Archeologicamente

2,115 views

Published on

Documentazione finale dei percorsi didattici di archeologia sperimentale, realizzati nell'ambito del progetto speciale regionale "Archeologicamente", nella scuola primaria di Basaldella, Circolo didattico di Campoformido (UD).

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
2,115
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
13
Actions
Shares
0
Downloads
23
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Archeologicamente

  1. 1. ANNO SCOLASTICO 2011/2012LA SCUOLA PRIMARIA DI BASALDELLA PRESENTA PERCORSO STORICO-ARTISTICO FINANZIATO CON IL CONTRIBUTO REGIONALESVOLTO CON IL GRUPPO DI RICERCHE STORICHE “AGHE DI POÇ”
  2. 2. ARGOMENTI E ATTIVITÀCLASSI PRIME: CLASSI TERZE: CLASSI QUINTE:LABORATORIO SUL •VILLAGGIO CLASSI COLORE NEOLITICO • MOSAICO QUARTE: •CERAMICA •SITULA •SBALZO DEL PALEOVENETA CLASSI RAME SECONDE: •PLASTICO •VISITA ALLA CASTELLIERE DA NONNI MOSTRA DI SAMMARDENCHIA •SCRITTURE A A BAMBINI CONFRONTO
  3. 3. CLASSI PRIME LABORATORIO SUL COLOREPercorso nel mondo dei colori strutturato in tre incontri di due ore ciascuno:1. Incontro: incentrato sull’apprendimento dei colori primari(rosso, blu, giallo) e su come ottenere da essi gli altri colori. Nella prima parte dell’incontro i bambini hanno realizzato disegni individuali, dapprima usando ogni colore separatamente poi mescolandolo (così da scoprire da soli come si ottengono i colori secondari), utilizzando come sagome ritagli in cartoncino e componendo le forme secondo la loro fantasia. Nella seconda parte, sono invece stati realizzati disegni a mano libera. Alla fine tutti i bambini hanno collaborato alla composizione di un cartellone che raffigura la “teoria dei colori”. Sono state utilizzate tempere ad acqua, pennelli, spugnette.
  4. 4. 2^ INCONTRO: REALIZZAZIONE DI DISEGNI A MANO LIBERA CONL’UTILIZZO DI MATERIALI COMMESTIBILI: FRAGOLE, FRUTTI DIBOSCO, CAROTE, ZAFFERANO, ERBA E PREZZEMOLO.
  5. 5. 3^INCONTRO: REALIZZAZIONE DI DISEGNI A MANO LIBERAUTILIZZANDO TERRE COLORATE “OSSIDI” DI COLOREMARRONE, NERO, ROSSO, GIALLO OCRA, MESCOLATI CONACQUA. I BAMBINI HANNO DISEGNATO SERVENDOSI DIPENNELLI O DIRETTAMENTE DELLE MANI.
  6. 6. CLASSI SECONDE DA NONNI A BAMBINIIL LABORATORIO, INCENTRATO SULLA LINEA DEL TEMPO E SULL’APPRENDIMENTO DEI CONCETTI DI PASSATO, PRESENTE E FUTURO, SI È SVOLTO IN TRE INCONTRI:1. INCONTRO: È STATO SPIEGATO AI BAMBINI COME SI SAREBBE ARTICOLATO IL PERCORSO CHE STAVANO PER AFFRONTARE, UN VIAGGIO NEL TEMPO IN CUI I LORO NONNI ERANO PICCOLI COME LORO. Il PRIMO INCONTRO È STATO INCENTRATO SULLA LINEA DEL TEMPO. È STATO POSIZIONATO SULLA LAVAGNA UN POSTER CON LA LINEA DEL TEMPO, DOVE I BAMBINI HANNO INCOLLATO IN ORDINE CRONOLOGICO DAL PIÙ MODERNO AL PIÙ ANTICO I SEGUENTI OGGETTI: MACCHINA, BICICLETTA DEI NONNI, CAVALIERE, ANTICO ROMANO, UOMO PRIMITIVO E DINOSAURO. SI È STIMOLATA LA DISCUSSIONE PARTENDO DALLE LORO ESPERIENZE PERSONALI, DA QUELLO CHE SI SENTONO RACCONTARE DAI NONNI E DAI GENITORI, O DA COSE DI CUI HANNO SENTITO PARLARE ALLA TELEVISIONE O HANNO VISTO SUI LIBRI, SU VECCHI OGGETTI CHE OGGI NON SONO PIÙ USATI O CHE HANNO CAMBIATO FORMA E SI SONO EVOLUTI. È STATA POI DISTRIBUITA ALLA CLASSE UNA SCHEDA DAL TITOLO “IL PASSATO DOVE LO METTO?”, DOVE I BAMBINI HANNO CERCATO DI RICOSTRUIRE LA STESSA LINEA DEL TEMPO CHE AVEVANO OSSERVATO ALLA LAVAGNA. PER STIMOLARLI SUI CONCETTI DI “CAMBIAMENTO”, “INVECCHIAMENTO”, È STATO CHIESTO AI BAMBINI DI DISEGNARE LO STESSO ALBERO NELLE DIVERSE STAGIONI E DI DISEGNARE QUINDI IL TRASCORRERE DEL TEMPO.
