Michelangelo Merisi
Caravaggio
Ottavio Leoni,
Ritratto di Caravaggio
1621-25
Firenze
Bibl. Marucelliana
1571
Michelangelo Merisi nasce il 29
settembre a Milano, dove si trovava il
padre Fermo - capomastro nelle
proprietà del marchese di Caravaggio -
con la seconda moglie Lucia
Aratori, entrambi nativi di
Caravaggio, nei dintorni di Bergamo. La
famiglia Merisi possedeva alcuni beni
e godeva di un discreto reddito.
1577 (6)
La famiglia Merisi si trasferisce da
Milano a Caravaggio per sfuggire
all’epidemia di peste scoppiata nella
città. Qui muoiono il padre, il fratello
Pietro e i nonni paterni.
1584 (13)
È datato 6 aprile il contratto per il
suo apprendistato a Milano presso
la bottega del pittore tardomanierista
Simone Peterzano - allora assai
quotato - , autore degli affreschi
della Certosa di Garegnano, presso
Milano.
1592 (21)
Nella seconda metà dell’anno parte
per Roma dove trova misera ospitalità
dapprima presso monsignor Pandolfo
Pucci da Recanati grazie
all’intercessione dello zio prete
Ludovico; poi presso l’oste Tarquinio
- proprietario di locande e di un
bordello- , al quale Caravaggio farà
forse un ritratto, e infine presso un
pittore siciliano.
1593 (22)
Entra per alcuni mesi nella bottega
di Giuseppe Cesari, detto il
Cavalier d’Arpino.
Viene ricoverato presso l’Ospedale
della Consolazione forse per un
calcio di cavallo. E’ di questo periodo
il Bacchino malato.
Inizia il Ragazzo con canestro di frutta
1595 (24)
Il cardinale Francesco Maria Del
Monte, ambasciatore del granduca di
Toscana a Roma, accoglie il pittore in
casa sua. Sono di questo periodo I
bari, San Francesco in estasi,
il Riposo nella fuga in Egitto,
la Maddalena penitente.
1596 (25)
Il fratello minore Giovanni Battista si
trova a Roma.
È intorno a questo anno che esegue il
Suonatore di liuto
con vaso di fiori e frutti, Bacco,
il Canestro di frutta .
1599 (28)
Il 23 luglio ottiene la sua prima commissione
pubblica: le Storie di san Matteo, con la
Vocazione e il Martirio, per la cappella
Contarelli nella chiesa di
San Luigi dei Francesi.
Dipinge Santa Caterina d’Alessandria col
volto della prostituta Fillide Melandroni. La
stessa ricorrerà in Marta che rimprovera
Maddalena, dello stesso anno.
A settembre avviene l’esecuzione di
Beatrice Cenci
1600 (29)
È di quest’anno la commessa di due quadri
per la cappella Cerasi nella chiesa di Santa
Maria del Popolo:
La conversione di S. Paolo e la
Crocifissione di S. Pietro.
Il 19 dicembre aggredisce con bastonate e
un colpo di spada tale Girolamo Stampa.
Da qui partirà la sequela di denunce degli
anni a venire. Nel mese di febbraio avviene
L’esecuzione di Giordano Bruno
1606 (35)
Viene ritirata da San Pietro la
Madonna dei Palafrenieri; è rifiutata la
Morte della Madonna perché ritenuta
indegna. Il 26 maggio durante una rissa al
gioco della pallacorda Caravaggio uccide
Ranuccio Tomassoni da Terni, rimanendo egli
stesso ferito alla testa. Per questo delitto
riceve il bando capitale . Fugge nei feudi dei
suoi protettori Colonna, a Zagarolo, Paliano
e in seguito a Napoli.
1608 (37)
Si rifugia a Malta, il 14 luglio viene
nominato Cavaliere dell’Ordine
di Malta ma, scoperto come
omicida, ne viene espulso il primo
dicembre. Fugge a Siracusa, qui
esegue il Seppellimento di santa
Lucia.
