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Paluzzi vyg

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  1. 1. LEV SEMENOVIC VYGOTSKIJ PSICOLOGIA PEGAGOGICA di Ilaria Paluzzi Laboratorio Montessori Marzo 2013 ISSN 1974-8787
  2. 2. OPERE DI VYGOTSKIJ • La tragedia di Amleto (1916) • Metodologia della ricerca riflessologica e psicologica (Relazione 1924) •  Psicologia dell'arte (1925) • Lo sviluppo psichico del bambino (1925) • Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori (1930) • Pensiero e linguaggio (1934) • Il processo cognitivo (1980) • Teoria delle emozioni(1982) La bibliografia completa di Vygotskij, compilata da T. M. Sahlevic e pubblicata in Italia in appendice a Storia delle funzioni psichiche superiori, comprende 184 titoli. Tra i quali ricordiamo:
  3. 3. IL PENSIERO Il contesto storico - culturale in cui Vygotskij vive e sviluppa le sue teorie è quello della rivoluzione russa (1917) e il suo riferimento teorico è il marxismo. L’ esperienza degli ultimi otto anni della sua vita è per lui uno dei motivi per comprendere più a fondo la condizione umana e per capire se stesso. Il pensiero di Vygotskij si sviluppa in tre fasi, che caratterizzano diversi momenti della sua vita. La prima fase, 1915 - 1927, riguarda la critica letteraria  con Psicologia dell'arte e l'applicazione della psicologia nell'educazione. Dal 1928 al 1931, la seconda fase, affronta il problema della storicità delle funzioni psichiche analizzando le teorie  fisiologiche  e psicologiche del tempo. L'opera più rilevante di questo periodo è la monografia Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori, terminata nel 1931. Nell'ultima fase, dal 1932 al 1934, Vygotskij si occupa delle emozioni, con le Teorie delle emozioni (1982).
  4. 4. SCUOLA STORICO - CULTURALE Nel 1925  Vygotskij presiede la conferenza intitolata: La coscienza come problema psicologico del comportamento; il cui testo diviene il Manifesto della Scuola storico- culturale di cui è considerato il fondatore. Esponenti principali: L.S. Vygotskij A.N Leont’ev A.R. Lurija (1896 – 1934) (1903 – 1979) (1902-1977) Contenuti essenziali: Influenza dei fattori sociali e culturali nello sviluppo dei processi psichici. Nell’uomo non si evolve una struttura psichica preformata, uguale per tutti gli individui, ma esiste una potenzialità psichica di origine genetica. Lo sviluppo della psiche è influenzato dal contesto sociale, quindi dalla cultura di un luogo e dal momento storico in cui l'individuo vive. La stimolazione nel bambino si sviluppa tramite "strumenti" (come il linguaggio) che l'ambiente mette a disposizione. Processi psichici inferiori e superiori avvengono nel cervello.
  5. 5. LE TEORIE La psiche è il riflesso delle condizioni materiali, che possono essere modificate e trasformate in qualcosa di concreto. La struttura base dei processi psichici è la sequenza stimolo-reazione, e grazie a dei processi psichici superiori, si inserisce un nuovo elemento: lo stimolo - mezzo. In particolare, egli studia l'importanza dell'uso di strumenti e simboli nello sviluppo umano come stimoli-mezzo. I processi psichici superiori come il linguaggio, non hanno un'origine naturale, ma sociale. Una volta che questi processi vengono interiorizzati, diventano parte del risultato evolutivo autonomo del bambino. Vygotskij sottolinea l’importanza del gioco, soprattutto in età prescolastica, utile per sviluppare il pensiero astratto. I processi psichici umani, si differenziano da quelli degli animali proprio per la presenza della coscienza.
  6. 6. LE TEORIE La parola ha un aspetto esterno, cioè quello sonoro e un aspetto interno, cioè il suo significato, che indica il contenuto che la parola esprime. Il linguaggio è una forma di relazione sociale proprio perché le parole esprimono significati comprensibili per il pensiero di coloro che comunicano. La capacità di pensare e usare il pensiero come funzione della mente, ha uno sviluppo indipendente. Il linguaggio è lo strumento tramite il quale gli uomini rappresentano la realtà, ed inoltre riescono a controllare il pensiero ed il comportamento. Il bambino inizia a parlare per rapportarsi con gli altri e progressivamente il linguaggio tende all’interiorizzazione. Successivamente subentra la fase del linguaggio egocentrico ed è in questa fase che pensiero e linguaggio si uniscono. Durante questa fase il pensiero acquisisce un nuovo strumento per potenziare le sue capacità: il simbolo.
  7. 7. LE TEORIE Il linguaggio interno risulta diverso dal linguaggio esterno per le sue caratteristiche sintattiche, poiché essendo un linguaggio a se, è frammentato. Un'altra distinzione che caratterizza il linguaggio interno è quella tra Senso e Significato di una parola. Nel linguaggio interno il senso prevale sul significato; nel linguaggio esterno invece domina il significato, ciò è indispensabile proprio per creare una situazione di comunicazione. Il comportamento esterno dipende dunque dal mondo psichico interno, dal mondo degli affetti, delle emozioni e delle motivazioni. I segni non sono creati soltanto da una persona ma vengono acquisiti nel corso della storia psicologica individuale attraverso l’ambiente sociale (famiglia, scuola, cultura ecc.) Le funzioni psichiche che si sviluppano nelle relazioni sociali (funzioni inter psichiche) divengono successivamente interne all’individuo (funzioni intrapsichiche) Sviluppo cognitivo = risultato delle interazioni con altre persone in diversi contesti
  8. 8. CONTESTO SOCIO - CULTURALE NEL PERIODO DELLA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE, IN CAMPO PEDAGOCICO TROVIAMO DIVERSE CORRENTI, UNA TRADIZIONALISTA E ALTRE DUE INNOVATIVE SCUOLA TRADIZIONALE DEGLI ZAR PEDAGOGIA SPERIMENTALE EDUCAZIONE LIBERA La pedagogia sperimentale privilegiava l’esperimento e l’innovazione, mentre l’educazione libera credeva in una educazione libera da ogni costrizione. Tolstoj è il massimo esponente della corrente dell’educazione libera, il quale riprende le teorie di Rousseau. Queste due teorie durarono fino al 1925; dopo la morte di Lenin si pensò ad una pedagogia comunista senza classi, senza costrizioni e che attingeva dalle pedagogie europee solo le teorie che riteneva valide. Con Stalin la pedagogia comunista si diresse verso due punti chiave : l’educazione del combattente verso nuovi pensieri morali la ricostruzione dell’educazione Nel 1929 dagli psiconeurologi dell’Accademia Comunista, venne fondata una psicologia marxista, con lo scopo di studiare la condotta umana e introdurre i principi della dialettica. Il popolo sovietico doveva essere educato per le conquiste della rivoluzione russa con la sostituzione dei metodi tradizionali
  9. 9. CONTESTO SOCIO - CULTURALE La pedagogia sovietica non utilizzava più un MODELLO SCIENTISTA del bambino, ma quello marxista della vita. Il MATERIALISMO SCIENTIFICO, su cui si basava questa pedagogia quindi non era di tipo dialettico, bensì MECCANICISTICO. Il MATERIALISMO MACCANICISTICO vedeva ogni forma vivente, in particolare i bambini, come esseri passivi, ignorando la loro natura attiva. Così veniva ignorata la questione dello sviluppo e ci si allontanava da una concezione MATERIALISTICA DIALETTICA. PSICOLOGIA PEDAGOGICA è un vero e proprio trattato di psicologia dell’educazione , incentrato sull’evoluzione psicologica del bambino, con riferimenti anche ai metodi di apprendimento da seguire. Il testo di VYGOTSKIJ è diviso in 19 capitoli e affronta una serie di argomenti educativi per costruire una società socialista e un uomo nuovo. Il PROCESSO EDUCATIVO è un processo di ricostruzione( perestrojka) sociale partendo dalle forme biologiche del comportamento.