  7. 7. 2^ INCONTRO: IL LAVORO SI È CONCENTRATO SULLA LINEA DELTEMPO PERSONALE E DELLA PROPRIA FAMIGLIA. I BAMBINI HANNOCOMPILATO LA SECONDA METÀ DELLA SCHEDA DAL TITOLO “LA NOSTRALINEA DEL TEMPO”. CON UN LAVORO PERSONALE E INDIVIDUALE HANNOSCRITTO SULLA LINEA DEL TEMPO IL NOME DEI COMPONENTI DELLAPROPRIA FAMIGLIA , COMPRESI LORO STESSI, DAL PIÙ GIOVANE AL PIÙANZIANO E POI HANNO REALIZZATO I RITRATTI DEI MEMBRI DELLA FAMIGLIACOSÌ COME LI AVEVANO INDICATI SULLA SCHEDA.3^ INCONTRO: LETTURA IN CLASSE DI UN ESTRATTO DAL LIBRO “ILBABBO E I SUOI TEMPI” SCRITTO DA ALFIO NAZZI, CHE RACCONTA LA VITAQUOTIDIANA AI TEMPI DEI NONNI, IL LAVORO IN CAMPAGNA, LE FACCENDE DICASA, L’ALIMENTAZIONE, I GIOCHI. DOPO LA LETTURA È STATO RICHIESTOAI BAMBINI DI REALIZZARE DEI DISEGNI ISPIRANDOSI AI RACCONTI DI NONNOALFIO.COME CONCLUSIONE DELLE ATTIVITÀ PER OGNI ALUNNO È STATOREDATTO UN LIBRICINO CON I PROPRI ELABORATI.
  8. 8. CLASSI TERZE IL PERCORSO, INCENTRATO SULLA VITA DELL’UOMO NEL PERIODO NEOLITICO, SI È SVOLTO IN QUATTRO INCONTRI. OGNI LEZIONE PREVEDEVA UNA PARTE TEORICA SEGUITA DA UN LABORATORIO. 1^ LEZIONE LA LAVORAZIONE DELL’ARGILLANEL NEOLITICO L’UOMO HA BISOGNO DI RECIPIENTI IN CUI CONSERVARE I PRODOTTI DELL’AGRICOLTURA E IMPARA A FABBRICARE VASI DI ARGILLA.L’ARGILLA È UN FANGO CHE SI TROVA VICINO AI FIUMI E SI PUÒ MODELLARE FACILMENTE.
  9. 9. DIVENTIAMO ANCHE NOI VASAI ABBIAMO PRESO UN PEZZO DI ARGILLA E ABBIAMO FORMATO UNA PALLA PREMENDO CON I POLLICI LE ABBIAMODATO UNA FORMA CAVA
  10. 10. ABBIAMO MODELLATO UNA CIOTOLAINFINE L’ABBIAMO DECORATA
  11. 11. ECCO ALCUNI DEI NOSTRI VASI
  12. 12. 2^ LEZIONE LO SBALZO DEL RAMEUN GRANDE PASSO AVANTI NELLA STORIA DELL’UOMO AVVENNEQUANDO IMPARÒ A LAVORARE I METALLI. COME SARÀ AVVENUTO?PROBABILMENTE LA SCOPERTA FU MERITO DI UNO DEGLI ABILILAVORATORI DELLA PIETRA, UN GIORNO, MENTRE COL SUOPUNTERUOLO STAVA RICAVANDO DLLE LAMINE DI SELCE, GLI SARÀCAPITATA STTO MANO UNA PIETRA STRANA, DI COLORE GIALLOARANCIO. SORPRESO E INCURIOSITO AVRÀ COMINCIATO A BATTERLACOL SUO MARTELLO DI SASSO E AVRÀ NOTATO CHE LA PIETRA SIPIEGAVA MA NON SI ROMPEVA. AVRÀ PROVATO AD APPUNTIRLA E SISARÀ ACCORTO CHE BATTENDOLA BEN BENE RIUSCIVA A FARE UNAPUNTA PIÙ SOTTILE DI TUTTE QUELLE PRODOTTE FINO AD ORA.AVEVA SCOPERTO UN METALLO: IL RAME.