1610 (39)
Dipinge a Napoli la Flagellazione nella
chiesa di San Domenico Maggiore e il
Martirio di sant’Orsola. Esegue Il
David . Ottenuta la grazia dal
papa, cerca di tornare a Roma via
mare: il 18 luglio, muore
misteriosamente su una
spiaggia, delirante di febbre, presso
Porto Ercole.
Fine
1
Simone Peterzano,
Autoritratto,
1589
Bacchino malato
1593-1594
Olio su tela; cm 67 x 33
Roma, Galleria Borghese
Dipinto da Caravaggio nei primi anni
del suo soggiorno romano, quando
frequenta la bottega del Cavalier
D’Arpino. Il pittore era stato appena
dimesso dall'Ospedale della
Consolazione, dove era stato
ricoverato in seguito a un misterioso
incidente, forse il calcio di un
cavallo, fatto questo che
giustificherebbe l'aspetto sofferente
del giovane raffigurato, probabile
autoritratto di
Merisi
Caravaggio,
Ragazzo con il canestro di frutta
1593-1594
Olio su tela; cm 70 x 67
Roma, Galleria Borghese
Si nota il realismo con cui
l'artista ha saputo rendere la
consistenza delle
mele, dell'uva, dei fichi o
delle ciliege, ognuno dipinto
con la stessa accuratezza e
«manifattura» che l'artista
riservava alle figure.
I bari
1594-1595
Olio su tela;
cm 94,15 x 131,25
Fort Worth
(Texas), Kimbell Art
Museum
Scena di gioco, nella quale Caravaggio teatralizza sapientemente l'antitesi fiducia-
inganno contrapponendo al giovane ingenuo la subdola coppia di bari. L’opera sarà il
prototipo di numerose versioni di altri artisti.
Caravaggio,
Riposo nella fuga in
Egitto
1595-1596
Olio su tela;
cm 135 x 166,5
Roma, Galleria
Doria Pamphilj
In un dolce paesaggio dai toni autunnali, accanto alle acque calme di un fiume, un
angelo dalle lunghe e affusolate ali di rondine, volge le spalle allo spettatore e si
appresta a suonare sul suo violino la musica dallo spartito che San Giuseppe gli tiene
aperto.
Maddalena penitente
1594-1595
Olio su tela; cm 122,5 x 9,5
Roma, Galleria Doria Pamphilj
Maddalena reclina mestamente il
capo, gli occhi chiusi come stesse
scivolando in un sonno profondo, con la
fluente chioma tizianesca sciolta sulle
spalle fin quasi a terra. Ha ancora
indosso le ricche vesti in pesante
broccato da cortigiana, ma a terra
giacciono gli emblemi della vita
dissoluta che ha condotto fino a quel
momento: la collana d’oro e il
braccialetto, gli orecchini e il filo di
perle che si è strappata dal collo e che si
è evidentemente spezzato in due per la
furia del gesto.
La modella del dipinto è probabilmente
quella giovane cortigiana romana di
nome Annuccia, ricordata dalle
cronache del tempo per la sua chioma
fulva.
Caravaggio,
Suonatore di liuto
con vaso di fiori e
frutti
1595-1596
Olio su tela;
cm 94 x 119
San
Pietroburgo, Museo
dell’Ermitage
Il dipinto, acquistato dal marchese Vincenzo Giustiniani, è una delle opere in cui si
ritrovano i temi caratteristici della produzione dell’artista in questo periodo: la giovinezza
spensierata, la musica e il canto e, infine, la cura nella resa degli oggetti e delle nature
morte, quasi da pittore fiammingo.