  10. 10. PSICOLOGIA PEDAGOGICA PSICOLOGIA SIGNIFICA DOTTRINA O SCIENZA DELL’ANIMA, INFATTI LE CONCEZIONI ORIGINARIE DELL’ESSERE UMANO VEDEVANO IN ESSO UN CORPO E UN’ANIMA. NEL XVIII LA PSICOLOGIA SI DIVIDE IN DUE CORRENTI, QUELLA EMPIRICA, O SCIENZA DEI FATTI E QUELLA METAFISICA CHE NON RICONOSCE UNA VERA E PROPRIA PRESENZA DELL’ ANIMA. IL COMPORTAMENTO E’ L’ INSIEME DEI MOVIMENTI, INTERIORI ED ESTERIORI DI UN ESSERE UMANO. I FENOMENI PSICHICI POSSONO ESSERE STUDIATI DA UN PUNTO DI VISTA MOTORIO, VISTO CHE IL COMPORTAMENTO E’ L’INTERAZIONE TRA ORGANISMO E AMBIENTE SOTTOFORMA DI MOVIMENTI. LA REAZIONE E’ LA FORMA FONDAMENTALE DI OGNI COMPORTAMENTO. REAZIONE: SENSORIALE (PERCEZIONE) CENTRALE (ELABORAZIONE) MOTORIO (AZIONE DI RISPOSTA) LA REAZIONE PRENDE IL NOME DI RIFLESSO ED IN FISIOLOGIA INDICA OGNI ATTO DELL’ORGANISMO IN RISPOSTA AD UNO STIMOLO. ALCUNE REAZIONI RISULTANO ESSERE EREDITARIE, ALTRE INVECE SONO ACQUISITE. REAZIONI = EREDITARIE: RESTANO INVARIATE DURANTE IL CORSO DELLA VITA E SONO INNATE = ACQUISITE: SI FORMANO NEL CORSO DELL’ESPERIENZA PERSONALE E SONO DIVERSE A SECONDA DEGLI INDIVIDUI
  11. 11. ISTINTI E RIFLESSI REAZIONI EREDITARIE RIFLESSI (CONDIZIONATI E INCONDIZIONATI O EREDITARI) ISTINTI: INSIEME DI RIFLESSI COMPLESSI RIFLESSI : AZIONE DI UN ORGANO ISTINTI : MOVIMENTI COORDINATI DEI VARI ORGANI NELLA FORMAZIONE DELL’ISTINTO SVOLGONO UN RUOLO MOLTO IMPORTANTE IL SISTEMA NERVOSO VEGETATIVO E LA SECREZIONE ORMONALE. I RIFLESSI E GLI ISTINTI POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME UN TIPO DI ADATTAMENTO BIOLOGICO E FUNZIONANO CON LA STESSA LOGICA DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DEI CORPI. IL RIFLESSO CONDIZIONATO NASCE DA CONDIZIONI NOTE DI UNO STIMOLO E DIPENDE DALL’ESPERIENZA PERSONALE, E’ INDIVIDUALE ED E’ PIU’ INSTABILE IL RIFLESSO EREDITARIO E’ DATO INVECE DA UN’ESPERIENZA EREDITARIA, E’ COMUNE NEGLI INDIVIDUI ED E’ STABILE. I RIFLESSI CONDIZIONATI SI FORMANO E NASCONO IN BASE ALLE REAZIONI INNATE SOTTO L’INFLUSSO DELL’ AMBIENTE. I RIFLESSI SI PRESENTANO COME UNA STRUTTURA AD ANELLO E SULLA BASE DI UN RIFLESSO CONDIZIONATO SE NE POSSONO FORMARE ALTRI DI GRADO SUPERIORE E VENDONO CHIAMATI SUPER RIFLESSI
  12. 12. LE ESPERIENZE LE REAZIONI RISPONDONO ANCHE ALLA LEGGE DELL’INIBIZIONE O DELLA DISINIBIZIONE E SERVONO PER IL CORRETTO VERIFICARSI DI ALTRE REAZIONI. LE INIBIZIONI POSSONO ESSERE: INIBIZIONE ESTERIORE SEMPLICE INIBIZIONE CONDIZIONATA INIBIZIONE INTERNA (LEGATA AI PROCESSI INTERNI DEL SISTEMA NERVOSO) IL COMPORTAMENTO UMANO E’ LEGATO ALL’ESPERIENZA DELLE GENERAZIONI PASSATE CHE VIENE TRAMANDATA ATTRAVERSO L’EREDITA’ FISICA. IL COMPORTAMENTO UMANO SI DISTINGUE DA QUELLO ANIMALE PERCHE’ OLTRE ALL’ESPERIENZA EREDITARIA E’ LEGATO ANCHE AD UNA ESPERIENZA STORICA E SOCIALE GLI ANIMALI SI ADATTANO AL CAMBIAMENTO DELL’AMBIENTE IN MODO PASSIVO, MODIFICANDO IL PROPRIO CORPO. L’UOMO A DIFFERENZA DELL’ ANIMALE SI ADATTA AL CAMBIAMENTO MODIFICANDO GLI ELEMENTI NATURALI PER POTERLI UTILIZZARE COME STRUMENTI. LA COSCIENZA E’ UNA DELLE FORME PIU’ COMPLESSE DEL NOSTRO COMPORTAMENTO, COME DUPLICAZIONE DELL’ESPERIENZA CHE PERMETTE DI PROGETTARE E PREVEDERE UN RISULTATO.
