia,  Verbania, Salerno,  Avellino,  Nuoro,  Belluno,  Oristano,  Asti, Rovigo  e  Trento)  è  stato  già  superato  l’obiettivo  del  60%  di differenziata  (da  raggiungere,  per  legge,  entro  il  31  dicembre 2011).  Sono,  invece,  34  quelli  oltre  il  50%.  Ma  c’è  anche  chi non  raggiunge  la  soglia del 10% di differenziata come,  per esempio, Enna all’1,2%, Siracusa  al  3,  Messina  al  5,3,  Isernia all’8,  Agrigento  all’8,4,  Taranto  all’8,7,  Foggia  al  9, Catanzaro  al  9,4  e  Vibo  Valentia al 9,8.
  • 24.
    IL CASO NAPOLI - A Napoli  la  raccolta  differenziata non  arriva  al  18%,  mentre gli altri comuni capoluogo superano la media nazionale (al 31,7%). «In  Campania», scrive l’Istat, «permane la bassa quota di raccolta differenziata: a  Napoli  al  17,7%, mentre  gli  altri  comuni  capoluogo  superano  la  media  nazionale del  31,7%.  Salerno  arriva  al  71%,  Avellino  al  67,3%,  Caserta  al 46,9%, e Benevento al 33,9%».
  • 25.
  • 26.
  • 27.
    Recycling Waste Recycling isthe process of reusing. It is important to recycle waste for our generations to come. Recycling waste paper can save our forests; recycling waste not only save our natural resources but also help save energy.
  • 28.
    By recycling plasticmaterial we can reduce air and water pollution; recycling waste is important, for the environment and humans , only by recycling we can help our planet to be a better place to live in. Recycling Waste
  • 29.
  • 30.
    Lo sviluppo sostenibile Lasostenibilità si ha quando, in un dato tempo, si consuma un quantitativo di risorse rinnovabili (vegetali, animali ecc.) pari o minore di quello che la natura è capace di riprodurre nello stesso tempo e si immette nell’ambiente un quantitativo di rifiuti (solidi, liquidi e gassosi) pari o minore di quello che la natura è capace di depurare.
  • 31.
    L'impronta ecologica L'impronta ecologicamisura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e ad assorbire i rifiuti prodotti
  • 32.
    LA SOSTENIBILITA' DELNOSTRO PIANETA Da molti studi risulta che ogni abitante della Terra in media consuma risorse e produce rifiuti pari alla capacità produttiva e depurativa di 2,3 ettari. Ogni abitante della Terra dispone solo di 1,8 ettari, quindi abbiamo già superato il limite di sostenibilità del nostro pianeta: infatti le risorse vanno assottigliandosi, mentre i rifiuti, non depurati, si accumulano nell’aria, nell’acqua e nel suolo.
  • 33.
    Chi sta devastandoil nostro pianeta Una parte dell’umanità, quella dei paesi ricchi, si sta appropriando anche della quota di Terra che spetta agli abitanti dei paesi poveri, sta consumando le loro risorse, sta inquinando il loro ambiente. La situazione mondiale è come quella di un villaggio di 100 persone dove: ♦ 25 persone sono prive di acqua potabile ♦ 21 non sanno né leggere né scrivere ♦ 14 soffrono cronicamente la fame ♦ 2 persone trascorrono oltre 4 ore al giorno per cercare la legna indispensabile per cucinare ♦ 9 possiedono un automobile ♦ 1 è laureato
  • 34.
    L’impronta ecologica neipaesi dell’Europa Occidentale nel 1999
  • 35.
  • 36.
    Abbiamo calcolato lanostra impronta ecologica Come vai a scuola? Automobile X Mezzi pubblici A piedi Bicicletta COSì INQUINI Impronta ecologica= 370 quindi consumi tra i 6 e i 7,7 ettari. Come vai a scuola? Automobile Mezzi pubblici A piedi Bicicletta X COSì NON INQUINI Impronta ecologica= -170 quindi consumi tra i 4 ed i 6 ettari.
  • 37.
    Cosa possiamo fareper ridurre l'inquinamento? Fai scrupolosamente e correttamente la raccolta differenziata; Non comprare,o compra il meno possibile,prodotti usa e getta(tetra-pack); Bevi acqua del rubinetto:è più controllata,è più economica e arriva senza fatica fino a casa tua;
  • 38.
     Utilizza pile (batterie)ricaricabili;  Spegni sempre la luce quando esci da una stanza, il televisore o il computer se non lo usi;  Sollecita il Comune, Provincia e Regione perchè incentivino la riduzione, il riuso e il riciclaggio;  Usa di meno l'auto o la moto: ricordati che sono i principali responsabili dell' inquinamento atmosferico e acustico;  Preferisci i contenitori col vuoto a rendere e i prodotti sfusi.
  • 39.