Caravaggio,
Bacco
1595-1596
Olio su tela; cm 95 x 85
Firenze, Galleria degli Uffizi
Bacco, particolare
Caravaggio,
Canestro di frutta
1596 circa
Olio su tela; cm 31 x 47
Milano, Pinacoteca
Ambrosiana
Il quadro faceva parte della collezione del cardinale Federico Borromeo donata alla
città di Milano, può essere considerato uno dei prototipi di un genere in cui eccellono i
seguaci della pittura naturalista di Caravaggio.
Vocazione di san Matteo, 1599-1600, Olio su tela; cm 322 x
340, Roma, San Luigi dei Francesi, cappella Contarelli
Matteo
Contarelli, nel 1565
acquista per sé e la
sua famiglia una
cappella nella chiesa
romana di San
Luigi, punto di
riferimento della
comunità francese
cittadina.
Nel luglio del
1599, anche per
l’appoggio del
Cardinal Del
Monte, Caravaggio
ottiene l’incarico di
Decorarla.
Conversione di san Paolo, 1600-1601,Olio su tela;
Roma, Santa Maria del Popolo, cappella Cerasi
Conversione di san Paolo, particolare
Nell'autunno del 1600, monsignor Tiberio
Cerasi, tesoriere generale di Clemente
VIII, commissiona a Caravaggio la decorazione
della cappella appena acquistata in Santa Maria
del Popolo. I soggetti riguardano la Conversione
di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.
La prima versione dei dipinti viene rifiutata
dagli eredi di Cerasi, morto nel frattempo, a
causa della libertà espressiva, e della violenza
presenti. La Seconda versione sarà, al
contrario, molto apprezzata.
Caravaggio,
Crocifissione di san Pietro, 1600-1601
Olio su tela; cm 230 x 165
Roma, Santa Maria del
Popolo, cappella Cerasi
Nel novembre 1601 Caravaggio
consegna la seconda versione delle tele
per la Cappella Cerasi, queste, assai
lodate, confermano l'opinione generale
riguardo l'eccellenza raggiunta dal
pittore. Delle prime versioni è rimasta
soltanto la Conversione di san Paolo
mentre la Crocifissione di san Pietro è
andata perduta. Pietro è qui un uomo
anziano ma ancora prestante, riverso
sulla croce che i sui aguzzini stanno
alzando a forza di braccia e corde.
L'apostolo è colto nel
momento, umanissimo, in cui per sfuggire
al dolore atroce sembra quasi voler
strappare una mano dal chiodo che gli è
stato infisso nelle carni.
Madonna dei Palafrenieri, 1605-1606,
Olio su tela; cm 292 x 211, Roma,
Galleria Borghese
La Confraternita dei Palafrenieri commissiona nel
1605 una pala per l’altare della congregazione in San
Pietro. L’altare è dedicato a sant’Anna, ma
Caravaggio si distacca dalla tradizione iconografica.
Maria non è infatti raffigurata seduta sulle ginocchia
della madre mentre stringe a sé il figliolo.
È stato notato che questa tranquilla scena familiare
nasconde riferimenti a questioni teologiche oggetto
di dispute con i protestanti. L’intervento attivo di
Cristo nell’uccisione della serpe demoniaca
potrebbe essere interpretata come una allusione
alle tesi dei protestanti che assegnavano al Figlio di
Dio, e non alla Chiesa (simboleggiata dalla Vergine)
la facoltà di rimettere i peccati.
In realtà, con la Bolla del Rosario si era cercato un
compromesso tra le due tesi, ammettendo la
possibilità che la Madonna, può sconfiggere il male
se aiutata da Cristo. L’iconografia elaborata da
Caravaggio, quindi, seppur inconsueta non sarebbe
affatto eretica.