  13. 13. LE REAZIONI L’apparato di elaborazione delle reazioni consiste delle parti centrali del sistema nervoso cioè del midollo spinale e dell’encefalo. IL MIDOLLO E’ IL LUOGO DELLA LOCALIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA E DELLE REAZIONI EREDITARIE. LA CORTECCIA CEREBRALE E’ L’ORGANO DELL’ESPERIENZA PERSONALE DELL’INDIVIDUO, LA ZONA DELLE REAZIONI CONDIZIONATE. Attraverso la corteccia vengono effettuate due tipo di funzioni: FUNZIONE ANALIZZATORIA FUNZIONE SINTETICA Il fattore biologico è quella base delle reazioni innate che costituisce i limiti dai quali l’organismo non è in grado di svincolarsi e sul quale si innesta il sistema delle reazioni acquisite. L’esperienza personale è l’unico educatore in grado di creare nuove reazioni nell’organismo. L’UOMO SI OPPONE ALLA NATURA ED IL SUO ORGANISMO QUINDI SI OPPONE AL MONDO IN QUANTO FORZA ATTIVA.
  14. 14. L’ISTINTO E L’EDUCAZIONE L’ORGANISMO PORTA CON SE’ UN’ESPERIENZA EREDITARIA E L’ AMBIENTE CIRCOSTANTE TENDE A MODIFICARE QUESTA COSTRUZIONE EREDITARIA. L’ORGANISMO QUINDI LOTTA PER L’AFFERMAZIONE DI SE’ STESSO ED IL COMPORTAMENTO NON E’ ALTRO CHE IL PROCESSO DIALETTICO DELLO SCONTRO FRA IL MONDO E L’UOMO. L’AMBIENTE PUO’ ESSERE SEMPRE DEFINITO COME UN LUOGO SOCIALE. Il concetto di educazione allo stato puro è riferibile solo al bambino, visto come un organismo in continua crescita. L’EDUCAZIONE PRODUCE LA SELEZIONE SOCIALE DELLA PERSONALITA’ ESTERIORE. DI SOLITO IL TERMINE ISTINTO E’ USATO PER INDICARE ALCUNE CAUSE DEL NOSTRO COMPORTAMENTO CHE NON SIAMO IN GRADO DI SPIEGARE. MENTRE IL RIFLESSO E’ UNA REAZIONE COSTANTE CHE NON VARIA NEL CORSO DELLA VITA, LE REAZIONI ISTINTIVE POSSONO MODIFICARSI.
  15. 15. L’ISTINTO E L’EDUCAZIONE LA FORZA E IL VIGORE DELL’UOMO SONO POSSIBILI SOLO NEL MOMENTO IN CUI GLI ISTINTI NON VENGONO SOPPRESSI, MA INCANALATI VERSO ALTRI OBIETTIVI. Gli istinti che vengono respinti vanno a stabilirsi in una regione psichica inconscia, ma non vengono rimossi, continuano ad esercitare il loro influsso sulle altre reazioni. La NEVROSI è una forma di malattia che deriva appunto dalla soppressione in modo errato degli istinti che si scontrano con l’ambiente. Gli ISTINTI che invece vengono innalzati ad un livello superiore portano alla SUBLIMAZIONE degli stessi. L’istinto sessuale è il più potente meccanismo biologico ed il suo essere tale implica che non venga soppresso perché visto come qualcosa di negativo, ma che venga visto come un istinto da tendere verso la sublimazione. La principale forma di manifestazione dell’istinto nell’età infantile è l’INTERESSE verso un oggetto. Lo sviluppo e il potenziamento di questi costituiscono il modo in cui l’educazione aiuta ad interiorizzarli per tutta la vita.
  16. 16. IL GIOCO Lo sviluppo psicologico è legato all’utilizzo di strumenti e segni che influenzano l’azione del soggetto sulla realtà. Le funzioni psichiche superiori si originano nelle relazioni sociali che il bambino instaura con gli altri individui. Il GIOCO INFANTILE è lo strumento più prezioso per L’EDUCAZIONE DELL’ISTINTO. Il gioco è anche un’esperienza sociale collettiva e rappresenta uno strumento insostituibile per sviluppare le capacità e le abilità sociali. Inserendo il bambino in nuove situazioni lo si obbliga a variare il suo comportamento, a modificare le sue abilità e la sua creatività. Introdurre in un gioco delle regole serve al bambino per convogliare in esso tutte le sue capacità istintive. IL GIOCO QUINDI E’ UN SISTEMA DI COMPORTAMENTO E DI IMPEGNO DELL’ENERGIA RAZIONALE, E’ METODICO E SOTTOPOSTO A DELLE REGOLE.
  17. 17. L’EMOZIONE NELL’EMOZIONE si distinguono tre momenti: La percezione di qualcosa L’emozione evocata Le espressioni corporee I CAMBIAMENTI SOMATICI CHE ACCOMPAGNANO IL SENTIMENTO SI DIVIDONO IN TRE GRUPPI: Le reazioni emotive motorie Le reazioni somatiche Le reazioni secretorie Il sentimento in condizioni normali non nasce da solo lo precedono sempre uno stimolo e una causa, interna o esterna. CIO’ CHE CI SPINGE AD UNA EMOZIONE E’ LO STIMOLO CON CUI INIZIA LA REAZIONE QUINDI DA CIO’ SEGUIRA’ LA SERIE DI REAZIONI RIFLESSORIE MOTORIE E SOMATICHE. Infine avremo una reazione circolare, il ritorno delle reazioni proprie all’organismo come nuovi stimoli e sotto forma di emozioni. Le emozioni nascono sulla base degli istinti e diversificano il comportamento umano. Il comportamento emotivo si sviluppa su tre fasi: la prima in cui l’organismo prevale sull’ambiente; la seconda in cui l’ambiente prevale sull’organismo, la terza in cui vi è un equilibrio.
