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Kosmetica settembre 2014

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Kosmetica (settembre 2014), propone un confronto ragionato tra i vari standard della cosmesi bio e naturale

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Kosmetica settembre 2014

  1. 1. «Biologico» e «naturale» hanno conquistato la cosmesi DONATELLA BARILLARO Figura 1 - (tratta da Rapporto Annuale 2013- www.cosmeticaitalia.it/ home/it/documenti/centro_studi/RAPPORTO_ANNUALE/Rapporto_ annuale_2013_-_DEF_REVISIONE_web.pdf pagina 57) 3.017 KOSMETICA NUMERO SEI - SETTEMBRE DUEMILA14 50 CERTIFICAZIONI del turismo sostenibile. Si tratta di scelte di mercato adot-tate dai rispettivi settori per rispondere alla crescente do-manda dei consumatori di avere prodotti più naturali ri-tenuti più sicuri per la propria salute e meno dannosi per l’ambiente. Il termine biologico implica infatti l’esclusione di sostanze di sintesi e organismi transgenici a favore di sostanze naturali, attenzione per il territorio e per le ac-que che vengono preservati dall’inquinamento e sfruttati in modo sostenibile. Ad oggi un preciso riferimento legi-slativo dell’aggettivazione «biologico» esiste soltanto per la produzione agricola e di alimenti biologici: si tratta del regolamento europeo 834/2007 che, oltre a defi nire il ter-mine biologico, regola le modalità di produzione che de-vono avvenire utilizzando sostanze e procedimenti natu-rali, garantire un alto livello di biodiversità e salvaguardia delle risorse naturali nonché il benessere degli animali. Grande successo di mercato Il trend dei cosmetici bio e naturali è senza dubbio in ascesa, lo dimostrano i dati pubblicati dal Centro Studi di Cosmeti-ca Italia nel rapporto annuale riferito all’anno 2013. Lo scor-so anno i cosmetici venduti in erboristeria hanno raggiunto un valore prossimo ai 410 milioni di euro, con una crescita del 2,8% rispetto all’anno 2012 rappresentando il 4,3% di tutto il mercato cosmetico nazionale. Il rapporto del Cen-tro studi conferma la crescita della coscienza ecologica dei consumatori attenti ai prodotti a connotazione bionaturale ritrovati nell’offerta in erboristeria. Da un’indagine della so-cietà ALIAS il consumatore risulterebbe però ancora poco preparato sul settore cosmesi naturale. Per quanto riguar-da i claims, in Italia, la connotazione «green» risulta essere la seconda aggettivazione più pubblicizzata preceduta dal-la lunga durata del prodotto e seguita dalla capacità illumi-nante (fi g.1). Una tendenza analoga si riscontrata a livello internazionale dove le aggettivazioni green si collocano tra le prime tre maggiormente pubblicizzate (fi g.2) I cosmetici biologici e di origine naturale sono prota-gonisti di un grande successo di mercato che testi-monia un cambiamento di stile di vita dei consuma-tori verso i principi della sostenibilità. In attesa della pubblicazione di una norma ISO che defi nisca que-sti prodotti, molte aziende scelgono la certifi cazione volontaria a garanzia del consumatore Negli ultimi anni sempre più spesso i termini «biologico», «naturale», «sosteni-bile » sono stati accostati a numerose tipologie di merce; è possibile acquistare alimenti biologici, biocarburante, abitazioni costruite secondo i principi della bio edilizia, cosmetici naturali e biologici, abiti ecosostenibili ed è possibile fare lunga durata botanico/erbe illuminante idratante tempo/velocità PRINCIPALI CLAIM UTILIZZATI NEI COSMETICI ITALIANI NEL 2013 985 936 892 821 740 12.000 12.000 8.000 4.000 15.282 Regno Unito 13.083 Stati Uniti 9.927 Francia 9.222 Germania 7.517 Giappone Italia botanico/erbe idratante lunga durata LANCI DI PRODOTTI COSMETICI NEL MONDO E PRIMI 3 CLAIM NEL 2013 cosmetologa Figura 2 – (tratta da Rapporto Annuale 2013- www.cosmeticaitalia.it/ home/it/documenti/centro_studi/RAPPORTO_ANNUALE/Rapporto_ annuale_2013_-_DEF_REVISIONE_Web.pdf pagina 58)