Morte della Madonna
1605-1606
Olio su tela; cm 369 x 245
Parigi, Musée du Louvre
Commissionata nel 1601, Caravaggio esegue
tra il 1605 e il 1606 la pala d’altare con la
Morte della Madonna, destinata alla cappella
Cherubini nella chiesa di Santa Maria della
Scala; poco prima di fuggire da Roma
inseguito dall’accusa di omicidio. Lo stesso
drappo vermiglio comparirà poi in uno dei
primi dipinti che realizza a Napoli, la
Madonna del Rosario. Invece di raffigurare
una tradizionale Dormitio Virginis, «in
persona della Madonna havea ritratta una
cortigiana da lui amata» (Mancini). La donna
ritratta dall’artista potrebbe essere quindi
una delle prostitute a cui si
accompagnava, forse quella stessa Anna
Bianchini che aveva posato per il Riposo nella
fuga in Egitto e per la Maddalena
penitente, morta di gravidanza nel 1604.
Flagellazione
1607 circa
Olio su tela; cm 390 x 260
Napoli, Museo e gallerie nazionali di
Capodimonte
Opera angosciosa e terribile, la
Flagellazione viene dipinta da
Caravaggio nel 1607 a Napoli per
Tommaso de Franchis. Questi,
esponente della ricca borghesia
partenopea, destina la tela all’altare
della cappella di famiglia
L’atmosfera del quadro è simile a
quella dell’Ecce Homo, dove Cristo ha
il medesimo atteggiamento paziente e
gli occhi bassi, ma la composizione è
più articolata e complessa. Gli aguzzini
si affannano intorno al corpo forte e
inerme di Gesù, intrecciando quasi
una danza feroce, scandita da una
luce violenta
Il David con la testa di Golia viene
dipinto forse alla fine del 1609, e
accluso alla domanda di grazia che
Caravaggio invia al cardinale
Scipione Borghese, il potente nipote
di papa Paolo V; e infatti sembra che
fosse appeso nell’anticamera del
cardinale dove viene - troppo tardi -
firmata la pace con la famiglia
Tomassoni. E a riprova dell’estremo
atto di contrizione formulato
dall’artista, sulla lama che il giovane
stringe in pugno si leggono le lettere
«H-AS OS», sigla che riassume il
motto agostiniano «Humilitas
Occidit Superbiam» (l’umiltà uccise
la superbia).
David con la testa di Golia
1609-1610
Olio su tela; cm 125 x 101
Roma, Galleria Borghese
0 caravaggio
0 caravaggio

0 caravaggio

  • 2.
    Michelangelo Merisi Caravaggio Ottavio Leoni, Ritrattodi Caravaggio 1621-25 Firenze Bibl. Marucelliana
  • 3.
    1571 Michelangelo Merisi nasceil 29 settembre a Milano, dove si trovava il padre Fermo - capomastro nelle proprietà del marchese di Caravaggio - con la seconda moglie Lucia Aratori, entrambi nativi di Caravaggio, nei dintorni di Bergamo. La famiglia Merisi possedeva alcuni beni e godeva di un discreto reddito.
  • 4.
    1577 (6) La famigliaMerisi si trasferisce da Milano a Caravaggio per sfuggire all’epidemia di peste scoppiata nella città. Qui muoiono il padre, il fratello Pietro e i nonni paterni.
  • 5.
    1584 (13) È datato6 aprile il contratto per il suo apprendistato a Milano presso la bottega del pittore tardomanierista Simone Peterzano - allora assai quotato - , autore degli affreschi della Certosa di Garegnano, presso Milano.
  • 6.
    1592 (21) Nella secondametà dell’anno parte per Roma dove trova misera ospitalità dapprima presso monsignor Pandolfo Pucci da Recanati grazie all’intercessione dello zio prete Ludovico; poi presso l’oste Tarquinio - proprietario di locande e di un bordello- , al quale Caravaggio farà forse un ritratto, e infine presso un pittore siciliano.
  • 7.
    1593 (22) Entra peralcuni mesi nella bottega di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino. Viene ricoverato presso l’Ospedale della Consolazione forse per un calcio di cavallo. E’ di questo periodo il Bacchino malato. Inizia il Ragazzo con canestro di frutta
  • 8.