  18. 18. L’ATTENZIONE LA PSICOLOGIA TRADIZIONALE DEFINISCE L’ATTENZIONE COME L’ATTIVITA’ ATTRAVERSO LA QUALE L’UOMO RIESCE A SCOMPORRE LA STRUTTURA COMPLESSA DELLE IMPRESSIONI CHE CI ARRIVANO DALL’ESTERNO. L’ATTENZIONE QUINDI PUO’ ESSERE DEFINITA COME UN DETERMINATO SISTEMA DI REAZIONI CHE PORTANO L’ORGANISMO ALLE CONDIZIONI NECESSARIE PER AFFRONTARE QUALCOSA DI IMMINENTE. LE REAZIONI A DISPOSIZIONE SI DIFFERENZIANO TRA DI LORO PER IL VOLUME, CIOE’ PER LA QUANTITA’ DI STIMOLI CONTEMPORANEI. LA DISPOSIZIONE VARIA A SECONDA DEL SESSO, DELL’ETA’ E DELL’INDIVIDUABILITA’, DELL’ESPERIENZA E DALLO STATO ATTUALE DI UN ORGANISMO . L’ATTENZIONE SI DISTINGUE IN NON SPONTANEA E SPONTANEA: NON SPONTANEA QUANDO INCLUDE ATTI NATI IN RISPOSTA DI STIMOLI ESTERNI SPONTANEA QUANDO LA CONCENTRAZIONE SI RIVOLGE VERSO L’INTERNO NELLE FORME PIU’ SEMPLICI LA CONCENTRAZIONE E’ IL RIFLESSO INCONDIZIONATO CHE COMPARE NEI PRIMI MESI DI VITA DEL NEONATO. LA DISATTENZIONE INVECE E’ LA MANCANZA DI ATTENZIONE PER UNO STIMOLO ED E’ PRESENTE IN MODO PROPORZIONALE TANTO QUANTO L’ATTENZIONE IN UN INDIVIDUO.
  19. 19. MEMORIA E IMMAGINAZIONE LA MEMORIA SI DISTINGUE IN DUE SPECIE: QUELLA MECCANICA CHE INTENDE LA CAPACITA’ DELL’ORGANISMO DI CONSERVARE LE TRACCE DI REAZIONI RIPETUTE PIU’ VOLTE QUELLA ASSOCIATIVA CHE INTENDE COME ASSOCIAZIONE OGNI LEGAME O COMBINAZIONE DI REAZIONI O MOVIMENTI GLI PSICOLOGI HANNO TROVATO TRE TIPI DI ASSOCIAZIONI: PER SOMIGLIANZA PER CONTIGUITA’ PER CONTRASTO LA MEMORIA PUO’ ESSERE DIVISA IN DIVERSI TIPI : MEMORIA VISIVA, MEMORIA ACUSTICA E MEMORIA CINESTETICA. NEI BAMBINI LA MEMORIA NON SI SVILUPPA DA SUBITO, MA SOLO IN UN SECONDO MOMENTO E COMUNQUE E’ SEMPRE PIU’ DEBOLE RISPETTO ALL’INDIVIDUO ADULTO. LA MEMORIA E’ UNA FORMA DI COMPORTAMENTO PIU’ ARTICOLATA CHE PUO’ ESSERE AUMENTATA CON ESERCIZI E CON L’EDUCAZIONE. L’INTERESSE E’ INTESO COME L’ INCLINAZIONE INTERIORE CHE DIRIGE TUTTE LE NOSTRE FORZE SULL’ ANALISI DI UN OGGETTO. UN ALTRO ELEMENTO CHE CARATTERIZZA LA MEMORIA E’ LA SFUMATURA EMOTIVA DI CIO’ CHE VIENE RICORDATO
  20. 20. MEMORIA E IMMAGINAZIONE LA MEMORIA E’ UN PROCESSO CREATIVO DI TRASFORMAZIONE DELLE REAZIONI CHE VENGONO PERCEPITE, CHE ALIMENTA TUTTE LE SFERE DELLA NOSTRA PSICHE. NON ESISTE UNA NETTA DIFFERENZA TRA RICORDO E FANTASIA, VISTO CHE ANCHE L’ESPERIENZA PASSATA E’ UNA RIELABORAZIONE DEL PERCEPITO E QUINDI UN’ ALTERAZIONE DELLA REALTA’. LA MEMORIA E’ COLLEGATA PROFONDAMENTE CON L’INCONSCIO. L’IMMAGINAZIONE CONSISTE NELL’ORGANIZZARE FORME DI COMPORTAMENTO MAI INCONTRATE NELL’ESPERIENZA UMANA. LA PRIMA FUNZIONE DEL COMPORTAMENTO IMMAGINATIVO PUO’ ESSERE CHIAMATA CONSECUTIVA. ALTRE FUNZIONI SONO QUELLA EMOTIVA E QUELLA EDUCATIVA CHE RIGUARDA L’INFANZIA. LE ALTERAZIONI INVOLONTARIE DELLA MEMORIA SI MANIFESTANO IN MODO PARTICOLARMENTE EVIDENTE NEI BAMBINI. IL GIOCO INFANTILE E’ LA SFERA IN CUI LA FANTASIA TROVA LA SUA PIU’ COMPLETA MANIFESTAZIONE.
  21. 21. PENSIERO E LINGUAGGIO Secondo Vygotskij, pensiero e linguaggio hanno due diverse origini. Il pensiero ha un’origine interna ( l’autore su questo punto, concorda con Piaget nel ritenere che il pensiero nasca tramite l’azione senso motoria sulla realtà). Il linguaggio ha un’origine esterna, viene cioè appreso dal bambino tramite l’ambiente fatto da persone che usano il linguaggio. Il linguaggio esprime sin dall’inizio la sua natura sociale, il bambino inizia a parlare per mettersi in rapporto con gli altri, per richiedere attenzione e risposte ai suoi bisogni, progressivamente il linguaggio tende all’interiorizzazione, cioè serve sempre di più alla riflessione. Successivamente subentra la fase del linguaggio egocentrico ed è qui che pensiero e linguaggio che finora avevano seguito traiettorie separate, si uniscono. Durante questa fase il pensiero acquisisce un nuovo strumento che potenzia le sue capacità: il simbolo. Nel percorso di pensiero e linguaggio dunque, il pensiero tende progressivamente ad esteriorizzarsi, mentre il linguaggio tende sempre di più all’interiorizzazione, attraverso una forma di pensiero silenzioso.