    RICORDATI SEMPRE CHELE RISORSE DELLA NATURA SONO LIMITATE E CHE NON SONO LE MERCI CHE CI RENDONO FELICI, MA GLI AMICI, IL TEMPO LIBERO, FARE UNA PASSEGGIATA , TUTTE COSE CHE NON COSTANO E CHE NON PRODUCONO RIFIUTI NÉ INQUINAMENTO.
  • 40.
    4040 TECNICHE DI RIDUZIONETECNICHEDI RIDUZIONE DEI RIFIUTIDEI RIFIUTI FISICAFISICA
  • 41.
    4141 Processi di riduzionedeiProcessi di riduzione dei rifiutirifiuti  E’ possibile ridurre il volume dei rifiutiE’ possibile ridurre il volume dei rifiuti tramite dei processi specificitramite dei processi specifici che consentono la riduzione del loroche consentono la riduzione del loro volume da un terzo e fino ad un settimovolume da un terzo e fino ad un settimo del volume iniziale.del volume iniziale.  I principali processi utilizzati attualmenteI principali processi utilizzati attualmente sono: la pressatura semplicesono: la pressatura semplice (compattazione) e la termoessiccazione.(compattazione) e la termoessiccazione.
  • 42.
    42 Compattazione La compattazione deirifiuti è una delle operazioni di pretrattamento a cui sono sottoposti i rifiuti prima di essere avviati al trattamento. Il materiale inizialmente in forma sciolta, viene ridotto in balle a forma di parallelepipedo attraverso presse che applicano pressioni di esercizio. La pressatura comporta la produzione di scarichi liquidi.
  • 43.
    43 Termoessiccazione La termoessiccazione èuno dei trattamenti termo- chimici dei rifiuti che consiste in un processo di compattazione e simultaneo riscaldamento che converte i rifiuti in manufatti di forma prismatica. La compattazione è realizzata mediante presse a pistone, dette appunto termopresse, dotate di un sistema di riscaldamento.
  • 44.
    4444 Grandezze fisiche utilizzateneiGrandezze fisiche utilizzate nei processiprocessi  Temperatura : grandezza fondamentale eTemperatura : grandezza fondamentale e scalarescalare  Volume: grandezza derivata e scalareVolume: grandezza derivata e scalare  Forza:grandezza derivata e vettorialeForza:grandezza derivata e vettoriale  Pressione:grandezza derivata e scalarePressione:grandezza derivata e scalare  Densità:grandezza derivata e scalareDensità:grandezza derivata e scalare  Area:grandezza derivata e scalareArea:grandezza derivata e scalare
  • 45.
  • 46.
    La terra deifuochi La Terra dei fuochi è quel territorio, compreso tra la provincia di Napoli e la provincia di Caserta, interessato da continui roghi tossici appiccati alle discariche abusive che proliferano in tutto il territorio. I rifiuti, urbani e speciali, bruciati nell'area del casertano e nella zona settentrionale della provincia di Napoli sono la principale fonte di inquinamento della zona, una delle aree più compromesse d'Italia sotto il profilo ambientale.
  • 47.
    Vari comitati dicittadini, formatisi nel corso del tempo, da anni denunciano i roghi tossici che continuamente vengono appiccati da diversi anni: dai pneumatici usurati all'olio esausto, dall’eternit al piombo fino all'abbigliamento e alla mobilia, ma anche veleni industriali di ogni sorta, che dopo l'incenerimento avvelenano il territorio e diventano parte del passato. Come risulta da numerosi studi epidemiologici ufficiali e autonomi, l'area del napoletano- casertano è impregnata di diossina ed altre sostanze velenose, la cui presenza massiccia è censita fin dalla fine degli anni '90.
  • 48.
    CORRETTO STILE DIVITA SCIENZE MOTORIE
  • 49.
    Educazione Fisica La piramidealimentare è un grafico concepito per invitare a seguire i consigli dietetici. Gli alimenti situati al vertice della piramide sono quelli che dovrebbero essere consumati in piccole quantità e gli alimenti posti nella parte bassa sono quelli che bisogna consumare con più frequenza e in quantità maggiori.
  • 50.
    IL NOSTRO PROGETTO ILNOSTRO PROGETTO SI BASA SULL’ ECOLOGIA E SUI VARI TIPI DI INQUINAMENTO PRESENTI SULLA NOSTRA TERRA. ABBIAMO VOLUTO COLLEGARE PER OGNI SINGOLA MATERIA UN ARGOMENTO CHE FACEVA RIFERIMENTO ALL’ ECOLOGIA AL FINE DI FAR ARRIVARE UN MESSAGGIO SIA POSITIVO CHE NEGATIVO, SENSIBILIZZANDO E ISPIRANDO TUTTI COLORO CHE AVREBBERO ASSISTITO ALLA PRESENTAZIONE A SEGUIRE UN CORRETTO STILE DI VITA ALLO SCOPO DI RIDURRE L’ INQUINAMENTO CAUSATO DALL’ UOMO E PER RENDERE IL NOSTRO TERRITORIO MIGLIORE ALLE GENERAZIONI FUTURE.