    1595 (24) Il cardinaleFrancesco Maria Del Monte, ambasciatore del granduca di Toscana a Roma, accoglie il pittore in casa sua. Sono di questo periodo I bari, San Francesco in estasi, il Riposo nella fuga in Egitto, la Maddalena penitente.
  • 9.
    1596 (25) Il fratellominore Giovanni Battista si trova a Roma. È intorno a questo anno che esegue il Suonatore di liuto con vaso di fiori e frutti, Bacco, il Canestro di frutta .
  • 10.
    1599 (28) Il 23luglio ottiene la sua prima commissione pubblica: le Storie di san Matteo, con la Vocazione e il Martirio, per la cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi. Dipinge Santa Caterina d’Alessandria col volto della prostituta Fillide Melandroni. La stessa ricorrerà in Marta che rimprovera Maddalena, dello stesso anno. A settembre avviene l’esecuzione di Beatrice Cenci
  • 11.
    1600 (29) È diquest’anno la commessa di due quadri per la cappella Cerasi nella chiesa di Santa Maria del Popolo: La conversione di S. Paolo e la Crocifissione di S. Pietro. Il 19 dicembre aggredisce con bastonate e un colpo di spada tale Girolamo Stampa. Da qui partirà la sequela di denunce degli anni a venire. Nel mese di febbraio avviene L’esecuzione di Giordano Bruno
  • 12.
    1606 (35) Viene ritiratada San Pietro la Madonna dei Palafrenieri; è rifiutata la Morte della Madonna perché ritenuta indegna. Il 26 maggio durante una rissa al gioco della pallacorda Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni da Terni, rimanendo egli stesso ferito alla testa. Per questo delitto riceve il bando capitale . Fugge nei feudi dei suoi protettori Colonna, a Zagarolo, Paliano e in seguito a Napoli.
  • 13.
    1608 (37) Si rifugiaa Malta, il 14 luglio viene nominato Cavaliere dell’Ordine di Malta ma, scoperto come omicida, ne viene espulso il primo dicembre. Fugge a Siracusa, qui esegue il Seppellimento di santa Lucia.
  • 14.
    1610 (39) Dipinge aNapoli la Flagellazione nella chiesa di San Domenico Maggiore e il Martirio di sant’Orsola. Esegue Il David . Ottenuta la grazia dal papa, cerca di tornare a Roma via mare: il 18 luglio, muore misteriosamente su una spiaggia, delirante di febbre, presso Porto Ercole.
  • 15.
  • 26.
  • 32.
  • 33.
    Bacchino malato 1593-1594 Olio sutela; cm 67 x 33 Roma, Galleria Borghese Dipinto da Caravaggio nei primi anni del suo soggiorno romano, quando frequenta la bottega del Cavalier D’Arpino. Il pittore era stato appena dimesso dall'Ospedale della Consolazione, dove era stato ricoverato in seguito a un misterioso incidente, forse il calcio di un cavallo, fatto questo che giustificherebbe l'aspetto sofferente del giovane raffigurato, probabile autoritratto di Merisi
  • 34.
    Caravaggio, Ragazzo con ilcanestro di frutta 1593-1594 Olio su tela; cm 70 x 67 Roma, Galleria Borghese Si nota il realismo con cui l'artista ha saputo rendere la consistenza delle mele, dell'uva, dei fichi o delle ciliege, ognuno dipinto con la stessa accuratezza e «manifattura» che l'artista riservava alle figure.
  • 35.
    I bari 1594-1595 Olio sutela; cm 94,15 x 131,25 Fort Worth (Texas), Kimbell Art Museum Scena di gioco, nella quale Caravaggio teatralizza sapientemente l'antitesi fiducia- inganno contrapponendo al giovane ingenuo la subdola coppia di bari. L’opera sarà il prototipo di numerose versioni di altri artisti.
  • 36.