  22. 22. PENSIERO E LINGUAGGIO Verso i due anni pensiero e linguaggio iniziano ad interagire: IL LINGUAGGIO CONSENTE AI BAMBINI DI REGOLARE LE PROPRIE ATTIVITA’ I MONOLOGHI INDICANO CHE I BAMBINI HANNO ACQUISITO L’USO DEL LINGUAGGIO COME STRUMENTO DI PENSIERO VERSO LA FINE DEL PERIODO PRESCOLARE IL LINGUAGGIO VIENE INTERIORIZZATO E SI TRASFORMA IN PENSIERO LO SVILUPPO PSICHICO UMANO È CARATTERIZZATO DALL’USO DI STRUMENTI COSTRUITI DALL’UOMO PER RAGGIUNGERE FINI PRATICI E DALL’USO DEL LINGUAGGIO. IL PENSIERO NASCE SEMPRE ATTRAVERSO BASI ISTINTIVE ED EMOTIVE. L’IO E’ ANCHE IL NUCLEO CHE FORMA E ORGANIZZA APPUNTO IL PENSIERO. IL PENSIERO SI ORGANIZZA IN FORME LOGICHE FONDAMENTALI, TRA CUI L’ ANALISI E LA SINTESI, CHE SUDDIVIDONO IL MONDO PERCEPITO IN VARI ELEMENTI. LA PSICOLOGIA PEDAGOCICA PONE IN PRIMO PIANO LA FINALIZZAZIONE INTERIORE DEL PENSIERO.
  23. 23. IL LINGUAGGIO La funzione della parola è in primo luogo sociale (Dixon-Kraus, 1998), finalizzata al contatto e all'interazione con gli altri. Il linguaggio egocentrico rappresenta una fase importante della “crescita interna”, è il punto di contatto tra il discorso esterno sociale e il pensiero interno. In questo modo il linguaggio acquisisce una seconda funzione (la prima era quella sociale), cioè quella di natura intellettiva, come strumento di strutturazione del pensiero. Il linguaggio interiore ha una natura individuale, privata e permette lo sviluppo della consapevolezza metacognitiva e lo sviluppo delle competenze individuali. LO SVILUPPO E’ CARATTERIZZATO DA UN PROCESSO DI STRATIFICAZIONE DOVUTO ALLA COMBINAZIONE DI ELEMENTI BIOLOGICI E CULTURALI QUINDI LO SVILUPPO CAMBIA A SECONDA DELLA CULTURA E DEL LINGUAGGIO USATO LO SVILUPPO COGNITIVO È ESSENZIALMENTE UN PROCESSO SOCIALE IL SUO COMPITO È SPIEGARE LE FUNZIONI INTELLETTUALI SUPERIORI COME IL LINGUAGGIO LA COMPRENSIONE E IL RICORDO, CHE EMERGONO DALLE ESPERIENZE SOCIALI DEL BAMBINO LE FUNZIONI PSICHICHE SVILUPPATE NELLE RELAZIONI SOCIALI, DIVENTANO IN SEGUITO INTERNE, INTRAPSICHICHE, PER ESEMPIO IL LINGUAGGIO DA RELAZIONALE DIVENTA INTERIORIZZATO
  24. 24. IL LINGUAGGIO STRUMENTO DISTRUMENTO DI COMUNICAZIONECOMUNICAZIONE (1 ANNO ½ - 2 ANNI)(1 ANNO ½ - 2 ANNI) STRUMENTO DISTRUMENTO DI REGOLAZIONE DEL COMPORTAMENTOREGOLAZIONE DEL COMPORTAMENTO (4 ANNI)(4 ANNI) INTERIORIZZAZIONEINTERIORIZZAZIONE
  25. 25. SVILUPPO DEI BAMBINI LE ETA’ CRITICHE CARATTERIZZANO CAMBIAMENTI DELLA PERSONALITA’; LE ETÀ STABILI SONO CARATTERIZZATE DA CAMBIAMENTI MICROSCOPICI CHE ACCUMULANDOSI CREANO IL PRESUPPOSTO DI UN SALTO QUALITATIVO. L’APPRENDIMENTO E’ UNA FORMA GENERALE DELLO SVILUPPO SPONTANEO - FINO AI TRE ANNI SPONTANEO -REATTIVO 3-6 REATTIVO - 6-7 ANNI       E’ POSSIBILE DISTINGUERE QUATTRO LIVELLI DI ETA’ NELLO SVILUPPO DEL BAMBINO, OGNUNO DEI QUALI HA UN SIGNIFICATO BIOLOGICO SPECIFICO E DI CONSEGUENZA UN SUO PARTICOLARE RAPPORTO DI ESPERIENZA CON L’AMBIENTE. IL PRIMO STADIO SI PUO’ CHIAMARE PERIODO DELLA PRIMA INFANZIA IL SECONDO STADIO E’ LA FASE LUDICA IL TERZO STADIO E’ QUELLO DELLA TARDA INFANZIA IL QUARTO STADIO E’ INVECE QUELLO DELL’ ADOLESCENZA
  26. 26. SVILUPPO DEI BAMBINI IL PERIODO DELLA PRIMA INFANZIA PREVEDE LE PRIME ATTIVITA’ DEL BAMBINO, COME IL MANGIARE, IL BERE IL CRESCERE ED IL SUO COMPORTAMENTO SI MANIFESTA ATTRAVERSO QUESTE FUNZIONI. IL BAMBINO ESERCITA I SUOI ORGANI DI PERCEZIONE E DI MOVIMENTO ED IN QUESTA PRIMA FASE L’AMBIENTE SOCIALE DEL BAMBINO E’ LA MADRE, CHE VIENE MESSA AL PRIMO POSTO. UN BRUSCO BALZO IN AVANTI IN QUESTO PERIODO E’ RAPPRESENTATO DALLO SPUNTARE DEI DENTI DA LATTE, POICHE’ CAMBIANDO IL CIBO CAMBIA ANCHE IL SUO RAPPORTO CON L’AMBIENTE. LA FASE LUDICA E’ QUELLA IN CUI IL BAMBINO ASSIMILA TUTTI I SUOI MOVIMENTI E L’AMBIENTE PENETRA IN LUI ATTRAVERSO GLI ADULTI. IL PERIODO DELLA PRIMA INFANZIA SI HA QUINDI DAL PRIMO ORIENTAMENTO FINO ALL’ETA’ DI 6 – 7 ANNI, DOPODICHE’ COMINCIA IL PERIODO DELLA SECONDA FASE. DAI 7 AI 13 ANNI SI PASSA AL PERIODO DELLA TERZA FASE, IN CUI LE FORME DEL COMPORTAMENTO SI COMPLICANO E IL BAMBINO ENTRA IN RAPPORTO DIRETTO CON L’ AMBIENTE CHE LO CIRCONDA. QUESTA FASE SI CHIUDE CON IL PERIODO DELLA MATURAZIONE SESSUALE DEL BAMBINO, QUINDI CAMBIA ANCHE IL TONO DI VOCE E CAMBIANO ALCUNI TRATTI FISICI DEL CORPO.