  13. 13. CI SIAMO ACCORTI CHE IL RAME È UN METALLO MORBIDO: ÈSUFFICIENTE RICALCARE UN DISEGNO CON LA NOSTRA MATITA CHE DALL’ALTRA PARTE CI APPARE L’IMMAGINE IN RILIEVO; ABBIAMO IMPARATO L’ARTE DELLO SBALZO.
  14. 14. 2^ LEZIONE IL VILLAGGIO NEOLITICOIL LAVORO AGRICOLO RICHIEDEVA LA PRESENZA CONTINUADELL’UOMO VICINO AI CAMPI COLTIVATI. INOLTRE EGLI DOVEVACONSERVARE I PRODOTTI AGRICOLI RACCOLTI PERCHÈDURASSERO TUTTO L’ANNO, PER QUESTO OGNI ABITAZIONEDOVEVA AVERE UN MAGAZZINO CAPIENTE. LE CAPANNEFURONO COSTRUITE MOLTO PIÙ GRANDI, SOLIDE E BENPROTETTE.GLI UOMINI ABBANDONARONO COSÌ L’ABITUDINE DISPOSTARSI E RIMASERO SEMPRE NELLO STESSO LUOGO, DANOMADI DIVENNERO SEDENTARI: NACQUE IL VILLAGGIONEOLITICO.
  15. 15. E ORA ALL’OPERA!COSTRUIAMO IL PLASTICO DEL VILLAGGIO GRANDE IMPORTANZA AVEVA IL LUOGO, SEMPR E VICINO AD UN CORSO D’ACQUA
  16. 16. ADESSO SI FANNO LE CAPANNE
  17. 17. IL VILLAGGIO PRENDE FORMA
  18. 18. IV LEZIONE LA QUARTA LEZIONE SI È SVOLTA AL CENTRO VISITE DI SAMMARDENCHIA. IL CENTRO È SORTO NEL 1998 NELL’EXSCUOLA ELEMENTARE DI SAMMARDENCHIAED OSPITA REPERTI E RICOSTRUZIONI DEL PERIODO NEOLITICO.
  19. 19. PICCOLI ARCHEOLOGI AL LAVORO SIMULAZIONE DI UNO SCAVO REPERTI TIPICI DI UN SITO PREISTORICO GLI ATTREZZI DA LAVORODELL’ARCHEOLOGO
  20. 20. Lo scavo nelle vasche allestite al Centro Visite. Sotto la terra, assieme a materiale di vario genere, sono stati nascosti alcuni reperti, che i bambini devono trovare e riconoscere.Il reperto viene pulito dalla terra con uno spazzolino
  21. 21. I REPERTI VENGONO DISPOSTI CON CURA ALL’INTERNO DI CIASCUN QUADRATO
  22. 22. AL CENTRO VISITE ABBIAMO POTUTO VEDERE LARICOSTRUZIONE DI MOLTI STRUMENTI USATI DAGLIUOMINI DELLA PREISTORIA E CAPIRE IL LORO USO. MARTELLO E SCALPELLO RASCHIATOIO AMIGDALA
  23. 23. PIETRA LEVIGATA AGO TELAIO INVERTICALE OSSO
  24. 24. CLASSI QUARTE IL PERCORSO STORICO ARTISTICO CONCORDATO CON L’ESPERTA AVEVA LO SCOPO DI FAR CONOSCERE AGLI ALUNNI LE CIVILTÀ CHE HANNO ABITATO IL NOSTRO TERRITORIO E METTERLE A CONFRONTO CON LE CIVILTÀ STUDIATE. SI È SVOLTO IN QUATTRO INCONTRI DI DUE ORE CIASCUNO, OGNI LEZIONE ERA COSTITUITA DA UNA PARTE TEORICA SEGUITA DA UN LABORATORIO. GLI ARGOMENTI SCELTI SONO STATI I SEGUENTI:1. LA CIVILTÀ DEI CASTELLIERI2. I PALEOVENETI3. SCRITTURE A CONFRONTO (SUMERA, EGIZIANA, VENETICA)
  25. 25. 1^ E 2^ LEZIONE: LA CIVILTÀ DEI CASTELLIERI I CASTELLIERI sonoi villaggi tipici dell’Età del Bronzo e del Ferro. Che cos’è un Castelliere??? E’ un villaggio posto in posizione dominante e/o protetta (ad esempio da un corso d’acqua), che veniva ulteriormente difeso da un aggere e da una palizzata in legno. Erano a pianta quadrangolare, circolare o ovale
  26. 26. In Friuli ci sono ancora molte tracce dei castellieri e se ne possono distinguere tre diverse tipologie:- castelliere di pianura- castelliere lungo i corsi dacqua- castelliere del Carso e dellIstria
  27. 27. Castellieri di pianura Caratteristiche: - Hanno forma quadrangolare - Gli angoli sono orientati verso i punti cardinali - Hanno aggeri protettivi fatti in terra alti da 4 a 6 metri - Sono insediamenti che nascono per contenere anche parte dei campi e degli animali allevati - Sono prevalentemente pacifici, fatti solo per difesa del proprio abitato.