    Caravaggio, Riposo nella fugain Egitto 1595-1596 Olio su tela; cm 135 x 166,5 Roma, Galleria Doria Pamphilj In un dolce paesaggio dai toni autunnali, accanto alle acque calme di un fiume, un angelo dalle lunghe e affusolate ali di rondine, volge le spalle allo spettatore e si appresta a suonare sul suo violino la musica dallo spartito che San Giuseppe gli tiene aperto.
  • 37.
    Maddalena penitente 1594-1595 Olio sutela; cm 122,5 x 9,5 Roma, Galleria Doria Pamphilj Maddalena reclina mestamente il capo, gli occhi chiusi come stesse scivolando in un sonno profondo, con la fluente chioma tizianesca sciolta sulle spalle fin quasi a terra. Ha ancora indosso le ricche vesti in pesante broccato da cortigiana, ma a terra giacciono gli emblemi della vita dissoluta che ha condotto fino a quel momento: la collana d’oro e il braccialetto, gli orecchini e il filo di perle che si è strappata dal collo e che si è evidentemente spezzato in due per la furia del gesto. La modella del dipinto è probabilmente quella giovane cortigiana romana di nome Annuccia, ricordata dalle cronache del tempo per la sua chioma fulva.
  • 38.
    Caravaggio, Suonatore di liuto convaso di fiori e frutti 1595-1596 Olio su tela; cm 94 x 119 San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage Il dipinto, acquistato dal marchese Vincenzo Giustiniani, è una delle opere in cui si ritrovano i temi caratteristici della produzione dell’artista in questo periodo: la giovinezza spensierata, la musica e il canto e, infine, la cura nella resa degli oggetti e delle nature morte, quasi da pittore fiammingo.
  • 39.
    Caravaggio, Bacco 1595-1596 Olio su tela;cm 95 x 85 Firenze, Galleria degli Uffizi Bacco, particolare
  • 40.
    Caravaggio, Canestro di frutta 1596circa Olio su tela; cm 31 x 47 Milano, Pinacoteca Ambrosiana Il quadro faceva parte della collezione del cardinale Federico Borromeo donata alla città di Milano, può essere considerato uno dei prototipi di un genere in cui eccellono i seguaci della pittura naturalista di Caravaggio.
  • 41.
    Vocazione di sanMatteo, 1599-1600, Olio su tela; cm 322 x 340, Roma, San Luigi dei Francesi, cappella Contarelli Matteo Contarelli, nel 1565 acquista per sé e la sua famiglia una cappella nella chiesa romana di San Luigi, punto di riferimento della comunità francese cittadina. Nel luglio del 1599, anche per l’appoggio del Cardinal Del Monte, Caravaggio ottiene l’incarico di Decorarla.
  • 42.
    Conversione di sanPaolo, 1600-1601,Olio su tela; Roma, Santa Maria del Popolo, cappella Cerasi Conversione di san Paolo, particolare Nell'autunno del 1600, monsignor Tiberio Cerasi, tesoriere generale di Clemente VIII, commissiona a Caravaggio la decorazione della cappella appena acquistata in Santa Maria del Popolo. I soggetti riguardano la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro. La prima versione dei dipinti viene rifiutata dagli eredi di Cerasi, morto nel frattempo, a causa della libertà espressiva, e della violenza presenti. La Seconda versione sarà, al contrario, molto apprezzata.
  • 43.
    Caravaggio, Crocifissione di sanPietro, 1600-1601 Olio su tela; cm 230 x 165 Roma, Santa Maria del Popolo, cappella Cerasi Nel novembre 1601 Caravaggio consegna la seconda versione delle tele per la Cappella Cerasi, queste, assai lodate, confermano l'opinione generale riguardo l'eccellenza raggiunta dal pittore. Delle prime versioni è rimasta soltanto la Conversione di san Paolo mentre la Crocifissione di san Pietro è andata perduta. Pietro è qui un uomo anziano ma ancora prestante, riverso sulla croce che i sui aguzzini stanno alzando a forza di braccia e corde. L'apostolo è colto nel momento, umanissimo, in cui per sfuggire al dolore atroce sembra quasi voler strappare una mano dal chiodo che gli è stato infisso nelle carni.