  27. 27. SVILUPPO DEI BAMBINI LA TERZA FASE E’ CONSIDERATA COME QUELLA DECISIVA PER L’EDUCAZIONE, IN ESSA SI STABILISCONO FORME FONDAMENTALI DI SUBLIMAZIONE. L’ ALTRA FASE E’ L’ ADOLESCENZA, DAI 13 AI 18 ANNI, E’ CARATTERIZZATA DALL’ INSTAURARSI DEFINITIVO DEI RAPPORTI CON L’ AMBIENTE. IL PERIODO DEL NEGATIVISMO INFANTILE SI HA INTORNO AI 3 – 5 ANNI OPPURE AI 7 – 8 ANNI. IL SIGNIFICATO DI TALE CONPORTAMENTO CONSISTE IN QUELLA SVOLTA CHE SI COMPIE NEL BAMBINO CON L’ AUMENTO DELLA SUA ATTIVITA’ NEI CONFRONTI DELL’ AMBIENTE. LE MANIFESTAZIONI DI QUESTO NEGATIVISMO SONO LE DISCUSSIONI , LA NEGAZIONE E IL COMPORTAMENTO DI DISACCORDO. IL NEGATIVISMO RISULTA ESSERE UN CASO DI ESPRESSIONE DI QUELLA GENERALE INCAPACITA’ DI ADATTAMENTO, CHE E’ UN TRATTO FONDAMENTALE DELL’INFANZIA. IL BAMBINO E’ L’ ESSERE PIU’ EMOTIVO E LE EMOZIONI SONO PUNTI DI SQUILIBRIO NEL COMPORTAMENTO CHE DIPINDONO DAL TRIONFO SULL’ AMBIENTE O VICEVERSA DALLA SUA VITTORIA.
  28. 28. EDUCAZIONE MORALE La MORALE è una forma di comportamento sociale, stabilita nel corso della storia quasi sempre dalla classe dominante. Nasce sulla base di reazioni istintive e si forma sotto l’influsso sistematico dell’ambiente e della coscienza. L’educazione morale è prima di tutto educazione sociale. Lo squilibrio morale del bambino dipende o dalla mancanza dell’educazione sociale o dall’elevato talento dei bambini che non trovano sfogo alla loro energia nelle forme del comportamento. E’ necessario organizzare la scuola in modo che al bambino sia utile procedere di pari passo con il gruppo così come nel gioco. LA LIBERA ADOZIONE DI FORME DI COMPORTAMENTO TALI DA GARANTIRE LA CORRETTEZZA DEL COMPORTAMENTO GENERALE, E’ NELLA NATURA STESSA DEL BAMBINO E IL GIOCO E’ QUEL MECCANISMO CHE AIUTA L’ ACQUISIZIONE DI CERTE ABITUDINI. IL COMPORTAMENTO DEL BAMBINO SI CONFORMA ALLE REGOLE IN NESSUN ALTRA DIMENSIONE QUANTO IN QUELLA DEL GIOCO.
  29. 29. EDUCAZIONE ESTETICA L’OPERA D’ARTE RAPPRESENTA IN MODO PARTICOLARE IL SISTEMA ORGANIZZATO DELLE PERCEZIONI O DEGLI INFLUSSI SENSORIALI SULL’ORGANISMO. LO STUDIO DELLA FORMA ARTISTICA HA DIMOSTRATO CHE NELL’ ESPERIENZA DELL’ ARTE ABBIAMO A CHE FARE CON UNA RIPRODUZIONE DELLA REALTA’ NON SEMPLIFICATA MA RESA PIU’ COMPLESSA. LA CONCEZIONE DELLA CREATIVITA’ COME SUBLIMAZIONE DEGLI ISTINTI RIMASTI INUTILIZZATI CHE NON HANNO TROVATO SFOGO NELLA NORMALE ATTIVITA’ DELL’ ORGANISMO E’ LA CONCEZIONE PIU’ VEROSIMILE DELLA PSICOLOGIA CONTEMPORANEA. I bambini inizialmente disegnano a memoria, disegnano non ciò che vedono ma ciò che conoscono, sono quindi molto più simbolisti che naturalisti; in realtà essi cercano più di denominare e designare che di rappresentare. IL DISEGNO QUINDI È LINGUAGGIO GRAFICO CHE NASCE SULLA BASE DEL LINGUAGGIO VERBALE. Gli schemi che distinguono i primi disegni dei bambini ricordano dei concetti verbali che comunicano solo le caratteristiche essenziali degli oggetti. I DISEGNI DEI BAMBINI SI POSSONO QUINDI CONSIDERARE COME UNO STADIO PRELIMINARE ALLO SVILUPPO DELLA LINGUA SCRITTA.
  30. 30. EDUCAZIONE ESTETICA Una conseguenza morale dell’arte esiste e si manifesta in un rasserenamento interiore del mondo spirituale, eliminando i conflitti interni e quindi nella liberazione di forze inibite e compresse. Nel sistema dell’esperienza provocata dal quadro, il ruolo principale spetta alle reazioni cinestetiche, cioè motorie, la sua azione estetica si trova tanto nelle dita che negli occhi, poiché parla alla nostra immaginazione. Anche il momento edonistico della soddisfazione o del piacere per le opere d’arte, può essere presente come conseguenza e provocare un influsso educativo sullo sviluppo dei nostri sentimenti La creatività infantile viene risolta nel senso del suo straordinario valore pedagogico, sebbene il suo effettivo valore estetico sia nullo. Un disegno infantile aiuta il bambino ad impossessarsi delle sue esperienze ed insegna la psicologia dell’elevazione. Anche se esteticamente il disegno del bambino è imperfetto, correggerlo servirebbe solo ad ostacolare l’emozionabilità del bambino. L’insegnamento quindi di ogni arte deve essere inserito come un elemento di istruzione e di educazione sociale e deve conciliare con la creatività del bambino e la cultura delle sue percezioni artistiche.