  28. 28. Castellieri lungo i corsi Caratteristiche: dacqua • Hanno forma irregolare perché si devono adattare alla conformazione del terreno • Hanno aggeri protettivi fatti in terra che sono costruiti solo lungo i lati più esposti e indifesi • Uno dei lati del castelliere è difeso naturalmente dal corso d’acqua
  29. 29. Castellieri del Carso e dellIstria Venivano costruitI sulle alture naturali e il materiale usato era la pietra, che si trova in abbondanza nella zona.
  30. 30. - Gradisca sul Cosa (Spilimbergo)- Rive d’Arcano- Castellerio (Pagnacco)- Ponte San Quirino- Firmano- Orsaria- San Giovanni di Casarsa- Ariis di Rivignano
  31. 31. LABORATORIO: DIVISI IN TRE GRUPPI I BAMBINI HANNOPOTUTO RICOSTRUIRE I MODELLINI DEI TRE TIPI DI CASTELLIERI. CASTELLIERE DI PIANURA
  32. 32. CASTELLIERI VICINO AD UN CORSO D’ACQUA
  33. 33. CASTELLIERIDEL CARSO
  34. 34. 3^ LEZIONE: I PALEOVENETI DOVE E QUANDO
  35. 35. LA SITULABENVENUTICosì chiamata dal nome del proprietario del terreno dove à stata trovata, venivausata come urna cineraria.
  36. 36. LABORATORIO: riproduciamo lasitula Benvenuti con la tecnica dello sbalzo Ricalchiamo il disegno sulla lamina di rame
  37. 37. Ritagliamo la lamina
  38. 38. Abbiamo ottenuto una lamina con delle immagini inrilievo, incolliamo i due estremi, ci mettiamo il fondo ed ecco…
  39. 39. … il risultato
  40. 40. 4^ LEZIONE: confronto tra scrittureIn questa unità didattica gli alunni hannopotuto confrontare la scrittura delle civiltàstudiate, Egiziani e Sumeri, con la scritturavenetica ed hanno realizzato una tavoletta diargilla con il loro nome scritto in sumero. Prepariamo la tavoletta di argilla
  41. 41. Scriviamo ilnostro nome utilizzando l’alfabeto sumero
  42. 42. CLASSI QUINTE: IL MOSAICOIl percorso si è svolto in quattro incontri di due oreciascuno. Alle lezioni teoriche, durante le quali aglialunni è stata spiegata l’arte del mosaico, la suaorigine e la sua storia, sono seguiti i laboratori dovei bambini hanno potuto sperimentarepersonalmente le tecniche loro illustrate.In particolare sono stati esaminati i mosaici dellaBasilica di Aquileia, che gli alunni hanno poi inseguito visitato.
  43. 43. Perché si chiama mosaico?Il termine mosaico deriva da MUSA. Le Muse erano le divinità cheproteggevano le arti: la musica, la pittura, la scultura…L’arte del mosaico, conosciuta già nel Vicino Oriente, trova poigrande diffusione con i Romani. Infatti mosaici si ritrovano in tuttele province dell’Impero.
  44. 44. I mosaici di Aquileia
  45. 45. MOSAICI ESEGUITI DAGLI ALUNNI
  46. 46. ALLA FINE DEI PERCORSI È STATA ALLESTITA UNAMOSTRA CON GLI ELABORATI DI TUTTE LE CLASSI
  47. 47. CLASSI PRIME
  48. 48. CLASSI SECONDE
  49. 49. CLASSI TERZE
  50. 50. CLASSI QUARTE
  51. 51. CLASSI QUINTE

×