  2. 2. TAB.1- CONFRONTO TRA DISCIPLINARE CCPB E ICEA CCPB ICEA mento della pubblicazione, sarà discrezione delle aziende scegliere se applicarla o meno. Attualmente il vuoto nor-mativo è colmato dai disciplinari privati. Certificazione La mancanza di un riferimento legislativo specifico, o di uno standard internazionale, ha generato un quadro poco chiaro soprattutto per il consumatore. Gli enti certificatori infatti, per consentire alle aziende di fornire garanzie cir-ca la naturalità dei propri prodotti, hanno creato specifi-che certificazioni, dei disciplinari volontari che le aziende possono decidere se adottare o meno, che nel corso de-gli anni si sono moltiplicate in conseguenza dell’aumento del numero degli enti certificatori. Ecco perché i diversi prodotti sul mercato aggettivati come biologici o natura-li non hanno tutti le stesse caratteristiche. La mancanza di uniformità senza dubbio penalizza il consumatore che spesso, non riuscendo a discriminare la varie certificazio-ni, non può compiere una scelta consapevole. D’altra par-te, in questo momento, i disciplinari privati rappresentano anche l’unica garanzia del rispetto di importanti requisiti biologici riguardanti le materie prime, i sistemi di conser-vazione, gli imballaggi e le tecniche di produzione. Ciascu-na nazione ha i propri enti certificatori, ognuno dei quali 51 Regolamenti e norme I cosmetici biologici e di origine naturale che circolano sul mercato Europeo devono naturalmente rispondere ai prin-cipi del regolamento 1223/2009 atti a garantire la sicurezza del consumatore e la qualità del prodotto. In particolare, i claims vantati in etichetta (in questo caso le aggettivazio-ni «biologico» e «naturale») sono regolati dall’articolo 20 che, tuttavia, non fornisce indicazioni precise. Per questa ragione la Commissione Europea ha pubblicato un altro regolamento, il 655/2013 che stabilisce dei criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni poste sui prodotti cosmetici. Tuttavia, anche le linee guida al 655/2013 non stabiliscono alcun criterio relativo ai cosmetici bio e natu-rali. La ragione di questo vuoto normativo è da ricercare nella volontà della Commissione di adottare la norma lSO attualmente in fase di elaborazione. Già da qualche anno infatti, ISO, l’ente internazionale di standardizzazione, sta lavorando a un progetto denominato «Linee guida relati-ve a definizioni tecniche e criteri per gli ingredienti e per i prodotti Cosmetici Naturali e Biologici» la cui pubblica-zione è prevista per la fine del 2015. Quando la norma di ISO sarà pubblicata verrà adottata dalla commissione Eu-ropea come standard riguardante i prodotti bio e naturali. La norma non è un obbligo di legge dunque, anche al mo- KOSMETICA NUMERO SEI - SETTEMBRE DUEMILA14 Tipologia di certificazione 1-COSMETICI BIOLOGICI 2-COSMETICI CON INGREDIENTI BIOLOGICI 3-COSMETICI NATURALI 1-ECO BIO COSMESI 2-COSMESI NATURALE Concentrazione ingredienti -cosmetico biologico: deve contenere almeno il 95 % (in peso) di ingredienti da «agricoltura Biologica». Nel rimanente 5% è possibile utilizzare ingredienti provenienti dall’agricoltura convenzionale -cosmetico con ingredienti biologici: deve contenere almeno il 70 % (in peso) di ingredienti da «agricoltura Biologica». Nel rimanente 30% è possibile utilizzare ingredienti provenienti dall’agricoltura