  • 44.
    Madonna dei Palafrenieri,1605-1606, Olio su tela; cm 292 x 211, Roma, Galleria Borghese La Confraternita dei Palafrenieri commissiona nel 1605 una pala per l’altare della congregazione in San Pietro. L’altare è dedicato a sant’Anna, ma Caravaggio si distacca dalla tradizione iconografica. Maria non è infatti raffigurata seduta sulle ginocchia della madre mentre stringe a sé il figliolo. È stato notato che questa tranquilla scena familiare nasconde riferimenti a questioni teologiche oggetto di dispute con i protestanti. L’intervento attivo di Cristo nell’uccisione della serpe demoniaca potrebbe essere interpretata come una allusione alle tesi dei protestanti che assegnavano al Figlio di Dio, e non alla Chiesa (simboleggiata dalla Vergine) la facoltà di rimettere i peccati. In realtà, con la Bolla del Rosario si era cercato un compromesso tra le due tesi, ammettendo la possibilità che la Madonna, può sconfiggere il male se aiutata da Cristo. L’iconografia elaborata da Caravaggio, quindi, seppur inconsueta non sarebbe affatto eretica.
  • 45.
    Morte della Madonna 1605-1606 Oliosu tela; cm 369 x 245 Parigi, Musée du Louvre Commissionata nel 1601, Caravaggio esegue tra il 1605 e il 1606 la pala d’altare con la Morte della Madonna, destinata alla cappella Cherubini nella chiesa di Santa Maria della Scala; poco prima di fuggire da Roma inseguito dall’accusa di omicidio. Lo stesso drappo vermiglio comparirà poi in uno dei primi dipinti che realizza a Napoli, la Madonna del Rosario. Invece di raffigurare una tradizionale Dormitio Virginis, «in persona della Madonna havea ritratta una cortigiana da lui amata» (Mancini). La donna ritratta dall’artista potrebbe essere quindi una delle prostitute a cui si accompagnava, forse quella stessa Anna Bianchini che aveva posato per il Riposo nella fuga in Egitto e per la Maddalena penitente, morta di gravidanza nel 1604.
  • 46.
    Flagellazione 1607 circa Olio sutela; cm 390 x 260 Napoli, Museo e gallerie nazionali di Capodimonte Opera angosciosa e terribile, la Flagellazione viene dipinta da Caravaggio nel 1607 a Napoli per Tommaso de Franchis. Questi, esponente della ricca borghesia partenopea, destina la tela all’altare della cappella di famiglia L’atmosfera del quadro è simile a quella dell’Ecce Homo, dove Cristo ha il medesimo atteggiamento paziente e gli occhi bassi, ma la composizione è più articolata e complessa. Gli aguzzini si affannano intorno al corpo forte e inerme di Gesù, intrecciando quasi una danza feroce, scandita da una luce violenta
  • 47.
    Il David conla testa di Golia viene dipinto forse alla fine del 1609, e accluso alla domanda di grazia che Caravaggio invia al cardinale Scipione Borghese, il potente nipote di papa Paolo V; e infatti sembra che fosse appeso nell’anticamera del cardinale dove viene - troppo tardi - firmata la pace con la famiglia Tomassoni. E a riprova dell’estremo atto di contrizione formulato dall’artista, sulla lama che il giovane stringe in pugno si leggono le lettere «H-AS OS», sigla che riassume il motto agostiniano «Humilitas Occidit Superbiam» (l’umiltà uccise la superbia). David con la testa di Golia 1609-1610 Olio su tela; cm 125 x 101 Roma, Galleria Borghese