  31. 31. COMPORTAMENTO ANORMALE LE FORME DI COMPORTAMENTO ANORMALE LE POSSIAMO INCONTRARE ANCHE NELLE PERSONE NORMALI QUANDO PRESENTANO UN COMPORTAMENTO ANOMALO TEMPORANEO O TRANSITORIO O ANCHE CON FORME PIU’ DURATURE. TUTTE LE FORME ANORMALI DI COMPORTAMENTO POSSONO ESSERE DIVISE IN DIVERSI GRUPPI: LE FORME CASUALI E DI BREVE DURATA STATI PROLUNGATI E STABILI COME LE NEVROSI O PSICOSI DIFETTI DI COMPOTAMENTO COSTANTI NELLA VITA COME UN DEFICIT I CONFINI CHE DIVIDONO UN COMPORTAMENTO NORMALE DA UNO ANORMALE SONO MOLTO SOTTILI E MOLTO SPESSO AL COMPORTAMENTO ABITUALE SI UNISCONO TRATTI PSICOPATOLOGICI. I METODI EDUCATIVI DEVONO ESSERE INDIVIDUALIZZATI A SECONDA DEL SINGOLO CASO, SIA CON IL METODO DELL’ ADATTAMENTO CHE CON QUELLO DELLA COMPENSAZIONE. IL COMPORTAMENTO ANORMALE ASSUME FORME MOLTO PIU’ COMPLESSE QUANDO E’ COLLEGATO A DIFETTI DEGLI ORGANI DI SENSO O ANALIZZATORI. AD ESEMPIO LA CECITA’ O IL SORDOMUTISMO PONGONO PROBLEMI PEDAGOGICI PIU’ COMPLICATI POICHE’ IL DEFICIT RIGUARDA GLI ORGANI PERCETTIVI
  32. 32. COMPORTAMENTO ANORMALE I BAMBINI NERVOSI, EPILETTICI O ISTERICI PRESENTANO DELLE DEVIAZIONI PATOLOGICHE DELLE FORME DEL PROPRIO COMPORTAMENTO E HANNO BISOGNO PIU’ DI CURE CHE DI EDUCAZIONE. AD ESEMPIO STIMOLI FORTI POSSONO ESSERE INSOPPORTABILI PER QUESTI BAMBINI E QUINDI LA LORO VITA DEVE ESSERE ORGANIZZATA IN MODO TALE DA GARANTIRE LA TRANQUILLITA’ UN ’ALTRA FORMA DI COMPORTAMENTO ANORMALE PER I BAMBINI E’ LA PSICONEVROSI, CON LA QUALE SI INTENDE UNA MALATTIA TEMPORANEA. LA PSICOSI NASCE DAL CONFLITTO TRA L’AMBIENTE E LA PERSONALITA’, GLI STIMOLI INTERNI DELLA PERSONALITA’ SI SCONTRANO CON L’ESTERNO. LA NEVROSI DERIVA DAL CONFLITTO ALL’INTERNO DELLO STESSO IO, QUANDO ALCUNE ASPIRAZIONI INTERIORI CONTRASTANO IL LIVELLO MORALE DELLA PERSONALITA’ IN ENTRAMBI NASCE UN CONFLITTO INTERNO CHE TESTIMONIA IL FATTO CHE NELL’INTERAZIONE TRA ORGANISMO E AMBIENTE E’ SOPRAVVENUTO UN CONTRASTO. LA RIEDUCAZIONE DEL CONFLITTO ESIGE L’ELIMINAZIONE DELLE CAUSE CHE HANNO GENERATO IL CONFLITTO STESSO.
  33. 33. L’IPNOSI L’IPNOSI APPARTIENE A QUELLE FORME DI COMPORTAMENTO CHE PERMETTONO DI STUDIARE IL COMPORTAMENTO INCONSCIO. VIENE CHIAMATA IPNOSI UNO STATO PROVOCATO ARTIFICIALMENTE IN UN INDIVIDUO, SIMILE AL SONNO CHE SI DISTINGUE DA ESSO PER LA SUGGESTIONE. FRA IPNOTIZZATORE E IPNOTIZZATO SI CREA UN COLLEGAMENTO CHIAMATO RAPPORTO CHE PONE L’IPNOTIZZATO IN UNA RELAZIONE SUBORDINATA RISPETTO ALL’IPNOTIZZATORE. LA FORMA PIU’ CURIOSA DI COMPORTAMENTO IPNOTICO E’ LA COSIDDETTA SUGGESTIONE POSTIPNOTICA. L’ ASSIMILAZIONE DELLE SUGGESTIONI NELL’ IPNOSI FA SI CHE QUESTA POSSA ESSERE USATA COME METODO EDUCATIVO IN BAMBINI DIFFICILI DA EDUCARE. LA SUGGESTIONE SI DIFFERENZIA DAL NORMALE APPROCCIO EDUCATIVO PERCHE’ CREA RAPPORTI ARTIFICIALI ED ESTRANEI NEL SISTEMA NERVOSO L’IMPORTANZA DELLE ESPERIENZE IPNOTICHE CONSISTE NEL FATTO CHE PER PRIME HANNO MANIFESTATO CON CHIAREZZA LA REALTA’ DELL’INCONSCIO
  34. 34. CARATTERE E TEMPERAMENTO TEMPERAMENTO: BASE INNATA ANCORATA ALLA STRUTTURA BIOLOGICA DELLA PERSONA; INSIEME DEI TRATTI GENERALI CHE CARATTERIZZANO LA COSTITUZIONE FISIOLOGICA DI UN SOGGETTO. IL TEMPERAMENTO RISULTA POCO MODIFICABILE NEL TEMPO. E’ LA STRUTTURA PIÙ STABILE DELLA NOSTRA PERSONALITÀ. CARATTERE: RISULTATO DELL’ INTERAZIONE TRA TEMPERAMENTO E AMBIENTE; È LA COMPONENTE PIÙ DINAMICA DELLA PERSONALITÀ, IN QUANTO SI MODIFICA NEL TEMPO E CON LE ESPERIENZE DELLA VITA. Ogni organismo umano ha un carattere di comportamento particolare. Esistono quattro tipi di temperamento:  Tipo muscolare – attivo Tipo muscolare – passivo Tipo sensoriale – attivo Tipo sensoriale – passivo Il carattere può avere tratti ENDOGENI ed ESOGENI e determinano l’organizzazione neuro – psichica del bambino. Non può esistere comunque nessun intervento educativo immediato sul carattere.