convenzionale -cosmetico naturale: Gli ingredienti naturali e/o di origine naturale compresa l’acqua aggiunta, devono costituire almeno il 95% (in peso) del totale degli ingredienti. Sia nel caso della eco bio cosmesi che nel caso della cosmesi naturale il conferimento della certificazione non dipende dalla % di ingredienti di agricoltura biologica (al netto dell’acqua). OGM Non ammessi Non ammessi Additivi di sintesi Solo quelli ammessi nel disciplinare e non superiori al 5% del totale degli ingredienti in peso. Solo quelli ammessi dal disciplinare Conservanti Solo quelli ammessi nel disciplinare (Acidi benzoico, deidroacetico, propionico, salicilico, sorbico ecc) Solo quelli ammessi dal disciplinare (ad es benzylhemiformal, 5-bromo-5-nitro-1,3- dioxane, 7-ethylbicyclooxazolidine, ecc) Packaging Biodegradabile, riciclabile, sicuro, a basso impatto ambientale Biodegradabile, riciclabile, sicuro, a basso impatto ambientale Sostanze profumate Ammessi oli essenziali, aromi, profumi naturali e/o di origine naturale Obbligo di riportarli in etichetta secondo il regolamento 1223/2009 Ammessi olii essenziali vegetali, profumi, fragranze, aromi e loro miscele. Obbligo di riportarli in etichetta secondo il regolamento 1223/2009 Processi di produzione delle materie prime e del prodotto finito Solo quelli ammessi dal disciplinare Solo quelli ammessi dal disciplinare Sperimentazione animale Non ammessa Non ammessa Radiazioni ionizzanti Non ammesse Non ammesse
  3. 3. TAB.2 - PRINCIPALI DIFFERENZE TRA COSMOS STANDARD E NATRUE 52 KOSMETICA NUMERO SEI - SETTEMBRE DUEMILA14 CERTIFICAZIONI dicata come «X%» di prodotto bio sul totale. Il livello di cer-tifi cazione «COSMOS Natural» non prevede invece l’obbligo di ingredienti biologici tuttavia non ammette più del 2% di materie prime di sintesi. COSMOS Standard vieta l’uso delle nanotecnologie, di ingredienti vegetali OGM, di irradiazioni e di sperimentazione animale. Pone divieto anche all’uso di ingredienti di sintesi quali profumi, coloranti, antiossidanti, emollienti, siliconi e fi ltri solari. Riguardo il packaging fi s-sa al minimo l’impatto ambientale riducendo la quantità di materiale utilizzato, incrementando la quantità di materiale riciclabile e, quando possibile, promuove l’uso di contenito-ri riciclati. Vieta l’uso di PVC e ammette solo aria, ossigeno, azoto, diossido di carbonio e argon come gas propellenti. Dal momento dell’entrata in vigore del disciplinare COSMOS, i produttori di materie prime o di prodotti fi niti certifi cati da uno degli enti fondatori (ICEA, BDIH, ECOCERT, SOIL ASSOCIATION e BIOFORUM) hanno 5 anni di tempo per adeguarsi al nuovo standard. L’altro importante disciplina-re europeo armonizzato è NATRUE messo a punto dagli enti certifi catori CCPB, BIOAGRICERT, ECOCONTROL, BIO.INSPECTA e altri ancora. È caratterizzato da 3 livelli di certifi cazione: «Cosmetici Naturali»: standard base del-la certifi cazione che richiede una minima % di ingredienti naturali e una massima di natural-simil. Il secondo livello è «Cosmetici Naturali Con Componenti Biologici», che pone livelli minimi più alti di ingredienti naturali: 70% da agri-coltura bio e richiede inoltre che il prodotto contenga (ri-ferito alla formulazione in toto) almeno il 15% di sostanze naturali non modifi cate chimicamente e al massimo il 15% di sostanze di derivazione naturale. Infi ne il terzo livello di certifi cazione, «Cosmetici Biologici» pone livelli minimi ancora maggiori di ingredienti naturali: 95% da agricoltu-ra bio e richiede che il prodotto contenga (rispetto alla for-mulazione in toto) almeno il 20% di sostanze naturali non modifi cate chimicamente e al massimo il 15% di sostanze di derivazione naturale. Anche NATRUE impone restrizio-ni a ingredienti e processi produttivi e fornisce indicazio-ni riguardo al packaging: tutti punti comuni al disciplina-re COSMOS. Le principali differenze tra i due disciplinari sono riportati nella tabella 2. ■ http://www.kosmeticanews.it/tuzC0 ha prodotto un disciplinare contraddi-stinto da uno specifi co marchio. I principali enti certifi catori Europei sono: BDIH in Germania, ECOCERT in Francia, SOIL ASSOCIATION nel Regno Unito, BIOFORUM in Belgio e BIO.INSPECTA in Svizzera (al di fuori della comunità). In Italia gli enti certifi catori accreditati sono CCPB, ICEA, BIOAGRICERT, ECOGRUPPO. Nella tabella 1 è possibile osservare un confronto tra il discipli-nare CCPB e quello ICEA. Si noti che, tra i molti punti co-muni, spicca una differenza importante riguardo la con-centrazione minima di ingredienti da agricoltura biologica necessaria per acquisire la certifi cazione. Diversamente da ciò che accade in Italia, in Francia, unico Paese euro-peo dove la certifi cazione privata deve essere autorizza-ta e uffi cialmente approvata dallo Stato, gli enti certifi ca-tori non ammettono coloranti, fragranze, antiossidanti, grassi di sintesi, siliconi e derivati del petrolio. Anche gli enti tedeschi vietano l’uso di coloranti, fragranze di sin-tesi, ingredienti etossilati, siliconi e derivati del petrolio. Mentre, per quanto riguarda le concentrazioni minime necessarie di ingredienti provenienti da agricoltura bio-logica, i disciplinari francesi prevedono che sia compresa tra 5 e 10%, quelli inglesi tra il 95 e il 70% e in Germania il conferimento della certifi cazione è indipendente dalla concentrazione bio. COSMOS standard e NATRUE Al fi ne di armonizzare i numerosi sistemi di certifi cazione diffusi in Europa, quasi parallelamente sono stati creati due disciplinari, COSMOS Standard e NATRUE, sviluppati dai maggiori enti certifi catori europei. COSMOS prevede due li-velli di certifi cazione, una per i prodotti biologici «COSMOS Organic» e una per i prodotti naturali «COSMOS Natural». Nel primo caso il disciplinare impo-ne che sia biologico almeno il 95% degli ingredienti agricoli e almeno il 20% degli ingredienti sul totale del prodotto fi nito, acqua inclusa, a ecce-zione dei prodotti da risciacquo come bagnoschiuma e shampoo per i quali basta il 10%. Inoltre l’aggettivazione «biologico» è attribuita al cosmetico solo se la composizione bio del pro-dotto completo è superiore al 95%. Nel caso la percentuale di ingredienti bio sia inferiore al 95% essa verrà in- COSMOS Standard NATRUE Livelli di certifi cazione 2 3 Sostanza natural-identiche Non previste Ammesse Comprensione Più complesso e dettagliato Più semplice Riferimento agli enti Rimanda a essi la verifi ca e certifi catori nazionali assegnazione del marchio Non fanno riferimento ma fi ssano indicazioni precise Acqua Non inclusa nel calcolo della percentuale biologica Inclusa nel calcolo della percentuale biologica BIBLIOGRAFIA • http://www.cosmeticaitalia.it/home/it/ documenti/centro_studi/RAPPORTO_AN-NUALE/ Rapporto_annuale_2013_-_DEF_ REVISIONE_Web.pdf • http://www.ccpb.it/blog/2012/05/10/ cosmetici-biologici/#more-108 • http://www.icea.info/media/com_icea/ documentation/documents/1102.pdf • http://www.icea.info/it/documentazione • http://www.kontrollierte-naturkosmetik. de/e/guideline_natural_cosmetics.htm • http://www.natrue.org/fi leadmin/natrue/ downloads/Criteria_2.8/NATRUE-Label_ Requirements_V2.8_IT.pdf © RIPRODUZIONE RISERVATA Scopri gli altri contenuti sul web.

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