  35. 35. PERSONALITÀ INFANTILE L’EDUCAZIONE HA SEMPRE A CHE FARE CON PERSONALITA’ INDIVIDUALI MENTRE L’ AMBIENTE SOCIALE SI REALIZZA NEI SINGOLI INDIVIDUI. LA QUESTIONE DELLA PERSONALITA’ DELL’EDUCAZIONE SOCIALE PUO’ EVOCARE CONTEMPORANEAMENTE DIVERSE PROBLEMATICHE:  LA PRIMA RIGUARDA LE DIFFERENZE INDIVIDUALI DELL’ ALLIEVO L’ ATTENZIONE PER QUESTE PARTICOLARITA’ CONCRETE DI OGNUNA DELLE DIVERSE PERSONE DEVE DIVENTARE OBBLIGATORIA PER IL PEDAGOGO E PER LO PSICOLOGO. NELL’EDUCAZIONE DI UN BAMBINO CON RITARDO MENTALE BISOGNA RICORRERE AD ALTRI METODI PSICOLOGICI PER CONSOLIDARE IN LUI DELLE REAZIONI. AL PEDAGOGO SPETTANO DUE COMPITI: LO STUDIO DELLE CARATTERISTICHE DI OGNI SINGOLO BAMBINO L’ ADATTAMENTO INDIVIDUALE DEI METODI EDUCATIVI. LA PSICOLOGIA CONTEMPORANEA E’ SEMPRE PIU’ PERVASA DALL’IDEA DEI FINI INDIVIDUALI DELL’EDUCAZIONE RISPETTO AL PERIODO PASSATO.
  36. 36. PERSONALITÀ INFANTILE LE MODALITA’ PER LO STUDIO DELLA PERSONALITA’ INFANTILE SONO TRE:  LA PRIMA E’ : L’OSSERVAZIONE SCIENTIFICAMENTE CONTROLLATA DELLE MANIFESTAZIONI INDIVIDUALI LA CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI OSSERVATI ED ORDINARLI IN GRUPPI L’INSTAURAZIONE DI UN CERTO RAPPORTO FRA VARI GRUPPI DI FATTI UN’ALTRA POSSIBILE REGOLA E’ QUELLA DI DESCRIVERE I FATTI E SPIEGARLI, TROVARE LE CAUSE E LE DIPENDENZE ESISTENTI ALLA LORO BASE. NEL METODO DI STUDIO PSICOLOGICO SPERIMENTALE IL BAMBINO E’ POSTO IN CONDIZIONI PARTICOLARI PER LA VALUTAZIONE DELLA PERSONALITA’. I METODI DELL’ESPERIMENTO PSICOLOGICO SI DIVIDONO IN TRE GRUPPI :  METODO DELLA STIMOLAZIONE METODO DI ESPRESSIONE METODO DI REAZIONE NESSUNA DI QUESTE METODOLOGIE PERO’ E’ APPLICABILE PERFETTAMENTE AL BAMBINO. BINET E SIMON HANNO CREATO UNA SCALA DI MISURAZIONE PER LO STUDIO DELLA DOTAZIONE DEL BAMBINO IN RELAZIONE ALL’ETA’ LA SCALA CONSISTE IN TEST O ESERCIZI IN CUI LA SOLUZIONE CORRETTA CORRISPONDE AD UN NORMALE SVILUPPO
  37. 37. PSICOLOGIA DEL DOCENTE PER L’EDUCAZIONE CONTEMPORANEA NON E’ IMPORTANTE LA QUANTITA’ DI CONSCENZE, MA SOPRATTUTTO EDUCARE LA CAPACITA’ DI ACQUISIRLE. L’INSEGNANTE DEVE DIVENTARE L’ORGANIZZATORE DELL’ AMBIENTE SOCIALE. IL MAESTRO DEVE RISVEGLIARE LA PASSIONE DELL’ ALUNNO. Nello sviluppo psicologico e culturale dell’individuo ogni funzione si presenta due volte, quindi su due piani: dapprima compare sul piano sociale, poi sul piano psicologico e precisamente si manifesta tra due persone sotto forma di categoria interpsicologica. VYGOSTSKIJ AVEVA ESPLICITAMENTE COLTO LA NECESSITÀ DI INSISTERE SU UNA PRATICA DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO NON TANTO DI TIPO TRASMISSIVO, MA ORIENTATA SU UNA DIDATTICA METACOGNITIVA, SOSTENENDO IN TAL MODO IL POTENZIAMENTO DELLE FUNZIONI MENTALI SUPERIORI Le capacità, che si produrranno grazie all’elaborazione delle risposte agli stimoli esperienziali favoriti dall’insegnante, si manifestano in potenzialità individuali a carattere cognitivo. RENDERE EFFETTIVO IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE COMPORTA L’IMPEGNO A INDIRIZZARE TUTTE LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AL PERSEGUIMENTO DEL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ UMANA
  38. 38. SCUOLA EMERGE SEMPRE PIÙ IL PROBLEMA PER L’INSEGNAMENTO DI GARANTIRE UNA ADEGUATA QUALITÀ DELL’ APPRENDIMENTO SCOLASTICO. Ciò che fino ad oggi è mancato, è un significativo rinnovamento delle pratiche didattico-educative per la promozione delle competenze negli studenti. L’ansia che si genera nei docenti per un lavoro didattico incentrato sulla programmazione e sulla valutazione per competenze, finisce nel far perdere di vista le buone pratiche per concretizzare il compito formativo della scuola L’insegnante ha la funzione di realizzare un’attività di mediazione, aiutando l’allievo ad apprezzare il materiale di studio come veramente significativo e quindi attivando in lui un insieme di risorse soggettive per affrontare con successo ogni situazione-problema. LE STRATEGIE METACOGNITIVE SONO DI GRANDE AIUTO AL PROCESSO DI INTERIORIZZAZIONE DELLE CONOSCENZE ACQUISITE

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